domenica 23 febbraio 2020

VLOG Speciale: Pranzo di Solidarietà - 5 gennaio 2020

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
Allora: breve antefatto.
Domenica 5 gennaio 2020, con i ragazzi della protezione civile, abbiamo fatto un pranzo dedicato agli indigenti: il “Pranzo della Befana”; l'abbiamo fatto in un piazzale dietro l'ufficio del comune di Siracusa (dietro l'ufficio di quartiere, in prossimità del Centro Anziani), è stata una giornata molto piacevole e molto rilassante, com'è successo già altre volte son venute ad aiutarci la Befana con tutte le aiutanti… (le ‘befanesse’, credo 🤔) e questo nonostante - appunto - fosse il 5 gennaio, quindi nonostante a tutte quante aspettasse un turno di notte particolarmente pesante.
Ma - modestamente - abbiamo appoggi molto in alto e quindi riusciamo, ogni anno, a convincere la Befana a fare un salto (in realtà, più che gli appoggi, molto ha fatto mostrare - semplicemente - il menù della giornata! 😋😋😋)
Scherzi a parte, è stata una giornata molto piacevole, è stata una giornata di solidarietà e di attività di volontariato che è stata fatta da moltissime associazioni presenti, e quindi vi lascio con il montaggio di alcune scene che ho potuto girare mentre stavamo facendo quest'attività.
E oggi una puntata speciale, dedicata solo a quest'attività - velocemente - anche se con un certo ritardo, perché purtroppo manca il tempo, e quindi mi è mancato il tempo di poter montare l'episodio prima, per cui seguono le immagini.
Grazie come sempre e noi ci vediamo alla prossima puntata: ciao a tutti!
[beep]
-Buongiorno viaggiatori: io sono Grizzly, lui è Kent (la mia decorazione festiva) anche se non so se riuscite a vederci bene, perché è domenica 5 gennaio, sono le 6:10 del mattino e stiamo andando verso il luogo dove si terrà il pranzo di solidarietà della protezione civile.
[♪♫ Axhello - Promise]
[♪♫ Elektronomia - Imagination]
-Questi sono i famosi «Contenuti di Qualità™»
-Posso rigarti la macchina col treppiede?
-No!

domenica 16 febbraio 2020

VLOG 306: Ho trovato una piccola perla

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
Nel corso del mese di gennaio 2020 vi ho parlato di film che ho recuperato (di film che sono stato in grado di guardare nel periodo festivo) e quindi dei quali ho potuto fare una piccola analisi.
Adesso, prima di concludere questo "discorso cinematografico", vorrei parlarvi di un canale YouTube italiano che realizza dei cortometraggi.
Ed è un discorso molto particolare, quello che voglio farvi, perché sto parlando di un canale YouTube che realizza cortometraggi parodia, e quindi la prima cosa che penserete è:
“Ok: ci vuoi parlare del classico canale con quattro amici che si vedono davanti a una telecamera e realizzano un cortometraggio per ridere.”
Eehhh… sì: fondamentalmente è quello, ma in realtà è qualcosa un pochino più importante di quello.
Per cui seguitemi lungo questo episodio, che vi spiego meglio.
[🎵🎶]

Loro sono dei ragazzi (un gruppo di amici) di Bassano del Grappa, sono molto bravi in quello che fanno: veramente molto bravi, talmente bravi da lasciare letteralmente senza parole, perché il canale di cui vi parlo oggi non è semplicemente un canale che realizza dei cortometraggi parodia, bensì un canale che - innanzi tutto - realizza dei cortometraggi di un altissimo livello, con una grandissima qualità, una grandissima cura per i dettagli, una grandissima cura per le scenografie, per i costumi, per la sceneggiatura: del materiale video veramente ben curato, con delle ottime scelte di fotografia, delle ottime scelte di montaggio… tutto quanto veramente ad altissimo livello, e tutto quanto dedicato a realizzare dei cortometraggi che, con l'uso dell'arma della parodia, con l'uso dell'arma del grottesco, vogliono essere una sorta di critica più o meno marcata alla società dello spettacolo e della cultura.
Il loro team annovera dei tecnici e degli attori veramente professionisti (e si vede che sono molto, molto bravi) e il risultato finale è sempre qualcosa di incredibilmente eccellente: sono tante piccole perle.
Prima di continuare, sto parlando del canale YouTube di Iacopo Tich e degli amici: il canale si chiama The Tich Workshop, trovate il link sul doobly-doo e sulla scheda, andate e iscrivetevi, vedrete che non ve ne pentirete, innanzi tutto perché i loro contenuti sono molto simpatici e molto divertenti, ma soprattutto perché i loro contenuti - come ripeto - sono ad altissimo livello qualitativo, ad altissimo livello di contenuto, alcuni dei cortometraggi che hanno realizzato, tra l'altro, nel loro essere una critica e una parodia a quella che è la cultura moderna, riescono a essere molto attuali anche se sono un tantino datati.
Cominciamo infatti con un argomento che - in questo periodo in cui sto girando il vlog - tra l'altro è anche tornato tristemente in auge, ed è quello della «terza guerra mondiale».
Cominciamo quindi con un cortometraggio realizzato con la forma del documentario (il "mockumentary") ed è un documentario che ci parla della terza guerra mondiale: nello specifico il caro dottor Gigione Bastrazza ci spiega come sopravvivere alla terza guerra mondiale.
È un corto realizzato con fondi molto limitati, molto con l'idea di divertirsi tutti assieme, ma già - comunque - mostra la professionalità che c'è alle spalle nei lavori di The Tich Workshop, e l'ho trovato molto divertente e, nel messaggio che lancia, anche se è un cortometraggio già di qualche anno, comunque l'ho trovato molto, molto attuale; quindi il primo video che vi segnalo (Come sopravvivere alla terza guerra mondiale) ve lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda, andate, dategli un'occhiata.
Ma ho parlato di professionalità, ho parlato di altissima qualità nella scelta delle scenografie e nella scelta dei costumi: vediamo una parodia realizzata con l'idea di lanciare ancora un messaggio di critica molto importante a una certa forma di cultura, che c'è qui in Italia, e lo vediamo in un cortometraggio che non solo rappresenta una parodia della saga di "Ritorno al futuro", non solo lancia un messaggio ben preciso nell'ambito della cultura italiana che c'è, di un certo livello, ma ci mostra anche la grandissima professionalità dei ragazzi.
Il cortometraggio a cui mi riferisco è intitolato "Ritorno al Risorgimento": ha delle punte che rasentano il grottesco, eppure è realizzato in maniera molto equilibrata, è realizzato in maniera molto simpatica, mi è piaciuto e mi ha divertito tantissimo, e comunque mostra una grandissima professionalità nella recitazione, nei costumi, nelle atmosfere… è una cosa realizzata per poter ridere tutti assieme, eppure si vede che sotto c'è una grandissima professionalità.
E vi consiglio di guardarlo molto attentamente, perché - al di là dell'essere divertente - è anche un cortometraggio che lancia una critica molto, molto importante; pertanto il secondo cortometraggio che vi segnalo (del canale The Tich Workshop) è Ritorno al Risorgimento: video che trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda, andate, dategli un'occhiata, vedrete che vi piacerà veramente, veramente, tantissimo.
I ragazzi di The Tich Workshop mettono moltissima cura nei lavori che realizzano, e questo - purtroppo - li limita un pochino, soprattutto nella quantità di video che vengono pubblicati nel corso del tempo, perché non escono moltissimi lavori, esce un cortometraggio ogni tanto: mediamente ogni uno~due mesi riesce a uscire qualcosa, ma non sempre.
Però ogni volta innanzi tutto l'attesa è stata molto valida, perché si ha il piacere di aspettare, quando poi (dopo l'attesa) i risultati che ci sono, sono di questo livello!
Ma, come secondo punto veramente molto importante, abbiamo che l'ultimo cortometraggio che hanno pubblicato (al momento in cui sto girando questo vlog) ha realizzato intorno alle duemila visualizzazioni, e questo mi mette in evidenza, ancor di più, quel fenomeno di cui ho parlato ogni tanto su YouTube, del cosiddetto «bubblegum content»: YouTube sembra essere una piattaforma che spinge, soprattutto, su quei contenuti (come la bubblegum music) mordi-e-fuggi, qualcosa che guardi
-Ah, sì: simpatico. Ok, passiamo al prossimo.
-Ah, sì: simpatico. Ora passiamo al prossimo.
E quindi contenuti da masticare e poi sputare via. E questo devo dire che mi dispiace moltissimo, perché la piattaforma comprende una serie di nicchie veramente molto, molto interessanti, e la nicchia di chi realizza dei cortometraggi, che OK: sono delle parodie, sono realizzati per ridere, ma che comunque mostrano una grandissima professionalità, mostrano una grandissima cura per i dettagli, mostrano una grandissima capacità di mettersi in gioco…
Moltissimi attori professionisti si sono messi in gioco in The Tich Workshop con l'idea, poi, di avere anche curriculum, di poter fare anche altri progetti più seri, più importanti, ma intanto hanno avuto la capacità e la voglia di mettersi in gioco anche giocando proprio con i cortometraggi di The Tich Workshop, ed è una cosa che apprezzo tantissimo, perché sono contenuti veramente molto belli e - come dicevo - l'ultimo cortometraggio che hanno realizzato (al momento che sto girando questo vlog) ha realizzato (in questo momento, oggi) intorno alle duemila visualizzazioni, che sono dei numeri bassissimi, ridicoli
Quindi l'ultimo cortometraggio che voglio segnalarvi del canale è una parodia molto ben curata, che di nuovo è una pesante critica a un certo livello di cultura che c'è qui in Italia, è una critica che - al momento - è molto attuale, e temo che rimarrà molto attuale per parecchio tempo; è una parodia di Blade Runner, ed è una parodia realizzata con l'idea di analizzare quale appiattimento di cultura c'è qui in Italia.
Il cortometraggio è intitolato "FAKE RUNNER - il Cacciatore di Analfabeti Funzionali" ed è realizzato con un livello tecnico altissimo, degno della miglior produzione cinematografica o della miglior serie TV di fantascienzaÈ realizzato con una grandissima recitazione, è una cosa che porta anche delle punte di grottesco, ma che sono delle punte di grottesco che vengono realizzate proprio per essere una critica pesante, e non del grottesco realizzato come fine a se stesso, semplicemente per far ridere.
Non vi faccio nessuno spoiler, il cortometraggio è Fake Runner: lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda, andate e dategli un'occhiata e soprattutto, in particolar modo questo cortometraggio, condividetelo con i vostri amici, perché è assurdo che un lavoro di un livello così elevato abbia un così basso numero di visualizzazioni
Quindi, il loro canale è The Tich Workshop, sono dei ragazzi italiani, sono bravissimi, meritano tantissimo, quindi condividete il loro canale, iscrivetevi, parlate del canale The Tich Workshop con i vostri amici, cerchiamo di far crescere su YouTube queste piccole nicchie di contenuti ad altissimo livello, cerchiamo di dimostrare che YouTube non è semplicemente una piattaforma per il bubblegum content: credo che questo sia il messaggio più importante da lanciare.
Bene ragazzi: anche oggi ho concluso; spero di essere riuscito a farvi conoscere un canale YouTube molto interessante e a mostrarvi che anche qui in Italia abbiamo delle piccole perle veramente molto interessanti. Se ce l'ho fatta vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere questo vlog (ma soprattutto il canale di The Tich Workshop) con i vostri amici, anche su WhatsApp, Telegram o altre piattaforme social.
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, e questo Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ potrebbe anche essere una critica al cattivo odore di masticato e sputato che fanno alcuni contenuti su YouTube!
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video, e ricevere occasionalmente piccole curiosità e dietro le quinte riguardo ai video che devo realizzare.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi su #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 9 febbraio 2020

