domenica 17 giugno 2018

VLOG 219: Misteri misteriosi e credenze popolari ūü§ĒūüėĪ

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Siamo in Sicilia nel 2018: ventunesimo secolo (terzo millennio).
Tantissimi che hanno un terreno in campagna e desiderano installare una trivella, oggi chiamano un rabdomante per farsi dire dove cominciare lo scavo.
E se non sapete cos'√® un «rabdomante», forse siete venuti nel posto giusto: benvenuti a bordo, viaggiatori. Sono Grizzly e questo √® Diario di Viaggio on the road.
[♪♫♪]

Le “credenze popolari” (che non sono mobiletti a basso costo) ci insegnano che nell'antichit√† si credeva... determinate cose e le cose che si credevano sono arrivate sino al giorno d'oggi.
Ora il problema è che - generalmente - le cose nel corso del tempo si evolvono, le cose nel corso del tempo si migliorano, le cose nel corso del tempo possono dimostrarsi false e quindi possono cambiare radicalmente; eppure alcune credenze popolari sono rimaste immutate sino al giorno d'oggi, nonostante siano state abbondantemente smentite dalla esperienza scientifica, dalla conoscenza che si ha adesso del mondo.
E mi stupisce sentir dire, ancora oggi, che moltissime persone per andare a installare una trivella (uno strumento che permetta di prelevare l'acqua dalla falda sotterranea), prima si rivolgono a una persona che ha dei “““““poteri””””” [fra MOLTE virgolette ndG] e questo “potere” sarebbe quello di far ruotare un rametto di ulivo nei punti in cui √® presente acqua sotto terra (questo √® il “rabdomante”) nonostante questo discorso non abbia nessuna base scientifica, nonostante questo discorso sia stato smentito pi√Ļ volte: i pi√Ļ famosi rabdomanti sono stati posti a fare semplicemente un test in doppio cieco (facendo passare dei tubi sotto terra) e non sono riusciti nemmeno a indicare il percorso dell'acqua che passava sotto un tubo!
Questo test √® stato fatto diverse volte: un paio di volte anche dal CICAP in Italia, per√≤ ci√≤ nonostante ancora ci sono persone che fanno questo “lavoro”.
Se questo fosse un discorso che si fa cos√¨, per ridere fra amici, potrebbe anche funzionare; ma ci sono persone che si fanno *pagare* anche parecchio per questo “lavoro” e questa cosa m'inquieta.
Ma oggi non voglio parlarvi dei rabdomanti: pi√Ļ che altro vi vorrei parlare delle “credenze popolari” e del CICAP.
Cos'è il CICAP? Il CICAP è il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze: si occupa di verificare queste dichiarazioni che vengono fatte su misteri, su magia, su capacità extrasensoriali, su poteri o presunti poteri... e mette alla prova le persone o i fatti di cui stiamo parlando per verificare se vi è una base scientifica in ciò di cui si parla, o se - semplicemente - sono palesi invenzioni per far ridere o per sfruttare la credulità popolare.
Il CICAP esiste da molti anni, e in molti anni - sino ad oggi - non è riuscito a trovare UNA SOLA COSA che dimostrasse l'esistenza della magia o l'esistenza di questi presunti poteri: al contrario sino ad oggi sono stati spiegati con semplici basi scientifiche (o semplici basi di prestidigitazione) tutti questi poteri e tutti questi misteri.
L'attuale segretario nazionale del CICAP si chiama Massimo Polidoro, è un giornalista, è uno scrittore, è una persona con una grande esperienza nell'ambito scientifico e - soprattutto - è una persona che, pur affascinata da questi misteri, è riuscita a portare il ragionamento scientifico sull'idea di questi misteri; in fondo questi misteri affascinano, queste storie particolari tendono ad attirare l'attenzione ma - come ripeto - può essere un modo simpatico di passare una serata tra gli amici chiacchierando, purché non diventi un modo di sfruttare la credulità popolare (magari per farci dei soldi).
Massimo Polidoro, oltre a fare lo splendido lavoro che fa con il CICAP, ha un canale qui su YouTube nel quale si occupa di parlarci dei misteri che si dicono essere ‘irrisolti’ e di mostrarci, invece, quali sono le soluzioni e qual √® la verit√† che c'√® dietro questi misteri o dietro queste Strane Storie (appunto: che √® il nome del suo format).
Prima di continuare vi segnalo il canale di Massimo Polidoro: lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda. Andate, iscrivetevi: è veramente un canale molto interessante e soprattutto i suoi video sono molto simpatici, non sono dei video didascalici con una persona messa lì che parla-parla-parla... invece è un modo molto simpatico e molto divertente di affrontare l'argomento, eppure aiuta ad aprire la mente, quindi sicuramente è qualcosa da tenere particolarmente sott'occhio.
Come dicevo il suo format principale si chiama «Strane Storie»: pubblica un nuovo video ogni venerd√¨ intorno alle 13:30 e in questo video analizza una strana storia, un mistero, un qualcosa di particolare: ci racconta qual √® l'antefatto e che cosa c'√® poi dietro questo mistero.
Ora voglio darvi subito un'idea di ci√≤ di cui stiamo parlando, e cominciamo con la storia dei “Quadri maledetti”: parliamo di alcune stampe, riproduzioni di quadri che rappresentano dei bambini che stanno piangendo, principalmente il quadro di un bambino che sta piangendo.
Quindi il primo video che vi segnalo è "Quadri maledetti": lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda, andate e dategli un'occhiata.
L'antefatto è molto semplice: si parla dell'esistenza di questi quadri, in ognuno di questi quadri c'è l'immagine di un bambino che piange e si dice che questo quadro porti con sé una "sfortuna" molto particolare: quella di provocare degli incendi. Moltissime cucine - in passato - si sarebbero incendiate perché era presente questo quadro all'interno di quelle cucine...
Già nell'esporvi l'antefatto in questo modo riuscite a capire che il ragionamento "Ah: la cucina ha preso fuoco perché c'era quel quadro!" è completamente capzioso.
Cioè praticamente (lo scrissi anche in un commento sotto quel video) allora perché non dire che quelle cucine hanno preso fuoco perché c'è un cassetto che contiene delle posate e c'è un'antica maledizione che non permette alle posate di restare chiuse in un cassetto?
Ma torniamo un attimo all'inizio della discussione, come dicevo ci sono credenze popolari che vengono dall'antichit√†, e quindi ci fanno fare una sorta di salto nel passato, una specie di «viaggio nel tempo» con la mente: ritornare alle cose che si credevano anticamente.
Ma parlando proprio di "salti nel tempo" perch√© non parliamo di «viaggio nel tempo» vero e proprio? Ricordando tutti con un sorriso la "Festa per i viaggiatori nel tempo" che era stata organizzata dal professor Stephen Hawking, che prima aveva organizzato la festa in casa (con i palloncini, con la torta, con lo champagne...) e poi DOPO DUE SETTIMANE aveva stampato i volantini e gli inviti dicendo "Due settimane fa c'√® stata questa festa"... e perch√© se c'era qualche viaggiatore nel tempo, si sarebbe presentato appunto alla festa, insomma: lo avrebbe saputo dopo, ma non sarebbe stato un problema presentarsi alla festa... solo che non si √® presentato nessuno.
Per√≤ appunto parliamo un pochino pi√Ļ approfonditamente di viaggi nel tempo e di storie legate a viaggi nel tempo, quindi il secondo video che vi segnalo √® "Viaggi nel tempo": lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda, andate e dategli un'occhiata; come ripeto √® molto interessante, √® presentato in maniera molto simpatica.
Sono tutti video relativamente brevi e che aiutano veramente ad aprire la propria mente.
A questo punto vorrei concludere parlando della simpatia di Massimo Polidoro che traspare anche nel modo di presentare gli argomenti e - quindi - anche parlare di un argomento relativamente simpatico, di un argomento che ha avuto molto a che fare con i social, soprattutto con YouTube. E quindi perché non parlare della Charlie Charlie Challenge?
Tutti noi ricordiamo - naturalmente - che la verità sullo spirito di Charlie ce l'ha raccontata Fraffrog, dicendo "Charlie esiste E CI ODIA TUTTI!" (piccolo video extra che trovate linkato sul doobly-doo: è di Fraffrog ed è molto simpatico e molto divertente), ma parliamo della Charlie Charlie Challenge, parliamo un po' della storia che c'è dietro questa challenge, parliamo un po' del funzionamento di questa situazione, e facciamolo - comunque - sempre con simpatia, non in maniera 100% didascalica e noiosa; quindi terzo video che vi voglio segnalare del canale di Massimo Polidoro è - appunto - "Charlie Charlie Challenge: evocare gli spiriti": video che lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda, andate e dategli un'occhiata, è molto divertente questo video.
Date un'occhiata a tutti i contenuti di Massimo Polidoro: ci sono cose veramente molto interessanti, si parla di tantissimi argomenti che concernono i misteri, ma che concernono anche il modo che utilizzano alcune persone per irretire e carpire la fiducia della gente, ed è qualcosa di veramente allucinante: ci sono - veramente - trucchi utilizzati da prestigiatori, trucchi utilizzati da illusionisti, che vengono utilizzati nel mostrare - invece - di avere dei grandi poteri e questa cosa... [sospiro] Io non me la sento di criticare chi, magari per via della propria cultura, è cresciuto credendo determinate cose sin da piccolo, e allora arrivare a vedere la scienza che ti dice "No: questa cosa funziona in questo modo e tutta questa è una pila di fesserie."
Non me la sento di criticarlo, però sicuramente è importante diffondere questo livello di cultura proprio per alzare un po' l'asticella ed evitare che la diffusione di determinati argomenti e la diffusione di determinate credenze popolari ci riporti nel passato, non come un viaggio nel tempo ma come un portarci a livello mentale da tardo medioevo, che è una deriva che - purtroppo - sta vivendo il mondo in tantissimi argomenti: abbiamo terrapiattisti, abbiamo antivaccinisti...
Sono delle cose che - veramente - lasciano PESANTEMENTE INQUIETATI, ma sono chiaramente il sintomo di una mancanza di una diffusione della cultura di base, veramente.
Ed ecco quindi la mia domanda: come dicevo io non me la sento di criticare chi ha fiducia nelle antiche credenze popolari, però io vivo questi argomenti principalmente come un modo simpatico di passare il tempo con gli amici E BASTA!
E quindi chiedo a voi: voi che rapporto avete con le antiche credenze popolari? Anche per voi si tratta di un argomento di discussione con gli amici giusto per passare il tempo? Ci sono delle cose che si sono tramandate nella vostra famiglia e le credete, oppure dite "Mah, non lo so: nel dubbio ci credo?"
Ci sono dei dubbi che avete? Oppure ci sono delle cose nelle quali credete ciecamente, anche se molti vi dicono "No: la scienza ha dimostrato che questa cosa non esiste"? Non lo so: parliamone. Parliamone con calma, senza scannarci fra di noi, può essere comunque una cosa interessante, può essere anche un modo, anche questo, comunque di diffondere la cultura, di diffondere la cultura delle storie che c'erano nel passato: comunque è sempre una cosa interessante, quindi ripeto: discutiamone! Nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene: io ho concluso. Come sempre spero di essere riuscito ad intrattenervi (come si faceva una volta!): se ci sono riuscito vi ricordo di fare pollice-in-alto e di condividere questo vlog con i vostri amici (anche su Whatsapp o Telegram), magari con i vostri amici che stanno cercando un rabdomante affidabile...
Vi ricordo - se non l'avete gi√† fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: √® gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace cos√¨ tanto, che effettivamente quello arriva per magia, e sicuramente prima o poi la scienza riuscir√† a spiegarlo, cos√¨ come riuscir√† a spiegare dove vanno a finire i calzini spaiati nella lavatrice o cose di questo genere...
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Sono Grizzly, questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 10 giugno 2018

