domenica 7 marzo 2021

VLOG 355: Storia di Diario di Viaggio #OperazioneNostalgia

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Diario di Viaggio nasce nel luglio del 2004, come un piccolo blog di periferia.

Nel 2007, su insistenza di tanti amici, apro anche il mio profilo Facebook.

Già da un po di tempo seguivo (e conoscevo) qualche creator sulla piattaforma YouTube, ma è solo nel giugno del 2008 che apro ufficialmente il mio profilo e il mio canale e cominciò a scrivere piccoli commenti, a cercare di interagire con gli altri creator.

A settembre 2009, forte dell'esperienza fatta sul campo terremotati in Abruzzo, e sulla necessità (e l'importanza!) di condividere le notizie mentre stanno avvenendo, apro il mio profilo Twitter.

All'inizio del 2011, nauseato tantissimo dalle persone che trovo su Facebook, dall'ampia quantità di freebooting e dalle cattivissime abitudini che si sono diffuse sulla piattaforma, utilizzata dalle masse soprattutto per disturbare gli altri, decido di sospendere il mio profilo Facebook.

A maggio 2011 scopro meemi: un piccolo social network, un progetto interamente italiano (dell'amico "capobecchino"); mi iscrivo e comincio a interagire con le persone ma, soprattutto, comincio a vedere sotto un'ottica differente quello che è il social network e quello che è l'ambito sociale in generale.

Alla fine del 2011, grazie alle API di Twitter, collego il mio profilo meemi al mio profilo Twitter e, soprattutto, da quel momento comincio a utilizzare (in maniera un pochino più seriosa e più costante) Twitter.
Twitter per me smette di essere la piattaforma di microblogging che era stato sino a quel momento, e comincia a diventare una piattaforma social dalle grandi potenzialità.
Inoltre, alla fine del 2012, grazie a delle API un tantino più permissive, collego il mio profilo meemi anche a Instagram, che cominciava ad affermarsi come il possibile futuro social per la condivisione delle immagini.

Ma è nel corso della seconda metà del 2013 che mi comincio a chiedere se un altro modo di vivere i social è possibile e se posso avere una socialità differente, ed approcciarmi in maniera completamente differente ai social network.
Ed è in questo momento che comincia a nascere in me l'idea di “promuovere” Diario di Viaggio: non nel senso di farlo conoscere meglio, bensì di farlo salire alla classe successiva e passare da piccolo blog di periferia (che comunque mi aveva dato piccole e grandi soddisfazioni) a un vlog, a un prodotto multimediale.
Comincia a cambiare il mio modo di rapportarmi con i social network, e di vivere il mondo social.

Voglio raccontarvelo oggi, ripercorrendo - a grandi linee - la storia di Diario di Viaggio (e di #DdVotr) in questo nuovo episodio speciale di Diario di Viaggio on the road #OperazioneNostalgia
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Insomma a febbraio 2014, dopo svariati tentativi di girare l'episodio (che - purtroppo - ho cancellato: devo dire che, in parte, lo rimpiango!) arriva il primo episodio di #DdVotr
Avevo lavorato tantissimo, anche per risolvere una serie di problemi logistici: infatti era girato con la dashcam 11A57, con una risoluzione pietosa, e avevo dovuto riempire quella telecamera di feltrini, per risolvere i problemi delle vibrazioni e dei rumori che registrava.
Dopo aver visto QUELLA recensione di Matthew Santoro, acquistai la Canon Legria Mini: piano piano le cose cominciavano a migliorare a livello qualitativo; successivamente presi la licenza di AVS Video Editor, e in questo modo avevo la possibilità di fare un editing molto più funzionale del semplice montaggio lineare che facevo con Avidemux…
(mamma mia: mi viene l'orticaria solo a pensare che IO HO FATTO EDITING VIDEO CON AVIDEMUX!)
A settembre 2014 meemi chiude: ho persino dedicato un episodio di Diario di Viaggio on the road, uno dei primi episodi, proprio alla chiusura di quel social network (ve lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda); dopo la chiusura di meemi, la mia ‘vita social’ comincia a svolgersi soprattutto su Twitter, però comincia - appunto - a cambiare, lentamente, il mio modo di approcciarmi a quel social network: comincio a fare pulizia, a eliminare molto rumore di fondo, a seguire solo determinate persone, a filtrare determinati argomenti che non sono di mio interesse (per non trovarmi centinaia di tweet che parlano di un determinato argomento, che non seguo), ma sono tantissimi i contenuti che vorrei portare su YouTube, e pochissimo il tempo che ho a disposizione.
Ciononostante comincio a raccogliere il materiale (che avevo già messo da parte per pubblicarci un libro) e decido di fare una cosa nuova, ed è una piccola novità sia per me che per quanto concerne l'ambito di YouTube Italia: nasce ‘Vita da Tecnico’, che arriva a febbraio 2015, in occasione del primo compleanno di Diario di Viaggio on the road.
Sono contenuti di nicchia: nel 2015 su YouTube (soprattutto su YouTube Italia) si sta prendendo una strada, che è una strada che non mi piace: la strada dei gameplay, delle challenge e dei prank; ci sono tantissimi canali che cominciano ad avere anche un certo successo, portando questa tipologia di contenuti, ma ci sono tantissimi creator che, come me, stanno cercando di portare delle nicchie completamente differenti: ci piacerebbe avere uno spazio per poter analizzare quanto queste nicchie possano funzionare.
Ed è ad aprile 2015 che, su richiesta di Simone dei Fancazzisti Anonimi, dopo QUELLA magnifica live, riapro il mio profilo Facebook ed entro a fare l'amministratore del gruppo Facebook “Youtube Entertainment”: un gruppo che nasce proprio con l'idea di trovare quella nicchia e di mettere assieme quei creator, che cercano quella nicchia, che vuole andare oltre ai soliti contenuti usa e getta (al bubble-gum content, come ho cominciato a chiamarlo sin da quel momento) di gameplay, challenge e via discorrendo, cercando di costruire qualcosa di differente.
Riusciamo a costruire qualcosa di divertente, riusciamo a capire che siamo una piccola grande realtà e riusciamo anche a realizzare delle cose simpatiche, tra cui il primo Rewind, che non è un vero e proprio ripercorrere quella che era stata la nostra storia su YouTube, ma riuscire a realizzare qualcosa tutti assieme: anche quel rewind, link sul doobly-doo e link sulla scheda: andate e dategli un'occhiata, è sempre qualcosa di simpatico, secondo me.
A partire dal 2015 cambia, in generale, il mio rapporto con i social e cambia il mio rapporto con la piattaforma YouTube: dal 2015 in poi ho cominciato a realizzare altri contenuti, ho cominciato a pensare a cosa posso portare sul mio canale; nonostante il tempo sia poco, nonostante il mio canale YouTube sia - soprattutto - un hobby, sono riuscito in questi sette anni a portare tanti contenuti differenti, a portare tanti argomenti differenti, ma ho cominciato anche a sviluppare tanti progetti differenti.
Partendo dal progetto ‘Pagine Oscure’ ho realizzato il contenuto #SenzaFiltro su quella piattaforma per adulti che è Pornhub… e se tornassi indietro nel tempo e dicessi al me stesso del 2004 che apriva Diario di Viaggio:
-Guarda che questo, un giorno, ti porterà ad avere un profilo verificato su un sito per adulti, dove parlerai di argomenti per adulti…
non lo so se avrei creduto al mio me stesso del futuro! Eppure sono arrivato a fare anche questo.
Rendendomi conto di essere un nativo della X-Generation, rendendomi conto di essere un quarantenne in una piattaforma per trentenni, ho capito che avrei potuto puntare su contenuti nostalgici, sul raccontare quello che è stato il mio passato nella tecnologia e nel folklore, quindi avrei potuto creare #OperazioneNostalgia per raccontare quello che è stato questo passato.
Ho capito che esiste un lato oscuro, che magari posso raccontare in maniera simpatica e divertente, cercando di fare un minimo di cultura ma senza scadere nel contenuto completamente senza filtro, ed ecco che è nata la versione un po' edulcorata di #SenzaFiltro, ossia Deep Dark Diary.
E ancora tantissime cose si sono sviluppate, e si stanno sviluppando, grazie al fatto che ho imparato ad essere piuttosto spigliato davanti a una telecamera, in particolar modo mi sono riscoperto formatore (2.0 per così dire) con il progetto che voglio portare avanti nel 2021 ed è il mio Corso di Comunicazioni Radio per l'Ambito Professionale sulla piattaforma Docety.
Nei diciassette anni che sono trascorsi da quando è nato il piccolo blog di periferia Diario di Viaggio sono cambiate tantissime cose: io sono cresciuto come persona, ma è anche cresciuto il mio modo di rapportarmi al mondo attuale, alla tecnologia, all'attualità e all'ambito social (e sicuramente nei prossimi diciassette anni chissà quanto ancora cambieranno le cose!), ma certamente questo è stato un viaggio molto lungo, ed è un viaggio che ho avuto il piacere di poter condividere con gli altri, e che ho tuttora il piacere di condividere con gli altri: spero che - sino ad oggi - siate stati bene a viaggiare assieme a me, per questo io vi ringrazio per essere arrivati sino a questo punto.

