sabato 4 aprile 2009

Tre aprile: il mio discorso

Nella presentazione dei tre libri, ho mantenuto l'ultimo posto per dare spazio a Francesco ed Elena e ai loro lavori di certo piu' recenti (tralascio la poca utilita' di presentare alla cittadinanza un libro di attualita' con qualche anno alle spalle, ma la tralascio perche' sono stato coinvolto in questo progetto sebbene gia' un altro progetto fosse gia' pronto... ma transeat).

Ma soprattutto perche' erano i due piu' preoccupati dal "contatto con il pubblico": l'emozione di Elena e Francesco era a tratti palpabile e, comunque, da un tono di maggior umanita' al dibattito in se'. Al contrario io, che ormai ho tenuto altri convegni, altri dibattiti e che - peraltro - anche grazie al Blog, ho maggior abitudine al discorso a contatto con il pubblico, ho colpito persino il moderatore per la mia tranquilla spigliatezza ["Wow! Non sapevamo di avere persino un oratore!" (((-: ].

Il discorso, che ho tenuto come se fosse una chiaccherata ben congegnata, in realta' e' stato abbondantemente preparato prima, trovando un modo di dare delle giuste inflessioni ad ogni passaggio. Ve lo butto qui, facendovi notare che i punti in corsivo ed in grassetto sono appunto quelli che mi servivano per assegnare uno specifico tono alle parole. Inoltre, per trovare le imbeccate corrette in caso di perdita del filo logico, le parti del discorso erano divise in otto capoversi numerati (es. "01: Saluti, introduzione a me e al libro"; "02: Cenni storici, nascita, sviluppo, Blogger by Pyra" e avanti cosi').
Signore e signori buonasera.
Io sono Mirko, sono noto come "Grizzly", sono un tecnico informatico ma, soprattutto, sono un blogger. Con un Blog attivo da cinque anni e oltre seicento articoli pubblicati, ho l'onore di essere anche uno tra i più prolifici blogger siciliani, e sono qui per parlarvi un po' di Weblog, e un po' del mio libro, che è un progetto per far conoscere la realtà della blogosfera (il mondo elettronico di noi blogger) anche a chi si trova al di fuori.
MA ATTENZIONE!
Il fatto che io sia un tecnico informatico, e che il libro sia tratto da un sito internet, contrariamente a quanto si possa immaginare non significa che parliamo di un testo squisitamente tecnico. È doveroso, anzitutto, fare una breve introduzione proprio alla figura di noi blogger in particolare.
Viviamo nel ventunesimo secolo, siamo circondati dall'elettronica, dalla tecnologia. Internet è entrato clamorosamente a far parte della nostra vita: i nostri telefoni cellulari sono diventati delle estensioni tecnologiche con le quali ci possiamo tenere in contatto con la rete; persino i nostri elettrodomestici dispongono della possibilità di essere gestiti via internet. Indubbiamente una serie di innovazioni e di strumenti, e – a tratti – anche di orpelli tecnologici che fino a pochi anni fa non avrebbero popolato neppure i sogni dei progettisti più visionari.
Internet è una rete che cresce continuamente, e non cresce solo tecnologicamente parlando, ma anche dal lato dei suoi contenuti, dei suoi servizi.
Sin dai suoi inizi, molti hanno visto in questo strumento di comunicazione globale una grandissima opportunità: creare e condividere idee, progetti... condividere dei contenuti in una maniera radicalmente nuova, costruendo una specie di diario sul web, il "Web Log" appunto.
Alla fine del 2000 erano tanti quelli che bramavano ritagliarsi il proprio spazio sulla rete delle reti. Spuntavano, praticamente come funghi, siti personali in cui leggere solo "Ehi! Io sono Tizio, sono nato qui, vivo qua, ho studiato lì e lavoro là...", ma qualcuno si chiese se non avesse qualcosa di più da offrire.
Parliamo di un periodo in cui realizzare un sito web non era affatto semplice: bisognava conoscere cose astruse, come il "Linguaggio HTML" che è lo scheletro con cui sono realizzate le pagine web. Fu in questo frangente che, per prima, una piccola società – poi rilevata da Google, peraltro – creò uno strumento che usciva dagli schemi: loro costruivano e curavano l'impalcatura del sito, mentre l'utente aveva solo il compito di realizzarne i contenuti, che venivano subito immessi, organizzati per data e ora. Finalmente era possibile condividere le proprie idee senza bisogno di specifiche competenze tecniche!
I Weblog, questi diari on-line, cominciavano a muovere timidamente i primi passi. Ogni autore (ogni blogger) si preoccupava di fornire contenuti sempre freschi per attirare l'attenzione dei lettori occasionali. Argomenti tecnici (perché no?) ma anche commenti sull'ultima partita di calcio, su quel terribile fatto di cronaca che ha riempito i giornali, o magari semplicemente su quanto sia stato buono il caffè preso quella mattina in quel particolare bar sul lungomare.
Rispetto alla staticità di un diario, però, il Blog ha una sua forza, che sta nell'interattività: il blogger pubblica, e i lettori possono interagire esprimendo le loro opinioni, commentando quelle parole, dando segni di apprezzamento (oppure di disprezzo) all'autore; è possibile operare uno scambio di opinioni senza limiti di tempo, di spazio né logistici: chiunque, in qualsiasi parte del globo, può scrivere qualcosa sul suo Blog e chiunque altro, sia esso il vicino di casa o piuttosto chi abita totalmente agli antipodi, può ribattere.
