domenica 15 settembre 2019

VLOG 284: Tecnologia e Magia (analizziamo Harry Potter)

0 commenti - [Leggi tutto]


Lo stregone estrasse dalla saccoccia un oggetto che al ragazzo parve essere una piccola tavoletta d'ardesia; la sfiorò brevemente e quella subito s'illuminò, quindi pronunciò una frase che al giovane era sembrata un misto tra un incantesimo ed un'evocazione.
Dopo qualche istante una voce oscura risuonò accanto a loro: il ragazzo sobbalzò, capendo con orrore che veniva proprio dalla tavoletta dello stregone.
La superficie si trasformò in una finestra, aperta magicamente sul particolare di una più immensa mappa. Lo stregone la mostrò al ragazzo, poi col dito toccò la carta, spostando la parte visibile dalla finestra come se non fosse di chissà quale lucida pergamena, mentre spiegava il percorso che li avrebbe portati al nord…
… eh sì: come cambierebbero certi romanzi fantasy usando uno smartphone con Google Maps anziché le imprecise antiche cartine tracciate dagli elfi!
[♪♫♪]

Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
Arthur Weasley è un appassionato di babbani, soprattutto adora scoprire in quali modi pittoreschi i babbani hanno trovato una soluzione ai problemi che i maghi hanno risolto già da tempo usando la magia.
È molto stupito dal funzionamento dell'elettricità, è molto stupito dal funzionamento dei tornelli delle metropolitane… a un certo punto c'è un anno in cui Harry gli regala per natale un cacciavite e un set di fusibili, facendolo felicissimo (mandandolo al settimo cielo, no?)
Ora, questo mi ha lasciato pensare a una cosa: il funzionamento della tecnologia umana (della tecnologia babbana) e il funzionamento e il livello tecnologico che c'è fra i maghi.
E i maghi sembrano vivere in un medioevo relativamente avanzato, ma che - purtuttavia - sempre medioevo rimane.
Alla ‘Tana’ (la casa Weasley) Molly tira un incantesimo e i piatti nell'acquaio cominciano a lavarsi da soli.
Ok: con la magia ci sta, ma anche a casa mia tiro un incantesimo (che è costituito dall'inserire una compressa & premere un pulsante) e anche i miei piatti si lavano da soli, dentro la lavastoviglie!
Ma soprattutto quello che mi lascia pensare sono i sistemi di comunicazione: d'accordo utilizzare i Patroni per comunicare messaggi importanti (che è sicuramente una cosa molto d'effetto), purtuttavia per esempio quando Harry si trova al Ministero in attesa del processo, vede una serie di areoplanini di carta che volano e Arthur gli spiega che sono delle brevi note che si mandano tra un ufficio e l'altro.
E una volta usavano i gufi, però questo ha fatto un macello colossale: si sono trovati LETTERALMENTE ricoperti di guano.
Ok, va bene mandarsi le note, ma - voglio dire - QUALSIASI applicazione di messagistica istantanea babbana sarebbe stata più che efficiente già ai tempi (già nei primi anni '90) c'era MSN Messenger…
che - COMUNQUE - avrebbe lasciato una quantità abnorme di letame sul computer, ma questo è un altro paio di maniche!
Però ci sono tantissime situazioni in cui i maghi guardano i babbani dall'alto in basso, li considerano “pittoreschi”
-Oh, ma guarda: hanno usato questa soluzione per risolvere questo problema!
-Ma che simpatici!
Poi però già nel primo romanzo (già in “Harry Potter e la Pietra Filosofale”) giù una ricerca *ravanando* dentro i libri della biblioteca della scuola, per capire chi era Nicolas Flamel, ma… cavoli: SIETE MAGHI!
-Noooo: bisogna guardare i libri…
Bisogna guardare i libri? Io guardavo l'elenco del telefono negli anni '80! Usate un incantesimo.
-Ok Google: chi era Nicolas Flamel?
-[voce sintetica] Dice Wikipedia: Nicolas Flamel è stato un alchimista francese.
Voglio dire!
E quindi mi chiedo: i maghi studiano a scuola babbanologia, ma al di là dello studiare la babbanologia, vivono - fondamentalmente - a stretto contatto con i babbani.
È una situazione che ha le sue piccole e grandi difficoltà, lo vediamo, per esempio, in occasione della Coppa del Mondo di Quidditch: cercano di vestirsi come dei babbani, ma saltano fuori delle cose allucinanti, gente che si mette giacca, cravatta e - non lo so - GALOSCE!
Che anche quello mi lascia pensare: CASPITA! Ci vivi con quelle persone, tutti i giorni, quindi come fai a essere così «indietro»? Ma soprattutto come si fa a essere così indietro? Niente elettricità
-Preferiamo avere le candele che levitano!
Ora, stendendo un velo pietoso sul gigantesco rischio d'incendio che si ha illuminandosi la casa con delle candele…
E ok: non c'è bisogno dei Vigili del Fuoco, perché i maghi possono evocare l'acqua dalla bacchetta!
-Aguamenti!
e viene fuori un getto d'acqua dalla bacchetta... sì sì: esattamente paragonabile al getto di una manichetta antincendio UNI-45!
E quando non si può usare acqua, sugli incendi? Avremo Schiumogenomenti? Estintore-a-polvere-ABC-menti?
Diciamo che ci sono domande che - forse - non è il caso di farsi!
(Ecco: mi sono appena immaginato un mago, con il suo bel cappello, con il suo mantello, con la bacchetta in mano, che corre verso un incendio…
… SBRAITANDO la sirena!)
[BRRR!]
Ma se dovessimo parlare - tra l'altro - della immonda scomodità di avere l'illuminazione fatta con delle candele levitanti, in tal caso forse è il caso che vi segnali il divertentissimo video di ‘How It Should Have Ended’ che riguarda proprio come sarebbe dovuto andare Harry Potter, che comincia con uno sketch *GENIALE* proprio su questo meccanismo d'illuminazione, vi lascio il video linkato sul doobly-doo e sulla scheda: andate e dategli un'occhiata, credetemi, è divertentissimo!
Ma al di là di queste piccole considerazioni, vediamo di analizzare il punto nel dettaglio: i maghi vivono utilizzando la magia, dove sia possibile, per risolvere i loro problemi (e ci può anche stare: non voglio dire di no, in fondo sicuramente è un eccellente aiuto) ma sembrano RIFUGGIRE la tecnologia in una maniera che è quasi comica.
Tantissime situazioni realizzate dai babbani, indubbiamente sono delle soluzioni tecniche (e non solo tecniche, ma anche tecnologiche) che permettono di aiutare tantissimo e che permettono di evitare di dover utilizzare la magia per compiti abbastanza semplici.
È vera anche una cosa, ce ne parla Hermione quando Harry pensa che sia stata utilizzata una «cimice» all'interno di Hogwarts: all'interno della Scuola di Magia e Stregoneria c'è troppa «potenza magica», le apparecchiature elettroniche babbane semplicemente impazzirebbero.
Ok: diamolo anche per buono, ma il resto delle abitazioni di maghi sono in città babbane, sono in mezzo ai babbani, e quindi devono COMUNQUE utilizzare parte della tecnologia babbana, non foss'altro per non attirare troppo l'attenzione su di sé.
-Ah: in quella casa vanno avanti con le candele e non c'è la luce elettrica?
[mugolio contrariato]
Quindi si suppone che utilizzare un po' di tecnologia permetterebbe innanzi tutto di - magari - cominciare a studiare, anche come materia importante in babbanologia (la si potrebbe portare a livello universitario) tecniche che permettano di «schermare» la tecnologia babbana in maniera tale che si possa utilizzare la tecnologia babbana che «conviene» anche in presenza di elevato potenziale magico.
Potrebbe essere un modo di avere delle infrastrutture molto, molto, molto comode: una ricerca bibliografica fatta utilizzando un sistema bibliografico integrato (un Sistema OPAC elettronico), anziché scorrere cataloghi in cartapecora!
Potrà sembrare una cosa molto demodé ai maghi, ma sicuramente è una cosa molto più efficace e veloce.
Voglio dire: sono riuscito a chiedere alla mia auto chi era Nicolas Flamel… senza essere neppure un mago! [borbottii soffusi] … ehm, giusto?
E non c'è bisogno di andare a ravanare tutti i libri della biblioteca per capire chi era costui.
Ecco quindi la mia domanda: voi che cosa ne pensate? Secondo voi c'è una ragione sotto, a parte - probabilmente - il discorso dei «purosangue» che vogliono stare il più possibile lontani dai babbani?
C'è una ragione per cui la tecnologia babbana viene guardata come se fosse qualcosa di pittoresco, anziché essere analizzata seriamente ed essere utilizzata anche dai maghi? Che sarebbe sicuramente qualcosa di molto più funzionale; in moltissime situazioni si utilizza la magia quando - veramente - non ce n'è bisogno: perché tirare un incantesimo ai piatti per farli lavare da soli, quando basta una normalissima lavastoviglie? Che consuma anche meno acqua che aprire il rubinetto e richiuderlo, tra parentesi!
Oppure no: i maghi devono gestirsi la magia come preferiscono, preferiscono tenere distanza con i babbani (ci sta benissimo) e la tecnologia babbana resta semplicemente qualcosa di pittoresco.
C'è una via di mezzo: ci sono tecnologie che potrebbero funzionare nell'ambito magico, e quindi perché non implementarle?
O magari, come avviene con le “Leggi della Magia”, per esempio che non è possibile «creare dal nulla» la roba da mangiare (è uno degli elementi che non possono essere creati) e allora c'è magari una Legge della Magia che dice che non è possibile «schermare» la tecnologia babbana dalla magia, e pertanto si utilizza pochissima tecnologia babbana, perché "qualsiasi intervento magico tende a danneggiare irrimediabilmente la tecnologia babbana", non lo sappiamo.
Dovrebbe essere un argomento da approfondire, almeno in considerazione del fatto che - per l'appunto - si STUDIA babbanologia per cinque~sei anni a scuola; non è che si studia per un anno, quindi cinque~sei anni di babbanologia per studiare che cosa? A che cosa serve un orologio da polso?
Ma ripeto: voi che cosa ne pensate?
Parliamone nei commenti qua sotto oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene: anche per oggi è tutto. Come sempre vi ringrazio per essere arrivati sino in fondo a questo vlog.
Se ci sono riuscito a stuzzicare la vostra curiosità, a lasciarvi pensare alla magia e alla tecnologia in maniera leggermente diversa, allora - come sempre - vi invito a mettere *magicamente* pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici, anche su WhatsApp o Telegram; magari con i vostri amici maghi che stanno ancora cercando dentro i libri una soluzione a questo problema.
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito, magicamente, quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto.
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo, e comparirà magicamente nella scheda là in alto… ADESSO!) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video, e ricevere occasionalmente piccole curiosità e dietro le quinte riguardo ai video che devo realizzare.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi su #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 8 settembre 2019

