domenica 20 ottobre 2019

VLOG 289: Animali domestici o... giocattoli?

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-Vieni Baku… vieni… vieni!
Bravo… bravo… bravo…
Ci proviamo!

Benvenuti viaggiatori: io sono Grizzly e lui è Baku. Baku è un pastore maremmano abruzzese e no: non è il mio il cane, è il cane di un mio cliente.
Per la cronaca: non imitate quello che sto facendo io! Io lo faccio perché conosco Baku, ma soprattutto perché Baku conosce me e si fida di me abbastanza; che è una cosa molto difficile da ottenere con un pastore maremmano: è un cane che si fida molto poco delle persone, è un ottimo cane da guardia proprio perché è molto malfidente.
Oggi io sono qui per parlarvi - in generale - di animali domestici, per cui cominciamo il vlog: sigla!
-Bravo! Bravo. Grazie Baku: tutto qua!
[♪♫♪]

Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
Vorrei cominciare col parlarvi - anzitutto - del mio rapporto con gli animali domestici (e con gli animali in generale).
Ora, io sono una persona a cui piacciono moltissimo gli animali (e - prima che me lo chiediate - SÌ: alcuni li preferisco col sughetto e un contorno di patate)
La cosa particolare è - appunto - che amo molto gli animali e - generalmente - questo tipo di rapporto viene ricambiato, con molto piacere, da parte degli animali; ma veramente all'estremo: Argo, la buonanima (non c'è più) del cane di Francesco MI ADORAVA, al punto che mi rispondeva al telefono:
-Ah, ciao Mirko
e dopo qualche minuto:
-Argo: smettila!
-Che succede?
-Che succede? Il cane ha sentito che sei tu al telefono e ha cominciato a mugolare!
E naturalmente stiamo parlando di un rapporto con animali che vedo per pochi minuti, se non per pochi istanti: Baku stesso è un cane che avrò visto - complessivamente - una decina di volte, semplicemente attraversando il cortile per entrare in casa del cliente.
Ho chiesto al cliente il permesso di (tra molte virgolette) "prestarmi" il cane per girare l'introduzione a questo video; il cliente mi ha dato il permesso, considerando che - comunque - ha visto che ho carpito la fiducia di Baku, che non è una cosa molto facile da ottenere, soprattutto nei confronti non tanto di Baku quanto, proprio, della razza.
Baku infatti è un pastore maremmano (per essere precisi un «pastore maremmano abruzzese»): è una razza molto antica, richiamata addirittura da alcuni autori latini come Varrone o Columella, e sono definiti: “guardiani integerrimi delle greggi ed efficaci antagonisti del lupo e dell'orso”
Ecco perché ho questo rapporto con gli animali: se non puoi combatterli, fatteli amici!
Scherzi a parte, proprio il pastore maremmano abruzzese è un cane molto particolare, perché è un cane estremamente indipendente: nei secoli utilizzato come cane da pastore per una serie di caratteristiche, innanzi tutto proprio per la sua completa indipendenza, è un cane che…
diluvia, e a lui non gliene frega niente: sta dormendo sotto il diluvio, sotto la neve, tuoneggia… muove un po' le orecchie e gira la testa dall'altra parte: non gli interessa!
È molto legato al proprio padrone, ma in una maniera particolarissima, perché non è un cane che stabilisce con il padrone il rapporto "cane-padrone" (il rapporto "sottoposto-padrone"): il rapporto che stabilisce il pma è un rapporto DA PARI A PARI.
Il pastore maremmano e il padrone sono entrambi ‘capibranco’: è questo il suo modo di interfacciarsi, ma lega un rapporto molto profondo nel tempo, sicuramente.
E in fondo io - per esempio - ho carpito la fiducia di Baku mostrandogli con i miei gesti, con i miei toni di voce, con il mio comportamento, che lo tratto come un mio pari e che non voglio rappresentare un pericolo per lui, per il "suo territorio" o per il suo padrone. Infatti - naturalmente - ho sempre detto al suo padrone:
-Ok: ho carpito la fiducia di Baku, ma naturalmente se io tentassi di aggredirla, Baku immediatamente mi sbranerebbe, comunque: questo è evidente!
Ora, in generale il mio rapporto con gli animali è molto particolare: come dicevo mi piacciono moltissimo gli animali e questo tipo di rapporto viene spesso ricambiato, ma proprio con gli animali che mi capita d'incontrare nelle situazioni anche… non lo so: sono al bar, entra un cliente con il cane al guinzaglio, come si fa - tipicamente - nelle mattinate presto tra i pochi avventori del bar, incrociamo gli sguardi io e il padrone del cane:
-Buongiorno
-Buongiorno
Poi mi abbasso, guardo il cane e il cane guarda verso di me, e allora gli dico:
-Buongiorno!
anche al cane e il cane, la prima cosa che fa quando sente la mia voce, piega la testa.
(Oddio: come impazzisco quando i cani piegano la testa!)
Ma subito dopo il cane cerca di zomparmi addosso scodinzolando, il padrone prova a tirarlo indietro e il cane - subito - si butta zampe all'aria ai miei piedi.
Il padrone, sconvolto:
-Ma… lei ha, per caso, dei cani?
-No: non ho nessun animale domestico.
-È la prima volta che vedo questo cane fare così! Di solito è molto malfidente…
e la mia risposta tipica è:
-No, vabbè, non si preoccupi: faccio questo effetto ai cani.
Ma cogliamo la frase “No: non ho animali domestici” per analizzare un punto: ho scelto di non avere nessun animale domestico in casa, gli unici “animali” che ho sono i miei peluche.
Le malelingue mi dicono che ne ho troppi, ma sono solo cinque mensole…
e due poltrone…
e qualcuno sul letto…
Proprio perché mi piacciono moltissimo gli animali, mi piace comportarmi con gli animali come se fossero dei miei pari (e non dei miei sottoposti), e ho molto rispetto degli animali… ed è per questo che ho scelto di non avere animali domestici: perché, per il lavoro che faccio, spesso sono fuori casa per tutta la giornata, non posso portarmi un animale domestico appresso perché non potrei portarmelo da ogni cliente, quindi dovrebbe rimanere da solo in casa tutto il giorno.
E - per quanto un animale possa essere indipendente - non mi sembra corretto che un animale da affezione rimanga da solo, in casa, tutto il giorno e mi veda solo la sera quando rientro a casa per cenare (e non sempre, perché talvolta mi capita di rientrare a casa - non so - a mezzanotte: praticamente arrivo, mi do una sciacquata e mi butto a letto): non mi sembra corretto nei confronti dell'animale domestico, perché è un animale da affezione, ha bisogno anche di un po' di affetto (il cane, il gatto, il quello che sia) e non mi sembra corretto lasciare un animale in casa da solo a non fare nulla.
Ma vedo che questa scelta, che è una scelta ben ponderata, non sempre è una scelta diffusa: ci sono moltissime situazioni in cui ci sono delle persone che decidono di prendersi un animale domestico, perché c'è l'idea di avere il «giocattolo da coccolare», solo che poi - passata la voglia di avere il giocattolo da coccolare - l'animale viene lasciato completamente a se stesso.
Trovo questa cosa profondamente sbagliata, eppure noto che questa cosa è diffusa, ed è una cosa che dispiace moltissimo, perché quando uno prende un animale domestico perché vuole il «giocattolo», poi può succedere che quando arriva il momento in cui si parte per la vacanza, è il momento in cui si lascerà il giocattolo dentro il cassonetto,
ossia si abbandonerà l'animale domestico per strada o in autostrada, o lo si abbandona: semplicemente lo si butta fuori casa.
Questo è un punto molto negativo della storia umana degli ultimi anni: moltissimi animali che vengono abbandonati.
Bisogna farsi la cultura che un animale domestico non è un giocattolo: allora se vuoi un giocattolo, prenditi un bel pupazzo di peluche, così hai una cosa che puoi coccolare tutte le volte che vuoi, e quando non lo vuoi coccolare lo lasci sulla mensola e non ha bisogno di nulla; tuttalpiù di una spolverata e di una spazzolata una volta ogni tanto, o lo metti un attimo in lavatrice, ma quantomeno non abbandoni a se stesso un essere vivente.
Insomma questa è la mia posizione: come ho detto, mi piacciono moltissimo gli animali ma, proprio perché mi piacciono moltissimo (proprio perché amo gli animali), ho scelto di non avere un animale domestico. Se in futuro dovessero cambiare le mie esigenze, i miei ritmi lavorativi, magari potrei adottare un animale domestico: questo potrebbe essere - sicuramente - qualcosa di interessante, potrebbe essere una nuova esperienza e sono sicuro che legheremmo tantissimo con un animale domestico, ma tuttavia per l'appunto al momento ho deciso per la cosa più responsabile, che è quella di avere solo dei peluche, almeno li posso lasciare da soli a casa tutto il giorno… non combinano grossi guai: giocano tra di loro!
Scherzi a parte, so che - quantomeno - non lascio un essere vivente da solo tutto il giorno in casa perché io devo lavorare e la trovo una cosa molto discutibile.
Ma ora chiedo a voi: voi - innanzi tutto - che rapporto avete con gli animali domestici? Avete un rapporto di semplice amicizia? Avete un rapporto di profondo amore e profonda stima?
Siete quelli che state guidando la macchina, vedete un cane per strada, piantate una frenata perché dovete scendere e accarezzare quel cane?
O - non lo so - avete voi un animale domestico? Un gatto, un cane, un canarino, un pesce rosso?
Un pitone, magari? Ci sono persone che hanno anche animali esotici molto particolari.
Oppure pensate di prendere un animale domestico, però anche voi state valutando attentamente l'ipotesi, perché i vostri ritmi, il vostro lavoro, vi tengono molto spesso lontani da casa e allora considerate - come me - appunto l'ipotesi che l'animale resterebbe da solo in casa e non vi sembra corretto?
Oppure avete un animale domestico e - purtroppo - vi sta capitando di lasciarlo spesso da solo, però magari è indipendente, magari siete in una grossa casa di campagna e quindi, comunque, il cane sta tutto il giorno a girare intorno al terreno, insegue i topi, insegue gli scoiattoli e quindi si diverte?
Non lo so: parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Fatemi un po' sapere che cosa ne pensate, fatemi un po' sapere quali sono i vostri animali domestici e, se avete qualche animale domestico, gli offro una gentile raschiatina sulla testa (anche se è un pesce rosso: andate con il ditino sott'acqua e gli date una raschiatina da parte mia!)
Bene ragazzi: anche oggi abbiamo concluso; con questo vlog spero di essere riuscito a farvi riflettere su quale dovrebbe essere il rapporto con un animale domestico e, quindi, sulla necessità - dove succede - di scegliere se avere o meno un animale domestico e - magari - saper dire
"No: in queste condizioni è meglio non avere un animale domestico, è meglio evitare"
e quindi saper anche dire
"va bene: mi piacciono gli animali, ma proprio perché mi piacciono voglio evitare di averne uno, perché in questo momento non è il caso di averne uno"
Se ce l'ho fatta vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici, anche su WhatsApp o Telegram: magari proprio con i vostri amici a cui piacerebbe prendere un animale domestico, proprio perché vorrebbero il giocattolo da coccolare, senza considerare quali responsabilità porta avere un animale domestico in casa.
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, che - tra l'altro - aiuta anche a coprire quei cattivi odori che, talvolta, possono lasciare alcuni animali domestici, per esempio il Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ aiuta a coprire quell'odore di cane bagnato che è un tantinello fastidioso.
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video, e ricevere occasionalmente piccole curiosità e dietro le quinte riguardo ai video che devo realizzare.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi su #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 13 ottobre 2019

