domenica 20 giugno 2021

VLOG 367: Come sollevare una colonna d’acqua

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Benvenuti a bordo viaggiatori: io sono Grizzly e questo è un video pubblicato su YouTube: una piattaforma dove è molto semplice trovare tantissimi contenuti di intrattenimento, ma anche molti contenuti di carattere divulgativo ed educativo.
Infatti oggi vorrei parlarvi di un canale YouTube che si occupa di divulgazione: un canale educativo, ma un canale molto, molto interessante, in cui si parla di ingegneria non a livello teorico, bensì a livello pratico.
Cominciamo - quindi - questo nuovo episodio di Diario di Viaggio on the road.
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Nel momento in cui sto girando questo episodio, Grady - l'host del canale - ha, da pochi giorni (forse una decina) festeggiato l'importantissimo traguardo dei due milioni di iscritti.
Sul suo canale YouTube ci parla di ingegneria civile, e lo fa non parlandoci della teoria e presentandoci noiose formule matematiche, ma soprattutto parlandoci del funzionamento dell'ingegneria civile all'atto pratico: di come funzionano le infrastrutture pubbliche, di come funzionano le infrastrutture in generale… trovate dei video molto interessanti sul funzionamento della rete elettrica, sul funzionamento della rete fognaria, del recupero delle acque meteoriche, il funzionamento dell'asfalto… tantissimi video, veramente molto interessanti.
Il canale è Practical Engineering, lo trovate linkato sul doodly-doo e sulla scheda: andate e - se non lo conoscevate già - iscrivetevi subito, perché tutti i suoi contenuti sono veramente molto interessanti, di grandissimo intrattenimento e aiutano anche a imparare sempre qualcosa di nuovo.
Sul suo canale ci sono contenuti che spaziano su ogni genere di argomento legato all'ingegneria civile, ma per il video di oggi voglio segnalarvi dei video che hanno a che fare con l'argomento ‘acqua’, perché il terzo video che vi segnalerò ha a che fare con  uno strumento di cui non conoscevo assolutamente l'esistenza e che ho scoperto proprio grazie a Grady: uno strumento di una semplicità disarmante, eppure geniale.
Ma innanzitutto cominciamo con il parlare dell'acqua, della forza che ha l'acqua, soprattutto quando abbiamo - per esempio - un corso d'acqua, un fiume, un torrente, qualcosa dove c'è una corrente (dove c'è uno scorrimento dell'acqua).
Il fatto che l'acqua scorre, il fatto che generi un energia, è qualcosa che - sin dai tempi antichi - si è cercato di sfruttare, costruendo per esempio dei mulini.
Con l'avvento dell'ingegneria, con l'avvento della necessità di avere determinati macchinari in funzione, si è anche cercato di sfruttare le risorse esistenti per costruire qualcosa di differente e, applicando alcune leggi della fisica, per esempio si è utilizzato lo scorrere dell'acqua (magari lo scorrere di un fiume e, quindi, l'energia dell'acqua che scorre) come sistema, semplice e veloce, per produrre grandi quantità di aria compressa; e, dove c'è la necessità di avere grandi quantità di aria compressa, una volta - per esempio - soprattutto nelle miniere, dove c'era il pregio di poter utilizzare - quindi - dei macchinari che non utilizzavano corrente elettrica o motori a carburante (quindi con il rischio di scintille) e con il pregio di continuare a inviare - tra l'altro - aria fresca all'interno della miniera.
Quindi il primo video che vi segnalo è come costruire un compressore… ad acqua! Link del video sul doobly-doo e sulla scheda: andate e dategli un'occhiata, è un meccanismo semplicissimo, praticamente senza parti in movimento, eppure geniale!
Parlando dell'energia dell'acqua, di quando abbiamo un flusso di liquido, quindi - per esempio - quando abbiamo dell'acqua che scorre all'interno dei tubi, abbiamo un fenomeno (che - tra l'altro - è abbastanza noto a chi è un po' addentro nel settore): il fenomeno legato a quello che succede quando abbiamo - appunto - un flusso d'acqua dentro un tubo e interrompiamo questo flusso d'acqua, per esempio chiudendo un rubinetto più o meno velocemente.
L'acqua sappiamo che è un fluido che - tendenzialmente - non si può comprimere (o si può comprimere, letteralmente, proprio a livello infinitesimale) quindi, quando c'è questo flusso e lo interrompiamo violentemente, l'energia cinetica da qualche parte si deve disperdere; si disperde sotto forma di una violenta onda d'urto che si ripercuote su tutta l'infrastruttura, quindi - principalmente - sui tubi: sto parlando del colpo d'ariete, il secondo video che vi segnalo è - appunto - un'analisi del fenomeno del colpo d'ariete, lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda, andate, dategli un'occhiata: è molto interessante, spiega un po' quello che succede, quali sono le soluzioni che si mettono in pratica per evitare questo fenomeno…
E, parlando di questo fenomeno, arriviamo al terzo video: lo strumento che ho scoperto (non ne conoscevo l'esistenza!) che è veramente geniale, proprio nella sua semplicità.
Immaginiamo di avere un fiume, che ha una certa corrente, e quindi vogliamo prendere l'acqua di questo fiume e utilizzarla.
Beh, gli attacchiamo un tubo, attacchiamo qualcosa per recuperare quest'acqua e - magari - possiamo sfruttare la forza di gravità, se non abbiamo a disposizione nient'altro; altrimenti, se vogliamo sollevare quest'acqua, probabilmente avremo bisogno di una pompa: elettrica, a motore o, non lo so, magari un mulino, qualcosa che possa tirare su questa acqua sfruttando l'energia cinetica del flusso dell'acqua.
Beh, potremmo sfruttare anche il fenomeno del colpo d'ariete a nostro vantaggio e questo permette di costruire una pompa semplicissima, dalla manutenzione minima (perché ha solo due parti in movimento) e che ha una capacità non molto valida, perché - fondamentalmente - per ogni litro di acqua che riesce a sollevare, ne va a disperdere diverse decine, ovviamente!
Però se pensiamo che il flusso, per esempio, di un torrente o di un fiume sono centinaia di migliaia di litri di acqua che continuano a scorrere, semplicemente, l'idea di poter prendere un po' di questi litri di acqua e portarli su, senza nessun altra fonte energetica che la stessa corrente dell'acqua è qualcosa di geniale, ed è il principio alla base della pompa a colpo d'ariete: strumento pazzesco di cui parliamo nel video che trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda.
La pompa a colpo d'ariete è semplicissima: fondamentalmente sono due valvole-di-non-ritorno contrapposte.
Le pompe a colpo d'ariete sono estremamente semplici e vengono utilizzate in tutte quelle situazioni in cui è difficile avere altre fonti energetiche (al di là della potenza dell'acqua, del flusso dell'acqua che scorre); magari è difficile avere energia elettrica, o motori, o qualunque altro tipo di pompa, o è difficile reperire ricambi per pompe che funzionino - per esempio - meccanicamente, attraverso un mulino o cose di questo genere.
È una pompa molto semplice e viene implementata in molte situazioni, soprattutto - per esempio - nei paesi poveri e in cose di questo genere; tra l'altro su YouTube ci sono moltissimi video che fanno vedere come realizzare delle piccole pompe a colpo d'ariete, in due varianti: questa “normale” con le due valvole di non ritorno, e una versione che implementa, sulla valvola che fa uscire l'acqua, anche un piccolo serbatoio in pressione (che contiene un po' d'acqua e molta aria: in certi casi, in certi esperimenti - addirittura - si usa semplicemente una bottiglia di plastica): questo perché quel poco di aria, che c'è in questo serbatoio, viene compressa dall'acqua che entra in questo piccolo serbatoio e crea quel minimo di pressione che consente di creare un flusso un attimo più stabile all'uscita.
Un'idea geniale e semplicissima (che - onestamente - non conoscevo) scoperta grazie al canale di Grady, ma - come ripeto - sul suo canale trovate tantissimi contenuti che ci parlano della rete elettrica, delle infrastrutture, della gestione delle acque meteoriche… quindi date un'occhiata al suo canale.
Ed ecco la mia domanda, semplicissima: voi conoscevate lo strumento della pompa a colpo d'ariete? Avevate idea del fatto che fosse possibile sollevare una colonna d'acqua utilizzando, semplicemente, l'energia cinetica di un fiume che scorre? Quel minimo di energia, dell'acqua che sta scorrendo, può essere sufficiente a sollevare una piccola quantità di acqua, farla arrivare molto più in alto del limite dove si trova, non utilizzando il principio dei vasi comunicanti ma utilizzando questo minimo di energia cinetica.
Ovviamente non si crea energia dal nulla: come ripeto è un sistema che - per ogni litro di acqua che riesce a sollevare - svariati altri li fa uscire, quindi è una pompa che va letteralmente a perdere, però dove c'è già l'acqua che scorre, c'è già un fiume dove scorrono - appunto - centinaia di litri (o migliaia di litri) ogni ora, il fatto che riusciamo a recuperare alcuni di questi litri sfruttando la semplice energia cinetica mi sembra un'idea geniale; sono curioso, quindi, di sentire un po' cosa avete da dirmi.
Se sono riuscito a farvi conoscere uno strumento geniale come la pompa a colpo d'ariete, o comunque un canale YouTube utile come quello di Grady, allora come sempre: pollice-in-alto e condividete con gli amici (anche su Whatsapp, Telegram e gli altri social).
Iscrivetevi al mio canale: assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, e senza colpo d'ariete, quindi non si danneggia nulla!
Vi ricordo inoltre il canale Telegram - linkato sul doobly-doo e sulla scheda - per piccole curiosità, dietro le quinte e notifiche quando pubblico nuovi video o vado live sulle app social.
Infine segnalatemi in un commetto se c'è un argomento che mi piacerebbe io trattassi su #DdVotr
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 13 giugno 2021