VLOG 218: Affrontare la cronaca nera

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
L'altro giorno stavo guardando un video di Dusty Smith, uno di quei video con un titolo assurdo, che poi ti dice "no clickbait" e - appunto - non è clickbait.
Un video intitolato "La storia di quando mio zio rapì la mia ex fidanzata e fu ucciso dal FBI", un video molto particolare, un racconto molto particolare: ve lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda se gli volete andare a dare un'occhiata.
√ą un racconto molto toccante, √® una storia molto dura, molto complicata (e comunque parliamo di una cosa lunga pi√Ļ di venti minuti), per√≤ merita veramente: dategli un'occhiata. Ma oggi voglio parlarvi di qualcosa che √® legato a questo principio della cronaca nera, quindi cominciamo il vlog: sigla!
[♪♫♪]

√ą curioso che la strada che sto facendo mi sta portando, in fondo, accanto a dove questa storia √® cominciata: questa strada laterale che c'√® qui alla vostra destra (alla mia sinistra).
Allora: tutto comincia il 15 luglio di qualche anno fa. Io ero in attesa di un collega, che consegnava surgelati all'epoca (l√¨ dentro c'√® un deposito di surgelati, quelli che fanno il servizio gelati e surgelati a casa tua, queste societ√†: avete presente, no?) e doveva scaricare il camion tipo alle sei del mattino, e io ero venuto a prenderlo perch√© dovevamo fare un lavoro assieme, e quindi gli ho detto «Va bene: io ti vengo a prendere di mattina, quando tu scarichi il camion: non c'√® problema. E cos√¨, quando hai finito di scaricare il camion e hai lasciato tutto quanto, andiamo a fare quello che interessa a noi.»
Quindi alle sei di mattina (alle sei meno dieci di mattina, era un sabato) ero lì, lo aspettavo e nel frattempo lui stava scaricando il camion, e nel frattempo si chiacchierava con il responsabile del magazzino e un suo collega, e un altro camionista.
Parlando del pi√Ļ e del meno a un certo punto venne fuori che (se non ricordo male era il figlio del camionista, se ricordo male, il figlio del magazziniere)... uno dei due: questo figlio lavorava in ospedale, lavorava al pronto soccorso. Durante il turno di notte era arrivata una persona morta in un incidente stradale. Specific√≤ che era il figlio del proprietario di un particolare bar.
A quel punto m'intromisi "maleducatamente" nella discussione: «No aspetti: ma lei sta parlando di $Questo_Ragazzo_Qui?»
E dice «S√¨. Lo conosci?»
«E s√¨ che lo conosco, caspita!» E rimasi letteralmente senza parole. Alle sei e venti di mattina ero venuto a sapere che un amico... diciamo "della comitiva": avevamo fatto gli scout assieme, eravamo stati assieme a feste di compleanno di compagni di classe, avevamo un gruppo di amici in comune, ci si vedeva spessissimo. Appunto ogni tanto lui lavorava nel bar del padre, quindi mi capitava di passare per fare colazione: ci incontravamo almeno due volte alla settimana... insomma: un amico di lunghissima data, una persona con cui avevamo un bellissimo rapporto di amicizia e...
mi avevano appena detto che era morto!
Ero sconvolto, anche perch√© (pur essendo un amico) io avevo anche un buon rapporto con i genitori, per√≤ non avevo nessun contatto telefonico, non avevo modo di contattare nessuno per avere una conferma, una smentita, per sapere cosa fosse successo pi√Ļ nello specifico.
E insomma io, alle sei e venti del mattino, "colpito dal fulmine", cominciai a pensare a un modo di cercare di avere una conferma, perché nel frattempo non potevo semplicemente lasciare lì il mio collega e andare in ospedale a vedere.
Cominciai a ravanare sulla rubrica del cellulare, e cominciai a pensare - nel frattempo - a qualcosa, e mi venne in mente un amico (un ex compagno di liceo) con cui eravamo - sempre - in buoni rapporti, non avevo un suo numero di cellulare, avevo solo il numero di casa dei suoi genitori.
Ora lui tecnicamente ancora viveva coi suoi genitori, ma all'epoca sapevo che era all'università a Bologna; sperai che - essendo luglio - fosse qui a Siracusa con i suoi. Letteralmente... erano le 6:40 di mattina quando telefonai, ero combattuto se telefonare o meno: sapevo che comunque, pur essendo un orario MASSACRANTE era una cosa molto importante, e quindi - alla fine della fiera - decisi di chiamare. Telefonai a casa alle 6:40 di mattina, mi rispose sua madre, veramente... anche con la voce un pochino addormentata.
Io ero senza parole, mi scusai... glielo dissi «Signora [sospiro] sono Mirko. Lo so che √® un orario tremendo... tutto quello che vuole: io le devo fare una domanda importantissima: suo figlio √® l√¨ a casa?»
E lei mi disse «S√¨, √®... sta dormendo»
«Signora, per piacere... ho bisogno di parlare urgentemente con suo figlio»
Anche lui era - naturalmente - mezzo addormentato, però capii che lo squillo del telefono aveva svegliato un po' tutti: avevano capito anche i genitori che c'era - naturalmente - qualcosa di molto particolare.
Cercai di dargli la notizia delicatamente... cominciai proprio... anche a dirgli anche io «Senti, scusami: lo so che l'orario √® pazzesco. Purtroppo ho avuto una notizia terribile, ma non ho modo di poter controllare, di poterla confermare, di poter sapere che cosa √® successo: ho avuto solo questa notizia.» E anche «Tu hai modo di contattare i familiari? Di contattare qualcuno? Di farmi sapere se questa notizia √® vera o meno?»
Rimase sconvolto, quando gli dissi «Guarda: √® morto questo nostro amico» mi ricordo la sua voce impastata cambi√≤ COMPLETAMENTE: se ne usc√¨ con una voce proprio molto sveglia «MA CHE COSA MI STAI DICENDO?»
Naturalmente gli lasciai il numero di cellulare, ci siamo organizzati per sentirsi poco dopo, lui mi disse che avrebbe contattato i familiari, gli amici etc.
Insomma: mi richiamò dopo un quarto d'ora~venti minuti (saran state le sette, le sette e cinque) e mi disse che sì: era successo. Mi confermò che il nostro amico era morto, che stava andando in ospedale a raggiungere i familiari per capire un po' cos'era successo.
Poi insomma ebbi questa notizia... naturalmente poi il 16 (o il 17 luglio: il giorno dopo o due giorni dopo) ci siamo visti tutti quanti al funerale di questo ragazzo.
Un funerale in cui c'erano tantissimi ragazzi, tantissimi giovani: questo funerale finì anche sui giornali, proprio... non solo per l'incidente stradale in cui era morto questo ragazzo, ma anche e soprattutto proprio per la grandissima quantità di giovani che erano venuti al funerale.
E lì al funerale incontrai tantissimi amici, tantissimi ex compagni di liceo, i ragazzi degli scout... amici che non vedevo da molto tempo, e li incontrai perché ci tennero tantissimi a venire da me e a ringraziarmi.
Molti me lo dissero: mi dissero tranquillamente «Mirko, se tu non avessi tirato gi√Ļ dal letto il nostro amico alle sei del mattino... qui non ci sarebbe NESSUNO, perch√© NON LO SAPEVA NESSUNO: sei stato tu a far girare questa notizia. Stavamo tutti quanti in villetta, stavamo tutti quanti in vacanza... l'avremmo saputo a settembre! Dobbiamo ringraziarti, quantomeno perch√© √® grazie a te se riusciamo a essere tutti qui presenti»
[sospiro]
Sono passati molti anni dopo questo funerale: ricordo con tristezza quello che è successo e un po' penso che quando si leggono certi fatti di cronaca, certi fatti di cronaca nera sul giornale, uno - magari - dopo un po' comincia ad abituarsi, comincia a viverli con un certo distacco: "Ah, è morto Tizio in un incidente stradale, eh, mi dispiace... e beh: purtroppo sono cose che succedono", poi piano piano queste cose rischiano di succedere a qualcuno che conosci ed ecco che cominci a guardare in maniera differente questo discorso, cominci a leggere in maniera differente queste notizie che - purtroppo - riempiono i giornali.
Ed ecco quindi la mia domanda: voi che rapporto avete con le notizie di cronaca nera? Quando passano queste notizie, queste notizie di omicidi, queste notizie di femminicidi che - purtroppo - riempiono la cronaca?
Quando succedono gravi fatti, quando delle persone muoiono in un incidente stradale? Purtroppo queste cose succedono: si può fare molto per la prevenzione di tantissime situazioni ma, purtroppo, allo stato attuale queste notizie riempiono i giornali, riempiono i media, e io appunto vi chiedo: che rapporto avete con queste notizie?
Avete sviluppato quello che si definisce lo ‘stomaco di ferro’ a forza di vedere ogni giorno queste notizie? Vi spiace, ma non ci fate molto caso?
Oppure avete vissuto qualcuna di queste notizie, come successa a qualcuno molto vicino a voi, e allora avete cambiato il modo di guardare a queste notizie? Adesso pensate un po' di pi√Ļ a quella che √® la vittima, a quelli che sono i familiari, a quello che √® - diciamo - il circondario della situazione che c'√® intorno a un caso?
Vorrei parlarne con voi, come sempre nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene ragazzi: io sono Grizzly, ho concluso, come sempre spero di essere riuscito a intrattenervi o comunque - quantomeno - a farvi pensare: se ce l'ho fatta vi invito a fare pollice-in-alto e a condividere questo vlog con i vostri amici (anche su Whatsapp o Telegram).
Vi ricordo - se non l'avete gi√† fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: √® gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace cos√¨ tanto.
Inoltre, se seguite anche il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 3 giugno 2018

