domenica 22 novembre 2020

VLOG SPECIALE: In memoria di Dylan, Household Hacker

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Benvenuti, viaggiatori: sono Grizzly e questo è un nuovo episodio di Diario di Viaggio on the road… edizione InDaHouse.
Ho scelto una postazione un pochino differente dal solito, perché in questo vlog voglio cercare di parlare di un argomento un pochino più serio: oggi vi parlerò di un canale YouTube, del canale ‘Household Hacker’; prima di continuare: link del canale sul doobly-doo e sulla scheda qua in alto.
Avrei voluto parlare di questo canale molto tempo prima, questo indubbiamente: in realtà dopo aver parlato del canale di Kipkay (ancora a giugno del 2014), dato che Household Hacker è un canale di life hacks abbastanza simile, avevo pensato:
Beh, magari più avanti proverò ad affrontare di nuovo l'argomento «life hacks» e porterò anche questo canale YouTube.
Solo che - in particolar modo negli ultimi due~tre anni - questo canale ha cominciato a pubblicare contenuti sempre meno spesso.
La qualità sui contenuti restava sempre la stessa: erano sempre dei video molto interessanti e molto divertenti ma, se prima si vedeva almeno un video ogni due~tre settimane, magari (ogni tanto) passava un mese, però poi si vedeva che era stato fatto un video molto ben lavorato, poi hanno cominciato a passare diverse settimane, e poi diversi mesi, poi usciva un video abbastanza «normale» (sempre molto divertente, sempre molto ben curato), e poi - di nuovo - altre tre, quattro, cinque, SEI settimane di assoluto silenzio.
Tra l'altro questo canale, il 6 novembre 2020, ha festeggiato ben 13 anni di presenza sulla piattaforma, e lo conosco da tantissimo tempo, perché è uno di quei canali che avevo cominciato a seguire quando avevo cominciato a seguire molti canali YouTube stranieri, cercando determinati contenuti che trovassi interessanti.
Pochi giorni fa Matt Santoro, sul suo canale di vlog (Matt Santoro Plus), nel “primo” vlog aveva parlato solo della morte di un amico: non aveva voluto specificare più di tanto, in attesa che si muovesse la famiglia, che si muovessero gli amici.
Poi, nel vlog successivo ha fatto il nome Dylan ma, a quel punto, l'avevo capito anche io, perché c'era stato un tweet di Scott Kinmartin che avevo visto, e infatti - nel vlog - Matt ha parlato proprio del Tweet di Scott Kinmartin e avevo subito capito della persona di cui si stava parlando: Dylan è l'host di Household Hacker.
Purtroppo Dylan ha avuto dei problemi, ha cominciato a fare delle scelte sbagliate nella sua vita, tanto che alcune persone si erano anche - un pochino - allontanate (Matt anche aveva cominciato ad allontanarsi un po' da lui, e altri youtuber), e questo mi ha lasciato capire subito qual è stato il motivo per cui i contenuti cominciavano a venire sempre meno spesso: questi problemi che ha cominciato a passare Dylan, che - purtroppo - sono risultati nella sua morte, pochi giorni fa.
Già il 2019 non era stato molto onesto con YouTube: nel luglio del 2019 abbiamo perso Grant Thompson, che è stato un grandissimo youtuber, uno degli youtuber storici della piattaforma, che è stato anche lo youtuber che ha avuto il coraggio di fare un passo indietro e di lasciare che il canale esistesse senza bisogno che lui fosse lì, presente, ogni giorno.
E questo 2020 ci ha fatto perdere un'altra delle figure storiche di YouTube: Dylan che, con un canale di tredici anni possiamo considerare uno dei primi canali YouTube di life hacks, praticamente.
Sono rimasto veramente senza parole quando mi è arrivata questa notizia: anche io sono rimasto senza parole, perché io ho avuto pochissima stima nei confronti di quella che era la piattaforma di YouTube Italia, fino al 2014~2015: infatti quando io ho iniziato #DdVotr parlavo moltissimo dei canali YT stranieri, perché seguivo pochissimi canali YT italiani; poi - nel corso del tempo - ho cominciato a scoprire tante nicchie interessanti su YT Italia e ho scoperto anche tantissimi creator che hanno voluto cercare di credere nella piattaforma italiana.
E sino a quel momento - appunto - frequentavo moltissimi canali e seguivo moltissime vicende di YT straniero (di YouTube America e di YouTube Canada, soprattutto), quindi ho visto crescere alcuni dei personaggi più particolari della YouTube straniera, ed è stato per me una cosa molto triste vedere - per esempio - il tributo a Grant Thompson di tantissimi youtuber che seguo da moltissimo tempo e che - appunto - si conoscevamo (moltissimi) fra di loro, e conoscevano tantissimi Grant, proprio per questo.
Grant conosceva Dylan, perché - naturalmente - due canali storici della piattaforma, due creator storici si sono incontrati varie volte, e vedere la foto twittata da Scott, di Grant e Dylan mi ha fatto veramente sentire un grandissimo senso di vuoto.
È incredibile vedere come una piattaforma che nasce per l'intrattenimento, che nasce per dare a tutti la possibilità di mettersi in gioco, abbia permesso a delle persone di farsi conoscere in tutto il mondo, di lasciare un segno a persone di tutto il mondo: chi avrebbe mai immaginato che un ragazzo dell'Oregon, che si è messo a fare video parlando di soluzioni veloci, avrebbe potuto essere - in parte - d'ispirazione per un ragazzo italiano che voleva cominciare a pubblicare video su YouTube Italia, e avrebbe potuto lasciargli questo grandissimo senso di vuoto quando, a seguito di quelle che sono state le sue scelte, quando a seguito di quelli che sono stati dei suoi problemi, ci ha lasciato?
È sempre difficile realizzare dei video di questo genere, e so che - comunque - molto probabilmente diversi creator parteciperanno nel realizzare anche un video di tributo a Dylan (tutti i creator che ha potuto conoscere, tutti i creator con cui ha potuto collaborare)… e niente, insomma: volevo condividere con voi questa notizia, perché non solo è un momento molto triste per la piattaforma di YouTube, ma è un momento molto triste anche per me, che seguivo questo ragazzo da moltissimo tempo, e che ho apprezzato tantissimo i suoi contenuti, e di cui - da una parte - potrò continuare ad apprezzare i contenuti che sono ancora presenti sul canale YT, e dall'altra Scott e alcuni amici vorrebbero riprendere il controllo del canale, vorrebbero continuare quella che è stata l'eredità di Dylan, un po' come sta avvenendo con The King of Random, continuando l'eredità di Grant.
Volevo condividere con voi questo stato d'animo, volevo raccontarvi di questo ennesimo momento oscuro nell'anno 2020; e visto che siamo a novembre, speriamo che il 2020, foriero di così brutte notizie, finisca velocemente, e che il 2021 possa essere portatore di più belle notizie, di più grandi novità, di più grandi cose, sicuramente migliori di quello che stiamo vedendo e vivendo in questo periodo.
Questo è tutto: vi ringrazio per avermi ascoltato in questo piccolo sfogo fino a questo momento e - più che invitarvi a fare pollice-in-alto - voglio invitarvi ad andare sul canale di Dylan ‘Household Hacker’, iscrivetevi, guardate i suoi video e condividete i suoi video: lasciamo che la memoria di Dylan possa continuare a vivere ancora.
Sono Grizzly, vi ringrazio e noi ci vediamo alla prossima: ciao a tutti!

domenica 15 novembre 2020

VLOG 345 InDaHouse: In quarantena, di nuovo!

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Benvenuti in camera, viaggiatori: sono Grizzly e questo è un nuovo episodio di Diario di Viaggio on
the road edizione InDaHouse!

Prima di continuare: sì, chiunque abbia pensato che incrociare gli elastici della mascherina chirurgica contribuisca a evitare l'appannamento degli occhiali ebbene ha ragione, come vedete dal fatto che sto parlando, indosso gli occhiali e gli occhiali non si stanno appannando, quindi decisamente il meccanismo funziona.
Detto questo, come mai sono in casa?
Beh, perché siamo in isolamento fiduciario, adesso vi spiego tutto quanto.
Anzitutto, visto che sono da solo (in realtà no: sono in compagnia degli orsetti, ma siamo familiari conviventi) a questo punto tolgo la mascherina, più che altro perché così riuscite a sentirmi un po' meglio.

