domenica 9 dicembre 2018

VLOG 244: Vodafone (Omnitel) - la mia esperienza

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly, questo è Diario di Viaggio on the road, oggi vi parlo dell'operatore di telefonia mobile che ho avuto per più tempo.
E con “più tempo” intendo una quantità *abnorme* di tempo, perché sto parlando dell'operatore che ho tenuto per quasi VENT'ANNI!
Un operatore di telefonia GSM che è arrivato nel mercato italiano intorno al 1995 e di cui io sottoscrissi la prima scheda ricaricabile all'inizio del 1997 e il primo abbonamento (con bolletta) il 24 aprile 1998: abbonamento con bolletta che ho tenuto sino al luglio 2017, quando - nauseato dal comportamento (cosa di cui parlerò in questo vlog) - alla fine ho fatto portatilità verso un altro operatore.
Sto parlando del primo operatore GSM italiano alternativo a Telecom, ossia di Omnitel Pronto Italia
… che, per i più giovani, è - successivamente - diventato Vodafone. Cominciamo: sigla!
[♪♫♪]

Nell'ottobre del 1996 nasce in Italia la prima grande innovazione nel mercato della telefonia GSM: la TIM-Card, la *prima* SIM telefonica ricaricabile.
Un'idea geniale, talmente geniale che Omnitel segue poco dopo (intorno a dicembre 1996) con la carta ricaricabile anche loro.
Una carta ricaricabile che - mi ricordo - era pubblicizzata sui cartelloni pubblicitari da Gerry Scotti con in mano una pompa di benzina (per dare l'idea che fosse possibile «versare» il credito dentro la SIM, un po' come se si facesse benzina alla macchina).
Sottoscrissi la mia prima carta ricaricabile con Omnitel intorno al 1997 (verso febbraio o marzo del ’97): sino a quel momento avevo avuto il telefonino TACS con l'abbonamento, ma c'erano dei costi piuttosto elevati dell'abbonamento e - sebbene all'epoca (nel ’97) il traffico telefonico con il telefonino GSM avesse ancora dei costi proibitivi (fino alle 22:00 praticamente le chiamate costavano 1900 lire al minuto!) - nonostante tutto comunque, a conti fatti e usando un pochino di parsimonia, sarebbe stato possibile avere un costo telefonico decisamente più basso di quello del TACS.
Non esisteva la portatilità all'epoca, per cui quello che feci fu - semplicemente - chiudere il mio contratto TACS e attivare la SIM ricaricabile con Omnitel.
Lo feci anche per il concetto psicologico di poter «uscire» dal predominio di Telecom e passare - appunto - a un operatore alternativo: Omnitel era il primo operatore alternativo a Telecom in Italia per quanto concerne la telefonia mobile e il mio abbonamento l'ho sottoscritto il 24 aprile 1998, che significa che io ho fatto l'abbonamento con la bolletta QUANDO ANCORA C'ERANO LE LIRE!
Prima ho avuto la carta ricaricabile, dopo un anno l'abbonamento. La carta ricaricabile è stata un'invenzione geniale, purtuttavia con una serie di limitazioni che nel corso del tempo sono state rimosse, capendo che sarebbe stato il futuro del mercato.
La serie di limitazioni era complicatissima: per esempio con Omnitel le prime carte ricaricabili non avevano la possibilità di inviare SMS (era L'UNICO servizio, alternativo alla telefonia, che c'era) e tutta un'altra serie di servizi erano stati preclusi nel corso del tempo. Diciamo che mi sono trovato relativamente bene con l'operatore Omnitel (poi divenuto Vodafone), soprattutto per quanto concerne il discorso della copertura, perché anche uscendo da Siracusa, anche andando fuori dalla città, la copertura era piuttosto sufficiente (nei suoi inizi) e poi, piano piano, è andata molto migliorando.
Anche se il passaggio da ricaricabile ad abbonamento è avvenuto soprattutto per i grossi problemi di copertura che ci sono stati nella prima storia dell'operatore.
E l'apoteosi è stata nell'estate del 1997: essere andati in vacanza sapendo che (ci era stato detto) che NON C'ERA COPERTURA di Omnitel in Val di Fiemme, ma c'era un accordo con Telecom Italia Mobile per avere il roaming mentre eravamo in Val di Fiemme.
Tutta l'estate siamo stati completamente isolati telefonicamente, perché l'accordo di roaming era disponibile solo per gli abbonati, e dato che mi ero stufato di sentire, ogni volta che chiedevo “Si può fare $questa_cosa?”
“Nooo, solo gli abbonati!”
Visto che alla fine della fiera, comunque, l'abbonamento con Omnitel aveva un costo indubbiamente inferiore a quello avuto con il TACS, sono passato ad abbonamento e, mantenendo comunque parsimonia nell'uso del telefono, sono riuscito ad avere bollette non eccessive: sulle lire eravamo intorno alle 70~80mila lire ogni due mesi; quando siamo arrivati agli Euro e - mano a mano nel frattempo ci sono stati cambi di tariffa - sono arrivato a stabilizzarmi fra i € 45 e € 55 ogni bimestre, quindi più o meno sulla stessa cifra.
Il mio primo piano dati l'ho sottoscritto nel 2009, subito dopo essere stato in Abruzzo dopo il terremoto; era una storia piuttosto complessa, perché all'epoca… con il mio abbonamento erano pochissimi i piani dati disponibili all'epoca: quello che sottoscrissi per primo mi permetteva di avere 500Mb/mese, successivamente intorno al 2011 uscì un piano dati che si chiamava ‘Vodafone Mobile Internet per Smartphone’, che mi metteva a disposizione 2Gb/mese al costo di € 10.
E feci quel piano dati, fui uno degli ultimi a fare quel piano dati, perché (tipo dopo due settimane che avevo fatto quel piano dati) il piano dati esisteva ancora ma da 2Gb/mese era passato a 1Gb/mese.
Vodafone, all'epoca, aveva *tentato* di far passare tutti noi vecchi clienti magicamente a ricevere 1Gb/mese con un avviso via SMS ma l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (l'AGCOM) la prese piuttosto male questa storia e - dopo una minaccia di sanzione - Vodafone ritornò sui suoi passi dicendo: "Ok: chi attiva l'opzione da oggi avrà 1Gb, tutti i vecchi clienti rimangono con 2Gb" però, per “vendetta” Vodafone lasciò il piano con 2Gb *ESCLUSIVAMENTE IN 3G*: mano a mano che si espandeva la rete in 4G, tutti noi che avevamo attivato il vecchio piano in 3G non potevamo passare al 4G: se io attivavo il 4G automaticamente la navigazione si bloccava.
Da una parte questa è stata una cosa piuttosto noiosa, perché io ho tenuto 2Gb in 3G praticamente fino al 2017, anche perché quando io provai a chiedere “Ma se io volessi fare il piano in 4G?”, all'epoca la possibilità - grazie al mio abbonamento - era quella di passare da 2Gb in 3G a 500Mb in 4G!
E considerate che io consumavo poco più di un giga (1,2~1,3Gb) ogni mese: “Eh, no: in 4G le diamo, a € 10 ogni quattro settimane [tra le altre cose! ndG] solo 500mb, altrimenti deve *completamente* cambiare abbonamento: c'è un piano…” adesso non mi ricordo come si chiamava: avrei dovuto pagare € 59/mese per avere un tot di minuti, un tot di SMS e un pacchetto di 2Gb in 4G; era una cifra eccessiva (specie in considerazione del fatto che io spendevo € 55 ogni due mesi, complessivamente), quindi rinunciai.
Fino al 2017 quando, a seguito dell'ennesima magagna, in cui dopo che mi avevano attivato una serie di servizi dicendo “A fronte di QUESTI SERVIZI, per un mese le diamo questo servizio gratuito, poi lo paga € 1,99. Se vuole, lo può disdettare.”
Due volte ho fatto la disdetta, la terza volta “Dal prossimo mese lei paga € 1,99 ogni quattro settimane, se vuole può rinunciare al contratto e andare con un altro operatore”
Il punto è che Vodafone è stato il primo (ed è attualmente il più grande) operatore di telefonia mobile GSM in Italia che parte dal presupposto:
-Non sei nostro cliente? VIIIIEEENNIIII che ti coccoliamo fino in fondo!
-Sei già nostro cliente? ZITTO E NON ROMPERE LE SCATOLE!
Questa cosa non funziona, infatti io ho chiuso il mio piano di abbonamento dopo vent'anni, e dopo aver chiuso il mio piano di abbonamento Vodafone ha *cominciato a rincorrermi* proponendomi nuove offerte.
Nel corso di vent'anni - ovviamente - ho avuto una lunghissima quantità di problemi e una lunghissima quantità di volte in cui sono stato in contatto con il call-centre.
Molte volte ho trovato dei ragazzi gentilissimi al call-centre, addirittura per tutto un periodo agli abbonati (a noi che pagavamo la bolletta) era dedicato un operatore speciale, era l'“Operatore Personale” (e non mi ricordo se rispondesse sempre lo stesso operatore, perché ho chiamato alcune volte: diverse volte mi ha risposto lo stesso operatore, ma altre volte mi hanno risposto altri operatori); però c'era l'Operatore Personale, che aveva tutta la mia scheda, che poteva risolvere molto velocemente i miei problemi: le cose che - normalmente - ai clienti venivano attivate entro le 24~48 ore a me venivano attivate entro le 2~3 ore, questo sì.
Però ho avuto anche situazioni al limite dell'assurdo: una volta, per una situazione molto grave, chiesi all'operatore delle informazioni e l'operatore mi lasciò in attesa per più di QUARANTA MINUTI!
Una volta (ancora l'operatore si chiamava Omnitel) quando facevo numeri di telefono di altri clienti Omnitel, piano piano con pochi clienti, poi a crescere, sino a quando diventò TUTTI I NUMERI di *qualsiasi* cliente Omnitel, anziché poter parlare con quella persona, ricevevo un messaggio di errore: “Il numero chiamato non è accessibile.”
Sono stati gentili nel tentare di risolvermi il problema, anche se erano piuttosto stupiti: addirittura mi ricordo un operatore che mi disse: ‘Ma noi NON ABBIAMO un messaggio di errore che dice: "il numero chiamato non è accessibile"’
Invece c'era questo messaggio di errore, e alla fine fu sostituita la mia SIM, perché non si riusciva a venire a capo del motivo per cui, anche facendo dei reset della SIM (e quindi *cancellando* la mia utenza per 24~48 ore) mi era impossibile chiamare tutti i numeri Omnitel; quando sono arrivato all'ultimo momento, praticamente non potevo fare neanche il mio numero di cellulare: invece di darmi occupato, mi diceva “Il numero chiamato non è accessibile”
Sono passato da alti e bassi e, poi, diciamo che alla fine il mercato si è aperto in maniera differente e quindi sono passato ad altro operatore.
Adesso sono tornato (tra virgolette) sotto l'“ala protettiva” di Vodafone, perché sono sotto "ho.", anche se sono tentato di passare - presto - di nuovo a un altro operatore, perché ci sono condizioni di mercato più interessanti, soprattutto per chi fa il passaggio dagli operatori virtuali, come "ho." o iliad, e questa è una cosa da tenere a mente.
Tra le altre cose, comunque, diciamo che - alla fine della fiera - è interessante questo discorso che comincia a esserci una seria concorrenza sul mercato, che può fare solo bene al mercato.
Bene ragazzi: questa è stata la mia esperienza con Omnitel Pronto Italia, poi divenuto Vodafone Omnitel, infine è divenuto Vodafone.
Voi che cosa mi raccontante? Siete utenti di Vodafone? Siete stati utenti di Vodafone? Siete stati utenti di Omnitel Pronto Italia? State pensando al passaggio in Vodafone?
State pensando al passaggio in Vodafone in rete fissa, per esempio?
Io ho avuto molti clienti che hanno avuto (o hanno attualmente) Vodafone come rete fissa. C'è chi si è trovato bene, c'è chi non si è trovato bene, diciamo che anche lì (di nuovo) si nota questo modo di essere molto gentili con chi sta diventando un nuovo cliente e molto meno gentili con chi è già cliente da molto tempo, quindi è una cosa che trovo - secondo me - una tecnica di mercato sbagliata, ma è una mia opinione.
Voi invece che cosa mi raccontate? Parliamone! Nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Io sono Grizzly, anche per oggi questo è tutto; spero di essere riuscito a raccontarvi in maniera simpatica qual è stata la mia esperienza con l'operatore Vodafone. Se ci sono riuscito vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici (anche su Whatsapp o Telegram).
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, che sì: riesce ad arrivare questo buon profumo anche se state guardando il video con la connessione in 3G…
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video, e ricevere piccole curiosità e dietro le quinte sui video che sto realizzando.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Sono Grizzly, questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 2 dicembre 2018

