domenica 14 ottobre 2018

VLOG 236: Il Vajont

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Benvenuti a bordo viaggiatori: sono Grizzly, questo è Diario di Viaggio on the road, la strada che sto facendo è una strada molto particolare. Alle mie spalle c'è il Cadore, c'è Val di Zoldo, e davanti a me alla vostra sinistra (alla mia destra) c'è la diga di Pontesei; io... adesso la vedrete perché c'è una galleria, dopo la galleria si vede un pochino meglio, io sto scendendo verso il comune di Longarone.
Eccoci: qui c'è l'edificio dell'Enel e qui c'è la diga di Pontesei. Non so se riuscite a vederla bene al di fuori della macchina: purtroppo non mi posso fermare per fare delle riprese, perché è in un posto piuttosto scomodo; comunque io adesso - come dicevo - sto scendendo a Longarone, luogo tristemente famoso per la tragedia del Vajont, avvenuta nell'ottobre del 1963.
Oggi sto andando a Longarone perché vorrei salire verso Erto e Casso e farvi vedere anche la diga, che ancora esiste perché la tragedia, la strage, non è stata provocata dal crollo della diga e quindi dall'ondata d'acqua che ha distrutto la città di Longarone, lambendo Erto e Casso perché è crollata la diga, bensì la diga è ancora lì (è stata fatta talmente bene che è riuscita a resistere) è la montagna che è franata all'interno della diga, all'interno dell'invaso d'acqua, e ha fatto tracimare l'invaso d'acqua; è una cosa che... è rimasta ancora lì la diga, dal '63, a futura memoria del fatto che bisogna sapere che Madre Natura Ha Sempre Ragione!
Lo si doveva immaginare sin dall'inizio: uno dei due margini della diga era il Monte Toc.
“Toc” in Ladino (nella lingua che si parla in questa zona),  “Toc” vuol dire *MARCIO* e, obiettivamente, un po' tutte le montagne nel circondario sono delle montagne marce: non c'è dolomite, non c'è roccia, è tutta terra molto friabile... questa stessa strada è un po' tutta curve e passa intorno alle montagne, ora (qua c'è anche una parte che è franata, per esempio) guardando questa strada uno pensa "Ma cosa gli costerebbe tagliarla fuori con una galleria?" però poi guardi la conformazione della roccia, la conformazione che c'è e capisci che non è tutta roccia... sono un po' come se fossero blocchi di terra, e capisci che scavando una galleria c'è il rischio che ti crolli tutta la montagna e schiacci la galleria.
E questo non era stato considerato quando è stata costruita la diga del Vajont: lo si sapeva nella valle che ‘el munt l'è toc’, ‘il monte è marcio’. È franato il monte: c'è stata una frana molto grande (di diverse centinaia di migliaia di metri cubi di terra) che si è infilata nel bacino idrico sottostante, sollevando il bacino idrico, provocando un immenso tsunami che - praticamente - si è incanalato tra le due montagne, ha creato un gigantesco muro d'acqua che è arrivato su Longarone e ha *sbattuto* contro Longarone e ha spazzato via il paese, ha spazzato via migliaia di persone; se non ricordo male ci furono quasi DUEMILA MORTI: di un migliaio si è riuscito a trovare qualcosa (letteralmente: un braccio, una gamba, un piede); di mille non si è trovato più nulla!
Il Vajont è ancora lì, adesso è aperto, è visitabile la diga come, appunto, un ricordo alla tragedia, un punto storico... siamo nel confine tra il Veneto e il Friuli Venezia Giulia: la diga, Erto e Casso, stanno nel territorio del Friuli Venezia Giulia, qua siamo ancora in Veneto (siamo nella provincia di Belluno); si attraversa il Piave, che poi è stato il fiume lungo cui si è scaricata quest'onda di piena.
Io raccontai sul mio blog, qualche anno fa (su Diario di Viaggio, in un articolo: ve lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda), qualche anno fa vi raccontai una cosa, che è una piccola avventura, che ho ricostruito volendola romanzare, raccontataci da un'amica che vive in Val di Zoldo. I suoi genitori erano qui in Val di Zoldo quella terribile e fatidica notte: suo padre era il sindaco (o il vicesindaco: adesso non ricordo bene la storia), però loro sentirono il boato... e quindi sono partiti di corsa, pensando all'inizio che fosse stato qualcosa alla diga di Pontesei, poi hanno capito che era successo qualcosa a Longarone, e sono sono scesi per Longarone. Sono scesi lungo questa strada con la camionetta dei carabinieri, con qualche trattore agricolo con il carretto carico di persone... non c'era una protezione civile nel 1963. Si faceva quello che si poteva: c'erano i volontari, c'era la buona volontà, quindi si scendeva per dare una mano!
Sono scesi lungo questa strada: questa è la strada che c'era anche nel '63. Certo: è migliorata, è stata allargata, è stata asfaltata bene... ma questa è la strada che dal Cadore, dalla Val di Zoldo, scende verso Longarone.
Questa strada arriva a un punto e fa una secca svolta a sinistra ed entra nel paese di Longarone.
Loro sono arrivati a questa secca svolta a sinistra, di notte, al buio, senza corrente e senza illuminazione stradale...
e invece di Longarone c'era un lago.
Avevano anche pensato di aver sbagliato strada, dice "Cos'è questo lago? Dov'è Longarone?"... era talmente allucinante riuscire a pensare che quel lago era quello che rimaneva di Longarone! C'era la pace, il lago e la luna che si rifletteva sul lago: non c'era più la città...
Andiamo avanti: vediamo se riesco a salire verso Erto o verso Casso.
Il nostro viaggio si conclude qui: quella lì sotto è la parte alta della diga del Vajont.
Quello che vedete alla vostra sinistra è il Monte Toc (mi sposto per farvelo vedere meglio): il Monte Toc e la parte che è franata.
Questo che vedete qui dentro, questo avvallamento, era pieno d'acqua: il Monte Toc (questa parte a sinistra) è franata, è finita dentro l'acqua, ha sollevato un'immensa onda che ha scavalcato la diga, scavalcato distruggendo solo la parte alta del coronamento (che infatti è ancora danneggiata), si è incanalata tra le due montagne ed è finita nelle case lì sotto, che è Longarone.
Ci tenevo a fare questa "passeggiata" e raccontarvi questa storia direttamente sul posto. Fatemi sapere che cosa ne pensate, fatemi sapere se conoscevate questa storia.
Fatemi sapere nei commenti se avete visto il film che ha narrato questa storia, o se avete visto qualche documentario che ne parlava.
Se ci sono delle dighe nelle vostre zone, nei vostri territori o se c'è qualcosa che vi ha ricordato... se c'è - magari - qualche parente che ha conosciuto questa area o che abitava in quest'area: parliamone! Come sempre nei commenti qua sotto oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene ragazzi: io sono Grizzly, qui siamo in Friuli dietro la diga del Vajont, noi ci vediamo al prossimo video: ciao a tutti!

