domenica 17 ottobre 2021

VLOG 381: A proposito di birra (ed altri alcolici) (ft ALE)

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Grizzly: Fai sempre tu, l'intro
ALE: Faccio sempre io? Vabbè! Benvenuti, viaggiatori! Io sono Ale e lui è Grizzly - ovviamente - e siamo su Diario di Viaggio on the road, EVVVVAI: sigla!
[Ride]
Ti piace?
Sì, sì
Qua c'è la sigla…
Bravo! E adesso l'attacco…

[🎵🎶]
Oggi siamo stati a mangiare assieme, perché - naturalmente - quando io e Ale ci vediamo, la prima cosa che si fa è mangiare, ma soprattutto anche bere, ma soprattutto ANCHE MANGIARE!
Moderatamente, bere!
E moderatamente mangiare!
Beh, no… sss… no!
[Ridono]
Mentre mangiavamo (e mentre bevevamo: mentre sorseggiavano dell'ottimo vino), parlavamo anche di vini, di amari, di birre… e di come, una volta, molti di questi prodotti (soprattutto le birre e gli amari) fossero appannaggio - soprattutto - dei monaci, dei monasteri, di monaci erboristi che hanno realizzato alcuni dei più importanti amari storici (o delle più importanti birre storiche) e commentavamo come - ormai - il fatto che sia diventato tutto quanto commerciale fa sì che tantissimi prodotti (alcolici e superalcolici), anche se realizzati con l'Antica Ricetta di Una Volta™, principalmente sono realizzati con il classico “ciclo industriale”
Purtroppo.
Tipo oggi: c'hanno… non ci hanno offerto: l'abbiamo pagato! Un fantastico Amaro della Casa alle erbe, che era palesemente del Fernet Branca misto a Brancamenta e un po' slavato…
Sì.
In modo molto ignorante, se si può dire, cioè la definizione per darvi il sapore che c'era in bocca.
C'era quel retrogusto di pino, vagamente esistente, quello sì. Quantomeno

quel minimo di erbe c'era. Però poteva funzionare. E anche lì c'è quel discorso, appunto, che - magari - è l'Antica Ricetta del Monaco, ma è chiaramente un amaro “Fatto in Casa”, solo che è fatto “in fabbrica”: ci mettono su l'etichetta!
Però bevuto ghiacciato, indubbiamente (dai!), ci stava: era buono. Quello, cioè,
Sì, sì.
non era il classico amaro, comunque, che bevi dappertutto; sicuramente era una ricetta - magari - tradizionale, ovviamente rielaborata nella maniera moderna, e ovviamente industrializzata, dunque con un sapore che può piacere a tutti,
Sì.
perché alla fine è quello: far piacere qualcosa tutti, o se no si ottengono dei sapori, dei gusti, che magari molte persone non sopportano o non apprezzano: quello poco ma sicuro.
Un po' come le birre!
Sì: parliamo - particolarmente - anche di «birre quaresimali», e c'era un video molto interessante sulle birre quaresimali (poi ve lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda là in alto, se lo trovo); ancora c'è qualche posto, qualche piccolo monastero dove sono ancora i monaci a preparare la birra, magari con processi industriali, ma sono ancora loro.
Ma, sempre di più, sono molte birre che vengono realizzate con processo industriale e, poi, c'è il monastero dei monaci X che ci mette l'etichetta sopra.
Magari la ricetta è quella, ma ormai si è arrivati al punto di industrializzazione, anche perché si parla di lievitazione che deve avvenire con dei lieviti che devono essere anche puri a livello microbiologico, microbatteriologico, problemi d'igiene… difficilmente puoi ancora produrre la birra fermentata nei tini di legno antico, quindi!


Attenzione: dopo la strettoia, poi, dovrai girare sulla sinistra, perché dobbiamo tornare sul lago.
Ah, ok
Perché se no finiamo sul serpentone, perché due sole strade…
Qua a sinistra, tu dici?
Sì, sì.
Sì, sì: da dove siamo arrivati, allora!
Sì, sì: altrimenti finiamo di nuovo nel serpentone.
Questa cosa mi ricorda che mi piacerebbe avere la classica manopola illegale
Sì: l'ho avuta sul 126, che non c'era l'airbag, quindi potevo anche permettermelo. Non c'era neanche il servosterzo, quindi aveva anche un minimo di senso: un amico, che mi diceva sempre "ah: lo voglio provare, a guidare con la manovella!", poi fa manovre: [crrr, crrr!]
[tac! Sgreeee] Caspita! Hai ragione: è COMODISSIMA!
L'ultima volta che ho guidato un'auto senza servosterzo, ci sono rimasto di un male! Era l'auto di un mio cliente, dice: il dipendente era in ferie, doveva fare il collaudo, e c'è l'altro dipendente, c'è un'altra macchina:
-Vabbè: scendiamo assieme, io salgo con Danilo, portiamo la macchina giù e poi la andiamo a pigliare.
-Sì, sì: va bene: facciamo così!
Bello: mettro la retromarcia, giro lo sterzo…
-OU: PERCHÉ È COSÌ DURO LO STERZO?
Mamma mia: senza servosterzo! Una Atos, mi son tolto la vita con quella macchina.
Questa la tieni come inframezzo di pausa del video
Sì: sì, sì.
Sì, sì: ci sta, ci sta!
Questa la tengo
Questo è l'inframezzo!

Concludiamo, comunque.
Siamo arrivati alle birre supercommerciali: facciamo anche qualche esempio, tipo.
Consideriamo anche che questo discorso del “fare le cose industriali con le ricette” tende a rendere anche dei fenomeni particolari: c'era stata quella discussione sulla “Birra Messina Cristalli di Sale”, che è realizzata con la ricetta (con il sale della Sicilia), ma non è realizzata in Sicilia, quindi c'era anche tutta questa discussione. E non è la sola: mi pare che ci sono anche altre birre che sono prodotte per essere con l'antica ricetta, con l'antico metodo, con le antiche tutte… e poi son realizzate dalle grandi case!
Potremmo anche fare qualche esempio, però - dai - non sponsorizziamo troppe birre!
No: esatto.
Molte di… cioè… [blleaa 😜]
Concludiamo!
Vai!
Alla fine, da una parte quello che conta forse è vero che è la ricetta, che è il metodo di lavorazione; cambiano alcune cose: non c'è più il tino di legno, c'hai il tino di acciaio, perché deve essere sicuro microbiologicamente e batteriologicamente etc, ma poi - alla fine - se la ricetta è quella, la funzionalità si suppone che sia quella; poi non è che se la birra la fa il mastro birraio, o la fa il monaco, il monaco la fa meglio perché la fa benedire, voglio dire!
Non penso che ci siano grossissime differenze, ma questa è la domanda che lasciamo al pubblico: voi cosa ne pensate? Per quanto concerne le birre, per quanto concerne gli alcolici, i superalcolici, meglio quei lavori artigianali di una volta, il risultato artigianale di una volta? Meglio il processo industriale?
O, in fondo, il processo industriale non è detto che danneggi così tanto quella che è l'idea del prodotto di una volta? Sono curioso un po di sentire la vostra: parliamone nei commenti, o su Twitter con l'hastag #DdVotr
A te per la conclusione!