VLOG 288: Il miglior smartphone

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
Alcuni giorni fa (rispetto al momento in cui sto girando questo vlog) è uscito il nuovo iPhone 11 (o iPhone Eleven) e tutti subito si sono tuffati a tessere le lodi di questo spettacolare dispositivo, che fa - veramente - un po' di tutto: grandi innovazioni, soprattutto sul lato delle fotocamere, del processore etc.
Certamente qualcosa di molto interessante; io oggi potrei parlarvi di smartphone, oppure potrei parlarvi di questa: la ICOM IC-F3162DT che è una ricetrasmittente che usiamo per la protezione civile, che fa ancora una cosa che non fa nessuno smartphone, e neppure nessun cellulare del 1918:
quella di permettermi di parlare con tutti i colleghi…
… anche quando NON C'È COPERTURA DELLA RETE CELLULARE!
Scherzi a parte, il mio dispositivo è android, ma non mi considero né un fanboy di android, né un fanboy di apple, né ho qualcosa da ridire contro apple: tutto il contrario!
Oggi vorrei parlarvi del mio rapporto con gli smartphone: con quelli che sono gli smartphone android e con quelli che sono gli smartphone apple e lo vorrei fare con pacatezza, senza lanciare una guerra in questa puntata di Diario di Viaggio on the road, per cui cominciamo: sigla!
[♪♫♪]

Prima di cominciare, visto che parliamo di un “argomento nerd”, vorrei presentarvi un amico, che anche lui è un nerd, è un videomaker, è molto bravo e ha un canale YouTube che tratta dei contenuti molto interessanti su tre argomenti principali: l'ambito della cultura e della tecnologia nerd, l'ambito della fotografia e l'ambito dei trucchi per i social (per quanto concerne YouTube e per quanto concerne Instagram).
Lui è Efrem, il suo canale è Efrem's Tube: lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda, se non lo conoscevate andate e iscrivetevi, è veramente molto bravo e - come ripeto - sul suo canale troverete tantissimi contenuti interessanti.
Efrem è anche molto, molto attivo su Instagram, quindi vi consiglio di seguirlo anche su Instagram a @efremlamesta, perché lì pubblica tantissimi contenuti interessanti, non solo per il contenuto in sé, ma anche per trucchi che applica sul contenuto.
Infatti il primo video che vi voglio segnalare riguarda proprio un modo particolare per creare delle fotografie da pubblicare su Instagram creando degli ‘effetti speciali’; non degli effetti basati sui filtri che ti mette a disposizione Instagram, ma ritoccando un pochettino le fotografie per creare qualcosa di artistico.
Ora il caso specifico che vi presento è quello di costruire una foto con un effetto ‘scintilla’; naturalmente non vuole essere - questo video - una guida «Come fare *ESATTAMENTE* lo stesso effetto», bensì vuole essere l'idea di creare un «punto di partenza», e mi piace molto questo discorso, perché ci sono moltissime guide su come realizzare degli effetti sulle fotografie per Instagram, che - principalmente - non sono una guida passo-passo per realizzare una singola cosa, ma soprattutto un modo per instillare un'idea:
“Come è possibile creare qualcosa di originale su Instagram con pochi passaggi.”
Il video che vi presento oggi riguarda l'effetto spark: creare una scintilla sopra una normale fotografia: trovate il video linkato sul doobly-doo e sulla scheda, andate e dategli un'occhiata, è molto interessante, è molto semplice e non richiede grossi passaggi: è una situazione che si può realizzare facilmente con Photoshop, o anche con Gimp o con molti altri programmi, si tratta solo di fare pochi passaggi - appunto - e ottenere un risultato semplice, eppure veramente molto funzionale, e può essere anche un'idea interessante per costruire qualcosa che attiri un po' l'attenzione su Instagram.
Come dicevo Efrem non si occupa solo di fotografie e di videomaking: si occupa anche di argomenti nerd e, ogni tanto, lo fa anche facendo piccoli spacchettamenti di prodotti tipicamente nerd, o legati (non so) alla domotica, a situazioni di questo genere.
La cosa che mi piace del suo modo di fare “spacchettamenti”: non è semplicemente aprire la scatola:
-Guardate: questo è il prodotto. Fa questo, fa questo, fa quello, è molto bello. Trovate il link per comprarlo in descrizione.
Ma mi piace il suo modo di fare delle analisi rigorose delle cose che va a spacchettare e, per esempio, pur mettendo in evidenza i pregi del prodotto, mette in evidenza anche qualcuno dei suoi difetti, per cui può essere un'analisi interessante per chi stava pensando di prendersi quest'oggetto da mettere sulla scrivania, in camera, in ufficio, da qualche parte.
Può essere un oggetto molto bello da vedersi, ma sulla funzionalità - forse - c'è qualcosa da ridire; sto parlando di una lampada a levitazione magnetica, quindi il secondo video che vi segnalo, lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda: lampada a levitazione magnetica, seguitelo perché è molto interessante e - come ripeto - mi piace molto questo suo modo di fare le recensioni che non vuole essere un "gettare costantemente incenso su quello che sta spacchettando", ma analizzare obiettivamente e oggettivamente quello che ha ricevuto, e vedere se - effettivamente - è utile per le sue esigenze.
E infatti, parlando di un'analisi oggettiva, e legandoci all'argomento del giorno, il terzo video di Efrem che vi voglio segnalare è la sua recensione dell'iPhone 11, che mi è piaciuta moltissimo, e sapete perché mi è piaciuta moltissimo? Perché (rispetto a molte altre recensioni che sono realizzate da fanboy apple in cui - comunque - si nota che cercano di far vedere sotto una luce differente sia i pregi che i difetti) ho trovato la sua recensione molto semplice, eppure molto pulita e molto neutra, ed è una cosa che mi è piaciuta tantissimo, perché trovo che fare una recensione particolarmente «neutra», analizzare tutti i pregi e tutti i difetti di un determinato dispositivo mettendoli sullo stesso piano, possa essere un modo veramente professionale di recensire un prodotto.
Quindi il terzo video che vi segnalo è un'analisi dell'iPhone 11 di Efrem (non si tratta dell'iPhone 11 Pro: si tratta dell'iPhone 11 "normale", non so come si chiama, credo si chiami semplicemente "iPhone 11"): ve la lascio linkata sul doobly-doo e sulla scheda, andate e dategli un'occhiata.
Come ripeto lui è Efrem, iscrivetevi al suo canale e seguitelo su Instagram: è veramente molto bravo e fa dei contenuti veramente molto interessanti, sia sull'ambito della tecnologia, sia sull'ambito degli argomenti nerd, sia sull'ambito delle produzioni video e fotografiche: ci sono molti trucchi su photoshop, molti trucchi di montaggio video, molte cose veramente molto interessanti.
E veniamo all'argomento del giorno: parliamo un pochino di smartphone e parliamo un po' del mio rapporto con gli smartphone.
Allora, cominciamo con una digressione nel passato (nel PARECCHIO passato): il mio primo smartphone, il mio primo device dedicato ad un uso “professionale” (non alla semplice telefonia) è stato un dispositivo che è arrivato sul mercato *PRIMA* del primo modello di iPhone.
Sto parlando del BlackBerry, e vi dico una cosa, semplice (che vi dirà *CHIUNQUE* abbia già avuto un BlackBerry in passsato): tutti gli smartphone moderni sono sicuramente dei device molto interessanti, ma quando si parla di "Ufficio in Mobilità" il BlackBerry non è stato un device per l'ufficio in mobilità, il Blackberry è stato
[...applausi...]
IL DEVICE PER L'UFFICIO IN MOBILITÀ!
Il BlackBerry era IL DEVICE PER LAVORARE.
Sicuramente i nuovi smartphone sono più veloci, sicuramente sono più performanti, ma quel livello di professionalità del BlackBerry - secondo me - ancora ci si stanno solo avvicinando.
Scherzi a parte poco tempo dopo che ho avuto il primo BlackBerry sul lavoro, il mio ex datore di lavoro mi propose di prendere l'iPhone: era appena uscito il primo iPhone, lui l'aveva preso (perché era un nerd, era un grande appassionato di tecnologia e si trovava benissimo!) e mi fece una proposta:
-Se vuoi ne prendiamo un altro e te lo assegno a te.
Ma io misi le mani avanti:
-Aspetta. Prima di farmi levare questo telefono, sarebbe comodo poterci mettere le mani sull'iPhone per qualche giorno.
Gli era arrivato il device per il fratello, ma il fratello lo avrebbe preso dopo una settimana, gli ho detto:
-Prestamelo, per due~tre giorni: vediamo come mi trovo. Posso essere io stesso a dirti: "ok: funziona" oppure "ok: lasciamo stare."
E meno male! Perché l'ho avuto per le mani MEZZA GIORNATA, glielo restituii dopo mezza giornata: il primo iPhone non aveva il Copia&Incolla e io sul BlackBerry dovevo, soprattutto, ricevere email con dei dati che dovevo riportare - costantemente - su un foglio di calcolo (su uno spreadsheet).
Lo presi alle otto, glielo riportai a mezzogiorno:
-Guarda, tienitelo: lascia stare, prima che LO TIRO CONTRO IL MURO, ché è una giornata che devo mettere i dati manualmente, perché non c'è il Copia&Incolla!
Cioè all'epoca il primo rapporto che ho avuto con l'iPhone è stato: l'iPhone mi sembra la versione messicana del BlackBerry non iscritta al sindacato… (e per una volta fatemi fare lo youtuber: un like se avete colto la citazione! 🤣 dai!)
Comunque, al di là di questo, piano piano la situazione nell'ambito dell'iPhone (e nell'ambito degli smartphone in generale) è cambiata: sono cambiate molto le cose, la tecnologia si è evoluta e, piano piano, io ho cominciato ad avvicinarmi un po' di più al mondo apple con interesse.
Il mio rapporto con i device in mobilità è abbastanza semplice: quello che mi interessa è che il device faccia ciò di cui ho bisogno io.
Se il device fa ciò di cui ho bisogno io, mi sta benissimo.
Se tu hai un altro device, hai delle esigenze e, per le esigenze che hai, ti trovi benissimo con quel dispositivo, ti va benissimo, funziona, fa quello che ti serve…
… a me va benissimo, è ok: non c'è niente di male, quindi non vedo un motivo per scatenare una guerra:
No: è meglio android; no è meglio apple; no è meglio il Nokia 3310; no è meglio il Motorola  8700 International! No, è meglio la ricetrasmittente della protezione civile!
No: è meglio che ognuno abbia la possibilità di scegliere qual è il device con cui si trova meglio e possa utilizzare quel device; io sono *felice* di questo, e non vedo un motivo per scatenare una guerra apple vs android vs non lo so che cosa.
Ed ecco quindi la mia domanda: voi che cosa mi dite? Qual è il vostro smartphone?
Avete un android? Avete un apple? Avete - non lo so - un Nokia 3310?
Avete un telefono con il filo che vi portate appresso, con una prolunga di km, perché non volete un dispositivo in mobilità?
Parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Ditemi un po' se siete appassionati del dispositivo che utilizzate o se, semplicemente, come me pensate che se il dispositivo va bene per la persona che ce l'ha, se la persona si trova bene, non c'è bisogno di scatenare una guerra.
Oppure no: il dispositivo migliore dell'universo è un android.
Oppure un apple, oppure è il Motorola 8700 International, oppure è la ICOM IC-F3162DT: non lo so! Di nuovo: parliamone, ditemi un po' che cosa ne pensate.
Bene, con questo vlog spero di essere riuscito a farvi conoscere un canale interessante, ma soprattutto riuscito a farvi capire che - per quanto concerne la tecnologia - la possibilità di avere una grossa libertà di scelta dovrebbe essere vista positivamente, e non negativamente per creare una guerra tra differenti device.
Se ce l'ho fatta, come sempre vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici, anche su WhatsApp o Telegram, che funzionano su molti device differenti…
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, e quello arriva indipendentemente dal device che state utilizzando per guardare questo video, ed è uguale per tutti, tranquilli.
E migliora ogni anno, come buon profumo, però è sempre lo stesso: non è che con un device viene migliore e con l'altro device viene peggiore.
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video, e ricevere occasionalmente piccole curiosità e dietro le quinte riguardo ai video che devo realizzare.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi su #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly, questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 6 ottobre 2019