VLOG 283: Che religione professano i maghi? (analizziamo Harry Potter)

0 commenti - [Leggi tutto]


Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
Nel mondo magico di Harry Potter, in particolar modo a Hogwarts, vediamo che - nel corso dell'anno scolastico - viene festeggiato halloween (e in fondo ci sta: è la festa dei maghi e delle streghe), però vengono anche festeggiati il natale e la pasqua.
Questo mi fa sorgere spontanea una domanda, una domanda abbastanza semplice: i maghi hanno una spiritualità? Praticano una religione? C'è una «religione specifica» del mondo della magia?
Oppure vengono praticate le religioni con le quali i maghi sono cresciuti in famiglia? Magari ci saranno dei maghi cristiani, ci saranno dei maghi ebrei, dei maghi musulmani etc.
Oppure c'è proprio una spiritualità specifica del mondo magico? Soprattutto in considerazione del fatto che nel mondo magico vediamo che i fantasmi ci sono.
Silente e Nick-quasi-senza-testa in qualche modo ci spiegano, nel corso dei romanzi, anche come funziona: lasciare solo un'orma, un'impronta, un ricordo… anche se Nick ci dice che i fantasmi sono quei maghi che - al momento della morte - hanno deciso di “non andare avanti”, e quindi ci si chiede “avanti dove?”: si sta dicendo che - evidentemente - c'è *qualcosa* dopo la morte, cosa che - per esempio - andrebbe a cozzare contro le idee che “la morte conclude la vita” che sono le idee, per esempio, degli atei.
E considerando che - appunto - ad Hogwarts si festeggiano il natale e la pasqua, ma si festeggia anche halloween, quindi natale e pasqua che sono feste di derivazione cristiana, ma halloween che è di derivazione celtica e che, un po', collide con il credo cristiano… qualche dubbio lo fa venire.
Tra l'altro viene festeggiato halloween, ma poi non vediamo (nei romanzi) traccia di altre celebrazioni di origine celtica, che molto potrebbero avere a che fare con il mondo della magia (non so: il solstizio, per esempio).
Ma la domanda, comunque, rimane: i maghi hanno una spiritualità? Hanno una religione? E, se ce l'hanno, di che cosa si tratta nello specifico?
Ne parliamo oggi, in questa puntata di Diario di Viaggio on the road
[♪♫♪]