Io sono Grizzly, questo era #OperazioneNostalgia in ricordo di Diario di Viaggio sin dalle sue origini: come sempre vi invito a mettere pollice in alto, condividere con gli amici, iscrivetevi al canale, noi ci vediamo alla prossima puntata e con tutti gli altri contenuti (su tutti gli altri social e su tutto quello che verrà nel futuro): ciao a tutti!

domenica 28 febbraio 2021

Tecniche primitive (Deep Dark Diary 04)

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Costruire dei rifugi, in mezzo alla foresta, con degli strumenti estremamente basilari come un bastone, magari,
eppure finire in quella che è - praticamente - una reggia con stanze, piscina, scivoli…
Sto parlando di tecnologie primitive e voglio parlarvi di questo argomento, che è esploso negli ultimi anni su YouTube, in questo nuovo episodio di Deep Dark Diary.
Su YouTube il fenomeno dei cosiddetti ‘primitive survivors’ comincia tra la fine del 2015 e l'inizio del 2016, e cominciano a nascere vari canali che si dedicano a questo argomento, oppure alcuni piccoli canali, che avevano dei progetti precedenti, vengono completamente ripensati e riscritti per svolgere questa tipologia di contenuti.
È il caso di “Primitive Survival”, che è un canale verificato con 4,3 milioni di iscritti (al momento che sto girando questo video), che però era nato ad agosto 2007 come Hoang Tulolem 8711: sin da aprile 2018 ha completamente cambiato tutti i suoi contenuti.
Il primo progetto è “Primitive Technology”, è dell'australiano John Plant e nasce alla fine del 2015: questo ragazzo va in mezzo alla natura, in mezzo agli alberi, in mezzo alla foresta, cerca di costruirsi un rifugio, cerca di costruirsi delle soluzioni per riuscire a cacciare, per riuscire a sopravvivere, basandosi interamente sulla possibilità di avere solo quello che ti offre la natura.
Sono video molto diversi dal solito: non c'è lo youtuber che - per prima cosa - ti invita a mettere like, a condividere, a suonare la campanella, iscriverti al canale e tutte queste belle robe qua!
[ammicco ammicco 😉😅👍]
Al contrario, c'è solamente lui, nel completo silenzio: non c'è musica, non c'è narrazione, non c'è nulla, solo i suoni della natura… successivamente in montaggi un pochino più dedicati e un pochino più curati, ogni tanto aggiunge delle scene tagliate più velocemente e un po' di suoni naturali, ma non c'è assolutamente nulla: è un contenuto completamente nuovo ed è un contenuto che esplode grazie a una segnalazione fatta su Reddit.
Il canale originale di “Primitive Technology” si è fermato alla fine del 2019; a seguito della pandemia (a seguito di questa improvvisa scomparsa) molti si sono anche preoccupati, qualcuno è riuscito a contattarlo e si sa che questo ragazzo adesso è fermo per - ovviamente - mancanza di tempo e per i problemi legati alla pandemia, ma anche perché nel frattempo sembra che stia lavorando a uno show che presenterà su un canale televisivo (mi fa molto piacere per lui), ma il discorso non è tanto questo di "chi ha fondato il canale", ma di tutti i canali che sono seguiti dopo.
Tralasciando tutti i canali che hanno freebootato i contenuti di John Plant, quello che cominciano a nascere su YouTube (e cominciano a svilupparsi, appunto, tra il 2016 e - letteralmente - il giorno attuale, anche se i canali di maggior successo sono nati appunto tra il 2016 e il 2018/inizio 2019); sono tutti con contenuti estremamente simile: abbiamo una o due persone che lavorano con degli strumenti molto semplici, tipicamente un bastone o una sorta di roncoletta (quindi un bastone con una lama di metallo).
Parliamo principalmente di canali che sono basati in Cambogia, in Vietnam, qualcuno a Singapore.
Tutti questi canali inseguono i termini di ricerca lanciati da Primitive Technology e quindi irrompono in mezzo a contenuti che riguardano prepper o tecnologie e sopravvivenza in generale, cominciano a finire nei correlati di ricerca, cominciano a prendere la propria posizione in ricerca, e cominciano a crescere, tanto che abbiamo canali che arrivano a macinare centinaia di migliaia di iscritti (anche milioni di iscritti!) e centinaia di milioni di visualizzazioni.
E, lo devo ammettere, oltre a titoli e tag particolarmente ben curati, ci sono anche delle miniature particolarmente catchy!
Idee e progetti appaiono molto interessanti e le idee, seppur non semplici, sembrano comunque ben architettate, e tutto quanto è girato molto semplicemente: generalmente abbiamo inquadrature statiche a camera fissa, ogni tanto c'è qualche dettaglio che viene analizzato con un'immagine a spalla o manuale, raramente (sui canali un pochino più grandi) ci sono anche delle immagini girate con il drone ma, perlopiù, questo è il campo: non c'è quasi nessuna color correction (o proprio quel minimo per - magari - separare un attimo i colori più accesi, ma nulla di particolarmente complesso), non c'è una scelta musicale: generalmente c'è - appunto - solo il suono della natura, ogni tanto, in qualche montaggio in cui ci sono delle immagini accelerate (per far vedere la ciclicità di un determinato lavoro), allora ci può essere qualche leggera musica di sottofondo, ma restano comunque i rumori naturali… e gli stessi personaggi, quelle volte che abbiamo canali con due personaggi, quando interagiscono fra di loro non parlano: comunicano semplicemente a urletti.
Tutti i lavori vengono realizzati con lo strumento (il bastone o la roncoletta) e poi sfruttando, come materiali, canne, tronchi, liane, fango… e una sorta di malta realizzata impastando assieme formicai, sabbia, argilla, cenere e un po' d'acqua: pensavo che fosse una cosa completamente inventata, invece ho guardato in giro su siti di prepper e su materiale scientifico: effettivamente è una sorta di cemento primitivo ma molto funzionale.