Bene: anzitutto mia madre è risultata positiva al tampone, poco prima di fare l'intervento di cataratta, e quindi ci hanno messo: mia madre in quarantena e io, visto che sono un familiare convivente, in isolamento fiduciario.
Siamo in attesa di effettuare il tampone, che è previsto dopo dieci giorni dalla positività (quindi dovremmo farlo tra mercoledì e giovedì): dovrebbe chiamarci la ASP per andare a fare questo tampone.
Nel momento in cui risultassimo entrambi negativi, avremmo finito questo periodo di quarantena/isolamento fiduciario.
Al momento la situazione è perfettamente tranquilla: mia madre risulta completamente asintomatica (comunque stiamo tenendo sotto controllo la temperatura e la saturazione: sono tutte quante normalissime, ad oggi). Ho avuto modo - tra l'altro - di mettere sotto sforzo il pulsossimetro che ho comprato ben tre anni fa; questa è una storia molto divertente: ho comprato un pulsossimetro quando non era mainstream possederne uno!
Semplicemente perché un collega di protezione civile mi chiese di procurargliene uno dai negozi cinesi (da Cina o Hong Kong), ne ho trovato in offerta due su AliExpress: praticamente uno costava tipo sei euro, più cinque di spedizione; ne ho trovati DUE a dieci euro
con la spedizione gratuita, a quel punto ho detto:
-Beh: sai che c'è? Visto che uno costa, praticamente, quanto due, ne ordino due! Ti servono due?
-No: ne basta uno.
-Vabbè: allora uno lo tengo io.
E adesso sto potendo - tra l'altro - mettere sotto sforzo questo pulsossimetro: funziona in maniera più che decente, più che funzionale e sta dimostrandosi molto utile in questa situazione.
È una situazione complessa: letteralmente siamo tornati in lockdown; anche se la Sicilia è una regione - in questo momento - in Stato Arancione, al momento siamo fondamentalmente di nuovo in lockdown: siamo bloccati in casa, ci consegnano la spesa a domicilio, ci hanno portato anche degli amici qualcosa, tirandola su con il cestino (come si faceva nella fine dell'800) dal balcone, e così si deve gestire.
Sto riuscendo a gestire abbastanza bene il lavoro in smart-working, perché già adesso in moltissime situazioni si trattava di clienti che mi chiedevano assistenza in particolar modo da remoto; è un pochino più complessa l'assistenza tecnica per le persone che mi chiedono di venire a fare un sopralluogo o venire in ufficio per lasciarmi il computer: per ora, con l'aiuto e la grandissima collaborazione di alcuni amici che hanno un negozio di informatica, mi sto appoggiando a loro: sto mandando i miei clienti - per il momento - da loro, in attesa di notizie.
Come appunto dicevo, dovremmo andare a fare il tampone orofaringeo tra mercoledì e giovedì: se risultano tutti e due negativi (a me e a mia madre) abbiamo finito questo periodo di quarantena, altrimenti dovremo aspettare.
Per ora siamo ancora dentro i dieci giorni di isolamento fiduciario, e quindi per il momento restiamo, semplicemente, in attesa, e per questo resto in casa, resto bloccato in casa.
E la cosa che mi manca di più - devo dire, onestamente - sono le mie passeggiate all'alba in pista ciclabile, dove comunque ero da solo, ma avevo la possibilità di fare molto movimento, avevo cominciato a sperimentare una serie di cose…
Tra l'altro mi è arrivato un paio di auricolari Bluetooth stereo (quelli molto piccolini) che
avevo cominciato a sperimentare, ascoltando audiolibri durante le mie passeggiate in pista ciclabile, ma sono saltati.
Tra l'altro giovedì mi è saltata la live Twitch, proprio in pista ciclabile, perché non ci sono andato; non so se farò domenica la live da casa, giusto per spiegare agli iscritti di Twitch com'è la situazione e, visto che giovedì è previsto… tra mercoledì e giovedì dovrebbe essere previsto il tampone, tutto sta a vedere se mercoledì facciamo il tampone e risultiamo negativi, giovedì sarò di nuovo in pista ciclabile; se il tampone è previsto giovedì, giovedì mattina farò la live dalla mia camera: casomai metto in funzione OBS e questo lo si vedrà.
Per il resto che dire? A quanto pare la situazione è molto complessa: il COVID può colpire tutti quanti, sta cominciando a colpire tantissimi, naturalmente la situazione per mia madre è molto rischiosa perché, essendo una persona anziana, essendo una persona che soffre di ipertensione e di diabete, naturalmente è una categoria a rischio.
La fortuna, appunto, attualmente è che non c'è nessun sintomo, c'è solo la positività al tampone, e questo ci fa sperare bene, ci fa sperare che la situazione stia andando a seguire il decorso di essere, semplicemente, il tampone positivo e che quindi non si sviluppino sintomi nel corso del tempo.
Detto questo, la preoccupazione è tanta, e la buona volontà sicuramente è anche tantissima: per ora ci limitiamo ad attendere, quello che possiamo fare - purtroppo (il brutto di questa situazione) -
è semplicemente quello di rimanere in attesa di sviluppi, non possiamo fare altrimenti.
Come dicevo prima, visto che siamo letteralmente di nuovo in lockdown, stiamo cercando di gestire la cosa in maniera più tranquilla: stiamo cercando di gestirci un po' meglio, abbiamo dei passatempi, abbiamo YouTube, abbiamo la televisione, abbiamo l'ebook tutti e due, quindi abbiamo la possibilità - comunque - di riempire le nostre giornate: io la mattina mi dedico comunque al lavoro e cerco di evitare ogni genere di ulteriore distrazione, per il resto mi sto dedicando - piano piano - a fare altre cose per tenere la mente impegnata, quindi…
Tra l'altro ho anche qualche idea per sviluppare qualche video aggiuntivo (magari lo special di natale, magari qualcos'altro), insomma: vediamo un pochettino.

Ad ogni modo [sospiro] questo è tutto per il momento, quindi noi ci vedremo probabilmente ancora domenica prossima a casa, perché
ho intenzione di aspettare un attimo prima di pubblicare il video che ho già girato, prima di ricominciare a girare video in auto, quindi per il momento vediamo un po' com'è la situazione; poi - ripeto di nuovo - la Sicilia è una zona Arancione, quindi dobbiamo anche aspettare gli sviluppi, vedere che non si diventi, per di più, zona Rossa e quindi che questo possa peggiorare ancora di più la situazione, che è già complessa in questo momento.
Detto questo io sono Grizzly, vale il mio invito a fare molta attenzione a lavarsi bene le mani, utilizzate il gel alcolico, e utilizzate le mascherine dove è richiesto; per ora grazie per aver ascoltato questo mio sproloquio, come sempre mettete pollice-in-alto, condividete con gli amici, iscrivetevi per il Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ e, in compagnia di tutti gli orsetti (anzi… Bramble, vieni che mi fai compagnia: noi che possiamo ancora abbracciarci per questo momento) vi diciamo: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 8 novembre 2020

VLOG 344: Nirvana - quattro punti

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Benvenuti viaggiatori: io sono Grizzly.
Fuggendo inseguito da una tigre, un uomo arriva sull’orlo di un precipizio.
Si aggrappa a una radice e si lascia penzolare nel burrone.
La tigre sopra di lui lo fiuta, lui guarda in basso e vede un’altra tigre che lo fissa, allora lui guarda la radice a cui è appeso e vede che due topini si sono messi a rosicchiarla.
Allora lui guarda alla sua destra e vede una minuscola pianta con una fragola.
Una fragola rossa, matura. Stende la mano e la mangia.
La fragola era dolcissima.
Questo è uno dei ricordi che Lisa ha lasciato a Jimi, ed è una citazione al film di cui vorrei parlarvi oggi.
Nel 1997, in cronaca, ricordiamo un fatto molto importante: la morte di Lady D (e di Dodi Al-Fayed) e come la cronaca di quel periodo cercasse, anche, di continuare a parlare dei “giornalisti d'assalto” (dei cosiddetti paparazzi), di come - molto probabilmente - ci fosse una grande responsabilità dei paparazzi nell'incidente stradale.
Nel 1998 esce un film italiano, intitolato (guardacaso) “Paparazzi”, perché era stato un fatto di cronaca che aveva colpito tantissimo, quindi se n'era parlato tantissimo, dunque si cercava di cavalcare l'onda portandosi appresso un film che parlasse di quell'argomento.
Film - onestamente - molto discutibile: lo vidi in televisione più per curiosità che per altro e, sinceramente, me ne ricordo anche molto poco (anche particolarmente noioso).
Beh: oggi voglio parlarvi di un film; di un film di fantascienza, un film di fantascienza cyberpunk molto, molto particolare, e lo voglio fare perché è un film di fantascienza cyberpunk italiano.
Anzi: perché è il primo film di fantascienza cyberpunk italiano.
Cominciamo quindi questo nuovo episodio di Diario di Viaggio on the road.
[🎵🎶]

