domenica 13 agosto 2017

VLOG 176: Importanza del soccorso (Attivi nell'Emergenza)

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road edizione agosto 2017 "Attivi nell'Emergenza".
Oggi voglio parlarvi dell'importanza del soccorso: l'importanza del soccorso intesa non necessariamente nel principio che «quando vedete un'emergenza, dovete SUBITO intervenire», bensì che «quando vedete un'emergenza, dovete subito intervenire NEL MODO GIUSTO!»
Vengo e mi spiego, innanzi tutto è importantissimo ricordarsi una cosa: se c'è un'emergenza che comprende delle persone ferite, se avete UNA MINIMA IDEA di quello che state facendo, allora potete intervenire, potete cercare di intervenire: se c'è una situazione di emergenza "piccola", se c'è una persona che si è tagliata un dito, si è fatta male e chiede aiuto per chiudere l'emorragia, per esempio, è una cosa.
Ma se c'è - per esempio - una persona che è caduta con la motocicletta, oppure è stata investita da un'automobile: c'è una situazione nella quale si sospetta che ci siano - magari - delle fratture, è importantissimo NON MUOVERE la persona ferita, e NON FARLA MUOVERE; allora lì la tipologia d'intervento non è quella cercare di tamponare le ferite, ma - innanzi tutto - quella di rassicurare la persona e di fare in modo che non si muova.
Il soccorso non è necessariamente andare, tamponare le ferite... non è necessariamente - se c'è un incendio - cercare di spegnere un incendio; non è necessariamente se c'è una rapina andare a cercare di fermare il rapinatore: ci mancherebbe altro!
Il primo gesto di un'emergenza, il primo gesto che significa «dare soccorso» è quello di richiedere soccorsi a persone competenti, è quello di richiedere soccorsi agli enti preposti, quindi quando c'è un'emergenza, quando c'è un incendio, quando c'è un incidente, quando c'è una rapina... la prima azione (la più importante azione) è quella di coinvolgere i soccorsi, di richiedere soccorso a chi è lì apposta per fare questo lavoro.
Quindi si tratta - quando c'è un'emergenza - di chiamare il 112 e di chiedere l'intervento di un'ambulanza, l'intervento dei vigili del fuoco, l'intervento delle forze dell'ordine, a seconda della situazione che c'è.
Con il nuovo numero 112 (di cui parleremo in un'altra puntata) vedremo che è possibile coordinare più soccorsi, quindi richiedere più enti contemporaneamente senza dover fare varie telefonate.
Quindi se c'è un grave incidente stradale, e sono necessarie delle ambulanze per i feriti, ma anche i vigili del fuoco per estricare alcuni feriti dalle automobili, è sufficiente una sola chiamata per allertare entrambi gli enti.
Ed è importante allertare gli enti, perché in questo modo si assicura che le persone che sono ferite, le persone che hanno dei problemi, riusciranno a ottenere *velocemente* un aiuto concreto e quindi potranno salvarsi.
Soprattutto è importante chiamare i soccorsi, perché se una persona non è in grado di dare nessun altro tipo di aiuto, sicuramente la chiamata di emergenza è l'aiuto più importante che - comunque - può dare, ed è molto importante chiamare i soccorsi, perché in ogni caso (anche se una persona non è in grado di nessun aiuto) non chiamare i soccorsi non è solo una cosa che ti rende un cattivissimo cittadino: in Italia è anche un reato penale, si chiama «Omissione di Soccorso». Nel momento in cui tu sai che c'è una situazione di emergenza, che c'è una persona a rischio di vita (o - peggio ancora - una persona che è morta) e non fai ASSOLUTAMENTE NULLA, neppure sollevare il telefono e chiamare i soccorsi, tu stai commettendo un reato penale.
Infatti in questo senso l'articolo 593 del Codice Penale è molto chiaro, così come sono molto chiare anche alcune sentenze della Cassazione, che hanno stabilito che - nel momento in cui una persona che non è in grado di dare nessun soccorso, allerta correttamente le forze dell'ordine o l'ambulanza, i vigili del fuoco, gli enti preposti, effettua la «chiamata d'emergenza», già il solo fatto di aver effettuato la chiamata di emergenza automaticamente esclude la possibilità di essere incriminato per omissione di soccorso.