Ma cerchiamo di guardare in faccia la realtà: naturalmente non è tutto oro quel che luccica e, fuori dalle immagini in telecamera che vediamo, è evidente che alle spalle c'è il lavoro di un team abbastanza grosso, a livello dello sviluppo non solo per l'editing del video ma proprio per la realizzazione dei progetti.
Tralasciando quei casi in cui gli spettatori più attenti, tra un cambio di inquadratura e l'altro, notano fenomeni molto particolari come la traccia di cingoli di un escavatore!
Ad ogni modo questi canali restano un fenomeno molto interessante, di grande intrattenimento e che, comunque, mostra buone capacità manuali, cosa che io - tendenzialmente - NON HO, anche se ogni tanto riesco a fare qualcosa di simpatico!
E ovviamente senza dimenticare il meme (o mìm o  come lo volete chiamare):
-Gli antichi egizi non hanno potuto costruire le piramidi senza tecnologia aliena!
-Costruiscono una reggia di TRE PIANI con un bastone…
Voi cosa ne pensate? È un semplice fenomeno di intrattenimento? È un contenuto di successo, magari un modello di business redditizio?
O eppure è solo un fenomeno passeggero, che potrebbe andar via?
Voi seguite qualcuno di questi canali di primitive survivalist? Parliamone nei commenti qua sotto.
Bene: io sono Grizzly e questo era Deep Dark Diary: il contenitore che - ogni ultima domenica del mese - ci porta alla scoperta del lato oscuro dei social, dell'attualità o del folklore; noi ci vediamo alla prossima puntata, ciao a tutti!

domenica 21 febbraio 2021

VLOG 354: Guidare un treno con l'uomo morto

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Benvenuti, viaggiatori: io sono Grizzly.
in un precedente episodio di #DdVotr (episodio che trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda qua in alto) ho parlato del Freno di Emergenza, dell'Apertura di Emergenza e di UN ALTRO dispositivo di sicurezza per i convogli ferroviari (non vi faccio spoiler, così se non avete visto quell'episodio, potete comunque seguirlo con calma): questi dispositivi servono in caso di emergenza e permettono all'utente di segnalare una situazione di emergenza o di pericolo.
Ma che cosa succederebbe se, a bordo di un convoglio ferroviario, ci fosse un'emergenza un pochino più complessa? Per esempio se il conducente (il «macchinista») dovesse avere un malore, mentre il treno si sta muovendo, mentre - magari - il treno ha assunto velocità? E quindi se - improvvisamente - non c'è nessuno in grado di fermare il treno? In quel caso, che cosa succederebbe?
Ne parliamo oggi, in questo nuovo episodio di Diario di Viaggio on the road… cominciamo: sigla!
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Dispositivi come il Freno di Emergenza o l'Apertura di Emergenza sono considerati dispositivi di sicurezza «passivi», perché hanno bisogno dell'intervento dell'utente per attivarsi: quindi se c'è l'utente che vede che c'è una situazione di pericolo o di emergenza e attiva uno di questi dispositivi, allora il dispositivo farà il suo lavoro.
Il problema è quando non c'è un utente che può attivare un dispositivo di sicurezza, per esempio se il conducente dovesse avere un malore e quindi non essere in grado di far fermare il treno; e allora che cosa succede: che il treno va avanti all'infinito?
Beh: no, ovviamente!
Anzitutto - nell'ambito ferroviario - abbiamo i semafori, così come sull'ambito stradale, solo che nell'ambito ferroviario non si può semplicemente passare un semaforo rosso: ogni volta che si supera un semaforo rosso, suona un allarme nella cabina di guida e il conducente avrà un brevissimo time out (generalmente un paio di secondi) per «annullare» questo allarme. Se non lo farà, il treno si fermerà, perché entrerà in funzione - attivamente - il freno di emergenza: questo è uno dei «dispositivi di sicurezza attiva» di base; questa tipologia di semaforo rosso si definisce “Rosso Permissivo”: è rosso, ma consente al conducente di superarlo.
Ovviamente questo non significa che "il conducente trova una sfilza di semafori rossi, li supera tutti premendo sempre il pulsante"!
Infatti ogni volta dovrà contattare la sala operativa, comunicare quello che è successo… oppure potrebbe essere la sala operativa a comunicare - per esempio - che il semaforo è guasto e quindi di passare e annullare l'allarme; ma (per esempio soprattutto nell'ambito delle metropolitane) vi è un'altra tipologia di semaforo rosso in cui, quando il semaforo è rosso, non c'è solo il semaforo ma inoltre - accanto alle rotaie - si alza materialmente una sbarra di metallo.
Qualora il conducente dovesse superare il semaforo rosso di questo genere, questa sbarra di metallo si trova all'altezza giusta per intercettare una leva che c'è sotto il treno (in prossimità delle ruote) e colpire questa leva e ruotarla: questa leva è un rubinetto che apre la pressione all'impianto frenante, facendo scaricare immediatamente tutta la pressione dall'impianto frenante.
Ora, l'impianto frenante dei treni funziona a pressione d'aria ma - per essere più precisi - funziona a depressione d'aria: finché c'è pressione, i freni si aprono e le ganasce NON sono sulle ruote, ma nel momento in cui la pressione manca le ganasce - meccanicamente - si chiudono sulle ruote: è un OVVIO meccanismo di sicurezza, perché se una carrozza dovesse sganciarsi dal convoglio, il fatto di avere l'impianto frenante completamente senza pressione comporterà naturalmente la frenata; ed ecco che - in questo caso - il conducente dovesse aver superato il semaforo rosso, non gli basterà semplicemente "premere un pulsante per continuare": dovrà attendere che il treno si fermi, scendere e materialmente riportare in posizione di riposo questa leva.
Questa tipologia di segnare rosso si definisce “Rosso Non Permissivo” e, per esempio, è il segnale rosso che si attiva quando si attiva, in una stazione della metropolitana, l'Allarme di Stazione.
Ovviamente (specie per i treni a “lunga percorrenza”) non si può semplicemente sperare nel successivo semaforo, qualora il macchinista, il conducente, dovesse avere un malore: un ulteriore dispositivo di sicurezza - estremamente semplice - è un meccanismo che rileva il peso della mano del conducente sulla leva di consenso all'accelerazione: il conducente - infatti - non può mai togliere la mano da questa leva (dal manettino di accelerazione) perché, nel momento in cui lo facesse, IMMEDIATEMENTE si toglierebbe consenso alla consolle di comando ed entrerebbe in funzione la frenatura di emergenza.
Viene quindi la domanda: ‘Ok. Ma che succede se il conducente ha un malore e sviene cadendo di peso esattamente sul manettino e, quindi, continuando a schiacciarlo?’
Oltre a questo dispositivo, che è un dispositivo di sicurezza meramente meccanico, c'è un altro meccanismo di sicurezza, che funziona a cadenza regolare.
Ora, nei treni a lunga percorrenza, per evitare di disturbare il conducente, il funzionamento di solito avviene con una cadenza per esempio ogni 5/10 minuti, mentre nei treni che devono svolgere un servizio più breve (devono fare moltissime fermate, come per esempio le metropolitane) può intervenire anche ogni 30~40 secondi: si chiama Dispositivo di Vigilanza del Conducente.
Si tratta di una spia che si accende, sul quadro comandi, ogni tot di tempo (per l'appunto ogni 30~40 secondi, oppure ogni 5~10 minuti): nel momento in cui questa spia si accende, il conducente deve agire con un gesto ben preciso, per esempio la pressione di un pulsante (oppure di un pedale), se non lo fa entro un tempo molto breve (generalmente un paio di secondi) allora comincia a suonare un allarme, ma anche quando suona questo allarme, il conducente ha ancora un altro paio di secondi per intervenire (pressione del tasto o pressione del pedale); superati ANCHE questi due secondi, quindi superati quattro secondi senza essere intervenuto, automaticamente entra in funzione la frenata di emergenza.
Ovviamente nel momento in cui entrasse in funzione la frenata di emergenza, sarebbe tolto il consenso alla consolle di comando e, sino a quando il treno non si ferma, non è possibile effettuare più nessun comando.
L'insieme dei dispositivi che controllano la vigilanza del conducente viaggiano sotto il molto amichevole nome di Uomo Morto (dall'inglese “Dead Man Switch”: letteralmente - appunto - “Interruttore dell'Uomo Morto”); ovviamente vi sono ulteriori meccanismi di sicurezza: per esempio sui treni automatici (con porte automatiche) cercare di mettere il «Consenso Marcia» con le porte aperte provocherà - di nuovo - l'intervento dell'Uomo Morto, ragione per la quale non è molto semplice guidare un treno (per così dire), non è come un auto:
  • si gira una chiave
  • si mette la prima
e il treno parte!
Ci sono una serie di manovre un pochino più precise da andare a fare.
Questi erano i principali dispositivi di sicurezza attiva a bordo dei convogli ferroviari, tra le altre cose - nell'ambito industriale - in molti ambiti dove ci sono dei «lavori ciclici» si utilizzano dei meccanismi similari all'Uomo Morto (appunto dei «Dead Man Switch»: dei dispositivi di controllo di vigilanza dell'operatore che sta lavorando sul ciclo) proprio per verificare che la persona che c'è davanti, a controllare il ciclo, sia una persona vigile.
Voi cosa mi dite? Eravate a conoscenza dell'esistenza di questi dispositivi? Oppure pensavate che, in caso di emergenza, dovesse accorgersi qualcuno della situazione di emergenza?
Avete curiosità su altri dispositivi di sicurezza, per quanto concerne il trasporto ferroviario (o altri trasporti, come bus, tram… non so: aerei!), ci sono altri dubbi, altre curiosità?
Parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Anche oggi siamo giunti in fondo al vlog; se sono riuscito a farvi conoscere qualcosa di utile, o interessante, come sempre vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere con i vostri amici, anche su Whatsapp, Telegram e le altre app social, in particolar modo con i vostri amici pendolari: potrebbero essere un pochino più tranquilli a sapere che ci sono dei dispositivi di sicurezza che vigilano sui loro viaggi! 😂
Iscrivetevi al canale per assumere il Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto: anche quello funziona in maniera attiva!
Inoltre vi ricordo il canale Telegram, linkato sul doobly-doo e sulla scheda, per piccole curiosità, dietro le quinte e notifiche quando pubblico i nuovi video o vado live sulle app social.
Infine, se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattarsi su #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 14 febbraio 2021