VLOG 366: Ho fatto il richiamo del vaccino AstraZeneca

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-Sai che ho fatto il richiamo del vaccino anti covid-19?
-Astrazeneca?
-In effetti Vaxzevria… o era Vasterzoran… Tetrodoman… vabbè: sì, AstraZen.
-Uhm! Ora ti controlleranno, grazie al 5G, e diventerai pure magnetico!
-…
-Vabbè. Soddisfatto? Ti hanno dato anche il lecca lecca, dopo?
-No, finito tutto. Figurati: non ho trovato neanche un palloncino…
-Ovvio: non solo ti controllano con il 5G: i palloncini prima li hanno gonfiati colle scie chimiche, poi li hanno bucati tutti usando le siringhe vaccinali! TE L'HO DETTO: È UN COMPLOTTO!
[facepalm]
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Lunedì 31 maggio 2021 ho ricevuto il richiamo del vaccino anti-covid di AstraZeneca (Vaxzevria) e, giusto per la cronaca, l'iniezione che mi è stata fatta veniva dal lotto ABV2856: quello che è stato recentemente dissequestrato, proprio dalla procura della repubblica di Siracusa, e che scadeva proprio il 31 maggio, quindi ho avuto anche l'onore di partecipare al recupero di dosi del vaccino che - altrimenti - sarebbero andate sprecate.
Anzi, in questo - devo dire tra le altre cose - non solo che me la sento di fare i complimenti alla regione Sicilia per come ha gestito il protocollo di vaccinazione, perché sta andando veramente benissimo, ma anche di fare i complimenti a tutti i miei concittadini per come hanno accolto l'arrivo del vaccino, in particolar modo l'arrivo del vaccino AstraZeneca, tralasciando una coppia che è venuta da, mi pare, Avola o Augusta, a Siracusa espressamente per fare la dose di AstraZeneca; ma non solo per questo: la mattina in cui io sono andato a fare il vaccino, ho dovuto attendere più di un'ora perché, quando era ormai arrivato il mio turno (ero in fila davanti a due o tre persone, per andare a parlare con il medico), è venuto fuori il medico dall'area vaccinale per annunciare che erano appena finite tutte le dosi di AstraZeneca e dovevamo aspettare un'altra oretta che arrivassero le altre fiale.
Come è andata? Beh, a parte questa attesa (che - comunque - aveva messo in cantiere: mi sono preso mezza giornata libera al lavoro) è andato tutto benissimo: nessun effetto collaterale neanche questa volta, a differenza della volta scorsa nell'area dell'iniezione - poi, la sera - ci ho messo un po' di Voltaren per vedere se il dolore mi durava ancora una settimana circa, e invece no: mi è durato solo un paio di giorni (con passaggi di pomata Voltaren la sera); e - di nuovo - solo una leggera sensazione di intorpidimento, come dopo aver fatto attività sportiva, quando si ha un po' di acido lattico: ne so qualcosa con le gambe, visto che ho cominciato da un paio di mesi a fare pesantemente bicicletta.
Altri effetti collaterali? Nessuno, neanche il mal di testa dovuto dal giuntare due giorni lavorativi, perché sono riuscito a organizzarmi per tempo molto meglio.
Adesso in famiglia abbiamo tutti quanti il «Green Pass», quindi potremo muoverci - quest'estate - un po' più a cuor contento, con un po' meno restrizioni (e questa è una cosa molto importante e molto utile) e, prima di continuare questo vlog, voglio cercare di essere chiaro: con il video precedente (che se non avete visto, potete recuperare: lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda), con questo e con un altro video, che seguirà perché quest'anno ho intenzione di recuperare un altro paio di vaccini (che mi mancano) che cosa voglio dirvi?
Voglio convincervi, sicuramente, a effettuare il vaccino?
Sì e no; diciamo che voglio cercare di portarvi la mia esperienza positiva, per farvi capire anche l'importanza dei vaccini: i vaccini sono lo strumento piu importante che abbiamo a disposizione per combattere malattie anche complesse e molto invalidanti.
È solo grazie ai vaccini se, nel 1978, siamo riusciti a eradicare una malattia terribile come il vaiolo; grazie ai vaccini siamo andati molto vicini a eradicare altre malattie molto complesse; grazie ai vaccini siamo riusciti - piano piano - a ridurre sempre di più malattie molto invalidanti come la polio, e su questo vorrei anche richiamare l'attenzione su una immagine che ho condiviso, qualche giorno fa, sulla mia pagina Facebook: nel 1956 Elvis Presley si fece fare l'iniezione del vaccino antipolio in diretta televisiva. Negli anni '50, negli USA, c'erano stati poco meno di 60mila casi di polio, grazie a messaggi positivi - come quello di Elvis Presley - che, nel '56, era l'idolo di tantissimi giovani (quello che oggi chiameremmo un “influencer”) e quindi grazie allo spirito di emulazione…
Ehy: se il mio idolo si è fatto il vaccino, allora io - che voglio essere come il mio idolo - devo farmi il vaccino anche io!
…in solo dieci anni si ridusse il numero di positivi alla poliomielite a meno di un migliaio, negli USA.
Anche adesso cerchiamo di lanciare questi messaggi positivi, in maniera funzionale: ci sono tantissimi influencer, ultimamente proprio - per esempio - Chiara Ferragni (che si è fatta un selfie, mentre riceveva anche lei la dose del vaccino); questi sono messaggi molto importanti, perché i vaccini sono gli strumenti che ci permetteranno di sconfiggere quelle malattie che sino ad oggi sono state molto dannose e tantissime altre malattie che possono - veramente - fare tantissimi danni, così come sta succedendo con il covid-19, che ha falcidiato centinaia di migliaia di persone (stiamo parlando - ormai - anche di più di 100mila persone che sono morte solo qui in Italia).
Insomma bisogna guardare ai vaccini positivamente: sono uno strumento molto importante e bisogna avere moltissima fiducia nei vaccini, perché saranno lo strumento che ci porterà - nel terzo millennio - a far diventare storia e leggenda malattie che, sino a pochissimi anni fa, non facevano altro che mietere vittime innocenti e inconsapevoli.
Concludo - quindi - con una domanda molto veloce: voi cosa mi dite? Avete già fatto il vaccino? Avete già fatto entrambe le dosi, avete ricevuto solo la prima, avete ricevuto il monodose?
Oppure - non so - la vostra regione ancora è un po' indietro, quindi ancora passerà del tempo?
Io - peraltro - sono andato a fare il vaccino a cuor contento e sono anche pronto, se sarà necessario, a fare un ulteriore richiamo fra un anno, senza grossi problemi, onestamente.
Detto questo, vi ringrazio per aver voluto ascoltare sino in fondo la mia esperienza: spero che vi sia stata utile e, come ho già annunciato, tornerò ancora sull'argomento vaccini; per il momento - se sono riuscito a esservi utile - come sempre pollice-in-alto e condividete con i vostri amici, anche su Whatsapp, Telegram e gli altri social, magari con i vostri amici che ancora sono dubbiosi e non sanno se fare il vaccino o meno.
Iscrivetevi al mio canale: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto. Inoltre - se siete già vaccinati - il Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ ha una fragranza speciale solo per voi!
Vi ricordo - inoltre - il canale Telegram, linkato sul doobly-doo e sulla scheda per piccole curiosità, dietro le quinte e notifiche quando pubblico nuovi video o vado live sulle app social.
Infine fatemi sapere in un commento se vi piacerebbe che trattasi qualche argomento particolare su #DdVotr
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 6 giugno 2021