«Nirvana» è un film di Gabriele Salvatores del 1997, una co-produzione italo-francese e ha una serie di cose particolari: anzitutto è stato girato interamente a Milano; tutto quanto il film è girato negli ex stabilimenti Alfa Romeo di Portello, e tutte le scenografie sono lì dentro, il che lo rende qualcosa di veramente PAZZESCO, perché le scenografie sono allucinanti.
Noi abbiamo due realtà in questo film (adesso ve ne parlerò quando parlerò - velocemente - della trama) e le due realtà sono radicalmente diverse tra di loro, ma in effetti stiamo parlando dello stesso ambiente, della stessa scenografia.
E non solo Nirvana è il primo film di fantascienza cyberpunk italiano: essendo uscito nel 1997 è uscito prima di un paio di film che rappresentano delle «pietre miliari» nell'argomento della fantascienza cyberpunk.
Sto parlando de «Il Tredicesimo Piano» (di Rusnak) e della saga di Matrix, uscita con il primo film «Matrix» (delle Wachowski), e sono entrambi del 1999.
Tra l'altro sullo stesso argomento di Nirvana (questo paragone tra la realtà e il videogame) ci sarebbe anche eXistenZ, di Cronenberg, sempre del 1999.
E, nel caso de Il Tredicesimo Piano, io andai a vedere quel film al cinema con gli amici (mi invitarono gli amici ad andare a vedere quel film) e - uscendo dalla sala - la PRIMA COSA che ho pensato (veramente la prima: subito, uscendo dalla sala) è stata:
Beh: bello.
Però questa volta gli italiani (con Nirvana) ci sono arrivati prima!
Ma veramente: il Tredicesimo Piano non solo sembra ispirato alle varie opere di fantascienza cyberpunk (al lavoro letterario - non so - di Gibson e di Sterling, e di tanti altri autori; a cose alla Blade Runner e via discorrendo), ma soprattutto il Tredicesimo Piano sembra ispirato da Nirvana.
Vediamo la trama, velocemente e senza fare spoiler: abbiamo Jimi, che è un programmatore che lavora per  una grande multinazionale (la OKO-SAMA Starr); Jimi è un programmatore di videogame e sta lavorando a un gioco che dovrà uscire di lì a pochi giorni (per natale), che è il videogame Nirvana.
È sull'orlo della depressione: vive ancora una grandissima nostalgia di quella che è stata la sua vita passata e combatte con lo stress ogni giorno per arrivare a completare questo videogame.
Siamo negli ultimi giorni prima della data di consegna, quando un virus infetta il computer di Jimi.
Questo virus lascia un danno collaterale enorme: praticamente danneggia il videogame Nirvana, dando al personaggio principale di Nirvana, Solo, una coscienza.
Solo, un grandissimo Diego Abatantuono in questo caso: parliamo della seconda metà degli anni ’90, quando finiva di fare il personaggio un po' «caciarone» e comincia ad affrontare delle parti un pochino più serie; in questo film Abatantuono ha dato una prova d'attore veramente molto, molto bella: ha un che di grottesco, ha un che di comico, perché è un po' come un bambino, che sta cominciando a capire le cose, quindi c'è un po' il suo essere anche stupidino, però c'è anche questa prova attoriale che è molto, molto forte.
Guardando a film usciti successivamente, mi ha ricordato - un po' - come la prova attoriale di Jim Carrey in «The Truman Show».
Comunque abbiamo questi due paralleli: Jimi, programmatore, che sta sviluppando il videogame, e Solo, personaggio del videogame, che comincia ad avere coscienza di se stesso.
C'è un parallelo tra queste due vite: uno che vuole tornare al proprio passato e uno che vuole distruggere il proprio futuro, un parallelo molto interessante.
Con la trama mi fermo qui: sono le avventure che vivono questi due personaggi, sino all'apoteosi finale, che è molto bella: c'è una storia che concerne non solo - appunto - il cyberpunk (la tecnologia), ma anche una profonda analisi sociologica, quindi è una cosa che si rifà non solo alla fantascienza cyberpunk (a quelli che erano Gibson, Sterling e via discorrendo), ma anche a quella fantascienza sociologica, tipica magari di Asimov (non so: del Ciclo delle Fondazioni).
Vediamo a questo punto quattro punti su questo film: due certamente positivi, e due che… probabilmente dovrebbero essere negativi, ma li considero più che altro neutri: in qualche modo possono anche essere visti positivamente, ma per qualcuno magari possono essere dei punti negativi; comunque vediamo questi quattro punti sul film Nirvana.

Numero uno: è un film del 1997 (siamo nel 2020), quindi è un film che ha 23 anni. Nonostante abbia ventitre anni, posso dire che è invecchiato veramente benissimo.
A livello di effetti speciali non c'è tantissimo; qualcosa invecchiato male c'è: il portale che utilizza Jimi per fare le modifiche al videogame, che è plasticoso, molto alla Tron (forse anche un po' un omaggio alla grafica di quel periodo, ma diamolo per buono), ma per il resto quelle che sono le atmosfere, quella che è la scenografia, quella che è la storia… secondo me è invecchiato benissimo.

Punto numero due (per qualcuno negativo): strano questo paragone Christopher Lambert, che ha dato una grande prova attoriale nel ruolo di Jimi, e poi - come (tra virgolette) antagonista/compagno - Diego Abatantuono. Forse ci sarebbero potuti essere attori un pochino più adatti a questo ruolo, forse ci poteva essere qualcuno un pochino più funzionale, però - come ripeto - secondo me questa, per Diego Abatantuono, è stata una grandissima prova attoriale, e mi è piaciuto tantissimo anche un po' quel richiamo a quel suo personaggio caciarone, che è un po' come un bambino che sta imparando a capire le cose, a capire come funzionano le cose, che non gli piace questo gioco e lo vorrebbe cambiare: questo non è da sottovalutare, comunque.

Punto numero tre (positivo): è bellissimo il discorso dei paralleli che ci sono: Jimi che vuole tornare al passato, che vuole provare un percorso differente e Solo, che ha capito di essere un videogioco, e anche lui vuole provare qualcosa di diverso, vuole cercare di cambiare le regole del gioco.
Entrambi i personaggi cercano di cambiare le regole del gioco in maniera differente uno dall'altro, ma quello che vogliono fare è - comunque - ottenere la soddisfazione, ottenere il Nirvana finale: è - secondo me - un parallelo bellissimo.
Ma non solo questo: anche - appunto - il parallelo videogame↔realtà in tanti piccoli dettagli, che sono gustosissimi. C'è il videogame in cui Jimi dice a Solo
-Guarda: adesso devi stare attento ai cacciatori di organi!
Poi, assieme a Naima, che stanno girando nel mondo reale:
-E quelli chi sono?
-Cacciatori di organi!
Questa cosa è graziosa, secondo me.

Punto numero quattro (probabilmente per qualcuno negativo; io devo dire che lo trovo molto neutro): la tipizzazione di alcuni personaggi, nello specifico mi riferisco - soprattutto - a quella che dovrebbe essere la spalla comica: Joystick (Sergio Rubini); questo hackerino (lamerino), personaggio complesso alla Shock Waves…
Ah, già: voi non potete cogliere questo riferimento, almeno non finché non parlerò de I Segreti di #SPOILER, ma ne parlerò!
Questo hacker che parla con una fortissima inflessione dialettale pugliese: c'è questa scena, mentre stanno mangiando:
-Eh, m'ha mandat'un messagg, giù dala BBS!
È una cosa che a qualche nerd fa storcere il naso, però considero - per esempio - che questo discorso del dialetto, che diventa un modo di appropriarsi della realtà è presente anche in Matrix (è una cosa che si perde nel doppiaggio italiano): in Matrix i personaggi che vivono nella «vita reale» parlano questo slang molto estremo.
Diciamo che questo punto può essere visto negativamente: d'altronde in fondo Joystick è anche la macchietta comica, però - secondo me - questo discorso di aver tipizzato in questo modo i personaggi, anche Lisa che ha questo accento molto marcato, Joystick che ha questo accento dialettale molto marcato… secondo me avvicina più i personaggi a quel livello umano che vogliono rappresentare.

Insomma questo è Nirvana: se non l'avete visto, vi consiglio assolutamente di recuperarlo, è un film che merita veramente tantissimo, è molto piacevole, è molto moderno: nonostante - appunto - l'età che abbia, riesce a trattare un argomento molto profondo con leggerezza, con simpatia, con una serie di cameo simpaticissimi (c'è un Paolo Rossi che fa ‘il Joker’, che fa il bollettino - tipo quello meteo - delle sostanze stupefacenti! Compare giusto per pochi secondi su uno schermo TV, che è gustosissimo!)
Veramente molto, molto bello questo film, quindi dategli un'occhiata, mettetelo alla prova.
Voi che mi dite: l'avete visto questo film? Non l'avete visto? L'avete guardato molti anni fa e non ve lo ricordate?
Vi ho incuriositi e volete guardarlo? Non lo so: parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
ditemi un po' che cosa ne pensate, ditemi un po' che cosa pensate - in generale - della fantascienza cyberpunk: avete visto qualche film cyberpunk? Avete letto qualche romanzo cyberpunk? Avete letto - non so - Mirrorshades? Avete letto Il Neuromante, o qualcosa del genere?

