domenica 12 agosto 2018

VLOG 227: Andiamo in montagna (Destinazione Vacanze 1x02)

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly, questo è Diario di Viaggio on the road edizione agosto 2018: Destinazione Vacanze.
Con #OperazioneNostalgia abbiamo parlato del mare (anche in maniera un pochino simpatica): oggi voglio parlarvi della montagna, di Destinazione Vacanze in estate in montagna.
Si può vivere la montagna d'estate? Beh, per molti la montagna può significare solamente "piste da sci", spa e alberghi con la sauna, ma no! La montagna si può vivere perfettamente anche d'estate.
In estate la montagna è soprattutto belissimi panorami mozzafiato, in estate la montagna sono lunghe passeggiate, un'aria buona (al di sopra dello smog e del traffico della città!).
E la montagna può essere - soprattutto - un modo di provare una cucina molto piacevole e molto differente, e - di nuovo - particolarmente grandi panorami e grandi luoghi che permettono anche di rilassarsi.
Io vivo la montagna, in estate, da moltissimo tempo: avendo dei parenti che sono originari del Trentino, sin da quando ero piccolissimo andavamo spesso in estate in montagna una o due settimane, proprio per poter spezzare con la "tradizione" di andare semplicemente al mare.
Andare un pochino a vedere i parenti, andare un pochino a vedere i bellissimi panorami del Trentino, andare un pochino a visitare la regione, a visitare dei paesini molto caratteristici e avere anche il piacere non solo di scappare dal caldo della città e di prendere il fresco della montagna, ma anche - appunto - di poter provare dell'aria buona, provare della buona cucina... che ci può stare benissimo!
Naturalmente per alcuni la montagna è il luogo in cui vivono e quindi, per loro, la vacanza estiva cerca di essere un modo di allontanarsi dalla casa, dalle montagne per venire al mare... questo ci mancherebbe. Però chi vive in montagna - comunque - sa che la montagna in estate è comunque un posto perfettamente vivibile, comunque un posto piacevole dove poter trascorrere dei bei momenti anche nel periodo estivo, anche - appunto - per scappare un po' da quella che è la calura della città: riuscire a venire in quota, riuscire a rilassarsi nel panorama... sicuramente una cosa che ci sta benissimo.
E voi che cosa ne pensate? Per voi la vacanza estiva è al mare? Per voi la vacanza estiva può stare in montagna? Per voi la vacanza estiva è solo in montagna?
Parliamone: qua sotto nei commenti, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene ragazzi: io sono Grizzly, questo è Diario di Viaggio on the road edizione agosto 2018. Se sono riuscito a farvi pensare alla montagna come a una destinazione alternativa per le vacanze estive, vi invito a mettere pollice-in-alto e a condividere questo vlog con i vostri amici; vi ricordo di iscrivervi al canale, noi ci vediamo domenica prossima: ciao a tutti!

domenica 5 agosto 2018

VLOG 226: Andiamo al mare (Destinazione Vacanze 1x01) #OperazioneNostalgia

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly, questa è una domenica d'agosto; una giornata calda, una giornata in cui è piacevole poter staccare tutto e andare al mare.
E proprio di andare al mare voglio parlarvi, ma non di come si va al mare «adesso»: di come si andava al mare una volta, di come si caricavano macchine molto difficili da caricare, di come ci si spostava dalla città per raggiungere la spiaggia... un po' di tutto quello che era «andare al mare» magari negli anni ’80, perché questo è Diario di Viaggio on the road Operazione Nostalgia!
[♪♫♪]

Tutto cominciava il sabato: il sabato in cui o si andava in pizzeria, o si andava a fare la grigliata nella casa di campagna dell'amico. Una grigliata che si estendeva fino alle 2:30 di notte (oppure una pizzata che si estedeva almeno fino all'una di notte).
Si rientrava a casa e la sveglia la domenica mattina sarebbe stata alle sei, sei e mezza del mattino, perché - naturalmente - bisognava cercare di evitare il traffico, cercare di evitare in ogni modo di restare imbottigliati lungo la strada per il mare e, soprattutto, c'era da caricare la macchina! E mica parliamo di una station-wagon come questa: tutte le persone che dovevano andare al mare con la famiglia c'avevano la 500 (al massimo il 126), erano ESPERTISSIMI di tetris: riuscivano a far entrare tutta la famiglia e tutta la roba che ci si portava per andare al mare... tutto quanto entrava *PERFETTAMENTE* al millimetro dentro la 500.
Noi abbiamo avuto la 500, poi abbiamo avuto la 126: siamo - appunto - passati da questa storia, e si andava al mare magari io, mia madre, un'amica e la figlia dell'amica, quindi quattro persone sulla 126, con tutta la roba che ci dovevamo portare dall'ombrellone a tutto il resto.
E quindi si prendeva la roba, si cominciava dall'ombrellone, un ombrellone in acciaio inox 18/10 del peso approssimativo di 300kg: poteva venire Eolo in persona a cercare di staccare l'ombrellone, ma non si sarebbe spostato, mica come quelli che ci sono adesso, che li puoi usare come aquiloni per quanto sono leggeri!
E quando c'erano i bambini, allora c'erano anche i giocattoli gonfiabili: negli anni ’80 avevamo solo un canotto bianco e rosso di vinile fetentissimo (e consumato dal sole) e - al massimo - dei braccioli che sembravano venuti fuori direttamente dal cassetto di attrezzatura di sicurezza di una nave; mica come adesso, che gli animalisti stanno pensando se sia il caso di andare a fare una manifestazione per ricordarci dei fenicotteri rosa giganti che sono stati abbandonati perché quest'anno stanno andando di moda gli unicorni (sarà molto contenta la mia amica Corinne), ma consideriamo che - appunto - il massimo che c'era a quei tempi era la palla da spiaggia: adesso c'è gente che - non lo so - c'ha il castello gonfiabile coi torrioni, il fossato e i coccodrilli!
Eh sì, lo ammetto: un pochino rosico, le cose sono cambiate *LEGGERMENTE*!
Ma soprattutto quello che ci si portava (particolarmente qui al sud) era il pranzo, perché si doveva stare in spiaggia tutto il giorno: ci si portava il pranzo che mica erano due panini! Al sud ci si portavano le teglie di roba, al sud ci si portava la pasta-al-forno, la caponata, il pane condito: dopo aver mangiato dovevi aspettare *VERAMENTE* tre ore prima di tornare in acqua, ma non per il rischio di una congestione, ma perché mangiavi della roba talmente pesante che ti veniva un abiocco cosmico dopo aver mangiato!
E dopo una giornata di mare, naturalmente, poi si arrivava al momento del tramonto e al momento di ripartire, al momento di ricaricarsi tutto quanto: l'ombrellone, che nel corso della giornata pesava ancora di più (probabilmente perché si era imbrombito di salsedine) già era pesantissimo, quando dovevi andare via era ancora più pesante, tu eri stanco e comunque: caricati l'ombrellone, le borse, gli asciugamani, tutto quanto... caricati il frigorifero, le teglie, tutto ciò che è avanzato e, spesso, purtroppo (mi dispiace dirlo) c'erano anche quei simpaticissimi cafoni e villanzoni che lasciavano cartacce, piatti di plastica sporchi, bicchieri di plastica e un sacco di spazzatura dispersa lungo la spiaggia.
Noi cercavamo sempre di essere educati e di portarci via la roba il più possibile: facevamo dei sacchetti. Molti facevano dei sacchetti, ma non tutti lo facevano e c'era tantissima gente che - invece - preferiva seminare la spazzatura in giro e poi, la volta dopo, quando veniva sulla spiaggia:
“Ma guarda che gente incivile che c'è qui intorno!”
Insomma questo era "come si andava al mare negli anni ’80". In realtà non credo che sia cambiata tantissimo la situazione; obiettivamente ammetto che quantomeno sono cambiati i veicoli: adesso ci sono station-wagon come quella che guido io, che sono molto a buon mercato, quindi è possibile che le famigliole riescano ad avere una macchina abbastanza grande da poterla caricare senza dover essere Grandi Esperti di Tetris (ecco: tetris non è diventato un gioco indie per cui non molti lo conoscono per questo, tetris è diventato un gioco che non ti prepara più alle vacanze, quindi ci giocano sempre meno persone!)
Scherzi a parte, voi che mi dite: voi andate al mare? Siete andati al mare negli anni ’80, negli anni ’90?
La partenza per andare al mare somigliava a una cosa come quella che ho raccontato, oppure c'era qualcosa di diverso? Quando andavate al mare c'avevate anche voi - non so - l'asciugamano bello, proprio, con i colori anni ’70, con il fondo del mare disegnato sopra, oppure delle cose già molto colorate, molto sgargianti?
Avevate anche voi gli ombrelloni da 300kg in acciaio inox, oppure già utilizzavate quegli ombrelloni Made in China leggeri come carta velina?
Avete avuto anche voi giocattoli gonfiabili da spiaggia talmente scrausi, tipo il salvagente che sembrava preso direttamente dal traghetto Messina-Villa San Giovanni? Oppure no: magari avete avuto i braccioli delle Tartarughe Ninjia, avete avuto il castello gonfiabile coi torrioni e il fossato?
Non lo so: parliamone! Nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Magari non siete mai andati al mare, però siete andati al lago o al fiume? Oppure magari non vi piace il mare, ripeto: parliamone!
Bene ragazzi: io sono Grizzly, questo era #OperazioneNostalgia
Come sempre vi ricordo di mettere pollice-in-alto, condividere questo vlog, iscrivervi al canale: noi ci vediamo alla prossima puntata, ciao a tutti!