VLOG 365: La partenza intelligente #OperazioneNostalgia

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly
«Per punizione farete la partenza intelligente ad agosto, e vi alzerete alle due di notte per non trovare traffico, e vi accorgerete che tutti sono partiti alle due di notte per non trovare traffico, e vi troverete con quattro milioni di intelligenti al casello dell'autostrada, e gli unici cretini saranno i ladri che in città ripuliranno tutti gli appartamenti...»
(Giobbe Covatta: Parola di Giobbe)
Beh, oggi voglio parlarvi della partenza intelligente, soprattutto in virtù di come è cambiata la tecnologia al giorno d'oggi, e lo farò in questo nuovo episodio di Diario di Viaggio on the road #OperazioneNostalgia
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Viviamo in un mondo sempre più collegato: abbiamo a disposizione navigatori satellitari sui nostri smartphone (io addirittura sull'autoradio) che, grazie alla connessione ad internet, possono non solo fornirci informazioni sul percorso ideale da andare a percorrere, ma anche indicarci lo stato del traffico e calcolare - con una buona approssimazione - persino l'orario di arrivo a destinazione.
Ovviamente non è stato sempre così e, una volta, prima di fare un viaggio, bisognava studiare con calma la cartina (di cui parleremo un'altra volta) e dopodiché programmare il viaggio, magari cercando di costruire una tabella di marcia.
Anche se devo ammettere che quando ho preso la patente (più di 20 anni fa…), in effetti, ho studiato che non è il caso di andare a fare una tabella di marcia prima di partire, perché bisogna - comunque - considerare quali possono essere le condizioni del traffico e, quindi, cercare di fare in modo di avere un minimo di spazio di movimento in più.
È il motivo per cui quando programmo di fare dei viaggi lunghi, per esempio quando - in estate - ci trasferiamo per un po' di giorni su, in Trentino, mi organizzo trasportando roba da mangiare, molta roba da bere, soprattutto tantissima roba da bere (acqua e succo di frutta), per il rischio di restare diverse ore in autostrada, sotto il sole, in caso di incidente o di qualunque tipo di rallentamento e, quindi, di avere una certa autonomia.
Ma, al di là di questo, una volta bisognava non solo organizzare il viaggio in questo modo, ma anche cercare di fare quella che era appunto la partenza intelligente, cioè cercare di viaggiare nella fascia di minor traffico, quindi - principalmente - nella fascia notturna (o nella prima mattinata), in maniera tale da evitare il più possibile determinate condizioni di traffico, sebbene sia cambiato anche il modo di muoversi del traffico: per esempio nel fine settimana, in autostrada (sabato e domenica, e nei giorni festivi) non circolano i mezzi pesanti, a parte quelli che portano generi alimentari, di prima necessità o deperibili, quindi diciamo che c'è un buon 60%~70%~80% di “traffico di mezzi pesanti” in meno, e questo può aiutare ad avere un traffico un pochino più snello.
Sono cambiate anche le condizioni riguardo al fatto che l'utilizzo del navigatore satellitare può indicare dei percorsi alternativi molto funzionali, per arrivare molto velocemente, e - diverse volte - devo dire che il navigatore ci ha, letteralmente, salvati: mi ricordo che, una volta, per tornare da un paesino di montagna in città (in Trentino), mi ha indicato di non prendere l'autostrada, ma di prendere la strada statale; effettivamente c'era un grossissimo rallentamento (credo ci fosse stato un importante incidente stradale sull'autostrada) e io sulla statale, che avrebbe limite di velocità di 70km/h, quindi - tendenzialmente - poco più di metà rispetto all'autostrada, guardavo dall'altra parte della statale l'autostrada completamente ferma.
Nonostante il navigatore, che mi possa indicare sempre il percorso migliore - per esempio, però - sono uno che crede ancora nella cosiddetta partenza intelligente: quando devo fare un viaggio lungo, preferisco partire molto presto la mattina (o in piena notte: diciamo prima dell'alba): tipicamente parto tra le 4:30 e le 5:00 del mattino. Questo per vari motivi: il primo motivo è di cercare di avere molto spazio di manovra prima di arrivare a destinazione, in maniera tale che potrei arrivare a destinazione intorno a mezzogiorno, come potrei arrivare alle due del pomeriggio, come potrei arrivare alle sei del pomeriggio per qualsiasi problema che incontro per strada ma, in questo modo, partendo fresco (e abbastanza riposato) la mattina molto presto (sono già abituato a svegliarmi molto presto) so che - quantomeno - potrei arrivare molto stanco, ma probabilmente ancora in un orario accettabile, per quanti rallentamenti ci possano essere.
Questo - tuttavia - dipende da molti fattori, da molte capacità e da molte possibilità: ho iniziato a fare - per esempio - i viaggi lunghi «spezzandoli» a metà strada: quando andiamo in Trentino, facciamo un pernottamento a Frosinone, per esempio.
Ma, al di là di tutti questi discorsi, ci sono vari fattori che entrano in funzione quando si tratta di andare a fare un viaggio molto lungo, soprattutto in auto: è vero che ci sono - ormai - molte modalità di trasporto pubblico e di trasporto integrato che funzionano meglio e sono più facilmente accessibili (l'aereo, e il treno, e tutta questa situazione qua) però è anche vero che, nel corso del tempo, alcune cose sono cambiate, per esempio noi prendevamo sempre il treno, con un servizio che si chiamava “Auto al Seguito” (anche di questo parlerò in un altro episodio), ma - adesso - questo servizio non c'è più, e questo è un po' un problema, perché ci toglie determinate possibilità e, quindi, dobbiamo decidere una situazione differente; però quando non ci sono determinate condizioni da andare a raggiungere, è possibile anche utilizzare i mezzi per effettuare un viaggio di una certa lunghezza, in maniera molto più comoda - indubbiamente - e nel corso del tempo il viaggio in aereo, il viaggio in treno, il viaggio “lungo” è diventato molto più accessibile anche utilizzando i mezzi, quindi senza la necessità di fare - appunto - questa benedetta partenza intelligente.
Però come me ci sono ancora alcuni (non sono i milioni, come li chiamava il buon Giobbe Covatta) che vanno a fare la partenza intelligente: ci sono alcuni che preferiscono partire molto presto la mattina (o molto tardi la notte) proprio per evitare una buona parte del traffico, ed ecco quindi la mia domanda: voi, se dovete fare di viaggi lunghi, che tipi siete? Preferite utilizzare i mezzi? Preferite utilizzare la vostra auto?
Preferite fare la partenza intelligente? Vi affidate al 100% al navigatore e ai percorsi alternativi?
Non importa l'orario di arrivo: l'importante è anche godere un po' del viaggio? Cercate di fare un po' e un po'?
A me piace viaggiare in auto: mi piace godere del viaggio, ma cerco - anche - di fare in modo che il viaggio sia un piacere e non una tortura, restando (appunto!) magari troppo tempo in auto, per non aver calcolato bene gli orari.
Ma sarei appunto curioso di sentire un po' la vostra: voi avete fatto - nel passato - partenze intelligenti? Le facevate con la vostra famiglia, ma adesso vi affidate molto di più al navigatore? Utilizzate molto di più i mezzi?
Oppure non fate più viaggi lunghi? Avete deciso di godere un po' di più del territorio che vi circonda, senza bisogno di allontanarvi troppo?
Fate viaggi lunghi per lavoro e preferite utilizzare i mezzi, per avere la praticità di arrivare velocemente e restando relativamente riposati?
Non lo so: parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene: io sono Grizzly, questo era #OperazioneNostalgia
come sempre vi invito a mettere pollice-in-alto, condividere questo vlog, iscrivetevi al canale, noi ci vediamo alla prossima puntata: ciao a tutti!

domenica 30 maggio 2021

Dietro i video virali (Deep Dark Diary 07)

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Benvenuti: io sono Grizzly.
Sin dagli albori di internet, con l'avvento del multimedia (con la diffusione delle potenzialità multimediali), hanno cominciato a diffondersi - sulla rete - tantissimi video.
E, sin da subito, si è notato che piccole cose (anche molto brevi) potevano diventare facilmente virali, soprattutto quelle che erano «buone azioni» catturate per caso, comportamenti che presentavano una certa sbadataggine o video di cani, gatti o altri animali.
Bene: oggi voglio parlare di questi video, in particolar modo di quei video che vogliono essere motivazionali continuando a mostrarci delle buone azioni e dei gesti di buoni samaritani; in particolar modo degli insiemi di questi video, quindi - da una parte - delle compilation di questi video ma - dall'altra - anche di quei canali (di quei contenitori social) che tendono a raggruppare molti di questi video.
Lo facciamo oggi, in questo nuovo episodio di Deep Dark Diary.

