domenica 25 luglio 2021

Recuperatori di legname (Deep Dark Diary 09)

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Il Do-It-Yourself, ma nella sua forma più economica: non già costruire qualcosa, quanto piuttosto riciclarlo letteralmente dalla spazzatura!
Benvenuti: io sono Grizzly e questo è Deep Dark Diary

C'è chi è abbastanza bravo con il fai-da-te e, magari, si mette a fare dei mobiletti o piccoli lavoretti d'artigianato domestico… ho una strana sensazione di déjà-vù…
Scherzi a parte, dopo aver affrontato (nello scorso episodio) il do-it-yourself dei forgiatori, oggi è il momento di parlare degli ebanisti.
Sto parlando di maker capaci di realizzare dalla più semplice mensola al più complicato armadio polifunzionale, magari pieno di scomparti segreti e chissà quante altre amenità.
E, mai come in questo periodo storico, il maggior successo è per quei canali - soprattutto - provenienti da Cambogia, Vietnam, Singapore, India, Pakistan e Thailandia
Sì, insomma: praticamente quelle nazioni i cui creator hanno imparato a cavalcare l'onda dei survivalist, anche se - in questo caso - l'idea sembra maggiormente quella dei recuperatori e dei restauratori: più che trovare qualcosa cui ridare la vita originale, l'idea è di recuperare qualcosa dai rifiuti per poterla riutilizzare in maniera più creativa.
In questo caso mi riferisco a scarti di legno, provenienti magari da demolizioni o da vecchi pallet consumati e rovinati; in questo caso dall'idea di recuperare qualcosa dai rifiuti, per costruire qualcosa di nuovo e di utile.
Abbiamo due grandi scuole di maker: da una parte quelli che si limitano a realizzare qualcosa di grezzo, ma fondamentalmente adatto allo scopo, ed ecco che avremmo - magari - una bella poltrona o una scrivania abbastanza funzionale, in cui - però - è piuttosto evidente l'origine del legname di scarto (o del pallet da cui è tratto); ma anche degli eccellenti ebanisti che - dopo aver pulito, curato, piallato e ripristinato il più possibile ogni singolo listello di legno - non lesinano in lavoro di incollatura, lucidatura, pareggiamento e verniciatura, spendendo tempo, cura, attenzione per i dettagli e robuste quantità di olio di gomito per realizzare mobili d'altissima classe, che è persino difficile credere abbiano un'origine umile come un pallet.
Non mancano quelli che riescono a recuperare, inoltre, trucioli pregiati per riutilizzarli in abbellimenti artigianali degni - per esempio - dei più bravi ebanisti francesi nel XVIII secolo, e riconosco che (nonostante fra le due scuole di maker sembri esserci LETTERALMENTE un abisso) ci siano eccellenze e grandissima capacità, sia di inventiva che di lavorazione del legno, in entrambi i casi.
Inoltre abbiamo chi - magari - si è specializzato nelle attività di intaglio, chi nella produzione di grandi manufatti e mobili, ma anche chi risulta essere - letteralmente - il Mago del Tornio, oppure quelli che fondono il legno alla resina trasparente, creando - poi - dalla ciotola centrotavola alla tazza da tè di grandissimo pregio.
Purtuttavia, così come per il metallo fuso, anche lavorare il legno può significare restare a contatto con apparecchi o situazioni che possono risultare in gravi incidenti e - quindi - ci può stare che qualcuno guardi questi video più per invidia di non poterlo fare, più che per voglia di prendere l'ispirazione e farsi qualcosa di simile a casa…
E questa è proprio la mia domanda: voi guardate degli ebanisti o dei riciclatori di legname?
Lo fate perché siete curiosi, o perché vi hanno dato - magari - qualche idea interessante da realizzare in casa, o per spingere un po' il vostro lato fai-da-te?
Oppure no? Meglio lasciare che siano gli esperti a fare lavori artigianali su misura, e voi restate dei semplici spettatori? Parliamone!
Bene: io sono Grizzly e questo era Deep Dark Diary: il contenitore che - ogni ultima domenica del mese - ci porta a fare un viaggio lungo il lato oscuro del folklore, della cultura o della tecnologia: noi ci vediamo al prossimo episodio!

