domenica 1 dicembre 2019

VLOG 295: La bottega #OperazioneNostalgia

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
Quando mio padre era piccolo (e parliamo di una sessantina di anni fa…) i miei nonni e mio padre abitavano in Ortigia, e nell'isoletta c'erano queste piccole botteghe che erano fornite di un po' di tutto (dalla roba da mangiare a piccoli strumenti per la pulizia della casa, detersivi e roba così).
E capitava che i miei nonni mandassero mio padre (o mio zio) in bottega, ad esempio a comprare il pane.
E allora succedeva che - non so - mio nonno dava a mio padre dieci lire, "Vai a comprare il pane"; il pane magari veniva nove lire, il bottegaio doveva dargli una lira di resto e invece di dargli una lira di resto, gli dava una caramella.
Mio padre è sempre stato una persona molto educata, molto gentile ma si è anche SEMPRE aspettato la stessa onestà, la stessa gentilezza e la stessa educazione da parte degli altri, quindi dopo la prima volta che ha preso una caramella come resto del pane (non disse nulla), continuava - ogni volta che andava a prendere il pane - a prendersi una caramella di resto, poi una bella mattina arriva, prende il pane, sono otto lire…
… e mette sul banco del bottegaio otto caramelle.
Il bottegaio è rimasto zitto e non ha più dato caramelle di resto a mio padre.
Questo per raccontare questo piccolo aneddoto, giusto per dire che tipo di rapporto si stringeva con il bottegaio, rispetto al rapporto che si può avere al giorno d'oggi con il supermercato di fiducia, anche se si cerca di avere sempre quel minimo di amicizia.
Io ricordo una domenica di alcuni anni fa, che eravamo andati con mia nonna a fare un pochino di spesa, sarà stato mezzogiorno: arrivo in cassa, prendiamo la roba, mentre sto mettendo la roba sul nastro della cassa, finalmente il cassiere finisce di servire la persona che c'era prima di me, si gira verso di me, lo guardo e gli faccio:
-Buongiorno.
E il cassiere mi guarda come se fossi appena (non lo so?) sceso da un disco volante. E io:
-Che… che succede?
-Da stamattina alle otto lei è il primo che mi saluta…
Eh sì: evidentemente la gente, ormai, è talmente abituata a ordinare le cose su Amazon che… è abituata ad avere a che fare con dei robot, non con degli esseri umani.

Bene: abbiamo già parlato del mercato (se non avete visto quella puntata, ve la lascio linkata sul doobly-doo e sulla scheda), oggi invece vorrei parlarvi delle botteghe, che erano un'aggiunta al mercato: c'era il mercato per le cose molto generiche, ma per alcune cose c'era il bottegaio di fiducia, che è una figura che è rimasta per moltissimo tempo, tanto che oggi, nel momento della cosidetta «Grande Distribuzione Organizzata», si sta un po' tornando a questa filosofia del bottegaio di fiducia, però gestito dalla GDO, che è una cosa che ha i suoi punti positivi e negativi, sicuramente.
Comunque oggi parliamo delle botteghe, e lo facciamo in questa puntata di Diario di Viaggio on the road #OperazioneNostalgia
[♪♫♪]

La mia bisnonna materna, Angelina Ströbele (che abitava in Val di Non) era moglie di un bottegaio: Giuseppe il bottegaio, come era soprannominato in noneso: “Bepi Botejer”, perché innanzi tutto nei paesini c'era questa cosa di mettere il soprannome alle persone (in Sicilia è ancora molto attiva, ma comunque in molti paesini dell'entroterra italiano c'è ancora questa cosa di "avere il soprannome").
Giuseppe il Bottegaio, Bepi Bottejer, appunto "Bepi" anche perché chi si chiama Giuseppe in Trentino si chiama "Bepi": ne sa qualcosa l'amico palermitano trapiantato in Trentino Bepi Florio.
Ora, la bottega era il modo più veloce di acquistare i prodotti alimentari o quelle cose veloci che servivano, per le quali non si poteva aspettare - magari - il mercato settimanale: mi serve il pane adesso, mi serve la cosa qualsiasi, mi serve la pasta, mi serve il sugo, mi serve il prodotto per pulire per terra, velocemente.
E non si poteva aspettare il mercato settimanale, quello che non potevi aspettare lo andavi a prendere: per il pane c'era il panettiere, ma c'erano anche - appunto - le bottegucce che avevano magari il pane, ma nel frattempo vendevano anche qualcosa di correlato al pane.
Anche perché non c'erano grandissime marche, non c'era grandissima scelta, quindi avevi due~tre tipi diversi di pasta, c'avevi - non so - le conserve, c'avevi gli insaccati (i salumi e i formaggi) che magari erano prodotti locali, e poi c'avevi quel poco che arrivava da fuori: appunto (non so,) magari la pasta, qualche salsa particolare che non veniva dal territorio, veniva magari "importata" da un po' più lontano, dalla grande città, dalla Grande Distribuzione, che già nel passato c'era, però c'era questo rapporto di amicizia con il bottegaio, c'era quindi questo andare dal bottegaio:
-Buongiorno LUIGI, che cosa mi consigli stamattina? Prendo il prosciutto, oppure prendo il salame, che devono venire gli ospiti?
-Ah, guarda: c'ho questo prosciutto che è appena arrivato dalla città, è una cosa… è dolcissimo, fidati, sai… vuoi assaggiarlo?
Adesso tutte le norme di igiene, tutte queste situazioni, ma soprattutto questa grande distribuzione che rende le cose sempre più atone, sempre più un "prendere il carrello: mi scelgo io la roba!"
-Scusi: dove si trova la pasta?
-Ah: qui c'è tutto il reparto con centinaia di marche di pasta.
E allora decidi: no, questa sì, costa un po' di meno, però l'ho presa un paio di volte e non mi piace; questa tiene un po' meglio il sugo perché è trafilata al bronzo e questa ha un tempo di cottura un pochino più veloce.
Questa costa troppo, quindi amen!
Adesso viviamo, poi, nell'epoca in cui - letteralmente - se ho bisogno di qualcosa, anche da mangiare, posso farmi l'ordine online; non so: c'è l'Amazon consegna dei freschi entro le 12:00? Bene: alle 11:00 mi ordino una bella spigola, la carta stagnola, il sale grosso. il prezzemolo fresco… per le 11:50 comincio ad accendere il forno, mi arriva il corriere.
Apro la carta stagnola appena comprata, ci metto un bel po' di sale grosso, ci metto la spigola (che ci vuole un attimo a pulirla), mi faccio una bella spigola in crosta di sale al cartoccio così, senza essere dovuto uscire ad andare a comprare nessuno degli ingredienti.
Questo naturalmente da una parte rende le cose più pratiche, più veloci, più immediate: non c'è più la perdita di tempo. Addirittura guardando alcuni canali YouTube americani vedo che si cominciano a diffondere servizi (per il momento ne vedo molti negli USA, non so quanti ce ne siano in Europa, ma qualcuno comincia anche a muoversi), servizi come HelloFresh: non sai che cosa cucinare? Non c'è problema: HelloFresh ti manda, settimanalmente, gli ingredienti già pesati, già pronti solo da tagliuzzare e cucinare; sicuramente qualcosa di interessante, e cominciano a muoversi questi servizi, cominciano a essere pratici, cominciano a essere utili.
Però questo fa sì che si perda, sempre di più, il contatto umano: succede (come ho detto nell'introduzione) di arrivare al supermercato, dire "Buongiorno" al cassiere e il cassiere resta stupito e dice:
-È da stamattina alle otto: evidentemente sono un robot che passa le cose, lei è la PRIMA PERSONA che (al mezzogiorno!) mi dice buongiorno!
Non lo so: questa cosa delle bottegucce sta un po' tornando di moda, ma gestita dalla Grande Distribuzione, perché nei paesini periferici (in quei paesini da 100~200 persone) giustamente non ha senso andare a costruire il maxi-supermercato e allora le catene della GDO cercano di organizzare questi piccoli supermercati, queste piccole bottegucce appunto, con materiale che possa servire per riuscire a trovare nello stesso posto dal dentifricio al pane, alla frutta, ai giocattoli, alla roba da mangiare, ai prodotti per la pulizia, però senza puntare al gigantesco supermercato, la gigantesca superficie di vendita, perché naturalmente è uno spreco, ma anche non dicendo
"Va bene: ci sono dieci paesi da 50 abitanti a 3~4km uno dall'altro, in quello al centro facciamo il maxisupermercato!"
E quindi chi ha bisogno del pane, deve - per forza - pigliar la macchina e spostarsi, magari, di 10km per andare a comprare un filone di pane, perché non ci sono botteghe circostanti, quando si ha la maggiore comodità di avere la botteguccia, che magari non c'ha tutto quanto, ma quella cosa che ti serve urgentemente ce l'ha.
Tutto, però, con alle spalle la Grande Distribuzione: questa globalizzazione può essere vista positivamente e può essere vista negativamente.
Ecco quindi la mia domanda: voi che cosa ne pensate? Voi vi servite esclusivamente nei grandi supermercati, nelle grandi catene di distribuzione? Utilizzate la distribuzione online, vi servite di servizi come Amazon per la consegna dei freschi, o di HelloFresh o roba del genere?
Oppure no: ancora vi capita di andare nei mercati e nelle botteghe per la cosa da comprare velocemente? Andate ancora dal panettiere per farvi fare il pane fresco, oppure prendete il pane della grande distribuzione? Prendete il "Pane Industriale"?
Parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene, io sono Grizzly, questo era #OperazioneNostalgia, come sempre vi invito a mettere pollice-in-alto, condividere questo vlog, iscrivetevi al canale: noi ci vediamo alla prossima puntata, ciao a tutti!