VLOG 305: Come difendersi dal Coronavirus

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
Voglio raccontarvi una breve storia: la storia di un messaggio che ho mandato a tutti i venditori AliExpress cinesi con cui sto lavorando (ho in corso delle transazioni) e alla risposta che mi ha dato uno di questi venditori.
Dear friend,
given the sad medical situation grown during the spring festival holidays, and the consequent strict controls of air companies, European governement has explained the possibility of some longer delays for both local customs operations and general air traffic regarding especially airplanes from China and Hong Kong directed into the EU.
We have all to deal with this situation, and we can only hope for the best about a fast and safe end of this emergency.
Moreover, I know in your home country you're experiencing some troubles due to this sad emergency (including a bit of extension on the holidays period) so, to better deal with those delays, I inform you that I've extended the elaboration time for the items in this order to around 30 days.
Therefore I will wait with no problem: go ahead and take all the time might be useful to elaborate and ship my order; moreover, I kindly ask you, on this transaction, after shipping to kindly extend the usual protection time up to 75 to 90 days: even customs operations in EU and Italy are experiencing some slowdowns due to this situation.
Obviously THIS IS NOT YOUR FAULT and I promise I will not, under any circumnstance, consider you guilty of anything: contrariwise I promise I will absolutely leave 100% positive five-stars feedback at delivery.
Finally, again, let me wish all your colleagues and families and you a strong GOOD LUCK (for everything, in this sad moment) and have a marvellous Year of the Rat: those little difficulties will be just a little cloud before the sun shines again.
A big hug, and greetings from a little Italian reseller.
E la risposta:
Dear friend from Italy, thank you very much for your understanding and greetings.
This is the warmest thing I have heard this year. Don't worry: I will extend the protection period for you. Best wishes!
Prima di cominciare questo vlog dirò una cosa molto veloce: c'è chi - in questo momento - pensa che il Coronavirus sia stato creato in laboratorio “come un'arma batteriologica che poi è sfuggita dal controllo!”
E vi risponderò facendovi notare una cosa, stupida:
  • Il Sarin (che è un agente nervino) uccide dalle 5 alle 24 ore dopo l'esposizione.
  • L'Antrace provoca sintomi violenti entro 1~2 ore, ed è letale entro cinque giorni.
  • Il Botulino richiede dalle 12 alle 48 ore dall'esposizione per vedere i primi sintomi, e tende a essere letale dopo 4~5 giorni
  • La Ricina richiede dalle 10 alle 24 ore per mostrare i primi sintomi molto violenti, ed è letale - tendenzialmente - entro i 5~7 giorni
Il Coronavirus dopo due settimane di incubazione si sviluppa come un raffreddore; se una persona ha il sistema immunitario particolarmente compromesso, può svilupparsi come una polmonite e, in alcuni casi, essere letale.
Stamattina [quando ho girato il vlog ndG], guardando il conteggio sul sito che vi lascio linkato sul doobly-doo, eravamo arrivati a 34mila casi in tutto il mondo, tra cui 724 morti ma, a STAMATTINA, le guarigioni complete sono state 2076.
Ora io mi chiedo se chi realizza un'arma chimica ha intenzione di “uccidere le persone velocemente” (come fanno centinaia di agenti chimici e biologici che già esistono), o se pensa che sia più intelligente creare un'arma chimica che fa “venire un raffreddore che, forse, uccide un po' di persone, ma a cui moltissime persone possono guarire” o se è più probabile - appunto - che sia un normale virus (come purtroppo ce ne sono molti nel mondo) che ha una sua mortalità, ma che può essere anche sconfitto.
Un agente biologico così poco funzionale: vorrei approfondire un po' meglio il discorso di tutte le bufale, di tutte le situazioni che girano intorno al Coronavirus, e lo facciamo oggi in questo episodio di Diario di Viaggio on the road
[🎵🎶]

