domenica 14 aprile 2019

VLOG 262: Spirito di osservazione: rompicapo e puzzle

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
Io e Agatha Christie abbiamo una piccola cosa in comune: quello che abbiamo in comune io e Agatha Christie è il 1976.
Il 12 gennaio 1976 Agatha Christie ci ha lasciato e il 18 settembre 1976 sono nato io: questa è la piccola cosa che abbiamo in comune.
Ma dopodiché le nostre similitudini cominciano a divergere e abbiamo moltissime differenze; sicuramente quella più importante è che io ho adorato (ed adoro) il personaggio di Hercule Poirot, l'investigatore belga, mentre Agatha Christie lo detestava.
E - in qualche modo - il nostro investigatore (ed ex poliziotto a Spå) avrà a che fare con la puntata di oggi di Diario di Viaggio on the road, ma per il momento cominciamo: sigla!
[♪♫♪]

Se siete appassionati di giochi di pazienza o di rompicapo, ho il canale YouTube che fa per voi: lui è Christian, MrPuzzle: prima di cominciare link del canale sul doobly-doo e sulla scheda, andate e iscrivetevi. Sul suo canale troverete tantissimi giochi di pazienza e tantissimi rompicapo che vengono analizzati e vengono risolti, ma il bello - ovviamente - non è quello di dire “Ok: allora è un canale pieno di spoiler su come si risolvono i rompicapo.”
Sì, in parte sì, ma questo non toglie che fa delle analisi molto interessanti su quella che è la qualità costruttiva dei rompicapo che vengono analizzati e, in alcuni casi, alcuni rompicapo sono molto semplici da risolvere, ma il problema è che richiedono - comunque - moltissima abilità manuale, e quindi anche il fatto di conoscere la soluzione non è che dica...
“Ok, sì: che ci vuole? Bisogna rimettere assieme tutti i pezzi!”
Sì, ma il problema è *COME* riuscire a rimettere assieme tutti i pezzi: con una mano si tiene questo, con una si tiene quello, con una si tiene quello, con una si tiene quel… aspetta un attimo: io non ho cinque mani!
In altri casi si tratta anche di conoscere qual è il trucco alla base del rompicapo, perché può essere qualcosa di particolarmente inatteso e ci vuole molta logica per riuscire a capire qual è il ragionamento.
Il primo rompicapo che vi segnalo dal canale di MrPuzzle è qualcosa di molto particolare. Io lo conoscevo già da tempo, perché non è particolarmente «moderno»: sto parlando del Puzzle per Geni, primo video che vi lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda.
Tutto quello che abbiamo è - semplicemente - una scatoletta di legno (veramente molto ben fatta) che contiene dei pezzetti di legno.
Questa scatoletta è *piena*, però sul coperchio c'è un altro pezzetto di legno, di colore rosso, che va inserito dentro la scatoletta… sembra impossibile, eppure una soluzione c'è!
Ora, ammetto che conoscere la soluzione di un rompicapo può rovinare il modo che si ha di potersi mettere in sfida, ma ciò non toglie la bellissima analisi per la qualità del rompicapo e per la cura nei dettagli.
È il caso, per esempio, del rompicapo Chiave ed Anello: infatti quello che abbiamo è una semplice chiave in metallo con un anello (di ottone, se non ricordo male) che è inserito all'interno della chiave.
Scopo del rompicapo è tirare fuori l'anello: è molto semplice, anche perché guardandolo sono due pezzi di metallo, non è che ci sia chissa quale TECNOLOGIA ALIENA.
Riuscire ad arrivare alla soluzione richiede un ragionamento molto particolare e un giusto spirito di osservazione per tutti i dettagli, per ogni millimetro degli elementi che costruiscono questo puzzle, questo rompicapo.
Per cui il secondo video che vi segnalo è Chiave ed Anello, lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda: andate, dategli un'occhiata, scoprirete un rompicapo semplice eppure veramente molto simpatico.
E parlando di qualità per i dettagli, parliamo di un cubo…
Ora naturalmente quando si pensa a un rompicapo e a un cubo, la PRIMA COSA che viene in mente a tutti quanti, sicuramente, è il Cubo di Rubik.
Penso che tutti noi almeno una volta nella vita ci abbiamo sbattuto la testa contro per riuscire a risolverlo.
Bene, in questo caso il buon Christian ci parla di un cubo leggermente diverso dal Cubo di Rubik, che tra l'altro ha più di una soluzione possibile e anche delle varianti interessanti, ed è - secondo me - qualcosa anche di inatteso a prima vista.
Sto infatti parlando del Cubo Serpente, con una eccellente tecnica costruttiva, alcune soluzioni plausibili e - soprattutto - con la necessità non tanto di conoscere qual è la soluzione per risolvere il rompicapo, ma di avere una buona abilità manuale: conoscere la soluzione può sembrare uno spoiler, ma non basta conoscerla: bisogna anche saperla mettere in pratica.
Per cui l'ultimo video che vi segnalo è - appunto - il Cubo Serpente, lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda: andate e dategli un'occhiata, scoprirete un rompicapo veramente interessante.

E passiamo quindi all'argomento del giorno: leghiamoci un attimo a quello che ho detto all'inizio. Ho lavorato per un po' di tempo per un Internet Service Provider nazionale (che forniva - tra l'altro - connettività in ADSL); avevo un paio di colleghi che mi avevano soprannominato Poirot, per due motivi.
Il primo - sicuramente - per i baffi, che tra l'altro sono anche un mio omaggio all'investigatore belga.
E… piccola curiosità: tecnicamente Hercule Poirot è ‘nato’ con il romanzo “Poirot a Styles Court” del 1920, per cui - in realtà - no: Poirot non porta i baffi a manubrio.
La Christie ci dice che portava dei baffi rigidissimi alla militare; il problema è che nel 1920 i ‘baffetti rigidissimi alla militare’ che si portavano un po' in tutta Europa…
… erano i baffetti alla Hitler.
Diciamo che nelle «edizioni cinematografiche» è sembrata una cosa abbastanza fuori luogo da voler puntare su dei baffi che richiedono molta più cura: in fondo visto che (ci racconta la Christie) che era molto legato ai suoi baffi, ci teneva tantissimo, li curava, li pettinava etc... ci può stare il baffetto a manubrio.
Comunque dicevo: mi chiamano Poirot. Per i miei baffi, ma soprattutto per la mia capacità di risolvere le situazioni più ingarbugliate.
Una cosa mi piace molto di Poirot ed è il suo metodo d'indagine utilizzando le “piccole celluline grigie”, quindi il suo sistema di “Ordine e Metodo.”
Io sono una persona genericamente piuttosto disordinata, questo lo ammetto: è un mio limite. Ma sul lavoro riesco a essere particolarmente ordinato e metodico, questo per due motivi.
Il primo motivo è che nel disordine facilmente si possono perdere dei dettagli importanti.
Il secondo motivo è perché quando tu metti tutte le cose perfettamente in ordine e c'è un guasto, il guasto (il motivo del guasto e la sua soluzione) ti saltano davanti agli occhi da soli.
Per esempio anni fa fui mandato da un cliente a Ispica, che gli era stata attivata la ADSL già da 45 giorni, ma non era stato possibile far funzionare quella connessione ADSL: dal lato centrale funzionava tutto perfettamente, dal lato del cliente il router (che tra l'altro era fornito in comodato dal provider) non ne voleva sapere di funzionare.
Gli era stato cambiato il router già tre volte, ma non partiva quella connessione, tanto che ormai erano gli ultimi 15 giorni prima che il contratto sarebbe andato, definitivamente, in KO.
Mi avevano mandato la pratica come ‘ultimo appiglio’ sapendo la mia fama.
Mi sentii con il cliente telefonicamente, dopo aver letto tutta la pratica, parlai con lui per alcuni minuti facendogli delle domande che mi disse:
-Beh, devo dire che sino ad oggi queste domande non me le aveva fatte nessuno. Mi hanno detto che, ormai, stanno per disattivare il contratto.
E infatti io gli dissi:
-Sì, guardi, la società mi considera l'ultima spiaggia: se non riesco a venirne a capo io rinunciano e cancellano il contratto. Però io vorrei fare un tentantivo, perché ho un sospetto su una situazione. Le chiedo di fare una cosa: io adesso ho bisogno che lei mi stacchi il router…
E subito lui:
-Sì, ci ho provato: l'ho staccato e l'ho riattaccato decine di volte!
-No no no: non lo deve riattaccare! Lo stacchi e lo chiuda nell'armadio: domani mattina io devo arrivare e devo trovare il router chiuso nell'armadio. ASSOLUTAMENTE deve stare lontano dalla linea telefonica.
-Ah, ma non basta spegnerlo?
-No no no, proprio: lo tolga e lo metta nell'armadio, mi faccia questa cortesia e ci vediamo domani mattina.