Sin dall'epoca dei “Buongiornissimi” inviati su Whatsapp, il passo a questi video brevi, facilmente viralizzabili, è stato molto breve: piano piano abbiamo cominciato a vedere tantissimi contenuti - oggettivamente - simpatici: per l'appunto con buone azioni, con animali che fanno cose sbadate, con persone che fanno cose sbadate!
Sono video brevi, magari catturati da un sistema di videosorveglianza (oppure girati col cellulare), ma ripresi ‘dal vivo’, in qualcosa che appare come una situazione di piena realtà (e ricordatevi questo punto, perché ci arriveremo tra poco!).
Sono video molto semplici, quelli che vediamo di solito sono le cosiddette Buone Azioni Quotidiane: vediamo il tizio che aiuta la vecchina ad attraversare la strada, oppure vediamo qualcuno che si ferma per aiutare una persona in difficoltà, vediamo animali che fanno delle cose stupidine… talvolta vediamo uomini - appunto - che fanno delle cose stupidine.
Ma una delle cose che fa molto effetto è, soprattutto, vedere animali che si prendono cura di altri animali (magari feriti, o anche se sono di altre specie): parlo soprattutto di canili e rifugi, luoghi dove giungono animali che sono feriti o che hanno delle disabilità e che trovano - subito - un altro animale dal passato piuttosto complicato.
E subito il gatto (o il cane) che era stato salvato precedentemente si prende cura del nuovo cucciolo appena arrivato, assumendo - letteralmente - la funzione di «vice genitore».
Insomma avete capito l'antifona: praticamente sto parlando di tutti quei video che si definiscono ‘ispirazionali’ o ‘motivazionali’: brevi video (o interessanti raccolte) che cercano di commuoverci, ispirandoci ad essere delle persone migliori prendendo l'esempio dei samaritani (o degli animali) che ci sono lì fuori, nel mondo reale.
Ed ecco quindi che sulle principali piattaforme social, in particolar modo in quelle dove è molto semplice condividere dei contenuti multimediali, nascono una serie di profili che hanno l'idea e lo scopo di permettere di raccogliere tutti questi contenuti motivazionali e condividerli; e sono account che acchiappano facilmente tonnellate di Like, per esempio lo era stato Cute Emergency: un account Twitter con oltre un milione di follower (che era persino Verificato).
Ma è qui che troviamo il Lato Oscuro: infatti nel corso del tempo tantissimi di questi profili sono stati cancellati per violazioni multiple delle norme sul copyright.
Sì, insomma: stiamo parlando - praticamente - di aspirapolvere professionisti che vanno a raccattare (anche col retino) video da qualsiasi posizione, per mettere tutto assieme nella loro pagina o nel loro profilo e raccattare diversi Like.
Praticamente tutti quanti FREEBOOTER!
Tuttavia cercherò di essere anche positivo e riconoscere determinati meriti: vi sono alcuni account che, nel passato, hanno subito gravi quantità di freebooting, hanno capito un pochettino come funziona la cosa e - quando diffondono dei video motivazionali - cercano non tanto di dare visibilità al video, ma anche di dare visibilità a quella che può essere la storia che c'è alle spalle.
Parlo di account che invitano a contattarli per le questioni riguardo il copyright e che cercano di dare SEMPRE la massima visibilità soprattutto ai creatori originali dei contenuti.
Per esempio rilanciando (e contribuendo a far diventare molto virale) il profilo Instagram di un cane, che soffre di paralisi cerebrale ma che - comunque - fa una vita normalissima: questa è una piccola storia in cui è riuscito a funzionare l'account Twitter Buitengebieden: un ragazzo olandese che cerca di fare questi contenuti, ma che cerca anche di dare visibilità proprio alle persone e agli account originali.
Ma questo comunque non toglie il problema: se è vero che, da una parte, soprattutto questi profili social più grandi diventano lo spazio a cui ci si rivolge quando si vuole tentare di far diventare virale il video del proprio cane, del proprio gatto o qualcosa di simpatico di questo genere, dall'altra parte ci sono anche quelli che cominciano a scaricare video virali da tutte le parti per rimandarli a questa pagina, andando a contribuire ancora di più (e a diffondere ancora di più) l'idea sbagliata che la maniera ideale di condividere è quella di appropriarsi dei lavori (dei contenuti) degli altri, e metterli su una pagina acchiappalike.
Infine, quando non si riesce a trovare qualcosa di veramente buono, ecco che tutto (letteralmente) può fare brodo: quindi arrivano anche dei video pesantissimamente artefatti che vogliono mostrare dei contenuti positivi, vogliono mostrare dei gesti da buoni samaritani…
Come un trend, che ho visto diverse volte: il classico video di sorveglianza da un fruttivendolo, dove arriva una persona che cerca di rubare un paio di mele, il fruttivendolo la becca, ci parla, capisce che questa è completamente povera, allora gli dà il sacchetto di frutta…
Che sarebbe anche un argomento che rientra in questi concetti di video ispirazionali o motivazionali, però poi - guardandolo con un minimo di attenzione - cominci a chiederti, per esempio, come mai un sistema di videosorveglianza abbia una telecamera che inquadra esattamente ad altezza uomo, invece che inquadrare dall'alto o dal lato.
Guardando meglio ti chiedi come mai l'inquadratura segua alla lettera la “Regola dei Terzi”, tralasciando l'illuminazione, che dovrebbe venire solo dalle luci stradali, ma che - misteriosamente - risulta essere anche completa di una luce superiore e di una luce di riempimento.
La mia domanda è semplice: ben vengano questi contenuti di ispirazione e motivazionali, che vogliono spingere a diventare delle persone migliori? Oppure - per quanto impegno ci si metta a cercare di dare visibilità ai creator originali - dobbiamo considerare che è praticamente quasi tutto (quasi il 100%) puro frebooting, e quindi dev'essere contrastato con ogni mezzo?
Non lo so, parliamone.
Bene: io sono Grizzly e questo era Deep Dark Diary: il contenitore che, ogni ultima domenica del mese, affronta un viaggio sul lato oscuro della cultura, della tecnologia o del folklore; noi ci vediamo al prossimo episodio.

domenica 23 maggio 2021

VLOG 364: È successo davvero

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
Nei precedenti due episodi di Diario di Viaggio on the road, che trovate linkati sul doobly-doo, ho parlato delle trasmissioni Rescue 911 e della versione italiana, che sarebbe
Ultimo Minuto, e ho detto come queste trasmissioni presentassero delle situazioni di emergenza, risolte veramente all'ultimo momento, avvalendosi sia di attori e di ricostruzioni filmate, sia anche di elementi reali: per esempio - nel caso di Rescue 911 - soprattutto delle vere telefonate ai numeri di emergenza (nonché di eventuali immagini dei telegiornali o roba del genere), nel caso di Ultimo Minuto più o meno la stessa cosa: ogni tanto succedeva di vedere le immagini girate da alcuni videomaker, qualche volta registrazioni delle telefonate…
Andando avanti nel tempo, si è diffusa un po' di più l'abitudine ad avere delle telecamere apresso, si è diffusa un po' di più la QUANTITÀ di videomaker esistenti ed ecco che - già dalla seconda metà degli anni '90 - cominciavano, queste telecamere, ad essere sempre più una parte integrante della realtà umana e cominciavano a catturare sempre più momenti, per cui cominciavano a vedersi delle situazioni sempre più particolari immortalate dall'obiettivo di una telecamera.
Ecco che questo (appunto: la seconda metà degli anni '90) è il periodo in cui cominciavano a svilupparsi trasmissioni come RealTV e, da lì in poi, è stata tutta discesa: sempre più videocamere, poi siamo arrivati agli smartphone, smartphone che disponevano di fotocamere e di videocamere via via sempre più di alta qualità; sempre più smartphone presenti, quindi sempre più videocamere un po' dappertutto, operatori delle forze dell'ordine con le cosiddette bodycam, abbiamo le dash cam sulle auto… viviamo in un mondo circondato di videocamere che catturano ogni momento della nostra vita, ed ecco che cominciamo a vedere in giro anche tantissimi video che riguardano la realtà che si srotola davanti ai nostri occhi.