In un vecchio episodio della trasmissione Mythbusters i ragazzi si chiedono se sia vero che una persona raffreddata, una persona influenzata, con i suoi gesti (con il suo comportamento) può contribuire a evitare la diffusione della malattia, o può contribuire pesantemente a diffondere la malattia.
Fanno quindi un esperimento: Adam si mette tutta un'impalcatura addosso (completamente nascosta) che termina con un tubicino che gli arriva vicino alla narice.
Da questo tubicino esce una gocciolina ogni 30 secondi (una gocciolina ogni minuto: proprio moooolto molto lentamente) di acqua mescolata a un liquido trasparente ma che reagisce agli ultravioletti.
Quindi chiamano dei volontari, un gruppo di volontari: gli dicono che devono fare un esperimento (ma non gli dicono qual è l'esperimento), tutto quello che devono fare è - semplicemente - sedersi intorno a una tavola con Adam, e faranno una specie di festa (un party): bevono lo spumante, fanno dei giochi di società e vanno avanti così per un'ora.
Adam accoglie il primo gruppo di volontari, si scusa perché dice:
–Sono leggermente raffreddato…
Ogni tanto si soffia il naso. Dopo un'ora arriva Jamie, prende una lampada a ultravioletti, dicono ai volontari qual era lo scopo dell'esperimento e - quindi - cominciano a passare la lampada a ultravioletti sui volontari, e il tavolo, gli oggetti, i volontari… tutti quanti sono illuminati come alberi di natale!
Secondo esperimento, con un altro gruppo di volontari (che non sa qual è - di nuovo - lo scopo dell'esperimento): fanno la stessa cosa, però stavolta Adam dice loro che oramai avevano organizzato l'esperimento, ma lui è leggermente raffreddato, quindi vorrebbe evitare di passare il raffreddore a tutti.
Si scusa perché deve costantemente soffiarsi il naso; da una parte lui cerca - il più possibile - di evitare i contatti, non so:
–Ci dobbiamo salutare? Ragazzi: andiamo di gomito, perché è tutto il giorno che mi soffio il naso!
Quando è il momento di aprire lo spumante, di distribuire il pennarello, di - non lo so - fare i bicchieri e tutte le cose, lui è spesso col fazzoletto in mano; dice "apriamo lo spumante," si soffia il naso:
–Scusate: apra qualcuno lo spumante: non mi pare il caso che mi sono appena soffiato il naso!
E di nuovo dopo un'ora arriva Jamie, si passa la lampada a ultravioletti, come sempre Adam è illuminato che sembra un albero di natale, ma questa volta sia il tavolo, i bicchieri, gli oggetti, i pennarelli e i volontari sono lindi e pintiCioè, quello che era comparso nel primo caso erano tutti illuminati dalla testa ai piedi; nel secondo caso compare qualche misera goccia:
–Oh, guarda: c'è una gocciolina sul maglione!
–Oh, guarda: c'è una gocciolina sul pantalone…
E basta, perché Adam, che aveva semplicemente il naso che sgocciolava: tutto il problema di Adam era quello!
Il suo comportamento nel fare attenzione alle regole d'igiene - già da solo - ha contribuito non al cento percento, al diecimila percento a evitare la diffusione della malattia (in questo caso sotto la forma del liquido che reagisce agli ultravioletti) solo col suo comportamento: il semplice applicare le basilari regole di igiene.
  • Per esempio ‘lavarsi le mani’, che non è inteso come ‘mettere le mani sotto l'acqua del rubinetto per cinque secondi’, bensì insaponarsi e strofinarsi bene le mani, e sciacquarsi bene le mani per almeno 20~30 secondi faccia una differenza molto importante.
  • Utilizzare fazzoletti usa-e-getta quando si è raffreddati, soffiarsi il naso nel fazzoletto di carta e poi buttare via il fazzoletto (possibilmente subito, non dopo una settimana!);
  • Il famoso gesto di non tossire o starnutire sulla mano, ma nell'incavo del gomito («Fare la Dab», come diceva qualcuno);
Sono cose che contribuiscono a evitare la diffusione di germi e di batteri, e sono regole generali.
Detto questo, tutto quello che è nato intorno al Coronavirus negli ultimi tempi è - a dir poco - allucinante: siamo arrivati alla conclusione di persone che non vogliono mandare i bambini a scuola perché ci sono dei bambini cinesi nella scuola.
Bambini cinesi che la Cina l'hanno vista - probabilmente - solo su Google Mappe!
Persone che non vanno al ristorante cinese:
–No: perché gli ingredienti vengono dalla Cina!
Io che ordino la roba:
–Ah, come puoi ordinare la roba dalla Cina!?
Sì, perché un virus è in grado di resistere dentro una scatola (o sopra una scatola) che viene da Hong Kong per quaranta giorni e alle temperature massacranti che si deve fare nella stiva di un aereo cargo… ragazzi: ma veramente?
Ritorniamo un attimo con i piedi per terra.
Poi tutte le teorie del complotto:
–No, ma il virus è stato Creato In Labbbboratorio!
Ma, ma… ma dove? Ma per farci COSA?
Ora, io non sono un medico, non sono un virologo, non sono un infettivologo, per cui non vi chiedo di “credere a me”.
Vi voglio segnalare… è facile dire ‘delle fonti molto più autorevoli’: se io non sono un esperto di elio nell'uso medicale, probabilmente non mi informerò con il venditore di palloncini al parco, perché è quarant'anni che gonfia palloncini con l'elio!
Quindi tra le fonti che vi voglio segnalare, vi voglio segnalare innanzi tutto il buon amico e blogger Salvo di Grazia (Medbunker): è un video che ha realizzato a proposito del Coronavirus: video che vi lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda, così andate e gli date un'occhiata.
Lui è un medico - innanzi tutto - quindi già è una fonte molto più autorevole di me nello spiegarvi come funziona il virus e come è il caso di approcciarsi, e come è il caso di EVITARE certi approcci allarmistici (inutilmente allarmistici, inutilmente complottisti).
Questo per avere una base; per quanto concerne tutte le bufale che stanno girando sul Coronavirus non posso che segnalarvi il video dell'amico Massimo Polidoro, video nel quale si analizzano con calma e con dovizia di dettagli - di nuovo - molte altre fonti, molte altre situazioni e tantissime fake-news che stanno girando, a cominciare - appunto - da quella del virus creato in laboratorio come arma batteriologica, arma biologica, che era una cosa anche abbastanza ovvia, perché se uno si ferma a ragionare:
–È stato creato come arma biologica.
–Come funzionano le armi biologiche?
–Vogliono uccidere il nemico!
–Come funziona quest'arma biologica?
–Uccide chi… è già in grado di morire… probabilmente per un banale raffreddore
–Mmmh!
Che è un po' come quella barzelletta che dice:
Ho creato la macchina del tempo: ti porta avanti nel futuro di un'ora e il viaggio dura solo sessanta minuti!
La situazione è la stessa, quindi video di Massimo Polidoro, anche quello linkato sul doobly-doo e sulla scheda, andate e dategli un'occhiata: sarà un modo molto utile di capire quante e quali bufale ci sono intorno al Coronavirus e, anche se state guardando questo video molto più avanti nel tempo, anche se - nel frattempo, magari - è stato trovato un vaccino, il video resta molto attuale, perché non riguarda in particolare il Coronavirus ma - in generale - qualunque situazione di emergenza medica legata a un agente patogeno.
Prima che con la medicina, un virus bisogna sconfiggerlo con l'intelligenza, con l'attenzione, non diffondendo bufale e cretinerie fini a se stesse.
Concludiamo con un'analisi delle fonti e con un'analisi del fenomeno fatta dal grande SHY in un episodio di Breaking Italy nel quale ha evidenziato anche delle fonti dove andare a prendere maggiori informazioni più specifiche sulla situazione, tra cui il sito da cui ho preso lo stato (che è quello segnalato da Giorgio Taverniti), quindi anche quest'episodio di Breaking Italy lo trovate linkato sul doobly-doo, lo trovate linkato sulla scheda: andate, dategli un'occhiata, perché in questo modo potrete farvi un'idea più precisa della situazione.

Prima di concludere ci terrei a dire qualcosa: in futuro - sicuramente - arriveremo a un vaccino, che è la soluzione più importante per contrastare un virus, e sull'argomento vaccini (sul quale tra l'altro tornerò sicuramente) ci sarebbe tantissimo da dire; quello che farò sarà invece prendere questo tweet di Roberto Burioni, per dire che - sinceramente - da una parte mi fanno sorridere, ma dall'altra la considero un'amara ironia, quella categoria di persone che al momento di vaccinare i propri figli:
–NOOOH!! I vaccini fanno malissimo!
(beh, oddio: l'unica cosa che fa male dei vaccini è l'iniezione, se chi te la fa non c'ha mano ferma!)
Ma per loro i vaccini provocano ogni genere di cosa: probabilmente i vaccini provocano anche l'appiattimento della Terra!
Poi però:
–Come? C'è stato un caso di meningococco in una scuola (in un comune limitrofo) il cui nome della scuola somiglia vagamente a quella in cui vanno i miei figli?
–EH, ma VOGLIAMO IL VACCINO PER I NOSTRI BAMBINI ANCHE QUI!
Due pesi e due misure, un gioco molto diffuso in Italia, che mi ha sempre dato tantissimo fastidio. Mi verrebbe da augurare a queste persone di trovare, nell'aldilà, invece delle “72 vergini dei terroristi”, 72 morti di morbillo, ognuno con sei braccia (come le divinità induiste), in ogni braccio, in ogni mano, un mazzafrusto: sei mazzafrusti a testa… CHE VE CORCANO DE MAZZATE PER L'ETERNITÀ
perché questo vi meritereste, sinceramente!
Ma eviterò questo genere di considerazioni: un momento di sorriso (anche quello sempre un sorriso amaro).
Voi che cosa mi dite? State vivendo quest'emergenza con il giusto livello di preoccupazione, non eccessivo, e comunque evitando situazioni ridicole? Oppure siete nella più completa paranoia e pensate che ogni cinese sia lì, pronto a farvi morire fra atroci sofferenze?
Prima di continuare, lasciate che vi dica: rilassatevi
La situazione sicuramente è complessa, ma non è così grave come tutte le bufale che girano su internet vogliono farci credere, quindi relax e applichiamo soltanto le normali regole di igiene e di comune coscienza e diligenza: è sufficiente.
E nel frattempo possiamo aspettare e sperare nel pronto e veloce sviluppo di un vaccino. Detto questo vorrei sentire la vostra, per cui parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Anche per oggi abbiamo concluso; come sempre vi ringrazio per essere arrivati in fondo al vlog. Vi invito, se sono riuscito a rilassarvi, a farvi pensare con un po' più di calma a questa emergenza: allora mettete pollice-in-alto e condividete questo vlog con i vostri amici, anche su WhatsApp o Telegram: soprattutto con gli amici che possono essere particolarmente in preda a paranoia complessa in questo senso.
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, e questo Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ non arriva da chissà quale paese straniero, portando appresso chissà quale virus sconosciuto.
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video, e ricevere occasionalmente piccole curiosità e dietro le quinte riguardo ai video che devo realizzare.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi su #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 2 febbraio 2020

