domenica 15 luglio 2018

VLOG 223: eCall - sicuri in auto

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
Come vedete sto guidando la mia auto e - visto che sto guidando - oggi vorrei parlarvi di un'iniziativa che riguarda proprio le auto e la Comunità Europea, per cui cominciamo: sigla!
[♪♫♪]

Dobbiamo andare da qualche parte, ma non conosciamo la strada, non sappiamo bene l'indirizzo, non sappiamo bene i riferimenti... beh, niente di più facile: ci facciamo dare l'indirizzo e il numero civico preciso, li diamo in pasto al navigatore satellitare e il navigatore:
«Gira a destra, gira a sinistra, sei arrivato»
ci porta... veramente AL CENTIMETRO dove vogliamo arrivare.
E il GPS è una splendida invenzione, un'invenzione dei nostri tempi, giusto? Beh... quasi: in realtà il GPS è un'invenzione che è stata perfezionata e messa in funzione nel corso della prima metà degli anni '90, quindi - tendenzialmente - una ventina di anni fa.
Naturalmente il sistema - nel corso del tempo - si è evoluto, però l'idea alla base (il funzionamento alla base del GPS) c'era già tutto oltre vent'anni fa.
Già considerando il fatto del GPS e il fatto di poter determinare la posizione di un eventuale mezzo di trasporto, era stata vista come una cosa interessante nell'ambito e nel principio delle attività di emergenza e di soccorso.
Ecco che già nel corso del 1999 (quindi - tendenzialmente - vent'anni fa) in occasione della presentazione del progetto Galileo, che voleva essere la risposta europea al sistema GPS (il sistema GPS è americano, il Galileo doveva essere il sistema europeo di navigazione e di posizionamento satellitare), già in quell'occasione si cominciò a studiare sul principio di poter utilizzare la posizione satellitare di un mezzo nelle situazioni di emergenza e di soccorso.
Erano stati sviluppati dei meccanismi che facevano un largo utilizzo di questa tecnologia per migliorare la possibilità di intervento in caso di emergenza: uno di questi sistemi - per esempio - è stato l'OnStar, che è nato negli USA: all'inizio funzionava negli Stati Uniti, in Canada e in pochi altri stati, piano piano si è diffuso "a macchia d'olio" un po' in tutto il mondo.
Questo sistema prevedeva un dispositivo installato sul veicolo, con un tasto per accedere velocemente a una chiamata in vivavoce con l'advisor di OnStar, ma anche il fatto che c'era un accelerometro sul veicolo. Se questo accelerometro rilevava un urto di particolare intensità (oppure rilevava - non so - il cappottamento del veicolo) avrebbe attivato automaticamente il collegamento in tempo reale con l'advisor di OnStar e avrebbe comunicato alla sala operativa la posizione GPS del veicolo.
In questo modo, se c'era stato un incidente, se c'erano delle persone ferite, si sarebbe potuto intervenire molto velocemente, perché in tempo reale si sapeva che c'era stato questo incidente, in tempo reale si sapeva la posizione del veicolo, dovunque il veicolo fosse. Era un ragionamento veramente molto funzionale, talmente funzionale che nella Comunità Europea si è pensato di studiare qualcosa di similare per quanto concerne l'intervento in emergenza in caso di incidente stradale.
Nel corso dell'anno 2015 fu approvato dalla Comunità Europea un decreto legislativo che è entrato in vigore - ufficialmente - il primo aprile 2018... eh già: la Comunità Europea ci ha fatto un bel "Pesce d'Aprile".
No, scherzi a parte, a partire dal 1 aprile 2018 tutti i veicoli nuovi che devono essere venduti sul territorio della Comunità Europea, obbligatoriamente devono disporre (installato dalla Casa) del cosiddetto ‘dispositivo eCall’.
Il dispositivo eCall che cos'è? Il dispositivo è un piccolo tracciatore satelittare: durante la normale marcia si limita a essere collegato ai satelliti GPS ma non registra la posizione del veicolo, né la comunica da nessun'altra parte.
Somiglia - quindi - ai dispositivi satellitari che adesso propongono le compagnie di assicurazione sui veicoli e probabilmente nel corso del 2018 e del 2019 sarà sostituito il dispositivo satellitare proposto dalle compagnie assicurative proprio da un dispositivo che svolga la doppia funzione di dispositivo satellitare assicurativo e di eCall.
Comunque dicevo: questo dispositivo si limita a essere collegato ai satelliti e sapere sempre dove si trova, ma senza registrare quest'informazione né comunicarla da nessuna parte.
Però in caso di incidente (in caso di urto, in caso di cappottamento del veicolo etc), o tramite un opportuno pulsante presente nel quadro del veicolo (un pulsante con una icona telefonica, con un pulsante SOS... questo dipende - fondamentalmente - dalla Casa: si deve capire che è il pulsante di emergenza eCall); tramite la pressione di questo pulsante o tramite un incidente questo dispositivo automaticamente effettua una chiamata alla centrale operativa del 112 (quindi alla centrale operativa dell'emergenza) e comunica attraverso un protocollo specifico (quello utilizzato per esempio dall'app Where ARE U) o - in mancanza di qualunque tipologia di protocollo - anche con il semplice protocollo SMS (che funziona anche quello sempre sulle centrali operative 112)... comunica alla centrale operativa che c'è stato un incidente stradale (perché c'è stato un urto, un cappottamento, quello che sia) e la posizione esatta del veicolo.
Questo meccanismo vuole essere un sistema per permettere di ridurre moltissimo il numero di vittime da incidenti stradali, perché in questo modo in tempo reale - subito dopo l'incidente - la sala operativa dei soccorsi è già a conoscenza del fatto che c'è stato un incidente, dove c'è stato questo incidente e quindi può già inviare i soccorsi, che se c'è un incidente in città naturalmente è una cosa che dice "vabbè: ci sono centinaia di persone che hanno visto l'auto cappottare in mezzo alla piazza e hanno cominciato a chiamare i soccorsi!", ma quando ci sono incidenti fuori città, quando ci sono incidenti in zone isolate, può essere veramente la differenza tra la vita e la morte, quindi SICURAMENTE è un'innovazione veramente molto importante.
Ora - come dicevo - a partire dal 1 aprile 2018 tutti i veicoli che vengono prodotti per essere venduti nella Comunità Europea, obbligatoriamente devono avere installato questo dispositivo. In realtà già da un pochino di tempo molti produttori hanno cominciato a installare questo dispositivo, perché come dicevo la normativa è passata in Comunità Europea già nel 2015 e si è lasciato spazio per tre anni per consentire ai vari produttori di adeguarsi, però appunto il 31 marzo 2018 è stato l'ultimo giorno utile.
A partire da quel momento un'auto, per essere venduta nella Comunità Europea *DEVE* *DISPORRE* di questo dispositivo: senza questo dispositivo l'auto NON È OMOLOGATA per poter essere venduta e posizionata sul mercato in Europa.
Volendo è possibile acquistare questo dispositivo e installarlo sui veicoli che non lo dispongono già, però sicuramente nel corso del tempo molte compagnie assicurative coglieranno la palla al balzo per installare il loro dispositivo satellitare che disponga anche della funzionalità eCall, che sicuramente è una cosa molto importante.
Naturalmente, per chi è preoccupato dal discorso privacy, come dicevo proprio il funzionamento del dispositivo è quello di ricevere la posizione GPS, determinare qual è la posizione GPS, ma non la tiene neppure in memoria: ce l'ha lì, "sa" che è lì, ma non la comunica da NESSUNA PARTE finché non viene premuto il pulsante o non c'è un incidente, SOLO IN QUEL CASO comunica la posizione GPS del veicolo.
Questo è un discorso importante perché, appunto, non c'è la possibilità di determinare i percorsi che fa l'utente o altre situazioni del genere: la privacy è al sicuro perché, di nuovo, è un dispositivo che permette la comunicazione dei dati solo in caso di effettiva emergenza, quindi SOLO SE io premo il pulsante (perché mi sono fermato, perché c'è stato un incidente davanti a me e voglio segnalare che c'è stato questo grave incidente) o perché - appunto - SONO IO che ho avuto un incidente: il mio veicolo (non lo so) si è cappottato.
Ora naturalmente questo potrebbe - nel corso del tempo - anche provocare una serie di “falsi positivi”: io vedo per esempio qui a Siracusa, che abbiamo delle strade che in certe situazioni sono veramente ALLUCINANTI, che potrebbe provocarsi la chiamata automatica per "incidente" (tra molte virgolette) quando in realtà è solo la strada sconnessa.
Però io penso che, nel corso del tempo, questo dispositivo mostrerà avere molti più vantaggi che svantaggi: mi ricordo qui un caso (che è successo qui in Sicilia molti anni fa). Una persona stava andando tra Siracusa e Catania in auto, e improvvisamente scomparve: non se ne seppe più nulla, la cercò anche Chi L'Ha Visto, se n'è parlato per moltissimo tempo.
Poi, dopo circa due anni, sulla strada di Vaccarizzo si stava facendo manutenzione (si stavano tagliando gli alberi, si stava tagliando la giungla che c'era letteralmente sul lato della strada, perché c'erano zone di campagna che erano veramente all'abbandono) e improvvisamente il personale che stava tagliando l'erba trovò un'auto praticamente SEPOLTA in mezzo all'erba a pochi metri dalla strada (che non era visibile dalla strada), questa era l'auto di questa persona scomparsa due~tre anni prima, perché questo tizio di notte aveva avuto un incidente stradale (c'era forse maltempo), era andato a finire fuori strada, in una strada in cui non c'era il guard-rail (una situazione molto complessa): nessuno s'era accorto che era lì, e c'era lì - purtroppo - il cadavere di questo pover'uomo, perché è rimasto tre anni lì. Non l'aveva visto nessuno, non se n'era accorto nessuno.
Questa è una di quelle cose che si sarebbe sicuramente potuta evitare con un dispositivo del genere, e quindi non sono cose che uno dice "sì va bene: ho sentito questa cosa sul telegiornale..." sono cose che VERAMENTE succedono, e quindi - come ripeto - secondo me questo dispositivo si mostrerà avere moltissimi vantaggi, essere veramente molto utile in situazioni di emergenza: sicuramente ci scapperà qualche falso positivo, ma molto meglio un falso positivo in più che qualcuno che, invece, ha un incidente su una strada di campagna e nessuno ne sa nulla; io la penso così, penso che questo sia il principio alla base del funzionamento di questo dispositivo, e vorrei sapere voi che cosa ne pensate.
Voi avete il dispositivo eCall sulla vostra auto? Avete instenzione di installarlo? Non sapevate che cos'era e pensate che - comunque - vorreste installarlo?
Avete il dispositivo satellitare della vostra assicurazione?
Parliamone! Come sempre nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene: io sono Grizzly, come sempre vi ringrazio per essere arrivati sino in fondo a questa piccola discussione. Se sono riuscito a farvi conoscere un dispositivo importante per la sicurezza, o se sono quantomeno ad intrattenervi, come sempre vi ricordo di fare pollice-in-alto e di condividere questo vlog con i vostri amici (anche su Whatsapp o Telegram).
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto!
Inoltre, se v'iscrivete al mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Sono Grizzly, ho concluso, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 8 luglio 2018