Nel corso dei romanzi vediamo che le ‘famiglie purosangue’ sono sempre più assottigliate, e quindi ci sono moltissimi maghi che sono di origini babbane (sono ‘nati babbani’).
Ora il fatto che ci siano tantissimi nati babbani crea una situazione: la situazione che - quindi - ci saranno tantissimi bambini che sono nati e cresciuti in famiglie di babbani, quindi in famiglie che hanno delle specifiche tradizioni spirituali, che sono più o meno ferventi praticanti di una qualche religione e pertanto saranno cresciuti in un ambiente in cui si pratica quella religione.
Per cui avremo, non so: dei bambini che sono cristiani che sono stati battezzati, o bambini ebrei che - magari - hanno ricevuto il bris (e avanti di questo passo, ok?) che poi, arrivati all'età di otto~nove~dieci anni, quando si parla del momento in cui sembrano svilupparsi i poteri magici, si scopre - poi - che si è dei maghi e quindi, probabilmente, veranno dei maghi a spiegare la situazione alla famiglia.
Il punto è: che cosa succede nel momento in cui un bambino, che è cresciuto in una famiglia babbana con una tradizione religiosa, entra nel mondo dei maghi?
Mi faccio questa domanda perché, come abbiamo visto, Hogwarts sembra avere una qualche tradizione; ora: d'accordo le tradizioni natalizie britanniche (il mangiare il tacchino, i cosidetti «petardi di natale», i christmas' crackers), ma - appunto - la domanda è: c'è una spiritualità specifica tra maghi, oppure ogni mago pratica la propria religione nella riservatezza del proprio dormitorio? Non sentiamo mai parlare nei romanzi, né nell'ambito babbano né nell'ambito dei maghi, di qualcosa di specifico sulla religione: si parla dei cimiteri, si parla dei matrimoni.
Un mago si occupa di officiare il funerale di Albus Silente, lo stesso mago - poi - celebrerà il matrimonio tra Bill e Fleur, quindi possiamo supporre che rappresenti un ‘sacerdote’, ma non capiamo bene come funziona la cosa: sul funerale perché poi Harry viene distratto dai pensieri della perdita dell'amico Albus, sul matrimonio perché - comunque - Harry ci dice che non ha mai partecipato a un matrimonio babbano, quindi non sa nemmeno dire le differenze, però appunto la domanda rimane.
Ci sono parti del dormitorio di Hogwarts in cui è indicata la direzione de La Mecca, verso cui pregare?
Cambia il modo dei ragazzi di approcciarsi alla spiritualità nel momento in cui sono a scuola?
La scuola di Hogwarts è una scuola laica? Allora: diciamo che ci può stare il pranzo di natale, ci possono stare le decorazioni… però già comincia a venire qualche dubbio sulle festività pasquali.
Ci sono delle celebrazioni specifiche che riguardano halloween, visto che - comunque - è una festa di maghi e streghe? Oppure no?
Nel romanzo per esempio ci sono le gemelle Patil: sono di origine indiana, le vediamo poi, anche nel film, con abiti tradizionali della cultura induista, e quindi viene appunto anche la domanda “Ma praticano il culto induista? Oppure portano gli abiti tradizionali in ricordo della famiglia, in rispetto della famiglia, e non praticano il culto?”
Questi dubbi probabilmente sono eccessivi, perché parliamo di ragazzi e probabilmente perché parliamo di una scuola che - comunque - dovrebbe porsi, magari, con una certa laicità.
Però appunto nella scuola ci sono i fantasmi: i fantasmi c'hanno parlato (Nick-quasi-senza-testa ha parlato con Harry): Nick non ha avuto il coraggio (appunto) di “andare avanti” e di nuovo, come ho detto nell'introduzione, il che significa che c'è qualcosa “avanti”, oltre la morte, e quindi questo diciamo che “rompe le uova nel paniere” degli atei.
I fantasmi sicuramente rappresentano un'eccezione, rappresentano qualcosa che va “al di fuori della vita” e quindi già sono un dilemma spirituale.
Tra l'altro c'è anche un dubbio che mi viene: alla luce del comportamento che hanno i purosangue, i più legati alla purezza del sangue, ed è un parallelo che vorrei fare: il parallelo tra quelli più legati alla purezza del sangue e i testimoni di geova.
Un parallelo che avviene non a caso: in entrambe le situazioni chiunque si trova «lontano» dalla cerchia ristretta, viene visto con distacco, con una certa distanza.
Per i purosangue i nati-babbani vengono guardati con un certo distacco, per i testimoni di geova chi non rientra nella loro cerchia viene definito «gente del mondo», appunto con un certo distacco.
L'esempio non è fatto casualmente, perché mi chiedo cosa succede a un nato babbano cresciuto in una famiglia di testimoni di geova? Perché la magia *sicuramente* è qualcosa che danneggia la figura familiare dei testimoni di geova, la figura di geova, e quindi naturalmente non è che puoi dire
"Va bene: facciamo in modo di togliere il bambino alla famiglia, obliviamo la famiglia facendogli dimenticare di aver avuto un bambino, perché così si evita di mettere in imbarazzo/in difficoltà la famiglia…"
E poi cosa fai? Un'Obliviazione di tutta la comunità dei testimoni di geova? Un bambino testimone di geova che salti fuori essere un mago sicuramente (SICURAMENTE) diventa un apostata, viene allontanato dalla famiglia.
Potrebbe avere persino le potenzialità per diventare un Obscuriale, perché probabilmente i genitori vorrebbero tenere questa cosa nascosta e lontana, come… in parte come avviene con Harry, che si vuole cercare di tenergli nascosta la magia.
Ad ogni modo il dubbio mi rimane. Io ho l'impressione che ci possa essere una spiritualità da parte dei maghi, ma che la stessa non venga approfondita nei romanzi, probabilmente proprio perché essendo dei romanzi che sono rivolti a ragazzi di tutto il mondo, e quindi magari anche a praticanti di differenti religioni, si cerca di glissare efficacemente sull'argomento, senza approfondire troppo, però mettendo in evidenza come quello che conta è l'amicizia, è il coraggio, è saper essere tutti assieme indipendentemente dalle proprie differenze, che è un messaggio molto importante e molto potente, e quindi la spiritualità passa in secondo piano.
Purtuttavia devo ammettere che questo dubbio mi è venuto, per cui ecco la mia domanda: voi che cosa ne pensate? Secondo voi c'è una spiritualità nel mondo magico? C'è una religione specifica del mondo magico? Oppure no: ogni famiglia pratica quella che è la religione della propria tradizione, e quindi avremo famiglie magiche che praticano il culto ebraico, il culto cristiano, il culto musulmano etc.: c'è una ampia ‘libertà di scelta’, magari ci sono delle cose che contrastano tra la magia e la propria religione, ma le si vive con serenità.
Oppure no: oppure nel momento in cui si ‘diventa maghi’ si entra - comunque - in una grande famiglia spirituale, in una grande famiglia che è una religione differente da quelle che si hanno praticato.
Oppure magari c'è una via di mezzo? È una questione da una parte di tradizione e dall'altra di abitudine: qui in Italia non è che siamo tutti quanti cattolici, però ci sono le cosidette «feste comandate» (il natale, la pasqua, il lunedì dell'angelo etc), sono i cosidetti «giorni rossi sul calendario»; magari a Hogwarts si pratica lo stesso ragionamento: sono dei giorni rossi sul calendario e quindi celebriamoli. O c'è qualcosa di diverso, sotto?
Non lo so: parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene ragazzi: io sono Grizzly e anche per oggi è tutto. Il vlog è finito, andate a… mettere pollice-in-alto e condividere con i vostri amici.
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di
Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, ed è vero: una volta iscritti bisogna avere fede nel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ per riuscire a sentirlo!
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video, e ricevere occasionalmente piccole curiosità e dietro le quinte riguardo ai video che devo realizzare.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi su #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 1 settembre 2019

VLOG 282: Il TeleText #OperazioneNostalgia

0 commenti - [Leggi tutto]