VLOG 353: Giornata Europea del NUE112

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Benvenuti a bordo viaggiatori: io sono Grizzly.
L'11 febbraio è stata la Giornata Europea del Numero Unico di Emergenza 112; oggi - in questo nuovo episodio di Diario di Viaggio on the road - vi parlerò, appunto, un pochino della giornata e un pochino del Numero Unico di Emergenza, per cui cominciamo: sigla!
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La Giornata Europea del Numero Unico di Emergenza è stata istituita nel 2009 (e non è stato scelto l'undici febbraio a caso, perché nella notazione europea è una data che si scrive come “11-2”): da una parte vuole essere l'ennesimo richiamo al fatto che il numero per tutte le emergenze su tutto il territorio europeo è 112; dall'altra viene celebrata svolgendo tutta una serie di attività di sensibilizzazione, cercando di far conoscere e promuovere l'utilizzo del Numero Unico di Emergenza 112.
Infatti in questa occasione vengono svolte attività nelle scuole, vengono svolte attività anche sui social (vengono rilanciati degli hashtag), si svolgono tante attività: ci sono fotografie, video e tantissime cose che vengono realizzate, cercando di spingere molto su quest'argomento.
Infatti in Europa siamo sempre più uniti: abbiamo una «moneta unica», abbiamo un'economia comune, abbiamo dei confini che sono sempre più vacui grazie agli Accordi di Schengen che ci permettono di muoverci liberamente all'interno di tutto il territorio europeo, abbiamo tante piccole grandi cose che ci accomunano tutti quanti, non più come cittadini della singola nazione ma come cittadini dell'Europa, cittadini della grande nazione europea, e il Numero Unico di Emergenza da una parte è una di quelle piccole grandi cose che ci uniscono tutti quanti; dall'altra è una cosa molto importante, perché è il modo che ci permette di sapere che, dovunque ci troviamo in Europa, dovunque stiamo viaggiando (per lavoro, per vacanza, per piacere o per qualsiasi motivo), nel momento in cui ci troviamo di fronte a una situazione di emergenza siamo consapevoli che - per qualsiasi situazione di emergenza - possiamo chiamare dovunque ci troviamo SEMPRE il numero 112 per avere supporto.

L'armonizzazione dei numeri di emergenza in Europa è stato un lavoro molto lungo, perché ogni nazione - naturalmente - nel corso della sua storia ha avuto i suoi numeri di emergenza: anche qui in Italia abbiamo avuto i numeri brevi per le chiamate di emergenza destinate ai carabinieri, alla polizia, ai vigili del fuoco, alle ambulanze… ne ho parlato quando ho parlato della storia dei numeri di emergenza in Italia, un episodio di #OperazioneNostalgia che vi lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda (così potete andare e capire un attimo di che cosa sto parlando).
Ovviamente come ci sono stati i numeri di emergenza differenti per la polizia, i vigili del fuoco e le ambulanze qui in Italia, ci sono stati numeri differenti anche - non so - in Francia, in Germania, in Olanda e via discorrendo.
Per via di differenti situazioni, differenti abitudini, si sono formati vari numeri di emergenza per vari servizi in varie nazioni: per esempio mi ricordo che in Germania c'era il 110 per chiamare la polizia; in Italia per la polizia avevamo il 113.
In Spagna - se non ricordo male - c'era lo 091 per chiamare la polizia, quindi tanti numeri, tante nazioni, uno - se doveva fare un viaggio - doveva essere consapevole che se c'era bisogno di un ambulanza in un posto bisognava chiamare un numero, se c'era bisogno di un ambulanza un altro posto bisognava chiamare un altro numero, se c'era un incendio bisognava chiamare un altro numero ancora.
Diciamo che questo può creare confusione, soprattutto con la grande diffusione dei telefoni cellulari, la possibilità di poter fare la chiamata di emergenza dal cellulare, anche se non c'è il segnale del nostro operatore (quando il cellulare ci dice - appunto - ‘Solo Chiamate di Emergenza’) è una cosa molto importante, ma la capacità di riuscire a mettersi in contatto con la sala operativa e di segnalare la situazione  di emergenza diventa difficile se ogni nazione ha il suo numero per le emergenze: ecco che avere un numero unico in tutta Europa facilità moltissimo le cose.
In Italia stiamo implementando le Centrali Uniche di Risposta: sono dei meccanismi molto simili al sistema americano del 911, in cui l'operatore che risponde si occuperà di risolvere la nostra necessità di emergenza, che ci sia bisogno delle forze dell'ordine, che si debba segnalare un incendio, che ci sia bisogno di un ambulanza o che ci sia bisogno di più elementi contemporaneamente (per esempio il crollo di un edificio, quindi servono i vigili del fuoco e le ambulanze; oppure un grave incidente stradale, in cui c'è anche bisogno delle forze dell'ordine per regolare il traffico, chiudere delle strade e situazioni di questo genere) e le Centrali Uniche di Risposta stanno reagendo molto bene, nonostante - magari - qualche piccolo… chiamiamolo pure mal di pancia iniziale.