VLOG 243: Connessioni tecnologiche #OperazioneNostalgia

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
Sono nato nel 1976, pertanto sono cresciuto in un mondo in cui moltissima tecnologia era analogica (la tecnologia digitale cominciava timidamente a muovere i primi passi) e sono cresciuto in un mondo in cui ho visto - appunto - svilupparsi le tecnologie che sono arrivate a diventare moltissime delle tecnologie che abbiamo al giorno d'oggi.
Pertanto quando ho cominciato questo “progetto collaterale”, l'ho voluto fare con l'idea di portare un po' di nostalgia per la tecnologia del passato, parlando della tecnologia che c'è nel futuro, ma anche parlando di un po' della nostalgia di quelli che sono stati i tempi passati, di quello che adesso è considerato un po' il «vintage»
… per non dire che sono un vecchiaccio 42enne buttato sulla rete, ma questo è un altro paio di maniche!
Comunque, nell'ottica di parlare di tecnologia del passato, oggi vorrei fare un ragionamento leggermente diverso e parlarvi di un canale YouTube straniero, di un giovane e simpaticissimo ragazzo dell'Illinois, che ci parla di come si è sviluppata la tecnologia nel corso del tempo, e di quali sono state le parti di tecnologia nate nel passato che sono arrivate sino al giorno d'oggi.
Cominciamo quindi la puntata odierna di Diario di Viaggio on the road #OperazioneNostalgia!
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Uno degli argomenti che mi piace maggiormente portare su #OperazioneNostalgia è la tecnologia del passato, perché la tecnologia del passato si è - sicuramente - evoluta e ha avuto una storia che può essere molto interessante.
Tuttavia esiste anche della tecnologia che esisteva nel passato, che NON È arrivata ai giorni nostri perché era - praticamente - poco pratica da realizzare, perché era dedicata a qualcosa che funzionava nel passato, ma che poi è stato abbandonato o perché era maledettamente complicata da realizzare e rappresentava più una sorta di ‘esercizio di stile.’
Ora il canale YouTube di cui vi voglio parlare oggi è un canale YouTube che ho scoperto l'anno scorso e che è stata una scoperta veramente molto piacevole, interessante e divertente, perché non solo è un canale di grande intrattenimento, ma è un canale che analizza un po' quali sono state le tecnologie che dal passato sono arrivate sino ai giorni nostri, le tecnologie che hanno funzionato nel passato e poi - però - si sono andate a perdere perché sono state soppiantate da tecnologie migliori, e le tecnologie che non sono arrivate sino ai giorni nostri perché erano *maledettamente* difficili da rendere in pratica.
Innanzi tutto cominciamo a parlare del canale: il canale si chiama Technology Connections, ve lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda. È un canale veramente molto interessante; non pubblica tantissimi video perché ogni volta che viene fuori un video, si parla di un video di 15~20 minuti con veramente tantissimo studio alle spalle, quindi pubblica approssimativamente una volta al mese; qualche volta una volta ogni due~tre settimane salta fuori un video, però generalmente il tempo di pubblicazione è quello: circa una volta al mese, eppure sono video veramente molto curati: c'è veramente tantissimo lavoro alle spalle.
Inoltre non solo ho stima di questo ragazzo, perché ci presenta delle tecnologie in maniera corretta, mostrandoci le tecnologie in tempo reale, con un sacco di strumentazione, mostrandoci gli apparati che riesce a trovare sui mercatini dell'usato (sulle seconde-mani etc), ma anche perché questo ragazzo - ce lo aveva anche detto - cerca di fare in modo che tutti i suoi video siano sottotitolati per i non udenti, e quindi «petali di stima aggiuntiva™» perché fa lo stesso lavoro che cerco di fare io sul mio canale.
Bene, cominciamo a parlare di una tecnologia che c'è stata nel passato, che ai giorni nostri non è arrivata perché era una tecnologia analogica (sviluppata su un protocollo analogico) e, adesso che abbiamo il protocollo digitale, abbiamo un sistema completamente differente; il concetto alla base è lo stesso: proteggere un supporto dalla copia.
Stiamo parlando di Macrovision: il sistema che permetteva alle videocassette VHS di non venire duplicate, attraverso un altro videoregistratore, su un'altra videocassetta VHS.
Questa tecnologia non è arrivata ai giorni nostri perché ai giorni nostri, grazie all'avvento del digitale, utilizziamo meccanismi digitali come il DRM. Eppure questa tecnologia, per i suoi tempi, era veramente geniale.
Il Macrovision era un meccanismo che introduceva una sorta di "disturbo" accorciando la traccia di sincronizzazione: era una cosa veramente geniale, quindi il primo video di Technology Connections che vi voglio segnalare è intitolato - appunto - "Macrovision: la protezione anticopia del VHS", lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda; andate e dategli un'occhiata: scoprirete un approccio veramente molto interessante al problema di fare in modo che non venissero duplicate le videocassette VHS.
Ma una tecnologia potrebbe non essere arrivata ai giorni nostri perché era incredibilmente primitiva e maledettamente scomoda da realizzare, e soprattutto - come vedremo nel video - perché poter realizzare una struttura in grado di avere una risoluzione paragonabile a quella dei dispositivi attuali, si sarebbe dovuto costruire un apparato delle dimensioni - veramente - di un palazzo medio: sto parlando della *televisione meccanica.*
La televisione meccanica è stata un'invenzione arrivata, veramente, anni e anni e anni e anni e anni fa! Funzionava con un ragionamento che - sulla carta - è anche corretto: la base di questo ragionamento è quella che in qualche modo è arrivata anche sino ai giorni nostri, ma la realizzazione attraverso una tecnologia interamente MECCANICA la rendeva più un esercizio di stile che qualcosa di effettivamente utile e da utilizzare.
Eppure è un esercizio di stile che ha realizzato una situazione molto interessante e che poteva dare l'idea su come sviluppare un prodotto (quello della televisione) quando non esistevano altre tecnologie in tal senso. Quindi comunque un passaggio interessante, rispetto a questo discorso.
Per cui secondo video di Technology Connections che vi segnalo è "La storia della televisione meccanica", lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda: andate e dategli un'occhiata, scoprirete un approccio all'idea di trasmettere delle immagini nell'etere *completamente inaspettato.*
Infine voglio darvi l'esempio di una tecnologia che è arrivata sino ai giorni nostri, solo che è arrivata ai giorni nostri sviluppandosi nell'ambito delle tecnologie digitali, ma quando è nata, è nata come una tecnologia che si sviluppava sull'ambito analogico e che doveva avere a che fare con dei supporti analogici.
Quindi - di nuovo - un approccio molto intelligente e molto funzionale a un problema: il problema di dover ridurre il rumore su un supporto analogico (in questo caso sulle cassette), e il modo che ha avuto una delle più importanti case che lavora con il suono (che è la Dolby) in che modo si è approcciata alla rimozione del rumore sui supporti analogici, sino poi ad arrivare a quella che è la tecnologia del Dolby Noise Reduction al giorno d'oggi, in cui parliamo di tecnologie digitali.
Però conoscere la storia dell'approccio analogico al problema - secondo me - è qualcosa di veramente molto interessante, per cui il terzo video che vi segnalo è "La Dolby Noise Reduction nel supporto analogico", video che vi lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda: andate e dategli un'occhiata.
Lui è Technology Connections: date un'occhiata al canale e iscrivetevi perché è veramente molto, molto interessante.
E parlando di tecnologie che sono arrivate sino al presente, tecnologie che non sono arrivate al presente ma che si sono evolute in maniera differente (per via di un approccio differente) o tecnologie che c'erano nel passato e sono diventate totalmente impratiche da realizzare nel tempo presente, ecco la mia domanda: voi - crescendo - siete stati a contatto con tipologie di tecnologie di questo genere? Tecnologie che sono arrivate sino ai giorni nostri, sviluppandosi lentamente nell'ambito digitale.
Tecnologie analogiche che sono scomparse? Tecnologie analogiche che erano totalmente scomode e impossibili da realizzare al giorno d'oggi, e al giorno d'oggi si utilizza un approccio completamente differente?
Raccontatemi un po' quali sono state le tecnologie con cui avete vissuto nel passato, magari ditemi qual è stata la PRIMA COSA TECNOLOGICA (di tecnologia elettronica, di tecnologia meccanica, di tecnologia elettromeccanica) con cui vi siete «scontrati» nel passato, quando eravate piccoli: parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene ragazzi: io sono Grizzly, questo era #OperazioneNostalgia.
Come sempre vi ricordo di mettere pollice-in-alto, condividere questo vlog, iscrivervi al canale (iscrivetevi anche al canale di Technology Connections, perché merita veramente!): noi ci vediamo alla prossima puntata, ciao a tutti!