Abbiamo le Smart TV, abbiamo la possibilità di scegliere che cosa guardare in qualsiasi momento, abbiamo la possibilità di mettere in pausa quello che stiamo guardando… abbiamo *persino* la possibilità di SCEGLIERE come deve andare avanti quello che stiamo guardando!
È la “TV Interattiva 2.0” (se non 3.0/4.0/etc). Naturalmente questo perché abbiamo la connessione ad internet che è diffusa in tutto il mondo, abbiamo delle TV ad altissima qualità e ad altissima tecnologia, che ormai fanno parte integrante delle nostre case; ma naturalmente non è stato sempre così e prima, per avere un minimo di interazione, avevamo solo un servizio basato sul testo, un servizio che però permetteva di ricevere informazioni anche molto interessanti, che permetteva di avere un minimo di TV interattiva, avere una serie di informazioni che venivano inviate attraverso il segnale televisivo.
Una serie di informazioni tali da aver permesso persino, con la stessa tecnica, di immettere dei sottotitoli per non udenti nei film e nelle videocassette che funzionavano anche a distanza di molto tempo.
Naturalmente sto parlando del TeleText: il servizio che in Italia è stato implementato, in ambito sperimentale, nei primi anni ‘80 dalla RAI con il nome di Televideo e che poi - piano piano - si è diffuso tantissimo, sia tra le TV nazionali che tra alcune TV locali.
Bene: oggi - per l'appunto - parliamo del TeleText, e lo facciamo in questa puntata di Diario di Viaggio on the road #OperazioneNostalgia
[♪♫♪]

Ogni singola pagina TeleText occupava all'incirca 1kb di dati, compresi il testo, gli attributi, l'eventuale colore del testo (che poteva essere uno di otto colori) o l'eventuale colore di sfondo (sempre uno di otto colori), oppure l'eventuale attributo "Nascosto/Rivelabile", che permetteva un minimo di interazione: mi ricordo che sul Televideo c'erano i giochini in cui c'era - non so - l'indovinello e dovevi premere il tasto ‘EVIDENZIA’ per poter vedere quale fosse effettivamente la risposta.
Le pagine disponibili erano 800, erano numerate da pagina 100 a pagina 899: c'erano solo queste. Alcuni sistemi TeleText implementavano - invece delle pagine da 800 a 899 - da 000 a 099, però a quel punto poi le pagine finivano a pagina 799: se selezionavi la pagina 800, ti ritrovavi nella pagina 000.
Questo era il limite (se selezionavi 900 e qualcosa, finivi nella pagina 100 e qualcosa): questo era un limite tecnico importante, però ogni pagina poteva avere fino a cento «sottopagine»: questo permetteva di avere ben 80mila pagine.
Ora, le pagine erano numerate con numeri di tre cifre (da 100 a 899, appunto), le sottopagine invece potevano essere numerate con numeri di quattro cifre, quindi in realtà ci sarebbe stata la possibilità di avere ben diecimila sottopagine, però in realtà lo standard non permetteva di inviare diecimila sottopagine.
Purtuttavia quando si inviava una sottopagina, il sistema inviava il numero di pagina e l'identificativo della sottopagina: giocandoci sopra, per esempio si utilizzava il codice delle sottopagine come un «segnale orario».
C'era - per esempio - su La7 (sul La7 Video) un sistema che si chiamava “Pagina Sveglia”: tu selezionavi una pagina (adesso non mi ricordo: forse la 198), che era una pagina con il titolo e tutto quanto bianco, così potevi guardare la televisione.
Poi selezionavi la pagina 199 ma premevi il tasto ‘TIME’ (il tasto Ora) che serviva a selezionare le sottopagine, e a quel punto indicavi l'ora alla quale volevi essere avvisato: per esempio per le nove e mezza selezionavi 0930.
Alle nove e mezza avrebbe inviato il sistema la sottopagina delle 9:30 (0930) di quella pagina specifica, e ti compariva il simbolo "sveglia": è il momento di fare una determinata cosa.
O comunque il sistema delle sottopagine era molto comodo quando c'erano pagine che dovevano contenere molto testo, e quindi contenevano delle sottopagine: per esempio la pagina con le informazioni per una particolare manifestazione, arrivavi in quella pagina e ti diceva "Pagina 1/7" (oppure "2/7" etc): se arrivavi nel momento in cui era in corso la trasmissione della pagina "4/7" avresti dovuto aspettare la ricezione della pagina 1; oppure se sapevi che dovevi prima arrivare alla pagina 1, selezionavi quella pagina, selezionavi sottopagina 0001 e avrebbe caricato il teletext finché arrivava la sottopagina 1.
Mediamente una sottopagina veniva cambiata ogni 20 secondi: qualche sistema di TeleText era un pochino più veloce e utilizzava i 10~15 secondi, ma in questo modo tu per leggere le informazioni o utilizzavi il tasto TIME, o dovevi utilizzare il tasto STOP per non permettere l'aggiornamento della pagina, perché se era una pagina che aveva solo del testo, magari quei 10 secondi/15 secondi non erano sufficienti per poter leggere tutto quello che c'era scritto sopra.
La RAI con il sistema del Televideo, in collaborazione con un'azienda (se non ricordo male la Colby) fece un sistema che si chiamava “TeleSoftware” per l'invio di piccoli programmi Freeware o Shareware utilizzando il sistema del Televideo: nelle ore notturne trasmettendo dei pacchetti dati in delle pagine dedicate (di solito nell'ordine dell'800: erano - se non ricordo male - da 820 a 850 erano in trasmissione questi software).
Utilizzava il sistema delle sottopagine e si utilizzava una trasmissione particolare, binaria in Codice64 (c'era tutto un sistema complesso): tu utilizzavi una scheda per ricevere il televideo sul computer (proprio della Colby) e attraverso la scheda e il software sintonizzavi (all'orario in cui sarebbe cominciata la trasmissione del telesoftware) sul canale e sulla pagina corretta, e nel corso della notte il sistema avrebbe ricevuto tutti i pacchetti di dati, li avrebbe scaricati, avrebbe messo assieme il file .ZIP che conteneva il software Freeware o Shareware; erano piccole utilità, niente di particolare: c'erano sia utilità proprio da utilizzarsi con la scheda Colby per il Televideo, sia altre utilità, piccoli programmi per il computer: mi ricordo fu trasmesso il programma DIET di Teddy Matsumoto, che era un programma per comprimere i file eseguibili (che era una cosa che andava TANTISSIMO all'epoca, perché essendoci i dischetti, c'era bisogno di molto spazio per poter fare le singole cose, e quindi servivano molto i programmi di compressione: i programmi che comprimevano al volo i file eseguibili erano molto gettonati).
Insomma tra il codice orario e le pagine che potevano cambiare in base alle cose che si sviluppavano nella giornata, la pagina più "famosa" che è stata del Televideo dopo la pagina 100 (che era l'indice) proprio nel Televideo RAI era la pagina 101: L'Ultima Ora, che continuava ad aggiornarsi con le notizie dell'ultima ora.
Questo è stato il sistema TeleText: è ancora attivo su alcuni canali, anche perché con il Digitale Terrestre il segnale TeleText non è più trasmesso assieme all'immagine: è trasmesso su un segnale collaterale, e quindi fa parte integrante del segnale televisivo e ci sono ancora dei canali che lo utilizzano; tra l'altro alcuni Teletext (per esempio quello della RAI) è trasmesso su internet.
Il sistema ha creato quella che è stata un po' la base della TV interattiva: permetteva di ricevere delle informazioni sulla TV e permetteva anche di fare dei piccoli giochini (come questi indovinelli in cui c'era l'apposito tasto per vedere la risposta) e Televideo RAI è stato utilizzato ANCHE per i sottotitoli per non udenti; poi nel corso del tempo si è sviluppata molto di più la cosa: per esempio su MediaVideo si sono cominciati ad utilizzare i sottotitoli per non udenti sulla pagina 777 (ormai tipicamente quella su moltissimi sistemi TeleText) e la pagina 778 - per esempio - per invece i sottotitoli in lingua inglese; è stato un sistema molto interessante di sperimentare questo tipo di interazione, che è riuscita ad arrivare sino ai giorni nostri.
Voi che mi dite: conoscevate il TeleText? Lo utilizzavate? Lo avete utilizzato per molto tempo? Avete utilizzato - non so - i sottotitoli, oppure avete utilizzato le informazioni?
Avete mai giocato ai giochini interattivi?
MediaVideo addirittura - in cooperazione con Mediolanum Banca - ai tempi fece la possibilità di accedere al proprio conto corrente attraverso la linea telefonica «prenotando» (fra virgolette) una pagina del loro MediaVideo sull'ordine dell'800 e qualcosa; per esempio "Per questa sessione sarà attiva la pagina 867", tu componevi i comandi sulla tua tastiera telefonica e ti si aggiornavano le videate sul TeleText. Non era il massimo a livello di privacy, perché se qualcuno si metteva a scansionare le pagine del MediaVideo, oppure aveva appena finito la sessione su quella pagina, c'erano molti utenti e possibilmente gli restava sintonizzata quella pagina, entrava un altro utente e cominciava a vedere i dati di quell'altro utente: non era il massimo a livello di privacy, però - come ripeto - è stato il primo modo di avere qualcosa di interattivo sulla televisione in Italia.
E quindi - appunto - vi chiedo: voi l'avete utilizzato? Lo conoscevate? Oppure avete visto questo tasto ‘TEXT’ sul telecomando della televisione, ma non sapevate a che cosa serviva?
Come sempre parliamone: nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene: io sono Grizzly, questo era #OperazioneNostalgia, come sempre vi invito a mettere pollice-in-alto, condividere questo vlog, iscrivetevi al canale: noi ci vediamo alla prossima puntata: ciao a tutti!

