sabato 29 novembre 2008

Seti@Home e progetto BOINC

2 commenti - [Leggi tutto]
Ai tempi, dei tempi, dei tempi...
... partecipavo con alcune mie macchine al progetto seti@home, che oltre ad essere stato un progetto per la ricerca di vita extraterrestre e' stato, soprattutto, il piu' grande progetto di calcolo distribuito della storia dell'informatica.
Il progetto aveva il pregio di mettere assieme il tempo macchina inutilizzato di centinaia di migliaia di computer per analizzare (secondo la regola della trasformata di Fourier) dei gruppi di registrazioni audio di segnali captati da punti diversi dello spazio. Dall'analisi venivano separati i rumori di fondo dai picchi di potenza: successivamente effettuando delle verifiche sui gruppi di picchi si cercava di trovare l'evidenza di un segnale chiaramente generato da una forma di vita intelligente.
Ora, sebbene la ricerca SETI abbia dato ben pochi risultati in tal senso [innumerevoli sono state le costellazioni, le galassie, le pulsar e gli altri corpi celesti scoperti dal progetto (gia', ma se ET nel frattempo ha telefonato a casa, non siamo riusciti a captarne il segnale...)], e molti siano stati gli apporti alla ricerca, primissimo fra tutti secondo me va citato l'italiano Claudio Maccone che nel 2000 con la collaborazione del team italiano ha, per esempio, introdotto il sistema di elaborazione non solo con la trasformata rapida di Fourier (FFT), ma anche in base al Teorema Karhunen-Loeve (KLT).
Ora: perche' tutto questo articolo sulla ricerca seti? Presto detto: come ho detto tanto tempo fa partecipavo al progetto, ma poi per problemi di tempo ho sospeso la mia partecipazione, e nel frattempo il progetto si e' evoluto sfociando nel sistema BOINC [l'infrastruttura progettata dall'Universita' di Berkeley per gestire piu' facilmente il calcolo distribuito, e che ora permette di partecipare non solo con progetti "frivoli" come la ricerca di vita extraterrestre, ma anche con progetti di ricerca medica, scientifica, meteorologica etc. (vi consiglio di visitare l'homepage del progetto BOINC per maggiori informazioni)]. Come avrete capito, parliamo di un progetto che ha bisogno di una quantita' abnorme di risorse di calcolo perche' ha bisogno di compiere lavori alquanto pesantucci per il processore. E qui casca il gioco del grid-computing: avere a disposizione centinia di migliaia di microprocessori consente di ottenere in tempi rapidi l'elaborazione equivalente di mesi e mesi di calcolo parallelo su un supercomputer medio (vi basti sapere che il "vecchio" progetto seti@home in otto anni circa di funzionamento colleziono' l'equivalente di poco piu' di un milione e mezzo di anni di tempo di calcolo, con una quantita' di operazioni in virgola mobile che tuttora fa sembrare le macchine listate su Top500 un catalogo di calcolatrici tascabili.

Ed arriviamo al punto di questo articolo, punto introdotto dallo squarcio del grafico di MRTG sul carico attivo della CPU del server ronny di questi giorni. In questi giorni, infatti, mi sono detto "cavoli, ma perche' non rientrare nel progetto seti?" ed ho installato il client BOINC di ubuntu direttamente da Synaptic, poi ho configurato con il front-end una serie di caratteristiche (ad esempio non tirare mai piu' del 86% della cpu, usa la rete solo fra le 2 e le 4 del mattino, etc) affinche' le operazioni compiute dal client (che comunque non sono esattamente leggere) non mi rallentino il lavoro. Ma qui casca l'asino, perche' il front-end molto semplice una volta configurato mi faceva solo uscire: "Si, ok, ma dato che ronny e seth non stanno praticamente mai con X11 aperto... come faccio a dirgli di eseguire il client in modalita' silente come un demone? Mah, in questi giorni appena ho un ritaglio di tempo do' un'occhiata piu' spedita alla documentazione"...