VLOG 304: Il Millennium bug #OperazioneNostalgia

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Oggi non solo faremo un salto nel passato, ma parleremo parecchio di passato, e lo faremo cominciando - innanzi tutto - a vent'anni fa circa: mi riferisco all'anno 1999, che è stato un anno particolarmente complicato per moltissimi tecnici, consulenti e sistemisti informatici.
Infatti sto per parlarvi di quello che era stato definito con la sigla Y2K (o - in inglese - "way two key"), ossia il Millennium bug, e ve ne parlerò oggi, in questo episodio di Diario di Viaggio on the road #OperazioneNostalgia
[🎵🎶]

Le risorse sono limitate e bisogna utilizzarle con parsimonia
Questa è la prima (se non una delle prime regole) che si impara quando si studia ingegneria informatica. Ed è una regola che ha - naturalmente - le sue basi di importanza, ma aveva una grandissima importanza soprattutto nel passato, nell'archeologia informatica: negli anni compresi fra il 1950, il 1960 e il 1970, quando le risorse erano incredibilmente e pesantissimamente limitate, e quindi qualsiasi soluzione in grado anche di far risparmiare un singolo bit sarebbe stata guardata con grandissimo interesse.
Per questo motivo nel momento in cui si dovette considerare di immettere delle date nel computer (di "registrare" una data), si considerò immediatamente di fare quello che facevano tutte le persone meccanicamente: registrare il giorno, registrare il mese e registrare le ultime due cifre dell'anno, perché qualsiasi persona che avesse letto una data (non so: 03/03/70) sapeva si riferiva al 3 marzo del 1970, certo NON al 3 marzo del 70 dC, millenovecento e rotti anni fa!
Il problema che è stato posto, però, è molto più complesso di quanto possa sembrare, perché naturalmente una persona dotata di raziocinio può capire la differenza tra il 70 e il 1970, un computer no: gli dai un valore, e lui lo tratta per quello che è!
E quindi sino a quando si arriva ad avere le ultime due cifre dell'anno che si riferiscono al millenovecento E QUALCOSA ma il computer memorizza solo le ultime due cifre, dici:
“Vabbè: ci aggiungiamo 1900 e abbiamo l'anno in corso”
Il problema si presenta quando si arriva al 1999 (che il computer memorizza come "99"): dopo il 1999 c'è il 2000, che il computer memorizza come "00".
Che può rappresentare un problema, ma non così grosso come sembri, giusto?
Eh beh: sbagliato!
Perché una delle prime cose che succede è questa: questo "00" dev'essere considerato un numero MAGGIORE DI 99, e poi quelli successivi: "01" per il 2001 è maggiore - magari - di "98";
"03", "04, "05" sono maggiori, magari, di "97"
E non è così semplice come sembra, perché il computer si limita a fare dei calcoli matematici, e per il computer "00", "01", "02" sono numeri MINORI di "97", "98", "99"!
Questo ha introdotto una serie di problemi che sembravano essere stupidi, risolvibili facilmente, ma che invece sono risultati dei problemi estremamente complessi, perché in molte situazioni si utilizzava la data per effettuare dei calcoli più specifici, e questo poteva portare il computer a ottenere dei valori inaspettati e quindi bloccarsi o andare completamente in errore.
Questo avrebbe potuto bloccare completamente dei macchinari, e ora se si fosse completamente bloccato un computer che serviva per fare i calcoli in uno studio commercialistico, sarebbe stato un problema sicuramente non indifferente, ma non così catastrofico.
Mentre provate a pensare se si dovesse bloccare, all'improvviso, alla mezzanotte del 31 dicembre 1999 (al passaggio con il 1 gennaio 2000) un macchinario che - per esempio - è un respiratore automatico che tiene in vita una persona che, altrimenti, non è in grado di respirare da sola.
Proviamo a immaginare se si bloccasse all'improvviso un macchinario (un computer) che tiene sotto controllo la temperatura del nucleo di un reattore nucleare.
Ecco quindi che quello che consideriamo come un semplice difetto poteva diventare una catastrofe di proporzioni (letteralmente) bibliche!
Per cercare di affrontare questo problema, nel corso soprattutto del 1998 e del 1999, moltissimi governi investirono centinaia di milioni di dollari per riuscire a risolvere questo problema, per analizzare questo problema, per cercare di intervenire modificando il codice, per cercare di intervenire ricostruendo parti di codice, per cercare di intervenire sostituendo o modificando o aggiornando parti di hardware, ed è stato un lavoro massacrante sotto molti punti di vista: in alcuni casi non si è potuto praticare delle soluzioni ben specifiche, bensì delle soluzioni molto arraffazonate.
Una delle soluzioni che è stata applicata, che ha riportato il Millennium bug in auge quest'anno (il 2020) è stata quella di risolvere il problema portandolo più avanti di vent'anni, ossia dire:
“Bene: adesso diciamo al computer che TUTTE LE DATE da "00" a "19" sono da considerare - in qualche modo, manualmente - dei numeri SUPERIORI a "99"!”
E questo ha portato il problema, semplicemente, in avanti: lo ha spostato al primo gennaio 2020, perché a questo punto (dal 1 gennaio 2020, registrato da alcuni computer come 01/01/20) si sarebbe ripresentata la situazione che il "20" diventava un numero MINORE DI "19"!
Il Millennium bug causò una vera e propria psicosi, che fu legata anche a tutta una serie di fattori di carattere commerciale e tutta una serie di idee che si erano costruite su rischi pazzeschi e clamorosi.
E su questo io vi voglio segnalare un interessante video di LGR che analizza anche questo discorso del 2020: questo video ve lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda, così andate e gli date un'occhiata.
Ma la cosa importante da dire è che - per fortuna - poi quando finalmente arrivò il 1 gennaio 2000 ci sono stati dei problemi ma sono stati dei problemi minori: sono stati degli errori minimi.
C'è stato - per esempio - un signore che ha restituito una videocassetta che aveva noleggiato il 30 dicembre, e si vide presentare un conto di 91mila dollari per cento anni di ritardo.
Ci fu un signore, in Germania, che si vide accreditare sul conto circa 12 milioni di Marchi (poco più di 6 milioni di Euro) come 100 anni di interessi.
Ma, a parte queste piccole cose, per fortuna non c'è stato nessun fallimento catastrofico e questo è anche il motivo per il quale molta stampa generalista, poi, ha cercato di "sgonfiare" l'idea del Millennium bug dicendo:
“E vabbè: ma dopo tutta questa storia, dopo tutte queste paure, alla fine non è successo niente. Forse il Millennium bug era falso!”
Invece no: il Millennium bug era VERO: c'erano respiratori che si bloccavano, c'erano macchine che si bloccavano; sono stati pochissimi e molto limitati i "danni" (ci sono state solo queste piccole disfunzioni), proprio perché furono investiti queste centinaia di milioni di dollari, proprio perché centinaia di migliaia di tecnici, di sistemisti, di consulenti informatici si alzarono le maniche e si misero al lavoro proprio per CERCARE DI LIMITARE IL PIÙ POSSIBILE I DANNI!
Questo è stato il Millennium bug: ne avete sentito parlare? Sapevate che c'era stato questo problema con l'arrivo del 1 gennaio 2000?
Sapevate che il terzo millennio NON È cominciato il 1 gennaio 2000, bensì il 1 gennaio 2001? (anche questo è stato - forse - uno dei piccoli errori del Millennium bug!) C'è qualche altra curiosità che avete sull'informatica? Parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene: io sono Grizzly, questo era #OperazioneNostalgia
Come sempre vi invito a mettere pollice-in-alto, condividere questo vlog, iscrivetevi al canale; noi ci vediamo alla prossima puntata: ciao a tutti!

domenica 26 gennaio 2020

VLOG 303: L'isola dei cani, la mia analisi

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Benvenuti viaggiatori: sono Grizzly, ci troviamo in Ortigia (nella splendida terrazza del “Forte Vigliena”) e dietro di me c'è una specie di «macchia» in mezzo alle onde.
Quella macchia in mezzo alle onde è uno scoglio che si chiama “Isola dei Cani” e oggi io sono venuto qui - in questa terrazza di Ortigia - proprio per parlarvi di Isola dei Cani, che no: non è quello scoglio (nel senso che sì: è quello scoglio già dai tempi, probabilmente, dei Romani), ma oggi sono qui per parlarvi di Isola dei Cani: un film in stop-motion del 2018 di Wes Anderson, per cui cominciamo, sigla!
[♪♫♪]