VLOG 222: Chiamate di emergenza al 112 e app Where ARE U

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
Oggi voglio parlarvi delle situazioni di emergenza e delle chiamate di emergenza, per cui cominciamo: sigla!
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Oggi voglio parlarvi del Numero Unico di Emergenza 112: l'unico numero per tutte le emergenze in tutta Europa ma anche in Svizzera e in Gran Bretagna (e non solo, perché il numero è attivo in moltissime altre parti del mondo, e - per esempio - negli USA con moltissimi operatori di telefonia mobile, se componente 112 sarete collegati automaticamente alla centrale operativa del 911); però prima di continuare voglio parlarvi del canale YouTube AllAbout112, quindi prima di tutto andate a dare un'occhiata a questo canale: lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda.
Su questo canale si parla del Numero Unico di Emergenza 112, di come si sta sviluppando il Numero Unico 112 in Italia e di come funziona l'app Where ARE U: c'è un emergenza, c'è bisogno delle forze dell'ordine, c'è bisogno dei vigili del fuoco, c'è bisogno di una o più ambulanze... c'è un numero unico che - in tutta Europa - funziona per tutte queste emergenze, si chiama l'112 ed è possibile richiedere l'intervento delle forze dell'ordine, dei vigili del fuoco, delle ambulanze, di quello che è necessario.
Nel corso del tempo (visto che la tecnologia si evolve, questa situazione si evolve sempre di più) non solo è importante il fatto e il principio che tutta l'Europa (e sempre più parti del mondo) convergono verso un numero unico per tutte le emergenze, che è un principio importante perché siamo in un mondo globalizzato, siamo in un mondo in cui si viaggia, in cui ci si sposta, in cui - per turismo o per lavoro - ci si può trovare “fuori”, ma è importante che non si deve sapere che OGNI STATO ha i propri numeri di emergenza: è importante sapere che c'è un numero SEMPLICE, che uno impara a memoria e che funziona dovunque.
Non solo c'è questo che è importante: come dicevo la tecnologia si evolve, e l'evoluzione della tecnologia è importante perché ci viene incontro anche nella gestione delle emergenze.
C'è un incidente stradale in città? È facile fare la segnalazione di emergenza, è: «C'è stato un incidente, serve un'ambulanza in Piazza Dante, di fronte alla stazione ferroviaria.»
Eh sì: così è facile. Però io - per esempio - in questo momento sto camminando con l'auto in una strada di campagna, magari una strada che non conosco molto bene, magari una strada che è difficile da raggiungere, non c'è un indirizzo vero e proprio; magari non ci sono dei riferimenti: come si fa? Si perde tempo a spiegare come raggiungere questa strada...
... oppure ci vorrebbe un modo per inviare le proprie coordinate GPS direttamente alla sala operativa del soccorso.
Ecco che ci viene incontro l'app Where ARE U: Where ARE U è un'app disponibile sia per dispositivi Android e per dispositivi iOs, che per dispositivi Windows Mobile, si trova sugli store (troverete i link per scaricarla sul doobly-doo) e quest'app, realizzata dall'Azienda Regionale Emergenza Urgenza della Regione Lombardia permette di facilitare la chiamata al Numero Unico di Emergenza: innanzi tutto l'app - in base alla propria posizione GPS - capisce qual è il numero di emergenza disponibile, quindi se noi ci troviamo in un posto in cui funziona l'112, chiedendo di effettuare la chiamata di emergenza ci farà chiamare 112 automaticamente, ma se ci troviamo in un posto in cui il numero di emergenza è UN ALTRO, l'app procederà automaticamente a farci chiamare il numero corretto. Se ci troviamo - per esempio - in vacanza negli USA e abbiamo bisogno di un'ambulanza, e proviamo a chiamare l'ambulanza con l'app Where ARE U, l'app automaticamente ci farà chiamare il 911.
Ma non solo: l'app può comunicare direttamente alla sala operativa dell'emergenza la nostra posizione GPS. Lo può fare in due modi: attraverso la connessione dati o - in mancanza della connessione dati - attraverso un SMS gratuito che viene inviato alla centrale operativa. Il risultato finale è lo stesso: la sala operativa ha *esattamente* il riferimento nel quale ci troviamo, la strada precisa dove ci troviamo, che - ripeto - se siamo in città e possiamo avere l'indirizzo è un punto in più, può essere utile come può non essere utile. Ma se siamo in un posto difficile da raggiungere in mezzo alla campagna, può essere LETTERALMENTE la differenza tra la vita e la morte.
Per capire un pochettino questo discorso, vi mostro innanzi tutto un breve video che spiega la difficoltà di spiegare la posizione di un incidente, di un'emergenza, raccontata direttamente da un soccorritore: il video è ‘Quelle ragazze avrebbero potuto soffrire di meno’, lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda; una breve intervista di circa un minuto/un minuto e mezzo: dategli un'occhiata, perché è *veramente* *illuminante*.
Infatti la possibilità di poter comunicare la posizione GPS e di poter, quindi, comunicare ai mezzi di soccorso la posizione GPS e far raggiungere col navigatore molto velocemente il luogo dell'emergenza, può abbreviare tantissimo i tempi per il primo soccorso e può - veramente - fare grande differenza nella velocità di esecuzione di un soccorso, soprattutto in casi di emergenza.
Come dicevo, finché si è in città - alla fine della fiera - non è difficile riuscire a dare un indirizzo e qualche riferimento (eh siamo - appunto - in Piazza Dante, di fronte alla stazione ferroviaria... e vabbè: è lì, insomma!), ma - appunto - se siamo in un posto che è in mezzo alla campagna, che è disperso, che è difficile da raggiungere, che bisogna andare a prendere una strada chissà dove... è molto complicato riuscire a spiegare quella situazione. Infatti ho sempre detto "Quando ci sono queste situazioni e dovete chiamare il Numero di Emergenza, eventualmente mettetevi a disposizione: «Bisogna andare da questa strada, è molto difficile: casomai aspetto i mezzi di soccorso lì e vi porto sul posto»"
Però là, di nuovo, viene in aiuto la posizione GPS, viene MOLTISSIMO in aiuto, perché la sala operativa può comunicare la posizione GPS all'ente preposto al soccorso, l'ente preposto al soccorso comunica la posizione GPS direttamente al mezzo e il mezzo può andare praticamente AL CENTIMETRO nella situazione in cui ci si trova, senza perdere ulteriore tempo.
Seconda storia che dà proprio quest'idea, ed è proprio riguardante una persona che si è sentita male in una casa in mezzo alla campagna, ed è il video ‘Mio padre, incosciente in un luogo isolato’: lascio di nuovo linkato sul doobly-doo e sulla scheda. Di nuovo un video molto interessante: notate come c'è stato questo coordinamento molto semplice ed efficace proprio grazie all'app Where ARE U e alla posizione GPS.
Ma un'altra cosa veramente molto utile dell'app Where ARE U e del fatto che può comunicare la posizione GPS alla sala operativa, è una cosa che può rivelarsi VERAMENTE IMPORTANTE in specifiche situazioni di pericolo.
L'altro giorno stavo seguendo una cosa su Twitter, una discussione, a un certo punto una ragazza spiega che la figlia sedicenne era stata avvicinata da un signore mentre era in piscina, questo signore le aveva rivolto la parola in maniera un po' discutibile... dice: la figlia si era sentita un po' a disagio, e ho detto: "Ricordatevi che esiste (appunto) l'app Where ARE U." Quest'app permette di fare una cosa molto importante che si chiama la "Chiamata Muta".
Con - letteralmente - due tap sull'applicazione è possibile chiedere - per esempio - l'intervento della polizia nella posizione GPS del telefono senza la necessità di parlare con la sala operativa.
Può essere molto utile quando non è possibile parlare con la sala operativa, e nel caso in oggetto dicevo "Può sembrare che tua figlia stia chattando con gli amici su Whatsapp, e invece ha appena chiamato la polizia", è SICURAMENTE una cosa veramente molto importante.
E per capire meglio come funziona la chiamata muta, niente è meglio di un bellissimo esempio del canale AllAbout112 ‘Come si fa la Chiamata Muta’, terzo video che vi lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda: andate e dategli un'occhiata, questo può essere veramente molto utile.
L'applicazione Where ARE U è gratuita, è disponibile su tutti gli store: andate e installatela - se non l'avete già fatto - perché, anche se la sala operativa dove vi trovate non è ancora servita da tutto il sistema della Sala Operativa Intelligente, comunque l'app può essere molto in aiuto per effettuare velocemente una chiamata di emergenza, l'app aiuta quando si è in viaggio perché permette di chiamare i soccorsi senza dover sapere qual è il numero dei soccorsi (vi ricordo - comunque - che in TUTTA EUROPA il numero è 112, lì lo sapete già qual è il numero dei soccorsi!), però se siete un posto in cui non siete sicuri di quale sia il numero di emergenza, ma avete l'app, semplicemente chiedendo all'app "ho bisogno di un'ambulanza" l'app vi farà chiamare automaticamente il numero telefonico corretto.
Detto questo, io ringrazio l'AREU per aver sviluppato quest'app (questo video NON È stato sponsorizzato dall'Azienda Regionale Emergenza Urgenza della Lombardia, sono io che ho deciso di dare visibilità a quest'app) e ringrazio tutti voi per avermi seguito sino a questo momento.
Spero di esservi stato utile, spero di avervi presentato un'applicazione importante, se ci sono riuscito vi invito a fare pollice-in-alto e a condividere questo vlog con i vostri amici (anche su Whatsapp o Telegram); condividetelo con i vostri amici che potrebbero avere la necessità di utilizzare l'app Where ARE U, perché magari viaggiano molto.
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, e quel buon profumo funziona come l'app Where ARE U, funziona sempre e funziona in tutto il mondo: è un profumo unico per tutto il pianeta!
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Sono Grizzly e ho concluso, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 1 luglio 2018