... mi sbagliavo: il programma gira gia' come demone, come potete notare dai paurosi picchi di carico della cpu che da lunedi' mettono sotto sforzo il server ogni notte. (-:

giovedì 27 novembre 2008

Francesco Candelari su "La Sicilia"

0 commenti - [Leggi tutto]
La fama del giovane farmacista e scrittore siracusano continua a crescere. Adesso a Francesco Candelari e' stato dedicato un articolo di dimensioni generose sull'edizione di Siracusa de "La sicilia".
Nel ricordare a tutti i miei lettori di fare un saltino sulla sua pagina personale di Lulu e - magari - ordinare "La fame delle stelle" (che possiamo definire tranquillamente "il primo libro italiano di fantascienza con un farmacista come assoluto protagonista") oppure appunto "Sotto il segno di Longino", che e' stato fautore di codesto articolo sul giornale.
Di "Sotto il segno di Longino", come ho gia' detto, ho avuto il piacere e l'onore di curare la prefazione, ma la collaborazione fra me e Francesco non finisce qui: infatti un progetto forse un po' ardito sta trovando il suo giusto sviluppo e prima di natale potrebbero esserci grandi novita' (-: per cui, come si sul dire "Stay Tuned" per non perdere le notizie.

Nel frattempo l'occasione mi e' ghiotta per cogliere la parentesi a ricordare a tutti i lettori maggiorenni (nel frattempo ho messo la corretta classificazione PICS di SafeSurf e ICRA) e vaccinati che sulle Pagine Oscure continuo continuo a trattare argomenti complessi, simpatici o scabrosi al punto giusto. (-:

Il governo presenta la Carta Acquisti

0 commenti - [Leggi tutto]
E gia'. Bella operazione, interessante persino (da pronunciarsi con spiccato accento bolognese alla Svicolone).
Tuttavia c'e' qualcosa che non mi quadra. La carta funziona come una specie di bancomat, mettendo a disposizione mensilmente una quota di 40 euro. Non ho capito se questo comporta che in caso di mancato uso gli stessi finiscano ad essere sommati a quelli del mese successivo o meno [con calma voglio leggere le caratteristiche e le condizioni d'uso, ma mi sa che dovro' anche chiamare l'INPS o Poste Italiane (sono entrambi coinvolti nel progetto) per avere una risoluzione a tutti questi dubbi].
Pero' un dubbio che ho, invece, mi sa molto di profetico: la carta e' dedicata soprattutto agli anziani over-65 con pensione minima. E qui casca l'asino, perche' parliamo di una categoria di persone che - nonostante tutto - annovera ancora chi non ha ben in mente il funzionamento degli euro, per non parlare di chi ha sviluppato principi di demenza senile quali Alzheimer o similia.
Mia nonna fu una storia non indifferente convincerla a chiudere il libretto di risparmio e fare il conto corrente, sebbene lo scopo fosse soprattutto di risparmiare file mensili per pagare le varie bollette. Risultato: comunque la nonna non aveva la piu' pallida idea del funzionamento piu' o meno specifico del bancomat.
Voi ce li vedete anziani over-65 che usano la Carta Acquisti del governo? Io non faccio di tutta l'erba un fascio, ma dico che approssimativamente il 50% delle persone coinvolte la useranno e la sapranno usare, e il restante 50% circa invece la mettera' di lato con le idee alquanto confuse su cosa sia, salvo (dato che la carta e' anonima ed utilizzabile da chiunque, stando a quanto ho sentito) che finisca nelle mani di qualche nipotino.
Ma alla fine e' ovvio: perche' non aumentare semplicemente di 40 euro al mese la pensione di queste categorie a rischio? Perche' quel 50% che non usera' mai la carta fara' risparmiare allo Stato quei 40 euro.Il costo dell'operazione e' stimato sui 450 milioni di euro, ma secondo me in consuntivo difficilmente si andra' oltre i 320. Diciamo 350 per essere ottimisti, e i restanti 100 milioni di euro rimarranno, se pur ufficialmente a disposizione di chi ha la carta di cui sopra, bellamente in cassa.
Vedremo. Solo il tempo potra' spiegarci se ho ragione o meno...

