domenica 19 gennaio 2020

VLOG 302: Volo 232 - Atterraggio di emergenza, la mia analisi

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
Oggi voglio consigliarvi un film, un film per la TV che può essere guardato con tutta la famiglia, però considerate che non è un film da guardare "a cuor leggero" con i bambini… diciamo che è un film da «bollino giallo» in cui la presenza dei bambini ci può stare, però assieme ai genitori, assieme a delle persone adulte… perché l'argomento che tratta e le immagini che sono presenti sono un tantino forti, e quindi è una situazione da «prendere con le dovute pinze» per così dire.
Il film ci racconta di un grave incidente aereo, ma non ci racconta dell'incidente aereo dal punto di vista delle indagini, di che cosa è successo, di quali sono state le cause, di quali sono stati gli eventuali atti di eroismo, ma ci racconta in maniera molto cruda una cosa realmente accaduta alcuni anni fa, un incidente aereo non tanto "dal lato dell'incidente aereo", quanto dal lato della "macchina dei soccorsi".
Essendo un film tratto da fatti realmente accaduti, in alcune parti - ovviamente - è stato romanzato, ma in altre parti (che sembrano - veramente - romanzate: delle cose che sembrano "appiccicate lì" a caso) ci racconta - invece - le cose che sono successe realmente in quei terribili momenti.
E soprattutto, come ripeto, non va ad approfondire il discorso dell'incidente aereo: ci va a raccontare invece il funzionamento della macchina dei soccorsi, ci va a raccontare quello che è il funzionamento di… la chiameremo in Italia "la macchina della protezione civile", e ve lo voglio consigliare proprio perché non solo questo film è molto realistico nel raccontare il funzionamento dei soccorsi, ma perché rappresenta un importante esempio di gestione della macchina dei soccorsi che - ad oggi - viene portato come esempio positivo nella gestione di un grande disastro, per cui benvenuti in questo episodio di Diario di Viaggio on the road!
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“Volo 232: atterraggio di emergenza” è un film per la TV del 1992 di Lamont Johnson.
Lamont Johnson è stato un prolifico regista di serie TV e di film per la TV, con all'attivo tantissime produzioni, e questa produzione nacque con l'idea di creare un tributo agli abitanti e ai soccorritori di Sioux City, questa piccola cittadina dell'Iowa con un piccolo aeroporto che il 19 luglio del 1989 mostrò di essere perfettamente in grado di gestire una grossissima emergenza.
Ora, tutto comincia con un volo della United Airlines, un DC-10 partito da Denver che deve andare a Filadelfia (ma dovrà prima fare scalo a Chicago) e sta volando proprio in prossimità di Sioux City e dell'aeroporto di Sioux City, quando subisce un guasto catastrofico: c'è stata un'esplosione a bordo e, dopo aver determinato che è impossibile controllare l'aereo, il capitano Haynes (che - tra l'altro - nel film è interpretato dall'attore Charlton Heston) decide di procedere con un atterraggio di emergenza, e gli viene indicato che l'aeroporto più vicino in grado di accogliere un DC-10 è quello di Sioux City, nell'Iowa; quando c'è stato l'incidente si trova ancora a una quarantina di miglia dall'aeroporto, e quindi decidono di puntare verso quell'aeroporto.
Sioux City è un piccolo aeroporto di campagna: la pista più lunga è "lunga" solo 3mila metri, ma comunque decidono di puntare per quell'aeroporto, decidono quindi di cominciare tutte le procedure, e noi vediamo (nel film) non tanto quella che è la situazione di pericolo che si è generata, quanto - soprattutto - vediamo la storia di Sioux City e dei soccorritori di Sioux City: la storia di come nasce il Comitato di gestione delle grandi emergenze, di come fanno queste esercitazioni, che - per molti - sembrano anche una noia, cosa inutile, ma questo vuole invece evidenziarci QUANTO fare costanti esercitazioni sia una cosa importantissima per i comitati di soccorso, perché è solo con le esercitazioni che si impara a gestire le situazioni di emergenza.
Il DC-10 ha 296 persone a bordo, tra passeggeri (285) e membri dell'equipaggio (11); durante le manovre di avvicinamento, in cabina entra uno dei passeggeri, che è un collaudatore ed istruttore di DC-10, che dà una mano allo staff di pilotaggio nella situazione.
Vediamo una cosa, una scenetta che sembra quasi una parentesi comica: a un certo punto l'istruttore dice al capitano:
-Ragazzi, vi dico una cosa: quando abbiamo finito, andiamo tutti a farci una bella birra!
E il capitano che risponde:
-Ah guarda: io non bevo, ma ho DECISAMENTE intenzione di farmene una, stavolta!
Sembra una parentesi comica, sembra una di quelle cose che vengono introdotte per sdrammatizzare la situazione, invece proprio questa scena è tratta da quello che è stato effettivamente registrato dal Registratore di Voce di Cabina [scatola nera CVR, ndG] per mostrarci come il capitano Haynes è riuscito a mantenere non solo il sangue freddo, ma anche una forma di humour britannico: disse *veramente* questa frase nella cabina di pilotaggio.
E si vede questa capacità di mantenere la calma e il sangue freddo, e questa punta di humour britannico anche nella conversazione "conclusiva" con la torre di controllo, quando la torre di controllo gli annuncia di essere "autorizzato ad atterrare su qualunque pista", e il comandante gli risponde:
-Beh, vorremmo essere precisi e centrare la nostra pista!
Di nuovo: una frase che sembra messa lì per far sorridere lo spettatore e che - invece - è una frase che *realmente* il comandante disse alla torre di controllo di Sioux City.
Però ci sono anche questi piccoli gesti che mostrano anche la consapevolezza del comandante di essere in una situazione disperata.
C'è l'ATC che spiega come fare la manovra di avvicinamento spostandosi sulla sinistra "per tenersi lontani dalla città", e il capitano che - infatti - annuncia:
-Sì, sì: qualunque cosa per restare lontani dalla città.
Perché - comunque - il capitano ha capito che l'aereo è pressoché spacciato.
Poi abbiamo quest'atterraggio: difficile, complesso e in cui delle immagini che vediamo nel film sono VERE IMMAGINI di quest'atterraggio disastroso, che è avvenuto a Sioux City, vere immagini girate dalle troupe televisive che si trovavano sul posto quando si diffuse la notizia che l'aereo stava per atterrare in quell'aeroporto.
E quello che vediamo non è tanto l'aereo che sbatte a terra ed esplode… ok: ci sono queste scene ma, principalmente, quello che vediamo è la reazione dei soccorritori, che sono attoniti, senza parole, ma che SUBITO comunque si mettono in gioco, subito comunque cominciano a cercare di operare per cercare di salvare il salvabile; vediamo il sollievo dei soccorritori quando cominciano a trovare dei superstiti.
C'è un'altra scena che sembra infilata lì per romanzare, che invece anche questa era stata raccontata dall'assistente di terra (Sam qualcosa): va con il mezzo in fondo alla pista per verificare se le antenne sono a posto, se è successo qualcosa, e incontra una serie di superstiti. Comincia a soccorrere queste persone e fu lui a raccontare di aver incontrato una persona che aveva qualche costola rotta, e pensava di avere un infarto in corso.
Lo tranquillizza e gli dice:
-Sono solo due costole rotte, quindi vada con gli altri, non si preoccupi.
E questo signore gli dice:
-Va bene, grazie sergente.
E però che si è chiesto:
-E come faceva a sapere che ero un sergente?
Piccole grandi scene che ci mostrano il funzionamento di una macchina dei soccorsi, che non è la macchina dei soccorsi di un film eroistico, in cui tutti sono perfetti al millimetro, in cui tutto funziona e tutti quanti si salvano.
Una macchina dei soccorsi che ha intoppi, una macchina dei soccorsi che cerca di spegnere un incendio, quando cominciano a esplodere le bombole dell'ossigeno (tradotto malissimo in "i cilindri dell'ossigeno", perché "bombola dell'ossigeno" in inglese si dice "oxygen cylinder").
L'acqua che finisce: resta il liquido schiumogeno, ma il liquido schiumogeno va mescolato all'acqua, non lo si può semplicemente lanciare sulle fiamme… e i pompieri che rimangono senz'acqua.
È questo che rende il realismo delle scene che abbiamo davanti: il realismo che si conclude con 110 passeggeri e un assistente di volo che sono morti, che si conclude con i soccorritori stanchi, con i soccorritori provati, ma che sono riusciti a smistare tutti i feriti in meno di un'ora: la dimostrazione del perfetto funzionamento di una macchina dei soccorsi.
Questo film ci dà molti messaggi positivi, molti messaggi che concernono la solidarietà, la capacità di sapersi mettere in gioco, la capacità di sapersi coordinare, la capacità di costruire una macchina dei soccorsi perfettamente oleata e che funziona a puntino, che - nonostante gli intoppi che si possono incontrare sulle comunicazioni, sulla mancanza di acqua, sul movimento dei mezzi, sulle cose che vediamo già all'inizio del film, durante le esercitazioni; sulle cose che vediamo durante l'emergenza vera e propria; sulla disperazione dei soccorritori che non sono riusciti a salvare qualcuno in più.
È un film molto crudo, come ripeto romanzato in alcune parti, perché vuole essere un po' un tributo - appunto - ai soccorritori, agli eroi di Sioux City; un po' un tributo alla macchina dei soccorsi, alla macchina della "difesa civile" (come viene detto nel film), che è quella che si chiama, in Europa, la macchina della protezione civile: questo semplicemente perché in inglese non esiste la "civil protection", la protezione civile è chiamata "civil defense"; in Europa la protezione civile si chiama - appunto - protezione civile, ma il funzionamento è lo stesso, il principio alla base è lo stesso, è la stessa macchina dei soccorsi. Il concetto è proprio quello di far funzionare la macchina dei soccorsi.
È un film che consiglio di guardare con la famiglia; come ripeto è un film "da bollino giallo", è un film che ogni tanto passa in televisione, però se vi capita di trovarlo (non so: nel cestone del supermercato), vi consiglio veramente di prenderlo, perché è un film che merita di essere guardato. È un film che insegna moltissime cose sulla solidarietà e sul modo di gestire una situazione di emergenza.
Voi che cosa mi raccontate? Avete visto questo film?
Stiamo parlando degli anni '90, in cui andavano molto di moda questa serie di film "catastrofici" in cui l'eroe riesce a salvare tutti quanti; questo è un film molto diverso, perché ci racconta - appunto - di veri eroi che non sono le persone perfette che salvano tutti quanti, ma sono persone come noi che cercano di fare il possibile per salvare più persone possibili, e quindi è un film che trovo molto interessante per l'argomento trattato e per il modo molto realistico e crudo di trattare l'argomento.
Voi l'avete visto? Ve lo ricordate? Avete fatto caso, magari siete appassionati di Charlton Heston e - quindi - avete visto questo film, perché è questo film particolare in cui partecipa anche quest'attore?
Oppure non lo conoscevate, l'avete solo sentito nominare? Vi ricordavate - magari - del caso del volo 232, magari avete visto uno dei documentari di "Air Crash Investigation" o qualcosa del genere, che hanno comunque trattato proprio del volo 232 della United Airlines?
Oppure avete in mente qualche altro film che ha trattato di un incidente aereo simile, o di una situazione similare, basato su fatti realmente accaduti, che mi vorreste segnalare? Che - magari - è romanzato, però racconta in maniera abbastanza funzionale qual è stata la storia dell'emergenza e dei soccorsi? Parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene: anche oggi ho concluso; come sempre vi ringrazio per essere arrivati in fondo al vlog: vi ricordo - se questo vlog vi è piaciuto, se vi ho fatto conoscere un film catastrofico ma un po' diverso dal classico cliché dei film catastrofici - allora vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici, anche su WhatsApp o Telegram: magari con i vostri amici che sono appassionati di film catastrofici, o con i vostri amici che sono appassionati di soccorso e video di protezione civile, potrebbero trovarlo molto, molto interessante!
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, e assieme al profumo di nuovo iscritto, visto che ho realizzato (e realizzo) anche video che parlano di attività di protezione civile, di attività di soccorso, di come fare le chiamate di emergenza etc. questo Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ può anche contribuire a migliorare la gestione dell'emergenza, e quindi pensateci!
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video, e ricevere occasionalmente piccole curiosità e dietro le quinte riguardo ai video che devo realizzare.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi su #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 12 gennaio 2020