VLOG 217: Quando diventai cosysop dell'RC Fidonet #OperazioneNostalgia

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Eravamo tra aprile e maggio del 1998, ossia (tendenzialmente) esattamente vent'anni fa.
Vent'anni fa io ero già un soddisfatto utente di Linux e Linux già si dimostrava un sistema operativo adatto a determinati ambiti; ancora non c'era molta diffusione della rete internet, ma c'era una certa diffusione della rete Fidonet.
Quello di cui io voglio parlarvi oggi è cosa successe vent'anni fa, quando io diventai cosysop della BBS Speed of Life di Avola, e quindi voglio raccontarvi una piccola eppure simpatica ed importante pagina della telematica italiana, nonché della mia storia, in questa che è una puntata veramente speciale di Diario di Viaggio on the road #OperazioneNostalgia
[♪♫♪]

Mario Murè è stato un amico, è stato un sysop, è stato l'RC Fidonet (il Region Coordinator italiano, l'RC33 - oppure RC033: adesso non ricordo esattamente quale fosse la sigla) e all'epoca (nel 1998) era anche un soddisfatto utente Linux anche lui (assieme a me).
Comunque come dicevo la nostra storia comincia tra la fine di aprile e l'inizio di maggio del 1998, Mario ha la BBS, sta cambiando hardware, sta potenziando un pochettino il computer: ha preso una nuova scheda madre, ha preso un nuovo processore, ha preso della nuova ram...
Questo computer, però, sta dando degli strani problemi: una volta avviato il sistema operativo, entro massimo un minuto tende a bloccarsi.
Il problema √® che l'amico che gli ha venduto i componenti hardware non √® conoscente del sistema operativo Linux, quindi non sa aiutarlo pi√Ļ di tanto.
Quindi Mario si rivolge a me, sapendo che sono un tecnico informatico e che ho una certa esperienza col sistema operativo Linux.
Gli chiedo telefonicamente di fare una serie di test, in particolar modo test della memoria, cose di questo genere (già all'epoca c'era il Memory Test), ma diciamo che quello che vediamo è che sì: sembra che la macchina non presenti problemi alla ram, non presenti problemi al processore, non presenti problemi di raffreddamento... semplicemente durante l'esecuzione del sistema operativo Linux, dopo uno o due minuti dall'avviamento, tende a bloccarsi improvvisamente.
Era una cosa stranissima, talmente strana che venni a casa sua e cominciammo a fare qualche esperimento. Per√≤, nonostante verifiche, nonostante tentativi di reinstallazione, nonostante avessi portato un'intera macchina che avevo da parte, un K5-PR100 con il mio sistema Slackware, con tutto quanto funzionante: una macchina dalla configurazione abbastanza simile. Quella di Mario era un Pentium 133 con 128Mb di ram, la mia era un K5-PR100 con 192Mb di ram: eravamo "l√¨ per l√¨", pi√Ļ o meno sullo stesso tipo di macchina.
Avevamo fatto delle prove a scambiare la ram, avevamo fatto delle prove a scambiare l'hard disk, avevamo fatto delle prove ad avviare il mio sistema operativo Linux sulla sua macchina, per vedere se ci fosse un problema nell'installazione di Linux, ma a quanto pareva anche il mio sistema operativo - sulla sua macchina - si bloccava, mentre mettendo il suo sistema operativo sulla mia macchina (spostando l'hard disk fisicamente: una cosa che con Windows sarebbe TOTALMENTE INFATTIBILE: impazzirebbe a cercare di riconfigurare tutto quanto, mentre Debian e Slackware all'epoca digerivano veramente di tutto. Cambiavi la macchina, magari t'impazziva un modulo, perché la scheda di rete non corrispondeva, ma la macchina si avviava tranquillamente).
Infatti era proprio quello il problema: l'hard disk di Mario sulla mia macchina funzionava perfettamente; il mio hard disk - che sulla mia macchina funzionava perfettamente - su quella di Mario si piantava.
Ragion per cui gli dissi: "Senti Mario: qui la cosa √® abbastanza semplice." Abbiamo guardato per bene il BIOS, abbiamo guardato per bene tutto quanto, alla fine gli ho detto "Secondo me √® un problema di scheda madre. √ą un problema che quando la scheda madre va «sotto sforzo» (e con Linux pu√≤ succedere molto velocemente), il sistema si pianta. Mi pare piuttosto evidente. Anche perch√© hai visto: l'installazione di Linux funziona perfettamente, prendiamo la tua installazione sulla mia macchina, la digerisce senza battere ciglio, cammina, fa tutto quanto."
Mario dice: "E vabbè, a questo punto mi toccherà andare a vedere di farmi cambiare la scheda madre: vediamo un pochettino come mi posso organizzare."
Però mi fa - giustamente - "E adesso è un problema: dovrò stare fermo con la BBS una settimana, perché il mio amico aveva finito le schede madri e dovrà ordinarne un'altra."
Alché gli ho detto: "Vabbè, non ci sono problemi: questa macchina che io ho portato (questo K5-PR100) è una macchina che io avevo in BBS, ma stavo utilizzando perché volevo anche io potenziare la BBS, ma per il momento l'ho accesa solo per verificare come si comportava, verificare se avesse dei problemi... dovevo trasferire il software, trasferire i dati. Ancora non ho trasferito nulla, per il momento ti lascio questa macchina."
E lui rimase sconvolto: "Come mi lasci questa macchina? Ma stai scherzando?"
"No, non sto scherzando, Mario: tu hai pi√Ļ bisogno della BBS di me, tu sei l'RC Italiano. Tu hai bisogno che la tua BBS funzioni. Io la mia BBS ce l'ho funzionante, con una macchina un pochino pi√Ļ scrausa: posso andare avanti tranquillamente una settimana. Dovevo fare l'aggiornamento, ma ancora sono in grado di funzionare. Tu non sei in grado di funzionare senza una macchina: non puoi restare una settimana fermo senza BBS, scusami."