Io mi sento col reparto tecnico, faccio fare una serie di modifiche ad alcuni parametri, a questo punto l'indomani mattina mi presento dal cliente, prendo il router: senza collegarlo alla linea gli cambio una serie di parametri, lo collego alla linea e riesco a far funzionare quell'ADSL dopo 45 giorni.
Quando sto configurando i computer che sono dentro quell'ufficio, arrivo al computer del cliente (come ultimo computer):
-Guardi… posso?
-Eh sì sì: si accomodi, prego. Niente da fare, vero?
-No no, ho finito: stanno navigando tutti quanti, mi basta solo configurare il suo e ho concluso.
Il cliente era sconvolto, mi voleva offrire la cena… delle situazioni particolarissime.
Perché avevo capito, guardando le carte e sentendo le risposte alle domande che avevo fatto al cliente, qual era lo sbaglio che era stato fatto da tutti quanti.
Ordine e Metodo, appunto; in realtà lo sbaglio era uno sbaglio «minore», era un errore insidiato in un parametro errato, che NESSUNO si aspettava che avrebbe dato quel problema, perché era un parametro che - generalmente - agli utenti non veniva attivato, ma in quel caso - visto che erano rare quelle attivazioni - era stato attivato, ma era stato attivato col valore sbagliato.
Purtroppo in 45 giorni nessuno aveva fatto caso a quel piccolissimo valore: sono i fatti che ti parlano, non sei tu che devi prendere una teoria e appiccicarla ai fatti. Devi ascoltare i fatti, vedere che cosa ti dicono i fatti e l'errore sta lì; l'errore NON È nella tua testa, è lì, nei dati, in quello che hai a disposizione.
Questo fu - comunque - uno dei miei casi più particolari, perché ormai (come ripeto) il provider c'aveva rinunciato: quando arrivò il mio rapporto di lavoro e vedevano che il cliente stava funzionando erano increduli anche dal provider.
Cambiarono anche alcune regole per attivare quella tipologia di contratti, proprio per evitare che si ripetesse lo stesso errore in giro per l'Italia.

Quindi diciamo che è stata una mia piccola grande soddisfazione ed ecco, quindi, la mia domanda: voi siete persone particolarmente disordinate?
Siete persone ordinate e sapete gestire la routine? Oppure magari sapete ‘trovare gli errori’ perché fate tentativi disperati fino a trovare quello che funziona?
Non riuscite a ‘trovare l'errore’ e rinunciate? Quando c'è qualcosa che non quadra, riuscite a capire che cosa non quadra con un semplice sguardo? Vi è capitato qualcosa come quello che è successo a me con questo cliente?
Non lo so: parliamone! Nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Ditemi un po' se vi è mai capitato di dover utilizzare le ‘piccole celluline grigie’ per risolvere una situazione in cui nessun altro riusciva a venirne a capo: è sempre una piccola grande soddisfazione, ovviamente.
Naturalmente sto parlando di quando si raggiunge la soluzione grazie al ragionamento, non quando si tratta di un colpo di fortuna: “Aspetta: provo a premere quest'interruttore. Ah, ecco: funziona!” Così non vale, dai!
Bene ragazzi: io sono Grizzly, se sono riuscito a intrattenervi fino a questo punto (e se ci sono riuscito: grazie alle mie piccole celluline grigie!) vi invito - come sempre - a mettere pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici, anche su WhatsApp o Telegram, sempre metodicamente e facendo attenzione a dove state condividendo.
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto; noterete - se usate l'attenzione - che non appena clickate sul bottone "Iscriviti", automaticamente vi arriverà questo Buon Profumo di Nuovo Iscritto™: Ordine e Metodo.
Inoltre, se seguite (metodicamente!) il mio canale Telegram (ve lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video, e ricevere occasionalmente piccole curiosità e dietro le quinte riguardo ai video che devo realizzare.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly, questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 7 aprile 2019

VLOG 261: 2009-2019: dieci anni dal terremoto in Abruzzo #OperazioneNostalgia

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5 aprile 2009: domenica delle Palme
Eeehhh: comincia la settimana santa!
Bello, perché venerdì è l'ultimo giorno di scuola: sabato, domenica e lunedì c'è un maxi-ponte!
-Beh, venerdì bisogna accompagnare la nonna alla via crucis, che ci tiene tantissimo… ma non c'è problema!
-Sabato?
-Ci divertiamo con gli amici!
-Domenica?
-Domenica vengono tutti i parenti: un bel pranzo di pasqua tutti assieme con la zia, coi cuginetti… perché no?
-E lunedì?
-Lunedì *grigliatone*!
-Per pasquetta si fa il grigliatone... Oh: andiamo da te in campagna a Lucoli?
-Shì shì dranquilli: venite che ci divertiamo tutti!

Ok, però… a ragà: s'è fatta una certa. Domani è lunedì, sarà anche la settimana santa, ma si va a lavorare/si va a scuola, quindi…
Niente dai: buonanotte a tutti. Andiamo a dormire e ci vediamo domani a scuola o sul posto di lavoro, come sempre, giusto?
Giusto: buonanotte a tutti!

[boato]
Sto arrivando…
Risalgo dal profondo, dai luoghi dove regna il buio.
Arrivo e tu non puoi farci niente.
Stai dormendo, ti prepari a una giornata di scuola o di lavoro o di qualunque altra cosa che componga la tua vita.
Spero tu sia stato felice perché non lo sarai più per molto tempo, forse mai più…
Non ho nulla contro di te.
Io non ho una mente, non so pensare, non scelgo chi colpire:io arrivo dal profondo e basta.
Eccomi: sto violando la superficie!
Il mio furore risale gli edifici, apre ferite su mura vecchie di secoli, fa svenire palazzi interi e seppellisce i corpi.
Fragori nella notte. Urla di sirene. Pianti. Richieste d’aiuto soffocate dalle macerie. Vite che si spengono: tante, troppe.
Come sono arrivato me ne vado, ma l'eco della mia voce resterà ancora, a ricordarti sempre che sono qui.
Non avevo nulla contro di te.
In fondo, sono solo un terremoto.
[♪♫♪]

La notte tra il 5 e il 6 aprile 2009 alle 3:32, una scossa con Magnitudo Momento all'incirca di sei (e poco meno di 6 sulla scala Richter) colpisce l'Abruzzo e parte del Lazio.
Sapete cosa significa essere colpiti da un terremoto in piena notte?
Io ne ho una minima idea (proprio minima) perché la notte tra il 12 e il 13 dicembre 1990 a Siracusa, all'1:25 di notte, ci fu una forte scossa di terremoto: 5.6~5.7 sulla scala Richter (all'epoca non si misurava il Momento Sismico). Poco più di 45 secondi, che è una scossa lunghissima.
La mattina del 6 aprile all'alba, alle 05:20, esco dalla doccia, sto aspettando che si faccia il caffè, accendo la televisione, metto su Canale5 (su "PrimaPagina") e vedo «Edizione Straordinaria Abruzzo» e immagini *ALLUCINANTI* che venivano da quello che era successo - praticamente - un paio d'ore prima.
Ci avevano consegnato da pochissimo la cucina mobile: da poco più di un mese, praticamente (alla fine di febbraio); dovevamo preparare l'inaugurazione: volevamo fare una festa il 25 aprile (o il primo maggio) con il Comune di Siracusa, doveva venire il vescovo, dovevano venire tutte le autorità, facevamo un pranzo con tutti i siracusani…
La cucina è partita il tardo pomeriggio del 6 aprile e ha viaggiato tutta la notte, arrivando il 7 aprile intorno alle tre del pomeriggio in Abruzzo, dove è stata portata a Palmbaia, a Tornimparte (in provincia de L'Aquila), dove è stato realizzato il campo della Regione Sicilia.
Quest'anno sono tornato a Palombaia, così, en-passant: giusto per vedere come sono cambiate le cose in dieci anni, giusto per vedere un po' di *normalità*, perché il mio ricordo de L'Aquila, il mio ricordo di Palombaia era quello della città danneggiata e del campo di terremotati.
Sono andato a vedere un pochino di sana normalità: sono andato a vedere un campo sportivo.
Vi lascio con queste immagini, ringrazio Zelcor per averci voluto raccontare un terremoto "dal proprio punto di vista" e La Locanda della Tormenta per aver prestato la sua voce a questo piccolo esperimento, che spero abbiate gradito.
Grazie e ci vediamo alla prossima puntata: ciao a tutti.