domenica 18 luglio 2021

VLOG 370: Il perché degli incendi estivi

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Benvenuti a bordo viaggiatori: io sono Grizzly e sono nel parcheggio del Parco Commerciale Belvedere, e ho scelto questo posto appositamente, per un motivo che ha a che fare con l'introduzione di questo video.
Alle mie spalle c'è un negozio che si chiama “Centro Risparmio” (ex AWR), che è un grande negozio di cinesi e di qua - alla vostra sinistra - c'è l'acquapark di Siracusa.
Domenica 4 luglio 2021 alle 13 queste due attività (e, se non fosse stata domenica, probabilmente anche il cantiere che c'è qua davanti) sono state evacuate, assieme alla completa chiusura della strada che c'è qua di lato, perché un gigantesco incendio è arrivato - praticamente - fin dentro il parcheggio dell'acquapark (e c'era una grave situazione di pericolo), che non è stato l'unico incendio presente domenica 4 luglio: è stata una giornata massacrante per i vigili del fuoco e per la protezione civile… vorrei portarvi questa brevissima testimonianza di soli due interventi, quando si capiva che qui la situazione stava diventando brutta e - nel frattempo - che c'era un'altra situazione brutta alle spalle (in una zona che si chiama Tremmilia): ve lo faccio sentire in venti secondi di comunicazioni radio tra due squadre della protezione civile:
-DX, DX da BL
-Vieni avanti!
-Ma… com'è lì la situazione? Perché qua abbiamo qualcosa di grosso, zona… molto grosso zona Auchan
-Il tempo che controlliamo, perché qua pure è grosso!
-K, ricevuto
Questo per sottolineare (se non ce ne fosse bisogno) che qua in Sicilia abbiamo la piaga degli incendi estivi.
Bene: oggi vorrei parlare di questo problema, vorrei parlarne in linea generale, esprimendo un po' qual è il mio parere, ma vorrei anche sentire un po' qual è il vostro parere sulla situazione in questo nuovo, più breve del solito, episodio di Diario di Viaggio on the road
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Teorema di Grizzly sugli incendi estivi di sterpaglie:
L'autocombustione è un fenomeno che, solitamente, si verifica in presenza di auto teste bacate, munite di opportuni auto accendini
E, dopo aver enunciato questo teorema, dirò che no, per carità: non sto qui a dire che il 100% degli incendi estivi di sterpaglie sono tutti quanti appiccati deliberatamente dall'uomo.
Ciò non toglie che questa percentuale sia estremamente alta: sono molto, molto rari gli incendi provocati da cause accidentali.
Qualche anno fa, facendo attività di protezione civile, ci è capitato di soccorrere una coppia - in autostrada - perché improvvisamente si erano liberate fiamme e fumo dal cofano del motore, il tizio ha avuto solo il tempo di buttare l'auto sulla corsia di emergenza e scendere, nel giro - letteralmente - di 30 secondi l'auto è stata completamente avvolta dalle fiamme e, con l'auto avvolta dalle fiamme, le stesse si sono estese alle sterpaglie che c'erano accanto all'autostrada.
Questa è una causa accidentale, ma è una di quelle cose che ti succede una volta l'anno, tantissime altre volte quello che salta fuori sono: o le idee geniali di qualcuno che pensa che "la maniera migliore per liberarsi da topi e zecche sia quella di bruciare indiscriminatamente la campagna" (che magari gli sembra anche una buona idea, finché - poi - il fuoco non viene a bussargli alla porta di casa!), o c'era quell'idea - in passato - di prendere un terreno che era produttivo ma produceva sempre di meno, danneggiarlo col fuoco per farlo diventare un “terreno all'abbandono”, poi facevano passare tre~quattro~cinque anni:
-Senti: visto che il terreno è all'abbandono, facciamo un progetto per costruirci sopra qualcosa.
Qua in Sicilia c'era un racket che faceva di queste cose, poi - però - il gioco non è diventato più tanto conveniente perché adesso (già da qualche anno) c'è il “catasto dei terreni che hanno subito incendi” e, in caso di incendio grave, sul terreno non è possibile edificare per un tempo compreso tra i 25 e i 35 anni, a seconda di dove si trova questo terreno; e - nel frattempo - qualora gli incendi nel corso del tempo dovessero ripetersi, ogni volta che si ripete un grave incendio e che, quindi, viene accatastato il terreno perché danneggiato dal fuoco… si ricomincia il conteggio dei 25 anni, quindi conviene ben poco pensare di disfarsi di un terreno improduttivo facendolo diventare delle Ottime Villette Vista Mare.
Ma, tolta questa situazione, la domanda rimane: ogni anno ci sono decine di incendi di sterpaglie, qua in Sicilia - veramente - è una battaglia; talvolta una battaglia che riesce ad arrivare al «Giorno dell'Incendio Massimo», del casino infernale, e appena scoppia quel casino infernale (qualunque sia il giorno in cui è scoppiato quel casino infernale) è un po' come se la stagione antincendio finisse: letteralmente, perché dopo quel momento (dopo che scoppia il casino infernale) a quel punto non hai più tre~quattro incendi al giorno, ma - forse - diventa un piccolo incendio alla settimana, forse anche meno: da una parte perché, quando le cose si sono fatte talmente grosse da minacciare diverse case, siamo poi nella condizione che se tu stai passeggiando per strada e tenti di accenderti una sigaretta… COME MINIMO t'arrivano addosso una decina di secchiate d'acqua, 'na quindicina di estintorate, e una quarantina di persone chiama i pompieri!
Ma dall'altra parte perché cominciano a girare di più le FdO, la protezione civile, si organizzano quelli che sono i cosiddetti «pattugliamenti dinamici»: girano i mezzi della protezione civile, della forestale, delle forze dell'ordine… per tutte queste strade e stradine dove - tipicamente - ogni anno scoppiano degli incendi…
e (guarda un po'!) la presenza costante della protezione civile o delle FdO tende a essere uno strano deterrente per i fenomeni di autocombustione.
Oppure è tristemente ovvio quanto ci sia la mano dell'uomo dietro queste situazioni.
Però, quantomeno, una domanda sorge spontanea (mentre stiamo passando i residui di quello che è successo il 4 luglio 2021, che parte quest'incendio da qua e scende per un paio di chilometri, oltre a estendersi dai due lati, scende per un paio di km sino ad arrivare all'acquapark); dicevo, la domanda sorge spontanea: dietro c'è la mano dell'uomo, del signor X che è andato lì e ha acceso…
Ma perché?
Sono terreni all'abbandono su cui vuole costruire?
No, perché qui sono - per esempio - delle zone che ogni anno tendono a prendere fuoco.
È l'idea di andare a eliminare i topi e le zecche?
Ma non lo so quanto, perché poi il fuoco - ogni volta - arriva molto vicino alle abitazioni, arriva molto vicino alle zone commerciali, ci sono delle evacuazioni, ci sono dei rischi e ci sono dei danni.
Quindi qual è lo scopo? Per quale motivo ci sono persone che pensano sia molto intelligente andare e incendiare?
Ed è qui che io mi fermo: io mi faccio questa domanda, ogni anno (più volte all'anno), e non mi so rispondere.
Aziende agricole che - ogni anno - riescono a salvarsi per il rotto della cuffia e facendo un grandissimo lavoro di prevenzione che dura un anno: tracciare dei tagliafuoco, effettuare una completa pulizia del terreno, distanziare le piante, rinunciare ad avere piante produttive sino al bordo della strada per lasciare cinque~sei~otto metri di linea tagliafuoco…
Tra parentesi: qua (ecco) qua ha bruciato, e qua c'è la valvola di intercettazione del metano: c'è stato l'incendio di sterpaglie che è arrivato sin dentro alla valvola di intercettazione del metano!
Fortuna vuole che - essendo erba secca - ha bruciato in pochi secondi.
E non stiamo parlando di fulmini, non stiamo parlando di bottigliette di vetro, non stiamo parlando di mozziconi di sigaretta: stiamo parlando della mano dell'uomo che va ad accendere.
Per quale motivo, poi? Questa è la domanda: io non mi so rispondere, e voi?
Provate a darmi voi una risposta, nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Io vi ringrazio per avermi ascoltato sino a questo momento, se sono riuscito a farvi pensare agli incendi estivi sotto un occhio differente, come sempre: pollice-in-alto e condividete.
Iscrivetevi al canale: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, abbondantemente diverso dall'odore che resta addosso dopo un incendio di sterpaglie (e credetemi: ne so qualcosa!)
Vi ricordo il canale Telegram (linkato sul doobly-doo e sulla scheda) per piccole curiosità, dietro le quinte e notifiche quando pubblico nuovi video o vado live sulle app social.
Infine segnalatemi un argomento che vi piacerebbe io trattassi su #DdVotr
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 11 luglio 2021