Perché dici "Sì, ma non ha mosso un dito". E ha fatto MEGLIO, perché c'era una persona ferita, non sapeva dove mettere le mani, ha preferito NON METTERE le mani per evitare di fare più danni: ha richiesto l'intervento di un'ambulanza, sono arrivati i professionisti a soccorrere.
E questo è il ragionamento molto importante. Per cui ricordatevi: quando vedete una situazione di emergenza è importantissimo (è la prima regola): è importante dare una mano di aiuto, e la mano di aiuto più importante è *sempre* quella di allertare i soccorsi. Allertare gli enti, chiedere un'ambulanza, chiedere i vigili del fuoco, chiedere le forze dell'ordine: è una cosa che può SALVARE DELLE VITE, ricordatevelo sempre!
Io sono Grizzly, questo era #DdVotr edizione agosto 2017, noi ci vediamo alla prossima!

domenica 6 agosto 2017

VLOG 175: Da Siracusa a Catania #OperazioneNostalgia

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Benvenuti a bordo, viaggiatori, sono Grizzly e in questa puntata un po' particolare di Diario di Viaggio on the road intraprenderemo un viaggio - on the road, appunto - tra Siracusa e Catania.
Ora, ovviamente tra Siracusa e Catania c'è l'autostrada: questo viaggio dura una mezz'ora scarsa. Ma noi non faremo il viaggio sull'autostrada, sarebbe molto semplice.
Noi faremo il viaggio sulla vecchia statale che portava da Siracusa a Catania, che abbiamo percorso (noi siracusani) tantissime volte, perché l'autostrada c'è da meno di una decina d'anni.
Ha migliorato moltissimo le cose (l'autostrada), perché prima c'era una strada che bisognava attraversare paesini, bisognava attraversare località di mare, bisognava attraversare la zona industriale... una strada molto complicata.
E oggi, a distanza di dieci anni dall'apertura dell'autostrada, ho deciso di fare questa lunga passeggiata e riscoprire un po' i posti che - in qualche modo - hanno segnato la mia infanzia, e hanno segnato le prime volte in cui andavo a Catania perché andavo all'aeroporto a prendere qualcuno o accompagnare qualcuno, perché ero in partenza o perché andavamo a Messina, andavamo a Villa San Giovanni, prendevamo questa strada che ci doveva portare così lontani.
Perché era veramente un tour-de-force fare Siracusa-Catania: ci voleva un'ora e più di strada, se c'era maltempo, se c'erano lavori, se c'era un incidente diventavano facilmente due ore.
Nell'ultimo periodo, con l'apertura di una particolare rotonda c'erano intoppi che duravano molto di più.
Per il momento cominciamo: benvenuti su #DdVotr Operazione Nostalgia!
[♪♫♪]
Per il momento mi sto limitando a fare la statale, la statale "classica" che porta da Siracusa a Priolo, passando attraverso la zona industriale, infatti - in questo momento - sto passando dal bordo di Priolo Gargallo, il primo paese che c'è, subito dopo Siracusa, in direzione Nord.
Siamo in mezzo alla zona industriale: da questo lato c'è un cancello d'ingresso, da questo lato c'è un parcheggio dipendenti (e un altro cancello d'ingresso); siamo proprio IN MEZZO alla raffineria, questa strada passa qui in mezzo.
A questo punto sto continuando lungo la vecchia strada che mi porterà ad Augusta.
In realtà alla diramazione di Augusta: proprio ad Augusta non ci passiamo, perché è molto laterale, mentre noi continueremo verso Brucoli e poi verso Catania (nella direzione di Catania).
Ma prima della direzione di Brucoli, incontreremo - lungo questa strada - la diramazione di Megara Iblea.