domenica 24 novembre 2019

VLOG 294: Il tuo canale è per bambini? Come rispondere al COPPA di FTC

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly e qualche giorno fa, mentre aprivo il mio Creator Studio su YouTube, mi sono trovato anche io la “Terribile Domanda”:
-Il tuo canale produce contenuti espressamente destinati ai bambini: SÌ/NO?
E ovviamente ho risposto di "NO"; sarà contento Ale, che mi continua a dire che il mio canale fa contenuti per "persone adulte".
(si confonde con il mio canale Pornhub, ma questa è un'altra storia!)
Scherzi a parte, su #DdVotr io realizzo «Contenuti per Famiglie»: cerco di mantenere un linguaggio moderato, cerco di non scadere nel turpiloquio, cerco di mantenere gli argomenti il più possibile neutri, cerco di fare in modo di creare interazione che possa essere d'intrattenimento per tutta la famiglia, non necessariamente solo per le persone adulte o solo per i bambini.
Questa domanda, che mi ha fatto YouTube, è molto importante, e c'è un motivo alla base:
-Stiamo introducendo questi cambiamenti a seguito di un accordo con la Federal Trade Commission degli USA e per aiutarti a rispettare il "Children's Online Privacy Protection Act" (COPPA); hai l'obbligo di comunicarci se i tuoi video sono destinati o meno ai bambini: un'errata impostazione dei tuoi contenuti potrebbe avere conseguenze negative su YouTube o avere risvolti legali ai sensi del COPPA e di altre leggi.
Va avanti questo discorso, perché uno dice:
"Allora aspetta: che cosa intendi dire?"
Ad esempio la presenza di un bambino in un video non significa necessariamente che quel video sia destinato ai bambini.
La FTC, nelle sue FAQ, infatti ci spiega (alla domanda nr. 4):
La norma proibisce ad adulti come genitori, nonni, insegnanti o allenatori di caricare foto di bambini?
La COPPA riguarda soltanto le informazioni raccolte online *attraverso* i bambini, non concerne informazioni raccolte da adulti che potrebbero riguardare dei bambini, pertanto il COPPA non viene attivato da un adulto che carica foto di bambini su un sito per pubblico generale o nella sezione non espressamente destinata ai bambini di un sito per pubblico misto.
Cerchiamo di fare un pochino di chiarezza su questo argomento, perché è un argomento particolarmente complicato. Ne parliamo oggi in questa puntata di Diario di Viaggio on the road.
[♪♫♪]