Bene, io sono Grizzly: come sempre vi ringrazio per essere arrivati in fondo al vlog, vi ricordo di mettere pollice-in-alto e condividere con i vostri amici (anche su Whatsapp, Telegram e gli altri social), particolarmente con i vostri amici appassionati di fantascienza cyberpunk: vedrete che gradiranno!
Iscrivetevi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto. E sì: è bello pensare che - grazie alla tecnologia - uno s'iscrive a un canale YouTube e arriva un buon profumo nella realtà, anche questa è una cosa molto cyberpunk.
Seguite il canale Telegram (sul doobly-doo e sulla scheda) per notifiche, piccole curiosità e dietro le quinte. Infine lasciatemi un commento se vi piacerebbe che trattassi qualche argomento particolare su #DdVotr
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 1 novembre 2020

VLOG 343: Il Phone Phreaking #OperazioneNostalgia

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
L'elettronica di consumo è diventata qualcosa - letteralmente - alla portata di tutti: l'esistenza di microcontroller come Arduino permettono a chiunque di sperimentare, di realizzare piccoli circuiti, di scoprire anche piccole grandi nuove soddisfazioni.
E stiamo parlando di microcontroller che sono in grado di svolgere dal compito più stupido (come far lampeggiare un led) al compito più complesso, come - letteralmente - pilotare una stampante 3D.
Naturalmente non è stato sempre così, e l'elettronica ha subito uno sviluppo (molto lento) nel corso del tempo.
Per esempio nella seconda metà degli anni '60, a livello elettronico, erano pochissime le cose che si potevano fare: nella rete telefonica una delle grandi innovazioni era stata l'introduzione del «relè rotativo», che permetteva di sostituire il centralinista che doveva muovere manualmente le permute telefoniche con questo relè (il «Commutatore Strowger»), che spostava la permuta telefonica in base a un determinato numero di impulsi elettrici ricevuti sulla linea.
Con il concetto di avere a disposizione una linea, dove inviare un segnale analogico si è cominciato a pensare - per esempio - di inviare dei toni (a determinate frequenze) per inviare dei “comandi” alla rete, che permettessero di fare qualcosa in più.
All'inizio si sviluppò - per esempio - un meccanismo con un circuito che riconosceva un tono a una determinata frequenza e, quando riceveva QUEL tono a QUELLA determinata frequenza, semplicemente (molto banalmente) eccitava un relè.
Sembra una cosa stupida, ma permetteva di fare tantissime cose, perché permetteva di comandare dei circuiti senza una persona che fosse lì presente a girare, manualmente, un interruttore ed era - quindi - una GRANDE innovazione.
Questa tipologia di segnalazione, sulla linea analogica, è chiamata ‘Protocollo di segnalazione tonale’.
Ce ne sono stati tantissimi, nel corso del tempo: il primo (il più basilare) è stato - appunto - quello ad UN TONO, che ovviamente aveva la limitazione che permetteva di controllare solo un singolo circuito, un singolo relè.
Ecco quindi che si è cominciato a sviluppare qualche meccanismo un pochino più complesso, per esempio con l'invio di DUE TONI differenti, per creare delle segnalazioni che permettessero, tramite il principio della combinazione, di comandare più relè.
Poi si è diffuso un meccanismo a DUE TONI più DUE TONI, per avere un “Segnale di Attenzione” di un circuito e poi il comando a QUEL determinato circuito.
Sino a un protocollo, che è arrivato sino ai giorni nostri, che è il cosiddetto Protocollo di segnalazione selettiva a Cinque Toni: ci sono dei toni (ognuno corrisponde semplicemente a un numero), banalmente come i toni delle cifre telefoniche sui telefoni di rete fissa, e quindi sul circuito avremo dei meccanismi che “rispondono” a determinati comandi numerici, molto semplicemente.
Per esempio sul sistema radio della protezione civile utilizziamo il protocollo di segnalazione a cinque toni per inviare una serie di comandi al ponte radio o, banalmente, per esempio per “chiamare” una radio (far squillare una singola radio).
[sequenze di toni 🎶] [squillo]
Bene: oggi voglio approfondire questo discorso della segnalazione tonale sulle linee analogiche (in particolar modo sulle linee telefoniche) perché ho intenzione di affrontare l'argomento «Phone Phreaking» in questo nuovo episodio di Dario di Viaggio on the road #OperazioneNostalgia
[🎵🎶]

Nella seconda metà degli anni '60 un certo John Draper fece una scoperta interessante: non tanto quella che immettendo un tono a 2600Hz sul telefono durante la conversazione telefonica (durante le chiamate interurbane) [tono♪] cadeva la linea, ma in particolar modo che un fischietto - che veniva dato in omaggio con una scatola di cereali Captain Crunch
(letteralmente Capitan Croccante: bellissima questa marca! Perché non abbiamo dei cereali “Capitan Croccante” in Italia?)
Scherzi a parte, se uno mentre era al telefono, durante un'interurbana, suonava questo fischietto vicino al telefono, la linea sarebbe caduta.
Questo anche perché la rete telefonica utilizzava la segnalazione tonale per inviare comandi alla rete, c'erano dei filtri passa-banda per evitare che i comandi della rete arrivassero sino al telefono dell'utente, ma l'elettronica era talmente basilare che molti filtri passa-banda potevano essere attraversati in una sola direzione, quindi dalla rete solo verso il telefono dell'utente; ma se dal telefono dell'utente si provava a immettere un tono, questo arrivava tranquillamente alla rete.
In base a questo ragionamento cominciarono a svilupparsi dei dispositivi, uno dei più famosi è stata la Blue Box: un dispositivo che inviava dal telefono dell'utente dei comandi direttamente al gestore delle permute telefoniche.
E questo ha la sua importanza, perché che cosa succedeva quando effettuavi una conversazione telefonica? Quando tu facevi la chiamata, il permutatore riceveva i comandi dalla rete (per esempio dalla tastiera telefonica), quando qualcuno chiudeva (quando era finita la conversazione), da una parte arrivava questo tono a 2600Hz [tono♪] che diceva alla rete "Ok: la conversazione è finita" (e quindi poi l'utente chiudeva il telefono), però se eri tu a inviare questo tono, il permutatore restava comunque in linea (perché il permutatore non si «spegneva» mai: semplicemente era pronto a ricevere comandi): eri TU ad aver fatto credere alla rete che la conversazione era finita, quindi faceva cadere la controparte, ma tu restavi collegato al permutatore e a questo punto potevi inviare un comando al permutatore e reindirizzare la chiamata da un'altra parte.
La chiamata veniva addebitata quando tu la cominciavi dalla tua rete, quindi se tu avessi chiamato un numero telefonico gratuito (uno dei cosiddetti «Numeri Verdi») non avresti avuto nessun addebito telefonico, e quindi tu:
  • componevi il numero verde;
  • inviavi il tono a 2600Hz;
per la rete la conversazione si era conclusa, però tu eri ancora collegato al permutatore attraverso un canale per "chiamata gratuita"
  • dicevi al permutatore di inviare la chiamata da UN'ALTRA PARTE;
  • il permutatore, obbediente, ti inviava la chiamata;
  • e tu completavi la tua telefonata senza aver pagato.
Il Phone Phreaking è stato un meccanismo utilizzato proprio per questo: per effettuare delle chiamate gratuite, delle chiamate a scrocco.
In Italia ha funzionato parecchio tempo: abbiamo le prime testimonianze che concernono - diciamo - la seconda metà degli anni '80, sino più o meno alla seconda metà degli anni '90.
Piano piano i meccanismi per l'invio delle chiamate nell'ambito locale e nell'ambito nazionale non utilizzavano più questa tipologia di segnalazione, perché comunque nel frattempo si evolveva anche la tecnologia elettronica; ma per quanto concerneva, invece, molte tipologie di chiamate internazionali (soprattutto quelle che dovevano passare dal satellite): i satelliti erano stati progettatti molto tempo prima, erano stati inviati molto tempo prima e molti di questi satelliti utilizzavano questi protocolli di segnalazione analogica, quindi se tu avessi potuto trovare un modo per occupare il permutatore telefonico di un satellite, avresti potuto convincere la rete ad effettuare una chiamata internazionale via satellite gratuitamente… se trovavi modo di farlo con una chiamata gratuita. E il modo c'era, era quello - per esempio - di telefonare a questi numeri per l'operatore della tua nazione, che sono i numeri che si chiamavano per poter effettuare quella che era la chiamata a carico del destinatario, oppure la chiamata con addebito su carta di credito: dovunque tu ti trovavi nel mondo facevi un numero di telefono, ti rispondeva un'operatore della tua nazione, venivi collegato a quell'operatore attraverso la linea satellitare, ma la chiamata era gratuita, quindi quello che facevi era "occupare il satellite", ma quando ti rispondeva l'operatore, interrompevi la comunicazione con la segnalazione tonale e inviavi il comando per far girare il permutatore da un'altra parte.
Si era imparato anche un trucco, che ti permetteva di capire quando eri collegato al satellite, poco prima che ti rispondesse l'operatore, perché quando facevi la chiamata, per esempio chiamavi il numero verde per l'operatore dell'Israele, sentivi lo squillo, due click (che erano la segnalazione tonale con il filtro passa-banda) e poi ti rispondeva l'operatore.
Quindi quello che sentivi, per esempio, era:
[Tuuuuu]
[cli-click]
שירות בינלאומי, שלום
eh: quanti ricordi!
Subito dopo quel doppio click, potevi già inviare la frequenza, perché quello che sapevi era che a quel punto il satellite era intervenuto (se lo facevi prima, cascava la linea ma non avevi a disposizione il permutatore satellitare).
Non solo il sistema ha funzionato sino alla prima metà degli anni '90, ma addirittura in un episodio della serie X-Files (un episodio scritto da Tom Maddox e William Gibson), intitolato “Intelligenza Artificiale”, in lingua originale “Kill Switch”, undicesimo episodio della quinta stagione [s05e11], a un certo punto vediamo Mulder e Scully che si incontrano in un aeroporto e Mulder che dice:
Sono stato attento per la telefonata: sono sicuro di essermi fatto insultare da un operatore del Costarica
E sì: sta proprio dicendo che ha chiamato con il satellite del Costarica e ha utilizzato la Blue Box per rinviare la chiamata.
Insomma il phone phreaking: tendenzialmente inviare dei suoni attraverso la cornetta telefonica per riutilizzare la rete telefonica a proprio piacimento.
Voi ne eravate a conoscenza? Vi ricordate qualcosa di questo genere?
Sapevate che - oltre alla Blue Box (che faceva questo) - c'erano ALTRI apparecchi (la Red Box, la Black Box…) per giocare - sempre - con la rete telefonica, con altri sistemi?
Hanno funzionato per moltissimo tempo, poi - con l'avvento delle reti digitali - tutto quanto è cambiato: i protocolli di segnalazione passano su un canale separato, quindi OVVIAMENTE non è più possibile inviare comandi attraverso la linea telefonica, ma è stato una parte importante del passato del sistema telefonico mondiale.
Bene: sono curioso di sapere se avevate sentito parlare di queste cose, se avete visto quell'episodio di X-Files e ve lo ricordate, o se sapevate, appunto, che una volta la rete telefonica si basava sul protocollo tonale.
Io sono Grizzly, questo era #OperazioneNostalgia
Come sempre vi invito a mettere pollice-in-alto, condividere questo vlog, iscrivetevi al canale, noi ci vediamo alla prossima puntata: ciao a tutti!