domenica 25 novembre 2018

VLOG 242: ho-mobile - la mia esperienza

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly, questo è Diario di Viaggio on the road, oggi noi continuiamo questo «viaggio» lungo la strada degli operatori di telefonia mobile con cui ho avuto un'esperienza e parliamo dell'operatore che “ho.”
Era una battuta: perché mi state guardando tutti con quelle occhiatacce storte? Cominciamo, sigla!
Leonard: è stranissimo. Siamo nel XXI secolo, sono da questa parte della telecamera, eppure mi sento tutte le occhiatacce addosso, anche se è un video registrato…
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TIM aveva aperto - per così dire - la propria «Versione a Basso Costo» con il marchio Noverca, sotto il nome di Kena Mobile; Iliad era entrata sul mercato da circa un mese con delle offerte che avevano dato una bella movimentata al mercato; anche Vodafone voleva cercare di cavalcare l'onda del mercato della «Telefonia Mobile Virtuale» con un'offerta interessante; lo ha fatto il 25 giugno 2018 con la società Vodafone Enabler Italia (VEI s.r.l.) e aprendo l'operatore virtuale ‘ho.’
L'operatore si presenta utilizzando la rete in 4.5G di Vodafone, che è una delle reti migliori (per quanto concerne la copertura sul territorio italiano) con un'offerta - alla fine - allineata rispetto a quelle che ci sono sul mercato: l'offerta attuale (al momento che sto girando il video) è di € 9,99 per minuti ed SMS illimitati e 50Gb in 4G Basic.
Rispetto a Iliad questo 4G basic è molto particolare perché, dato che si basa sull'infrastruttura di rete 4.5G di Vodafone, abbiamo a disposizione 30mbit/s in download ma anche 30mbit/s in upload: è una velocità simmetrica, e questa è una cosa quantomeno interessante, soprattutto in un periodo in cui tantissimi fanno un ampio uso delle dirette streaming sui social dai dispositivi mobili.
Ho acquistato la mia prima SIM ‘ho.’ il 6 ottobre 2018 con l'intenzione di fare la portatilità della mia SIM di Kena Mobile, per via di QUEL discorso delle chiamate in Gran Bretagna. Se non sapete di cosa sto parlando, sto parlando di un problema importante che ho avuto con Kena Mobile: ne ho parlato nel vlog in cui ho parlato di Kena Mobile, link del video sul doobly-doo e sulla scheda se non l'avete visto, così potete farvi un'idea.
L'offerta che ho attivato - appunto - è la ‘ho.9,99’: per € 9,99/mese ho a disposizione 50Gb, minuti ed SMS illimitati; anche ‘ho.’ non mi consente di utilizzare il traffico incluso per le chiamate in Gran Bretagna, però le chiamate in Gran Bretagna comunque *FUNZIONANO*.
Il mio consumo dati, approssimativamente, è stabile tra i 1,5 Gb e i 2,5~3 Gb/mese, che in fondo è anche lo stesso consumo dati che avevo con Kena Mobile. La differenza è che ho intenzione di fare un piccolo esperimento nel corso del mese di dicembre 2018.
Un esperimento i cui i risultati NON SARANNO pubblicati su youtube, bensì sul mio canale Telegram, per cui - se non lo fate già - seguite il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda), perché se lo fate non solo riuscirete a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video, ma sul canale pubblico anche piccole curiosità e dietro le quinte dei video che sto realizzando, i risultati di esperimenti come quello che ho intenzione di fare e - occasionalmente - faccio anche dei sondaggi sui contenuti che vorrei portare sul canale.
E l'esperimento che ho intenzione di realizzare è molto semplice: per tutto il mese di dicembre disattiverò il wi-fi sul telefono, anche perché quando sono a casa si collega alla rete wi-fi di casa, quando sono in ufficio si collega alla rete wi-fi dell'ufficio, quando sono in auto si collega alla rete wi-fi dell'auto; voglio provare a disattivare completamente il wi-fi e vedere qual è il mio consumo dati mensile per quanto concerne l'uso del telefono sia nell'ambito professionale perché ci ricevo tantissime email per lavoro), sia per il «tempo libero» perché è il telefono che utilizzo per i social e per tante altre applicazioni.
Per quanto concerne la copertura della rete, la copertura di Vodafone (sappiamo tutti) è molto valida in Italia, sia nell'ambito urbano che in tantissimi ambiti extraurbani, quindi nelle zone di campagna, nelle zone più rurali, però ho notato una cosa, una cosa che concerne il segnale del 4G: in diverse situazioni ho potuto constatare che quando c'è il segnale del 4G nelle zone un pochino più difficili da raggiungere, il segnale del 4G può essere veramente molto basso.
L'altro giorno ho visto che ero in posto un pochino fuori dal limite urbano e avevo appena una tacca con il segnale 4G. Solo che in quella situazione - senza muovermi - semplicemente disattivando il 4G e attivando la connettività in 3G, automaticamente il segnale passava a fondoscala.
È una cosa di cui tenere conto, però c'è anche un'altra cosa di cui tenere conto: a quanto sembra ‘ho.’ considera che ci sono quelli che sanno che il segnale 4G è - comunque - limitato e giocano utilizzando il segnale in 3G che dovrebbe andare un pochino meglio. Ora il problema che ho notato è questo: se io attivo il 3G con ‘ho.’, il segnale va in HSPA+ (in H+) sino a quando io rimango - semplicemente - connesso alla rete, ma non appena io comincio a cercare di utilizzare la rete per qualcosa di più di avere il telefono che crea il cosidetto "rumore di fondo", nel momento in cui io - non so - apro il browser, apro un social, apro una qualsiasi cosa… per quanto il segnale possa essere a fondoscala, magicamente dall'H+ mi passa ad H, ad HSPA classico, quindi intorno ai 24 mbit/s in download e ai 3 mbit/s in upload.
Non so se sia una situazione che avviene particolarmente qui a Siracusa (perché l'ho potuta vedere in molte zone) o se è una cosa legata proprio alla funzionalità in 3G del sistema. Fatto sta che questa è una cosa che ho notato, un pochino mi fa storcere il naso, però - come ripeto - il 4G è simmetrico a 30mbit in upload, che può essere una cosa interessante: diciamo che può essere utile nelle situazioni in cui c'è *veramente* pochissima copertura, in cui il segnale 4G fa vai e vieni, eventualmente uno - se ha la necessità di utilizzare la connessione ad internet - a scapito di una (tra virgolette) certa "lentezza" (stiamo sempre parlando di un segnale in 3G di buone caratteristiche) si può - eventualmente - temporaneamente disattivare il 4G e utilizzare il sistema in 3G, e funziona COMUNQUE molto bene.
Ho attivato altre SIM con ‘ho.’? Al momento ci sto pensando, e ci sto facendo *seriamente* un pensierino per la SIM del lavoro, anche perché sulla SIM del lavoro io ho scelto di non avere piani internet (anche perché - appunto - ho il telefono che è il Nokia E90 Communicator), ma sto pensando seriamente di fare questo discorso, più che altro per la tipologia di copertura di rete che c'è con Vodafone, anche perché io vengo da Vodafone (e di questo sicuramente parlerò in un altro dei vlog destinati a parlare degli operatori di telefonia mobile).
‘ho.’ mette a disposizione un'app molto funzionale per misurare il traffico dati consumato e, tendenzialmente, anche minuti ed SMS consumati, anche se - in realtà - ti dirà sempre "illimitati". Ci sono condizioni nelle quali gli SMS o i minuti potrebbero venire, invece, addebitati, ma parliamo di condizioni "estreme": per esempio chiamate verso direttrici estere in cui non è previsto traffico incluso.
Purtuttavia anche l'app ha qualche piccolo problema di dentizione: nel corso del tempo l'app è stata aggiornata più volte e sono state attivate delle funzioni che prima non erano disponibili, quindi probabilmente questi problemi di dentizione saranno risolti nel corso degli aggiornamenti successivi.
Innanzi tutto l'app è molto utile per effettuare la portatilità, perché si può fare la portatilità immettendo i dati (il numero di serie della SIM dell'operatore di provenienza e tutto quanto) direttamente sull'app, quindi è molto comodo in questo senso, però - per esempio - per alcune funzionalità l'app ti rimanda al sito della cosiddetta ‘ho.fficina’ e per altre funzionalità ti rimanda a chiamare, alla fine, l'operatore; solo che - per esempio - per disattivare il servizio del SMS che ti avverte quando qualcuno ti ha cercato mentre il telefono era spento o non raggiungibile (un servizio che - generalmente - tengo disattivato, perché considerate che spesso, ad esempio in casa, il telefonino lo spengo), e per disattivare questo servizio l'app ti invita a chiamare il call-centre (cioè: dopo che *TROVI* l'opzione dispersa in giro): il risultato è "È possibile disattivare l'opzione semplicemente chiamando il call-centre"
Ho chiamato il call-centre: gli operatori sono gentilissimi, simpaticissimi (ho avuto modo di chiamare il call-centre solo due volte, in due diverse occasioni: una per questa, e una per chiedere informazioni sullo stato della portatilità, e in entrambi i casi sono stati molto veloci); però - per esempio - nel caso della disattivazione di questo servizio l'operatore mi ha detto:
Op: "No: si può disattivare questo servizio anche dall'app. Basta andare qui e lì"
Io: "Sì, ma quando io vado qui e lì, l'app mi risponde: 'Bene! Per disattivare questa funzione, chiama il call-centre'…"
Aspettiamo che, con i prossimi aggiornamenti, venga qualche novità in tal senso.
Insomma ragazzi: questa è stata la mia esperienza con ‘ho.’: non posso dire che sia stata un'esperienza molto lunga perché sto girando questo vlog a metà novembre e ho attivato la SIM - lo ripeto - il 6 ottobre 2018 (quindi è poco più di un mese che utilizzo la SIM), però ho potuto utilizzare la SIM in giro per tutta la provincia di Siracusa, perché mi sono dovuto muovere parecchio, conoscevo già la copertura di rete di Vodafone e posso dire che non c'è niente di particolarmente diverso.
Il comportamento dei ragazzi del call-centre, come ripeto, è molto funzionale (al call-centre sono molto gentili); per tutte le altre necessità l'app può essere molto utile, quando non è utile l'app è utile il forum (la cosiddetta ‘ho.fficina’) per tantissime informazioni e piccole curiosità.
L'offerta è in linea con le altre offerte di mercato, per carità: ci sono offerte a prezzi inferiori, però parliamo anche della copertura di rete di Vodafone (che è una tra le migliori in Italia) e, come ripeto, il 4G basic - pur essendo limitato - ha un'importante velocità di 30 mbit/s in upload, che non è da sottovalutare.
Questo comunque è quello che penso io di ‘ho.’, ora ditemi un po' che cosa ne pensate voi: voi siete utenti di ‘ho.’? State pensando di passare a ‘ho.’?
Siete utenti, magari, di Vodafone? Siete utenti di un altro operatore? Avete lavorato con una SIM di ‘ho.’ ma siete passati a un altro operatore? Parliamone! Nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene, anche per oggi questo è tutto. Spero di essere riuscito a farvi conoscere un po' meglio l'operatore ‘ho.’: se ci sono riuscito come sempre vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici (anche su Whatsapp o Telegram), magari con gli amici che vorrebbero passare ad ‘ho.’ e vorrebbero qualche informazione in più.
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, che è sempre gratuito, ma oggi è in offerta: è un pochino più gratuito del solito!
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr, vi invito a farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Sono Grizzly, questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti, ci vediamo alla prossima…
… e un gatto nero ha appena attraversato la strada!