VLOG 221:Il baracchino CB #OperazioneNostalgia

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73+51 viaggiatori: sono Grizzly, cordialità circolari a tutta la ruota (un 88 sulla fronte - con gentilezza - a tutte le viaggiatrici).
Benvenuti: sono qui sulla barra mobile e oggi voglio parlarvi di uno strumento che c'era prima delle chat e prima di Whatsapp, uno strumento che - comunque - prevedeva un linguaggio molto particolare, molto ggggiovane, anche se parliamo di una cosa che era più diffusa soprattutto più di vent'anni fa.
Va bene: cominciamo questa puntata di Diario di Viaggio on the road #OperazioneNostalgia parlando della Banda Cittadina (che non è un gruppo musicale)... va bene: vai per te, sigla! Cambio.
(eh no: perché "passo" fa tanto anni '60)
[♪♫♪]

La Citizen's Band (CB, o Banda Cittadina) è una banda radio che si è diffusa in Italia a partire dagli anni '60, anche se è diventata «ufficialmente legale» solo nel 1973, quando è stato realizzato il Codice di Poste e Telecomunicazioni (il “Codice PT”).
In particolar modo tutti noi che siamo stati dei CB in passato ricordiamo, con una punta di nostalgia, il Punto 8 dell'Art.334 del Codice di Poste e Telecomunicazioni: il mio vecchio Intek M-4010S è omologato secondo quel punto, infatti.
“Vecchio” Codice di PT perché successivamente, nel 2003, con il D.L. 259/2003 è nato il “Codice delle Comunicazioni Elettroniche”: tutte le comunicazioni radio in ambito amatoriale e in ambito hobbyistico (come la CB e la PMR446) sono finite all'interno di questo Codice delle Comunicazioni Elettroniche.
Il «baracchino», lo strumento che veniva utilizzato come meccanismo di comunicazione, può essere considerato un po' come adesso sono i messaggi vocali di Whatsapp. Tra le altre cose c'è una cosa che accomunava i messaggi vocali di Whatsapp con il baracchino: è quello che non venivano visti di buon occhio quelli che mandavano "messaggi vocali" (e quindi facevano dei "passaggi") particolarmente lunghi e dolorosi, perché quando una persona parlava, tutti gli altri potevano solo restare in coda ad ascoltare.
Parlare sopra un'altra persona non avrebbe generato "due voci che si parlano una sull'altra", bensì avrebbe sommato matematicamente i segnali, creando un fischio fastidiosissimo {simulato} che è chiamato «effetto eterodina», e quindi bisognava materialmente avere la bontà di attendere che ognuno finisse il suo turno.
Ecco perché si cercava di essere brevi e concisi, si cercava di non fare passaggi più lunghi del minuto, e si faceva in modo di far parlare un po' tutti quanti, perché era una frequenza aperta (un po' come un gruppo Whatsapp).
Quando qualcuno aveva bisogno di fare qualcosa, voleva restare in ascolto un pochettino, annunciava che doveva fare un piccolo ‘trabacco’ e, evidentemente, chiedeva di fare "un pochino di bianco"; quindi restava lì, qualcuno prendeva appunti "va bene: Tizio non c'è", si continuava a parlare, appunto, nella ‘ruota’ (per questo i saluti erano ‘circolari’...), si continuava a parlare nella ruota, quando finiva di parlare una persona c'era l'abitudine... non sempre (e io ero uno di quelli che l'applicava, ma ero uno dei pochi) di lasciare qualche secondo prima di "riprendere il microfono" e di continuare a parlare, perché - naturalmente - la pausa tra una persona e l'altra era il momento in cui, se qualcuno voleva intromettersi nella ruota per entrare a parlare con tutti assieme, oppure se voleva chiedere un'informazione (non so: che ore fossero, il QTR; come ricevessimo il segnale, il QRK; o roba del genere), avesse il tempo di interrompere, di "bussare", di chiedere permesso con il famoso "Break".
Il baracchino è stato lo strumento che c'era prima dei telefonini cellulari, è stato lo strumento che permetteva agli autotrasportatori di comunicare fra di loro, ai camperisti di comunicare fra di loro, agli hobbyisti di comunicare fra di loro, soprattutto il baracchino era un eccellente strumento per la gestione dei problemi del traffico: quando tu eri in auto, eri in camper, eri in camion, eri in autostrada... eri in una situazione in movimento e volevi informazioni sul traffico, il baracchino era l'ideale, perché chiedevi notizie a qualcuno sulla determinata strada e di sicuro trovavi qualcuno su quella strada che ti avrebbe potuto dare tutte le informazioni che erano necessarie.
Tra l'altro era comodissimo quando ti trovavi incollato dietro a un camion, perché non potevi sapere quando era il caso di superarlo, oppure se c'erano auto che venivano dal senso opposto... però dato che i camionisti c'avevano... come raccontava il grande Francesco Salvi anni e anni e anni fa, per essersi ispirato a questo, che c'aveva scritto "CB Totano", ecco che allora pigliavi il microfono:
"Senti un po', Totano: ti sto dietro. Com'è la situazione davanti?"
E quello magari ti diceva: "Aspetta: passano due macchine... ecco, mo' vai, tranquillo!"
Il CB
Il CB - appunto - è stato l'antenato della chat, l'antenato di Whatsapp, l'antenato di tante comunicazioni: la versione casalinga della stazione radioamatoriale, con tanti punti a favore e tanti punti contro. Con tanti controlli dell'Escopost, all'epoca, perché si pagava il canone, non si potevano modificare gli apparati (e, ciò nonostante, giravano cose ASSURDE!).
Prima di concludere, vi racconto velocemente un piccolo aneddoto: c'era un posto, qui a Siracusa, dove andavamo spesso all'inizio di giugno (alla fine di maggio~inizio di giugno), che era il cavalcavia dell'autoparco di Melilli. L'autoparco era chiuso (non... ancora adesso funziona - veramente - a metà) e noi prendevamo l'autostrada, arrivavamo dove c'era l'ingresso all'autoparco e ci mettevamo sul cavalcavia dell'autoparco; perché da una parte avevi Melilli e la collina, dall'altra era completamente aperto sul mare, e in quel periodo (tra la fine di maggio e l'inizio di giugno) c'era molta propagazione del segnale e riuscivi a parlare con la Spagna, riuscivi a parlare con la Grecia, riuscivi a parlare con persone veramente lontane, senza bisogno di grande potenza del trasmettitore, quindi con il trasmettitore omologato riuscivi a fare delle conversazioni internazionali.
Molte volte capitava, la sera appunto, di vedersi lì cinque, sei macchine, magari dalle nove di sera fino a mezzanotte, all'una. Ci si metteva tutti assieme, si fumava una sigaretta, si chiacchierava e ogni tanto si parlava con qualcuno tutti assieme, no?
Bene.
Una sera c'era una festa da qualche parte (non mi ricordo bene dove), fatto sta che intorno alle nove e mezza arrivai lì sul cavalcavia, pronto con la macchina, con la stazione radio con l'antenna magnetica, e non c'era nessuno.
Quindi dico: "vabbè... eehhh... qualcuno arriverà più tardi", quindi mi metto lì, resto con la radio accesa, mi metto in attesa in semplice ascolto della frequenza radio; e sono lì da una mezzoretta (verso le dieci) quando vedo avvicinarsi una macchina.
All'inizio penso "Ok, sta arrivando qualcuno", poi invece vedo che è un'auto dei carabinieri, e penso "Oh, guarda un po': son venuti a fare un controllo. E vabbè, e che devo fare? Gli darò i documenti, tanto è tutto a posto: ho anche il canone del baracchino pagato, quindi non c'è niente di male..."
Scende uno dei due carabinieri, gli faccio "Buonasera...".
Sto per prendere i documenti, e questo mi fa: "Compà, com'è: se sta a piglià la Grecia?"
E io sono rimasto lì, completamente surgelato per un attimo: "Ehhhhhmmm non lo so: sono arrivato venti minuti fa e ancora non si sente nessuno"
"Ah, va bene: io mo' alle dieci e mezza finisco il turno, poi ci vediamo qua più tardi!"
"Ah, ok!" quanta era l'idea che SAPEVANO TUTTI che ci si metteva lì a parlare con la Grecia, con la Spagna etc.