Scuole sicure

0 commenti - [Leggi tutto]
Quando ho iniziato a frequentare il liceo (e stiamo parlando di quasi vent'anni fa, gosh) il glorioso Einaudi, di glorioso a livello dell'istituto c'aveva ben poco: oltre ottocento studenti piu' il personale, tutti sparsi in un affare di ben cinque piani.
L'unica scala (larga circa un metro e venti) faceva bella presenza con i due ascensori a chiave codificata e per sole quattro persone in cui un povero cristo in carrozzella non ci sarebbe mai entrato, a parte che comunque gli ascensori li si raggiungevano solo dopo aver passato tre ampi scalini all'ingresso.
Vie di fuga? Ma scherziamo! E cosa credete: ricordate che il 13 dicembre 1990 c'e' stata una buona scossa di terremoto? Bene! Pero' forse non ricordate che una scossa di terremoto ci fu anche giovedi' 15 novembre 1990, intorno a mezzogiorno. Io me la ricordo. E se la ricorderanno di sicuro anche alcuni miei ex compagni di classe, magari il mio ex compagno di banco Daniele A.
Si ricorderanno tutti quel compito di matematica in compagnia del professore F, quando all'improvviso meta' della gente in aula, concentrata e tesa, sbotto' in commentacci verso l'altra meta' dell'aula, ivi compreso Daniele verso di me.
DA: "E stai fermo, porco giuda non muovere il banco!"
Io: "Io? Tu smettila di scuoterlo!"
E ci rendiamo conto in coro, avendo sollevato tutti le mani dai fogli protocollo, che i banchi della "I B" al quinto piano aula 55 stanno invece scuotendosi ancora di piu', finche' e' Sergio il primo a commentare: "Ragazzi il terremoto..."
E il professore a concludere: "Va bene, completate il compito, scappiamo piu' tardi..."
Ma siamo andati avanti.
Un mio compagno di classe, FR, in laboratorio di ottica per errore infilo' i contatti del proiettore a sei volt nella presa elettrica a 220 volt del bancone, anziche' passare dal trasformatore. Dopo una frazione di secondo in cui l'intero laboratorio si era illuminato a giorno, la lampadina aveva ceduto la sua vita con un colpo secco tipo petardo. Non fosse che oltre al colpo secco aveva proiettato minute schegge di vetro per tutto il laboratorio, e non fosse che quando FR aveva visto l'improvvisa luminosita' aveva iniziato un movimento con la mano che reggeva il proiettore che in pochi istanti gli avrebbe fatto prendere il gettito di vetri dritto in faccia.
Un altro compagno, ER, invece, in quel bel periodo che molti si davano al Soft-Air, nel cortile si becco' un pallino BB6 in faccia: gli si conficco' nel mento. Fu girata circolare a stigmatizzare l'evento, ma dentro il liceo le armi soft-air hanno continuato a girare ugualmente.
Un'amica di un'altra classe, invece, una mattina di dicembre si prese una scheggia di raudo sulla lente degli occhiali, non solo riuscendo a recuperare un danno non indifferente, ma solo per miracolo non trovandosi con vetro o cartone di petardo conficcato in un occhio. E quel giorno OC, un compagno, racconto' di quel tizio dell'IPSIA arrivato con lo ZIP al viale d'ingresso. Scende dalla moto, apre l'ampio bauletto e ne comincia ad estrarre manciate a piene mani di petardi, a compari che subito prelevano e provvedono al lancio in mezzo alle persone; oddio: questa scena la ho vista anche io un paio di volte. E a quindici anni ho assistito all'arrivo dell'auto della polizia (come avveniva spesso) e non appena questo sport del lancio di petardi in mezzo alla popolazione ha preso forma, ho assistito per la prima volta alla scenda di un agente di polizia che prende per un braccio il "lanciatore" e lo strattona in malo modo verso il collega, il quale con un solo movimento lo afferra per la camicia, lo piega in avanti e lo ammanetta, infilandolo quasi al volo dentro la "Uno".
E mi ricordo di quel giorno che entro' il bidello, e non appena usci' chiudendo la porta, quel poco di corrente d'aria generata fece partire ad una velocita' pressoche' infintesimale la finestra. Finestra che impiego' quasi un minuto a richiudersi, che si richiuse con un timidissimo "tloc", ma che nell'istante in cui fece quel "tloc" rese tutto il vetro in pezzetti dalla superficie compresa fra i due millimetri quadrati e i quindici centimetri per due, a punta affilata. Pezzetti che si abbatterono in terra fra le mie scarpe e la schiena di MC, mancandoci di pochi millimetri.
Sono stato uno di quelli che ha partecipato alle manifestazioni studentesche per una scuola piu' sicura, per avere le scale di fuga e le porte anti-incendio. Manifestazione cominciata con striscioni che peraltro recitavano, come forse giusto che fosse: "Niente politica all'Einaudi", ma con un corteo finito di fronte al Palazzo della Provincia di Siracusa (ai "villini" per intenderci) dove come funghi spuntarono tante belle bandierine di Rifondazione Comunista (ma quella non la digerii, e quella fu una figura barbina per Federico B, che era rappresentante d'istituto e al quale ebbi proprio l'onore, in assemblea, di sputtanare questa idiosincrasia che chi non voleva politica all'Einaudi lo faceva predicando sotto alle bandiere di RC. E meno male che io mi considero di sinistra, dico).