Ok, sì: e che conclusione devo fare? Amante di birra, e amante di amari, voglio leggere i commenti e le risposte del pubblico: alla fine io - più che altro - penso che si perda un filo di tradizione, se diventa… se il prodotto diventa industriale, però se la ricetta rimane la stessa (e il sapore cambia quel poco), ci può anche stare.
Niente: io sono Ale, lui è Grizzly…

L'importante è bere in compagnia, con moderazione, e divertirsi in compagnia!
Esattamente. E noi ci vediamo in una prossima… birreria! Ci può stare?
Ci può stare. E concludiamo con il solito…
Ed ha riniziato a piovere: concludiamo che ha riniziato a piovere!
Concludiamo con il solito…
EVVAI! 🔝🔝🔝

domenica 10 ottobre 2021

VLOG 380: Senza di questi si dorme meglio

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Benvenuti viaggiatori: io sono Grizzly e, oggi, vorrei parlarvi di sonno e di veglia.
Non in un video talmente noioso da addormentarvi! (O - almeno - spero di no…)
Il ciclo sonno↔veglia è regolato dalla luce dell'ambiente, principalmente dall'esistenza (o meno) della radiazione luminosa blu, che è quella che influisce maggiormente su questa questione.
Il nostro ciclo sonno↔veglia è regolato dal nostro corpo in una funzione che si chiama «ritmo circadiano», dal latino circa diem ossia “intorno al giorno.”
Questo avviene tramite la ghiandola pineale, e la produzione di melatonina, ma non sono qui per fornirvi informazioni mediche quindi, se avete problemi con il vostro sonno, vi consiglio di rivolgervi assolutamente ad un medico.
Il massimo consiglio che posso darvi io è quello di abbracciare un pupazzo di peluche per dormire, ma non credo che serva moltissimo… per cui tralasciamo e parliamo - invece - di quello che è il sonno e la veglia, in particolar modo di quelli che sono i device che portano a disturbare il sonno per via della luce blu: lo facciamo in questo nuovo episodio di Diario di Viaggio on the road.
[🎵🎶]

Il fatto che il ciclo sonno↔veglia sia regolato dalla presenza (o meno) di luce è un problema, ed è un problema non indifferente, perché viviamo in un mondo tecnologico in cui abbiamo non solo una abbondante risorsa di illuminazione artificiale, ma abbiamo anche abbondantissime risorse di produzione di radiazione luminosa blu, che è quella a cui reagisce maggiormente il nostro corpo nella gestione del ciclo sonno↔veglia.
Naturalmente la luce del sole che - in questo momento - sta illuminando tutto quanto, comprende anche la luce blu (come ci insegna il nostro buon vecchio arcobaleno), ma tantissime risorse di luce artificiale sono in grado di produrre anche quella radiazione luminosa, e questo rappresenta un problema: se pur vero che abbiamo ancora modo di gestire l'illuminazione ambientale, evitando - magari - di avere camere da letto illuminate come se fossero dei palchi di un concerto, con centinaia di fari, il problema che abbiamo è - di nuovo - quello della radiazione luminosa blu, e la luce blu è emessa da moltissime cose: da moltissime sorgenti di luce artificiale (soprattutto le ultime, a led, a luce bianca) ma anche da moltissimi device come gli schermi di televisori o gli schermi di monitor di computer, gli schermi di tablet e smartphone, che sono uno strumento che non solo emette moltissima luce blu, ma - nel caso degli ultimi due (tablet e smartphone) - soprattutto rappresentano anche una importante distrazione con l'approssimarsi dell'orario in cui andare a dormire, perché - soprattutto lo smartphone - oltre allo schermo, che ci porta questa luce blu, crea anche quella frenesia di andare a controllare le notifiche: magari in piena notte ci si sveglia con il bisogno di controllare subito le notifiche, questo peggiora il proprio ciclo del sonno, indubbiamente; in più l'illuminazione dello schermo favorisce ancor di più a far sballare il ritmo circadiano, per cui l'ideale sarebbe quello di fare in modo che, quando ci si avvicina all'orario in cui si va a dormire, ci si tenga lontani da una parte dalle luci blu, dall'altra - anche - da questa frenesia delle notifiche.
Io, per esempio, generalmente vado a dormire intorno alle 23:00, ed ecco quindi che alle 22:00 comincio quella che si definisce l'ora bianca: l'ora senza device a luce blu.
Quindi a quell'ora saluto un po' tutti quanti gli amici, saluto sui social, stacco il cellulare… in maniera tale che le notifiche non mi disturbino (lo lascio in modalità aeroplano, per non dover aspettare che si riaccenda il giorno dopo…)
Spengo il computer; l'illuminazione della mia camera ha dei led RGB e, mentre sono sveglio nell'ultima ora, la metto di colore rosso, che tende - anche quello - a favorire il sonno…
Non tolgo tutti i device, lo ammetto: un device mi rimane in mano, mi rimane in mano perché è un device che non emette luce blu. Infatti la mia ultima ora, prima di andare a dormire, la dedico alla lettura di un buon libro con un e-book reader che ha lo schermo ePaper, quindi non retroilluminato: ho bisogno dell'illuminazione della abat-jour con una piccola lampadina, non molto forte, a luce calda (quindi a luce gialla) e questo mi aiuta ad arrivare più facilmente al sonno.
La sveglia suonerà - poi - l'indomani mattina intorno alle 4:15 (in realtà il più delle volte mi sveglio verso le 4:10 e spengo la sveglia io, prima che suoni) e, a quel punto, approfitterò del principio della luce blu per svegliarmi più facilmente: quando mi sveglio la mattina utilizzo la luce bianca, perché fuori - talvolta - è ancora buio alle quattro del mattino; utilizzo lo schermo del televisore: guardo il telegiornale mentre prendo il caffè, in preparazione per l'uscita; in maniera tale da avere quel minimo di illuminazione che mi aiuta a ritrovare il ritmo sonno↔veglia.
È da più di un anno che faccio questa cosa, rispetto al momento in cui sto girando questo vlog, e direi che questo sistema funziona: funziona molto bene, non mi trovo nemmeno “pesante” il fatto di staccare il cellulare (e le notifiche) verso le dieci di sera: d'altronde qualsiasi altra notifica la posso guardare, con calma, il giorno successivo.
Anche se devo ammettere che - al di là della frenesia di andare a controllare le notifiche - per esempio il mio smartphone (che è un Google Pixel 4a) dispone della funzione di eliminazione della luce blu: ha questa retroilluminazione di colore giallognolo, fatta apposta per non disturbare; molti - anche - televisori (molti Smart-TV) hanno, anche, questa funzione; i miei occhiali da vista tagliano i riflessi blu, e ormai si stanno diffondendo sempre di più questi occhiali da vista, anche molti schermi del computer cominciano ad avere anche questa funzionalità, proprio per evitare questo discorso; quindi cominciano a diffondersi sempre di più dei meccanismi per evitare la luce blu durante la fase notturna.
Però, come dicevo, per esempio nell'ambito dello smartphone influisce non solo la luce blu, ma anche la frenesia di andare a controllare spesso le notifiche, ed è per questo che io vi chiedo: voi cosa mi dite?
Applicate la regola dell'ora bianca: prima di andare a dormire, lontani da device a luce blu? Non l'applicate e il telefonino è il vostro orsacchiotto di peluche: dormite abbracciandolo e controllando le notifiche in piena notte?
Avete questa abitudine, quantomeno, di spegnere lo smartphone quando è il momento di andare a dormire, o di lasciarlo in modalità aeroplano? Oppure no: lo lasciate silenzioso e poi, l'indomani mattina, si controlleranno tutte le notifiche?
Avete la vostra serie TV da guardare sino all'ultimo momento davanti allo schermone a 55 pollici, con tutta questa luce blu, fino a quando vi addormentate - meccanicamente - in poltrona, e dormite tutta la notte in poltrona?
Avete altri consigli, o altre tecniche, che praticate quando è il momento di andare a dormire?
Non lo so: parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Tra l'altro vi ricordo di seguirmi su Twitter (link del profilo sul doobly-doo e sulla scheda): su quel social sono molto attivo, mi piace molto interagire con gli altri, fino a quando non è il momento dell'ora bianca mi trovate facilmente in linea!
Ma resto - appunto - curioso di sentire un po' che cosa ne pensate.
Bene: come sempre vi ringrazio per essere arrivati sino in fondo vlog; se sono riuscito a intrattenervi (o - magari - ad addormentarvi, visto l'argomento!) come sempre: pollice-in-alto e condividete con gli amici, anche su Whatsapp, Telegram e le altre app social.
Iscrivetevi al canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto; inoltre gira voce che contribuisca a tenere lontani gli incubi, quindi migliora anche il sonno!
Vi ricordo il canale Telegram (sul doobly-doo e sulla scheda) per notifiche, piccole curiosità e dietro le quinte.
Infine se vi piacerebbe che trattassi qualche argomento su #DdVotr, segnalatemelo in un commento.
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 3 ottobre 2021