Prima di cominciare il nostro discorso, facciamo una breve "simulazione": diciamo che io, Grizzly, quarantatre-enne, sono genitore di una dolcissima bambina di cinque anni che si chiama "Simonbrizia"
(che, a 18 anni, farà causa a me e Daniele Doesn't Matter per il nome *schifoso* che si ritrova, ma questa è un'altra storia!) Ciao, Daniele!
Io ho uno smartphone, un dispositivo Android, quindi con la mia email Gmail associata al mio account, associata ai miei dati personali: non utilizzo mai YouTube, però la mia dolce frugoletta, che è grande appassionata - per esempio - delle Winx (che sono - tra l'altro - anche un prodotto italiano), ogni tanto si prende il mio smartphone, si apre l'app di YouTube e passa il tempo cercando cartoni animati delle Winx, episodi delle Winx.
C'è una bravissima animatrice su YouTube che si chiama, non lo so, la ‘Fatina Grattuggina’ (che non so se esiste: se esiste vi lascio il link del canale sulle schede! Sto buttando a caso, ma…)
Ora questa Fatina Grattuggina fa delle animazioni molto belle e realizza delle piccole fan-saga sulle Winx, quindi ha questo canale destinato alle fan delle Winx, anche se la Fatina Grattuggina è un'animatrice di - non so - 25~26 anni, le piace l'argomento, fa questi piccoli episodi e sappiamo che il suo canale e questi episodi sono soprattutto destinati a bambine nella fascia d'età - non so - tra i quattro e i dodici anni, più o meno (credo che la fascia d'interesse delle Winx all'incirca sia questa: penso che più o meno siamo lì).
Quando Simonbrizia apre il canale della Fatina Grattuggina, vede tutti questi episodi, vede che sono molto belli, si iscrive al canale, comincia a mettere mi piace, attiva la campanella, commenta!
-Oh ma che bell'episodio: come mi sono divertita! Mi metti il cuoricino? 💖
Ma naturalmente i commenti, le interazioni, avvengono a mio nome perché l'account è il mio: sono una persona di 43 anni.
Ma - effettivamente - chi sta facendo interazione con il canale non sono io, che ho 43 anni, è mia figlia, mia figlia di cinque anni.
Ora YouTube DA SEMPRE (non "da ieri") pur essendo una piattaforma di «distribuzione» dei contenuti e quindi non ponendo specifiche limitazioni, tranne quella per i contenuti per i maggiori di 18 anni di età, ma genericamente non pone delle limitazioni per «accedere» ai contenuti: io posso vedere dei contenuti su YouTube anche se non sono iscritto a YouTube.
Ma se voglio iscrivermi, per interagire, per scrivere commenti, per fare quant'altro, devo avere ALMENO 13 anni di età: mia figlia che interagisce con il mio account è un problema perché il COPPA ci dice (anzi: dice a YouTube): tu non puoi «profilare» un minorenne, non puoi raccogliere dati immessi da un minorenne.
E YouTube risponde:
"Sì, ok, ma la persona che ha interagito sul canale della Fatina Grattuggina è Grizzly, che ha 43 anni"
E mica tanto, perché DI FATTO è mia figlia di cinque anni che ha interagito su quel canale. E quindi se io non sono uno youtuber, se io NON USO MAI l'app di YouTube, e YouTube lo utilizza solo mia figlia, verrà profilata perché guarda solo determinati episodi delle Winx, cerca solo le cose legate alle Winx, viene profilata come una persona in età pre-scolare che guarda contenuti delle Winx.
E questo tipo di profilazione, per il COPPA, non è consentita.
Che si fa? Eh, che si fa: Google non può prendere e bannare il mio account, primo perché sono una persona di 43 anni, secondo perché non mi può dire:
"No, tu non puoi dare il tuo dispositivo a tua figlia!"
Ahu! Il dispositivo l'ho comprato io, l'ho pagato io coi miei soldi, l'ho registrato io coi miei dati, ci faccio QUELLO CHE DICO IO, non ci faccio quello che dici tu! Altrimenti scoppia la Guerra Termonucleare Globale, voglio dire…
E a questo punto Google dice:
"Va bene: se non posso andare a capire com'è la situazione sul lato dell'utente, devo andare dall'altra parte, sul lato del creatore di contenuti. Senti, Fatina Grattuggina, ma i tuoi contenuti nascono per essere rivolti a tutta la famiglia, o nascono per essere rivolti *espressamente* a un pubblico di bambini? Perché se ti rivolgi espressamente a un pubblico di bambini, vuol dire che il tuo pubblico sarà per la maggior parte (per il 99%) fatto di bambini"
Di niente c'è il 100%, attenzione; su YouTube Entertainment ho detto:
Considerate che se c'è un canale che fa - per esempio - un corso di ortografia e grammatica in una lingua straniera a livello di prima elementare per - non lo so - la lingua cinese, sicuramente sarà destinato ai bambini in età prescolare (cinque~sette anni) cinesi che vogliono imparare a leggere e scrivere. Ma se io, che a 43 anni, sto studiando il cinese e voglio approfittare per fare pratica, imparare alcune "tecniche" per scrivere il cinese, potrei essere interessato a quei video, perché - magari - mi piace guardare l'orsacchiotto che insegna il cinese (e ci potete scommettere che mi piace!🧸😍) Scherzi a parte, ma alla fine dice "Sì, ok: ci saranno 99% di persone che sono bambini in età prescolare che vanno a guardare quei video, ci saranno ogni mille persone, tre o quattro persone come me che stanno solo studiando il cinese e alla fine è simpatico guardare quel video dove insegnano ai bambini cinesi a scrivere (ti fai anche un po' di pratica), ma se su mille persone che vanno a guardare quel video, due o tre sono adulti e 995 sono bambini… Cioè: alla fine la percentuale è dello zerovirgola percento che non sono bambini.
Allora Google ti dice:
"Sai che c'è? Se tu ti rivolgi *espressamente* a un pubblico di bambini, noi quello che facciamo è fare in modo che non ci sia la profilazione dell'utente su quel contenuto. Perché sappiamo che a interagire su quel contenuto sono bambini."
Ecco che i canali che hanno contenuti ESPRESSAMENTE DESTINATI AI BAMBINI perdono una serie di funzionalità:
  • niente commenti;
  • niente condivisioni;
  • niente immissione nelle playlist (forse il "Guarda più tardi", forse neanche quello: non ne sono sicuro);
  • niente filigrana di branding;
  • niente schede e niente schermate finali;
Sono limitazioni piuttosto «pesanti», eh?
  • niente campanellina: vai sul canale e ti guardi i contenuti, ma non ti arrivano notifiche;
  • la pubblicità mirata non è consentita:
il creator ha sempre le proprie impostazioni di AdSense, questo sì: quindi se io sul mio canale - per esempio - ho tolto le pubblicità di determinati argomenti, come (nel mio caso) prodotti dieteteci, prodotti medicinali, gioco d'azzardo, alcolici etc, sono tutte categorie che ho TOLTO dalla mia pubblicità, quella IN OGNI CASO funziona, però la personalizzazione della pubblicità rispetto all'utente che sta guardando il video, quella salta, quindi questo - tra l'altro - influirà, almeno nella prima fase, sulla monetizzazione dei video (che potrebbe essere più bassa), almeno sino a quando non ci saranno degli inserzionisti pubblicitari che potrebbero essere particolarmente interessati al discorso che ok: non puoi profilare, ma sai che TUTTA QUELLA FASCIA è comunque un pubblico di bambini in età prescolare e in età fino ai 13 anni.
Quindi potresti mandare delle pubblicità di zainetti scolastici, di quaderni, di cose di questo genere, e allora già lì la cosa potrebbe farsi interessante, ma per il resto si tolgono tantissime funzionalità.
E purtroppo togliere queste funzionalità è un passaggio duro ma importante: è un passaggio che già è avvenuto su YouTube nei confronti di moltissimi canali destinati espressamente a un pubblico di bambini e REALIZZATI - tra l'altro - da dei bambini, anche per tutelare i bambini: c'è un canale YouTube britannico di una bambina molto simpatica (Madelynn qualcosa), che è un canale ASMR di una bambina di otto~nove anni.
Ho letto il caso su Twitter tempo fa: è questa bambina che realizza video ASMR, lei ti dice (sì, ok):
"Mamma e papà controllano il mio canale: interagiamo sui commenti assieme"
Ma è pericolosissimo avere una bambina di otto~nove anni che fa video ASMR: là fuori è una guerra, ci sono malintenzionati che… trovarsi un canale YouTube in cui interagire con una bambina di otto anni! [sospiro preoccupato]
E allora già da tempo su tutti i video di Madelynn i commenti sono disabilitati; ma già da tempo, mica da ieri! Dice: sì, ok, il canale non è - naturalmente - intestato alla bambina di otto anni, il canale è intestato ai genitori: ci hanno messo i dati i genitori, ci ha messo i dati il papà, o la mamma, o entrambi. Eh: ma come si fa? Quindi, giustamente, il problema è complesso.
YouTube ha deciso di intervenire in questo modo, in cooperazione con la FTC, per dire
"Va bene, la situazione è questa: non dobbiamo profilare - o raccogliere dati - inerenti bambini al di sotto dei 13 anni. Siccome non possiamo determinare facilmente il pubblico in base all'account che sta andando a guardare il video, cerchiamo di limitare la situazione profilando il creator in base ai contenuti che crea."
Perché qui la domanda non è se i propri contenuti sono adatti a un pubblico di bambini o meno: come dicevo i miei contenuti sono adatti a *tutta* la famiglia: un bambino di 12 anni, come un bambino di 7 anni, come un adulto di 35, come una persona di - magari - 60~70 anni possono trovare i miei contenuti interessanti, ma perché sono contenuti rivolti a un pubblico generalista: io parlo di cultura generale; mentre se io voglio fare educazione, se io voglio fare animazioni, se io voglio fare dei contenuti in cui so che il maggior pubblico che interagirà con me sono dei bambini, diciamo nella fascia di età 5~15 anni, avrò dei comportamenti differenti, avrò una color-correction differente, avrò un linguaggio differente, farò in modo di rivolgermi a un pubblico che so che ha bisogno di un linguaggio particolare perché la propria attenzione venga attirata.
Ora, come ripeto: ok, se io realizzo dei contenuti espressamente destinati ai bambini, ciò non significa che il 100% del pubblico che sarà dei miei video saranno ESCLUSIVAMENTE dei bambini: ci potranno essere delle persone adulte. Ma la maggior parte del pubblico, comunque, rimane quello dei bambini.
Ok, capisco che la perdita di tutti questi strumenti d'interazione potrebbe essere presa un po' male da alcuni creator, che potrebbero anche cercare di “giocare” dicendo che
-No: i miei contenuti sono adatti a tutti!
-No: io non mi rivolgo espressamente ai bambini!
Che… non è una cosa molto corretta da fare su YouTube, innanzi tutto giocare IN MALAFEDE con i Tag e con le impostazioni del sito può comportare l'avvertimento sul canale, la rimozione del video o la chiusura (lo strike) del canale: ci sono delle regole e tu le devi rispettare.
Ma soprattutto se io realizzo animazioni delle Winx, poi non posso dire
-No: ma i miei contenuti SONO ADATTI A TUTTI!
Sì, ma i tuoi contenuti sono DESTINATI AI BAMBINI, perché la domanda non è se i contenuti sono «adatti» ai bambini (quella è UN'ALTRA cosa), la domanda è se il pubblico potenziale dei miei contenuti al 100% sono dei bambini.
È questo che io mi devo chiedere: sono io che sto creando il contenuto, quindi io so qual è il mio pubblico potenziale; posso avere dei dubbi su determinate situazioni che POSSONO in qualche modo essere argomenti che - di sicuro - interessano maggiormente i bambini.
Se io ho un canale di cucina potrei - per esempio sotto natale - realizzare la ricetta:
“Facciamo i biscottini di natale assieme a mamma e papà”
Sì, ok: quello potrebbe essere il contenuto che, da una parte, cerca di coinvolgere di più i bambini, ma resta - comunque - un contenuto per famiglie, non è un contenuto - magari - *espressamente* destinato ai bambini.
La domanda, appunto, è se il contenuto è ESPRESSAMENTE destinato ai bambini, se è stato PENSATO, CONCEPITO e CREATO sapendo che la MAGGIORANZA del pubblico che guarderà quel contenuto sono bambini.
Per questo bisogna avere l'onestà di saper rispondere, anziché poi piangere perché tutti i bambini che venivano a commentare
-Che bravo che sei: mi metti il cuoricino? 💖
mo' non ti possono più commentare: eh no, dopo non venire a dire che YouTube ce l'ha con te.
Come ripeto: se operi in malafede, poi il risultato è che YouTube può operare al posto tuo. YouTube chiede un pochino di Onestà Intellettuale, sono curioso di vedere quanti youtuber saranno così onesti.
Concludo velocemente: voi che cosa ne pensate? Avete un canale YouTube? Avete un canale YouTube *destinato* espressamente ai bambini?
Oppure no: create contenuti che sono adatti «per tutta la famiglia»?
Oppure no: create contenuti che sono adatti soprattutto a un pubblico di persone adulte? Create dei video che - proprio - hanno la limitazione che bisogna avere almeno 18 anni per guardare questi video?
Parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene, io sono Grizzly, ho concluso.
Come sempre vi invito a mettere pollice-in-alto, condividere questo vlog, iscrivetevi al canale, seguitemi sul canale Telegram, noi ci vediamo alla prossima puntata: ciao a tutti!

domenica 17 novembre 2019

VLOG 293: Si sono persi lungo l'Italia?

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Luca: mi rivolgo a te.
Col tuo canale PAP (Pesce d'Aprile Perenne) ci sei riuscito: sei riuscito a fare, sicuramente, il più lungo pesce d'aprile della storia!
Abbiamo cominciato quest'avventura assieme e poi - all'improvviso - sei sparito.
Mi avevi accennato che avevi qualche impegno con lo studio e con il lavoro, ma mi piacerebbe sapere che è tutto a posto.
Ok: ci può stare che non hai più tempo per dedicarti ai social, e va bene, rispetto questa scelta: sicuramente ci saranno impegni lavorativi, ci saranno impegni di studio, ci saranno impegni familiari… ci sta benissimo!
Ma almeno vorrei sapere che è tutto a posto, quindi ti prego: se stai guardando questo video, contattami!
Eventualmente contattami in e-mail, se no - se vuoi - anche telefonicamente (chiamami in ufficio).
Vorrei solo sapere che va tutto bene: credimi! Ci terrei tantissimo, tutto qua.
Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
La volta scorsa vi ho parlato dei canali YouTube stranieri che si sono - per così dire - persi per strada, oggi voglio fare la stessa cosa, ma parlandovi dei canali YouTube italiani che - in qualche modo - si sono persi per strada.
Canali che vi ho presentato o che avrei voluto presentarvi ma, appunto, il progetto si è concluso e quindi sono rimasti lì.
[♪♫♪]