Ma mi ricordo tutto. Mi ricordo chi fu a scagliare il banco contro la parete di separazione fra la sezione B e la D sfondando il muro di foratini. Mi ricordo quando cominciarono i lavori per la realizzazione delle scale di fuga esterne, quando il muratore dava un semplice colpo di mazzuolo da 1kg alla parete esterna, e la stessa si sbriciolava per almeno tre metri quadri mostrando di essere di laterizi dieci fori anziche' in blocchetti "pieni" in arenaria o tufo.
Mi ricordo della professoressa che ci spiego' come molti sapevano che nell'intercapedine dei muri esterni si sentivano, nei pomeriggi di consiglio d'istituto, rumori vari soprattutto da scarafaggi e topi. Mi ricordo del preside che, dopo il terremoto del '90, spiegava che dal rapporto della prefettura l'istituto era risultato inagibile ed era rimasto chiuso quasi per tutto il mese di gennaio 1991, salvo divenire magicamente nuovamente agibile intorno a lunedi' 28 gennaio 1991. Ma cosa volete: incantesimi.
Infatti ogni volta che qualcuno di noi all'Einaudi diceva che l'edificio versava in condizioni disperate, gli "adulti" non ci prendevano mai sul serio. E sono sicuro che anche a Rivoli e' stato cosi', purtroppo.
E ora io mi chiedo: al di la' di quelli che dietro alle lamentele degli studenti avranno di certo girato la testa, piuttosto quelli che negli anni hanno deliberatamente ignorato le lamentele degli studenti del Liceo Darwin, dove sono scomparsi?
SCATACRESH!
Ops! Oh, la la! Ci siamo giocati Vito Scafidi. Eh si'... e' venuto giu' un controsoffitto di laterizi forati, ma d'altronde gli studenti l'avevano detto che l'edificio era un po' "sgarrupato".
Ah, davvero? Ma veramente? E se gli studenti, se i genitori, se l'ultimo povero cretino che passava di la' per caso l'aveva gia' detto che l'edificio ospitante il Liceo Darwin di Rivoli era sgarrupato, quelli che quando "l'avevano detto" si sono girati dall'altra parte, si sono tappati le orecchie o con buon fare da "adulti" (come avveniva ai miei tempi...) hanno tagliato corto l'argomento... che fine hanno fatto?
Perche' non vanno in piazza, non vanno dai ragazzi in ospedale, a dire *ADESSO* che non e' vero che l'edificio ha seri problemi strutturali?
Ah, gia', ma certo: c'e' scappato il morto, quindi e' vero che ci sono problemi strutturali nell'edificio.
Perche' siamo in Italia. Perche' porcaccia la miseriaccia zozza & lurida c'e' gente con ruoli di responsabilita' che per capire le cose o gli se le ficcano in testa dopo avergliela aperta a colpi di accetta, o prima qualcuno ci dovra' restare secco!
Poi: aaahhhhh! State tranquilli che _succederanno_ _miracoli_.
Sono state ordinate verifiche strutturali in tutte le scuole d'Italia. Ma VAFFANCULO! Adesso mi fate le verifiche strutturali? Ma nelle stanze dei bottoni ai vari ministeri preposti qualcuno ha mai sentito paroline magiche come, tanto per pronunciare un incantesimo a caso, Legge 626/96? No, dico: 626 del NOVANTASEI, porco ca%%o, DODICI ANNI FA, non ieri!
Carlo Azeglio Ciampi, quando era Presidente della Repubblica, il 3 novembre 2002 a San Giuliano di Puglia disse, parlando al funerale delle vittime del crollo della Scuola Elementare Francesco Jovine: "Non siamo stati capaci di proteggere i nostri bambini [...] Queste cose non devono accadere e questa dolorosa esperienza ci deve insegnare a comportarci per fare in modo che queste cose non accadano" (ricordo peraltro Gianfranco Funari, che in quell'occasione riferendosi ai ventisette bambini, disse: "Il paradiso non ci aveva fatto richiesta per nuovi Angeli: siamo stati *noi* a volerglieli mandare").
Ecco. A distanza di sei anni ancora non abbiamo imparato, e queste cose accadono. A distanza di sei anni possiamo dire tranquillamente: per un teen-ager italiano medio uscire la mattina per andare a scuola comporta la stessa tipologia di rischi che avrebbe a prendere una macchina del tempo ed entrare nella miniera di Bois du Cazier nel 1956.
Auspico che al prossimo rischio sulla falsariga di questo, Dio non voglia dovesse il personaggio responsabile preposto fare orecchie da mercante alle segnalazioni di rischio, qualcuno gli assesti un paio di sberloni ben calibrati; almeno se proprio ci deve scappare il ferito grave, l'eventuale ferimento della persona preposta a risolvere questo genere di problemi e' auspicabile per mettere urgenza, anziche' aspettare come sempre che qualcuno ci debba lasciare le penne.

