domenica 13 agosto 2017

VLOG 176: Importanza del soccorso (Attivi nell'Emergenza)

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road edizione agosto 2017 "Attivi nell'Emergenza".
Oggi voglio parlarvi dell'importanza del soccorso: l'importanza del soccorso intesa non necessariamente nel principio che «quando vedete un'emergenza, dovete SUBITO intervenire», bensì che «quando vedete un'emergenza, dovete subito intervenire NEL MODO GIUSTO!»
Vengo e mi spiego, innanzi tutto è importantissimo ricordarsi una cosa: se c'è un'emergenza che comprende delle persone ferite, se avete UNA MINIMA IDEA di quello che state facendo, allora potete intervenire, potete cercare di intervenire: se c'è una situazione di emergenza "piccola", se c'è una persona che si è tagliata un dito, si è fatta male e chiede aiuto per chiudere l'emorragia, per esempio, è una cosa.
Ma se c'è - per esempio - una persona che è caduta con la motocicletta, oppure è stata investita da un'automobile: c'è una situazione nella quale si sospetta che ci siano - magari - delle fratture, è importantissimo NON MUOVERE la persona ferita, e NON FARLA MUOVERE; allora lì la tipologia d'intervento non è quella cercare di tamponare le ferite, ma - innanzi tutto - quella di rassicurare la persona e di fare in modo che non si muova.
Il soccorso non è necessariamente andare, tamponare le ferite... non è necessariamente - se c'è un incendio - cercare di spegnere un incendio; non è necessariamente se c'è una rapina andare a cercare di fermare il rapinatore: ci mancherebbe altro!
Il primo gesto di un'emergenza, il primo gesto che significa «dare soccorso» è quello di richiedere soccorsi a persone competenti, è quello di richiedere soccorsi agli enti preposti, quindi quando c'è un'emergenza, quando c'è un incendio, quando c'è un incidente, quando c'è una rapina... la prima azione (la più importante azione) è quella di coinvolgere i soccorsi, di richiedere soccorso a chi è lì apposta per fare questo lavoro.
Quindi si tratta - quando c'è un'emergenza - di chiamare il 112 e di chiedere l'intervento di un'ambulanza, l'intervento dei vigili del fuoco, l'intervento delle forze dell'ordine, a seconda della situazione che c'è.
Con il nuovo numero 112 (di cui parleremo in un'altra puntata) vedremo che è possibile coordinare più soccorsi, quindi richiedere più enti contemporaneamente senza dover fare varie telefonate.
Quindi se c'è un grave incidente stradale, e sono necessarie delle ambulanze per i feriti, ma anche i vigili del fuoco per estricare alcuni feriti dalle automobili, è sufficiente una sola chiamata per allertare entrambi gli enti.
Ed è importante allertare gli enti, perché in questo modo si assicura che le persone che sono ferite, le persone che hanno dei problemi, riusciranno a ottenere *velocemente* un aiuto concreto e quindi potranno salvarsi.
Soprattutto è importante chiamare i soccorsi, perché se una persona non è in grado di dare nessun altro tipo di aiuto, sicuramente la chiamata di emergenza è l'aiuto più importante che - comunque - può dare, ed è molto importante chiamare i soccorsi, perché in ogni caso (anche se una persona non è in grado di nessun aiuto) non chiamare i soccorsi non è solo una cosa che ti rende un cattivissimo cittadino: in Italia è anche un reato penale, si chiama «Omissione di Soccorso». Nel momento in cui tu sai che c'è una situazione di emergenza, che c'è una persona a rischio di vita (o - peggio ancora - una persona che è morta) e non fai ASSOLUTAMENTE NULLA, neppure sollevare il telefono e chiamare i soccorsi, tu stai commettendo un reato penale.
Infatti in questo senso l'articolo 593 del Codice Penale è molto chiaro, così come sono molto chiare anche alcune sentenze della Cassazione, che hanno stabilito che - nel momento in cui una persona che non è in grado di dare nessun soccorso, allerta correttamente le forze dell'ordine o l'ambulanza, i vigili del fuoco, gli enti preposti, effettua la «chiamata d'emergenza», già il solo fatto di aver effettuato la chiamata di emergenza automaticamente esclude la possibilità di essere incriminato per omissione di soccorso.
Perché dici "Sì, ma non ha mosso un dito". E ha fatto MEGLIO, perché c'era una persona ferita, non sapeva dove mettere le mani, ha preferito NON METTERE le mani per evitare di fare più danni: ha richiesto l'intervento di un'ambulanza, sono arrivati i professionisti a soccorrere.
E questo è il ragionamento molto importante. Per cui ricordatevi: quando vedete una situazione di emergenza è importantissimo (è la prima regola): è importante dare una mano di aiuto, e la mano di aiuto più importante è *sempre* quella di allertare i soccorsi. Allertare gli enti, chiedere un'ambulanza, chiedere i vigili del fuoco, chiedere le forze dell'ordine: è una cosa che può SALVARE DELLE VITE, ricordatevelo sempre!
Io sono Grizzly, questo era #DdVotr edizione agosto 2017, noi ci vediamo alla prossima!