VLOG 287: ITAPAC #OperazioneNostalgia

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
Grazie al nostro smartphone riusciamo ad essere collegati ad internet letteralmente H24, senza bisogno di un collegamento fisico (di un cavo fisico) che porti la connessione al nostro dispositivo.
-Molto interessante questa cosa: come funziona?
-Beh è abbastanza semplice: abbiamo il nostro cellulare, abbiamo la «torre cellulare» che trasmette il segnale internet e lo fa arrivare al nostro smartphone.
-Ma… effettivamente come funziona questa cosa? Perché, oltre a ricevere il segnale internet io, lo ricevono anche tutti gli altri smartphone (tutti gli altri cellulari) che sono sotto la stessa torre cellulare.

Si utilizza una tecnica chiamata «Commutazione di Pacchetto»: i dati vengono suddivisi - appunto - in dei piccoli pacchetti e vengono inviati (a seconda di una eventuale tabella di destinazione) chi a un nodo, chi all'altro nodo, chi dal mio nodo alla torre cellulare (perché abbiamo i "dati di ritorno"); un colpo va un pacchetto dal nodo A al nodo B, un colpo va un pacchetto dal nodo B al nodo C etc.
Per suddividere questi pacchetti ci pensa il sistema a creare i pacchetti e inviarli; per fare in modo che non si sovrappongano i pacchetti tra di loro abbiamo una tecnica che si definisce di «Accesso Multiplo a Divisione di Tempo» (o Time Division Multiple Access: TDMA), che è una tecnica che permette di condividere un singolo canale di comunicazione tra più nodi in modo non deterministico.
Questa tipologia di tecnica si usa sia nell'ambito della connessione cablata (è così che funzionano le connessioni "via cavo") ma anche nell'ambito radiantistico: quindi abbiamo l'informazione da trasferire che si divide in pacchetti individuali e in sequenza, e vengono poi instradati attraverso delle tabelle insite nel pacchetto stesso.
Questa tecnica, naturalmente, è migliorata nel corso del tempo grazie al miglioramento delle tecnologie disponibili: abbiamo delle tecniche di suddivisione dei pacchetti estramamente veloci, come LTE che permette di inviare grosse quantità di pacchetti in un singolo secondo, però non è che sia una tecnica particolarmente nuova: il TDMA è un principio che esiste da moltissimi anni, e infatti oggi vorrei parlarvi di una rete a commutazione di pacchetti che utilizza questa tecnica TDMA da moltissimo tempo, praticamente dagli anni '80.
Una rete per la comunicazione dei dati che è stata una rete mondiale, che in parte ancora esiste e viene utilizzata per l'interconnessione tra le nazioni di alcuni servizi collaterali (come il telex).
Abbiamo già parlato del telex in un'altra puntata: ve la lascio linkata sul doobly-doo e sulla scheda se non l'avete vista.
Abbiamo il problema dell'accessibilità di questa rete, perché ci sono delle nazioni che, ormai, tendono a utilizzare internet: ricordiamo che questa rete è nata quando (nella prima metà degli anni '80) ancora internet era soprattutto appannaggio dei poli di ricerca universitari, quindi serviva una rete per le intercomunicazioni.
Adesso piano piano viene soppiantata da internet, tuttavia vi sono ancora nazioni che non sono raggiunte completamente da internet in ogni luogo e quindi, ancora, per "retrocompatibilità" esiste la rete X.25
L'X.25 è un protocollo di rete che utilizza un Multiplexing Statistico, ossia quando è "il tuo momento" di trasmettere o ricevere dei dati ti viene aperta la finestra di tempo e ti viene lasciato il turno; si fa un calcolo statistico: statisticamente si pensa che $QUESTI siano i nodi che devono avere del traffico e gli si dà la finestra di tempo, in maniera tale da lasciare l'infrastruttura occupata il maggior tempo possibile: non lasciare l'infrastruttura vuota e morta.
Questo sistema del Multiplexing Statistico non è molto utilizzato al giorno d'oggi, perché per moltissimi segnali digitali quello che si utilizza è il Multiplexing Sincrono: viene utilizzato - per esempio - dai sistemi digitali come il "Digitale Terrestre" (il DVB-T o il DAB), perché la stazione trasmittente CONTINUA a trasmettere dei dati e quindi avrà SEMPRE dei dati da inviare, per cui è inutile cercare di capire statisticamente quando non deve inviare dei dati, e allora si utilizza un meccanismo sincrono: ci sono (per esempio) cinque nodi che devono SEMPRE trasmettere e si dà a rotazione a nodo 1, 2, 3, 4, 5, 1, 2, 3, 4, 5 etc. semplicemente.
Nei meccanismi a radio civile come per esempio il DMR o il TETRA si utilizza un sistema ibrido: avremo un sistema di multiplexing sincrono per quanto concerne la trasmissione dei dati, e poi un sistema di calcolo statistico per determinare quali sono i nodi che devono accedere, perché - di nuovo - sono nodi che, quando sono in trasmissione, trasmettono costantemente dei dati, ma non sono costantemente in trasmissione.
Comunque: oggi parliamo dell'X.25 e della sua implementazione in Italia, ossia della rete ITAPAC, e lo facciamo in questa puntata di Diario di Viaggio on the road #OperazioneNostalgia
[♪♫♪]