Rimase molto colpito, non voleva accettare, continuava a dirmi "Ma no, ma portatela, ma stai tranquillo" e io continuavo a dirgli "No, Mario: tu lascia stare. Insomma, ripeto: sei l'RC Fidonet, tu non puoi stare una settimana fuori. Se io dovessi avere dei problemi sulla mia BBS, dovessi restare una settimana fuori, diciamo che ho il permesso dell'RC Fidonet ad avere la BBS che non mi risponde in ZMH... Oh! E che ce dovemo f√†? Serve di pi√Ļ a te la macchina! Non ti preoccupare, tienila con calma, fai in modo di verificare - quando arriva la nuova scheda madre - che funzioni tutto correttamente, poi mi vengo a riprendere la macchina."
Passarono sei giorni, sette giorni... otto giorni, adesso non ricordo di preciso quanto, però diciamo che arrivò la nuova scheda madre, arrivò la nuova ram, montò di nuovo il computer, mi chiamò di nuovo per provare a fare delle verifiche, per accertarci che tutto funzionasse correttamente e - appunto - cambiata la scheda madre e rimontato l'hard disk suo questa nuova scheda madre, tutto quanto funzionava perfettamente, fu ripristinata la BBS, io mi riportai il K5-PR100 su cui poi montai la mia BBS, e tutto quanto a posto, tutto quanto finito lì, giusto?
Per√≤ no: perch√© quello che voglio raccontarvi riguarda quello che successe la sera in cui avevo lasciato il K5-PR100 a Mario, e poi ero ritornato a casa, avevo mangiato normalmente, avevo cenato... insomma verso le dieci di sera avevo fatto il poll (su Navigator BBS), avevo scaricato la posta per vedere un pochettino che cosa si muoveva nell'ambito Fidonet. All'epoca ero cosysop di Navigator BBS e quindi avevo accesso all'area sysop, cosa che Mario non sapeva, perch√© generalmente non scrivevo nell'area sysop: la leggevo. Il sysop di Navigator BBS era un'altra persona e io gli davo una mano - cos√¨ - ogni tanto. Mi ero limitato a leggere l'area sysop pi√Ļ per curiosit√† che per altro.
Comunque quella sera, dopo aver fatto il poll, notai che c'era un nuovo messaggio nell'area sysop. Un messaggio di Mario nell'area SYSOP.ITA, il quale messaggio non aveva avuto risposte (perché poi fu il giorno dopo che cominciarono a vedersi le prime reazioni), ma un messaggio che io porto - veramente - ancora nel cuore, non solo per la gentilezza con cui Mario aveva raccontato di me a Fidonet Italia, ai sysop di Fidonet Italia, ma proprio il contenuto del messaggio.
Lui cominciava dicendo "Io oggi so come si √® sentito Tom Jennings [il creatore di Fidonet ndG] quando si danneggi√≤ il suo computer, si bruci√≤ il suo 286, e gli amici gli COMPRARONO un nuovo computer... Parliamo di un periodo in cui un computer negli USA, un home computer, costava 3~4mila dollari, quindi non parliamo di un giocattolino da un centinaio di euro, parliamo di una macchina piuttosto pesante: gliela ricomprarono gli amici, dicendo ‘Tom: noi ci stiamo togliendo qualche decina di dollari dalle tasche, per√≤ a te il computer serve: a te serve VERAMENTE!’ Grizzly, il ragionamento che fatto con me √® stato lo stesso. Mi ha detto ‘Io sono un sysop marginale, sono un point fidonet, sono uno che sulla rete ha comunque modo di accedere. Tu sei l'RC Fidonet, tu non puoi stare una settimana~dieci giorni senza la BBS, quindi io CI TENGO che tu prenda la mia macchina sinch√© non risolvi i tuoi problemi.’"
In questo bellissimo messaggio, oltre a esprimere il suo ringraziamento, oltre a parlare di come la telematica sia riuscita ad avvicinare persone che non si conoscevano per semplici gesti di pura amicizia, semplici gesti che stanno alla base di quello che era essere un hobbysta su Fidonet, quello che era essere un sysop Fidonet: non era una professione, era un modo di approcciarsi alla telematica totalmente hobbystico, totalmente amatoriale, e che però viveva su questi piccoli gesti, su piccoli gesti di amicizia.
Fu un messaggio che mi lasciò veramente molto piacevolmente stupito: non ho voluto rispondere a quel messaggio ma lo porto ancora oggi nel cuore, a distanza di vent'anni.
Un messaggio che mi è tornato in mente (come dire? Violentemente) quest'anno, perché il 16 aprile 2018 Mario Murè, grande amico, sysop di Speed of Life BBS, ci ha lasciati.
Mi ha lasciato un grande vuoto, mi ha lasciato un vuoto nostalgico, il vuoto del ricordo di una persona che era molto gentile, molto onesta, molto acculturata, molto simpatica, una persona con cui eravamo riusciti a tenere contatti nonostante tutto, anche andando avanti nel tempo: ci seguivamo su Twitter, lo seguivo su Instagram, era diventato un molto bravo fotografo...
I tempi cambiano, le cose finiscono e - forse - viviamo anche un po' troppo di nostalgia, quindi Fidonet è stata una grande ed importante esperienza, è stato un grande strumento per la telematica italiana, ma i tempi sono cambiati: adesso tutti abbiamo internet a disposizione nelle nostre case, nei nostri smartphone: vent'anni fa la telematica era ancora uno strumento soprattutto in mano a pionieri, soprattutto in mano ad hobbysti, soprattutto in mano a persone che ci mettevano di tasca propria: pagavano le bollette telefoniche, spendevano soldi per comprare attrezzatura... questa è stata la telematica in Italia solo vent'anni fa, eppure sembra un tempo così lontano.
Questo mio messaggio vuole essere un tributo a Mario Murè, vuole essere un tributo a Fidonet Italia, quindi grazie per avermi seguito sino a questo momento.
Io sono Grizzly, questo era #OperazioneNostalgia
Come sempre vi ricordo di mettere pollice-in-alto, condividere questo vlog, iscrivervi al canale: noi ci vediamo alla prossima, ciao a tutti... soprattutto ciao Mario!

domenica 27 maggio 2018

VLOG 216: Sicurezza stradale e... guida creativa

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road edizione GoPro.
Cominciamo: sigla!
[♪♫♪]