domenica 6 agosto 2017

VLOG 175: Da Siracusa a Catania #OperazioneNostalgia

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Benvenuti a bordo, viaggiatori, sono Grizzly e in questa puntata un po' particolare di Diario di Viaggio on the road intraprenderemo un viaggio - on the road, appunto - tra Siracusa e Catania.
Ora, ovviamente tra Siracusa e Catania c'è l'autostrada: questo viaggio dura una mezz'ora scarsa. Ma noi non faremo il viaggio sull'autostrada, sarebbe molto semplice.
Noi faremo il viaggio sulla vecchia statale che portava da Siracusa a Catania, che abbiamo percorso (noi siracusani) tantissime volte, perché l'autostrada c'è da meno di una decina d'anni.
Ha migliorato moltissimo le cose (l'autostrada), perché prima c'era una strada che bisognava attraversare paesini, bisognava attraversare località di mare, bisognava attraversare la zona industriale... una strada molto complicata.
E oggi, a distanza di dieci anni dall'apertura dell'autostrada, ho deciso di fare questa lunga passeggiata e riscoprire un po' i posti che - in qualche modo - hanno segnato la mia infanzia, e hanno segnato le prime volte in cui andavo a Catania perché andavo all'aeroporto a prendere qualcuno o accompagnare qualcuno, perché ero in partenza o perché andavamo a Messina, andavamo a Villa San Giovanni, prendevamo questa strada che ci doveva portare così lontani.
Perché era veramente un tour-de-force fare Siracusa-Catania: ci voleva un'ora e più di strada, se c'era maltempo, se c'erano lavori, se c'era un incidente diventavano facilmente due ore.
Nell'ultimo periodo, con l'apertura di una particolare rotonda c'erano intoppi che duravano molto di più.
Per il momento cominciamo: benvenuti su #DdVotr Operazione Nostalgia!
[♪♫♪]
Per il momento mi sto limitando a fare la statale, la statale "classica" che porta da Siracusa a Priolo, passando attraverso la zona industriale, infatti - in questo momento - sto passando dal bordo di Priolo Gargallo, il primo paese che c'è, subito dopo Siracusa, in direzione Nord.
Siamo in mezzo alla zona industriale: da questo lato c'è un cancello d'ingresso, da questo lato c'è un parcheggio dipendenti (e un altro cancello d'ingresso); siamo proprio IN MEZZO alla raffineria, questa strada passa qui in mezzo.
A questo punto sto continuando lungo la vecchia strada che mi porterà ad Augusta.
In realtà alla diramazione di Augusta: proprio ad Augusta non ci passiamo, perché è molto laterale, mentre noi continueremo verso Brucoli e poi verso Catania (nella direzione di Catania).
Ma prima della direzione di Brucoli, incontreremo - lungo questa strada - la diramazione di Megara Iblea.
Siamo alla stazione di Megara-Giannalena, questa stazione serviva soprattutto dei pendolari che venivano qui nella zona industriale. Adesso - come vedete - è completamente chiusa, è pressoché all'abbandono.
Come potete vedere la stazione - fondamentalmente - è all'abbandono, però la tratta è attualmente in funzione, questo è il binario funzionante: da qui continuano a passare i treni che vanno da Siracusa a Catania e viceversa.
Quand'ero piccolo questa parte di strada era franata ed era stata "ristretta". Dopo venticinque anni, forse trent'anni, è ancora così!
A questo punto la strada da seguire diventa un tantinello più difficile, perché in parte bisogna andare a fare la vecchia strada, e in parte bisogna fare delle laterali, perché parte delle vecchie strade sono state chiuse.
Ora, al momento dovrei essere sulla "Sotto Augusta-Catania", che è una strada laterale, perché l'altra strada materialmente è chiusa, perché è "interrotta" dall'autostrada.
[sospiro] Sono al Motel Megara: volevov fermarmi al bar, ma il bar è chiuso. Mentre l'albergo è "aperto 24 ore su 24": c'è il numero di telefono.
C'è da dire che in molte tratte (come in questo caso), fondalmentalmente la vecchia strada e l'autostrada corrono parallele, perché in fondo la strada per Catania quella è e non si può fare altrimenti. Però in alcune tratte, poi, c'è una leggera separazione.
Il fatto di percorrere questa strada mi sta riportando alla mente un sacco di ricordi, e mi sta facendo scoprire un sacco di cose nuove.
Perché - appunto - non faccio questa strada da quando è stata aperta l'autostrada, quindi sono cambiate tantissimo le cose.
A questo punto mi sto avvicinando ad Agnone Bagni: Agnone è una località di mare, è una località abbastanza rinomata, ci sono delle villette, c'è una spiaggia molto bella, era molto famoso il punto di Agnone Bagni per fermarsi quando si faceva la strada tra Siracusa e Catania, perché ci sono un paio di distributori di benzina, tra cui un distributore di benzina proprio qui ad Agnone, che era molto grande, c'era il bar, c'era tutta la struttura... adesso lo sto vedendo: non so se è aperto, se ha chiuso, com'è combinato... vedo delle macchine e quindi è aperto. Visto che è aperto, allora dovrei potermici fermare.
Un altro punto che faceva "parte del percorso" tra Siracusa e Catania era questo: il cosidetto "Castello di Agnone".
Questa costruzione - che si suppone abusiva - anche se è qui in questo stato da diversi anni, non si conosce molto bene la storia di questa costruzione: voci di corridoio dicono ogni cosa, la voce più insistente (quella diffusa da più tempo) dice che questa proprietà sia di Pippo Baudo.
Il toro, simbolo del "Motel Torero", un'altra pausa molto tipica di questa strada, quando si andava a Catania o quando si tornava da Catania.
Questo motel aveva anche il ristorante, aveva uno spazio, ma la cosa che ci si ricordava tutti quanti è il toro.
Qui al Torero una volta mi son fermato tipo alle dieci di sera: ero stanchissimo, avevo una fame incredibile e stavo tornando da Villa San Giovanni.
Eravamo in estate: mi fermo, entro, non appena supero gli scalini dell'ingresso, dietro di me (c'è la spiaggia) parte una salva di fuochi d'artificio.
Tutti quanti mi guardano, e io riguardo loro: "che è successo? Che ho fatto?"
E uno mi fa: "Ma son fuochi d'artificio?"
"Beh, penso di sì..."
e - improvvisamente - sono usciti TUTTI QUANTI dal locale.
E io: "Sì, va bene, ma io volevo un panino, però!"
Continuiamo il viaggio!
Ci avviciniamo al punto che fu croce e delizia della strada tra Siracusa e Catania: il famigerato "Ponte Primosole"
La rotonda che aveva fatto un mare di danni c'è ancora, infatti la vecchia strada segue di là, intanto finalmente bello largo: è stato ricostruito molto bene, c'era 'sto ponticello stretto e si passava... c'era un semaforo, invece di quella rotonda, perché c'era il senso unico alternato.
Invece finalmente un ponte bello ampio.
Questo è il fiume Simeto, qui si prendeva la tangenziale che ci portava - appunto - all'aeroporto velocemente (è la continuazione dell'autostrada adesso); altrimenti da qua si poteva arrivare alla Plaja di Catania, oppure facendo la strada parallela (che è quella che sto per fare io) si passava proprio dietro la pista dell'aeroporto di Fontanarossa.
Ora ovviamente sto camminando lungo una strada particolarmente "periferica".
Siamo a luglio (in questo momento che sto girando il video), ci sono molte zone di erba secca e, ovviamente, ci sono molte zone che sono state bruciate.
Questo è molto triste e fa parte dell'idea degli incendi estivi che ci sono qui in Sicilia, che spesso dietro c'è la mano dell'uomo che vuole "pulire" in qualche modo il terreno, lasciando fuoco incontrollato che può arrivare a fare anche molti danni.
Siamo all'ultimo bivio: alla mia destra (alla vostra sinistra) c'è la strada che porta ai lidi Plaja di Catania. La eviterò perché sto girando in una domenica di luglio, quindi ci sarà moltissima confusione (e non so se parte della Plaja è anche isola pedonale).
Da questa parte, alla mia sinistra (alla vostra destra) si può andare nella zona industriale, mentre andando avanti, che è la strada che sto facendo io, si finisce a Catania, si passa praticamente dietro la pista dell'aeroporto, accanto alla Plaja (si intravede la Plaja) e poi si finisce vicino a Fontanarossa, vicino alla zona dell'aeroporto, vicino alla zona del porto. Da lì il nostro viaggio finirà.
Alla mia destra (alla vostra sinistra) a meno di cento metri c'è il mare, c'è la Plaja di Catania (s'intravedono le macchine e c'è una fila pazzesca); questa alla mia sinistra (alla vostra destra) invece - è la pista dell'aeroporto di Catania Fontanarossa, questo è il fondo-pista (ci sono le antenne, tutte le situazioni...)

Il nostro viaggio si conclude qui: sono a Catania, sono nel parco di un centro commerciale; è un altro posto dove non ero mai entrato: avevo sempre visto in fondo al parcheggio questo parco, quest'area verde aperta al pubblico, oggi ci sono entrato per la prima volta.
È una struttura enorme, ovviamente è molto vicina alla strada, molto vicina alle case, quindi c'è il rumore del traffico, c'è il rumore dell'aeroporto - che è qui dietro - però è un parco veramente molto bello: è pieno di pini marini, di palme, di canne, ci sono molte zone d'ombra, ci sono moltissimi uccelli, moltissimi animali (passano delle lucertole, dei topolini in giro): è veramente molto molto bello.
E concludo questo viaggio con una considerazione: rifacendo questa strada, rifacendo la vecchia strada di Catania, ma rifacendola più con l'intenzione di «fare una passeggiata» che con la fretta di arrivare velocemente in aeroporto, ho potuto riassaporarla in maniera completamente diversa dal solito.
Le autostrade ci permettono di raggiungere molto più velocemente le nostre destinazioni, ma la vera domanda è - al di là della necessità di giungere velocemente a una destinazione - è possibile anche assaporare il viaggio?
Questa è la domanda che io vi lascio: io sono riuscito ad assaporare con piacere questo viaggio tra Siracusa e Catania; spero di aver riportato alla memoria un po' di cose a tutti quelli che - come me - facevano la strada tra Siracusa e Catania più di dieci anni fa.
Voi avete un percorso che vi ricorda - magari - l'infanzia? Avete una strada che non fate da moltissimo tempo, perché ormai l'avete sostituita con l'autostrada?
Io questa strada non la facevo da dieci anni, non la facevo sin dal 2007, quindi immaginatevi. Ma sono curioso di sentire voi: come sempre parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Io sono Grizzly, vi ringrazio per avermi seguito in questa passeggiata per Operazione Nostalgia, e noi ci vediamo alla prossima, ciao a tutti.

domenica 30 luglio 2017

VLOG 174: Salvati col... traghetto!