ITAPAC è stata la rete italiana a commutazione di pacchetto, l'implementazione italiana della rete mondiale a commutazione di pacchetto basata su X.25
È nata nel 1986 ad opera dell'Azienda di Stato per i Servizi Telefonici (o ASST) e - successivamente - nei primi anni '90 è stata poi affidata a SIP in cogestione con il Ministero delle Poste e Telecomunicazioni, da una parte perché appunto era una rete di comunicazioni, di trasmissione dati, dall'altra perché sulla rete X.25 transitava il servizio telex (di cui abbiamo parlato nell'introduzione).
Tuttora ci transita il servizio telex sulla rete mondiale X.25
ITAPAC è stata una grande innovazione in Italia perché era la prima rete che non tariffava l'utente in base al "tempo" per il quale avrebbe occupato le infrastrutture, bensì si pagava il "traffico dati": è stata la prima rete che addebitava il traffico e non il tempo.
I pacchetti dati erano configurati con 7 bit di dati, un bit di parità (PARI) e 1 bit di stop: la cosiddetta configurazione 7E1 (per vostra curiosità un'altra configurazione molto diffusa era 8 bit di dati, nessun bit di parità e un bit di stop: 8N1).
Comunque dicevo: 7E1 che permetteva quindi di costruire dei pacchetti dati di una dimensione massima di 127 byte (e non 255 come dice la Wikipedia): stando a quello che diceva ancora “Info Itapac” (e stando a quello che mi ricordo sullo standard) i pacchetti dati erano di 127 byte.
Da una parte questo faceva sì, dato che il numero di byte effettivamente "transitabili" attraverso un pacchetto era di soli 96 byte (127 byte era la dimensione effettiva del pacchetto, ma ce ne entravano solo 96: gli altri erano di controllo, tabella di instradamento etc) e quindi sì: effettivamente per "far passare la roba" erano necessari molti pacchetti, però se le comunicazioni erano molto brevi, contenevano solo pochissime informazioni e se si utilizzavano meccanismi - per esempio - per la compressione dei dati (qualche cosa nel corso dei primi anni '90 si è cominciata a fare), allora c'era la possibilità di far passare, di far transitare, pochissimi pacchetti.
Infatti per esempio la rete X.25 era molto utilizzata per l'interconnessione bancaria: permetteva ai terminali bancomat di collegarsi al server della banca, e anche se avevi decine e decine di collegamenti, quello che dovevi pagare era solo il traffico che transitava: una transazione bancomat - a livello di dati - può essere molto veloce:
-Ehy: è entrata la scheda nr. 123456, l'utente ha battuto il PIN 12345 e vuole fare un prelievo.
Saranno due~tre pacchetti: il server gli risponde
-Va bene: autorizza il prelievo!
Quindi con quattro~cinque pacchetti avevi fatto un'intera transazione.
È stata usata professionalmente per moltissimo tempo, però poi - nel corso degli anni - è stata piano piano soppiantata dall'avvento della rete internet. Purtuttavia ancora esiste per via della retrocompatibilità (delle nazioni che hanno problemi a migliorare la propria rete telefonica).
Di questo ne abbiamo parlato quando abbiamo parlato di numeri telefonici: video che vi lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda, andate e dategli un'occhiata; questo più che un #OperazioneNostalgia è stato un «Operazione Futuro»: spiegare "perché funzionano i numeri di telefono"
Attualmente la rete esiste ancora, però non la si utilizza più, non si creano più connessioni dirette alla rete ITAPAC ma, per esempio, gli sportelli bancomat utilizzano la connessione ad internet (una VPN) per collegarsi al server della banca, ma come "connessione di scorta" se dovesse fallire tutto, hanno proprio la connessione su rete X.25
Anche perché l'X.25 è tuttora implementato su un sistema di rete che è la «Rete ISDN», che su rame ti permette di avere due canali a 64kbit/s (oppure di trasmettere voce: due canali indipendenti), un canale di controllo del segnale a 1200 (oppure 2400) baud, ma che è un canale "riservato" e un ulteriore canale (il «Canale-D» a 9600 baud) che è il canale su cui passa il segnale X.25 nativamente.
Ora: come funzionava l'infrastruttura ITAPAC?
Tu avevi il tuo DTE (Data Terminal Equipment), il tuo terminale, dovevi collegarlo alla controparte (alla DCE) e lo potevi fare in due modi: attraverso «rete commutata», ossia la linea telefonica, potevi farlo con una velocità massima di 2400 bit/s (2400 baud), oppure con un CDN (un Collegamento Diretto Numerico), che era un collegamento fisico direttamente al DCE a 9600 bit/s.
Poteva essere un CDN fisico, oppure poteva essere il canale D della rete ISDN (che rappresenta, comunque, di per sé un CDN).
Il DCE a sua volta era collegato a un apparato «Adattatore Concentratore di Pacchetto» (o ACP): era l'apparato che ti faceva da gateway per entrare sulla rete ITAPAC.
Ti identificavi inserendo il tuo NUI (Network User Identification), che era una sorta di password; dopo aver digitato il tuo NUI, digitavi il "numero" della destinazione, come se fosse un numero di telefono, il Network User Address: l'indirizzo di rete del sistema che volevi contattare.
Per inserire il NUI immettevi la lettera "N", seguita dal tuo NUI di sei lettere e numeri (per esempio "gu3v7i", che è stato il NUI della mia associazione molti anni fa) e seguito dal tasto "-" (il "meno"); ti compariva solo la "N" e il trattino (il NUI, dato che era una password, quando lo digitavi non compariva a video) seguito da, dopo il trattino, dal numero di destinazione, dal NUA di destinazione, per esempio 26100298
Gli ACP a loro volta erano collegati ai Nodi Concentratori di Pacchetto (o NCP) con una connessione in fibra ottica a 64kbit/s
Notate questa cosa: sì, la ISDN va a 64kbit/s su rame, la fibra ottica all'epoca andava a 64kbit/s su fibra ottica…
La connessione, da NCP a NCP, arrivava fino all'NCP relativo al nodo di destinazione, quello arrivava all'ACP (all'Adattatore Concentratore di Pacchetto) più vicino al nodo di destinazione, e attraverso una CDN era collegato al nodo di destinazione.
Ora come dicevo il traffico dati si pagava in base ai dati che effettivamente transitavano, e non al tempo per cui si occupava la rete, purtuttavia tu dovevi immettere il tuo NUI, perché era QUELLO che ti identificava e ti permetteva di vedere il traffico addebitato, però potevano esserci dei sistemi che consentivano il cosiddetto «addebito al destinatario», allora per facilitare l'accesso a questi sistemi, dove non c'era bisogno di immettere il NUI (immettevi solo il numero di destinazione) esisteva una modalità di accesso a ITAPAC che si chiamava “Easy Way”, attraverso i numeri di telefono 1421 (che andava a 300 e 1200 baud) e 1422 (che andava a 2400 baud), però già più o meno tra il '92 e il '93 entrambi i numeri cominciarono ad andare a 2400 baud (2400 bit/s) come velocità massima: si erano sincronizzati.
Lì una volta che ti collegavi non c'era bisogno di battere "N" e il tuo NUI: battevi semplicemente il numero di destinazione, quindi ti collegavi all'ACP, per esempio 26100298 e ti collegavi, all'epoca, al mitico ‘Info Itapac’
La connessione era abbastanza lenta: andavi a 2400 su rete commutata (con il cosiddetto X.28: l'implementazione dell'X.25 su linea telefonica) o andavi a 9600 con la connessione su CDN, però era decente per permetterti di interagire con i sistemi remoti, sistemi che stavano sia in Italia, sia all'estero.
E in questo senso era molto famosa una messaggeria, che era presente sul Minitel francese, che era QSD (o - essendo francese, /ke es dé/: credo si legga così) che è stata una chat (antesignana delle chat attuali) che era molto attiva nell'ambito della ‘scena hacker europea’: tutti gli hacker, i cracker… i pirati informatici e gli smanettoni informatici d'Europa erano piantumati tutto il giorno su quella chat.
E infatti ITAPAC è stata una grossa fucina proprio dell'hacking in Europa, anche perché se tu conoscevi un NUI, o se determinavi una "formula" (presunta formula) che permetteva di determinare quale fosse un NUI, avresti potuto addebitare il tuo traffico a una ignara azienda che aveva il NUI: chi faceva il traffico con quel NUI riceveva l'addebito dei dati.
Ci sono tante storie che riguardano i sistemi raggiungibili su ITAPAC: si narra di un sistema SCO OpenServer di Pisa che era raggiungibile con addebito al destinatario, che andava su internet e che ci si collegava immettendo come nome utente ‘root’: non aveva neanche password. Ci sono queste storie, queste leggende più o meno metropolitane che girano, delle quali non si sa quale sia la specifica realtà.
E quindi è stata (ITAPAC) una grossisima fucina di hacker; lo sarebbe ancora adesso se non fossero cambiate molto le cose con la diffusione della rete internet e la cancellazione mano a mano dell'accesso a X.25: come dicevo, adesso è una cosa molto specifica, è difficile anche reperire apparati che si collegano sulla rete X.25, appunto viene ancora utilizzato solo per delle cose estremamente specifiche, come - appunto - il collegamento alla rete Telex per destinazioni nel mondo dove è difficile raggiungere la rete internet.
Comunque questa era la rete ITAPAC: la conoscevate? L'avevate sentita nominare? Sapevate che la ‘rete dati a commutazione di pacchetto’ è il principio alla base di moltissime reti dati, quindi anche della rete internet attuale?
Certo: le tecnologie e le velocità sono migliorate, ma alla base c'è ancora questo discorso di creare dei pacchetti dati e inviarli sulla rete, mandandoli secondo una tabella di destinazione e secondo delle finestre di tempo…
Parliamone nei commenti qua sotto, o su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene, io sono Grizzly, questo era #OperazioneNostalgia
come sempre vi invito a mettere pollice-in-alto, condividere questo vlog, iscrivetevi al canale: noi ci vediamo alla prossima puntata, ciao a tutti!

domenica 29 settembre 2019

VLOG 286: Medici o... guaritori?