VLOG 369: Luca: quattro cose sul film Pixar 2021

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly e oggi voglio parlarvi di “Luca”: film Pixar rilasciato a giugno 2021 sul canale Disney+; film diretto da Enrico Casarosa e ambientato in Italia: è un film bellissimo, è un film che - se non avete visto - vi consiglio ASSOLUTISSIMAMENTE di andare a recuperare, di guardare con tutta la famiglia (con i bambini, con gli adulti): è veramente leggero, è piacevolissimo…
Ma - soprattutto - recuperate il film prima di andare avanti con la visione di questo vlog, perché in questo vlog farò la classica analisi che mi piace fare a me (due punti positivi e due punti negativi su questo film), ma dovrò fare qualche leggero spoiler collaterale per spiegarmi meglio, quindi non voglio rovinarvi la visione; per cui: andate a recuperare il film e cominciamo questo nuovo episodio di Diario di Viaggio on the road
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“Luca” è ambientato in Liguria alla fine degli anni '50~inizio degli anni '60, nel borgo marinaro di Portorosso… che è un paese che non esiste.
Portorosso è un po' come il camilleriano Vigata: incarna un po' l'idea del borgo marinaro ligure, della cittadina che sta sul mare, però che è in collina, c'è la gente che vive di agricoltura e di pesca, tutti quanti si conoscono abbastanza bene, c'hanno il loro folklore… è una cosa molto graziosa ed è un bellissimo spaccato dell'Italia, un bellissimo messaggio per far vedere al mondo quali sono i valori dell'ospitalità e della funzionalità dell'Italia.
Ogni dettaglio è curato con grandissima attenzione: tutte queste casette colorate, tutte queste cose molto simpatiche, lo stesso sacerdote che è molto attivo, gestisce i volontari, prepara il secchio per Giulia… richiama - un po' - la figura di Don Camillo.
Prima di cominciare con i quattro punti (due positivi e due negativi), la nota che ho trovato veramente molto simpatica: c'è questa scenetta in cui Luca è appena uscito dall'acqua (e ha scoperto che, quando si asciuga, diventa un essere umano), sta parlando con Alberto e - a un certo punto - gli dice:
-Sì, ma la coda?
-Eh sì: è la sindrome della coda fantasma, ci farai l'abitudine!
Questa è una cosa che ho trovato divertentissima, è buttata lì ma ci sta benissimo questa cosa.
Mentre, cosa che mi ha fatto storcere un pochettino il naso, onestamente: i genitori stanno cercando Luca in giro per il paese, a un certo punto passano sotto l'arcata, c'è il manifesto del film al cinema ("Il mostro degli abissi"), passa il papà di Luca, guarda:
-Ugo?
Dovrebbe essere una battuta? Dovrebbe farmi ridere? Vabbè: diamola per buona.
Ma comunque cominciamo con i quattro punti, e cominciamo dal punto UNO, positivo: l'atmosfera, i dettagli, quella che è la trama e la narrazione, sono qualcosa di veramente molto bello; inoltre questo film lancia un messaggio importantissimo: il messaggio di integrazione, il messaggio di amicizia con i diversi che, soprattutto in questo periodo storico, è un messaggio veramente molto, molto importante e che non va sottovalutato.
Punto DUE, definiamolo «negativo» (più che altro lo definisco "strano"): Luca è arrivato sulla terra ferma per la prima volta, dunque sta imparando un po' tutto: sta imparando che non è più un mostro marino quando è asciutto, sta imparando che la coda è la sensazione della coda-fantasma, e deve imparare a camminare, perché è una cosa che - tendenzialmente - non ha mai fatto.
I genitori, che vanno a cercare Luca, arrivano sulla terra ferma e… sanno già camminare e correre senza battere ciglio.
Questo, sinceramente, non mi ha convinto al 100%
Punto numero TRE, positivo: il messaggio, molto importante, non solo dell'integrazione con i diversi, ma anche dell'avere la capacità e la forza di affrontare le difficoltà anche con grande spirito di sacrificio e abnegazione.
Mi riferisco alle scene finali della gara, quando Luca decide di mostrare a tutti di essere un mostro marino anche lui, e quando i due decidono di fermarsi e tornare indietro per aiutare Giulia. Sono due punti - magari - un po' da cliché, ma sono stati trattati nella maniera più corretta per lanciare questo importantissimo messaggio, che è veramente tanto da apprezzare.
Punto numero QUATTRO, secondo me negativo (o - comunque - che mi ha lasciato un attimo interdetto): i due ragazzi arrivano per la prima volta a cena a casa di Giulia e del papà Massimo, vedono che sta pulendo il pesce, che è lì che decapita i pesci e butta via le teste e sono un tantinello inquietati da questo comportamento. E ci può stare: in fondo sono creature del mare.
Poi, però, escono per andare a pescare con Massimo e lo portano via da quello che è il cimitero dei pesci (la zona pericolosa): lo portano in una zona di pesca tale da fargli completamente riempire la barca di pesce. Come funziona? Questa cosa - devo dire - mi ha lasciato un attimo a dubitare, un po'. Ma… diamola anche per buona, perché intanto vediamo che Luca, in fondo, all'inizio del film fa una sorta di pastore, e quindi - magari - probabilmente hanno tutti questi pescetti perché li utilizzeranno anche come fonte di cibo?
Prima di concludere, una piccolissima curiosità: abbiamo detto che il film è ambientato in un'epoca, che non sembra troppo precisa, tra la fine degli anni '50 e l'inizio degli anni '60.
Massimo (il papà di Giulia) è focomelico (gli manca un braccio), nel periodo di riferimento (tra il '59 e il '65): è stato il periodo tristemente famoso per la nascita di tanti bambini focomelici perché è stato il periodo in cui si era utilizzato il Contergan (la Talidomide) come farmaco antinausea per le gestanti, con il problema che aveva l'importantissimo effetto collaterale di provocare gravi malformazioni nei feti.
Solo che quello è il periodo in cui si era cominciato ad utilizzare il farmaco, quindi sono i bambini nati in quel periodo che rischiavano di avere questo tipo di malformazioni, di certo non Massimo, perché si suppone essere un padre giovanile (probabilmente avrà sulla trentina d'anni), quindi - probabilmente - è nato (appunto!) trent'anni prima dell'avvento del Contergan.
Ma diciamo che questa cosa mi ha lasciato pensare un pochino: magari non è voluta, magari è voluta un po' apposta, visto che c'è - appunto - anche il messaggio dell'integrazione con le varie diversità.
Ad ogni modo questo era Luca, film del 2021, molto, molto leggero e piacevole, ed ecco quindi la mia domanda: voi l'avete visto? Non l'avete visto e non avete intenzione di guardarlo?
Se l'avete visto, siete d'accordo con me su questi punti? Oppure ci sono altri punti che avete notato, nel film, che si possono considerare «punti positivi» e altri punti che - invece - si possono considerare «punti negativi» o - comunque - se non negativi, che vi hanno fatto storcere il naso? Vi hanno fatto grattare un po' la testa, confusi?
Come sempre parliamone, nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Grazie per avermi ascoltato sino a questo momento: se la mia analisi vi è piaciuta, come sempre pollice-in-alto e condividete con gli amici.
Iscrivetevi al canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, che no: non somiglia affatto all'odore di pesce che hanno sempre addosso Luca e Alberto.
Seguite anche il canale Telegram (linkato sul doobly-doo e sulla scheda) per piccole curiosità, dietro le quinte e notifiche quando pubblico nuovi video o vado live sulle app social.
Infine segnalatemi se vi piacerebbe che trattassi qualche argomento particolare su #DdVotr
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 4 luglio 2021