mercoledì 26 novembre 2008

La mattina leggo il giornale...

0 commenti - [Leggi tutto]
... e mi sale un'acidita' di stomaco che a colazione invece di caffe' e cornetto dovrei prendermi direttamente una cucchiaiata di bicarbonato di sodio.

Da "Il corriere della sera": "Padre stupratore, orrore in Inghilterra - Ha abusato delle figlie per 25 anni e le ha messe incinte 19 volte."
Ora l'hanno condannato all'ergastolo. Ma bravi, cosi' in carcere diventera' uno scrittore, quando non passera' il tempo facendosi segoni infernali sotto la doccia ripensando alle figlie.
Uno con tanta energia (come quell'altro canchero di Josef Fritzl in Austria) e' la dimostrazione che vanno reintrodotti i lavori forzati: hai tanta energia? Spacca pietre a martellate in una cava! Altro che carcere! Devi sudare, sputare sangue e maledire il giorno che hai commesso un reato la cui condanna ti pesa cosi' tanto! Spacca le pietre, apri un buco. Come dici? E quando hai finito di scavare il buco? Lo tappi, e ne scavi un altro li accanto. La roccia e' dura, ma per dissodare non c'e' bisogno della dinamite: bastano tre o quattro di questi bastardi (magari anche qualche preticello di campagna macchiato dallo stesso infamante disonore). Se avete tanta energia da stuprare dei bambini, ne avrete quanta ne serve per rompere pietre in cava a colpi di martello.
E se poi in cava qualcuno che non porta l'elmetto dovesse rompersi la testa per la caduta di un blocco di travertino sulle corna, saranno in pochi a lamentarsi...

martedì 25 novembre 2008

Interfaccia per sms via web

0 commenti - [Leggi tutto]
Stamattina da un cliente abbiamo combattuto per via di uno strano problema: ha un programma gestionale che su determinate condizioni e' in grado di inviare un sms al dipendente per girare una chiamata. Stamattina il programma (che usa un gateway via internet per mandare il messaggio) non ne voleva sapere di andare, continuando a fornire come risposta un bel KO.
Dato che sono dovuto andare ad aprire l'ufficio, ed il cliente si e' allontanato per andare a Catania, abbiamo rimandato il tutto a "appena abbiamo maggiori notizie", e io nel frattempo mi sono impegnato a effettuare qualche test ulteriore dal mio ufficio.
Ora, il punto e' che il servizio per l'invio di SMS (il portale www.smscenter.it tanto per fargli cinque minuti di pubblicita') mi dice sulla FAQ:
Per l'accesso ai gateway di invio tramite http POST e' necessario fare una richiesta all’URL: http://postgateway.smscenter.it
L'autenticazione viene effettuata in base a un secret value condiviso (MAC basato su hash MD5)