VLOG 301: Kubo e la Spada Magica, la mia analisi

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
Nel periodo festivo ho avuto modo di recuperare qualche film che volevo vedere da un sacco di tempo.
Uno dei film che ho recuperato, che è un film un tantinello datato (perché è del 2016), è stato “Kubo e la Spada Magica” ed è un film di cui voglio parlarvi oggi, perché - anche se è un film molto datato - l'ho potuto vedere appunto in «prima visione» (tra virgolette) solo a dicembre 2019 ed è un film che vi voglio consigliare, ve lo voglio consigliare proprio per l'argomento che tratta, per come è stato sviluppato questo film, perché l'ho trovato veramente molto grazioso (ecco: prendiamola così).
Prima di continuare vi avverto, se non avete visto questo film, di fermare questo vlog e andare a recuperare il film: da una parte perché - come vi ripeto - è veramente bellissimo, è proprio grazioso, e quindi non ve ne pentirete; ma dall'altra parte perché nel corso di questo vlog ci saranno una quantità allucinante di spoiler.
Sul mercato cinematografico è stato accolto piuttosto freddamente e - secondo me - è sbagliato per vari motivi: prima di tutto proprio per il tipo di storia che ci narra, ma anche - proprio - per come è stato realizzato questo film.
Per cui benvenuti su questa puntata di Diario di Viaggio on the road.
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“Kubo e la Spada Magica” è un film del 2016 realizzato in stop-motion, con la cosiddetta tecnica del «Passo-1», che è una tecnica che *adoro* perché nel mio lontano passato, quando ho avuto la mia prima webcam, PROVAI a cimentarmi nella realizzazione di una brevissima animazione in stop-motion, e pensai: "Vabbè: ci vorrà un minuto a scattare uno o due fotogrammi, quindi in un'oretta dovrei riuscire ad aver realizzato qualcosa di… decente, più o meno!" [sospiro] ci ho impiegato più di quattro ore a realizzare una cosa PIETOSA di circa tre secondi e mezzo, ed è stato un lavoro MASSACRANTE, e da allora - credetemi - ho una stima INFINITA per chi va a realizzare in stop-motion dei lavori di un'ora/un'ora e mezza/un'ora e quaranta… dei film in stop-motion di una "durata media"… c'è - alle spalle - un lavoro PAZZESCO e ne ho una stima infinita.
Inoltre il fatto di aver a che fare con un film realizzato in stop-motion ti mette di fronte a una cosa particolarissima, perché la scenografia, ciò che vedi sullo schermo, è PROFONDAMENTE IMMERSIVO, perché ciò che stai vedendo sullo schermo è reale: sono dei pupazzetti e degli elementi che vengono inquadrati dalla camera, non è tutto realizzato in digitale su un piano virtuale, quindi c'è una profondità d'immagine completamente differente.
Il film è molto semplice, la trama di base è abbastanza originale (è un racconto "un po' fuori dagli schemi") ma - proprio "alla base, alla base" - quello che vediamo è questo personaggio (Kubo), questo ragazzino che ha perso un occhio; noi percorreremo un viaggio assieme a questo personaggio, perché Kubo dovrà intraprendere un viaggio "scappando" dalle proprie zie… quello che è il classico cliché del viaggio, che non è solo "il viaggio alla ricerca dei pezzi di un'armatura che servirà a combattere il villain", ma anche un "viaggio spirituale", un "viaggio interiore": questo è il classico cliché del viaggio che deve intraprendere il personaggio per completare se stesso, quindi diciamo che - in questo - potremmo quasi definirlo uno «sfondamento di porta aperta», però il modo in cui viene affrontata questa trama, la storia che c'è alla base, questa stranissima magia che permea il personaggio di Kubo, che permea sua madre.
Kubo che - per recuperare un po' di soldi - va in piazza, nel villaggio, e suonando lo shamisen (shamìsen: non so come si chiama: questa specie di chitarra, di liuto giapponese), suonando questo strumento, questo shamisen, fa animare degli origami: gli origami animati diventano i personaggi delle storie che racconta.
Ora, in merito alla trama e in merito a un'analisi più specifica a livello cinematico di quest'opera mi fermo qui, perché - certamente - non sono la persona adatta a raccontarvi la trama, a raccontarvi il contenuto di un film, e prima di continuare vi segnalo l'analisi fatta dal buon Mattia (Victorlaszlo88) sul canale di Movie Planet, vi lascio il video linkato sul doobly-doo e sulla scheda: andate e recuperatelo, perché è un'analisi molto interessante sia a livello - proprio - di tecnica, sia a livello di trama, sia - in generale - a livello di «grammatica cinematografica» (sono tutti quegli argomenti in cui io sono totalmente impreparato, quindi lì mi faccio di lato e lascio spazio al buon Mattia, molto più bravo di me a esprimere questi concetti), ma quello di cui vorrei parlarvi oggi sono le sensazioni che mi ha lasciato questo film.
Questo film che - come ripeto - lo trovo molto grazioso, veramente ben fatto, ben narrato; a livello tecnico ci sono delle scene di combattimento di un dinamismo PAZZESCO, ECCEZIONALE: c'è - non so - il combattimento con lo scheletro gigante che ha un dinamismo incredibile, e poi, quando ti fermi un attimo a pensare "Ok: c'è grande dinamicità, c'è una grandissima azione: movimenti di camera veramente eccellenti… E TUTTO QUANTO È REALIZZATO IN PASSO-UNO!"
Ti viene la pelle d'oca anche alle sopracciglia, a pensarci!
È un film bellissimo, un film veramente grazioso, che consiglio di guardare con tutta la famiglia, perché è un film che racconta delle cose che sono dei messaggi molto positivi per i bambini, come l'importanza dell'essere vicini ai propri genitori e l'importanza dell'ubbidire ai propri genitori, ma anche una serie di situazioni che possono essere interpretate anche dalle persone adulte. Ci sono dei messaggi, dei temi, molto importanti: c'è il tema del "completamento spirituale", c'è bisogno - per Kubo - delle figure genitoriali e le figure che vengono, appunto, "sostituite" da Scimmia e da Scarabeo, che poi - più avanti - scopriamo essere…
in realtà, una volta scoperto che Scimmia è l'incarnazione della madre, ce lo immaginiamo che Scarabeo possa essere il padre, per carità, però è bello vedere che Kubo non lo immagina; quello che fa Scarabeo è cercare di costruire la figura genitoriale, cercare di essere "l'adulto responsabile" nei confronti del giovane.
Questo - sicuramente - è un messaggio molto positivo, che può essere recepito molto bene anche dalla persona adulta, quindi per questo dico: è un film sicuramente per famiglie ed è un film molto grazioso per la sua realizzazione, per il suo dinamismo, per la profondità delle scene e per la trama… un po' per tutto quanto, per questo "messaggio molto positivo".