Se volete maggiori approfondimenti sul Numero Unico di Emergenza 112 in Italia, di sicuro vi segnalo il canale All About 112 (nonostante il nome inglese è un canale italiano): ve lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda, è un canale in cui si fanno tutti gli approfondimenti sul Numero Unico di Emergenza, su come funziona in Italia, su come funziona l'app «Where ARE U», che è un'app molto importante e che vi consiglio caldamente di installare sul vostro smartphone, se non l'avete già fatto, perché grazie a questa app non solo potete contattare più velocemente la Centrale Unica di Risposta, ma grazie a questa app potrete inviare alla Centrale Unica di Risposta la vostra posizione GPS e tutta una serie di informazioni molto utili in caso di emergenza.

Se siete curiosi di approfondire l'argomento "Emergenza e attività di protezione civile, chiamate di emergenza…" ogni martedì sera (dalle 21:15 alle 22:45) mi trovate su Twitch (sul mio canale Twitch), dove faccio un approfondimento su queste situazioni e rispondo alle vostre domande e ai vostri dubbi su questi argomenti, quindi non dimenticate di seguirmi anche su Twitch (trovate il link del canale sul doobly-doo e sulla scheda) ma - nel frattempo - se avete altre domande o curiosità sul 112 o sulla Giornata Europea, potete farmele nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr

Bene, anche oggi siamo giunti in fondo a questo vlog, veloce come dovrebbe essere una chiamata al 112. Se sono riuscito a farvi conoscere qualcosa di interessante, come sempre vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere con gli amici, anche su Whatsapp, Telegram e le altre app social… in questo caso - però - no, NON mi condividete con l'app Where ARE U: le chiamate di emergenza si fanno solo in caso di emergenza!

Iscrivetevi al canale per il Buon Profumo di Nuovo Iscritto™: magari non aiuta nelle situazioni di emergenza, ma avere addosso un buon profumo è sempre qualcosa di gradevole!
Seguite il canale Telegram (sul doobly-doo e sulla scheda) per piccole curiosità, dietro le quinte e notifiche quando pubblico nuovi video o vado live sulle app social, come ad esempio Twitch.
Infine fatemi sapere in un commento se c'è qualche argomento che vi piacerebbe io trattarsi su #DdVotr
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 7 febbraio 2021

VLOG 352: Ricordi... a 8 bit #OperazioneNostalgia

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Benvenuti a bordo viaggiatori: sono Grizzly e sono una persona di una certa età: sono infatti un «figlio degli anni '70 (e degli anni 80)», per cui sì: sono cresciuto con i cartoni animati giapponesi, con i famosi robottoni, come - per esempio - Jeeg Robot d'Acciaio.
E posso dire che - fortunatamente - nessuno della mia generazione si è mai lanciato dalla rupe nella speranza di trasformarsi in Jeeg Robot d'Acciaio, forse perché non c'erano all'epoca né Wish né Aliexpress, dunque era piuttosto difficile riuscire a reperire i guanti di Hiroshi…
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… anche se (#spoiler!) in uno dei primi episodi Hiroshi scopre che non sono i guanti che provocano la sua trasformazione in Jeeg…

Ma comunque oggi, in questo nuovo episodio di Diario di Viaggio on the road #OperazioneNostalgia voglio parlarvi - appunto - di nostalgia di cartoni animati del passato, e lo farò in un episodio montato su un i7 a 64bit, mentre vi parlerò di quello che c'era una volta… a 8bit e quindi vi parlerò del canale ‘Memorie a 8 bit’; prima di continuare: link del canale sul doobly-doo e sulla scheda, se non lo conoscete andate e iscrivetevi, è un canale dove si parla di quelli che sono stati i temi nerd del passato, quello che era nerd negli anni 80, negli anni 90, quando - forse - ancora non c'era di preciso il tema nerd, probabilmente!
Principalmente parliamo di cartoni animati, ma non parliamo solo di quello: parliamo anche un po' di quella che è la memoria delle cose (dei giocattoli, delle cose più particolari) che c'erano negli anni 80.
Il nostro host, Sergio, è una persona simpaticissima, è riuscito in un intento veramente molto onorevole: nel 2018 (in occasione del quarantesimo compleanno di Goldrake) ha realizzato un esperimento bellissimo e adesso io vi faccio vedere il video di quell'esperimento e poi vi dico qualcosa.
L'esperimento è stata la sigla ‘UFO Robot Goldrake’ cantata da duecento persone,

o - per essere più precisi - da 170 persone e trenta specialissime guest star!

Quindi eccovi la sigla di UFO Robot Goldrake, link del video sul doobly-doo e sulla scheda: andate, guardatelo e - molto probabilmente - rosicate perché non avete partecipato quel video!
Da una parte rosico anche io, però dall'altra riconosco che sono talmente stonato che - probabilmente - avrei semplicemente rovinato il video, quindi alla fine meglio così.
Ho bellissimi ricordi dei cartoni animati della mia infanzia, di quelli che sono stati i cartoni giapponesi non sono dei robottoni (quindi di Goldrake, Jeeg Robot d'Acciaio etc), ma anche di quelli che erano - un po' - i supereroi: Gekko Kamen un pochettino me lo ricordo, ma mi ricordo di più - per esempio - Fantaman…