Cominciamo sicuramente dal grandissimo amico Christofer, il canale EELS. Il progetto di EELS si è concluso, è arrivato a un punto in cui ha dovuto decidere tra gli impegni familiari, gli impegni lavorativi e gli impegni social e ha preferito mettere avanti gli impegni familiari e lavorativi.
Ha fatto - naturalmente - benissimo: non sono qua a criticare le scelte di chi ha deciso di chiudere il proprio canale YouTube.
Ha deciso di lasciare i propri contenuti, perché hanno fatto parte del suo percorso, ma il progetto di EELS si è concluso.
Chi invece ha fermato il proprio progetto, sicuramente, è il buon Miglioshin di Guida YouTube.
E, Gabriele, il tuo format era molto, molto interessante, mi piacerebbe che tu lo continuassi, perché hai fatto scoprire canali YouTube veramente molto interessanti e, comunque, anche la tua simpatia ci stava molto bene, il tuo inserire le cose un po' in dialetto ci stava veramente benissimo, era molto, molto simpatico.
Mi piacerebbe che tu continuassi ma, ancora, se hai lasciato per via degli impegni lavorativi, ci va bene anche quello (ci mancherebbe altro!), però il progetto di Guida YouTube è stato un progetto - comunque - molto, molto interessante.
E parliamo di un progetto artistico, un progetto di divulgazione artistica che - forse - quand'è arrivato non era il suo «momento ideale», e adesso sarebbe il momento ideale per questo progetto di crescere e di assumere dimensioni importanti e di avere una funzionalità importante.
Sto parlando, naturalmente, di L'Arte spiegata ai Truzzi.
In questo momento, grazie a degli youtuber fenomenali (come il buon amico Barbascura X), la divulgazione su YouTube si è dimostrata poter essere non solo qualcosa di accademico e molto blasonato, ma anche qualcosa che può essere particolarmente divertente.
E L'Arte spiegata ai Truzzi era questo: era divulgazione artistica fatta in maniera efficiente e rigorosa, ma anche molto, molto divertente, con questo “romanaccio passato a terra collo strofinaccio” eppure dei contenuti veramente molto simpatici; il progetto si è andato a concludere per mancanza di tempo da parte di chi lo gestiva, chi lo gestiva ancora porta avanti il sito, il blog dell'Arte spiegata ai Truzzi, ma ormai sul canale sono stati pubblicati gli ultimi video e - ripeto - mi dispiace, perché potrebbe essere un'idea interessante quella di divulgazione artistica in dialetto profondo (con il vernacolo romanaccio), proprio per rendere la divulgazione artistica qualcosa di divertente, eppure di funzionale.
Abbiamo l'amico Mister Sawaru, critico cinematografico, con il quale avevamo anche in programma una collaborazione a proposito di un film molto particolare, ma che purtroppo - per via dei suoi impegni lavorativi - ha messo in pausa (in stand-by) il proprio canale YouTube.
Mi dispiace, perché era molto bravo non solo nel fare le critiche cinematografiche, ma anche nella produzione e nella post-produzione dei video, era veramente molto bravo e faceva dei video veramente molto interessanti.
E - tra l'altro - penso che il film di cui dovevo parlare con Mister Sawaru, probabilmente, lo porterò come un film che presenterò su questo canale, perché ha i suoi motivi per poter stare su questo canale, non tanto sotto la «forma cinematografica» (della «critica cinematografica») ma proprio per il contenuto del film, per la storia raccontata nel film.
Però - come ripeto - dispiace vedere un progetto così interessante che, purtroppo, è fermo.
E veniamo quindi al progetto extralavorativo dell'amico videomaker Andrea Conti: sto parlando dei wikinauti (o in realtà, come si dovrebbe pronunciare correttamente in hawaiiano, /vikinauti/).
Avevo scoperto il canale dei wikinauti, così come avevo scoperto anche il canale di EELS, grazie al quarto canale YouTube di Daniele Doesn't Matter, che era il canale dedicato a presentare canali e youtuber che trovava interessanti.
Era stato un progetto molto interessante anche questo, devo dire: da una parte è un peccato che anche questo progetto si sia fermato: in fondo Daniele sta lavorando soprattutto al suo format principale, però Daniele è stato - anche - promotore dell'hashtag #CosaGuardiamo, che può essere una ‘arma’ molto interessante per favorire la diffusione di canali e di contenuti su YouTube.
Tra l'altro io ho una playlist "CosaGuardiamo" sul mio canale YouTube: la lascio linkata anche sul doobly-doo e sulla scheda, date un'occhiata un po' ai contenuti che ci sono; ci sono delle cose che trovo meritevoli, degli youtuber che trovo molto interessanti.
Ma, dicevo, torniamo ad Andrea Conti e al suo progetto wikinauti: wikinauti era un progetto di interessanti top-10 che rompeva un po' lo schema lanciato nell'epoca in cui andavano *maledettamente* di moda le top-10, e poi "messo un po' di lato" (un po' accantonato) proprio perché adesso si sono diversificati i contenuti su YouTube e, sicuramente, anche - sempre - per via degli impegni lavorativi, in fondo ci aveva detto sin dall'inizio, Andrea: era un progetto extralavorativo, però è stato un canale veramente molto interessante e veramente molto simpatico, con tantissime curiosità molto, molto piacevoli da ascoltare. Anche questo canale è fermo.
Ripeto: è un peccato vedere dei progetti così promettenti che si fermano, ma purtroppo questo è anche intrattenimento, l'intrattenimento non deve portar via spazio al proprio lavoro, alla propria famiglia, alle proprie attività; se diventa un'attività lavorativa, ci può stare di dedicarcisi, ma se non diventa un'attività lavorativa (è solo un passatempo) allora è giusto che il passatempo arrivi il momento in cui: "Ok, non ho più la possibilità di farlo: amen!"
Ripeto: dispiace che determinati contenuti, purtroppo, si perdano, ma fa parte anche questo del mondo che va avanti.
Anche per oggi abbiamo concluso: voi che cosa mi raccontate? Conoscete youtuber italiani che avevano cominciato un progetto, un interessante canale YouTube, e poi hanno deciso di fermarsi e di, magari, dedicarsi ad altre cose?
Dedicarsi alla famiglia, al lavoro, oppure proprio dedicarsi a un altro progetto, completamente differente, su YouTube?
Pensiamo ad Andrea Lorenzon: ha fermato il progetto “Lenzuoli” e si è tuffato nel progetto “Cartoni Morti”, e il progetto ha avuto molto successo, quindi il progetto Lenzuoli - per il momento - è fermo con le quattro frecce, magari un giorno lo riprenderà, magari non lo riprenderà più, però - giustamente - si sta dedicando al progetto Cartoni Morti e funziona molto di più di Lenzuoli, per esempio! Quindi ci può essere anche questo discorso: parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene: spero di essere riuscito a farvi conoscere dei progetti interessanti, che magari potrebbero persino essere d'ispirazione! Se ce l'ho fatta, vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici, anche su WhatsApp o Telegram: magari con i vostri amici che stanno, appunto, cercando l'ispirazione per fare qualcosa su YouTube.
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, che tra l'altro tende a non interrompersi di colpo: dura mooolto, molto a lungo, credetemi!
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video, e ricevere occasionalmente piccole curiosità e dietro le quinte riguardo ai video che devo realizzare.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi su #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 10 novembre 2019

VLOG 292: Si sono persi lungo la strada?