Siamo alla stazione di Megara-Giannalena, questa stazione serviva soprattutto dei pendolari che venivano qui nella zona industriale. Adesso - come vedete - è completamente chiusa, è pressoché all'abbandono.
Come potete vedere la stazione - fondamentalmente - è all'abbandono, però la tratta è attualmente in funzione, questo è il binario funzionante: da qui continuano a passare i treni che vanno da Siracusa a Catania e viceversa.
Quand'ero piccolo questa parte di strada era franata ed era stata "ristretta". Dopo venticinque anni, forse trent'anni, è ancora così!
A questo punto la strada da seguire diventa un tantinello più difficile, perché in parte bisogna andare a fare la vecchia strada, e in parte bisogna fare delle laterali, perché parte delle vecchie strade sono state chiuse.
Ora, al momento dovrei essere sulla "Sotto Augusta-Catania", che è una strada laterale, perché l'altra strada materialmente è chiusa, perché è "interrotta" dall'autostrada.
[sospiro] Sono al Motel Megara: volevov fermarmi al bar, ma il bar è chiuso. Mentre l'albergo è "aperto 24 ore su 24": c'è il numero di telefono.
C'è da dire che in molte tratte (come in questo caso), fondalmentalmente la vecchia strada e l'autostrada corrono parallele, perché in fondo la strada per Catania quella è e non si può fare altrimenti. Però in alcune tratte, poi, c'è una leggera separazione.
Il fatto di percorrere questa strada mi sta riportando alla mente un sacco di ricordi, e mi sta facendo scoprire un sacco di cose nuove.
Perché - appunto - non faccio questa strada da quando è stata aperta l'autostrada, quindi sono cambiate tantissimo le cose.
A questo punto mi sto avvicinando ad Agnone Bagni: Agnone è una località di mare, è una località abbastanza rinomata, ci sono delle villette, c'è una spiaggia molto bella, era molto famoso il punto di Agnone Bagni per fermarsi quando si faceva la strada tra Siracusa e Catania, perché ci sono un paio di distributori di benzina, tra cui un distributore di benzina proprio qui ad Agnone, che era molto grande, c'era il bar, c'era tutta la struttura... adesso lo sto vedendo: non so se è aperto, se ha chiuso, com'è combinato... vedo delle macchine e quindi è aperto. Visto che è aperto, allora dovrei potermici fermare.
Un altro punto che faceva "parte del percorso" tra Siracusa e Catania era questo: il cosidetto "Castello di Agnone".
Questa costruzione - che si suppone abusiva - anche se è qui in questo stato da diversi anni, non si conosce molto bene la storia di questa costruzione: voci di corridoio dicono ogni cosa, la voce più insistente (quella diffusa da più tempo) dice che questa proprietà sia di Pippo Baudo.
Il toro, simbolo del "Motel Torero", un'altra pausa molto tipica di questa strada, quando si andava a Catania o quando si tornava da Catania.
Questo motel aveva anche il ristorante, aveva uno spazio, ma la cosa che ci si ricordava tutti quanti è il toro.
Qui al Torero una volta mi son fermato tipo alle dieci di sera: ero stanchissimo, avevo una fame incredibile e stavo tornando da Villa San Giovanni.
Eravamo in estate: mi fermo, entro, non appena supero gli scalini dell'ingresso, dietro di me (c'è la spiaggia) parte una salva di fuochi d'artificio.
Tutti quanti mi guardano, e io riguardo loro: "che è successo? Che ho fatto?"
E uno mi fa: "Ma son fuochi d'artificio?"
"Beh, penso di sì..."
e - improvvisamente - sono usciti TUTTI QUANTI dal locale.
E io: "Sì, va bene, ma io volevo un panino, però!"
Continuiamo il viaggio!
Ci avviciniamo al punto che fu croce e delizia della strada tra Siracusa e Catania: il famigerato "Ponte Primosole"
La rotonda che aveva fatto un mare di danni c'è ancora, infatti la vecchia strada segue di là, intanto finalmente bello largo: è stato ricostruito molto bene, c'era 'sto ponticello stretto e si passava... c'era un semaforo, invece di quella rotonda, perché c'era il senso unico alternato.
