domenica 18 ottobre 2020

VLOG 341: Scherzi epici… e solidali!

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
Nel passato di YouTube (e non parlo di YouTube Italia: parlo proprio di tutta la piattaforma YouTube, quindi in tutto il mondo, anche YouTube Italia) ci sono delle pagine più o meno oscure; sicuramente la pagina più oscura della storia di YouTube è quella che concerne i «prank», quindi il periodo dei prank, degli Esperimenti Sociali, degli «Scherzi Epici Finiti Male», che ha avuto degli strascichi che sono arrivati sino ai giorni nostri: strascichi per quanto concerne il cambiamento della piattaforma, per quanto concerne il cambiamento dei contenuti e - in certi casi - persino degli strascichi giudiziari, come il prankster… spagnolo (se non ricordo male) che è stato condannato a risarcire i danni a un barbone a cui aveva dato dei biscotti conditi con del dentifricio e che poi si era sentito male, o il caso - molto grave - di DaddyOFive: questo canale che aveva basato l'intera propria fortuna su maltrattamenti a dei bambini, e che è andato a finire anche - appunto - con degli strascichi giudiziari molto, molto complessi…
Bene: oggi vorrei parlarvi di YouTube e di come gli esperimenti sociali su YouTube siano diventati una cosa particolarmente positiva, forse prendendo quella che dovrebbe essere la strada giusta di questa tipologia di video, e ve ne voglio parlare in questo nuovo episodio di Diario di Viaggio on the road
[🎵🎶]

Jimmy ha aperto il suo canale YouTube nell'epoca in cui andavano i prank e i gameplay di Minecraft; fortunatamente era un bravo intrattenitore, quindi è riuscito ad avere un discreto successo, ma ha anche capito che doveva far evolvere il suo canale YouTube, quindi a un certo punto ha spostato i gameplay su un canale apposito di gaming e - per quanto concerne i prank - ha cominciato a realizzare dei contenuti un tantino differenti, pur restando sempre nell'idea dei prank e degli esperimenti sociali.
Io ho scoperto il suo canale YouTube, fondamentalmente, quando è stato lanciato l'hashtag #teamtrees, quindi quando voleva festeggiare i propri venti milioni di iscritti piantando venti milioni di alberi (tra l'altro ci sono dei riferimenti specifici sul doobly-doo, ivi compreso il video che avevo realizzato in quell'occasione).
Ovviamente sto parlando di MrBeast, prima di continuare: link del canale sul doobly-doo e sulla scheda, se non lo conoscete andate e iscrivetevi, perché merita veramente; al di là del fatto di essere un bravo intrattenitore, il suo canale contiene particolarmente, prank ed esperimenti sociali…
E voi, subito, mi direte:
-Ma Grizzly: sei matto? Ci segnali un canale che fa prank ed esperimenti sociali?
Beh… aspettate, ascoltatemi e capirete perché vi voglio parlare di prank ed esperimenti sociali, perché ciò di cui vi voglio parlare oggi è l'evoluzione dei prank e degli esperimenti sociali e - in qualche modo - l'evoluzione della piattaforma YouTube.
Come è stato con il caso di #teamtrees, e - in fondo - il video di #teamtrees (“Ok: chiamiamo gli amici e proviamo a piantare venti milioni di alberi!”) in qualche modo può essere tranquillamente considerato un esperimento sociale: si riesce a piantare venti milioni di alberi con qualche amico? NO!
Ed è qui che interviene il discorso che sto facendo: Jimmy è stato ispirato da alcuni youtuber che hanno fatto degli esperimenti sociali, “Atti Casuali di Generosità” (“Random Acts of Kindness”). Aveva successo, perché - comunque - è un bravo intrattenitore, il successo che aveva gli permetteva di far crescere il suo canale, gli permetteva di ottenere sponsorizzazioni, migliori introiti e, allora, decideva di reinvestire gli introiti in altri atti di generosità, sino a creare un «circolo vizioso» (più che «vizioso», oserei dire «funzionale»/«virtuoso»): infatti - tra atti di generosità/esperimenti sociali - potremmo citare (non so) le volte che chiama per farsi consegnare una pizza a casa, quando arrivano con la pizza:
-Sì, sono $ 12
-Oh, guarda: hai il resto di $ 100?
-No: ci mancherebbe!
-Ah vabbè, non ti preoccupare : tieni il resto!
E, proprio parlando di consegne della pizza e di mance molto particolari ai ragazzi che consegnano la pizza, il video che vi voglio segnalare ci racconta la storia di un ragazzo, che lavora da Domino's, viene lì a consegnare la pizza, il team di Jimmy lo convince a dare loro una mano:
C'è questo nostro amico, Chad, che viene in città, ha preso la casa da poco: dobbiamo sistemargliela, dobbiamo prendergli mobili, suppellettili, tutta questa bella roba qua; trasportare mobili, montarli… se ci dai una mano, ti diamo 2~3mila dollari per fare questa procedura.
E in realtà il prank è che poi, alla fine della serata, dopo un'intera giornata trascorsa comprando mobili, suppellettili, montando tutto etc, gli dicono:
Beh, sai: purtroppo abbiamo speso tantissimi soldi nel comprare mobili e suppellettili, quindi non ti possiamo dare i 2~3mila dollari che ti avevamo promesso… tuttavia, per farci perdondare…
e non vado avanti; quindi il primo video che vi segnalo del canale, molto molto d'ispirazione, molto carino anche molto ben fatto a livello d'intrattenimento e a livello di contenuto è "Ho ordinato una pizza e lasciato la casa come mancia": video linkato sul doobly-doo e sulla scheda, andate e dategli un'occhiata.
Parlando di esperimenti sociali vi segnalo un video: in questo video Jimmy compra un milione di dollari in biglietti gratta&vinci (lotteria istantanea). Di questo milione di dollari dice:
Quello che io vincerò con questi biglietti, lo investirò nell'acquisto di un'isola deserta; chi mi dà una mano, viene con noi su quest'isola deserta (faccio una specie di challenge), l'ultimo che riesce a resistere a questa challenge riceverà in omaggio l'isola.
E voi - subito - mi direte:
-Ok, ma qual è l'esperimento sociale?
Presto detto: lui spende un milione di dollari, acquista 165mila biglietti della lotteria, gratta tutti questi biglietti, la vincita finale è di poco più di 700mila dollari.
Scusate, ve lo ripeto (magari meglio):
  • Lui spende un milione di dollari,
  • compra 165.000 biglietti della lotteria
  • e, alla fine, PERDE POCO MENO DI 300MILA DOLLARI!
Infatti il 23 settembre Jimmy esce con un Tweet, questo:
Ho realizzato quattro video nei quali acquisto $ 30mila, $ 50mila, $ 100mila e - addirittura - un milione di dollari in biglietti gratta&vinci e tutte e quattro le volte ho perso denaro. Quindi non comprate biglietti gratta&vinci
Prima di andare avanti: link del video sul doobly-doo e sulla scheda, andate e dategli un'occhiata e poi rendetevi conto di che cosa significa aver acquistato 165mila biglietti della lotteria gratta&vinci. Ci sono persone che - in tutta la loro vita - non acquisteranno 165mila biglietti, complessivamente; lui li ha comprati per farci un SINGOLO video, eppure acquistando 165mila biglietti, pur avendo investito un milione di dollari, alla fine la perdita è stata del 30%
Sicuramente una importante lezione.
Concludiamo con un video un po' più leggero: Jimmy decide che vuole far adottare tutti i cani di un rifugio e lo fa facendo campagne pubblicitarie, lo fa facendo tutta una serie di azioni, lo fa offrendo dei regali alle persone che fanno - poi - l'adozione (tira fuori questi regali solo DOPO che - naturalmente - è stata accettata, ed approvata, l'adozione!) ed è molto simpatico soprattutto nel richiamare l'attenzione sul fatto che sia possibile andare ad adottare cani presso un rifugio: c'è anche una cosa bellissima che fa una famiglia, che adotta una labrador un po' più avanti nell'età, perché è giusto che possa vivere gli ultimi anni della sua vita in una casa amorevole, quindi sicuramente un video veramente molto bello.
Con delle trovate divertentissime in merito a questo discorso della grande capacità d'intrattenimento di Jimmy e del suo team; c'è questa scena divertentissima: mentre stanno per far adottare un altro cane, sono tutti eccitati, gli si spacca la sedia e allora ecco che vediamo, anziché il classico "un'ora dopo", "UNA SEDIA NUOVA DOPO", e quindi il terzo video che vi segnalo è "Ho adottato tutti i cani", link sul doobly-doo e sulla scheda, andate, dategli un'occhiata: vedrete - appunto - quali sono le simpaticissime doti d'intrattenitore di Jimmy e del team dei ragazzi, e vi consiglio di dare - comunque in generale - un'occhiata ai video del canale MrBeast, in particolar modo ai video degli ultimi due anni, che sono quelli più ispiranti, più ben curati e dove ci sono tantissime cose che sono state realizzate proprio come Atti Causali di Generosità (i "Random Acts of Kindness"), che - naturalmente - non è una cosa che s'è inventato Jimmy con il canale MrBeast: è una cosa a cui è stato ispirato anche lui da piccoli esperimenti sociali con questi Random Acts of Kindness che c'erano sulla piattaforma, e infatti il canale di MrBeast e il personaggio di MrBeast stanno puntando a migliorare il mondo (anche un pochino, anche di quella semplice virgola che si possa fare), cercando di realizzare delle attività, o anche questi semplici video, questi esperimenti sociali, affinché siano d'ispirazione alle altre persone… magari non a realizzare lo stesso tipo di esperimento sociale (perché - naturalmente - sono richiesti molti soldi per andare a fare una situazione di questo genere) ma, principalmente, proprio per essere d'ispirazione a cercare di migliorare il mondo in cui viviamo.
È certamente un modo, veramente molto bello, di utilizzare la piattaforma YouTube, che - purtroppo - nel suo passato ha avuto tante pagine oscure: questa può essere una pagina particolarmente positiva; se con #teamtrees siamo riusciti a superare il traguardo dei venti milioni di dollari di donazioni (e a tutt'oggi continuano ad arrivare donazioni), sicuramente lo si deve al fatto che in tantissimi siamo stati ispirati positivamente da questo tipo di comportamenti.
Ed ecco quindi che l'argomento del giorno si riassume - semplicemente - nella mia domanda: voi che cosa ne pensate? Eravate a conoscenza dell'esistenza di questa tipologia di contenuti su YouTube, realizzati principalmente per ispirare positivamente le altre persone?
Avete visto - nel passato, o tuttora - altri esempi positivi sulla piattaforma, questi Random Acts of Kindness, o qualcosa di simile? E beh: non dimentichiamo che, grazie a questi atti di generosità, c'è stata la grandissima diffusione - per esempio - dell'Ice-Bucket-Challenge, ed è stato un momento molto positivo, nei social, che ha permesso tantissimo di raccogliere fondi e di far andare avanti la ricerca sulla SLA e su tante altre malattie genetiche.
Quindi sicuramente i social possono essere questo luogo positivo, ma mi piacerebbe sentire un po' non solo che cosa ne pensate voi, ma se avete altre esperienze di questo livello di positività che volete raccontarmi: potete farlo nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Come sempre grazie per essere arrivati in fondo al vlog, vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere con i vostri amici, anche su Whatsapp, Telegram e le altre app social, magari proprio per ispirare anche i vostri amici a fare qualche piccolo atto casuale di generosità.
Iscrivetevi al canale: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, vedete? Basta poco per migliorare anche il mio canale YouTube!
Vi ricordo il canale Telegram (sul doobly-doo e sulla scheda) per notifiche, piccole curiosità e dietro le quinte.
Infine segnalatemi in un commento se volete che io tratti qualche argomento particolare.
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 11 ottobre 2020