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
Oggi vorrei parlarvi di un argomento un po' particolare: quando io ho cominciato a pubblicare regolarmente video su questo canale (quando ho cominciato #DdVotr) nel lontano febbraio del 2014, l'ho fatto non solo per parlare di argomenti di cultura generale, ma anche - dove mi era possibile - per presentarvi canali youtube che seguo e che ho trovato molto interessanti.
In questi cinque (quasi sei) anni di attività del canale ho presentato moltissimi canali YouTube, e alcuni di questi canali sono stati dei progetti molto interessanti, ma sono stati dei progetti che si sono conclusi o che si sono fermati.
Oggi vorrei ripercorrere con voi alcuni di questi canali, che vi ho presentato e che si sono fermati, o alcuni che avrei voluto presentarvi ma - appunto - nel corso del tempo si sono fermati, e le cose sono venute a cambiare (sono diventate differenti), per cui cominciamo il vlog: sigla!
[♪♫♪]
Anzitutto parliamo dell'amico portoricano Roberto Cordero, che ha deciso di prendere una pausa e disintossicarsi dai social e, nel farlo, ha cancellato il proprio canale YouTube e quindi ha cancellato tutti i suoi video, compreso il video nel quale mi insegnava a fare i sottotitoli con la trascrizione e sincronizzazione automatica.
Non lo sento da moltissimo tempo, perché una volta che ha chiuso anche i vari profili social: ha chiuso il suo account Twitter, non ho modo di contattarlo.
Ma veniamo quindi ai canali che si sono fermati: primo fra tutti il buon Robin: ambuchannel 112, che è stato un canale veramente molto interessante su quella che era la guida in condizioni di sicurezza: ci presentava la guida dell'ambulanza in situazioni del traffico generale di Amersfoort (o del circondario di Amersfoort) in Olanda.
È «andato a sbattere» (tra molte virgolette) con un *gigantesco* problema di privacy, posto dal suo datore di lavoro, e quindi ha dovuto rimuovere TUTTI i video che c'erano sul canale.
Mi ha insegnato molte cose che io non sapevo e che io adesso applico nella guida di tutti i giorni, sia nell'ambito della sicurezza, sia nell'ambito del modo di far capire ai mezzi di emergenza che li ho visti e gli sto lasciando strada (come l'uso delle frecce e delle quattro frecce) e mi dispiace moltissimo che il canale sia andato in questo modo: aspettiamo gli sviluppi.
Parliamo di Adam Russel e del canale CrashBangAdam.
Adam ha concluso il progetto, si è sposato con Bethan e adesso hanno una start up che si chiama “Bishop, Please”: quello che stanno facendo in ambito social è - soprattutto - spingere sulla loro attività di coppia, quindi spingere sulla loro attività commerciale; per cui tutto l'ambito social è adesso orientato da quella parte: stanno usando il canale "The Adam & Bethan Show" per parlare delle loro attività in giro per la Gran Bretagna e dei loro nuovi prodotti, giustamente.
Gross Science, il canale gestito da Anna Rothschild, che è stato una delle più importanti vittime dell'ADpocalypse (sicuramente!) perché era un progetto di divulgazione scientifica molto interessante, su quella che è la scienza un pochino più «schifosetta», appunto quella roba più ‘gross’ (come si dice in inglese); però il problema è che, per gli argomenti trattati (anche se in ambito scientifico e didascalico) il canale è stato sottoposto a gigantesche demonetizzazioni, Anna Rothschild è impegnata in altri progetti e Gross Science è un progetto che - al momento - risulta sospeso e non sappiamo se verrà mai ripreso.
Lifeguard Rescue: un canale di bagnini che voleva far vedere come in una grossa piscina piena di gente i bagnini debbano avere un «occhio di falco» per vedere in mezzo a tutta la confusione chi è che ha bisogno di aiuto.
Il problema di questo canale, sicuramente, è stato quello che un video andò virale, superò - veramente - le milioni di visualizzazioni (forse arrivò a 10 milioni di visualizzazioni), rilanciò questo canale che era molto piccolino.
Questa fama improvvisa non è stata accolta nella maniera - sicuramente - più funzionale, perché il risultato è che ha cercato di andare avanti, ha cercato di sviluppare altri progetti, ma dopo di che è fermo: sono diversi mesi che non viene pubblicato un video, già nell'ultimo periodo pubblicava un video una volta ogni tanto, e quindi probabilmente a seguito di quella viralità ci si era aspettati che le cose funzionassero un po' meglio, ma… peccato!
Stewdippin: il buon Ricky ha messo la propria famiglia di fronte al proprio canale YouTube (scelta rispettabilissima) quindi ha deciso di accantonare il proprio progetto.
Di nuovo: mi dispiace, perché sono stati contenuti veramente d'intrattenimento, è stato ed è un nerd molto simpatico, ma giustamente ha detto “Io adesso voglio godermi la mia famiglia, non godermi il lavoro che c'è alle spalle per realizzare i video YouTube” e quindi ci sta benissimo.
Tommy Edison, il critico cinematografico cieco, e il progetto Tommy Edison XP (Tommy Edison Experience), che mi ha insegnato tantissime cose su come interfacciarsi con una persona non vedente, come aiutare, come venire incontro, piccoli trucchi che usano le persone non vedenti che possono essere utili anche alle persone che ci vedono.
Il progetto si è concluso: Tommy fa il DJ, l'intrattenitore radiofonico, e sta portando avanti quel progetto, quindi il progetto Tommy Edison XP si è concluso; mi dispiace perché c'erano ancora moltissime curiosità che mi sarebbe piaciuto conoscere, e perché comunque Tommy è un grandissimo intrattenitore, è una persona di una simpatia immensa e, come ripeto, mi ha insegnato moltissime cose… il progetto si è concluso.
E infine Matthew Watts del canale VivalaWatts.
Matthew è un ragazzo canadese simpaticissimo: ho cominciato a seguire il suo canale quando ho cominciato a seguire il "primo Matthew Santoro" (quando Matt Santoro ancora aveva sotto i 10mila iscritti): i due Matt avevano dei canali piccolini, e interagivano molto, collaboravano assieme, facevano tante cose simpatiche: Matthew aveva un canale molto d'intrattenimento, molto simpatico, e il canale VivalaWatts improvvisamente si è fermato per mancanza di tempo e per grossi impegni lavorativi, solo che poi anche il buon Matthew Watts ha deciso di disintossicarsi dai social, ha rimosso tutti i suoi video, compare una volta ogni tanto su Twitter, fa un Tweet e poi sparisce per un anno, compare una volta ogni tanto su Instagram, fa un post e poi sparisce - magari - per un anno…
Una persona che gli era molto vicina… ci siamo sentiti, mi ha detto "Sì: sta lavorando tantissimo, è pieno di lavoro, dalla testa ai piedi letteralmente, e quindi ha accantonato i social: si sta disintossicando, ma è comunque tutto a posto!"
Di nuovo, ripeto: mi fa piacere sapere che - comunque - tutto va bene; lui sta lavorando (ci mancherebbe altro!)
Bene: questi sono alcuni dei più importanti canali YouTube stranieri che io ho presentato nel corso del tempo e che, successivamente, hanno concluso il loro progetto. Come ripeto: da una parte dispiace vedere che un progetto o giunge alla propria conclusione o va a morire, perché - comunque - sono sempre contenuti d'intrattenimento.
Vieni a conoscere la simpatia di un personaggio, la simpatia di determinati contenuti e, nel corso del tempo, cominci un po' anche ad abituarti a questi contenuti, e poi arriva il momento in cui questi contenuti concludono: e beh, ci sta. Gli impegni, la famiglia, il lavoro sono sicuramente cose che devono venire prima dell'intrattenimento sui social: l'intrattenimento sui social - secondo me - dev'essere soprattutto un passatempo.
Può diventare anche un lavoro, ma quando non è un lavoro, il lavoro principale dev'essere preso sempre con molta importanza. Anche se i social dovessero diventare un lavoro, vanno presi con la giusta importanza.
Voi che cosa mi dite: ci sono altri canali YouTube stranieri che conoscete (che seguivate) che sono stati molto interessanti, ma che poi sono andati a concludersi perché si è concluso il progetto, o perché lo youtuber ha deciso di accantonare il canale YouTube e dedicarsi a un'altra cosa?
(O magari perché lo youtuber ha deciso di accantonare il canale YouTube e dedicarsi a un'altra tipologia di contenuto su YouTube)
Parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene, con questo video spero di essere riuscito a farvi conoscere dei progetti che sono stati molto interessanti finché sono durati (ci può stare). Se ce l'ho fatta - come sempre - vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici, anche su WhatsApp o Telegram.
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, che sì: era una battuta anche dell'amico Roberto Cordero.
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda là in alto) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video, e ricevere occasionalmente piccole curiosità e dietro le quinte riguardo ai video che devo realizzare.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi su #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 3 novembre 2019