Questa √® la mia telecamera da cruscotto, la mia «dash cam»; ho installato la prima dash cam intorno alla seconda met√† del 2011, non voglio dire di essere stato ‘il primo’ a Siracusa, ma sicuramente sono stato uno dei primi e, infatti, moltissime persone capitava che mi fermassero per strada (o che quando avevo parcheggiato da qualche parte) mi chiedessero proprio: "Scusi, ma cos'√® quell'affare?"
"√ą una telecamera che registra durante la guida"
Era il periodo, quello in cui avevo installato la telecamera (diciamo tra il 2010 e il 2011) in cui avevo cominciato anche a seguire dei canali YouTube, soprattutto russi, che mostravano le forme di ‘guida creativa’ che ci sono in Russia, quindi i tantissimi incidenti stradali e - soprattutto - i tantissimi video dalle dash cam in Russia, perch√© a quanto pare in Russia non √® che 3 auto su 4 hanno la dash cam: praticamente QUATTRO AUTO SU TRE hanno la dash cam! Cio√® ci sono auto che hanno addirittura DUE dash cam nel caso in cui una dovesse fare cilecca!
E questa cosa mi stupisce moltissimo, penso che - probabilmente - sin da bambini, quando gli danno il triciclo, già ci mettono su la dash cam...
Ragion per cui - tra le altre cose - se vi ricordate quando ci fu quel meteorite a Chelyabinsk, un sacco di video che facevano vedere quel meteorite che passava sopra i cieli della città venivano proprio dalle dash cam, perché centinaia di persone hanno la dash cam e quindi c'erano centinaia di video di questo benedetto meteorite.
Ora, quando io ho installato la dash cam l'ho fatto - principalmente - per motivi di sicurezza; adesso ormai ho questa telecamera qua; sono passato da vari modelli: qualcuno √® durato - veramente - pochi mesi, perch√© sono comunque giocattolini cinesi; qualcuno si √® dimostrato un pochino pi√Ļ serio e funzionale... questa serie di dash cam √® quella che sto trovando pi√Ļ funzionale: ha questa telecamera frontale e una telecamera posteriore che va l√† dietro, questo modello l'ho installato anche nell'auto di mia madre, cos√¨ abbiamo una sicurezza in pi√Ļ. Registra video in alta definizione, registra con l'audio... √® stato utile in molti casi, nel mio caso per esempio ho potuto filmare quando ho spento l'incendio dell'auto nel parcheggio del centro commerciale, ma ho avuto modo anche di filmare situazioni pi√Ļ o meno particolari: ho avuto modo di filmare incidenti stradali in cui il video della telecamera √® stato utile a chi aveva subito l'incidente, quindi piano-piano diciamo che questo strumento si √® diffuso sempre di pi√Ļ, ormai anche qui a Siracusa, quando incrocio delle auto spesso vedo che anche loro hanno la telecamera.
E anche qui in Italia si è cominciato a diffondere questo discorso di avere le dash cam, e quindi sono nati anche canali YouTube che mostrano le forme di guida creativa che abbiamo qui in Italia, abbastanza da poter dire che non so quanto sia il caso di "prendere in giro" (scherzosamente e amichevolmente) i russi per come guidano male, visto che anche qui in Italia devo dire che... ce la caviamo piuttosto male sulla strada.
Per darvi qualche idea della situazione, vi voglio presentare tre canali YouTube piccolini di guidatori italiani: raccolte di video da dashcam dall'Italia. E comincio infatti con il canale DashCamItalia, lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda: andate, dategli un'occhiata, iscrivetevi... raccoglie video di dimostrazioni della guida discutibile che riusciamo a realizzare qui in Italia: ci sono - veramente - persone che non hanno bene idea del funzionamento delle rotonde, ci sono situazioni nelle quali la precedenza sembra diventare un optional, ci sono situazioni nelle quali si vede come i semafori sembrano essere lì a scopo decorativo e... questa cosa un po' demoralizza, perché tra le altre cose qui a Siracusa io ho sempre visto, anche, una guida molto approssimativa in certe situazioni, e vedo che è una cosa che ci accomuna veramente tantissimo: non farebbe male dare una bella ripassata alle regole del codice della strada, ogni tanto.
Ma naturalmente questi video che vengono raccolti sono anche un modo di scherzarci sopra, di riderci sopra: non si vuole essere maestri di vita, qui nessuno √® perfetto. Io per primo dico che non sono questo grandissimo guidatore: cerco di essere il pi√Ļ possibile ligio alle regole, e certe volte questo mi mette anche in imbarazzo, perch√© magari mi fermo per far attraversare delle persone e dietro parte un coro di clacson... che cosa devo fare: scendere e fargli un applauso?
Ed ecco che per "vendicarmi" vi segnalo un altro canale di un amico toscanaccio e del piacere di vedere non solo, quindi, queste situazioni in cui c'è una forma di guida creativa, ma anche le reazioni in toscano del nostro conducente, per cui il secondo canale che vi voglio segnalare è BDIF: Bad Drivers of Italy Florence (adesso si chiama solo "Bad Drivers of Italy"), anche perché anche lui raccoglie video anche di amici e di collaboratori, però spesso intercala con il suo bellissimo toscanaccio rumoroso, che ci sta benissimo. Quindi secondo canale che vi segnalo "BDIF: Bad Drivers of Italy" (una volta "Bad Drivers of Italy Florence"), lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda: andate, dategli un'occhiata, iscrivetevi, scoprirete che sì, decisamente non abbiamo niente da invidiare ai canali di dash cam in Russia.
Infine, prima di segnalarvi l'ultimo canale, ci terrei a farvi una domanda. Come dicevo, nessuno √® perfetto, quindi anche noi cerchiamo di sorriderci sopra, di cercare di rispettare le regole il pi√Ļ possibile, ma purtroppo siamo anche circondati da persone che non necessariamente fanno il nostro stesso ragionamento.
Molti anni fa, quando ancora lavoravo in televisione, ci fu un grave incidente stradale di fronte alla zona industriale proprio la notte di natale.
Praticamente mentre tornavamo fuori da Priolo abbiamo incrociato prima un'ambulanza (subito sia io che l'amico abbiamo pensato "Guarda un po': ci sarà stato un incidente nella zona industriale proprio la notte di natale..."), però poi - subito dopo - un'altra ambulanza, i vigili del fuoco e, incuriositi, abbiamo fatto inversione, abbiamo seguito e siamo arrivati a vedere che cosa era successo. E quello che era successo è che c'era stato questo grave incidente frontale proprio di fronte a una delle portinerie della zona industriale.
Lì naturalmente la prima cosa che ti viene da dire è "Sì: bisogna stare attenti, perché c'è gente che - in questo modo - rischia letteralmente di morire.
Però l'altra è anche sì: io cerco di stare attento, ma improvvisamente arriva uno e mi si fotocopia addosso a tutta velocità.
Quindi sicuramente la sicurezza stradale è una cosa che dev'essere diffusa come un argomento molto importante e su cui si può cercare di sorriderci sopra, ma bisogna considerare che - dato che la sicurezza stradale è data non solo dal nostro comportamento, ma anche dal comportamento degli altri - è tutto un problema di cultura del comportamento sulla strada.
Allora, terzo canale YouTube, Bad Drivers of Italy, lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda: andate, iscrivetevi anche a questo canale. I contenuti sono molto interessanti, si possono guardare - volendo - con un sorriso, ma è anche utile guardarli cercando di imparare dai propri errori, perché sicuramente il messaggio dev'essere anche quello "Ci sono delle regole, e le regole - soprattutto le regole del Codice della Strada - sono lì per la sicurezza non solo nostra ma anche degli altri."
Ed ecco quindi la mia domanda: voi guidate l'auto, oppure guidate la moto, guidate un veicolo particolare? E nella vostra città come trovate che sia la media di guida? Ci sono forme di guida creativa, per così dire, oppure queste situazioni molto pericolose alla guida risultano essere una ristretta minoranza e - come regola generale - bene o male tutti quanti rispettano correttamente le norme del codice della strada e difficilmente ci sono situazioni complicate?
Vi è mai capitato di essere rimasti coinvolti in un incidente stradale o in una situazione del genere? Casomai parliamone... non so: voi avete una dash cam sulla vostra auto, oppure avete intenzione di installarla? Parliamone! Nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene ragazzi: io ho concluso; con questo vlog spero di essere riuscito a farvi pensare un po' di pi√Ļ alla sicurezza stradale: se ci sono riuscito, come sempre, vi invito a fare pollice-in-alto e a condividere questo vlog con i vostri amici (anche su Whatsapp o Telegram).
Vi ricordo - se non l'avete gi√† fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: √® gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace cos√¨ tanto.
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (che trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Sono Grizzly, questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 20 maggio 2018

VLOG 215: Operazione Vespri Siciliani: risposta alle stragi di Capaci e via D'Amelio

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
Mentre la nostra squadra andava in Abruzzo, il 14 aprile 2009, siamo andati a Palermo, abbiamo preso la nave e abbiamo pernottato sulla nave che ci ha lasciati poi - la mattina dopo - a Civitavecchia.
Sulla nave abbiamo incontrato il dottor Giuseppe Ayala: √® stato un magistrato (√® stato Sostituto Procuratore della Repubblica e ha operato nel cosiddetto «Maxiprocesso» come pubblico ministero del pool antimafia): ha lavorato con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino; insomma: l'abbiamo incontrato sulla nave e gli abbiamo chiesto di poter fare una foto tutti assieme.
Questa che vedete a schermo è la fotografia: ci siamo noi (siamo il gruppo di Siracusa, anche se ci sono amici di Palazzolo, amici di Catania...) e ci siamo sentiti tutti quanti onorati di chiedere al dottor Ayala di poter fare una fotografia assieme.

Il 23 maggio 1992 Giovanni Falcone fu ucciso in un vile attentato terroristico-mafioso, fu ucciso assieme alla moglie Francesca Morvillo, assieme agli agenti di scorta Vito Schifani (di 27 anni), Rocco Dicillo (di 30 anni) e Antonio Montinaro (di trent'anni anche lui), oltre a tantissime altre persone che rimasero ferite pi√Ļ o meno gravemente.
√ą stato un onore - per me - poter stringere la mano al dottor Ayala, √® stato un onore perch√© sono un siciliano e sono orgoglioso di essere siciliano, e sono orgoglioso di poter stringere la mano a persone che combattono la mafia per cercare di fare pi√Ļ grande la Sicilia.

A seguito della strage di Capaci, a seguito della strage di via D'Amelio, lo Stato cap√¨ che contro la mafia non c'era una “battaglia” ma una guerra e, intorno alla fine di luglio del 1992 (il 24 od il 25 luglio: adesso non ricordo di preciso) cominci√≤ la ‘Operazione Vespri Siciliani’.
L'Operazione Vespri Siciliani portò ottomila (circa ottomila) soldati qui in Sicilia a presidiare le strade con funzioni di polizia.
Tra Siracusa, Ragusa ed Enna furono inviati circa 1800 alpini della Brigata “Julia”: eran tutti ragazzi del Veneto (ho incontrato tantissimi ragazzi padovani...)