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly.
Durante la FAQ per i mille iscritti ho promesso che avrei raccontato in un video a parte il soccorso più complesso che abbiamo svolto come volontari di protezione civile.
Bene, mettetevi comodi: in questa puntata di Diario di Viaggio on the road vi racconterò proprio quella storia, per cui cominciamo. Sigla!
[♪♫♪]
Una veloce premessa: la nostra associazione di volontariato, svolgendo attività di protezione civile, ha a disposizione una serie di mezzi.
Vari mezzi, a cominciare dalla grandissima cucina da campo (che è stata anche in Abruzzo nel 2009), passando per pick-up antincendio, carrelli con gruppi elettrogeni, carrelli con torre-fari, pompe idrovore e via discorrendo.
Tra tutti questi mezzi, tempo fa la nostra associazione ha acquisito un mezzo anfibio: un FIAT 6640 che era stato dismesso dai Vigili del Fuoco.
Il FIAT 6640 è un coso come questo qua: fondamentalmente un barcone con quattro ruote, un'elica e un timone posteriori. Fino a circa 1,50 mt di profondità lavora "con le ruote", superato il metro e mezzo di profondità c'è la «linea di galleggiamento», a quel punto comincia a galleggiare e lavorerà con l'elica posteriore, tant'è che per guidare quest'affare sono richieste la patente "C" e la patente nautica.
Comunque cominciamo la nostra storia: era una notte buia e tempestosa...
... e SUL SERIO: era una notte di novembre e stava piovendo molto forte. Io mi ero addormentato verso le undici e mezza/mezzanotte meno un quarto, anche perché con la pioggia continuava, la luce, a staccarsi, quindi era impossibile fare qualsiasi cosa: io avevo letto un po' un libro, praticamente con la torcia, perché l'abat-jour continuava a spegnersi...
Mi ero addormentato verso le 23:45, fatto sta che a mezzanotte e mezza circa mi suona il cellulare; riconosco che è la suoneria della protezione civile (anche perché è una suoneria molto forte, apposta per svegliarmi), prendo il cellulare: il collega mi dice "Mirko, vieni subito in sede con gli stivali e la cerata: abbiamo un'emergenza"
Quando scendo, arrivo davanti al portone di casa. Davanti al portone c'è un pezzetto di marciapiede e il cortile. Il marciapiede sarà alto una decina di centimetri: sta piovendo così forte che l'acqua lambisce il marciapiede.
Ora, dove abito siamo sulla punta della collina, da casa mia tutte le strade partono IN DISCESA, ragion per cui quei 10cm di acqua non è che vengono dalla strada, perché sta scorrendo da qualche parte acqua, no: è solo acqua che sta PIOVENDO!
Stava piovendo letteralmente a secchiate, e c'erano 10cm di acqua in terra, davanti casa mia.
Fortunatamente la sede della protezione civile, rispetto a casa mia, si trova a 250 metri, che sono stati *massacranti*, perché salgo in auto, l'illuminazione stradale spenta perché mancava la corrente, e io (con i fari fendinebbia, perché non riuscivo a vedere nulla), e faticavo persino a vedere i tergicristalli per quanto forte stava piovendo.
Comunque arrivo in sede, trovo gli altri colleghi: stanno preparando il mezzo anfibio e stanno preparando la jeep, e il presidente ci dice che siamo stati chiamati dai carabinieri, perché c'è una situazione molto grave in un paese vicino Siracusa, che è Priolo Gargallo, per cui saliamo sui mezzi (io, un collega e il conducente sul mezzo anfibio). Comunque noi ci avviamo, arriviamo all'uscita di Siracusa, superiamo una rotonda (contromano, perché nel frattempo sulla rotonda c'erano degli scavi: la pioggia aveva allargato lo scavo e non si poteva passare, c'era la polizia municipale. Ci fa segno di passare contromano, quindi una cosa complicatissima), finalmente arriviamo non a Priolo, bensì più o meno a metà strada.
Di fronte alla zona industriale, dopo l'ennesima portineria della zona industriale, la strada fa 200mt dritta e una piccola curva. E vediamo che c'è una fila di auto (tipo sette~otto macchine) ferme con le quattro frecce. Davanti alla prima auto non c'è nulla (e comincia questa curva).
Insomma il mio collega guarda: "Mah... magari c'è stato un incidente dopo la curva, che è tipico con questa pioggia, no?"
E quindi ci fermiamo, ci mettiamo in fila assieme alle altre auto: "Cosa facciamo? Chiamiamo la Sala Operativa e gli diciamo che siamo bloccati?"
In quella sento qualcuno che chiama da fuori
"Scusatee!"
Il conducente è seduto, il mio collega è seduto, io sono in piedi dietro e dico: "Aspettate un attimo, vediamo chi è che sta chiamando"; vado dietro il mezzo, alzo il tendalino guardo fuori e c'è un carabiniere con la cerata che sta facendo segnale verso il mezzo.
Io: "Mi dica"
Lui: "A duecento metri c'è l'acqua alta più di un metro, e ci sono diverse persone bloccate nelle auto"

Capisco subito che il punto dove dovevamo andare non era "a Priolo città", ma "sulla strada per andare a Priolo".
Nel frattempo arriva la nostra jeep, quindi dico subito al carabiniere: "Guardi: spieghi tutto al mio collega, noi intanto facciamo manovra", perché eravamo in fila, quindi ritorno dentro e dico al collega "fai manovra, perché dobbiamo andare di là", gli spiego velocemente com'è la situazione; salgono i ragazzi, che hanno lasciato la jeep lì, sullo spartitraffico. Il collega che ha parlato col carabiniere ci spiega non solo che - appunto - quello è l'intervento che ci hanno chiesto.
C'è uno spezzone di strada di trecento metri con più di 1,50mt d'acqua, quindi ci sono le persone bloccate e i carabinieri col fuoristrada - comunque - non ci potevano entrare nemmeno loro (e quindi per quello ci hanno chiamato a noi, sapendo che avevamo il mezzo anfibio). Comunque il collega ci dice una cosa che ci gela il sangue, perché non solo, dice, ci sono una decina di persone bloccate tra le auto.
Tra queste persone c'è una donna che era con due bambini (di due anni e di pochi mesi), che ha chiamato il 112 dicendo che stava salendo l'acqua; L'operatore è arrivato a dirle di salire sul tetto dell'auto... ed è caduta la linea. E l'operatore del 112 non è più riuscito a mettersi in contatto con la signora!
Quindi *terrorizzati* partiamo, il collega supera contromano tutta questa fila di auto, "entriamo" praticamente nella situazione e cominciamo a vedere... la prima cosa che abbiamo visto - superata la curva - è appunto improvvisamente che comincia l'acqua. In mezzo a questo immenso lago delle persone (in fila indiana). E la cosa inquietante è questa: l'acqua - praticamente - era alta almeno 1,40~1,50mt, arrivava più o meno a quest'altezza.
Non faccio questo segno con la mano «per modo di dire»: quello che vedevamo erano persone sedute sui tetti delle auto, e dei tetti delle auto vedevamo 5~10cm... non si vedeva altro!
Quindi io e un collega usciamo, il collega si mette sul pianale anteriore del mezzo, io su quello posteriore, facciamo segnale al conducente, lo facciamo accostare alle varie auto, diamo una mano alle persone a saltare dal tetto dell'auto e salire sul mezzo; c'è una persona su un cordoletto a bordo muro, ci avviciniamo quindi anche a quel cordoletto, facciamo salire quella persona, il conducente cerca di andare avanti, ma questa persona si mette a gridare "No no fermo: c'è la mia macchina!"
C'era solo acqua lì davanti... praticamente questo signore aveva un cabrio... e scusatemi l'ironia: una FIAT Barchetta!
Talmente bassa 'sta macchina (era alta UN METRO) che praticamente si vedeva solo l'acqua: non si vedeva la macchina!
Quindi il collega fa retromarcia, fa manovra e ci avviciniamo all'ultima auto, dove non si vede nessuno.
Accendiamo il faro, cominciamo a guardare con le torce, chiamiamo... "Signora? C'è nessuno? Non c'è nessuno?" ma non si vede nessuno. Abbiamo recuperato dodici persone, l'ultima auto è deserta.
Ovviamente essendoci le persone a bordo, non è che diciamo che cosa stiamo cercando, ma siamo piuttosto preoccupati; quindi a un certo punto il collega torna indietro per parlare con i carabinieri, per dire che non riusciamo a trovare la signora e capire cos'è successo. Ma mentre torniamo indietro, il carabiniere ci fa segnale e ci dice che quantomeno, in merito alla signora e ai due bambini, per fortuna è a posto perché sono salvi: assieme al carabiniere c'è una guardia giurata (una guardia giurata uscita dalla zona industriale), una guardia giurata FRADICIA, totalmente fradicia (proprio gocciolante).
Praticamente la signora e i due bambini sono andati a prenderli due guardie giurate della zona industriale (letteralmente "a nuoto") prima che arrivassimo noi.
Quindi adesso erano in infermeria, "Le sta venendo a prendere un ambulanza per portarli in ospedale, per controllare che i bambini stiano bene", mentre noi possiamo andare verso la sala operativa della protezione civile di Priolo, perché nel frattempo dobbiamo recuperare altre persone.
Infatti ci "ributtiamo" in questa situazione profonda 1,50mt, superiamo quest'avvallamento (sono 350~400mt di strada), dopo di questa c'è un altro tratto di strada con 60cm di acqua; in mezzo c'è un pezzo (lungo 1km) con le persone bloccate. Alcune persone dicono che hanno intenzione di aspettare che smetta di piovere, perché per fortuna nel frattempo sembra piovere sempre di meno, e quindi hanno intenzione di aspettare che la situazione si stabilizzi, mentre altre che sono bloccate (perché hanno avuto danni all'auto) seguono noi, vengono con noi, perché quantomeno stiamo andando alla sede della protezione civile, dove troveranno qualcosa di caldo troveranno delle coperte, etc.
Quindi... il mezzo anfibio ha un difetto: non c'è una "scaletta per salire", dobbiamo predisporgliene una, quindi finché devi tirare fuori uno che è sul tetto dell'auto, è alla stessa altezza del mezzo. Ma quando devi tirare su qualcuno da terra, è molto difficile.
Quindi i colleghi scendono, danno una mano alle persone a salire, io e l'altro collega restiamo sopra e diamo una mano anche noi. E ci sono due persone anziane, che vengono praticamente prese di peso da tre colleghi, sedute sul mezzo e poi io e l'altro collega la prendiamo sempre questa signora (e poi l'altra signora) piano piano le facciamo salire a bordo. E infine a un certo punto, mentre facciamo salire le altre persone, insomma mi affaccio, do una mano, faccio salire una persona, mi affaccio, do una mano e mi trovo il mio dirimpettaio, lo guardo.
Io: "E tu che ci fai qua?"
Lui: "Io tornavo da Catania..."
All'una e mezza di notte succede anche questo.