sabato 31 ottobre 2020

VLOG speciale Halloween: Fuoco, purificaci tutti

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Non riuscirai a comprenderlo in tempo. Ma non ti preoccupare, non ti servirà a molto comprenderlo. Non è per te che è stato scritto, o pensato, o semplicemente concepito.
Forse. Ma comunque è stato concepito. E se qualcuno è stato in grado di pensarlo, qualcun altro potrà anche svelarne i segreti, e non vedo perché non potrei essere io, quel qualcuno.
Lo guardai di sottecchi, con l’attenzione rivolta allo schermo del terminale portatile anche per non soffermarmi sulla terribile visione d’insieme: era sporco, indossava abiti lerci e consumati, aveva due scarpe differenti, la barba incolta di almeno tre settimane… solo a guardarlo faceva tanto di quel ribrezzo da farti venire voglia di allontanarti di almeno cento metri, e persino l’odore che emetteva ti faceva valutare seriamente quella ipotesi.
Ma lo ammiravo. Lo ammiravano tutti. Era un mito.
Seduto su una pietra infangata con le gambe incrociate, sulla vetta della collina, le mani consumate dal lavoro sulla terra, un sigaretto consunto e fetente che teneva fra le dita tremolanti della mano sinistra… e gli occhi.
I suoi occhi blu, profondi.
Come il più misterioso degli oceani. Come l’immagine rilassante del cielo nello sfondo dei sistemi multilivello, basati su una nuova versione del sistema operativo.
I suoi occhi ti lasciavano senza fiato.
Aveva l’espressione rilassata, l’aspetto di un vecchio agricoltore sul suo terreno, che si gode una meritata pausa dopo una giornata trascorsa sui campi.
Ma i suoi occhi.
Avevi paura dei suoi occhi.
Pensavi che ti avrebbe potuto uccidere con i suoi occhi.
Ucciderti. Con la sola profondità del suo sguardo, anche a miglia e miglia di distanza.
Riportai lo sguardo che fugacemente si era soffermato su di lui, sul terminale.
Gli eventi degli ultimi sei giorni avevano cambiato completamente la mia vita: mentre osservavo quei simboli, il mio raziocinio sapeva che avrei dovuto occuparmi di decifrare quel codice, ma la mia mente divagò quasi subito, tornando al primo giorno. Tornando a come era cominciato tutto quanto.
E come non tornare indietro? Era passata meno di una settimana, da quando era cominciato tutto quanto.
Il mio nome, non ha importanza. Quello della larva umana che mi stava davanti con quegli occhi blu fumando un minibido, neppure.
Numeri. Ecco quello che siamo: solo numeri, solo bit.
Io sono stato un numero uno, nel mio campo. Nel mio piccolo.
Ho una famiglia.
Una moglie amorevole. Una magnifica bambina di sette anni.
Una casa: una bella villa in periferia, dotata di ogni comfort.
Auto sportive. Moto, computer, dipendenti.
Un intero impero nelle mie mani.
Che schifo!
Ora che guardo l’uomo che è stato (ed è) la guida spirituale per tantissimi, provo schifo e vergogna per me stesso.
Sono arrivato a questo punto con anni di duro lavoro e sudore della mia fronte, senza dover mai dare conto a nessuno di quello che facevo. Come lui. Sono riuscito a superare molte sfide, molte analisi, grazie al raziocinio. Grazie alle conoscenze in ambito tecnico ma, soprattutto, grazie alla mia mente fredda e matematica. Anni di tecnologie sempre più evolute hanno insegnato a tutti come appiattire la vita e renderla un lento e noioso fluire dalla mattina alla sera nel solito tran-tran quotidiano.
Un lento e noioso fluire dei giorni, delle settimane, dei mesi, degli anni.
Novità?
No, le solite cose, sai.
E invece no! Porcaccia miseria: per una volta no!
Non dopo aver visto come chiudere con tutto e con tutti, non quando è finalmente possibile scandire la propria vita senza temi, senza titoli, senza 140caratteri, senza la tastiera del computer, senza smartphone, senza terminale, senza terminazione, senza corrente elettrica, perché no?
Il raziocinio. Ritrovare raziocinio: scoprire che la mente umana è un’arma meravigliosa e terribile, anzi riscoprirlo. Scoprire che forse la radice quadrata di 78432 non è «batteria della calcolatrice scarica». Anzi no, scoprire proprio che non serve una macchina per tenere in esercizio la mente.
Isolamento.
Questo ci vuole, per capire, per pensare, per ragionare. No… isolamento per sentire i propri pensieri, per sentire in mezzo alle onde wi-fi, bluetooth e hyperlan che c’è ancora del raziocinio. Che l’uomo può ancora pensare. Che esiste ancora la fantasia.
Sei giorni fa ho lasciato tutto. Ho lasciato tutti. Ho lasciato tutti e tutto, e sono entrato nel “monastero”.
Che bel nome. Antico, altisonante. D’altronde, mi hanno detto che l’edificio molti, tanti, troppi anni fa ospitava proprio un monastero. E ora quello che serve è solo il silenzio, una cella fredda, un letto duro, e niente tecnologia: niente corrente, niente telefoni, niente terminali, niente di niente.
Le notti a lume di un mozzicone di candela e i giorni scanditi solo dallo scorrere del sole e dal bisogno di respirare a pieni polmoni, a stretto contatto con la natura, sono duri. All’inizio per tutti sono duri: il primo giorno è quello in cui decidi se hai carattere, se sei carismatico. Molti vengono al monastero, pochissimi superano il primo giorno. Io sono il Priore. Da quando uscirai da questa cella, sarai solo tu, la tua mente e gli altri, se vorrai rapportarti con loro: qui infatti vige solo una regola: coloro che alzano il cappuccio del saio sulla testa applicano il silenzio. Non potrai parlare con loro: loro non parleranno con te.
Che belle parole. Alzai il cappuccio sulla testa non appena giunsi all’arcata della porta per uscire, e da allora, per tutti i sei giorni di permanenza, non lo abbassai mai.
Il primo giorno passò. Lento, omologo, poco efficace, e il terrore che mi fece tremare la colonna vertebrale fu quello che in qualche modo nel monastero si cooperasse solo per costruire l’ennesimo cliché di vita preconfezionata e dettata da regole di ripetitività generica. Ma superai il mio primo giorno, dimostrando una forza d’animo mai vista in anni di monastero.
Nessuno me lo disse, perché – invitando a rispettare la mia scelta del silenzio – portavo sempre il cappuccio del saio sdrucito ben alzato sul collo e sui capelli corti e spettinati, che in quei sei giorni giunsero pure a un opportuno livello di lerciume, non dissimile a quello del personaggio che ora, alla fine di tutto, mi stava osservando. Anche una settimana di barba cominciava a darmi fastidio, ma era una sensazione lontana, assente.
Gli ero vicino lo stesso. Nonostante il fetore che emanava. Nonostante desse l’impressione di essere un pazzo. Ma gli stavo vicino perché avevo provato quelle sensazioni anche io. E io avevo assaggiato la profondità di quello stato dopo sei giorni; pur sapendo di non avere la forza di affrontare una vita di privazioni, ascetica come quella della nostra guida spirituale, lo ammiravo.
Lo ammiravo proprio perché aveva trovato il coraggio di allontanarsi da tutto. Di allontanarsi così tanto da essere riuscito a capire il passato, il presente e il futuro della tecnologia, senza neppure bisogno di esserne a contatto.
Il secondo giorno rimasi a passeggiare nel giardino interno del monastero. Cercavo di mettere in ordine la mia testa. Cercavo di trovare il bandolo della matassa di pensieri e ragionamenti che – finalmente – urlavano dall’interno del mio cervello cercando di uscirne tutti assieme appassionatamente.
E fu dura, ma – quando giunsi alla sera e mi ritirai nella mia cella, in attesa di addormentarmi sul duro letto di pietra e fieno – cominciavo già ad assaporare un senso differente del tempo.
Non cercare di trovare segni di una profondità disarmante. Non immaginare chissà quali allitterazioni metafisiche, né intricate e poco controvertibili formule trigonometriche sviluppate in codice esadecimale o che coinvolgano magari anche l’insieme dei numeri complessi coniugati: la strada è molto meno complessa di quanto possa apparire al primo sguardo. Non è una strada semplice, e non a caso ti dico che sinora in centinaia di anni che si tramanda questo codice, nessuno è mai riuscito nell’intento. Cadiamo nella superstizione, nella leggenda e profezia che vuole dell’esistenza di un uomo dalla mente contorta eppure pura, forse un pazzo. Un uomo che potrà decifrare questo codice senza bisogno di studiarlo. Un codice concepito da una mente superiore…
No. Non è opera di una mente superiore: è opera di una mente libera, ma inferiore. Vuoi la verità? Quello che non vi tramandate dai secoli è un rasoio di Occam: questo codice è stato concepito da un uomo che non ha mai conosciuto la tecnologia, la tecnica e la matematica. Nulla. Forse da un uomo che non era neppure in grado di leggere né scrivere, o fare di conto.
Il terzo giorno. Oh, il terzo giorno: come mi ricordo il terzo giorno. Come dimenticarsi quel giorno in cui uscii dal monastero solo per passeggiare fino al limitare del bosco? Solo per scoprire che c’è ancora un sole che splende alto nel cielo, solo per scoprire che ci sono ancora uccelli che cinguettano. Per scoprire che la natura esiste, e va avanti secondo un disegno che non si può sintetizzare in una formula matematica. Che non si può sintetizzare in 140 caratteri, che non si può far diventare un concetto.
E il quarto giorno, che semplicemente passò.
E il quinto.
No. Il quinto no, il quinto fu il giorno difficile: sapevo che mi rimanevano solo ventiquattro ore prima di dover incontrare di nuovo il maestro. Sapevo che avrei dovuto trovare una risposta, e che la risposta non era solo e semplicemente dettata dalla quiete interiore… che non era solo dettata dai miei pensieri che finalmente avevano trovato il loro spazio e la loro realtà, senza bisogno di urlare per cercare di venire fuori da una mente offuscata dai tempi e dai ritmi della tecnologia.
Ma quel sesto giorno, all’alba, fu il giorno. Ero uscito di corsa dalla cella, di nascosto. Avevo camminato per delle ore fino ad arrivare dal maestro. Ero sudato, la bocca impastata, la gola riarsa. In piedi, davanti al maestro guardavo il terminale e leggevo il codice.
No.
Guardavo il terminale, tenendolo in mano come un oggetto sconosciuto.
Solo sei giorni avrebbero potuto cambiare radicalmente la mia vita, il mio rapporto con la tecnologia, forse persino il mio rapporto con l’intero universo.
Ma poi, all’improvviso, tutto divenne chiaro. Come se quell’accozzaglia di caratteri casuali fosse diventato all’improvviso uno di quei pensieri-in-140-caratteri da social network tanto di moda. Breve, conciso, forse persino ridicolo.