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[sospiro] Benvenuti viaggiatori: sono Grizzly.
Mi sono preso una malattia: una di quelle magiche! Daah!
Françoise, vieni qua…
È una malattia terribile del mondo magico (credo sia incurabile!): è la mancanza di voglia di fare il video!
Va bene! Vediamo se c'è una cura: leggo sul mio e-book magico (sul mio e-grimoure).
Ah: una cura c'è! Bene, interessante, sentiamo un po':
Bisogna stare lontani dal letto, soprattutto stare lontani dai propri orsetti di peluche, perché fanno venire questa voglia di dormire che…
E va bene, va: vado a girare il video, dai. Cominciamo: sigla!
[♪♫♪]

Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
Leggendo “Harry Potter e L'Ordine della Fenice”, a un certo punto si vede dell'«incidente» (dell'attacco) avuto da Arthur Weasley nel Ministero da parte del serpente; poi seguiamo Arthur Weasley che è in ospedale (al famoso «San Mungo») e lì veniamo in contatto con una situazione: stanno cercando di curare questa ferita, che è una «ferita magica», e uno dei ‘guaritori’ ha cercato di applicare (d'accordo con Arthur) una soluzione babbana (i cosiddetti «punti di sutura») che - ovviamente - NON HA FUNZIONATO, perché non è possibile curare malattie o ferite magiche utilizzando rimedi babbani.

Cosa che fa venire qualche dubbio su quello che è il discorso delle malattie e delle ferite nel mondo dei maghi.
La Rowling ha fornito una risposta interessante, in merito a malattie e ferite magiche e naturali, su Pottermore:

“I maghi possono curare quelle che sono le classiche malattie babbane semplicemente con un incantesimo. I problemi li hanno con le malattie specifiche del mondo dei maghi, perché per quelle ci vogliono le cure specifiche del mondo dei maghi” (non so, per il Vaiolo di Drago)

Questo discorso è molto interessante, purtuttavia ci sono decisamente delle malattie tipiche dei babbani che sembrano colpire tranquillamente il mondo dei maghi e, a quanto pare, il mondo dei maghi NON SEMBRA avere delle specifiche cure in tal senso!

Veniamo innanzi tutto alla cosa che è davanti agli occhi di tutti: pensate a Harry Potter e vi verrà in mente questo ragazzo con la cicatrice (che è una ferita magica, ok: quella è incurabile)

… e gli occhiali: Harry Potter è miope.
C'è 'sta cosa che nei film è anche molto ripresa, che si deve SEMPRE ficcare gli occhiali sul naso (ma anche nei romanzi è molto ripresa). Harry è miope: senza occhiali non ci vede.
Nei romanzi vediamo che Arthur Weasley ha un'incipiente calvizie… ma non ci si può tirare un incantesimo? CESARERAGAZZIBUS!

No: evidentemente no.

Arthur porta i ragazzi alla coppa del mondo di quidditch e li ospita in una tenda, che non è sua: gliel'ha prestata un collega del Ministero che - purtroppo - non può più andare in campeggio perché ha dei problemi a causa della lombaggine.

La famosa ‘Lombaggine Magica’ che viene solo ai maghi:non c'è un babbano nel mondo che soffra di lombaggine!

Ci sono degli acciacchi dell'età, e d'altronde abbiamo un presupposto: la magia ha un limite, quello che non può curare la morte: non si può tornare indietro dalla morte, neppure con la magia.
E questo però implica una situazione: tralasciando il caso del prendersi la pozione fatta con la Pietra Filosofale, che ti dà la vita - tra virgolette - “eterna”, finché continui a prendere questa pozione, ma altrimenti non è che tutti i maghi muoiono SOLO perché si son beccati una maledizione magica!

Eh: si va avanti con l'età e s'invecchia e - a un certo punto - ci saranno moltissimi maghi che moriranno di vecchiaia.
Solo che la “vecchiaia” non è esattamente una malattia: la vecchiaia è uno stato delle cose nelle quali il corpo comincia a funzionare meno bene, cominciano a presentarsi problemi cardiaci, problemi circolatori, possono cominciare a presentarsi dei problemi complessi; il pancreas comincia a funzionare maluccio e uno sviluppa - magari - una forma di diabete, e allora giù di farmaci, giù di insulina… e i maghi cosa fanno?
Si fanno l'insulina colla bacchetta? O fanno ‘Reparo’ sul pancreas? Oppure devono rivolgersi a un medico babbano per ottenere l'insulina? O… gliela prepara un pozionista?

Sappiamo che non ci sono cose come la trasfusione di sangue: Arthur ogni ora - quando è in ospedale - deve bere una «Pozione Rimpolpa-sangue», quindi non c'è bisogno della trasfusione, cosa che toglie anche la «magia» (sicuramente) della condivisione del sangue, della Fratellanza di Sangue, questa è una cosa molto profonda, ma diamola anche per buona.
Su Pottermore si parla di - per esempio - un mago che venisse punto da uno scorpione potrebbe risolvere il problema con la magia: questa non sarebbe una cosa letale come potrebbe essere letale per un babbano.
Ok, ma… e allora se un mago - invece - viene morso da un serpente? Perché sappiamo che i serpenti sono molto utilizzati nelle arti oscure, ma se un mago viene morso da una vipera? Basta una pozione «Siero Antivipera» (che lo vendono in farmacia), o diventa più complesso perché per un babbano il serpente che morde può essere risolto il problema con l'antidoto, mentre per un mago diventa più complesso perché influisce, oltre al veleno, anche un fattore magico?
Se i maghi possono curare moltissime cose con la magia, ma non tutte le cose con la magia, per le cose che non possono curare con la magia, come si comportano?
Se i maghi portano gli occhiali, che sono una soluzione babbana al problema di vista, allora avranno soluzioni babbane anche per quanto concerne determinate malattie, determinati malanni?
Avremo maghi che - non so - soffrono di diabete e quindi vanno avanti con l'insulina?
Avremo maghi che possono contrarre malattie come il cancro? E quindi, poi, che andranno a fare chemioterapia?
Avremo maghi che vaccinano i propri figli o se stessi contro determinate malattie, come per esempio il morbillo?

Non dimentichiamoci che stiamo parlando di romanzi di fantasia, opere di fantascienza (di fantasy) e - quindi - quando vediamo qualcuno che per curarsi si rivolge a un guaritore, a uno sciamano, lo vediamo perché fa parte del contesto del romanzo, ma il problema è che oggi - nel 2019 - abbiamo persone che NEL MONDO REALE per curarsi da malattie che potrebbero già essere state debellate da anni… invece di rivolgersi alla Medicina Ufficiale, si rivolgono a guaritori e sciamani!

E sul discorso dei vaccini ci torneremo sicuramente, perché ho in serbo qualcosa di molto particolare: non voglio farvi spoiler, ma ci torneremo sicuramente.
Ma per il momento quello che vorrei analizzare è proprio questo discorso: i maghi hanno molta fiducia nei loro guaritori, che sono i «Medici Magici», dopodiché sappiamo che guardano con una certa distanza le soluzioni babbane, però - per l'appunto - molti maghi portano gli occhiali…

E vabbè: glieli avranno fatti dei maghi; magari hanno le lenti progressive magiche, che non si usano più le lenti bifocali, perché è la lente che cambia forma a seconda se devi leggere qualcosa da vicino o da lontano!

Questo ci potrebbe anche stare, però non si son tirati un incantesimo sull'occhio per riparare il cristallino, quindi qualcosa che ha a che fare con l'avanzamento dell'età, con gli acciacchi dell'età, c'è di sicuro.
Vediamo - appunto - il collega di Arthur che ha la lombaggine: non si tira un incantesimo al nervo sciatico, per cui - evidentemente - qualcosa nel mondo magico che dev'essere curato con gli «antichi rimedi babbani della nonna»…

… c'è chi dice che le nonne erano anche delle streghe, quindi… forse c'è anche quello sotto!

Ma - scherzi a parte - io vorrei chiedere a voi: voi che cosa ne pensate? Secondo voi i maghi, oltre alle malattie magiche, soffrono anche di problemi legati alle malattie babbane?
Secondo voi i maghi possono curare ogni cosa con la magia, o per alcune cose - comunque - gli tocca andarsi a rivolgere alla Medicina Babbana? I maghi saranno antivaccinisti?

-No, eh: c'è bisogno del vaccino contro il morbillo? Mi tiro un incantesimo!

Oppure no: oppure proprio questa fiducia nei guaritori fa sì che guaritori (che non sono sprovveduti) dicano:

-Ah, c'hai la lombaggine? Vai da un medico babbano e fatti curare, perché questa non è una malattia magica, ma è curabilissima!

Oppure ci sono delle cure specifiche e magiche per tutto quanto: anche gli occhiali vengono semplicemente prodotti magicamente, non sono un'invenzione babbana.
Oppure ci sarebbe un modo per curare molti di questi malanni magicamente, ma magari è un modo sperimentale: molti maghi non si fidano, sanno che i babbani hanno curato questa situazione da tantissimo tempo molto velocemente e quindi perché non applicare questa regola?
O c'è qualcos'altro? Che cosa ne pensate? Parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr

Bene: anche oggi siamo giunti in fondo a questo vlog. Come sempre spero di essere riuscito a intrattenervi, a stuzzicare la vostra curiosità, a farvi pensare in maniera un pochino più umana anche al mondo dei maghi. Se ce l'ho fatta, come sempre vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici, anche su WhatsApp o Telegram: magari con i vostri amici che pensano di trovare una cura per una malattia che li affligge chiedendo a un guaritore o a uno sciamano.

E NO: NON SI FA!
Rivolgetevi con fiducia al vostro medico, che potrà trovare tutte le soluzioni ai vostri problemi di salute: questa è la realtà, non è un romanzo fantasy, mi raccomando!