VLOG 291: Retrocomputing #OperazioneNostalgia

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{Benvenuti viaggiatori: oggi parleremo di retrocomputing}
[♪♫♪]
Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
Il mio «primo contatto» con l'informatica, proprio il primissimo contatto con l'informatica, è stato con lo ZX-Spectrum 81.
Il mio primo Personal Computer, il mio primo “PC Compatibile” come si suol dire (anzi: come si chiamava all'epoca) è stato con l'XT-8088, con un Philips NMS-9115.
All'epoca in cui i computer avevano 512k di RAM (qualcuno già 640k di RAM), il mio ADDIRITTURA aveva 768k di RAM.
Insomma: sono un vecchissimo bacucco dell'informatica, quando ho cominciato sul PC non c'era nemmeno l'hard disk; io avevo due lettori di floppy: uno da 3.5" a doppia densità (da 720k) e uno da 5.25"
E nonostante siano passati moltissimi anni, nonostante la tecnologia sia migliorata sensibilmente, mi è rimasto quel gusto per il retrocomputing, per quella che era l'informatica vecchia, con il DOS, con questa interfaccia a caratteri su uno schermo nero in cui dovevi digitare roba colla tastiera per ottenere dei comandi.
Prima di continuare voglio segnalarvi un interessantissimo canale YouTube dedicato proprio al retrocomputing, all'informatica del passato (non del passato degli anni '50 e degli anni '60: dei computer a valvole) ma quello che è stato - diciamo - l'archeologia informatica più destinata all'ambito del PC IBM Compatibile.
Sto parlando del canale LGR (Lazy Game Reviews), è un canale molto interessante, soprattutto se - come me - siete appassionati di retrocomputing, troverete tantissimi contenuti interessantissimi e molto nostalgici.
Quindi canale LGR, ve lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda: andate e dategli un'occhiata, ci sono vecchi programmi, vecchi computer, vecchi videogame soprattutto (infatti il canale ha molto a che fare soprattutto con i vecchissimi videogiochi).
E oggi vorrei proprio parlarvi - in generale - dei vecchi videogame, quelli che non solo hanno fatto l'archeologia informatica, ma che sono state delle pietre miliari nell'ambito informatico.
E vorrei farlo prendendo spunto da un video del nostro amico Clint, nel quale ci parla di una iniziativa da parte del Web Archive: quella di aver messo tutta una serie di vecchi videogame, tramite JSBox, disponibili direttamente da browser.
Però vorrei fare la stessa analisi che viene fatta da Clint proprio riguardo a quest'idea di mettere questi videogame disponibili per la fruizione da parte del pubblico.
Prima di continuare vi segnalo quindi anche questo video sull'iniziativa del Web Archive: ve lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda, andate e dategli un'occhiata.
Giusto per farvi un po' un'idea: il video è un po' datato, poco dopo che era cominciata quest'iniziativa, quest'iniziativa è ancora in corso, un pochino le cose sono cambiate sulla piattaforma del Web Archive (per quanto concerne questi videogiochi) ma un pochino no, e quindi il punto che voglio analizzare, che è lo stesso sul quale si sofferma Clint, in realtà è rimasto identico.
Qualche anno fa ero in un centro commerciale, stavo facendo una passeggiata, guardavo un po' le cose in vendita, mi sono fermato davanti al classico ‘cestone della roba a un euro’ (a € 0,99), c'erano una serie di CD e un CD molto sgargiante, dalla copertina molto luminosa, attirò la mia attenzione.
Lo presi: era un CD da € 0,99 con il videogame "Monkey Island II". Piacevolmente stupito dal fatto di trovare Monkey Island II a € 0,99 su CD (ci avevo giocato MOLTI anni prima) ho detto:
“Ma dai, me lo voglio mettere dentro: per € 0,99 il CD originale: perché no?”
E c'erano tutte le indicazioni, la marcatura SIAE, concesso in licenza alla casa editrice XYZ (non mi ricordo qual'era: una grossa casa editrice) direttamente dalla Lucas Arts. Bene, dai: per € 0,99 ci può stare.
Lancio il videogame e la prima cosa che mi trovo davanti al naso è la vecchia protezione anticopia di Monkey Island II: da mescolare gli ingredienti, devo indicare le quantità degli ingredienti…
  • “Eh, va bene: sono scritte sul manualetto le quantità degli ingredienti.” Non c'è il manualetto.
  • “Forse c'è un file di testo sul CD, che comprende il manualetto, magari da stampare?” No, non c'è.
  • “Eh. E mo come se fà?”
Batto dei numeri a caso, ma il gioco va avanti.
Aspetta, aspetta, aspetta: esci dal gioco, rientra nel gioco: qualunque siano gli ingredienti, batti dei numeri a caso e passa.
“OU: ma è il gioco craccato! Ma come «concesso in licenza da Lucas Arts»?”
E lo stesso discorso lo ha notato Clint, alcuni dei giochi presenti sul Web Archive sono in versioni *chiaramente* craccate: quando vai a lanciare il videogame ti compare anche la videata del team che ha craccato il videogame.
Quantomeno ti permette di fruire del videogioco, ma ci sono dei giochi (nel Web Archive) che NON SONO craccati e, quindi, c'è bisogno di superare la protezione anticopia, e ci vorrebbe il manuale originale, che non c'è: quindi devi *sperare* che qualcuno nei commenti ti possa aiutare immettendo indicazioni dal manuale originale, altrimenti il gioco non si può eseguire.
Il JSBox è stato installato sempre nella modalità standard e quindi ci sono dei giochi che possono essere eseguiti, ma dei giochi che *NON* possono essere eseguiti perché risultano troppo veloci (quindi ingiocabili) o troppo lenti.
La domanda è duplice: da una parte questo fatto che sono stati installati sul Web Archive una serie di videogame craccati: cioè, proprio CHIARAMENTE “Pigliamo la roba COME CAPITA e la buttiamo lì dentro senza guardare la configurazione!”
Ora da una parte è un peccato, perché ci sono dei giochi che hanno fatto - magari - proprio il passato dell'informatica, ma che sono ingiocabili perché JSBox non è configurato correttamente; ci sono dei giochi che sono craccati e non è esattamente una cosa molto corretta a livello di copyright, per quanto ci sono altri siti che hanno fatto come il Web Archive, l'avevano fatto già prima, l'hanno fatto già dopo: Web Archive è quello - sicuramente - con più titoli (eh grazie: perché li ha presi un po' dappertutto) però è anche quello con più titoli perché l'ha fatto molto più casualmente.
Il Web Archive è stato sollevato dal governo americano dalle normative del Digital Copyright Millennium Act, perché i giochi non sono "scaricabili" ma solo "disponibili per la fruizione".
Però c'è questo problema etico: ci sono dei videogame che sono prodotti da delle case produttrici che - magari - sono ancora attive, che magari ancora producono quel titolo (l'hanno evoluto, lo stanno sviluppando a livello di - non lo so - le nuove consolle, è la versione 800mila a distanza ormai di, magari, 20~25 anni!); sul Web Archive c'è la versione di quel gioco craccata.
E rappresenta - in fondo - una violazione del copyright di quell'azienda.
Ora Clint dice una cosa, che è la cosa sulla quale mi accodo anche io: in fondo dovrebbe essere considerato «giusto» che si prende una cosa che - comunque - è vecchia di vent'anni, che ormai è completamente fuori mercato (non ha più un mercato) e la si mette a disposizione della fruizione del pubblico in una maniera simile a quella del Web Archive, proprio per motivi storici, per motivi hobbistici.
La Digital Equipment Corporation creò le "Licenze Hobbistiche" dei loro sistemi operativi, perché i mainframe come il VAX sono state delle macchine molto importanti nella loro epoca, ormai sono solo utilizzate da degli hobbisti che le "tirano su" per passione per il retrocomputing e per i vecchi mainframe, e quindi perché non considerare questo discorso - magari - da parte di una casa madre che ha prodotto un videogame venti~venticinque anni fa?
Cioè: secondo me si dovrebbe fare in modo che - a livello di copyright - il software che ha superato una certa età (che non può essere come quella sulle leggi del copyright: di 50~70 anni!), ma quando un software ha superato una quindicina di anni dalla sua produzione originale, tendenzialmente è ormai completamente fuori mercato: nel momento in cui diventa una cosa molto vecchia (diventa vero e proprio «abandonware»), a quel punto lasciamo la possibilità agli hobbisti di utilizzare questo programma senza dover acquisire manualmente una licenza d'uso.
Ovviamente questo non significa "Bene: allora domani un hobbista prende e si mette a vendere il software di una casa madre a chi è interessato," No: quello no!
Ma l'utilizzo hobbistico dovrebbe essere - secondo me - valutato nell'ambito del copyright e questa tipologia di utilizzo dovrebbe essere consentito.
Secondo voi è giusto che i vecchi software trovino questa "nuova vita" grazie a delle speciali licenze hobbistiche o - comunque - all'autorizzazione ad utilizzare a scopo hobbistico software di venti~venticinque anni senza essere detentori di una licenza d'uso corretta?
Oppure no? Anche a distanza di trent'anni se un software è stato rilasciato con un copyright, con una specifica licenza d'uso, è giusto che si abbia la licenza d'uso per utilizzare quel software?
Ci può essere una via di mezzo? Voi che cosa ne pensate? Voi siete appassionati di vecchia informatica come me, di retrocomputing, oppure no?
Parliamone: nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene: io sono Grizzly, questo era #OperazioneNostalgia
come sempre vi invito a mettere pollice-in-alto, condividere questo vlog, iscrivetevi al canale: noi ci vediamo alla prossima puntata, ciao a tutti!