Tornimparte, provincia de L'Aquila, Palombaia.
Questo è il campo sportivo… qui c'era il campo terremotati della Regione Sicilia: adesso è un cantiere, anche se il cancello è aperto.
Allora: lì sotto ci sono i bagni… (mi metto così: mi metto anche a favore di sole); dietro di me ci sono i bagni e la cucina era lì. Faccio passare, magari, qualche foto, se la trovo.
E il campo era il campo tende che ospitava i terremotati.
Siamo al primo aprile 2019: sono passati dieci anni, naturalmente il campo è completamente rinnovato; quella struttura - dove ci sono i bagni, dove ci sono gli spogliatoi - è completamente ristrutturata, è stata completamente rifatta.
Io dieci anni fa ero qui… esattamente dieci anni fa. Sono voluto tornare per vedere come è cambiata la terra, come è cambiata questa terra negli ultimi dieci anni.
Son voluto venire a vedere di nuovo, a distanza di dieci anni, per portare questa piccola testimonianza.
Adesso sto tornando verso l'auto: lungo questa strada si arriva alla scuola media, dove c'era il COC di Tornimparte, e questo è il mio piccolo ricordo del terremoto del 2009.

Questo è tutto: grazie a Zelcor e a La Locanda della Tormenta per averci voluto citare e raccontare in una maniera un po' particolare il terremoto e ci vediamo al prossimo video.

domenica 31 marzo 2019

VLOG 260: L'autoradio Android

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questa è la mia autoradio con Android.
Un'autoradio che ho installato io, con Android 8: l'ho messa al posto dell'autoradio che c'era della casa, che svolgeva molte funzioni molto semplici…
Qui sotto c'è la chiavettina che serve per dare la connessione ad internet all'autoradio: è una chiavetta che opera in WiFi, dà la connessione all'autoradio, dà la connessione a internet a tutta la macchina… io ho - per esempio - 50Gb al mese sul mio telefonino, ma quando entro in auto utilizzo gli altri 50Gb a disposizione della chiavetta; li utilizza anche lo smartphone di mia madre (che per esempio non ha un piano internet, quindi usa il WiFi in casa e il WiFi in auto).
Ma avere a disposizione internet sull'autoradio è molto comodo per molti fattori: per esempio per il navigatore, per SoundCloud, che è installato in questo momento.
Questo è “Power Rangers” di Heux (/oix/… non… non so come si pronuncia, perché è norvegese!) e l'autoradio è perfettamente integrata con i comandi che ci sono in auto, quindi decisamente molto comodo.
E oggi, in questa puntata di Diario di Viaggio on the road vorrei parlarvi proprio di questa autoradio con Android, per cui cominciamo il vlog: sigla!
[♪♫♪]

Avere un sistema Android con uno schermo da 7" e la connessione ad internet in macchina SICURAMENTE è una cosa incredibilmente versatile, sotto molti punti di vista.
La prima e principale funzione per cui io utilizzo - infatti - quest'autoradio è il navigatore: questo mi permette di non dover consumare la batteria del cellulare e di avere il cellulare a disposizione in caso di chiamata (utilizzando il bluetooth) o per tutte le altre funzioni, ed avere il navigatore completamente integrato nel sistema d'intrattenimento dell'auto: infatti mentre sto ascoltando della musica, se il navigatore deve darmi delle indicazioni, si abbassa leggermente il volume della musica e mi dà l'indicazione, non so “gira a destra”, “fra duecento metri prendi la seconda uscita” etc.
Sull'autoradio ho installato due navigatori:
uno è Sygic, che mi è stato fornito assieme all'autoradio con un anno di licenza e le mappe dell'Europa;
e uno è Google Maps, che mi sono - invece - installato manualmente.
Ora, in realtà io preferisco maggiormente utilizzare Google Maps, perché - avendo a disposizione Google Maps con la connessione a internet - non solo hai un navigatore SEMPRE e COSTANTEMENTE aggiornato, ma addirittura Google Maps ‘conosce’ la situazione del traffico in tempo reale e, qualora ci fossero dei blocchi: per esempio c'è un incidente stradale (che è una cosa che mi è successa quest'estate), mi saprà indicare in tempo reale in che modo utilizzare un percorso più veloce.
Quest'estate mi ha fatto evitare di prendere l'autostrada durante un rallentamento a causa di un incidente stradale, ed è stato *decisamente* molto comodo, perché ho preso una statale in cui era "a vista" l'autostrada e - mentre io percorrevo la statale - vedevo tutti quanti fermi in autostrada.
Naturalmente l'autoradio serve per la funzione principale: quella di ascoltare la radio, nello specifico mi permette di ascoltare sia la radio analogica che il DAB (il Digital Audio Broadcasting), e devo dire che con il DAB ancora non mi trovo molto bene. Per carità: la qualità audio è ECCELLENTE, ma mi danno fastidio quei maledetti disturbi digitali che avvengono, per esempio passi sotto un cavalcavia, e in quella:
«E adesso ascoltiamo l'intervista a #@$£#! il quale ci parlerà sicuramente…»
Mamma mia! L'autoradio analogica non è a questo livello, però sicuramente le cose miglioreranno nel corso del tempo: per il momento aspettiamo!
Ma a livello di intrattenimento musicale, naturalmente avere a disposizione le app permette di installare la propria app musicale preferita.
Per esempio tantissimi installano Spotify, io che - come ho già detto - sono *decisamente* più borghese, invece, ho installato SoundCloud e ascolto dei musicisti particolari su SoundCloud.
Inoltre avere l'app di SoundCloud sull'autoradio è una doppia comodità, perché mi permette di interagire: con un semplice tap io posso - automaticamente - inserire un brano nei preferiti, e poi - con calma - dal telefonino prendo gli ultimi preferiti e decido se ripubblicarli, decido se immetterli in una playlist, decido se commentarli e decido come interagire.
Per questo, lo ribadisco, seguitemi su SoundCloud (trovate il link sul doobly-doo): io ho una playlist dedicata alla musica che ascolto in auto, che può anche essere utilizzata sui video YouTube perché è musica Creative Commons e devo dire che mi sta piacendo interagire con SoundCloud, quindi se avete un profilo SoundCloud segnalatemelo nei commenti: gli darò *sicuramente* un'occhiata.
Ma avere a disposizione le app sull'autoradio è una cosa molto utile non solo a livello dell'intrattenimento, ma anche a livello della funzionalità giorno per giorno: infatti - appunto - sicuramente è molto utile avere il navigatore satellitare, ma un'altra app che io utilizzo sull'autoradio è Zello.
Zello è un'app per il “Push-to-Talk”, per parlare e ascoltare gli altri un po' come se si fosse in ricetrasmittenti, e infatti ho collegato un gruppo riservato di Zello con il ponte radio che abbiamo alla protezione civile e, in questo modo, è possibile utilizzare Zello dall'auto per parlare con i colleghi della protezione civile anche quando mi dovessi trovare in una posizione in cui non c'è copertura del ponte radio per le ricetrasmittenti o, letteralmente, per parlare ed ascoltare i colleghi che stanno operando anche se mi trovo in un'altra provincia, quindi TOTALMENTE LONTANO dal ponte radio, che non è una cosa tanto da buttare via!
Inoltre volendo è possibile installare l'Assistente di Google sull'autoradio, ed è molto simpatico poter interagire con l'autoradio dandogli determinati comandi (“alza il volume”, “abbassa il volume” o “cercami questo brano”, “fai questa ricerca su internet”) ma diciamo che l'ho disinstallato perché - alla fine della fiera - tendeva a essere una cosa che non utilizzavo quasi mai.
Una cosa che utilizzo spesso, ma è già integrata in Google Maps, è l'assistente vocale per la ricerca delle posizioni: per esempio mentre io sto facendo un percorso (cosa che abbiamo fatto quest'estate, sempre): siamo in autostrada
Io: "Ehm, è quasi ora di pranzo… aspetta che cerchiamo una trattoria"
Fai ricerca vocale su Google Maps “trattorie in zona”: mi segnala le trattorie, ne scegli una, ti devia il percorso per portarti in quella trattoria e poi continuerai il tuo percorso normalmente; in questo caso la funzione è molto utile e molto interessante, e naturalmente è una funzione già integrata in Google Maps, quindi non c'è bisogno di installare l'assistente vocale.
Ma non è da sottovalutare questo discorso di avere, appunto, l'assistente vocale in auto.
Infine una piccola curiosità: l'autoradio Android come sistema d'intrattenimento ti permette anche di guardare i video, per esempio su YouTube oppure con il lettore multimediale. La piccola curiosità è questa: essendo il dispositivo un'autoradio e, quindi, essendo un dispositivo omologato per stare in Europa, è possibile guardare video YouTube (oppure i video con il lettore multimediale)
SE e SOLO SE il freno a mano è alzato, altrimenti i video non partono!
Insomma ragazzi: questo è il sistema d'intrattenimento multimediale Android che io ho installato sulla mia auto. È stata una scelta che ho fatto nel corso del tempo: ho vagliato molte ipotesi, ho vagliato molti modelli di autoradio, sinché ho trovato quello che - diciamo - si confaceva alle mie esigenze; voi che cosa mi raccontate?
A bordo della vostra auto avete un'autoradio Android anche voi? Avete un'autoradio evoluta con il navigatore, anche se non utilizza il sistema Android?
Avete un'autoradio che fa solo le funzioni basilari? Avete l'autoradio che fa solo il bluetooth?
Non avete nemmeno l'autoradio? Avete l'autoradio - non lo so - con le cassette Stereo8?!
Sapevate che esistevano questi sistemi completamente evoluti che sono molto funzionali e molto simpatici? Siete curiosi e - sicuramente - prenderete un dispositivo di questo genere per la vostra auto? Non lo so: parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene ragazzi, questo è tutto: spero di essere riuscito a intrattenervi e a farvi conoscere un dispositivo che può essere molto interessante per l'utilizzo in auto, rispetto al semplice «ascoltare della musica»; se ci sono riuscito - come sempre - vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici, anche su WhatsApp e su Telegram.
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, che arriva anche se la vostra autoradio non è particolarmente evoluta.
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video, e ricevere occasionalmente piccole curiosità e dietro le quinte riguardo ai video che devo realizzare.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly, questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 24 marzo 2019