domenica 18 novembre 2018

VLOG 241: Kena Mobile - La mia esperienza

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
Prima di cominciare il vlog, una breve parentesi: qualche giorno fa ho pubblicato sul canale Telegram un sondaggio, chiedendo agli iscritti se fossero interessati in una serie di video sugli operatori di telefonia mobile di cui ho utilizzato i servizi e quindi di cui ho qualche esperienza.
Il sondaggio ha avuto un riscontro particolarmente positivo, e quindi sto realizzando questa serie di video apposta; per questo motivo vi invito - se non l'avete già fatto - ad iscrivervi anche al mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda là in alto): in questo modo non solo riuscirete a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video, ma riuscirete anche a ricevere in anteprima piccole curiosità, dietro le quinte sui video che devo realizzare, o partecipare anche ad altri sondaggi che realizzerò nel corso del tempo a proposito degli argomenti che vorrei trattare.
Bene, oggi parleremo dell'operatore Kena Mobile, ma prima di farlo vorrei fare assieme a voi un piccolo esperimento.
Questo è il mio telefono (Nokia E90 Communicator), questo telefono (lo utilizzo solo per lavorare) ha una SIM di Kena Mobile; adesso facciamo un numero di telefono particolare: non so se si vede, è un numero della Gran Bretagna.
Allora, con Kena faccio questo numero...
«Messaggio gratuito, siamo spiacenti: il numero da lei chiamato non è attivo/Free message, sorry: the number you called is not active»
Bene, prendiamo adesso un altro cellulare (il mio cellulare personale) con un altro operatore e facciamo LO STESSO NUMERO: è il numero del "distaccamento in UK del mio ufficio", metto il vivavoce...
[squilli telefonici]
... e - GUARDACASO - però il numero è attivo, perché lo sta chiamando.
Tradotto: non è possibile, dai numeri Kena Mobile (perché ho provato con TUTTE le SIM che ho) effettuare chiamate in Gran Bretagna.
Tenete a mente questo discorso, perché ne parlerò nella seconda parte del vlog: nella prima parte vi parlerò dell'esperienza che ho avuto con l'operatore Kena Mobile approssimativamente da giugno 2017 (quando ho sottoscritto la mia prima SIM) fino - più o meno - al periodo di settembre-ottobre 2018, quando (a seguito di questo problema. Di nuovo: ne parliamo dopo) ho cominciato a effettuare la portatilità delle SIM verso altri operatori.
Parliamo, peraltro, del periodo in cui Kena Mobile offriva i suoi servizi esclusivamente con copertura di rete in 3G... e lo so che cosa state pensando a proposito dei servizi con la rete in 3G!
“Eeehhhhh ma il 3G è lento! Io voglio la velocità! Per questo ho fatto la SIM di Iliad che mi dà il 4G”
Eh, già, *tuttavia* parliamo di 4G basic.
“E allora? È comunque più veloce del 3G! Il 4G è più figo ed è molto più veloce!”
Uhm... davvero? Allora tralasciamo che - generalmente - a parità di condizioni il segnale in 3G tende ad essere un tantinello più stabile, ma il problema - più che altro - è quello che il 4G basic viene offerto a una velocità massima di 30m in download e 3m in upload, mentre l'HSPA+ (H+) lavora a una velocità di poco più di 42m in download e poco più di 6 in upload!
“Mmm? 4x8=48 scrivo 4 e riporto 8, ponte ponente ponteppì tappe tappe... EHY! MA ALLORA...”
Infatti nel video scorso, in cui vi ho parlato di Iliad (e se non l'avete già visto ve lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda) ho anche detto - a un certo punto - che nel periodo iniziale, in cui la rete risultava sovraccarica, c'erano momenti in cui io ho attivato il tethering su Kena Mobile e la connessione ad internet risultava *ABBONDANTEMENTE* più veloce di quella di Iliad.
Ad ogni modo, oggi parliamo di Kena Mobile, per cui cominciamo il vlog, sigla!
[♪♫♪]
Noverca è stato un operatore di telefonia mobile virtuale abbastanza importante sul mercato, non solo per i soci che annoverava tra le sue file (tra cui Acotel o il gruppo bancario Intesa Sanpaolo) ma anche per le innovazioni che ha portato sul mercato della telefonia: in un periodo in cui tutti noi avevamo SIM a 32k (e la TIM cominciava - timidamente - a muovere i primi passi verso la sperimentazione sulle SIM a 64k), Noverca offriva i propri servizi già su SIM a 128k addirittura; inoltre, grazie alla partecipazione del gruppo bancario Intesa Sanpaolo, introdusse una serie di importanti innovazioni nell'ambito dell'home banking.
Tuttavia, essendo stato un operatore che era rivolto a un pubblico particolarmente di nicchia, la sua esperienza sul mercato è stata sottoposta ad alti e bassi e - dopo una lunga serie di peripezie - la società Noverca è stata infine rilevata da TIM.
TIM a questo punto, approfittando della società Noverca, è tornata sul mercato degli operatori mobili virtuali il 29 marzo 2017 con il marchio di Kena Mobile.
Kena Mobile è arrivata sul mercato con delle offerte relativamente aggressive per il periodo, rispetto alla concorrenza: innanzi tutto, tutti gli operatori avevano variato il proprio ciclo di fatturazione (il proprio ciclo di rinnovo delle opzioni) sulle quattro settimane, sui 28 giorni.
Le opzioni di Kena non si rinnovavano ogni mese solare, però la principale differenza era che si rinnovavano ogni 30 giorni, e già era una differenza importante.
La seconda differenza che possiamo mettere riguarda il fatto che i loro piani di voce, SMS e dati erano *decisamente* concorrenziali e molto interessanti; per esempio intorno alla seconda metà di giugno 2017 io sottoscrissi la mia prima SIM Kena Mobile.
L'offerta che sottoscrissi si chiamava "Kena Comoda": al costo di €5,99 ogni 30 giorni mi venivano offerti 600 minuti di conversazione, 100 SMS e 6 Gb di internet in 3G.
Ora, d'accordo: in quel periodo già c'erano moltissimi operatori che offrivano il 4G e si cominciavano a muovere i primi passi, timidamente, anche sul 4.5G, però NESSUN OPERATORE ti offriva più di 5Gb di internet a cifre che fossero inferiori alla quindicina di euro al "mese" solo per il piano internet.
Io stesso venivo da un operatore che mi offriva solo DUE GB di internet (solo per smartphone) a € 10/mese, traffico telefonico ed SMS erano a parte.
L'ultima opzione che ho avuto attiva, prima di lasciare l'operatore Kena, se non ricordo male si chiamava "New Digital X": fondamentalmente io avevo a disposizione 1000 minuti, 50 SMS e 15Gb di internet in 3G a € 5/mese, che era *comunque* un'opzione più che dignitosa e con una velocità di navigazione in internet decisamente efficiente (sempre in H+).
In fondo Kena si appoggiava alla rete mobile di TIM, quindi la copertura di rete in ambito nazionale era *decisamente* efficiente.
Purtuttavia ho notato dei problemi di "dentizione" nel corso del primo mese (del primo mese e mezzo) di uso della SIM, perché nel corso del mese di luglio ho notato - ogni tanto - qualche piccola caduta di linea.
Ma la situazione è PEGGIORATA GRAVEMENTE nel corso del mese di agosto, in cui io ero in vacanza e dovevo appoggiarmi completamente al cellulare, perché - spesso & volentieri - nonostante una piena copertura di rete della TIM, semplicemente il segnale improvvisamente scompariva (anche se la TIM era a pieno regime, sul telefonino Kena quello che io vedevo era "Solo chiamate di emergenza").
Pensai anche che fosse difettosa la SIM e mi recai in un punto Kena lì a Trento (dove ero in vacanza) e lì il ragazzo del punto Kena mi disse "Se vuoi io ti sostituisco la SIM, ma guarda che questo problema in realtà è noto, con molti telefoni, e la soluzione è molto semplice..."
Sono andato (sul telefono) nelle impostazioni degli operatori mobili e, anziché lasciare la ricerca della rete automatica, ho impostato la rete *manualmente* su TIM, e questo mi ha completamente risolto ogni problema relativo alle improvvise cadute di linea o alle improvvise scomparse del segnale di telefonia mobile.
Ora, operando sulla rete di TIM come operatore virtuale, Kena operava in regime di roaming: questo ha i suoi pregi e i suoi difetti. Molti telefoni Android hanno la possibilità - quando sei in roaming - di ridurre un pochino il consumo dei dati, e quindi questa piccola parsimonia (che mi regalava un 10%~15% di traffico dati in più, a conti fatti) poteva essere comoda soprattutto perché ero abituato ad avere l'altro operatore che - in caso di sforamento del traffico dati - mi avrebbe veramente pestato (perché avevo anche la bolletta), ed ero abituato a utilizzare la connessione a internet con molta parsimonia, quindi ogni piccola opzione che mi avesse potuto dare un ventaglio in più sarebbe stata molto comoda.
Dal lato opposto però c'erano anche dei difetti sul fatto di essere in roaming. Il più semplice è che alcune app non digeriscono molto bene di operare in roaming: per esempio Whatsapp. A livello di funzionalità dell'applicazione, non c'era nessunissimo problema, però quando sei con Kena Mobile, se provi a effettuare il backup su Whatsapp, Whatsapp ti dirà: "No, guarda: sei in roaming e quindi, per effettuare il backup, o ti colleghi a una rete wi-fi o entri sulla tua «rete nativa»: finché sei in roaming non puoi fare il backup"
Sì, ma io non sono in roaming: QUESTA è la mia rete nativa!
Il mio consumo medio di dati nel primo periodo di uso di Kena Mobile si era stabilizzato tra 1 Gb e 1,5 Gb al mese, anche perché era il consumo medio mensile che avevo quando avevo il precedente operatore; poi ho cominciato a sfruttare un pochettino di più la cosa, ho cominciato ad approfittare un po' di più, di fare - non so - più dirette su Twitter (anche perché - nel frattempo - avevo cambiato il telefono, che supportava il live streaming su Twitter); ho cominciato a fare altre cose, però diciamo che il mio consumo medio mensile si era sempre stabilizzato tra 1 Gb e i 2 Gb...
La funzionalità in 3G era *eccellente*: ero praticamente COSTANTEMENTE tutto il tempo in H+ (in HSPA+) e andava benissimo: non ho notato differenze rispetto alla situazione in cui mi trovavo prima, perché comunque sono stato SEI ANNI in 3G, per cui non ho potuto trovare grandissime differenze rispetto a prima, e mi sono trovato molto bene per tutto il tempo in cui ho operato con Kena Mobile, talmente tanto che - appunto - ho anche attivato una SIM di Kena Mobile per quanto concerne il mio telefono del lavoro e un'altra SIM di Kena Mobile per cui ho passato la SIM che utilizzava mia madre.