Oggi, in questa puntata molto particolare di #DdVotr vorrei parlarvi di quello che è stato l'Operazione Vespri Siciliani non tanto snocciolando delle cifre, quanto raccontandovi come abbiamo vissuto noi siciliani l'Operazione Vespri Siciliani, che c'è stata tra il 1992 e il 1998.
Cominciamo: sigla!
[♪♫♪]

‘Vespri Siciliani’ √® il nome della rivolta che c'√® stata in Sicilia nel XIII secolo contro gli Angioini, ed √® ricordando quella rivolta che lo Stato ha nominato l'Operazione Vespri Siciliani nel 1992, rappresentando quest'operazione come una "rivolta" contro la mafia, oltre che un'azione a dimostrazione del fatto che, se quella contro la mafia √® una guerra, allora la guerra si combatte con l'esercito.
Durante il periodo dell'Operazione Vespri Siciliani c'erano soldati sparsi per tutte le citt√† della Sicilia; soldati armati di mitra presidiavano i luoghi pi√Ļ «sensibili» come - non so - il tribunale (qui a Siracusa c'era anche l'Aula Bunker), le case (le abitazioni) di alcuni magistrati o l'abitazione del prefetto...
C'erano soldati che facevano blocchi stradali assieme alle forze dell'ordine, e c'erano tantissimi blocchi stradali. E una delle cose che mi ricordo era - proprio - questo discorso dei tantissimi blocchi stradali, perché non è che ti fermavano, ti chiedevano i documenti, prendevano i dati "Ok, grazie: può andare", no no: tu venivi fermato, venivi invitato a scendere dal veicolo mentre dei soldati perquisivano il veicolo.
Anche pi√Ļ volte, cio√® nel senso "non: pi√Ļ volte durante lo stesso blocco stradale", ma pi√Ļ volte anche nell'arco della stessa giornata: incontravi due~tre blocchi stradali e, ogni volta, dovevi scendere e dovevi lasciar perquisire il veicolo.
Mi √® capitato una sera, tornando da una festa di compleanno a Fontane Bianche (che √® fuori dall'area sud di Siracusa), ritornavo verso casa (la mia casa √® nell'area nord di Siracusa, quindi una volta rientrato ho dovuto attraversare tutta la citt√†), verso mezzanotte di essere fermato a tre diversi blocchi stradali: di essere fermato, controllato, perquisito il veicolo. Per carit√†, con tutta la gentilezza che potevano avere i ragazzi: erano quasi tutti soldati della Brigata “Julia”, quindi erano moltissimi ragazzi veneti (si sentiva l'accento); ci si faceva amicizia, anche perch√© - quando sentivano il mio accento (che √® molto simile al loro, perch√© loro son veneti, io sono originario del Trentino), quindi c'era questa cosa... si faceva amicizia, si parlava con gentilezza, perch√© alla fine della fiera loro stavano facendo il loro lavoro.
E noi, qui, pur essendo circondati da persone armate di mitra (che uno guarda così, vede dei soldati coi mitra: "Dove siamo? A Kabul?"), però era la sensazione di SICUREZZA che t'ispirava.
Non posso dire che non fosse un fastidio venire fermato anche due~tre volte, e venire ogni volta richiesto di scendere dal veicolo, di perquisire il veicolo, ogni volta quindi un blocco stradale portava via quei cinque~dieci minuti~un quarto d'ora... non posso dire "No, non era fastidioso": lo ammetto, un pochino era anche fastidioso, però lo vivevi con il fatto che i ragazzi stavano facendo il loro lavoro, era un lavoro importante, era un lavoro PERICOLOSO: stiamo parlando di soldati che erano consapevoli che mentre svolgevano il loro lavoro, poteva venire uno con l'auto, fermarsi e cominciare a sparare: LETTERALMENTE COME IN ZONA DI GUERRA!
Cercavi di fornire tutta l'amicizia che ti era possibile, tutta la gentilezza che ti era possibile, perché anche i soldati - comunque - si comportavano con tutta la gentilezza e la buona educazione che era possibile.

Nei luoghi pericolosi (nei cosidetti «luoghi sensibili»), per esempio in prossimit√† del tribunale o magari in prossimit√† della casa di un magistrato, venivano estesi divieti di sosta molto grossi (nel raggio di molte decine di metri). Erano divieti di sosta TOTALI: cio√® - praticamente - se ti fermavi con la macchina pure per soffiarti il naso, letteralmente subito veniva un soldato: "Scusi, gentilmente non pu√≤ lasciare qui la macchina", ma subito!
Questa era la situazione che vivevamo ogni giorno. I luoghi erano presidiati 24 ore: c'erano delle garitte antiproiettile e c'erano i ragazzi con il mitra 24 ore.

Noi siciliani vedevamo questa cosa molto positivamente; certo: probabilmente chi era un criminale non la vedeva molto positivamente e - al contrario - la vedeva molto negativamente, ma è proprio per questo che noi siciliani la vedevamo molto positivamente. C'era molta sicurezza per strada; tutti questi controlli erano molto importanti, tutti questi presidi H24 erano molto importanti: come si suol dire è stato il momento in cui lo Stato ha avuto il coraggio di sbattere il pugno sul tavolo e dire "E NO: E MO' BASTA!"
Pu√≤ sembrare eccessivo, ma non abbiamo vissuto l'esperienza dell'Operazione Vespri Siciliani come una cosa eccessiva: al contrario dopo l'attentato di Capaci, dopo l'attentato di via D'Amelio, qui in Sicilia vedevamo veramente una situazione di guerra, e vedevamo veramente come una cosa molto pi√Ļ rassicurante tantissime persone delle forze dell'ordine e tantissime persone dell'esercito impegnate per garantire la nostra sicurezza.

√ą stata sicuramente un'operazione molto importante: si √® evoluta, poi - naturalmente - l'Operazione Vespri Siciliani non √® finita perch√© si son svegliati una mattina e hanno detto "Va bene: togliamo tutto quanto": l'Operazione Vespri Siciliani √® finita quando la Sicilia ha avuto la possibilit√†, le forze e gli uomini sufficienti per potersi gestire senza l'obbligo e la necessit√† dell'aiuto dell'esercito. √ą stato sicuramente molto importante l'aiuto dell'esercito, perch√© sicuramente √® stato il modo di lanciare un messaggio molto importante alla mafia: di lanciare il messaggio "Se questa √® una guerra, questo √® quello che siamo pronti a mettere in gioco."

Insomma: noi siciliani abbiamo vissuto l'Operazione Vespri Siciliani come una pagina molto positiva ed importante della storia della Sicilia.
Voglio concludere con una domanda molto veloce: il 23 maggio sarà l'anniversario della strage di Capaci: voi che state guardando questo video, c'eravate il 23 maggio del 1992? Vi ricordate qualcosa?
O non eravate ancora nati e avete solo sentito parlare di Giovanni Falcone, di Paolo Borsellino?
Nella vostra scuola, sul vostro posto di lavoro, si fa qualcosa il 23 maggio? Parliamone: nei commenti qua sotto oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr

Bene: io sono Grizzly e concludo questo vlog con un ringraziamento: a voi, per avermi seguito sino a questo momento, a Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tutti gli altri magistrati che hanno combattuto e combattono ogni giorno contro la mafia, e detto questo noi ci vediamo alla prossima: ciao a tutti!

domenica 13 maggio 2018

VLOG 214: Guidare un autobus?

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e... siete poco pi√Ļ di 1.300, tutti accomodati sulla mia station-wagon come se fosse un gigantesco autobus, che - in fondo - √® l'argomento di oggi, per cui cominciamo: sigla!
[♪♫♪]

