domenica 10 febbraio 2019

VLOG 253: Chiamare la polizia o i carabinieri?

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
Nord Italia, anni '60, piccolo paesino di campagna (il classico posto di 2~300 anime dove si conoscono - praticamente - tutti quanti!). Ci sono due carabinieri: l'appuntato e il maresciallo: l'appuntato è un ragazzotto del sud Italia sui 25 anni (da pochissimo entrato nell'Arma); il maresciallo è una persona di mezza età, molto vecchio stampo (un militare molto burbero, molto ligio alle regole), ciò nonostante questo maresciallo ha comunque preso questo giovanissimo appuntato un po' come sotto la sua «ala protettiva»: c'è un rapporto molto serio, molto funzionale tra i due, però il maresciallo cerca anche di essere un po' come una specie di "padre" per questo giovane ragazzotto del sud Italia, che sta cercando di fare carriera nell'Arma.
Allora: ha piovuto durante la nottata, quindi la mattina presto i due - prima di entrare in caserma - fanno velocemente un giro di pattuglia, giusto per vedere un po' com'è la situazione, se ci sono problemi sulle strade e roba così.
Arrivano davanti alla casa della… classica vedova (signora sugli 80 anni) che vive da sola colle galline e i cani, si coltiva un po' la terra, insomma: quelle classiche cose di campagna.
È mattina, saranno le sette meno un quarto, e vedono che c'è la luce accesa dentro la casa, quindi la signora già è alzata, già sta cominciando a governare le bestie, è tutto a posto… quando l'appuntato - vedendo una cosa nel cortiletto davanti alla casa - frena.
E la cosa che vede è che ci sono le galline davanti al cortiletto che stanno razzolando, e c'è il gallo (tutto impettito) che sta puntando il cane e il cane che sta abbaiando contro il gallo.
Il maresciallo vede che l'appuntato di colpo ha frenato la gazzella: “Appuntato: che sta facendo? Andiamo, dai: è tutto a posto, dobbiamo entrare in caserma!”
Il giovane ragazzo, che è molto ligio alle regole (che è sempre stato una persona che non parla mai se non è interpellato, non mette mai in discussione un ordine, è sempre "signorsì"), non vuole contravvenire a un ordine di un diretto superiore, però è particolarmente titubante, così titubante che è rimasto lì, con la mano sul cambio e la mano sullo sterzo, non se la sente di partire: c'è qualcosa che non lo convince e…
… e lo dice: “Non lo so maresciallo: mia nonna, prima di dar da mangiare alle galline, attaccava i cani, perché altrimenti avrebbero litigato col gallo. E non capisco perché il cane la catena ce l'avrebbe, ma non è attaccato, e le galline sono fuori. È strano!”
Il maresciallo - per un instante - resta stupito dalla reazione dell'appuntato (ma insomma: ti ho dato un ordine diretto. Dobbiamo passare!), però - sarà perché, appunto, l'ha preso sotto la sua ala protettiva, sarà perché si sente un po' come un padre, sarà il tono di voce del ragazzo che non è un modo di mancare di rispetto, ma è un tono di voce pesantemente preoccupato, sarà lo sguardo del ragazzo, e sarà che il ragionamento dell'appuntato "fila" - fatto sta che il maresciallo dice: “Va bene, mi ha convinto: diamo un'occhiata.”
I due scendono: il maresciallo si avvicina alla porta della casa, mentre l'appuntato fa il giro lateralmente per avvicinarsi verso l'aia.
E - improvvisamente - l'appuntato al grido di “Oddio, signora!” parte di corsa, e appresso ci va subito il maresciallo.
La signora è stesa per terra davanti al cancello dell'aia, che piange sommessamente in mezzo al fango. Praticamente la mattina all'alba è uscita per andare a vedere come stavano le galline, e dopo aver aperto il cancelletto dell'aia è scivolata, è caduta per terra (non si riesce più a rialzare, si è rotta il femore) e se non fosse stato per il dubbio venuto a un appuntato dei carabinieri, chissà chi l'avrebbe più trovata quella signora lì!
Ecco, questo aneddoto me lo raccontò un amico carabiniere in pensione, gli successe proprio nel corso del primo anno di servizio su al nord (in Emilia Romagna o in Liguria: non ricordo bene i dettagli). Ora, probabilmente voi pensavate che io stessi per raccontarvi una barzelletta sui carabinieri…
Beh, diciamo che di barzellette sull'Arma dei Carabinieri ce ne sono tantissime, ma ci sono anche tanti piccoli grandi racconti come questo per ricordarci che l'Arma dei Carabinieri è comunque molto vicina alle persone, molto più di quanto possa sembrare.
Bene, oggi - in questa puntata di Diario di Viaggio on the road - vorrei parlarvi del Numero Unico di Emergenza rispetto al principio di "quando c'è bisogno di allertare le Forze dell'Ordine": quando - chiamando il NUE112 - è il caso di chiamare la polizia e quando invece è il caso di chiamare l'arma dei carabinieri. C'è una "differenza" tra le due cose? O la differenza è - principalmente - legata al territorio o alla località in cui ci si trova? Beh, vediamo di analizzare un pochino più nel dettaglio questa situazione, per cui cominciamo: sigla!
[♪♫♪]