Nel corso del mese di dicembre 2019 (nel corso del periodo festivo) ho avuto modo di recuperare alcuni film che volevo vedere da un po' di tempo. In particolar modo due film in stop-motion che ci tenevo tantissimo a recuperare.
Uno è stato “Kubo e la Spada Magica”, e di questo film vi ho già parlato, per cui - SE AVETE VISTO QUESTO FILM ma non avete recuperato il mio vlog - in questo caso vi lascio quel vlog linkato sul doobly-doo e sulla scheda, MA ATTENZIONE: SOLO SE AVETE GIÀ VISTO il film Kubo e la Spada Magica, perché nel mio vlog vado a fare una analisi molto approfondita della storia e vado a fare un'analisi ANCHE DEL FINALE, per cui quel vlog è PIENO ZEPPO DI SPOILER sul film, per cui se non avete visto il film, non vi consiglio di procedere innanzi tutto con la visione del vlog, perché vi rovinerei la visione del film.
Mentre il secondo film - sempre in stop-motion - che ci tenevo tantissimo a guardare è - appunto - L'Isola dei Cani, scritto, diretto e co-prodotto nel 2018 da Wes Anderson.
In questo caso - tuttavia - mi terrò il più possibile «generico», per cui non troverete spoiler: quello che farò sarà raccontarvi probabilmente i primi 5~6 minuti di trama e poi analizzare i concetti che vengono sviluppati nel corso della trama, senza andare troppo nello specifico.
Se non avete ancora visto il film L'Isola dei Cani, vi consiglio INDUBBIAMENTE di andare a recuperare subito questo film, perché è un film dolcissimo: mi è piaciuto veramente tantissimo, non solo perché è realizzato in stop-motion, quindi con quella profondità d'immagine veramente caratteristica dei lavori in stop-motion, ma anche proprio per la trama, per la storia che ci racconta.
Questo film comincia con una voce fuori campo che ci racconta un attimo la situazione, e ci dà un particolare che ho trovato particolarmente gustoso: questo film è raccontato dal «punto di vista» dei cani e la voce fuori campo ci spiega che i cani parlano il "linguaggio comune" (parlano la lingua che tutti noi comprendiamo); gli umani parlano una lingua che noi non comprendiamo, nello specifico noi non la comprendiamo perché parlano giapponese, però anche il giapponese che parlano gli umani è molto «rumoroso» (c'è molto rumore di fondo), c'è molto eco (si sente molto lontano), quindi non si riesce a capire che cosa stanno dicendo; quello che succede è che c'è la voce fuori campo che fa la traduzione simultanea del giapponese, perché (ci dice) i cani capiscono la lingua dei cani, ma non capiscono la lingua degli umani. L'idea è quella di mettere noi "spettatore" nella stessa condizione.
Allora: siamo nell'anno 2038, quindi siamo nel futuro (vent'anni dopo, rispetto all'anno di produzione del film) in quello che non appare come un futuro post-apocalittico ma, piuttosto, come un futuro - secondo me - a tratti particolarmente plausibile, cosa che lo rende ancor di più inquietante come film nella sua bellezza e nel suo modo di essere - veramente - come si può dire? Verosimile.
Comunque: siamo nel 2038, siamo in questa grande città giapponese (Megasaki) e si diffonde una sorta di influenza canina, questa malattia che colpisce i cani.
Il sindaco di Megasaki (il sig. Kobayashi) è molto preoccupato dalla possibilità che questa influenza possa mutare e andare a colpire anche gli uomini, per questo motivo vengono banditi tutti i cani dalla città di Megasaki, e saranno trasferiti tutti quanti sull'isola dei rifiuti (sulla discarica, che è un'isola separata dalla città di Megasaki, che viene utilizzata come discarica): tutti i cani verranno trasferiti lì.
Il primo cane che viene trasferito sull'Isola dei Cani è Spots, che è il cane di Atari Kobayashi (nipote adottivo del sindaco Kobayashi).
Ora questo cane, Spots, non è un semplice "cane da compagnia" (non è il "semplice animale domestico"): Spots è stato assegnato ad Atari come guardia del corpo.
È un cane intelligente, è un cane con questa cuffietta, che gli permette di parlare con il suo padrone Atari, è stato educato ad essere *esclusivamente* la guardia del corpo: dev'essere un po' come un oggetto.
Purtuttavia Atari non ha questo rapporto "Datore di lavoro"↔"Sottoposto": il rapporto che ha Atari con il cane è molto differente.
Noi vediamo che sono stati trasferiti questi cani sull'Isola dei Cani e, dopo alcuni mesi, scopriamo che Atari decide di rubare un piccolo aereo, vola sull'Isola dei Cani perché va alla ricerca del proprio cane Spots.
Quando Atari arriva sull'Isola dei Cani facciamo la prima scoperta molto interessante: abbiamo detto che i cani capiscono il linguaggio dei cani e non capiscono il linguaggio degli umani (noi quindi, quando vediamo gli umani che parlano, non capiamo che cosa stanno dicendo: lo capiamo grazie alla voce fuori campo che fa il "doppiaggio" e ai gesti).
Atari è diverso: non capiamo quello che dice, però i cani lo capiscono perfettamente, e Atari capisce perfettamente quello che dicono i cani. È molto più vicino ai cani degli altri esseri umani.
In questo - lo ammetto - un pochino mi riconosco, e questo - tra l'altro - mi ha ricordato un discorso che avevo fatto sul film Matrix quando ho parlato di doppiaggio (se non vi ricordate il mio vlog sul doppiaggio, lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda): in Matrix i personaggi che vivono nel ‘mondo reale’ parlano uno slang inglese (tutti i personaggi del ‘mondo reale’ parlano uno slang inglese proprio estremo: parlano molto dialettale); gli agenti, che sono delle macchine che rappresentano la perfezione (o RASENTANO la perfezione), parlano un inglese proprio pedante.
Citando Stephen King nel racconto breve "I Langolieri", quando parla del tizio britannicooOOOH!!
Citando Stephen King nel racconto breve "I Langolieri", per farci capire che un tizio è britannico, ci dice che persino i polsini della sua camicia erano stati stirati, e "il suo inglese era inamidato come i polsini della sua camicia", che è un immagine - secondo me - bellissima per rendere il senso della cosa.
Bene: abbiamo - quindi - personaggi del mondo reale che parlano quest'inglese molto dialettale, gli agenti che parlano quest'inglese ‘scolastico’ (proprio: perfetto al millimetro), e il personaggio di Morfeo che è un personaggio del mondo reale e che parla LO STESSO INGLESE PERFETTO DELLE MACCHINE; secondo me una scelta di stile bellissima.
Nel caso di Atari c'abbiamo la stessa cosa: i cani parlano un linguaggio che capiscono solo i cani; gli umani parlano un linguaggio che capiscono solo gli umani; Atari è un umano, parla con i cani e capisce i cani!
È una specie di "testa di ponte", ed è molto interessante questa cosa.
Come per Kubo e la Spada Magica, anche nel caso dell'Isola dei Cani quello che abbiamo davanti è il classico cliché del "percorso del personaggio": abbiamo il personaggio che intraprende un viaggio che - da una parte - è il viaggio "fisico" (alla ricerca del proprio cane Spots) e dall'altra è un viaggio "interiore", un po' alla ricerca e alla riscoperta di se stesso, alla scoperta di che tipo di persona vuole essere crescendo, diventando adulto.
È il classico cliché del viaggio, però il modo che è stato deciso di affrontare questo cliché, quindi lo sviluppo della trama, l'ho trovato veramente una cosa molto bella, e il risultato finale è un film incredibilmente dolce: mi è piaciuto tantissimo.
Non è un film che mi ha commosso (attenzione!) non a questo livello di profondità (e sono una persona che si commuove facilmente guardando dei film): non è arrivato a commuovermi, ma è un film che - veramente - mi è piaciuto tantissimo, è un film che può essere guardato con tutta la famiglia, perché i bambini troveranno delle parti slapstick molto divertenti: c'è questa scena, all'inizio del film, in cui ci sono due fazioni di cani contrapposte che stanno per litigarsi un sacchetto di spazzatura che è appena arrivato.
Son lì che si guardano, si ringhiano contro, stanno per attaccarsi, a un certo punto uno fa:
-Aspettate un attimo: prima di cominciare, vediamo se ne vale la pena!
E poi anche questa scena dei cani che si menano è - proprio - fumettistica al massimo: noi non vediamo i cani su scannano, quello che vediamo è il classico nuvolone di polvere, sentiamo abbaiare, vediamo: ogni tanto esce una zampa, esce una testa, un cane zompa fuori da un lato e rientra nell'altro, e c'è questo nuvolone di polvere in cui si stanno menando, che è una cosa molto fumettistica.
C'è un'altra scena slapstick: questi cani che sono dentro questo carrello in uno stabilimento, e questo carrello passa in mezzo a una serie di macchinari.
Ma ci sono anche questi punti della trama che sono molto profondi, che possono essere apprezzati anche da un pubblico adulto.
E comunque, come ripeto è un film veramente molto dolce e mi è piaciuto tantissimo, e quindi - se non l'avete visto - vi consiglio di guardarlo, vi consiglio di guardarlo con tutta la famiglia, perché è un film che merita tantissimo.
Ecco quindi la mia domanda: voi avete visto questo film? Siete d'accordo con me che è molto interessante il modo in cui è stata sviluppata questa trama? E che il film è molto bello?
Oppure non l'avete visto e sono riuscito a incuriosirvi per andare a guardare questo film?
L'avete visto: c'è qualcosa che non ho notato, che mi volete far notare? C'è qualcosa di cui non ho parlato, che invece avrei potuto parlarne?
Se c'è qualcosa che concerne la trama, per piacere, non scrivete direttamente il commento: marcate sul commento la dicitura "=SPOILER=" prima di sviluppare il commento, in maniera tale da non rovinare eventualmente agli altri che stanno leggendo i commenti la visione di questo film.
Detto questo: parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Comunque discutiamone: se c'è qualcosa che avete notato, se c'è qualcosa che non ho notato io, se c'è qualche altro film in stop-motion che mi vorreste consigliare, cosicché - magari - gli do un'occhiata e poi ne parliamo.
Bene: io ho concluso, spero di essere riuscito a intrattenervi e a farvi conoscere un altro film interessante. Se ce l'ho fatta vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici, anche su WhatsApp o Telegram: magari con i vostri amici che sono appassionati di film in stop-motion (o di film per la famiglia) che - magari - non hanno visto questo film e potrebbero scoprire una cosa veramente molto bella e molto dolce da guardare.
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, che contribuisce un tantino anche a rimuovere quel cattivo odore di cane bagnato, quindi… 👌
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Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi su #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 19 gennaio 2020