Ora, sono rimasto molto colpito da alcune scelte nella narrazione: per esempio il mostro subacqueo che riesce a carpire - in qualche modo - la fiducia (la coscienza) di Kubo, perché Kubo sta facendo questo viaggio un po' anche alla ricerca di se stesso, e quindi il mostro potrebbe "costruire" quelle immagini che aiutano il bambino a trovare se stesso, invece l'adulto responsabile (che è Scarabeo) non riesce a farsi colpire… forse perché Scarabeo, comunque, da adulto (e da genitore) quello che riesce a vedere è la "luce" del proprio figlio, che è la cosa che è più luminosa, rispetto a tutto quello che c'è intorno: una cosa molto positiva, una cosa che - comunque - mi ha colpito, perché è una scelta molto particolare.
C'è solo la madre, una madre che ha questi momenti di profonda catatonia e poi… sembra tornare una persona normale, e poi di nuovo c'è la memoria che manca, un po' come se avesse l'Alzheimer o qualcosa del genere; e comunque potrebbe anche essere qualcosa di legato alla magia che permea la madre.
Ho trovato molto interessante questo rapporto di profondo amore con la madre, il fatto che la madre, nei sogni, cominci a far muovere gli origami anche lei, è questa cosa molto, molto simpatica.
Anche se ammetto che questo discorso della madre che passa dallo stato catatonico a uno stato di quella che appare come "piena normalità" mi ha lasciato qualche dubbio, persino il dubbio che, data la grande fantasia di Kubo (che riesce a animare gli origami), possa essere una fantasia anche quella della "madre normale" e quindi che la madre, in realtà, sia e rimanga sempre questo personaggio particolarmente catatonico, che ha solo dei brevissimi sprazzi di lucidità, sufficienti solo a "ricordargli di rientrare a casa entro il tramonto".
Ho trovato come punti molto positivi sia la trama e la narrazione in generale, proprio tutto lo sviluppo della trama è un punto che ho trovato particolarmente positivo, ma soprattutto ho trovato particolarmente positivo (mi è piaciuto tantissimo) il finale.
Questo finale che… lo ammetto: è giunto inatteso, perché quando tu fai questo tipo di percorso spirituale, che vuole portare a "combattere contro un villain" (contro il Re della Luna), quello che ti aspetti è che ci sia la sconfitta del villain, la *distruzione* del villain, l'uccisione del villain. Non ti aspetti - invece - un sacrificio, un "prendere il villain e trascinarlo dall'altra parte": è qualcosa di inatteso, ma è un messaggio molto, molto positivo, è un messaggio che mi è piaciuto tantissimo, è un finale che mi è piaciuto tantissimo perché è un finale che rappresenta la sconfitta del villain, ma che non rappresenta la "distruzione del male": rappresenta anche un modo di voler "dare una seconda opportunità" a tutti quanti, dare la possibilità di cambiare, e ti lascia capire che il villain non è stato un "cattivo fine a se stesso", ma è stato un cattivo "perché aveva entrambi gli occhi chiusi", non vedeva che cosa c'è di buono nell'umanità. Kubo è riuscito a fargli aprire un occhio, a fargli guardare nella profondità degli umani: questa cosa è - secondo me - veramente molto bella e - come ripeto - per me è stato un finale totalmente inatteso: alla fine, dopo la ricerca dell'armatura, la ricerca del combattimento finale, mi sarei aspettato la "conclusione con l'uccisione del villain", devo essere sincero, quindi questo mi ha colpito tantissimo e mi ha colpito molto positivamente.
Però le due cose che mi hanno colpito un tantino negativamente… diciamo che mi hanno fatto "storcere il naso", non le considero dei punti negativi, sono da una parte - appunto - che la trama ricalca il classico cliché del viaggio che da una parte è il viaggio alla ricerca dei pezzi dell'armatura e dall'altra è il viaggio interiore del personaggio, che in fondo è anche un po' un tema trito e ritrito; di positivo c'è che la trama è stata sviluppata in una maniera eccellente, prendendo anche parte - un po' - di quello che è il folklore giapponese, prendendo parte di quella che è la cultura orientale, ambientandolo in quella che non è un'esatta e specifica epoca: sappiamo che siamo - più o meno - nelle terre giapponesi (nelle terre orientali), abbiamo un po' di questa cultura, un po' di questo folklore, ma non abbiamo un periodo storico ben preciso.
Abbiamo un racconto che - comunque - basandosi su una trama in fondo trita e ritrita, comunque affronta l'argomento in maniera del tutto originale, questo quindi lo do come un punto che - come ripeto - mi fa un tantino storcere il naso, ma ci può anche stare.
Mentre quello che mi ha lasciato storcere il naso tantissimo sono gli abitanti del villaggio, soprattutto dopo la notte dell'incontro con gli spiriti, dopo che c'è stato l'attacco delle zie di Kubo e sono scappati, il villaggio è stato distrutto (è stato raso al suolo), abbiamo questo viaggio che continua sino al punto in cui Kubo ritorna al villaggio.
E gli abitanti che… non erano scappati: sono rimasti fra lì, tra le macerie, tutto questo tempo, non… senza essere sicuri di che cosa fare.
Gli abitanti che sono stati danneggiati molto, il villaggio è stato danneggiato dal Re della Luna, fondamentalmente, e dalle zie di Kubo; e quando si trovano davanti questo Re della Luna "cambiato" subito - magicamente - cambiano TUTTI QUANTI il loro modo di approcciarsi, subito tutti sono positivi, tutti sono:
"Sì, è vero: sei sempre stato una persona molto gentile"
E per carità: ci sta rispetto a questo finale, ma è una cosa che mi lascia un po' pensare: questi personaggi diventano dei comprimari particolarmente meccanici, sono semplicemente "la figura giusta al momento giusto", non c'è MAI niente che li renda effettivamente "umani", e quando si sta a parlare di "umanizzazione" (di "aprire gli occhi e guardare l'umanità"), guardare questi personaggi così meccanici…
non lo so: questo - devo dire - che mi fa storcere il naso *parecchio*: la trovo una cosa, proprio rispetto al messaggio di umanità, un tantinello negativa… quindi: è la cosa che non mi ha convinto, prendiamola così.
Ma voi che cosa mi raccontate? Avete visto il film: vi è piaciuto/non vi è piaciuto? Siete d'accordo con i miei punti positivi e con i miei punti negativi?
C'è qualcosa che avete notato di questo film che io non ho notato, che poteva essere considerato un punto positivo o un punto negativo? C'è qualcosa che vi ha fatto storcere il naso?
Ci sono dei film - realizzati con questa tecnica - che avete visto e mi volete consigliare?
Non lo so: parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene, io sono Grizzly: come sempre vi ringrazio per essere arrivati in fondo al vlog e vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici, anche su WhatsApp o Telegram.
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, che arriva magicamente anche senza suonare lo shamisen (shamìsen: come si chiama questo strumento musicale), tanto io al massimo suono il citofono!
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video, e ricevere occasionalmente piccole curiosità e dietro le quinte riguardo ai video che devo realizzare.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi su #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 5 gennaio 2020