domenica 25 ottobre 2020

VLOG 342: Come farsi spedire pacchi dalla Cina

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
Nella trasmissione “Zelig” c'era uno sketch di Ale & Franz: tutti e due facevano i gangster e c'è questo sketch in cui c'è questo vicoletto, con un'enorme scatolone.
Arriva Franz, si guarda intorno, guarda l'orologio:
-Ma dov'è finito?
Si spalanca lo scatolone e viene fuori Ale:
-Eccomi: son qua!
E lui lo guarda e gli fa:
-E che… che ci facevi lì dentro?
-Beh: me l'hai detto tu di venire qui spedito!
Scherzi a parte (comunque molto simpatica questa cosa) oggi vorrei parlarvi di spedizioni, nello specifico di spedizioni dall'estero, nel molto più specifico di spedizioni dalla Cina (e dai paesi di «derivazione cinese» come Hong Kong, Taiwan, Singapore e via discorrendo), perché sono i paesi con cui faccio grossi business attraverso eBay, attraverso AliExpress, attraverso Banggood e portali di questo genere; perché scegliere la giusta spedizione - magari spendendo quel dollaro in più - può essere la differenza tra ricevere qualcosa, forse, tra quattro mesi o riceverla, magari, in due~tre settimane.
Per cui cominciamo questo nuovo episodio di Diario di Viaggio on the road.
[🎵🎶]