VLOG 259: Le app Android che uso (quasi) ogni giorno

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
Nella scorsa puntata di Diario di Viaggio on the road vi ho parlato delle cose che mi danno un po' fastidio di Android e delle app di Android; oggi voglio fare l'esatto contrario e parlarvi di alcune delle app Android che utilizzo con successo ogni giorno o quasi.
Mi riferisco ad alcune app spesso "non molto installate" ma che possono essere un'interessante scorciatoia per compiere alcuni lavori, o un interessante aiuto nelle attività di tutti i giorni, per cui cominciamo il vlog: sigla!
[♪♫♪]

La prima app è - sicuramente - un'app *importantissima*: è un'app gratuita, è del mondo di Google e si chiama «Google Authenticator».
Google Authenticator è “un'app di autenticazione di terze parti” (si definisce così), ossia è un'app per la generazione di codici univochi (genera un codice univoco d'identificazione ogni minuto) che si utilizza per tutti quei siti (compatibili con le app di autenticazione di terze parti, appunto) che permettono la “autenticazione a due fattori” attraverso la generazione di un codice univoco.
Il pregio del sistema è quello che in questo modo non c'è bisogno di portarsi appresso un dispositivo che genera codici univochi ogni minuto PER OGNI SITO che si ha a disposizione: tutti i codici sono registrati all'interno dell'app, in qualsiasi momento si apre l'app, c'è un conto alla rovescia di un minuto (perché ogni minuto i codici cambiano) e poi, per ogni sito di cui c'è l'autenticazione, c'è il codice univoco.
A che cosa serve? Dove c'è l'autenticazione a due fattori non basta inserire il proprio nome utente e la propria password per accedere: una volta immesso il nome utente corretto e la password corretta, ci si trova di fronte a un altro «muro» che dice "Ok, adesso inserisci il codice univoco generato dalla tua app di autenticazione."

Sempre dal mondo Google, faccio molto uso dell'app Keep. Google Keep è - semplicemente - un'app per gestire le note (un po' come se fossero i fogliettini PostIT), però ha tante cose molto simpatiche: la prima è che permette d'integrare le note con gli appuntamenti su Google Calendar (un'app che uso *praticamente tutti i giorni*, perché la uso per il lavoro: segno gli appuntamenti di lavoro attraverso il computer e poi mi suona il cellulare in prossimità degli appuntamenti. Comodissimo!)
Comunque Google Keep permette di tenere le note, permette di associare le note agli appuntamenti, di associare le note a Google Drive (è integrato *interamente* nel mondo di Google), ma soprattutto ha uno strumento OCR molto funzionale.
Che cosa fa questo strumento OCR? Quando fotografate una cosa (un foglio di carta con del testo, un manifesto - non lo so - qualcosa che contiene del testo scritto), riconosce molto velocemente (e in maniera particolarmente accurata) il testo che c'è in quel foglio, in quello che avete fotografato, e permette di importare il testo come una semplice nota da cui sia possibile, poi, fare copia&incolla.

Da ‘aficionado’ degli acquisti in Cina (degli acquisti su Hong Kong), da persona con 500+ feedback su eBay e con un profilo Diamante su AliExpress, sono spesso in attesa di pacchi, di plichi, di situazioni di questo genere dalla Cina, da Hong Kong etc.
Quindi devo tenere sott'occhio molti codici di tracciamento, molti ‘tracking’, e un'app che trovo molto comoda in questo senso è 17track.
17track mi permette di registrare tutti i codici di tracciamento dei pacchi che mi devono arrivare, per ogni codice posso scrivere la descrizione di quello che è il pacco, la categoria di appartenenza; e non solo con un semplice tap posso controllare in tempo reale lo stato di tracciamento di tutti i pacchi, ma - tra le altre cose - l'app mi darà delle notifiche in occasioni particolari: per esempio quando il pacco viene registrato la prima volta, se ci sono degli stati particolari sul pacco [errori ndG], quando il pacco arriva nella mia città per la consegna… veramente molto comodo e funzionale, senza dover andare a controllare manualmente ogni singolo codice di tracking.
Quindi se anche voi fate molti acquisti dalla Cina, molti acquisti dall'estero in generale, vi consiglio caldamente di utilizzarlo. Riconosce i principali corrieri mondiali, ma anche i corrieri italiani, quindi è molto comoda anche - non so - utilizzata con Amazon: si registrano i codici di spediziojne Prime, e comunque ci sono le informazioni, a seconda se si usi SDA, DHL, UPS, quello che capita, comunque dà informazioni sullo stato dei pacchi.

Come sapete sono un cultore della licenza d'uso Creative Commons: per questo motivo utilizzo l'app di Pixabay: molto comoda per cercare al volo immagini sul cellulare, soprattutto quando ho voglia di condividere sui social qualcosa.
Per esempio su Twitter: voglio scrivere un Tweet o dare una risposta, in cui voglio associarci qualcosa che sia diversa dalla classica GIF o mi viene in mente qualche cosa da realizzare al volo, mi viene in mente qualcosa che voglio condividere al volo con un amico… e allora utilizzo Pixabay per cercare delle immagini (sempre molto belle, molto ben curate) con licenza Creative Commons, e può essere uno strumento molto simpatico da utilizzarsi.
Inoltre l'app di Pixabay permette di caricare immagini sul proprio profilo, seguire gli altri profili, mettere like etc., quindi permette di interagire completamente con il sito, è molto funzionale in questo senso, molto interessante.

Parlando sempre di licenze Creative Commons, un'app che non deve mancare sul mio telefono (ce l'ho persino sull'autoradio, ma di questo ne parleremo un'altra volta) è SoundCloud.
Io… sì: sono abbastanza borghese da non utilizzare Spotify e preferire SoundCloud. Infatti sono uno di quelli che - durante la proiezione del film Black Panther - *HA* *RISO* alla battuta del tizio che disse "Ah, guarda: poi ti mando la mia playlist SoundCloud!" (ci sta benissimo!)
Io utilizzo tantissimo SoundCloud, perché ascolto musica Creative Commons, ascolto degli autori di musica Creative Commons: ho trovato moltissimi autori emergenti veramente molto bravi.
E parlando di SoundCloud vi ricordo che ho una playlist SoundCloud dedicata alla musica che ascolto in auto (e che può essere utilizzata anche - per esempio - sui video YouTube e situazioni similari): trovate il link al mio profilo SoundCloud e alla playlist sul doobly-doo, potete seguirmi su SoundCloud perché - comunque - lo utilizzo in auto, quindi *settimanalmente* ripubblico dei brani molto interessanti, settimanalmente aggiorno la playlist che utilizzo in macchina e metto like su alcuni brani. Tra l'altro se avete un profilo SoundCloud, segnalatemelo sui commenti che vengo subito a dare un'occhiata!