Alcuni anni fa, agosto, la settimana - per così dire - di san Lorenzo (il periodo delle "stelle cadenti"); infatti di notte siamo andati a guardare le stelle cadenti in campagna, stiamo tornando verso casa (sarà l'una e mezza, le due meno un quarto di notte).
Sono sulla provinciale, sto per prendere il curvone a gomito che scende e ci porta giù dalle colline ma, poco prima di imboccare questo curvone, vedo che c'è una mucca che sta pascolando sul bordo della strada.
E meno male! Perché vedendo questa mucca comincio a rallentare e dico: “Ma che ci fa questa, da sola, di notte in mezzo alla strada?”
E non era da sola: come faccio la curva, mi fermo perché ci sono MOLTE ALTRE MUCCHE in mezzo alla strada.
Ma mica due o tre: una decina, forse una quindicina! Che camminano sul bordo della strada, che passeggiano in mezzo alla strada: ce n'era una - proprio - seduta in mezzo alla strada…
Ora, fortunatamente stavamo su una provinciale (la "Sotto-Canicattini  Floridia) che, a Siracusa, la conosciamo - veramente - quattro gatti, quindi a quell'ora di notte è una strada dove non passa praticamente nessuno.
Ok, ma una quindicina di mucche in mezzo alla strada (sulla curva!) sono una cosa di una pericolosità PAZZESCA!
Subito penso: "Bisogna fare qualcosa: che cosa faccio? Siamo a - veramente - un tiro di sputo (a 3~4km) da Canicattini: c'è una grossa stazione dei carabinieri. Ok: chiamiamo i carabinieri!"
Chiamo i carabinieri, spiego al militare che mi risponde in sala operativa più o meno dove mi trovo, gli spiego la strada (siamo qua, sulla strada del "Foro Boario") e a un certo punto mi viene naturale, cercando di spiegargli: “Guardi, ehm, è un po' complicato spiegare la strada, però so che se deve venire qualcuno da Canicattini, perché d'altronde la caserma sta qua dietro (a 3~4km), chi è di Canicattini la conosce questa strada, comunque, quindi non lo so: mi vuole dare il numero della caserma di Canicattini, li chiamo e gli spiego il posto direttamente a loro?”
Ma il ragazzo che mi ha risposto giustamente mi fa: “No, lei ha perfettamente ragione: rimanga in linea, le passo io direttamente la caserma di Canicattini”
E infatti mi risponde Canicattini Bagni, parlo con il militare per - veramente - meno di un minuto: “La situazione è questa: ci sono queste mucche, su questa strada. Sì: prima della curva…”
CC: “Ah, perfetto: sì sì sì, stiamo arrivando subito!”
E infatti dopo - veramente - un paio di minuti arrivano i carabinieri, si mettono intanto… all'inizio della strada resta un carabiniere con la macchina (coi lampeggianti accesi), un altro si fa una passeggiata fino in fondo alle curve, in maniera tale da fare segnale alle auto che stanno arrivando, nel frattempo con il mio amico e l'altro carabiniere ci mettiamo a cercare il vaccaro.
Il vaccaro aveva aperto il cancello, era salito sull'Ape e si era addormentato!
Voi immaginatevi intanto, poi, coi carabinieri e il vaccaro a cercare di tirare tutte le mucche e riportarle dentro il recinto: di notte, no? Che poi le mucche, che uno dice: ah, magari si spaventano e fanno il latte acido!
MACCHÉ! Le mucche stavano lì paciose, non gliene fregava niente. Uno alla mucca "Dai! Andiamo!" e la mucca "MMMMMH?"
Ma comunque… Ora, come dicevo - appunto - ho pensato che la caserma dei carabinieri stava lì dietro e per quello ho pensato di chiamare i carabinieri.
Ora, naturalmente avrei potuto anche chiamare la polizia: tra l'altro all'epoca non c'era il Numero Unico di Emergenza, quindi c'era la polizia col 113 e i carabinieri col 112.
La prima cosa che ho pensato, però, è stata appunto "Vabbè: qua dietro c'è una stazione dei carabinieri", per questo ho deciso di chiamare i carabinieri.
E tuttora perché è il caso di chiamare la polizia o i carabinieri? In realtà non c'è nessuna differenza: se uno ha bisogno delle Forze dell'Ordine perché è in corso un reato, è in corso un pericolo, c'è una situazione complessa che si vuole andare a segnalare, tendenzialmente non cambia molto il fatto che uno vada a chiamare la polizia o i carabinieri.
Ecco che - in questo caso - quello che è intervenuto è una conoscenza della geografia del territorio. Se c'è una situazione di pericolo e c'è bisogno di allertare la forza «più vicina» ecco che uno sa "Siamo davanti alla questura/Siamo a cento metri dalla questura. Vabbè, allora chiamo la polizia"
"Siamo a cento metri da una stazione dei carabinieri…" Vabbè in questo caso eravamo a 3~4km dalla stazione dei carabinieri; ma da quello che mi veniva in mente, mi veniva in mente che la questura stava a Siracusa, quindi comunque a una decina~quindicina di km di distanza. Mi veniva in mente che i carabinieri erano più vicini.
Ecco per quale motivo ci può essere una scelta che si fa di chiamare come Forze dell'Ordine la polizia, o di chiamare i carabinieri.
Quello che si ha a disposizione - chiamando il NUE112 - è la possibilità di "chiamare le FdO", quello che si farà è chiedere le FdO (chiedere la polizia o chiedere i carabinieri): se uno non sa quale delle due stazioni è più vicina, alla fine non fa nessuna differenza; magari soprattutto se si è in città non c'è nessuna differenza.
Ma quando si tratta di segnalare qualcosa fuori città, magari sapere che c'è una stazione dei carabinieri o una stazione della polizia più vicina può fare la differenza, può permettere di avere una maggiore velocità nell'intervento, perché si può mandare una squadra che si trova più vicina.
È solo questa la differenza? Mah, dal lato "nostro": dal lato del cittadino in realtà è solo questa. Poi può anche succedere che - in una situazione del genere - uno magari va a chiamare la polizia, la polizia sa che c'è una stazione dei carabinieri veramente a 50mt, e magari può essere la polizia stessa a "dare una voce" (a mandare un colpo di telefono) all'Arma dei carabinieri: “Ragazzi: c'è questo problema: noi ci mettiamo dieci minuti ad arrivare, voi siete lì davanti. C'avete qualcuno che potete mandare?”
Perché C'È comunque collaborazione tra le FdO. Quindi - tendenzialmente - grosse differenze in questo senso non ce ne sono.
Quello che conta è quello di riuscire ad allertare nel minor tempo possibile, ed ecco che quindi quello che conta è di andare a fare la segnalazione al NUE112 perché è in corso un reato, perché è in corso una situazione di pericolo e volete segnalarlo alle Forze dell'Ordine: L'IMPORTANTE È SEGNALARLO ALLE FORZE DELL'ORDINE!
Il fatto di arrivare a segnalare alla polizia o di arrivare a segnalare ai carabinieri è importante, ma è il "pelo nell'uovo" in questo senso.
Ma se uno ha quest'idea, perché ha una conoscenza della geografia della zona, sa che - per esempio - la stazione di polizia è veramente a 1km (quella dei carabinieri sta nell'altro paese), allora HA SENSO fare questa differenziazione e dire all'operatore del NUE112: “Guardi: ho bisogno della polizia/No guardi: ho bisogno dell'Arma dei carabinieri/perché stanno più vicini.”
Ma se uno non ha questa conoscenza: ha bisogno delle Forze dell'Ordine. Che venga allertata la polizia o che venga allertata l'Arma dei carabinieri non cambia le cose: l'importante è allertare - molto velocemente - le Forze dell'Ordine; questo è il concetto di base.
Quando dovete chiamare il NUE112 perché avete bisogno delle FdO non è una questione di una "guerra" tra la polizia e i carabinieri: non c'è una guerra, l'importante è il risultato.
E l'importanza del risultato la si raggiunge ALLERTANDO le Forze dell'Ordine.
Quale FdO si può allertare può essere - semplicemente - un aiuto in ambito territoriale, ma il discorso si ferma lì. Non è che c'è una grossa differenza: anche io - ammesso che avessi chiamato la polizia in quell'occasione - sarebbero venuti magari da Siracusa (sarebbero venuti da 15km), o magari avrebbero allertato loro stessi i carabinieri di Canicattini Bagni.
Ma magari invece che due minuti, ci avrebbero messo cinque minuti, ma non sarebbe cascato il mondo. Quantomeno non era una situazione di pericolo così complicato. So che in quell'occasione - per la conoscenza della geografia del territorio - l'intervento dell'Arma dei carabinieri è stata più veloce, tutto lì. Poi tanto - alla fine - ci siamo comunque messi a cercare il vaccaro e ci siamo messi a combattere con 'ste vacche per una mezzoretta, per farle rientrare tutte quante nel recinto, quindi la situazione alla fine della fiera si è - comunque - risolta nel migliore dei modi; il fatto che ci… sarebbero stati necessari - non so - cinque minuti in più per far arrivare un'auto della polizia non avrebbe cambiato molto la situazione, tutto qua.
Prima di concludere ecco quindi la mia più semplice domanda: nella zona in cui abitate, o magari nella zona in cui abitano i vostri nonni, i vostri genitori, i vostri parenti che c'hanno la casetta in campagna… avete un'idea di dove si trova il posto di polizia? Avete un'idea di dove si trova la stazione dei carabinieri?
Avete un "motivo storico" per il quale, quando avete bisogno delle FdO, pensate alla polizia invece che pensare ai carabinieri? O pensate ai carabinieri invece che pensare alla polizia? Non so, magari qualcuno in famiglia è un agente di polizia o è un carabiniere, e quindi quando avete bisogno di questa tipologia di aiuto, andate a chiamare la polizia o i carabinieri?
Anche se - comunque - come ripeto: non è che se uno va ad allertare la FdO che sta "un pochino più lontana" casca il mondo; l'importante resta quello di allertare le FdO!
Ma sapevate che potesse essere utile conoscere la geografia dei luoghi? Vi è mai capitato di dover andare a chiamare la polizia o i carabinieri per qualcosa?
Parliamone! Nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene ragazzi: io sono Grizzly, con questo vlog spero di essere riuscito a mettere un po' di chiarezza nella necessità di andare a chiamare le Forze dell'Ordine quando si chiama il Numero Unico di Emergenza 112. Se ci sono riuscito vi invito a mettere pollice-in-alto e a condividere questo vlog con i vostri amici (anche su Whatsapp o Telegram).
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, e quello non c'è differenza in base alla geografia del luogo, quindi tranquilli!
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (ve lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video, e ricevere occasionalmente piccole curiosità e dietro le quinte sui video che devo realizzare.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly, questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 3 febbraio 2019

VLOG 252: Storia dei numeri di emergenza #OperazioneNostalgia

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Vogliamo fare una chiamata di emergenza per segnalare un incendio.
Beh è facile: c'è il Numero Unico di Emergenza 112.
Ma una volta come si faceva? Andiamo a Londra, nel 1935.

[♪ musichetta da film muto ♫]
Oh mamma! Oh mamma! Oh mamma!

Centralino? Sono John Smith, New Cavendish 82-52. Mi serve la polizia!

No, no: non Scotland Yard! Quella di Marylebone… ehm… credo sia in Church Street, qual è il numero?

777? Sì grazie…

Sette sette sette! Sette sette sette! Sette sette sette!

Polizia? Sono John Smith. Sì: New Cavendish 82-52, c'è un incendio in Wimpole Street… sì, è… Come? Oh mamma ha ragione: i pompieri! Mi scusi, sono nel panico! Mi… mi perdoni: q-qual è il numero dei pompieri?
Sì? Lo sa? No? Va bene! Va bene, grazie, grazie… buon… mi scusi ancora!

Oh cielo!

Centralino? I pompieri… ehm di Westminister!
Sì, sono in Tabernacle Street… qua-qual è il numero?
Presto!
44-444? Sì sì grazie grazie

[respiri affannosi]

[tamburellare nervoso]

Perché non squilla?

Perché non squilla? No! È caduta la linea! Ho sbagliato numero!

Due… tre… quattro… cinque…
Pronto? Vigili del fuoco? Sì, sono John Smith, New Cavendish 82-52…

State ridendo, vero? Eh sì: vedere Grizzly che fa il matto con un telefono a disco, decisamente dev'essere molto divertente.