VLOG 300: TV analogica #OperazioneNostalgia

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly, lui è Kent (la mia decorazione festiva), concludiamo questo periodo di feste con la prima domenica di gennaio e, proprio perché oggi è la prima domenica di gennaio 2020, vorrei parlarvi di una cosa che - probabilmente - entrerà in funzione entro il gennaio 2021 (forse - comunque - anche un po' prima): sto parlando del «Secondo Switch-OFF» del digitale terrestre, cambierà di nuovo il sistema televisivo, perché dobbiamo liberare le frequenze che vanno dai 694 ai 790MHz (ossia corrispondenti ai canali UHF che vanno dal 49 al 60), queste frequenze - infatti - dobbiamo liberarle per renderle disponibili per il segnale telefonico 5G.
E quindi sì, con buona pace di tutte quelle persone che sono lì a puntare il ditino e sbraitare che “il 5G è dannoso per la salute”, tralasciando (o dimenticando completamente) che queste frequenze sono state utilizzate non già dal segnale digitale terrestre quanto, addirittura, negli ultimi - credo - cinquant'anni proprio dal segnale televisivo analogico, perché sono - appunto - le frequenze corrispondenti ai canali dal 49 al 60 in banda UHF.
Il segnale televisivo analogico è qualcosa di cui voglio parlarvi oggi, perché voglio parlarvi proprio del sistema televisivo analogico che è stato in funzione, in Italia, sino al gennaio 2006, quando c'è stato lo «Switch-OFF» al completo digitale terrestre.
Pertanto vedremo come funzionava il segnale televisivo analogico e quali erano le sue limitazioni, e ne parleremo in questo episodio di Diario di Viaggio on the road #OperazioneNostalgia
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Grazie alle Smart-TV abbiamo la possibilità di ricevere segnale televisivo completamente interattivo: attraverso la connessione ad internet e “giocando” col telecomando possiamo interagire con la TV.
Ovviamente non è stato sempre così e una volta, con la TV analogica, tutto quello che potevamo fare era ricevere il segnale televisivo.
Come funzionava la trasmissione dei dati? Funzionava tramite trasmissione, in formato analogico, del segnale televisivo e del segnale audio (della traccia audio correlata).
Questo avveniva su delle frequenze radio: nello specifico utilizzavamo due bande di frequenza: il VHF, che era suddiviso in dieci canali (A, B, C, D, E, F, G, H… H1 E H2!)
Semplicemente c'erano questi dieci canali in ampiezza di banda di 7MHz in cui doveva transitare il segnale video e il segnale audio.
Dato che era molto limitante, con l'espansione del mercato televisivo, con la nascita di nuove emittenti, con la nascita di nuove esigenze, si crearono anche la "IV" e la "V" banda UHF: in questo caso avevamo a disposizione ben 48 canali (dal 21 al 69).
Sulla banda UHF, per via - proprio - del funzionamento della frequenza radio, i canali disponibili avevano un'ampiezza di banda leggermente più ampia del VHF: non erano più 7MHz, erano 8MHz.
E ora: come funzionava il segnale televisivo?
Si prendeva l'ampiezza del canale (per esempio, nel caso dell'UHF, 8MHz): circa 3MHz venivano utilizzati per la trasmissione del «segnale audio» in Modulazione di Frequenza [FM, ndG]: dato che un segnale in FM non ha bisogno di una banda così ampia, allora c'era la possibilità di utilizzare circa 1,5~2MHz per avere un segnale di altissima qualità, o magari per avere un segnale di BUONA qualità, intorno al MHz e qualcosa (1,25~1,33MHz): UN segnale in buona qualità e UN ALTRO segnale in buona qualità anche quello, avere DUE segnali paralleli per poter trasmettere un canale televisivo con due tracce audio separate (per esempio con l'italiano e con la lingua originale).
Queste erano cose, più che altro, sperimentali; ma principalmente si trasmetteva la traccia audio in modulazione di frequenza, e quindi sì: con uno scanner noi radioamatori potevamo “prendere” le frequenze corrispondenti ai vari canali audio e ascoltare la traccia audio del segnale televisivo.
La restante banda (4MHz e qualcosa) veniva utilizzata in Modulazione d'Ampiezza [AM, ndG] per la trasmissione del segnale TV analogico, del segnale VIDEO analogico.
Ora come funzionava il segnale video? C'avevamo il “tubo catodico”, aveva il “cannone” che lanciava gli elettroni contro il pannello e disegnava le linee sul pannello.
Si parla di (per il segnale PAL, qui in Europa) di 625 linee da disegnare 25 volte al secondo, quindi 625 linee che fanno un fotogramma 25 volte al secondo, per cui il segnale televisivo DESCRIVEVA questi 25 fotogrammi al secondo.
In realtà descriveva 50 volte al secondo un MEZZO FOTOGRAMMA, perché venivano inviati - interlacciati - un «colpo» le linee pari e un colpo le linee dispari, quindi 25 linee pari e 25 linee dispari interlacciate fra di loro: 50 mezzi fotogrammi ogni secondo (perché 25 dispari e 25 pari) e questo faceva il segnale TV: era proprio la descrizione fisica dei livelli di intensità che doveva avere il cannone nel «lanciare» gli elettroni che avrebbero eccitato i fosfori sul pannello.
Ora come ho detto avevamo a disposizione dieci canali in banda VHF e quarantotto canali in banda UHF: fanno un totale di 58 canali, ossia un televisore sarebbe stato in grado di ricevere AL MASSIMO - virtualmente - 58 emittenti televisive.
Per cui sì: tutti quei televisori che vendevano nei primi anni '90 in Italia, che dicevano di “poter ricevere fino a CENTO canali” erano una PALESE PRESA PER I FONDELLI!
Cinquantotto canali, per cui in ogni città avevamo a disposizione 58 emittenti televisive e ricevevamo 58 emittenti TV, che è limitante, però - insomma - sono una grossa quantità, giusto?
Beh… quasi!
Qui a Siracusa, in banda VHF, a memoria mia (che sono un non più giovane 43enne) c'erano solo DUE canali TV:
  • RAIUNO, che trasmetteva sull'11 e sul 18;
  • e KOPER CAPODISTRIA, che ha trasmesso per molto tempo in banda VHF sul 12.
Sulla banda VHF di dieci canali erano occupati solo tre canali, per due emittenti. Restava la banda UHF, dove c'erano a disposizione 48 canali.
In questi 48 canali c'era da dividersi lo spazio le emittenti nazionali e le emittenti locali.
Le emittenti locali che erano di due categorie: quelle proprio locali-locali (a livello "comunale") e quelle a livello "regionale".
Ora c'era molta confusione nell'ambito delle frequenze, quindi nel luglio 1999 il governo fece una gara per l'assegnazione delle concessioni per le frequenze in ambito nazionale, perché non c'erano moltissime TV nazionali. Erano destinati - di questi 48 canali - 40 per l'ambito locale e regionale, e 8 per l'ambito nazionale. Nello specifico stiamo parlando di otto canali nazionali, ossia: i tre canali RAI, i tre canali Mediaset (Rete 4, Canale 5 e Italia 1) e i due canali "Telemontecarlo" (TMC e TMC2); TMC2 che veniva dall'acquisizione di VideoMusic e che - poi - fu ceduto a MTV Italia.
Questi erano gli otto canali nazionali, giusto?
Beh… in realtà ci sarebbe una storia che riguarda proprio questa gara del 1999 e un imprenditore abruzzese, perché aveva tutte le caratteristiche per diventare un polo importante dell'emittenza televisiva italiana, ma è una storia molto complicata e merita un intero episodio di #OperazioneNostalgia che arriverà in futuro.
Per il momento sappiate solo che c'erano queste concessioni nazionali, e le concessioni regionali (e quelle locali), quindi c'erano solo 58 canali disponibili e - per esempio - qua a Siracusa (tralasciando i tre canali in banda VHF), nei 48 canali UHF complessivamente erano presenti 35 emittenti.
Quindi ricevevamo (a Siracusa) 37 emittenti.
Perché ci sono 48 canali (c'erano tutti questi canali occupati), eppure c'erano solo 35 emittenti sulla banda UHF? Perché le emittenti nazionali utilizzavano DUE CANALI a seconda del ripetitore che era coinvolto. Qui a Siracusa c'era il ripetitore di Monte Lauro (che sta in "alta" montagna) che trasmette a tutta la provincia, ma anche il ripetitore cittadino di Torre Zeta.
E queste due stazioni alcune emittenti le trasmettevano su due canali differenti, per esempio il segnale di Canale 5 era trasmesso da Monte Lauro sul 21 e dalla Torre Zeta sul 29; il segnale di Telemontecarlo (poi divenuto La7) da Monte Lauro sul 32 e da Torre Zeta sul 51, e avanti di questo passo, quindi una serie di «canali doppi» già levavano un po' le quantità; per questo erano disponibili 35 canali complessivamente, 37 considerando i due canali VHF occupati.
Però c'erano molte realtà locali e molte altre realtà che volevano diventare nazionali che spingevano per aprire il mercato; è arrivata la possibilità di utilizzare il segnale digitale terrestre in Time Division Multiple Access (in TDMA): permette di inviare sul singolo canale non più una singola emittente, ma di ospitare più emittenti differenti, siano esse di TV in definizione standard, TV in alta definizione con alta qualità audio e - addirittura - semplici stazioni radio, quindi anche segnali "solo audio".
Su ogni singolo canale è possibile ospitare MOLTI PIÙ SEGNALI, molte più emittenti, e quindi questo permette di espandere ulteriormente il mercato, e permette anche allo Stato di guadagnare sulle concessioni, che diventano non più semplicemente "otto concessioni nazionali", ma possono diventare molto elevate, perché possiamo avere a disposizione - sui 58 canali occupabili - quasi seicento emittenti.
Con la modifica del 5G ci saranno altre variazioni, cambia - nel frattempo - la tecnica del segnale, però la quantità di emittenti disponibili sia in ambito locale che in ambito generale è MOLTO ELEVATA.
Quindi questa era la TV analogica: su un singolo canale una singola emittente in modalità completamente analogica. Si è dovuto fare lo Switch-OFF perché l'invio del segnale digitale avviene in modulazione d'ampiezza [AM] e l'invio del segnale analogico avviene anche questo in modulazione d'ampiezza: è un éscamotage quello di inviare il segnale digitale in AM, perché il segnale digitale è una sequenza di 1 e 0, che si danno creando delle ampiezze ben prestabilite delle onde.
Ma naturalmente il segnale in AM digitale porta disturbi al segnale AM analogico che deve "descrivere" la forma d'onda, per questo si è fatto lo Switch-OFF.
Comunque questa era la TV analogica: sapevate che c'erano queste limitazioni? Che non si poteva ospitare più di 58 emittenti complessivamente? Ma che - in realtà - a disposizione c'erano solo otto emittenti nazionali e "cinquanta emittenti locali" (ma poi ce ne sono state - effettivamente - MOLTE di meno)?
Ci sono delle emittenti locali che vi ricordate, magari con particolare nostalgia?
Io - naturalmente - ricordo con particolare nostalgia Video66: l'emittente in cui ho lavorato per tanti anni…
ma a parte queste particolari storielle, c'è qualcosa che mi volete raccontare sulle emittenti analogiche di una volta? C'è qualcosa che non sapevate, o qualche altro dubbio che avete in merito al segnale televisivo?
Magari in merito allo Switch-OFF sul 5G?
Comunque farò un video in cui vi parlerò anche del 5G!
Ma per il momento parliamo un po' dell'ambito televisivo: nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene: io sono Grizzly, questo era #OperazioneNostalgia
Come sempre vi invito a mettere pollice-in-alto, condividere questo vlog, iscrivetevi al canale, noi ci vediamo alla prossima puntata: ciao a tutti!

