domenica 12 luglio 2020

VLOG 327: Sono stato truffato da WindTre?

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
Veloce antefatto: 1997~1998, sono un soddisfatto utente di Infostrada, utilizzo il servizio già da un po' di tempo, mi trovo molto bene, le tariffe sono interessanti; improvvisamente un giorno - scorrendo la bolletta (guardando nel "dettaglio degli addebiti") - mi casca l'occhio: c'è una chiamata in Spagna.
Di tre secondi, del costo approssimativo di 60 lire (circa € 0,03), e mi chiedo:
-Com'è possibile che ci sia una chiamata in Spagna di tre secondi?
Beh: Spagna, il prefisso internazionale è 0033, per esempio Caltagirone il prefisso è 0933. Ecco che allora penso:
Vabbè: magari dovevo chiamare qualcuno a Caltagirone, m'è scappato il dito, ho sbagliato numero e - visto che subito dopo NON C'È una chiamata a Caltagirone - probabilmente ho detto "Aspetta, ho sbagliato numero, ce l'ho memorizzato sul cellulare" ho fatto col cellulare.
Quindi non ho neanche guardato il dettaglio degli addebiti: sicuro che fosse quello, poi: 60 lire, tre secondi di chiamata!
È ovvio che è:
-C'è Tizio? No? Ho sbagliato numero!
Qualche mese dopo, mentre scorro l'elenco delle chiamate, di nuovo.
Francia, quattro secondi (80 lire: € 0,04).
E di nuovo penso:
"Ok: Francia 0034; 0934 sarebbe Caltanissetta."
Però io non conosco nessuno a Caltanissetta… guardo un po': dopo NON CI SONO chiamate a Caltanissetta, guardo il dettaglio della bolletta del cellulare e NON CI SONO chiamate a Caltanissetta…
-Beh: 80 lire (€ 0,04), gli vorro contestare 'na chiamata di quattro centesimi? Insomma, oh! AVRÒ SBAGLIATO NUMERO!
Però è strano…
Passa un altro po' di tempo (un altro paio di mesi), una puntata di Striscia la Notizia parla di questo stranissimo fenomeno che tutti gli utenti di Infostrada (o pressoché TUTTI gli utenti di Infostrada) nelle loro bollette trovano - ogni tanto - una chiamata in Francia, una chiamata in Spagna o una chiamata in Germania… di un massimo di cinque secondi, di un costo di 100 lire… 'na caramella: meno di una caramella!
Decine di migliaia di utenti che si vedono addebitare 80~100 lire per telefonate che NON HANNO FATTO
Di nuovo: sì, è una caramella. Sì.
Ma se 100mila persone si vedono addebitare 100 lire, so' dieci milioni!
È un attimo: qualcosa non quadra. Striscia la Notizia ne parla, chiede notizie a Infostrada, che
-Ma no: ma sarà stato l'utente che ha sbagliato!
-Ma guardi: l'utente che ha sbagliato… UNO, non decine di migliaia!
E guarda un po': Infostrada promette che farà dei controlli, promette che verificherà… fatto sta che queste telefonate spariscono.

Infostrada era un operatore di rete fissa, poi si è fuso con Wind (per la telefonia mobile) e - da poco - Wind si è fusa con Tre: WindTre, che è un grande operatore di telefonia (fissa e mobile), e il 3 luglio 2020 WindTre è stato sottoposto a un'indagine, sono state indagate una decina di persone (tra cui anche proprio tra i vertici di WindTre) e sono stati sequestrati una decina di milioni di euro.
Per via di una presunta truffa che riguarda i servizi a microabbonamento.
Ne parliamo oggi, un po' più in dettaglio, in questo episodio di Diario di Viaggio on the road, per cui cominciamo: sigla!
[🎵🎶]

Cos'è un servizio in microabbonamento?
Tu hai il tuo bel telefonino, ma t'interessa - non lo so - ricevere l'oroscopo giornalmente: un bel SMS ogni mattina con l'oroscopo del giorno.
Bene: ci sono dei servizi che ti permettono di ricevere l'oroscopo del giorno, oppure la suoneria "più hit del momento" o la qualsiasi altra fesseria ad un costo minimo:
  • per € 2/settimana, ogni giorno ti mandiamo l'oroscopo
  • per € 5/settimana, ti mandiamo tre suonerie alla settimana: le migliori hit dell'estate
Bene: tu paghi questo abbonamento con il tuo credito, sono - appunto - dai due ai cinque euro a settimana, e hai a disposizione questo servizio.
Se lo hai chiesto, se ti interessa, ci può anche stare: è un modo molto semplice di fornire questo servizio, inoltre questo piccolo abbonamento che paghi (per esempio € 2/settimana), il 50% va al tuo operatore di telefonia che veicola il messaggio (che veicola il servizio) e il 50% a chi crea il servizio (per esempio a quello che - giornalmente - prepara il tuo oroscopo); quindi di € 2 che paghi alla settimana, un euro va al tuo operatore di telefonia e un euro al fornitore del servizio dell'oroscopo (della suoneria, di quello che sia…)
Cinque euro a settimana? Stesso discorso: € 2,5 all'operatore, € 2,5 al fornitore del servizio (in realtà le percentuali sono leggermente diverse, ma il principio alla base è quello).

Bene. Dicevo: se ti sei fatto questo abbonamento perché sei interessato in questa cosa, ci può stare.
Il problema è quando NON HAI fatto quest'abbonamento a questa cosa, perché se tu hai un microabbonamento a € 5/settimana, ma usi il telefono per telefona' due volte alla settimana…
tu - ogni settimana - sei lì a ricaricare € 5 di credito, fai una telefonata e IMPROVVISAMENTE S'È FINITO IL CREDITO SUL TELEFONO!
-Eh, ma com'è possibile?
C'è MOLTO di peggio!
Nel 2018 attivo una SIM con Wind, una SIM molto speciale. Si chiama “Smart Security”, è una SIM che non si mette su uno smartphone per utilizzarla giornalmente portandosi appresso il telefono: è una SIM che si mette su un impianto di «teleallarme», serve SOLO PER QUELLO (per impianti di teleallarme, per i GPS veicolari…), perché ha una tariffa molto speciale, molto ridotta.
Mi dava a disposizione ogni mese 50 minuti di chiamate, 250 SMS e 500Mb di internet. Scaduti i 500Mb di internet, non naviga; scaduti i minuti e gli SMS, ci sono ogni singolo SMS a € 0,29 e ogni singola chiamata a € 0,29/minuto (sui secondi effettivi di conversazione).

Questa SIM è speciale perché - innanzi tutto - non scade dopo un anno dall'ultima ricarica, ma dopo DUE ANNI dall'ultima ricarica.
Questa SIM ha un costo annuale (€ 24,90: si paga una volta all'anno e - ogni mese - alla scadenza mensile si rinnova il conteggio degli SMS, dei mega di internet e dei minuti), FA SOLO QUESTO.
Su questa SIM non sono attivi tutta una serie di servizi e NON SONO ATTIVABILI tutta una serie di servizi, proprio perché è destinata a essere messa in un impianto di teleallarme.
Sul contratto c'è scritto:
i servizi in microabbonamento non sono attivabili su questa SIM: sono disattivati dalla centrale
Gli SMS della banca (che sono a pagamento) sono disattivati su questa SIM da centrale perché questa SIM deve essere usata solo (ad esempio) per un dispositivo di teleallarme.
Bene: metto questa SIM nel mio impianto di teleallarme, funziona tranquillamente, viene prelevato il costo dell'abbonamento (di € 24,90): c'era un po' di credito sopra, quindi gli rimangono € 1,10 (una roba del genere); si rinnova dopo il primo anno (gli avevo fatto un'altra ricarica, quindi altri € 25~€ 30, adesso non mi ricordo), fatto sta che - fatto il rinnovo - ci restano € 3,10 sulla SIM.