By the way: per quale motivo ho intitolato questo video così? Perché finalmente - mentre stiamo andando alla sede della protezione civile di Priolo - le persone che sono a bordo del mezzo si sentono più tranquille, qualcuno tira fuori il telefonino e versa fuori una litrata di acqua... una persona riesce a ottenere un telefonino in prestito giusto per chiamare casa, e vediamo questa persona che chiama:

Tizio: "Mamma? Sì a posto. No, no: stiamo andando a Priolo. Noo: son venuti a prenderci i pompieri con il traghetto! No, no: è... con il traghetto sono venuti... Ma non lo so: pare un traghetto, però c'ha le ruote... non l'ho capito com'è sta cosa!"

Siamo scoppiati a ridere tutti quanti... vi dico per ANNI cioè... in realtà ancora adesso... ogni tanto quando diciamo "dobbiamo prendere il mezzo anfibio" lo chiamiamo «il traghetto» per questa piccola parentesi, no?

Insomma, in conclusione questo è stato il soccorso più particolare, più complesso che ci è capitato di andare a fare come volontari di protezione civile.
In varie occasioni è successo di svolgere altre attività di soccorso (dall'affrontare incendi di sterpaglie che potevano essere più o meno complessi, all'affrontare situazioni più complesse: persone scomparse, brutte situazioni a livello anche di alluvioni, di fango etc.), ma questa secondo me è stata l'esperienza più incredibile con cui ci è capitato di avere a che fare.

Fra parentesi, se ricordate la puntata di Vita da Tecnico "Pronto soccorso!" (che - se non ve la ricordate o non l'avete vista - ve la lascio linkata sul doobly-doo e sulla scheda), quella puntata racconta proprio un "piccolo incidente" con un cliente la mattina dopo quell'alluvione.

Io spero di essere riuscito a intrattenervi: se ce l'ho fatta vi ricordo di fare pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici, anche su Whatsapp o Telegram.
Iscrivetevi, commentate, fatemi sapere se a qualcuno dei vostri familiari (o a voi) è mai successa una cosa simile a questa, o una cosa meno complicata... non lo so: parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr

Io sono Grizzly, come sempre grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 23 luglio 2017

VLOG 173: Il genio della lampada... tascabile!