Vi segnalo quindi Cool Reader: un'app per leggere gli ebook (quindi i libri informato ePub, in formato MobiPocket e in vari altri formati).
Il pregio e la cosa interessante di Cool Reader è - innanzi tutto - la sua interfaccia: permette di controllare la lettura toccando le parti dello schermo (tipo il lato destro e il lato sinistro per andare avanti e indietro di pagina, o addirittura con i tasti del volume).
Ma una funzione veramente molto interessante di Cool Reader è quella di attivare la "lettura in voce alta del libro."
Ok: con la sintesi vocale di Google, quindi con la voce leggermente meccanica, però in questo modo io - per esempio - quando devo fare un viaggio lungo e non ho voglia di ascoltare musica, mi metto sul Bluetooth l'ascolto di un libro, magari di un libro che ho già letto, così non devo stare troppo attento e quindi seguo la strada.
È molto simpatico (è molto DIVERTENTE) fare strada ascoltando in auto un libro che viene letto a voce alta: è un'ipotesi interessante.
Allo stesso modo uno potrebbe - non so - mettersi la lettura a voce alta mentre sta facendo attività sportiva: è una cosa molto simpatica.
Non è un "audiolibro" letto da un doppiatore professionista, ma comunque è una via di mezzo molto interessante e l'app è gratuita, quindi perché non dargli una possibilità?

Infine vi segnalo un'app che viene molto in aiuto a noi youtuber: Android Prompter (o Suggeritore per Android): un'app che crea un vero e proprio teleprompter, quindi quello che si fa è caricargli un file di testo, poi decidiamo la dimensione del carattere, la velocità di scorrimento del testo (dopo aver fatto alcune prove e determinato di avere la velocità corretta); se abbiamo il tablet o il telefonino che viene posizionato vicino all'obiettivo, lasciamo il testo leggibile normalmente; se abbiamo un teleprompter (come ad esempio quello che mi sono autocostruito utilizzando pezzi comprati su AliExpress), allora metteremo il testo “specchiato” ["OTAIHƆƆƎꟼƧ" ndG]: in questo modo quello che vedremo sul vetro-passante (sullo specchio-passante) è - appunto - il testo che scorre in maniera corretta, ed è un'app veramente molto simpatica: la versione gratuita funziona come prompter di base (toccando lo schermo per avviare lo scorrimento), la versione Pro permette di controllare il prompter o da un pedale bluetooth o, addirittura, da un altro dispositivo, e può essere - comunque - una scelta molto interessante per non doversi alzare a gestire il prompter ogni volta.
Se siete youtuber e realizzate molti video utilizzando parecchio testo scritto, ve la consiglio caldamente perché può essere un modo di dover evitare di mandare a memoria intere frasi.

Insomma queste sono le app che trovo molto utili, molto funzionali, che uso quasi ogni giorno (Google Authenticator è un'app molto importante che uso PRATICAMENTE OGNI GIORNO per accedere a moltissimi siti) ed ecco quindi la mia domanda: voi invece che cosa mi dite? Conoscevate le app che vi ho presentato?
Ci sono altre app che utilizzate *ogni* *giorno* con particolare successo?
Diciamo "app per funzioni di tutti i giorni, ma molto specifiche": magari avete un'app per parcheggiare sulle strisce blu (io ad esempio uso EasyPark), oppure avete un'app che vi ricorda di prendere dei farmaci? Non lo so!
Discutiamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene ragazzi: io sono Grizzly, anche oggi abbiamo concluso questa breve passeggiata; come sempre spero di essere riuscito a intrattenervi, a farvi conoscere qualche app interessante, con il caso di Google Authenticator di avervi ANCHE fatto capire qualcosa di importante sulla sicurezza dei vostri account, per cui
ATTIVATE L'AUTENTICAZIONE A DUE FATTORI DOV'È POSSIBILE!
Se ci sono riuscito, come sempre v'invito a mettere pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici (anche su Whatsapp o Telegram).
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto; e badate: se avete attivato l'autenticazione a due fattori su YouTube, in questo caso il Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ è ANCORA PIÙ BUONO!
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video, e ricevere occasionalmente piccole curiosità e dietro le quinte sui video che devo realizzare.
Io sono Grizzly, questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 17 marzo 2019

VLOG 258: Cosa non sopporto di Android (e di certe app)

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
Ho uno smartphone Samsung Galaxy-J7: è un dispositivo Android ed è un dispositivo con cui mi trovo decisamente molto bene.
Oggi però non sono qui per fare una «guerra» tra dispositivi Apple e dispositivi Android: al contrario sono qui per parlarvi del sistema Android, delle app di Android; nello specifico per raccontarvi un po' quali sono i «tic» e quelle piccole grandi cose che mi danno fastidio del sistema Android o delle app di Android, per cui cominciamo: sigla!
[♪♫♪]