giovedì 31 ottobre 2019

Ancora, ancora, ancora - #DdVotr speciale Halloween 2019

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Il bosco è silenzioso, silenzioso e difficile. Ma quello che non ti uccide ti rende più forte.
Deve renderti più forte.
Deve essere così: non può essere altrimenti.
Sei rimasto solo.
No: non è vero!
Sì: sei rimasto solo. Il bosco è silenzioso. Il rumore della pioggia non ti porta a nulla.
No! Ti ho detto che non è vero. La pioggia, sì. Mi ricordo. Quei giorni in cui la pioggia rendeva difficile la connessione. La corrente elettrica non aiutava mai: le linee si intasavano.
Ma ora è difficile.
Forse no.
Come puoi crederci ancora? Ascolta la CB: nessun rumore. Neppure la più bassa forma di QRM, la banda AM è silenziosa come il rumore della pioggia nel bosco; neppure lì è rimasto più nessuno.
No, non è vero… non può essere vero. Lo so.
Lo so.
Hai scritto il mio indirizzo IP dappertutto. Ho fatto broadcast, ho inciso le stesse pietre sul mio cammino. 172.29.65.44
Lo hai gridato. Lo hai gridato ai quattro venti. Finché ogni numero ha perso di significato. Finché ogni sillaba, ogni singolo fiato non ha avuto più senso.
E continuerò. Continuerò ancora. Centosettantadue punto ventinove punto sessantacinque punto quarantaquattro: il mio nodo è sempre on-line.
Anche tu sei sempre on-line, anche se ti allontani. Il tuo telefono funziona?
Sì: le batterie sono cariche ed il tono di linea non manca.
Non ha senso.
Anche la corrente non manca mai.
Non ha senso: sei elettricamente e telefonicamente autonomo.
Smettila!
Perché?
Smettila, ti ho detto di smetterla.
Sei solo. Senti la mancanza degli uomini, delle donne, degli animali... degli insetti. Rosetta. La puledra del vicino, te la ricordi, vero? Ogni volta che potevi passeggiare sino al limitare delle stalle. Lei che non si faceva toccare da nessuno. Lei che era la cavallina più timida e impaurita di tutta la vallata.
Sì. Ma non temeva le delicate carezze sul muso bianco chiazzato di marrone.
E sotto il muso, sulla gola. Sì: ricordi?
Stendeva il collo in avanti come un felino e si lasciava accarezzare la gola.
Una gola da tagliare con un rasoio.
Smettila. No, devo smetterla. Sì: dovevo tagliarla, quella gola. Forse almeno lei non avrebbe sofferto.
Anche altri hanno sofferto. Tutti hanno sofferto.
Anche io sto soffrendo.
E una donna, un uomo, un vicino. Una sigaretta, magari.
Quella calda sensazione di fumo che ti scende lungo la gola, quella opprimente sensazione di catarro appena svegliato la mattina. Quelle sensazioni, sì: quelle sensazioni che non ci sono più.
E il rumore della pioggia, sì. Anche quello mi ricordo.
Non hai bisogno di ricordarlo: sta piovendo.
Già, e poi smetterà, ma solo fino a quando ricomincerà a piovere ancora.
E lo schermo del computer, l’avviamento del sistema operativo, e la gente, le stelle. Il buio di un cielo senza stelle.
No, non è vero: smettila. Ci sono ancora le stelle: le ho viste. Ho visto ancora il gran carro, e le sette stelle mi hanno guardato dall’alto.
Ci hanno guardato.
Hanno visto me, ma hanno visto anche gli altri.
Ma forse non ci sono gli altri.
Forse non ci sono neanche io. Forse non c’è più neanche il pianeta.
Sei tu che l’hai voluto.
Magari un’invasione di astronavi scintillanti nel cielo buio sarebbe stata meglio, magari una malattia sconosciuta, magari un rasoio che tagliava la gola di Rosetta.
Smettila, non voglio parlarne.
Magari un cane. Un fedele amico da accarezzare sotto la gola.
Ti ho detto che non voglio parlarne.
E cosa farai? Griderai al vento?
Centosettantadue, punto ventinove, punto sessantacinque, punto quarantaquattro.
Ti ho già detto che sono on-line? Sono sempre on-line.
Ma a che pro? La banda AM è silenziosa.
Il bosco è silenzioso. Il cielo è silenzioso.
No il cielo piove, ma sopra le nuvole è silenzioso.
Il mondo è silenzioso. Anche io sono silenzioso.
I tuoi abiti sono strappati, lisi, consumati e sporchi.
Ti mancano degli abiti puliti.
Magari non tuoi.
Magari in qualche casa è rimasto qualcosa da poter accaparrare.
Magari qualche puledrina a cui tagliare la gola.
Ti ho detto che non voglio parlarne.
Ma i cavalli non si vestono.
E i cavalieri sono gentili. Io sono un chierico guerriero: la mia maledizione spargerà gli atomi del tuo corpo in terreni lontani ampi migliaia e migliaia di acri.
Sono molto bravo con gli incantesimi, sai?
Sono molto bravo anche con il computer, e il mio nodo è sempre on line.
172.29.65.44 è il mio indirizzo, ed è lì, che aspetta. Anche il mio telefono è lì, e aspetta anche lui.
Anche tu aspetti.
Smettila.
Smettila.
Il bosco nasconde molte insidie, nel silenzio.
Nel buio.
Non ho paura del buio.
Ma hai paura del silenzio.
Sì.
No.
Ho rispetto del silenzio. Ho paura del buio. Anzi no: ho rispetto del buio, ho paura del silenzio.
Dal bosco salteranno fuori spiriti maligni che cavalcheranno puledre immacolate, uccidendo gli uomini liberi.
E scaglieranno maledizioni sulla rete.
E la rete non funzionerà più.
E non funzionerà più il CB, non funzionerà più il telefono.
Anche la tua mente vacillerà.
Non senti questo rumore?
Sì.
È la pioggia che cade fitta sugli alberi del bosco. È il gruppo di generazione elettrica che fa il suo dovere.
È l’antenna della rete senza fili. La rete e la CB fanno il giro del mondo.
Centosettantadue, ventinove, sessantacinque e quarantaquattro. Sommali e saprai quante volte queste parole hanno fatto il giro del mondo. Moltiplicali e saprai di quanti parsec si sono allontanate dall’universo.
Il bosco è silenzioso. Ma vuoi affrontarlo. Piove… chi ha da andar, vada, che l’acqua non è spada!
Voglio le coccole. Voglio qualcuno. Voglio qualcosa. Voglio solo qualcuno.
Guarda quei lampi sopra il bosco.
È il ritorno degli uomini liberi, è la festa per il ritorno dell’umanità: sono fuochi d’artificio che annunciano felicità.
E sono fulmini che saettano fra gli alberi del bosco, per rompere la monotonia della pioggia.
La pioggia non è monotona.
Aspetta.
Smettila.
Forse senti il rumore di un cavallo che si avvicina?
Ti ho detto di smetterla: non voglio parlarne, e se non la smetti…
La rinascita della rete passa anche dalla pioggia. Dalla CB, dalla radio, dal wi-fi, dal wi-max.
Che belle parole piene. Sei un mago del computer, ma con chi parlerai di protocolli di rete?
Alle margherite.
A chi ripeterai quel centosettantadue punto ventinove punto sessantacinque punto quarantaquattro che ti rimbomba nella testa?
Alle margherite.
E per quanto tempo?
Alle margherite.
Non mi stai ascoltando.
Non ti sto ascoltando.
Non c’è niente oltre il rumore della pioggia: non c’è nessun telefono, non c’è nessun computer, non c’è nessun uomo.
Non c’è più nulla: non ci sono neppure puledre sgozzate.
Ti ho detto di smetterla. Subito!
Smetterla di piovere? Smetterla di pronunciare quegli inutili quattro numeri che ormai saturano le strade, le pietre miliari, le rocce da qui a molto lontano?
Continua, allora. Continua ancora, e ancora, e ancora fino all’infinito. Qualcuno prima o poi si troverà.
Devi smetterla.
Smetterla di sperare.
Il bosco è silenzioso.
Nessuno tornerà.
Nessuno verrà.
Nessuno chiamerà.
Nessuno sei tu, nessuno sono io, nessuno è l’io, nessuno è nessuno.
Smettila! Non ti sopporto!
Che cosa vuoi fare? Accarezzarmi il muso come con Rosetta? Fare l’amore con me come quando avevi una moglie?
Giochiamo a carte, bevendoci una birra, in ricordo dei vecchi tempi.
Accendiamo la TV via cavo, e vedrai come ci sono più di cento canali di pioggia. E di silenzio.
Uscirai sotto la pioggia.
Rimarrai a guardare il bosco.
E sentirò la pioggia battere sulla mia testa, sulle mie spalle, e sui miei timpani.
Stanno arrivando!
Non è vero, e lo sai. Non c’è nessuno: nessuno sta arrivando.
Lo sai.
Lo hai sempre saputo.
Sarebbe successo prima o poi, e non puoi dire che non te lo aspettavi. Perché lo volevi.
No! Smettila!
Basta! Non ti sopporto più!
Centosettantadue, punto ventinove, punto sessantacinque, punto quarantaquattro, il mio nodo è on-line, il mio server VoIP è on-line, la mia stessa vita è on-line. Ditemi quando potrò sapere che cosa mi resta al di fuori della pioggia.
Che sta finendo.
Smettila.
Qualcuno ha tagliato la gola al dio della pioggia.
Smettila, ti ho detto.
Non voglio parlarne.
No, anzi: non voglio parlare.
È tardi.
Ora, che smette di piovere, il bosco è ancora più silenzioso.
Ed il cielo è sempre più buio.
Non è vero. Guarda: quella è una fetta di Luna, e quella è una stella. Anzi no, è Venere. O Marte, o una stella solitaria.
Una nave spaziale intergalattica che viene a prenderti, per portarti in un mondo completamente diverso da questo, dove essere completamente solo. Solo tu. Solo tua moglie, il tuo vicino, il resto del mondo, Rosetta, chi ti manca ancora?
Mi manchi tu.
O magari, non saprei, un peluche.
Molto più sopportabile di te, di certo. E di questo maledetto computer che sta di nuovo macinando dati senza motivo.
Questo hard disk è inaffidabile.
Basta! Smettila! Non ne posso più!
Il bosco è silenzioso!
E FARÒ RU-MO-RE! Centosettantadue! Punto ventinove! Punto sessantacinque! Punto quarantaquattro! BASTA! Voglio morire!
Voglio morire da solo in un mondo silenzioso e abbandonato!
Voglio morire nel bosco intorno a questa casa!
Voglio morire con il rumore di fondo del CB che mi ricorda la pioggia che non c’è più!
Basta!

«Signore: il ping si è interrotto improvvisamente mentre cercavamo di aprire una sessione telnet con la BBS e non risponde più nessuna porta.»
«Avete provato anche sulle altre frequenze?»
«Il QRM sta tornando lentamente, e stiamo verificando l’esistenza di altri segnali visivi o tecnologici.»
«Qual’era l’indirizzo IP di quella bbs?»
«Dunque… 172.29.65.44»
«Punto ventinove… avete chiamato sul canale 29 CB?»
«Uhm… no, signore: ci provo subito!»