VLOG 340: Con l'allerta meteo andiamo ad… annaffiare!

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
Sto girando questo vlog alcuni giorni dopo che c'è stata una grave allerta meteo in Nord Italia e ci sono stati un po' di danni e - purtroppo - ci sono state anche delle vittime.
E sapete qual è la cosa divertente?
Non c'è: non c'è proprio un bel niente di divertente!
Non riesco a pensare che nel 2020 ci sono ancora delle persone che *perdono la vita* perché ha piovuto, perché c'è maltempo.
La questione, però, è un pochino più complessa di quanto possa sembrare, perché il principio è quello che - come sempre - manca la cultura delle allerte meteo.
Nel corso del mese di agosto ho rilanciato con una playlist (la trovate linkata sul doobly-doo e sulla scheda) il significato delle varie allerte meteo; però mi rendo conto di come, qui in Italia, ci sia moltissimo la cultura del principio che “sta piovendo? Eh vabbè: son quattro gocce, che problema c'è?”
Eppure non è così: se c'è un'allerta meteo, la situazione può essere complicata o può diventare molto facilmente ESTREMAMENTE complicata e bisogna vivere le allerte meteo con molta attenzione, non come se non succedesse nulla di particolare. Non basta solo pensare “Ok: sta piovendo, ma cosa vuoi che sia?”
Eppure, quando sento le notizie al telegiornale (al termine dell'allerta, quando la situazione si stabilizza), quello che sento - spesso - sono dei comportamenti che mi viene quasi voglia di dire: CRIMINALI
-Eh, vabbè: ma stanno cascando quattro gocce! Io devo andare nella mia casetta - dimenticata - in campagna: gli alberi da frutto mica s'innaffiano da soli, non è che cascherà l'acqua dal cielo, eh?
[♪ errore di Windows]
-Operativa Protezione Civile da Grizzly: per piacere fai uscire la squadra di ricerca, dobbiamo trovare il cervello di questo mentecatto. Anzi: fai uscire anche le unità cinofile, perché mi sa che sarà 'na cosa molto piccola, 'sto cervello, quindi serviranno i cani molecolari! [🎶]
Scherzi a parte, oggi - con questo vlog - voglio tornare ancora una volta sull'argomento delle allerte meteo, per cercare di farvi capire che la situazione non è sullo stesso livello semplicemente perché “Ah, ok: fuori piove”, ma che ci possono essere diversi livelli di pioggia, che la situazione può essere molto grave (può diventare molto grave), può essere molto pericolosa e bisogna essere consapevoli dei rischi.
Cominciamo dunque questo nuovo episodio di Diario di Viaggio on the road.
[🎵🎶]