Bene ragazzi, questo era il baracchino: il baracchino era questo strumento per comunicazioni radio a breve distanza (o anche - in certi casi - a lunga distanza) di tipo amatoriale... voi che mi dite? Avete avuto un baracchino? Conoscevate cos'era il baracchino? Qualche vostro familiare parlava con il baracchino?
Oppure un vostro familiare è stato - non so - magari un autotrasportatore e quindi usava PARECCHIO il CB?
C'avevate qualche vicino di casa?
Avete qualche vicino di casa radioamatore e quindi sapevate un pochettino questa cosa? Siete stati voi stessi CB? Siete dei CB ancora adesso, magari?
Parliamone! Nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene ragazzi: io sono Grizzly, questo era #OperazioneNostalgia, come sempre vi ricordo di mettere pollice-in-alto, condividere questo vlog, iscrivervi al canale, noi ci vediamo alla prossima: ciao a tutti! Da parte mia QRT

domenica 24 giugno 2018

VLOG 220: Tutti i film sono uguali... o quasi!

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Certe volte mi sento come se fossi in un film: come se qui ci fosse una telecamera, qui un microfono...
(Sì vabbè: sto per procurare un'altra Canon Legria Mini, tranquilli!)
... e però - alla fine della fiera - la realtà è che sono solo un'idiota che sta parlando da solo in macchina! Scherzi a parte, benvenuti a bordo viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
E oggi proprio di film vorrei parlare con voi; cominciamo: sigla!
[♪♫♪]

Ultimamente avete guardato qualche film? C'è qualche film che vi è piaciuto? Beh... penso che sia piuttosto NORMALE guardare dei film, avere dei film che sono piaciuti.
Ma ci sono anche dei film che non vi sono piaciuti, probabilmente: non credo che ci sia una persona a cui piace il 100% dei film (poi - per carità - tutto è possibile) ma ci sono film che hanno alti e bassi, ci sono film che sono molto belli, ci sono film che sono molto brutti, ma magari sono belli nella loro bruttezza, nel loro essere trash.
Ma diciamo che l'idea è proprio quella: ci sono dei film che possono piacere, possono non piacere, perché i film sono diversi fra di loro: hanno contenuti diversi, hanno trame diverse...
... giusto? Eh beh...
In realtà oggi voglio parlarvi di un canale YouTube che - invece - vuole portare avanti una teoria: la teoria che è difficile dire che un film è piaciuto, mentre un altro film non è piaciuto, perché - in fondo - tutti i film sono gli stessi e se volessimo dire "Sì: tutti i film sono uguali, perché tutti i film sono qualcosa di girato con delle telecamere e proiettato su uno schermo", beh sarebbe un po' troppo generico.
Però questo canale, che ho scoperto un paio d'anni fa e - da quando l'ho scoperto - mi ha sempre fatto ridere tantissimo (è veramente SPASSOSISSIMO), quello che ci fa è presentarci mediamente 24 ragioni perché due film sono la stessa cosa. Oppure - qualche volta - 24 ragioni perché due film sono radicalmente diversi fra di loro, oltre a fare altri contenuti in cui ci parla, comunque, sempre dei film, delle produzioni cinematografiche.
Allora, prima di continuare, sto parlando di Couch Tomato: vi lascio il link del canale sul doobly-doo e sulla scheda; andate e iscrivetevi: è veramente molto simpatico e molto divertente, i suoi contenuti sono spassosissimi, sono ben studiati e li ho trovati veramente molto interessanti e d'intrattenimento, e sono un modo simpatico di affrontare il contenuto di un film (soprattutto quando conoscete già i due film che lui vuole mettere a paragone), di guardare quei due film sotto un differente punto di vista che può essere veramente molto divertente.
Per esempio se avete visto il Godzilla del 2014, ma vi ricordate anche il Godzilla del 1998, la prima cosa che viene da dire è "Beh, sì: fondamentalmente sono lo stesso film".
Beh, in questo caso Couch Tomato ci vuole dimostrare che il Godzilla del 1998 e il Godzilla del 2014 sono *EFFETTIVAMENTE* lo stesso film sotto molti punti di vista, alcuni totalmente inaspettati, alcuni ovvi.
Piccolissimo spoiler (è il primo punto di somiglianza): entrambi i film cominciano con un montaggio di immagini che ci fa capire qual è l'origine del mostro.
E le altre 23 ragioni dovete andarle a vedere, quindi il primo video di Couch Tomato che vi segnalo è "24 ragioni perché Godzilla (del '98) e Godzilla (del 2014) sono lo stesso film", video che vi lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda: andate e dategli un'occhiata, vedrete che non ne rimarrete delusi, è veramente molto simpatico, è un'analisi molto divertente eppure molto approfondita.
Ma naturalmente uno dice "Beh, dai: in fondo il Godzilla del 2014 è un po' una sorta di recap, di remake del film del 1998, ci si aspetta che siano la stessa cosa..."
Beh allora perché - magari - non prendere un film che ci si aspetta essere la stessa cosa della sua "edizione passata" e, invece, vedere che sono radicalmente diversi? Prendiamo per esempio "La Bella e la Bestia", bellissimo film animato del 1991 della Disney e il remake del 2017 in live-action, quindi "La Bella e la Bestia" del 2017.
E questa volta vediamo "24 ragioni perché La Bella e la Bestia del '91 e La Bella e la Bestia del 2017 NON SONO lo stesso film"! Secondo video che vi lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda.
Di nuovo: in questo caso sono delle analisi molto intelligenti, per esempio (di nuovo piccolo spoiler sulla prima ragione) in entrambi i film noi odiamo il personaggio di Gaston, ma nel film del '91 per un motivo, nel film del 2017 - se ci fate caso - è per UN ALTRO motivo.
Fin qui abbiamo analizzato film che - in qualche modo - comunque ci si poteva aspettare una somiglianza o una differenza; ma le cose che mi hanno fatto morire dalle risate di Couch Tomato sono ben altre, e sicuramente una di queste è un paragone tra due film *RADICALMENTE* *DIVERSI* fra di loro e che - eppure - lui ci dice "Pensateci attentamente: sono il medesimo film!"
E vi sto parlando di Inside Out, il film d'animazione veramente molto bello, veramente piaciuto a tantissimi: sapete? Quello con Freddy Krueger e... ah no: scusate, quello è "Nightmare 4 - Il non risveglio"
Eh mi sono confuso, però in fondo "Nightmare 4 - Il non risveglio" e "Inside Out" sono lo stesso film! Non ci credete? Link sul doobly-doo e sulla scheda: andate, dategli un'occhiata e... ok: tra i motivi lui ci dice che la prima volta che ha visto Nightmare 4 aveva tre anni, e la prima volta che suo figlio ha visto Inside Out, aveva tre anni anche lui, quindi ci dice "Forse possiamo considerarli entrambi film per famiglie", ma c'è qualcosa che può essere messo in discussione; però questo paragone tra un film horror e un film d'animazione è veramente inaspettato, veramente ben fatto, mi ha divertito tantissimo e - comunque - vi consiglio di dare un'occhiata a tutto il canale di Couch Tomato: ci sono tantissimi video molto interessanti, tantissimi video molto divertenti, ci sono dei podcast, ci sono delle analisi dei film... ma la cosa che m'intrattiene di più, lo ripeto, sono questi video 24 ragioni (24 ragioni perché due film sono identici, oppure 24 ragioni perché due film - che ci si aspetta essere identici - sono diversi).
Quindi comunque andate a dare un'occhiata, trovate tutto sul doobly-doo, trovate sulle schede i link ai video che vi ho segnalato e parliamo un po' dell'argomento del giorno, parliamo appunto di questo discorso di guardare dei film, perché - in fondo - l'idea presentata da Couch Tomato non è del tutto sbagliata: avete mai pensato di guardare dei film sotto determinati punti di vista, magari un pochettino inattesi?
Tempo fa avevo visto un interessantissimo video di Tommy Edison (il critico cinematografico cieco) in cui invitava a fare una cosa che ho trovato una sfida molto interessante: prendete un film che conoscete molto bene, che avete visto centinaia di volte, che vi è piaciuto, insomma un film che adorate, e provate a guardarlo con gli occhi bendati. Provate a guardarlo dal punto di vista di un cieco: provate ad ascoltare la musica, ad ascoltare i dialoghi, ad ascoltare i suoni, ad ascoltare la profondità dei rumori, a capire... magari pensare di nuovo a queste scene come ve le ricordate, come le state ascoltando, però a occhi bendati, che è un modo particolarissimo di costruirsi un punto di vista che fa capire in che modo possono influire i suoni, i dialoghi, i rumori di fondo e tutto quanto (tutta quella che è la traccia audio e non solo) nella produzione di un film.
È sicuramente un punto di vista interessante, infatti questo è uno dei tanti punti di vista, ma sicuramente quello di guardare due film radicalmente diversi fra di loro e trovare delle "congruenze" (o due film che si è detto che sono molto simili fra di loro, e trovare delle incongruenze) sicuramente è una cosa che - in qualche modo - da una parte lascia pensare, però dall'altra permette di riscoprire un altro punto di vista con il quale guardare un film: avere una differente chiave di lettura di un film.
È qualcosa - secondo me - di simpatico e d'interessante: può essere un interessante esercizio mentale; almeno: io, da quando ho scoperto il canale di Couch Tomato, ho cominciato a guardare in maniera un pochettino differente alcuni film.
Ed ecco quindi la mia domanda: secondo voi è possibile guardare un film utilizzando diversi punti di vista, diverse chiavi di lettura? Oppure tantissimi film - fondamentalmente - hanno una sola chiave di lettura, hanno un solo punto di vista, e tutto il resto sono considerazioni che lasciano il tempo che trovano?
Oppure no: oppure invece questo discorso può essere molto interessante e può essere un modo simpatico di affrontare la visione di un film? Magari di un film che avete visto tante volte, ma che visto sotto un diverso punto di vista magari ha una differente chiave di lettura, magari cambia completamente senso.
Oppure magari alcuni film possono prestarsi a differenti chiavi di lettura, mentre altri difficilmente si prestano a più di una chiave o più di un punto di vista... magari ci sono dei film completamente trash che si prestano solo alla chiave di lettura "mi stanno sanguinando le orecchie!", perché no?
Però non lo so: avete qualche film che avete visto - magari - con due differenti punti di vista e avete un po' cambiato l'idea sulle cose? Parliamone: nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene ragazzi: anche per oggi ho concluso, come sempre vi ringrazio per essere arrivati sino in fondo a questo vlog. Vi ricordo, se questo vlog vi è piaciuto (o se NON vi è piaciuto, però riguardandolo con un altro punto di vista alla fine vi è piaciuto) di fare pollice-in-alto e di condividere questo vlog con i vostri amici, anche su Whatsapp o Telegram (o - con un altra chiave di lettura - anche su Telegram e Whatsapp).
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, che effettivamente quello si presta a diverse interpretazioni, perché ognuno - quando assume questo buon profumo - assume un profumo diverso dagli altri!
Inoltre, se v'iscrivete al mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Sono Grizzly, questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!
BUONA LA PRIMA!