domenica 29 luglio 2018

VLOG 225: Nuova cam e notizie per l'estate

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly, questo è Diario di Viaggio on the road e QUESTA è *di nuovo* la Canon Legria Mini.
Ho avuto la possibilità di procurarne una: ringrazio per questo l'amico Marco Coletti... anzi, visto che è anche uno youtuber, vi lascio il link del suo canale sul doobly-doo e sulla scheda: andate e dategli un'occhiata.
Oggi parliamo un po' di quello che ci aspetterà per il mese di agosto. Cominciamo: sigla!
[♪♫♪]

Allora, per cominciare ho di nuovo una Canon Legria Mini, quindi ho di nuovo la possibilità di realizzare dei video con un certo livello di qualità: cercherò di mantenere una manutenzione superiore alla macchina, in maniera tale da farla durare il più possibile, almeno finché non troverò un'alternativa (o finché non porterò a concludersi il progetto di #DdVotr), per il momento siamo di nuovo con la qualità di sempre, con la qualità audio funzionale, non ci sarà più il rumore di fondo...
Allora, prima di andare avanti vi racconto un pochino di novità. La prima novità è che ho una SIM di Iliad; praticamente in macchina ho cambiato autoradio e adesso ho un'autoradio Android, una bella autoradio con navigatore e con le app, con tante cose simpatiche; dato che - avendo a disposizione quest'autoradio - mi serviva un modo di poter avere la connessione ad internet disponibile in macchina, alla fine ho deciso di prendere una SIM Iliad e dedicarla esclusivamente a quest'attività: ad avere la connessione ad internet in macchina.
Molto utile per esempio perché spesso ho utilizzato Google Maps come navigatore. Google Maps è un navigatore funzionale come moltissimi altri navigatori commerciali, però Google Maps ha eccellenti informazioni sul traffico in tempo reale, quando si ha a disposizione la connessione ad internet. Ora: spesso ho utilizzato il navigatore dal cellulare, in questo modo - finalmente - ho il navigatore direttamente in auto, con lo stato del traffico e tante cose molto utili (c'è qualche app che utilizziamo anche nelle attività di protezione civile e quindi torna molto utile anche questo discorso) e quindi ho detto "Va bene: perché non dedicare la mia vecchia SIM internet (che era di un altro operatore)?" Passarla a Iliad, tanto era una SIM «parcheggiata»: oramai ci caricavo il credito ma non la usavo quasi più...
Ho preso una SIM Iliad, ho preso una chiavetta 4G da collegare all'autoradio... devo dire che - qui a Siracusa - la copertura di Iliad funziona molto bene, anche a livello di 4G, ma la velocità di Iliad in 4G qui a Siracusa... lascia un pochino a desiderare. L'impressione che ho è che ci siano tantissimi utenti che hanno fatto questo passaggio alla SIM Iliad e, come risultato, la rete sia - in questo periodo - particolarmente sovraccarica, per cui vedo che c'è il segnale 4G, vedo che c'è il segnale a piena potenza, ma poi... per esempio l'altro giorno (l'ho scritto su Twitter) ho provato a lanciare lo scaricamento delle mappe offline di Sygic.
E fa: "Son circa 600Mb"
"Vabbè, cavolo, in LTE! Ci metterà una decina di minuti..."
Dopo cinque minuti buoni... aveva fatto il tre percento: mamma mia, ma neanche in 3G con Kena riesco ad andare così lento!
Quindi... e vabbè: vediamo un po' come si comporterà nel corso del tempo, per il momento COMUNQUE sono soddisfatto dell'autoradio, spero di essere soddisfatto anche del servizio di Iliad, altrimenti si cambierà operatore: succede!
Detto questo, per agosto ho preparato - come sempre - dei contenuti estivi più leggeri: ho già scritto i video, devo solo girarli, cosa che farò in questi giorni. Mi ero rinviato di girarli perché avevo ancora la GoPro, però nel frattempo sapevo che mi doveva arrivare questa telecamera nuova (nuova di seconda mano!) quindi ho detto "Va bene, rinvio un attimo la registrazione dei video per agosto, così che poi saranno - come sempre - programmati per tutto il mese di agosto."
Di sicuro ci sono anche altre grandi e piccole novità. Una novità è quella che sto cercando in qualche modo di organizzarmi (ho già scritto la nuova stagione di Vita da Tecnico), sto cercando di organizzarmi per GIRARE la nuova stagione di vita da Tecnico.
Voglio vedere se riesco a realizzare anche qualche altra piccola cosa su questo canale: come dico sempre "la cosa che mi manca maggiormente è il TEMPO", però quantomeno nel periodo estivo riesco a programmare qualcosina e forse riesco a realizzare qualcosa che non richiede grande lavoro di montaggio, quindi vediamo un pochettino: cercherò di mettermi in gioco, di vedere che cosa ne viene fuori.
Quest'anno non riesco a fare la maratona VOGA: non ho proprio - veramente - il tempo di mettermi a realizzare un video al giorno, però vediamo magari l'anno prossimo; comunque di sicuro nel corso del mese di agosto, se mi capita, cercherò di pubblicare dei video di protezione civile, se mi capita cercherò di pubblicare dei video extra ogni volta che ho la possibilità di girare - anche - uno~due minuti.
Vi ricordo - comunque - di seguirmi sempre su Twitter (vi lascio il mio link social sul doobly-doo e sulla scheda): Twitter è il social su cui sono più attivo, Twitter è il social su cui pubblico le maggiori informazioni, su cui mi piace interagire con le persone, e se ci dovessero essere novità - naturalmente - vi informerò su Twitter; inoltre vi ricordo che - se mi capita di andare a fare servizi di emergenza di protezione civile - potrei attivare delle dirette lì su Twitter.
Come altre novità devo dire che non c'è molto altro da dire: come tutti gli anni probabilmente cercherò di fare un pochino di relax e un pochino di ferie nel corso del mese di agosto: sicuramente forse riuscirò a rilassarmi un pochino e a non pensare troppo al lavoro.
Prima di concludere ecco quindi la mia più semplice domanda di tutte quante: voi che progetti avete per quest'agosto? Fate ferie? Avete già fatto le ferie?
Andate al mare, o andate in montagna? Andate a fare gite fuori porta?
Andate a vedere - non so - concerti, spettacoli, qualcosa di particolare che si fa nella vostra città, o vicino alla vostra città? Oppure - semplicemente - farete un bel programma di divano, Netflix e aria condizionata? Non lo so: ci può stare anche quello... parliamone! Come sempre nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene ragazzi: io sono Grizzly, questo era Diario di Viaggio on the road versione pre-estiva, un momento per rilassarsi e per tirare un attimo le somme; noi, come sempre ci vediamo ogni domenica alle 8:00 su questo canale YouTube. Se pensate che i miei contenuti la domenica mattina riescano a intrattenervi, a farvi passare simpaticamente qualche minuto, come sempre vi invito a mettere pollice-in-alto e a condividere il vlog con i vostri amici (anche su Whatsapp o Telegram).
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, che soprattutto in questo periodo estivo (che si suda molto) aiuta a non spargere cattivi odori, il Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ sicuramente è più gradevole.
Scherzi a parte, vi ricordo che se seguite il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Infine se c'è un qualche argomento che vi piacerebbe io trattassi su #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Sono Grizzly, questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima e sempre su questo canale!