domenica 7 ottobre 2018

VLOG 235: Il mercato #OperazioneNostalgia

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[in siracusano] Avemu sauri, trigghi, ope, calamaru, masculinu, pisci poh’ broru, sicci poh’ niuro, nfanfula, u capulato…
ie chi beddu u pisci spada, signora!
Benvenuti al mercato, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road #OperazioneNostalgia
[♪♫♪]
Viviamo in un'epoca in cui possiamo comprare tutto quanto online, e quello che non vogliamo (o non possiamo) comprare online, possiamo recuperarlo molto velocemente nel più vicino centro commerciale.
Eppure c'è una cosa che è partita sin dai tempi più remoti ed è arrivata sino ai giorni nostri, e che probabilmente potrebbe avere anche un grande ed efficiente futuro, ed è il mercato.
Dal mercatino rionale, al mercato settimanale, al mercato delle pulci, ai mercatini di natale c'è sempre questa attività, che non è solo un'attività legata al comprare e al vendere, ma anche un modo di aggregarsi, un punto di aggregazione: un modo di creare socialità.
Il mercato è una realtà veramente molto particolare: qui in Sicilia ha subito moltissimi influssi tra cui quello più impostante, che è l'influsso del «souq», il ‘mercato musulmano’.
Innanzi tutto - sicuramente - il fatto che tutta la mercanzia è *completamente* in esposizione: quando tu vai a comprare qualcosa al mercato, non ci sarà quello che ti dirà “Guardi: questo ce l'ho nel retrobottega.” no: è tutto lì.
Ed è molto particolare - qui in Sicilia - soprattutto vedere il mercato del pesce e dei frutti di mare, dei crostacei: c'è veramente moltissimo colore nel mercato.
Ma il souq, il mercato arabo e - di conseguenza - anche il mercato siciliano ha una peculiarità che lo contraddistingue, che è soprattutto il rumore.
Il rumore non tanto del chiacchiericcio delle persone, perché quello può starci un po' in generale, anche semplicemente andando in piazza o andando al parco. No: il rumore del mercato, caratteristico perché il mercante quello che farà sarà cercare di attirare l'attenzione dei compratori decantando le qualità della propria mercanzia, o proprio CANTANDO le qualità della propria mercanzia, quindi avremo delle persone che urlano per richiamare l'attenzione e delle persone che cantano a squarciagola delle cose - veramente - che hanno un minimo di musicalità, giusto per l'idea di richiamare l'attenzione a chi ha la voce più forte, a chi fa vedere la miglior qualità della propria mercanzia.
E il bello del mercato è proprio questo: quello di avere tanta merce tutta in esposizione, tanti venditori che - magari - vendono la stessa cosa e sono uno accanto all'altro. Tu puoi fare subito il confronto sulla qualità, il confronto sul prezzo, il confronto su quello che vuoi: ce l'hai lì, davanti agli occhi.
Come quando stai cercando qualcosa su un sito (tipo AliExpress): cominci a fare la ricerca e cominci a mettere a paragone ogni venditore, quanto prende di spedizione, quanto costa l'oggetto, se l'oggetto è lo stesso (oppure se è un oggetto simile), se questo c'ha più accessori... la situazione è la stessa anche quando vai al mercato.
Però il mercato - come dicevo - non è solo il luogo dove andare a comprare, ma anche il luogo dove fare socialità, il luogo dove socializzare, il luogo dove incontrarsi tutti assieme: si viene nei mercati in occasione di particolari festività, per esempio i classici mercatini natalizi, oppure qui in Sicilia è molto tipico - perché abbiamo molte feste dei santi - ci sono mercati in occasione delle feste dei santi.
Indubbiamente il mercato è arrivato sino ai giorni nostri, appunto, perché più che essere un luogo dove andare ad acquistare qualcosa è - soprattutto - un luogo di socialità.
Questi termini come il «mercanteggiare»: è una cosa molto tipica del mercato arabo; quando tu vai nel mercato arabo, vai lì e gli dici "Quanto costa questa cosa?" "Dieci euro"
"No, è troppo..." "ASPETTA: parliamone!"
perché bisogna decidere il prezzo assieme, questo mercanteggiare, contrattare sul prezzo, che è una cosa che (anche quella) in qualche modo è riuscita ad arrivare ai giorni in moltissimi mercati.
Così come un'altra cosa che è arrivata ai giorni nostri è anche questo discorso di avere il mercato che - soprattutto nei paesi musulmani - tende a non essere nel "centro" della città, perché si vuole evitare di coinvolgere il centro città con i rumori e gli odori del mercato, perché possono essere una distrazione in qualche modo, no?
Ed ecco che - infatti - anche qua in Italia parliamo del ‘mercatino rionale’, nel ‘rione’: non è il mercato centrale; magari quelli che sono i mercatini di natale, che sono una cosa più importante, quell sì: avvengono al centro città, però magari i mercatini di natale - anche qua in Sicilia - non sono quelli dove trovi il tizio che mette le caramelle in esposizione e si mette a sbraitare per invitare ad andarle a comprare: c'è quel minimo...
Insomma ragazzi: questo è stato il mercato nel passato e questo è il mercato che è arrivato sino ai giorni nostri.
Il mercato non si è evoluto tantissimo nel corso degli anni (si sono evolute le merci: questo sicuramente sì), quindi io mi chiedo - sinceramente - "Il mercato arriverà ad andare avanti anche nel futuro?"
Secondo me sì, nonostante l'acquisto sia sempre più votato all'online, nonostante la grande diffusione dei centri commerciali (che creano sicuramente la comodità), però secondo me resta ancora l'idea del mercato non solo come luogo dove acquistare, ma anche come luogo dove socializzare.
Anche se - sicuramente - andando avanti il tempo, i mercati in qualche modo, prima o poi, cominceranno a cambiare. Oppure mi sbaglio: se negli ultimi (praticamente) duemila anni i mercati non sono cambiati più di tanto, magari continueranno per altri duemila anni senza cambiare in nessun modo!
Ed ecco la mia domanda: voi che cosa ne pensate? Voi andate al mercato a comprare della roba? Oppure andate al mercato per socializzare, per andare assieme con gli amici? Perché c'è la festa del santo? Perché c'è il mercatino di natale?
Magari trovate qualcosina di simpatico che potete comprare al mercato, anche se la vendono pure online e al centro commerciale?
Oppure no: acquistate solo online e al centro commerciale: i vostri acquisti di natale socializzando sono una scheda aperta su Facebook e l'altra aperta su AliExpress?
Parliamone: nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene ragazzi: io sono Grizzly, questo era #OperazioneNostalgia; come sempre vi ricordo di mettere pollice-in-alto, condividere questo vlog, iscrivervi al canale, noi ci vediamo alla prossima puntata: ciao a tutti!

domenica 30 settembre 2018

VLOG 234: Trovare la pace interiore nella cultura pop, ma il crowdfunding...