E veniamo alla nota dolente.
Io ho scoperto della magagna dell'impossibilità di effettuare chiamate verso numeri mobili della Gran Bretagna per caso intorno alla fine di luglio 2018.
Questa cosa mi ha dato moltissimo fastidio, perché io ho una serie di SIM Internet-of-Things che lavorano con una numerazione in UK e mi serve poter chiamare queste SIM dal mio telefonino mobile italiano per vari motivi, ragion per cui questo per me era un intoppo.
Oltre al fatto che come fai ad avere un servizio di telefonia mobile che "Sì sì: puoi fare tutte le chiamate internazionali che vuoi, sono a pagamento" e poi le chiamate internazionali non funzionano?
E ho segnalato più volte all'assistenza tecnica (al 181) questo problema.
Più volte, ossia - per la precisione - per ben SEI VOLTE DI FILA!
I ragazzi del call-centre sono gentilissimi, sono simpaticissimi, sono educatissimi, ma io facevo la segnalazione, spiegavo che questo problema lo riscontravo da tutte le mie SIM di KenaMobile verso determinate numerazioni in Gran Bretagna. Ho anche lasciato i numeri UK su cui effettuare degli esperimenti e - ogni volta - dopo due~tre giorni la mia segnalazione veniva PUNTUALMENTE chiusa senza risolvere il problema.
E come si fa a chiudere una segnalazione senza risolvere il problema? Quando richiamavo per avere notizie sullo stato della segnalazione, scoprivo che la segnalazione "impossibile effettuare delle chiamate in UK" veniva PRIMA trasformata in una segnalazione "navigazione a internet non funzionante" e poi chiusa perché la navigazione a internet - naturalmente - era funzionante!
Tutte e cinque le ultime volte che ho chiamato, la sesta volta me la sono presa con l'operatore un pochino, gli ho detto: "Senti: io sino ad ora non ho voluto lamentarmi più di tanto, adesso io mi sono segnato i tuoi dati. Sappi che il mio problema è $QUESTO; se fra due giorni sarà chiuso dicendo che era 'mancata navigazione in internet', io darò i tuoi dati a Kena Mobile perché vengano presi provvedimenti, e ci andrai di mezzo tu."
Il ragazzo è stato molto gentile, il ragazzo è stato molto educato, il ragazzo ha preso in carico la mia segnalazione, ha preso in carico il mio caso, il ragazzo ha detto che averebbe girato il mio caso anche al suo supervisore, ha chiesto un reset della scheda... dopo tre giorni in cui ho chiamato per sapere a che punto fosse la pratica, ho scoperto che il ragazzo NON AVEVA NEPPURE APERTO LA PRATICA DI GUASTO!
A quel punto, ancora più inferocito, ho cominciato la procedura di portatilità delle varie SIM Kena Mobile verso altri operatori.
Molti si sono lamentati della presunta lentezza della connessione a internet di Kena Mobile e se ne sono andati via da questo operatore per questo, io sono andato via dall'operatore Kena Mobile non solo perché non funzionano le chiamate internazionali verso la Gran Bretagna (e - tra le altre cose - se avete un telefono Kena Mobile vi consiglio di provare! È il numero del mio ufficio: di domenica non c'è nessuno, se volete provate di domenica, se non vi fidate, se vi spaventate che "qualcuno" risponda e vi massacri, il numero è in sovraimpressione).
Io ho pubblicato - tra l'altro - un video mostrando questo difetto su Twitter, che è rimasto fissato sul mio profilo taggando Kena Mobile e Noverca e nessuno mi ha mai calcolato. Complimenti! E sì che Kena Mobile ai tag sui social di solito rispondeva.