domenica 22 luglio 2018

VLOG 224: Gatti, crocchette e... fisica quantistica!

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly, questo è Diario di Viaggio on the road, oggi parliamo di...
Uhmmmm! Questa è dura: rischio di far cambiare canale a tutti...
GATTINI! Guardate: tanti bei gattini pucciosi!
... eh no: oggi parliamo di fisica quantistica... BONI! BONI! C'è comunque un gattino anche nel canale di cui parliamo oggi. Cominciamo: sigla!
[♪♫♪]

Io  ho fatto il liceo scientifico. Avendo fatto il liceo scientifico non posso dire di essere un fisico, ma quantomeno ho una buona infarinatura di fisica, di scienze naturali, di meccanica, di elettronica... (di elettronica più che di un'«infarinatura», oserei dire una «spolverata» perché - per esempio - abbiamo studiato il diodo come valvola termoionica), per cui alla fine della fiera molte cose le ho dovute, poi, imparare con il tempo, con l'esperienza o studiando su altre fonti.
Una delle cose che trovo sicuramente molto interessanti sono le soluzioni per studiare, per scoprire determinate materie, per scoprire degli argomenti come la fisica, per esempio sui social: ci sono moltissimi canali educational che sono molto, molto interessanti.
Il canale di cui voglio parlarvi oggi è un canale che si occupa di parlarci di fisica (di fisica quantistica), ma anche di arte. Il canale è gestito dal gatto Gualtiero che, con l'aiuto del suo padrone (e spacciatore di crocchette) Alan, ci parla - appunto - di argomenti inerenti la fisica, argomenti inerenti l'ambito della fisica quantistica, della scienza naturale in genere, argomenti che riguardano l'arte; ed è un canale veramente molto interessante.
Sto parlando del canale Curiuss, quindi prima di cominciare vi lascio il link del canale sul doobly-doo e sulla scheda: andate, iscrivetevi, state certi che non ve ne pentirete, perché - al di là del parlare degli argomenti inerenti alla fisica - quello che troverete è che si parla di questi argomenti con moltissima simpatia, con la giusta dose di umorismo, in maniera tale che non diventino delle noiosissime presentazioni dell'argomento che vi portano via - veramente - la testa... no: al contrario ci sono molti video molto d'intrattenimento, molto divertenti, Alan e Gualtiero sono molto simpatici, ed è appunto con grandissima simpatia che riescono ad affrontare ogni argomento.
Voglio darvi un po' un'idea di quello che trovate sul canale, e comincio col segnalarvi un video che sicuramente può essere molto utile in questo periodo in cui torna in voga la teoria della Terra piatta... una cosa che lascia veramente interdetti.
Quindi il primo video che vi segnalo, "Cristoforo Colombo e la bufala della Terra piatta": lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda; andate, dategli un'occhiata, vedrete che è molto ben fatto, che l'argomento è trattato in maniera molto rigorosa, ma scoprirete anche la grande simpatia di Gualtiero e di Alan.
Se andiamo ad analizzare determinati argomenti di fisica quantistica, già la base dell'argomento può essere molto complessa, può essere qualcosa di particolarmente ostico, ed è difficile riuscire a capire un concetto... magari con la simpatia. Eppure Alan e Gualtiero riescono a presentarci argomenti veramente complessi con una simpatia e anche con un umorismo totalmente inaspettati ma decisamente funzionali.
È il caso del video in cui ci parlano del Bosone di Higgs, ci spiegano cos'è questo Bosone di Higgs, e ce lo spiegano facendoci un esempio... sicuramente che aiuta molto a chiarire la situazione, e sicuramente molto inaspettato. Talmente inaspettato che... non vi faccio spoiler (ma... solo del titolo del video), e infatti il secondo video che vi segnalo è "Il Bosone di Higgs spiegato con l'aiuto di un gatto e di una nuotatrice ungherese"; ve lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda. Andate e dategli un'occhiata: riuscirete ad avere le idee più chiare sul concetto del Bosone di Higgs, grazie all'aiuto di Gualtiero e... dategli un'occhiata!
Su Curiuss sono stati realizzati dei lavori che sono - per così dire - «autoconcludenti»: dei video in cui si tratta un singolo argomento, ma sono anche state realizzate delle playlist veramente molto interessanti, in cui si cerca di approfondire determinati argomenti della fisica.
C'è una playlist che io ho trovato veramente molto interessante, molto ben fatta: ha richiesto tantissimo lavoro e merita veramente di essere diffusa. È una playlist del canale che ci parla della Teoria della Relatività. Non solo della Teoria della Relatività in sé, ma di tutto quello che ha portato poi alla Teoria della Relatività espressa da Albert Einstein.
C'è tantissimo e sono un po' di video, infatti non voglio segnalarvi un video: voglio segnalarvi l'intera playlist, perché è una cosa che merita veramente tanto, è stata fatta con veramente una cura quasi maniacale, eppure è stato fatto con lo stile dei video di Curiuss, quindi è stato fatto con uno stile fresco, simpatico, con la gentile collaborazione del micio Gualtiero, è stato fatto in maniera un po' irriverente, un po' divertente ma - comunque - molto d'intrattenimento, eppure molto istruttivo.
Quindi come "ultimo video" voglio segnalarvi questa playlist, vi invito a dare un'occhiata con calma a tutti i video di questa playlist, perché sono molto interessanti, e vi invito anche a condividere questa playlist, perché tutto il lavoro che c'è alle spalle merita di avere la giusta visibilità.
Allora, analizziamo la Teoria della Relatività nella playlist che vi lascio linkata sul doobly-doo e sulla scheda: andate e date un'occhiata a tutti i video, ma comunque andate sul canale di Curiuss, iscrivetevi, date un'occhiata un po' a tutti i contenuti di Alan e del gatto Gualtiero: troverete che sono veramente molto divertenti, eppure - come ripeto - molto, molto istruttivi. Sono dei contenuti fatti con molta intelligenza, con molto studio alle spalle e in maniera di essere di pieno intrattenimento, in maniera da non annoiare.
Inoltre il progetto Curiuss è un progetto molto più grande: alle spalle c'è un'associazione, in questo momento stanno lavorando ad un libro, c'è veramente tantissimo e v'invito a scoprire questo canale: una piccola perla nell'ambito educational di YouTube, una perla che merita di luccicare nel mondo di YouTube, perché sono veramente molto bravi, c'è veramente tantissimo lavoro alle spalle... penso che sia un canale che merita veramente tantissimo.
Parliamo dell'argomento del giorno, ma relativamente, perché io - in realtà - non sono un grande educatore, quindi non mi reputo in grado di poter discutere di fisica quantistica.
L'idea in realtà è quella - in generale - dei canali istruttivi, dell'ambito dello YouTube Educational e dell'approfondire determinate materie utilizzando i social, perché la mia vuole essere una domanda: secondo voi le piattaforme social (come YouTube, ma anche come molte altre piattaforme social) possono essere uno strumento che può servire e funzionare per l'istruzione? Possono permettere di diffondere la cultura?
Oppure no, perché moltissimi contenuti disponibili sui social (vedi YouTube, vedi Instragram e non solo) tendono ad essere frivoli e gli ambiti culturali rischiano di essere delle nicchie molto ristrette?
Oppure la verità sta nel mezzo: l'Educational può essere un contenuto molto importante e, da nicchia molto ristretta, può cominciare a ritagliarsi uno spazio più importante nell'ambito social, anche se - comunque - nell'ambito social resteranno i contenuti frivoli?
Che cosa ne pensate? Parliamone! Come sempre nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr

Bene ragazzi: io sono Grizzly, come sempre vi ringrazio per avermi accompagnato lungo questa passeggiata. Se sono riuscito a farvi scopire un canale YouTube interessante, o se sono riuscito almeno a farvi conoscere un gatto veramente simpatico come Gualtiero, vi invito a mettere pollice-in-alto e a condividere questo vlog con i vostri amici (anche su Whatsapp o Telegram).
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, che NON SOLO è un buon profumo molto gradevole quando si sta con gli altri, ma iscrivendovi al mio canale scoprite sempre dei canali YouTube nuovi e interessanti, e quindi questo buon profumo vi permette anche di diffondere un po' la cultura!
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Sono Grizzly, questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 15 luglio 2018

VLOG 223: eCall - sicuri in auto

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
Come vedete sto guidando la mia auto e - visto che sto guidando - oggi vorrei parlarvi di un'iniziativa che riguarda proprio le auto e la Comunità Europea, per cui cominciamo: sigla!
[♪♫♪]