domenica 29 dicembre 2019

VLOG 299: RECAP 2019 e progetti per il futuro

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
Oggi è il 29 dicembre 2019: siamo giunti alla fine dell'anno, quindi mi sembra il caso di dare uno sguardo indietro nel passato di questo canale YouTube e poi dare uno sguardo nel futuro, fare questo veloce «viaggio nel tempo» per vedere qual è stato il passato e quale sarà il futuro di questo canale YouTube.
Come youtuber sono molto abituato a fare viaggi nel tempo, d'altronde - come ho detto - “Oggi è il 29 dicembre 2019”, nel senso che questo video sarà pubblicato il 29 dicembre 2019, però in realtà oggi NON È il 29 dicembre (oggi che sto girando è il 25 dicembre) e - probabilmente - magari voi state guardando questo video, non so, il 15 agosto, quindi siamo già abbondantemente nel futuro!
Scherzi a parte, oggi vorrei fare un breve recap di quello che ho fatto nel 2019 e raccontarvi un po' quali sono i miei progetti per il 2020, per cui cominciamo: sigla!
[🎵🎶]

Il 2019 per #DdVotr è stato un anno molto interessante: ho trattato moltissimi argomenti e ho avuto tante piccole e grandi soddisfazioni; per esempio ho cominciato l'anno parlando di tecnologia e di telefonia (son stati dei video che hanno avuto anche un riscontro piuttosto interessante, devo dire).
-Perché abbiamo rilevato che è stata CLONATA!
Seguono almeno cinque secondi di COMPLETO SILENZIO, nei quali - probabilmente - ho assunto lo stesso colore del negoziante!
Non sono mancati argomenti legati alle chiamate di emergenza e alla sicurezza: tutte attività di formazione e di protezione civile a cui tengo tantissimo.
-Entrate, poi, qua nel controsenso, che ci abbiamo messo il nastro stradale.
-OK!
-E allora…
[🔊 sirena]
-Ci entriamo dal controsenso
[🔊 sirena]
Ho sviluppato il mio primo progetto in collaborazione con l'associazione EduTube: una playlist dedicata all'argomento ‘fuoco’; se non l'avete vista vi lascio quei video linkati sul doobly-doo e sulla scheda (l'intera playlist): se volete dategli un'occhiata, vedrete che li troverete d'intrattenimento ma anche molto, molto interessanti.
-Due persone sono sull'altraaah… Due persone sono sull'altro convoglio, quello che stava scendendo: sono l'operatore e un turista.
Ma non solo, perché ho affrontato l'argomento «Viaggi nel Tempo» sotto un punto di vista veramente particolare.
-Sono assai soddisfatto, perché non solo ho salvato la vita ad ottanta uomini, ma ho anche evitato la perdita di beni di valore inestimabile.
Inoltre, per restare nell'argomento ‘fantascienza’ ho affrontato la magia analizzando Harry Potter, ma facendolo non limitandomi semplicemente alla critica cinematografica o letteraria.
-Io ho riso di gusto, per esempio, leggendo l'esame di Harry Potter, in cui chiestono
Rubando a piene mani da uno degli argomenti della Maratona VOGA del 2016, ho parlato di animali domestici
-Nel frattempo io sono Grizzly e lei è Zoe, la labrador del mio cameraman. Salu… saluta: autoselfati, Marco. No, no: fallo, dai!
-Ciao!
-Perfetto!
E no: quella clip NON VIENE dall'episodio che è andato sulla maratona VOGA, perché poi quello dedicato agli animali domestici è stato una piccola collaborazione con l'amico Kingelgard. Quello infatti è l'episodio che avevo PREDISPOSTO proprio nel caso in cui Kingelgard non fosse arrivato a farmi avere il video per tempo.
E ho avuto la capacità… [ehm!] di aspettare!
Ho persino affrontato l'argomento YouTube, la sentenza FTC e ho parlato di COPPA.
-No, Yago: il fatto che io ti faccia vedere in mezzo a un video di recap NON SIGNIFICA che l'intero video è destinato a un pubblico di bambini, quindi stai tranquillo!
Tuttavia nel corso del 2019 sono successe tantissime cose in attualità e in cronaca che mi sarebbe piaciuto affrontare su #DdVotr; per esempio (proprio pochi giorni fa) Marco Cappato è stato assolto dall'accusa di istigazione o aiuto al suicidio in merito al caso - forse controverso per qualcuno - della morte di DJ Fabo.
Ora, l'eutanasia è un argomento complesso e non me la sono sentita di affrontarlo in una semplice chiacchierata di sette~otto minuti a bordo dell'auto, così come argomenti come Greta Thunberg e il movimento Fridays for Future; così come molte cose che sono successe in cronaca, perché quello che cerco di fare, su #DdVotr, è anche stimolare il dialogo, qui in molti casi parliamo di argomenti in cui - secondo me - c'è ben poco da discutere.
Però non me la sono sentita di “mettere questi argomenti da parte”: per questo ho deciso di cominciare un progetto, un progetto forse complesso.
Ora io penso che YouTube, per il tipo di pubblico a cui si rivolge come piattaforma, per il tipo di contenuti che mi permette di fare e per la tipologia di contenuti che realizzo… credo che NON SIA la piattaforma adatta per trattare questa tipologia di argomenti.
Avevo bisogno di affrontare questi argomenti in maniera completamente differente, avevo bisogno
  • di un luogo dove affrontare questi argomenti senza il filtro dell'editing video;
  • di affrontare questi argomenti senza il filtro della scelta di un linguaggio un pochino più «educato»;
  • senza il filtro di considerare che si vuole creare una discussione costruttiva tutti assieme: senza alcun filtro.
Quindi ho pensato di sviluppare un progetto, ed essendo un progetto destinato a un pubblico molto più particolare del pubblico che posso trovare su YouTube, l'ho realizzato su di un'altra piattaforma.
Il progetto si chiama "Senza Filtro" ed è il mio canale verificato su Pornhub. È una piattaforma per persone adulte, è una piattaforma che - principalmente - ospita pornografia, ma accanto alla pornografia comincia ad ospitare anche molti argomenti nella cosidetta categoria “Safe for Work”.
Sul mio canale Pornhub troverete dei vlog dedicati ad argomenti di attualità un tantino più controversi, per esempio in questo momento ci sono già: un video che parla di eutanasia (è un video molto lungo, nel quale racconto la storia di un malato terminale: la racconto con calma e la racconto con dovizia di dettagli, perché penso che sia il modo migliore di affrontare l'argomento, non partendo per concetti o idee, ma raccontando i fatti nudi e crudi).
Ma ho parlato anche di Greta Thunberg, ho parlato persino di scontrini e di cerotti nasali! Ho parlato (e parlo) di tutta una serie di argomenti di attualità nei quali, appunto, parlo senza filtro: accendo la telecamera, parlo, spengo la telecamera e pubblico il video.
Per questo - tuttavia - non c'è una pubblicazione programmata: ogni volta che me la sento di pubblicare un video lo pubblico, quindi potreste trovare delle volte che escono - magari - due video in una settimana, magari tre video, e poi - magari - per due~tre~quattro settimane non esce nulla, perché non c'è nulla che ha attirato la mia attenzione, che mi ha spinto a mettermi davanti alla telecamera e dire la mia. Però ogni volta che trovate un video sul mio canale Pornhub, per l'appunto, quel video appare Senza Filtro.
Non sono il primo youtuber che pubblica anche dei contenuti su Pornhub (e - sicuramente - non sarò l'ultimo): faccio dei piccoli titoli vagamente clickbait, proprio per ATTIRARE l'attenzione del pubblico che c'è su Pornhub, sappiatelo, perché mi sembra anche il modo corretto di approcciarsi a questo tipo di piattaforma, per cui se siete maggiorenni e se non trovate grossi problemi ad analizzare dei video su una piattaforma destinata agli adulti, allora potete seguire anche il mio canale Pornhub: lo trovate linkato sul doobly-doo.
Mi raccomando: se siete maggiorenni, perché comunque è una piattaforma destinata solo a un pubblico adulto.
Ho scelto Pornhub perché mi permette di affrontare argomenti complessi come - appunto - l'eutanasia e di monetizzarli senza il rischio che possano venire demonetizzati, che possano venire sottoposti a determinate limitazioni proprio perché sono argomenti controversi: il portale è destinato a delle persone adulte, quindi non è destinato a mettere da parte dei video che possano essere controversi in qualche modo. Forse è QUESTA la potenza di Pornhub.
Ciò non toglie che, nel corso del 2020, alcuni argomenti (forse controversi per qualcuno) troveranno spazio SICURAMENTE su #DdVotr, argomenti come la terra piatta, come i vaccini (sui quali ho uno special che sto preparando proprio in questo periodo), argomenti come l'omeopatia, argomenti come le scie chimiche, per questo - come sempre - vi ricordo di iscrivervi al canale YouTube, se non l'avete già fatto, perché è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto.
Vi ricordo di iscrivervi anche al canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda): sul canale Telegram non pubblicizzerò i video che pubblico sulla piattaforma Pornhub, per rispetto nei confronti degli iscritti al canale Telegram, però Pornhub è abbastanza funzionale da mandare correttamente le notifiche ogni volta che pubblico un nuovo video.
Infine prima di salutarvi vi chiedo che cosa ne pensate: come è andato questo 2019, su questo canale e come è stato PER VOI questo 2019? Che progetti avete per il 2020? Parliamone nei commenti qua sotto.
Che cosa ne pensate del mio progetto Senza Filtro? Fatemi sapere anche questo.
Io vi rinnovo gli auguri di buone feste e noi ci vediamo alla prossima puntata: ciao a tutti!