Oggi vorrei parlare di quest'argomento, in parte riprendendo un mio vecchio vlog (che trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) in cui avevo parlato della “realtà attraverso uno schermo”, ma lo voglio fare riallacciandomi un po' al discorso di quella che è la TV verità: cominciamo - quindi - questo nuovo episodio di Diario di Viaggio on the road.
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Tra il 1998 e il 2011 (in varie edizioni, gestite da vari host) su Italia1 è andata in onda la trasmissione RealTV.
RealTV aveva un format abbastanza semplice, talmente semplice che è stato particolarmente imitato, copiato e plagiato un po' dappertutto: l'idea era quella di presentare delle situazioni al limite, delle situazioni di emergenza, delle situazioni di pericolo, non con delle ricostruzioni fatte dagli attori ma - semplicemente - utilizzando video che erano stati catturati da sistemi di video sorveglianza, video che erano stati realizzati da passanti-videomaker, che avevano una telecamera apresso, piano piano video che erano stati realizzati da persone che cominciavano a utilizzare le telecamere dei telefonini… raccontandoci una «realtà, così come stava avvenendo davanti agli occhi di tutti».
Abbiamo visto un po' di tutto: da atti di eroismo, mi ricordo - per esempio - dei dipendenti dell'ENEL che - visto un appartamento in fiamme (al secondo o al terzo piano di un palazzetto) - utilizzando la loro scala italiana hanno cercato di arrivare all'altezza del balcone, dove c'erano tutte le persone bloccate per aiutarle a scendere dal palazzo, o situazioni di pericolo ancora più gravi, situazioni di emergenza, interventi dei vigili del fuoco, incidenti stradali e situazioni di questo genere, si cominciavano a vedere, in giro per l'Europa, anche le prime immagini delle dashcam della polizia americana.
Tutto molto interessante, tutto proprio basato sull'idea di raccontare la realtà, mostrando quello che avveniva in tempo reale. E quello che avveniva in tempo reale veniva raccontato sempre più facilmente, grazie a una sempre maggiore diffusione delle telecamere: non solo delle telecamere di sorveglianza, non solo dei sistemi a circuito chiuso, ma anche e soprattutto grazie alla diffusione di telecamerine portatili, di macchine fotografiche portatili e, poi, di smartphone con fotocamera e videocamera.
Un passaggio tecnologico relativamente veloce: a partire dall'anno 2000 sono arrivati, infatti, gli smartphone con fotocamera e videocamera; piano piano la qualità delle immagini è andata a crescere, già dal 2004 cominciavamo ad avere smartphone con fotocamera di oltre un megapixel di risoluzione, a partire dal 2007 cominciavano ad apparire anche telecamere di buona qualità sugli smartphone, in grado di girare video relativamente discreti: per esempio in passato ho pubblicato, qui su YouTube (è presente sulla playlist ‘Protezione civile, volontariato, soccorso’) un video, del recupero di una tenda caduta in mare, che girai con il mio Nokia E90 Communicator: vi lascio il link di quel video sul doobly-doo e sulla scheda, così potete andare e dargli un'occhiata, non tanto per l'attività in sé, quanto per farvi notare che - pur essendo un video a 640x480 - non è poi di qualità così scadente.
Inoltre, a partire dal 2005, la nascita del portale YouTube ha consentito anche di condividere più facilmente i video con gli altri; poi con l'arrivo degli altri social e con l'arrivo di app come Whatsapp, come TikTok etc ormai condividere un video (o realizzare - anche - un video in diretta) è diventata una cosa semplicissima!
E se prima era anche più facile cercare di impedire la realizzazione di un video, perché bisognava avere una telecamera molto grossa ed era possibile - magari - cancellare il nastro (o portare via il nastro), adesso tantissimi hanno uno smartphone in grado di trasmettere in live-streaming in tempo reale…
Lo faccio pure io: ogni giovedì e ogni domenica, all'alba (e, occasionalmente,il martedì sera dalle 21:15 alle 22:45) sul mio canale Twitch: link sul doobly-doo!
Torniamo al vlog…
e quindi c'è ben poco da cancellare.
E questo è, forse, uno dei punti maggiormente controversi: ritornando al mio vlog in cui parlavo del registrare tutto quanto (vivere la propria vita «attraverso lo schermo dello smartphone»); la AMPIA quantità di video, ormai, permette di mettere in sicurezza determinate situazioni: c'è un incidente stradale in cui la persona scappa, ma ci sono tantissime telecamere che hanno - per esempio - inquadrato la targa di quell'auto e, quindi, quella persona è molto più facile da trovare, rispetto a prima e sarà molto più facile dimostrare che è proprio lei la persona coinvolta.
Non dimentichiamo - inoltre - casi, anche controversi, legati proprio a questo discorso, come l'ex agente di polizia americano Michael Slager, che sparò a Walter Scott alle spalle, uccidendolo, per poi dichiarare di essere stato aggredito, finché non è stato smentito da un video, che è costato la sua incriminazione per omicidio.
Purtuttavia è vero anche il contrario: abbiamo situazioni nelle quali vediamo degli incidenti, vediamo delle situazioni gravissime, vediamo che tutte le persone presenti hanno tirato fuori il cellulare per filmare quello che stava succedendo… e mi ricordo un video (se c'è ancora, su YouTube, lo lascerò linkato sul doobly-doo e sulla scheda, altrimenti in descrizione vi dirò se è stato rimosso) della metropolitana di Roma che viaggia con una porta aperta: perché, vedendo una situazione gravissima, anziché prendere il telefono, chiamare le forze dell'ordine (avvisare chi di dovere), si pensa sia molto più intelligente prendere il telefono e filmare.
Questa è una delle cose che vedo tantissime volte e che, in parte, mi inquieta: mi ricordo quell'episodio dei Simpson in cui tutti impazziscono per i social, c'è questo gravissimo incidente stradale (che coinvolge - se non ricordo male - Lenny e Carl), tutti e due sono tra le lamiere contorte dell'auto
-Presto, mi fa male… chiama i pompieri…
-Non posso: non so usare il telefono per fare telefonate!
e intanto sta aggiornando il suo stato…
Come sempre il concetto è quello: manca un pochino di equilibrio, il giusto equilibrio tra la necessità e la voglia di documentare qualcosa e la necessità e la voglia di cercare - anche - di essere utili in qualcosa, piuttosto che limitarsi a essere degli spettatori.
Come dimenticare quell'incidente, in Germania, in cui le persone rallentavano per filmare con il cellulare e un agente di polizia li fermava, li invitava a voler fotografare il morto direttamente sul posto, per far vedere loro quanto fossero veramente idioti a fare qualcosa del genere.
Eppure non me la sento di criticare, interamente, una situazione del genere: hai visto un grave incidente, una importante emergenza? Vuoi - proprio - filmarlo con il cellulare? Ok, allora prendi il telefono, usalo per chiamare i soccorsi, quando sono stati allertati i soccorsi, quando sai che qualcuno sta arrivando, quando sai che non sei in grado di fare nient'altro, a quel punto - se proprio ci tieni - e filmalo!
Magari moralmente è sbagliato, ma credo che eticamente sia molto più sbagliato limitarsi a filmare anziché chiamare i soccorsi.

E questa è la mia domanda: voi che cosa ne pensate?
Secondo voi dovrebbe esserci un minimo di equilibrio tra una continua raccolta di immagini tra videosorveglianza, dash cam, bodycam e Qualunque-Posto-Cam?
Oppure no: siamo veramente troppo circondati da telecamere, siamo troppo nel «Grande Fratello» e bisognerebbe cominciare a ridurre, un po', questa situazione?
Ci può essere un equilibrio, ma come gestire questo equilibrio?
Io, quando dico che ci vuole un equilibrio, quello che intendo è - anche - che bisogna porre un l'asticella: questo è il limite e, assolutamente, non si deve superare questo limite (deve avere delle conseguenze molto gravi superare questo limite); ma - magari - il problema è anche: a che altezza porre questa asticella? Quindi sono curioso di sentire la vostra: parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Come sempre siamo giunti in fondo a questo vlog, che è un contenuto girato con una telecamera (è interessante l'ironia di questa storia!), se sono riuscito a farvi riflettere, come sempre vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere con i vostri amici, anche su Whatsapp, Telegram e le altre app social, che è un po' quello che succede con tutti i video reali… questo video è reale, non è artefatto: effettivamente sto guidando!
Iscrivetevi al mio canale: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, però no: questa cosa non si può vedere su video, è una cosa che bisogna vivere nella realtà cliccando su "iscriviti" e ricevendo il Buon Profumo di Nuovo Iscritto™, una di quelle cose da non vivere attraverso uno schermo.
Inoltre vi ricordo il canale Telegram, linkato sul doobly-doo e sulla scheda, per piccole curiosità, dietro le quinte e notifiche quando pubblico nuovi video o vado live sulle app social.
Infine ditemi in un commento se vi piacerebbe che trattasi qualche argomento su #DdVotr
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 16 maggio 2021