Dobbiamo andare da qualche parte, ma non conosciamo la strada, non sappiamo bene l'indirizzo, non sappiamo bene i riferimenti... beh, niente di più facile: ci facciamo dare l'indirizzo e il numero civico preciso, li diamo in pasto al navigatore satellitare e il navigatore:
«Gira a destra, gira a sinistra, sei arrivato»
ci porta... veramente AL CENTIMETRO dove vogliamo arrivare.
E il GPS è una splendida invenzione, un'invenzione dei nostri tempi, giusto? Beh... quasi: in realtà il GPS è un'invenzione che è stata perfezionata e messa in funzione nel corso della prima metà degli anni '90, quindi - tendenzialmente - una ventina di anni fa.
Naturalmente il sistema - nel corso del tempo - si è evoluto, però l'idea alla base (il funzionamento alla base del GPS) c'era già tutto oltre vent'anni fa.
Già considerando il fatto del GPS e il fatto di poter determinare la posizione di un eventuale mezzo di trasporto, era stata vista come una cosa interessante nell'ambito e nel principio delle attività di emergenza e di soccorso.
Ecco che già nel corso del 1999 (quindi - tendenzialmente - vent'anni fa) in occasione della presentazione del progetto Galileo, che voleva essere la risposta europea al sistema GPS (il sistema GPS è americano, il Galileo doveva essere il sistema europeo di navigazione e di posizionamento satellitare), già in quell'occasione si cominciò a studiare sul principio di poter utilizzare la posizione satellitare di un mezzo nelle situazioni di emergenza e di soccorso.
Erano stati sviluppati dei meccanismi che facevano un largo utilizzo di questa tecnologia per migliorare la possibilità di intervento in caso di emergenza: uno di questi sistemi - per esempio - è stato l'OnStar, che è nato negli USA: all'inizio funzionava negli Stati Uniti, in Canada e in pochi altri stati, piano piano si è diffuso "a macchia d'olio" un po' in tutto il mondo.
Questo sistema prevedeva un dispositivo installato sul veicolo, con un tasto per accedere velocemente a una chiamata in vivavoce con l'advisor di OnStar, ma anche il fatto che c'era un accelerometro sul veicolo. Se questo accelerometro rilevava un urto di particolare intensità (oppure rilevava - non so - il cappottamento del veicolo) avrebbe attivato automaticamente il collegamento in tempo reale con l'advisor di OnStar e avrebbe comunicato alla sala operativa la posizione GPS del veicolo.
In questo modo, se c'era stato un incidente, se c'erano delle persone ferite, si sarebbe potuto intervenire molto velocemente, perché in tempo reale si sapeva che c'era stato questo incidente, in tempo reale si sapeva la posizione del veicolo, dovunque il veicolo fosse. Era un ragionamento veramente molto funzionale, talmente funzionale che nella Comunità Europea si è pensato di studiare qualcosa di similare per quanto concerne l'intervento in emergenza in caso di incidente stradale.
Nel corso dell'anno 2015 fu approvato dalla Comunità Europea un decreto legislativo che è entrato in vigore - ufficialmente - il primo aprile 2018... eh già: la Comunità Europea ci ha fatto un bel "Pesce d'Aprile".
No, scherzi a parte, a partire dal 1 aprile 2018 tutti i veicoli nuovi che devono essere venduti sul territorio della Comunità Europea, obbligatoriamente devono disporre (installato dalla Casa) del cosiddetto ‘dispositivo eCall’.
Il dispositivo eCall che cos'è? Il dispositivo è un piccolo tracciatore satelittare: durante la normale marcia si limita a essere collegato ai satelliti GPS ma non registra la posizione del veicolo, né la comunica da nessun'altra parte.
Somiglia - quindi - ai dispositivi satellitari che adesso propongono le compagnie di assicurazione sui veicoli e probabilmente nel corso del 2018 e del 2019 sarà sostituito il dispositivo satellitare proposto dalle compagnie assicurative proprio da un dispositivo che svolga la doppia funzione di dispositivo satellitare assicurativo e di eCall.
Comunque dicevo: questo dispositivo si limita a essere collegato ai satelliti e sapere sempre dove si trova, ma senza registrare quest'informazione né comunicarla da nessuna parte.
Però in caso di incidente (in caso di urto, in caso di cappottamento del veicolo etc), o tramite un opportuno pulsante presente nel quadro del veicolo (un pulsante con una icona telefonica, con un pulsante SOS... questo dipende - fondamentalmente - dalla Casa: si deve capire che è il pulsante di emergenza eCall); tramite la pressione di questo pulsante o tramite un incidente questo dispositivo automaticamente effettua una chiamata alla centrale operativa del 112 (quindi alla centrale operativa dell'emergenza) e comunica attraverso un protocollo specifico (quello utilizzato per esempio dall'app Where ARE U) o - in mancanza di qualunque tipologia di protocollo - anche con il semplice protocollo SMS (che funziona anche quello sempre sulle centrali operative 112)... comunica alla centrale operativa che c'è stato un incidente stradale (perché c'è stato un urto, un cappottamento, quello che sia) e la posizione esatta del veicolo.
Questo meccanismo vuole essere un sistema per permettere di ridurre moltissimo il numero di vittime da incidenti stradali, perché in questo modo in tempo reale - subito dopo l'incidente - la sala operativa dei soccorsi è già a conoscenza del fatto che c'è stato un incidente, dove c'è stato questo incidente e quindi può già inviare i soccorsi, che se c'è un incidente in città naturalmente è una cosa che dice "vabbè: ci sono centinaia di persone che hanno visto l'auto cappottare in mezzo alla piazza e hanno cominciato a chiamare i soccorsi!", ma quando ci sono incidenti fuori città, quando ci sono incidenti in zone isolate, può essere veramente la differenza tra la vita e la morte, quindi SICURAMENTE è un'innovazione veramente molto importante.