Mentre voi state ridendo a Londra, nel 1935 a Wimpole Street, in quell'incendio, sono morte cinque persone PER QUESTO: non essendoci un numero unico per le chiamate di emergenza, molti cittadini cercarono di chiamare la polizia, cercarono di chiamare i pompieri di due~tre stazioni differenti: si creò moltissima confusione, si creò un sovraccarico, i soccorsi arrivarono con ritardo e il risultato furono - appunto - cinque morti.
È con questo grosso problema in mente che, nel 1937, la Gran Bretagna intervenne in maniera completamente differente.
Bene: oggi abbiamo il Numero Unico di Emergenza 112, ma se adesso abbiamo il NUE112 dobbiamo considerare il «percorso» che ci ha portati a unificare le numerazioni di emergenza e quindi di cercare di rendere più veloce l'accesso ai servizi di emergenza.
Per farlo, voglio raccontarvi molto brevemente la storia dei numeri di emergenza in Italia, in questa puntata di Diario di Viaggio on the road #OperazioneNostalgia
[♪♫♪]

Il 30 giugno 1937 a Londra nasce, per la prima volta (come esperimento che, poi, si diffonde in tutta la Gran Bretagna) il «numero unico di emergenza» 9-9-9
Un numero breve, a chiamata gratuita, per permettere di allertare molto velocemente le forze dell'ordine, i vigili del fuoco o richiedere un'ambulanza.
Il sistema nasce con l'idea di permettere di ottenere velocemente l'intervento dei mezzi di soccorso con un numero:
✓ facile da ricordare;
✓ facile da comporre;
✓ che si possa comporre gratuitamente anche dai telefoni pubblici;
e soprattutto, visto che i telefoni che ci sono in quel periodo sono a «disco combinatore», il fatto di dover comporre un numero che - oltre a essere molto semplice da comporre - è composto sempre dalla stessa cifra (nove-nove-nove), è possibile comporre il numero anche se ci si trova al buio, anche se ci si trova - non lo so - in mezzo al fumo: si trova il disco combinatore con il dito, l'ultimo buco è lo zero, il buco precedente! Nove, nove, nove e si ha la possibilità di parlare con i mezzi di emergenza.
Ora naturalmente - nel corso del primo mese di vita di questo numero - ci sono tantissime chiamate scherzo, ci sono tantissime chiamate di persone che non hanno ben capito come funziona e CHIAMANO PER CHIEDERE INFORMAZIONI!
Nel corso del tempo, piano piano, si cominciano a vedere i risultati, finchè si arriva all'arresto di un ladruncolo che era stato visto aggirarsi furtivamente, di notte, intorno a una casa: un vicino ha chiamato il 9-9-9 e ha allertato la polizia, e questa persona è stata trovata mentre cercava di entrare nella proprietà.
Da allora il numero si è diffuso poi in tutta la Gran Bretagna e diciamo che storicamente è un po' la traccia che abbiamo del Primo «numero unico» destinato alle chiamate di emergenza.

La seconda più grande innovazione sui numeri unici di emergenza l'abbiamo nel 1968 negli Stati Uniti e in Canada: nasce il 9-1-1, grazie all'aiuto della American Telephone and Telegraph (la AT&T), la quale società non solo "crea" questo numero breve per le chiamate di emergenza, ma anche il cosiddetto «Protocollo 9-1-1», che è un protocollo che permette alla persona che chiama di ricevere una risposta dalla postazione di dispacciamento di emergenza (dal «Dispatcher») più vicino, ma in maniera tale che, se in quella postazione tutte le linee siano occupate, invece di restare "in coda" e in attesa di una risposta, la sua chiamata sarà AUTOMATICAMENTE (e in maniera del tutto trasparente) deviata alla più vicina stazione di dispacciamento che ha una linea libera.
Può succedere che - in una situazione di grandissima emergenza - uno chiama (non so) a New York e, a forza di stazioni di dispacciamento occupate, gli risponde qualcuno a Los Angeles, in California, LETTERALMENTE nell'altra costa degli USA.
Ma non è un problema, perché chi risponde alla chiamata vede sul terminale chi sta chiamando, da dove sta chiamando e quindi potrà raccogliere tutte le informazioni che sono necessarie e - comunque - inviare i soccorsi sul posto, contattando la stazione di dispacciamento locale.

In Italia nel 1968, sull'onda del 9-1-1, abbiamo la nascita del "primo" numero unico di emergenza (lo possiamo considerare così), perché in Italia nel '68 nasce il 113.
Sino a quel momento esistevano alcuni numeri brevi, per esempio la Squadra Volante di Milano aveva il numero breve 777, oppure a Roma i Vigili del Fuoco avevano come numero il 44-444; che sì: ok, era anche un numero "facile da ricordare", però era un numero in cui bisognava ricordarsi di comporre tutte le cifre. Come ho fatto vedere nella scenetta iniziale, in cui ho cercato di comporre il 44-444, ho composto SOLO QUATTRO VOLTE (anziché cinque volte) il "4": può succedere nel panico.
Nasce il 113 come numero di collegamento diretto e gratuito al posto di polizia, ma nasce come "numero unico di emergenza" perché è il numero a cui ci si rivolge non solo per chiedere l'intervento della polizia, ma per chiedere anche l'intervento - non so - di ambulanze, di vigili del fuoco… per fare segnalazioni, infatti è considerato il numero del "Soccorso Pubblico di Emergenza": quindi non è che se tu chiamavi il 113 per dire“Guarda: c'è stato il terremoto e io sto sotto le macerie” il poliziotto t'avrebbe risposto “No, guarda: chiamati i Vigili del Fuoco per tirarti fuori”: ovviamente avrebbe raccolto i tuoi dati e avrebbe mandato i soccorsi.
È sempre stato utilizzato, moltissimo, il 113 non solo per chiedere l'intervento delle forze dell'ordine, ma anche - appunto - per chiedere l'intervento dei mezzi di soccorso.
Diciamo che nei capoluoghi di provincia questo, soprattutto. Nei paesini di provincia, dove spesso si considerava che la questura era nel capoluogo (il posto di polizia era nel capoluogo), mentre nei paesini generalmente c'erano moltissime piccole stazioni territoriali dei Carabinieri, c'era più la cultura del "chiamare i carabinieri" perché si sapeva che erano "più vicini" e quindi avevano - quantomeno - un collegamento più diretto con la località, magari conoscevano meglio il territorio.
Ormai, con l'unificazione del numero di emergenza, questo non avviene più, però c'è stato - nel passato - questo discorso tantissimo.

Tra l'altro parliamo proprio dei Carabinieri: hanno avuto numeri brevi come il 21-21-21, ma nel 1981 si unifica in tutta Italia il numero di telefono dell'Arma dei Carabinieri con il 112.
Pensate che se noi avessimo avuto il numero unico (nel 1968) della polizia come 112 e i carabinieri come 113, noi - praticamente - avremmo avuto in Italia il "Numero Unico di Emergenza" attivo prima ancora di tutta Europa.
Quello che noi adesso abbiamo sul Numero Unico di Emergenza 112 (quindi la possibilità di intervento di tutti i mezzi di soccorso) lo abbiamo avuto, noi in Italia, con il 113; quindi se avessimo avuto semplicemente una cifra in meno, avessimo avuto 112 come numero della polizia, ma come numero unico di emergenza, avremmo avuto il Numero Unico di Emergenza dal '68.

Comunque dicevo: nel 1981 abbiamo il 112 per l'Arma dei Carabinieri; poco dopo (nel 1987) nasce il numero unico dei Vigili del Fuoco: il 115.
In questo modo noi abbiamo i tre numeri di emergenza nazionali che cominciano a macinare numeri, cominciano ad arrivare moltissime chiamate, e cominciano a funzionare come una serie di numeri brevi per effettuare le chiamate di emergenza.

Tra l'altro aver avuto in Italia il 113 come "numero unico di emergenza" permetteva una cosa con il disco combinatore:
In Italia avevamo questo strumento: il lucchetto per "chiudere" il telefono a disco. Si attaccava, in questo modo si bloccava il disco combinatore e non si permetteva di effettuare numeri.
Però lo ho messo nel "3" apposta, perché se uno metteva il lucchetto sul "1" non si poteva fare nulla oltre 1, ma mettendolo sul "3" (che era un'abitudine molto diffusa nelle case italiane) non si poteva usare il telefono per telefonare, perché bisognava avere la chiave del lucchetto, però restava sempre possibile chiamare il 113 e quindi chiedere aiuto in caso di emergenza.

Nel 1992 arriva l'ultimo numero di emergenza in Italia, che è il 118: il numero unico per l'emergenza sanitaria (per la richiesta del servizio di ambulanze), che naturalmente noi avevamo già la possibilità di richiedere attraverso il 113, però diciamo che - tolto il 113 (che appunto era comunque una chiamata alla polizia) - per chiedere un'ambulanza si sarebbe dovuto provare a chiedere, non so, ai vigili del fuoco al 115 (perché comunque, per esempio, qui a Siracusa avevano a disposizione un'ambulanza), oppure bisognava chiamare materialmente l'ospedale, il pronto soccorso.

Successivamente, nell'agosto del 2018 - DEFINITIVAMENTE (tranne ancora alcune piccolissime realtà locali, che hanno avuto un pochino di tempo per sviluppare questa cosa, ma nel corso del 2019 dovranno concludere) - siamo entrati nell'era del Numero Unico di Emergenza 112.
Adesso è semplicissimo effettuare una chiamata di emergenza: c'è anche l'app "Where Are U?" che permette non solo di effettuare la chiamata di emergenza, ma di segnalare alla centrale operativa il PUNTO ESATTO dove ci troviamo.
E quindi, come vedete nel corso degli ultimi anni le cose sono cambiate tantissimo, ma sono MIGLIORATE tantissimo nell'ambito delle chiamate di emergenza.