domenica 17 giugno 2018

VLOG 219: Misteri misteriosi e credenze popolari 🤔😱

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Siamo in Sicilia nel 2018: ventunesimo secolo (terzo millennio).
Tantissimi che hanno un terreno in campagna e desiderano installare una trivella, oggi chiamano un rabdomante per farsi dire dove cominciare lo scavo.
E se non sapete cos'è un «rabdomante», forse siete venuti nel posto giusto: benvenuti a bordo, viaggiatori. Sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
[♪♫♪]

Le “credenze popolari” (che non sono mobiletti a basso costo) ci insegnano che nell'antichità si credeva... determinate cose e le cose che si credevano sono arrivate sino al giorno d'oggi.
Ora il problema è che - generalmente - le cose nel corso del tempo si evolvono, le cose nel corso del tempo si migliorano, le cose nel corso del tempo possono dimostrarsi false e quindi possono cambiare radicalmente; eppure alcune credenze popolari sono rimaste immutate sino al giorno d'oggi, nonostante siano state abbondantemente smentite dalla esperienza scientifica, dalla conoscenza che si ha adesso del mondo.
E mi stupisce sentir dire, ancora oggi, che moltissime persone per andare a installare una trivella (uno strumento che permetta di prelevare l'acqua dalla falda sotterranea), prima si rivolgono a una persona che ha dei “““““poteri””””” [fra MOLTE virgolette ndG] e questo “potere” sarebbe quello di far ruotare un rametto di ulivo nei punti in cui è presente acqua sotto terra (questo è il “rabdomante”) nonostante questo discorso non abbia nessuna base scientifica, nonostante questo discorso sia stato smentito più volte: i più famosi rabdomanti sono stati posti a fare semplicemente un test in doppio cieco (facendo passare dei tubi sotto terra) e non sono riusciti nemmeno a indicare il percorso dell'acqua che passava sotto un tubo!
Questo test è stato fatto diverse volte: un paio di volte anche dal CICAP in Italia, però ciò nonostante ancora ci sono persone che fanno questo “lavoro”.
Se questo fosse un discorso che si fa così, per ridere fra amici, potrebbe anche funzionare; ma ci sono persone che si fanno *pagare* anche parecchio per questo “lavoro” e questa cosa m'inquieta.
Ma oggi non voglio parlarvi dei rabdomanti: più che altro vi vorrei parlare delle “credenze popolari” e del CICAP.
Cos'è il CICAP? Il CICAP è il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze: si occupa di verificare queste dichiarazioni che vengono fatte su misteri, su magia, su capacità extrasensoriali, su poteri o presunti poteri... e mette alla prova le persone o i fatti di cui stiamo parlando per verificare se vi è una base scientifica in ciò di cui si parla, o se - semplicemente - sono palesi invenzioni per far ridere o per sfruttare la credulità popolare.
Il CICAP esiste da molti anni, e in molti anni - sino ad oggi - non è riuscito a trovare UNA SOLA COSA che dimostrasse l'esistenza della magia o l'esistenza di questi presunti poteri: al contrario sino ad oggi sono stati spiegati con semplici basi scientifiche (o semplici basi di prestidigitazione) tutti questi poteri e tutti questi misteri.
L'attuale segretario nazionale del CICAP si chiama Massimo Polidoro, è un giornalista, è uno scrittore, è una persona con una grande esperienza nell'ambito scientifico e - soprattutto - è una persona che, pur affascinata da questi misteri, è riuscita a portare il ragionamento scientifico sull'idea di questi misteri; in fondo questi misteri affascinano, queste storie particolari tendono ad attirare l'attenzione ma - come ripeto - può essere un modo simpatico di passare una serata tra gli amici chiacchierando, purché non diventi un modo di sfruttare la credulità popolare (magari per farci dei soldi).
Massimo Polidoro, oltre a fare lo splendido lavoro che fa con il CICAP, ha un canale qui su YouTube nel quale si occupa di parlarci dei misteri che si dicono essere ‘irrisolti’ e di mostrarci, invece, quali sono le soluzioni e qual è la verità che c'è dietro questi misteri o dietro queste Strane Storie (appunto: che è il nome del suo format).
Prima di continuare vi segnalo il canale di Massimo Polidoro: lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda. Andate, iscrivetevi: è veramente un canale molto interessante e soprattutto i suoi video sono molto simpatici, non sono dei video didascalici con una persona messa lì che parla-parla-parla... invece è un modo molto simpatico e molto divertente di affrontare l'argomento, eppure aiuta ad aprire la mente, quindi sicuramente è qualcosa da tenere particolarmente sott'occhio.
Come dicevo il suo format principale si chiama «Strane Storie»: pubblica un nuovo video ogni venerdì intorno alle 13:30 e in questo video analizza una strana storia, un mistero, un qualcosa di particolare: ci racconta qual è l'antefatto e che cosa c'è poi dietro questo mistero.
Ora voglio darvi subito un'idea di ciò di cui stiamo parlando, e cominciamo con la storia dei “Quadri maledetti”: parliamo di alcune stampe, riproduzioni di quadri che rappresentano dei bambini che stanno piangendo, principalmente il quadro di un bambino che sta piangendo.
Quindi il primo video che vi segnalo è "Quadri maledetti": lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda, andate e dategli un'occhiata.
L'antefatto è molto semplice: si parla dell'esistenza di questi quadri, in ognuno di questi quadri c'è l'immagine di un bambino che piange e si dice che questo quadro porti con sé una "sfortuna" molto particolare: quella di provocare degli incendi. Moltissime cucine - in passato - si sarebbero incendiate perché era presente questo quadro all'interno di quelle cucine...
Già nell'esporvi l'antefatto in questo modo riuscite a capire che il ragionamento "Ah: la cucina ha preso fuoco perché c'era quel quadro!" è completamente capzioso.
Cioè praticamente (lo scrissi anche in un commento sotto quel video) allora perché non dire che quelle cucine hanno preso fuoco perché c'è un cassetto che contiene delle posate e c'è un'antica maledizione che non permette alle posate di restare chiuse in un cassetto?
Ma torniamo un attimo all'inizio della discussione, come dicevo ci sono credenze popolari che vengono dall'antichità, e quindi ci fanno fare una sorta di salto nel passato, una specie di «viaggio nel tempo» con la mente: ritornare alle cose che si credevano anticamente.