domenica 22 dicembre 2019

VLOG 298: Videogame nella vita reale

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
Facciamo un piccolo salto nel passato: settembre 2002…
(non so quanti di voi erano già nati a settembre del 2002, non so quanti erano ancora piccoli a settembre del 2002)
… e parliamo di un videogame online, uno di quei videogame, si chiamano “Massive Multi Player Roleplay”, quei videogiochi multiplayer *massivi* in cui tutti quanti se le danno di santa ragione.
Il gioco si chiama Dark Age of Camelot, e prendiamo un giocatore che si chiama Warsinger.
Warsinger è un ragazzo cardiopatico e a settembre 2002 Warsinger è morto.
Non è "morto nel videogioco", è morto nella "vita reale".
Abbiamo, appunto, questo videogame basato sul darsele di santa ragione, quindi questo videogioco foriero di violenza (quella che viene additata da tantissimi media, no?), abbiamo quindi tutti questi videogiocatori che dovrebbero essere degli alienati.
Warsinger è morto e tutti i giocatori che lo conoscevano si sono riuniti "all'interno del videogame" per rendergli onore, creando un'immagine a forma di cuore (questa qua): al centro dell'immagine ci sono la sorella e la fidanzata.
Questo per dire che FORSE c'è qualcosa di più dietro i videogame, che semplicemente la violenza che viene rappresentata.
Oggi non voglio parlare molto approfonditamente di videogame, però voglio trattare un attimo l'argomento gaming, sotto un punto di vista molto particolare, per cui cominciamo: sigla!
[♪♫♪]

Prima di cominciare vi parlo di un canale YouTube, un canale YouTube molto interessante che crea contenuti di carattere scientifico e argomento nerd (che ci sta benissimo su questa piattaforma). Lui è Michele Bellone, il canale è "Michele Bellone - Le linee grigie", trovate il link del canale sul doobly-doo e sulla scheda, andate, iscrivetevi, vedrete che non ve ne pentirete: i suoi contenuti sono veramente molto interessanti e molto ben curati.
Io ho scoperto il suo canale per caso grazie a un tweet di Licia Troisi (l'autrice fantasy italiana), un tweet che rilanciava proprio un suo video, che è il primo video che voglio segnalarvi, che è un video nel quale si parla di draghi, si parla del «soffio dei draghi», della scienza che c'è dietro alla capacità dei draghi di "sputare fuoco": quale potrebbe essere la scienza alla base del principio che i draghi possono sputare fuoco e quali sono le differenze tra le varie classi di draghi che abbiamo visto nella fantascienza, nel fantasy, nei romanzi, nelle serie tv etc.
Il primo video che vi segnalo di questo canale è - appunto - la scienza del soffio dei draghi, video che vi lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda: andate, dategli un'occhiata.
A questo punto spostiamoci un momento dall'argomento "nerd" e analizziamo un argomento un tantino più "horror", quello degli zombie: nello specifico non quello degli zombie "alla Romero" ma quello degli zombie secondo la cultura haitiana, degli zombie del vudù, delle persone che vengono «zombificate» dai bokor (da questi stregoni vudù) e analizziamo un po' quella che è la storia del veleno del pesce palla, del veleno del fugu, e di come questa «tetrodotossina» possa essere alla base dei cosiddetti fenomeni di zombificazione e come poi ci sia una storia che abbia ispirato il romanzo “Il serpente e l'arcobaleno” da cui è stato tratto, qualche anno fa, anche un film dallo stesso titolo (“Il serpente e l'arcobaleno”, di Wes Craven), che racconta questa storia romanzandola veramente parecchio.
Io ho avuto modo di guardare il film veramente molti anni fa, e solo tempo dopo ho avuto modo di poter leggere il romanzo.
Il romanzo è piacevole da leggere, ma devo dire che obiettivamente non è un granché, ma il film è stato pesantissimamente romanzato proprio per renderlo qualcosa di particolarmente commerciale, infatti non mi aveva fatto impazzire il film e - sulla base del romanzo che poi ho potuto leggere - ho potuto capire *come mai* non mi avesse proprio fatto impazzire il film.
Comunque il secondo video che vi voglio segnalare del canale di Michele Bellone è - appunto - "Lo zombie e il pesce palla", video che vi lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda: andate e dategli un'occhiata, vedrete che lo troverete sicuramente molto, molto interessante.
Ora il terzo e ultimo video che voglio segnalarvi del canale di Michele è quello che poi ci introdurrà all'argomento del giorno: come vi ho detto vorrei parlarvi collateralmente di videogame, e lo faccio parlando di un videogame - World of Warcraft - e nello specifico di un piccolo glitch (un bug) che zompò fuori a settembre del 2005 (sempre PARECCHIO tempo fa 👴): un bug che ha avuto dei risvolti decisamente molto interessanti persino nel mondo reale.
Sto parlando del bug del cosiddetto “Corrupted Blood”, il “Sangue Corrotto”.
C'era un'area del videogame che era stata introdotta con una patch nel 2005, un dungeon molto particolare (a un livello particolarmente elevato), in cui compariva un boss, che dispone di una serie di strumenti per combattere contro i giocatori.
Uno di questi strumenti è - appunto - una sorta di «maledizione»: la Malattia del Sangue Corrotto, che - infettando il giocatore - gli toglie diversi "punti vita" (duecento o trecento ogni pochi secondi).
Stiamo parlando - naturalmente - di un livello molto elevato, dove ci vanno giocatori che hanno sopra i 4mila punti esperienza/punti vita e quindi rappresenta un modo di "dover velocizzare l'attacco", e il punto della questione è anche che questa malattia si trasmette da un giocatore all'altro con la semplice vicinanza e che questa malattia deve restare confinata all'interno dell'area.
C'è un bug: alcuni giocatori sono in grado di "evocare" per esempio dei famigli (degli animali), possono evocare l'animale e utilizzarlo per l'attacco, dopo aver fatto l'evocazione siccome anche l'animale viene infettato dalla malattia, se l'animale (il famiglio) rischia di venire ucciso, il giocatore può "chiudere" l'evocazione e riportare indietro l'animale (metterlo nel "limbo").
Nel momento in cui l'animale è stato infettato e viene sospesa la sua evocazione, viene riportato nel limbo, anziché venire "rimossa" la malattia (perché poi questa malattia si "perdeva" uscendo da questo dungeon), la malattia rimane "sospesa" all'interno del famiglio.
Nel momento in cui poi il giocatore se ne va in un'altra zona del gioco, evoca di nuovo il famiglio, il famiglio - non appena viene evocato - è di nuovo infetto e passa la malattia agli altri giocatori.
La malattia si diffonde enormemente, si diffonde per tutta l'area di gioco, il problema di questa malattia è che si diffonde anche nelle aree dei livelli più "bassi", nelle aree dei livelli dove ci sono i giocatori che sono appena "entrati", che hanno pochissimi punti esperienza, quindi non appena vengono infettati dalla malattia, cascano come mosche! Cioè: perdere trecento punti vita a un giocatore che ne ha - magari - un centinaio… IMMEDIATAMENTE muore.
Questa malattia - come dicevo - ha avuto delle interessanti implicazioni nella vita reale, per cui il terzo video di Michele Bellone che vi segnalo è intitolato "Epidemie virtuali", lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda, andate e dategli un'occhiata: vedrete come l'applicazione di una situazione in un mondo videoludico ha potuto avere una interessantissima applicazione anche nel mondo reale.
Tornando all'argomento del giorno, che riguarda proprio questo discorso di videogame e vita reale, sappiamo che molti videogiochi vengono - semplicemente - guardati da lontano, puntando il ditino:
"Ecco: questa è una cosa molto violenta, quindi è una cosa che ispirerà a creare - magari - altra violenza!"
Eppure, per esempio (come ho detto nell'introduzione), non so: i giocatori di Dark Age of Camelot hanno saputo dimostrare di avere una grandissima delicatezza.
Non è la prima volta che qualcosa che viene introdotto nell'ambito videoludico finisce ad avere degli sviluppi molto interessanti nell'ambito della vita reale: quando ho iniziato a realizzare questi vlog, nella puntata numero 17 (che vi lascerò linkata sul doobly-doo: ho finito le schede, purtroppo) io ho parlato del «Effetto Kinect».
La Microsoft, per Xbox, rilasciò un controller di gioco (il kinect) alcuni anni fa. Questo controller di gioco introduceva una tecnica completamente diversa di gioco: non si stava più seduti sul divano muovendo delle levette e premendo dei pulsanti, bisognava METTERSI IN GIOCO *FISICAMENTE*: alzarsi, muoversi, fare moltissimo movimento, utilizzare gesti delle mani, delle braccia, saltare!
E la Microsoft stessa disse "Beh: facendo questa situazione SICURAMENTE giocare con questo controller sarà molto divertente e molto coinvolgente"
E lo è stato: lo è tuttora! Il kinect è stata una grandissima innovazione in questo senso.
Ma soprattutto successe una cosa totalmente inaspettata: moltissimi controller kinect cominciarono a essere venduti, molti più - persino - delle consolle che esistevano.
Cosa te ne fai del kinect se non hai l'Xbox? Beh, il kinect si interfaccia attraverso una normale porta USB (la forma è differente, ma esiste l'adattatore, anche perché è stato rilasciato da Microsoft), perché tantissimi programmatori hanno cominciato a utilizzare il kinect per realizzare delle cose che potessero avere applicazione nella vita reale.  Dal semplice controllo del computer (dal simulare un mouse con il corpo umano) alla possibilità di poter interagire con il computer utilizzando i gesti.
E poter interagire con il computer utilizzando i gesti, senza dover toccare nulla, è una cosa che ha grandissime implicazioni: in una sala operatoria un chirurgo che sta operando, che è - quindi - in un ambiente completamente sterile, durante l'operazione ha bisogno di - non so - controllare un attimo una radiografia/una TAC/una RMN, che cosa deve fare? Deve uscire, toccare la radiografia e tutto quanto: prenderla in mano, leggerla, guardarla; bene, a questo punto rientra in sala operatoria? E no, perché la radiografia non era sterile, quindi mo' rilavati le mani, rimettiti tutta la struttura sterile e ricomincia daccapo.
Oppure ci può essere un bello schermo (un maxischermo) in sala operatoria, il kinect, e il chirurgo mentre sta operando vuole dare un attimo un'occhiata a una risonanza, alza le mani, senza toccare nulla (muovendo le braccia) si guarda quello che sta facendo e continua a operare senza "rompere la catena sterile", senza dover toccare nulla, ed ecco che già la situazione comincia un attimo a cambiare di prospettiva.
Tanto che Microsoft stessa, proprietaria delle licenze d'uso sul kinect, anziché dire
"No, guarda: questo uso del kinect è una palese violazione della licenza; non possiamo consentirlo"
viceversa, visti gli interessantissimi progetti che sono stati sviluppati, ha rilasciato (con licenza pubblica) le librerie d'interfaccia al kinect, permettendo a qualsiasi programmatore di poter realizzare un'interfaccia al kinect; ha rilasciato lo stesso adattatore che alimenta il kinect ed esce in porta USB: io stesso ho questo kit.
Ecco cosa significa partire da un videogame e finire in qualcosa che ha delle interessantissime implicazioni nella vita reale. Voi che cosa ne pensate? Eravate a conoscenza dell'epidemia del Sangue Corrotto di World of Warcraft?
Oppure eravate a conoscenza dell'effetto kinect?
Ci sono altri esempi che concernono il mondo nerd, o il mondo virtuale (il mondo del gaming) che hanno avuto delle interessanti ripercussioni nel mondo reale? Parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene: anche per oggi ho concluso; spero di essere riuscito a intrattenervi, a farvi conoscere qualcosa di molto particolare che concerne il mondo del gaming. Se ce l'ho fatta - come sempre - vi invito a fare pollice-in-alto (magari davanti al kinect!) e condividere questo vlog con i vostri amici, anche su WhatsApp o Telegram.
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, e anche quello ha implicazioni sul mondo reale: avere addosso un buon profumo è sempre qualcosa di piacevole; poi il Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ è particolarmente fruttato!
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video, e ricevere occasionalmente piccole curiosità e dietro le quinte riguardo ai video che devo realizzare.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi su #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly, lui è Kent (la mia decorazione festiva), entrambi vi diciamo GRAZIE e BUONE FESTE, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 15 dicembre 2019