Veloce premessa: tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio 2019 io ho disinstallato ufficialmente (e definitivamente) l'app WhatsApp dal mio telefono privato.
L'ho fatto per vari motivi: sicuramente per via delle implicazioni privacy che ci sono, ma soprattutto per una serie di particolarità di WhatsApp che - tendenzialmente - mi hanno sempre dato molto fastidio e per le quali preferisco abbondantemente Telegram; infatti c'è anche da dire che io ho abbandonato WhatsApp quando ormai, praticamente, non lo utilizzavo più: mi capitava di utilizzarlo molto raramente per via di qualche amico (o di qualche contatto) che non ha voluto (o non ha potuto) installare Telegram, per il resto ho sempre utilizzato Telegram.
Telegram permette di creare i canali, Telegram ha una gestione migliore della privacy, Telegram ha introdotto la “crittografia end-to-end” già da molto tempo (WhatsApp solo ultimamente)… ci sono tante ragioni per cui ho deciso di farlo, quindi ho disinstallato WhatsApp (mi sono registrato mentre lo facevo).
Ma la cosa che mi ha dato molto fastidio di WhatsApp è successa un pochino di tempo fa, ed è un piccolo aneddoto che vorrei raccontarvi, che riguarda i permessi richiesti dall'app di WhatsApp, perché WhatsApp richiede l'accesso al servizio di messaggistica di testo del telefono (il ‘servizio SMS’), e questo in passato ha portato ad alcune figuracce dell'app, una delle quali l'ha vissuta un mio cliente.
Io ero in laboratorio, stavo lavorando ad alcuni computer, quando all'improvviso mi suona il cellulare, mi suona la notifica di SMS.
E mentre mi avvicino per prendere il telefono, chiedendomi chi mi avesse scritto un SMS (perché di solito mi arrivano messaggi soprattutto automatici), comincia ad arrivare UN'ALTRA NOTIFICA SMS.
Poi un'altra.
E un'altra. E un'altra.
E a quel punto apro il telefono *sconvolto* chiedendomi “Ma chi è che mi sta mandando UNA PIOGGIA di SMS?”
Un mio cliente che mi sta scrivendo una serie di messaggi brevi… Prendo il telefono, lo chiamo:
Io: “OU! MA CHE STAI COMBINANDO?”
CL: “Come che sto combinando? Ti stavo scrivendo su WhatsApp…”
Io: “Mi stavi SCRIVENDO SU WHATSAPP?!? Su quale WhatsApp? Guarda che non ce l'ho WhatsApp sul telefono del lavoro: mi hai appena mandato una decina di SMS!”
CL: “COME UNA DECINA DI SMS?!?!??!?!?! IO NON HO UN PIANO PER MANDARE SMS!!!!!!”
Mi ha mandato *QUINDICI* messaggi di testo a € 0,29 l'uno (quindi poco più di quattro euro *bruciati* per dirmi che aveva un problema al computer), perché WhatsApp era abilitato a mandare gli SMS e lui, automaticamente, ha cercato il mio numero in rubrica, ha trovato che "poteva" scrivermi su WhatsApp e ha cominciato a scrivermi su WhatsApp.
WhatsApp non è che gli ha messo una bella nota:
AU! Guarda che questo WhatsApp NON CE L'HA: mo' gli sto mandando una fila di SMS!
Nooo: l'ha scoperto dopo, quando si è bruciato metà del credito che aveva sulla scheda.
Questo dei permessi delle app è un argomento piuttosto spinoso: in passato mi è capitato di farci caso; per esempio adesso la “torcia” è una funzione di base del cellulare: attivi la funzione torcia e si accende il led del flash. Però in passato non era così in tutti i cellulari: per esempio sul mio vecchio Note3 NEO non c'era la torcia, quindi ho installato un'app torcia.
E poi ho notato - mentre cercavo l'app torcia - che c'era un'app, molto scaricata (cinque stelle): stavo per installarla, finché non ho notato:
1) che un'app TORCIA (che tutto quello che fa è: accendere il led della fotocamera) occupava 8,5Mb!
2) andando ad approfondire “l'app torcia richiede l'accesso ai seguenti permessi”: fotocamera (ok: deve attivare il flash), rubrica telefonica, elenco chiamate, archivio dati, connessione ad internet.
E allora mi installai «Privacy Torch»: un piccolissimo programma (all'epoca di 280k) che chiedeva solo l'accesso alla fotocamera, PUNTO!
Ma quell'app da otto mega e mezzo era stata scaricata milioni di volte, aveva un ranking altissimo.
Un'altra cosa che mi dà un certo fastidio di Android è il fatto che una marea di applicazioni, a causa degli aggiornamenti, continuano a ingrossarsi, continano a diventare molto grosse, continuano a riempire la memoria del telefono, e allora uno che cosa fa? Dice: "Va bene: mettiamo una memory-card, vediamo di spostare un po' di app sulla memory card."
Ci sono app che consentono di essere spostate sulla memory card, ci sono app (anche molto pesanti) che NON LO CONSENTONO.
Ora: posso capire che determinate app - che sono necessarie per l'uso del sistema - non consentano di essere spostate sulla memory card: per carità, lo posso capire.
Ci sono app che per motivi di sicurezza (per esempio Paypal) sono sottoposte a tutta una serie di situazioni, quindi non consentono di essere spostate su memory-card perché uno potrebbe sostituire la memory-card, infettare l'app… va bene!
Quando ho preso il J7, Twitter potevo spostarlo sulla memory-card; a seguito di una serie di aggiornamenti continuavo a tenere l'app sulla memory-card; dopo un po' - improvvisamente - questa voce è *scomparsa*: Twitter mi deve restare sulla memoria del telefono. Perché?
È un'app social: perché non la posso mettere sulla memory-card? Mi occupa 400+ Mb sul telefono!
Tra l'altro (un'altra cosa che mi dà moltissimo fastidio) e questo è Android 7 sul Samsung (e credo che questo avvenga con Android 7 su tutti i telefoni Samsung: non so se è proprio una peculiarità di Android7): ho un'app X (per esempio Instagram), la tengo sulla memory-card.
Arriva un aggiornamento, un aggiornamento di DUE MEGA, magari, perché è un aggiornamento minimo, un aggiornamento - non so - come si suol dire «cosmetico»: installo quest'aggiornamento e - magicamente - l'app mi ritorna sulla memoria del telefono!
Quindi ogni volta che io scarico gli aggiornamenti delle app, poi devo andarmi a scorrere manualmente le app che sono state aggiornate, e quelle che avevo messo sulla memory card sono tornate sulla memoria del telefono e devo *NUOVAMENTE* andarle a rimettere sulla memory-card, altrimenti va  a finire che saturo la memoria del telefono, poi mi arriva un aggiornamento:
Eh: non c'è più spazio libero: libera un po' di spazio sulla memoria!
Io: “Ma come ‘non c'è più spazio libero’? C'ho una memory card da 64Gb!”
L'ultima cosa che mi da fastidio, e che comincio a notare - in realtà - solo da poco tempo, perché essendo stato prima con Vodafone (con il piano dati *bloccato* sul 3G) e poi con Kena Mobile, che forniva il servizio solo in 3G, è il fatto che DIVERSE VOLTE lo smartphone decida che se è disponibile un segnale 4G, sia *NECESSARIO* utilizzare il segnale 4G.
Solo quando finalmente si arriva a MENO DI UNA TACCA in 4G, allora dice ‘Beh, magari provo a passare in 3G’ e a quel punto - magicamente (ne abbiamo già parlato) - il segnale in HSPA prende tutte le tacche.
E questo mi dà un certo fastidio, perché diverse volte mi capita che la connessione in 4G (con una tacca appena accennata) vada MALISSIMO e quindi le notifiche - non so - delle e-mail mi arrivino anche con 40~50 minuti di ritardo.
Se il segnale è sotto al 10~15~20% passami AUTOMATICAMENTE in 3G! Tanto col segnale del 10% in 4G vado più lento che in HSPA!
Ma no, c'è il 4G: DOBBIAMO operare in 4G.
Anche questo è un piccolo problema, un piccolo fastidio che ho notato e anche questo, talvolta, lo risolvo: quando so che devo andare in delle situazioni dove il segnale 4G fa pietà, metto *manualmente* il telefono in 3G e lo tengo in questo modo.
Insomma queste sono alcune delle piccole grandi magagne che ho notato utilizzando giorno dopo giorno Android e le app di Android. Sicuramente la mia non è una lista completa, sicuramente ci saranno altre magagne che non mi è capitato di vedere o con le quali non mi è capitato di andare a sbattere la testa, per cui ecco che vi chiedo: voi utilizzate un dispositivo Android? Avete notato questi difetti?
Avete notato *altri* difetti, ci sono altre cose di Android (o delle app di Android) che vi danno fastidio?
Oppure non conoscevate questi difetti? Anche voi avete installato un'app torcia da otto~dieci mega che vuole accesso a tutto quanto il telefono? Non lo so, parliamone: ditemi quali sono le app che vi hanno dato problemi, ditemi se ci sono delle cose che vi danno fastidio di Android (o delle cose che vi danno fastidio di una determinata app).
Voi utilizzate WhatsApp? Non utilizzate WhatsApp? Siete tentati di cancellare WhatsApp, state utilizzando Telegram?
Non lo so: parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene ragazzi: anche per oggi questo è tutto. Spero di essere riuscito a farvi pensare, a farvi guardare un pochino meglio il vostro telefono, a farvi analizzare se ci sono app che - magari - per quello che fanno, chiedono permessi un po' troppo invasivi.
Se ci sono riuscito - come sempre - vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici, anche su WhatsApp o Telegram: due app che possiamo dire molto simili, eppure molto diverse fra di loro.
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto; e tranquilli: l'iscrizione come UNICO PERMESSO richiede solo quello di regalarvi questo Buon Profumo di Nuovo Iscritto™, nessun'altra funzione nascosta.
Inoltre, se state pensando di abbandonare WhatsApp o comunque - in generale - di sperimentare Telegram, a questo punto perché non approfittarne e seguire il mio canale Telegram? (Ve lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda) In questo modo riuscirete a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video e ricevere occasionalmente piccole curiosità e dietro le quinte sui video che devo realizzare.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 10 marzo 2019