I parametri da passare al gateway sono:
  • user: nome utente
  • token: hash generato applicando la funzione MD5 (output esadecimale lowercase) alla stringa risultante dalla concatenazione dei parametri user, password (condivisa e non inviata al gateway), from, text, to in questo ordine
  • from: mittente del messaggio (max 11 caratteri)
  • to: destinatario del messaggio nella forma +CCPPPNNNNNNN
  • text: testo del messaggio (max 160 caratteri)
Per cui mi ingegno al volo per tentare di fare qualche test dall'ufficio. La prima idea che ho, ovviamente, e' che trattandosi di una richiesta in post, posso organizzare sul mio server web una pagina php al volo con un form che effettui il calcolo del token e lo invii al sistema. Ma poi mi rendo conto che il problema e' che la risposta del gateway non avviene in formato HTML (si limita a ripondere +OK oppure +KO MOTIVO), per cui devo pensare a qualcosa di piu' specifico.
Ed ecco la luce: non sono una cima, ma me la cavo un po' nella programmazione in perl, e per queste piccole bojate uno script che mandi quattro variabili in post e mi dica il risultato non ci vuole nemmeno una lunga quantita' di righe di codice... perche' non provare?
Ecco a voi il risultato, reso a disposizione anche come esempio se doveste realizzare un programma simile per una similare interfaccia gateway sms (ci ho infilato la colorazione sintassi in stile gedit, per renderlo un po' piu' leggibile).
#!/usr/bin/perl -w

# Interfaccia di prova per l'invio di un messaggio con smscenter.it
# Testato sotto Linux (UbuntuServer 8.04.1 LTS il 25 novembre 2008)
# Copyright (C) 2008-2009 by Grizzly http://www.g-sr.eu/

# This program is free software: you can redistribute it and/or modify
# it under the terms of the GNU General Public License as published by
# the Free Software Foundation, either version 3 of the License, or
# (at your option) any later version.
#
# This program is distributed in the hope that it will be useful,
# but WITHOUT ANY WARRANTY; without even the implied warranty of
# MERCHANTABILITY or FITNESS FOR A PARTICULAR PURPOSE. See the
# GNU General Public License for more details.
#
# You should have received a copy of the GNU General Public License
# along with this program. If not, see .

# This programme is CardWare: if you like it, please send me a pictured postcard
# This programme is TeddyWare: if you *enjoyed* it, please send me a stuffed teddy bear (-:
# Sell your items to:
# Grizzly aka Mirko Tuccitto c/o Undefined Illusion BBS
# 12A, via Salvatore Monteforte - 96100 Siracusa ITALY

use strict;
use LWP::UserAgent;
use Digest::MD5 qw(md5_hex);

#### Variabili di sistema - ATTENZIONE CAMBIATELE CON LE VOSTRE
# Nome utente per il servizio
my $utente = 'username';

# Password di accesso al servizio
my $utente_pw = 'password123';

# Mittente dei messaggi, max 11 caratteri/cifre!
my $mittente = 'MITTENTE';

# Destinatario del messaggio, numero completo di +39 iniziale
my $destinatario = '+393301234567';

# Testo del messaggio
my $testo = 'Questo è il testo di un messaggio SMS';
#### Nessuna modifica richiesta dopo questo punto ####
######################################################

# Crea il token md5 di autenticazione per smscenter
# Niente spazi fra i campi
my $p_token = $utente.$utente_pw.$mittente.$testo.$destinatario;
my $m_token = md5_hex($p_token);

# DEBUG: fammi vedere che hai creato...
#print "User = " . $utente . "\n";
#print "Pwd = " . $utente_pw . "\n";
#print "From = " . $mittente . "\n";
#print "To = " . $destinatario . "\n";
#print "Text = " . $testo . "\n";
#print "Token= " . $p_token . "\n";
#print " " . $m_token . "\n";

# Costruisce un browser virtuale
my $browser = LWP::UserAgent->new;

# E invia la richiesta via POST al gateway
my $response = $browser->post (
'http://postgateway.smscenter.it',
[
'user' => $utente,
'token' => $m_token,
'from' => $mittente,
'to' => $destinatario,
'text' => $testo
],
);

# Adesso semplicemente fornisce la risposta, se e' tutto a posto sarà
# semplicemente "+OK", altrimenti "+KO QUALCOSA"
print $response->content . "\n";
exit;
PS: Se avete trovato questo programma utile, come tutti i miei script, vi invito a seguire le sacre regole CardWare e/o TeddyWare (-:

lunedì 24 novembre 2008

Fantasmi sulle pagine oscure

3 commenti - [Leggi tutto]
Se l'argomento fantasmi vi solletica, e non lo seguite gia', date un occhio alle Pagine Oscure stamattina...