Ora - come dicevo - a partire dal 1 aprile 2018 tutti i veicoli che vengono prodotti per essere venduti nella Comunità Europea, obbligatoriamente devono avere installato questo dispositivo. In realtà già da un pochino di tempo molti produttori hanno cominciato a installare questo dispositivo, perché come dicevo la normativa è passata in Comunità Europea già nel 2015 e si è lasciato spazio per tre anni per consentire ai vari produttori di adeguarsi, però appunto il 31 marzo 2018 è stato l'ultimo giorno utile.
A partire da quel momento un'auto, per essere venduta nella Comunità Europea *DEVE* *DISPORRE* di questo dispositivo: senza questo dispositivo l'auto NON È OMOLOGATA per poter essere venduta e posizionata sul mercato in Europa.
Volendo è possibile acquistare questo dispositivo e installarlo sui veicoli che non lo dispongono già, però sicuramente nel corso del tempo molte compagnie assicurative coglieranno la palla al balzo per installare il loro dispositivo satellitare che disponga anche della funzionalità eCall, che sicuramente è una cosa molto importante.
Naturalmente, per chi è preoccupato dal discorso privacy, come dicevo proprio il funzionamento del dispositivo è quello di ricevere la posizione GPS, determinare qual è la posizione GPS, ma non la tiene neppure in memoria: ce l'ha lì, "sa" che è lì, ma non la comunica da NESSUNA PARTE finché non viene premuto il pulsante o non c'è un incidente, SOLO IN QUEL CASO comunica la posizione GPS del veicolo.
Questo è un discorso importante perché, appunto, non c'è la possibilità di determinare i percorsi che fa l'utente o altre situazioni del genere: la privacy è al sicuro perché, di nuovo, è un dispositivo che permette la comunicazione dei dati solo in caso di effettiva emergenza, quindi SOLO SE io premo il pulsante (perché mi sono fermato, perché c'è stato un incidente davanti a me e voglio segnalare che c'è stato questo grave incidente) o perché - appunto - SONO IO che ho avuto un incidente: il mio veicolo (non lo so) si è cappottato.
Ora naturalmente questo potrebbe - nel corso del tempo - anche provocare una serie di “falsi positivi”: io vedo per esempio qui a Siracusa, che abbiamo delle strade che in certe situazioni sono veramente ALLUCINANTI, che potrebbe provocarsi la chiamata automatica per "incidente" (tra molte virgolette) quando in realtà è solo la strada sconnessa.
Però io penso che, nel corso del tempo, questo dispositivo mostrerà avere molti più vantaggi che svantaggi: mi ricordo qui un caso (che è successo qui in Sicilia molti anni fa). Una persona stava andando tra Siracusa e Catania in auto, e improvvisamente scomparve: non se ne seppe più nulla, la cercò anche Chi L'Ha Visto, se n'è parlato per moltissimo tempo.
Poi, dopo circa due anni, sulla strada di Vaccarizzo si stava facendo manutenzione (si stavano tagliando gli alberi, si stava tagliando la giungla che c'era letteralmente sul lato della strada, perché c'erano zone di campagna che erano veramente all'abbandono) e improvvisamente il personale che stava tagliando l'erba trovò un'auto praticamente SEPOLTA in mezzo all'erba a pochi metri dalla strada (che non era visibile dalla strada), questa era l'auto di questa persona scomparsa due~tre anni prima, perché questo tizio di notte aveva avuto un incidente stradale (c'era forse maltempo), era andato a finire fuori strada, in una strada in cui non c'era il guard-rail (una situazione molto complessa): nessuno s'era accorto che era lì, e c'era lì - purtroppo - il cadavere di questo pover'uomo, perché è rimasto tre anni lì. Non l'aveva visto nessuno, non se n'era accorto nessuno.
Questa è una di quelle cose che si sarebbe sicuramente potuta evitare con un dispositivo del genere, e quindi non sono cose che uno dice "sì va bene: ho sentito questa cosa sul telegiornale..." sono cose che VERAMENTE succedono, e quindi - come ripeto - secondo me questo dispositivo si mostrerà avere moltissimi vantaggi, essere veramente molto utile in situazioni di emergenza: sicuramente ci scapperà qualche falso positivo, ma molto meglio un falso positivo in più che qualcuno che, invece, ha un incidente su una strada di campagna e nessuno ne sa nulla; io la penso così, penso che questo sia il principio alla base del funzionamento di questo dispositivo, e vorrei sapere voi che cosa ne pensate.
Voi avete il dispositivo eCall sulla vostra auto? Avete instenzione di installarlo? Non sapevate che cos'era e pensate che - comunque - vorreste installarlo?
Avete il dispositivo satellitare della vostra assicurazione?
Parliamone! Come sempre nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene: io sono Grizzly, come sempre vi ringrazio per essere arrivati sino in fondo a questa piccola discussione. Se sono riuscito a farvi conoscere un dispositivo importante per la sicurezza, o se sono quantomeno ad intrattenervi, come sempre vi ricordo di fare pollice-in-alto e di condividere questo vlog con i vostri amici (anche su Whatsapp o Telegram).
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto!
Inoltre, se v'iscrivete al mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Sono Grizzly, ho concluso, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 8 luglio 2018