Per i bambini le cose sono un pochino più semplici:
-Qual è la risposta al temporale?
-Al primo tuono ci si corre a nascondere sotto il letto!
(e sì, ok: lo fa anche qualche adulto, ma non è questo il problema!)
Il problema sono quelle persone adulte che, siccome sanno che non bisogna aver paura del temporale, mettono allo stesso livello la pioggerellina estiva rinfrescante (che poi fa aumentare l'umidità del 100.000% e porta ancora più caldo di prima, ma ok: io ho 44 anni, è normale che faccia questi ragionamenti!) e il diluvio universale, quando vien giù acqua a secchiate, le strade sono invase da fiumi di acqua alti un metro, il vento butta giù cartelloni pubblicitari come fossero tessere del domino, ma tu vedi questi signori che…
-MA NOOO: andiamo a farci una passeggiata! Cosa vuoi che siano? Son quattro gocce! Guarda: anche la statua di Garibaldi, dalla piazza, è andata a farsi una bella passeggiata in centro città… aspetta: ma è normale, questo?
Il problema è che mancano tantissimo la cultura intorno a concetti come le allerte meteo e la prevenzione, e - tra l'altro - la prevenzione è un'altra parte della cultura che concerne le allerte meteo e i pericoli legati alle allerte meteo.
Anche perché capire che la situazione può essere molto pericolosa, capire quando non è il caso di uscire di casa e girare in auto, capire quali sono le zone della città da evitare, perché sono molto facili ad allagarsi, capire quali sono i pericoli del territorio… è qualcosa di veramente molto importante e che bisogna conoscere SEMPRE, non aspettare che ci sia l'emergenza per scoprire che quel posto accanto al fiume (guarda un po'!) era pericoloso, perché se piove il fiume può rompere gli argini.
Ok, ma che la pioggia possa far rompere gli argini del fiume dovremmo ricordarcelo anche se c'è una giornata di sole; dovremmo cercare di capire se c'è qualcosa che si può fare a quest'argine per rinforzarlo NON mentre ormai il fiume è arrivato in Corso Umberto!
Dovremmo cercare di capire che ci sono delle zone che si allagano, perché i tombini non vengono mai puliti, e allora è inutile dire:
«Guarda che bella giornata di sole: ma che cosa importa andare a pulire i tombini adesso?»
Cosa fai? Aspetti che si allaghi la città per scoprire che FORSE bisognava pulire i tombini?
«Adesso guarda che bella giornata di sole: approfittiamone per cominciare a pulire i tombini, così dovesse venire la pioggia, non trova tutto intasato!»
Purtroppo manca tantissimo questa cultura: sono sempre stato dell'idea che concetti come le allerte meteo e la prevenzione dai pericoli e dai rischi dovrebbero essere insegnati nelle scuole, sin dalla più tenera età; dovrebbe essere parte dell'Educazione Civica  e dovrebbe essere - letteralmente - parte (anche) di materia d'esame.
Invece quello che facciamo in questo momento è, ogni tanto, fare la ‘giornata dedicata al maltempo’ nelle scuole elementari, facendo fare i disegni ai bambini: disegni sulla pioggia, sui pericoli, sulle situazioni, che gli spieghi questa cosa (per fare il disegnino) per dieci minuti, poi viene fatto il disegnino. Fra un mese sarà tutto quanto dimenticato e messo lì, così, giusto per ricordarsi che c'è stato quel giorno che si era parlato anche della pioggia.
Quando dovrebbe esserci una cultura inculcata sull'idea che: Ok: non c'è bisogno di andare a nascondersi sotto il letto appena cascano le prime quattro gocce di pioggia, ma questo non significa che - se sta venendo giù acqua a secchiate - si possa uscire a cantare “I'm singing in the rain", magari!
E sarebbe utile sapere queste cose SEMPRE, non ricordarsene solo dopo che sono successi i danni.
Ragazzi: è incredibile pensare che nel 2020, XXI secolo, III millennio… cioè: io dall'altra parte del mondo, via internet, posso chiedere alla mia casa di "sparare" degli snack al mio cane (letteralmente!) eppure ci sono persone che perdono la vita perché ha piovuto, perché c'è stato maltempo.
Ma non perché c'è stato maltempo, è franata una cosa, è andata a colpire un palazzo che - si pensava tutti quanti - che fosse sicuro. No: perché c'è stata la piena del fiume e ha portato via decine di auto che erano lì nonostante stesse diluviando!
Perché è così difficile pensare “dunque: sta diluviando. Per andare a casa c'è una strada molto breve, con un sottopassaggio. Altrimenti devo fare un giro più lungo di 5km, ma è tutto quanto bello alto.”
NOOO: faccio il sottopassaggio, tanto sta diluviando, cosa vuoi che succeda?
Non è che penso: “meglio restare in alto, che scendere in basso”, eh?
Eppure, ad oggi, continuano a succedere questa tipologia di incidenti, per cui la mia domanda è molto semplice: siete consapevoli dei pericoli che ci sono sul vostro territorio, in caso di condizioni meteo avverse? Succedono delle cose brutte, come alluvioni, allagamenti, frane, smottamenti, situazioni di pericolo grave, ciclicamente si ripetono le stesse cose, ma c'è poca prevenzione?
Oppure no: fortunatamente nel vostro comune, nel vostro territorio, la prevenzione è curata in maniera corretta: ci sono delle zone - nel vostro comune - che in caso di pioggia (per esempio) si allagano molto facilmente e allora, al primo sentore di pioggia, subito vengono chiuse, vengono messi in atto una serie di interventi per evitare o scongiurare il più possibile i pericoli?
Parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Sono curioso di capire com'è la situazione nel vostro territorio e, soprattutto, se voi siete consapevoli di quanti e quali possono essere i rischi in caso di condizioni meteo avverse; perché a quanto pare sembrano cose normali, sembrano cose che dovrebbero sapere tutti quanti, eppure il fatto che ogni volta che ci sono condizioni meteo avverse si ripetano situazioni di pericolo e complesse, mi lascia pensare che - forse - questa cultura non è così diffusa.
Bene, spero di esservi stato utile, se ce l'ho fatta vi invito anche a prendere visione del progetto "io non rischio" rilanciato dalla protezione civile italiana (riferimenti sul doobly-doo).
Inoltre vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici, anche su WhatsApp, Telegram e gli altri social, in particolar modo con gli amici che pensano che tutti i temporali siano solo "quattro gocce d'acqua."
Iscrivetevi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, e gira voce che il Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ contribuisca a ridurre di circa ½ dB il rumore dei tuoni, quindi a qualcuno può venire anche molto utile! 😉
Vi ricordo il canale Telegram (sul doobly-doo e sulla scheda) per notifiche, piccole curiosità e dietro le quinte.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi su #DdVotr, ditemelo in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 4 ottobre 2020