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Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi su #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 22 settembre 2019

VLOG 285: Radio magica e... TV? (analizziamo Harry Potter)

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
Nel mondo magico di Harry Potter abbiamo visto che c'è un rapporto molto particolare con la tecnologia babbana (ne abbiamo parlato nello scorso episodio di #DdVotr: se non l'avete visto ve lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda, così andate, gli date un'occhiata, lo recuperate e capite un po' di cosa stiamo parlando).
Oggi voglio parlarvi di un altro discorso che concerne sempre la tecnologia e il mondo dei maghi, e che concerne uno strumento tecnologico babbano che - però - sembra aver trovato il proprio spazio nel mondo dei maghi, ossia LA RADIO.
E voglio - nel contempo - chiedermi “Perché ha trovato spazio la radio, mentre non sembra aver trovato spazio la televisione?", per cui cominciamo questa puntata di Diario di Viaggio on the road: sigla!
[♪♫♪]

Nel romanzo ‘Harry Potter e i Doni della Morte’, durante la missione dei ragazzi mentre sono dispersi in campagna, utilizzando la Radio Magica, Ron riesce a sintonizzarsi su «Radio Potter», la radio della resistenza contro il predominio dei mangiamorte, no?
E abbiamo questa cosa molto simpatica e divertente di questa Radio Magica che funziona non solo sintonizzandola, ma anche conoscendo la «Parola» che sblocca la stazione, la trasmissione, altrimenti non è possibile ascoltare questa radio; che in fondo è un po' il principio che sta alla base del pay-per-view che abbiamo nel mondo babbano: se vuoi guardare questa trasmissione/questa partita di calcio/questo concerto/questo quelCheSia devi avere la smart-card con l'abbonamento attivo e quindi non ti basta «sintonizzare» sul canale, ma avere appunto la smart-card inserita etc.
Questo discorso della Radio Magica, che è uno strumento di resistenza per i maghi contro i mangiamorte, è una cosa che dai bambini, dai ragazzini, viene letta simpaticamente come:
-Guarda un po', la radio: uno strumento che vedo ogni giorno, che però funziona magicamente.
Gli adulti - tuttavia - ci possono vedere anche un discorso molto importante: l'utilizzo di uno strumento come la radio a scopo di resistenza politica.
La radio che diventa uno strumento di contrasto ai governi: uno strumento di contrasto allo strapotere di un governo, alla censura, al controllo governativo.
Ed è una cosa che è successa in passato (per così dire "nel mondo babbano"), ma la storia della radio è passata - anche qua in Italia - dalle Radio Pirata: radio che sono nate per essere al di fuori del controllo del governo, al di fuori della censura del governo.
La radio è uno strumento particolarmente potente, soprattutto perché innanzi tutto è uno strumento che ti permette di trasmettere la tua voce (trasmettere la musica, trasmettere quello che vuoi tu) a grandissime distanze e…
Sì: è vero che ci vuole dell'attrezzatura molto complessa per poter trasmettere un segnale radio, ma viceversa per RICEVERE un segnale radio possono bastare degli strumenti semplicissimi, letteralmente stupidi: è possibile ricevere il segnale radio con una «Radio a Galena» costruita, letteralmente, con pezzi di carta stagnola e fogli di cartoncino.
C'è un progetto per una radio a galena fatto da Steven di RimstarOrg: se non avete visto quel video ve lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda, andate e dategli un'occhiata, è *VERAMENTE* MOLTO INTERESSANTE: proprio come costruirsi un apparecchio radio (un apparecchio in grado di ricevere il segnale radio) con *letteralmente* un paio di euro e forse neanche quelli!
Ora dicevamo: abbiamo la radio, come strumento di resistenza; la radio già è uno strumento molto importante, uno strumento molto potente, perché è uno strumento di DIFFUSIONE dei contenuti, uno strumento di diffusione della cultura, è uno strumento che ti permette di far conoscere la musica e i musicisti.
Nonostante in questo momento storico abbiamo tantissimi strumenti d'intrattenimento «tecnologici», quindi dallo smartphone al tablet, ai meccanismi come i podcast e roba del genere, però ancora la televisione e la radio, qui nel mondo babbano, rappresentano - comunque - strumenti molto diffusi, strumenti che hanno contribuito alla diffusione della cultura: la televisione è stato un grande strumento di diffusione della cultura.
Ed ecco qui che arriva la prima domanda che mi faccio: considerando il rapporto che hanno i maghi con la tecnologia babbana, che viene guardata come qualcosa di pittoresco, mi stupisco che - ciò nonostante - i maghi siano riusciti a fare propria l'invenzione della radio.
Ammetto che, da una parte, la prima cosa che penso è, magari in passato i maghi hanno detto:
-Dunque, un attimo: i babbani sono in grado di «trasmettere» la voce da una parte all'altra del globo senza utilizzare un filo, senza utilizzare nessuno strumento, senza utilizzare niente che COLLEGHI fisicamente le due parti… 'spetta: cos'è 'sta stregoneria? Andiamo un attimo ad approfondire: non è che hanno scoperto qualcosa di magico?
-No: alla fine, magari, è un fenomeno fisico, però 'sta cosa è interessante… potremmo arzigogolarci sopra!

Magari un «precursore» di Arthur Weasley, appassionato di migliorare le cose babbane ficcandoci dentro un incantesimo è riuscito a costruire la Radio Magica. Oppure possiamo magari pensare (non lo so) che Guglielmo Marconi era un mago e, stufo di cercare una soluzione per trasmettere il segnale telegrafico senza fili, a un certo punto ha ficcato un incantesimo - non lo so - sui cristalli di quarzo: costruire un oscillatore al quarzo lancia degli incantesimi.
Solo che il problema è che l'epoca degli oscillatori al quarzo è passata e, però, il meccanismo dell'oscillatore funziona ancora… Uhm!
Diciamolo: il dubbio rimane, però è un dubbio molto interessante.
Ma in fondo possiamo fare un ragionamento differente: possiamo pensare che la diffusione della radio nel mondo magico sia avvenuta seguendo un percorso similare a quello della diffusione della radio nel mondo babbano: abbiamo avuto le prime radio magiche pirata, poi - piano piano - visto che la radio COMUNQUE rappresenta un interessantissimo strumento per la diffusione della cultura, per la diffusione della musica, giovani interessati ad ascoltare musica nuova e differente, giovani interessati a sapere come vanno le cose in maniera un po' più veloce che aspettando che il giorno dopo il gufo gli porti il giornale… ed ecco che - magari - nel corso del tempo si è cominciato a dire:
-Beh, in fondo questa è una tecnologia babbana che somiglia, un po', a una stregoneria, quindi perché non farla propria?
E allora magari ci può essere stato un avvicinamento a questa tecnologia, che è entrata nel mondo dei maghi perché anche i babbani dicono:
-Sì: la radio è questa cosa che non è collegata a nulla e MAGICAMENTE riceve tutte queste voci, tutta questa musica, tutte queste situazioni!
Potrebbe essere questa la ragione che ha spinto il mondo magico ad accettare una tecnologia babbana, ma per lo stesso motivo e pensando a personaggi come Philo Fansworth, mi chiedo:
"Bene: nel mondo babbano c'è stata una persona che ha cercato di portare avanti il discorso «radio» per trasmettere non solo la voce, ma anche delle immagini. E nel mondo magico, dove si cerca di migliorare tantissimo le cose? Sembra non esserci nessuna specifica notizia in merito all'esistenza di una TV Magica"
Abbiamo la Radio Magica, abbiamo sicuramente - grazie alla magia - dei meccanismi per «trasmettere» le immagini da un posto all'altro (c'abbiamo lo «specchio a doppio senso» per esempio, che Sirius aveva dato a Harry), ma come meccanismo similare alla radio per trasmettere le immagini dei maghi, sembra che non ci sia nessuna notizia.
Nei romanzi non ne abbiamo traccia: abbiamo chi parla dei gruppi musicali, chi parla della radio, ma… chi ci parla della TV lo fa perché nato babbano e ci parla della TV babbana: lo stesso Harry ci racconta che quando è a casa e i Dursley escono e lo lasciano da solo a casa, ha la possibilità di prendere il telecomando e fare un po' di zapping in santa pace.
Ma nel mondo magico, poi, non vediamo questo discorso; vediamo che si utilizza la radio per ascoltare la musica, per avere intrattenimento, si utilizza la radio come meccanismo di difesa contro i mangiamorte, però… non sentiamo parlare della televisione.
Lo stesso Ministero, quando si diffonde la notizia dell'uso degli inferi, dell'uso della Maledizione Imperius etc, mette i *MANIFESTI*, non ci parla di «trasmissioni televisive» che informino la popolazione.
E insomma per me questo rimane un dubbio, per cui vi chiedo: voi che cosa ne pensate? Secondo voi come ha fatto la radio a diffondersi nel mondo magico? E se ci è riuscita la radio, come mai non ci è riuscita la televisione?
Perché abbiamo una Radio Magica ma non abbiamo una TV Magica?
È possibile che ci sia un Philo Fansworth dei maghi che sta lavorando alla TV magica? Non abbiamo notizie, però potrebbe anche esserci questa situazione.
Oppure no: non abbiamo questo sviluppo, perché ai maghi non interessa avere la possibilità di trasmettere le immagini, vedono che - per i babbani - la TV diventa uno strumento di «annullamento della cultura» (soprattutto negli ultimi anni di «annullamento della mente»), non vogliono avere una caterva di maghi che passano il tempo a - non lo so - guardare telenovelas, e allora preferiscono andare avanti con le radio.
Premesso e preso atto del fatto che molti serial sono *cominciati* alla radio, quindi c'è anche questo da considerare!
Dobbiamo considerare che la radio è - appunto - l'invenzione babbana che è stata migliorata dai maghi? Oppure magari no: la Radio Magica ha il NOME che viene dato dai babbani allo strumento, ma è una cosa completamente differente? Voi che cosa ne pensate?
Parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene, anche per oggi siamo arrivati in fondo a questo vlog. Come sempre, se sono riuscito a stuzzicare la vostra curiosità, o se - per esempio - state ascoltando questo vlog come un podcast attraverso la Radio Magica, allora vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici, anche su WhatsApp o Telegram, o su altri strumenti di condivisione che avete a disposizione nel mondo magico!
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, che avviene iscrivendosi al mio canale YouTube ma - per esempio - non avviene quando si sintonizza una stazione della Radio Magica!
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video, e ricevere occasionalmente piccole curiosità e dietro le quinte riguardo ai video che devo realizzare.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi su #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly, questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 15 settembre 2019

VLOG 284: Tecnologia e Magia (analizziamo Harry Potter)