VLOG 379: L'auto al seguito #OperazioneNostalgia

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Benvenuti viaggiatori: io sono Grizzly.
Da persona che vive in Sicilia, ma ha la famiglia originaria del Trentino, nel corso del tempo ho viaggiato tantissimo, soprattutto per andare a fare le vacanze in Trentino partendo dalla Sicilia.
Uno dei mezzi che ho utilizzato maggiormente per viaggiare è stato il treno, e uno dei modi che ho utilizzato, soprattutto negli ultimi anni, per viaggiare più comodamente è stato di andare in treno… portandomi dietro anche la macchina!
Che non significa che ho attaccato un maniglione enorme all'auto, per portarmela come bagaglio a mano; né che ho trovato un sistema per liofilizzare l'auto (farla diventare molto piccola) per potermela portare appresso.
Eppure la mia auto è venuta con me, in treno, diverse volte: sto parlando del servizio di «auto al seguito», che è stato un servizio ferroviario disponibile fino all'anno 2011, un servizio di cui voglio parlarvi oggi, in questo nuovo episodio di Diario di Viaggio on the road #OperazioneNostalgia
[🎵🎶]

Il servizio di auto al seguito - ovviamente - non era disponibile da ‘tutte le stazioni ferroviarie italiane’: era disponibile solo nelle stazioni - per così dire - «periferiche»: che fossero di partenza (o di arrivo) di ‘tratte ferroviarie lunghe’; quindi - ad esempio - c'era il terminal a Catania, c'era il terminal a Villa San Giovanni, c'era il terminal a Torino, sicuramente a Bologna (perché è quello che ho fatto più volte), c'era il terminal a Bolzano… che il treno che faceva Villa San Giovanni ↔ Bolzano non c'era tutto l'anno, era disponibile solo un giorno della settimana, in estate saltava (una storia lunghissima e scomodissima!), però era una tratta che veniva molto comoda per andare a Trento.
Altrimenti quello che facevo normalmente era la tratta Catania ↔ Bologna, con la «Freccia della Laguna», che era il treno che faceva Siracusa~Palermo~Reggio Calabria verso Venezia.
Il treno lo andavo a prendere a Catania, dove caricavo l'auto sul treno… letteralmente, anche perché - normalmente - veniva il personale ferroviario a darci una mano, ma eravamo noi a “tirare su” le macchine sul carro bisarca: solo nell'ultimo periodo hanno cominciato a fare manovra gli operatori ferroviari, perché c'erano stati alcuni incidenti o ai veicoli, o alle persone, perché - comunque - camminare dentro il carro bisarche era un tantinello pericoloso.
L'unico fastidio che ti dava l'aver fatto l'Auto al Seguito era quello che dovevi andare a prendere il treno in una stazione - magari - diversa dalla tua città: per esempio quando io dovevo partire, dovevo partire da Siracusa per andare a Catania a prendere l'Auto al Seguito, ma mi è anche capitato di non trovare posto sul carro auto che partiva da Catania, quindi trovare - magari - posto sul carro auto che partiva da Villa San Giovanni e, quindi, mi toccava prima partire da Siracusa, per andare a Villa San Giovanni, a prendere il treno.
E, tra le altre, cose bisognava presentarsi circa un'oretta~un'oretta e mezza PRIMA della partenza del treno, perché venivano caricate le auto sul carro bisarca…
Ah: salute!
Dopodiché, finite le operazioni di carico e controllato tutto quanto, le chiavi delle auto venivano sigillate in una busta, che poi veniva data al conducente (al «macchinista»: viaggiavano nella locomotiva) e - a quel punto - materialmente bisognava prendere i carri auto e agganciarli in fondo al treno, quindi passava anche un altro po' di tempo.
Inoltre, una volta arrivati alla stazione di destinazione (per esempio - nel mio caso - a Bologna, il più delle volte), io scendevo dal treno, dovevo andare in fondo alla stazione, dove c'era il Terminal Auto al Seguito, passava un'altra mezz'ora~tre quarti d'ora: sganciavano il carro bisarca dal treno, facevano una serie di manovre, ci portavano il carro bisarca e - finalmente - potevamo tirare giù le auto dalle carro e avevamo a disposizione le nostre auto (potevamo continuare il viaggio).
Quindi diciamo un'oretta~un paio d'ore che si perdevano alla partenza, e un'altra oretta~un paio d'ore che si potevano andare a perdere all'arrivo, ma era l'unico disturbo, perché poi c'era il piacere di aver fatto - praticamente - un viaggio attraverso tutta l'Italia, arrivando freschi e riposati! Anche l'auto non aveva macinato chilometri e chilometri, anche se aveva una quantità di insetti (e, qualora avesse piovuto, anche una quantità di FANGO) come se avesse macinato chilometri e chilometri, e c'era - quindi - questa possibilità che era molto, molto comoda.
Che poi Trenitalia ha cancellato: intorno al 2010 già aveva tolto il servizio, poi - piano piano - aveva ripristinato solo alcune tratte, una tratta che era stata ripristinata (solo una volta alla settimana) era la Villa San Giovanni ↔ Torino, che ho fatto solo una volta e in quella volta - tra l'altro - hanno spaccato tutte le macchine (e rubato in tutte le auto!). L'avevo raccontato anche sul blog, m'avevano spaccato il lunotto e fatto un mare di danno (vi lascio il racconto linkato sul doobly-doo e sulla scheda: è sul blog Diario di Viaggio), ma poi, dal 2011, il servizio fu definitivamente tolto; da una parte perché c'erano parecchi atti vandalici, parecchi furti, parecchie situazioni complesse… e dall'altra perché sono abbastanza sicuro che - tolto il periodo delle vacanze - per il resto del tempo non è che viaggiasse moltissimo con le bisarche piene: nonostante ci fossero una quindicina~una ventina di posti auto in tutto, in agosto era difficilissimo riuscire a trovare posto sulla bisarca: anche io dovevo prenotare - veramente - tipo novanta giorni prima per essere sicuro di trovare posto, e diverse volte mi è capitato di partire il giorno di ferragosto: da una parte perché non mi facevo problemi a fare il viaggio proprio quel giorno, sapendo che ci sarebbe stato un po' meno traffico del previsto (perché molta gente cercava di arrivare sui luoghi di destinazione PRIMA di ferragosto), e dall'altra perché - fondamentalmente - i giorni precedenti era già tutto pieno (perché non ero il solo che prenotava tipo novanta giorni prima…)
Più persone accompagnavano l'auto, facendo il biglietto ferroviario, e meno costava il posto dell'auto: c'era uno sconto di un cinque~dieci euro in base a ogni persona (fino a un massimo di cinque) che accompagnavano l'auto, ovviamente però c'erano anche delle condizioni: delle dimensioni, delle situazioni particolari, per il trasporto del veicolo.
Innanzi tutto il bagaglio, a bordo del veicolo, viaggiava senza nessuna assicurazione; il veicolo non doveva avere una certa larghezza, non doveva avere una certa altezza… se non ricordo male era proprio un limite estremo (1,58m: ci toccava anche svitare le antenne); non si poteva avere portapacchi o altro, anche perché - soprattutto i veicoli che stavano in alto - sopra i veicoli non c'era nessuna protezione rispetto alla catenaria, quindi se un veicolo avesse superato quell'altezza e, per un qualsiasi motivo, avesse toccato la linea catenaria ad alta tensione, IMMEDIATAMENTE sarebbe andata in corto circuito, tra l'altro bloccando il treno, oltre a tutti i danni dall'attraversamento da 3mila Volt…
Il fatto che il carro fosse aperto aveva anche i suoi difetti: mi è capitato anche di essere stato vittima di atti vandalici e una volta di essermi salvato in calcio d'angolo (ma racconterò queste cose - sicuramente - in un altro episodio) e comunque questo servizio permetteva di viaggiare attraverso tutta l'Italia comodamente, prendendo una cuccetta o un vagone-letto: principalmente prendevo il vagone-letto, da una parte perché sono un buon comodista, dall'altra perché una volta ho viaggiato in cuccetta malissimo: sono stato con un gruppo di persone che:
-Ah, ma tanto chi vuole dormire in treno?
-Ehm: veramente io, anche perché domani dovrei fare 240km!
e quindi ho preferito viaggare in vagone-letto: costava molto di più, ma ero con un massimo di altre due persone, soprattutto in determinati periodi dell'anno mi capitava di viaggiare con una sola persona, mi è anche capitato di viaggiare - il 15 agosto - da solo; lo scompartimento era molto più confortevole, il letto molto più confortevole, quindi! (è una situazione - comunque - di cui parlerò un'altra volta)