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
Sto muovendomi lungo la periferia di Siracusa e, in fondo, il viaggio che faremo oggi è proprio «lungo i bordi più oscuri delle città», cominciamo: sigla!
[♪♫♪]
Facciamo un piccolo viaggio, un viaggio intorno alla cultura pop e intorno alle cose più particolari e più pittoresche che si possono trovare nella cultura pop o come “derivazione”: appunto quello che si trova “ai confini della città”, nei confini più oscuri e più particolari della città (non nel senso di trovare delle discariche o di trovare delle signorine che offrono il proprio corpo: sto parlando naturalmente di concetti a livello astratto, quindi sempre legati alla cultura pop).
Parlo di un canale YouTube canadese: YouTube Canada lo considero il ‘fratello maggiore’ di YouTube America, quello da cui vengono fuori i contenuti veramente più interessanti e particolari.
Sto parlando del canale This Exists (‘Questo Esiste’), lascio innanzi tutto il link del canale sul doobly-doo e sulla scheda: andate, iscrivetevi; l'host Sam Sutherland vi porterà a spasso - tenendovi per mano - attraverso la cultura pop e attraverso le cose più particolari e più pittoresche che fanno parte del nostro mondo.
Naturalmente stiamo parlando soprattutto - specie nell'ultimo periodo - di cultura pop nell'ambito musicale: di analizzare una serie di generi musicali e di “strumenti” musicali e di peculiarità musicali molto, molto, molto particolari, che appunto vengono fuori da quella che è la cultura pop, dagli ambiti che sono la musica elettronica, dagli ambiti che sono - non lo so - mescolare i generi fra di loro e tirare fuori delle cose nuove.
Degli strumenti... non solo “strumenti musicali”, non saprei neanche come descriverli, quindi: dato che è un po' difficile farvi capire di che cosa stiamo parlando, comincio con il segnalarvi un video che mi ha fatto scoprire un genere musicale.
Un genere musicale che, fondamentalmente, è derivato da vaporwave; un genere derivato dal vaporwave che si chiama Simpsonwave, che sia Sam Sutherland sia - all'inizio - anche io... quando avevo sentito nominare vagamente, avevo immaginato essere l'ennesimo fenomeno di costume da cinque minuti, realizzato da due~tre persone, magari venuto fuori da 4chan. Una cosa - sapete - satirica, una cosa scherzosa; invece salta fuori che c'è un vero e proprio movimento alle spalle, quindi direi di cominciare con il primo video che vi segnalo: "Ma la Simpsonwave è finta?", lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda, andate e dategli un'occhiata.
Sam ha detto di aver scoperto la Simpsonwave grazie a un vlog di FrankJavCee, quindi aveva «messo da parte» questa cosa, dicendo “Ok, vabbè: sarà una di quelle cose che ha tirato fuori questo ragazzo”, come aveva festeggiato l'Anniversario di Shrek facendo il Frullato di Palude, ma... probabilmente sai: sono quelle cose “Ok, ne ho sentito parlare”, bon! Messo di lato nel cervello.
Finché alcune persone, interagendo su Twitter, non gli hanno segnalato che stavano impazzendo, guardando decine e decine di video di Simpsonwave, e quindi è andato a dargli un'occhiata anche lui, ed è rimasto anche lui rapito.
E sono andato a dare un'occhiata anche io, e sì: sono rimasto anche io RAPITO dalla musica sperimentale Simpsonwave, che - in certi casi - è puro vaporwave, semplicemente associato a video in cui vengono prese delle clip dei Simpson e rimontate particolarmente ad arte; in altri casi c'è anche qualcuno che realizza un genere simile al vaporwave *ESPRESSAMENTE* per associarlo a immagini dei Simpson.
Non vado oltre nell'analisi: date un'occhiata al video, vedrete che lo troverete veramente interessante.
This Exists è un canale che non ho scoperto relativamente alla musica: lo ho scoperto relativamente a quella che è la cultura pop collaterale; io lo scoprii per caso, cercando materiale sulle tastiere ‘dvorak’: mi venne fuori tra i correlati... ma non è il video di cui vi voglio parlare oggi: quello di cui vi voglio parlare (è un po' del passato: è del 2016) è un video che vuole analizzare quello che è stato il boom del fenomeno del crowdfunding, che - in fondo - adesso in parte si è stabilizzato, adesso il crowdfunding è diventata una grande ed importante realtà che è riuscita a far sviluppare progetti veramente molto importanti, ma che - sin dalla sua nascita - comunque non solo ha messo in evidenza la capacità di finanziare e di costruire dei progetti veramente grandi, ma è riuscito anche a dimostrare la grande capacità per l'uomo di rimanere affascinato da progetti... che non saprei come descrivere: probabilmente sono *INDESCRIVIBILI!*
Come - per esempio - la Universal Boop Zone, che ha ampiamente superato il suo traguardo, tra l'altro. E no: non ho intenzione di dirvi cos'è la Universal Boop Zone, dovete scoprirlo da soli.
"L'insopportabile assurdità del crowdfunding", video che vi lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda: andate e dategli un'occhiata. Come ripeto è del 2016, le meccaniche del crowdfunding (da kickstarter in poi) sono cambiate e si sono evolute, ciò nonostante è un video - comunque - particolarmente attuale e che ho trovato veramente molto interessante: dà un po' l'idea di quanta sana (o malsana) follia c'è ancora nel mondo.
L'ultimo video che voglio segnalarvi di This Exists ha - di nuovo - a che fare con la musica, con uno “strumento”, non uno strumento musicale, uno strumento... atto a riprodurre della musica (potremmo definirlo così).
L'idea di questo strumento è di facilitare il raggiungimento della Pace Interiore (come diceva il buon Maestro Shifu, che - per i curiosi - tra le altre cose è un Firefox, ossia un panda rosso... quell'altro!)
Immaginate uno strumento che - quando viene acceso - manda un brano musicale in loop. E questo strumento può essere acceso e può essere regolato il volume di ascolto del brano musicale, ma - grazie a un'altra rotella - è possibile cambiare [🔈] «anche il pitch del brano» e immaginate che questo strumento non sia chiaro come funzioni, però ti dicano che, in sede progettuale, è stato concepito per avere una scheda elettronica, sopra di essa un'altra scheda elettronica, in mezzo una piccola statua di Buddha, e ALTRE schede elettroniche.
Sto parlando della Buddha Machine (la FM3 Buddha Machine), che - probabilmente - un giorno mi comprerò, perché è distribuita un po' dovunque, quindi non è diffiicle da andare a reperire, non ha un costo eccessivo, e - sinceramente - questa cosa mi ha incuriosito maledettamente.
Per cui l'ultimo video che vi segnalo è "Buddha Machine": scopritela sul doobly-doo, sulla scheda... This Exists (Questo Esiste), un canale YouTube canadese molto, molto interessante, sicuramente un must se siete appassionati di cultura pop e di generi musicali un po' fuori dagli schemi.
E ritorniamo a parlare di musica per ritrovare la Pace Interiore: io sto ascoltando (ormai da lunghissimo tempo) soprattutto musica Creative Commons. Ho scoperto moltissimi autori di musica (principalmente elettronica) che sono molto bravi, molto interessanti; brani che sono particolarmente orecchiabili, ma anche esperimenti musicali che sono veramente particolari.
Ora io ascolto musica, normalmente, per scaricarmi i nervi, per avere modo di rilassarmi, quindi tendo a non ascoltare musica particolarmente «rumorosa».
Ascolto molta musica quando mi muovo in auto, particolarmente quando devo fare viaggi molto lunghi, perché la musica in auto mi accompagna durante il viaggio, mi fa un po' riposare, non mi fa sentire la stanchezza del viaggio. Questo è il mio modo di trovare la pace interiore, per così dire.
Nel primo volume della saga di Harry Potter (in Harry Potter e la Pietra Filosofale), subito dopo che Silente ha invitato tutti gli studenti a cantare l'inno di Hogwarts, richiama il fatto che la musica è la magia più grande che è stata donata agli uomini, e - in fondo - potremmo considerare la musica in questo modo: come una magia.
E d'altronde sappiamo che c'è musica che permette di rilassarsi, così come c'è musica che permette di dare una grinta maggiore, di dare la carica.
C'è musica che permette - effettivamente - di trovare la pace interiore, quindi ecco la mia domanda: qual è il vostro rapporto con la musica?
Avete qualche brano musicale, qualche canzone, qualcosa che vi aiuta a rilassarvi? Avete qualcosa che vi dà la carica?
La musica è un modo che avete di affrontare la giornata in maniera differente: con un sorriso? Con una grinta in più, con una marcia in più?
Oppure la musica è un semplice accompagnamento di sottofondo, giusto per non tenervi le orecchie vuote, nel silenzio?
Non lo so: parliamone! Nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene ragazzi: io sono Grizzly, come sempre spero di essere riuscito a intrattenervi, a stuzzicare un po' la vostra curiosità: se ci sono riuscito vi invito a fare pollice-in-alto e a condividere questo vlog con i vostri amici (anche su Whatsapp o Telegram).
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, che poi, accompagnato con la musica d'atmosfera giusta...
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (che trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Sono Grizzly, questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 23 settembre 2018