Ma parlando proprio di "salti nel tempo" perché non parliamo di «viaggio nel tempo» vero e proprio? Ricordando tutti con un sorriso la "Festa per i viaggiatori nel tempo" che era stata organizzata dal professor Stephen Hawking, che prima aveva organizzato la festa in casa (con i palloncini, con la torta, con lo champagne...) e poi DOPO DUE SETTIMANE aveva stampato i volantini e gli inviti dicendo "Due settimane fa c'è stata questa festa"... e perché se c'era qualche viaggiatore nel tempo, si sarebbe presentato appunto alla festa, insomma: lo avrebbe saputo dopo, ma non sarebbe stato un problema presentarsi alla festa... solo che non si è presentato nessuno.
Però appunto parliamo un pochino più approfonditamente di viaggi nel tempo e di storie legate a viaggi nel tempo, quindi il secondo video che vi segnalo è "Viaggi nel tempo": lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda, andate e dategli un'occhiata; come ripeto è molto interessante, è presentato in maniera molto simpatica.
Sono tutti video relativamente brevi e che aiutano veramente ad aprire la propria mente.
A questo punto vorrei concludere parlando della simpatia di Massimo Polidoro che traspare anche nel modo di presentare gli argomenti e - quindi - anche parlare di un argomento relativamente simpatico, di un argomento che ha avuto molto a che fare con i social, soprattutto con YouTube. E quindi perché non parlare della Charlie Charlie Challenge?
Tutti noi ricordiamo - naturalmente - che la verità sullo spirito di Charlie ce l'ha raccontata Fraffrog, dicendo "Charlie esiste E CI ODIA TUTTI!" (piccolo video extra che trovate linkato sul doobly-doo: è di Fraffrog ed è molto simpatico e molto divertente), ma parliamo della Charlie Charlie Challenge, parliamo un po' della storia che c'è dietro questa challenge, parliamo un po' del funzionamento di questa situazione, e facciamolo - comunque - sempre con simpatia, non in maniera 100% didascalica e noiosa; quindi terzo video che vi voglio segnalare del canale di Massimo Polidoro è - appunto - "Charlie Charlie Challenge: evocare gli spiriti": video che lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda, andate e dategli un'occhiata, è molto divertente questo video.
Date un'occhiata a tutti i contenuti di Massimo Polidoro: ci sono cose veramente molto interessanti, si parla di tantissimi argomenti che concernono i misteri, ma che concernono anche il modo che utilizzano alcune persone per irretire e carpire la fiducia della gente, ed è qualcosa di veramente allucinante: ci sono - veramente - trucchi utilizzati da prestigiatori, trucchi utilizzati da illusionisti, che vengono utilizzati nel mostrare - invece - di avere dei grandi poteri e questa cosa... [sospiro] Io non me la sento di criticare chi, magari per via della propria cultura, è cresciuto credendo determinate cose sin da piccolo, e allora arrivare a vedere la scienza che ti dice "No: questa cosa funziona in questo modo e tutta questa è una pila di fesserie."
Non me la sento di criticarlo, però sicuramente è importante diffondere questo livello di cultura proprio per alzare un po' l'asticella ed evitare che la diffusione di determinati argomenti e la diffusione di determinate credenze popolari ci riporti nel passato, non come un viaggio nel tempo ma come un portarci a livello mentale da tardo medioevo, che è una deriva che - purtroppo - sta vivendo il mondo in tantissimi argomenti: abbiamo terrapiattisti, abbiamo antivaccinisti...
Sono delle cose che - veramente - lasciano PESANTEMENTE INQUIETATI, ma sono chiaramente il sintomo di una mancanza di una diffusione della cultura di base, veramente.
Ed ecco quindi la mia domanda: come dicevo io non me la sento di criticare chi ha fiducia nelle antiche credenze popolari, però io vivo questi argomenti principalmente come un modo simpatico di passare il tempo con gli amici E BASTA!
E quindi chiedo a voi: voi che rapporto avete con le antiche credenze popolari? Anche per voi si tratta di un argomento di discussione con gli amici giusto per passare il tempo? Ci sono delle cose che si sono tramandate nella vostra famiglia e le credete, oppure dite "Mah, non lo so: nel dubbio ci credo?"
Ci sono dei dubbi che avete? Oppure ci sono delle cose nelle quali credete ciecamente, anche se molti vi dicono "No: la scienza ha dimostrato che questa cosa non esiste"? Non lo so: parliamone. Parliamone con calma, senza scannarci fra di noi, può essere comunque una cosa interessante, può essere anche un modo, anche questo, comunque di diffondere la cultura, di diffondere la cultura delle storie che c'erano nel passato: comunque è sempre una cosa interessante, quindi ripeto: discutiamone! Nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene: io ho concluso. Come sempre spero di essere riuscito ad intrattenervi (come si faceva una volta!): se ci sono riuscito vi ricordo di fare pollice-in-alto e di condividere questo vlog con i vostri amici (anche su Whatsapp o Telegram), magari con i vostri amici che stanno cercando un rabdomante affidabile...
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, che effettivamente quello arriva per magia, e sicuramente prima o poi la scienza riuscirà a spiegarlo, così come riuscirà a spiegare dove vanno a finire i calzini spaiati nella lavatrice o cose di questo genere...
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Sono Grizzly, questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 10 giugno 2018

VLOG 218: Affrontare la cronaca nera

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
L'altro giorno stavo guardando un video di Dusty Smith, uno di quei video con un titolo assurdo, che poi ti dice "no clickbait" e - appunto - non è clickbait.
Un video intitolato "La storia di quando mio zio rapì la mia ex fidanzata e fu ucciso dal FBI", un video molto particolare, un racconto molto particolare: ve lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda se gli volete andare a dare un'occhiata.
È un racconto molto toccante, è una storia molto dura, molto complicata (e comunque parliamo di una cosa lunga più di venti minuti), però merita veramente: dategli un'occhiata. Ma oggi voglio parlarvi di qualcosa che è legato a questo principio della cronaca nera, quindi cominciamo il vlog: sigla!
[♪♫♪]