Ma - come dicevo - il bello era quello di partire con la propria auto, con il bagaglio caricato sull'auto, portarsi sono un leggero bagaglio a mano, dormire e viaggiare molto comodamente (senza dover guidare per chilometri e chilometri) e arrivare a destinazione, o comunque molto vicino alla destinazione (Bologna-Trento sono 240 km: li facevo comodissimamente in circa tre ore, fermandomi tranquillamente per fare pause caffè) e quindi funzionava molto bene, quantomeno nel periodo delle vacanze/delle ferie… non so quanto funzionasse fuori da questo periodo.
Tra l'altro non so anche quanti fossero a conoscenza dell'esistenza di questo servizio, e voi che mi dite? Conoscevate il servizio del Treno con Auto al Seguito? L'avete mai utilizzato?
Oppure avete mai fatto caso al fatto che passava il treno con questo carro auto, questi carri auto - in fondo - pieni di macchine? Magari pensavate che fossero “auto in vendita di seconda mano”?
Non lo so: parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene: io sono Grizzly, questo era #OperazioneNostalgia
come sempre vi ricordo: pollice-in-alto, condividete, iscrivetevi al canale, noi ci vediamo alla prossima puntata, ciao a tutti!

domenica 26 settembre 2021

Non fa risparmiare sulle bollette! (Deep Dark Diary 10)

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Benvenuti: io sono Grizzly e oggi vi voglio parlare di un dispositivo che si è già diffuso in India, a Bangalore (e altri paesi orientali), ma che si sta diffondendo anche in USA e Canada.
Io l'ho preso su AliExpress a € 3,00 ma sono sicuro che - presto - arriverà anche da noi in Italia, magari a € 29,99 (oppure a € 39,99 per prenderne un paio). È semplicemente questo scatolotto da attaccare alla presa elettrica.
Che cosa fa? Semplice! Propone di ottenere un grandissimo risparmio sulla bolletta dell'energia elettrica.
E senza provocare nessun cortocircuito (o esplosioni!): basta solo attaccarlo alla corrente.
In fondo è una semplice scatoletta, senza nessuna installazione e in grado di operare con una carica fino a 30mila Watt (30 kW)… tutti qua dentro! Dunque ci sarà - non lo so - una centrale nucleare, qui dentro? Beh, no.
C'è un condensatore.
Un semplice condensatore da un paio di nF e 400V, più questo led, che indica che il sistema è in funzione e - soprattutto - le due resistenze che servono a scaricare il condensatore quando lo stacchiamo dalla presa.
Tutto qui.
Beh… in realtà c'è qualcos'altro, e ne parliamo oggi, in questo nuovo episodio di Deep Dark Diary.

Una importante parentesi: il consumo elettrico può essere di due tipi.
Si definisce attivo quella tipologia di consumo che avviene in linea con l'onda di fase, e reattivo quando c'è uno scostamento tra la linea dell'onda di fase consumata e quella dell'onda di fase fornita.
Strumenti come lampandine, scaldabagni, ferri da stiro… utensili che hanno delle resistenze, effettuano quello che si definisce consumo attivo, quindi in linea con l'onda di fase.
Mentre elettrodomestici come motori [ventilatori ndG], compressore del frigorifero, forni a microonde e tipologie di trasformatori lineari, creano quello che si definisce consumo reattivo, perché possono indurre un'ulteriore onda di fase che si sovrappone (scostata) all'onda di fase esistente.
Scopo di questo dispositivo (o - forse - dovrei dire: di questo giocattolo) è quello di mettere un condensatore in parallelo con la linea di alimentazione: il condensatore contribuisce ad avvicinare lo scostamento di fase alla fase esistente, quindi a ridurre un pochino il consumo reattivo trasformandolo - in qualche modo - in consumo attivo.
Tuttavia dobbiamo anche dire che “non è tutto oro quello che luccica”: per esempio un motore monofase sfrutta lo scostamento di fase del consumo reattivo per avviare il movimento e lo sfrutta - semplicemente - … tramite un condensatore!
Ed ecco che uno potrebbe anche pensare che, in qualche ambito (magari in quello trifase ad alta potenza, sopra i 25 kW) la possibilità di non avere un elevato consumo sotto forma reattiva potrebbe portare a qualche beneficio, anche minimo; tuttavia i contatori elettrici (i misuratori che servono per addebitare la corrente elettrica agli utenti) misurano i consumi semplicemente lavorando in base alla formula:

V·I·cosθ

θ [Theta] è il fattore di potenza: è un rapporto che va da zero a uno, in cui uno rappresenta ‘tutta l'energia generata viene utilizzata, senza nessuna dispersione’ per cui i valori ideali di θ sono quelli superiori a 0,9 (praticamente percentuali infinitesimali di corrente dispersa, o utilizzata in maniera reattiva).
V è costante: è la tensione elettrica (nel caso dell'Italia, siamo ormai a 240V, come in tutta Europa) e θ possiamo tentare di alzarlo, di farlo arrivare più prossimo a 0,9 proprio per abbassare l'intensità I.
Infatti i due valori sono inversamente proporzionali, ma anche paralleli: il loro prodotto - tendenzialmente - rimane costante, quindi se abbiamo - per esempio - un consumo di  1kW, migliorando il θ con l'uso del condensatore è vero che abbasseremo leggermente l'intensità della corrente impegnata (perché l'abbiamo trasformata in potenza attiva, dalla potenza reattiva) ma, comunque, abbiamo alzato il valore di θ, quindi - alla fine - sempre 1kW stiamo consumando!
E quindi, portando avanti questa tipologia di consumo per un'ora, al termine di quell'ora avremo - comunque - consumato 1 kWh e ci sarà comunque addebitato un 1 kWh!