domenica 25 agosto 2019

VLOG 281: Ma quale confessione? (analizziamo Harry Potter)

0 commenti - [Leggi tutto]


Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road edizione agosto 2019: analizziamo Harry Potter.
Oggi parliamo di "Harry Potter e il Calice di Fuoco", e parliamo di uno che considero i momenti più divertenti di tutta la saga dei romanzi, momenti più divertenti perché proprio
"La Frase Migliore al Momento Giusto"
Siamo alla fine della Coppa del Mondo di Quidditch: c'è stata la premiazione, tutti quanti sono nelle tende, stanno per andare a dormire, si stanno già addormentando, è sera tardi, quando all'improvviso il gruppo di mangiamorte comincia ad attaccare dentro il campo delle tende, comincia ad attaccare i babbani che sono coinvolti.
Qualcuno ha messo fine a quest'attacco evocando il «Marchio Nero»
Bene: la prima cosa che succede è che subito, in prossimità della zona dove è stato evocato il Marchio Nero, si materializzano tutti i rappresentanti del ministero, lanciano schiantesimi letteralmente “a muzzo” nonostante ci sia un gruppo di ragazzi, e nonostante - infatti - qualcuno poi dica:
-FERMI: sono solo dei ragazzi!
-Fermi: quello è mio figlio!
e c'è questo momento d'incertezza: qualcuno ha evocato il Marchio Nero, chi è stato?
Le uniche persone presenti sono dei ragazzi, qualcuno degli inviati del ministero dice
-Siete stati voi?
qualcun altro:
-Ma sono dei ragazzi: non hanno la più pallida idea di come si faccia!
Harry, a un certo punto, riconosce che la bacchetta che è stata utilizzata per evocare il Marchio Nero è la sua, e Amos Diggory subito gli dice:
-Allora è una confessione la tua? Lo stai confessando!
E in quella c'è la più divertente risposta che si possa dare in quella situazione, proprio la frase corretta di Arthur Weasley, che gli dice:
-Amos: ma guarda con chi stai parlando! Vuoi forse farci credere che HARRY POTTER HA EVOCATO IL MARCHIO NERO?
Ed è *bellissima*, è geniale, è PERFETTA!
Di tutte le persone che puoi accusare di aver evocato il marchio di Voldemort, tu STAI ACCUSANDO HARRY POTTER di averlo fatto!
Secondo me rappresenta il momento ‘BOOM BITCH!’ di tutta la saga dei romanzi, proprio è il momento nel quale a una frase del genere non hai *NIENTE* a cui rispondere, proprio - come si suol dire - "Ho fatto la figura del peracottaio. COMPLETA!"
In tutta la saga dei romanzi ci sono moltissimi momenti che sono veramente molto particolari. C'è quel momento in cui Harry, Ron e Hermione incontrano Neville al San Mungo, e scoprono che i genitori di Neville sono al San Mungo: sono al San Mungo perché sono stati sottoposti alla maledizione Cruciatus dai Lestrange, e sono stati sottoposti alla maledizione Cruciatus fino ad impazzire!
Lo scoprono per caso, perché incontrano Neville, e c'è questa scena nella quale la madre di Neville esce e gli da l'incarto delle gomme da masticare, e Neville si mette da parte l'incarto (mette l'incarto in tasca) e guarda i ragazzi con aria di sfida: è una cosa che non è stato possibile… non credo che sia possibile rendere nell'ambito filmico.
Ma c'è questa scena, e questa scena è descritta in una maniera (nel romanzo) che - veramente - ti fa gelare il sangue.
Neville guarda gli amici con sfida: adesso provate a ridere. E Harry che dice: MAI come in quel momento non avrebbe avuto nessuna voglia di ridere.
È un solo momento, ma è un momento che - veramente - ti colpisce come una coltellata, è un momento durissimo.
Oppure quel momento in cui Harry è da solo, in presidenza con Silente, e Silente ammette le proprie colpe, le proprie responsabilità: fa un atto di grandissima umiltà con il ragazzo.
È un momento veramente molto toccante, proprio per la capacità di Silente di non essere una persona adulta che dice "Va bene: siamo noi 'adulti', ci pensiamo noi: voi ragazzi continuate a fare le vostre cose da ragazzi", che è un po' la lettura che è stata data da Yates agli ultimi film di Harry Potter.
Invece Silente, nella presidenza, con Harry, fa la persona adulta, ma fa la persona adulta capace di assumersi le proprie responsabilità e di riconoscere di aver sbagliato.
Questi sono momenti molto importanti, e ci sono - appunto - anche momenti molto divertenti nella saga di Harry Potter.
Io quello che ho trovato più divertente, come ripeto, è questo richiamo ad Amos Diggory: "Ma come ti salta in mente di dire che Harry Potter ha evocato il Marchio Nero?!", questo è quello che ho trovato il momento più divertente. Voi che cosa mi dite? Qual è il momento della saga dei romanzi di Harry Potter che avete trovato più divertente? Siete d'accordo con me che è questo richiamo ad Amos Diggory?
Oppure c'è un altro momento che - veramente - vi ha fatto morire dalle risate come è riuscito a farlo… quello è stato il momento che mi sono dovuto fermare, perché stavo ridendo troppo.
Qual è stato il momento che siete scoppiati a ridere leggendo Harry Potter? Parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene, io sono Grizzly, questo è tutto: come sempre vi invito a mettere pollice-in-alto, condividere questo vlog, iscrivetevi al canale; noi ci vediamo alla prossima puntata: ciao a tutti!