VLOG 297: Pandoro vs Panettone

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[rumore della porta]
[clic dell'interruttore]
[rumore del cellophane… 🤔]
[suoni e rumori, al limite dell'ASMR… 🙄]

-Sì: è una fetta di pandoro, per cui cominciamo il vlog!
[♪♫♪]

Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly, lui è Kent (la mia decorazione festiva), entrambi vi diciamo “BUONE FESTE!”
Ma soprattutto entrambi siamo parte del #TeamPandoro, per cui CHE LA GUERRA ABBIA INIZIO, MUAHAHAHAH!
Naaaa, sto scherzando; a dire la verità quand'ero un pochino più piccolo avevo una leggera preferenza per il panetttone: mi piaceva il fatto che "ci fosse più «roba» che dentro il pandoro", ma mangiavo comunque tranquillamente anche il pandoro.
Crescendo, semplicemente, non mi sono posto il dubbio: a seconda di quello che trovo al supermercato e di quello che m'ispira in quel particolare momento, prendo o l'una o l'altra cosa.
Ho scritto un tweet, qualche giorno fa, che riassume con precisione questo concetto:
-Allora: a natale? Pandoro, panettone, zelten o frutta secca?
-Uhm! Hai voglia di scherzare? Io mi pappo PURE L'ALBERO!
Devo dire che ogni anno, vedere questa discussione che si porta avanti e diventa una vera e propria guerra, una «battaglia» tra due diverse classi sociali (possiamo dire), mi fa parecchio sorridere, ma mi lascia anche molto pensare, perché… ok: il pandoro e il panettone sono i due principali grandi dolci di natale, e non sono in competizione fra di loro, tant'è che diverse case produttrici (diverse grandi pasticcerie) producono sia pandori che panettoni, quindi non è che c'è il pandoro di una casa che deve "cercare di vendere" per fare concorrenza al panettone dell'altra casa: entrambe le case produrranno sia pandori, sia panettoni, sia altri dolci natalizi più o meno tipici, sia varianti interessanti: pandori con creme, panettoni senza canditi e tutta questa bella roba qua.
Anche se ammetto che - avendo passato moltissimi natali (da piccolo) in Trentino - potrei avere una leggerissima preferenza per lo zelten, ma questo naturalmente, in generale senza voler generare una guerra tra pandoro e panettone.
Penso che alla fine della fiera quello che conti non sia quale dolce natalizio si vada a mettere in tavola, o in quanto si possa esprimere il proprio odio per i canditi, o il proprio odio per la abbondantissima quantità di burro che si trova dentro un pandoro.
Al contrario resto di un parere relativamente semplice; per esempio io non «celebro» il natale, c'è anche chi tiene alla immagine di fede, alla celebrazione del natale, ma penso che quella che sia la cosa importante è la possibilità di passare un giorno tutti assieme (magari un pranzo o una cena tutti assieme), condividendo qualcosa da mangiare, condividendo un dolce natalizio, condividendo DUE dolci natalizi: che in tavola ci sia il pandoro, che in tavola ci sia il panettone, che in tavola ci sia lo zelten (o che in tavola ci sia - non lo so - 'na torta di crema!), quello che conta è la compagnia, quello che conta è stare tutti assieme, DIVERTIRSI tutti assieme e passare un momento piacevole tutti assieme.
Penso che questo sia il punto più importante: una volta che si sta tutti bene assieme, che in tavola ci sia il pandoro, ci sia il panettone… o ci siano semplicemente entrambi (che è la cosa più semplice):
-Guarda: a me non fa impazzire il panettone, mangio il pandoro!
-A me non fa impazzire il pandoro: mangio il panettone.
-A me non fa impazzire nessuno dei due: mi rosico lo stinco di maiale!
Cosa cambia? Non succede nulla. L'importante, appunto, è stare tutti assieme, passare un bel momento tutti assieme, divertirsi tutti assieme: in realtà penso che questo conti per tutti quanti, che questo sia un modo molto simpatico di mettersi in gioco, di fare la discussione natalizia.
Anche se vedo che qualcuno riesce a prendere molto seriamente questa discussione natalizia, riesce a prendere molto seriamente questa battaglia costante, che ogni anno si ripresenta, tra il #TeamPandoro e il #TeamPanettone.
Concludo velocemente questo vlog dicendo: io - alla fine della fiera - in realtà non sono per nessun team, sono per il team "quello che c'è in tavola, lo magno!"
Quindi - se non c'è niente in tavola - mi mangio chi mi sta ospitando, d'altronde sono il Grizzly!
Ma chiedo a voi che cosa ne pensate: voi siete della mia stessa scuola di pensiero (non importa qual è il dolce che c'è in tavola: è sempre piacevole, l'importante è la compagnia)?
Oppure no: siete del #TeamPandoro, siete del #TeamPanettone, siete del #TeamZelten, siete del #TeamTortaAllaCrema (🤔 non so se c'è questo team 😅) ma sono curioso - appunto - di sapere qual è la vostra posizione, per cui parliamone nei commenti qua sotto,
oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene: anche per oggi concluso questo vlog molto veloce, che si gusta come una fettina di pandoro.
O di panettone.
O di zelten.
O di quello che volete voi, dai!
Se sono stato piacevole, se sono riuscito a intrattenervi, come sempre vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici, come se fosse una fetta di un dolce natalizio.
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo…
… ehm, no: non quello, l'altro!
Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, che sì: è anche a tema natalizio in questo periodo.
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video, e ricevere occasionalmente piccole curiosità e dietro le quinte riguardo ai video che devo realizzare.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi su #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly, lui è Kent, questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ancora buone feste, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 8 dicembre 2019