e sono anni che mi chiedo cosa c'avesse tanto da ridere, per esempio‽‽

Mi ricordo di Ken il Guerriero, di Daitarn III, di Galaxy 999, quindi di tantissimi di questi cartoni animati, anche - poi - di quelle cose come Lady Oscar, come Candy Candy, che comunque hanno fatto parte della mia infanzia. A proposito: su Lady Oscar come non citare i mitici riassunti dello zio Aldo Jones? (Anche quelli di Ken il Guerriero sono storici e divertentissimi tra l'altro)
Ma in questo caso parliamo di andare - per esempio - a ritroso a ricordarsi le sigle dei cartoni: per esempio c'era un cartone che, quando sono andato a cercare notizie, ho scoperto chiamarsi “Falco il Superbolide”, eppure io… naturalmente il titolo *ovviamente* era quello: però me lo ricordavo come “Ken Falco”, perché mi ricordavo la sigla: il suo nome è Ken, Ken Falco!
E proprio parlando di sigle, ecco che un contenuto che voglio segnalarvi del canale di Memorie a 8 bit non è un video, ma un'intera playlist: siamo cresciuti con tantissimi cartoni animati e siamo cresciuti identificando molti di questi cartoni animati dalle sigle, quindi perché non andare a scoprire i volti dei cantanti che c'erano dietro quelle sigle? Ecco che la prima playlist che vi segnalo, del canale Memorie a 8 bit, è appunto I Volti dei Cantanti delle Sigle, playlist linkata sul doobly-doo e sulla scheda: andate, è un modo divertentissimo e bellissimo di togliersi questa grande curiosità, di conoscere quali sono stati (o quali sono) i cantanti che c'erano dietro alle sigle, è un format molto simpatico e divertente.
Ho parlato delle sigle che mi ricordavo, dei cartoni che mi ricordavo, ma ci sono stati dei cartoni che avevo quasi rimosso dalla mente, ogni tanto il buon Sergio ne ha parlato ed ecco che mi è ritornato qualcosa alla mente; ogni tanto ne ha parlato e mi è ritornata alla mente - appena appena - qualche immagine: stiamo parlando di quei cartoni che, in fondo, sono stati come dimenticati, magari nel passato sono andati in onda tante volte sulle TV nazionali o sulle TV locali, e poi sono stati messi nel dimenticatoio.
Ecco che c'è una seconda playlist: cartoni (ma anche film, serie tv e sigle) dimenticati dal mondo, ovviamente non "dimenticati del tutto", altrimenti non se le ricorderebbe nemmeno il buon Sergio, ma sono quelle cose che - magari - in passato hanno avuto una programmazione continua e poi sono finiti nel dimenticatoio, nessuno vuole più andarli a ripescare; quindi la playlist "Cartoni, Sigle, Film e Telefilm dimenticati dal mondo", anche quella linkata su doobly-doo e sulla scheda: andate e dategli un'occhiata.
Piccola curiosità: c'è un cartone del quale neanche Sergio ha notizie (gliel'ho segnalato un paio di volte, nei commenti), ma ammetto che mi sono messo a ravanare anche io. Ho trovato pochissime informazioni, qualcuna sulla Wikipedia in inglese (ma proprio brevi trefiletti sul fatto che fosse una sola stagione di dodici o tredici episodi): parlo degli "Orsi Radioamatori" o "gli Orsi CB" (non gli Orsi Care Bears, non gli Orsetti del Cuore); gli Orsi Radioamatori erano questi tre orsi che guidavano un camion dei rifiuti (il «Furgone profumo») e che facevano delle indagini, risolvevano dei casi particolari come furti o misteri, mantenendosi in contatto con una ragazza con la radio del CB.
Anche questo, un cartone dimenticato, lo guardavo quando ero piccolissimo (fino a quando ho avuto otto~nove anni), poi è sparito e non trovo più nulla: ho cercato anche nel Dark Web, nei posti più oscuri… l'unica cosa che sono riuscito a trovare è la sigla in originale, in americano, in una versione rovinatissima (come un rip da una VHS), che era presente su YouTube… e poi basta: non trovo trame degli episodi, non trovo tracce di nulla, eppure me lo ricordo questo cartone animato: sarà un Mandela Effect, chi può saperlo‽

Insomma questo era il canale di Memorie a 8 bit, un viaggio nella nostalgia di noi boomer (anzi peggio: io sono un Nativo della X-generation, quindi sono ancora più vecchio dei boomer, praticamente!), ed è un viaggio che vi consiglio per scoprire tantissimi argomenti, in ambito nerd, di quello che è stato un po' il passato, di quelli che sono stati gli anni 80, gli anni 90, di tante piccole grandi curiosità su fenomeni di costume che si sono creati in quel momento, che poi sono cresciuti e si sono sviluppati, alcuni arrivando persino sino ai giorni nostri, quindi sicuramente un canale da non perdere su YouTube!
Detto questo, voi cosa vi raccontate? Siete nativi digitali, siete nativi analogici?
Vi ricordate gli anni 80, vi ricordate i cartoni degli anni 80?
Siete amanti di queste cose un po' retrò? Non siete amanti di queste cose un po retrò? Siete cresciuti coi robottoni? Disprezzate i robottoni?
Vi ricordate il cartone animato degli Orsi Radioamatori, magari l'avete visto su qualche TV locale collaterale, dimenticata?
Non lo so: parliamone nei commenti qua sotto oppure su twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene: io sono Grizzly, questo era #OperazioneNostalgia, come sempre vi invito a mettere pollice-in-alto, condividere questo vlog, iscrivetevi al canale, noi ci vediamo alla prossima puntata: ciao a tutti!

domenica 31 gennaio 2021

Come funziona la cremazione (Deep Dark Diary 03)

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[ATTENZIONE: il video è vietato ai minori e non si aprirà se non siete autenticati su YT o su Google]

Benvenuti.
Il 27 gennaio è stata la «Giornata della Memoria», a ricordo di tutte le vittime innocenti uccise nei campi di sterminio, e di tantissimi i cui corpi sono poi stati cremati.
Bene: oggi proprio di cremazione vorrei parlare, perché c'è tanto da dire sulla cremazione, anche perché ci sono ancora moltissime persone che non hanno del tutto le idee chiare, quindi voglio approfondire un pochettino l'argomento “cremazione” oggi, in questo nuovo episodio - tuttavia, per via del contenuto, vietato ai minori - di Deep Dark Diary.
Stiamo parlando di cremazione, dunque di disporre di una salma versando sopra un po' di liquido infiammabile e usando un fiammifero, oppure - all'interno di un forno crematorio - con un po' di gas metano: in un'oretta riusciamo ad avere un mucchietto di cenere, giusto?
Sbagliato!
La cremazione è un processo lungo, elaborato e piuttosto complesso, con una serie di passaggi che bisogna realizzare - uno alla volta - per ottenere il risultato finale, che sono le ‘ceneri dell'estinto’.
E quindi, giusto per mettere i puntini sulle "i": no, quello che vedete nei film, il cosiddetto “funerale vichingo” in cui si lancia una freccia sul cadavere - messo su un pochino di assi di legno - e se ne ottiene il completo incenerimento… Uhm… no: quella è solo finzione cinematografica.

Cominciamo da quando si è ancora in vita: la persona - che dopo la morte - decide che le sue spoglie mortali vogliano essere cremate, dovrà fare uno specifico iter burocratico: dovrà sviluppare una serie di documenti, andare a chiedere una serie di cose, per poter giungere quindi - al momento in cui ci sarà la sua morte - a ottenere la cremazione.
Ovviamente a meno che non sia in corso una pandemia globale, nella quale ci sono delle procedure che prevedono la cremazione per motivi di sicurezza sul rischio di diffusione della pandemia o di logistica per la assenza di spazi dove andare a tumulare i defunti.
Infine, chi ha scelto la cremazione dovrà anche scegliere un contenitore adatto alla propria salma e, se pur vero che per una classica tumulazione si potranno scegliere diverse tipologie di bare, con diverse qualità di legno, diverse lavorazioni (magari scolpite a mano, magari con una verniciatura molto particolare)… beh: nel caso della cremazione, in realtà, tutto è molto più semplice e si dovrà scegliere una bara adatta - appunto - alla procedura di cremazione.
Generalmente sono di legno grezzo (per esempio di pino), perché bruciano molto velocemente, oppure - molto più semplicemente (molto più banalmente) - sarà un semplice contenitore di cartone… tanto alla fine dovrà semplicemente bruciare!