È curioso che la strada che sto facendo mi sta portando, in fondo, accanto a dove questa storia è cominciata: questa strada laterale che c'è qui alla vostra destra (alla mia sinistra).
Allora: tutto comincia il 15 luglio di qualche anno fa. Io ero in attesa di un collega, che consegnava surgelati all'epoca (lì dentro c'è un deposito di surgelati, quelli che fanno il servizio gelati e surgelati a casa tua, queste società: avete presente, no?) e doveva scaricare il camion tipo alle sei del mattino, e io ero venuto a prenderlo perché dovevamo fare un lavoro assieme, e quindi gli ho detto «Va bene: io ti vengo a prendere di mattina, quando tu scarichi il camion: non c'è problema. E così, quando hai finito di scaricare il camion e hai lasciato tutto quanto, andiamo a fare quello che interessa a noi.»
Quindi alle sei di mattina (alle sei meno dieci di mattina, era un sabato) ero lì, lo aspettavo e nel frattempo lui stava scaricando il camion, e nel frattempo si chiacchierava con il responsabile del magazzino e un suo collega, e un altro camionista.
Parlando del più e del meno a un certo punto venne fuori che (se non ricordo male era il figlio del camionista, se ricordo male, il figlio del magazziniere)... uno dei due: questo figlio lavorava in ospedale, lavorava al pronto soccorso. Durante il turno di notte era arrivata una persona morta in un incidente stradale. Specificò che era il figlio del proprietario di un particolare bar.
A quel punto m'intromisi "maleducatamente" nella discussione: «No aspetti: ma lei sta parlando di $Questo_Ragazzo_Qui?»
E dice «Sì. Lo conosci?»
«E sì che lo conosco, caspita!» E rimasi letteralmente senza parole. Alle sei e venti di mattina ero venuto a sapere che un amico... diciamo "della comitiva": avevamo fatto gli scout assieme, eravamo stati assieme a feste di compleanno di compagni di classe, avevamo un gruppo di amici in comune, ci si vedeva spessissimo. Appunto ogni tanto lui lavorava nel bar del padre, quindi mi capitava di passare per fare colazione: ci incontravamo almeno due volte alla settimana... insomma: un amico di lunghissima data, una persona con cui avevamo un bellissimo rapporto di amicizia e...
mi avevano appena detto che era morto!
Ero sconvolto, anche perché (pur essendo un amico) io avevo anche un buon rapporto con i genitori, però non avevo nessun contatto telefonico, non avevo modo di contattare nessuno per avere una conferma, una smentita, per sapere cosa fosse successo più nello specifico.
E insomma io, alle sei e venti del mattino, "colpito dal fulmine", cominciai a pensare a un modo di cercare di avere una conferma, perché nel frattempo non potevo semplicemente lasciare lì il mio collega e andare in ospedale a vedere.
Cominciai a ravanare sulla rubrica del cellulare, e cominciai a pensare - nel frattempo - a qualcosa, e mi venne in mente un amico (un ex compagno di liceo) con cui eravamo - sempre - in buoni rapporti, non avevo un suo numero di cellulare, avevo solo il numero di casa dei suoi genitori.
Ora lui tecnicamente ancora viveva coi suoi genitori, ma all'epoca sapevo che era all'università a Bologna; sperai che - essendo luglio - fosse qui a Siracusa con i suoi. Letteralmente... erano le 6:40 di mattina quando telefonai, ero combattuto se telefonare o meno: sapevo che comunque, pur essendo un orario MASSACRANTE era una cosa molto importante, e quindi - alla fine della fiera - decisi di chiamare. Telefonai a casa alle 6:40 di mattina, mi rispose sua madre, veramente... anche con la voce un pochino addormentata.
Io ero senza parole, mi scusai... glielo dissi «Signora [sospiro] sono Mirko. Lo so che è un orario tremendo... tutto quello che vuole: io le devo fare una domanda importantissima: suo figlio è lì a casa?»
E lei mi disse «Sì, è... sta dormendo»
«Signora, per piacere... ho bisogno di parlare urgentemente con suo figlio»
Anche lui era - naturalmente - mezzo addormentato, però capii che lo squillo del telefono aveva svegliato un po' tutti: avevano capito anche i genitori che c'era - naturalmente - qualcosa di molto particolare.
Cercai di dargli la notizia delicatamente... cominciai proprio... anche a dirgli anche io «Senti, scusami: lo so che l'orario è pazzesco. Purtroppo ho avuto una notizia terribile, ma non ho modo di poter controllare, di poterla confermare, di poter sapere che cosa è successo: ho avuto solo questa notizia.» E anche «Tu hai modo di contattare i familiari? Di contattare qualcuno? Di farmi sapere se questa notizia è vera o meno?»
Rimase sconvolto, quando gli dissi «Guarda: è morto questo nostro amico» mi ricordo la sua voce impastata cambiò COMPLETAMENTE: se ne uscì con una voce proprio molto sveglia «MA CHE COSA MI STAI DICENDO?»
Naturalmente gli lasciai il numero di cellulare, ci siamo organizzati per sentirsi poco dopo, lui mi disse che avrebbe contattato i familiari, gli amici etc.
Insomma: mi richiamò dopo un quarto d'ora~venti minuti (saran state le sette, le sette e cinque) e mi disse che sì: era successo. Mi confermò che il nostro amico era morto, che stava andando in ospedale a raggiungere i familiari per capire un po' cos'era successo.
Poi insomma ebbi questa notizia... naturalmente poi il 16 (o il 17 luglio: il giorno dopo o due giorni dopo) ci siamo visti tutti quanti al funerale di questo ragazzo.
Un funerale in cui c'erano tantissimi ragazzi, tantissimi giovani: questo funerale finì anche sui giornali, proprio... non solo per l'incidente stradale in cui era morto questo ragazzo, ma anche e soprattutto proprio per la grandissima quantità di giovani che erano venuti al funerale.
E lì al funerale incontrai tantissimi amici, tantissimi ex compagni di liceo, i ragazzi degli scout... amici che non vedevo da molto tempo, e li incontrai perché ci tennero tantissimi a venire da me e a ringraziarmi.
Molti me lo dissero: mi dissero tranquillamente «Mirko, se tu non avessi tirato giù dal letto il nostro amico alle sei del mattino... qui non ci sarebbe NESSUNO, perché NON LO SAPEVA NESSUNO: sei stato tu a far girare questa notizia. Stavamo tutti quanti in villetta, stavamo tutti quanti in vacanza... l'avremmo saputo a settembre! Dobbiamo ringraziarti, quantomeno perché è grazie a te se riusciamo a essere tutti qui presenti»
[sospiro]
Sono passati molti anni dopo questo funerale: ricordo con tristezza quello che è successo e un po' penso che quando si leggono certi fatti di cronaca, certi fatti di cronaca nera sul giornale, uno - magari - dopo un po' comincia ad abituarsi, comincia a viverli con un certo distacco: "Ah, è morto Tizio in un incidente stradale, eh, mi dispiace... e beh: purtroppo sono cose che succedono", poi piano piano queste cose rischiano di succedere a qualcuno che conosci ed ecco che cominci a guardare in maniera differente questo discorso, cominci a leggere in maniera differente queste notizie che - purtroppo - riempiono i giornali.
Ed ecco quindi la mia domanda: voi che rapporto avete con le notizie di cronaca nera? Quando passano queste notizie, queste notizie di omicidi, queste notizie di femminicidi che - purtroppo - riempiono la cronaca?
Quando succedono gravi fatti, quando delle persone muoiono in un incidente stradale? Purtroppo queste cose succedono: si può fare molto per la prevenzione di tantissime situazioni ma, purtroppo, allo stato attuale queste notizie riempiono i giornali, riempiono i media, e io appunto vi chiedo: che rapporto avete con queste notizie?
Avete sviluppato quello che si definisce lo ‘stomaco di ferro’ a forza di vedere ogni giorno queste notizie? Vi spiace, ma non ci fate molto caso?
Oppure avete vissuto qualcuna di queste notizie, come successa a qualcuno molto vicino a voi, e allora avete cambiato il modo di guardare a queste notizie? Adesso pensate un po' di più a quella che è la vittima, a quelli che sono i familiari, a quello che è - diciamo - il circondario della situazione che c'è intorno a un caso?
Vorrei parlarne con voi, come sempre nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene ragazzi: io sono Grizzly, ho concluso, come sempre spero di essere riuscito a intrattenervi o comunque - quantomeno - a farvi pensare: se ce l'ho fatta vi invito a fare pollice-in-alto e a condividere questo vlog con i vostri amici (anche su Whatsapp o Telegram).
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto.
Inoltre, se seguite anche il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 3 giugno 2018

VLOG 217: Quando diventai cosysop dell'RC Fidonet #OperazioneNostalgia

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Eravamo tra aprile e maggio del 1998, ossia (tendenzialmente) esattamente vent'anni fa.
Vent'anni fa io ero già un soddisfatto utente di Linux e Linux già si dimostrava un sistema operativo adatto a determinati ambiti; ancora non c'era molta diffusione della rete internet, ma c'era una certa diffusione della rete Fidonet.
Quello di cui io voglio parlarvi oggi è cosa successe vent'anni fa, quando io diventai cosysop della BBS Speed of Life di Avola, e quindi voglio raccontarvi una piccola eppure simpatica ed importante pagina della telematica italiana, nonché della mia storia, in questa che è una puntata veramente speciale di Diario di Viaggio on the road #OperazioneNostalgia
[♪♫♪]