Devo anche ammettere che sì: portare un pochino dell'energia da reattiva ad attiva potrebbe - in qualche modo - portare un miglioramento, riducendo di determinati punti alcune dispersioni, ma parliamo di valori - letteralmente - inferiori al singolo punto percentuale tra un consumo e l'altro.
Insomma: grandissime utenze industriali potrebbero avere qualche risparmio, effettivamente, sul costo finale… inferiore all'1%!
E sulle utenze domestiche vedremo ancor meno benefici, perché se pur vero che, durante l'uso di energia reattiva, questo potrebbe in qualche modo far risparmiare quei 20~30mAh, quando non c'è un maggior uso di energia reattiva comunque il condensatore, collegato alla presa elettrica, consuma i suoi 30~40mAh!

A proposito: a scanso di equivoci, in questo momento c'è solo un computer acceso, quindi sto consumando circa 0,8A. Se collego quest'affare…
[rido] …addirittura il consumo aumenta!
In conclusione: su tutte le utenze domestiche queste «scatole magiche» sono solo soldi buttati.
Ora io, come ripeto, ho buttato solo € 3,00 (diciamo il costo di un cornetto & un cappuccino), ma se questo apparato viene venduto in Italia, a costi molto superiori (come dicevo: magari approssimativamente a € 29~39), a quel punto sono soldi pesantemente buttati, che vi consiglio assolutamente di NON spendere, perché quest'affare non serve proprio a niente.
Tralasciando il fatto che diversi elettrodomestici, che fanno un pesante uso reattivo della corrente, hanno già un condensatore al loro interno per gestire lo scostamento di fase, quindi andare ad aggiungere un paio di nF in questo circuito non fa assolutamente nulla!
Traducendo: non esistono scatole magiche che fanno risparmiare la corrente elettrica: il modo migliore di risparmiare la corrente elettrica è di utilizzarla con intelligenza; collegare le ciabatte con interruttore, in maniera tale che - magari - alla fine della serata spegnete in un colpo solo il televisore, il decoder e altri dispositivi, per non lasciarli accesi inutilmente H24; o utilizzando lampadine a basso consumo, lampadine a led e situazioni similari; utilizzando con intelligenza determinati elettrodomestici: per esempio chiudendo le porte e le finestre quando si utilizza il climatizzatore… e cose di questo genere: sono regole che già conoscete tutti quanti.
E voi che mi dite? Conoscevate questa magagna?
Avete mai visto qualcuno di questi affari, o magari qualcuno dei vostri parenti ne ha già comprato uno (per esempio sulla bancarella di un mercato o cose di questo genere)? Parliamone.
Bene, io sono Grizzly e questo era Deep Dark Diary: il contenitore che ogni ultima domenica del mese ci porta a fare un viaggio lungo il lato oscuro del folklore, l'attualità o la tecnologia; noi ci vediamo al prossimo episodio, ciao a tutti!

domenica 19 settembre 2021

VLOG 378: Sponsorizzo 45 canali per i miei 45 anni (speciale compleanno)

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Benvenuti, viaggiatori: io sono Grizzly
-Ok, Google: buongiorno!
Ciao Grizzly: sono le 8:55, oggi è il tuo compleanno. Tanti auguri!
[Trombetta 🎺🥳]
Bene!
Sabato 18 settembre 2021 è stato il mio compleanno, e voglio fare qualcosa di leggermente diverso dal solito: sul mio canale YouTube ho sempre cercato - dove possibile - di dare visibilità ad altri canali YouTube, a qualcosa che ho trovato interessante qui sulla piattaforma.
Nel frattempo si sono lanciati dei progetti (come il Progetto Unity) o altri modi di cercare di far conoscere altri youtuber. Oggi voglio presentarvi (visto che faccio 45 anni) quarantacinque canali YouTube italiani e stranieri che trovo interessanti.
Così, tutti di botta, per cui cominciamo questo nuovo episodio di Diario di Viaggio on the road, edizione “nello studio”, Speciale Compleanno
[♪]