VLOG 339: I cartoni animati... educativi #OperazioneNostalgia

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Sì: l'illuminazione è quella che è… è una giornata nuvolosa e piena di foschia, per cui ci accontentiamo!
Benvenuti, viaggiatori: io sono Grizzly.
Sacramento (California), maggio 2012: Elspeth Mar è una bambina di sei anni, è a scuola, sta facendo ricreazione coi compagni; una compagna (che sta mangiando una mela) all'improvviso comincia a soffocare, perché le è rimasto incastrato un pezzo di mela in gola.
Elspeth (che è una bambina di SEI ANNI) senza battere ciglio si alza, va dalla compagna, le fa la Manovra di Heimlich (le libera le vie respiratorie) e ritorna a sedersi, come se niente fosse.
Una bambina di sei anni che ha salvato la vita ad una compagna di classe, e… come ha fatto? Gliel'hanno chiesto: "Come facevi a sapere che era quella la cosa giusta da fare?"
-Lo ho visto su Disney Channel!
Come disse il buon Matthew Santoro: "furba la Disney, questo è marketing: proteggere i futuri clienti!", ma - scherzi a parte - questa sicuramente è una cosa molto positiva: un cartone animato, una serie TV per ragazzi/per bambini, che insegna a essere delle persone migliori, delle persone attive nella società.
Sicuramente un valore aggiunto a quello che è il semplice intrattenimento di un cartone animato o di una serie TV.
Vorrei parlarvi di questo: vorrei parlarvi di come molti cartoni animati del passato sono stati non solo una forma d'intrattenimento, ma hanno anche cercato di essere una forma di educazione, magari per motivi differenti da quelli che ci sono attualmente, ma un po' come le cose si sono evolute nel corso del tempo, e lo farò ricordando alcuni cartoni animati della mia infanzia, in questo episodio di Diario di Viaggio on the road #OperazioneNostalgia
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Ho 44 anni, significa che sono un figlio degli anni '80: quando ero piccolo io, tra i cartoni animati citiamo - sicuramente - i robottoni, come i prodotti di Go Nagai (soprattutto Jeeg Robot d'Acciaio e Goldrake) sono stati quelli con cui sono cresciuto, assieme a tutta un'altra serie di cartoni animati.
Quantomeno non ho preso lezioni di vita da questi cartoni animati: penso che da Hiroshi avrei potuto imparare solo come lanciarmi da una rupe con la motocicletta… non credo che sia molto utile!
O mettere un videocomunicatore all'altezza della minigonna di Miwa. Come direbbe il buon Stefano Piffer: EH: BRIGHELLA!
Ma - scherzi a parte - nella seconda metà degli anni '80 (e fino - più o meno - alla prima metà degli anni '90) moltissimi cartoni animati nascevano intorno al franchise di prodotti da vendere: prodotti come gadget, prodotti per la scuola, giocattoli, roba di questo genere.
Cartoni animati che volevano essere degli spot pubblicitari pazzeschi di questi prodotti, dell'andare alla scoperta di questi prodotti, andare alla scoperta di questi giocattoli, giocare nuove avventure etc.
Ma non si poteva fare in modo di realizzare dei cartoni animati che fossero esclusivamente un gigantesco spot pubblicitario di quel giocattolo/di quel prodotto, e quindi si cominciò a infilare a viva forza una morale in moltissimi di questi cartoni animati: sono tantissimi i prodotti della seconda metà degli anni '80 (e prima metà degli anni '90) che sono nati intorno al franchise di giocattoli o gadget e che, per non passare per semplici spot pubblicitari, introducevano - alla fine dell'episodio - la morale.
Quando non erano proprio delle cose educative: c'era una serie TV che seguivo alla fine degli anni '80 (che purtroppo - ammetto - non mi ricordo il titolo: l'ho cercata in giro… se qualcuno se la ricorda, lo scriva in un commento, perché mi farebbe tantissimo piacere riuscire a recuperarla o - comunque - trovare informazioni su questa serie). Era in parte in live-action e in parte cartone animato: erano dei ragazzi che vivevano delle avventure basate sulla scienza.
Cominciava l'avventura, si arrivava al momento di tensione, nel momento di tensione si passava all'episodio in animazione (che era sempre con gli stessi personaggi), come se fosse un ricordo o un'avventura avvenuta nel passato
-Ti ricordi quella volta che…?
E infine, al posto della morale, c'era - per esempio - una piccola lezione di scienza.
Grazie a uno di questi episodi imparai a costruire un metal-detector con una vecchia radio AM.
Ma c'erano tantissime altre cose, era un po' il McGyver dei giovani: t'insegnava tanti piccoli trucchi, basati tutti quanti sulla scienza.
Legandomi - per esempio - alla storia dell'introduzione: già "I Superamici" (un cartone animato di Hanna & Barbera) aveva spiegato come fare la manovra di Heimlich: c'erano Batman e Robin che spiegavano come farla; poi sempre questa cosa di rivolgersi agli adulti o ai genitori, c'erano anche messaggi interessanti.
Ed era simpatico vedere come moltissime cose, poi, cercassero di dare una morale, di creare questo pippotto sulla morale, che fosse qualcosa anche di funzionale.
C'era la morale su «He Man e i dominatori dell'universo», c'era la morale su «She-Ra» (la versione femminile), c'era la morale su G.I.Joe (che era una cosa che mi ricordo), in più c'era una morale sulla prima serie di cartoni animati Transformers.
Solo che sulla serie che è andata - in originale - in televisione, la morale alla fine dell'episodio NON C'ERA: questa parte era tagliata. Poi furono reintrodotte su alcune raccolte in DVD, oppure sugli episodi di Transformers che andavano in onda sulle TV locali. Cosa che ti lascia pensare un pochettino alle sorgenti degli episodi delle TV locali 😅
Poi questi erano dei siparietti anche molto simpatici: persino Ghostbusters della Filmation aveva il siparietto finale con la morale, che ti veniva raccontata da uno dei personaggi collaterali: la Schelevisione (questo teschio che conteneva lo schermo televisivo).
Oppure c'era il cartone animato su Mister-T, in cui la morale diventava qualcosa di grottesco, perché dopo aver cercato di trovare una soluzione che prevedeva l'uso avventuroso anche della violenza, poi veniva fuori Mister T (il personaggio) in persona, a dirti che no: non era giusto utilizzare la violenza e bisognava utilizzare qualcosa di diverso.
Che - per carità - ci può stare di dire: -Insomma, questa - però - è una simulazione per divertirsi, ma non è la realtà: la realtà va vista in maniera differente.
Ci può anche stare, ma il punto è un altro: l'intrattenimento che voglia anche essere educativo è un prodotto che è arrivato sino ai giorni nostri, e ora che abbiamo molte cose che devono essere “politically-correct” sotto molti punti di vista, nella scrittura di un episodio di un cartone animato non c'è più - semplicemente - uno sceneggiatore: abbiamo il lavoro di psicologi infantili, abbiamo il lavoro di pedagoghi, abbiamo il lavoro di psicologi veri e propri, abbiamo delle cose che vengono studiate a tavolino per costruire qualcosa di educativo di veramente funzionale.
Persino nei cartoni animati che possono sembrare più stupidini: tutti quanti - sicuramente - ricorderemo il caso di Peppa Pig e del famoso episodio che spiegava di non avera paura dei ragni, che è stato censurato in Australia, perché in Australia metà dei ragni è velenosa e può ucciderti nel giro di cinque minuti
(e - probabilmente - l'altra metà… nel giro di un paio d'ore! Come dice il buon RichardHTT: in Australia TUTTO è velenoso, anche i sassi!)
Scherzi a parte, nel corso del tempo sono stati tantissimi i prodotti d'intrattenimento per ragazzi che hanno avuto anche questa valenza educativa: sono tantissimi anche quelli sviluppati tutt'ora, ma vengono sviluppati in maniera tale - appunto - da lanciare un messaggio educativo, che non sia - semplicemente - far vedere un'avventura e poi creare una stupidissima morale di 30 secondi alla fine dell'episodio, ma qualcosa di molto ben studiato.
Ci sono moltissimi prodotti educativi, anche proprio "di base": cartoni animati della Disney che vogliono insegnare l'inglese ai bambini in età prescolare: sono delle cose fatte con una grafica che sembrano giochi della PlayStation di seconda generazione.
Ok: ci può anche stare, perché saranno realizzati con prodotti per l'animazione (per fare l'animazione) con due~tre click di mouse.
Non so se si chiama "Disney Magic English", o roba del genere. Pensavo si chiamasse così (ma - in effetti - Disney Magic Eglish era un prodotto che vendevano su DVD: c'è qualcosa che fanno, con lezioni di inglese sui canali Disney): sono delle avventure molto semplici, ma fatte per insegnare al bambino determinate parole in inglese: ripetendo le parole, mettendole dentro degli esempi, sono molti allegri e, pensandoci (guardandole con l'occhio dell'adulto): ok, alla fine una cosa molto semplice, ma prova a scrivere 15~20~30~40 episodi: un cartone animato in cui vuoi insegnare 30~40~50 parole o frasi in lingua inglese.
Non è solo una questione di fantasia, non è solo una questione di impostazione grafica, ma è anche una questione di studiare in che modo creare un'avventura che non annoi il bambino, qualcosa che funzioni e che sia d'insegnamento: che insegni - appunto - per esempio l'inglese, o ad avvicinarsi a determinate situazioni, a non aver paura di determinate situazioni, e stiamo parlando solo di cartoni animati per bambini in età prescolare!
Andando avanti ci sono moltissimi prodotti che hanno valenza e/o contenuto educativo, quindi diciamo che - sicuramente - molti cartoni animati che nascono (anche oggi) soprattutto con l'idea di fare marketing collaterale (e quindi di vendere i prodotti e i gadget): questo non è cambiato, anzi ancor di più si è potenziato il discorso di puntare non solo al prodotto d'animazione in sé, ma anche e soprattutto ai gadget, a quello che è il mercato collaterale.
E l'idea di costruire qualcosa che possa anche avere un valore educativo sicuramente è un valore aggiunto, per cui io vi chiedo: ci sono stati dei cartoni animati, nella vostra infanzia, che non sono stati solo d'intrattenimento, ma hanno anche avuto un valore educativo di qualche genere?
Oppure no: siete stati più appassionati (o siete più appassionati) di cartoni animati in cui tutto quello che deve succedere è l'avventura, le esplosioni (quelle cose alla Michael Bay) e i cartoni animati educativi sono qualcosa di guardato collateralmente e neanche ricordato più di tanto?
Vi piacciono tantissimo i cartoni animati educativi? Ci sono dei cartoni animati che contengono valori educativi che mi volete segnalare?
Non lo so: parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene: io sono Grizzly, questo era #OperazioneNostalgia
Come sempre vi invito a mettere pollice-in-alto, condividere questo vlog, iscrivetevi al canale, noi ci vediamo alla prossima puntata, ciao a tutti!

domenica 27 settembre 2020

VLOG 338: Cosa fare vedendo un incidente in autostrada o galleria?