Insomma ragazzi questa è stata la mia esperienza con Kena Mobile: non posso dire che sia stata positiva al 100% ma neppure che sia stata negativa al 100%: diciamo che non ha raggiunto la sufficienza, soprattutto per questo discorso delle segnalazioni dei guasti.
Per cui lascio la parola a voi: voi che cosa ne pensate, o che cosa mi dite? Voi avete una SIM di Kena Mobile? Oppure avete avuto una SIM di Kena Mobile? Siete intenzionati a passare a Kena Mobile?
Parliamone: nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Spero di essere riuscito a intrattenervi, ma soprattutto a farvi conoscere un po' meglio l'operatore Kena Mobile. Se ci sono riuscito - come sempre - vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici (anche su Whatsapp o Telegram), magari agli amici vorrebbero passare a Kena Mobile.
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto. Eh sì: effettivamente il Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ si rinnova ogni 4 settimane (e non ogni mese solare), ma tranquilli: il rinnovo è gratuito!
Vi ricordo infine di seguirmi Telegram; se vorreste che trattassi un argomento particolare su #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly, questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 11 novembre 2018

VLOG 240: Iliad - la mia esperienza

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Io sono Grizzly e scelgo Bewear!
... uhm sì, lo so: non è il massimo, ma è l'unico Pokémon Orso che conosco!
Scherzi a parte, benvenuti a bordo viaggiatori: io sono Grizzly, questo è Diario di Viaggio on the road e oggi - come avrete intuito - parleremo di Iliad.
E lo so che cosa state pensando:
“Ma Grizzly: ma arrivi tardissimo! Tutti quanti hanno parlato di Iliad già a giugno: noi siamo a novembre!”
Ma vedete: sapete qual è la più grossa differenza tra quelli che hanno parlato di Iliad sin da subito (sin da giugno) e me?
Principalmente direi quella che io sono stato un cliente di Blu (e - tra l'altro - alcuni miei clienti anche di Bip)... sigla!
[♪♫♪]
Iliàd (oppure Ìliad: non sono sicuro della pronuncia. Essendo un operatore francese, credo che quella corretta sia Iliàd) è un operatore di telefonia mobile francese che è arrivato in Italia il 29 maggio 2018 ufficialmente: ha cominciato a offrire i suoi servizi e - nel farlo - ha dato una PESANTE E VIOLENTA SCOSSA al mercato della telefonia mobile italiana.
Per € 5,99/mese offriva minuti illimitati, SMS illimitati e 30 Gb di internet in 4G di base (a 30 mbit/s); successivamente sono arrivate altre offerte: un'offerta che prevedeva 40 Gb di internet (oltre a SMS e minuti illimitati) però a € 6,99/mese e quella che c'è in questo momento (che sto girando il video) che prevede 50 Gb di internet, minuti ed SMS illimitati a € 7,99/mese.
Più un'offerta - per così dire - SOLO VOCE a € 4,99/mese che offre minuti ed SMS illimitati e 40 Mb di internet.
Che se ci pensate, uno dice: ‘E che cosa se ne fa uno di 40Mb di internet?’ Fondamentalmente nulla, però significa che se uno ha il telefono che vuole utilizzare solo per telefonare e per mandare SMS (magari è una persona anziana che non utilizza la connessione a internet), dovesse PER SBAGLIO attivare la connessione a internet per un attimo, non gli verrà *aspirato* tutto il credito perché non c'è nessuna opzione internet attiva, ed è una mossa decisamente intelligente.
Ad ogni modo: io ho sottoscritto la mia prima scheda Iliad il 3 luglio 2018, lo ho fatto incuriosito dalla offerta e - soprattutto - perché, avendo preso da poco un'autoradio con il sistema operativo Android, m'interessava avere uno strumento che mi permettesse di dare la connessione ad internet all'autoradio, quindi per poter utilizzare le applicazioni "on-line" come - non so - Google Maps, Soundcloud... e quindi ho preso una SIM che ho inserito in questo piccolo webpocket.
Per un po' di tempo l'ho usata così, finché poi non mi è arrivato un altra tipologia di webpocket che è nella forma di una chiavetta USB; come una volta c'erano le chiavette USB che si utilizzavano per far collegare un singolo dispositivo, adesso hanno fatto questo sistema: una chiavetta USB che, una volta che si alimenta (dalla porta USB) si comporta comunque come una webpocket, come un router wireless che permette di collegare fino a dieci dispositivi e farli andare su internet.
Molto comodo in auto perché, quando io accendo la macchina, automaticamente si accende questa chiavetta, quindi nel giro di 15~20 secondi si avvia la connessione ad internet, mi dà la connessione automaticamente all'autoradio, mi dà la connessione al telefonino, al tablet...
Ha avuto un uso molto intensivo nel mese di agosto, che sono stato in vacanza e ho utilizzato tantissimo la connessione a internet sull'autoradio, spostandomi molto in Italia, utilizzando il navigatore, utilizzando molte funzioni, ascoltando moltissima musica in streaming; ho avuto modo anche di valutare la copertura, di valutare la funzionalità del servizio e di valutare che tipologia di consumi si vanno a fare con questo uso «veicolare» della connessione ad internet.
Prima di continuare una piccola nota, ma molto importante: se avete acquistato una SIM Iliad dalla simbox pagando con una carta di credito (normale o anche ricaricabile, tipo la Postepay) ma avete intenzione di effettuare i rinnovi del servizio pagando con il credito residuo della SIM, in maniera tale da dire "Va bene: io faccio una grossa ricarica alla SIM (non so: di € 50) e per sei mesi~sette mesi mi scordo di dover ricaricare quella SIM" allora dovete andare nella vostra Area Riservata di Iliad e, alla voce "I miei dati personali" trovate la voce "Il mio metodo di pagamento": clickate e CAMBIATE il metodo di pagamento togliendo la carta di credito che è stata registrata automaticamente dalla simbox, perché quando voi acquistate con la simbox la SIM, quello che succede è che il pagamento del rinnovo delle opzioni viene addebitato automaticamente (o viene TENTATO di addebitare automaticamente) sulla carta di credito.
Questa è una cosa che trovo *leggerissimamente* discutibile: avrei gradito di saperlo prima di sottoscrivere la scheda e non di scoprirlo dopo.
E questa è la prima cosa negativa che noto di questa SIM: questa piccola nota che poteva essere un pochino più chiara.
La seconda nota che faccio a Iliad riguarda i cosidetti «problemi di dentizione»: nel corso del mese di luglio, qui a Siracusa, la connettività 4G prendeva (il segnale c'era, c'era pieno segnale con piena connettività LTE) ma la velocità di navigazione era PIETOSA, talmente pietosa che vedevo una *grossa* differenza di velocità con Kena Mobile in HSPA: era molto più veloce!
Purtuttavia ammetto che - probabilmente - questo è stato legato soprattutto al fenomeno che, vista la novità, vista la grande quantità di dati internet, visto il fatto che ha avuto un grande successo questa vendita delle SIM con 30 Gb e poi 40 Gb di internet... moltissimi hanno sottoscritto la SIM e c'è stato - probabilmente - un sovraccarico di traffico nel corso del primo mese o dei primi due mesi, perché già nel corso del mese di agosto ho notato che, invece, la situazione si era stabilizzata ed era migliorata tantissimo.
Però credetemi: nel corso dei primi giorni di luglio ho provato a scaricare le mappe di Sygic sull'autoradio, circa 345 Mb (che con una connessione a 30 mbit/s dovrebbe impiegare dieci~quindici minuti ad arrivare): dopo venti minuti in cui io guidavo tranquillamente in città e lasciavo che le mappe si scaricassero, sono arrivato a destinazione, ho guardato l'autoradio e aveva scaricato il 2%
Stendiamo un velo pietoso.
Nel corso del mese di agosto, invece, sono andato praticamente in giro per tutta Italia, perché sono stato a Frosinone e poi sono arrivato in Trentino; ho girato tantissimo in Trentino (ho girato tantissimo per molti paesini di montagna) senza trovare grossi problemi di copertura. Dove la copertura non è fornita direttamente da ripetitori di Iliad, di solito la copertura va in roaming *credo* su Tre o su Wind (non so bene quali sono gli accordi: in fondo adesso Tre e Wind sono la stessa società, quindi probabilmente dipende dal ponte di copertura), però - non vi so dire se per un problema di copertura fisica dove mi sono trovato o se per un problema di accordi - fatto sta che quando ero in Trentino nel corso del mese di agosto, se la SIM Iliad andava in roaming su Tre, andava in roaming in 3G (in HSPA), però ripeto: non so dire se sarebbe dovuta andare in roaming in 4G e non ci andava perché non c'era nella zona in cui mi trovavo la copertura in 4G, o se è per via degli accordi, questo non lo so dire; però so dire che è un dato di fatto: in agosto, quando andavo in roaming, andavo in roaming in 3G. Comunque andava in maniera discreta: la velocità era funzionale ugualmente.
Io ho acquistato la prima SIM il 3 luglio; oggi - che sto girando questo video - è il 3 novembre: questo significa che ho questa SIM esattamente da quattro mesi.
In questi quattro mesi ho potuto valutare anche la tipologia di consumi che ci sono stati. Ora, nell'uso generico veicolare, con il cellulare che mi si allaccia automaticamente e le notifiche di base, si viaggia su - approssimativamente - circa 2Gb al mese consumati (2,5~2,6 Gb).
Nel corso del mese di agosto, che invece ho utilizzato molto più intensamente la SIM, sono arrivato a consumare circa 3,5~3,7 Gb in un mese. Osservo che - ovviamente - non ho utilizzato la SIM Iliad per fare un intenso uso dei social, per esempio non ho utilizzato intensamente YouTube o altre caratteristiche, perché - naturalmente - mentre sto guidando non posso guardare video YouTube (tra l'altro la cosa "divertente" di quest'autoradio è che, come tutte le autoradio distribuite in Europa con questo meccanismo, se l'auto è in movimento, l'applicazione di YouTube non ti permette di vedere i video: devo essere fermo e con il freno a mano alzato per poter guardare i video YouTube), quindi - al di là di questo - diciamo che il consumo medio mensile, all'interno dell'auto per questa SIM, si è stabilizzato tra i 2,5 e i 3,5 Gb: più o meno è questo mensilmente.
Facendo un uso molto intenso della connessione a internet si può arrivare a 4 Gb, come uso veicolare: questo è il mio esempio; naturalmente - come ripeto - chi fa un uso molto intensivo dei social, di YouTube, di Instagram, guarda moltissime stories, guarda InstagramTV etc. sicuramente consumerà di più.
Ho avuto modo di parlare con i ragazzi del call-centre di Iliad per chiedere delle informazioni molto specifiche e - su questa tipologia di informazioni - i ragazzi sono stati molto veloci, molto gentili e veramente efficienti.
Piccola nota conclusiva: il traffico incluso di voce ed SMS è valido anche quando si è in Europa (nella EU), in roaming ed è valido anche verso le principali destinazioni dell'EU fisse e mobili.
Iliad diciamo che - in qualche modo - precede la Brexit, perché il traffico incluso NON INCLUDE le chiamate e gli SMS verso la Gran Bretagna (prefisso +44).
In conclusione come mi sono trovato con Iliad? Direi piuttosto bene, abbastanza bene che nel corso del mese di settembre ho fatto la portatilità di un'altra SIM che utilizzo sul telefono reperibile di protezione civile... ecco: che mi è arrivato l'SMS di rinnovo dell'opzione all'una di notte. Questo si poteva evitare, Iliad: mandate gli SMS di rinnovo dell'opzione alle otto del mattino, non all'una di notte, magari!
Ma sto attivando altre TRE SIM addirittura: due che vanno nei cellulari di famiglia e una che sarà utilizzata per degli esperimenti che ho intenzione di fare con Arduino e Raspberry, di cui SICURAMENTE vi parlerò più avanti, e - come regola generale - sto trovando l'opzione molto funzionale, la copertura molto funzionale e la funzionalità molto valida e quindi posso dire che sono *decisamente* soddisfatto del servizio.
E voi - invece - che cosa mi dite? Siete clienti Iliad, non siete clienti Iliad ma vi incuriosisce?
Siete clienti di qualche altro operatore di telefonia mobile? Siete clienti di telefonia fissa e non avete nessun cellulare?
Parliamone! Nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene ragazzi: io sono Grizzly, con la mia piccola esperienza spero di esservi stato utile: se ci sono riuscito vi invito come sempre a mettere pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici (anche su Whatsapp o Telegram), magari con i vostri amici che, appunto, vorrebbero passare a Iliad.
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, che sì: anche quello si rinnova ogni mese, ma senza carta di credito, anche il rinnovo è gratuito!
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly, questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 4 novembre 2018