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[sbadiglio]
-Uhm... figurati!
[scatti dell'interruttore]
-Eh cavolo [sospiro] manca la luce!
-Mio signore, sono qui per servirti!
-AU! MA CHE CAVOLO?! Ma ma ma... chi di-diavolo sei? Vab.. bh... so-sono armato! Ho un orsacchiotto e non ho paura di usarlo!
-Ou: calmo! Sono il genio della lampada tascabile. E poi... mi vorresti colpire con un peluche?
-Ssììì, va bene... e però la mensola è di massello: te spacco questa in testa, eh?
-Mio signore: sono qui per servirti. Qual è il tuo desiderio?
-Ah! Ehm... mi dai tre desideri?
-No, un solo desiderio: le batterie della lampada tascabile sono scariche!
-Ecco, lo sapevo... [sospiro] Non dovevo mettere le vongole assieme alla peperonata... vabbè, va... sì, sì, guarda... Uhm... dammi Rafael. Cioè, scusa: desidero che mi passi Rafael.
-L'orsacchiotto? Ehm... va bene.
-Ecco, grazie.
-Ma... vuoi discutere con lui?
-No, no: a posto così. Figurati: buonanotte!
-Contento tu... buonanotte padrone!
[♪♫♪]
Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
Oggi voglio parlarvi di un canale YouTube molto particolare, innanzi tutto perché è il canale di un pasticcere, di un ragazzo molto bravo nei lavori di pasticceria: fa dei lavori di decorazione *incredibili* (cose che io - veramente - mi sogno, con la manualità pietosa che mi ritrovo!). Però è un canale che non fa solo pasticceria: l'ho scoperto infatti per una cosa che trovo divertentissima e di cui adesso parliamo.
Però - per cominciare - innanzi tutto vi segnalo il canale, lui è JK, il canale è Koalipops: lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda, andate, iscrivetevi, è veramente molto bravo, fa delle cose veramente molto simpatiche e molto divertenti, e infatti - come dicevo - lui è un pasticcere, fa decorazioni sulle torte, fa dei biscotti molto artistici, e quindi per cominciare a parlare di JK, vi presento un video in cui si parla di COSPLAY!
E voi subito mi direte: "Come si parla cosplay?"
JK io l'ho scoperto grazie a una piccola challenge che stava facendo in compagnia dell'amico Stewdippin, la challenge che si chiama "Five Dollars Cosplay Challenge", la challenge del cosplay da cinque dollari.
Come funziona? Si va in un negozio di "tutto a un dollaro", si spendono cinque dollari comprando quello che si trova in quel negozio, e dopodiché ci si può "aggiungere" esclusivamente quello che si ha già in casa (tipicamente magari, non so, una maglietta, un paio di pantaloni, una cucitrice, del nastro adesivo, una cintura, piccole cose così. E poi - non so - le forbici, la colla vinilica™) e si crea un cosplay di un particolare personaggio.
Ora JK ogni tanto fa queste challenge, ed è diventato bravissimo. Veramente una cosa incredibile: i risultati con cinque dollari (veramente: punti di cucitrice e una cintura vecchia che c'aveva in casa) sono qualcosa di *incredibile*, e infatti come primo video vi presento la Principessa Moana (o - come è arrivata in Italia - Oceania) in cinque dollari: video che vi lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda. Andate e dategli un'occhiata: scoprirete non solo che è molto simpatico come personaggio, ma che è veramente molto bravo in queste situazioni. E se non ci credete che è molto bravo, provate voi a fare un cosplay da cinque euro: andate a comprare nel negozio "tutto a 0,99/tutto a un euro" cinque cose, mettete quello che c'è in casa... secondo me comunque è una challenge interessante: magari - una volta - ci proverò anche io! Comunque: provateci e capirete QUANTO è bravo JK.
Scherzi a parte, restando nell'ambito di Moana (pardon: di Oceania), parliamo delle doll-cake: lui è molto bravo a realizzare delle torte, delle situazioni che diventano talvolta anche - non so - delle idee per le feste di compleanno o situazioni del genere, delle decorazioni per i biscotti... e fanno molto effetto le doll-cake che realizza, che sono veramente molto belle.
E ho trovato veramente bellissima la doll-cake di Moana (di Oceania), appunto: quindi il secondo video che vi voglio segnalare del canale Koalipops è - appunto - la Doll-Cake di Moana. Di nuovo lo trovate linkato sul doobly-doo e lo trovate linkato sulla scheda: andate e dategli un'occhiata, è veramente molto bello, è veramente ben fatto ma, soprattutto, date un'occhiata un po' a tutto il canale di Koalipops: ci sono molte ricette (e molte decorazioni di torte) che sono incredibili, sono veramente molto belle, lui è veramente bravissimo e merita tantissimo.
Ora come terzo e ultimo video che vi voglio segnalare di Koalipops (che - in fondo - è anche quello che mi ha dato l'idea per questo vlog) vi parlo di una silhouette cake: è una torta molto semplice, semplicemente su questa torta sono attaccate, con il cioccolato (con la pasta di cioccolato) delle silhouette.
Sto parlando della silhouette-cake di Aladdin, quindi il terzo video che vi segnalo di Koalipops è la Silhouette-Cake di Aladdin: andate e dategli un'occhiata, è veramente molto interessante, è veramente molto bello. Ve lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda.
E - di nuovo - andate e iscrivetevi al canale di JK, e parliamo dell'argomento del giorno, e mi lego a questo video della silhouette-cake di Aladdin, perché a un certo punto lui si è chiesto quali sono i tre desideri che chiederebbe al genio.
E ora parliamo, appunto, del genio della lampada e dei desideri. Ecco spiegato il motivo della scenetta a inizio del video, sulla quale non stendiamo il classico «telo pietoso», perché sulla *MIA* recitazione ce lo possiamo stendere il telo pietoso, ma la scenetta si salva perché ci recita Rafael, che è MOLTO più bravo di me!
Allora: scherzi a parte, partendo dal presupposto che nel racconto originale ("Aladino e la lampada meravigliosa", nel romanzo "Le mille e una notte") non c'è la «limitazione» dei tre desideri; se non ricordo male, semplicemente chi è il proprietario della lampada ha a disposizione il genio, e finché ha a disposizione il genio può esprimere tutti i desideri che vuole. Ed ecco quindi che «stringiamo» la domanda: facciamo finta di avere il «genio della lampada tascabile con le batterie scariche» che ci offre solo UN DESIDERIO, e che sia un desiderio che non preveda uccidere qualcuno, possibilmente, una singola cosa, un piacere che vi potete passare: che cosa chiedereste al genio?
Io vado terra-terra, un po' come Bart Simpson: "Fammi diventare ricco & famoso". E - tra le altre cose - considero che se diventassi ricco, per esempio probabilmente non c'avrei il "macchinone" (non so: il Ferrari), ma cercherei di essere molto pratico. Non so: per girare in città avrei la Smart (che svicola bene), però avrei la Smart con l'autista, con lo chauffeur. Secondo me questa cosa è *bellissima*, no? Cioè: farsi accompagnare in giro con la Smart, con il tizio in uniforme... questo... è uno sfizio divertentissimo, e quindi volevo condividere con voi questa piccola cosa.
Ma voi, invece, che cosa chiedereste al genio della lampada tascabile? Parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene ragazzi: io sono Grizzly, ho concluso, spero di essere riuscito a intrattenervi. Se ci sono riuscito, vi ricordo di fare pollice-in-alto e di condividere questo vlog con i vostri amici, anche su Whatsapp o Telegram, sia mai che facendo pollice-in-alto strisciate sulla torcia ed esce il genio: che ne potete sapere? Magari esce il genio del mouse, quindi voi provate subito a fare pollice-in-alto e vediamo un po' che succede!
Vi ricordo, se non l'avete già fatto, di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel buon profumo di nuovo iscritto. Guardate: quello non avete bisogno di chiederlo come desiderio al genio: basta iscriversi e subito arriva quel buon profumo, eh!
Inoltre, se mi seguite anche sul mio canale Telegram, che vi lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda, riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Infine, se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly, ho concluso, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!
Ecco, finalmente ho finito il vlog, così vado un po' a riposarmi, perché stanotte - proprio - ho dormito malissimo: quegli incubi... niente, la peperonata colle vongole non è proprio cosa per la quale... poi mi sogno il genio...
... aspetta un attimo: però io stamattina mi sono svegliato abbracciato a Rafael. Allora il genio c'era per davvero!
[schiocca le dita]
Eh potevo chiedergli di diventare uno youtuber famoso, come... no: lasciamo stà, poi mi si riempiva il canale di ragazzini, va! Meglio così...

domenica 16 luglio 2017

VLOG 172: Un riassunto per... incuriosirci?