VLOG 368: Il DOS e i programmi correlati #OperazioneNostalgia

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Benvenuti: io sono Grizzly e questa è la scatola originale del IBM PC-DOS 7, che conteneva questi: i Minidischi di Installazione.
E sì: questa cosa mi ha sempre ricordato tantissimo Goldrake!
Ma oggi non siamo qui per parlare di robottoni giapponesi, bensì solo di vecchi sistemi operativi: nello specifico parliamo di DOS, in questo nuovo episodio di Diario di Viaggio on the road #OperazioneNostalgia
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Nel 1981 Microsoft, IBM, Digital Research (e qualche altra azienda) cercarono di trovare un accordo commerciale per sviluppare, mettendo assieme le loro sinergie, un sistema operativo destinato alle macchine che cominciavano a svilupparsi in quel periodo; non si riuscì a ottenere un vero e proprio accordo: molti si ritirarono, decisero di fare un passo indietro; alla fine le cose non andarono come previsto, non ci fu un'unica immensa sinergia per creare un unico sistema operativo.
Chi ebbe un po' più di successo fu Microsoft, con il rilascio - appunto nel corso del 1981 - di MS-DOS (Microsoft DOS); IBM cercò di approfittarne un po', creando un accordo: IBM sviluppava il proprio sistema operativo (IBM PC-DOS, “IBM DOS”) nel 1981; ma c'erano molti accordi di collaborazione: IBM PC-DOS, anche se - fondamentalmente - era sviluppato da IBM, includeva moltissime librerie e moltissimi comandi che erano stati sviluppati da Microsoft e, poi, semplicemente inclusi nel sistema operativo, e quindi le grosse differenze tra MS-DOS e PC-DOS principalmente erano legate a piccole utilità, specifiche - proprio - di macchine IBM, di IBM Personal System, che erano rilasciate da IBM solo per il loro sistema operativo, anche se - in realtà - poi queste utilità erano compatibili: si potevano passare i file tra le differenti versioni di PC-DOS e MS-DOS.
Tuttavia dal 1987 anche la IBM cominciò a seguire una strada differente: c'era sempre un po' di collaborazione con Microsoft, ma il sistema operativo IBM PC-DOS cominciò a seguire una strada tutta sua e uno sviluppo più dedicato.
In realtà cominciava - lentamente - a morire il sistema operativo DOS: cominciavano lentamente a svilupparsi delle alternative interessanti e, non a caso, anche a livello di DOS già dal 1987 si cercava di dare maggiore potenzialità alle cose: nel 1988 la Digital Research cominciò a creare un clone dei sistemi operativi IBM-DOS e MS-DOS, clone che si chiamava DR-DOS (il “Digital Research DOS”), che aggiungeva delle funzioni interessanti, dei comandi aggiuntivi, delle potenzialità differenti, una maggiore velocità di esecuzione… e che giocava - molto - anche sul discorso di cercare di dimostrare di essere superiore al DOS, per esempio utilizzando numeri di versione simili a quelli di MS-DOS, ma andando un po' oltre (per esempio l'uscita di DR-DOS avvenne in concomitanza con il rilascio della versione 3.30 di MS-DOS, ed ecco che DR -DOS uscì nella versione 3.41!).
E, proprio con la spinta di voler migliorare un pochino le cose a livello di linea di comando, di interfaccia a linea di comando, cominciano a nascere anche delle utilità che volevano andare proprio al di sopra del sistema operativo: per esempio, sin dal 1989, è stato 4DOS.
4DOS (o ‘QuattroDOS’, così com'è scritto) era un'utilità che andava - proprio - a sostituire il COMMAND.COM: andava proprio a sostituire l'interprete dei comandi di DOS, aggiungendo una serie di funzionalità molto interessanti sia a livello di comandi integrati, sia a livello di funzionalità ed estensione della funzionalità dei comandi esistenti; si aggiungeva - per esempio - il completamento della sintassi attraverso il pulsante TAB: una cosa che, poi, si è diffusa a tantissimi altri interpreti a riga di comando, non solo nell'ambito DOS: ricordiamo - per esempio - la Bourne Again SHell (la Bash) sui sistemi Unix.
Tra l'altro 4DOS fu anche incluso in un pacchetto: le Norton Utilities, con il nome di NDOS (“Norton-DOS”).
Ricordando vagamente le Norton Utilities, questa serie di programmi che permettevano di migliorare la funzionalità della macchina, perché non parlare di una delle più importanti utilità che si diffuse, nel corso del tempo, sulle macchine DOS per gestire un po' meglio le macchine da riga di comando: parlo dei cosiddetti file manager ortodossi, il più importante dei quali è stato il Norton Commander.
Sviluppato sin dal 1984 è arrivato - letteralmente - quasi ai giorni nostri; ovviamente interpretato nelle versioni per Windows e in innumerevoli cloni: quello - sicuramente - più importante resta il Midnight Commander, sviluppato dal progetto GNU e disponibile sui sistemi operativi Linux sin dal 1994, che è uno strumento molto efficace ed efficiente per facilitare moltissime operazioni di gestione e manutenzione dei file.
Tra i file manager ortodossi un programma sicuramente da citare è quello della Central Point Software: il PCTools (sotto alcune versioni chiamato PC Utilities o PC Shell); mi ricordo l'Advanced PC Tools 5.5, che è quello che ho avuto io per moltissimo tempo sulle macchine (che è stato il precursore - anche - di Norton Commander e di utilità simili), che permetteva già di fare molte cose, più comode che dovendo digitare ogni singolo comando.
Prima di concludere devo naturalmente citare i programmi di emulazione di terminale seriale, con i quali era possibile collegarsi alle BBS: sicuramente Telix, Terminate e similari, tra cui {COMMO}, di cui parlerò in un altro episodio di #OperazioneNostalgia
Dal 1981 sono passati ben quarant'anni, quindi il DOS - ormai - è diventato qualcosa di quasi dimenticato, anche se - in realtà - ancora esiste non solo per quelli che sono i “sistemi abandonware”, ma anche perché nel 1994, quando Microsoft annunciò che via via non avrebbe più supportato il sistema operativo MS-DOS (e quindi via via si sviluppavano i sistemi su “ambiente grafico”) è nato un fork, quello che è diventato FreeDOS.
FreeDOS è un sistema che viene ancora sviluppato, è un sistema DOS che lavora a 32 bit (e - in certi casi - anche a 64 bit), viene utilizzato nei sistemi abandonware ma anche in determinati sistemi industriali (o in determinati sistemi embedded) ed è il sistema che ha premesso di avere le funzionalità e la compatibilità dei sistemi DOS e, quindi, di quello che è abandonware, retro-gaming o retro produzione industriale (per vecchi apparati industriali), con un sistema operativo interamente open source, o quasi del tutto open source, visto che - per esempio - con FreeDOS è distribuita anche una versione di 4DOS, che non ha una licenza open source: viene distribuita con una licenza MIT modificata, quantomeno.
La mia domanda è semplice: voi avete mai utilizzato sistemi DOS, avete utilizzato la linea di comando? Avete approfondito il sistema DOS solo sentendo parlare di abandonware, di vecchi videogiochi, di quello che era il vecchio sistema informatico?
Oppure avete avuto - proprio - esperienza con i sistemi DOS? Io ho avuto esperienza con i sistemi DOS a cominciare dalla versione 2.11 di MS-DOS (anzi, nello specifico, di IBM PC-DOS: il primo con cui ho avuto a che fare con i computer del liceo) e, poi, MS-DOS 3.30 è stata la prima versione che ho avuto sul mio primo PC di casa.
Avete macchine che - tuttora - utilizzano magari il sistema FreeDOS? Tra l'altro è stato utilizzato in ambito commerciale, cercando di risparmiare un po' sulle licenze: erano prodotti dei portatili che venivano venduti, anziché con la licenza di Windows integrata, con il software FreeDOS, per cercare di abbattere un po' il costo, anche se non è stato un grandissimo successo; però ci sono - per esempio - ancora adesso dei portatili HP che includono una versione embedded di FreeDOS per quanto concerne la gestione del BIOS (del firmware UEFI, degli aggiornamenti e roba del genere), ma comunque - di nuovo - sono curioso di sapere un po' la vostra, per cui parliamone nei commenti qua sotto.
Bene: io sono Grizzly, questo era #OperazioneNostalgia
Come sempre vi invito a mettere pollice-in-alto, condividere questo vlog, iscrivetevi al canale: noi ci vediamo alla prossima puntata, ciao a tutti!