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
Nello scorso episodio ho detto che avrei risposto alla domanda “che cosa fare in caso di incidente stradale in una situazione complessa come un'autostrada o una galleria?” e di farmi - eventualmente - altre domande sulla sicurezza o in generale.
E - sulla sicurezza - l'unica domanda (per così dire) tale è quella di Lupetto Versilia, che mi chiede come fare a non farsi rubare le canale di rame dai «caminanti»
Non lo so, probabilmente utilizzando quelle di plastica-finto-rame: almeno esteticamente sono la stessa cosa, ma hanno un valore inferiore di quelle di rame, è l'unica cosa che mi viene in mente!
Detto questo - scherzi a parte - visto che NON ci sono domande, oggi rispondo alla domanda che ho fatto (come comportarsi in caso di incidente stradale in queste situazioni); cominciamo dunque questo episodio di Diario di Viaggio on the road.
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In Italia abbiamo due categorie di strade, cosiddette, a «scorrimento veloce»: la Strada Extraurbana Principale e l'Autostrada.
Sulle strade extraurbane principali abbiamo un limite di velocità - in questo momento - di 110km/h, sulle autostrade di 130km/h: quando c'è un traffico in normale scorrimento, abbiamo auto che si muovono molto velocemente.
Ragion per cui l'art. 176 del Codice della Strada ci dice che su queste due categorie di strade (a scorrimento veloce) sono vietate la sosta, la fermata e la circolazione dei pedoni, perché - ovviamente - con queste velocità fermarsi in mezzo alla strada (o la circolazione di pedoni) rappresenta un pericolo elevatissimo.
Naturalmente quando il CdS ci dice che c'è una cosa che «è vietato fare», ci sono delle eccezioni e, quindi, delle situazioni nelle quali fare quella cosa potrebbe essere consentito.
Ora, se noi assistiamo a un incidente (anche se non ne siamo direttamente coinvolti), anzitutto siamo tenuti a intervenire: a fermarci e soccorrere le persone coinvolte.
Prima di tutto perché è un obbligo morale: siamo esseri umani capaci di empatia.
Secondo, perché è un obbligo legale: l'art. 189 CdS punisce l'omissione di soccorso e - tra l'altro - qualora ci fossero dei feriti, l'omissione di soccorso in questo caso diventa anche un reato penale.
Se è vero che dobbiamo soccorrere le persone che sono coinvolte in un incidente, anche se non ne siamo stati coinvolti noi stessi, è anche vero che dobbiamo fare in modo di non diventare anche noi parte del problema e, quindi, parte delle persone da soccorrere!
Quindi in una situazione come quella che ho presentato - siamo in autostrada, l'auto dietro di noi improvvisamente ha un incidente, molto grave: tanto da capottare e bloccarsi in mezzo alla strada a ruote all'aria - che cosa dobbiamo fare?
Naturalmente dobbiamo fermarci e portare soccorso, ma questo non significa che dobbiamo fermarci in mezzo alla strada, col rischio che auto finiscano addosso a noi.
Guardare se c'è - magari - invece della «corsia d'emergenza», una vera e propria piazzola di sosta (generalmente in autostrada c'è una piazzola di sosta ogni circa 2~3km), che quindi può essere molto utile, perché è uno spazio dove fermarsi certamente in sicurezza; se siamo in galleria, nelle gallerie più corte di alcune centinaia di metri difficilmente ci saranno delle piazzole di sosta (di solito ce ne sono una all'ingresso e una all'uscita), e allora in questo caso ci possiamo fermare appena usciti dalla galleria; se la galleria è più lunga, potrebbero esserci delle piazzole di sosta anche dentro la galleria.
Nel momento in cui ci fermiamo nella piazzola di sosta, mettiamo il giubetto catarifrangente (o le bretelle)…
per esempio io ho queste bretelle: non solo catarifrangenti, ma anche con questi led molto luminosi e quindi molto visibili da lontano
… e a questo punto, con molta attenzione e cercando di restare in sicurezza, scendiamo dal veicolo, vediamo di CHIAMARE I SOCCORSI: possiamo utilizzare il cellulare, chiamando il NUE112.
Oppure, se siamo in autostrada (ci siamo fermati alla piazzola di sosta), se c'è la colonnina SOS, possiamo utilizzare la colonnina SOS, che è la maniera MIGLIORE di effettuare la chiamata di soccorso, perché magari non conosciamo bene il posto, magari siamo in un'altra regione, abbiamo appena passato l'uscita autostradale di un paese… e chi se lo ricorda il nome di quel paese?
Mentre, quando noi chiediamo aiuto sulla colonnina SOS dell'autostrada, automaticamente ci mettiamo in contatto con la sala operativa dell'autostrada, e la sala operativa dell'autostrada sa ESATTAMENTE dove ci troviamo.
Dopo di che, come dicevo, bisogna soccorrere le persone coinvolte nell'incidente, compatibilmente con le capacità che abbiamo di poter effettuare il soccorso: perché bisogna soccorrere le persone coinvolte in un incidente non significa:
Ah, quell'auto è cascata giù dal burrone?
Adesso mi tuffo giù dal burrone anche io!
In questo caso ci fermiamo, chiamiamo i soccorsi, comunichiamo che l'auto è caduta giù dal burrone e restiamo in attesa dei soccorsi in prossimità del luogo dell'incidente: non possiamo fare molto altro.
Solo nel momento in cui l'autorità ci dice che è tutto a posto, ha preso i dati, che possiamo andare: SOLO IN QUEL CASO possiamo andare via.
Non dimentichiamo che il semplice fermarsi e chiamare i soccorsi (chiamare il NUE112, o mettersi in contatto con la sala operativa dell'autostrada con la colonnina di soccorso) è l'azione più importante, e già questa è sufficiente come azione di soccorso. Può essere necessario svolgere altre azioni, eventualmente, propedeutiche al soccorso, qualora siamo in grado di farle (in collaborazione con gli organismi di soccorso):
-Va bene: io sono in questa posizione, non posso fare molto altro perché un'auto è cascata dal burrone (non posso andarli a raccogliere!) però quello che posso fare in questo momento è - magari (non lo so) - mettere il triangolo rifrangente 100mt più indietro per segnalare alle altre auto che c'è stato un incidente stradale, ci sono ostacoli sulla carreggiata.
Se riesco a farlo con sicurezza, posso fare questo, per esempio.
Nel momento in cui siamo in galleria, c'è un incidente dentro la galleria e ci fermiamo per soccorrere le persone, bisogna anche SPEGNERE la macchina: non bisogna lasciare l'auto accesa a girare a vuoto in galleria.
Tendenzialmente l'auto andrebbe spenta - in galleria - anche nel momento in cui arriviamo, c'è una fila pazzesca e quello che si fa è avanzare di un metro ogni 10 minuti: allora a quel punto è utile spegnere l'auto, non lasciare l'auto a girare a vuoto, perché il motore va a COMBUSTIONE, consuma ossigeno.
Se scoppia un incendio in galleria, è pericolosissimo, perché ci sono sistemi di ventilazione, ci sono uscite d'emergenza, nelle piazzole di sosta di molte gallerie ci sono - addirittura - delle «cabine di sicurezza» che sono a tenuta stagna, con una porta tagliafuoco e con un sistema che permette di stare al sicuro dal fumo in caso d'incendio: è utile identificare le uscite di emergenza (che - di solito - sull'autostrada portano all'altra carreggiata, e quindi all'altro tunnel. Quantomeno permettono di allontanarsi dal fuoco, dal fumo e dai pericoli).
Vi ricordo che il più grosso pericolo di un incendio non è il fuoco, è il fumo, e può essere un pericolo anche a grossa distanza dal luogo dell'incendio: ne ho parlato in un video che vi lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda, andate e dategli un'occhiata, perché si può morire per intossicazione da fumo anche MOLTO LONTANI DAL FUOCO quindi in caso di incendio in galleria è importantissimo mettersi subito in sicurezza.
Insomma, per riassumere: quando assistiamo a un incidente, anche se non ne siamo direttamente coinvolti, dobbiamo fermarci e prestare soccorso: dobbiamo fermarci restando in sicurezza, quindi dobbiamo fermarci - eventualmente - dove c'è una piazzola di sosta, dov'è possibile fermarsi in completa sicurezza.
Una volta fermato, devo indossare il giubetto catarifrangente (o le bretelle catarifrangenti) e poi devo mettermi in contatto con i soccorsi: se ho il cellulare chiamerò il Numero Unico di Emergenza 112, se sono in galleria e il cellulare non prende, ma c'è la piazzola con la colonnina SOS posso usare la colonnina, altrimenti esco dalla galleria e uso il cellulare per chiamare il NUE112.
Tra l'altro, così come avviene con le colonnine SOS, anche utilizzando l'app Where Are U è possibile chiamare il NUE112 comunicando la vostra posizione, quindi - se non l'avete già fatto - installatevi l'app Where Are U.
Infine un'ultima nota, che sembra stupida ma è il caso di ricordarla: non c'è l'obbligo di fermarsi per soccorrere in presenza di un incidente stradale se ci sono già i soccoritori.
C'è stato un incidente, io sto passando e vedo che ci sono le auto capottate, ma ci sono anche i pompieri, le ambulanze, la polizia e tutto quanto: non c'è bisogno che mi fermo.
Cioè, se ho un BUON MOTIVO, và: sono un medico, allora mi fermo "Guardate: sono un medico, avete bisogno di aiuto?" ha senso, altrimenti NO.
Questa è una cosa che crea ancora più pericoli: il famoso fenomeno dei curiosi in autostrada: c'è un incidente nell'altra carreggiata, ci sono i soccorritori che stanno soccorrendo le persone, c'è la polizia, ci sono i vigili del fuoco, e nell'altra carreggiata - che sarebbe LIBERA - si crea una fila gigantesca di stupidi che:
Oh guarda: c'è stato un incidente!
e rallentano a 20km/h; questo è pericolosissimo.
C'è stato un incidente? Ci sono i soccorritori? Ok, è tutto a posto. State arrivando, lo vedete, PASSATE, stop.
Bene, spero di essere riuscito a insegnarvi come comportarsi in caso d'incidente in situazioni complesse; se ce l'ho fatta, come sempre: pollice-in-alto e condividete su Whatsapp, Telegram e tutti i social; iscrivetevi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, e gira voce che questo Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ aiuti anche a migliorare la visibilità del giubbetto rifrangente: dovrebbero essere in grado di vedervi da qualche centimetro prima del normale, quindi è anche un valore aggiunto!
Vi ricordo il canale Telegram sul doobly-doo e sulla scheda per notifiche quando pubblico nuovi video, piccole curiosità e dietro le quinte.
Avete altre domande, o qualche argomento che mi volete consigliare per Diario di Viaggio on the road? Parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 20 settembre 2020