VLOG 233: La vita, l'universo e tutto quanto

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–Buongiorno– disse finalmente Pensiero Profondo.
–Ehm... Buongiorno, o Pensiero Profondo– disse nervoso Loonquawl. –Hai... ehm, cioè...
–Una risposta per voi?– disse solennemente Pensiero Profondo. –Sì. Ce l'ho.
I due uomini rabbrividirono. La lunghissima attesa non era dunque stata vana.
–C'è davvero una risposta?– sussurrò Phouchg.
–C'è davvero una risposta– confermò Pensiero Profondo.
–A Tutto? Alla grande Domanda sulla Vita, l'Universo e Tutto?
–Sì.
Sia Loonquawl sia Phouchg si erano preparati per tutta la vita a quel momento, erano stati selezionati fin dalla nascita come persone più adatte ad assistere a quel memorabile avvenimento, e tuttavia si ritrovarono a boccheggiare e a stare sulle spine come bambini eccitati.
–E sei pronto a darci la Risposta?– disse ansioso Loonquawl.
–Sì.
–Adesso?
–Adesso– disse Pensiero Profondo.
I due s'umettarono le labbra.
–Anche se penso proprio che non vi piacerà– disse Pensiero Profondo.
–Non importa!– disse Phouchg. –Dobbiamo saperla! Adesso!
–Adesso?– chiese Pensiero Profondo.
–Sì! Adesso...
–Va bene– disse il computer, e tacque. I due uomini si misero a giocherellare con le dita. La tensione era insopportabile. –Non vi piacerà davvero– disse dopo un attimo Pensiero Profondo.
–Diccela!
–D'accordo– disse Pensiero Profondo. –La Risposta alla Grande Domanda...
–Su..?
–Sulla Vita, l'Universo e Tutto...– disse Pensiero Profondo.
–Sì...?
–È...– disse Pensiero Profondo, e fece una pausa.
–Sì...?
–È...
–Sì...???
–Quarantadue– disse Pensiero Profondo, con infinita calma e solennità.
[♪♫♪]

Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly, questo è Diario di Viaggio on the road e martedì 18 settembre 2018 sono ufficialmente diventato la risposta alla vita, l'universo e tutto quanto.
Perché? Perché il 18 settembre ho compiuto 42 anni!

-AUGURI GRIZZLY! Cento di questi... ehm... martedì? Stavi lavorando? Dicevo: cento di questi weekend festivi subito dopo il compleanno!

Scherzi a parte, parliamo un po' della risposta alla vita, l'universo e tutto quanto o - più in generale - parliamo della Guida galattica per autostoppisti.
Guida galattica per autostoppisti è il titolo del primo romanzo di una breve saga, una saga di cinque romanzi, dunque una trilogia, però una Trilogia in Cinque Volumi (così la chiamava Douglas Adams e quindi ci adeguiamo e la chiamiamo così anche noi): cinque volumi che sono stati, appunto: "Guida galattica per gli autostoppisti", seguita poi da "Ristorante al termine dell'universo", "La vita, l'universo e tutto quanto", "Addio e grazie per tutto il pesce" e - infine - "Praticamente innocuo".
Questi sono i cinque romanzi scritti da Douglas Adams e possiamo considerare quest'autore come il papà della fantascienza umoristica, che è un po' il British Humour e anche un po' una forma di amara ironia; in fondo noi abbiamo la Guida galattica che comincia con il nostro personaggio principale, Arthur Dent, che sta cercando di evitare che la propria casa venga demolita per fare spazio a una superstrada (una tangenziale).
Contemporaneamente avremo una flotta di navi spaziali Vogon che deve demolire il pianeta Terra per fare strada a una AUTOSTRADA INTERGALATTICA, per far passare quest'autostrada intergalattica.
In entrambi i casi abbiamo un bellissimo parallelo: Arthur ha scoperto che c'erano dei piani per la costruzione di questa strada, dimenticati in un ufficio chiusi e ben nascosti in realtà, e quando c'è la minaccia alla Terra: "Eh, ma i piani erano disponibili su α Centauri da ben cinquant'anni!"
Tra l'altro io sono molto legato alla Guida galattica in tante cose: mi è piaciuta tantissimo quella saga; c'è una canzone dei Level 42 (che si chiamano "Level 42" proprio anche loro in omaggio alla risposta alla vita, l'universo e tutto quanto); questa canzone, rilasciata nel 1985 (giusto per ricordarmi QUANTO sono vecchio) è «Something about you» e in questa canzone c'è un passaggio che dice: “drawn into the stream of undefined illusion”.
Undefined Illusion è stato il nome della mia BBS prima e della mia azienda adesso, quindi immaginatevi un po': l'azienda è nata nel 2000, la BBS è nata nel '94! C'è una storia veramente lunghissima legata a Guida galattica.

Ma oggi ho intenzione di parlare della Guida galattica, non tanto della trama, non tanto dei romanzi, ma di due personaggi molto particolari, due personaggi che mi hanno divertito tantissimo per ‘il tipo di personaggio’, per ‘la storia che gira intorno al personaggio’.
Il primo personaggio è Rob McKenna.
Rob McKenna è un camionista terrestre: è un personaggio in cui mi vedo rispecchiato in almeno una situazione.
Rob McKenna, da quando fa il camionista...

... piove!

È questa la sua particolarità. Non nel senso che lui fa il camionista e a casa sua piove: da quando guida il camion (e sono passati trenta~quarant'anni) non ha MAI guidato il camion in un solo giorno (in UNA SOLA ORA) di sole: HA SEMPRE PIOVUTO.
Ha piovuto in maniere differenti, da quella pioggerellina leggera e fastidiosa a quel diluvio che - veramente - fatichi anche a vedere i tergicristalli.
Tiene un libricino in cui prende appunti e ha catalogato oltre duecento tipi diversi di pioggia che ha visto SEMPRE, perché ogni volta che guidava il camion, pioveva. Quando ritornava a casa alla fine di una settimana lavorativa (o di un mese lavorativo molto complesso) pioveva a casa.
Questo personaggio molto particolare perché nel corso del tempo, rendendosi conto un po' lui di questa cosa, rendendosi conto un po' gli altri di questa cosa, ecco che cominciano a coinvolgerlo: per esempio ci sono dei posti in cui c'è una siccità gravissima, allora gli chiedono di andare a consegnare qualcosa lì, in quel posto, in quella cittadina, perché così - anche se c'è stata una siccità in cui non pioveva magari da un anno - arriva Rob McKenna e, visto che sta arrivando Rob McKenna, comincia a piovere!
E lo considero un parallelo con me stesso, perché anche io ho una specialità molto simile: se io dovessi lavare questa macchina, pioverebbe, dovunque io mi trovassi: infatti amo dire che - un po' come Rob McKenna veniva mandato nei luoghi dove c'è siccità - la protezione civile manda me nei luoghi dove c'è siccità:
“Vai in quella città, vai in piazza, fermati e LAVA LA MACCHINA!”
“Ma... e poi?”
“No, non ti preoccupare: basta solo quello!”
DILUVIO GARANTITO entro - veramente - cinque minuti da che ho finito di lavare la macchina.