Ultima curiosità, prima di concludere: 11 febbraio (11/2) è il Giorno Europeo del Numero Unico di Emergenza.
Ci sono manifestazioni in tutta Europa per ricordare che il Numero Unico per tutte le Emergenze in tutto il territorio europeo è 112

Bene ragazzi: io sono Grizzly, questo era #OperazioneNostalgia
Come sempre vi invito a mettere police-in-alto, condividere questo vlog, iscrivervi al canale: noi ci vediamo alla prossima puntata, ciao a tutti!

domenica 27 gennaio 2019

VLOG 251: Speciale 1500 iscritti - FAQ senza voce

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Benvenuti viaggiatori: sono Grizzly e oggi risponderò alle vostre domande.
Le domande le leggo qui in camera, perché non mi sento molto bene (come si può "sentire" anche dalla mia splendida voce, che è rimasta da qualche altra parte), però poi alle domande risponderò durante la guida, tranne alle prime due domande, perché sono un pochino particolari.
Infatti la prima domanda è di Outlast, che mi chiede “che telefono utilizzi?”
Ve li mostro: innanzi tutto quello privato è questo, il Samsung J7 edizione 2016, quello su cui ho la scheda di ho-mobile.
E poi - per il lavoro - utilizzo questo: il Nokia E90 Communicator (che al momento è spento, perché non è giorno lavorativo) e per le attività di protezione civile (per la reperibilità) questo: l'iOutdoor T2, che è un telefono con ricetrasmittente e con due SIM, quella della protezione civile e quella di Giffgaff.
Lupetto Versilia, che saluto (che è uno dei Top Commentatori di questo canale) mi segnala una YTP e mi chiede che cosa ne penso.
Ora, molto velocemente ti dirò che ci sono quei momenti in cui ho bisogno - anche - di scaricare i nervi, di scaricare la tensione, di sorridere guardando qualcosa, anche che dura uno o due minuti, e in quelle occasioni mi sta bene anche di guardare una YTP fatta bene, o un doppiaggio parodia fatto bene: perché no?
Però bisogna che sia in quel «mood» perché mi piaccia andare a guardare una YTP: non vado a cercare determinati contenuti compulsivamente, solo perché so che ci stanno lì; mi piace - così - ogni tanto avere anche la possibilità di sorridere un po', di interagire nei commenti con qualcuno, facendo una battuta stupida che possa, comunque, dare l'idea del fatto che: sì, ok, sei riuscito a strapparmi un sorriso.
Ma niente di più, niente di meno: è comunque un passatempo.
True Colors, che - tra l'altro - mi fa i complimenti per il traguardo raggiunto (grazie Riccardo!).
Allora, lui mi chiede: “Ti ha mai attratto o ti sei mai innamorato di un uomo?”
Onestamente mi è capitato, qualche volta con gli amici, di fare la classica battuta: “Ah guarda: quell'attore/quel cantante/quel personaggio famoso è talmente bravo, talmente bello, talmente speciale, talmente QuelloCheVuoiTu che - veramente - ti fa quasi mettere in discussione la tua eterosessualità!”
Mi è capitato di fare questa battuta, però - onestamente - a pensarci più in profondità, no: non mi è mai capitato di pensare a un uomo con qualcosa in più della semplice stima che ci può essere tra amici o tra colleghi.
Purtuttavia ti voglio lasciare con una cosa in sospeso: è capitato che qualche uomo si fosse innamorato di me e ci avesse provato con me.
Questo è successo: ho declinato gentilmente, ma questo è successo.
Daniel mi chiede: “Qual è la motivazione più grande che ti spinge a portare avanti questo canale?”
Potrei risponderti dicendo di come mi rilassa realizzare video il fine settimana, potrei risponderti dicendo come mi piace mettermi in gioco e sfidare me stesso.
Ma ti voglio rispondere con un intero vlog che ho dedicato proprio all'idea di sfidare me stesso, te lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda: dagli un'occhiata.
Io ogni fine settimana mi metto in macchina, giro il video, poi mi metto a montare il video, faccio l'editing, faccio i sottotitoli… perchè mi piace mettermi in gioco con tutto me stesso.
Elenx (un'altra Top Commentatrice del canale, sempre presente: un saluto anche ad Elenx) mi dice: “Le competenze tecniche che hai acquisito nel tempo nel tuo campo lavorativo ti sono mai state utili nella protezione civile?”
Nel 2009, mentre ero in Abruzzo; noi facevamo logistica di cucina, quindi lavoravamo nella cucina di Palombaia di Sassa, però molti funzionari sapevano che il mio lavoro è il tecnico informatico; quando è successo un intoppo a uno dei computer in segreteria (nei quali stavano registrando una serie di documenti) mi mandarono a chiamare, perché avevano bisogno urgente della consulenza di un tecnico informatico.
Al di là della competenza nell'ambito informatico, mi considero molto autodidatta, ma ho una buona competenza nella realizzazione e nella manutenzione degli impianti elettrici, ed è una cosa che ho utilizzato molto, facendo l'elettricista nei campi, nel dare una mano a tirare le linee, a collegare l'impianto elettrico, collegarci al gruppo elettrogeno e cose di questo genere.
Gerry Marchioro mi fa due domande: “Quando hai deciso di montare le telecamere in auto? E quando hai deciso di entrare nella protezione civile?”
La mia prima dashcam è venuta intorno alla fine del 2011: in parte per curiosità, perché vedevo molti video dalla Russia, dal mondo, di incidenti stradali e di guida spericolatissima e mi dicevo che sarebbe bello condividere qualcosa anche qui, perché anche qui in Sicilia c'è una guida mooolto, molto particolare, molto creativa oserei dire.
Per esempio mia madre, grazie alla dashcam, è riuscita a salvarsi da un tentativo di truffa dello specchietto.
Quanto all'entrare in protezione civile, è una cosa che ho fatto sin da giovanissimo: io ho cominciato a frequentare un'associazione di volontariato quando ancora avevo 16~17 anni.
Sono stato «iniziato» all'attività di protezione civile dall'amico Filippo, a cui avevo dedicato - tra l'altro - un vlog quando è venuto a mancare: lascio linkato anche quel vlog sul doobly-doo e sulla scheda.
Sono stato iniziato all'attività, al volontariato vero e proprio, da Filippo quando avevo diciott'anni, praticamente, quindi più di vent'anni che cerco di muovermi attivamente nel mondo del volontariato.
E infine sempre il buon Daniel mi fa tantissime domande, che voglio raggruppare tutte assieme: “Hai mai collaborato con altri youtuber? Secondo te è meglio farsi sponsorizzare oppure crescere con le proprie forze? Quali sono le migliori esperienze e soddisfazioni che hai avuto qui su youtube e come pensi che procederà il canale?”
Tante domande, tutte - sicuramente - legate alla piattaforma YouTube; cominciamo dalla più importante: ho mai collaborato con alcuni youtuber? Sì, con alcuni youtuber piccoli, ma anche con alcuni youtuber grandi.
Una delle collaborazioni che mi è piaciuta di più, che mi ha dato più soddisfazioni è stata con Lilletta Ely parlando di Tokyo Magnitude 8.0: lei ha parlato della trama della serie animata, io ho analizzato questa serie animata dal punto di vista della gestione dell'emergenza, del raccontare un terremoto in modo completamente realistico.
Ma ho collaborato anche con youtuber più piccoli, ho collaborato con youtuber più grandi: tutto quello che ho fatto è stato proporre a degli youtuber un'idea.
Un'idea molto particolare, un'idea che potesse essere molto piccola, un'idea che potesse essere molto grande: non mi sono limitato ad andare da uno youtuber e dire "Ehy, facciamo una collaborazione?".
Sono andato dagli youtuber a dire "Ehy, senti: io ho quest'idea. Vorrei fare questo video in questo modo, e vorrei fare una collaborazione in cui io tratto l'argomento in questo modo, mentre tu lo potresti trattare in quest'altro modo: ti va di fare questa collaborazione?"
Quindi sono stato positivo e propositivo: quello che aiuta, sicuramente, è anche la collaborazione, il «fare community», ma fare community è una cosa che bisogna fare essendo positivi ma essendo *propositivi*.
Collaborare con un altro youtuber non è "Ehy ciao: ti va di fare una collaborazione?", bisogna essere *creativi*, bisogna proporre qualcosa che possa funzionare.
Quando io ho celebrato i 350 video sottotitolati, ho fatto una grossa collaborazione con tanti youtuber grandi e piccoli: ho avuto il piacere di ospitare Barbaroffa, ho avuto il piacere di ospitare Lilletta, ho avuto il piacere di ospitare Kobato, ho avuto il piacere di ospitare Filottete… di ospitare youtuber grandi e piccoli; tutti assieme, uniti nel raccontare perché è importante sottotitolare i propri video.
Non so se hai visto quel video: lo lascio linkato anche quello sul doobly-doo e sulla scheda.
È stato un modo di coinvolgere tanti youtuber, che fanno tante cose diverse, cercando di portare l'argomento del loro canale dal punto di vista dei sottotitoli: Barbaroffa è un mediatore linguistico e ci ha parlato di come imparare una lingua straniera leggendo i sottotitoli nella lingua straniera. Oppure Lilletta, che ci ha parlato delle serie TV e dei sottotitoli delle serie TV.
Il bello di riuscire a mettere assieme tanti argomenti sotto un unico punto comune: queste sono proposte di collaborazione che - non solo - possono avere grande successo a livello della possibilità di fare questa collaborazione: ha senso realizzare una collaborazione che vuole, in qualche modo, valorizzare il contenuto di ognuno degli youtuber coinvolti e di creare un contenuto tutti assieme che sia un valore aggiunto ancora in più, piuttosto che dire "Ehy facciamo una collaborazione? Facciamo un video assieme e ci sponsorizziamo": quello… non lo so: secondo me lascia il tempo che trova.
Mentre *costruire* qualcosa insieme è una cosa che aiuta a crescere entrambi, aiuta a migliorare entrambi: questo secondo me è un gran punto di forza.
Bene ragazzi: io sono Grizzly, come sempre vi ringrazio per essere arrivati sino in fondo al vlog (per aver SOPPORTATO la mia voce da raffreddato!)
Se sono riuscito a intrattenervi, a togliervi delle curiosità, a farvi sapere un pochino meglio «come funziono» per così dire, vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici (anche su Whatsapp o Telegram).
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto: siamo già 1.500 (e oltre), quindi questo Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ si sta diffondendo.
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (ve lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video, e occasionalmente ricevere piccole curiosità e dietro le quinte sui video che devo realizzare.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Bene ragazzi: anche per oggi questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima…
… possibilmente con più voce!