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Lo stregone estrasse dalla saccoccia un oggetto che al ragazzo parve essere una piccola tavoletta d'ardesia; la sfiorò brevemente e quella subito s'illuminò, quindi pronunciò una frase che al giovane era sembrata un misto tra un incantesimo ed un'evocazione.
Dopo qualche istante una voce oscura risuonò accanto a loro: il ragazzo sobbalzò, capendo con orrore che veniva proprio dalla tavoletta dello stregone.
La superficie si trasformò in una finestra, aperta magicamente sul particolare di una più immensa mappa. Lo stregone la mostrò al ragazzo, poi col dito toccò la carta, spostando la parte visibile dalla finestra come se non fosse di chissà quale lucida pergamena, mentre spiegava il percorso che li avrebbe portati al nord…
… eh sì: come cambierebbero certi romanzi fantasy usando uno smartphone con Google Maps anziché le imprecise antiche cartine tracciate dagli elfi!
[♪♫♪]

Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
Arthur Weasley è un appassionato di babbani, soprattutto adora scoprire in quali modi pittoreschi i babbani hanno trovato una soluzione ai problemi che i maghi hanno risolto già da tempo usando la magia.
È molto stupito dal funzionamento dell'elettricità, è molto stupito dal funzionamento dei tornelli delle metropolitane… a un certo punto c'è un anno in cui Harry gli regala per natale un cacciavite e un set di fusibili, facendolo felicissimo (mandandolo al settimo cielo, no?)
Ora, questo mi ha lasciato pensare a una cosa: il funzionamento della tecnologia umana (della tecnologia babbana) e il funzionamento e il livello tecnologico che c'è fra i maghi.
E i maghi sembrano vivere in un medioevo relativamente avanzato, ma che - purtuttavia - sempre medioevo rimane.
Alla ‘Tana’ (la casa Weasley) Molly tira un incantesimo e i piatti nell'acquaio cominciano a lavarsi da soli.
Ok: con la magia ci sta, ma anche a casa mia tiro un incantesimo (che è costituito dall'inserire una compressa & premere un pulsante) e anche i miei piatti si lavano da soli, dentro la lavastoviglie!
Ma soprattutto quello che mi lascia pensare sono i sistemi di comunicazione: d'accordo utilizzare i Patroni per comunicare messaggi importanti (che è sicuramente una cosa molto d'effetto), purtuttavia per esempio quando Harry si trova al Ministero in attesa del processo, vede una serie di areoplanini di carta che volano e Arthur gli spiega che sono delle brevi note che si mandano tra un ufficio e l'altro.
E una volta usavano i gufi, però questo ha fatto un macello colossale: si sono trovati LETTERALMENTE ricoperti di guano.
Ok, va bene mandarsi le note, ma - voglio dire - QUALSIASI applicazione di messagistica istantanea babbana sarebbe stata più che efficiente già ai tempi (già nei primi anni '90) c'era MSN Messenger…
che - COMUNQUE - avrebbe lasciato una quantità abnorme di letame sul computer, ma questo è un altro paio di maniche!
Però ci sono tantissime situazioni in cui i maghi guardano i babbani dall'alto in basso, li considerano “pittoreschi”
-Oh, ma guarda: hanno usato questa soluzione per risolvere questo problema!
-Ma che simpatici!
Poi però già nel primo romanzo (già in “Harry Potter e la Pietra Filosofale”) giù una ricerca *ravanando* dentro i libri della biblioteca della scuola, per capire chi era Nicolas Flamel, ma… cavoli: SIETE MAGHI!
-Noooo: bisogna guardare i libri…
Bisogna guardare i libri? Io guardavo l'elenco del telefono negli anni '80! Usate un incantesimo.
-Ok Google: chi era Nicolas Flamel?
-[voce sintetica] Dice Wikipedia: Nicolas Flamel è stato un alchimista francese.
Voglio dire!
E quindi mi chiedo: i maghi studiano a scuola babbanologia, ma al di là dello studiare la babbanologia, vivono - fondamentalmente - a stretto contatto con i babbani.
È una situazione che ha le sue piccole e grandi difficoltà, lo vediamo, per esempio, in occasione della Coppa del Mondo di Quidditch: cercano di vestirsi come dei babbani, ma saltano fuori delle cose allucinanti, gente che si mette giacca, cravatta e - non lo so - GALOSCE!
Che anche quello mi lascia pensare: CASPITA! Ci vivi con quelle persone, tutti i giorni, quindi come fai a essere così «indietro»? Ma soprattutto come si fa a essere così indietro? Niente elettricità
-Preferiamo avere le candele che levitano!
Ora, stendendo un velo pietoso sul gigantesco rischio d'incendio che si ha illuminandosi la casa con delle candele…
E ok: non c'è bisogno dei Vigili del Fuoco, perché i maghi possono evocare l'acqua dalla bacchetta!
-Aguamenti!
e viene fuori un getto d'acqua dalla bacchetta... sì sì: esattamente paragonabile al getto di una manichetta antincendio UNI-45!
E quando non si può usare acqua, sugli incendi? Avremo Schiumogenomenti? Estintore-a-polvere-ABC-menti?
Diciamo che ci sono domande che - forse - non è il caso di farsi!
(Ecco: mi sono appena immaginato un mago, con il suo bel cappello, con il suo mantello, con la bacchetta in mano, che corre verso un incendio…
… SBRAITANDO la sirena!)
[BRRR!]
Ma se dovessimo parlare - tra l'altro - della immonda scomodità di avere l'illuminazione fatta con delle candele levitanti, in tal caso forse è il caso che vi segnali il divertentissimo video di ‘How It Should Have Ended’ che riguarda proprio come sarebbe dovuto andare Harry Potter, che comincia con uno sketch *GENIALE* proprio su questo meccanismo d'illuminazione, vi lascio il video linkato sul doobly-doo e sulla scheda: andate e dategli un'occhiata, credetemi, è divertentissimo!
Ma al di là di queste piccole considerazioni, vediamo di analizzare il punto nel dettaglio: i maghi vivono utilizzando la magia, dove sia possibile, per risolvere i loro problemi (e ci può anche stare: non voglio dire di no, in fondo sicuramente è un eccellente aiuto) ma sembrano RIFUGGIRE la tecnologia in una maniera che è quasi comica.
Tantissime situazioni realizzate dai babbani, indubbiamente sono delle soluzioni tecniche (e non solo tecniche, ma anche tecnologiche) che permettono di aiutare tantissimo e che permettono di evitare di dover utilizzare la magia per compiti abbastanza semplici.
È vera anche una cosa, ce ne parla Hermione quando Harry pensa che sia stata utilizzata una «cimice» all'interno di Hogwarts: all'interno della Scuola di Magia e Stregoneria c'è troppa «potenza magica», le apparecchiature elettroniche babbane semplicemente impazzirebbero.
Ok: diamolo anche per buono, ma il resto delle abitazioni di maghi sono in città babbane, sono in mezzo ai babbani, e quindi devono COMUNQUE utilizzare parte della tecnologia babbana, non foss'altro per non attirare troppo l'attenzione su di sé.
-Ah: in quella casa vanno avanti con le candele e non c'è la luce elettrica?
[mugolio contrariato]
Quindi si suppone che utilizzare un po' di tecnologia permetterebbe innanzi tutto di - magari - cominciare a studiare, anche come materia importante in babbanologia (la si potrebbe portare a livello universitario) tecniche che permettano di «schermare» la tecnologia babbana in maniera tale che si possa utilizzare la tecnologia babbana che «conviene» anche in presenza di elevato potenziale magico.
Potrebbe essere un modo di avere delle infrastrutture molto, molto, molto comode: una ricerca bibliografica fatta utilizzando un sistema bibliografico integrato (un Sistema OPAC elettronico), anziché scorrere cataloghi in cartapecora!
Potrà sembrare una cosa molto demodé ai maghi, ma sicuramente è una cosa molto più efficace e veloce.
Voglio dire: sono riuscito a chiedere alla mia auto chi era Nicolas Flamel… senza essere neppure un mago! [borbottii soffusi] … ehm, giusto?
E non c'è bisogno di andare a ravanare tutti i libri della biblioteca per capire chi era costui.
Ecco quindi la mia domanda: voi che cosa ne pensate? Secondo voi c'è una ragione sotto, a parte - probabilmente - il discorso dei «purosangue» che vogliono stare il più possibile lontani dai babbani?
C'è una ragione per cui la tecnologia babbana viene guardata come se fosse qualcosa di pittoresco, anziché essere analizzata seriamente ed essere utilizzata anche dai maghi? Che sarebbe sicuramente qualcosa di molto più funzionale; in moltissime situazioni si utilizza la magia quando - veramente - non ce n'è bisogno: perché tirare un incantesimo ai piatti per farli lavare da soli, quando basta una normalissima lavastoviglie? Che consuma anche meno acqua che aprire il rubinetto e richiuderlo, tra parentesi!
Oppure no: i maghi devono gestirsi la magia come preferiscono, preferiscono tenere distanza con i babbani (ci sta benissimo) e la tecnologia babbana resta semplicemente qualcosa di pittoresco.
C'è una via di mezzo: ci sono tecnologie che potrebbero funzionare nell'ambito magico, e quindi perché non implementarle?
O magari, come avviene con le “Leggi della Magia”, per esempio che non è possibile «creare dal nulla» la roba da mangiare (è uno degli elementi che non possono essere creati) e allora c'è magari una Legge della Magia che dice che non è possibile «schermare» la tecnologia babbana dalla magia, e pertanto si utilizza pochissima tecnologia babbana, perché "qualsiasi intervento magico tende a danneggiare irrimediabilmente la tecnologia babbana", non lo sappiamo.
Dovrebbe essere un argomento da approfondire, almeno in considerazione del fatto che - per l'appunto - si STUDIA babbanologia per cinque~sei anni a scuola; non è che si studia per un anno, quindi cinque~sei anni di babbanologia per studiare che cosa? A che cosa serve un orologio da polso?
Ma ripeto: voi che cosa ne pensate?
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Bene: anche per oggi è tutto. Come sempre vi ringrazio per essere arrivati sino in fondo a questo vlog.
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Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 8 settembre 2019

VLOG 283: Che religione professano i maghi? (analizziamo Harry Potter)