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-L'hai visto, oggi, il video di Grizzly?
-Eh? No: di che parla?
-Guarda, in pratica...
-PFFFF!!! NOIAAA!!
-... e vabbè: l'ho capito. Non sono bravo a fare i riassunti. Facciamo così: guardalo, che comincia... proprio in questo momento sta arrivando la sigla!
[♪♫♪]
Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road; come dicevo poc'anzi, effettivamente non sono la persona adatta a fare dei riassunti, perché - obiettivamente - non ci riesco.
Purtuttavia devo riconoscere che, quantomeno, c'è una cosa che riesco a riassumere molto bene: riesco a riassumere molto bene i canali YouTube degli altri, e mi piace fare questa cosa, perché in questo modo riesco a condividere i canali YouTube degli altri.
Infatti oggi voglio parlarvi di un canale YouTube che proprio di riassunti parla, ma lo fa in una maniera molto particolare, perché virtualmente noi non stiamo parlando di un canale che fa dei *bellissimi* riassunti: stiamo parlando di un canale che fa dei riassunti brutti, proprio dei «riassuntazzi brutti brutti», infatti sto parlando del Capitano Pirata Barbascura X e della sua barcaccia (più che del suo canale).
E per cominciare vi lascio il link (della sua barcaccia!) sul doobly-doo e sulla scheda: andate, iscrivetevi al suo canale, venite a bordo della sua barcaccia perché è molto bravo, infatti come dicevo i suoi riassuntazzi sono «brutti brutti», in realtà non sono brutti brutti, questo è un gioco di parole, perché i suoi riassunti sono veramente molto simpatici, veramente molto divertenti, sono un modo di essere veramente intrattenuti: mi piace tantissimo; e per darvi un'idea del livello dei suoi riassuntazzi, voglio cominciare col segnalarvi il riassunto di una cosa che coinvolge clown e palloncini, e no: non sto parlando di "Killer Klowns from Outer Space", che - secondo me - resta comunque un filmone, sto parlando - ovviamente - del serial televisivo degli anni '90 "IT" di Stephen King, quindi per cominciare, per darvi un po' un'idea del livello dei riassuntazzi brutti-brutti del Capitano Barbascura, vi segnalo - come primo video - "IT - Pagliaccio Assassino: il riassuntazzo brutto brutto", vi lascio il video linkato sul doobly-doo e sulla scheda, andate e dategli un'occhiata: è veramente molto simpatico e molto divertente.
Ma il nostro capitano, avendo a disposizione una "barcaccia", la usa anche per fare dei viaggi, ci porta un po' a spasso, come faccio io - in qualche modo - con questo Diario di Viaggio on the road anche lui ci riassume un po' quali sono i suoi viaggi di lavoro (e non solo di lavoro).
E anche nel raccontarci questi viaggi, utilizza lo stesso stile dei riassuntazzi, creando qualcosa che -  secondo me - è veramente fantastico.
E in questo caso voglio raccontarvi la "Missione Erasmus": anche questo video - molto simpatico e molto divertente - che racconta un viaggio per andare ad incontrare Erasmo da Rotterdam, è un video che vi lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda: andate e dategli un'occhiata, è un modo veramente molto simpatico di raccontare, in fondo, anche una pagina della vita del Barbascura.
Prima di concludere, voglio segnalarvi un video un pochino più datato del Barbascura, in cui anche lo stile dei riassuntazzi si presenta in maniera più acerba, ma che è un video che ho trovato veramente molto interessante: è un video estremamente semplice, eppure il messaggio che lancia è molto molto forte, e ti colpisce anche per la sua semplicità.
Quindi prima di concludere vi voglio segnalare, come ultimo video, una cosa che concerne il Ramadan. In questo video ci racconta un momento del Ramadan di qualche anno fa, così come vissuto da un suo collega egiziano, e in cui si sono messi tutti quanti a collaborare.
Questo video è intitolato "Una pasta per il Ramadan" e - ripeto - è una specie di vlog molto semplice, è un racconto fondamentalmente molto semplice, a tratti che ti strappa quel sorriso, a tratti che ti fa pensare. Ma come ripeto l'ho trovato veramente molto bello e molto ispirante, pur nella sua semplicità.
Quindi come terzo video del Barbascura io vi segnalo "Una pasta per il Ramadan", ve lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda: andate e dategli un'occhiata, e pensate seriamente di iscrivervi al canale del Barbascura... saliamo tutti a bordo della sua barcaccia, anzi - visto che sono sulla station wagon - del suo «traghettaccio», del suo «ferry-boat-accio»!
Facciamo un viaggio, intraprendiamo questo viaggio lungo le serie tv, lungo i cartoni animati, lungo questi riassuntazzi brutti brutti: vedrete che non ve ne pentirete, perché lui è molto bravo.
Detto questo, come argomento del giorno vorrei ricollegarmi - in qualche modo - al discorso dei riassunti.
Osservo che su YouTube ci sono moltissimi canali che fanno dalle recensioni ai riassunti, ed è difficile riuscire in qualche modo a creare intrattenimento limitandosi a raccontare le trame delle cose (limitandosi a riassumere le cose); ecco che ognuno cerca di inventarsi un po' un modo differente di raccontare una trama, di raccontare quello che è una serie tv, quello che è un cartone animato, etc.
Ma la domanda che io vi faccio, in realtà, va nel lato opposto, quindi non dalla parte di chi "fa il riassunto", bensì dalla parte di chi "ascolta", di chi "guarda" il video riassunto.
Ora: io è grazie ai recensori che ci sono su YouTube, grazie ai riassunti, ai riassuntazzi, alle trame, a queste situazioni raccontate dagli youtuber, se ho scoperto moltissime serie tv, moltissimi telefilm, non so, moltissimi film... che non avevo mai sentito nominare, o dei quali avevo sentito nominare ma ero più che altro curioso di dire "bah, magari un giorno gli darò un'assaggiata", e che poi mi sono convinto di "assaggiare" proprio grazie ai riassunti, alle trame, al modo che ho avuto di poter valutare di che cosa parla la serie, l'anime, il film e via discorrendo grazie alla trama che ho visto su YouTube.
Infatti dicevo la mia domanda è questa: voi cosa ne pensate? Nell'ambito dello "scoprire nuove serie TV", dello scoprire - non lo so - degli anime, dei manga, delle situazioni di questo genere, dei film... vi fate trascinare un po' dalla trama? Oppure vi piace «assorbire» tutto - diciamo - partendo "ad occhi chiusi" (senza sapere nulla) e provare dal nulla?
Avere un'idea della trama vi permette di valutare un po' meglio se è una cosa che fa per voi o meno? Oppure - non lo so - magari siete quella categoria di persone che se un serial televisivo (se un anime) non vi interessa assolutamente, non andrete neppure a guardare la trama? Oppure se non v'interessa vi sta bene di guardare la trama, magari anche con gli spoiler, tanto non v'interessa quella serie tv?
Insomma: che tipo di rapporto avete con chi fa recensioni e riassunti dei serial? Parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Io - come ripeto - ho un buon rapporto su questa tipologia di recensioni, su questa tipologia di riassunti, perché mi permette di scoprire delle cose, delle piccole perle, che magari mi sono perso lungo la strada. Ma come ripeto sono curioso di sentire la vostra.
Bene, io ho concluso: *riassumendo* spero di essere riuscito a intrattenervi. Se ci sono riuscito, vi ricordo di fare pollice-in-alto, di condividere questo vlog con i vostri amici (anche su Whatsapp o Telegram), ma soprattutto di andare a iscrivervi al canale di Barbascura X se non l'avete già fatto.
Vi ricordo - sempre se non l'avete già fatto - di iscrivervi anche al mio canale YouTube: è gratuito, e assumerete subito quel buon profumo di nuovo iscritto che ci piace così tanto; e andando sulla barcaccia del Barbascura torna molto comodo, perché sulla barcaccia non è facile farsi la doccia, quindi almeno uno ha quel buon profumo di nuovo iscritto addosso, e non ammorba la situazione!
Noo, sto scherzando: anche essere iscritti al canale di Barbascura lascia addosso un buon profumo di mare, di pirateria... ehm ehm!
Inoltre, se mi seguite anche sul mio canale Telegram, che vi lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda, riuscirete a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly, come sempre grazie, ciao a tutti, un ulteriore ringraziamento al Barbascura X per essersi prestato a partecipare a questo vlog...
-Vabbè, si scherza! Grazie a te, Grizzly!
... e noi ci vediamo alla prossima!

lunedì 10 luglio 2017

Tokyo Magnitude 8 0 in 4 minuti e mezzo (by Lilletta Ely)