Benissimo: la SIM funziona, finché una bella mattina attacco l'impianto di allarme e NON MI ARRIVA l'SMS di notifica che ho attaccato l'impianto di allarme, e mi chiedo "come mai?"
Provo a far scattare l'allarme e NON MI ARRIVA L'SMS né la chiamata!
-Oddio: si è guastato l'impianto di allarme! Aspetta: vediamo se non è successo qualcosa a livello della SIM
L'impianto di teleallarme mi permette di utilizzarlo come un telefono a vivavoce, provo a comporre il mio numero di cellulare
-Vediamo un attimo: magari non prende, è successo qualcosa alla SIM…
Invece no: la prima cosa che sento dall'impianto a vivavoce è: "Wind - messaggio gratuito - il suo credito residuo è insufficiente"
-Ma come "insufficiente"? C'erano € 3,10 e - al di là del "c'erano € 3,10" ci sono i minuti e gli SMS! Com'è possibile che mi dice che il credito è insufficiente?
Vado nell'area riservata e il credito è NEGATIVO.
Chiamo il 155:
-Scusi ma… la mia SIM mi dice che il credito è negativo: ma com'è possibile?
-Eh, probabilmente si è attivato un servizio a microabbonamento.
-Scusi: com'è possibile?
-Eh… magari lei ha clickato…
-CHE COSA "HO CLICKATO"‽‽ È una Smart Security: sta nel mio impianto di teleallarme! GLI È CRESCIUTA LA MANINA ALL'ALLARME E S'È MESSO A CLICKARE‽‽
[click del mouse 👍]
-Eh no… allora… effettivamente ci dev'essere stato un errore di rete… adesso vediamo… provvediamo… controlliamo…
Insomma: dopo una settimana mi ripristinano il credito.
Dopo un mesetto di nuovo la SIM non mi invia messaggi e non mi chiama.
Vado a controllare nell'area riservata: stavolta il credito non è negativo,
risultano esserci € 0,03
Però non risulta esserci traffico… richiamo il 155:
-Senta, la SIM è una Smart Security, com'è possibile che il credito è sceso, se non risulta nemmeno traffico? A parte che - se ci fosse traffico - prima di tutto dovrebbe intaccare i minuti e gli SMS del piano mensile!
-Eh, ma sa… ma qua… ma là… ma forse c'è un trasferimento… ma forse c'è questo… ma forse lei ha clickato…
-A RIDAGLI CON ’STO "HA CLICKATO"! È un impianto di teleallarme!
-Ah non lo so… vediamo… facciamo… diciamo…
Insomma, mi faccio ripristinare il credito, non appena mi ripristinano il credito prendo UN'ALTRA SIM (di un altro operatore) e faccio la portatilità del numero: proprio - come si sul dire - LO SFREGIO, perché tanto potevo buttarla via: quel numero ce l'avevo SOLO IO!

Arriviamo al 3 luglio 2020: indagine a WindTre per i servizi in microabbonamento, perché, com'era successo per le telefonate in Francia, in Spagna, di Infostrada: ma cosa vuoi che siano 60 lire? 80 lire? Neanche una caramella!
Adesso il microabbonamento: cosa vuoi che siano € 2/settimana, € 5/settimana? Sì, insomma, son pensantucci.
Sì, ma se a un milione di utenti ogni settimana gli prendi € 5, fanno CINQUE MILIONI DI EURO A SETTIMANA!
Fanno VENTI~VENTICINQUE MILIONI DI EURO AL MESE!
Ecco che diventa un business molto interessante!

Diversi utenti si trovano in questa situazione, e talmente tanti utenti che - durante la conferenza stampa a seguito dell'indagine - lo stesso magistrato (uno dei magistrati che ha iniziato quest'indagine) dice di essere stato coinvolto anche lui: di essere una vittima anche lui: c'aveva una SIM Wind e gli continuava a scendere il credito pure al magistrato!
Ma naturalmente questo è partito contro WindTre, ma è stata fatta una segnalazione all'Antitrust perché si operasse anche verso gli altri operatori. Ma con WindTre c'è qualcosa di MOLTO PIÙ GROSSO perché - a quanto pare - c'era la connivenza di aziende esterne che raccoglievano DECINE E DECINE di numeri di telefono a cui attivare questi servizi A CASO, e tra questi c'erano una marea di SIM "machine-to-machine" (TRA CUI LA MIA!): le SIM machine-to-machine sono le SIM che non le metti nello smartphone, sono le SIM che metti su dispositivi come teleallarmi, come tracciatori GPS della macchina, roba di questo genere: il tracciatore GPS che metti al collare del cane.
-Eh: ha attivato il servizio della suoneria predefinita per scaricarsi la suoneria di Mark Arata di Enseñalas ogni settimana.
-Eh sì, e cos'è: il cane che si toglie il tracciatore GPS, mette la SIM sul cellulare e si scarica 'na suoneria?
Vedete come è facile parlare di piccole cifre e com'è facile far diventare le "piccole cifre" cifre di una certa importanza? Vedete com'è facile fregare centinaia di migliaia di utenti… € 2/settimana a 100mila utenti (senza andare troppo lontano: non voglio dire € 5/settimana a un milione di utenti); € 2/settimana a 100mila utenti son 200mila euro/settimana, un milione di euro al mese.
[schiocca le dita] così!
-Eh, ma lei ha clickato!
-E vabbè: allora disattivatemelo!
-Ecco, è disattivato. E fra un mese/fra due mesi/fra tre mesi lo riattiviamo! Oppure, visto che c'abbiamo 20~30 milioni di utenti, a scaglione ne attiviamo 300mila, mano a mano che li disattiviamo, ne attiviamo altri! Chi vuoi che se ne accorga?
E poi: quando qualcuno se ne accorge "eh, ma lei ha clickato"
Ma che cosa ho clickato?
Voi che mi raccontate? Siete stati vittima (o siete TUTTORA vittima) di servizi in microabbonamento? Questa cosa è successa con moltissime persone sopra una certa età, perché pare fargliela apposta: verificate le SIM dei vostri genitori, dei vostri nonni.
Vi è successo qualcosa del genere? Vi era successo questa cosa?
Magari siete stati clienti di Infostrada e anche voi avete avuto queste telefonate di 3~4 secondi in Francia/in Spagna/in Germania?
Ci sono altre cose, non proprio corrette, che hanno fatto con voi gli operatori di telefonia (fissa o mobile)?
Parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Sono molto curioso di sapere un po' che cosa ne pensate, o di sapere un po' che cosa è successo.
Come sempre io sono Grizzly: spero di essere riuscito non solo a intrattenervi ma - soprattutto - a farvi aprire gli occhi su un fenomeno di costume particolarmente fastidioso e particolarmente pericoloso per le tasche di tantissime persone; se ce l'ho fatta - come sempre - vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici, anche su WhatsApp, Telegram e le altre app social, in particolar modo con i vostri amici che si lamentano che continuano a ricaricare il telefono, ci fanno due telefonate e gli va giù il credito, affinché vadano a controllare che non ci siano attivi questi servizi in microabbonamento.
Iscrivetevi al mio canale YouTube: è gratuito… (gratuito: non c'è il microabbonamento!) e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto.
Vi ricordo il canale Telegram (sul doobly-doo e sulla scheda) per ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video o vado live sulle app social e ricevere piccole curiosità e dietro le quinte: è gratuito anche quello!
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi su #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly e ho concluso, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 5 luglio 2020

VLOG 326: Servizi telefonici con operatore #OperazioneNostalgia

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-Buongiorno
-Salve: la posso aiutare?
-Sto cercando il sig. Grizzly…
-Sì: sono io, mi dica pure.
-Sono della società dei telefoni.
-Dei… telefoni? Ma il mio telefono funziona [Suono del tono di linea]
-No, no: ho semplicemente un avviso per lei!
-Ah! Grazie!
-Di nulla! Buona giornata.
-Buona giornata a lei…

Il sig. Canter (Cavaliere Canterino) le telefonerà questa sera, in teleselezione, alle ore 18:30…
[rumori di smanettamento sul telefono 📲]
-Canter? Buongiorno: sono Grizzly.
Senti: io capisco che… tutta la cavalleria, tutto l'essere educati e tutto il Mandare un Messaggio Prima di Farmi una Telefonata, ma… santo cielo: fai il mio numero e chiamami! C'è bisogno di tutto questo karaoke?
Sì: lo so che questo servizio con l'operatore era una cosa che volevi provare… sì: ti capisco, e…
Ma certo: di questi servizi con l'operatore, di queste cose che c'erano una volta nel passato ne parliamo giusto oggi, in questo episodio di Diario di Viaggio on the road #OperazioneNostalgia
[🎵🎶]