Il fenomeno dei Blog, negli anni, è cresciuto e si è affinato. Sono tante le conquiste, piccole o grandi, ottenute da noi blogger in questi anni. Ormai possiamo considerare un Blog come una forma di stampa alternativa, che parte dal basso: il blogger scrive i suoi articoli e li pubblica senza bisogno di passare da un editore; chi legge non è più un cliente che usufruisce passivamente di contenuti magari edulcorati da un comitato di redazione, bensì diviene parte attiva di quell'articolo, di quella testata. È così che ad esempio i blogger cinesi hanno diffuso e ci hanno fatto conoscere situazioni taciute sulla stampa ufficiale.
Un blogger italiano, l'amico Macchianera, stava scrivendo sul suo Blog un articolo riguardante la morte di Nicola Calipari in Iraq. Scaricò, dal sito internet del ministero della difesa statunitense, il rapporto ufficiale sui fatti, nel quale i nomi dei soldati americani coinvolti apparivano censurati con delle strisce nere, e applicando a quel documento una sofisticata e complessa operazione tecnologica (ossia facendo Copia & Incolla!) è riuscito a svelare quei nomi.
Lo ha fatto un blogger!
Un'altra blogger, l'amica BlackCat, orgogliosa madre di un bambino autistico, ha raccontato di un terribile caso di discriminazione vissuto presso un centro commerciale del nord Italia. Il suo articolo in due soli giorni ha ricevuto quasi mille commenti di apprezzamento e di amicizia, e la sollevazione della blogosfera che ne è scaturita è stata tale che la stessa direzione del centro commerciale è dovuta intervenire per tentare di sedare gli animi.
Difficilmente un trafiletto su qualche telegiornale locale, inserito magari prima dello sport, avrebbe avuto gli stessi effetti.
All'inizio del 2004 la blogosfera cominciava a consolidarsi un po' in tutto il mondo, e quindi anche in Italia cominciavano a sorgere i primi Blog. Fu proprio in quel periodo che aprii il mio, intitolato "Diario di Viaggio", che da cinque anni ospita le mie considerazioni sugli argomenti più disparati, dal semplice racconto delle mie giornate lavorative più pittoresche, sino ad interventi su fatti di cronaca e costume che hanno scosso l'Italia, o il mondo in genere. Articoli dove ho cercato di non limitarmi a raccogliere asetticamente le notizie da altre fonti tanto per riassumerle, quanto piuttosto di esprimere la mia posizione sui fatti. Ma non solo: ho pubblicato anche brevi racconti, che ho avuto il piacere di condividere con gli altri.
Ora, sin da quando sono uscito dal liceo scientifico, mai avrei immaginato di scoprirmi blogger, di scoprirmi scrittore. Questo mio lato è venuto anche grazie ai commenti di chi, in questi anni, mi ha seguito (e mi segue) con interesse e curiosità. Grazie al mio Blog ho vissuto anche io i miei piccoli momenti di notorietà e – soprattutto – grazie ai Blog degli altri, ho scoperto un mondo nuovo, dove lo scambio culturale aiuta a crescere tutti quanti.
I moltissimi segni di apprezzamento che ricevo mi danno la spinta ad andare avanti, a coltivare questo che in fondo è un hobby, ma nel quale amo mettere la mia mente e il mio cuore.
Il mio libro, "Estrazioni dal Weblog", rappresenta un punto di vista soggettivo del quadriennio storicamente più caldo della blogosfera italiana, raccontato attraverso i miei articoli e i commenti di chi mi legge. Uscito in effetti nell'anno 2006, il libro rappresenta tra l'altro il primo Blog italiano riportato su carta.
Ma non mi fermo qui: pubblicato il libro, c'è ancora tanto lavoro da fare. Attualmente sto lavorando ad altri progetti letterari: ad esempio assieme all'amico Francesco Candelari; stiamo dando libero sfogo alla nostra immaginazione (e alla nostra grandissima passione per la fantascienza) sviluppando a quattro mani (nel senso "pianistico" del termine) un racconto, appunto di fantascienza.
Prima di concludere ci tengo a ringraziare il presidente del consiglio comunale Edy Bandiera, e il presidente del Siracusa Forum Peppe Patti, grazie ai quali questa manifestazione è stata possibile.
Infine, per concludere, mi è d'uopo ricordare a tutti che anche "Estrazioni dal Weblog" è disponibile per l'acquisto, sia on-line sul sito della casa editrice "Lulu.com", che nelle principali librerie italiane ed internazionali grazie al codice ISBN univoco; non mi resta quindi che ringraziarvi per essere intervenuti, e rimandarvi con piacere al dibattito di presentazione dei nostri prossimi lavori. Io, Elena e Francesco abbiamo molte idee: per usare un eufemismo c'è tanto che bolle in pentola.
Sapete? È bello percorrere assieme questa strada: ci ha dato, e ci sta dando, grandissime soddisfazioni.
Grazie a tutti, e arrivederci al prossimo libro!
Ditemi la verita': si capisce la mia abitudine al discorso pubblico, eh? ((-:

PS: non avevo preparato subito la fase dei ringraziamenti, e un momento sovrapensiero su chi ringraziare per primo, mi sono girato dicendo "Ringrazio il presidente..." e li', mentre l'intenzione era di completare "... del consiglio comunale Edy Bandiera" mi sono trovato faccia a faccia con Peppe Patti e stavo per miscelare in un geniale "presidente del consiglio comunale Peppe Patti"! Mi inchiodo appunto a "presidente", perche' per fortuna uno dei miei pochi neuroni attivi sbarra la strada verso la lingua senza spiegarmi perche', e in quell'istante Francesco, pensando mi fossi intoppato in un altro punto, comincia insistentemente ed inutilmente a suggerirmi "Edy Bandiera! Edy Bandiera!". Solo che il nome di Edy ce l'avevo, in quel momento dovevo correlare invece Peppe Patti! ((-:

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Se non era per me avresti fatto diventare Peppe Patti Presidente del consiglio comunale!!!
Francesco