VLOG 257: La danza dei ferrovieri giapponesi

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Spento!
Zero giri al minuto, zero km/h, serbatoio: 7/8
Autoradio spenta…
Telecamera: ok!
Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
E… parliamo di viaggi: siete mai stati in Giappone?
Se lo avete fatto, vi è capitato di prendere un treno o una metropolitana?
E in questo caso, avete fatto caso allo strano, particolarissimo e pittoresco comportamento del personale di stazione e del personale ferroviario?
[annuncio in giapponese]
[altro annuncio in giapponese]
Sicuramente avrete notato che il personale ferroviario, in Giappone, ha l'abitudine a indicare con il dito e puntare in diverse direzioni, in certi casi anche pronunciando delle parole a voce alta in una maniera che sembra molto particolare e molto pittoresca.
Ora: perché questa procedura? Perché questa procedura che in certi casi avviene - proprio - anche in maniera particolarmente coreografica, con dei movimenti molto secchi e molto decisi, avviene pronunciando delle parole quasi come se fossero - non lo so - delle mosse di arti marziali?
Beh, alle spalle c'è un lavoro molto complesso, perché questa qui è una procedura di sicurezza che serve a tenersi focalizzati e concentrati quando si devono svolgere delle azioni ripetitive. Perché spesso è nelle azioni ripetitive, nella routine, che possono succedere gli errori o - addirittura - gli incidenti; mentre avere un sistema che ti permetta di restare sempre focalizzato, anche quando svolgi un'azione genericamente ripetitiva… sicuramente questo può aiutare a evitare errori, interpretazioni errate e, appunto, incidenti.
Bene: oggi, in questa puntata di #DdVotr voglio parlarvi dello «shisa kanko» (puntare e chiamare), per cui cominciamo il vlog: sigla!
Telecamera: spegni. Ok!
[♪♫♪]
Nella conduzione di un convoglio ferroviario (che sia un treno, che sia una metropolitana, che sia un tram) bisogna mantenere l'attenzione focalizzata su una serie di fattori; il più importante - sicuramente - che condurre (per esempio) una metropolitana (un convoglio di sei o sette vagoni) significa condurre un veicolo che ha spazi di frenata ESTREMAMENTE AMPI!
Se tu stai "guidando" una metropolitana alla velocità di (non so) 20~25km/h e devi inchiodare, devi dare il cosiddetto “pestone al freno” (in realtà non si dà un “pestone”, perché il freno ferroviario è un manettino, non è un pedale), non è che il treno si inchioderà in pochi metri: al contrario! Una metropolitana che si muova a 20~25km/h, un convoglio di sei o sette vagoni, richiederà ALCUNE CENTINAIA DI METRI prima di fermarsi!
Il conducente - per esempio - di una metropolitana che tutti i giorni conduce la stessa linea, fa ogni giorno la stessa tratta decine e centinaia di volte, naturalmente si abitua: è un'attività di routine.
Il problema è che quando un'attività è ripetitiva, quando un'attività diventa una routine è proprio nella routine, nel fare le stesse cose ogni giorno, che si nasconde il rischio della distrazione.
Ogni giorno fai questa tratta alle dieci del mattino, fai questa curva, rallenti a questa velocità e, dopo, trovi il semaforo verde. Ogni giorno, per due anni e mezzo.
Poi, una bella mattina, sei lì che: “Va bene: faccio questa tratta, dopo c'è il semaforo verde…”, passi: il semaforo era rosso…
E immediatamente - naturalmente - essendo una metropolitana non è che passi un semaforo rosso e non succede niente: succede DI TUTTO! Se superi un semaforo rosso il sistema che ripete i semafori in cabina suona una sfilza di allarmi, parte la frenatura di emergenza, etc.
Non succede una catastrofe, però è SEMPRE un errore da distrazione, è sempre un problema.
Ora: come si fa a evitare la distrazione quando si devono compiere delle attività che sono ripetitive? Beh, la risposta è evidente: bisogna fare attenzione e tenersi focalizzati nelle azioni che si compiono.
Allora bisogna trovare un sistema che permetta di (o contribuisca a) tenersi focalizzati durante l'esecuzione delle azioni ripetitive.
Se tu devi controllare i segnali ferroviari, devi controllare le rotaie etc e lo fai solo con gli occhi, guardi. Quello che succede è - come si suol dire - che guardi, ma puoi anche non vedere. Se tu anziché coinvolgere solo il senso della vista, provi a coinvolgere più sensi, provi a coinvolgere più parti del corpo, ecco che già diventa un'azione che - per quanto abitudinaria - è un'azione più complessa: richiede quel minimo di attenzione in più e quindi ti aiuta a tenerti focalizzato maggiormente.
Lo shisa kanko (puntare e chiamare) serve proprio a questo: quando su stai conducendo un mezzo ferroviario e devi confermare lo stato - per esempio - dei segnali, dei semafori, dei cartelli… non lo fai solo visivamente (e quindi coinvolgendo gli occhi): l'operatore utilizzerà il cervello, perché deve PENSARE a una serie di azioni coordinate;
utilizzerà le mani: punterà il dito verso il cartello/il semaforo/l'indicatore/la spia/etc;
oltre a puntare il dito, userà la propria voce: chiamerà il cartello/la spia e leggerà il suo stato.
«Semaforo: verde!»
Utilizzerà l'udito, perché sentirà quello che sta pronunciando e questo gli permetterà di ASCOLTARE quello che sta pronunciando e avere una conferma maggiore:
«Semaforo: rosso! Ehy: è rosso, mi devo fermare!»
Questa procedura aiuta a tenere l'attenzione focalizzata sulle azioni che si compiono.
Uno studio dell'Istituto di Tecnica e Ricerca Ferroviaria giapponese (del 1994) ha infatti confermato che applicare la procedura dello shisa kanko (puntare e chiamare) tende a aiutare a ridurre gli errori da distrazione sino all'85%, soprattutto, appunto, nelle attività ripetitive.
Un ulteriore studio dell'Università di Osaka del 2011 non solo ha confermato queste osservazioni, ma anche osservato un miglioramento medio dei tempi di reazione nel corso del lungo periodo.
Talvolta questa tecnica viene persino un pochino esagerata, applicando delle coreografie molto ‘violente’ e veloci e dei vocalizzi che danno quasi l'idea di - non so - dei gesti da arti marziali: in parte (ripeto) questa è anche una cosa dalla valenza turistica, anche un'attrattiva per i turisti; però piano piano questa tecnica di sicurezza si sta diffondendo non solo nell'ambito - in generale - del trasporto pubblico; diciamo che maggiormente è utilizzata nell'ambito ferroviario, ma piano piano si sta diffondendo appunto non solo nell'ambito del trasporto pubblico, ma in moltissimi ambiti industriali, in moltissimi ambiti dove si richiede di svolgere delle azioni che possono essere ripetitive e in cui proprio nella ripetizione, nella routine, ci può essere il rischio di errore o di incidente: piano piano - in Giappone (e in generale nel mondo asiatico: è una procedura che cominciamo a vedere anche in Cina) si sta diffondendo questa tipologia di procedura, quella di puntare e chiamare.
Anche negli USA e in alcuni stati europei ci sono dei luoghi, degli ambiti industriali, dove si sperimenta questa procedura.
Sicuramente non è una procedura perfetta al 100%, ma naturalmente è una procedura che AIUTA sicuramente a mantenersi focalizzati e quindi sicuramente è un aiuto efficace ed efficiente nell'ambito delle attività di sicurezza.
Ecco quindi la mia domanda: voi cosa ne pensate?
Pensate che la procedura di puntare e chiamare sia un efficace aiuto e dovrebbe essere implementata in altri ambiti? Pensate che ci possano essere dei meccanismi di sicurezza più efficienti per mantenersi focalizzati quando si compiono azioni ripetitive?
Conoscevate lo shisa kanko? Siete mai stati in Giappone e avete visto - appunto - gli operatori ferroviari che fanno questo puntare con il dito dappertutto?
Non la conoscevate? Non lo so: magari avete lavorato in Giappone nell'ambito ferroviario e la conoscevate già? Parliamone! Nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene ragazzi: anche per oggi questo è tutto; come sempre spero di essere riuscito a intrattenervi, a stuzzicare la vostra curiosità, a farvi conoscere qualcosa di nuovo ed inaspettato: se ci sono riuscito, come sempre vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici, anche su Whatsapp o Telegram.
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ (eccolo qua) che ci piace così tanto; e non c'è nessuna controindicazione di sicurezza, anche se è un'abitudine di tutti gli iscritti al mio canale.
Inoltre, se seguite anche il mio canale Telegram, che vi indico qui sotto doobly-doo e qui sopra sulla scheda, riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video, e ricevere occasionalmente piccole curiosità e dietro le quinte sui video che devo realizzare.
Io sono Grizzly (e mi sto puntando); prima di concludere ringrazio l'amico RaveTube per le immagini dell'operatore ferroviario che fa lo shisa kanko: questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 3 marzo 2019