VLOG 363: Parliamo di Ultimo Minuto

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Benvenuti, viaggiatori.
Nello scorso episodio abbiamo parlato della trasmissione statunitense «Rescue 911», oggi voglio parlarvi di quella che possiamo considerare, a tutti gli effetti, l'edizione italiana di Rescue 911: in parte perché - tra le altre cose - ci ha portato moltissimi segmenti proprio da quella trasmissione (tradotti in italiano), assieme a tantissimi altri segmenti di trasmissioni equivalenti in Francia, in Gran Bretagna, in Belgio etc.
Ma anche perché ci ha portato alcuni segmenti realizzati proprio in Italia, raccontandoci delle situazioni di emergenza che si erano verificate sul nostro territorio, con dei salvataggi che sono avvenuti, letteralmente, all'ultimo minuto.
Infatti sto parlando proprio della trasmissione «Ultimo Minuto», andata in onda su RaiTre, il sabato in prima serata, tra il 1994 e il 1997, di cui sono sufficientemente sicuro che sia stata fatta una ulteriore stagione nel 1998, anche se non trovo specifiche tracce guardando su internet, su Wikipedia e su altri supporti.
Ne sono sufficientemente sicuro perché tra il 1998 e il '99 io ho svolto il servizio civile, e mi ricordo molto bene non solo che c'era stata questa edizione di Ultimo Minuto (che andava in onda sempre in prima serata, però non il sabato), me lo ricordo perché il giorno dopo gli episodi, ne parlavamo, lì nella casa famiglia: ne parlavamo con i colleghi, analizzavamo un pochino le cose, c'erano delle avventure che ci avevano colpito in qualche modo… in particolar modo c'erano - anche - alcune avventure che ci avevano colpito piuttosto negativamente, per delle ricostruzioni che sembravano forse un tantinello troppo romanzate.
Ad ogni modo come con Rescue 911, Ultimo Minuto ci raccontava queste avventure facendo delle ricostruzioni filmate in cui avevamo - magari - degli attori per prendere delle parti, ma avevamo anche le persone che erano effettivamente rimaste coinvolte nella situazione (avevamo alcune ricostruzioni che sono state realizzate - tra l'altro - da un giovanissimo Gabriele Muccino) e, rispetto a Rescue 911, per esempio Ultimo Minuto, sin dalla sua prima edizione, ha introdotto una cosa molto particolare: la “Ricerca dell'Eroe”, in cui veniva raccontata una storia di un salvataggio molto particolare, avvenuto nel passato, che aveva coinvolto qualche ‘buon samaritano’: persona che, dopo essersi prodigata per salvare la vita di qualcuno, alla fine se n'era andata tranquillamente ed era sparita (era andata dimenticata) ma non era stata dimenticata dalle persone coinvolte nel salvataggio.
Mi ricordo - per esempio - una ragazza che raccontò di essere stata salvata - letteralmente all'ultimo momento - sulle rotaie del treno: doveva attraversare per andare, forse, in spiaggia, si era incastrata tra le rotaie ed era stata salvata dalla Guardia di Linea, che l'aveva letteralmente presa al volo e trascinata via pochi istanti prima dell'arrivo del treno.
Si era presa il bel rimbrotto, perché non si dovevano attraversare i binari, dopo di che questa persona (che le aveva salvato la vita) era andata, continuando a fare il suo lavoro e basta, e quindi andiava alla ricerca di questa Guardia di Linea.
Oppure c'era questa signora che aveva raccontato che, mentre camminava sul lungomare di una città turistica (era incinta), aveva - improvvisamente - avuto le doglie (o rotto le acque): era successo qualcosa di molto, molto grave, tanto che - praticamente - partorì in strada, circondata da alcuni avventori; aveva raccontato - per esempio - che c'era stata questa scena di qualcuno che era andato in un bar per procurare qualcosa di forte (tipo del cognac) per tirare su la signora: appena uscito con il bicchiere, vista la scena che il malore era stato un parto, la persona che le aveva portato il cognac… se l'era bevuto lui!
Ecco che è stata una trasmissione che ha cercato anche di raccontare le situazioni di emergenza: ci ha raccontato - per esempio - di intossicazioni da monossido di carbonio e non solo: non solo riportando quelle avventure che avevamo già visto su Rescue 911 e traducendole in italiano, ma anche raccontando dei casi di intossicazione che c'erano stati in Italia.
Ci aveva raccontato quei piccoli episodi di eroismo quotidiano da parte delle forze dell'ordine, da parte dei soccorritori ma anche da parte delle persone comuni, in un modo che voleva essere - appunto - una celebrazione nel comportamento corretto in caso di emergenza e nel far conoscere anche quanti e quali sono i rischi che possono nascondersi anche nella vita di tutti i giorni, nell'ambiente domestico, nell'ambiente lavorativo etc.
Prima di continuare con il vlog, voglio segnalarvi il canale YouTube ‘Empatia - Joy of Life’ che, cercando di raccogliere moltissimo materiale che avesse a che fare con l'empatia e con la gioia della vita, ha raccolto anche tantissimi segmenti proprio della trasmissione Ultimo Minuto, raccontandoci - appunto - queste situazioni di emergenza e permettendomi - in questo caso - di far vedere a voi quali erano stati alcuni di questi segmenti, quali erano stati alcuni di questi episodi e come queste ricostruzioni sono state realizzate proprio cercando di trasmettere anche l'idea non solo della situazione di emergenza, ma di come - talvolta - possa bastare poco per compiere quello che è un vero e proprio atto di eroismo.
Bene, parliamo dunque di Ultimo Minuto, ripercorrendo anche alcuni dei segmenti trattati, in questo nuovo episodio di Diario di Viaggio on the road.
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In un precedente episodio di Diario di Viaggio on the road vi ho parlato di un dispositivo di sicurezza presente in tutte le stazioni delle metropolitane; scoprii dell'esistenza di questo dispositivo di sicurezza, per la prima volta, proprio grazie a un segmento di un episodio di Ultimo Minuto, un segmento (presente sul canale di Empatia) che ci racconta di un grave incidente, avvenuto in una stazione della metropolitana: un bambino che resta attaccato alla porta di un convoglio, quando questo convoglio parte.
È proprio quella tipologia di incidente per il quale esiste questo interruttore di emergenza: proprio per bloccare il treno in una situazione di pericolo come questa.
E ho scoperto dell'esistenza di questo interruttore proprio perché venne manovrato da un macchinista, che stava per cominciare il turno, che - assistendo a questa scena agghiacciante - prima cerca di attirare l'attenzione del collega, poi, capendo che non può fare altro, gli restano pochi istanti per attivare l'interruttore di emergenza.
Parlo - appunto - di "Bambino trascinato dalla metropolitana", link del video sul doobly-doo e sulla scheda. È da notare, anche, la bravura del regista che è riuscito a raccontare, in maniera molto coinvolgente, in un video fondamentalmente molto lungo una storia che - in realtà - si è sviluppata probabilmente per una trentina di secondi, lasciandoci intendere proprio la tensione e la paura negli occhi del padre, del bambino, negli occhi del macchinista che vede all'improvviso questa cosa incredibile e sa che ha pochissimi istanti per agire, prima che le cose possano andare a precipitare.
E restando sull'argomento "persone agganciate a convogli ferroviari", seppur vero che le porte, in presenza di qualsiasi ostacolo o rallentamento (anche minimo), tendono a riaprirsi automaticamente, è purtroppo anche vero che possono succedere queste situazioni molto particolari; nel corso del tempo le cose sono migliorate e questi meccanismi di automazione sono molto più sensibili ad eventuali ostacoli, ma naturalmente ci sta (ancora adesso, quando si effettua la chiusura delle porte) il controllo da parte del capotreno, prima di andare a chiudere tutte le porte.
E quindi voglio raccontarvi la storia di una persona che scende di corsa dal treno e rimane impigliata tra le porte chiuse, in una situazione grottesca, perché il treno comincia a prendere velocità, e ci vuole un po' di tempo prima che qualcuno capisca che la situazione è veramente molto grave e intervenga attivando il freno di emergenza (un altro dispositivo di sicurezza, presente sui convogli ferroviari proprio per situazioni di pericolo come queste); quindi trovate sul doobly-doo anche il link allo spezzone che ci racconta di questa persona che è rimasta attaccata alla porta del treno.
Parlando sempre di treni c'è un altro segmento che mi ricordo con piacere, più che altro per il luogo, perché avviene sulle montagne sopra Domegliara (vicino Verona): era sulla tratta che facevamo, facendo con il treno Bologna↔Verona↔Trento e, quindi, ci passavo varie volte (ci passavo almeno tre~quattro volte l'anno) proprio da quel punto e - quindi - avevo presente dov'era, ed era la prima volta che vedevo un posto che conoscevo abbastanza bene: l'avevo visto tante volte, avevo inquadrato (praticamente subito, dalle prime immagini) proprio dove si trovava quel posto.
In questo caso è il racconto di un biker che, all'improvviso, perde il controllo della bicicletta, precipita e rimane bloccato su una roccia a strapiombo direttamente sui binari ferroviari; quindi altro segmento che vi segnalo, "sul precipizio" link sul doobly-doo e sulla scheda, andate e dategli un'occhiata: un racconto molto particolare che ci spiega, anche, un po' qual era la funzione della Guardia di Linea Ferroviaria, che - nel caso specifico - in quel periodo verificava, per esempio, che non ci fossero state delle frane sulle rotaie e che, nel caso in oggetto, era una persona pratica del posto e quindi è stata anche utile ai Vigili del Fuoco per raggiungere il posto della situazione di pericolo.
Ma non solo con i treni ci possono essere pericoli complessi: anche molti macchinari agricoli, se non trattati con il dovuto rispetto e con la dovuta attenzione, possono rappresentare un grave pericolo. È il caso - per esempio - dell'agricoltore che stava preparando le balle di fieno, vede che c'è un problema alla macchina imballatrice, prova a risolvere il problema da solo e finisce - suo malgrado - ad essere praticamente schiacciato sotto la macchina imballatrice.
Un caso molto particolare, anche perché a contribuire al suo salvataggio è stato il suo cane, quindi altro video che vi segnalo, linkato sul doobly-doo, è "sotto l'imballatrice".
Il pericolo - inoltre - può essere invisibile, può avere a che fare - per esempio - con dei gas tossici.
Tra l'altro ho già parlato, su questo canale, anche di gas tossici (troverete quell'episodio linkato sul doobly-doo): ho parlato di come il pericolo dei gas tossici può essere legato al fatto che un gas tossico può essere inodore, può essere insapore, può non dare nessuna sensazione, può essere invisibile, appunto un pericolo invisibile.
È il caso, per esempio, di Pozzuoli che, essendo una zona con una certa attività vulcanica, ha una serie di ingrottamenti (anche di epoca romana) che - facilmente - possono essere saturi di gas tossici come gas vulcanici, come monossido di carbonio, come diossido di carbonio e, quindi, essere dei posti che rappresentano dei pericoli molto gravi: da una parte perché, essendo degli ingrottamenti molto antichi, possono esserci rischi di crollo, ma dall'altra soprattutto perché, essendo saturi di gas tossici (completamente invisibili), è un attimo finire dentro uno di questi ambienti, pensando che sia tutto a posto, e invece restare gravemente intossicati!
È il caso di un gruppo di bambini: casca loro un pallone dentro uno di questi ingrottamenti, pensano di poter andare - semplicemente - a recuperare quel pallone, ma la situazione precipita letteralmente in pochi istanti, quindi ecco un altro segmento "Pozzuoli: bambini nel fosso romano", link sul doobly-doo e sulla scheda: andate e dategli un'occhiata.
È molto ispirante, soprattutto perché fa vedere come è importante cercare di aiutare gli altri, ma è anche importante capire COME aiutare gli altri: semplicemente partire all'arrembaggio può essere ancora più pericoloso perché, anziché riuscire a dare aiuto, si rischia di diventare parte del problema (diventando a nostra volta vittime del pericolo che è in corso).
Sono tra l'altro tantissimi i casi che riguardano gas tossici, come il monossido di carbonio, infatti vi segnalo (sempre sul doobly-doo) un altro segmento di Ultimo Minuto che ci racconta del rischio legato al riscaldamento, a gas tossici come il monossido di carbonio: è una situazione che va fuori controllo per colpa di una caldaia che non brucia correttamente il gas e quindi produce grosse quantità di monossido di carbonio, ed è proprio intitolato "una famiglia sterminata" (di nuovo: lo trovate linkato sul doobly-doo): un episodio illuminante, proprio per capire questo tipo di pericolo che si può nascondere in casa, anche se adesso la situazione è cambiata moltissimo: principalmente le caldaie a gas vengono installate all'esterno della casa o - quando si tratta di caldaie installate all'interno - sono quelle definite a «Camera Stagna»; ormai moltissimi impianti a caldaia non utilizzano la «fiamma pilota», però - quando si ha - magari - un vecchio impianto, che è installato dentro casa, può esistere anche questo importante pericolo.
Insomma questo era Ultimo Minuto: andato in onda principalmente il sabato, in prima serata, su RaiTre, tra il 1994 e il 1997
o 1998: come ripeto c'è questo dubbio su una edizione del 1998, a meno che non fosse stata una replica
Voi che mi raccontate? Ricordavate questa trasmissione televisiva, magari avete visto quando eravate piccoli?
Oppure non avevate sentito mai parlare di questa trasmissione? Ricordavate - magari - un'altra trasmissione come Rescue 911, di cui ho parlato nel precedente vlog?
Sareste curiosi di vedere una trasmissione con questo stile, che vuole raccontare delle situazioni di emergenza, ma cercare - anche - di essere un modo di insegnare il corretto comportamento da tenere in una situazione di emergenza che può presentarsi in quella che è la vita di tutti i giorni?
Parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene: anche oggi siamo giunti all'ultimo minuto del vlog; se sono riuscito a farvi ricordare un'altra trasmissione televisiva molto interessante, come sempre vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere con gli amici, anche su Whatsapp, Telegram e gli altri social, magari proprio con quegli amici che potrebbero ricordare questa trasmissione (o che - ogni tanto - ve ne hanno parlato!)
Iscrivetevi al canale: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, che no: non è affatto un gas tossico, tutto il contrario!
Inoltre seguite il canale Telegram, linkato sul doobly-doo e sulla scheda per piccole curiosità, dietro le quinte e notifiche quando pubblico nuovi video o vado live e sulle app social.
Infine segnalatemi in un commento su c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi su #DdVotr
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 9 maggio 2021