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
Nel mondo magico di Harry Potter, in particolar modo a Hogwarts, vediamo che - nel corso dell'anno scolastico - viene festeggiato halloween (e in fondo ci sta: è la festa dei maghi e delle streghe), però vengono anche festeggiati il natale e la pasqua.
Questo mi fa sorgere spontanea una domanda, una domanda abbastanza semplice: i maghi hanno una spiritualità? Praticano una religione? C'è una «religione specifica» del mondo della magia?
Oppure vengono praticate le religioni con le quali i maghi sono cresciuti in famiglia? Magari ci saranno dei maghi cristiani, ci saranno dei maghi ebrei, dei maghi musulmani etc.
Oppure c'è proprio una spiritualità specifica del mondo magico? Soprattutto in considerazione del fatto che nel mondo magico vediamo che i fantasmi ci sono.
Silente e Nick-quasi-senza-testa in qualche modo ci spiegano, nel corso dei romanzi, anche come funziona: lasciare solo un'orma, un'impronta, un ricordo… anche se Nick ci dice che i fantasmi sono quei maghi che - al momento della morte - hanno deciso di “non andare avanti”, e quindi ci si chiede “avanti dove?”: si sta dicendo che - evidentemente - c'è *qualcosa* dopo la morte, cosa che - per esempio - andrebbe a cozzare contro le idee che “la morte conclude la vita” che sono le idee, per esempio, degli atei.
E considerando che - appunto - ad Hogwarts si festeggiano il natale e la pasqua, ma si festeggia anche halloween, quindi natale e pasqua che sono feste di derivazione cristiana, ma halloween che è di derivazione celtica e che, un po', collide con il credo cristiano… qualche dubbio lo fa venire.
Tra l'altro viene festeggiato halloween, ma poi non vediamo (nei romanzi) traccia di altre celebrazioni di origine celtica, che molto potrebbero avere a che fare con il mondo della magia (non so: il solstizio, per esempio).
Ma la domanda, comunque, rimane: i maghi hanno una spiritualità? Hanno una religione? E, se ce l'hanno, di che cosa si tratta nello specifico?
Ne parliamo oggi, in questa puntata di Diario di Viaggio on the road
[♪♫♪]

Nel corso dei romanzi vediamo che le ‘famiglie purosangue’ sono sempre più assottigliate, e quindi ci sono moltissimi maghi che sono di origini babbane (sono ‘nati babbani’).
Ora il fatto che ci siano tantissimi nati babbani crea una situazione: la situazione che - quindi - ci saranno tantissimi bambini che sono nati e cresciuti in famiglie di babbani, quindi in famiglie che hanno delle specifiche tradizioni spirituali, che sono più o meno ferventi praticanti di una qualche religione e pertanto saranno cresciuti in un ambiente in cui si pratica quella religione.
Per cui avremo, non so: dei bambini che sono cristiani che sono stati battezzati, o bambini ebrei che - magari - hanno ricevuto il bris (e avanti di questo passo, ok?) che poi, arrivati all'età di otto~nove~dieci anni, quando si parla del momento in cui sembrano svilupparsi i poteri magici, si scopre - poi - che si è dei maghi e quindi, probabilmente, veranno dei maghi a spiegare la situazione alla famiglia.
Il punto è: che cosa succede nel momento in cui un bambino, che è cresciuto in una famiglia babbana con una tradizione religiosa, entra nel mondo dei maghi?
Mi faccio questa domanda perché, come abbiamo visto, Hogwarts sembra avere una qualche tradizione; ora: d'accordo le tradizioni natalizie britanniche (il mangiare il tacchino, i cosidetti «petardi di natale», i christmas' crackers), ma - appunto - la domanda è: c'è una spiritualità specifica tra maghi, oppure ogni mago pratica la propria religione nella riservatezza del proprio dormitorio? Non sentiamo mai parlare nei romanzi, né nell'ambito babbano né nell'ambito dei maghi, di qualcosa di specifico sulla religione: si parla dei cimiteri, si parla dei matrimoni.
Un mago si occupa di officiare il funerale di Albus Silente, lo stesso mago - poi - celebrerà il matrimonio tra Bill e Fleur, quindi possiamo supporre che rappresenti un ‘sacerdote’, ma non capiamo bene come funziona la cosa: sul funerale perché poi Harry viene distratto dai pensieri della perdita dell'amico Albus, sul matrimonio perché - comunque - Harry ci dice che non ha mai partecipato a un matrimonio babbano, quindi non sa nemmeno dire le differenze, però appunto la domanda rimane.
Ci sono parti del dormitorio di Hogwarts in cui è indicata la direzione de La Mecca, verso cui pregare?
Cambia il modo dei ragazzi di approcciarsi alla spiritualità nel momento in cui sono a scuola?
La scuola di Hogwarts è una scuola laica? Allora: diciamo che ci può stare il pranzo di natale, ci possono stare le decorazioni… però già comincia a venire qualche dubbio sulle festività pasquali.
Ci sono delle celebrazioni specifiche che riguardano halloween, visto che - comunque - è una festa di maghi e streghe? Oppure no?
Nel romanzo per esempio ci sono le gemelle Patil: sono di origine indiana, le vediamo poi, anche nel film, con abiti tradizionali della cultura induista, e quindi viene appunto anche la domanda “Ma praticano il culto induista? Oppure portano gli abiti tradizionali in ricordo della famiglia, in rispetto della famiglia, e non praticano il culto?”
Questi dubbi probabilmente sono eccessivi, perché parliamo di ragazzi e probabilmente perché parliamo di una scuola che - comunque - dovrebbe porsi, magari, con una certa laicità.
Però appunto nella scuola ci sono i fantasmi: i fantasmi c'hanno parlato (Nick-quasi-senza-testa ha parlato con Harry): Nick non ha avuto il coraggio (appunto) di “andare avanti” e di nuovo, come ho detto nell'introduzione, il che significa che c'è qualcosa “avanti”, oltre la morte, e quindi questo diciamo che “rompe le uova nel paniere” degli atei.
I fantasmi sicuramente rappresentano un'eccezione, rappresentano qualcosa che va “al di fuori della vita” e quindi già sono un dilemma spirituale.
Tra l'altro c'è anche un dubbio che mi viene: alla luce del comportamento che hanno i purosangue, i più legati alla purezza del sangue, ed è un parallelo che vorrei fare: il parallelo tra quelli più legati alla purezza del sangue e i testimoni di geova.
Un parallelo che avviene non a caso: in entrambe le situazioni chiunque si trova «lontano» dalla cerchia ristretta, viene visto con distacco, con una certa distanza.
Per i purosangue i nati-babbani vengono guardati con un certo distacco, per i testimoni di geova chi non rientra nella loro cerchia viene definito «gente del mondo», appunto con un certo distacco.
L'esempio non è fatto casualmente, perché mi chiedo cosa succede a un nato babbano cresciuto in una famiglia di testimoni di geova? Perché la magia *sicuramente* è qualcosa che danneggia la figura familiare dei testimoni di geova, la figura di geova, e quindi naturalmente non è che puoi dire
"Va bene: facciamo in modo di togliere il bambino alla famiglia, obliviamo la famiglia facendogli dimenticare di aver avuto un bambino, perché così si evita di mettere in imbarazzo/in difficoltà la famiglia…"
E poi cosa fai? Un'Obliviazione di tutta la comunità dei testimoni di geova? Un bambino testimone di geova che salti fuori essere un mago sicuramente (SICURAMENTE) diventa un apostata, viene allontanato dalla famiglia.
Potrebbe avere persino le potenzialità per diventare un Obscuriale, perché probabilmente i genitori vorrebbero tenere questa cosa nascosta e lontana, come… in parte come avviene con Harry, che si vuole cercare di tenergli nascosta la magia.
Ad ogni modo il dubbio mi rimane. Io ho l'impressione che ci possa essere una spiritualità da parte dei maghi, ma che la stessa non venga approfondita nei romanzi, probabilmente proprio perché essendo dei romanzi che sono rivolti a ragazzi di tutto il mondo, e quindi magari anche a praticanti di differenti religioni, si cerca di glissare efficacemente sull'argomento, senza approfondire troppo, però mettendo in evidenza come quello che conta è l'amicizia, è il coraggio, è saper essere tutti assieme indipendentemente dalle proprie differenze, che è un messaggio molto importante e molto potente, e quindi la spiritualità passa in secondo piano.
Purtuttavia devo ammettere che questo dubbio mi è venuto, per cui ecco la mia domanda: voi che cosa ne pensate? Secondo voi c'è una spiritualità nel mondo magico? C'è una religione specifica del mondo magico? Oppure no: ogni famiglia pratica quella che è la religione della propria tradizione, e quindi avremo famiglie magiche che praticano il culto ebraico, il culto cristiano, il culto musulmano etc.: c'è una ampia ‘libertà di scelta’, magari ci sono delle cose che contrastano tra la magia e la propria religione, ma le si vive con serenità.
Oppure no: oppure nel momento in cui si ‘diventa maghi’ si entra - comunque - in una grande famiglia spirituale, in una grande famiglia che è una religione differente da quelle che si hanno praticato.
Oppure magari c'è una via di mezzo? È una questione da una parte di tradizione e dall'altra di abitudine: qui in Italia non è che siamo tutti quanti cattolici, però ci sono le cosidette «feste comandate» (il natale, la pasqua, il lunedì dell'angelo etc), sono i cosidetti «giorni rossi sul calendario»; magari a Hogwarts si pratica lo stesso ragionamento: sono dei giorni rossi sul calendario e quindi celebriamoli. O c'è qualcosa di diverso, sotto?
Non lo so: parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene ragazzi: io sono Grizzly e anche per oggi è tutto. Il vlog è finito, andate a… mettere pollice-in-alto e condividere con i vostri amici.
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di
Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, ed è vero: una volta iscritti bisogna avere fede nel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ per riuscire a sentirlo!
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video, e ricevere occasionalmente piccole curiosità e dietro le quinte riguardo ai video che devo realizzare.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi su #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!