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mercoledì 27 ottobre 2004

Mercoledì 27 Ottobre

Stamattina sono sceso in città nella mattinata presto. Un caffettino veloce e poi mi sono diretto nella biblioteca comunale di via Verdi.
Ho provato in diversi modi a cercare dei libri su IBM System/370 perché vorrei approfondire un po' la storia del VM/370 dato che sto facendo esperimenti molto interessanti con hercules sotto Linux.
Ho cercato sul sistema informatico integrato, ma da quando hanno abbandonato il CICSP1 per una insulsa interfaccia web, il risultato è stato che ci sono centinaia di problemi: se cerco solo IBM o VM mi da una pagina bianca. Spesso dopo una ricerca mi dice che ha perso il collegamento e mi tocca ritornare alla pagina iniziale, reinserire il mio nome utente e il numero di tessera, e ricominciare per la millesima volta una ricerca che, spesso, non va a buon fine.
Rinuncio, vado al banco informazioni e chiedo all'impiegata se mi può aiutare lei.
Cerchiamo libri sull'argomento e ne vengono identificati tre. Uno è già in prestito, gli altri due sono uno a Povo e uno alla Facoltà di Sociologia, che si trova in via Verdi, vicino piazza Duomo. Manco a perdersi per ordinarlo, farlo arrivare, aspettare settimane eccetera vado io direttamente nella biblioteca dell'università.
Ottengo la possibilità di visionare il libro [RPG and RPGII programming on System/360, System/370 and System/3], che è un testo in inglese degli anni '80 [Credo 1983 o, forse, 1984], ma a quanto pare il testo non tratta la programmazione tramite il sistema via terminale video, bensì la programmazione tramite card da compilare a penna per poi trasferirle sulla macchina tramite schede perforate.
Persino l'ambito di gestione dei record di dati per mezzo dei nastri o delle partizioni dei dischi fissi, si basano sull'input tramite schede perforate. Nulla di fatto. Lascio il libro e mi faccio un giretto per Trento.
Da quello che mi ha detto mio cugino, dovrebbe essere vicino all'ospedale Santa Chiara, per cui mi dirigo verso di là.
Mi chiamano anche un paio di clienti, ma alla fine della fiera quando riesco a rintracciare mio cugino, si trova dall'altra parte di Trento.
Senza perdere tempo, sono le 11:15, gli annuncio al telefono: "Ascolta: io adesso prendo il primo autobus che passa e scendo alla stazione, aspettami lì."
Pochi istanti e mi passa davanti il "pollicino" [Linea A], che una volta faceva un breve giro nel centro della città. Quali ca%%i? Salgo al volo e finisco persino in via De Gasperi, praticamente all'estrema periferia della città. Arrivo alla stazione dopo 35 minuti buoni. Per strada perdiamo persino diversi minuti dietro un camion per la raccolta differenziata che deve svuotare una campana dei cartacei.
Finalmente arrivo alla stazione: andiamo subito a fare un po' di spesa, poi torniamo a casa dove a breve arriveranno le due figlie di mio cugino per il pranzo. Mangiamo tutti assieme e poi stacco per tornare giù a casa, approfittare per alcuni lavori da fare al computer e poi per riposare un po' [Se non approfitto di questi dieci giorni, quando posso riprendermi cinque minuti dato che fra meno di una settimana mi ritrovo a combattere con il solito tran-tran?].
A cena di nuovo mangiamo assieme, ma poi mentre mio cugino scende da mio zio per guardarsi la partita, io ne approfitto per andare giù a casa e lavoricchiare un po' al computer, mentre guardo la serata di "Affari tuoi" su raiuno.

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