VLOG 337: E adesso cosa si fa? Annuncio doppia FAQ

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly e voglio raccontarvi una storiella…
Autostrada, sette del mattino.
Stai guidando, sei a una velocità di 120~125km/h; visto l'orario (appunto: le 7:00~7:05 del mattino) praticamente per strada non c'è nessuno.
Davanti a te vedi un'auto, ti stai avvicinando a quell'auto perché - evidentemente - va a una velocità un pochino inferiore alla tua (magari andrà intorno ai 100~110km/h) e quindi tu, normalmente, guardi gli specchietti, vedi che non c'è nessuno, per cui ti avvicini all'auto, metti la freccia e cominci la manovra di sorpasso.
Superi quest'automobile, la vedi nello specchietto (vedi che la vedi completamente) e quindi rientri dal sorpasso; mentre concludi la manovra di sorpasso, entri in una galleria, ed ecco che un forte rumore improvviso dietro di te attira la tua attenzione, abbastanza da farti alzare lo sguardo e guardare lo specchietto.
L'auto che era dietro di te ha un problema: è appena scoppiato un copertone…

E SUBITO QUELLA MACCHINA SVIRGOLA VIOLENTEMENTE, SBANDANDO SULLA SINISTRA, VA A SBATTERE CONTRO IL CORDOLO, CAPPOTTA PIÙ VOLTE E SI FERMA - IN MEZZO ALLA GALLERIA - A RUOTE ALL'ARIA!
A QUESTO PUNTO CHE COSA FAI?
Eh sì: alle velocità autostradali (120~130km/h) le cose accadono - letteralmente - in un istante, quindi bisogna essere pronti a reagire.
Ecco che c'è qualcosa di cui vorrei parlarvi oggi, in questo breve episodio di Diario di Viaggio on the road, per cui cominciamo: sigla!
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Venerdì 18 settembre 2020 ho compiuto 44 anni…
Auguri Grizzly! Cento di questi…
… no, aspetta: era venerdì, stavi lavorando…
cento di QUEGLI ALTRI giorni, quelli in cui ti rilassi e non devi lavorare! 😅
Scherzi a parte, ho pensato di fare un video speciale per festeggiare il mio compleanno, ma questa volta (visto che sono 44 anni, è un'età molto importante: sono una persona GRANDE), volevo fare un video MOLTO GRANDE, e farò questo video molto grande, ma è talmente grande che richiede tantissima logistica, abbastanza logistica per cui… uscirà un pochino più avanti.
Ma nel frattempo non volevo fare in modo che passasse il mio compleanno senza aver fatto nulla di particolare.
È il mio compleanno, dunque perché non fare un regalo a voi iscritti? E il regalo che vi voglio fare è una FAQ, ma non "rispondere alle vostre domande classiche", che ne so:
-Grizzly: di che colore è il tuo orsacchiotto preferito?
Che non ne ho idea, visto che ho orsetti di tutti i colori, persino uno VERDE, che mi è stato regalato con l'idea di __visto che ti piace la fantascienza, ti abbiamo portato l'orsacchiotto marziano__
Ma - scherzi a parte - una delle FAQ che ha avuto un grande successo e che mi è piaciuto moltissimo fare su questo canale è stata quella sulla sicurezza, in cui ho risposto a domande sulle più particolari situazioni di emergenza.
Se non avete visto quella FAQ, ve la lascio linkata sul doobly-doo e sulla scheda così andate, gli date un'occhiata, giusto per farvi un po' un'idea e per ingolosirvi.
Perché quello che voglio fare è questo: un'altra FAQ sulla sicurezza e sulle situazioni di emergenza, e la pubblicherò DOMENICA 27 SETTEMBRE 2020
E la prima domanda a cui risponderò è quella che - appunto - ho fatto all'inizio di questo video, cioè: che cosa fare in caso di un grave incidente stradale (magari in autostrada e/o in galleria), in una situazione complessa? Come ci si deve comportare?
Questa sarà la PRIMA RISPOSTA che darò, dopo di che risponderò a tutte le vostre domande in merito a dubbi sulla sicurezza, sull'emergenza: sulla sicurezza sul posto di lavoro, la sicurezza a casa, la sicurezza a scuola, la sicurezza sulla strada; le situazioni di emergenza che si possono creare - appunto - a casa, a scuola, sul posto di lavoro, sulla strada… qualunque dubbio voi possiate avere: se avete dubbi sulle allerte meteorologiche, per esempio (nel mese di agosto ho fatto una intera playlist dedicata proprio a parlare delle allerte meteo): se volete sapere come ci si deve comportare in presenza di un'allerta meteo, con maggiore precisione, potete chiedermelo.
Potete sbizzarrirvi e fare tutte le domande che volete (ovviamente su questo tema), e lo che cosa state pensando:
-Ma Grizzly: io non ho molti dubbi sulle situazioni di emergenza… allora non ho domande da farti, cosa faccio? Non ti faccio nessuna domanda?
No, niente paura: se volete, se non avete domande sulle situazioni di emergenza ma avete domande "su di me", se volete potete farmi anche domande semplicemente su di me: sul mio lavoro, sulla mia vita: a queste risponderò a una futura FAQ che organizzerò più avanti.
Insomma potete sbizzarirvi e fare tutte le domande che volete.
Sì: se volete anche quella sul colore dell'orsetto.
Non è detto che vi risponderò, perché se dicessi il colore di qualcuno, quelli di un altro colore ci potrebbero restare male!

Ma questo è un altro discorso: per cui aspetto le vostre domande.
Avete tempo fino a VENERDÌ 25 SETTEMBRE per fare tutte le domande che volete: le potete fare nei commenti qua sotto, oppure se volete le potete fare su Twitter usando l'hashtag #DdVotr e io prenderò tutte le domande che riesco a trovare (e per le quali posso dare velocemente una risposta), le metterò assieme e DOMENICA 27 SETTEMBRE alle 8:00 ci vediamo con l'episodio di #DdVotr in cui risponderò alla domanda "Che cosa fare in caso di incidente in autostrada o in galleria?" e a qualsiasi altra domanda che mi abbiate fatto a tema sicurezza.
Per le domande non a tema sicurezza - poi - organizzerò un video nel corso del mese di ottobre (quello senza problemi!).
Bene ragazzi: questo è tutto, questa volta spero di essere riuscito a stuzzicare molto più del normale la vostra curiosità, e quindi spero di riuscire a spingervi a farmi le domande che vi arrovellano la mente da un sacco di tempo:
ma quando succede questa cosa, qual è il comportamento giusto da tenere?
ma quando succede quella cosa, qual è il comportamento sbagliato che si deve evitare?
Se ce l'ho fatta, come sempre vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici, anche su Whatsapp, Telegram e le altre app social.
OVVIAMENTE non si condivide mentre si sta guidando l'auto: in quella situazione il telefonino si lascia nel borsello e collegato al Bluetooth del veicolo: MI RACCOMANDO!
Iscrivetevi al canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto.
Inoltre vi ricordo il canale Telegram (linkato sul doobly-doo e sulla scheda) per ricevere notifiche, piccole curiosità e dietro le quinte.
Infine - se volete - segnalatemi in un commento se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi su #DdVotr
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui, come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 13 settembre 2020

VLOG 336: YouTube toglierà i sottotitoli?