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Può succedere che inizi a guardare una serie pensando sia il solito anime catastrofico pieno di scene d'azione, ma poi rischi di trovarti a fare la fontana di Trevi ambulante, che nemmeno un rubinetto rotto aggiustato da un idraulico con la cataratta. Parliamo infatti di «Tokyo Magnitude 8.0», un anime che racconta le shockanti vicende della città più famosa del Giappone colpita da un devastante terremoto.
E non fatevi ingannare dai disegni colorati: è un anime davvero profondo e realistico!
[♪♫♪]
Nonostante frequenti solo la prima media, alla piccola Mirai Onosawa i genitori, sempre occupati col lavoro, affidano i lavoretti più svariati: dal seguire le faccende di casa al badare al fratellino più piccolo, Yuki.
Ricordiamo con mestizia che la stragrande maggioranza di noi a 13 anni era a malapena in grado di cucinarsi un piatto di pasta senza causare in cucina un’esplosione di plutonio degna dei migliori film di Michael Bay... ma i giapponesi no: loro sono già delle massaie fatte e finite ancor prima di compiere diciott'anni!
Così in una calda estate Mirai deve scarrozzare il fratellino ad una mostra di robot ad Odaiba, con lo stesso trasporto di quando mia nonna accendeva la tv e metteva su Canale 5 per vedersi Beautiful.
Mentre si allontana per andare alla toilette, con una piva lunga da qui fino al Canada, ecco che scoppia un terribile terremoto di magnitudo 8.0 (da qui il titolo della serie), che devasta completamente la città.
Ad aiutare i due fratellini a ricongiungersi ci penserà Mari, una super cool fattorina che farà loro da protettrice e anche da mamma.
Per fortuna la ragazza riesce a ricongiungersi presto con Yuki, dimostrando che, un po’ come in Labyrinth, tutte le sorelle maggiori - nonostante sembrino infastidite dai fratelli minori - alla fine superano sempre rischi indicibili e traversie innumerevoli per salvarli... ma senza i pupazzi rosa che cantano.
Da questo momento i tre si uniscono per ricongiungersi con le rispettive famiglie: Mari vuole ritrovare sua figlia e sua madre, mentre i nostri due protagonisti i loro genitori. Tuttavia muoversi non è così facile, in quanto Odaiba è un’isola e dopo il crollo del ponte che la univa a Tokyo l’unica è farsela a nuoto.
Il trio grazie a delle imbarcazioni messe a disposizione dalla prefettura riesce finalmente a raggiungere la città, ma le scosse di assestamento non aiutano una situazione già delicata di per sé. Una di queste scosse - per l'appunto - fa crollare la torre di Tokyo proprio sopra i nostri sventurati fratellini; dei detriti stanno per colpire Mirai ma Yuki con grandissimo coraggio la spinge via e la salva, riportando una bella botta in testa.
Proseguendo il loro viaggio, i due fratellini tentano anche di procurare una moto a Mari, perché raggiunga la sua destinazione più in fretta ma lei, commossa dal gesto, decide di non abbandonarli e proseguire il viaggio insieme.
Dopo un lungo cammino, però, Yuki si sente male e sviene per la ferita ricevuta qualche giorno prima, e viene ricoverato d’urgenza; preoccupata e straziata come non avrebbe mai pensato, Mirai ha addirittura un incubo in cui vede il fratellino senza vita, e si sente sollevata come non mai quando scopre che invece  è sano e salvo.
Riprende così il viaggio del gruppetto verso le loro rispettive case e, nonostante un primo momento di sconforto, Mari riesce finalmente a riabbracciare sua figlia, che credeva ormai persa, e persino sua madre, la quale - seppur con ferite lievi - è sopravvissuta.
Felice che la donna che ha salvato loro la vita si sia ricongiunta con la sua famiglia, Mirai riesce a convincere un soldato a dare uno strappo a lei e al fratellino fino alla loro casa, lasciando un biglietto d'addio e di ringraziamento alla loro benefattrice.
Ma una volta arrivati a casa Mirai deve venire a patti con una terribile realtà: quello che aveva fatto quando Yuki era stato ricoverato non era un incubo, quel giorno il suo fratellino era morto davvero, e quello che lei continuava a vedere era solo il suo fantasma, invisibile a tutti gli altri, che era rimasto con lei per accompagnarla nell’ultimo viaggio verso casa.
Straziata, la ragazza riesce a ritrovare i suoi genitori, e dopo il terremoto, la vita riprende come prima, seppur con l’immenso vuoto lasciato da Yuki, colmato in parte dall’affetto dei genitori e dalle visite di Mari.
Mirai continuerà a vivere perché sa che lassù Yuki veglierà sempre su di lei.

Sono grande e non piangerò.
Mi so trattenere.
È solo un anime...
Bwaaaa!

Se volete meglio comprendere questa serie, guardatevi la recensione di Grizzly, che devo ringraziare veramente per avermi fatto scoprire questa meravigliosa serie: il link lo trovate qui, o nell'infobox: il suo commento fa davvero riflettere, come d'altronde l'intera serie.
E niente: dopo un anime così drammatico, l'unica cosa che può aiutarci è vedere il facciottone di Indy, che di solito mi aspetta sulla scrivania quando arrivo a casa...
... quando - ovviamente - non mi occupa la sedia: mamma mia, questa palla di pelo!

VLOG Speciale: Tokyo Magnitude 8.0 - Una importante serie animata

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
Oggi ho intenzione di parlarvi di Tokyo Magnitude 8.0, una serie animata giapponese del 2009 che ci parla di terremoto, e infatti di terremoto - in qualche modo - parleremo, per cui cominciamo: sigla!
[♪♫♪]
La prima volta che ho sentito parlare di Tokyo Magnitude 8.0 e ho letto - a grandi linee - la trama, in cui si parlava appunto di Tokyo che viene colpita da un terremoto di magnitudine 8, onestamente la prima cosa che ho pensato è stata: "Vabbè sarà come quei film catastrofici americani, in cui c'è il cattivo che cerca di fare chissà quale cosa assurda, però arriva la catastrofe (in questo caso il terremoto), il cattivo muore sotto le macerie del terremoto, mentre l'eroe riesce a salvare tutti quanti."
Fondamentalmente il classico cliché del film catastrofico.
Bene: devo dire che sono rimasto piacevolmente colpito invece dal fatto che Tokyo Magnitude 8.0 non è ASSOLUTAMENTE niente del genere.
Al contrario è una serie molto cruda, molto realistica, che praticamente ti colpisce come un pugno nello stomaco.
La trama di base è estremamente semplice: un terremoto di magnitudine 8 colpisce improvvisamente Tokyo, e noi seguiamo l'avventura di due bambini che sono rimasti isolati lontani dai genitori, che stanno cercando di intraprendere un percorso molto lungo che li riporterà di nuovo a casa.
So che non sono la persona adatta a raccontarvi la trama di una serie animata, per cui - prima di continuare - vi segnalo che Lilletta Ely ha realizzato la trama di questa serie animata: è una cosa molto funzionale e molto interessante, per cui se siete incuriositi vi invito ad andare sul canale di Lilletta a guardare la trama. Vi lascio il link del video sul doobly-doo e sulla scheda: scoprirete che è veramente molto interessante.
Noi invece qui oggi parleremo del terremoto analizzando alcuni punti della serie animata, perché io ritengo che questa serie animata sia fatta veramente molto bene, che secondo me (questa serie animata) meriterebbe di essere proiettata nelle scuole superiori e di essere portata ad esempio di quello che è l'interagire con una situazione di emergenza.
Ora, visto che parliamo di un terremoto di magnitudine 8, voglio presentarvi otto punti della serie animata Tokyo Magnitude 8.0 che - secondo me - sono dei messaggi veramente molto importanti.