VLOG 239: Compleanno in casa #OperazioneNostalgia

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-Cara: la settimana prossima è il compleanno del bambino!
-Ehhh: dobbiamo prenotare la sala.
-Dobbiamo prenotare il catering.
-Dobbiamo prenotare l'animatore.
-Dobbiamo prenotare tutto quanto! Così che sarà tutto quanto bello, pronto, sistemato, così il giorno del suo compleanno arriviamo, scarichiamo il bambino assieme a tutti gli amichetti lì nella sala, nella ludoteca. Ci pensano a tutto quanto gli animatori: li scaricano, li spompano, li fanno arrivare alla sera tutti stanchi. Poi arriviamo alla sera, peschiamo il primo bambino che capita e lo riportiamo a casa!
-Non è nostro figlio...
-Ma non importa: l'importante è che si siano divertiti! Giusto?
Ma una volta, come si festeggiavano i compleanni? Si facevano i compleanni in casa, e oggi proprio dei compleanni in casa parliamo.
Benvenuti a bordo viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road #OperazioneNostalgia
[♪♫♪]
Un veloce aneddoto prima di cominciare: diversi anni fa siamo andati, con degli amici, alla Grande Apertura di un nuovissimo supermercato.
Ancora non era «periodo di centri commerciali»: c'erano i primi centri commerciali, comunque questo grandissimo supermercato che si apriva...
C'era, quindi, una festa molto grande: c'era la banda, c'era il buffet, c'era un grandissimo catering (eravamo andati là per quello), c'era un sacco di gente, c'era la musica, c'era l'animazione, c'erano gli sbandieratori, c'erano i palloncini... praticamente in realtà tutta l'animazione sarebbe cominciata verso le quattro del pomeriggio, ma noi siamo andati lì verso le dodici, le dodici e mezza, perché - naturalmente - siamo andati a scroccare il pranzo.
E la bambina, indicando un tavolo accanto a quello del catering, in cui faceva bella vista di sé una montagna di bicchieri di carta (di quelli ENORMI), una montagna di cappellini di carta e - in mezzo - un montarozzo di palloncini sgonfi, fa: “Papà: posso prendere due palloncini?”
E il papà: “Certo, ma ci mancherebbe! Mi sa che sono messi lì apposta. Magari devono prenderli alle quattro per distribuirli, e intanto sono lì”
E la bambina va lì e prende DUE palloncini, se li mette in tasca. E io guardo: “Senti un po': ma il tuo compleanno non è dopodomani?”
“eh sì...”
“Aspetta un attimo”
Vado lì, piglio una fila di bicchieroni di carta da mezzo litro (ne avrò presi una trentina), con questa fila di bicchieri piglio UNA VANGATA di palloncini, prendo una vangata di cappellini, glieli metto sopra, vado dalla bambina: “Tiè: la tua festa di compleanno la offre questo supermercato!”
E i genitori, magari: “Ma dai! Ma non mi sembra il caso!”
“Ma perché non ti sembra il caso? Qual è il problema? Che sui palloncini invece di «Buon Compleanno» c'è scritto il nome del supermercato? Vanno bene lo stesso!”
E se magari qualche anno fa era un po' discutibile avere i palloncini con il nome di un supermercato a una festa di compleanno... adesso sembra che invece sia normale avere i palloncini con il nome di una catena di fast-food a una festa di compleanno!
I tempi cambiano, le cose si evolvono e adesso va di moda andare in ludoteca, va di moda avere l'animatore, ma una volta come si faceva? Una volta si faceva la festa di compleanno in casa, soprattutto.
C'era il salone, questa stanza mistica in cui non c'entrava mai nessuno: lo stesso salone di casa mia è una stanza che - praticamente - non usiamo MAI; l'ultima volta che è stata usata intensamente...
... ci ha dormito Pio3D, dopodiché praticamente è una stanza in cui tu c'hai l'ombrello sgocciolante e lo lasci ad asciugare in salone...
Ma per l'occasione della festa di compleanno lo si puliva, lo si sistemava, si buttavano tutti i tavoli e le sedie di lato per lasciare lo spazio, perché era la stanza "grande" della casa e lì potevano entrare i bambini e ballare.
Parliamo di musica degli anni ‘80, magari di musica dei primi anni ‘90 (già c'era un po' di dance nei primi anni ‘90), ma negli anni ‘80 c'era della roba che noi consideravamo Rock Duro-Duro-Duro... adesso passa sulla radio "Classic" e mi sento ancora più vecchio di prima.
E quindi arrivava il giorno della festa, il giorno della festa che cosa succedeva? Succedeva che i tuoi genitori ti facevano mettere il Vestitino della Festa, perché bisognava essere eleganti! Ti sentivi un manichino dentro quella cosa terrificante, con la camicia tutta precisa e inamidata, magari col cravattino perché eri il festeggiato!
Sapevi che saresti finito al centro dell'attenzione, perché tua mamma ti diceva “Sì: sarai al centro dell'attenzione”
Sì: tutti mi indicheranno e si metteranno a ridere!
Ma - per fortuna - grazie al detto «mal comune, mezzo gaudio» anche tutti gli altri invitati dovevano essere vestiti dalle mamme e dai papà, e quindi “Eh no: bisogna andare a una festa, BISOGNA VESTIRSI ELEGANTI!”, per cui eravamo tutti quanti bardati come dei manichini, ragione per la quale *NON* *SI* *PARLAVA* *DEI* *VESTITI*, nessuno diceva “Oh, come sei vestito bene”: si parlava di tutt'altro, perché eravamo tutti quanti in un corposo imbarazzo.
C'era la torta che - spesso - era fatta in casa, magari dalla mamma o dalla nonna (o da entrambe), magari però qualche volta c'era la pasticceria vicino casa che faceva una torta molto buona, allora si prendeva la torta in pasticceria, ma il più delle volte la torta era fatta in casa, assieme a qualcos'altro, ma c'era ben poco da avere intorno alla torta: un po' di stuzzichini e la torta.
E si cantava «Tanti auguri a te», quello per fortuna si canta ancora adesso; non su YouTube perché - naturalmente - se no la Warner viene e ti tira giù il video (e ti mette uno strike): non si sa perché, visto che NON HANNO PIÙ IL COPYRIGHT SU QUELLA CANZONE, ma ci tengono...
E c'erano i regali, che sceglievano i genitori dei tuoi amici di concerto con i tuoi genitori, tendenzialmente. Quindi arrivavano una serie di vestiti terrificanti che probabilmente avresti messo solo una volta (a qualche altra festa di compleanno) o la famosa busta dei nonni con dentro le banconote, che poteva tornare sempre utile, quando i tuoi genitori non ti dicevano “Questa la teniamo noi, che così poi ti compriamo dei vestiti!”
-AAAARGH!! Ne ho un sacco di vestiti: compratemi dei giocattoli!
Ma ci si divertiva con poco, ci si divertiva con «Reality» de «Il tempo delle Mele»: sono stato uno di quelli che ha ballato su Reality, è una cosa che faceva molto figlio degli anni ‘80 (e - in fondo - sono nato nel ‘76, quindi SONO un figlio degli anni ‘80).
Io capisco che adesso le cose sono cambiate per molti motivi: uno dei motivi per cui sono le cose sono cambiate è che c'è questo bisogno di dover fare sempre tutto di corsa, e quindi c'è poco tempo per organizzarsi, e il pregio di avere la ludoteca - sicuramente - è quello che c'hai un luogo che magari piace già ai bambini, perché ci sono andati a fare altre feste: c'hai degli animatori molto bravi, c'hai delle persone che intrattengono tutti i bambini, giocano tutti assieme e tu vai lì, hai la possibilità di sederti con gli altri genitori, berti qualcosa, chiacchierare un po' mentre i bambini si scaricano.
Poi: ah tanti auguri a te, bravo, auguri, ecco i regali, bene, bravi, bis! E si va tutti a casa tranquilli e soddisfatti senza avere una casa *demolita* da andare a ripristinare il giorno dopo. Questo mi sta bene, però - insomma - non lo so: secondo me i compleanni in casa avevano un gusto molto differente.
Insomma ragazzi: queste erano le feste di compleanno negli anni ‘70, negli anni ‘80: la festa in casa. Voi invece che cosa mi raccontate? Come avete festeggiato i vostri compleanni quando eravate piccoli?
Li avete festeggiati in casa, li avete festeggiati in ludoteca, li avete festeggiati al fast-food? Avete avuto un po' e un po': magari voi avete fatto il compleanno in un fast-food ma qualcuno dei vostri amici e dei vostri compagni ha fatto il compleanno in casa? Parliamone!
Parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Fatemi un po' sapere che cosa ne pensate, fatemi un po' sapere se avete qualche ricordo particolare di qualche compleanno particolare o di qualche cosa particolare che si faceva nei compleanni: io - come dicevo - la cosa che mi ricordo con più particolarità (e l'ho fatta almeno tre~quattro volte nel corso dei miei compleanni e dei compleanni dove sono andato) era - appunto - ballare Reality de Il tempo delle Mele: era il BRANO LENTO.
Qual è stato il regalo più particolare che avete ricevuto per il vostro compleanno? Particolare in senso positivo o negativo: può essere il regalo che vi ricordate perché l'avete immediatamente riciclato, non so come ulteriore regalo di compleanno o come regalo di natale.
Oppure il regalo che vi è rimasto più nel cuore. Oppure avete qualche altro ricordo: raccontatemi pure qualcosa.
Bene ragazzi: io sono Grizzly, questo era #OperazioneNostalgia; come sempre vi ricordo di mettere pollice-in-alto, condividere questo vlog, iscrivervi al canale, noi ci vediamo alla prossima puntata: ciao a tutti!