Mario Murè è stato un amico, è stato un sysop, è stato l'RC Fidonet (il Region Coordinator italiano, l'RC33 - oppure RC033: adesso non ricordo esattamente quale fosse la sigla) e all'epoca (nel 1998) era anche un soddisfatto utente Linux anche lui (assieme a me).
Comunque come dicevo la nostra storia comincia tra la fine di aprile e l'inizio di maggio del 1998, Mario ha la BBS, sta cambiando hardware, sta potenziando un pochettino il computer: ha preso una nuova scheda madre, ha preso un nuovo processore, ha preso della nuova ram...
Questo computer, però, sta dando degli strani problemi: una volta avviato il sistema operativo, entro massimo un minuto tende a bloccarsi.
Il problema è che l'amico che gli ha venduto i componenti hardware non è conoscente del sistema operativo Linux, quindi non sa aiutarlo più di tanto.
Quindi Mario si rivolge a me, sapendo che sono un tecnico informatico e che ho una certa esperienza col sistema operativo Linux.
Gli chiedo telefonicamente di fare una serie di test, in particolar modo test della memoria, cose di questo genere (già all'epoca c'era il Memory Test), ma diciamo che quello che vediamo è che sì: sembra che la macchina non presenti problemi alla ram, non presenti problemi al processore, non presenti problemi di raffreddamento... semplicemente durante l'esecuzione del sistema operativo Linux, dopo uno o due minuti dall'avviamento, tende a bloccarsi improvvisamente.
Era una cosa stranissima, talmente strana che venni a casa sua e cominciammo a fare qualche esperimento. Però, nonostante verifiche, nonostante tentativi di reinstallazione, nonostante avessi portato un'intera macchina che avevo da parte, un K5-PR100 con il mio sistema Slackware, con tutto quanto funzionante: una macchina dalla configurazione abbastanza simile. Quella di Mario era un Pentium 133 con 128Mb di ram, la mia era un K5-PR100 con 192Mb di ram: eravamo "lì per lì", più o meno sullo stesso tipo di macchina.
Avevamo fatto delle prove a scambiare la ram, avevamo fatto delle prove a scambiare l'hard disk, avevamo fatto delle prove ad avviare il mio sistema operativo Linux sulla sua macchina, per vedere se ci fosse un problema nell'installazione di Linux, ma a quanto pareva anche il mio sistema operativo - sulla sua macchina - si bloccava, mentre mettendo il suo sistema operativo sulla mia macchina (spostando l'hard disk fisicamente: una cosa che con Windows sarebbe TOTALMENTE INFATTIBILE: impazzirebbe a cercare di riconfigurare tutto quanto, mentre Debian e Slackware all'epoca digerivano veramente di tutto. Cambiavi la macchina, magari t'impazziva un modulo, perché la scheda di rete non corrispondeva, ma la macchina si avviava tranquillamente).
Infatti era proprio quello il problema: l'hard disk di Mario sulla mia macchina funzionava perfettamente; il mio hard disk - che sulla mia macchina funzionava perfettamente - su quella di Mario si piantava.
Ragion per cui gli dissi: "Senti Mario: qui la cosa è abbastanza semplice." Abbiamo guardato per bene il BIOS, abbiamo guardato per bene tutto quanto, alla fine gli ho detto "Secondo me è un problema di scheda madre. È un problema che quando la scheda madre va «sotto sforzo» (e con Linux può succedere molto velocemente), il sistema si pianta. Mi pare piuttosto evidente. Anche perché hai visto: l'installazione di Linux funziona perfettamente, prendiamo la tua installazione sulla mia macchina, la digerisce senza battere ciglio, cammina, fa tutto quanto."
Mario dice: "E vabbè, a questo punto mi toccherà andare a vedere di farmi cambiare la scheda madre: vediamo un pochettino come mi posso organizzare."
Però mi fa - giustamente - "E adesso è un problema: dovrò stare fermo con la BBS una settimana, perché il mio amico aveva finito le schede madri e dovrà ordinarne un'altra."
Alché gli ho detto: "Vabbè, non ci sono problemi: questa macchina che io ho portato (questo K5-PR100) è una macchina che io avevo in BBS, ma stavo utilizzando perché volevo anche io potenziare la BBS, ma per il momento l'ho accesa solo per verificare come si comportava, verificare se avesse dei problemi... dovevo trasferire il software, trasferire i dati. Ancora non ho trasferito nulla, per il momento ti lascio questa macchina."
E lui rimase sconvolto: "Come mi lasci questa macchina? Ma stai scherzando?"
"No, non sto scherzando, Mario: tu hai più bisogno della BBS di me, tu sei l'RC Italiano. Tu hai bisogno che la tua BBS funzioni. Io la mia BBS ce l'ho funzionante, con una macchina un pochino più scrausa: posso andare avanti tranquillamente una settimana. Dovevo fare l'aggiornamento, ma ancora sono in grado di funzionare. Tu non sei in grado di funzionare senza una macchina: non puoi restare una settimana fermo senza BBS, scusami."
Rimase molto colpito, non voleva accettare, continuava a dirmi "Ma no, ma portatela, ma stai tranquillo" e io continuavo a dirgli "No, Mario: tu lascia stare. Insomma, ripeto: sei l'RC Fidonet, tu non puoi stare una settimana fuori. Se io dovessi avere dei problemi sulla mia BBS, dovessi restare una settimana fuori, diciamo che ho il permesso dell'RC Fidonet ad avere la BBS che non mi risponde in ZMH... Oh! E che ce dovemo fà? Serve di più a te la macchina! Non ti preoccupare, tienila con calma, fai in modo di verificare - quando arriva la nuova scheda madre - che funzioni tutto correttamente, poi mi vengo a riprendere la macchina."
Passarono sei giorni, sette giorni... otto giorni, adesso non ricordo di preciso quanto, però diciamo che arrivò la nuova scheda madre, arrivò la nuova ram, montò di nuovo il computer, mi chiamò di nuovo per provare a fare delle verifiche, per accertarci che tutto funzionasse correttamente e - appunto - cambiata la scheda madre e rimontato l'hard disk suo questa nuova scheda madre, tutto quanto funzionava perfettamente, fu ripristinata la BBS, io mi riportai il K5-PR100 su cui poi montai la mia BBS, e tutto quanto a posto, tutto quanto finito lì, giusto?
Però no: perché quello che voglio raccontarvi riguarda quello che successe la sera in cui avevo lasciato il K5-PR100 a Mario, e poi ero ritornato a casa, avevo mangiato normalmente, avevo cenato... insomma verso le dieci di sera avevo fatto il poll (su Navigator BBS), avevo scaricato la posta per vedere un pochettino che cosa si muoveva nell'ambito Fidonet. All'epoca ero cosysop di Navigator BBS e quindi avevo accesso all'area sysop, cosa che Mario non sapeva, perché generalmente non scrivevo nell'area sysop: la leggevo. Il sysop di Navigator BBS era un'altra persona e io gli davo una mano - così - ogni tanto. Mi ero limitato a leggere l'area sysop più per curiosità che per altro.
Comunque quella sera, dopo aver fatto il poll, notai che c'era un nuovo messaggio nell'area sysop. Un messaggio di Mario nell'area SYSOP.ITA, il quale messaggio non aveva avuto risposte (perché poi fu il giorno dopo che cominciarono a vedersi le prime reazioni), ma un messaggio che io porto - veramente - ancora nel cuore, non solo per la gentilezza con cui Mario aveva raccontato di me a Fidonet Italia, ai sysop di Fidonet Italia, ma proprio il contenuto del messaggio.
Lui cominciava dicendo "Io oggi so come si è sentito Tom Jennings [il creatore di Fidonet ndG] quando si danneggiò il suo computer, si bruciò il suo 286, e gli amici gli COMPRARONO un nuovo computer... Parliamo di un periodo in cui un computer negli USA, un home computer, costava 3~4mila dollari, quindi non parliamo di un giocattolino da un centinaio di euro, parliamo di una macchina piuttosto pesante: gliela ricomprarono gli amici, dicendo ‘Tom: noi ci stiamo togliendo qualche decina di dollari dalle tasche, però a te il computer serve: a te serve VERAMENTE!’ Grizzly, il ragionamento che fatto con me è stato lo stesso. Mi ha detto ‘Io sono un sysop marginale, sono un point fidonet, sono uno che sulla rete ha comunque modo di accedere. Tu sei l'RC Fidonet, tu non puoi stare una settimana~dieci giorni senza la BBS, quindi io CI TENGO che tu prenda la mia macchina sinché non risolvi i tuoi problemi.’"
In questo bellissimo messaggio, oltre a esprimere il suo ringraziamento, oltre a parlare di come la telematica sia riuscita ad avvicinare persone che non si conoscevano per semplici gesti di pura amicizia, semplici gesti che stanno alla base di quello che era essere un hobbysta su Fidonet, quello che era essere un sysop Fidonet: non era una professione, era un modo di approcciarsi alla telematica totalmente hobbystico, totalmente amatoriale, e che però viveva su questi piccoli gesti, su piccoli gesti di amicizia.
Fu un messaggio che mi lasciò veramente molto piacevolmente stupito: non ho voluto rispondere a quel messaggio ma lo porto ancora oggi nel cuore, a distanza di vent'anni.
Un messaggio che mi è tornato in mente (come dire? Violentemente) quest'anno, perché il 16 aprile 2018 Mario Murè, grande amico, sysop di Speed of Life BBS, ci ha lasciati.
Mi ha lasciato un grande vuoto, mi ha lasciato un vuoto nostalgico, il vuoto del ricordo di una persona che era molto gentile, molto onesta, molto acculturata, molto simpatica, una persona con cui eravamo riusciti a tenere contatti nonostante tutto, anche andando avanti nel tempo: ci seguivamo su Twitter, lo seguivo su Instagram, era diventato un molto bravo fotografo...
I tempi cambiano, le cose finiscono e - forse - viviamo anche un po' troppo di nostalgia, quindi Fidonet è stata una grande ed importante esperienza, è stato un grande strumento per la telematica italiana, ma i tempi sono cambiati: adesso tutti abbiamo internet a disposizione nelle nostre case, nei nostri smartphone: vent'anni fa la telematica era ancora uno strumento soprattutto in mano a pionieri, soprattutto in mano ad hobbysti, soprattutto in mano a persone che ci mettevano di tasca propria: pagavano le bollette telefoniche, spendevano soldi per comprare attrezzatura... questa è stata la telematica in Italia solo vent'anni fa, eppure sembra un tempo così lontano.
Questo mio messaggio vuole essere un tributo a Mario Murè, vuole essere un tributo a Fidonet Italia, quindi grazie per avermi seguito sino a questo momento.
Io sono Grizzly, questo era #OperazioneNostalgia
Come sempre vi ricordo di mettere pollice-in-alto, condividere questo vlog, iscrivervi al canale: noi ci vediamo alla prossima, ciao a tutti... soprattutto ciao Mario!