VLOG 302: Volo 232 - Atterraggio di emergenza, la mia analisi

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
Oggi voglio consigliarvi un film, un film per la TV che può essere guardato con tutta la famiglia, però considerate che non è un film da guardare "a cuor leggero" con i bambini… diciamo che è un film da «bollino giallo» in cui la presenza dei bambini ci può stare, però assieme ai genitori, assieme a delle persone adulte… perché l'argomento che tratta e le immagini che sono presenti sono un tantino forti, e quindi è una situazione da «prendere con le dovute pinze» per così dire.
Il film ci racconta di un grave incidente aereo, ma non ci racconta dell'incidente aereo dal punto di vista delle indagini, di che cosa è successo, di quali sono state le cause, di quali sono stati gli eventuali atti di eroismo, ma ci racconta in maniera molto cruda una cosa realmente accaduta alcuni anni fa, un incidente aereo non tanto "dal lato dell'incidente aereo", quanto dal lato della "macchina dei soccorsi".
Essendo un film tratto da fatti realmente accaduti, in alcune parti - ovviamente - è stato romanzato, ma in altre parti (che sembrano - veramente - romanzate: delle cose che sembrano "appiccicate lì" a caso) ci racconta - invece - le cose che sono successe realmente in quei terribili momenti.
E soprattutto, come ripeto, non va ad approfondire il discorso dell'incidente aereo: ci va a raccontare invece il funzionamento della macchina dei soccorsi, ci va a raccontare quello che è il funzionamento di… la chiameremo in Italia "la macchina della protezione civile", e ve lo voglio consigliare proprio perché non solo questo film è molto realistico nel raccontare il funzionamento dei soccorsi, ma perché rappresenta un importante esempio di gestione della macchina dei soccorsi che - ad oggi - viene portato come esempio positivo nella gestione di un grande disastro, per cui benvenuti in questo episodio di Diario di Viaggio on the road!
[🎵🎶]

“Volo 232: atterraggio di emergenza” è un film per la TV del 1992 di Lamont Johnson.
Lamont Johnson è stato un prolifico regista di serie TV e di film per la TV, con all'attivo tantissime produzioni, e questa produzione nacque con l'idea di creare un tributo agli abitanti e ai soccorritori di Sioux City, questa piccola cittadina dell'Iowa con un piccolo aeroporto che il 19 luglio del 1989 mostrò di essere perfettamente in grado di gestire una grossissima emergenza.
Ora, tutto comincia con un volo della United Airlines, un DC-10 partito da Denver che deve andare a Filadelfia (ma dovrà prima fare scalo a Chicago) e sta volando proprio in prossimità di Sioux City e dell'aeroporto di Sioux City, quando subisce un guasto catastrofico: c'è stata un'esplosione a bordo e, dopo aver determinato che è impossibile controllare l'aereo, il capitano Haynes (che - tra l'altro - nel film è interpretato dall'attore Charlton Heston) decide di procedere con un atterraggio di emergenza, e gli viene indicato che l'aeroporto più vicino in grado di accogliere un DC-10 è quello di Sioux City, nell'Iowa; quando c'è stato l'incidente si trova ancora a una quarantina di miglia dall'aeroporto, e quindi decidono di puntare verso quell'aeroporto.
Sioux City è un piccolo aeroporto di campagna: la pista più lunga è "lunga" solo 3mila metri, ma comunque decidono di puntare per quell'aeroporto, decidono quindi di cominciare tutte le procedure, e noi vediamo (nel film) non tanto quella che è la situazione di pericolo che si è generata, quanto - soprattutto - vediamo la storia di Sioux City e dei soccorritori di Sioux City: la storia di come nasce il Comitato di gestione delle grandi emergenze, di come fanno queste esercitazioni, che - per molti - sembrano anche una noia, cosa inutile, ma questo vuole invece evidenziarci QUANTO fare costanti esercitazioni sia una cosa importantissima per i comitati di soccorso, perché è solo con le esercitazioni che si impara a gestire le situazioni di emergenza.
Il DC-10 ha 296 persone a bordo, tra passeggeri (285) e membri dell'equipaggio (11); durante le manovre di avvicinamento, in cabina entra uno dei passeggeri, che è un collaudatore ed istruttore di DC-10, che dà una mano allo staff di pilotaggio nella situazione.
Vediamo una cosa, una scenetta che sembra quasi una parentesi comica: a un certo punto l'istruttore dice al capitano:
-Ragazzi, vi dico una cosa: quando abbiamo finito, andiamo tutti a farci una bella birra!
E il capitano che risponde:
-Ah guarda: io non bevo, ma ho DECISAMENTE intenzione di farmene una, stavolta!
Sembra una parentesi comica, sembra una di quelle cose che vengono introdotte per sdrammatizzare la situazione, invece proprio questa scena è tratta da quello che è stato effettivamente registrato dal Registratore di Voce di Cabina [scatola nera CVR, ndG] per mostrarci come il capitano Haynes è riuscito a mantenere non solo il sangue freddo, ma anche una forma di humour britannico: disse *veramente* questa frase nella cabina di pilotaggio.
E si vede questa capacità di mantenere la calma e il sangue freddo, e questa punta di humour britannico anche nella conversazione "conclusiva" con la torre di controllo, quando la torre di controllo gli annuncia di essere "autorizzato ad atterrare su qualunque pista", e il comandante gli risponde:
-Beh, vorremmo essere precisi e centrare la nostra pista!
Di nuovo: una frase che sembra messa lì per far sorridere lo spettatore e che - invece - è una frase che *realmente* il comandante disse alla torre di controllo di Sioux City.
Però ci sono anche questi piccoli gesti che mostrano anche la consapevolezza del comandante di essere in una situazione disperata.
C'è l'ATC che spiega come fare la manovra di avvicinamento spostandosi sulla sinistra "per tenersi lontani dalla città", e il capitano che - infatti - annuncia:
-Sì, sì: qualunque cosa per restare lontani dalla città.
Perché - comunque - il capitano ha capito che l'aereo è pressoché spacciato.
Poi abbiamo quest'atterraggio: difficile, complesso e in cui delle immagini che vediamo nel film sono VERE IMMAGINI di quest'atterraggio disastroso, che è avvenuto a Sioux City, vere immagini girate dalle troupe televisive che si trovavano sul posto quando si diffuse la notizia che l'aereo stava per atterrare in quell'aeroporto.
E quello che vediamo non è tanto l'aereo che sbatte a terra ed esplode… ok: ci sono queste scene ma, principalmente, quello che vediamo è la reazione dei soccorritori, che sono attoniti, senza parole, ma che SUBITO comunque si mettono in gioco, subito comunque cominciano a cercare di operare per cercare di salvare il salvabile; vediamo il sollievo dei soccorritori quando cominciano a trovare dei superstiti.
C'è un'altra scena che sembra infilata lì per romanzare, che invece anche questa era stata raccontata dall'assistente di terra (Sam qualcosa): va con il mezzo in fondo alla pista per verificare se le antenne sono a posto, se è successo qualcosa, e incontra una serie di superstiti. Comincia a soccorrere queste persone e fu lui a raccontare di aver incontrato una persona che aveva qualche costola rotta, e pensava di avere un infarto in corso.
Lo tranquillizza e gli dice:
-Sono solo due costole rotte, quindi vada con gli altri, non si preoccupi.
E questo signore gli dice:
-Va bene, grazie sergente.
E però che si è chiesto:
-E come faceva a sapere che ero un sergente?
Piccole grandi scene che ci mostrano il funzionamento di una macchina dei soccorsi, che non è la macchina dei soccorsi di un film eroistico, in cui tutti sono perfetti al millimetro, in cui tutto funziona e tutti quanti si salvano.
Una macchina dei soccorsi che ha intoppi, una macchina dei soccorsi che cerca di spegnere un incendio, quando cominciano a esplodere le bombole dell'ossigeno (tradotto malissimo in "i cilindri dell'ossigeno", perché "bombola dell'ossigeno" in inglese si dice "oxygen cylinder").
L'acqua che finisce: resta il liquido schiumogeno, ma il liquido schiumogeno va mescolato all'acqua, non lo si può semplicemente lanciare sulle fiamme… e i pompieri che rimangono senz'acqua.
È questo che rende il realismo delle scene che abbiamo davanti: il realismo che si conclude con 110 passeggeri e un assistente di volo che sono morti, che si conclude con i soccorritori stanchi, con i soccorritori provati, ma che sono riusciti a smistare tutti i feriti in meno di un'ora: la dimostrazione del perfetto funzionamento di una macchina dei soccorsi.
Questo film ci dà molti messaggi positivi, molti messaggi che concernono la solidarietà, la capacità di sapersi mettere in gioco, la capacità di sapersi coordinare, la capacità di costruire una macchina dei soccorsi perfettamente oleata e che funziona a puntino, che - nonostante gli intoppi che si possono incontrare sulle comunicazioni, sulla mancanza di acqua, sul movimento dei mezzi, sulle cose che vediamo già all'inizio del film, durante le esercitazioni; sulle cose che vediamo durante l'emergenza vera e propria; sulla disperazione dei soccorritori che non sono riusciti a salvare qualcuno in più.
È un film molto crudo, come ripeto romanzato in alcune parti, perché vuole essere un po' un tributo - appunto - ai soccorritori, agli eroi di Sioux City; un po' un tributo alla macchina dei soccorsi, alla macchina della "difesa civile" (come viene detto nel film), che è quella che si chiama, in Europa, la macchina della protezione civile: questo semplicemente perché in inglese non esiste la "civil protection", la protezione civile è chiamata "civil defense"; in Europa la protezione civile si chiama - appunto - protezione civile, ma il funzionamento è lo stesso, il principio alla base è lo stesso, è la stessa macchina dei soccorsi. Il concetto è proprio quello di far funzionare la macchina dei soccorsi.
È un film che consiglio di guardare con la famiglia; come ripeto è un film "da bollino giallo", è un film che ogni tanto passa in televisione, però se vi capita di trovarlo (non so: nel cestone del supermercato), vi consiglio veramente di prenderlo, perché è un film che merita di essere guardato. È un film che insegna moltissime cose sulla solidarietà e sul modo di gestire una situazione di emergenza.
Voi che cosa mi raccontate? Avete visto questo film?
Stiamo parlando degli anni '90, in cui andavano molto di moda questa serie di film "catastrofici" in cui l'eroe riesce a salvare tutti quanti; questo è un film molto diverso, perché ci racconta - appunto - di veri eroi che non sono le persone perfette che salvano tutti quanti, ma sono persone come noi che cercano di fare il possibile per salvare più persone possibili, e quindi è un film che trovo molto interessante per l'argomento trattato e per il modo molto realistico e crudo di trattare l'argomento.
Voi l'avete visto? Ve lo ricordate? Avete fatto caso, magari siete appassionati di Charlton Heston e - quindi - avete visto questo film, perché è questo film particolare in cui partecipa anche quest'attore?
Oppure non lo conoscevate, l'avete solo sentito nominare? Vi ricordavate - magari - del caso del volo 232, magari avete visto uno dei documentari di "Air Crash Investigation" o qualcosa del genere, che hanno comunque trattato proprio del volo 232 della United Airlines?
Oppure avete in mente qualche altro film che ha trattato di un incidente aereo simile, o di una situazione similare, basato su fatti realmente accaduti, che mi vorreste segnalare? Che - magari - è romanzato, però racconta in maniera abbastanza funzionale qual è stata la storia dell'emergenza e dei soccorsi? Parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene: anche oggi ho concluso; come sempre vi ringrazio per essere arrivati in fondo al vlog: vi ricordo - se questo vlog vi è piaciuto, se vi ho fatto conoscere un film catastrofico ma un po' diverso dal classico cliché dei film catastrofici - allora vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici, anche su WhatsApp o Telegram: magari con i vostri amici che sono appassionati di film catastrofici, o con i vostri amici che sono appassionati di soccorso e video di protezione civile, potrebbero trovarlo molto, molto interessante!
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, e assieme al profumo di nuovo iscritto, visto che ho realizzato (e realizzo) anche video che parlano di attività di protezione civile, di attività di soccorso, di come fare le chiamate di emergenza etc. questo Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ può anche contribuire a migliorare la gestione dell'emergenza, e quindi pensateci!
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video, e ricevere occasionalmente piccole curiosità e dietro le quinte riguardo ai video che devo realizzare.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi su #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 12 gennaio 2020