La procedura inizia con l'arrivo della salma nella zona dove c'è il forno crematorio.
La salma - a questo punto - sarà preparata: per esempio saranno rimosse tutte le protesi amovibili, quindi - non so - protesi dentali, saranno rimossi eventuali arti artificiali; inoltre si rimuoveranno eventuali apparati medicali, come ad esempio il pacemaker (che potrebbe esplodere all'interno del forno!)
E so cosa state per chiedermi, per cui: sì, se la salma avesse degli impianti in silicone, saranno rimossi anche quelli prima che si entri nel forno crematorio: questo perché il silicone non brucia e potrebbe fare molti danni all'interno del forno crematorio.
A questo punto, prima di continuare, sarà posta sulla salma una targhetta di metallo con un numero identificativo univoco, che servirà - appunto - a identificare sempre la salma (o i resti mortali): questa targhetta non sarà mai rimossa o spostata.
Infatti è proprio grazie a questa targhetta di metallo se potete essere sicuri che le ceneri che vi sono state consegnate sono quelle della vostra amata prozia Domitizianilla, e non del signor Maribertonio.
Non sapete chi è Maribertonio? Appunto: perché c'è la targhetta che ha identificato le ceneri corrette!
A questo punto la salma entrerà nel forno crematorio (generalmente un forno a gas metano), che troverà già acceso è già caldo ad una temperatura di circa 900 gradi centigradi e rimarrà all'interno del forno crematorio (alla temperatura di circa 900 gradi centigradi) per un tempo variabile tra le due e le tre ore.
Con l'esposizione all'elevatissima temperatura per il tempo di due~tre ore, tutti i tessuti molli (e buona parte dei tessuti non molli del corpo) saranno completamente inceneriti o vaporizzati: tutte le sostanze liquide saranno completamente vaporizzate… ma è importante ricordare un piccolo particolare: il processo all'interno del forno crematorio è un processo esclusivamente termico: non c'è nessuna tipologia di processo meccanico. Ricordatevi questo particolare.
Superate queste due~tre ore, il forno crematorio sarà aperto e sarà estratta una sorta di gigantesca teglia che contiene i residui; si tratta di circa 2~3kg di polveri e frammenti ossei più o meno grossi, oltre ad altri elementi. Questa grossa teglia sarà messa su un lato e sarà lasciata a raffreddare per almeno un'ora.
Una volta che i residui si sono raffreddati, un operatore rimuoverà tutti gli eventuali impianti chirurgici che non era stato possibile rimuovere prima della procedura (per esempio viti alle articolazioni, impianti ossei in metallo, etc) e, poi, per continuare passerà un potente magnete sopra i residui, per recuperare ulteriori eventuali frammenti metallici.
Sono rimasti questi residui: circa 2~3kg in parte di polvere, ma in parte anche di frammenti ossei più o meno grossi, ben diversi dalla polvere che ci aspetteremmo, dalla «cenere» che ci aspetteremmo al termine di un processo di cremazione: questo perché sinora la salma è stata sottoposta solo alla parte termica del processo, manca un importante passaggio.
Tutto quello che è rimasto - infatti - sarà inserito in un apposito macchinario, che si chiama cremulatore, e tutto quello che fa è - semplicemente - macinare tutti i residui, quindi anche gli eventuali frammenti ossei calcinati, ma che non sono arrivati a rompersi e incenerirsi, perché sono comunque molto fragili; e il risultato di questa macinatura è una polvere molto sottile, che è in fondo la «polvere» che siamo abituati a vedere quando si parla di cremazione.
Infine la polvere venuta fuori dal cremulatore sarà raccolta, assieme alla targhetta di metallo, in un'urna da consegnare direttamente alla famiglia oppure - qualora queste ceneri debbano viaggiare e attraversare il territorio comunale - molto semplicemente inserite in un sacchetto di plastica, molto più comodo e funzionale (eventualmente un sacchetto di plastica posto all'interno di un urna, se l'urna è già stata predisposta).
Infine, a seconda del luogo in cui ci troviamo e della legislazione vigente al momento, queste ceneri potranno essere:

  • conservate della famiglia;
  • poste in un cimitero, in un'apposita tomba di famiglia;
  • o disperse in qualche luogo (per esempio in alcuni boschi o in mare).

Detto questo, spero di essere riuscito a intrattenervi e a farvi conoscere quello che è un ambito un pochino oscuro dell'argomento morte, probabilmente tornerò su questo argomento in altri episodi.
Ci sono delle domande, delle altre curiosità che avete su questa situazione o su altre situazioni che concernono la morte e la disposizione delle salme?
Eventualmente fatemi qualche domanda nei commenti qua sotto.
Io sono Grizzly e questo era Deep Dark Diary: il contenitore che ogni ultima domenica del mese ci porta a fare un viaggio nel lato più oscuro dei social, dell'attualità o del folklore: noi ci vediamo al prossimo episodio, ciao a tutti!