VLOG 362: Parliamo di Rescue 911

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Benvenuti viaggiatori: io sono Grizzly.
Siamo alla fine degli anni '80~inizio degli anni '90 e ci piacerebbe misurare il successo di una trasmissione televisiva che ha cominciato ad andare in onda sulle televisioni americane.
Al giorno d'oggi misurare il successo di una trasmissione televisiva è abbastanza semplice, che sia una trasmissione della tv tradizionale o della tv in streaming: basta andare a guardare un po' cosa succede sui social media, basta guardare fenomeni di costume (come la maglietta che porto, che richiama il personaggio di “The Mandalorian”), o situazioni similari.
Ma tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90, naturalmente, c'erano molte più limitazioni: si poteva andare a guardare qual era lo share (quali erano gli ascolti) fatti da questa trasmissione, tuttalpiù cercare di capire un attimo quale era stato l'impatto sui media tradizionali, che cosa ne dicesse la gente per strada…
Eppure, nel caso di una trasmissione televisiva prodotta dalla CBS e andata in onda negli Stati Uniti tra l'aprile del 1989 e l'agosto del 1996, il successo è stato possibile misurarlo attraverso un punto di vista decisamente inaspettato… nel numero di vite umane che sono state salvate grazie alle lezioni imparate in questa trasmissione.
E no: non sto parlando di una trasmissione che era nata con l'intento di educare e spiegare come salvare delle vite umane: sto parlando di un docu-drama che era nato con l'idea di raccontare avventure di eroismo quotidiano, un docu-drama intitolato ‘Rescue 911’.
Prima di continuare, voglio parlarvi di un canale YouTube: il canale YouTube allgood2000 (link del canale sul doobly-doo e sulla scheda qua in alto); questo ragazzo ha raccolto, nel corso degli anni, tutti i segmenti che è riuscito a trovare di questo programma televisivo, cercando di archiviarli e di catalogarli, per il loro contenuto educativo, per il loro contenuto di grandissimo intrattenimento ma, anche, cercando di spingere - nel frattempo - la società CBS a rilasciare questi episodi su DVD (o in qualche formato) per permettere a tutti quanti di poter fruire ancora di questi episodi al giorno d'oggi.
Ultimissima notizia, proprio di questi giorni (rispetto al momento in cui sto girando questo vlog): alcuni degli episodi di Rescue 911 sono disponibili sulla piattaforma di streaming Pluto.TV, solo che questa piattaforma è disponibile solo negli Stati Uniti (forse anche in Canada), quindi - tutt'al più - potrebbe essere possibile recuperare questi episodi utilizzando una VPN.
Ma - al di là di questa situazione - innanzitutto, grazie all'aiuto di allgood2000, è possibile recuperare dei segmenti che ci raccontano le situazioni di emergenza come erano raccontate da questa trasmissione.
Rescue 911 ci presentava delle situazioni di emergenza così come erano state affrontate dalle persone e dai soccorritori: lo faceva attraverso delle ricostruzioni recitate, ma in cui non partecipavano semplicemente degli attori, ma anche le stesse persone che erano rimaste coinvolte nella situazione di emergenza, e si avvaleva non solo delle immagini di ricostruzioni recitate vere e proprie, ma talvolta utilizzava anche (non so) le immagini dei telegiornali, si faceva ampio uso - per esempio - delle registrazioni delle vere chiamate ai servizi di soccorso (o delle registrazioni delle comunicazioni radio tra gli operatori di soccorso); si cercava di raccontare il messaggio positivo degli eroi di tutti i giorni e questo ha avuto un grandissimo impatto positivo sulle persone, non solo insegnando ad essere dei cittadini più attivi nelle situazioni di emergenza, ma anche mettendo in evidenza delle situazioni di emergenza o di pericolo che potevano realizzarsi nel corso della vita di tutti i giorni e questo ha avuto un risvolto completamente inatteso, perché, dopo la prima stagione di Rescue 911 (durante la seconda stagione e poi le stagioni successive), in redazione cominciarono ad arrivare tantissime lettere di persone che ringraziavano, perché grazie a un segmento, grazie a un episodio, grazie al messaggio lanciato magari dal capo della polizia (o dal rappresentante dei vigili del fuoco) in un segmento, avevano imparato qualcosa che era servito loro per salvare la loro vita o per salvare la vita di qualcuno dei loro cari e questa è stata una cosa talmente positiva e talmente grande che, solo delle lettere e ringraziamenti ricevute dalla redazione, si parla - nel corso di tutta la trasmissione di Rescue 911, di oltre 350 persone (350 vite umane) salvate grazie a comportamenti corretti messi in pratica dalle persone, dopo averli imparati per aver visto quali erano i comportamenti corretti da mettere in pratica sulla trasmissione Rescue 911 e questo ha avuto un impatto talmente positivo sulla trasmissione che furono realizzati due special: uno intitolato “Cento Vite Salvate” [“100 Lives Saved”] e uno intitolato “Duecento Vite Salvate” [“200 Lives Saved”], in cui venivano raccontate proprio le storie positive che si erano realizzate grazie all'apporto della trasmissione, grazie a questi segmenti che avevano fatto vedere dove poteva nascondersi un pericolo o quale comportamento tenere qualora si fosse presentato un pericolo di un determinato tipo, e che avevano insegnato alle persone ad essere attive nelle situazioni di emergenza: certamente qualcosa di positivo e di totalmente inatteso per una trasmissione che voleva essere un programma di intrattenimento per tutta la famiglia.
Ve ne voglio parlare oggi, in questo nuovo episodio di Diario di Viaggio on the road.
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Cominciamo il nostro viaggio lungo gli spezzoni di Rescue 911 con un'avventura che avviene in una semplice casa, in una piccola cittadina dell'Illinois: abbiamo questa coppia di coniugi che hanno freddo, semplicemente, quindi a un certo punto cercano di far ripartire la fiamma pilota della caldaia, dopo un po' la signora si sente male.
Il marito non capisce cosa sta succedendo: la moglie gli dice che sente la puzza del gas (ha la nausea per via della puzza del gas), il marito cerca un po' di rintracciare il medico, cerca di rintracciare la figlia, alla fine - non sapendo che fare - prende e chiama, semplicemente, la società del gas.
E la società del gas manda questo giovanissimo ragazzo di 22 anni che - invece - capisce che qualcosa di molto grave sta succedendo in quella casa; quindi il primo segmento di Rescue 911 che vi segnalo è intitolato "Gas Leak Hero": lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda (andate e dategli un'occhiata), scoprirete che - talvolta - avere la capacità di saper andare oltre al proprio lavoro, saper ascoltare e capire che c'è qualcosa che non quadra, ad ascoltare la propria impressione che c'è qualcosa che non quadra, può essere molto importante e contribuire a salvare delle vite umane.
Ma questo episodio è importante anche per un altro motivo: come ho detto nell'introduzione, grazie a questi episodi di Rescue 911 delle persone sono riuscite a salvare delle vite proprio perché hanno avuto la capacità di capire che c'era qualcosa che non quadrava nello stesso modo, e infatti un secondo segmento di Rescue 911 riguarda una situazione molto simile: questa famiglia si è appena trasferita nella nuova casa, accendono il riscaldamento e poi - nel corso del tardo pomeriggio - la moglie, improvvisamente, si sente male.
Il marito, che ha fatto tutto il tempo avanti e indietro dalla casa, non ha nessun sintomo: quando ritorna a casa, con i figli da scuola, vede che la moglie - proprio - non si sente bene e vuole andare in ospedale.
-Ok: lascia i ragazzi e andiamo in ospedale.
Mentre aspettano che venga visitata (la moglie) da un medico, vedono l'episodio "Gas Leak Hero" di Rescue 911 e s'insospettiscono, perché la moglie ha - praticamente - gli stessi sintomi della signora che ha visto nell'episodio, vedono che è la stessa storia (problemi col riscaldamento, cercare di far partire la fiamma pilota della caldaia) e capiscono che quello che è successo è un'intossicazione da monossido di carbonio e capiscono il pericolo che stanno correndo i figli, che sono rimasti a casa con quella caldaia accesa.