domenica 20 gennaio 2019

VLOG 250: Combattere le molestie telefoniche

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly e in questa puntata di Diario di Viaggio on the road ho intenzione di chiacchierare a proposito di un argomento piuttosto delicato, che è quello delle molestie telefoniche.
Prima di farlo ci tengo a dire una cosa molto importante: quella che farò oggi - appunto - sarà SEMPLICEMENTE una chiacchierata.
Potrà venirne fuori qualche minimo consiglio, ma il consiglio più importante che posso dare a chiunque stia subendo delle molestie telefoniche è *sicuramente* di NON CERCARE UNA SOLUZIONE SUI SOCIAL come facebook o youtube: LA SOLUZIONE È QUELLA DI RIVOLGERSI *SENZA* *INDUGIO* alle autorità competenti.
E se sei una persona minorenne rivolgiti anche ai tuoi genitori o ai tuoi insegnanti e comunica questa situazione.
Tutti gli operatori telefonici mettono il massimo impegno disponibile nel fare in modo che le molestie telefoniche possano terminare. Tutti gli operatori - infatti - NON CONSENTONO a nessun cliente (ed è parte del contratto di qualsiasi servizio di telefonia, sia fisso che mobile)
NON CONSENTONO a nessun cliente di utilizzare il servizio telefonico per creare disturbo o nocumento agli altri. È motivo per il quale l'operatore, in QUALSIASI MOMENTO e SENZA ALCUN PREAVVISO può *terminare* tutti i contratti e chiedere al cliente anche i danni.
Quando parliamo di «molestie telefoniche» tra l'altro non parliamo di uno scherzo, parliamo di un reato, punito dall'art. 660 del Codice Penale:
[Art. 660 C.P.] “Chiunque [...], col mezzo del telefono, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo è punito con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda fino a 516 euro”
Inoltre (Sentenza Cassazione 6 dicembre 2017 nr. 6064) anche UNA SOLA CHIAMATA effettuata con petulanza contro una persona configura il reato.
Quindi - di nuovo - il consiglio più importante che posso dare è: se sei vittima di molestie telefoniche, non cercare la soluzione sui social: RIVOLGITI ALLE AUTORITÀ!
Quella che vi racconterò oggi è - semplicemente - la mia esperienza con una serie di telefonate moleste e quali operazioni ho messo in atto, contattando prima le autorità e poi il mio operatore, per far terminare questa situazione: tutto qui. Per cui cominciamo: sigla!
[♪♫♪]
Settembre 2003 (primi giorni di settembre: forse il 2 oppure il 3 settembre), quando nel mio nuovo studio - appena aperto - viene attivata la nuova linea telefonica, quindi ho un nuovo numero telefonico… Sono Veramente Euforico!
Sto per far fare il materiale pubblicitario, sto cominciando a entrare nel business dell'assistenza informatica direttamente in proprio, sta per cambiare completamente la mia vita, non solo a livello lavorativo, ma anche per quello che succede sin dal momento in cui va via il tecnico che ha installato la nuova linea telefonica.
Cominciano ad arrivarmi delle telefonate e… io ancora non mi ricordo neanche il mio numero, figuriamoci se sono riuscito a darlo a qualcuno! Eppure già comincio a ricevere delle telefonate.
Diverse telefonate. Decine di telefonate, che cominciano ad arrivare ogni giorno da diverse decine di agenzie finanziarie e diverse decine agenzie di recupero crediti.
Tutte quante che cercano una persona (una persona che io non conosco); ovviamente - per motivi di privacy - non mi dicono perché stanno cercando questa persona, anche se le telefonate sono molto insistenti e capisco che questa persona, evidentemente, deve aver aperto una *quantità* *industriale* di finanziamenti e non ha poi pagato nessuno, visto che lo stanno cercando molte finanziarie e molte agenzie di recupero crediti, anche in maniera piuttosto violenta.
E infatti quando molte agenzie mi dicono “Stiamo cercando il sig. Astorilfio…”
“E no guardi: io sono Grizzly, questo è uno studio di assistenza informatica, il telefono mi è stato attivato DUE GIORNI FA. Qui non c'è nessun sig. Astorilfio!”
“Ah, va bene: ci scusi per il disturbo arrecatole, arrivederci” e non hanno più chiamato.
Altri - invece - non mi credono, continuano a chiamare PIÙ VOLTE cercando di trovare questo sig. Astorilfio; alcune agenzie di recupero crediti non vogliono sentire ragioni e mi dicono che "devo passargli il sig. Astorilfio"; uno mi accusa di ESSERE io il sig. Astorilfio!
Mi lasciano messaggi in segreteria, messaggi molto pesanti, invitandomi a contattare urgentemente le agenzie finanziarie, altrimenti partiranno con attività legali…
Un'agenzia di recupero crediti comincia a essere estremamente pesante, chiamando anche DIVERSE VOLTE al giorno…
Io lo segnalo alla Telecom: “Ragazzi: m'avete assegnato il numero di telefono che era di uno che ha truffato diverse agenzie finanziarie”
Dal lato Telecom cascano dalle nuvole, giustamente mi dicono: “Quando noi assegniamo un numero di telefono e dobbiamo prendere un numero di telefono che era di qualcuno prima, facciamo in modo che questo numero di telefono sia rimasto «sospeso» per almeno un anno, prima di assegnarlo…”
“E ho capito: ma com'è che sin da quando mi è stato allacciato il telefono, continuo a ricevere decine di queste telefonate? Come funziona questa storia?”
Andiamo avanti, praticamente per una ventina di giorni, per tre settimane, continuando a ricevere queste telefonate, continuando a ricevere questi messaggi in segreteria: è una cosa che mi da un certo fastidio, quando le agenzie finanziarie continuano a essere alla carica, ma le agenzie di recupero crediti vanno alla carica in maniera molto più pesante, sicché un giorno della fine di settembre una agenzia di recupero crediti mi lascia un messaggio in segreteria (anzi lascia a questo presunto sig. Astorilfio), un messaggio in segreteria dicendo che "se non lo contatta immediatamente, manderanno qualcuno a fargli del male."
E a quel punto, visto che qualcuno si era anche arrogato il lusso di dire che ERO IO il sig. Astorilfio, comincio a essere preoccupato e anche un tantinello incavolato, per cui richiamo la Telecom e gli dico: “ADESSO BASTA! Voi mi dovete cambiare il numero di telefono, perché questa storia è durata anche troppo.”
E Telecom mi dice: “Sì, ok: visto che ci sono le lamentele, visto che il numero ha meno di un mese, noi possiamo procedere a cambiare il numero di telefono, ma UNO: ci vorranno da quindici a sessanta giorni, se lei fa la richiesta così. E DUE: la procedura di cambio numero di telefono è a pagamento (mi pare che fosse € 50+IVA)
Questa cosa mi da un po' di fastidio, però l'operatore con cui ho parlato mi dice una cosa molto intelligente: “Visto che lei ha segnalato sin dall'inizio questo problema, le do un consiglio spassionato: faccia una denuncia alle autorità e poi ci fa la richiesta di cambio numero allegando la denuncia all'autorità.”
Bene: dato che GIÀ comunque ero deciso e intenzionato a fare la denuncia alle autorità, soprattutto visto che se un'agenzia di recupero crediti, che lavora per una GROSSA finanziaria nazionale, mi dice che ha intenzione di mandarmi qualcuno a casa per farmi del male…
Questo - secondo me - ha bisogno di rivedere un pochettino COME FUNZIONANO le agenzie di recupero crediti!
Quindi prendo tutti i numeri di telefono che mi hanno chiamato (che mi ero COMUNQUE segnato), prendo moltissimi messaggi in segreteria che avevo registrato e salvato, perché avevo già deciso che avrei preso provvedimenti pesantemente, raccolgo tutto quanto, faccio due pagine dattiloscritte e cariche di roba e una bella mattina (credo fosse il primo ottobre), mi presento alle otto in questura a Siracusa con queste due pagine all'ufficio denunce e presento una formale querela contro DIVERSE agenzie finanziarie perché mi stanno molestando telefonicamente.