VLOG 256: I miei carnevali, una volta #OperazioneNostalgia

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
Fine del mese di febbraio, inizio del mese di marzo: siamo - approssimativamente - in quel periodo in cui generalmente cade il carnevale.
E prima che me lo chiediate: sì, anche la mia STRAMALEDETTISSIMA ALLERGIA!
Il carnevale è un momento molto divertente per i bambini, ma non solo per i bambini, e voglio parlare del carnevale, di come ho vissuto io il carnevale quand'ero piccolo e come l'ho visto cambiare nel corso del tempo, poi, crescendo.
Resta ancora una festa molto dedicata ai bambini, resta ancora una festa che - nel corso degli anni - non si è evoluta tantissimo: tendenzialmente la festa di carnevale resta sempre quella festa in cui bambini (e adulti) si mettono in maschera… È un po' l'antenato del cosplay, possiamo definirlo, sicuramente, ma anche una festa che ha lasciato modo a dei ragazzini un tantinello più «monelli» di poter scaricare la propria tensione in maniere magari in qualche modo discutibili.
Per cui analizziamo un po' qual è stato il mio carnevale nel passato e come si è evoluto il mio carnevale in questa puntata di Diario di Viaggio on the road #OperazioneNostalgia
[♪♫♪]
Quand'ero piccolo, nei primi anni '80, naturalmente il carnevale - per me - era un momento di gioia, di felicità, perché non solo il discorso di vestirsi in maschera, ma di andare a giocare con gli amichetti tutti vestiti in maschera, di andare in piazza, andare a vedere le sfilate, andare - non lo so - a scuola c'era il giorno… credo fosse il martedì grasso, anche se adesso ho visto che il giovedì grasso si fanno in alcune scuole certe attività con la maschera, con il costume di carnevale.
Ma io mi ricordo che lo facevamo il martedì grasso, l'ultimo giorno di carnevale (il Mardi Gras) e c'era qualcosa di molto simpatico che si faceva tutti assieme.
E allora c'era questo discorso che, da una parte, era la festa per i bambini (che eravamo tutti quanti in maschera), dall'altra dei ragazzini un pochino più grandicelli che volevano «scaricare la tensione» e, dato che c'era il detto “A carnevale ogni scherzo vale”, lo ‘scherzo’ che si faceva a carnevale era quello di spruzzare le persone con della crema da barba.
Uno scherzo che non è uno scherzo: è più un atto vandalico, innanzi tutto perché spruzzare un vestito di carnevale, una maschera, con della crema da barba significava BUTTARE VIA il vestito di carnevale, perché molti vestiti di carnevale, soprattutto negli anni '80, erano realizzati con una stoffa leggerissima (letteralmente con della carta velina) e quindi - materialmente - una volta che gli spruzzavi sopra della crema da barba, non si poteva lavare, per cui era una cosa che potevi andare a buttare via.
Naturalmente c'erano costumi molto elaborati, che costavano, quindi quando tu uscivi con il tuo vestito - non lo so - da principe azzurro e qualcuno poi, magari, ti faceva il bagno di crema da barba, si poteva andare a buttare il costume che - magari - avevi comprato il primo giorno, e non si poteva più lavare, costava un costume di carnevale e quindi… molte volte i genitori se la prendevano a male e finiva che i bambini più piccoli venivano accompagnati dai genitori, così che nessuno si avvicinava, perché era consapevole che se faceva una spruzzata di crema da barba a un bambino sotto il controllo di un genitore, poi quello si sarebbe pigliato uno scappellotto che se lo sarebbe ricordato nei secoli dei secoli.
Poi negli anni '90, quando ormai ero cresciuto, non festeggiavo più il carnevale, lo guardavo anche con una certa distanza, ma lo guardavo ancora con un sorriso, perché comunque - ripeto - era una cosa che lasciava il divertimento per tutti i bambini, e vedevo però questa abitudine adesso non tanto di persone che si vestivano in maschera e andavano a giocare con gli amici, quanto di ragazzini che la loro “maschera” era una tuta cerata bianca da imbianchino (con il cappuccio) e una maschera sulla faccia.
Si è diffusa molto questa cosa, perché praticamente sulla tuta cerata bianca gli potevi spruzzare la crema da barba, gli potevi spruzzare quelle stelle filanti sintetiche spray, e alla fine della fiera, alla sera, prendevi 'sta tuta cerata, la buttavi via e ne pigliavi un'altra.
All'epoca (nei primi anni '90) compravi tre tute cerate per duemila lire (quindi con 4mila lire ce n'avevi sei: ce n'avevi una al giorno per tutti i giorni di carnevale): te la mettevi la mattina, uscivi con gli amici, vi potevate spruzzare la qualsiasi cosa (letteralmente anche vernice spray, anche se non ho notizia di folli che si siano spruzzati vernice spray!), però - voglio dire - arrivavi alla sera, la buttavi via e l'indomani te ne mettevi una nuova; quantomeno non andavi a spendere:
-La bambina vuole vestirsi da principessa!
E andavi a spendere anche 20~30 mila lire per un vestitino da principessa, e dopodiché arrivava l'idiota, spruzzava della crema da barba, si poteva buttare via il vestito e andarlo a comprare di nuovo.
E questa cosa della tuta bianca la vedo ancora adesso, perché ancora adesso, soprattutto nel periodo di carnevale, mi capita di vedere dai ferramenta, appunto, "Tuta cerata bianca: € 1" (per esempio), quindi ancora ogni tanto mi capita di vedere questa situazione.
Quantomeno così ci sta: divertitevi tra di voi, non rovinate i costumi ai bambini (che non v'hanno fatto niente di male) con la storia “No, vabbè: è uno scherzo”
È uno scherzo UN CORNO: questo è proprio vandalismo!
Negli anni 2000 in Italia si è cominciata a diffondere di più la cultura del festeggiare anche halloween: halloween non "all'inglese" con le feste in casa, i balli e i giochi di società, quanto proprio all'americana con il vestirsi in costume e con andare a fare dolcetto-o-scherzetto. Ed ecco che si comincia a diffondere un'altra abitudine molto italiana, che è quella di cominciare ad acquistare petardi sotto halloween, poi consumarne la maggior parte a capodanno, e poi tenerne qualcuno anche per carnevale, perché naturalmente anche lì, gli per fare gli scherzi, si usano i petardi.
Anche se in realtà questa cosa dei petardi a carnevale ha radici molto più profonde, perché io mi ricordo in passato, durante la festa di carnevale in Romagna, c'era l'abitudine di far scoppiare trick-track in mezzo alla piazza con l'idea - proprio - di spaventare gli astanti.
E negli ultimi dieci anni diciamo che ho cominciato a guardare con un sorriso un pochino più gradevole il carnevale, come momento in cui i bambini finalmente trovano un modo di poter scaricare lo stress, soprattutto in questi tempi molto frenetici, e in cui anche gli adulti potrebbero partecipare attivamente al divertimento dei bambini, quando ci si può divertire in sicurezza e quando ci si può divertire con spensieratezza (e senza spruzzarsi crema da barba addosso, magari!)
Prima di concludere, un veloce aneddoto: eravamo nei primi anni 2000, ero in ufficio, era martedì grasso, sapevo questa cosa perché me l'aveva detta il mio vicino di negozio (perché c'era la sua bambina, che andava - credo - in prima o in seconda elementare, che sarebbe passata): doveva passarci la sfilata di carnevale dei bambini, proprio davanti agli uffici.
Quindi aspettavamo che venissero i bambini, intanto lavoravamo, poi è passata questa sfilata; questa sfilata che erano tutti i bambini delle scuole elementari (di alcune scuole elementari del circondario), quindi in realtà non era una grande quantità di bambini (era un gruppo abbastanza nutrito di bambini, ma solo questi bambini) tutti in costume, accompagnati da un'Apecar con una specie di fungo di cartone…
Tutti gli adulti attorno, che tenevano i bambini compattati in un gruppo molto serrato: un bambino non poteva tirare fuori un braccio: “AHH! STÀ DENTRO!”
E - al di là di questo - è passata questa sfilata, e i bambini che ridevano, che si divertivano, i genitori che ridevano, che facevano le foto ai bambini, poi quand'è passata anche la mia vicina di negozio:
“Sì, ma… boh: 'sta cosa mi sembra un tantinello deprimente”
Ma a concludere, proprio, la depressione di questa sfilata dei bambini è stata poi, dopo una mezzoretta/tre quarti d'ora, che è tornata indietro l'Apecar col fungo di cartone, da sola, s'è fermata accanto ai cassonetti dei rifiuti, ha pigliato 'sto fungo di cartone, l'ha buttato nel cassonetto e il tizio in Ape se n'è andato…
Ma voi, invece, che cosa mi raccontate? Come vivete il carnevale, come avete vissuto il carnevale nel passato?
Lo vivete ancora adesso il carnevale, lo guardate con un sorriso pensando ai bambini che - almeno - si possono divertire? Oppure lo vivete come un periodo che “Sì, vabbè: sbrighiamoci che c'abbiamo da lavorare”? Non lo so: parliamone nei commenti qua sotto oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene ragazzi: io sono Grizzly, questo era #OperazioneNostalgia, come sempre vi invito a mettere pollice-in-alto, condividere il vlog, iscrivervi al canale.
Noi ci vediamo alla prossima puntata, ciao a tutti!