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
Non mi sentite?
Ah non…
In basso, premete “CC” e attivate i…
… in alto, tre puntini…
… insomma!
Fatto?
Adesso riuscite a sentirmi? Bene! Allora…
Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
A partire dal 28 settembre 2020 Google disattiverà, su YouTube, la funzione dei “sottotitoli contribuiti dalla community”, quindi la funzione di inserimento di nuovi sottotitoli e la funzione di traduzione dei sottotitoli e questo è qualcosa di particolarmente negativo: ve ne voglio parlare oggi in questo episodio di Diario di Viaggio on the road.
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I sottotitoli su YouTube sono uno strumento particolarmente potente e versatile: consentono non solo ai sordi di accedere a un contenuto multimediale, di poter usufruire di quel contenuto multimediale, ma consentono - anche e soprattutto - alle persone straniere di poter accedere a determinati contenuti.
A chi sta studiando la lingua dello youtuber, perché in questo modo ha una possibilità di ascoltare la pronuncia e vedere l'ortografia (e studiare la grammatica): è molto utile.
E - nel caso dei sottotitoli tradotti - a chi non parla la lingua dello youtuber, per poter accedere a quel contenuto.
Tantissimi youtuber molto grandi, in particolar modo tantissimi grandi canali educational, hanno potuto approfittare di una community molto attiva in tante lingue per ottenere traduzioni dei sottotitoli e, quindi, diffondere ancor di più i loro contenuti.
Sto parlando di youtuber come Destin (di SmarterEveryDay), sto parlando di Tom Scott, sto parlando - non so - di Kurzgesagt.
Ma c'è un problema: si è presentato un problema con la collaborazione, con i contributi della community; un problema che dobbiamo far risalire a una funzionalità, a un progetto di Google, che era quello di «YouTube Heroes»: ve lo ricordate?
Gli Heroes erano pubblico che partecipava ai sottotitoli, pubblico che commentava, pubblico che svolgeva una serie di funzionalità, pubblico che aveva segnalato dei video che non dovevano stare sulla piattaforma (in questo modo aveva contribuito a rendere migliore la piattaforma) e che con queste azioni (la segnalazione di video che poi venivano rimossi, la segnalazione di problemi ai sottotitoli e il contributo ai sottotitoli) guadagnavano un punteggio.
Per esempio - nell'ambito dei contributi ai sottotitoli - per ogni ‘frase’ sottotitolata (e in questo senso Google non intende come ‘frase’ l'intera frase dalla Maiuscola al punto-e-accapo, bensì una videata standard di sottotitoli, quindi UNA o PIÙ righe di testo su una singola videata viene considerata una frase); per ogni frase che si era contribuito a sottotitolare o a tradurre si sarebbe guadagnato UN PUNTO.
Un mio video - mediamente - ha una settantina (fino al centinaio) di queste «frasi», quindi contribuire a tradurre - per esempio - i sottotitoli di un mio video sarebbe stato sufficiente a guadagnare un centinaio di punti, già con un singolo video.
Quando si arrivava a punteggi molto elevati, cominciavano a esserci dei “premi” importanti per gli Heroes; in particolar modo per gli Heroes che avessero raggiunto un punteggio superiore ai 5mila punti.
Per esempio - solo per i contributi dei sottotitoli che ho IO - sarei intorno ai 20~25mila punti, e per i contributi da aggiungere ai video che ho sottotitolato io sul mio canale, supererei abbondantemente i 50 mila punti.
E nonostante la promessa delle feste e dei palloncini… non lo so: i miei orsetti stanno ancora aspettando tutti i palloncini che erano stati promessi!
Scherzi a parte (e mica tanto “scherzi a parte”) il problema è che quando l'Intelligenza Artificiale si trovava davanti a un contributo ai sottotitoli sviluppato da un “eroe” (da un Hero), da qualcuno che aveva un punteggio molto elevato, succedeva una cosa piuttosto SBAGLIATA: i contributi presentati da un Hero e approvati - magari - da (come ‘sono completi’) un altro Hero o qualche altro Hero (due o tre persone con punteggi molto elevati), anziché finire sempre nell'area «Contributi della Community» di YouTube Studio di quello youtuber, e venire notificati (che c'erano dei sottotitoli pronti da revisionare), partivano e venivano approvati automaticamente!
Cosa che - tra l'altro - consegnava ulteriori punti a queste persone!
E quindi più le persone avevano punti per aver contribuito ai sottotitoli, più i loro sottotitoli venivano approvati automaticamente, perché molti youtuber (soprattutto quelli molto grandi) non andavano a controllare, e più ancora cresceva questo punteggio, rendendo ancora più semplice far approvare questi contributi.
Vedete il problema?
Il problema è che un grande youtuber (questo problema ce l'ha avuto anche PewDiePie) si trovava video sottotitolati da persone che, anziché scrivere i sottotitoli, anziché scrivere la traduzione ai sottotitoli, scrivevano fregnacce completamente casuali, spam per esempio, insulti, quello che volete voi:
-Ehy: iscrivetevi al mio canale!
-Ricambio!
-Restiamo attivi!
-Sponsorizzo!
All'infinito…
E questi sottotitoli finivano anche sotto i video di grandi youtuber. Google all'inizio negò questa situazione, dicendo:
-No: i sottotitoli devono essere approvati dallo youtuber
Scaricando la colpa di tutto questo spam sui grandi youtuber, poi però - messa di fronte a determinate evidenze - cominciò (a denti stretti) ad ammettere che qualcosa era andato storto, e che aveva disattivato la funzione di approvazione automatica dei sottotitoli.
Buona parte dei contributi della community funzionano soprattutto nei grandi canali educational e, purtroppo, su YouTube i grandi canali educational sono una nicchia certamente molto interessante, ma una nicchia rimane, e quindi per via del fatto che sono pochi contributi, guardati da poche persone, hanno deciso di disattivare questa funzione.

Il mio sospetto - inoltre - è anche che, dato che c'è stato tutto il problema legato alla legge COPPA, e dato che per quanto concerne i sottotitoli (in particolar modo per i creator americani) c'è l'obbligo di certificare i propri sottotitoli sulla piattaforma.
Sullo Studio, nei Dettagli video, alla voce Avanzate c'è "Lingua e sottotitoli", c'è una voce (che c'è da SEMPRE: c'è almeno dall'inizio del 2013) che parla della certificazione dei sottotitoli in merito al fatto che il contenuto multimediale sia andato (o meno) in onda nelle TV statunitensi, perché l'FCC obbliga ad avere dei sottotitoli validi.
E se uno sbaglia a identificare questa certificazione è un po' come se dicesse il proprietario di un locale (non so: di un bar):
-Sì: nel mio bar non ci sono barriere architettoniche!
Però quando arrivi davanti alla porta del bar, ci sono due gradini alti 30cm.
E questo significa che l'FCC potrebbe anche multare degli youtuber (ci sono multe molto pesanti: anche di alcune decine di migliaia di dollari) perché han certificato i propri contenuti conformi all'FCC e - invece - non lo sono.
C'è anche il sospetto che ci sia questo sotto, e che quindi - visto che i sottotitoli sono utilizzati da una nicchia - Google ha deciso di togliere i contributi della community.
Ha offerto, come sempre ai partner sopra il milione di iscritti (complimenti! Sempre queste cose fatte ragionando in base alla dimensione del canale, per poi dire agli altri "non pensate alla dimensione del canale"), a quei partner con oltre il milione di iscritti ha offerto un pacchetto di sconto per utilizzare i pacchetti a pagamento di Amara per la traduzione dei sottotitoli; per gli youtuber che non sono partner o per gli youtuber che hanno meno di un milione di iscritti si stavano aprendo per il discorso - eventualmente - di altri pacchetti di sconto; perché naturalmente la community dei sordi e molte altre community che hanno a che fare con i sottotitoli si sono lamentati non poco, però fatto sta che il punto è questo:
-È una cosa che non ci conviene, economicamente non ha nessun rientro, c'è il rischio che qualche youtuber si prenda una multa… quindi sai che c'è? Noi lo togliamo: se tu vuoi avere i sottotitoli, vuoi avere la traduzione, gestisciti la community per i fatti tuoi!
Qualche grande youtuber ha cercato di capire qual è l'importanza dei sottotitoli e ha creato la piccola community dei sottotitoli, utilizzando gli altri social (che è una cosa RIDICOLA: per fare un lavoro su YouTube bisogna coordinarsi - non so - su un Gruppo Facebook🤦‍♂️): non lo so: secondo me questo è un grosso errore; lo strumento non funzionava proprio al 100%, il problema di non aver spinto soprattutto i grandi partner, cercando di metterli di fronte all'importanza dei sottotitoli - secondo me - ha influito tanto.
No, va bene: i sottotitoli mettiamoli da parte…
E quindi perdiamo uno strumento importante per la diffusione dei contenuti multimediali. Voi che cosa ne pensate? Avete partecipato alla traduzione di alcuni sottotitoli? Sapevate dell'importanza dello strumento dei sottotitoli? Conoscevate lo strumento dei contributi della community?
Parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Io sono Grizzly e - come sempre - vi ringrazio per essere arrivati in fondo al vlog: vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici (anche su Whatsapp, Telegram e gli altri social); iscrivetevi al canale: è gratuito e assumere subito… (ehm, non questo: quell'altro!) … quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto.
Infine seguite il canale Telegram (sul doobly-doo e sulla scheda) per notifiche, piccole curiosità e dietro le quinte.
Questo è tutto, ed è sottotitolato, per cui, come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 6 settembre 2020