Il secondo personaggio di cui voglio parlarvi non è terrestre e si chiama Wowbagger l'Eterno Prolungato.
È divenuto immortale a causa di un incidente molto particolare con un acceleratore di particelle, degli elastici e - se non ricordo male - un frullato: una storia intricatissima ma molto divertente, perché sono POCHISSIMI gli immortali nell'universo, lui è uno di questi.
Essendo immortale vivrà per milioni di anni e comincia ad annoiarsi ed essere un po' schifato dall'universo, finché decide di darsi una missione, giusto anche per avere un po' di tempo da passare. La missione che decide di intraprendere è quella di insultare tutti gli esseri viventi dell'universo. Tutti,

uno per uno...

... in ORDINE ALFABETICO!

E questa cosa mi ha divertito tantissimo, no? Vedere questo tizio che arriva con la sua nave spaziale in un pianeta, scende, trova il signor... “Ehm, scus... le... lei è il signor Mario Rossi? Bene! Lei è un completo idiota! Grazie, arrivederci”, se ne va, ritorna sulla nave spaziale e va a cercare il prossimo in ordine alfabetico su un pianeta chissà dove, tanto il tempo non gli manca, quindi!

Bene ragazzi: se anche voi avete letto la saga, magari solo il primo romanzo o magari tutti quanti, parliamone nei commenti qua sotto: qual è stata la parte che avete preferito, che vi è piaciuta di più? Oppure qual è stato il personaggio che vi ha colpito di più, che vi è piaciuto di più?
O quello che vi è piaciuto di meno, quella parte che vi è piaciuta di meno?
Parliamone nei commenti, parliamone su Twitter coll'hashtag #DdVotr
Se non avete letto la saga, ma questo video è riuscito un pochettino a incuriosirvi, a stimolare un po' la vostra curiosità, parliamo anche di quello!
Io sono Grizzly, grazie a tutti quelli che mi hanno fatto gli auguri sui social, grazie a tutti quelli che mi volessero fare gli auguri qua sotto nei commenti, come sempre vi ricordo se sono riuscito a incuriosirvi, a stimolare la vostra attenzione, a farvi conoscere dei personaggi della Guida galattica a cui non avevate pensato di mettere pollice-in-alto e di condividere questo vlog con i vostri amici, magari con i vostri amici nerd, perché così possiamo parlare della Guida galattica, o con i vostri amici che potrebbero non aver letto la Guida galattica, per - magari - fargli venire questa curiosità (magari condividete questo vlog anche su Whatsapp o Telegram).

Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto; lo Chanel è il numero 5, il Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ è il numero 42, ovviamente!

Inoltre, se seguite anche il mio canale Telegram (che trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Sono Grizzly, questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 16 settembre 2018

VLOG 232: Autostoppisti (ft ALE)

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[Visitate anche il canale di ALE]
-Mirko... molto bene
-Hai lasciato Manuel per strada?
-Ho lasciato Manuel per strada, sì, accidenti
-[schioccando le dita] Fatto bene

-Noi andiamo da qualche parte o stiamo fermi in macchina?
-No no no: poi partiamo
-Ah, ok
-Tanto perché dovevo comunque accendere (anzi: partiamo!) dovevo accendere la telecamera, fissarla e accenderla, intanto
-Come io che ho scoperto oggi l'esistenza di quella moda lì, del cavolo, della gente che corre giù dalla portiera mentre la macchina è "in guida"
-Preferirei evitarlo...
-Infatti: anche perché io *sicuramente* mi faccio del male
-No: non vorrei sporcare la macchina di sangue
-Eh infatti
-Sai: è quello che... già la macchina è lercia in realtà. Anzi: è sporca di sangue, fisicamente, perché credo di aver ammazzato un paio di zanzare (e sono BEN LIETO di averlo fatto, tra l'altro).
-Noi dunque tiriamo su i finestrini, immagino
-Non è necessario. Insomma: se aumento la velocità sì, però direi di cominciare con...
Benvenuti a bordo viaggiatori: sono Grizzly, lui è Ale del "CanALE di ALE", che trovate linkato sul doobly-doo qua e sulla scheda qua...
-EVVAI!
-... e questo è Diario di Viaggio on the road. Comiciamo: sigla!

-Sta andando la sigla in questo momento?
-Sì, no: lascio sempre una pausa [ridiamo]: lascio una pausa perché poi TAGLIO, ovviamente! No, ma adesso abbiamo la possibilità di chiacchierare in libertà
[♪♫♪]

Come ho fatto con Bepi Florio: se dovessi tirare dei moccoli o delle imprecazioni di vario genere, le beeperò perché tendo a dire che il mio è un canale per famiglie e gradisco che non ci sia troppo...
-No, no no: il tuo canale è un canale per adulti, voglio ricordare!
-Sì: dimenticavo!
-Con contenuti per adulti!
-Sì sì... è anche per adulteri, nel caso in cui...

-Abbiamo seminato l'iPhone di Ale...
-Sì, no no no vabbè...
-... probabilmente crescerà un albero di iPhone in macchina!
-Siamo tutti ricchi, allora!
-Sì
-Argomentazione per questo video
-Bah...
-Non ce l'abbiamo
-Non ce l'abbiamo, parliamo un po' del più, del meno, del per o del diviso. Tu avevi - in realtà - lanciato l'idea di parlare di autostoppisti: tu hai mai viaggiato in autostop?
-FORSE! Può darsi che sia capitato una volta!
-Caspita! [ridiamo] Caspita: questa sì che è una risposta interessante!
-Non te l'aspettavi!
-Intanto una parentesi che gli ho detto prima, quando mi ha dato l'argomento ho detto "allora io ti lancerò una storia". Anni fa, eravamo con un gruppo di amici e stavamo ritornando a Siracusa (da fuori Siracusa) e a un certo punto vediamo un tizio, alla fermata dell'autobus, che ci faceva segnali. C'era brutto tempo, stava per cominciare a piovere, ci fermiamo e ci chiede DISPERATAMENTE un passaggio perché ha perso l'autobus, il prossimo autobus passa fra un'ora e mezza; c'è una giornata - giustamente - bruttina e sai... per buona educazione, per gentilezza gli dici "va bene, venga su".
Eravamo tre in macchina, con lui quattro, eravamo in campagna e...
... fossero salite le capre, invece di questo signore, ci sarebbe stato meno cattivo odore in auto. Uno di questi amici non fumava (era della serie che, se gli dicevi AL TELEFONO che ti eri acceso una sigaretta, quello per lo stress cominciava a tossire, anche se era al telefono); cioè: fu quello che quando l'abbiamo fatto scendere, 'sto ragazzo fa "Qualcuno s'accenda un sigaro, perché bisogna disinfettare la macchina!"