Con l'avvento del Servizio Telefonico Universale abbiamo costruito la rete globale di telefonia (fissa e mobile): in questo modo siamo in grado di contattare qualsiasi persona, che sia il nostro vicino di casa o che si trovi dall'altra parte del mondo (letteralmente), semplicemente componendo il suo numero di telefono.
Ovviamente non è stato sempre così e - per cominciare - sicuramente mi riferisco anche al principio di “comporre un numero di telefono”, riferimento a un precedente episodio di #OperazioneNostalgia che ci parla proprio di numeri di telefono.
Prima di continuare, link di quell'episodio sul doobly-doo e sulla scheda, se volete andate, dategli un'occhiata: potrete approfondire un po' quello che è il discorso dei centralinisti.
Ma oggi quello di cui voglio parlarvi è un'altra cosa; l'avvento della rete di telefonia globale (del Servizio Universale di Telefonia) sicuramente ha reso il mondo molto più piccolo e tutte le persone più vicine.
All'inizio c'erano i centralinisti, quindi quando io volevo contattare una persona, alzavo la cornetta, mi mettevo in contatto (automaticamente) con il centralinista, chiedevo al centralinista chi volevo contattare:
-Sono Grizzly, vorrei contattare Canter, il Cavaliere Canterino
e il centralinista cercava il numero del sig. Canter, metteva in contatto il sig. Canter e ci permetteva di conversare.
Con l'avvento dell'automazione (dei commutatori Strowger) e poi di tutte le reti di telefonia (con l'avvento dei numeri di telefono) molte di queste procedure - naturalmente - si sono automatizzate.
Ma ciò non toglie che il Servizio Universale di Telefonia si rivolgeva - quindi - a persone che avevano anche una certa idea del funzionamento del sistema telefonico, ma anche a persone che potevano essere un tantino confuse sul funzionamento del sistema di telefonia.
O persone che avessero qualche difficoltà a utilizzare - in particolar modo - determinate cose: per esempio una persona che doveva contattare una famiglia, non è detto che conoscesse il numero telefonico della famiglia, quindi serviva un operatore che gli fornisse informazioni su quale fosse il numero di telefono di quella famiglia.
Inoltre, all'inizio non è che la rete telefonica fosse diffusa in tutte le case: c'erano solo alcuni telefoni.
Una cosa molto tipica era l'esistenza del cosiddetto «Posto Telefonico Pubblico» (il PTP): era un luogo, per esempio un bar, un'attività commerciale, un ristorante, che nel paese aveva la linea telefonica, faceva da luogo di aggregazione perché era anche il luogo nel quale si potevano ricevere le telefonate da parte di quelle persone che non avessero la linea telefonica in casa.
E allora lì come si faceva a ricevere le telefonate?
Beh, è semplice: bisognava organizzarsi in maniera tale che, quando era un determinato orario, non so: "alle dieci del mattino ci sentiamo telefonicamente"; quindi io alle dieci del mattino mi facevo trovare presso il Posto Telefonico Pubblico, in maniera tale che chi mi chiamava, chiamava il Posto Telefonico Pubblico e mi trovava lì.
E come ci si organizzava per essere lì alle dieci del mattino? Ci si organizzava telefonicamente?
Beh, ovviamente no: era abbastanza complesso; quindi quello che si faceva era: si aveva un'abitudine che si era preparata per lettera (per esempio "ci sentiremo ogni primo lunedì del mese alle dieci del mattino presso il Posto Telefonico Pubblico"); ma in caso contrario, se c'era qualcosa di relativamente urgente da dire - e parliamo di inizio del ’900: il relativamente urgente non era subito e immediato, quindi quello che si faceva era di inviare una nota (un biglietto) alla persona, chiedendogli - a una determinata ora - di presentarsi presso il Posto Telefonico Pubblico per ricevere una chiamata; e questo era un servizio offerto proprio dall'operatore telefonico (all'epoca dalla SIP): tu chiamavi l'operatore, gli chiedevi di fare una chiamata con preavviso scritto, e veniva un addetto della SIP a casa del destinatario a portare un biglietto, avvisandolo che a una determinata ora… (generalmente questo biglietto lo si mandava il giorno prima, oppure la mattina per la sera, quindi diciamo con almeno otto ore di preavviso) si mandava questo biglietto chiedendo alla persona, a una determinata ora, di trovarsi presso il Posto Telefonico Pubblico per poter ricevere una conversazione.
A questo punto non è che la persona che doveva contattare a quell'ora chiamava: semplicemente era SIP che, all'ora prestabilita PRIMA contattava il chiamante, lo metteva in attesa, gli diceva:
-Bene: adesso io contatto il Posto Telefonico Pubblico. Appena sono in contatto con la persona che sta cercando, vi metto in connessione tra di voi.
E questo era il servizio, ovviamente aveva un costo; così come c'era questo servizio, c'erano servizi più specifici per svolgere alcune informazioni, per esempio il servizio più utilizzato che è stato, per anni, il "Servizio 12" (Informazioni sull'Elenco Abbonati) per scoprire i numeri di telefono delle persone - magari di un'altra città, perché non avevi l'elenco telefonico di quella città - o perché quella persona magari aveva cambiato numero e quindi avevi ancora il vecchio elenco col vecchio numero.
Purtuttavia con la liberalizzazione del mercato della telefonia, introdotto anche dall'Europa, nel 2005 è stato chiuso il servizio 12 ed erano arrivati - nel frattempo - vari servizi di informazioni per gli utenti telefonici, legati ad altre numerazioni.
Già dall'anno 2000, per esempio, Vodafone aveva introdotto il "Servizio Duemila" (poi diventato 89-2000) e poi sono arrivati i vari numeri.
Dal primo ottobre 2005 nacquero i numeri destinati al Servizio Elenco Abbonati legati sempre alla "decade 12", quindi c'erano servizi come il 1212, il 1240, il 1254, il 1288, il 1299 etc. e poi c'erano altri servizi, con l'892xxx.
Erano tutti quanti numeri a pagamento per servizi aggiuntivi: gli 892 a pagamento MOLTO ELEVATO (erano più di un euro al minuto).
Ora cosa succedeva con questi servizi di informazione agli abbonati? Tu chiamavi e chiedevi - per esempio - il numero telefonico di Canter, il Cavaliere Canterino; l'operatore ti dava il numero di telefono e ti diceva:
-Se desidera, la posso anche mettere direttamente in contatto con questo signore!
Quando tu chiamavi il servizio abbonati pagavi circa un euro al minuto, se l'operatore ti metteva in contatto con l'utente, tu CONTINUAVI a pagare un'euro al minuto!
E quindi sono successe una serie di controversie, perché molte persone non sapevano questo discorso e si sono viste recapitare bollette telefoniche pesantissime.
Finché l'AGCOM ha messo due importantissimi paletti a questa situazione.
Il primo paletto (quello TUTTORA attivo, ed è quello sul quale sono state - anche - emesse delle sanzioni molto gravi) è il seguente:
se un'utenza ha una media di traffico, una media di bolletta, che è abbastanza prestabilità nel corso dell'anno (non so: 60~70 euro ogni bimestre), se l'operatore rileva IMPROVVISAMENTE una crescita esponenziale del traffico, non è che può presentare così - all'improvviso - una bolletta di 40~50mila euro: appena c'è una salita del traffico che supera il 100% della media (quindi appena la bolletta si raddoppia), l'operatore è tenuto OBBLIGATORIAMENTE a bloccare il traffico in uscita, contattare l'utente e verificare che sia tutto a posto.
Mandare semplicemente all'utente di telefonia una bella bolletta da 45mila euro significa:
  1. non vedere il becco di un centesimo;
  2. beccarsi una multa PESANTISSIMA;
Inoltre, per mettere un bel paletto a questo discorso, i vari servizi informativi in 892 e in 12 (in quello che sia: tutti i numeri a sovrapprezzo) hanno un limite di costo che è di € 12,01: nel momento in cui la telefonata è costata € 12,01 la linea si deve INTERROMPERE, IMMEDIATAMENTE.
La singola telefonata non può costare più di quella cifra, se all'improvviso le bollette lievitano, all'improvviso non esiste che l'operatore manda il bollettone: deve SUBITO contattare l'utente.
Per cui ci sono queste limitazioni, che sono state delle cose che sono uscite dopo molto tempo, dopo molte lamentele, dopo molti casi MOLTO IMPORTANTI.
Comunque questi erano i servizi con l'operatore: adesso - con l'avvento di internet - uno cerca un numero di telefono? Lo cerca su internet; ha bisogno di un servizio aggiuntivo? Lo guarda su internet.
E - grazie alla telefonia mobile - non mi serve più di tanto sapere il numero di telefono di qualcosa: o guardo su internet o, se cerco una persona, dovunque si trovi questa persona la rintraccio al cellulare, quindi non si pongono più questi problemi.
Ma ci sono stati questi servizi, come questo bellissimo servizio della chiamata con preavviso da parte dell'operatore, che ti portava un biglietto.
Ecco la mia domanda: voi sapevate che c'erano stati questi servizi? Magari sapevate del servizio 12, ma immaginavate che c'era il servizio in cui una persona vi portava un biglietto e vi diceva "C'è questo tizio che vi chiamerà a questa determinata ora"?
Sapevate che esistevano i Posti Telefonici Pubblici, che erano un modo di avere un telefono a disposizione anche se non si aveva la linea telefonica in casa? Ci sono altre curiosità sulla telefonia che vi piacerebbe che io approfondissi? Parliamone con i commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene: io sono Grizzly, questa era #OperazioneNostalgia
Come sempre vi invito a mettere pollice-in-alto, condividere questo vlog, iscrivetevi al canale: noi ci vediamo alla prossima puntata, ciao a tutti!