[rumore di fondo della frequenza radio]
«Attenzione binario 29, attenzione binario 29: se c’è qualcuno che riesce a copiarci, risponda, per favore. È della massima importanza: c’è rimasto ancora qualcuno sul pianeta? Cambio.»
[rumore di fondo della radio]
«Attenzione binario 29: qui è la stazione tecnica Orionis. Se qualcuno mi copia, mi risponda. È importante! Cambio.»
[solo rumore di fondo della radio]
«Attenzione binario 29: qui è la stazione tecnica Orionis. Sysop della BBS su 172 29, se mi copi vieni avanti. Dobbiamo sapere se è sopravvissuto qualcuno… cambio! Inutile, signore: deve essere stato l’ultimo nodo di rete che disponeva di un qualche generatore.»
«Maledizione! Ma deve esserci rimasto qualcuno. Non può essere rimasto solo il bosco!»
«Il bosco è silenzioso, signore.»

domenica 27 ottobre 2019

VLOG 290: Come piantare 20 milioni di alberi - #teamtrees

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
Talvolta gli youtuber vengono sfidati dai propri iscritti a fare qualcosa di particolare: c'è questa categoria di youtuber che riceve queste «challenge» e decide di accettarle e si mette in gioco per fare qualcosa di particolare.
Bene, quella che voglio raccontarvi oggi è - in fondo - la storia di una di queste challenge: la sfida a piantare venti milioni di alberi!
[♪♫♪]

Lo youtuber americano Mr Beast ha da poco raggiunto il ragguardevole traguardo di venti milioni di iscritti.
Ora, io non lo seguo (obiettivamente non è quella categoria di youtuber che mi piace guardare): è quello che fa quella serie di esperimenti sociali, magari non quegli “esperimenti sociali finiti male.”
Quegli esperimenti sociali un pochino più seri e funzionali: fa donazioni improvvise per vedere la reazione delle persone; insomma: fa dei contenuti che sono d'intrattenimento, per aver attirato venti milioni di persone nel mondo *sicuramente* è molto bravo nel suo lavoro, ma non è quella categoria di youtuber che seguo.
Ciò nonostante cominciamo dall'inizio: l'altra sera mi ciccia fuori sul feed di iscrizioni una lunghissima serie di video, di molti canali che seguo, tutti quanti guidati dallo stesso hashtag.
E subito mi chiedo: “E come mai questo hashtag? E come mai tutti questi video? In tutti questi video si parla di alberi… beh, sicuramente ci sarà qualche manifestazione a tutela dell'ambiente: vediamo un pochettino di capire un po' meglio la storia.”
Bene: ecco la storia.
Mr Beast ha raggiunto il traguardo di 20 milioni di iscritti e stava pensando di trovare un modo per celebrare questo traguardo dei 20 milioni di iscritti.
Ha ricevuto moltissimi commenti sui social, come Reddit o Twitter.
Parentesi: lo sapete che io sono molto attivo su Twitter e mi piace moltissimo interagire con le persone su Twitter?
Se non lo fate già, seguitemi! Trovate il mio profilo Twitter linkato sul doobly-doo e sulla scheda. Chiusa parentesi.
Dicevo: è stato sfidato da molti suoi iscritti che gli hanno detto: -Bene: hai ricevuto 20 milioni di iscritti? Pianta un albero per ogni iscritto, vai a piantare VENTI MILIONI di alberi!
E Mr Beast ha detto: -Beh, sapete che c'è? Che questa sfida mi piace! Ok: voglio andare a piantare venti milioni di alberi.
E ha girato un video, in compagnia dello youtuber (simpaticissimo) Mark Rober, scienziato che ha lavorato per la NASA (che ha lavorato al Curiosity! Che ha un canale youtube: non mi ricordo se ho già parlato di lui, o comunque presto parlerò anche di lui) ma - in ogni caso - ha fatto questo video in cui ha provato da solo con un gruppo di amici, poi attirando un po' di persone grazie alla «chiamata via social», a piantare degli alberi in una zona vagamente disboscata negli USA; sono arrivati in realtà (spoiler! 😉) non sono arrivati a venti milioni di alberi: sono arrivati a - con molto lavoro - circa un paio di migliaia di alberi, ma a questo punto lui ha capito che la situazione doveva essere presa un pochino più seriamente.
Così seriamente da coinvolgere una fondazione.
Prima di continuare vi segnalo il video di Mr Beast in cui accetta questa sfida e spiega come si svolge questa sfida: questo video ve lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda là in alto: andate e dategli un'occhiata, mostra un po' la simpatia di Mr Beast, ma anche il suo modo di approcciare seriamente il problema, anche perché nel momento che sto girando questo video siamo alla fine di ottobre 2019, ma lui ha già cominciato a cercare di capire COME affrontare questa situazione, in collaborazione con alcuni amici, e quindi poi coinvolgendo la Arbor Day Foundation, già sin da MAGGIO 2019!
Quindi comunque è un gioco, ma è un gioco molto relativo.
Ora dicevo, la sfida che vuole fare Mr Beast è questa: vuole raccogliere dei soldi per la Arbor Day Foundation.
La Arbor Day Foundation ha promesso di piantare un albero per ogni dollaro che si riuscirà a raccogliere, e l'idea di Mr Beast è - tendenzialmente - quella di raccogliere 20 milioni di dollari entro gennaio 2020 per poter raggiungere questo importante traguardo.
E direi che non è il caso di prendere questa sfida sottogamba, perché da una parte il fatto che sia stata rilanciata da moltissimi altri youtuber potrebbe spingerla a diventare veramente virale e, dal momento in cui sto girando questo video, questa mattina - tra l'altro - tra il sito internet (circa un milione e 700 mila dollari) e il sistema di donazioni di YouTube (circa 400 mila dollari) già sono stati raccolti oltre 2 milioni di dollari,
quindi già il 10% di questo traguardo è stato raggiunto
e restano altri 60 giorni per arrivare a questo traguardo o - se possibile (potrebbe essere molto utile) - superare questo traguardo.
Devo dire che questa sfida, questo modo di volersi mettere in gioco mi è piaciuto tantissimo, e non sono il solo a cui è piaciuto, perché moltissimi degli youtuber che hanno pubblicato dei video a proposito della stessa situazione sono rimasti tutti quanti molto colpiti, gli stessi ragazzi di The King of Random hanno parlato di questa sfida nel loro ultimo video: hanno detto "purtroppo per via delle nostre programmazioni non siamo ancora arrivati a realizzare un video specifico" ma - intanto - hanno rilanciato anche loro l'hashtag e hanno messo il bottone Donazione nell'ultimo video.
Tra parentesi questo mi lascia pensare che sicuramente Grant sarebbe stato entusiasta di questa sfida, sarebbe stato entusiasta di questa situazione, l'avrebbe fatta sua sin dall'inizio, proprio perché Grant adorava queste cose.
Ora, come dicevo molti youtuber hanno voluto affrontare l'argomento e presentare questo progetto, utilizzando l'hashtag #teamtrees ma - soprattutto - realizzando ognuno un video che parli un po' dell'argomento e che affronti un punto specifico dell'argomento.
Ora sicuramente adesso, nel corso delle prossime ore, ci saranno molti altri youtuber che: o parteciperanno direttamente, o che si legheranno quell'hashtag, oppure ci sono già altri youtuber (che non seguo) che però stanno partecipando a quell'hashtag.
Comunque, giusto per darvi un'idea della situazione, nel doobly-doo vi lascio un elenco di video (tutti quanti non li posso mettere sulle schede: non ho schede sufficienti!), un lungo elenco di video (solo degli youtuber che seguo) che hanno parlato dell'argomento.
Ci sono un po' tutti: da Captain Disillusion a Destin di Smarter Every Day, da AsapSCIENCE a Mark Rober stesso (che nel suo canale ci mostra l'esperimento di andare a piantare degli alberi utilizzando dei droni!)
Comunque sul doobly-doo vi lascio anche il link al sito del progetto (teamtrees.org) e al sito della Arbor Day Foundation per andare a vedere un pochettino qual è la situazione e qual è la fondazione coinvolta, che - naturalmente - è una fondazione statunitense verificata (non è uno che si è svegliato ieri dicendo "datemi i soldi e io vado a piantare gli alberi" ovviamente!) e vi invito ad andare a donare anche una piccola cifra, anche cinque dollari possono fare veramente la differenza, soprattutto in questo momento storico in cui l'ambiente ha bisogno di queste cose: venti milioni di alberi in realtà sono appena una goccia nell'oceano di quello di cui avrebbe bisogno l'ambiente, di cui avrebbe bisogno la Terra in questo momento, ma da qualche punto bisogna pur cominciare.

Concludo questo vlog con una domanda molto semplice: voi che cosa ne pensate? Conoscete altre iniziative a tutela dell'ambiente che possono essere semplici come questa donazione, che può permettere di piantare alberi (o comunque di sostenere la fondazione)? Ci sono altre iniziative che conoscete? Ci sono iniziative che - magari - vengono realizzate nel vostro comune?
Parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Per oggi è tutto, io vi ringrazio per essere arrivati in fondo al vlog, vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici, anche su WhatsApp o Telegram, invitando i vostri amici (anche loro) ad andare a donare al progetto #teamtrees della Arbor Day Foundation e di Mr Beast.
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e - solo per oggi - assumerete quel Buon Profumo di Albero Appena Piantato: un profumo di ossigeno che nell'ambiente ci sta benissimo!
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video, e ricevere occasionalmente piccole curiosità e dietro le quinte riguardo ai video che devo realizzare.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi su #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!