═► Alan Spicer: un grande esperto della piattaforma di YouTube e delle dinamiche sociali, che vi aiuterà a diventare un pochino più esperti sull'uso di questa piattaforma e - in generale - per spingere voi stessi sui social.
═► Andy Elliott Craft & Creations: adesso pubblica molti meno video, perché ha poco tempo a disposizione, ma ha fatto tantissime cose di attività manuali (di lavori manuali) e ora si è specializzato nel costruire degli alberi e delle situazioni particolarissime utilizzando il filo di rame, ed è veramente qualcosa da scoprire.
Tra l'altro tra i suoi progetti ci sono delle cose veramente bellissime!
═► Applied Science: per cercare di capire come funzionano le dinamiche di alcuni oggetti di tutti i giorni, ma anche le dinamiche di quelle che sono le leggi della fisica e della scienza.
═► Atlas Survival Shelters: un americano (repubblicano fino al midollo) che realizza bunker antiatomici, strutture di sicurezza, strutture per prepper
Quantomeno è un modo particolare di guardare a un certo tipo di americani: diciamolo tranquillamente.
═► Becky Stern: radioamatrice, appassionata di dinamiche nerd, appassionata di apparecchiature nerd (di Arduino), di programmazione, di lavori manuali… non vi dico NULLA, faccio solo un gesto!
═► Bounded Mind: riassunti e viaggi mentali, disegnati con uno stile… beh, diciamo tutto suo, eppure è veramente divertente e d'intrattenimento.
═► Brandweer Lunteren (credo!)
[Google Translate] Brandveer Lunteré
(Più o meno dovrebbe essere quello 😅): una piccola caserma dei vigili del fuoco di un piccolo paesino in Olanda. Sono vigili del fuoco volontari e credono molto nel loro lavoro, abbastanza che… uno di questi vigili del fuoco ha un negozio di articoli per animali…
… e una pertica per uscire di casa!
═► Caleel: autore fantasy, appassionato di cinema e argomenti nerd, e che non ringrazierò mai abbastanza per avermi fatto scoprire che stava uscendo una serie su ‘Queste Oscure Materie’.
═► Canoopsy: Zachary è un canadese appassionato dell'ambiente di lavoro Apple, ma appassionato - in generale - della tecnologia.
Dimenticavo: ha dei lontani parenti qui in Italia e, per questo, la sua rete WiFi si chiama ‘PORCA MISERIA’!
═► Cartoni Morti: perché Andrea Lorenzon ha un umorismo particolarmente irriverente, ed è riuscito a farlo sbocciare.
═► CGP Grey: perché con dei cartoni animati estremamente semplici è possibile parlarci di storia e di tecnologia.
═► Ciao Internet - Matteo Flora: Matteo è un nerd, e Matteo ci parla dei lati oscuri della tecnologia, ma lo fa parlandoci soprattutto delle implicazioni con la vita di tutti i giorni.
═► Colin Furze: perché - per esempio - chi non vorrebbe provare a mettere un motore a reazione su un triciclo?
═► DiodeGoneWild: dalla Cechia un appassionato di elettronica che, aiutato dal suo gatto, analizza circuiti elettronici, apre le cose, prova a ripararle, prova a metterle in funzione, prova a capire come funzionano, fa delle analisi molto, molto interessanti su tantissimi circuiti elettronici ed elettrici.
═► Doctor Game - The Phantom Castle: perché è facile dire che “uno conosce i videogiochi”, ma bisogna conoscere anche la storia, quello che c'è dietro, quello che c'è dietro le consolle (la storia delle consolle), lo sviluppo… tantissimi argomenti sui quali può essere veramente molto, molto interessante approfondire.
═► EfremsAdventure: dall'amico del canale EfremsTube, un canale dedicato interamente ai parchi di divertimento.
═► ElectroBOOM: perché giocare con la corrente elettrica può essere pericoloso, ma soprattutto per sapere, finalmente, cos'è un FULL BRIDGE RECTIFIER!
═► Gianni Pirola fai da te, che è un maker molto, molto bravo: in tantissime occasioni riesce a farci prendere roba che è - magari - parcheggiata in garage da anni e ce la fa recuperare in maniera veramente molto intelligente.
═► GioPizzi: il canale di Giovanni Pizzigoni destinato all'approfondimento delle dinamiche storiche e delle dinamiche politiche.
═► HelpO, dell'amico Daniele (e dell'amica - Intelligenza Artificiale - A.R.I.A.): una guida molto intelligente per migliorare la propria vita grazie al digitale.
═► Ian.: così come il mio è un canale di “viaggi” lungo la cultura generale, quello di Ian. è un canale di “viaggi di approfondimento” lungo moltissimi argomenti.
═► Il canale di ALE: perché è anche bello viaggiare, scoprire posti nuovi e scoprire posti che si possono visitare molto velocemente, eppure trovare tante piccole perle.
═► Il Trono del Muori: perché è bello sapere come funziona una cosa avendo a disposizione un riassunto, ma - talvolta - è molto più bello capire come funziona una cosa con un riassunto che può essere persino più lungo della cosa che si sta riassumendo, purché sia d'intrattenimento e che ci siano le analisi giuste e le domande giuste.
Forse.
═► It's Okay To Be Smart: perché talvolta è molto bello approfondire determinati argomenti scientifici o naturalistici.
═► Kobato Official: perché è una cantante, un'appassionata di musica, un'insegnante di canto… e una nerd! Ed è bellissimo tutto quello che fa.
═► La Fisica che non ti aspetti, dove il Cuso ci permette di approfondire tantissimi argomenti, legati alla fisica, in quella che è la vita di tutti i giorni: infatti (come ci dice lui stesso) “Siate curiosi: la fisica è là, dove non ve l'aspettate!”
═► LEMMiNO, che è un canale svedese (come il buon Felix), però - a differenza di Felix - non ci porta dei gameplay: ci porta degli approfondimenti molto (molto), molto ben curati. Non escono tantissimi video, ma ogni volta che esce un video è - veramente - un'opera d'arte, quindi vi consiglio veramente di andare a dargli un'occhiata.
═► Lo Scribacchino: perché è un copywriter, un appassionato di fumetti, di argomenti nerd e di Harry Potter; inoltre si è persino beccato una bella sponsorizzazione da Enrico di WatchMojo Italia.
═► Ludo Thorn: perché è un bravissimo doppiatore, e perché ha un gatto Sphynx.
Non necessariamente in questo ordine!
═► Matt Harding: perché è un pessimo ballerino, diventato virale ballando per tutto il mondo!
═► Mayapolarbear: perché ci sono adulti che si prendono un samoiedo, solo perché non vogliono ammettere che vorrebbero un pupazzo di peluche!
═► MightyPirate Project: perché lui è Mighty, un temibile recensore.
═► MVVblog: perché Marco Valleggi è un nerd cinquantenne simpaticissimo.
═► Padre Kayn: la risposta alla domanda (che - forse - non si era fatto nessuno): ma gli atei vanno a messa?
═► Periodic Videos: perché l'Università di Nottingham ci fa scoprire che è possibile approfondire ognuno degli elementi della Tavola Periodica.
═► Photoinduction: perché in tantissimi abbiamo visto quel video virale del tizio che getta un mattone dentro una lavatrice fino a farla cappottare, ma in pochissimi sanno che questo tizio ha un trasformatore ad alta tensione in casa e lo utilizza per gli esperimenti più assurdi, e non solo…
═► Polemica in Pillole: perché la biologia, la scienza e la medicina non sono cose che impari guardando un paio di video su YouTube.
═► RT Poop: perché il montaggio, l'editing e la composizione possono diventare una grandissima forma d'arte!
═► Simon's Cat: perché… su YouTube a tutti piacciono i gattini, giusto?
═► Stefano Baglio: perché sì, dalla YTP si può arrivare ai crossover più interessanti ed improbabili!
═► Studio 188: perché i film che sono stati realizzati con grandissimi budget… forse era possibile realizzarli a costo zero o quasi zero… forse…
═► The Action Lab: perché la scienza è bella anche da toccare con mano.
═► Tom Scott: perché è un nerd, un grande intrattenitore ma, soprattutto, un grandissimo innovatore della piattaforma di YouTube.
═► Viva la Albe: perché talvolta le cose possono essere difficili, complesse, e allora c'è bisogno di una guida, di un aiuto, di una spiegazione, ed ecco che Alberto ci saprà aiutare a fare la scelta giusta!
═► What's Inside?: perché è bello sapere che c'è una cosa che funziona, ma è ancora più bello sapere come funziona, com'è fatta, quali sono i suoi segreti (celati all'interno).

Bene: questi erano quarantacinque canali che trovo molto, molto interessanti.
Voi che mi dite: li conoscevate già tutti? Ne conoscevate qualcuno, e qualcuno no?
Non ne conoscevate nessuno?
Parliamone nei commenti qua sotto, oppure suTwitter con l'hashtag #DdVotr
Io sono Grizzly e vi ringrazio per essere arrivati in fondo al vlog e per tutti gli auguri che mi sono arrivati sui social (e che mi arriveranno anche sotto questo video); vi ricordo di mettere pollice-in-alto e condividere, e - come sempre - grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 12 settembre 2021

VLOG 377: Siamo rimasti bloccati nel traffico (ft ALE)

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G: Vuoi fare tu il “Benvenuti a bordo viaggiatori”?
A: Vai! Vado io: aspetta un attimo, che superiamo il dosso…
G: Sì, sì!

[rumore del dosso]

A: Benvenuti a bordo viaggiatori: io sono Ale e lui è Grizzly, e in questa puntata - diciamo - un po' diversa dal solito… e vai!
G: E beh: io - questa volta - mi sento… come se mi mancasse qualcosa!