domenica 28 giugno 2020

VLOG 325: La metà oscura

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
Nel luglio del 2004 nasceva il mio primo blog, “Diario di Viaggio.”
Diario di Viaggio è stato il «compagno» di mille avventure, non a caso (anzi: in realtà un po' più di mille, perché ci sono quasi 1500+ articoli, ad oggi).
È stato un'importante pagina della mia storia: sono stato un blogger e - in fondo - Diario di Viaggio on the road è quello che «è seguito» al blog: è stato un modo di promuovere il blog, di farlo diventare qualcosa in più… oppure (come dice il buon Filippo, Altroquando):
sono sempre un blogger a cui, semplicemente, si è rotta la tastiera
Visto che sottotitolo i miei video, in realtà la tastiera non si è rotta e funziona ancora, ma mi è piaciuta molto quest'idea.
Comunque: nel luglio del 2004 nasceva Diario di Viaggio, però sentivo l'esigenza di trovare uno spazio per qualcosa di un pochino più specifico.
All'inizio è stato un blog anche quello, ed è le Pagine Oscure (nato a settembre del 2008), adesso l'estensione delle Pagine Oscure - secondo me - è, naturalmente, #SenzaFiltro, il mio canale di vlog su Pornhub.
Bene. Oggi vorrei parlarvi di quello che è - in generale - un po' l'idea del «lato oscuro» e lo vorrei fare parlando del lato oscuro del mio blog, per cui cominciamo questo episodio (un po' più dark del solito, probabilmente) di Diario di Viaggio on the road: sigla!
[🎵🎶]

In un episodio de I Simpson il buon Homer è accusato di aver molestato una baby-sitter.
Durante l'episodio vediamo che va a una trasmissione televisiva, per cercare di chiarirsi, ma il risultato è che questa trasmissione televisiva fa un uso [ehm!] particolarmente creativo [ehm!] del video editing [ehm!] per lanciare un messaggio [ehm!] che non sta né in cielo né in terra! [ehm!]
Bene: oggi vorrei parlare di un canale YouTube che è dedicato ai Simpson e che utilizza in maniera particolarmente creativa il video editing. [ehm ehm!]
Se lo guardiamo "dall'esterno" quello che possiamo dire è:
vabbè, è un canale di YouTube poop sui Simpson.
Perché - in fondo - quello che fa è rimontare gli episodi de I Simpson (scenette dagli episodi de I Simpson) creando un significato completamente diverso.
Però quello che fa a livello di editing è estremamente ben curato nel cercare di lanciare dei messaggi totalmente allucinanti creando una sorta di Faccia Nascosta della Luna (un Dark Side of the Moon) nell'ambito dei Simpson.
Le Pagine Oscure dei Simpson, che è qualcosa di molto, molto interessante: è un esperimento - secondo me - veramente meritevole, eppure anche un tantino inquietante.
Il canale si chiama Dark Simpsons, ve lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda e, se vi piacciono i Simpson, vi consiglio di andare a dargli un'occhiata, ma vi avverto prima: ^^tutti i suoi contenuti sono DANNATAMENTE INQUIETANTI!
Cominciamo col parlare di Pulp Fiction e vediamo una sorta di parodia di Pulp Fiction fatta con i Simpson, ed è qualcosa di veramente molto interessante e fa vedere sotto un occhio diverso, per esempio, il personaggio di Herman (questo strano tizio con un solo braccio e con una storia molto travagliata alle spalle): questo rende questa storia ancora più strana, sicuramente.
Ma soprattutto sin da subito questo montaggio mette in evidenza le grandissime doti di editing dello youtuber, che riesce a lanciare questo messaggio completamente diverso con, veramente, grandissima maestria.
Quindi il primo video che vi segnalo del canale Dark Simpsons è la parodia di Pulp Fiction: video che trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda, andate e dategli un'occhiata e vedrete che… ne rimarrete stupiti, perché veramente è qualcosa di molto sottile ma molto, molto ben fatto.
E restando nell'argomento oscuro (in fondo il pane quotidiano di questo canale) e parlando anche un po' di quelli che sono i movimentati fatti di cronaca di questi giorni, parliamo un po' di violenza della polizia, e ne parliamo analizzando un video che vuole raccontarci la storia della violenza della polizia sotto il punto di vista di Springfield, con un comportamento pesantemente discutibile da parte del Commissario Winchester.
Ecco quindi che il secondo video che vi voglio segnalare, che in parte è una sorta di denuncia per la corruzione e la violenza della polizia americana, e dall'altra è un modo di guardare con la simpatia e la peculiarità di questo personaggio e con questo editing molto, molto particolare.
Per cui il secondo video che voglio segnalarvi, del canale Dark Simpsons, è quindi La condotta di Winchester (minisodio 6): video che trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda, andate e dategli un'occhiata. Il canale si chiama Dark Simpsons e fa questi montaggi, questi editing molto particolari, in cui costruisce degli episodi dei Simpson (dei brevissimi episodi o dei momenti dei Simpson) sotto una chiave di lettura PARTICOLARMENTE DARK, ed è molto, molto interessante anche come esperimento in sé.
Parlando di lati oscuri, come dicevo nell'introduzione di questo vlog, io ho aperto le Pagine Oscure nel 2008 perché cercavo uno spazio per mettere un po' quelle che erano le mie elucubrazioni mentali su internet e già da un po' avevo aperto il blog e riuscivo a gestirlo abbastanza bene: dopo i primi quattro anni, Diario di Viaggio mi aveva dato le mie piccole grandi soddisfazioni, ero riuscito a non abbandonare il blog a se stesso, ma sentivo il bisogno (visto che mi ero "creato" anche una certa tipologia di pubblico molto eterogeneo) sentivo il bisogno di creare ‘uno spazietto in più’, qualcosa di più dedicato a delle elucubrazioni mentali più profonde, a qualcosa di meno sottoposto al filtro del politically correct ed è per questo che nel 2008 - appunto - ho aperto Pagine Oscure che, da una parte, è stato il blog che ha ospitato i miei racconti (anche quelli un po' più particolari) e dall'altra, seguendo l'idea di #DdVotr, che è divenuto la «continuazione in video» di Diario di Viaggio, ho pensato di portare anche le Pagine Oscure a un secondo livello, creando il vlog #SenzaFiltro sulla piattaforma Pornhub, perché - essendo una piattaforma per adulti - so che quantomeno attiro una differente categoria di pubblico e ho la possibilità di fare i miei ragionamenti (e le mie elucubrazioni mentali) in maniera molto più immediata e diretta, appunto senza il filtro del linguaggio, senza il filtro dell'editing video, senza moltissimi filtri, parlando schiettamente di determinati argomenti.
E anche #SenzaFiltro mi sta dando delle soddisfazioni molto, molto particolari; per cui - tra l'altro - se non seguite il mio vlog #SenzaFiltro e siete interessati a qualcosa di un pochino più specifico, trovate il link del vlog sul doobly-doo: è un canale vlog SFW su Pornhub: ricordate che siete - comunque - su una piattaforma per adulti, troverete tra l'altro pubblicità destinata agli adulti, consideratelo!