E quindi: il marito che torna di corsa a casa e tira fuori i ragazzi, ormai intossicati, e fortunatamente ancora vivi… e, se non fosse stato per quel segmento, non lo avrebbero capito e i ragazzi sarebbero rimasti a casa, continuando a respirare monossido di carbonio tossico. Questo secondo segmento ve lo lascio linkato sul doobly-doo (subito sotto "Gas Leak Hero"): è intitolato "St. Louis Gas Leak", fa parte dello speciale "Cento Vite Salvate".
In merito al discorso di "pensare velocemente a come salvare delle vite" vi segnalo un segmento che ci racconta la storia di un bambino che rischia di annegare in una piscina.
Un incidente - certamente - terribile e, in questo caso, ancora più terribile se consideriamo che questo bambino ha rischiato di annegare in quella che è una piscina per bambini, nella parte profonda 30~40 centimetri, a dimostrazione del fatto che i pericoli si possono nascondere nelle cose - veramente - più inattese.
Ecco che questo episodio lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda, vi consiglio di andare e di guardarlo, per vedere come una situazione di pericolo si può generare in quella che sembra la cosa più tranquilla del mondo e come la curiosità di un bambino può essere veramente un pericolo.
Ma un bambino può essere anche l'importantissima differenza tra la vita e la morte, e ce lo spiega un altro segmento in cui vediamo - invece - un bambino di tre anni che riesce a chiamare il 911 (chiamare i soccorsi) e salvare la propria mamma, che è in una grave situazione di pericolo.
Quest'altro segmento lo trovate linkato sul doobly-doo (subito sotto la "Piscina per Bambini"): ci fa vedere come, se si insegna a un bambino a fare la cosa corretta, il bambino assorbe come una spugna, capisce che c'è bisogno dell'aiuto di una persona adulta e riesce a fare la cosa giusta.
Riuscire a fare la cosa giusta - inoltre - può essere qualcosa di difficile anche per un adulto: in certi casi anche una persona adulta può trovare determinate difficoltà di fronte a una situazione completamente nuova.
E allora bisogna anche saper improvvisare nella maniera corretta, da una parte e, dall'altra, chi si trova coinvolto nell'improvvisazione, deve essere molto bravo anche a cogliere questi segnali.
È il caso del dispatch misterioso (della chiamata misteriosa), un altro segmento in cui abbiamo una situazione di pericolo, l'unico strumento a disposizione del nostro dispatcher è il pulsante per inviare la chiamata di emergenza: quando suona solo il pager (il cercapersone) e poi non succede nulla… uno può pensare
"Boh: magari qualcuno, per sbaglio, ha premuto il pulsante, e amen!"
Ma poi il pager suona di nuovo, più volte, ed ecco che chi è dall'altra parte, chi sta con il cercapersone, capisce che c'è qualcosa che non va; quindi vediamo anche questo Mistery Dispatch: segmento linkato sul doobly-doo e sulla scheda (andate e dategli un'occhiata), è un modo di capire - anche - che la situazione di pericolo può essere nascosta dietro un segnale che bisogna interpretare in maniera corretta.
Oppure si può interpretare qualcosa di inatteso come un pericolo, quando - invece - può essere solo un modo per… strappare un sorriso.
È il caso della chiamata di emergenza al 911…
… da parte di un cane!
E questo è l'ultimo segmento che vi segnalo: lo trovate linkato sul doobly-doo (subito dopo "Mistery Dispatch"), giusto per concludere con un sorriso.
Ovviamente tra i segmenti di Rescue 911 ci sono tantissimi segmenti che - appunto - hanno un "lieto fine", ma ci sono anche dei segmenti che - purtroppo - NON HANNO un lieto fine, che purtroppo rappresentano come gli atti di eroismo di tutti i giorni, comunque pur importanti, non necessariamente portano sempre al lieto fine, ma si cerca di fare il possibile per salvare il maggior numero di vite umane e - appunto - non dimentichiamo che Rescue 911 era nato come un programma di intrattenimento per le famiglie e, suo malgrado, si è trovato ad essere un programma educativo per le famiglie, un programma in grado di insegnare qualcosa di molto importante:  un programma in grado di insegnare come comportarsi in determinate situazioni di emergenza, quali comportamenti assumere.
Ed è stato così bravo nel dare queste lezioni, da aver contribuito a salvare oltre trecentocinquanta vite umane, tanto che sono stati realizzati questi due special ("Cento Vite Salvate" e "Duecento Vite Salvate") proprio per raccontare la storia delle persone che hanno scritto alla redazione, rigraziando perché grazie a un segmento, grazie a un episodio, grazie a un consiglio - magari - dal comandante dei vigili del fuoco (o dal capo della polizia) al termine del segmento, sono riusciti a imparare qualcosa che è servito loro per salvare delle persone, quindi in che modo, poi, questa trasmissione è diventata non solo un semplice contenitore di intrattenimento, ma un grandissimo contenitore educativo.
Anche per questo il programma, andando avanti nelle stagioni, non si è semplicemente soffermato sul raccontare le avventure delle situazioni di emergenza, ma si è voluto soffermare di più anche nel raccontare il comportamento dei cosiddetti "good samaritans": le persone che si sono fermate per aiutare, che hanno fornito un aiuto importante alle forze dell'ordine o alle persone in pericolo, cercando di sottolineare anche l'importanza di essere tutti quanti dei "buoni samaritani".
Il format di Rescue 911 ha avuto grandissimo successo un po' in tutto il mondo, tanto da essere ripreso da varie trasmissioni in varie nazioni: in Italia, nella seconda metà degli anni '90, abbiamo avuto - per esempio - "Ultimo Minuto" (su RaiTre, con Maurizio Mannoni e Simonetta Martone), che - in parte - ci riportava alcuni degli episodi di Rescue 911 doppiati in italiano, ma in parte ci ha portato anche delle avventure tutte italiane (e - tra l'altro - ho intenzione di approfondire anche "Ultimo Minuto" in un altro episodio di #DdVotr), per il momento quello che vi chiedo è: voi cosa mi dite? Conoscevate la trasmissione Rescue 911? Vi era capitato di aver visto qualcuno di questi episodi, magari saltando su internet o relativamente a qualche citazione in qualche trasmissione televisiva?
Vi è capitato di vedere qualche episodio perché, magari, avevate lavorato negli Stati Uniti?
Vi ricordate "Ultimo Minuto"?
Cosa mi dite di questa tipologia di trasmissioni: pensate che siano una forma di intrattenimento educativo molto interessante? Oppure no: ci sono delle cose che possono essere più funzionali a livello educativo?
Sapevate - per esempio - che nel corso della prima metà degli anni '90 negli USA il servizio del 911 era attivo nelle grandi municipalità, ma piano piano cominciava a diffondersi nei piccoli comuni, nelle piccole province? Uno dei più importanti apporti alla diffusione della cultura dell'uso del 911 fu proprio dato grazie a questa trasmissione televisiva, e alla diffusione del concetto che c'era il numero unico per tutte le chiamate di emergenza, quindi non c'era più la necessità di andare a scorrere l'elenco del telefono cercando il numero dell'ufficio dello sceriffo, dell'ospedale (o della più vicina caserma dei vigili del fuoco), che era una cosa molto, molto importante.
Vi piacerebbe vedere una trasmissione del genere ripresa in chiave moderna (in chiave attuale), magari su un servizio TV in streaming (o sulla TV generalista)?
Non lo so: parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene: anche oggi ho concluso, vi rinnovo l'invito ad andare a guardare sul canale di allgood2000 tutti i segmenti che trovate: sono veramente molto interessanti, molto belli e di grandissima ispirazione.
Se sono riuscito a farvi conoscere una trasmissione televisiva interessante del passato, e un format televisivo interessante da proporre - magari - anche al giorno d'oggi, come sempre vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici, anche su Whatsapp, Telegram e le altre app social.
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Vi ricordo il canale Telegram (linkato sul doobly-doo e sulla scheda) per piccole curiosità, dietro le quinte e notifiche quando pubblico nuovi video o vado live sulle app social.
Infine segnalatemi in un commento se c'è un argomento che mi piacerebbe io trattarsi su #DdVotr
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!