domenica 27 giugno 2021

Forgiatori di metalli (Deep Dark Diary 08)

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Il Do-It-Yourself, però nella sua forma più arcaica, ossia: non già costruire qualcosa, quanto piuttosto forgiarla nel metallo!
Benvenuti: io sono Grizzly e questo è un nuovo episodio di Deep Dark Diary

C'è chi è abbastanza bravo con il fai-da-te e, magari, si mette a fare dei mobiletti o piccoli lavoretti d'artigianato domestico, ma anche chi - invece - magari è appassionato di metalli e vuole andare un attimo al di sopra del livello del semplice fabbro.
I canali YouTube di forgiatura sono nati come una importante costola di tutti quei canali di DIY, cercando di non solo creare qualche contenuto di intrattenimento, ma anche - fisicamente - di creare qualcosa di utile o di molto bello da vedersi, quando non di inseguire un qualche traguardo particolare, come ad esempio l'australiano BigstackD che, tra un grattino ai suoi bulldog francesi (no: non sono dei carlini) e una birra in garage, davanti a una gigantesca bandiera dell'Australia, cerca di raggiungere l'obiettivo di una tonnellata di metalli forgiati.
Tuttavia seguire canali di fabbri o forgiatori non è solo un modo di “inseguire dei maker che realizzano qualcosa di molto bello o utile”, ma anche legato a qualcosa di antico, di atavico: sto parlando del fascino del fuoco, delle alte temperature, delle scintille, del metallo fuso… risvegliare il Nano Gimli che è nascosto dentro tanti di noi.
E infatti, seppur presenti tanti canali che parlano di fusione o di forgiatura a livello educativo, presentando delle tecniche e dei trucchi (e cose di questo genere), non sono pochi i canali che presentano contenuti quasi a livello di ASMR: niente narrazione, niente sovraimpressioni, praticamente niente musica… tutto quello che vediamo sono i gesti, e tutto quello che sentiamo sono i rumori: il rumore della forgia che si surriscalda, o magari lo sfrigolio del metallo mentre viene colato e cose di questo genere.
Ciononostante devo ammettere che aver guardato alcuni di questi video, per approfondire l'argomento, mi ha fatto scoprire le differenti tecniche di fusione, di creazione delle leghe e di lavorazione dei metalli, ivi compresa la colata in sabbia e quella a modello a perdere (ossia la versione moderna della ‘cera persa’, dove - però - si utilizzano polistirolo o alcune resine sintetiche, stampabili in 3D), oppure l'utilizzo di borace (o borosilicati) per abbassare leggermente la temperatura di fusione generale, e che si devono scaldare anche gli strumenti e le eventuali forme di fusione per evitare incidenti come l'esplosione di vapore; oltre a varie tecniche, condizioni, pressioni del gas per ottenere più facilmente determinati metalli o determinate leghe, e questo in considerazione - comunque (lo ribadisco) - che ci sono anche tantissimi altri contenuti che parlano di fusione o di forgiatura proprio a livello educativo.
Inoltre, in tutto questo discorso, non è neanche da sottovalutare l'importante apporto ambientale che si ha, in merito al discorso di riciclare e recuperare grandi quantità di metalli che, altrimenti, finirebbero probabilmente in discarica e che, in questo modo, possono venire riutilizzati in maniera funzionale o - semplicemente - rientrare nel ciclo di produzione e tornare ad essere qualcosa di utile, o - banalmente - avere un efficiente controvalore economico recuperato dai rifiuti.
Infine - comunque - non dobbiamo dimenticare che maneggiare metalli fusi può essere pericoloso e portare anche ad incidenti molto gravi, oltre a richiedere spazi, tempi, capacità ed attrezzature non indifferenti: forse è anche per questo che tantissimi preferiscono guardare questi contenuti, anziché provare a mettersi in gioco in prima persona, che è sempre una scelta più funzionale e sicura.
Ma adesso tocca a voi: qual è la vostra posizione? Voi seguite dei forgiatori? Siete voi dei forgiatori, oppure non sapevate che sulla piattaforma esistesse anche questa tipologia di contenuti? Parliamone nei commenti qua sotto.
Bene: io sono Grizzly e questo era Deep Dark Diary: il contenitore che, ogni ultima domenica del mese, ci porta a fare un viaggio nel lato oscuro del folklore, della cultura o della tecnologia; noi ci vediamo al prossimo episodio.