[🎵🎶]

A: Oggi di cosa parleremo?
G: Oggi siamo in Trentino: stiamo facendo un giro, un po' così; anche perché volevamo andare a Trento a fare una passeggiata, ma c'è tantissimo traffico e volevo - appunto - cogliere l'occasione per parlare di «traffico e incidenti»
G: (nel frattempo faccio da navigatore ad Ale)
G: Prendi la prossima a destra!
A: Evvai!
G: Io ho già raccontato…
G: mamma mia: guarda che serpentone di macchine! Al ritorno ritorniamo da questa strada!
A: Da questa sta qua sotto?
G: Sì, sì: questa è quella che - poi - va a Trento
A: Ah, meno male!
G: Poi ritorniamo da qua!
A: Anche perché c'è una coda di circa 10~15 km!
G: Eh: qualcosina del genere, tranquillamente, purtroppo…
G: Infatti l'idea è proprio questa qua: parlare (un po' in generale) di traffico, di ingorghi, di incidenti.
A me è capitato, qualche volta in autostrada, di finire dietro l'incidente stradale… c'è una delle cose che mi dà più fastidio degli incidenti in autostrada: sono i curiosi nell'altra carreggiata, soprattutto quando tu ti trovi un rallentamento infernale e, sulla tua corsia, non è successo niente: l'incidente è stato dall'altra parte, qua il rallentamento sono gli scienziati (per non dire gli scemi):
EHY: ma c'è stato un incidente?
A: Beh, a volte può capitare, lo faccio anch'io: guardo dall'altra parte e dico: "UEHIII!"
G: Sì, ma… non rallenti a 20km/h in autostrada, VOGLIO SPERARE!
A: Noo!
G: Altrimenti ti strozzo qui, sul momento!
A: 50km/h?
[risate]
G: Insomma: mi capita di vedere "oddio, c'è stato un incidente; cavoli: speriamo non si son fatti male", ma - alla fine - cerco di evitare di rallentare tutto il traffico, soprattutto se ci sono già i soccorritori! Cioè: se c'è appena stato un incidente, ha anche un minimo di senso che uno cerca di farsi di lato, di chiamare i soccorsi; ma se son lì pompieri, polizia, gru e stanno tirando fuori le persone… vabbè c'è stato un incidente, ok, ma…
'Sto gusto morboso del guardare l'incidente, del fargli il video… c'era quel video (diventato virale) del poliziotto, in Germania, che fermava le persone:
"Venga! Vuole venire a fotografare anche il morto, già che ci siamo?"
A: Quello me lo ricordo!
G: Ecco. E tu? Esperienze particolari di traffico, di serpentoni di auto?
A: Mah, oddio: molte volte mi sono ritrovato nel traffico; penso che la coda più lunga che abbia mai fatto era stata durante un'estate di tanti, tanti anni fa: stavo andando in Riviera Adriatica con un amico.
Restammo in coda circa sei~sette ore (una roba FUORI DI TESTA!): era inizio agosto - ovviamente - esodo estivo, classico, restammo in coda per diverse motivazioni. Uno (e vabbè): c'era stato qualche incidente, ovviamente, in autostrada, ma il top (questa me la ricorderò per sempre): arrivammo a un punto, dove - veramente - era tutto bloccato, perché purtroppo… a questi ragazzi si era bloccata (ed era una C3 azzurra, di quelle vecchie, cabrio) in mezzo all'autostrada; però si erano messi - praticamente - di traverso in mezzo a due corsie: era una cosa bellissima!
E niente, però, tutte quelle ore in autostrada… me le ricordo ancora, anche perché c'era il segnale luminoso della via vecchia Honda Civic, che mi segnava dicendo:
Fermati a fare una pausa
A: Eh: son già fermo, praticamente!
E dopo, vabbè, ogni tanto di code e se ne trovano: come stasera - sicuramente - troverò una coda a tornare da Trento: quello poco ma sicuro!
Ma più che altro io mi chiedo: ma quello che è davanti a tutta la coda… ma lo sa di essere davanti a tutta la coda?
G: Magari è il classico Vecchio col Cappello™.
Io mi ricordo che… la presi a ridere, l'avevo raccontata sul blog Diario di Viaggio anni e anni fa: eravamo qua a Trento, fine agosto, mi telefona un amico (che non sentivo da una marea di tempo!)
G: Vabbè, vai di qua. Però poi dobbiamo fare inversione
A: Poi vado su? Se no?
G: Il problema è… vai… sì: vai su, che è meglio.
A: Vado su. Ok, qualcuno mette - anche - la freccia…
Potremmo fare un'intera puntata di gente che non mette le frecce!
G: E poi così ti faccio fare il gir… perché - se no - finiamo nel serpentone! Solo per quello…
A: Ah, ok
G: Velocissimamente: eravamo su a Trento, fine agosto, mi telefona un amico (che non sentivo da una marea di tempo), che era venuto sul Lago di Garda a farsi un weekend di vacanza; aveva trovato un last minute: si è fatto l'ultima settimana di agosto (giovedì, venerdì, sabato e domenica: ripartiva il lunedì), era sul Lago di Garda, era venuto con la moglie e la figlia.
Sapendo che - di solito - in agosto ero a Trento, mi contatta:
-Insomma: perché non mi vieni a trovare, questa sera?
Era il sabato (l'ultimo sabato di agosto)
-Vieni: vienimi a trovare. C'è la Notte di Fiaba, veniamo a vedere i fuochi d'artificio sul lago.
Alché, pur sapendo che essendo la penultima sera della Notte di Fiaba (comunque la notte dei fuochi d'artificio), che ci sarebbe stato un casino infernale… vabbè, mi infilo in questo serpentone di auto alle sette di sera: vediamo un po'!
Arrivo quasi alle porte di Riva del Garda, gli telefono:
-Senti, almeno fammi sapere un attimo in che albergo sei, così cerco di vedere se trovo un parcheggio, magari qualcosa pagamento, magari fuori dal paese e mi faccio un po' due passi, oppure aiutami a trovare un parcheggio.
-Ah, sì: ti aspetto. Sono all'albergo "piripìm parapàm", si trova all'ingresso di Torbole!
A: Vado su di qua?
G: No: vai dritto
Credo che questo stia aspettando qualcosa…
A: Sì, infatti…
-Tu ADESSO mi dici che sei a Torbole? Io sono arrivato all'ingresso di Riva del Garda, devo fare ALTRI SETTE KM di serpentone di auto! Cioè: adesso renditi utile e TROVAMI UN PARCHEGGIO!
-Sì, sì, tranquillo: c'è il parcheggio dell'albergo…
A: E, nel frattempo, è iniziato anche a piovere, evvai!
G: Questo è normale: siamo - naturalmente - in agosto, quindi vuoi che non cominci a piovere?
Domani - tra l'altro - dovremmo andare in Cadore, dovremmo passare a Longarone, l'ultima volta che sono stato a Longarone (che ho fatto la puntata del vlog) ha piovuto e domani porta - di nuovo - pioggia molto forte, quindi sì: decisamente agosto… il clima sta cambiando, non… qui - di solito - non voglio dire che c'era un caldo infernale, ma di solito c'erano - principalmente - giornate di sole; capitava un giorno di pioggia, ma qua siamo arrivati a iniziare la vacanza che pioveva e stiamo finendo la vacanza che piove.
A: Comunque vorrei ricordarti che tutte le volte che ci vediamo, piove!
G: Sì, tra l'altro…
A: Tra l'altro!
G: No, a Siracusa, quantomeno, siamo riusciti ad avere un po' di tempo decente, dai!
A: Sì, è vero. Dunque, per concludere questa puntata la domanda è:
G: Voi siete mai stati impelagati in un serpentone di auto per via del traffico, per via di un incidente?
Come l'avete vissuta? L'avete presa nervosamente, l'avete voluta prendere a ridere? Dice: "Vabbè, alla fine ormai siamo qua, aspettiamo: arriveremo alla fine. Magari scopriremo che all'inizio della fila c'è il Vecchiaccio con il Cappello™ che guida il pandino a 2km/h, oppure c'è l'incidente strano, c'è la cosa particolare, c'è quello che si è perso!
C'è il - non so - il carro funebre, con il funerale dietro?
A: Magari sono stati anche loro la causa della coda, può darsi!
E quante ne avete tirate, più che altro? Questa è una bellissima domanda
G: Soprattutto!
A: E infatti…
G: Quante ne avete tirate? Parliamone nei commenti o su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene, io sono Grizzly, lui è Ale, il suo canale lo trovate linkato nella scheda là in alto, o nei commenti qua in basso, nel doobly-doo (qua in basso, ancora), o là in alto: non lo  so dove lo trovate sul dispositivo!
Visitate il suo canale e iscrivetevi, io sono Grizzly: mi trovate su tutti i social, in particolar modo su Twitter (dove sono molto attivo), detto questo - come sempre - grazie…
A: Noi ci vediamo in un prossimo video! E non mi rimane niente altro da dire se non…