Oggi vorrei parlarvi di trasporto pubblico sotto un determinato punto di vista e, per farlo, voglio portarvi un esempio: l'esempio del trasporto pubblico nella contea di Milwaukee.
Bene, per cominciare - quindi - vi presento il canale YouTube della societ√† di trasporto pubblico della contea di  Milwaukee (RideMCTS): ve lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda, se volete andate e iscrivetevi. √ą un canale che pubblica video molto particolari una volta ogni tanto, √® un canale estremamente piccolo (in questo momento - che sto girando - ci sono meno di duecento iscritti: stamattina c'erano 197 iscritti) e quello che si mostra su questo canale √® il funzionamento del trasporto pubblico di Milwakee ma, soprattutto, la societ√† ci vuole mostrare quella che √® l'eccellenza della societ√† di trasporto pubblico; eccellenza non solo nella funzionalit√† del trasporto pubblico: la societ√† opera come se fosse una grande famiglia, considera i propri dipendenti come dei familiari, i propri dipendenti (e i propri autisti) sono anche genitori, sono anche persone responsabili, sono persone che non si limitano a salire meccanicamente per guidare l'autobus come dei robot.
Infatti, per farvi capire di che cosa sto parlando, comincio col raccontarvi una breve storia: è un video di un minuto.
Tutto comincia un bel 4 luglio, la mattina del quattro luglio: è la festa dell'Indipendenza per gli Stati Uniti, quindi una bella giornata festiva.
Il nostro autista, Duane, sta guidando l'autobus alle sei del mattino, cominciando il turno; magari sta pensando "Bene: oggi si fa la grigliata, ci si incontra con gli amici, i fuochi d'artificio... ehy: che ci fa un bambino di 2~3 anni in pantofole in mezzo a un prato alle sei del mattino?"
Ecco l'eccellenza di cui sto parlando, ed ecco il primo video che vi segnalo (lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda): vediamo l'autista che nota un bambino in mezzo a un prato alle sei del mattino e capisce che c'è qualcosa di strano in questa storia.
Questo discorso dell'essere genitori, dell'avere l'istinto da genitore, è una cosa che ha reso famoso questo canale YouTube, con un video che è diventato virale (e infatti è un canale con meno di 200 iscritti, ma il video che sto per presentarvi ha oltre un milione di visualizzazioni), rappresenta sempre questo comportamento responsabile (e da genitore!) di un'autista: in questo caso la giovane madre Jeannie, che sta guidando l'autobus come normalmente avviene ogni giorno, quando all'improvviso nota due bambini che camminano sul marciapiede mano nella mano. Ma sono due bambini piccoli (alla fine di cinque anni e di un anno) e quindi capisce che c'è qualcosa che non va, e si ferma per cercare di capire CHE COSA non va.
√ą un video molto toccante, soprattutto dimostra un comportamento molto serio, onesto e responsabile: un comportamento sicuramente importante, un comportamento che ci si aspetta da una «persona adulta», da una «persona responsabile», e che colpisce quando √® perpetrato da una persona che sta anche facendo un lavoro, e che blocca il suo lavoro proprio per questa situazione: quindi vediamo anche il video di Jeannie: ve lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda. Questo video √® molto bello... sono - di nuovo - video di circa un minuto, quindi non portano via molto tempo per vederli: giusto per capire qual √® l'eccellenza della societ√†, che non √® solo un'eccellenza - come dicevo - legata al fornire un servizio funzionale, ma anche nel mostrare capacit√† di saper reagire alle situazioni pi√Ļ particolari.
Se guardate il canale, troverete un sacco di video che mostrano questa capacit√†: la capacit√† di reagire nelle situazioni di pericolo, la capacit√† di mostrare come un autista di un autobus sia una persona - innanzi tutto - che ha la responsabilit√† delle persone che porta a bordo, e che quindi deve saper reagire prontamente alle situazioni pi√Ļ allucinanti, come gente che taglia la strada all'autobus; ma anche alle situazioni pi√Ļ “simpatiche”, come - non so - un gruppo di oche che attraversa la strada!
C'è un po' di tutto su quel canale, e sono tutti video molto brevi eppure molto simpatici, tutti video che strappano un sorriso: un modo veramente molto simpatico di presentare il proprio servizio di trasporto pubblico e di presentare i propri conducenti, di rappresentare il proprio personale, i propri dipendenti come delle persone serie, oneste ma che naturalmente sono persone come noi: sono genitori, sono figli, sono persone che sanno mostrare cos'è l'importanza di essere cittadini responsabili
(come quello davanti a me, che ha appena LANCIATO UNA CARTA IN MEZZO ALLA STRADA!)
e soprattutto la societ√† di trasporto pubblico della contea di Milwakee ci mostra anche una sua faccia social che √® - appunto - anche questa molto simpatica. Infatti l'ultimo video che voglio segnalarvi di questo canale √® un video risposta ai Tweet pi√Ļ ‘cattivelli’, un modo di mostrare di saper essere social, di saper essere simpatici, ma soprattutto di saper essere anche seri, onesti, e mostrare che certe cose non ti tangono, che √®, comunque, anche un modo di affrontare correttamente - secondo me - anche il mondo sociale; quindi il terzo video che vi voglio presentare √® - appunto - "Risposta ai Tweet cattivelli": lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda, sto parlando del canale YouTube RideMCTS, quindi il canale della Milwakee County Transit System (il Trasporto Pubblico di Milwakee)... √® particolare pensare che una societ√† di trasporto in autobus abbia un canale YouTube, per√≤ - come ripeto - date un'occhiata a questo canale: ci sono molti video che - al di l√† dell'essere interessanti - per l'appunto strappano un sorriso, che pu√≤ essere un modo molto simpatico anche di cominciare la giornata.

E veniamo un po' all'argomento del giorno, parliamo sempre di trasporto pubblico: guardando il canale RideMCTS, una cosa che si nota è che ci sono anche autisti un po' di tutte le fasce d'età, e sono anche autisti giovanissimi.
Questa cosa mi ha colpito positivamente, perch√© in un mondo in cui √® sempre pi√Ļ complesso trovare un posto di lavoro, mi stupisce pensare che ci sono ragazzi che pensano di «mettersi in gioco» facendo gli autisti del trasporto pubblico; certamente √® una cosa complessa, ma certamente √® un'attivit√† lavorativa interessante e - in fondo - forse anche il canale RideMCTS diventa una vetrina per mostrare quanto pu√≤ essere interessante, divertente e simpatico svolgere il lavoro di autista d'autobus.
Ed ecco quindi la mia domanda, che non è tanto del tipo "Voi usate il trasporto pubblico?" quanto "Che rapporto avete con il trasporto pubblico?"
Voi utilizzate gli autobus, utilizzate il tram, la metropolitana? Lo considerate semplicemente uno strumento per muoversi dal punto "A" al punto "B"?
Oppure sapete anche apprezzare il viaggio, sapete anche apprezzare le piccole cose che succedono?
Siete persone che se ci sono intoppi, se ci sono situazioni nelle quali il trasporto è costretto a fermarsi... cominciate a essere insofferenti?
Oppure quando utilizzate il trasporto pubblico siete comunque consapevoli che ci possano essere degli intoppi, e comunque la vivete con filosofia?
Io ricordo che qualche tempo fa a Milano rimanemmo bloccati nella galleria (nel convoglio della metropolitana) per un quarto d'ora~venti minuti perché l'altro convoglio era rimasto bloccato in stazione perché eran saliti dei tifosi (del - se non ricordo male - St.Etienne): avevano cercato di fare dei danni sul convoglio, e quindi il convoglio non era potuto partire e il nostro è rimasto fermo a un semaforo rosso in galleria; una cosa molto complessa: c'era una situazione molto particolare (c'era questa partita a San Siro, quindi...) Però mi è capitato - appunto - di restare bloccato un buon 15~20 minuti (almeno) dentro la galleria e alla fine l'ho vissuto con filosofia. Ero appoggiato alla porta posteriore dell'ultima carrozza (della carrozza di coda), il conducente del turno precedente si era scordato il TETRA acceso e quindi ho anche potuto ascoltare tutta la conversazione che è andata avanti tra il conducente del nostro treno, il conducente dell'altro treno e la sala operativa che spiegavano la situazione in cui si stavano trovando, quindi una cosa un po' particolare; però - come ripeto - purtroppo gli intoppi succedono: possono succedere a me mentre mi muovo in macchina, possono succedere sul trasporto pubblico, quindi alla fine è anche tutta questione di dire "e vabbè, ehhh... sono cose che capitano: aspettiamo"
Oppure no? Il trasporto pubblico è solo uno strumento per andare dal punto "A" al punto "B" e qualunque intoppo è una cosa fastidiosa?
Magari in famiglia avete un conducente di autobus, un conducente di metropolitane, un ferroviere... non lo so: parliamone! Nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene ragazzi: io sono Grizzly, anche oggi abbiamo finito la nostra passeggiata. Come sempre spero di essere riuscito a intrattenervi, a farvi conoscere un canale YouTube simpatico, a parlare di un argomento che vi ha potuto stuzzicare un po' la curiosità (o almeno strapparvi un sorriso): se ci sono riuscito vi ricordo di fare pollice-in-alto e di condividere questo vlog con i vostri amici (anche su Whatsapp o Telegram), magari con i vostri amici che fanno molto uso del trasporto pubblico.
Vi ricordo - se non l'avete gi√† fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: √® gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace cos√¨ tanto, che - DECISAMENTE - √® gradevole anche quando poi andate su un mezzo pubblico!
Inoltre, se seguite anche il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Sono Grizzly, questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 6 maggio 2018