VLOG 301: Kubo e la Spada Magica, la mia analisi

0 commenti - [Leggi tutto]


Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
Nel periodo festivo ho avuto modo di recuperare qualche film che volevo vedere da un sacco di tempo.
Uno dei film che ho recuperato, che è un film un tantinello datato (perché è del 2016), è stato “Kubo e la Spada Magica” ed è un film di cui voglio parlarvi oggi, perché - anche se è un film molto datato - l'ho potuto vedere appunto in «prima visione» (tra virgolette) solo a dicembre 2019 ed è un film che vi voglio consigliare, ve lo voglio consigliare proprio per l'argomento che tratta, per come è stato sviluppato questo film, perché l'ho trovato veramente molto grazioso (ecco: prendiamola così).
Prima di continuare vi avverto, se non avete visto questo film, di fermare questo vlog e andare a recuperare il film: da una parte perché - come vi ripeto - è veramente bellissimo, è proprio grazioso, e quindi non ve ne pentirete; ma dall'altra parte perché nel corso di questo vlog ci saranno una quantità allucinante di spoiler.
Sul mercato cinematografico è stato accolto piuttosto freddamente e - secondo me - è sbagliato per vari motivi: prima di tutto proprio per il tipo di storia che ci narra, ma anche - proprio - per come è stato realizzato questo film.
Per cui benvenuti su questa puntata di Diario di Viaggio on the road.
[♪♫♪]