EVVAI! [risate soddisfatte]
[♪]
G: Va bene: io sono Grizzly, lui è Ale, il suo canale lo trovate linkato qui su questa scheda…
A: Su quella scheda
G: No: è di là (oddio) la scheda: è a sinistra!
A: Beh, da qualche parte, comunque!
G: La scheda è A SINISTRA: sono abituato a indicare la scheda mentre guido, adesso mi viene di indicarla dall'altra parte!
A: Ah, ok!

domenica 5 settembre 2021

VLOG 376: Mappe e navigatori - #DdVotr 376 #OperazioneNostalgia

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Allora… da via Brescia arrivo a piazza Piedicastello, il ponte San Lorenzo… ci siamo: lung'Adige di Montegrappa… via Roberto da Sanseverino… passiamo vicino al MUSE (passo sotto la galleria) e poi…
… il bar si trova fuori dalla cartina!
[sospiro] e ora?
Vabbè, va: abbiamo capito!
Facciamo così, che è meglio…
Procedi in direzione Nord Ovest verso via di Cultura…
Benvenuti a bordo, viaggiatori: una volta avevamo le cartine, adesso abbiamo tutti quanti il navigatore, che è decisamente molto più comodo e funzionale.
Ma io ho proprio di quello che c'era una volta, delle cartine geografiche, voglio parlarvi oggi in questo nuovo episodio di Diario di Viaggio on the road #OperazioneNostalgia
[🎵🎶]

Partire per le vacanze, andare a trovare qualcuno, andare a trovare un amico in un luogo che si trova fuori città, in un luogo che si trova - magari - fuori provincia: in un luogo che si trova IN UN'ALTRA REGIONE.
Andare per fare le vacanze da qualche parte, diversa dall'Italia (o fuori dall'Italia), andare alla scoperta di un nuovo posto…
Beh: niente di più semplice:
-Mandami la posizione su Whatsapp, che ci arrivo col navigatore!
Ma una volta - per l'appunto - non funzionava così: una volta bisognava consultare le cartine geografiche, bisognava avere un'idea del percorso da andare a fare, bisognava segnarsi - un attimo - le strade, le curve, la situazione da andare a percorrere e capire - quindi - dove ci si trovasse.
Indubbiamente il navigatore ha cambiato tantissimo le carte in tavola, non solo facendoci scoprire percorsi alternativi molto interessanti (e magari panoramici!), non solo facendo finire delle persone DENTRO UN FIUME segnalando ponti che non erano più esistenti
(e delle persone, ancora più geniali:
-Ah, il navigatore ha detto di girare a destra? Dunque giro a destra!
Ma soprattutto il navigatore, in particolar modo i navigatori evoluti come Google Maps, grazie alla connessione ad internet e ad altre informazioni (che vengono sul traffico) fornisce anche percorsi alternativi, informazioni su eventuali rallentamenti, incidenti e situazioni di questo genere… e diverse volte, grazie a Google Maps, siamo riusciti a evitare di restare dentro un inutile serpentone di auto, facendo stradine laterali (magari molto interessanti): nuove scoperte, vedendo dei bei panorami qui in montagna.
Ma al di là di questo discorso, per l'appunto una volta quello c'era! Io, i primi tempi che andavo a Bologna con il treno e poi, con l'auto al seguito, scendevo dal treno, prendevo la mia auto e dovevo andare fino a Trento, avevo dovuto studiare un attimo sulla cartina di Bologna come arrivare a raggiungere l'autostrada, perché non c'erano tante indicazioni: in particolar modo le indicazioni, dalla stazione, ti portavano ad andare a prendere l'autostrada molto fuori Bologna, quando - in realtà - c'era una possibilità molto più veloce, che non era indicata direttamente e che era sulla tangenziale ed era abbastanza vicino alla stazione: dovevo fare un paio di giri un po' particolari, e allora me li sono studiati per bene sulla cartina.
E il navigatore - in fondo - sulla cartina è basato, perché quello che abbiamo con il navigatore è la cartina in una forma - magari - un attimo meno scomoda da richiudere, un attimo più semplice da portarsi appresso per avere a disposizione tutto il mondo; senza la necessità di procurare la cartina, perché - quando vivevo a Siracusa - procurarsi la cartina (per esempio di Siracusa) era abbastanza semplice: andavo all'Ufficio Turistico, ne chiedevo una, OK.
Ma quando si trattava di procurarsi la cartina di una zona estera, non era poi così semplice; avere una cartina con il giusto dettaglio non era facile da reperire: io mi ricordo la prima volta che sono andato a Monaco di Baviera, che acquistai - tra l'altro anche a un prezzo abbastanza elevato (se non ricordo male, credo, una decina di Marchi, quindi poco meno di cinque Euro) - una cartina di Monaco di Baviera, per avere un attimo un'idea di dove mi muovevo.
Che non era sufficiente, perché poi servivano anche le cartine del S-Bahn e della U-Bahn, per avere un'idea - anche - di quali mezzi pubblici, come andarli a prendere e DOVE andarli a prendere: e alla fine - comunque - c'era bisogno anche delle indicazioni degli amici che stavano lì in Germania da tempo, a dirmi "Guarda: prendi la U-Bahn fino a questa stazione, poi prendi la S-Bahn fino a quest'altra stazione e - a quel punto - vai a piedi, perché se prendi la stazione del quartiere, invece, allunghi inutilmente…": piccole cose.
Le cartine sono state l'unico modo di potersi orientare mentre ci si spostava nel mondo per - letteralmente - tantissimo tempo (anni, se non secoli): il navigatore è arrivato - veramente - da meno di una ventina d'anni e i navigatori evoluti da meno di una decina d'anni, quindi le cose hanno cominciato a cambiare veramente solo recentemente, quindi sino a pochissimi anni fa muoversi era ancora appannaggio dell'idea di studiarsi la cartina; e studiare la cartina è una cosa che alcuni fanno anche tuttora, anche - magari - avendo a disposizione il navigatore, perché innanzitutto vanno a scegliere il POSTO e poi, grazie al navigatore, troveranno il modo di giungere esattamente a quel posto, ma anche per scoprire posti nuovi, anche per avere un attimo un'idea (un'infarinatura generale) della situazione. Ma moltissime nuove generazioni sono abituate al navigatore, che trovano già disponibile - facilmente - sul loro smartphone, ed ecco quindi la mia domanda: voi che tipi siete?
Voi utilizzate ancora le cartine? Vi lasciate guidare dalle cartine geografiche?
Utilizzate un mix di cartine geografiche e navigatore? Io sono di quella categoria: magari utilizzo la cartina geografica per avere un'idea generale del posto e, poi, utilizzerò il navigatore per raggiungere esattamente quel posto; ma - appunto - ci sono quelli che "no: tutto quanto col navigatore, non c'è bisogno della cartina geografica"
Avete un'idea di come orientare una cartina geografica? Avete mai utilizzato una bussola, differente dallo strumento che c'è a disposizione sullo smartphone?
Parliamone nei commenti qua sotto oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene: io sono Grizzly, questo era #OperazioneNostalgia
Come sempre pollice-in-alto, condividete, iscrivetevi al canale, noi ci vediamo alla prossima puntata; ciao a tutti!