-Io intanto prendo strade, così, di ricordi di famiglia: siamo a Trento, questa è la strada in cui ha vissuto la mia famiglia negli anni ‘50.
Ma a questo punto raccontami questo “forse”
-Ah... ma il mio autostop, o quando ho fatto fare... ho caricato su qualcuno?
-Lì c'è una telecamera, lì c'è un microfono...
-Mah, guarda: la mia storia del mio autostop non mi ricordo come andò precisamente tutta la situazione. So solamente che stavo camminando (dopo una festa) lungo la stada e trovai delle persone (che conoscevo, dunque non era neanche - effettivamente - un autostop con persone sconosciute) e gli dissi: "Mi portate a casa?"
E loro mi chiesero: "Perché?"
E gli dissi: "Perché non mi ricordo con chi sono andato a quella festa, e adesso sono senza un passaggio. E questa è molto semplice, e dunque non c'è nulla da... però mi ricordo che feci anche autostop. Non ero tanto distante da casa, però ero a quei 10~15km e mi fecero il favore
-Sì: fatti a piedi sono un po' pesantucci, magari
-Abbastanza. E di notte, sì. La storia invece dell'autostoppista... ce ne furono due in realtà, ma...
-La Storia dell'Autostoppista, sembra il titolo di...
=UN FILM HORROR!
-Stavo percorrendo la via Postumia (che è una via totalmente dritta) e a un certo punto (c'era un po' di nebbiolina, dato che nelle zone in cui abito la nebbia la fa da padrona) vidi questa persona qua in lontananza che si mise in mezzo alla strada e iniziò a fare dei gesti. Ho detto: "Che cavolo è successo?", ho rallentato; in realtà questo qua voleva un passaggio, e si era buttato in mezzo alla strada!
Calcoliamo... cioè faccio...
-Che lì la... la scena alla Padre di Milhouse: "Componi 112 e, quando te lo dico, premi CHIAMA!"
-Ma il problema è che più mi avvicinavo, poi vidi che questo qua aveva anche un pellicciotto addosso, era una persona dell'Est Europa, penso (adesso non mi ricordo di quale... di quale provenienza era), e mi disse "Mia figlia si deve sposare!"
E lo guardai e dissi: "Ma che cavolo sta dicendo?!?" perché non gli avevo aperto la portiera, avevo abbassato soltanto il finestrino
-Sì, giustamente
-"Da quale parte vai?" e io ho detto, beh, la strada era dritta e ho detto "Ovviamente da quella parte, verso un tal paese, verso una tale città" (tanto per non fare spoiler di dove stavo andando)
-Sì sì
-Fa: "Ti ringrazio perché ti sei fermato: sei stata la prima persona che si è fermata"... no, volevo dirgli: no, ti sei buttato in mezzo alla strada!
-Ecco: se l'hai fatto con gli altri, ti faccio i complimenti perché sei stato investito ma non porti i segni!
-E mi fa "Mia figlia si deve sposare, devo andare in stazione dei treni a prendere un treno!", adesso non mi ricordo per quale destinazione, e dissi: oramai - ho detto - se non mi ha ammazzato in questo momento, e non mi ha rubato la macchina... ho detto mi posso fidare, anche se aveva un pellicciotto di quelli...
-Ecco...
-Se ci fossero degli animalisti direbbero "Era vero animale, o..."
-No, però...
-Non lo so!
-Magari era VIVO l'animale
-No: non era vivo
-Ecco
-Di quello ne sono certo! Lo caricai su e... alla fine fu anche una discussione molto piacevole, per quel poco con cui... cioè cui dissi con lui. Arrivai a questo paese e lo lasciai giù. Finita la storia, cioè... però è proprio la situazione di come si era presentata, di questa persona qua che si era buttata in mezzo alla strada (due corsie!) e io: "Che cavolo sta facendo?"
-Il mondo è bello perché è un posto molto vario. Come dice qualche mio cliente: anche un po' avariato
-Che poi io, ufficialmente, non so la vera motivazione per la quale l'autostop sia vietato.
-In alcune strade di... percorrenza ad alta velocità (come le autostrade e le strade extraurbane principali) è vietato proprio per il pericolo di fermarsi mentre c'è lo scorrimento veloce, quindi principalmente per quello: perché c'è il rischio "Oh: aspetta che mi fermo per quell'autostoppista" e quindici auto dietro, a 120km/h, mi si spalmano una contro l'altra.
Nel frattempo - informazioni turistiche - abbiamo passato il cimitero
-WOW!
-A questo punto - per vendicarci - facciamo il giro largo e passiamo davanti al MUSE, quantomeno!

-La storia, magari, di non fare incidenti (per non causare rallentamenti) la posso capire, e ci può stare specialmente su autostrade e tangenziali. Ma non so: è vietato in Italia fare l'autostop? O...?
-Uhm! Che io sappia no. Cioè: a parte le autostrade e le strade extraurbane, non è vietato. Principalmente lo si considera un'attività pericolosa, perché - comunque - non sai mai chi rischi di tirare su.
-Eh no: perché so che in alcuni stati è *totalmente* *vietato* proprio l'ho visto.
-Sì: ci sono posti dove... credo anche qua in Europa, dove è totalmente vietato. Forse perché - principalmente - è stato troppo opera di... rischi di incidenti, rischi di aggressioni etc. ma su quello non ho mai approfondito più di tanto.
Facciamo il giro e passiamo davanti al MUSE, dove non sono ancora andato
-Ah, ok... ah beh: normale!
-Dunque ha aperto da molti anni, sono molti anni che veniamo qua a Trento, ma non ci siamo ancora andati, proprio per mancanza di una giornata da dedicare solo a quello; abbiamo cercato di vedere se c'era qualche giornata di maltempo, solo che l'ultima volta che abbiamo visto una giornata di maltempo che alle otto abbiamo detto "Giornata *PERFETTA* per andare al MUSE!", la fila per entrare al museo cominciava, più o meno, su questo livello: siamo ancora a 3~400 metri dal museo, proprio perché TUTTI I TRENTINI hanno detto "Ah, che giornata brutta. Beh, andiamo al museo!", quindi...

-E dunque, tirando una conclusione: scrivete nei commenti qua sotto (cioè nel suo canale) se avete mai fatto l'autostop, se vi è mai successa una situazione di autostop, se avete mai fatto vagabondaggio? Ci può stare?
-Sì sì... se vi siete mai ubriacati al punto da non sapere più neanche dove stavate di casa, magari!
-Scrivete quello che volete, perché a lui fa sempre piacere un commento e... noi ci vediamo nel prossimo video! Perché ci sarà un altro video...
-Naturalmente
-Evvai!
-Voi andate sul canale di ALE: lo troverete linkato in fondo al video, iscrivetevi e commentate il suo canale (dite che vi mando io), oppure se venite dal canale di ALE, dite (qua sotto) che vi manda lui... o non lo so: che vi mando io sotto il mio canale, che vi manda ALE sotto il suo canale...
-FATE QUELLO CHE VOLETE, in poche parole!
-Ecco
-Sì: molto molto bene!
-Tutto chiaro. Perfetto: stiamo arrivando davanti al MUSE...
-EVVAI!

domenica 9 settembre 2018

VLOG 231: Sicurezza stradale, Borgo Panigale e Genova...