domenica 20 giugno 2021

VLOG 367: Come sollevare una colonna d’acqua

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Benvenuti a bordo viaggiatori: io sono Grizzly e questo è un video pubblicato su YouTube: una piattaforma dove è molto semplice trovare tantissimi contenuti di intrattenimento, ma anche molti contenuti di carattere divulgativo ed educativo.
Infatti oggi vorrei parlarvi di un canale YouTube che si occupa di divulgazione: un canale educativo, ma un canale molto, molto interessante, in cui si parla di ingegneria non a livello teorico, bensì a livello pratico.
Cominciamo - quindi - questo nuovo episodio di Diario di Viaggio on the road.
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Nel momento in cui sto girando questo episodio, Grady - l'host del canale - ha, da pochi giorni (forse una decina) festeggiato l'importantissimo traguardo dei due milioni di iscritti.
Sul suo canale YouTube ci parla di ingegneria civile, e lo fa non parlandoci della teoria e presentandoci noiose formule matematiche, ma soprattutto parlandoci del funzionamento dell'ingegneria civile all'atto pratico: di come funzionano le infrastrutture pubbliche, di come funzionano le infrastrutture in generale… trovate dei video molto interessanti sul funzionamento della rete elettrica, sul funzionamento della rete fognaria, del recupero delle acque meteoriche, il funzionamento dell'asfalto… tantissimi video, veramente molto interessanti.
Il canale è Practical Engineering, lo trovate linkato sul doodly-doo e sulla scheda: andate e - se non lo conoscevate già - iscrivetevi subito, perché tutti i suoi contenuti sono veramente molto interessanti, di grandissimo intrattenimento e aiutano anche a imparare sempre qualcosa di nuovo.
Sul suo canale ci sono contenuti che spaziano su ogni genere di argomento legato all'ingegneria civile, ma per il video di oggi voglio segnalarvi dei video che hanno a che fare con l'argomento ‘acqua’, perché il terzo video che vi segnalerò ha a che fare con  uno strumento di cui non conoscevo assolutamente l'esistenza e che ho scoperto proprio grazie a Grady: uno strumento di una semplicità disarmante, eppure geniale.
Ma innanzitutto cominciamo con il parlare dell'acqua, della forza che ha l'acqua, soprattutto quando abbiamo - per esempio - un corso d'acqua, un fiume, un torrente, qualcosa dove c'è una corrente (dove c'è uno scorrimento dell'acqua).
Il fatto che l'acqua scorre, il fatto che generi un energia, è qualcosa che - sin dai tempi antichi - si è cercato di sfruttare, costruendo per esempio dei mulini.
Con l'avvento dell'ingegneria, con l'avvento della necessità di avere determinati macchinari in funzione, si è anche cercato di sfruttare le risorse esistenti per costruire qualcosa di differente e, applicando alcune leggi della fisica, per esempio si è utilizzato lo scorrere dell'acqua (magari lo scorrere di un fiume e, quindi, l'energia dell'acqua che scorre) come sistema, semplice e veloce, per produrre grandi quantità di aria compressa; e, dove c'è la necessità di avere grandi quantità di aria compressa, una volta - per esempio - soprattutto nelle miniere, dove c'era il pregio di poter utilizzare - quindi - dei macchinari che non utilizzavano corrente elettrica o motori a carburante (quindi con il rischio di scintille) e con il pregio di continuare a inviare - tra l'altro - aria fresca all'interno della miniera.
Quindi il primo video che vi segnalo è come costruire un compressore… ad acqua! Link del video sul doobly-doo e sulla scheda: andate e dategli un'occhiata, è un meccanismo semplicissimo, praticamente senza parti in movimento, eppure geniale!
Parlando dell'energia dell'acqua, di quando abbiamo un flusso di liquido, quindi - per esempio - quando abbiamo dell'acqua che scorre all'interno dei tubi, abbiamo un fenomeno (che - tra l'altro - è abbastanza noto a chi è un po' addentro nel settore): il fenomeno legato a quello che succede quando abbiamo - appunto - un flusso d'acqua dentro un tubo e interrompiamo questo flusso d'acqua, per esempio chiudendo un rubinetto più o meno velocemente.
L'acqua sappiamo che è un fluido che - tendenzialmente - non si può comprimere (o si può comprimere, letteralmente, proprio a livello infinitesimale) quindi, quando c'è questo flusso e lo interrompiamo violentemente, l'energia cinetica da qualche parte si deve disperdere; si disperde sotto forma di una violenta onda d'urto che si ripercuote su tutta l'infrastruttura, quindi - principalmente - sui tubi: sto parlando del colpo d'ariete, il secondo video che vi segnalo è - appunto - un'analisi del fenomeno del colpo d'ariete, lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda, andate, dategli un'occhiata: è molto interessante, spiega un po' quello che succede, quali sono le soluzioni che si mettono in pratica per evitare questo fenomeno…
E, parlando di questo fenomeno, arriviamo al terzo video: lo strumento che ho scoperto (non ne conoscevo l'esistenza!) che è veramente geniale, proprio nella sua semplicità.