L'agente di polizia che raccoglie la mia denuncia è molto gentile e, molto educatamente, mi dice: “Guardi: questa tipologia di denuncia, fatta così in questura, non avrà moltissime funzionalità, sarà molto lenta…” Mi consiglia eventualmente (soprattutto nei confronti dell'agenzia di recupero crediti che mi ha detto che vuole mandare qualcuno da me per farmi del male) di andare a fare eventualmente un esposto in Procura della Repubblica.
Ma io gli spiego: “Sicuramente quello poi si vedrà, ma intanto quello che m'interessa è che Telecom mi ha promesso di cambiarmi il numero telefonico velocemente, se presento questa denuncia.”
Anche l'agente di polizia mi dice: “Sì, sì: di solito quando c'è questa tipologia di situazione, in Telecom si comportano molto bene e sono molto rapidi.”
Comunque: è il primo ottobre, intorno alle otto e mezza/le nove meno venti arrivo in ufficio, faccio subito un fax a Telecom (che mi ero già preparato) richiedendo di cambiare il mio numero di telefono, segnalando il fastidio di aver ricevuto (e di CONTINUARE A RICEVERE) diverse telefonate moleste da parte di varie agenzie finanziarie e allegando la copia del mio documento d'identità e la copia della denuncia fatta alla questura: son quattro o cinque pagine di fax.
Questo alle 8:40~8:45 del mattino. Il mio studio apre alle nove, quindi lascio tutto quanto, chiudo e vado al bar a fare colazione con calma.
Alle nove apro l'ufficio: in fondo mi son messo l'anima in pace: va bene, dovrò pagare il costo del cambio di numero telefonico. Speriamo solo che - grazie a questa denuncia - non ci vorranno i sessanta giorni che mi hanno prospettato.
Quindi, è il primo ottobre, son le nove (le 9:05) quando apro lo studio: so che le prime telefonate cominceranno ad arrivare verso le dieci, ma - guardacaso - verso le nove e mezza (poco prima delle nove e mezza) suona il telefono e vedo un numero di Napoli (081 e qualcosa).
E la PRIMA COSA che penso, veramente, è: Ah guarda: hanno finito di chiamarmi le agenzie finanziarie siciliane e adesso mi stanno chiamando le agenzie finanziarie di Napoli.
VERAMENTE ho pensato quello. Speravo che fosse - magari - un call-centre che voleva farmi un'offerta telefonica: sarebbe stata una chiamata più gradita (sicuramente!) che sentirmi dire "Sig. Astorilfio, lei deve pagare i suoi finanziamenti!"
Prendo il telefono, rispondo e, dall'altra parte, una persona molto gentilmente mi dice: “Buongiorno: il sig. Grizzly? Sono Mario Rossi di Telecom Italia.”
“Sì, buongiorno: mi dica…”
“Allora, guardi: le comunico il suo nuovo numero di telefono, perché noi lo abbiamo già cambiato, adesso Telecom le manderà una raccomandata con il nuovo numero di telefono, però questa raccomandata impiegherà quei tre~quattro giorni ad arrivare, ma il nuovo numero è già attivo, e quindi se lei deve aspettare la raccomandata non ha modo di ricevere le telefonate!”
E io resto in completo silenzio, guardando il pacchetto del fax che ho mandato a Telecom non «un'ora prima» ma - praticamente - CINQUANTA MINUTI prima. Guardo quel fascio di fogli sulla scrivania, e dopo un po' dico: “Scusi: come «mi avete cambiato numero»? Ma io ho mandato il fax NEANCHE UN'ORA FA!”
E anche l'operaio che è al telefono mi dice, infatti: “Sì guardi: consideri che - normalmente - questa tipologia di richieste (tipo cambiare un numero di telefono) mi arrivano con un ordinativo di servizio in e-mail nel corso della giornata. In questo caso mi ha CHIAMATO il mio responsabile di servizio mentre entravo in ufficio e mi ha detto a voce che la PRIMA COSA che dovevo fare IMMEDIATAMENTE era procedere a cambiare il suo numero di telefono. Mi ha detto «L'ordine di servizio arriverà in giornata, ma intanto vai a cambiare il numero»”
Ho capito che Telecom dà priorità alle richieste di cambio di numero di telefono quando c'è una denuncia alle autorità per molestie… ma NON MI SAREI *MAI* IMMAGINATO che «priorità» significasse cinquanta minuti e un ordine di servizio dato a voce: MUOVITI E VAI A CAMBIARE QUEL NUMERO DI TELEFONO!
Tanto di cappello a Telecom, perché da quel momento finì questa maledizione *immediatamente*.
Dopo tre~quattro giorni mi è arrivata la raccomandata di Telecom, che - tra l'altro - mi diceva, visto che avevo espresso lamentele dopo aver attivato il numero di telefono, e visto che mi stavano cambiando il numero di telefono a MENO DI UN MESE DI VITA, perché sin dal primo giorno avevo ricevuto telefonate moleste, Telecom si sarebbe fatta carico del costo del cambio di numero di telefono: quindi mi era stato cambiato il numero di telefono gratuitamente.
Dopo che io ho chiesto a Telecom di cambiarmi il numero di telefono e segnalato che ricevevo telefonate moleste, il tempo medio per il cambio di numero telefonico (che andava dai 15 ai 60 giorni a seconda dello spazio disponibile) si è trasformato in un tempo medio dai 15 ai 60 MINUTI, praticamente!
Cioè, letteralmente possiamo dire che il mio fax con richiesta di cambio numero è andato prima al tecnico per cambiare il numero che all'ufficio di protocollo!
Tanto di cappello a Telecom, che ha SEMPRE detto proprio questo: «Noi ci impegniamo a dare la massima urgenza alle richieste di cambio numero per cui sia stata presentata una formale querela alle autorità per molestie telefoniche»: QUESTA è la massima urgenza che è stata fatta; cioè: non "in giornata", veramente "nel giro di uno starnuto"!
Per questo io vi dico di rivolgervi senza indugio alle autorità, perché la possibilità di procedere penalmente contro chi effettua molestie telefoniche è una cosa che si fa su due lati: da una parte contro chi sta effettuando le molestie, dall'altra cercando di TOGLIERE alla persona che sta effettuando le molestie la possibilità di continuare a effettuare queste molestie.
Prima di concludere, la mia domanda è molto veloce: a voi è capitato di dovervi rivolgere al vostro operatore di telefonia (fissa o mobile), ma di riuscire a ottenere una risposta seria ed efficace, molto veloce? Come è successo a me per le molestie, però parlando di un caso - naturalmente - diverso, molto più "leggero" delle molestie?
Magari avete avuto un problema con il vostro operatore e avete avuto una risposta molto veloce, che non vi aspettavate?
Parliamone: nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Insomma ragazzi: questa è stata la mia esperienza, spero che possa esservi stata utile.
Di nuovo vi rinnovo (e vi rinnoverò SEMPRE l'invito) - se siete vittime voi, o i vostri amici, i vostri familiari - di molestie telefoniche: RIVOLGETEVI SENZA INDUGIO ALLE AUTORITÀ.
Una volta che vi siete rivolti alle autorità, rivolgetevi al vostro operatore telefonico: come vedete anche l'operatore telefonico potrà guidarvi e darvi una mano per evitare questo problema.
Vi invito quindi a mettere pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici (anche su Whatsapp o Telegram).
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, e tranquilli: quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ non è molesto!
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video, e ricevere occasionalmente piccole curiosità e dietro le quinte rispetto ai video che devo realizzare.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly, questo è tutto, per cui come sempre: grazie per essere arrivati in fondo al vlog, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 13 gennaio 2019