domenica 18 agosto 2019

VLOG 280: Un pessimo occlumante? (analizziamo Harry Potter)

0 commenti - [Leggi tutto]


Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road edizione agosto 2019: analizziamo Harry Potter.
Oggi voglio parlarvi di "Harry Potter e l'Ordine della Fenice" (del romanzo), ma voglio farlo con alcuni riferimenti anche al capitolo precedente (Harry Potter e il Calice di Fuoco) e qualche riferimento, poi, anche ai romanzi successivi.
Cominciamo con un discorso (che è il discorso che vorrei fare oggi): Harry Potter risulta essere un pessimo occlumante, e questa cosa mi lascia un tantinello interdetto.
Perché mi lascia interdetto? Perché nel capitolo precedente all'Ordine della Fenice (quando siamo con il Calice di Fuoco), quando cominciano le lezioni di Difesa contro le Arti Oscure con il professor Moody (anzi: con il presunto professor Moody), i ragazzi imparano a resistere alla maledizione Imperius.
E sin dall'inizio, sin dalla PRIMA VOLTA in cui Harry viene sottoposto alla maledizione Imperius, comincia a mostrare segni di resistenza.
Harry, così come molti altri compagni di classe, impara a resistere alla maledizione Imperius nel corso dell'anno, quindi comunque ha questa capacità; poi l'avranno anche molti altri ragazzi, perché poi ci viene detto che, chi più chi meno, tutti quanti imparano a contrastare quella maledizione, a resisterci e a contrastarla.
Quando è il momento in cui Harry deve sottoporsi a lezioni di occlumanzia (lezioni che gli darà Severus Piton), Piton - prima di cominciare la prima lezione - spiega a Harry che ha saputo che è stato in grado di contrastare la maledizione Imperius, e che serve praticamente la stessa capacità per contrastare la legilimanzia.
Ora: da una parte posso capire che la prima volta che Severus usa la legilimanzia su Harry, tiri una «legnata» tremenda per fargli capire con che cosa ha a che fare: questo lo posso capire, ci può anche stare.
Ma da questo momento in poi, sapendo che Severus - comunque - sta lavorando principalmente per tutelare Harry -  mi sembra, da una parte, piuttosto strano questo discorso che Severus, ogni volta che applica la legilimanzia su Harry, lo faccia con molta potenza: non usi mai non voglio dire "tatto", ma quantomeno la capacità di non usare TUTTA la forza sino in fondo, e questo mi sembra piuttosto strano per un motivo relativamente semplice.
Se Severus sa usare bene la legilimanzia, è anche a conoscenza del fatto che può danneggiare la mente delle persone: consideriamo il Signore Oscuro che applica la legilimanzia su Bertha Jorkins fino a farla impazzire (e quindi poi doverla uccidere), da una parte; dall'altra si suppone che Severus sia abbastanza un abile legilimens, però - per esempio - quando viene arrestato il personaggio di Barty Crouch Jr, su di lui si usa il Veritaserum (diciamo che - nel dubbio - meglio usare quello, che usare la legilimanzia).
Però si suppone che Severus sia in grado di "dosare" la capacità della legilimanzia, tale da non dare, ogni volta, una grossa legnata a Harry, consapevole - magari - del fatto che se usi metà della potenza ed Harry comincia a contrastarti, allora piano-piano puoi cominciare ad aumentare e spingere Harry a contrastare piano-piano sempre di più, anziché continuare a tirare mazzate, rischiando di danneggiare la mente del povero Harry.
Da una parte c'è questo: c'è Severus che non capisco perché si comporti in questo modo con la legilimanzia, ma potrebbe anche essere che sia proprio la capacità della legilimanzia che ha sempre e comunque una grossa potenza. Ma dall'altra non capisco come sia possibile che Harry, che ha dimostrato di poter chiudere la mente alla maledizione "Imperio", che sa che deve chiudere la mente alla maledizione nello stesso modo, che sa quanto gli dia fastidio che Severus "macini" all'interno dei propri ricordi, anche se - probabilmente - c'è anche *quello* sotto: che Severus, comunque, vuole vedere un pochino meglio i ricordi di Harry.
Ma comunque diciamo che mi sembra piuttosto strano che le lezioni di occlumanzia di Harry siano un completo fallimento.
Il comportamento di Severus… vabbè: è umano, ci può anche stare che poi decida di "rinunciare", ma è stato Severus il primo a dire a Harry "dovrai contrastarmi come preferisci", e alla fine Harry - tra l'altro - riesce a contrastare Severus solo per distrazione di Severus (lanciando un "Protego")…
Il mio dubbio è questo: Harry risulta essere un pessimo occlumante, a me sembra molto strano: secondo me se Harry è stato capace, sin dall'inizio, a contrastare la maledizione Imperius, dovrebbe essere se non un abile occlumante, comunque un VALIDO occlumante.
L'anno dopo vediamo che il professor Piton cerca di effettuare la legilimanzia su Draco Malfoy, e riconosce che Drago è diventato un abile occlumante (che Lucius gli ha insegnato l'occlumanzia).
E Draco e Harry… Draco è un po' il cocco del professore, ma a parte quello, Draco e Harry tendenzialmente sono più o meno allo stesso livello; mi sembra molto strano che Draco sia diventato un occlumante molto più abile di Harry.
Ok: in casa di Draco ci sono molte più arti oscure, per carità, questo ci può stare, però - come ripeto - considerando che Harry sin dall'inizio ha resistito alla maledizione Imperius, a me questo sembra strano.
Ma la domanda la faccio a voi: voi che cosa ne pensate?
Secondo voi Harry aveva la potenzialità per diventare un occlumante più valido di quello che è risultato, che è la TOTALE INCAPACITÀ nell'Occlumanzia?
Parliamone: nei commenti qua sotto oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene, anche per oggi è tutto, quindi come sempre vi invito a mettere pollice-in-alto, condividere questo vlog, iscrivetevi al canale; noi ci vediamo alla prossima puntata: ciao a tutti!

domenica 11 agosto 2019

VLOG 279: Il successo di Harry Potter (analizziamo Harry Potter)

0 commenti - [Leggi tutto]


Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road edizione agosto 2019: analizziamo Harry Potter.
Cominciamo con il parlare - appunto - della saga di Harry Potter: sette romanzi molto corposi eppure di grande successo, a cui hanno fatto seguito, poi, ben OTTO film, perché comunque - essendo i romanzi molto corposi - anche volendo tagliuzzare un pochino dappertutto la trama, comunque son venute fuori delle opere abbastanza lunghe.
Ora perché Harry Potter ha avuto moltissimo successo? Sicuramente perché è arrivato nel momento giusto in cui una saga fantasy poteva funzionare, soprattutto una saga fantasy dedicata ai ragazzi; ma sotto c'è dell'altro: la saga di Harry Potter è estremamente ben curata.
Noi vediamo i personaggi crescere, seguiamo il percorso scolastico dei personaggi: i sette romanzi raccontano i sette anni di scuola (o quasi…) di tutti i personaggi, soprattutto del personaggio principale Harry Potter; noi seguiamo le sue avventure, crescendo lentamente insieme a lui, vivendo una serie di avventure molto ben curate: abbiamo l'azione, abbiamo il mistero, abbiamo l'avventura, abbiamo ogni genere di cosa, tutto quanto ben dosato e tutto quanto raccontato anche se molto diffusamente, perché - come ripeto - sono romanzi molto lunghi, comunque in maniera che è molto piacevole da leggere.
I romanzi scorrono molto velocemente: uno si siede in poltrona, comincia a leggere e vanno via cento pagine come se fossero - letteralmente - acqua sotto un ponte.
E sicuramente questa è una delle cose molto importanti di questi romanzi; la rivista Time nominò la Rowling "personaggio dell'anno" proprio per questo motivo: perché grazie ai romanzi di Harry Potter, moltissimi bambini e ragazzi di tutto il mondo hanno avuto un'importantissima rivoluzione nel XXI secolo che non è giunta sullo schermo di un dispositivo elettronico, bensì sulle copiose pagine di una serie di libri (cioè: veramente se prendessimo tutti e sette i romanzi e li mettessimo assieme in un unico libro, verrebbe fuori una cosa grossa come IL Castiglioni Mariotti!), e parliamo di pagine e pagine di sette libri che i bambini di tutto il mondo hanno - letteralmente - DIVORATO, e questo sicuramente è un punto particolarmente favorevole alla Rowling e, in generale, un punto particolarmente favorevole per i ragazzi di tutto il mondo: avere - comunque - una saga di libri, una saga di romanzi, così piacevole da leggere che ha attirato l'attenzione di pressoché tutti i bambini e i ragazzi del mondo è sicuramente un grandissimo risultato.
Sono libri, come ripeto, ricchi di avventura, di pathos, di azione; ci sono tantissime cose: c'è anche umorismo, ma non solo quello, perché - veramente - ci sono delle parti in cui uno legge e ride assieme ai personaggi.
Ci sono delle parti che uno legge e piange assieme ai personaggi.
Io per esempio ho riso di gusto: durante l'esame a Harry viene richiesto di evocare un "Patronus a figura intera"; Harry, per farlo, come ricordo felice s'immagina il licenziamento della Umbridge! Lì è stata una scena che mi ha fatto ridere veramente di gusto.
Oppure io ho pianto assieme a Harry, quando era nella grotta con Silente, quando Silente stava bevendo quella pozione, vivendo torture indicibili. C'è quella scena ALLUCINANTE in cui il professore supplica Harry:
"UCCIDIMI!"
e Harry, sconvolto, che per convincerlo a bere:
"Sì professore, questo la ucciderà!"
Quindi ecco che tutti e sette i romanzi hanno una potenza non indifferente.
Ecco quindi la mia domanda: voi che cosa ne pensate? Avete letto i romanzi di Harry Potter? Oppure avete visto i film di Harry Potter? O magari avete fatto entrambe le cose?
Personalmente ho fatto entrambe le cose e preferisco di gran lunga i romanzi ai film, soprattutto agli ultimi film diretti da Yates, che non mi hanno convinto per niente.
Ma appunto vorrei sapere un pochettino la vostra: pensate che siano molto validi i romanzi? Pensate che siano più validi i film? Oppure pensate che - comunque - è qualcosa che non stimola il vostro interesse, non stuzzica la vostra curiosità?
O magari li trovate interessanti come me? Quale è stata la parte che vi ha fatto ridere di più? Qual è stata la parte che vi ha commosso di più?
Parliamone: nei commenti qua sotto oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene: io sono Grizzly, vi ringrazio, vi invito a mettere pollice-in-alto, condividere questo vlog, iscrivetevi al canale; noi ci vediamo alla prossima puntata: ciao a tutti!

domenica 4 agosto 2019

VLOG 278: Il libro per le vacanze #OperazioneNostalgia

0 commenti - [Leggi tutto]


Agosto: finisce il lavoro ma soprattutto finisce la scuola e cominciano le vacanze.
E con le vacanze comincia una maledizione per gli studenti: i compiti per le vacanze.
E, con i compiti per le vacanze, c'è un'altra piccola grande maledizione, che io ho vissuto quando andavo ancora a scuola: il libro per le vacanze.
E oggi voglio parlarvi del mio primo libro per le vacanze, una cosa che - in parte - avrà anche a che fare con Harry Potter, perché sto parlando, naturalmente, di Marcovaldo di Italo Calvino!
Tranquilli: fra poco vi spiego tutto quanto, in questa puntata di Diario di Viaggio on the road #OperazioneNostalgia
[♪♫♪]