VLOG 222: Chiamate di emergenza al 112 e app Where ARE U

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
Oggi voglio parlarvi delle situazioni di emergenza e delle chiamate di emergenza, per cui cominciamo: sigla!
[♪♫♪]

Oggi voglio parlarvi del Numero Unico di Emergenza 112: l'unico numero per tutte le emergenze in tutta Europa ma anche in Svizzera e in Gran Bretagna (e non solo, perché il numero è attivo in moltissime altre parti del mondo, e - per esempio - negli USA con moltissimi operatori di telefonia mobile, se componente 112 sarete collegati automaticamente alla centrale operativa del 911); però prima di continuare voglio parlarvi del canale YouTube AllAbout112, quindi prima di tutto andate a dare un'occhiata a questo canale: lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda.
Su questo canale si parla del Numero Unico di Emergenza 112, di come si sta sviluppando il Numero Unico 112 in Italia e di come funziona l'app Where ARE U: c'è un emergenza, c'è bisogno delle forze dell'ordine, c'è bisogno dei vigili del fuoco, c'è bisogno di una o più ambulanze... c'è un numero unico che - in tutta Europa - funziona per tutte queste emergenze, si chiama l'112 ed è possibile richiedere l'intervento delle forze dell'ordine, dei vigili del fuoco, delle ambulanze, di quello che è necessario.
Nel corso del tempo (visto che la tecnologia si evolve, questa situazione si evolve sempre di più) non solo è importante il fatto e il principio che tutta l'Europa (e sempre più parti del mondo) convergono verso un numero unico per tutte le emergenze, che è un principio importante perché siamo in un mondo globalizzato, siamo in un mondo in cui si viaggia, in cui ci si sposta, in cui - per turismo o per lavoro - ci si può trovare “fuori”, ma è importante che non si deve sapere che OGNI STATO ha i propri numeri di emergenza: è importante sapere che c'è un numero SEMPLICE, che uno impara a memoria e che funziona dovunque.
Non solo c'è questo che è importante: come dicevo la tecnologia si evolve, e l'evoluzione della tecnologia è importante perché ci viene incontro anche nella gestione delle emergenze.
C'è un incidente stradale in città? È facile fare la segnalazione di emergenza, è: «C'è stato un incidente, serve un'ambulanza in Piazza Dante, di fronte alla stazione ferroviaria.»
Eh sì: così è facile. Però io - per esempio - in questo momento sto camminando con l'auto in una strada di campagna, magari una strada che non conosco molto bene, magari una strada che è difficile da raggiungere, non c'è un indirizzo vero e proprio; magari non ci sono dei riferimenti: come si fa? Si perde tempo a spiegare come raggiungere questa strada...
... oppure ci vorrebbe un modo per inviare le proprie coordinate GPS direttamente alla sala operativa del soccorso.
Ecco che ci viene incontro l'app Where ARE U: Where ARE U è un'app disponibile sia per dispositivi Android e per dispositivi iOs, che per dispositivi Windows Mobile, si trova sugli store (troverete i link per scaricarla sul doobly-doo) e quest'app, realizzata dall'Azienda Regionale Emergenza Urgenza della Regione Lombardia permette di facilitare la chiamata al Numero Unico di Emergenza: innanzi tutto l'app - in base alla propria posizione GPS - capisce qual è il numero di emergenza disponibile, quindi se noi ci troviamo in un posto in cui funziona l'112, chiedendo di effettuare la chiamata di emergenza ci farà chiamare 112 automaticamente, ma se ci troviamo in un posto in cui il numero di emergenza è UN ALTRO, l'app procederà automaticamente a farci chiamare il numero corretto. Se ci troviamo - per esempio - in vacanza negli USA e abbiamo bisogno di un'ambulanza, e proviamo a chiamare l'ambulanza con l'app Where ARE U, l'app automaticamente ci farà chiamare il 911.
Ma non solo: l'app può comunicare direttamente alla sala operativa dell'emergenza la nostra posizione GPS. Lo può fare in due modi: attraverso la connessione dati o - in mancanza della connessione dati - attraverso un SMS gratuito che viene inviato alla centrale operativa. Il risultato finale è lo stesso: la sala operativa ha *esattamente* il riferimento nel quale ci troviamo, la strada precisa dove ci troviamo, che - ripeto - se siamo in città e possiamo avere l'indirizzo è un punto in più, può essere utile come può non essere utile. Ma se siamo in un posto difficile da raggiungere in mezzo alla campagna, può essere LETTERALMENTE la differenza tra la vita e la morte.
Per capire un pochettino questo discorso, vi mostro innanzi tutto un breve video che spiega la difficoltà di spiegare la posizione di un incidente, di un'emergenza, raccontata direttamente da un soccorritore: il video è ‘Quelle ragazze avrebbero potuto soffrire di meno’, lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda; una breve intervista di circa un minuto/un minuto e mezzo: dategli un'occhiata, perché è *veramente* *illuminante*.