Nella saga di Ritorno al Futuro, Emmett Brown si lamenta - più o meno velatamente - del servizio postale: c'è questa scena, molto gustosa, nel secondo film, in cui smette di piovere esattamente al secondo in cui ha detto e lui dice:
-Ahhh: il servizio meteo. Magari il servizio postale fosse così affidabile!
Ma quello era il «futuro» (era il 2015), adesso che siamo nel 2020… beh sì: c'aveva ragione Emmett Brown, niente da aggiungere!
Tra l'altro la pandemia in corso sta rallentando ancor di più le operazioni postali: ho come l'impressione che i postini stiano cercando di trovare la soluzione per fare le consegne dei pacchi in Smart Working!
Ma comunque parliamo di spedizioni dai paesi orientali, parliamo di spedizioni dalla Cina (per noi appassionati di acquistare tutto da eBay internazionale, da Bangood o da AliExpress, o da TomTop o da altri portali) e quindi spedizioni che tu ordini il pacco e… poi si vedrà quando arriverà, giusto?
Beh: quasi. Perché ci sono delle spedizioni che funzionano un pochino meglio e ve ne parlo oggi.
E lo so che ci sei tu, che starai pensando:
Ehhh, ma tanto io c'ho AmazonPrime: mi ordino le cose in un attimo su Amazon, massimo domani sono qua!
Già. Quando però non succede il piccolo incidente di percorso: quando ordini e ti dicono che è stato spedito e noti quella piccola scritta (proprio: in piccolo!) che ti dice:
Venduto da Amazon e spedito da…
… Den Xiao Ding Kachang… petang… petauro… petardo…
Machenesò? Io l'unico cantonese che mastico è il riso: se volete consigli sul cinese, chiedete a Barbaroffa!
Quando si spedisce un pacco, dalla Cina verso l'Italia, le cose vanno molto lentamente: i tempi medi di consegna variano da uno a due mesi, anche se possono essere più brevi (in determinati casi) e molto più lenti in altri casi; il mio record personale - al momento - è quello di un pacco ordinato alla fine di maggio (più o meno) e che è stato consegnato all'inizio di ottobre. 😱
E questo punto del pacco di cui ho il tracking è il discorso che voglio farvi oggi: le spedizioni dalla Cina non sono, semplicemente, una busta con un francobollo sopra infilata in una cassetta postale e “quando arriverà, arriverà”: vi sono delle spedizioni che possono essere tracciate lungo tutto il percorso, sino alla consegna finale; vi sono delle spedizioni che - oltre a fornire il servizio di tracciatura - sono abbastanza veloci; vi sono delle spedizioni che forniscono servizi di tracciatura solo parziali…
Cominciamo dalle spedizioni non tracciabili: tutte le spedizioni economiche sono l'equivalente di appiccicare un francobollo, infilare in una cassetta postale e sperare che arrivi.
Ormai si usano pochissimo, soprattutto per le spedizioni internazionali, perché dovresti coprire completamente il pacco di francobolli, un po' alla Harry Potter (anche se ammetto che i francobolli cinesi sono veramente molto belli!).
Ma diciamo che una delle spedizioni più economiche, eppure funzionali, che si utilizzano sono quella categoria di spedizioni parzialmente tracciabili: si può tracciare il pacco sino a quando lascia il paese di origine (in alcuni casi, sino all'arrivo alla dogana del paese di destinazione).
Fra i più diffusi abbiamo YANWEN, che è uno dei sistemi più economici di spedizione (tra l'altro YANWEN è utilizzato da moltissimi venditori su AliExpress: praticamente la modalità di spedizione chiamata «CAINIAO Economy» che viene operata da YANWEN).
Mediamente una spedizione con YANWEN impiega dai 45 ai 60 giorni, dal momento in cui il pacco viene spedito in Cina al momento in cui arriva a casa nostra.
Certamente è una cosa molto lenta, ma considerate che è quella categoria di spedizione che andate a pagare - magari - 10 centesimi.
Poi abbiamo le spedizioni standard ma tracciabili (i tempi di consegna restano sempre tra i 45 e i 60 giorni, ma il pacco è tracciabile lungo tutto il suo percorso): per esempio ChinaPost Air Mail, oppure Hong Kong 1st Class (la versione equivalente al ChinaPost Air Mail da HK), abbiamo Singapore Registered Article (ma di questo adesso ve ne parlo un attimo meglio) e abbiamo - talvolta - degli spedizionieri europei che offrono il servizio di spedizione dalla Cina.
Sono molto diffusi, per esempio le poste olandesi (PostNL), le poste svizzere (SwissPost), le poste belga (bpost), quelle svedesi (postnord)…
Tutti questi pacchi viaggiano in Cina (o nel paese di origine) come una spedizione specifica di quello spedizioniere, ma quando entrano in Italia, viaggiano nel circuito delle raccomandate italiane: sono tracciabili su DoveQuando ed è possibile avere - in ogni momento - la posizione del pacco; tra l'altro utilizzando l'app 17track (che io uso tantissimo) è possibile avere entrambe le informazioni, quindi lo stato dell'origine e lo stato della destinazione, perché lui traccia su entambi i portali.
Dopo di queste, abbiamo le spedizioni espresse economiche: sono delle spedizioni che - di solito - nel paese di origine viaggiano come un pacco standard (o un pacco più o meno veloce) ma, in particolar modo, nel momento in cui entrano in Italia, viaggiano sul circuito di un corriere espresso (per esempio sul circuito di EMS o di SDA).
Tra questi, come spedizioni molto veloci dalla Cina, citiamo sicuramente ‘epacket’: quando arrivava in dogana, impiegava da una settima a dieci giorni ad arrivarmi a casa, costa circa il doppio rispetto a ChinaPost, ma era molto diffuso.
Un'altra tipologia di pacco abbastanza veloce è un prodotto di poste italiane servito all'estero, lo usano tantissimi venditori di AliExpress (lo usa lo stesso AliExpress: quello che si chiama «AliExpress Standard Shipping»), ed è CronoPoste.
CronoPoste è un prodotto italiano che sulle poste cinesi viaggia come un pacco prioritario e, nel momento in cui entra in Italia, innanzi tutto entra nella dogana di Bologna (e non in quella di Milano, quindi ha delle procedure di sdoganamento un tantinello più veloci), viaggia sul circuito di SDA, quindi generalmente è abbastanza veloce.
Di nuovo: adesso con la pandemia le cose stanno andando un pochino più lentamente.
Infine abbiamo i classici corrieri espressi, quelli più utilizzati dalla Cina all'Italia sono: sicuramente DHL, che è quello con cui mi sono trovato meglio, perché è un tantino più costoso degli altri (una spedizione con DHL arriva a costare $ 30, anche se l'oggetto che state comprando costa $ 3), però arriva - veramente - in una settimana (massimo dieci giorni).
Poi c'è UPS: costa un po' di meno di DHL, ma risulta essere un tantinello più lento di DHL: dove DHL arriva in una settimana~dieci giorni, UPS mediamente arriva in un paio di settimane, però - appunto - costa meno di DHL.
Oppure alcuni venditori utilizzano FedEx (utilizzano la ‘versione irlandese’ di FedEx, perché è un prodotto offerto - appunto - dallo spedizioniere europeo), e in Italia viaggia sul circuito di SDA; anche questo sempre una~due settimane per arrivare.
Singapore Registered Article è una forma di spedizione particolare: l'ho usata per tantissimo tempo, l'ho chiesta a tantissimi venditori (soprattutto su eBay) perché - fondamentalmente - per qualche strano motivo impiegava tre~quattro giorni (dal momento in cui veniva spedito) a lasciare Singapore, altri due~tre giorni ad arrivare alla dogana italiana e - mediamente - meno di una settimana per arrivarmi a casa.
Cioè una spedizione con Singapore Registered Article mi arrivava in meno di due settimane: la velocità di DHL al costo di un paio di dollari!
Ha funzionato così per tutto il 2017, tutto il 2018 e parte del 2019, adesso per qualche motivo si è - di nuovo - “associato” alla velocità standard: adesso le spedizioni standard dalla Cina impiegano mediamente dal mese ai due mesi per arrivare, poi - ripeto - con la pandemia le procedure purtroppo si sono rallentate un pochino.
Insomma queste sono le spedizioni cinesi, quindi se dovete comprare qualcosa dalla Cina vi consiglio - dove possibile - di scegliere quantomeno (come spedizione economica) ChinaPost Air Mail (o Hong Kong 1st Class), che è una ‘raccomandata cinese’: viaggia in Italia sul circuito della raccomandata, impiegherà sempre quel mese~due mesi per essere consegnato, però quantomeno avete un'idea dello stato del pacco, avete un'idea di dov'è andato a finire e se il venditore è disonesto, come purtroppo mi è successo, quando - a un certo punto - vedete che il pacco, invece di essere consegnato nella vostra città, improvvisamente risulta consegnato, magari, a Pinerolo, avete la prova che il venditore ha dato il tracking sbagliato.
Altrimenti se, per esempio, comprate da AliExpress, vi consiglio - dove possibile - di scegliere AliExpress Standard Shipping: tende a costare un po' di più (mediamente dai $ 4 agli $ 8 a seconda dell'oggetto che state acquistando, o della quantità di oggetti che state acquistando): il pregio è che dal momento in cui il pacco viene spedito (viene consegnato in mano al corriere espresso) al momento in cui arriva in dogana passano - mediamente - una decina di giorni, e dalla dogana alla consegna finale viaggia sul circuito di SDA, tendenzialmente impiegherà due~tre giorni dalla conclusione delle operazioni doganali (quindi mediamente un'altra settimana~dieci giorni da quando entra in dogana a quando vi arriva a casa).
Di nuovo: in questo periodo di pandemia la consegna CronoPoste - purtroppo - è un pochino rallentata ma, finita la situazione complessa in cui ci troviamo, le cose dovrebbero tornare a funzionare a pieno regime.
Insomma queste sono le spedizioni utilizzabili dalla Cina per ricevere la roba in Italia: le conoscevate? Oppure ogni volta che avete comprato qualcosa dalla Cina avete chiuso gli occhi, tappato il naso e clickato a caso
Speriamo che il pacco mi arrivi e quando arriva, arriva!
Sapevate che - appunto - esistono tutte queste forme di spedizione, alcune più veloci, alcune più lente, o quando avete bisogno di comprare qualcosa e vi serve molto velocemente, semplicemente pagate una quantità abnorme di denaro per il corriere espresso?
Almeno mi arriva entro pochi giorni!
Non lo so: voi non comprate la roba dalla Cina? Vi è capitato la fregatura (che ho detto) su Amazon di comprare una cosa che, poi, in realtà viene spedita dalla Cina?
Parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Che altro aggiungere? Vi ringrazio per essere giunti spediti sino in fondo al vlog 😁
Se sono riuscito a farvi conoscere qualcosa di utile per i vostri acquisti dalla Cina, allora vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere con i vostri amici, anche su Whatsapp, Telegram e le altre app social, particolarmente con i vostri amici che comprano tantissime cose dalla Cina.
Iscrivetevi al canale: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, e quello arriva in un attimo: proprio come se fosse un corriere espresso, non c'è bisogno di aspettare la spedizione due mesi!
Vi ricordo il canale Telegram (sul doobly-doo e sulla scheda) per notifiche, piccole curiosità e dietro le quinte.
Infine se volete, segnalatemi un argomento da trattare su #DdVotr
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 18 ottobre 2020

VLOG 341: Scherzi epici… e solidali!

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
Nel passato di YouTube (e non parlo di YouTube Italia: parlo proprio di tutta la piattaforma YouTube, quindi in tutto il mondo, anche YouTube Italia) ci sono delle pagine più o meno oscure; sicuramente la pagina più oscura della storia di YouTube è quella che concerne i «prank», quindi il periodo dei prank, degli Esperimenti Sociali, degli «Scherzi Epici Finiti Male», che ha avuto degli strascichi che sono arrivati sino ai giorni nostri: strascichi per quanto concerne il cambiamento della piattaforma, per quanto concerne il cambiamento dei contenuti e - in certi casi - persino degli strascichi giudiziari, come il prankster… spagnolo (se non ricordo male) che è stato condannato a risarcire i danni a un barbone a cui aveva dato dei biscotti conditi con del dentifricio e che poi si era sentito male, o il caso - molto grave - di DaddyOFive: questo canale che aveva basato l'intera propria fortuna su maltrattamenti a dei bambini, e che è andato a finire anche - appunto - con degli strascichi giudiziari molto, molto complessi…
Bene: oggi vorrei parlarvi di YouTube e di come gli esperimenti sociali su YouTube siano diventati una cosa particolarmente positiva, forse prendendo quella che dovrebbe essere la strada giusta di questa tipologia di video, e ve ne voglio parlare in questo nuovo episodio di Diario di Viaggio on the road
[🎵🎶]