Immaginiamo di avere un fiume, che ha una certa corrente, e quindi vogliamo prendere l'acqua di questo fiume e utilizzarla.
Beh, gli attacchiamo un tubo, attacchiamo qualcosa per recuperare quest'acqua e - magari - possiamo sfruttare la forza di gravità, se non abbiamo a disposizione nient'altro; altrimenti, se vogliamo sollevare quest'acqua, probabilmente avremo bisogno di una pompa: elettrica, a motore o, non lo so, magari un mulino, qualcosa che possa tirare su questa acqua sfruttando l'energia cinetica del flusso dell'acqua.
Beh, potremmo sfruttare anche il fenomeno del colpo d'ariete a nostro vantaggio e questo permette di costruire una pompa semplicissima, dalla manutenzione minima (perché ha solo due parti in movimento) e che ha una capacità non molto valida, perché - fondamentalmente - per ogni litro di acqua che riesce a sollevare, ne va a disperdere diverse decine, ovviamente!
Però se pensiamo che il flusso, per esempio, di un torrente o di un fiume sono centinaia di migliaia di litri di acqua che continuano a scorrere, semplicemente, l'idea di poter prendere un po' di questi litri di acqua e portarli su, senza nessun altra fonte energetica che la stessa corrente dell'acqua è qualcosa di geniale, ed è il principio alla base della pompa a colpo d'ariete: strumento pazzesco di cui parliamo nel video che trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda.
La pompa a colpo d'ariete è semplicissima: fondamentalmente sono due valvole-di-non-ritorno contrapposte.
Le pompe a colpo d'ariete sono estremamente semplici e vengono utilizzate in tutte quelle situazioni in cui è difficile avere altre fonti energetiche (al di là della potenza dell'acqua, del flusso dell'acqua che scorre); magari è difficile avere energia elettrica, o motori, o qualunque altro tipo di pompa, o è difficile reperire ricambi per pompe che funzionino - per esempio - meccanicamente, attraverso un mulino o cose di questo genere.
È una pompa molto semplice e viene implementata in molte situazioni, soprattutto - per esempio - nei paesi poveri e in cose di questo genere; tra l'altro su YouTube ci sono moltissimi video che fanno vedere come realizzare delle piccole pompe a colpo d'ariete, in due varianti: questa “normale” con le due valvole di non ritorno, e una versione che implementa, sulla valvola che fa uscire l'acqua, anche un piccolo serbatoio in pressione (che contiene un po' d'acqua e molta aria: in certi casi, in certi esperimenti - addirittura - si usa semplicemente una bottiglia di plastica): questo perché quel poco di aria, che c'è in questo serbatoio, viene compressa dall'acqua che entra in questo piccolo serbatoio e crea quel minimo di pressione che consente di creare un flusso un attimo più stabile all'uscita.
Un'idea geniale e semplicissima (che - onestamente - non conoscevo) scoperta grazie al canale di Grady, ma - come ripeto - sul suo canale trovate tantissimi contenuti che ci parlano della rete elettrica, delle infrastrutture, della gestione delle acque meteoriche… quindi date un'occhiata al suo canale.
Ed ecco la mia domanda, semplicissima: voi conoscevate lo strumento della pompa a colpo d'ariete? Avevate idea del fatto che fosse possibile sollevare una colonna d'acqua utilizzando, semplicemente, l'energia cinetica di un fiume che scorre? Quel minimo di energia, dell'acqua che sta scorrendo, può essere sufficiente a sollevare una piccola quantità di acqua, farla arrivare molto più in alto del limite dove si trova, non utilizzando il principio dei vasi comunicanti ma utilizzando questo minimo di energia cinetica.
Ovviamente non si crea energia dal nulla: come ripeto è un sistema che - per ogni litro di acqua che riesce a sollevare - svariati altri li fa uscire, quindi è una pompa che va letteralmente a perdere, però dove c'è già l'acqua che scorre, c'è già un fiume dove scorrono - appunto - centinaia di litri (o migliaia di litri) ogni ora, il fatto che riusciamo a recuperare alcuni di questi litri sfruttando la semplice energia cinetica mi sembra un'idea geniale; sono curioso, quindi, di sentire un po' cosa avete da dirmi.
Se sono riuscito a farvi conoscere uno strumento geniale come la pompa a colpo d'ariete, o comunque un canale YouTube utile come quello di Grady, allora come sempre: pollice-in-alto e condividete con gli amici (anche su Whatsapp, Telegram e gli altri social).
Iscrivetevi al mio canale: assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, e senza colpo d'ariete, quindi non si danneggia nulla!
Vi ricordo inoltre il canale Telegram - linkato sul doobly-doo e sulla scheda - per piccole curiosità, dietro le quinte e notifiche quando pubblico nuovi video o vado live sulle app social.
Infine segnalatemi in un commetto se c'è un argomento che mi piacerebbe io trattassi su #DdVotr
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 13 giugno 2021