Invece finalmente un ponte bello ampio.
Questo è il fiume Simeto, qui si prendeva la tangenziale che ci portava - appunto - all'aeroporto velocemente (è la continuazione dell'autostrada adesso); altrimenti da qua si poteva arrivare alla Plaja di Catania, oppure facendo la strada parallela (che è quella che sto per fare io) si passava proprio dietro la pista dell'aeroporto di Fontanarossa.
Ora ovviamente sto camminando lungo una strada particolarmente "periferica".
Siamo a luglio (in questo momento che sto girando il video), ci sono molte zone di erba secca e, ovviamente, ci sono molte zone che sono state bruciate.
Questo è molto triste e fa parte dell'idea degli incendi estivi che ci sono qui in Sicilia, che spesso dietro c'è la mano dell'uomo che vuole "pulire" in qualche modo il terreno, lasciando fuoco incontrollato che può arrivare a fare anche molti danni.
Siamo all'ultimo bivio: alla mia destra (alla vostra sinistra) c'è la strada che porta ai lidi Plaja di Catania. La eviterò perché sto girando in una domenica di luglio, quindi ci sarà moltissima confusione (e non so se parte della Plaja è anche isola pedonale).
Da questa parte, alla mia sinistra (alla vostra destra) si può andare nella zona industriale, mentre andando avanti, che è la strada che sto facendo io, si finisce a Catania, si passa praticamente dietro la pista dell'aeroporto, accanto alla Plaja (si intravede la Plaja) e poi si finisce vicino a Fontanarossa, vicino alla zona dell'aeroporto, vicino alla zona del porto. Da lì il nostro viaggio finirà.
Alla mia destra (alla vostra sinistra) a meno di cento metri c'è il mare, c'è la Plaja di Catania (s'intravedono le macchine e c'è una fila pazzesca); questa alla mia sinistra (alla vostra destra) invece - è la pista dell'aeroporto di Catania Fontanarossa, questo è il fondo-pista (ci sono le antenne, tutte le situazioni...)

Il nostro viaggio si conclude qui: sono a Catania, sono nel parco di un centro commerciale; è un altro posto dove non ero mai entrato: avevo sempre visto in fondo al parcheggio questo parco, quest'area verde aperta al pubblico, oggi ci sono entrato per la prima volta.
È una struttura enorme, ovviamente è molto vicina alla strada, molto vicina alle case, quindi c'è il rumore del traffico, c'è il rumore dell'aeroporto - che è qui dietro - però è un parco veramente molto bello: è pieno di pini marini, di palme, di canne, ci sono molte zone d'ombra, ci sono moltissimi uccelli, moltissimi animali (passano delle lucertole, dei topolini in giro): è veramente molto molto bello.
E concludo questo viaggio con una considerazione: rifacendo questa strada, rifacendo la vecchia strada di Catania, ma rifacendola più con l'intenzione di «fare una passeggiata» che con la fretta di arrivare velocemente in aeroporto, ho potuto riassaporarla in maniera completamente diversa dal solito.
Le autostrade ci permettono di raggiungere molto più velocemente le nostre destinazioni, ma la vera domanda è - al di là della necessità di giungere velocemente a una destinazione - è possibile anche assaporare il viaggio?
Questa è la domanda che io vi lascio: io sono riuscito ad assaporare con piacere questo viaggio tra Siracusa e Catania; spero di aver riportato alla memoria un po' di cose a tutti quelli che - come me - facevano la strada tra Siracusa e Catania più di dieci anni fa.
Voi avete un percorso che vi ricorda - magari - l'infanzia? Avete una strada che non fate da moltissimo tempo, perché ormai l'avete sostituita con l'autostrada?
Io questa strada non la facevo da dieci anni, non la facevo sin dal 2007, quindi immaginatevi. Ma sono curioso di sentire voi: come sempre parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Io sono Grizzly, vi ringrazio per avermi seguito in questa passeggiata per Operazione Nostalgia, e noi ci vediamo alla prossima, ciao a tutti.