Jimmy ha aperto il suo canale YouTube nell'epoca in cui andavano i prank e i gameplay di Minecraft; fortunatamente era un bravo intrattenitore, quindi è riuscito ad avere un discreto successo, ma ha anche capito che doveva far evolvere il suo canale YouTube, quindi a un certo punto ha spostato i gameplay su un canale apposito di gaming e - per quanto concerne i prank - ha cominciato a realizzare dei contenuti un tantino differenti, pur restando sempre nell'idea dei prank e degli esperimenti sociali.
Io ho scoperto il suo canale YouTube, fondamentalmente, quando è stato lanciato l'hashtag #teamtrees, quindi quando voleva festeggiare i propri venti milioni di iscritti piantando venti milioni di alberi (tra l'altro ci sono dei riferimenti specifici sul doobly-doo, ivi compreso il video che avevo realizzato in quell'occasione).
Ovviamente sto parlando di MrBeast, prima di continuare: link del canale sul doobly-doo e sulla scheda, se non lo conoscete andate e iscrivetevi, perché merita veramente; al di là del fatto di essere un bravo intrattenitore, il suo canale contiene particolarmente, prank ed esperimenti sociali…
E voi, subito, mi direte:
-Ma Grizzly: sei matto? Ci segnali un canale che fa prank ed esperimenti sociali?
Beh… aspettate, ascoltatemi e capirete perché vi voglio parlare di prank ed esperimenti sociali, perché ciò di cui vi voglio parlare oggi è l'evoluzione dei prank e degli esperimenti sociali e - in qualche modo - l'evoluzione della piattaforma YouTube.
Come è stato con il caso di #teamtrees, e - in fondo - il video di #teamtrees (“Ok: chiamiamo gli amici e proviamo a piantare venti milioni di alberi!”) in qualche modo può essere tranquillamente considerato un esperimento sociale: si riesce a piantare venti milioni di alberi con qualche amico? NO!
Ed è qui che interviene il discorso che sto facendo: Jimmy è stato ispirato da alcuni youtuber che hanno fatto degli esperimenti sociali, “Atti Casuali di Generosità” (“Random Acts of Kindness”). Aveva successo, perché - comunque - è un bravo intrattenitore, il successo che aveva gli permetteva di far crescere il suo canale, gli permetteva di ottenere sponsorizzazioni, migliori introiti e, allora, decideva di reinvestire gli introiti in altri atti di generosità, sino a creare un «circolo vizioso» (più che «vizioso», oserei dire «funzionale»/«virtuoso»): infatti - tra atti di generosità/esperimenti sociali - potremmo citare (non so) le volte che chiama per farsi consegnare una pizza a casa, quando arrivano con la pizza:
-Sì, sono $ 12
-Oh, guarda: hai il resto di $ 100?
-No: ci mancherebbe!
-Ah vabbè, non ti preoccupare : tieni il resto!
E, proprio parlando di consegne della pizza e di mance molto particolari ai ragazzi che consegnano la pizza, il video che vi voglio segnalare ci racconta la storia di un ragazzo, che lavora da Domino's, viene lì a consegnare la pizza, il team di Jimmy lo convince a dare loro una mano:
C'è questo nostro amico, Chad, che viene in città, ha preso la casa da poco: dobbiamo sistemargliela, dobbiamo prendergli mobili, suppellettili, tutta questa bella roba qua; trasportare mobili, montarli… se ci dai una mano, ti diamo 2~3mila dollari per fare questa procedura.
E in realtà il prank è che poi, alla fine della serata, dopo un'intera giornata trascorsa comprando mobili, suppellettili, montando tutto etc, gli dicono:
Beh, sai: purtroppo abbiamo speso tantissimi soldi nel comprare mobili e suppellettili, quindi non ti possiamo dare i 2~3mila dollari che ti avevamo promesso… tuttavia, per farci perdondare…
e non vado avanti; quindi il primo video che vi segnalo del canale, molto molto d'ispirazione, molto carino anche molto ben fatto a livello d'intrattenimento e a livello di contenuto è "Ho ordinato una pizza e lasciato la casa come mancia": video linkato sul doobly-doo e sulla scheda, andate e dategli un'occhiata.
Parlando di esperimenti sociali vi segnalo un video: in questo video Jimmy compra un milione di dollari in biglietti gratta&vinci (lotteria istantanea). Di questo milione di dollari dice:
Quello che io vincerò con questi biglietti, lo investirò nell'acquisto di un'isola deserta; chi mi dà una mano, viene con noi su quest'isola deserta (faccio una specie di challenge), l'ultimo che riesce a resistere a questa challenge riceverà in omaggio l'isola.
E voi - subito - mi direte:
-Ok, ma qual è l'esperimento sociale?
Presto detto: lui spende un milione di dollari, acquista 165mila biglietti della lotteria, gratta tutti questi biglietti, la vincita finale è di poco più di 700mila dollari.
Scusate, ve lo ripeto (magari meglio):
  • Lui spende un milione di dollari,
  • compra 165.000 biglietti della lotteria
  • e, alla fine, PERDE POCO MENO DI 300MILA DOLLARI!
Infatti il 23 settembre Jimmy esce con un Tweet, questo:
Ho realizzato quattro video nei quali acquisto $ 30mila, $ 50mila, $ 100mila e - addirittura - un milione di dollari in biglietti gratta&vinci e tutte e quattro le volte ho perso denaro. Quindi non comprate biglietti gratta&vinci
Prima di andare avanti: link del video sul doobly-doo e sulla scheda, andate e dategli un'occhiata e poi rendetevi conto di che cosa significa aver acquistato 165mila biglietti della lotteria gratta&vinci. Ci sono persone che - in tutta la loro vita - non acquisteranno 165mila biglietti, complessivamente; lui li ha comprati per farci un SINGOLO video, eppure acquistando 165mila biglietti, pur avendo investito un milione di dollari, alla fine la perdita è stata del 30%
Sicuramente una importante lezione.
Concludiamo con un video un po' più leggero: Jimmy decide che vuole far adottare tutti i cani di un rifugio e lo fa facendo campagne pubblicitarie, lo fa facendo tutta una serie di azioni, lo fa offrendo dei regali alle persone che fanno - poi - l'adozione (tira fuori questi regali solo DOPO che - naturalmente - è stata accettata, ed approvata, l'adozione!) ed è molto simpatico soprattutto nel richiamare l'attenzione sul fatto che sia possibile andare ad adottare cani presso un rifugio: c'è anche una cosa bellissima che fa una famiglia, che adotta una labrador un po' più avanti nell'età, perché è giusto che possa vivere gli ultimi anni della sua vita in una casa amorevole, quindi sicuramente un video veramente molto bello.
Con delle trovate divertentissime in merito a questo discorso della grande capacità d'intrattenimento di Jimmy e del suo team; c'è questa scena divertentissima: mentre stanno per far adottare un altro cane, sono tutti eccitati, gli si spacca la sedia e allora ecco che vediamo, anziché il classico "un'ora dopo", "UNA SEDIA NUOVA DOPO", e quindi il terzo video che vi segnalo è "Ho adottato tutti i cani", link sul doobly-doo e sulla scheda, andate, dategli un'occhiata: vedrete - appunto - quali sono le simpaticissime doti d'intrattenitore di Jimmy e del team dei ragazzi, e vi consiglio di dare - comunque in generale - un'occhiata ai video del canale MrBeast, in particolar modo ai video degli ultimi due anni, che sono quelli più ispiranti, più ben curati e dove ci sono tantissime cose che sono state realizzate proprio come Atti Causali di Generosità (i "Random Acts of Kindness"), che - naturalmente - non è una cosa che s'è inventato Jimmy con il canale MrBeast: è una cosa a cui è stato ispirato anche lui da piccoli esperimenti sociali con questi Random Acts of Kindness che c'erano sulla piattaforma, e infatti il canale di MrBeast e il personaggio di MrBeast stanno puntando a migliorare il mondo (anche un pochino, anche di quella semplice virgola che si possa fare), cercando di realizzare delle attività, o anche questi semplici video, questi esperimenti sociali, affinché siano d'ispirazione alle altre persone… magari non a realizzare lo stesso tipo di esperimento sociale (perché - naturalmente - sono richiesti molti soldi per andare a fare una situazione di questo genere) ma, principalmente, proprio per essere d'ispirazione a cercare di migliorare il mondo in cui viviamo.
È certamente un modo, veramente molto bello, di utilizzare la piattaforma YouTube, che - purtroppo - nel suo passato ha avuto tante pagine oscure: questa può essere una pagina particolarmente positiva; se con #teamtrees siamo riusciti a superare il traguardo dei venti milioni di dollari di donazioni (e a tutt'oggi continuano ad arrivare donazioni), sicuramente lo si deve al fatto che in tantissimi siamo stati ispirati positivamente da questo tipo di comportamenti.
Ed ecco quindi che l'argomento del giorno si riassume - semplicemente - nella mia domanda: voi che cosa ne pensate? Eravate a conoscenza dell'esistenza di questa tipologia di contenuti su YouTube, realizzati principalmente per ispirare positivamente le altre persone?
Avete visto - nel passato, o tuttora - altri esempi positivi sulla piattaforma, questi Random Acts of Kindness, o qualcosa di simile? E beh: non dimentichiamo che, grazie a questi atti di generosità, c'è stata la grandissima diffusione - per esempio - dell'Ice-Bucket-Challenge, ed è stato un momento molto positivo, nei social, che ha permesso tantissimo di raccogliere fondi e di far andare avanti la ricerca sulla SLA e su tante altre malattie genetiche.
Quindi sicuramente i social possono essere questo luogo positivo, ma mi piacerebbe sentire un po' non solo che cosa ne pensate voi, ma se avete altre esperienze di questo livello di positività che volete raccontarmi: potete farlo nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Come sempre grazie per essere arrivati in fondo al vlog, vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere con i vostri amici, anche su Whatsapp, Telegram e le altre app social, magari proprio per ispirare anche i vostri amici a fare qualche piccolo atto casuale di generosità.
Iscrivetevi al canale: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, vedete? Basta poco per migliorare anche il mio canale YouTube!
Vi ricordo il canale Telegram (sul doobly-doo e sulla scheda) per notifiche, piccole curiosità e dietro le quinte.
Infine segnalatemi in un commento se volete che io tratti qualche argomento particolare.
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!