VLOG 249: Mi avevano clonato!

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L'anno è il 2001: l'Odissea nello Spazio che ci aspettavamo non è ancora cominciata; siamo in una fresca mattinata primaverile di fine aprile, sono le 6:40 del mattino e io sto andando al bar a fare colazione: sono arrivato davanti all'auto, quando mi suona il cellulare.
Tutte le persone, che all'epoca avevano il mio numero di cellulare, sapevano che sono una persona mattiniera; ciò nonostante nessuno mi avrebbe mai chiamato alle 6:40 del mattino se non fosse stata *veramente* una situazione di emergenza. Quindi è anche con una certa preoccupazione che rispondo al telefono.
Dall'altra parte, con una fortissima inflessione dialettale, uno mi fa:
“Ue' quagliò: sono Pasquale. Andiamo a pescare stamattina?”
Dopo qualche istante di incertezza esordisco con:
“No, guardi: mi dispiace, ma ho paura che lei abbia sbagliato numero…”
Subito questo signore, con la simpaticissima rumorosità partenopea esordisce con:
“UH MAMMA MIA! Scusatemi: non volevo disturbare!”
“No, non si preoccupi: non è successo niente. Buona giornata.”
Ora: non posso dire con certezza che questo piccolo e particolare aneddoto abbia a che fare con l'avventura che vi sto per raccontare, purtuttavia considerando l'orario, il periodo (circa un paio di settimane prima di quello che sta per succedere) e il territorio coinvolto… beh! Diciamo che la possiamo considerare una *GUSTOSISSIMA* *COINCIDENZA*!
Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly e in questa puntata di Diario di Viaggio on the road vi racconterò di quella volta in cui mi clonarono la SIM del cellulare; cominciamo: sigla!
[♪♫♪]
Siamo sempre nel 2001, prima metà di maggio, è sempre un sabato mattina molto fresco e piacevole: alle sette (sette meno qualcosa) sto uscendo di casa per fare colazione, prima di arrivare al bar faccio uno squillo a un amico per sapere se dobbiamo incrociarci al bar o se ha qualcos'altro da fare.
Parliamo così per 30 secondi: “Va bene: ci incrociamo al bar”; quindi fin qua niente di particolare.
Ci incrociamo al bar, facciamo colazione poi ognuno di noi comincia la sua giornata lavorativa.
E facciamo un salto temporale: intorno alle 9:30 del mattino, quando sono nel laboratorio (nel negozio di informatica in cui lavoravo nel 2001), quando - all'improvviso - mi arriva un SMS.
Nel 2001 non c'erano moltissimi SMS, quindi quando ti arrivava un SMS andavi subito a vedere che cos'era successo.
L'SMS arriva da Omnitel ed è molto laconico:
‘Gentile Cliente: stiamo per disattivare la sua SIM. La preghiamo di rivolgersi urgentemente a un negozio Spazio Omnitel’
E basta: solo questo…
Cominciano una serie di paranoie: comincio a ripensare al conto telefonico (che ho pagato intorno alla metà di aprile), quindi dovrebbe essere a posto la bolletta; ma - al di là di quello - se mancasse il pagamento di una bolletta, mi direbbero: ‘Gentile Cliente: manca il pagamento della bolletta XYZ. La preghiamo di provvedere.’
Difficilmente mi arriva, così tra capo e collo, un "stiamo per disattivare la sua SIM."
Comincio a pensare che cosa può essere successo, mi chiedo che cosa fare; passa - nel frattempo - una mezzoretta (nella quale sto finendo i computer che ci sono sul banco) e il cellulare improvvisamente MUORE: da "I OMNITEL" quello che mi compare è "BLOCCATO" (o "NEGATO"), insomma un messaggio di errore.
Se spengo e riaccendo il cellulare, per qualche istante mi compare "I OMNITEL" e poi, subito dopo, "NEGATO".
E non capisco che cosa sta succedendo: è una cosa *allucinante*.
Quindi, visto che - per fortuna - a poche centinaia di metri dal negozio c'è un negozio Spazio Omnitel “E vabbè: prendo un permesso e vado un attimo a vedere cos'è successo.”
Ed ecco quindi che comincia la mia personalissima "Odissea nello Spazio… Omnitel"
Arrivo in negozio, sono circa le dieci del mattino, spiego al negoziante cosa è successo, gli faccio vedere il messaggio, gli faccio vedere che il telefono non si registra più sulla rete, e gli dico: “Guardi: sono anche un abbonato, ho la bolletta, quindi non so che cosa pensare”
E anche il negoziante è piuttosto stupito, perché non ha mai visto una situazione del genere.
Comunque il negoziante mi presta il suo cellulare Omnitel, parlo con il 190, ma l'operatrice che mi risponde, molto gentilmente mi dice:
“Guardi: non posso darle nessun aiuto, perché - quando inserisco i suoi dati - sul terminale mi appare una nota che non mi permette di vedere la pratica e mi dice semplicemente di contattare urgentemente l'amministrazione attraverso il negozio. Quindi, se lei è in negozio, chieda al negoziante di fare il «numero breve» che serve per contattare l'amministrazione, perché evidentemente c'è qualche cosa che bisogna fare con l'amministrazione di Omnitel”
Sono completamente in paranoia: non so che cosa pensare; anche il negoziante appare molto stupito, comunque fa questo numero breve, parla velocemente con l'assistenza amministrativa, dà i suoi codici identificativi, fornisce alcuni dei miei dati, poi resta in silenzio ad ascolare cosa gli dicono dall'altra parte per alcuni secondi… e comincia ad impallidire vistosamente…
Io ormai sono in un misto tra il mettermi a piangere, seppellirmi, scappare a gambe levate, quando il negoziante dice solo: “Sì è qui: glielo passo…” e mi porge il telefono come se fosse diventato - non so - incandescente.
Prendo il telefono (come se fosse incandescente): “Pronto?”
“Buongiorno sig. Grizzly: sono Asdrubbale di Omnitel. Le volevo comunicare che abbiamo dovuto sospendere urgentemente la sua SIM… perché abbiamo rilevato che è stata clonata!”
Seguono almeno cinque secondi di completo silenzio (nei quali - probabilmente - ho assunto lo stesso colore del negoziante): “C-COSAAH?!”
“Praticamente questa mattina, intorno alle sette, le sette meno qualcosa, il sistema ha riscontrato che la SIM, registrata a Siracusa, ha effettuato una chiamata verso un cellulare TIM di Siracusa…”
E io son lì che gli faccio: “Sì: sono io che ho chiamato un amico che…”
“… e *contemporaneamente* però, era in corso da un paio di minuti una telefonata dalla SIM registrata a Napoli verso un cellulare Omnitel di Caserta!”
Altri cinque secondi di silenzio, durante i quali l'intero pianeta Terra mi crolla addosso.
L'operatore continua:
“Quindi abbiamo effettuato delle verifiche incrociate: abbiamo riscontrato che la sua SIM risulta essersi registrata, nelle ultime due settimane, diverse volte nel territorio di Napoli. Questa registrazione avveniva tra le cinque e le sette del mattino: si accendeva la SIM, faceva una o due telefonate la mattina presto, poi si spegneva.
Magari si spegneva alle sette, però alle 7:02 (o - in realtà - anche POCO PRIMA DELLE SETTE) si accendeva questa SIM a Siracusa.
Quindi già questo aveva mandato il sistema in richiesta di controlli approfonditi, ma stamattina il sistema è andato in allarme, perché ha riscontrato traffico *contemporaneamente* dalle due città. Quindi noi adesso stiamo facendo il controllo incrociato, stiamo estraendo tutti i numeri che sono stati chiamati da Napoli e… adesso lei mi ripassa il negoziante, perché gli mandiamo un fax con tutta la numerazione, le chiediamo di andare a fare una querela all'autorità disconoscendo questo traffico, perché così non le sarà addebitato: prenda questi appunti o comunque glieli mando per fax, perché risulta clonata la SIM.
Nel frattempo il negoziante le consegnerà una nuova SIM che le attiveremo il più presto possibile, comunque diciamo entro le 48 ore (entro i due giorni lavorativi) e… ci dispiace per qualsiasi problema che possiamo aver generato.”
Ragazzi: ho preso le pive, le ho messe nel sacco… ero completamente, come si suol dire, "preso dalle bombe": non sapevo più che cosa dire, che cosa fare… credo di essermi espresso per monosillabi per buona parte della giornata.
Mi hanno consegnato la SIM, è arrivato questo fax, abbiamo buttato giù due righe con il negoziante, abbiamo rimandato il fax, poi mi sono preso tutta la documentazione, e sono tornato in negozio: era sabato mattina, quindi non potevo andare a fare una querela all'autorità, sono andato poi in questura il lunedì mattina.
Nel frattempo mi sono preso tutti i vecchi numeri che c'erano sulla vecchia SIM e me li sono copiati a mano, mi sono passato la nuova SIM e… bontà di Omnitel (questo lo devo ammettere): mi hanno detto che mi avrebbero attivato la SIM entro 48 ore, a mezzogiorno la SIM sostitutiva era di nuovo attiva, quindi tanto di cappello a Omnitel, questo lo riconosco.
Nel 2001 si sapeva che il GSM era *INCLONABILE*, quindi io tranquillamente… il mio vecchio M-COM 506 era cascato in terra, probabilmente, un milione di volte: era stato centinaia di volte in assistenza e, ogni volta che lasciavo il telefonino in assistenza (anche uno~due giorni) ci lasciavo dentro la SIM.
Dopo questa storia, a partire dal 2001, ho smesso di lasciare la SIM quando il telefonino andava in assistenza: non davo il cellulare in mano nemmeno al negoziante se c'era ancora la mia SIM dentro.
Ho cominciato a proteggere le mie SIM con il PIN, con il PIN che *cambiavo* e mettevo un PIN di cinque cifre (lo faccio *TUTTORA*). Ma soprattutto dal 2001 la SIM è sempre rimasta con me.
Adesso le nuove SIM sono molto più difficili da clonare: è molto più difficile questo discorso, nel 2001 sicuramente era più facile, per quanto dopo questo fatto ci fosse stata ancora gente che mi diceva:
“No Grizzly, non è così: il GSM non si può clonare!”
TACI, MENTECATTO!
Insomma questa è stata la mia *allucinante* avventura.
Ci sono altre avventure sulla telefonia che vi vorrei raccontare, per il momento vi chiedo: voi che cosa mi raccontate? È successo a voi o a qualcuno dei vostri parenti, familiari o amici di avere la SIM di telefonia clonata?
Oppure è successo qualcosa di molto particolare, di molto raro, di molto strano legato alla telefonia mobile?
Parliamone: nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene ragazzi: se la mia avventura è riuscita a mettervi in guardia dal fare attenzione alle vostre SIM, vi ha convinto a tenere la SIM protetta con il PIN, vi invito a mettere pollice-in-alto pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici (anche su Whatsapp o Telegram).
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto; e pensate un po': nonostante tutti quelli che s'iscrivono assumano questo Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ per ognuno è diverso, non è che viene CLONATO il profumo!
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video, e ricevere occasionalmente piccole curiosità e dietro le quinte sui video che devo realizzare.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly, anche per oggi questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

giovedì 10 gennaio 2019

VLOG speciale: Annuncio FAQ: 250 episodi, 400 video sottotitolati, 1500 iscritti

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Benvenuti nel mio ufficio, viaggiatori: siamo quasi arrivati alla puntata 250 di Diario di Viaggio on the road, che sarà anche il 400mo video sottotitolato su questo canale YouTube, siamo arrivati al traguardo di 1500 iscritti.
Mi sembra il caso di celebrare tutto quanto con una piccola FAQ: risponderò alle vostre domande.
In realtà voglio annunciarvi - con questo video - due differenti FAQ: innanzi tutto il prima possibile (purtroppo *NON* già nella puntata 250, per mancanza CRONICA di tempo, ma presto, e comunque entro la fine di gennaio) risponderò alle vostre domande e le vostre curiosità su di me, sul mio lavoro, su questo canale YouTube, sul futuro etc. Potete lasciarmi tutte le domande che volete sotto, nei commenti.
Ma non solo: visto che ha avuto un certo successo, voglio anche annunciarvi un'altra FAQ sulla sicurezza (questa A PARTE): abbiamo già fatto la FAQ «Come effettuare una chiamata al NUE112» (ve la lascio linkata sul doobly-doo e sulla scheda là in alto, se non l'avete già vista): dategli un'occhiata, perché voglio fare un'altra FAQ sulla sicurezza.
Una FAQ che - questa volta - comincerà la domanda "Quando è il caso di chiamare il NUE112?" (che è la PRIMA DOMANDA a cui darò una risposta) e poi risponderò, di nuovo, alle vostre domande, alle vostre curiosità sulle attività di emergenza, sulle attività di protezione civile, sulle situazioni di emergenza e come ci si deve comportare, e situazioni di questo genere. Visto che ha avuto un buon successo, voglio ripetere l'esperienza.
La FAQ generale (quella in cui risponderò alle vostre domande) andrà sul canale prima della fine di gennaio, mentre questa FAQ sulla sicurezza direi che andrà entro la fine del mese di febbraio: giusto il tempo di raccogliere le domande e di fare tutto quanto.
Io direi l'ultima domenica di febbraio questa FAQ sulla sicurezza.
Quindi avete spazio nei commenti, lasciate tutte le domande che volete: sia sulle curiosità su di me (che quindi vi risponderò in questa prima FAQ), sia eventualmente domande sulle situazioni di emergenza: a quelle risponderò sulla FAQ sulla sicurezza.
Bene: grazie per l'attenzione e ci vediamo su questo canale: ciao a tuti!