Ma detto questo ecco la mia domanda, ed è una domanda molto particolare: di ogni cosa vediamo il «lato luminoso» (il lato «illuminato dal Sole»), il lato pubblico, eppure tantissime cose, alle spalle, hanno anche un lato oscuro.
Ora, io sono un vlogger che ha deciso di creare anche questo piccolo spazio oscuro per delle considerazioni senza nessun filtro, ma non sono il solo che ha aperto un secondo canale di vlog dedicato - appunto - a questa tipologia di considerazioni, destinato a un pubblico differente.
Voi che cosa mi dite? Seguite qualche youtuber che ha un secondo progetto, magari su Pornhub, o sempre su YouTube, o su qualche altra piattaforma, però che è destinato a un pubblico radicalmente differente e ha dei contenuti, magari, completamente differenti rispetto al proprio canale principale?
Pensate che sia qualcosa di interessante? Che possano venirne fuori, comunque, delle considerazioni funzionali?
Oppure no: pensate che sia un inutile modo di cercare di saturare i social mettendosi da una parte per attirare una fascia di pubblico e dall'altra per cercare di sifonare altro pubblico nei propri contenuti, solo per - magari - scopi meramente economici?
O magari c'è qualche via di mezzo: c'è qualcuno che lo fa con buona volontà e qualcun altro che - invece - cerca solo di sifonare contenuti per ottenere dei maggiori introiti economici?
Non lo so, parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene: come sempre (ma alla luce del Sole) siamo giunti in fondo al vlog. Se sono riuscito a farvi scoprire un lato oscuro, allora vi invito a mettere un bel pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici, anche quelli un po' più particolari che cercano qualcosa di più oscuro!
Iscrivetevi al canale: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, e sì: ignoro il funzionamento in base al quale quando voi v'iscrivete, vi arriva questo Buon Profumo di Nuovo Iscritto™: è qualcosa di OSCURO
Seguite il canale Telegram (linkato sul doobly-doo e sulla scheda) per notifiche quando pubblico nuovi video o vado live sulle app social e ricevere piccole curiosità e dietro le quinte.
Infine se vi piacerebbe che trattassi qualche argomento particolare su #DdVotr, ditemelo in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 21 giugno 2020

VLOG 324 SPECIALE: In memoria di Gianfranco

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Benvenuti, viaggiatori: io sono Grizzly e in questo episodio speciale di Diario di Viaggio on the road voglio raccontarvi una breve storia (un veloce aneddoto) che va indietro nella storia di questo canale YouTube e riguarda un video realizzato ben sei anni fa.
L'importante parentesi per cui faccio questo video è che domenica 14 giugno 2020, nella mattinata, ci ha lasciati l'amico e collega di protezione civile Gianfranco: abbiamo lavorato tantissimo assieme (siamo - addirittura - stati assieme in Abruzzo, tra le più grosse emergenze che abbiamo fatto nel 2009, nell'anno del terremoto).
Gianfranco è stato un grandissimo amico - per così dire - nella «vita reale»: abbiamo fatto tante cose assieme, gli ho sistemato computer e cellulari, lui ogni tanto mi ha aiutato su alcune cose (perché - comunque - si occupava di formazione di protezione civile); aveva una cosa molto particolare, era una passione che aveva da tantissimo tempo: aveva la passione per il «trucco».
Infatti Gianfranco era anche un bravissimo “truccatore di protezione civile”: cos'è il truccatore di protezione civile?
Quando si fanno le esercitazioni di soccorso, si simula una calamità/un incidente/una situazione particolare, per mettere alla prova la macchina della protezione civile, quindi mettere alla prova i soccorritori e i meccanismi di soccorso.
Quando si fanno questa tipologia di simulazioni, quando si fanno queste esercitazioni, naturalmente non vai solo a “costruire” la calamità, l'incidente, lo “scenario”, ma vai anche a popolare lo scenario di persone ferite.
Una cosa è avere questo scenario, non so: magari l'incidente ferroviario, quindi avrai - non so - un treno un po' danneggiato, vetri rotti, e i soccorritori che entrano e devono soccorrere le persone presenti.
Una cosa è soccorrere delle persone che sono lì, sedute, tranquille:
-Salve! Sono un ferito: ti comunico che la mia gamba è rotta!
e tu devi soccorrere la persona in questo modo.
Un'altra cosa - proprio a livello psicologico - per il soccorritore è quella di “entrare” in un ambiente complesso e sentire urla & pianti, trovarsi davanti non una persona tranquilla che ti dice
-Sì: mi sono rotto una gamba
bensì trovarsi 'na persona mezza svenuta, magari con un buco sulla gamba e un pezzo di osso che gli esce fuori… Psicologicamente è TUTTA UN'ALTRA COSA!
E naturalmente non è che per fare questa simulazione, allora prendi una persona e gli spacchi una gamba 😱 di solito si evita questo tipo di realismo 😅
Quello che si fa è chiamare dei truccatori teatrali o dei truccatori cinematografici professionisti che possano realizzare un trucco che somigli incredibilmente bene ad una VERA ferita.
Gianfranco questo faceva, anche, come hobby (come passatempo) ma era molto bravo in questo.
E infatti l'aneddoto che vi voglio raccontare comincia l'ultima settimana di ottobre del 2014: molti canali YouTube (su YT Italia) lanciano la «Settimana Hallowtube», la settimana dedicata ad Halloween in cui tutti quanti realizzano uno (o più) video proprio dedicati al tema di Halloween.
E mi viene in mente anche a me di realizzare un video a tema Halloween: ho già scritto il video (si parla del film Wargames), ma voglio dargli una chiave un pochino più thriller (un pochino più horror), allora faccio quasi le stesse cose del personaggio: trovo questo sistema, chiedo informazioni, mi rendo conto di essere entrato in un sistema in cui - forse - non sarei dovuto entrare, e allora provo a scappare di corsa, però inciampo, cado e mi ferisco.

Telefono a Gianfranco l'ultima settimana di ottobre, gli accenno questa cosa:
-Lo sai: io faccio i video su YouTube, faccio questa cosa: ho pensato - visto che si sta facendo la settimana di Halloween - vorrei fare questa simulazione, in cui ho un bel pezzo di vetro piantato sulla fronte.
E Gianfranco, subito, entusiasta:
-Ah sì: che bella idea! Ah, come mi piace etc.
E restiamo per vederci il 31 ottobre nel primo pomeriggio: lui viene da me in ufficio, mi truccherà e a quel punto - poi - io (con il trucco addosso) girerò il video, quindi nella mattinata giro le parti senza la ferita, vado in ufficio a lavorare normalmente, nel pomeriggio viene anche lui, giro un breve time-lapse mentre mi sta truccando e poi, una volta truccato, con il… questo “pezzo di vetro” (in realtà un pezzo di policarbonato di una custodia di CD) piantato dentro la fronte, giro il video e poi mi resta questo trucco per tutta la serata, perché poi vado anche a una festa di Halloween con degli amici e questo trucco, che tra l'altro ha avuto moltissimo successo non solo nel video ma anche - proprio - nel corso della giornata, perché naturalmente sono rimasto dalle tre del pomeriggio fino alle dieci di sera con 'sto coso piantato in testa: quindi ha avuto un successone.
Poi Gianfranco vede il video: gli è piaciuto tantissimo, mi fa:
-Ma guarda: dobbiamo ASSOLUTAMENTE fare un'altra volta una cosa del genere.
-Eh, guarda: ci dobbiamo organizzare, perché è un'idea simpaticissima, un'idea divertentissima, e comunque mi piacerebbe realizzare un video proprio parlando del trucco di protezione civile.
Purtroppo - naturalmente - il tempo passa, gli impegni sono quello che porta via maggior tempo, e l'occasione si perde.
Quella che era stata una lunga battaglia, di Gianfranco, con una terribile malattia - purtroppo - finisce.
E per questo, in questo vlog vorrei solo dirvi che dovete cogliere l'attimo.
Quando avete un'occasione, non la rinviate; quando pensate "Ah, si potrebbe fare questa cosa: dai, POI CI ORGANIZZIAMO"
No: organizzatevi il prima possibile.
Ogni occasione persa difficilmente è un'occasione che si potrà recuperare, mentre ogni occasione vissuta e realizzata, certamente è un bellissimo ricordo che si può fare con gli amici.
E questo è il mio messaggio per questo video, e questo vuole anche essere il mio saluto finale all'amico Gianfranco che, subito, si era messo a disposizione con la sua grandissima simpatia per questo piccolo progetto, e a cui avrebbe fatto tantissimo piacere partecipare a un altro progetto che poi non ho avuto modo di poter realizzare, e quindi è diventato un rimpianto.
Per questo vi dico: non fatevi scappare le occasioni, perché alcune occasioni si possono ripresentare, ma altre no, ed è il caso di cogliere l'attimo.
Detto questo: io sono Grizzly e concludo questo vlog così, con un grande abbraccio all'amico Gianfranco:
Ciao, e grazie per la grandissima disponibilità che mi hai sempre mostrato
mi mancherai veramente tantissimo.

domenica 14 giugno 2020

VLOG 323: Fuochi d'artificio: da dove è meglio guardarli?