domenica 24 gennaio 2021

VLOG 351: Hard Discount: la mia esperienza

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[occhiali che cadono]
(No!)
(Facciamo così)
Benvenuti a bordo viaggiatori (in questa splendida giornata): io sono Grizzly e in questo nuovo episodio di Diario di Viaggio on the road ritorniamo a trattare un argomento che avevo trattato proprio in una delle primissime puntate: mi riferisco all'Episodio 7 [di Star Wars? 🤣 ndG] in cui ho parlato di supermercati o hard discount, episodio che ho pubblicato nel marzo del 2014.
Bene oggi, a distanza di sette anni (quindi di sette anni di esperienza, sette anni di spese negli hard discount e nei supermercati di marca, “blasonati”), voglio raccontarvi un pochettino come è cambiato il mio modo di approcciarmi ai supermercati di marca e agli hard discount, per cui cominciamo: sigla!
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Negli ultimi anni c'è stata una rigogliosa crescita delle grandi catene di hard discount se prima l'hard discount era ‘il supermercato nel quale venivano venduti prodotti di sottomarca per cercare di risparmiare’, adesso siamo arrivati a quello che sembra un po' l'ironia di avere l'hard discount di marca; non nel senso che l'hard discount vende prodotti di marca, ma che è un marchio blasonato di hard discount: ci sono le grandi catene di hard discount che cominciano ad affermarsi sul territorio, sia su quello italiano sia su quello europeo (se non, addirittura, in quello mondiale).
Con la mia famiglia, nel corso del tempo (in particolar modo degli ultimi cinque anni), abbiamo cominciato ad apprezzare sempre di più i prodotti dell'hard discount, poi avendo vari hard discount intorno a casa, in cui era possibile LETTERALMENTE andare a piedi (qualcuno adesso ha chiuso e si è spostato e bisogna comunque andarci in macchina) ma comunque ci ha fatto prendere l'abitudine a provare un po' tutti i prodotti dell'hard discount, a trovare quali sono quelli di qualità un tantinello discutibile, quelli - proprio - di pessima qualità e quali sono quelli - invece - di altissima qualità, che hanno un buon gusto, se sono prodotti alimentari, o una buona funzionalità, se sono - per esempio - prodotti per la pulizia.
E ormai da molto tempo la nostra spesa bisettimanale (la spesa molto grossa che andiamo a fare) la andiamo a fare direttamente in una grande catena di hard discount.
E lo dico, anche se non sono pagato per farlo: l'hard discount in cui ci riforniamo di più è l'EuroSpin.
Ne ho uno dietro casa: rispetto al 2014, adesso si è spostato; al di là di andare a quello che c'è vicino casa (si è spostato di poche centinaia di metri), ogni tanto andiamo anche nelle più grosse catene o in un hard discount (in un «edificio» EuroSpin) un pochino più grande, con un pochino più di materiale, ma il più delle volte - ormai - utilizziamo soprattutto quella tipologia di prodotti: ci siamo abituati, abbiamo molti prodotti che prendiamo spesso, perché ci troviamo bene, a livello di pasta, a livello di sughi, a livello di - non lo so - frutta, verdura, legumi, cereali e… roba di questo genere, ma anche salumi, insaccati, formaggi e avanti di questo passo… però ci sono alcuni prodotti per i quali ancora scegliamo il supermercato blasonato, non tanto per il supermercato in sé, quanto per il prodotto specifico in sé che - al momento - non è disponibile in “versione di sottomarca”, per esempio il cioccolato: ci piace molto il cioccolato fondente (il cioccolato extra fondente), il cosiddetto “nero”, il “99%” e il “100%”.
E non perché non contiene zucchero, non contiene questo o non contiene quello: semplicemente perché ci piace il gusto del cacao amaro, del cioccolato extra fondente, il “nero al 99%” (o addirittura al 100% che, ogni tanto, anche quello è difficile trovare, pure nel supermercato blasonato): ci piace proprio il gusto amaro e il retrogusto che ti lascia in bocca a lungo, quindi scegliamo questa tipologia di cioccolato; per il momento il nero fondente che c'è all'EuroSpin è un 85% di cacao, è zuccherato, quindi ha un sapore - in ogni caso - di «cioccolato dolce», per cui non è che ne andiamo particolarmente ghiotti; ma a parte queste piccole cose ed alcuni prodotti specifici, per buona parte della spesa andiamo soprattutto all'hard discount: quelle piccole cose, poi, andiamo al supermercato (lì, accanto all'hard discount).
A livello di qualità abbiamo potuto provare tantissimi prodotti, e moltissime volte siamo rimasti soddisfatti della qualità e, nell'ambito dei prodotti alimentari, soddisfattissimi del gusto, anche di alcuni prodotti che non è facile trovare ai supermercati blasonati, oppure ogni tanto si trovano anche ai supermercati blasonati: tipicamente hanno - tendenzialmente - la stessa qualità del prodotto dell'hard discount, ma tendono a costare… se non il doppio, almeno -comunque - una volta e mezzo rispetto al prodotto dell'hard discount, per avere lo stesso sapore e la stessa qualità, per quanto concerne i prodotti alimentari.
Per quanto concerne i detersivi, i prodotti per la pulizia della casa, noto che alcuni prodotti più blasonati magari hanno un profumo migliore, magari risultano lasciare meno aloni (o non lasciare aloni) dopo aver fatto la pulizia, magari risultano avere quella che sembra una qualità migliore… quindi magari c'è una certa differenza di qualità, ma c'è una certa differenza di costo che influisce tantissimo. Considerate che ogni due settimane noi andiamo a, fare all'hard discount, una spesa abbastanza pesante: circa un centinaio di euro (quindi circa 200~250 euro di spesa, solo all'hard discount, mediamente ogni mese): parliamo di carrelli strapieni di roba, mentre se andassi al supermercato blasonato… per esempio mi è successo, quando siamo stati in isolamento fiduciario, di farmi consegnare la spesa a casa (e la faceva il supermercato blasonato) e presentare una lista della spesa via email (anche con le alternative: se una cosa c'era, se una cosa non c'era), dopodiché mi arrivava la spesa, che era - veramente - due~tre sacchetti di roba: 40~50~60, anche 70 euro.
La differenza sicuramente c'è: sono abbastanza sicuro che un carrello, come quello che facciamo all'hard discount (bello pieno di roba), con i prezzi medi, con prodotti medi di qualità simile (non voglio dire con il top di gamma) in un supermercato blasonato… non sono sicuro che si arriverebbe al doppio (quindi a 200 euro di carrello), ma facilmente a superare i 150~160 euro per la stessa categoria di prodotti, per la qualità media, per quello che concerne non so: detersivi, surgelati, roba da mangiare etc.: comunque io sono più che sicuro che arriveremo se non al doppio, a poco meno del doppio di spesa, per mantenersi sulla stessa qualità.
Vi sono dei prodotti che, se li vai a prendere al supermercato blasonato, vale a dire - quindi - prendi il prodotto di marca, al di là del pagare la «marca», paghi anche una differente forma di qualità: tuttora io compro - per esempio - il salmone in scatola (al naturale o sott'olio) dell'hard discount; per carità: è buono! Però quando vai a prendere il salmone in scatola (sott'olio, oppure gusto affumicato) del supermercato blasonato, prendi quello di marca, la fetta di salmone si vede che ha proprio un colore diverso, ha un taglio differente, è stata rifinita in maniera corretta mentre quella dell'hard discount è proprio una «mattonella» tagliata a macchina; poi anche l'odore del salmone in scatola dell'hard discount è un leggero odore di pesce, più o meno generico, mentre il salmone in scatola blasonato, appena lo apri, ti esce - proprio - quel buon profumo, perché vuol dire che è stato lavorato da freschissimo e sigillato in atmosfera protettiva, quindi c'è una importante differenza, questo lo riconosco.
Ciò non toglie - comunque - che il prodotto dell'hard discount tende ad avere una buona qualità e ci troviamo molto bene, ormai da anni abbiamo preso questa abitudine di andare a fare questa spesa pesante (facciamo mediamente ogni 15, massimo 20 giorni), e facciamo questa spesa pesante: compriamo tantissima roba, dopo una settimana andiamo a fare una spesa più piccola, solo per comprare i prodotti freschi (solo la frutta e la verdura, perché quella - naturalmente - non la puoi prendere per due settimane in avanti!), però diciamo che riusciamo a giostrarci in questo modo e funziona abbastanza bene, e anche i prodotti di frutta e di verdura… ci troviamo molto bene con i prodotti dell'hard discount.

Ma questa è la mia esperienza: adesso io sono curioso di sapere qual è la vostra esperienza.
Voi fate la spesa nei supermercati blasonati? Utilizzate gli hard discount?
Preferite i prodotti di marca? Non vi preoccupate più di tanto della qualità, e puntate soprattutto al risparmio? Cercate di trovare la giusta via di mezzo?
Fate come noi e fate una spesa importante all'hard discount, però per alcuni prodotti preferite quello di marca o preferite comunque un prodotto particolare, che non è disponibile all'hard discount, quindi lo andate a prendere al supermercato blasonato?
Ci sono delle cose particolari? Ci sono delle catene di hard discount in cui vi rifornite più spesso?
Oppure fate delle cose differenti: per esempio andate a fare la spesa una volta all'hard discount e una volta al supermercato blasonato, senza andarci a pensare troppo?
Non lo so: parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene ragazzi, questo è tutto, ho voluto raccontarvi un po qual è - a linee generali - la mia esperienza con i supermercati di marca e con gli hard discount: diciamo che mi trovo molto bene con gli hard discount e spero di essere riuscito, se non siete persone da hard discount, almeno a incuriosirvi e a farvi pensare che - forse - è il caso di provare a fare la spesa negli hard discount e vedere se effettivamente c'è un buon livello di qualità e comunque il giusto livello di risparmio economico, che in questo periodo - sicuramente - non è qualcosa da sottovalutare; se sono riuscito in questo intento come sempre vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici, anche su Whatsapp, Telegram e le altre app social.
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Infine fatemi sapere se mi piacerebbe che trattassi un argomento particolare.
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!