Infatti la possibilità di poter comunicare la posizione GPS e di poter, quindi, comunicare ai mezzi di soccorso la posizione GPS e far raggiungere col navigatore molto velocemente il luogo dell'emergenza, può abbreviare tantissimo i tempi per il primo soccorso e può - veramente - fare grande differenza nella velocità di esecuzione di un soccorso, soprattutto in casi di emergenza.
Come dicevo, finché si è in città - alla fine della fiera - non è difficile riuscire a dare un indirizzo e qualche riferimento (eh siamo - appunto - in Piazza Dante, di fronte alla stazione ferroviaria... e vabbè: è lì, insomma!), ma - appunto - se siamo in un posto che è in mezzo alla campagna, che è disperso, che è difficile da raggiungere, che bisogna andare a prendere una strada chissà dove... è molto complicato riuscire a spiegare quella situazione. Infatti ho sempre detto "Quando ci sono queste situazioni e dovete chiamare il Numero di Emergenza, eventualmente mettetevi a disposizione: «Bisogna andare da questa strada, è molto difficile: casomai aspetto i mezzi di soccorso lì e vi porto sul posto»"
Però là, di nuovo, viene in aiuto la posizione GPS, viene MOLTISSIMO in aiuto, perché la sala operativa può comunicare la posizione GPS all'ente preposto al soccorso, l'ente preposto al soccorso comunica la posizione GPS direttamente al mezzo e il mezzo può andare praticamente AL CENTIMETRO nella situazione in cui ci si trova, senza perdere ulteriore tempo.
Seconda storia che dà proprio quest'idea, ed è proprio riguardante una persona che si è sentita male in una casa in mezzo alla campagna, ed è il video ‘Mio padre, incosciente in un luogo isolato’: lascio di nuovo linkato sul doobly-doo e sulla scheda. Di nuovo un video molto interessante: notate come c'è stato questo coordinamento molto semplice ed efficace proprio grazie all'app Where ARE U e alla posizione GPS.
Ma un'altra cosa veramente molto utile dell'app Where ARE U e del fatto che può comunicare la posizione GPS alla sala operativa, è una cosa che può rivelarsi VERAMENTE IMPORTANTE in specifiche situazioni di pericolo.
L'altro giorno stavo seguendo una cosa su Twitter, una discussione, a un certo punto una ragazza spiega che la figlia sedicenne era stata avvicinata da un signore mentre era in piscina, questo signore le aveva rivolto la parola in maniera un po' discutibile... dice: la figlia si era sentita un po' a disagio, e ho detto: "Ricordatevi che esiste (appunto) l'app Where ARE U." Quest'app permette di fare una cosa molto importante che si chiama la "Chiamata Muta".
Con - letteralmente - due tap sull'applicazione è possibile chiedere - per esempio - l'intervento della polizia nella posizione GPS del telefono senza la necessità di parlare con la sala operativa.
Può essere molto utile quando non è possibile parlare con la sala operativa, e nel caso in oggetto dicevo "Può sembrare che tua figlia stia chattando con gli amici su Whatsapp, e invece ha appena chiamato la polizia", è SICURAMENTE una cosa veramente molto importante.
E per capire meglio come funziona la chiamata muta, niente è meglio di un bellissimo esempio del canale AllAbout112 ‘Come si fa la Chiamata Muta’, terzo video che vi lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda: andate e dategli un'occhiata, questo può essere veramente molto utile.
L'applicazione Where ARE U è gratuita, è disponibile su tutti gli store: andate e installatela - se non l'avete già fatto - perché, anche se la sala operativa dove vi trovate non è ancora servita da tutto il sistema della Sala Operativa Intelligente, comunque l'app può essere molto in aiuto per effettuare velocemente una chiamata di emergenza, l'app aiuta quando si è in viaggio perché permette di chiamare i soccorsi senza dover sapere qual è il numero dei soccorsi (vi ricordo - comunque - che in TUTTA EUROPA il numero è 112, lì lo sapete già qual è il numero dei soccorsi!), però se siete un posto in cui non siete sicuri di quale sia il numero di emergenza, ma avete l'app, semplicemente chiedendo all'app "ho bisogno di un'ambulanza" l'app vi farà chiamare automaticamente il numero telefonico corretto.
Detto questo, io ringrazio l'AREU per aver sviluppato quest'app (questo video NON È stato sponsorizzato dall'Azienda Regionale Emergenza Urgenza della Lombardia, sono io che ho deciso di dare visibilità a quest'app) e ringrazio tutti voi per avermi seguito sino a questo momento.
Spero di esservi stato utile, spero di avervi presentato un'applicazione importante, se ci sono riuscito vi invito a fare pollice-in-alto e a condividere questo vlog con i vostri amici (anche su Whatsapp o Telegram); condividetelo con i vostri amici che potrebbero avere la necessità di utilizzare l'app Where ARE U, perché magari viaggiano molto.
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, e quel buon profumo funziona come l'app Where ARE U, funziona sempre e funziona in tutto il mondo: è un profumo unico per tutto il pianeta!
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Sono Grizzly e ho concluso, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 1 luglio 2018