VLOG 296: Come essere più efficienti

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Benvenuti nel mio incasinatissimo laboratorio, viaggiatori (i lavori sono in corso): quello è il mio condizionatore.
Quel condizionatore, quando lavora in aria fredda, fa condensa; la condensa scende attraverso un tubo e finisce qui.
Questo è un serbatoio da 300lt che riceve l'acqua di condensa e - attraverso un tubo - la manda giù.
Qui sotto c'è il bagno del mio ufficio e quest'acqua viene utilizzata per alimentare il bagno dell'ufficio, nello specifico per far funzionare la vaschetta del gabinetto.
Bene: oggi non vi parlerò del mio gabinetto (anche se in realtà lo farò marginalmente) ma, soprattutto, oggi voglio parlarvi di come rendere una cosa efficiente…
… pensando in maniera completamente diversa!
Per cui cominciamo il vlog: sigla!
[♪♫♪]
Nella seconda metà degli anni novanta (e sì: parliamo di più di vent'anni fa…) avevamo il computer, avevamo il telefono, avevamo la macchina fotografica, avevamo la TV, avevamo la radio, avevamo il lettore CD, avevamo il calendario, avevamo l'agenda, avevamo i giochini tascabili, avevamo una sfilza allucinante di roba.
Poi, però, nei primi anni 2000 è arrivato il primo iPhone e hanno cominciato a diffondersi i primi smartphone.
E a quel punto abbiamo cominciato a prendere una parte degli strumenti che avevamo e a integrarli direttamente nello smartphone. Il cellulare non è più il semplice dispositivo per telefonare, ma è un dispositivo che svolge una quantità allucinante di funzioni: dall'agenda al calendario, al computer, alla navigazione in internet, alle cose più stupide come la semplice torcia.
Ora, proviamo a pensare a come migliorare una cosa, come renderla più efficiente.
Pensiamo alla lampadina, e la lampadina è rimasta - fondamentalmente - identica da cento anni a questa parte.
Ok, è cambiato il meccanismo che c'era alla base: cent'anni fa, grazie all'invenzione di Edison, avevamo un bulbo di vetro in cui era fatto il vuoto, era messo - poi - un gas a bassa pressione (come l'argon), si metteva un filamento di carbonio o di tungsteno che veniva surriscaldato dalla corrente elettrica.
Bene: in questo senso ci sono stati dei miglioramenti pazzeschi, adesso abbiamo lampadine a basso consumo, abbiamo lampadine led: un bassissimo consumo e un'eccellente resa luminosa (con pochissima corrente generano tantissima luce).
Però il principio è che dalla lampadina siamo partiti e alla lampadina siamo arrivati: quello che abbiamo fatto per migliorare l'efficienza dello strumento è stato continuare a migliorare quello strumento.
E fin qua niente di strano. Però con lo smartphone abbiamo cominciato ad integrare delle soluzioni a dei problemi che avevamo cambiando completamente l'approccio al problema.
Io giro con una torcia in tasca (una di quelle simpatiche torce cinesi da pochi soldi, a led) ma, in fondo, non serve a molto girare con una torcia in tasca, perché tutti noi giriamo con una torcia in tasca: la torcia - infatti - è uno strumento integrato sullo smartphone.
La torcia è la soluzione al problema "C'è buio, non riusciamo a vedere, abbiamo bisogno di luce."
Come rendiamo una torcia più efficiente? Abbiamo le torce a led, con una piletta stupidissima fanno un sacco di luce, e fanno un sacco di luce per un sacco di tempo perché consumano pochissima corrente.
Ok. E quando invece mettiamo la torcia integrata sullo smartphone, quello che stiamo facendo non è "rendere più efficiente la torcia" (alla fine quella è, e quella rimane): stiamo cambiando radicalmente la soluzione utilizzata per risolvere il problema "Siamo al buio, abbiamo bisogno di luce."
Non stiamo più pensando con l'ottica "va bene: questa è la torcia, come possiamo migliorare la torcia?", stiamo pensando con l'ottica: "abbiamo uno strumento (lo smartphone), come possiamo fare a risolvere il problema del buio? Mettiamo una lampada sullo smartphone!"
Ora questo tipo di approccio non solo funziona meglio per l'ambiente (per esempio il consumo elettrico di uno smartphone è indubbiamente inferiore a quello che era il consumo elettrico di un computer, di una radio con lettore MP3 e con lettore CD, di una macchina fotografica, di una telecamera, di un calendario, di un'agenda, di tutta questa roba qua); quindi da una parte sicuramente questo rende il sistema più efficiente, ma dall'altra è proprio quest'approccio che conta: l'approccio di pensare in maniera differente a una soluzione possibile a un problema che già abbiamo.
Vi faccio un altro esempio, un esempio che mi riguarda direttamente: il serbatoio dell'acqua che ho in ufficio.
Allora: io ho in ufficio due problemi.
Il primo problema: ho bisogno che il mio gabinetto funzioni.
ebbene sì: anche i tecnici informatici ogni tanto fanno la pipì
Questo significa che ogni volta che io devo usare il gabinetto, devo utilizzare 9,5lt di acqua.
Nove litri e mezzo di acqua potabile, dell'impianto dell'acquedotto, per scaricare il gabinetto. Quindi per prendere quest'acqua potabile e buttarla direttamente dentro la fognatura.
Secondo problema: il mio laboratorio è in un soppalco, è in un ambiente alto, con una ventilazione forzata un po' complicata, perché le finestre sono basse, quindi è una zona dove ristagna l'aria calda. In inverno può essere piacevole, in estate diventa MASSACRANTE, perché ci sono due server accesi H24, ci sono i computer dei clienti che sono accesi quando ci sto lavorando, c'è l'illuminazione (che è a led, ok, ma che fa il suo calore quando io sono in ufficio e sto lavorando), quindi lì sopra c'è un problema di temperature. Tra l'altro in estate c'è un problema che arrivano, le temperature, anche a oltre i 40 gradi… e questo può dare problemi anche ai server e ai computer.
Quindi io sono costretto a utilizzare il climatizzatore praticamente per otto mesi (o poco più) ogni anno.
Il climatizzatore da una parte abbassa la temperatura del laboratorio, rendendo umanamente possibile restare in laboratorio, ed evitando - anche - possibili danni ai server, dall'altra parte il climatizzatore contribuisce a rimuovere l'umidità dell'ambiente, anche perché sono in un basso e sono in un ambiente che è a diretto contatto con il locale autoclave del palazzo (quindi comunque c'è un'umidità pazzesca).
L'umidità che viene condensata dall'aria veniva condensata dal climatizzatore, diventava acqua che veniva scaricata - semplicemente - nel lavandino.
Ho collegato l'uscita del climatizzatore al serbatoio e utilizzo l'acqua del climatizzatore per far funzionare il gabinetto; da una decina d'anni quando io scarico lo sciacquone del gabinetto non utilizzo acqua potabile: utilizzo acqua di condensa del climatizzatore.
Che non è acqua potabile, anzi: non è neanche tanto batteriologicamente pura, ma per scaricare il gabinetto va benissimo.
Non solo: il mio gabinetto utilizza una pompa di sollevamento (perché non c'era lo scarico: è una storia lunga e complicata); la pompa di sollevamento ha bisogno di una certa manutenzione, in particolar modo ha bisogno che venga effettuato un ciclo di pulizia con uno speciale liquido anticalcare (solo per il calcare) almeno una volta l'anno.
Ovvero: AVEVA BISOGNO, perché l'acqua del climatizzatore non contiene calcare, quindi posso risparmiarmi questo discorso.
La pompa, non subendo nel corso del tempo incrostazioni di calcare, lavora in maniera più efficiente, essendo un componente elettrico mi permette anche di risparmiare un po' di corrente.
E io grazie all'installazione del serbatoio ho la possibilità di recuperare l'acqua di condensa e utilizzarla per lo scarico del gabinetto, risparmiando ogni anno grandissime quantità di acqua (e riutilizzando un'acqua che - altrimenti - avrei semplicemente buttato via).
In questo modo ho migliorato la situazione e soprattutto ho risolto due problemi collegandoli tra di loro: ho creato una soluzione che mi ha permesso di risolvere il problema "raffreddare l'ufficio" e il problema "utilizzare acqua per far funzionare lo scarico del gabinetto".
Questo, ancora, per ribadire il discorso che - talvolta - per migliorare l'efficienza di qualcosa, non necessariamente bisogna soffermarsi a pensare a "come abbiamo risolto quella cosa? La soluzione è QUESTA" (la famosa «lampadina»): Ok: come possiamo migliorare la lampadina?
Talvolta può essere necessario e utile non soffermarsi sulla soluzione, ma soffermarsi sul problema e vedere se ci sono altre strade che possono essere percorse, che possono portare a una soluzione funzionale.
Voi che cosa ne pensate? Voi applicate qualche soluzione per cercare di migliorare l'efficienza energetica della vostra casa, o per migliorare l'impatto ambientale che avete?
Non lo so: parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Anche per oggi ho concluso; spero di essere riuscito a farvi pensare in maniera differente a quali sono i problemi e quali possono essere le soluzioni per risolvere i problemi. Se ce l'ho fatta vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici, anche su WhatsApp o Telegram, magari con i vostri amici che stanno cercando una soluzione per l'aria condizionata e il gabinetto in ufficio: io ci sono riuscito, funziona da dieci anni, perché no?
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, e anche quello ha un ottima efficienza energetica, infatti assumere il Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ ha un impatto energetico pari quasi a zero: una volta che si spende corrente per clickare su "Iscriviti", poi il Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ arriva senza spendere neanche un briciolo di energia!
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video, e ricevere occasionalmente piccole curiosità e dietro le quinte riguardo ai video che devo realizzare.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi su #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!