VLOG 213: Il telex #OperazioneNostalgia

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Benvenuti viaggiatori: sono Grizzly e questa alle mie spalle è l'antica Torre Telegrafica di Siracusa. Da qui partivano dei cavi di rame che finivano presso l'ufficio postale di Ortigia.
La rete telegrafica è stata abbandonata già da moltissimo tempo, naturalmente è stata soppiantata dalla rete telefonica, da internet etc.
Ma - naturalmente - il passaggio dalla rete telegrafica alla rete telefonica non è stato un passaggio molto veloce, bensì è stato un passaggio piuttosto graduale. E prima della cancellazione completa della rete telegrafica, ha avuto un'evoluzione: un'evoluzione che è stata quella della rete del telex.
La rete del telex era una sistema basato sull'idea della rete telegrafica, basato sul principio di poter inviare dei brevi messaggi, ma che ha avuto la possibilità di crescere lentamente e di evolversi diventando una rete che ha funzionato per moltissimo tempo.
Una delle reti di gestione del telex nel mondo è stata la IRICON. La rete IRICON aveva un sistema molto particolare di identificare i propri terminali: per esempio se ci fosse stato un terminale telex nella famosa sala prove di Firenze in via dei Bardi, l'identificativo di questo terminale sarebbe stato
  • "L" (identificativo della rete IRICON),
  • "IT" (identificativo per l'Italia),
  • "FI" (identificativo della sigla di Firenze) e
  • "BA" (come identificativo de "via dei Bardi")
seguito da una sequenza numerica, probabilmente "01" [zero uno] per identificare il primo terminale, ossia "LITFIBA01".
E l'esempio infatti non è fatto a caso, se conoscete i Litfiba allora immaginerete che sì: è l'indirizzo virtuale che avrebbe avuto un terminale telex della IRICON nella sala prove di via dei Bardi, dove è nato il gruppo. Infatti il fondatore del gruppo aveva lavorato come operatore telex in passato e aveva pensato a questa cosa.
Bene: oggi - come dicevo - voglio parlarvi del telex, in questo che è Diario di Viaggio on the road Operazione Nostalgia.
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Il telex √® stato un sistema di comunicazione semplificato a commutazione di circuito. La rete ha funzionato, in Italia, pi√Ļ o meno dalla met√† degli anni ‘50 sino al 2001, quando √® stata dismessa ufficialmente.
√ą stata appannaggio di Poste e Telegrafi (poi diventata Poste e Telecomunicazioni); il sistema delle telescriventi e il protocollo utilizzato (il CCITT.R44) √® utilizzato sino ad oggi per quanto concerne le comunicazioni radio nautiche per l'invio - per esempio - dei bollettini meteorologici o di brevi dispacci, perch√© √® un sistema estremamente veloce ed efficiente per l'invio di brevi comunicazioni a grandi quantit√† di utenti.
Ovviamente le grandi navi (grandi navi da crociera, le navi pi√Ļ moderne) hanno il NOR satellitare e utilizzeranno quindi il fax o direttamente l'email, ma le piccole e medie imbarcazioni ancora utilizzano questa tipologia di sistema.
Bene, il sistema era gestito - come dicevo - da Poste e Telegrafi ed era gestito con un'unica infrastruttura di rete, anche se in realtà le reti telex disponibili in Italia erano tre.
La prima era la rete telex vera e propria (era la rete degli utenti): erano collegate le utenze, quindi erano collegate le grandi aziende - non so - le banche, le grandi aziende agricole, gli alberghi.
Poi c'era la rete pubblitelex, la rete telex ad accesso pubblico, che era la rete dei terminali telex disponibili presso gli uffici postali.
Infine c'era la rete telestato, che era una rete telex utilizzata dagli uffici pubblici, dagli enti pubblici, quindi dagli uffici statali, dagli uffici regionali, provinciali, comunali etc.
Ora, nonostante una grande diffusione della rete telex, naturalmente - soprattutto nell'ambito di telestato e nell'ambito di pubblitelex - non è che in TUTTI gli uffici c'era un terminale telex, perché seppur vero che il sistema era molto veloce ed economico (ed affidabile) per l'invio di brevi comunicazioni, bisognava che CONVENISSE che ci fosse il sistema, quindi che ci fosse la necessità di inviare grandi quantità di comunicazioni.
Per esempio per quanto concerne il pubblitelex, generalmente l'ufficio postale centrale di ogni città aveva il terminale telex, ma gli altri no.
Una comunicazione scritta inviata con la rete pubblitelex (una comunicazione telegrafica) veniva chiamata semplicemente “telegramma”, termine che √® arrivato sino al giorno d'oggi, naturalmente.
Ora dov'era disponibile il terminale telescrivente, si inviava il telegramma direttamente dal terminale telescrivente alla successiva destinazione, ma quando l'ufficio aveva necessit√† di inviare, diciamo meno di una cinquantina di telegrammi al giorno, allora si preferiva non mettere il terminale telex direttamente presso l'ufficio, bens√¨ doveva essere quest'ufficio a telefonare all'ufficio distrettuale pi√Ļ vicino con un terminale disponibile, ed effettuare la dettatura telefonica del telegramma.
Questa procedura andava sotto un nome anch'esso molto diffuso negli anni passati: il cosiddetto “fonogramma”.
Per i curiosi, quando un telegramma doveva venire inviato all'estero e quindi passava attraverso i cavi telegrafici sottomarini, in questo caso si chiamava “cablogramma”.
Come dicevo le tre reti (telex, pubblitelex e telestato) esistevano fisicamente sulla stessa tipologia di rete, per√≤ non potevano cooperare direttamente fra di loro, perch√© su ogni terminale telescrivente era installato un «dispositivo di interdizione» che permetteva a quel terminale di operare solo nella rete di appartenenza.
In Italia avevamo due grossi gateway (uno a Roma e uno a Milano) per quanto concerne la comunicazione internazionale o per quanto concerne le comunicazioni tra le reti telex, che erano rare ma poteva capitare che dovessero avvenire.
La comunicazione avveniva a una velocit√† molto lenta (circa 45 bit al secondo), per√≤ in realt√† sufficiente. All'inizio si utilizzava il «Codice Baudot», che era un sistema di comunicazione a cinque bit, quindi abbastanza efficiente per l'invio di brevi comunicazioni (potevano avvenire le comunicazioni veramente in pochissimi secondi); successivamente si √® approntato il sistema CCITT.R44 (dopo essere passati da vari altri protocolli). Il CCITT.R44 √® quello che √® arrivato sino al giorno d'oggi, √® quello che viene utilizzato nell'ambito delle comunicazioni radio marittime.
Attraverso questo sistema, comunque, era possibile inviare comunicazioni molto velocemente da una terminazione all'altra, quindi il costo d'invio delle comunicazioni (il costo di occupazione della rete) era molto stretto. Non solo: la comunicazione avveniva in una banda strettissima (di circa 120Hz), contro la comunicazione telefonica vocale, che invece occupava all'incirca 3100Hz; quindi attraverso lo ‘scostamento di banda’ era possibile - sul singolo doppino telefonico - inviare moltissime comunicazioni telegrafiche contemporaneamente, ed √® una cosa che ha contribuito, soprattutto grazie a questo discorso dei costi molto bassi di invio (a livello della rete) alla diffusione del sistema telex.
Naturalmente poi, nel corso del tempo, la maggior diffusione della rete di telefonia (la maggior diffusione della rete internet) hanno portato - piano piano - all'abbandono del sistema del telex.
Il telegramma è arrivato sino ai giorni nostri: qui in Italia c'è ancora una grande cultura del telegramma soprattutto, non so, per i complimenti per un matrimonio o la nascita di un figlio, o - magari - per le condoglianze.
Il sistema nel corso del tempo si è evoluto: si era cominciato con il Codice Baudot a 5 bit e si passava materialmente a trasmettere i dati - proprio - su schede perforate (su dei nastri perforati), tanto che c'erano alcune cose, che venivano utilizzate quando c'era il sistema dei nastri perforati, che poi - quando si è evoluto il sistema utilizzando l'elettromeccanica e poi l'elettronica - alcune abitudini sono rimaste tali.
Per esempio l'identificativo del telegramma veniva indicato con una serie di codici (che permettevano di identificare subito il "limite" del telegramma sul nastro perforato: sia l'inizio che la fine), che veniva subito riconosciuto dall'operatore quando usciva la scheda perforata, e quelli pi√Ļ urgenti anzich√© venire prima trascritti e poi rinviati dove necessario, veniva presa la scheda perforata e reinfilata nella prossima macchina che doveva effettuare il reinvio quando ancora stava continuando a uscire il nastro dalla prima macchina.
E un'altra cosa che era rimasta era che, per identificare la fine di un telegramma, si utiilizzava una sequenza che potesse essere facilmente riconoscibile prima sulla scheda perforata e poi sulla terminazione. E la sequenza maggiormente utilizzata era quella di quattro lettere "N", tanto che poi √® rimasta quando si √® passati al sistema elettromeccanico (si concludeva la digitazione del telegramma sulla telescrivente mettendo quattro lettere "N" su una riga vuota), e talmente √® rimasta questa abitudine che nei moduli che venivano compilati agli uffici postali manualmente per inviare i telegrammi, il modulo si completava con - in basso, al posto della firma - queste quattro lettere "N" stampate! Alcune delle pi√Ļ vecchie versioni del programma “mail” per i sistemi Unix (come Linux) riconoscevano, durante l'invio di un messaggio, la conclusione del messaggio premendo punto su una linea vuota, oppure digitando quattro "N" maiuscole su una linea vuota.

Insomma ragazzi questo era il telex, adesso passo la palla a voi: voi conoscevate il sistema? I vostri genitori (o i vostri nonni) hanno lavorato in un ufficio pubblico in cui c'era il telex? Oppure in una grande azienda in cui c'era il telex? L'avevate sentito nominare? Vi è mai capitato di mandare dei telegrammi?
Sapevate questa piccola curiosità delle quattro "N"? Oppure no: siete parte di quella generazione che è nata con l'elettronica e avete inviato tutte quante le comunicazioni per email, per Whatsapp, per Telegram! Parliamone: nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Io sono Grizzly, questo era #OperazioneNostalgia: come sempre vi ricordo di fare pollice-in-alto, condividere questo vlog, iscrivervi al canale, noi ci vediamo alla prossima. Ciao a tutti!