VLOG 221:Il baracchino CB #OperazioneNostalgia

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73+51 viaggiatori: sono Grizzly, cordialità circolari a tutta la ruota (un 88 sulla fronte - con gentilezza - a tutte le viaggiatrici).
Benvenuti: sono qui sulla barra mobile e oggi voglio parlarvi di uno strumento che c'era prima delle chat e prima di Whatsapp, uno strumento che - comunque - prevedeva un linguaggio molto particolare, molto ggggiovane, anche se parliamo di una cosa che era più diffusa soprattutto più di vent'anni fa.
Va bene: cominciamo questa puntata di Diario di Viaggio on the road #OperazioneNostalgia parlando della Banda Cittadina (che non è un gruppo musicale)... va bene: vai per te, sigla! Cambio.
(eh no: perché "passo" fa tanto anni '60)
[♪♫♪]

La Citizen's Band (CB, o Banda Cittadina) è una banda radio che si è diffusa in Italia a partire dagli anni '60, anche se è diventata «ufficialmente legale» solo nel 1973, quando è stato realizzato il Codice di Poste e Telecomunicazioni (il “Codice PT”).
In particolar modo tutti noi che siamo stati dei CB in passato ricordiamo, con una punta di nostalgia, il Punto 8 dell'Art.334 del Codice di Poste e Telecomunicazioni: il mio vecchio Intek M-4010S è omologato secondo quel punto, infatti.
“Vecchio” Codice di PT perché successivamente, nel 2003, con il D.L. 259/2003 è nato il “Codice delle Comunicazioni Elettroniche”: tutte le comunicazioni radio in ambito amatoriale e in ambito hobbyistico (come la CB e la PMR446) sono finite all'interno di questo Codice delle Comunicazioni Elettroniche.
Il «baracchino», lo strumento che veniva utilizzato come meccanismo di comunicazione, può essere considerato un po' come adesso sono i messaggi vocali di Whatsapp. Tra le altre cose c'è una cosa che accomunava i messaggi vocali di Whatsapp con il baracchino: è quello che non venivano visti di buon occhio quelli che mandavano "messaggi vocali" (e quindi facevano dei "passaggi") particolarmente lunghi e dolorosi, perché quando una persona parlava, tutti gli altri potevano solo restare in coda ad ascoltare.
Parlare sopra un'altra persona non avrebbe generato "due voci che si parlano una sull'altra", bensì avrebbe sommato matematicamente i segnali, creando un fischio fastidiosissimo {simulato} che è chiamato «effetto eterodina», e quindi bisognava materialmente avere la bontà di attendere che ognuno finisse il suo turno.
Ecco perché si cercava di essere brevi e concisi, si cercava di non fare passaggi più lunghi del minuto, e si faceva in modo di far parlare un po' tutti quanti, perché era una frequenza aperta (un po' come un gruppo Whatsapp).
Quando qualcuno aveva bisogno di fare qualcosa, voleva restare in ascolto un pochettino, annunciava che doveva fare un piccolo ‘trabacco’ e, evidentemente, chiedeva di fare "un pochino di bianco"; quindi restava lì, qualcuno prendeva appunti "va bene: Tizio non c'è", si continuava a parlare, appunto, nella ‘ruota’ (per questo i saluti erano ‘circolari’...), si continuava a parlare nella ruota, quando finiva di parlare una persona c'era l'abitudine... non sempre (e io ero uno di quelli che l'applicava, ma ero uno dei pochi) di lasciare qualche secondo prima di "riprendere il microfono" e di continuare a parlare, perché - naturalmente - la pausa tra una persona e l'altra era il momento in cui, se qualcuno voleva intromettersi nella ruota per entrare a parlare con tutti assieme, oppure se voleva chiedere un'informazione (non so: che ore fossero, il QTR; come ricevessimo il segnale, il QRK; o roba del genere), avesse il tempo di interrompere, di "bussare", di chiedere permesso con il famoso "Break".
Il baracchino è stato lo strumento che c'era prima dei telefonini cellulari, è stato lo strumento che permetteva agli autotrasportatori di comunicare fra di loro, ai camperisti di comunicare fra di loro, agli hobbyisti di comunicare fra di loro, soprattutto il baracchino era un eccellente strumento per la gestione dei problemi del traffico: quando tu eri in auto, eri in camper, eri in camion, eri in autostrada... eri in una situazione in movimento e volevi informazioni sul traffico, il baracchino era l'ideale, perché chiedevi notizie a qualcuno sulla determinata strada e di sicuro trovavi qualcuno su quella strada che ti avrebbe potuto dare tutte le informazioni che erano necessarie.
Tra l'altro era comodissimo quando ti trovavi incollato dietro a un camion, perché non potevi sapere quando era il caso di superarlo, oppure se c'erano auto che venivano dal senso opposto... però dato che i camionisti c'avevano... come raccontava il grande Francesco Salvi anni e anni e anni fa, per essersi ispirato a questo, che c'aveva scritto "CB Totano", ecco che allora pigliavi il microfono:
"Senti un po', Totano: ti sto dietro. Com'è la situazione davanti?"
E quello magari ti diceva: "Aspetta: passano due macchine... ecco, mo' vai, tranquillo!"
Il CB
Il CB - appunto - è stato l'antenato della chat, l'antenato di Whatsapp, l'antenato di tante comunicazioni: la versione casalinga della stazione radioamatoriale, con tanti punti a favore e tanti punti contro. Con tanti controlli dell'Escopost, all'epoca, perché si pagava il canone, non si potevano modificare gli apparati (e, ciò nonostante, giravano cose ASSURDE!).
Prima di concludere, vi racconto velocemente un piccolo aneddoto: c'era un posto, qui a Siracusa, dove andavamo spesso all'inizio di giugno (alla fine di maggio~inizio di giugno), che era il cavalcavia dell'autoparco di Melilli. L'autoparco era chiuso (non... ancora adesso funziona - veramente - a metà) e noi prendevamo l'autostrada, arrivavamo dove c'era l'ingresso all'autoparco e ci mettevamo sul cavalcavia dell'autoparco; perché da una parte avevi Melilli e la collina, dall'altra era completamente aperto sul mare, e in quel periodo (tra la fine di maggio e l'inizio di giugno) c'era molta propagazione del segnale e riuscivi a parlare con la Spagna, riuscivi a parlare con la Grecia, riuscivi a parlare con persone veramente lontane, senza bisogno di grande potenza del trasmettitore, quindi con il trasmettitore omologato riuscivi a fare delle conversazioni internazionali.
Molte volte capitava, la sera appunto, di vedersi lì cinque, sei macchine, magari dalle nove di sera fino a mezzanotte, all'una. Ci si metteva tutti assieme, si fumava una sigaretta, si chiacchierava e ogni tanto si parlava con qualcuno tutti assieme, no?
Bene.
Una sera c'era una festa da qualche parte (non mi ricordo bene dove), fatto sta che intorno alle nove e mezza arrivai lì sul cavalcavia, pronto con la macchina, con la stazione radio con l'antenna magnetica, e non c'era nessuno.
Quindi dico: "vabbè... eehhh... qualcuno arriverà più tardi", quindi mi metto lì, resto con la radio accesa, mi metto in attesa in semplice ascolto della frequenza radio; e sono lì da una mezzoretta (verso le dieci) quando vedo avvicinarsi una macchina.
All'inizio penso "Ok, sta arrivando qualcuno", poi invece vedo che è un'auto dei carabinieri, e penso "Oh, guarda un po': son venuti a fare un controllo. E vabbè, e che devo fare? Gli darò i documenti, tanto è tutto a posto: ho anche il canone del baracchino pagato, quindi non c'è niente di male..."
Scende uno dei due carabinieri, gli faccio "Buonasera...".
Sto per prendere i documenti, e questo mi fa: "Compà, com'è: se sta a piglià la Grecia?"
E io sono rimasto lì, completamente surgelato per un attimo: "Ehhhhhmmm non lo so: sono arrivato venti minuti fa e ancora non si sente nessuno"
"Ah, va bene: io mo' alle dieci e mezza finisco il turno, poi ci vediamo qua più tardi!"
"Ah, ok!" quanta era l'idea che SAPEVANO TUTTI che ci si metteva lì a parlare con la Grecia, con la Spagna etc.

Bene ragazzi, questo era il baracchino: il baracchino era questo strumento per comunicazioni radio a breve distanza (o anche - in certi casi - a lunga distanza) di tipo amatoriale... voi che mi dite? Avete avuto un baracchino? Conoscevate cos'era il baracchino? Qualche vostro familiare parlava con il baracchino?
Oppure un vostro familiare è stato - non so - magari un autotrasportatore e quindi usava PARECCHIO il CB?
C'avevate qualche vicino di casa?
Avete qualche vicino di casa radioamatore e quindi sapevate un pochettino questa cosa? Siete stati voi stessi CB? Siete dei CB ancora adesso, magari?
Parliamone! Nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene ragazzi: io sono Grizzly, questo era #OperazioneNostalgia, come sempre vi ricordo di mettere pollice-in-alto, condividere questo vlog, iscrivervi al canale, noi ci vediamo alla prossima: ciao a tutti! Da parte mia QRT