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
Fuochi d'artificio…
(che in una giornata nuvolosa come questa!)
… vanno visti di lato o dal basso?
La domanda è interessante. Tra l'altro, nel mio caso la preferenza è SICURAMENTE di lato: io odio stare con il naso all'insù e farmi venire il torcicollo, quindi preferisco trovare una posizione panoramica, da cui possa godere dell'intero spettacolo e guardarlo davanti a me.
Ma - scherzi a parte - “fuochi d'artifcio” o, nello specifico, “uchiage hanabi” [“ 打ち上げ花火 ”]
(e la mia pronuncia giapponese SI FERMA QUI, perché è sull'orlo dell'incidente diplomatico 😅)
è un film d'animazione, un anime giapponese del 2017.
Oggi vorrei tornare con la «catena dei quattro», perché voglio parlarvi di questo film (di questo anime) e lo voglio fare presentandovi quattro punti, due positivi e due negativi, in questo nuovo episodio di Diario di Viaggio on the road, per cui cominciamo: sigla!
[🎵🎶]

Prima di cominciare questo vlog: cercherò di EVITARE il più possibile gli spoiler, ma c'è un punto che concerne il finale dell'anime, quindi - COMUNQUE - c'è qualche spoiler; per cui se non avete visto questo film e siete curiosi, vi consiglio di recuperarlo.
Personalmente l'ho guardato in giapponese con sottotitoli in inglese, stando alla Wikipedia dovrebbe esistere quantomeno una versione doppiata in inglese, non credo che ci sia una versione in italiano, comunque posso solo consigliarvi di andare a guardare sulle piattaforme di streaming, se trovate qualcosa.
Sinceramente non saprei dirvi.
Detto questo, e messo l'Allarme Spoiler, cominciamo.

Allora: “uchiage hanabi”, un anime del 2017 che è la trasposizione in forma di cartone animato di un «Dorama» (cioè una sorta di live-action della tv giapponese) del 1993; e quindi una trama che ho trovato particolarmente originale ma che, nello sviluppo, risente un po' di quello che è il lavoro originale (quello a cui si è ispirato).
Ed è un anime molto, molto particolare: è un lavoro fatto dallo studio Shaft, quindi uno studio di un certo livello, e il risultato finale è…
[sospiro] non so come dirlo…
Prendiamola così: se devo dare un voto finale, da uno a dieci, a questo anime, gli dò un CINQUE.
Ma non gli dò un cinque perché non raggiunge la sufficienza: gli dò un cinque perché è un voto esattamente a metà.
Per trovare - di questo anime - due punti positivi e due punti negativi è stato molto semplice, perché è molto facile vedere le parti positive, ma è anche molto facile vedere le parti negative.
C'è un campo visuale che è sviluppato in una maniera eccellente, maestosa, e c'è uno sviluppo della trama e uno sviluppo dei personaggi che risultano particolarmente carenti; e quindi il risultato finale è un po' un MEH…
Vediamo un attimo di analizzare le cose.

Primo punto (che è positivo): la trama è veramente molto simpatica.
Abbiamo questi due ragazzi: Norimichi e Nazuma; Norimichi è il ragazzo che è innamorato di Nazuma, che è una ragazza un tantino problematica (ha una storia familiare molto complessa alle spalle); questi due ragazzi cominciano questa loro storia d'amore (abbastanza "presa alla larga" in realtà) in occasione del festival estivo, in occasione della sera dei fuochi d'artificio.
Perché nel frattempo, appunto, si sviluppa questa domanda, attraverso i vari compagni di scuola di Norimichi: l'idea è
I fuochi d'artificio conviene guardarli dal basso, oppure dal lato?
E c'è una sorta di “movimento dei fuochidartificiopiattisti”, che ti dicono che i fuochi vanno guardati dal basso, perché se li guardi di lato sono piatti!
La trama è molto simpatica: lo sviluppo che c'è, poi, diventa fantascientifico, e ci sta molto bene anche questo, perché comunque è un'idea che ho trovato - sinceramente - molto originale.
Quindi, primo punto positivo: sicuramente una trama veramente ben fatta.

Ma veniamo al secondo punto, che è negativo e che riguarda sempre la trama, perché è molto confusa.
Ci sono questi due personaggi, sono innamorati, quindi probabilmente vedremo anche un po' come si sviluppa la loro storia d'amore?
Uhmm… nì: alla fine rimarranno assieme, ma non è che venga molto approfondita quella che è l'alchimia che c'è tra i due personaggi.
Lo stesso finale rimane aperto, e rimane aperto in una maniera - forse - un po' eccessiva, tanto che mi viene da chiedermi:
Magari risente - proprio - di quella che era la trama originale del Dorama del 1993?
O, magari, si è pensato di cercare di dare un'altra lettura… non saprei, perché - comunque - mi ha lasciato un po' interdetto, come si è sviluppata.
Tra l'altro il film ha una visuale molto maestosa, e questo è molto bello da vedersi, ma - appunto - lo sviluppo della trama è piuttosto carente, lo sviluppo dei personaggi è piuttosto carente: tu non provi empatia con i personaggi.
Sei lì incuriosito di andare a vedere un po' come si sviluppa la storia, ma… non si sviluppa mai nulla di particolarmente concreto.

Terzo punto (di nuovo arriviamo nei punti positivi): bellissima l'idea di scoprire questi mondi paralleli in base al funzionamento dei fuochi d'artificio.
Questa cosa ti lascia un attimo interdetto, all'inizio, ma ti lascia interdetto in maniera particolarmente positiva: di nuovo, è una trovata geniale! Veramente ben inserita nel racconto e ti permette di godere dell'ottica fantascientifica del racconto: questo ci sta benissimo.

E quarto punto (di nuovo negativo): ma, quindi, guardando il finale, Norimichi e Nazuma che sono scomparsi, praticamente QUAND'È che sarebbero scomparsi?
Sono scomparsi quando c'è stato il primo cambio di mondo e Norimichi è entrato nel primo mondo parallelo?
Sono scomparsi a seguito dell'esplosione della biglia, che è diventata questo immenso fuoco d'artificio che comprendeva tutti gli universi possibili?
Sono scomparsi all'inizio, quando Nazuma ha trovato la biglia, lì tra gli scogli?
Come ripeto lo sviluppo dei personaggi è particolarmente carente, le storie che ci sono attorno ai personaggi sono piuttosto prive di interesse: non c'è nulla di troppo particolare, lo stesso comportamento di Norimichi in alcune cose varia radicalmente anche senza motivo; solo alla fine cominciamo a capire che Norimichi ricorda tutti gli universi in cui ha vissuto, ma all'inizio cerchiamo di chiederci:
Va bene: magari ricorda - in qualche modo - che ha bisogno di fare una scelta differente, ma… [tsk]
Non lo so… il problema è che la trama ha una grande potenzialità, il comparto visivo - come ripeto - è maestoso, è bellissimo, ma noi spettatori non proviamo nessuna empatia con i personaggi: quello che abbiamo davanti è una visuale maestosa che ci porta fino alla fine, e dopo di che ci resta ben poco.
Che è un po' come uno spettacolo di fuochi d'artificio: quello che andiamo a guardare è lo spettacolo in sé (magari qualche momento attira un po' l'attenzione) ma, finito lo spettacolo, "ok: adesso ritorniamo a fare le cose di tutti i giorni"
C'è questa grandissima visuale e… poco sugo intorno.
Non è quel film che… ricordi con piacere qualche passaggio particolare.
Io ho visto questo film in quarantena e, pochi giorni fa, per fare questo vlog lo ho riguardato, ma… mentre lo riguardavo c'erano scene che - letteralmente - non mi ricordavo di aver visto e, ancora adesso se ci penso: mi ha colpito - magari - qualche istante, ma non è che mi sia rimasto molto; non è quel film che ti ricordi una scena, ti ricordi una battuta, ti ricordi qualcosa di particolare, è quel film che, una volta che l'hai guardato
Sì, ok, bello, ma… passiamo alla cosa successiva.
Non lo so: questa è l'impressione che ho avuto, ecco quindi che chiedo un po' a voi che cosa ne pensate: voi avete visto “Uchiage hanabi [Fuochi d'artificio]: è meglio guardarli di lato o dal basso”?
Non l'avete visto? Vi ho incuriosito, siete curiosi di dargli un'occhiata, oppure - magari - l'avete visto in passato e non ve ne ricordate nulla?
L'avete visto e non vi è piacuto, l'avete visto e vi è piaciuto?
Non l'avete visto e non vi interessa andarlo a guardare, per come ve l'ho descritto? Spero di no, perché comunque vi consiglio di farvi voi un'idea, se non avete visto questo film.
Ma, al di là di quello, sarei curioso di sentire la vostra posizione, e… sarei anche curioso di sentire la vostra risposta alla domanda
I fuochi d'artificio è meglio guardarli di lato o dal basso?
Non lo so: parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr

Bene ragazzi: anche oggi ho concluso, spero di essere riuscito a intrattenervi (un po' come uno spettacolo di fuochi d'artificio, che quand'è finito si ritorna a fare le cose di tutti i giorni!); scherzi a parte: se sono riuscito a farvi conoscere un anime interessante, quantomeno, e comunque - come ripeto - dal comparto visivo SPLENDIDO, allora vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere il vlog con i vostri amici, anche su Whatsapp, Telegram e le altre app social.
Iscrivetevi al canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, che peraltro dura un po' di più di uno spettacolo di fuochi d'artificio, giusto per dire!
Vi ricordo il canale Telegram (sul doobly-doo e sulla scheda) per notifiche quando pubblico nuovi video, piccole curiosità e dietro le quinte e sapere quando vado live sulle app social.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi su #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 7 giugno 2020

VLOG 322: Le diapositive #OperazioneNostalgia

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Benvenuti, viaggiatori: sono Grizzly e questa scatolina (della Kodak) contiene qualcosa di molto, molto particolare.
Talmente particolare che ve lo faccio vedere così, da vicino (non ho idea se si riuscirà a vedere bene…): questo è un quadro di Hans Holbein il Giovane, intitolato “Gli ambasciatori” (metto l'immagine tratta da Wikipedia qua, perché è difficile riuscire a vedere questo affare).
Questo affare che, come vedete, viene da “I grandi musei” del giornale “L'Europeo”, è una «diapositiva»: ha a che fare con il mondo della fotografia analogica e con come funzionava la fotografia analogica in passato, in particolar modo questo voleva essere una sorta di sostituto della fotografia cartacea: una via di mezzo, perché - naturalmente - la fotografia ha una dimensione umanamente accettabile per essere guardata con gli amici, guardare questo coso con gli amici, uno dice:
-Come fai? Con la lente d'ingrandimento?
-No: con il proiettore!
Questa diapositiva viene guardata con il proiettore per diapositive: è un argomento un po' particolare, per cui voglio parlarvene oggi in questo episodio di Diario di Viaggio on the road #OperazioneNostalgia
[🎵🎶]

La fotografia: un modo - oserei dire - magico per fermare il tempo, fermare un momento e poterne godere nel corso del tempo futuro.
È per questo che la fotografia si è evoluta tantissimo nel corso del tempo: adesso abbiamo la fotografia digitale, ma una volta avevamo la fotografia analogica, con le pellicole (con i rullini).
Ora: di fotografia analogica ho già parlato in un altro episodio di #OperazioneNostalgia che, se non avete visto vi lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda, così potete andare, recuperarlo e dargli un'occhiata.
Oggi vorrei - in qualche modo - continuare l'argomento della fotografia analogica parlandovi di diapositive, perché la diapositiva poteva essere un po' come lo sviluppo più futuribile della fotografia in sé, ma che poi - naturalmente - è stato soppiantato dalla fotografia digitale.
Purtuttavia è stata una grandissima innovazione, la diapositiva, per molti motivi: anzitutto per quello che rispetto a prima, quando la fotografia era qualcosa di stampato su un foglio di carta (quella era la dimensione: magari potevi fare l'ingrandimento fino a una certa dimensione, perché poi c'era il limite della dimensione della carta), ma soprattutto quello era, quello avevi e allora c'erano gli album di fotografie.
Con la diapositiva e con il proiettore per diapositive siamo arrivati a un'innovazione che era simile, un po', al cinema: le fotografie non erano più quel pezzetto di cartoncino da guardare con gli amici, ma qualcosa da proiettare su un muro (o su uno schermo di proiezione), talmente grande da poterci quasi entrare dentro un po' come se fosse un green-screen, ed era molto bello quello che era tutta l'idea intorno alla serata della proiezione delle diapositive: non era tanto il discorso di guardare le fotografie in sé, quanto proprio tipicamente quella che era la serata con gli amici, magari si mangiava una pizza assieme e, dopodiché, si prendevano le diapositive.
Le fotografie erano limitate, perché erano limitate dal numero di scatti che potevi fare su un rullino, e quindi avevi - magari - di un'intera vacanza di una settimana, solo 36 fotografie, al massimo 72 fotografie perché avevi comprato due rullini; allora avevi la settantina di diapositive da andare a guardare, e c'era tutto il racconto intorno a ogni singola diapositiva, perché - di nuovo - visto che le foto erano limitate, dovevi scegliere attentamente i momenti da catturare: non potevi scattare centinaia di fotografie, come avviene adesso che - se uno va a fare una mezza giornata di vacanza da qualche parte - satura il proprio account Instagram di fotografie per non dire di fotogrammi letteralmente di ogni singolo movimento. 😅
Secondo me, tra l'altro, il discorso che la fotografia digitale sta un po' danneggiando la fotografia non è legato al fatto del supporto (la foto digitale rispetto alla foto "su carta"), quanto proprio al fatto che si è persa l'idea di andare a cercare il momento giusto, di catturare il momento giusto, perché con la foto digitale catturi qualsiasi momento, catturi letteralmente ogni singolo fotogramma e quindi è nella grandissima quantità che - secondo me - un po' si sono perse le cose.
C'è ancora chi, anche facendo fotografia digitale, magari dopo aver scattato un centinaio di fotografie di quella mezza giornata (di quella gita di mezza giornata), poi magari sceglie le due~tre migliori e SOLO QUELLE TRE se le stampa, si fa fare un bell'ingrandimento: ancora c'è questo discorso ma, secondo me, molto di questo discorso si è perso proprio col fatto che si saturano i social (come Instagram) di centinaia di fotografie, e quindi si è persa un attimo l'idea di catturare il momento.
Così come si è persa l'idea di poter raccontare quel momento: scrivi una breve descrizione a quella foto su Instagram, e poi finirà SEPOLTA da centinaia di altre fotografie.
Al di là dell'importante scelta della foto da scattare, il fatto di avere dei rullini che operassero direttamente in positivo (e non in negativo, come avveniva normalmente) era piuttosto complicato, perché l'emulsione fotografica che reagiva sviluppandosi in negativo permetteva di stampare facilmente le fotografie: mettevi la stessa emulsione sulla carta fotografica che poi avrebbe - appunto - ricevuto la stampa della fotografia: il rullino s'impressionava con colori negativi, lo sviluppavi ottenendo un negativo dell'immagine, dopo di che con una luce proiettavi il negativo dell'immagine sulla carta fotografica, che aveva la medesima emulsione; si sviluppava questa carta che era stata impressionata (di nuovo) con il negativo dell'immagine, solo che il negativo del negativo ti dà il positivo dell'immagine!
Mentre il rullino fotografico per diapositive si impressionava direttamente con il positivo…
… o quasi, perché in realtà c'erano diverse tecniche per realizzare i rullini positivi: una di queste tecniche (il meccanismo identificato dal suffisso -chrome: per esempio il primo fu sviluppato dalla Kodak e si chiamava Kodakchrome; poi sono nati Agfachrome e molti altri formati) utilizzava un ragionamento abbastanza complicato in cui era proprio durante la fase di sviluppo che si generavano i colori, perché non venivano direttamente impressi sulla pellicola: era il processo di sviluppo che impressionava la pellicola con determinati colori, quindi era un processo abbastanza complesso.
Io ho sviluppato in bianco&nero: facevi il bagno di sviluppo, facevi il bagno di fissaggio e avevi concluso; nello sviluppo a colori in negativo non era molto più complesso: bagno di sviluppo, bagno di arresto (per fermare il processo di sviluppo) e poi bagno di fissaggio, mentre per lo sviluppo a colori del positivo era piuttosto complesso: c'erano tutta una serie di passaggi da andare a fare.
Ecco che c'erano macchine particolari, ecco che il rullino costava di più, ecco che lo sviluppo costava di più. E alla fine era anche un risparmio di spazi: 36 fotografie (un rullino medio) ci riempiva abbastanza bene un album, oppure 36 diapositive riempiono questa scatolina qua.
E - appunto - il "bello" delle diapositive è che non stai a guardare così, colla lente d'ingrandimento: la proietti su un muro a dimensioni molto generose e puoi - letteralmente - entrare nella fotografia. Molto simpatica questa cosa, c'era anche la magia del proiettare le diapositive su un muro, che appunto era anche legato a tutto quello che era circostante, che con i social
(una descrizione e due hashtag)
si è andata a perdere.
Piccola curiosità: con l'avvento del digitale, molti hanno cominciato a scansionare le vecchie fotografie.
-E con le vecchie diapositive?
Beh, c'erano degli strumenti per scansionare le diapositive, perché non puoi semplicemente metterle nello scanner: non viene fuori, bisogna avere un meccanismo che retroillumina la diapositiva per poterla scansionare correttamente.
Insomma queste sono state le diapositive: un modo differente di approcciarsi alla fotografia e - sicuramente - un modo che avrebbe potuto trovare una giusta continuazione, se non fosse stato completamente soppiantato dall'ambito digitale.
Voi che cosa mi raccontate: avete mai scattato delle diapositive? Oppure avete assistito alla proiezione di diapositive, magari di qualche parente che tornava da una vacanza?
O non avevate mai sentito parlare di questo discorso e pensavate che le diapositive fossero le slide di Powerpoint‽
Non lo so: parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene: io sono Grizzly e questo era #OperazioneNostalgia
Come sempre vi ricordo vi mettere pollice-in-alto, condividere questo vlog, iscrivetevi al canale: noi ci vediamo alla prossima puntata, ciao a tutti!