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
Vorrei parlarvi dell'esplosione di Borgo Panigale del 6 agosto, vorrei parlarvi del crollo del viadotto Polcevera del 14 agosto e un pochino affrontare anche l'argomento «sicurezza stradale»: in fondo sono un vlogger on-the-road, quindi penso che ci possa stare. Pertanto cominciamo: sigla!
[♪♫♪]

Il 6 agosto 2018 ero in viaggio in auto per Trento. Normalmente abbiamo sempre fatto questo viaggio come "un'unica tirata" per così dire: partire da Siracusa e arrivare a Trento; quest'anno - per la prima volta - abbiamo pensato invece di fermarci a Frosinone, quindi quando c'è stata l'esplosione noi eravamo in autostrada (abbiamo mangiato in autogrill).
Ora, io il raccordo me lo ricordo perché quando andavo in treno fino a Bologna (con il servizio del "auto al seguito"), poi andavo a prendere la tangenziale di Bologna dalle parti di Borgo Panigale, mi facevo una bella passeggiata... quindi ci sono passato diverse volte in passato.
Ora... dopo questo incidente, dopo l'esplosione, ho realizzato un vlog che doveva essere il vlog di oggi: destinato a parlare di sicurezza stradale e distanza di sicurezza, visto che il camion di GPL che ha tamponato l'altro... non sappiamo se per una distrazione, per un malore dell'autista, per chissà quale motivo... e volevo parlare un po' in generale di questo: di quelli che sono gli spazi di frenata dei camion, di quelli che sono gli spazi di frenata di un'auto, fare un vlog del genere:
[dal vlog] “Se un camion, che ha una massa molto più grossa, che va magari a 80km/h ma ci sono 12 tonnellate di peso... una massa inerziale di dodici tonnellate non è che tiri un pestone al freno e si ferma in "tre secondi": tiri un pestone al freno QUA e si ferma fra 200 metri magari!”
Ero andato nel bosco perché eravamo andati a fare una bella passeggiata, avevo trovato un bel posto e ho girato tutto il video. Questo il 13 agosto, quindi il 14 agosto io - con calma - nel pomeriggio volevo montare quel video.
Ma il 14 agosto è successo - invece - il crollo del viadotto Polcevera: a quel punto ho capito che no, non era più il caso di parlare semplicemente di sicurezza stradale, limitandosi a parlare del rispetto della distanza di sicurezza, perché l'argomento diventa un pochino più ampio e un pochino più complesso.
Ora, se è vero che il rispetto della distanza di sicurezza nel caso dell'esplosione in A14 avrebbe sicuramente contribuito a rendere meno grave l'incidente: magari non ci sarebbe stato l'incendio e l'esplosione, magari il camionista che portava GPL avrebbe avuto uno spazio di frenata e un tempo di reazione differente; magari avrebbe COMUNQUE tamponato il camion, ma magari non si sarebbe sviluppato l'incendio: avrebbe solo tamponato il camion a bassa velocità.
Uhm... ma non possiamo stare qui a dire "ah, se così, se colì...", come dice il detto: e se mio nonno c'aveva i cingoli, era un carro armato!
Ora io non sono un autotrasportatore, quindi non sono TUTTI I GIORNI a fare viaggi lunghi sulla strada, però mi muovo moltissimo in auto per via del mio lavoro, e faccio viaggi lunghi diverse volte: mi è capitato di fare addirittura la tratta Siracusa-Trento (o ritorno) diverse volte nel corso del tempo, quindi un po' un'idea di quello che c'è sulle strade ce l'ho. E quello che vedo sulle strade... ehm... come disse una volta qualcuno "è qualcosa che fa ACCAPPONARE I CAPELLI!"
Ci sono persone per strada che... veramente, come dice un mio cliente, sarebbe da non solo mettergli la patente nel tritacarte, ma proprio prendergli il veicolo, schiacciarlo in una pressa, attaccarci una catenina, fare un bel portachiavi, "Ecco: e adesso vai a piedi, PER TUTTA LA VITA!": precedenze che non esistono, semafori che sembrano essere messi come elementi di arredamento urbano... in autostrada del Brennero, dove vige il *divieto* *di* *sorpasso* per i mezzi trainanti rimorchi, mi è capitato di vedere un articolato di benzina (sì: benzina! targa ADR 33-1203) che faceva un sorpasso.
In autostrada mi capita diverse volte di vedere camion che trasportano GPL (per i curiosi: sempre parlando di targa ADR: 23-1965, la targa ADR dei Gas di Petrolio Liquefatti)
Mi è capitato di vedere video in cui si spiegano quali sono i meccanismi di sicurezza e di difesa dei serbatoi che contengono GPL, per esempio i serbatoi che vengono installati per l'uso domestico comprendono una serie di valvole di sfogo che si aprono e fanno scaricare molto velocemente il gas per evitare proprio lo scoppio del contenitore. Quindi mi viene anche da chiedermi come sia possibile che il camion sia arrivato ad esplodere, però considero anche che - comunque - il camion è rimasto letteralmente a CUOCERE sotto l'incendio, quindi probabilmente magari è anche entrata in funzione la valvola di sfiato, ma il calore è stato tanto che - comunque - nonostante la valvola di sfiato, la pressione si è accumulata ed è arrivato ad esplodere comunque il camion.
La situazione è molto complessa: come ti comporti quando tu stai guidando tranquillamente e stai pensando ai fatti tuoi, e improvvisamente cinquanta metri davanti a te due camion si tamponano e scaturisce un enorme incendio?
Oppure venti metri davanti a te crolla, improvvisamente il viadotto, o un cavalcavia (perché è successo anche questo nel passato)? Guidare sulla strada implica non solo un'attenzione molto elevata nei confronti dei dettagli, un'attenzione molto elevata nei confronti delle regole del codice della strada e nei confronti degli altri utenti: obbliga anche a rendersi conto che non tutto quanto è sotto il nostro diretto ed immediato controllo; noi possiamo controllare quello che facciamo noi con il nostro mezzo, che sicuramente influisce moltissimo.
Molti anni fa, lavoravo ancora in televisione, una sera di natale (ne avevo parlato) c'era stato un grave incidente stradale vicino alla zona industriale: un tamponamento frontale. E lì uno deve pensare "sì: bisogna tenere molta attenzione alle regole del codice della strada, ai limiti di velocità, alla guida del veicolo, ok. Ma che cosa fai quando tu stai guidando attenendoti perfettamente alle regole, e un'auto ti si fotocopia addosso improvvisamente a tutta velocità?" Oppure: "Che cosa fai quando ti stai attenendo perfettamente alle regole del codice della strada, e il viadotto crolla?"
È una situazione sicuramente molto complessa: se è vero che esistono delle situazioni che possiamo definire ‘imponderabile’, ciò non toglie che il rispetto delle regole del codice della strada, il rispetto delle regole di sicurezza come la distanza di sicurezza, i limiti di velocità, allacciare la cintura etc CONTRIBUISCA GRANDISSIMAMENTE a ridurre il più possibile i rischi in caso di una grave fatalità, di un grave incidente, di una situazione totalmente inattesa.
Se io sto mantenendo la distanza di sicurezza corretta rispetto al veicolo che mi precede, se improvvisamente il veicolo che mi precede si deve bloccare perché gli è crollato un cavalcavia davanti, io però sono nella posizione (e nella possibilità) di frenare per tempo, di non arrivare a tamponare chi mi sta davanti: di non arrivare a contribuire a rendere la situazione più complicata. Quindi: questo influisce sicuramente, però - purtroppo - rimane l'imponderabile, rimane la possibilità che succeda qualcosa di molto grave, rimane la possibilità che ci sia l'incidente con i mezzi che s'incendiano.
E lì che cosa fare? Lì c'è ben poco da fare: lì ci si può solo fermare e scappare, si può spegnere la macchina, uscire e allontanarsi in direzione opposta all'incendio, in direzione opposta al crollo, non resta molto altro.
Voi guidate? Avete fatto viaggi lunghi, viaggiate in autostrada? Avete visto situazioni particolari in città o in autostrada?
Sapete quali sono le regole del codice della strada per la sicurezza, come appunto la distanza di sicurezza? Applicate queste regole? Oppure vi capita di trovarvi che volete fare un sorpasso e - anche se siete in autostrada a 130km/h - state a due centimetri dalla persona che vi sta davanti in attesa di poterla superare?
Non lo so: parliamone! Parliamone nei commenti qua sotto, parliamone su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Parliamo dell'incidente che c'è stato a Borgo Panigale: io ho un amico che abita proprio a Borgo Panigale e quel pomeriggio mi sono sentito con una serie di persone che abitano a Bologna per sapere com'era la situazione, anche perché non di tutti conosco la zona in cui abitano: per esempio mi sono sentito su Whatsapp con Wesa, perché non conosco la zona in cui abita; l'amico che abita a Borgo Panigale per fortuna era lontano da casa, perché era in vacanza, e si è sentito coi vicini: non hanno avuto danni, non hanno avuto grossi problemi...
Ma così: sono curioso di sapere un pochettino la vostra. Voi magari abitate a Genova, voi magari conoscete la storia del viadotto Polcevera sicuramente meglio di me: io ci sono passato sopra solo una volta diversi anni fa, andando a Genova con degli amici, quindi è una strada che non conosco molto bene.
Pensate che ci siano delle cose che si possono fare, oltre alle normative già previste, per migliorare la sicurezza sulle strade? Di nuovo: parliamone! Sono curioso di sentire un pochettino la vostra.
Bene ragazzi: io sono Grizzly. Come sempre spero di essere riuscito a intrattenervi, a parlare di un argomento importante ma quantomeno in maniera leggera, se ce l'ho fatta, vi invito a mettere pollice-in-alto e a condividere questo vlog con i vostri amici.
Vi ricordo se non l'avete già fatto di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumere subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto.
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly, questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 2 settembre 2018