“Kubo e la Spada Magica” è un film del 2016 realizzato in stop-motion, con la cosiddetta tecnica del «Passo-1», che è una tecnica che *adoro* perché nel mio lontano passato, quando ho avuto la mia prima webcam, PROVAI a cimentarmi nella realizzazione di una brevissima animazione in stop-motion, e pensai: "Vabbè: ci vorrà un minuto a scattare uno o due fotogrammi, quindi in un'oretta dovrei riuscire ad aver realizzato qualcosa di… decente, più o meno!" [sospiro] ci ho impiegato più di quattro ore a realizzare una cosa PIETOSA di circa tre secondi e mezzo, ed è stato un lavoro MASSACRANTE, e da allora - credetemi - ho una stima INFINITA per chi va a realizzare in stop-motion dei lavori di un'ora/un'ora e mezza/un'ora e quaranta… dei film in stop-motion di una "durata media"… c'è - alle spalle - un lavoro PAZZESCO e ne ho una stima infinita.
Inoltre il fatto di aver a che fare con un film realizzato in stop-motion ti mette di fronte a una cosa particolarissima, perché la scenografia, ciò che vedi sullo schermo, è PROFONDAMENTE IMMERSIVO, perché ciò che stai vedendo sullo schermo è reale: sono dei pupazzetti e degli elementi che vengono inquadrati dalla camera, non è tutto realizzato in digitale su un piano virtuale, quindi c'è una profondità d'immagine completamente differente.
Il film è molto semplice, la trama di base è abbastanza originale (è un racconto "un po' fuori dagli schemi") ma - proprio "alla base, alla base" - quello che vediamo è questo personaggio (Kubo), questo ragazzino che ha perso un occhio; noi percorreremo un viaggio assieme a questo personaggio, perché Kubo dovrà intraprendere un viaggio "scappando" dalle proprie zie… quello che è il classico cliché del viaggio, che non è solo "il viaggio alla ricerca dei pezzi di un'armatura che servirà a combattere il villain", ma anche un "viaggio spirituale", un "viaggio interiore": questo è il classico cliché del viaggio che deve intraprendere il personaggio per completare se stesso, quindi diciamo che - in questo - potremmo quasi definirlo uno «sfondamento di porta aperta», però il modo in cui viene affrontata questa trama, la storia che c'è alla base, questa stranissima magia che permea il personaggio di Kubo, che permea sua madre.
Kubo che - per recuperare un po' di soldi - va in piazza, nel villaggio, e suonando lo shamisen (shamìsen: non so come si chiama: questa specie di chitarra, di liuto giapponese), suonando questo strumento, questo shamisen, fa animare degli origami: gli origami animati diventano i personaggi delle storie che racconta.
Ora, in merito alla trama e in merito a un'analisi più specifica a livello cinematico di quest'opera mi fermo qui, perché - certamente - non sono la persona adatta a raccontarvi la trama, a raccontarvi il contenuto di un film, e prima di continuare vi segnalo l'analisi fatta dal buon Mattia (Victorlaszlo88) sul canale di Movie Planet, vi lascio il video linkato sul doobly-doo e sulla scheda: andate e recuperatelo, perché è un'analisi molto interessante sia a livello - proprio - di tecnica, sia a livello di trama, sia - in generale - a livello di «grammatica cinematografica» (sono tutti quegli argomenti in cui io sono totalmente impreparato, quindi lì mi faccio di lato e lascio spazio al buon Mattia, molto più bravo di me a esprimere questi concetti), ma quello di cui vorrei parlarvi oggi sono le sensazioni che mi ha lasciato questo film.
Questo film che - come ripeto - lo trovo molto grazioso, veramente ben fatto, ben narrato; a livello tecnico ci sono delle scene di combattimento di un dinamismo PAZZESCO, ECCEZIONALE: c'è - non so - il combattimento con lo scheletro gigante che ha un dinamismo incredibile, e poi, quando ti fermi un attimo a pensare "Ok: c'è grande dinamicità, c'è una grandissima azione: movimenti di camera veramente eccellenti… E TUTTO QUANTO È REALIZZATO IN PASSO-UNO!"
Ti viene la pelle d'oca anche alle sopracciglia, a pensarci!
È un film bellissimo, un film veramente grazioso, che consiglio di guardare con tutta la famiglia, perché è un film che racconta delle cose che sono dei messaggi molto positivi per i bambini, come l'importanza dell'essere vicini ai propri genitori e l'importanza dell'ubbidire ai propri genitori, ma anche una serie di situazioni che possono essere interpretate anche dalle persone adulte. Ci sono dei messaggi, dei temi, molto importanti: c'è il tema del "completamento spirituale", c'è bisogno - per Kubo - delle figure genitoriali e le figure che vengono, appunto, "sostituite" da Scimmia e da Scarabeo, che poi - più avanti - scopriamo essere…
in realtà, una volta scoperto che Scimmia è l'incarnazione della madre, ce lo immaginiamo che Scarabeo possa essere il padre, per carità, però è bello vedere che Kubo non lo immagina; quello che fa Scarabeo è cercare di costruire la figura genitoriale, cercare di essere "l'adulto responsabile" nei confronti del giovane.
Questo - sicuramente - è un messaggio molto positivo, che può essere recepito molto bene anche dalla persona adulta, quindi per questo dico: è un film sicuramente per famiglie ed è un film molto grazioso per la sua realizzazione, per il suo dinamismo, per la profondità delle scene e per la trama… un po' per tutto quanto, per questo "messaggio molto positivo".
Ora, sono rimasto molto colpito da alcune scelte nella narrazione: per esempio il mostro subacqueo che riesce a carpire - in qualche modo - la fiducia (la coscienza) di Kubo, perché Kubo sta facendo questo viaggio un po' anche alla ricerca di se stesso, e quindi il mostro potrebbe "costruire" quelle immagini che aiutano il bambino a trovare se stesso, invece l'adulto responsabile (che è Scarabeo) non riesce a farsi colpire… forse perché Scarabeo, comunque, da adulto (e da genitore) quello che riesce a vedere è la "luce" del proprio figlio, che è la cosa che è più luminosa, rispetto a tutto quello che c'è intorno: una cosa molto positiva, una cosa che - comunque - mi ha colpito, perché è una scelta molto particolare.
C'è solo la madre, una madre che ha questi momenti di profonda catatonia e poi… sembra tornare una persona normale, e poi di nuovo c'è la memoria che manca, un po' come se avesse l'Alzheimer o qualcosa del genere; e comunque potrebbe anche essere qualcosa di legato alla magia che permea la madre.
Ho trovato molto interessante questo rapporto di profondo amore con la madre, il fatto che la madre, nei sogni, cominci a far muovere gli origami anche lei, è questa cosa molto, molto simpatica.
Anche se ammetto che questo discorso della madre che passa dallo stato catatonico a uno stato di quella che appare come "piena normalità" mi ha lasciato qualche dubbio, persino il dubbio che, data la grande fantasia di Kubo (che riesce a animare gli origami), possa essere una fantasia anche quella della "madre normale" e quindi che la madre, in realtà, sia e rimanga sempre questo personaggio particolarmente catatonico, che ha solo dei brevissimi sprazzi di lucidità, sufficienti solo a "ricordargli di rientrare a casa entro il tramonto".
Ho trovato come punti molto positivi sia la trama e la narrazione in generale, proprio tutto lo sviluppo della trama è un punto che ho trovato particolarmente positivo, ma soprattutto ho trovato particolarmente positivo (mi è piaciuto tantissimo) il finale.
Questo finale che… lo ammetto: è giunto inatteso, perché quando tu fai questo tipo di percorso spirituale, che vuole portare a "combattere contro un villain" (contro il Re della Luna), quello che ti aspetti è che ci sia la sconfitta del villain, la *distruzione* del villain, l'uccisione del villain. Non ti aspetti - invece - un sacrificio, un "prendere il villain e trascinarlo dall'altra parte": è qualcosa di inatteso, ma è un messaggio molto, molto positivo, è un messaggio che mi è piaciuto tantissimo, è un finale che mi è piaciuto tantissimo perché è un finale che rappresenta la sconfitta del villain, ma che non rappresenta la "distruzione del male": rappresenta anche un modo di voler "dare una seconda opportunità" a tutti quanti, dare la possibilità di cambiare, e ti lascia capire che il villain non è stato un "cattivo fine a se stesso", ma è stato un cattivo "perché aveva entrambi gli occhi chiusi", non vedeva che cosa c'è di buono nell'umanità. Kubo è riuscito a fargli aprire un occhio, a fargli guardare nella profondità degli umani: questa cosa è - secondo me - veramente molto bella e - come ripeto - per me è stato un finale totalmente inatteso: alla fine, dopo la ricerca dell'armatura, la ricerca del combattimento finale, mi sarei aspettato la "conclusione con l'uccisione del villain", devo essere sincero, quindi questo mi ha colpito tantissimo e mi ha colpito molto positivamente.
Però le due cose che mi hanno colpito un tantino negativamente… diciamo che mi hanno fatto "storcere il naso", non le considero dei punti negativi, sono da una parte - appunto - che la trama ricalca il classico cliché del viaggio che da una parte è il viaggio alla ricerca dei pezzi dell'armatura e dall'altra è il viaggio interiore del personaggio, che in fondo è anche un po' un tema trito e ritrito; di positivo c'è che la trama è stata sviluppata in una maniera eccellente, prendendo anche parte - un po' - di quello che è il folklore giapponese, prendendo parte di quella che è la cultura orientale, ambientandolo in quella che non è un'esatta e specifica epoca: sappiamo che siamo - più o meno - nelle terre giapponesi (nelle terre orientali), abbiamo un po' di questa cultura, un po' di questo folklore, ma non abbiamo un periodo storico ben preciso.
Abbiamo un racconto che - comunque - basandosi su una trama in fondo trita e ritrita, comunque affronta l'argomento in maniera del tutto originale, questo quindi lo do come un punto che - come ripeto - mi fa un tantino storcere il naso, ma ci può anche stare.
Mentre quello che mi ha lasciato storcere il naso tantissimo sono gli abitanti del villaggio, soprattutto dopo la notte dell'incontro con gli spiriti, dopo che c'è stato l'attacco delle zie di Kubo e sono scappati, il villaggio è stato distrutto (è stato raso al suolo), abbiamo questo viaggio che continua sino al punto in cui Kubo ritorna al villaggio.
E gli abitanti che… non erano scappati: sono rimasti fra lì, tra le macerie, tutto questo tempo, non… senza essere sicuri di che cosa fare.
Gli abitanti che sono stati danneggiati molto, il villaggio è stato danneggiato dal Re della Luna, fondamentalmente, e dalle zie di Kubo; e quando si trovano davanti questo Re della Luna "cambiato" subito - magicamente - cambiano TUTTI QUANTI il loro modo di approcciarsi, subito tutti sono positivi, tutti sono:
"Sì, è vero: sei sempre stato una persona molto gentile"
E per carità: ci sta rispetto a questo finale, ma è una cosa che mi lascia un po' pensare: questi personaggi diventano dei comprimari particolarmente meccanici, sono semplicemente "la figura giusta al momento giusto", non c'è MAI niente che li renda effettivamente "umani", e quando si sta a parlare di "umanizzazione" (di "aprire gli occhi e guardare l'umanità"), guardare questi personaggi così meccanici…
non lo so: questo - devo dire - che mi fa storcere il naso *parecchio*: la trovo una cosa, proprio rispetto al messaggio di umanità, un tantinello negativa… quindi: è la cosa che non mi ha convinto, prendiamola così.
Ma voi che cosa mi raccontate? Avete visto il film: vi è piaciuto/non vi è piaciuto? Siete d'accordo con i miei punti positivi e con i miei punti negativi?
C'è qualcosa che avete notato di questo film che io non ho notato, che poteva essere considerato un punto positivo o un punto negativo? C'è qualcosa che vi ha fatto storcere il naso?
Ci sono dei film - realizzati con questa tecnica - che avete visto e mi volete consigliare?
Non lo so: parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
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