Marcovaldo è una raccolta di racconti brevi di Italo Calvino: sono venti racconti brevi, raccolti come se fossero una sequenza di cinque anni; abbiamo questi quattro racconti per ogni anno, sono presentati - infatti - come la sequenza di stagioni: primavera, estate, autunno, inverno, primavera, estate, autunno, inverno etc.
È stato dato come «libro per le vacanze» quando io andavo in prima media, e ci fu chiesto di prendere uno di questi racconti brevi e poi, per settembre, di presentare il riassunto e un'analisi di questo racconto breve.
Ora Marcovaldo era uscito come un insieme di racconti brevi: era - ogni singolo racconto - pubblicato su L'Unità, ai tempi, perché Calvino era simpatizzante del Partito Comunista.
Poi, nel '63 con Einaudi, furono pubblicati tutti assieme in un libro.
Questi racconti sono incentrati sulla vita di Marcovaldo, questo giovane manovale che vive in una grande città; non sappiamo bene quale sia questa città, perché non ci viene mai identificata, anche se dalla descrizione della zona, dei luoghi specifici, delle colline etc. dovrebbe essere Torino (che, in fondo, è anche una città a cui Calvino è stato molto legato); ma in realtà questi racconti non si soffermano sui "punti panoramici" della città: sono fatti in maniera tale che potrebbe essere qualsiasi grande città, quello che noi vediamo infatti non sono i luoghi, quanto appunto i personaggi, la storia che c'è intorno ai personaggi.
Io non ricordo moltissimo di Marcovaldo (è moltissimo tempo - tra l'altro - che non lo rileggo), anche se nonostante tutto quando l'ho dovuto leggere, come compito delle vacanze, quindi anche con la pesantezza dell'essere un compito per le vacanze, l'ho trovato interessante. Ma c'è un racconto che mi ha colpito, all'epoca, talmente tanto da ricordarmelo ancora oggi, ambientato in primavera (è il quinto racconto, quindi segue il primo anno: primavera, estate, autunno, inverno... e di nuovo primavera!) ed è "La cura delle vespe", in cui il nostro Marcovaldo sta leggendo un trafiletto che ha trovato su un foglio di giornale con cui aveva avvolto il proprio panino. Un racconto nel quale si parla dell'uso del veleno delle api per «curare» alcune cose.
Ed ecco che si mette a sperimentare anche lui: con lui (con se stesso), con i vicini di casa, con gli amici, fino a quando si diffonde questa cosa, utilizzando il veleno delle vespe per curare alcuni malanni, alcuni malori, alcuni dolori etc.
Riconosciamolo, Marcovaldo: sei stato molto fortunato che NESSUNA DELLE PERSONE COINVOLTE FOSSE ALLERGICA AL VELENO DEGLI AFIDI, altrimenti tutto il resto del romanzo sarebbe stato ambientato in galera!
Anche se il finale di questo racconto è molto amaro, con tutti quanti che scappano inseguiti da un nugolo di vespe inferocite, e finiscono in ospedale con diverse punture di vespe, il punto è quello che dicevo: questo racconto, questa serie di racconti, l'ho letta (ho letto tutto il libro Marcovaldo a scuola media), poi successivamente mi è capitato di rileggerlo con calma, proprio perché mi ero ricordato de La cura delle vespe e ho voluto riapprofondire un pochettino la cosa, e ciò nonostante è stato un romanzo che - appunto - usciva su L'Unità, era una cosa non proprio dedicata ai ragazzi, però erano racconti abbastanza leggeri, niente di troppo complicato e quindi, quando è stato il libro che ho letto tra la prima e la seconda media (è stato il mio PRIMO libro per le vacanze), alla fine non è stato un libro molto complesso da leggere.
Però questo è anche legato al fatto che, quando io andavo a scuola media, non è che ci fossero tantissimi romanzi per ragazzi: c'erano delle cose per bambini un pochino più piccoli, come - per esempio - "La torta in cielo" o "Le favole al telefono": due bellissimi libri di Gianni Rodari, che avevo letto da più giovane, che ho riletto successivamente in età più avanzata e che sono sempre molto, molto gradevoli e - tra l'altro - se non li avete letti vi consiglio di recuperarli.
"La torta in cielo" e "Le favole al telefono" di Gianni Rodari sono veramente graziosi tutti e due: Le favole al telefono è sempre una raccolta di racconti brevi, La torta in cielo invece è una storia un pochino più lunga (quella che potrebbe essere una storia di fantascienza per ragazzi, per bambini), ma veramente molto, molto simpatica.
Ma al di là di questo discorso, il punto è questo: perché sto parlando di Calvino (e di Marcovaldo)? Tempo fa, parlando con un collega proprio nel periodo estivo (eravamo quasi nel mese di agosto), si parlava di suo figlio che andava a scuola media anche lui, e anche lui aveva ricevuto, come "compito delle vacanze" un libro da leggere.
Era il periodo in cui cominciavano a uscire i romanzi di Harry Potter, era uscito qualcuno dei film, ancora non erano usciti tutti i romanzi, quindi cominciava a lanciarsi la moda di Harry Potter.
Ed ecco che a scuola gli avevano dato da leggere, come libro delle vacanze, uno dei romanzi di Harry Potter; certo: naturalmente non era semplicemente leggere un libro che era piaciuto a tantissimi (che piace ancora a tantissimi), ma anche poi di andare a fare l'analisi del testo, l'analisi di un capitolo specifico: scegliere un capitolo e fare un'analisi.
Però ecco che già era un compito per le vacanze molto più leggero, perché è una lettura sicuramente piacevole, che molti - magari - avevano già fatto, avrebbero - magari - avuto anche il piacere di rileggere uno dei romanzi della saga (o magari approfittarne per rileggere con piacere TUTTA la saga), e con il mio collega si parlava proprio di questo: del fatto che i romanzi di Harry Potter sono di grandissimo successo, nonostante la dimensione piuttosto corposa dei romanzi.
Infatti io osservavo che, se non fosse stato anche per la fama di Harry Potter, anche in parte quella che poi è venuta grazie ai film (che han fatto avvicinare ancora di più le persone ai romanzi)… io per primo sono stato uno di quelli che considerava i romanzi un fenomeno per i ragazzini, finché non ho potuto vedere il primo film, e poi ho cominciato ad approfondire i vari romanzi, trovandoli veramente molto piacevoli da leggere.
E il punto è proprio questo: se - quando fossi andato a scuola io - mi avessero dato come compito per le vacanze, per esempio, "Harry Potter e la pietra filosofale", come il testo di un'autrice sconosciuta, questo libro grosso come un dizionario d'italiano, questo mago che va alla ricerca della pietra filosofale… mamma mia: 500+ pagine di libro!
Sicuramente (dice) è vero: non si deve giudicare un libro dalla copertina, ma se io mi fossi trovato a scuola media come compito per le vacanze un testo così grosso, mai sentito nominare, con un mago, la pietra filosofale… mi sarei approcciato al libro con MOLTA MENO VOGLIA di leggere che con… diciamo con la stessa voglia di leggere che ho avuto per Marcovaldo: perché comunque era un compito, era una cosa che dovevo fare per forza.
Come ripeto: Marcovaldo non è una raccolta di racconti per ragazzi, è una raccolta di racconti di narrativa molto generici, vanno bene per gli adulti come per i ragazzi perché sono relativamente leggeri, ma niente di particolare.
Mentre - quantomeno - riconosco a Harry Potter (alla saga di Harry Potter) di avere, comunque, gli argomenti impegnati, di avere dei messaggi molto profondi, ma di avere anche l'avventura, di avere anche il divertimento, di avere anche la comicità, di avere anche quelle parti che ti fanno veramente piangere: di avere un po' di tutto, ma di essere scritti con un linguaggio molto leggero, molto adatto - comunque - anche ai più giovani.
In Marcovaldo non ho riconosciuto questo, eppure quel racconto (La cura delle vespe) mi è rimasto impresso, infatti - poi - tra l'altro è stato anche quello che ho "portato" come compito per le vacanze.
Ed ecco quindi la mia domanda: quando andavate a scuola, vi assegnavano come compiti per le vacanze anche il libro da leggere durante le vacanze estive? È stato un modo di approcciarsi alla lettura?
Poi, nella scuola superiore, naturalmente non ci davano specificatamente compiti per le vacanze o libri da leggere durante le vacanze, ma durante tutte le vacanze estive ne ho approfittato per leggere qualcosa: è sempre stato molto utile questo discorso, è stato quando - poi - ho preso la tessera della biblioteca in Trentino, perché andavamo in vacanza in Trentino e prendevo un libro in prestito durante le vacanze (o anche due o tre) ed è lì che è venuta la mia passione per la lettura, che poi è arrivata all'ebook etc.
Ma la mia domanda è semplice: voi avete letto un libro per le vacanze? Qual è stato il "libro per le vacanze" che avete letto, che vi è rimasto più impresso?
Oppure: qual è il libro più noioso che avete dovuto leggere per le vacanze?
Siete d'accordo con me che l'approccio al libro dovrebbe essere una cosa piacevole e non un'imposizione da fare durante le vacanze scolastiche, e quindi questo potrebbe cambiare il modo che si ha di approcciarsi ad un libro?
Parliamone: nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene: io sono Grizzly, questo era #OperazioneNostalgia
Come sempre vi invito a mettere pollice-in-alto, condividere questo vlog, iscrivervi al canale, noi ci vediamo alla prossima puntata: ciao a tutti!