VLOG 230: La strage di Stava #OperazioneNostalgia

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Benvenuti viaggiatori: sono Grizzly e oggi faremo un salto nel passato.
Un salto in un passato non troppo remoto: arriviamo fino al 19 luglio 1985, questa è Stava, una frazione del comune di Tesero, in Trentino Alto Adige.
Questo è Diario di Viaggio on the road #OperazioneNostalgia
[♪♫♪]
Qui sopra, alle mie spalle (molto più in alto sulla vallata) c'è una miniera, una miniera di fluorite: la miniera di Prestavel.
Da questa miniera si estraeva - appunto - del minerale, per estrarre del minerale si usava un bacino di decantazione che veniva utilizzato per dilavare il minerale.
Questo bacino era costruito con sabbia, con materiale di risulta ed era pieno d'acqua. Per poter estrarre più minerale si cominciò a costruire un secondo bacino un po' più in alto, sopra il primo, in maniera non del tutto corretta.
Fatto sta che praticamente furono commessi degli errori che portarono a un improvviso crollo di uno di questi bacini (che finì sopra l'altro) e tutti e due i bacini non potevano reggere perché erano fatti con materiale di risulta, e come risultato ci fu una gigantesca slavina (un vero e proprio “tsunami alpino”) che il 19 luglio del 1985 (intorno alle 12:30 del pomeriggio) venne giù da questa montagna e spazzò via tutto il paese, tutta la vallata... tutto quello che c'è qui sotto (tutto quello che c'è verso di qua) che è la località di Stava.
Il 19 luglio 1985 io avevo otto anni, quel giorno eravamo tutti quanti a casa di mio zio: avevamo pranzato tutti assieme, tutti i parenti, tutti gli amici e tutti i familiari; finito di mangiare con molta calma, preso il dolce... si chiacchierava un po' del più e del meno. Fatto sta che a un certo punto, verso le 16, così mio cugino accende la televisione per guardare se c'era qualcosa (non mi ricordo se doveva esserci forse il Gran Premio, il motociclismo)... ma comincia a cambiare canale, ma su *VARI* canali si vedevano sempre le stesse immagini, finché cominciamo un attimo a dire "Ma che succede? Cos'è successo: perché TUTTE le televisioni stanno facendo delle edizioni straordinarie dove ci sono sempre le stesse immagini?"
E cominciamo a capire che è stato spazzato via il paese, ancora non avevamo capito bene: poi - mano a mano che si dipanavano le notizie, che venivano spiegate le cose - abbiamo capito che era stato completamente spazzato via tutto il paese di Stava.
Tutto il paese era dentro questa conca, questa conca è stata praticamente «pulita via» da un'onda di slavina (di acqua, e di fango, di materiale di risulta): tutto che veniva dal bacino di decantazione della miniera di Prestavel. Tutto distrutto.
Più in là c'è il paese di Cavalese, sopra il paese di Cavalese c'è la frazione di Daiano.
C'abbiamo degli amici che hanno una casa proprio in quella frazione, a Daiano (sopra il paese di Cavalese): dovevamo andarli a trovare tipo il giorno dopo. Abbiamo evitato (vista la situazione) ci siamo andati - tipo - due giorni dopo; siamo venuti qua il 21 luglio.
Il 21 luglio anche per sapere un po' com'era la situazione: il 20 luglio (proprio il giorno dopo) abbiamo evitato perché sapevamo che era sconsigliato: c'erano i mezzi di soccorso, era ancora una situazione molto complicata.
Il 21 luglio un attimo la situazione si era stabilizzata (ma proprio di un attimo). Io ero piccolo: mi ricordo i camion dell'esercito che giravano per Cavalese. Tantissimi camion, sembrava - non lo so - di essere in guerra: erano soldati che venivano a spalare il fango, a dare una mano.
Tempo dopo un taxista (che faceva anche servizio di pulmino) ci raccontò - parlando proprio del fatto di Stava - che aveva dato una mano, era uno dei ragazzi, dei volontari che avevano dato una mano in quell'occasione, e avevano trovato corpi umani fin giù nella vallata, fin quasi a metà valle. Proprio a 15~20km c'è il torrente che si getta in un laghetto e han trovato corpi anche in quel laghetto (a 15~20km più in basso).
Sono passati molti anni, il paese è stato completamente ricostruito: è un paese molto «moderno», proprio perché è stato completamente spazzato via; adesso la vallata si vede... che ci sono degli alberi, ma fino a pochi anni fa (fino a una quindicina~ventina di anni fa) c'erano anche pochi alberi, perché era tutto quanto spazzato via e lo si era lasciato un po' fine a se stesso: erano pascoli, erano... erba, e adesso hanno cominciato anche a piantarci degli alberi.
Insomma la Strage di Stava è stata anche una parte della mia infanzia: la ho vissuta, ero qui a Trento, c'erano amici che si erano preoccupati perché avevano sentito che era successo... non l'ho vissuta in prima persona, però ero rimasto molto colpito ad ancora otto anni: ricordo i nostri amici di Daiano, quando siamo venuti a trovarli, che ci avevano raccontato che eran suonate le sirene di tutto il paese, eran suonate le sirene di tutto il circondario e tutti si chiedevano cosa fosse successo.
Perché questo è un posto molto tranquillo, questo è un posto - veramente - dove si viene in vacanza per rilassarsi, non ci si aspetta una cosa di questo genere. Alle mie spalle una specie di monumento che è stato eretto a ricordo delle vittime e della solidarietà delle persone nel caso della strage, del disastro di Stava.
Bene: io sono Grizzly, questo voleva essere #OperazioneNostalgia: una memoria dei fatti accaduti nel 1985, noi ci vediamo alla prossima, ciao a tutti!