Mi resta solo un'ultima *piccola* curiosità: festa di compleanno con... MANDRIA di bambini urlanti e sbraitanti.
Arriverà il momento in cui: “E dai: scoppiamo tutti i palloncini!” SÌÌÌÌÌÌÌÌ!!
Dieci minuti dopo: “Bene: è il momento di aprire i regali. Oh, guarda: c'è un peluche dentro un palloncino. Ok: prendiamo uno stuzzicadenti e facciamolo scoppiare...” NUOOOOOOOH!!!
Metà degli invitati, compreso il festeggiato, scappano con le dita nelle orecchie... vabbè!

mercoledì 31 ottobre 2018

VLOG speciale halloween: Il Saraceno

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Immaginatevi una notte siciliana. È estate e la luce del tramonto ha perdurato a lungo, saldamente aggrappata ai bordi della notte come un bambino che non vuole lasciare la gonna della madre.
Il sole ha riarso la terra, il mare e le facciate delle case per tutto il giorno, ma anche ora che è buio il suo calore si percepisce: lo si sente uscire dalle pietre e dalle pareti come le quiete vampe di un falò.
La casa di via Mirabella è immersa nel silenzio, come tutte le sue sorelle di Ortigia: corridoi e stanze bui, attraversati da una lieve brezza che parla di mare. L’unico rumore proviene da una pendola che scandisce i secondi con un severo ticchettio, un suono quasi da marcia militare.
Nella stanza, il ragazzo dorme. Le sue membra asciutte e scurite dal sole della Sicilia risaltano contro il bianco del materasso e appaiono disposte in una sorta di triscele. L’afa notturna l’ha indotto a spostarsi varie volte, ammucchiando il lenzuolo leggero in fondo al letto, ma non l’ha svegliato.
Ha consumato l’intera giornata correndo e giocando con gli amici: è stremato. La spettrale luce della luna piena attraversa le sottili tende gonfiate dagli umidi refoli di vento tiepido, che proiettano sul corpo sudato del ragazzo un’ombra diafana. Quella stessa algida luce bagna il letto e una porzione della stanza, ma lascia in ombra la parete opposta, che per contrasto appare più oscura che mai, come se il buio – per sfuggire a quel pallido lucore – si fosse ritirato tutto laggiù.
È lì che la figura emerge. Alta ed esotica, definita ma al contempo traslucida, come una sagoma scolpita nel cristallo o nel fumo.
In qualche modo, seppur profondamente addormentato, il ragazzo deve aver captato quella presenza, poiché i suoi occhi, dapprima quieti, hanno preso a scattare e guizzare sotto le palpebre chiuse.
La figura resta immobile per una manciata di istanti, i suoi contorni che si fanno sempre più nitidi, poi inizia a muoversi verso i piedi del letto, in direzione del ragazzo che prosegue a dormire. Non sembra camminare: è più come se scivolasse attraverso l’aria. Non emette alcun suono, né di passi né di respiro.
Entra nell’alone perlaceo di luce lunare eppure nessuna ombra si proietta dal suo corpo alto e solido.
Sul materasso, il ragazzo bofonchia nel sonno: sul suo viso largo si contorce un’espressione di nervosismo, come se nella sua mente si agitassero le grottesche visioni di un incubo.
Intanto, la figura è arrivata ai piedi del suo letto. Si china in avanti, lenta, senza fretta, osservando il ragazzo che si gira da una parte all’altra, inquieto.
Due lunghe braccia si sollevano, terminando con mani enormi, le dita contratte simili agli artigli di un falcone; calano in basso, verso i piedi nudi del ragazzino. Le mani, con una mossa simultanea, si avvolgono attorno alle sue caviglie, bloccandole saldamente.
Sopra il materasso, l’adolescente si contorce, ostacolato dalla presa della figura. Si agita e bofonchia parole turgide di sonno, prima che qualcosa dal profondo della sua mente gli faccia notare che la pressione che avverte alle caviglie non è un sogno, bensì è decisamente reale.
Gli occhi del ragazzo si spalancano, incontrando quelli dell’uomo ai piedi del suo letto.
Per cinque, forse dieci secondi non accade nulla. Le tende leggere si tendono come vele nella brezza notturna, la luce della luna rende tutto incolore e onirico.
La cosa che il ragazzo osserva è troppo strana, troppo incoerente per essere vera: è un uomo gigantesco, con la pelle di un intenso color cannella, i muscoli forti e le cicatrici che solcano il suo corpo nudo fino alla cintola, coperta da una fascia alla quale è sistemata una specie di spada ricurva.
La pediera del letto impedisce al giovanotto di vedere oltre, ma il poco che indovina gli somministra una scarica di orrore che lo ridesta del tutto: i vaporosi calzoni bianchi dell’uomo sono vistosamente imbrattati di una sostanza che, anche sotto quella luce poco generosa, presenta un vivido color sangue.
Il volto dell’apparizione è affilato, inghirlandato di folta barba scura, ornato di un naso lungo e curvo come il becco di un’aquila; da sotto una kefiah che gli nasconde la testa e parte della fronte, ardono due occhi che sembrano contenere l’inferno: vi si contorcono liquide luminescenze rosse e brillanti fulmini arancioni.
Al ragazzo fanno riaffiorare il ricordo di un’eruzione notturna dell’Etna. Ancor più sconcertante e spaventoso è il rendersi conto che la figura, per quanto possente, e per quanto la presa che esercita sopra i suoi piedi sia fisica, appaia in qualche modo evanescente. Lo sguardo del ragazzino può indovinare attraverso di essa i contorni dell’armadio e della scrivania, visti come dietro un blocco di vetro scuro.
Il gigante spalanca la bocca incorniciata di barba ed emette un lamento sfiatato, un gemito mostruoso che si solleva, simile al vento di burrasca, gravido di odio, minaccia e rabbia; a questo punto, il terrore che fino a quel momento aveva trasformato in pietra le membra del giovane, si tramuta in un’abbagliante scarica elettrica che lo induce a schizzare fuori dal letto, strillando.
La paura gli scorre fino alle dita come aghi di ghiaccio nel sentire la callosa, energica stretta delle mani dell’intruso che – come ferro – gli intrappolano le caviglie, ma un attimo dopo la stretta svanisce e il ragazzo, mezzo correndo e mezzo ruzzolando, si getta fuori dalla sua camera, il luogo che fino a pochi istanti prima reputava più sicuro al mondo, e attraversa urlando il corridoio fino alla stanza dei suoi genitori, trovandoli già svegli e in allarme per il trambusto.
Il sonno è finito per tutti loro: madre, padre e figlio… non si può riprendere sonno dopo che il Saraceno è venuto a fare visita.
Le rassicurazioni della madre e del padre confortano appena il ragazzino ancora sconvolto dal più grande spavento della sua vita, ma i suoi genitori non sono spaventati, non più del necessario.
In cuor loro hanno sempre saputo che, presto o tardi, anche la loro dimora sarebbe stata teatro di quello che già a molti altri nel circondario era capitato: lo chiamano tutti il Saraceno, ma non c’è modo di sapere chi sia né da dove venga; i suoi indumenti e il suo aspetto lo identificano come un antico soldato arabo, magari facente parte delle incursioni musulmane del VII secolo.
I vecchi vociferano, sempre a voce molto bassa e se la notte era tarda, che il Saraceno infesta i dintorni della Graziella poiché il suo corpo, o quanto ne resta, giacerebbe sepolto senza riti funebri da qualche parte, nascosto e dimenticato in qualche oscuro luogo nell’ipogeo della città.
Al ragazzo tutto ciò è stato spiegato, quella notte. I genitori gli dicono che il Saraceno, per quanto potesse apparire spaventoso e feroce, non prova rabbia verso chi va a trovare, ma è furioso con il suo stesso destino, un fato che lo aveva strappato alla sua terra, portato a morire in un’isola lontana, dove per tutti era il nemico o dove nessuno aveva pregato o pianto per la sua morte, la quale, al pari del suo nome, era stata dimenticata.
L’unica prova che sia mai esistito sono le sue sporadiche apparizioni, la pallida manifestazione dell’ombra dell’uomo che era stato.