VLOG 335: Telepass e telepedaggi #OperazioneNostalgia

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
Settembre: c'è chi è già stato in vacanza ed è ritornato, c'è chi sta partendo adesso per le vacanze; in entrambi i casi c'è una categoria di persone - come me - che utilizza l'automobile, che sa qual è quella MALEDIZIONE delle cosiddette partenze nei giorni da «bollino rosso» (o - peggio - da «bollino nero») in autostrada, con quelle interminabili file ai caselli autostradali.
Eh già, perché le autostrade si pagano (si paga il pedaggio) e quindi bisogna, all'ingresso, prendere il biglietto e all'uscita dare il biglietto al casellante (o alla macchinetta) e pagare l'importo dovuto.
Che è una procedura piuttosto farragginosa: se fosse possibile effettuare il pagamento più velocemente?
Beh, in realtà è possibile: per esempio si può utilizzare il bancomat, le carte di credito, etc. addirittura pagando il pedaggio con il bancomat, sotto certi importi non è nemmeno necessario digitare il PIN, quindi è possibile dare al casellante il biglietto e la carta bancomat e, dopo qualche istante, ti ridà la carta bancomat e hai già pagato il pedaggio!
Ciò non toglie che la procedura rimane comunque lenta: c'è da fare sempre questa fila colossale: se ci fosse un sistema per automatizzare tutto quanto, in maniera da rilevare velocemente chi è all'ingresso dell'autostrada, rilevare velocemente chi è all'uscita dell'autostrada, effettuare il pagamento direttamente con l'addebito in conto… sarebbe una cosa molto, molto comoda.
Eh, se solo si potesse fare così, se ci fosse una tecnologia per fare qualcosa del genere: per esempio un transponder a bordo del veicolo per identificare chi sta passando…
OH, GUARDA UN PO': ecco il Telepass, l'edizione italiana del sistema di “telepedaggio”.
Questo sistema funziona: permette - appunto - di effettuare le procedure di pagamento del pedaggio senza fermarsi al casello, letteralmente.
E questa è una tecnologia, in realtà, non molto nuova, perché è stata introdotta all'inizio degli anni '90: infatti vorrei parlarvene oggi, in questo nuovo episodio di Diario di Viaggio on the road #OperazioneNostalgia
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In italia il sistema di telepedaggio è stato implementato con i dispositivi Telepass nel 1989 in ambito sperimentale, e poi la sperimentazione la si è estesa, facendolo diventare un sistema vero e proprio, nel corso del 1990: spingendo soprattutto sull'idea dei mondiali di Italia 90 e sul cercare di mostrare una grande innovazione in Italia proprio per quel periodo.
Ed è stata una spinta molto importante quella dei mondiali di Italia 90, perché proprio nel 1990 i “varchi telepass” sono stati introdotti in quasi tutti i caselli autostradali più importanti (caselli autostradali italiani): ormai - fondamentalmente - in pressoché tutta la rete autostradale a pedaggio è disponibile almeno UN varco telepass.
Il meccanismo di funzionamento del telepass è abbastanza semplice: utilizza una frequenza radio a bassa portata (intorno ai 5.8 GHz), l'utente ha - a bordo del veicolo - un piccolo transponder (appunto il dispositivo telepass) e il transponder trasmette un segnale (che è il proprio ID numerico) a un'antenna che si trova sul casello.
In realtà il sistema è un attimo più complesso del semplice "transponder e antenna", e utilizza un sistema di accensione e spegnimento dinamico del transponder attraverso l'oscillatore di trasmissione.
Questo meccanismo permette di avere l'alimentazione integrata direttamente nel transponder: questo transponder è sigillato, non lo si può aprire; ha una batteria interna, ma è una batteria di una durata ESTREMA.
Tutto comincia in prossimità del casello, quando si entra sulla corsia dedicata agli utenti telepass: sotto l'asfalto c'è una prima antenna (detta «boa»), è la cosiddetta «antenna di accensione».
Una telecamera in prossimità del casello inquadra il passaggio del veicolo, quando un veicolo si avvicina al casello (al varco telepass), il sistema fa trasmettere all'antenna di accensione (alla boa di accensione) un segnale radio che eccita l'oscillatore del transponder: il transponder si accende e trasmette il proprio ID.
Il proprio ID viene trasmesso a una seconda antenna (che si trova sul casello), che legge l'ID (il numero identificativo) del dispositivo, mentre - nel frattempo - una telecamera sul casello legge anche la targa del veicolo e verifica la "forma del veicolo" (quindi per determinare la "classe" di appartenenza del veicolo), in maniera tale da avere un raffronto completo: "$QUESTO è il telepass, $QUESTO è il veicolo, tutto OK" e - a questo punto - invia un comando alla sbarra, che si apre.
Questo che vi ho appena detto, in realtà, avviene in - letteralmente - uno o due decimi di secondo: c'è una procedura molto lunga, ma avviene letteralmente in un lampo.
Una volta che viene superato il varco telepass, c'è una terza antenna (una terza boa) che è la «boa di spegnimento»: superato quest'antenna, viene trasmesso al veicolo (e quindi al transponder) il segnale di spegnimento del transponder stesso, e quindi il telepass a questo punto si spegne e rimarrà spento sino a quando non passerà di nuovo da un altro varco telepass, che chiederà la sua accensione.
Questo è il motivo per cui, quando si passa da un varco telepass, il dispositivo emette due beep (uno in prossimità del varco e uno subito dopo aver oltrepassato il varco): sono il tono di accensione e il tono di spegnimento.
La telecamera che inquadra la targa serve ad assicurarsi che la procedura sia andata correttamente, soprattutto perché - per esempio - nel mio caso (il "telepass family") è un solo dispositivo che può coprire tutte le auto di casa: io posso utilizzarlo su - se non ricordo male - fino a quattro (o cinque) veicoli differenti, semplicemente registrando le targhe sul sito internet, perché non è un dispositivo univoco.
Quando il dispositivo passa dal varco telepass quello che registra dal telepass è il numero ID, poi viene associato il numero ID al mio conto corrente e mi viene addebitato sul conto corrente l'importo del pedaggio.
Il sistema è molto affidabile e permette di operare ai caselli molto velocemente: letteralmente "non c'è bisogno di fermarsi", si passa dal casello a bassa velocità; ma questo è il piccolo "difetto": mentre l'autostrada la si percorre a una velocità - naturalmente - sostenuta (c'è il limite, in Italia per esempio, di 130km/h), in prossimità del casello (quando si passa al varco telepass), si deve passare a bassissima velocità (a velocità generalmente non superiore ai 30~40 km/h), perché si deve avere la possibilità di lasciare il tempo al sistema di identificare il veicolo, inviare il segnale di accensione del dispositivo, leggere il dispositivo, dare il tempo alla barra di aprirsi etc.
Inoltre questo sistema - ovviamente - non è esente da errori: può succedere che il sistema non identifichi correttamente il veicolo, che la telecamera non riesca a leggere correttamente il numero di targa, quindi possono succedere tantissimi fattori che influiscono e quindi può anche succedere che si arrivi al varco telepass, il dispositivo suoni, ma la barra non si apre (cosa che mi è successa personalmente un paio di volte): anche questo è un motivo aggiuntivo per cui s'invita l'utente telepass a percorrere la corsia riservata a bassa velocità, per essere pronto a frenare qualora la barra non si aprisse.
Il sistema adesso si è aperto per moltissime altre cose, oltre ai pedaggi autostradali: si utilizzano sistemi di telepedaggio anche per molte zone di parcheggio (molti parcheggi/autosili); si utilizza addirittura - per esempio - a Milano per accedere nell'Area C; si utilizza in alcuni comuni per accedere alle Zone a Traffico Limitato; lo si utilizza sullo Stretto di Messina (con la società Caronte & Tourist) per effettuare il biglietto senza la necessità di fermarsi in biglietteria…
Ma, nonostante le grandi innovazioni che nel corso del tempo permettono di utilizzare il dispositivo per pagare automaticamente sempre più cose, la tecnologia che c'è alla base del dispositivo - appunto - è stata sviluppata alla fine degli anni '80 (nel 1989 è stato presentato) e il dispositivo esiste, almeno in Italia, dal 1990.
La funzionalità del dispositivo anzitutto è nata nell'ambito professionale (quindi per gli autotrasportatori); nel 1998 è nato il "telepass family" che è quello per le famiglie, per i privati, e nel 2005 il sistema telepass si è aperto anche per i motociclisti.
Sistemi simili per il pagamento del pedaggio sono presenti un po' in tutto il mondo e, particolarmente in tutta Europa, si sta cercando di giungere a un sistema unico per il pagamento del pedaggio tramite telepedaggio, che permetterebbe in questo modo agli utenti di viaggiare in Europa senza doversi premunire di meccanismi come - per esempio - gli adesivi autostradali che si usano in alcuni stati, o situazioni similari, e questo - naturalmente - aiuta a sveltire il traffico.
Voi che cosa mi raccontate? Sapevate che cos'è il telepass? Sapevate che esiste questo meccanismo da così tanto tempo?
Sapevate che - negli ultimi trent'anni - il servizio si è esteso a molte funzionalità, ma la tecnologia che c'è alla base del servizio, in realtà è rimasta fondamentalmente immutata negli ultimi 30 anni?
Voi avete il telepass? Oppure vivete in Sicilia o in Campania, dove esiste anche una versione ricaricabile del dispositivo?
Non lo so: parliamone nei commenti qua sotto oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene, io sono Grizzly, questo era #OperazioneNostalgia
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