Numero 1: la scossa principale e gli aftershock: lo "sciame sismico" che viene sin dalla prima scossa di terremoto. Non viene trattata questa situazione come una situazione collaterale: in un film catastrofico ci aspetteremmo che gli aftershock colpiscano nel momento particolarmente scelto, gustosamente, dal regista, mentre nella realtà la serie di scosse che seguono la scossa principale, avvengono in maniera completamente casuale, in maniera completamente improvvisa: possono essere scosse più leggere, possono essere scosse molto forti, e quello che vediamo in Tokyo Magnitude 8.0 è proprio questo.
L'aftershock è una situazione sempre presente: all'improvviso, nel momento meno atteso, arriva una scossa di terremoto a ricordarci che il terremoto funziona così, arriva in momenti totalmente random; è una cosa molto realistica.
Numero 2: Mari, che è l'Adulto Responsabile.
È un comportamento estremamente positivo, è un comportamento che merita di essere imitato.
A Manchester, subito dopo il terribile attentato al concerto di Ariana Grande, una coppia di coniugi alla stazione Victoria ha visto arrivare questo gruppo di bambini, di ragazzini spaventati, e quindi immediatamente si sono «messi in moto»: hanno raccolto una ventina (venticinque) di questi ragazzini, li hanno portati con loro in albergo e si sono subito messi in contatto con le autorità, hanno diffuso informazioni sui social per far sapere che questi bambini erano con loro e stavano bene.
Questo è gesto molto positivo, in fondo quello che fa Mari, che è una persona adulta, che vede questi due bambini in pericolo e si mette in gioco, è una cosa molto positiva e molto importante.
Numero 3: cade la rete cellulare, resta in funzione solo la TV.
È un messaggio molto importante, perché è una cosa che succede in occasione di una scossa sismica. Per questo si dice di portarsi sempre appresso, nel proprio kit di emergenza, una radiolina a batterie: perchè se la rete cellulare fallisce, l'unico modo di ottenere informazioni è quello dei media tradizionali, è quello della televisione o della radio.
Se ha la radio, il cellulare, già è un punto a favore, però in molti cellulari la radio funziona portandosi sempre appresso l'auricolare, altrimenti serve una radiolina portatile. Ecco che è un messaggio importantissimo.
Numero 4: tantissimi adulti pensano solo a se stessi. È un modo di lanciare un messaggio negativo estremamente importante.
Noi vediamo degli adulti che ignorano completamente Mirai e Yuki, quasi pestano la bambina... c'è anche un soccorritore (quando Mirai entra nell'edificio e sta cercando il fratello), uno dei soccorritori: "Bambina esci: è pericoloso"
"No, ma mio fratello..."
"Non mi interessa, esci!"
Non funziona così: Mari è l'adulto che "Ma che cosa fai: è pericoloso"
"Sì, ma mio fratello"
"Aspetta! C'è tuo fratello: cerchiamolo"
Il messaggio è: "Sì, ok: tu stai vivendo un'emergenza sulle tue spalle, ma nello stesso istante tutte le persone intorno a te stanno vivendo la medesima emergenza."
Non puoi pensare "Ah, questa bambina mi sta interrompendo: io ho un'emergenza", anche lei ha un'emergenza!
Numero 5: il traghetto che parte dall'isola di Odaiba.
Ancora molte persone sono rimaste sul molo, il traghetto sta partendo, uno dei soccorritori (uno dei soldati, dei vigili del fuoco) è lì, sul traghetto, che dice "Basta, basta: non c'è più posto. Aspettate, che sta arrivando l'altro traghetto", però mentre lo fa, vede improvvisamente Mirai e Yuki (e vede anche Mari che li sta tenendo per mano), e che cosa fa questo soccorritore?
Fa il ragionamento più ovvio: tiene fede alla classica regola «Prima le donne e i bambini», e subito dice: "Bambini, salite a bordo. Salga anche la mamma", perché naturalmente il traghetto è pieno: altre cinquanta persone non ci stanno, ma una mamma e due bambini non cambieranno molto la situazione, ed è importante che comunque si dia la possibilità a una mamma e a due bambini di essere soccorsi, non di aspettare l'arrivo dell'altro traghetto.
Sembra una cosa stupida, ma anche quello è un messaggio importante.
Numero 6: la distribuzione della logistica di emergenza. Non solo intesa nel fatto che vengono subito organizzati i punti di raccolta dove vengono distribuiti i kit di emergenza: secondo me quello che è un messaggio estremamente importante è anche quello - per esempio - Mirai e Yuki sono lì in attesa, arriva Mari e porta qualcosa da mangiare. E le dicono: "Ma... dove hai preso questa roba?"
"Beh, i supermercati - visto che c'è questa situazione di emergenza - stanno distribuendo delle piccole cose gratuitamente: della roba da mangiare, qualcosa che possa essere in aiuto". Più avanti vedremo che anche le farmacie vengono incontro ai terremotati offrendo gratuitamente piccoli kit, quantomeno per farsi delle medicazioni.
È un messaggio molto importante, è un messaggio molto positivo, un messaggio che bisognerebbe imparare in una situazione in cui c'è un'emergenza del genere.
Numero 7: l'ospitalità degli sconosciuti (mi riferisco alla scena - chiamiamola - della "casa delle rane").
Alcuni adulti abbiamo visto che si comportano in maniera negativa nei confronti dell'emergenza, per queste persone l'emergenza ha colpito loro, e non interessa loro cosa succede agli altri.
Mentre ci sono altre persone che tengono a mente il fatto che tutti quanti sono colpiti da un'emergenza: c'è chi ha qualcosa in più, c'è chi ha qualcosa in meno, ed è utile venire incontro, venire in aiuto anche nelle piccole cose. Ecco che Mari e i due bambini Yuki e Mirai si trovano sotto la pioggia, cercano di ripararsi sotto un balcone in prossimità di una casa, ma il proprietario della casa li accoglie. Questo è un messaggio molto positivo, è un messaggio veramente molto importante.
Numero 8: gli incendi, che sono molto difficili da contrastare.
Questa è una cosa estremamente reale in una situazione di emergenza complessa come un terremoto: quando c'è una scossa di terremoto molto forte (come nell'esempio di magnitudine 8) quello che succede è non solo che ci sono dei danni agli edifici, ma che ci sono dei danni anche alle infrastrutture, soprattutto alle strade.
Questo che cosa significa? Che movimentare uomini e mezzi diventa estremamente difficile, e riuscire a raggiungere determinati posti può essere complicato: questi incendi possono andare avanti pressoché indisturbati per molto tempo, senza che ci sia possibilità di poter intervenire velocemente e definitivamente, è un messaggio estremamente importante. È un messaggio molto importante perché è una cosa - come ripeto - molto realistica: le strade sono danneggiate, i mezzi non possono raggiungerla facilmente.
Magari è danneggiato l'acquedotto: non c'è la possibilità di fare acqua, di caricare acqua sulle autobotti.

Insomma: questa serie - se pur romanzata nel raccontarci l'avventura (tra virgolette) vissuta da Yuki e Mirai - quello che ci vuole mandare come messaggio è invece riguardo proprio al terremoto, riguardo al modo che si dovrebbe avere di interagire con il terremoto, e rappresentarci come si presenta molto nella realtà un terremoto.
È estremamente realistica, estremamente ben fatta: si vede che alle spalle c'è uno studio molto complesso su quello che è il terremoto, su quelli che sono i rischi del terremoto, su quelle che sono le procedure di soccorso etc.
Ora ovviamente noi vediamo in atto anche le procedure di soccorso che ci sono in Giappone, per esempio in Italia le procedure di soccorso a seguito di una calamità naturale sono leggermente differenti, ma fondamentalmente pensiamo che al di là delle forze che vengono coinvolte, al di là della tipologia di organizzazione dell'emergenza, in una situazione come un terremoto l'emergenza è sempre di due tipologie: la tipologia di intervento per quanto concerne chi è in «pericolo immediato» (chi sta sotto le macerie, chi è ferito dalle macerie etc), e la tipologia di intervento di chi è in «pericolo a lungo termine» (chi è rimasto senza nulla e ha bisogno di un luogo dove dormire, ha bisogno di mangiare, di lavarsi etc.)
Questa è la tipologia di situazioni che ti trovi quando c'è una calamità. Quindi bisogna saper affrontare in maniera corretta questa tipologia di situazioni, e soprattutto chi viene colpito da una calamità dev'essere anche a conoscenza della situazione, che ci sono determinati soccorsi che funzionano in un certo modo, e quindi deve saper essere - comunque - "attivo": se c'è un campo di accoglienza in un certo punto, dovrà sapere che deve raggiungere quel campo di accoglienza; ci saranno campi di accoglienza per quartieri, per agglomerati, per città... quindi bisognerà raggiungere determinati posti per ottenere quel minimo di aiuto e di supporto.
Per questi motivi, per questa "veridicità", per questa vera e propria realtà rappresentata all'interno di questa serie animata, io ritengo che Tokyo Magnitude 8.0 debba essere portato ad esempio, debba essere - come ripeto - non so: proiettato nelle scuole, debbano essere organizzate delle proiezioni pubbliche e venga portato ad esempio di comportamenti da seguire e di situazioni da considerare quando c'è una grave emergenza, come appunto può essere un grave terremoto, ma può questo comunque applicarsi anche ad altre tipologie di gravi emergenze, come può essere un'alluvione, una frana, una situazione nella quale ci si trova a dover evacuare delle aree, una situazione nella quale ci si trova ad avere delle persone che sono colpite dall'emergenza e hanno bisogno - letteralmente - degli aiuti più basilari.
Prima di concludere vi chiedo velocemente: voi che cosa ne pensate?
Avete visto la serie animata Tokyo Magnitude 8.0? Non l'avete vista, ma ne avevate sentito parlare? Vi abbiamo incuriosito? Parliamone, come sempre nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Io ho concluso, prima di salutarvi vi ricordo di fare un salto sul canale di Lilletta: ve lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda. Andate sul suo canale: lei è molto brava, fa dei riassunti delle serie tv, delle serie animate etc, molto molto divertenti e ben fatti, e ha fatto un riassunto veramente molto funzionale proprio di Tokyo Magnitude 8.0
Detto questo, come sempre se sono riuscito a intrattenervi, a stuzzicare la vostra curiosità, vi invito a fare pollice-in-alto e a condividere questo vlog con i vostri amici (anche su Whatsapp o Telegram).
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel buon profumo di nuovo iscritto che ci piace così tanto.
Inoltre, se v'iscrivete anche al mio canale Telegram (che vi lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly, ho concluso, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!