domenica 6 gennaio 2019

VLOG 248: Le mie feste, una volta #OperazioneNostalgia

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L'epifania tutte le feste si porta via…
Infatti sto girando questo vlog (come capirete dalla mia mise) il 25 dicembre: il bello di poter pensare, magari, nel mio piccolo “Ok: adesso le feste finiranno in qualche modo!”
Scherzi a parte, oggi voglio parlarvi di come festeggiavamo le feste natalizie (o - in generale - un po' tutto il periodo di dicembre) una volta in questa puntata di Diario di Viaggio on the road #OperazioneNostalgia
[♪♫♪]
Dicembre, il periodo in cui cominciavano le feste natalizie: tutti felici per l'arrivo di tutti questi regali, di tutti questi giocattolini…
Ora, le feste di dicembre cominciavano il 13 dicembre con la festa di santa Lucia: santa Lucia in Italia è sentita parecchio come una festa nella quale ci sono i bambini che ricevono i regali da santa Lucia ‘che viene a cavallo dell'asinello: si lasciava il piatto con il sale per l'asinello, oppure i biscotti col latte per la santa.’
Qua a Siracusa non c'è questa tradizione, perché c'è un'altra tradizione più complessa, che è quella della festa patronale di santa Lucia (essendo santa Lucia siracusana), festa che si snoda lungo un'intera settimana: c'è una processione il 13 dicembre, un'altra processione il 20 dicembre, ci sono molte attività…
Non mi ha mai fatto impazzire la festa di santa Lucia: mi ci hanno portato qualche volta quando ero molto piccolo, ma in famiglia non amiamo tantissimo la confusione, è una festa dove c'è - comunque - moltissima confusione, e anche molti miei clienti nel corso del tempo hanno cominciato più a seguirla in televisione che andare materialmente a seguire la processione, proprio perché si genera molta confusione, soprattutto nel periodo di dicembre c'è freddo, è il periodo in cui - magari - qualcuno è raffreddato, c'ha qualche lineetta di febbre: ci manca solo di andare a seguire la processione per darsi il colpo di grazia, quindi! Mai ho vissuto la festa di santa Lucia con devozione, quindi non posso parlare per chi - invece - la festa la vive con devozione.
Nella parte occidentale della Sicilia una cosa tipica della festa di santa Lucia è la «cuccìa», che è un dolce fatto con il grano saraceno: una cosa di una pesantezza esorbitante, non mi fa impazzire… in realtà - in generale - non mi fanno impazzire i dolci siciliani: sono tutti quanti con una quantità abnorme di calorie, capaci (veramente!) di mettere in seria difficoltà anche un Becco Bunsen con la fiamma più ossidante; però ci sono queste tradizioni, ci sono tradizioni anche - addirittura - nei paesi scandinavi che riguardano santa Lucia, anche perché su (in quei paesi) verso il 13 dicembre ci avviciniamo al solstizio d'inverno), quindi al periodo in cui il paese non vedrà più il sole sino all'arrivo della primavera, per cui ci può anche stare.
Arriviamo quindi al natale: quando sei piccolo il natale è il momento dei doni, è il momento dei giocattoli, è il momento che si passa tutti in famiglia, è il momento che cominciano le vacanze natalizie e quindi non c'è scuola; quindi hai un pochino di sana felicità, hai l'inizio delle vacanze, poi i giocattoli con cui potrai passare il tempo per tutte le feste natalizie; quando non saranno quelle cinesate che, come dice il detto, durano da natale a santo Stefano, perché si rompono subito!
Come diceva un mio cliente: “Non sono cose usa e getta: sono cose GETTA DIRETTAMENTE!”
Però - scherzi a parte - quando ero piccolo il natale era una cosa molto particolare non solo per le mangiate.
Ora, qui in Sicilia c'è l'idea - anche - del ‘cenone’ che si fa il 24 dicembre: quando ero piccolo io non facevamo il cenone il 24 dicembre perché siamo più legati alla cultura del nord, e quindi era più importante il pranzo del 25 dicembre, però c'era il discorso dei regali, c'era questa situazione.
Io ho vissuto moltissimi natali in Trentino (la mia *seconda patria*) e in Trentino era sempre un ‘bianco natale’, c'era la neve, che quando sei un bambino è una cosa bellissima la neve: ci puoi giocare, puoi fare i pupazzi di neve, puoi fare tantissime cose; poi - mano a mano che cresci - cominci a capire anche quanto può essere un fastidio la neve, perché resti isolato finché non passano gli spazzaneve, non puoi girare per le strade, devi mettere le catene alla macchina e SÌ: HO MESSO LE CATENE ALLA MACCHINA E GUIDATO CON LE CATENE!
Non potete immaginarvi che *fastidio* che sia guidare la macchina: ta-ta-ta-ta-ta-ta-ta-ta-ta-ta tutto il tempo, guardate…
Arriviamo quindi al 31 dicembre, la notte di san Silvestro: è capodanno. In Sicilia il 31 dicembre era vissuto, qui in famiglia, soprattutto con una piccola paranoia, perché - fino a qualche anno fa - in Sicilia era veramente una tradizione (una tradizione *VERGOGNOSA*) quella di festeggiare l'arrivo del nuovo anno sparando con armi da fuoco dal balcone o dalla finestra! Una cosa che - purtroppo - è una abitudine (bruttissima abitudine!) rimasta ancora nella mentalità (nella mente BACATA) di qualcuno che *tuttora* festeggia l'arrivo del nuovo anno sparando con armi da fuoco; sono successi (e ogni anno - purtroppo - succedono) dei *DISASTRI* per questa brutta abitudine, e qui in Sicilia c'avevamo - appunto - la paranoia: rischiare di essere in casa a giocare a carte e beccarsi una pallottola vagante.
Ma ho vissuto - però - molti capodanni su in Trentino, e - di nuovo - in Trentino è molto pittoresco il capodanno; una cosa che vivevamo ogni capodanno era la fiaccolata sulle piste da sci: e al tramonto, sulle piste da sci i maestri che scendono con le fiaccole accese, sulla pista che è completamente spenta e quindi solo illuminata dalle fiaccole… uno spettacolo bellissimo, da vedere *UNA* volta nella vita.
Perché una volta? Perché sulle piste da sci, e parliamo mediamente sopra i 1000~1500~2000 metri, al tramonto, dopo che scende il sole: la temperatura si stabilizza tra i -10C e i -20C
Il che significa che stai lì fuori, guardi questi sciatori che vengono giù con le fiaccole e poi *corri* dentro all'albergo e giù LITRATE di brulé! Ed ecco che dici “Sì ok: però l'anno prossimo guardo da DIETRO LA FINESTRA dell'albergo, bevendo un buon liquore!”
Arriviamo quindi al 6 gennaio, alla befana, la befana che «vien di notte» e che porta ancora doni e dolciumi ai bambini: non ho *mai* vissuto il giorno della befana con tantissima felicità, se devo essere sincero, perché era il giorno in cui smantellavamo tutte le decorazioni natalizie e, soprattutto, perché il giorno dopo si rientrava a scuola, quindi che cosa c'era da essere felici? Il giorno dopo rientravo a scuola con un muso lungo - veramente - da qua fino al Canada!
Per cui ho sempre vissuto in questa maniera un po'… come - appunto - la fine delle feste: togliamo l'albero di natale, togliamo tutte le decorazioni; altro che regali: al massimo arrivavano un paio di caramelle, così giusto per togliersi la bocca amara dalla fine delle festività.
Così ho vissuto da piccolo il giorno della befana, perché - generalmente - già il 7 gennaio si rientrava a scuola, era finito tutto quel periodo di giochi e di situazioni divertenti.
Quindi così io ho vissuto il periodo festivo da piccolo; voi - invece - che cosa mi raccontate? Come vivevate le feste da piccoli? Come vivete le feste adesso? Come vivono le feste - non so - i vostri bambini, i vostri figli, i vostri nipoti: parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene: io sono Grizzly, questo era #OperazioneNostalgia
Come sempre vi invito a mettere pollice-in-alto, condividere questo vlog, iscrivervi al canale, noi ci vediamo alla prossima puntata, ciao a tutti!