domenica 31 maggio 2020

VLOG 321: I nuovi fleet su Twitter

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Buongiorno a tutti!
Allora… I tuoi fleet.
Aprimi la fotocamera.
Andiamo così… perfetto.
Utilizza questa foto: "buongiorno a tutti, qui si comincia a… uhm… girare il vlog di domenica.
Facciamo, magari, così: "qui si comincia a"…"girare…": non c'è bisogno "di domenica": "qui si comincia a girare il vlog".
Fatto… però, magari, lo spostiamo sotto la telecamera e… fleet!
Pubblicato! Perfetto…
[🎵🎶]

Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road…
ON THE ROAD!
Twitter ha introdotto i «fleet»: questa grandissima innovazione che… so' le stories, ragazzi: semplicemente Twitter ha fatto le stories.
Solo che, rispetto alle stories, i fleet sono terribilmente castrati, perché mancano un sacco di funzionalità, che ci sono - per esempio - sulle stories di Instagram: non c'è il boomerang, non c'è… quasi niente, ci sono un po' di filtri, c'è la possibilità di condividere una fotografia e un po' di testo, ma è abbastanza limitato.
E si tratta anche di capire come il mondo di Twitter (i twitteros) stanno accogliendo questa notizia.
Posso dire che questa innovazione è stata accolta in maniera particolarmente tiepida e - in fondo - posso anche CAPIRE perché quest'innovazione è stata accolta in maniera particolarmente tiepida: io sono uno di quelli che sta su Twitter perché Twitter ancora riusciva (un pochino) a DIFFERENZIARSI dagli altri social.
Mi è sempre piaciuta una cosa di Twitter, che è la sua velocità: la velocità nell'interazione, la capacità di creare interazione velocissimamente, la capacità di poter condividere contenuti velocissimamente:
Penso una cosa? La scrivo: Tweet!

Mentre per esempio Instagram lo considero un social già un pochino più particolare, perché ti studi la fotografia che vuoi condividere, magari ci metti qualche filtro, l'abbellisci, fai in modo di fare qualcosa di un pochino più specifico.
Considero Twitter, personalmente, qualcosa di più immediato: ci sono i filtri, se uno vuole condividere una fotografia, ma il più delle volte chi condivide una foto, condivide la foto senza tanti filtri; il più delle volte su Twitter, quando si condivide qualcosa, la si condivide per avere una risposta immediata.
E il fleet in qualche modo cancella quell'immediatezza, perché te lo devi preparare, gli devi mettere l'immagine (se vuoi), devi mettere qualcosa (se vuoi): una volta che lo completi lo puoi condividere e il fleet rimarrà lì per 24 ore, a meno che non decidi - nel frattempo - anche di condividerlo come Tweet.
Che da una parte cancella - forse - lo scopo dei fleet, visto che i fleet sono stati introdotti con l'idea di avere la possibilità di creare dei contenuti che “vanno in autodistruzione” dopo 24 ore.
Probabilmente il futuro dei social va in quella direzione: nella direzione del contenuto che si autodistrugge, perché soprattutto nell'ambito di Twitter (che NON NASCE come piattaforma social, ma come piattaforma di microblogging, quindi per condividere dei contenuti che, in qualche modo, RIMANGONO), ecco che in passato persone che, nel tempo sono magari diventate più famose, più importanti, poi si sono trovate in imbarazzo per qualche Tweet scritto ANNI PRIMA che - magari - preso fuori dal contesto può essere un tantino controverso.
Ed ecco che un contenuto che sparisce dopo 24 ore, magari è qualcosa di più funzionale per tenere un attimo più pulita la propria timeline.
Ora, chi non è molto esperto di Twitter e comincia a seguire diverse decine di persone, può trovarsi il proprio feed intasato di tantissimo rumore di fondo.
Tra l'altro per questo c'è l'algoritmo della home page con i Tweet più importanti, ma esiste anche la possibilità di non guardare l'algoritmo: di avere gli ultimi Tweet sempre disponibili (il feed completo), ed ecco che bisogna avere anche la cura di seguire le persone giuste, di pulire il proprio feed, per non trovarsi intasati dal rumore di fondo.
E quindi il fleet può essere un'occasione per un'interazione veloce con i propri follower; solo che MANCANO molte delle funzionalità che ci sono non solo nelle altre "stories" (per esempio su Instagram), ma anche negli stessi Tweet: io posso condividere un Tweet con un sondaggio, ma NON POSSO condividere un fleet con un sondaggio, per esempio.
E già questa - secondo me - è una cosa che un pochino limita.
Anche rispondere a un fleet è un po' particolare, perché bisogna abilitarsi a ricevere messaggi privati o, quantomeno, notifiche di messaggi privati, altrimenti ti può rispondere solo chi già stai seguendo, quindi è un pochettino complicato, almeno in questa prima fase (molto embrionale); devo dire che sul mio profilo principale seguo più di 300 utenti, eppure sono pochissimi quelli che stanno usando i fleet.
Io li sto sperimentando: li sto utilizzando per i miei (fra virgolette) "buongiornissimi", perché penso che un Tweet di buongiorno in cui mi lamento del maltempo, probabilmente fra una settimana sarà un Tweet "morto lì", quindi tanto vale farlo morire automaticamente dopo 24 ore.
E potrebbe darsi che in questo modo, grazie ai fleet, potrei cominciare ad abituarmi al concetto dei "contenuti in autodistruzione" e quindi al concetto delle stories.
Non sono molto attivo su Instragram e, in qualche modo, questo forse mi sta cominciando a far vedere i social in maniera differente.
Non so: come ripeto, molto probabilmente il futuro dei social è soprattutto in questi contenuti in autodistruzione, quindi dobbiamo abituarci.
Per il momento è stato accolto in maniera piuttosto tiepida: ti fa perdere l'immediatezza del Tweet, quindi vedremo: magari utilizzare il fleet (come faccio io) una volta al giorno, solo per un contenuto, solo per un buongiorno, solo per un saluto ai propri follower, può essere un'ipotesi interessante: per il momento sto sperimentando.
In fondo se il futuro dei social è in questo, probabilmente anche i fleet cominceranno a decollare in maniera efficiente.
Una delle cose positive dei fleet è che posso condividere un link (per esempio un video YouTube) e l'utente che legge il fleet può fare tap sul link, direttamente aprire il video: non c'è bisogno di fare lo swipe, non c'è bisogno di chissà quale numero di follower etc. già questo - almeno - è un punto positivo, poi  vedremo appunto quale sarà il futuro.

Voi che cosa ne pensate: voi utilizzate Twitter? Utilizzate la funzione del fleet: state utilizzando i fleet?
O utilizzate altre funzioni particolari di Twitter, come i «momenti»?
Oppure non conoscete la piattaforma Twitter e vi piacerebbe che approfondissi un po' di più questa piattaforma? Magari utilizzate di più Instagram e, quindi, utilizzate molto le stories?
Non lo so: parliamone nei commenti qua sotto, oppure (appunto!) su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene: io sono Grizzly, vi ringrazio per aver seguito il vlog fino in fondo. Spero di essere riuscito a darvi un po' di chiarezza in più sull'argomento “fleet”, se ce l'ho fatta: pollice-in-alto e condividere con i vostri amici su WhatsApp, Telegram, le altre app social come Twitter!
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Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!