VLOG 366: Ho fatto il richiamo del vaccino AstraZeneca

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-Sai che ho fatto il richiamo del vaccino anti covid-19?
-Astrazeneca?
-In effetti Vaxzevria… o era Vasterzoran… Tetrodoman… vabbè: sì, AstraZen.
-Uhm! Ora ti controlleranno, grazie al 5G, e diventerai pure magnetico!
-…
-Vabbè. Soddisfatto? Ti hanno dato anche il lecca lecca, dopo?
-No, finito tutto. Figurati: non ho trovato neanche un palloncino…
-Ovvio: non solo ti controllano con il 5G: i palloncini prima li hanno gonfiati colle scie chimiche, poi li hanno bucati tutti usando le siringhe vaccinali! TE L'HO DETTO: È UN COMPLOTTO!
[facepalm]
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Lunedì 31 maggio 2021 ho ricevuto il richiamo del vaccino anti-covid di AstraZeneca (Vaxzevria) e, giusto per la cronaca, l'iniezione che mi è stata fatta veniva dal lotto ABV2856: quello che è stato recentemente dissequestrato, proprio dalla procura della repubblica di Siracusa, e che scadeva proprio il 31 maggio, quindi ho avuto anche l'onore di partecipare al recupero di dosi del vaccino che - altrimenti - sarebbero andate sprecate.
Anzi, in questo - devo dire tra le altre cose - non solo che me la sento di fare i complimenti alla regione Sicilia per come ha gestito il protocollo di vaccinazione, perché sta andando veramente benissimo, ma anche di fare i complimenti a tutti i miei concittadini per come hanno accolto l'arrivo del vaccino, in particolar modo l'arrivo del vaccino AstraZeneca, tralasciando una coppia che è venuta da, mi pare, Avola o Augusta, a Siracusa espressamente per fare la dose di AstraZeneca; ma non solo per questo: la mattina in cui io sono andato a fare il vaccino, ho dovuto attendere più di un'ora perché, quando era ormai arrivato il mio turno (ero in fila davanti a due o tre persone, per andare a parlare con il medico), è venuto fuori il medico dall'area vaccinale per annunciare che erano appena finite tutte le dosi di AstraZeneca e dovevamo aspettare un'altra oretta che arrivassero le altre fiale.
Come è andata? Beh, a parte questa attesa (che - comunque - aveva messo in cantiere: mi sono preso mezza giornata libera al lavoro) è andato tutto benissimo: nessun effetto collaterale neanche questa volta, a differenza della volta scorsa nell'area dell'iniezione - poi, la sera - ci ho messo un po' di Voltaren per vedere se il dolore mi durava ancora una settimana circa, e invece no: mi è durato solo un paio di giorni (con passaggi di pomata Voltaren la sera); e - di nuovo - solo una leggera sensazione di intorpidimento, come dopo aver fatto attività sportiva, quando si ha un po' di acido lattico: ne so qualcosa con le gambe, visto che ho cominciato da un paio di mesi a fare pesantemente bicicletta.
Altri effetti collaterali? Nessuno, neanche il mal di testa dovuto dal giuntare due giorni lavorativi, perché sono riuscito a organizzarmi per tempo molto meglio.
Adesso in famiglia abbiamo tutti quanti il «Green Pass», quindi potremo muoverci - quest'estate - un po' più a cuor contento, con un po' meno restrizioni (e questa è una cosa molto importante e molto utile) e, prima di continuare questo vlog, voglio cercare di essere chiaro: con il video precedente (che se non avete visto, potete recuperare: lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda), con questo e con un altro video, che seguirà perché quest'anno ho intenzione di recuperare un altro paio di vaccini (che mi mancano) che cosa voglio dirvi?
Voglio convincervi, sicuramente, a effettuare il vaccino?
Sì e no; diciamo che voglio cercare di portarvi la mia esperienza positiva, per farvi capire anche l'importanza dei vaccini: i vaccini sono lo strumento piu importante che abbiamo a disposizione per combattere malattie anche complesse e molto invalidanti.
È solo grazie ai vaccini se, nel 1978, siamo riusciti a eradicare una malattia terribile come il vaiolo; grazie ai vaccini siamo andati molto vicini a eradicare altre malattie molto complesse; grazie ai vaccini siamo riusciti - piano piano - a ridurre sempre di più malattie molto invalidanti come la polio, e su questo vorrei anche richiamare l'attenzione su una immagine che ho condiviso, qualche giorno fa, sulla mia pagina Facebook: nel 1956 Elvis Presley si fece fare l'iniezione del vaccino antipolio in diretta televisiva. Negli anni '50, negli USA, c'erano stati poco meno di 60mila casi di polio, grazie a messaggi positivi - come quello di Elvis Presley - che, nel '56, era l'idolo di tantissimi giovani (quello che oggi chiameremmo un “influencer”) e quindi grazie allo spirito di emulazione…
Ehy: se il mio idolo si è fatto il vaccino, allora io - che voglio essere come il mio idolo - devo farmi il vaccino anche io!
…in solo dieci anni si ridusse il numero di positivi alla poliomielite a meno di un migliaio, negli USA.
Anche adesso cerchiamo di lanciare questi messaggi positivi, in maniera funzionale: ci sono tantissimi influencer, ultimamente proprio - per esempio - Chiara Ferragni (che si è fatta un selfie, mentre riceveva anche lei la dose del vaccino); questi sono messaggi molto importanti, perché i vaccini sono gli strumenti che ci permetteranno di sconfiggere quelle malattie che sino ad oggi sono state molto dannose e tantissime altre malattie che possono - veramente - fare tantissimi danni, così come sta succedendo con il covid-19, che ha falcidiato centinaia di migliaia di persone (stiamo parlando - ormai - anche di più di 100mila persone che sono morte solo qui in Italia).
Insomma bisogna guardare ai vaccini positivamente: sono uno strumento molto importante e bisogna avere moltissima fiducia nei vaccini, perché saranno lo strumento che ci porterà - nel terzo millennio - a far diventare storia e leggenda malattie che, sino a pochissimi anni fa, non facevano altro che mietere vittime innocenti e inconsapevoli.
Concludo - quindi - con una domanda molto veloce: voi cosa mi dite? Avete già fatto il vaccino? Avete già fatto entrambe le dosi, avete ricevuto solo la prima, avete ricevuto il monodose?
Oppure - non so - la vostra regione ancora è un po' indietro, quindi ancora passerà del tempo?
Io - peraltro - sono andato a fare il vaccino a cuor contento e sono anche pronto, se sarà necessario, a fare un ulteriore richiamo fra un anno, senza grossi problemi, onestamente.
Detto questo, vi ringrazio per aver voluto ascoltare sino in fondo la mia esperienza: spero che vi sia stata utile e, come ho già annunciato, tornerò ancora sull'argomento vaccini; per il momento - se sono riuscito a esservi utile - come sempre pollice-in-alto e condividete con i vostri amici, anche su Whatsapp, Telegram e gli altri social, magari con i vostri amici che ancora sono dubbiosi e non sanno se fare il vaccino o meno.
Iscrivetevi al mio canale: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto. Inoltre - se siete già vaccinati - il Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ ha una fragranza speciale solo per voi!
Vi ricordo - inoltre - il canale Telegram, linkato sul doobly-doo e sulla scheda per piccole curiosità, dietro le quinte e notifiche quando pubblico nuovi video o vado live sulle app social.
Infine fatemi sapere in un commento se vi piacerebbe che trattasi qualche argomento particolare su #DdVotr
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!