domenica 10 novembre 2019

VLOG 292: Si sono persi lungo la strada?

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
Oggi vorrei parlarvi di un argomento un po' particolare: quando io ho cominciato a pubblicare regolarmente video su questo canale (quando ho cominciato #DdVotr) nel lontano febbraio del 2014, l'ho fatto non solo per parlare di argomenti di cultura generale, ma anche - dove mi era possibile - per presentarvi canali youtube che seguo e che ho trovato molto interessanti.
In questi cinque (quasi sei) anni di attività del canale ho presentato moltissimi canali YouTube, e alcuni di questi canali sono stati dei progetti molto interessanti, ma sono stati dei progetti che si sono conclusi o che si sono fermati.
Oggi vorrei ripercorrere con voi alcuni di questi canali, che vi ho presentato e che si sono fermati, o alcuni che avrei voluto presentarvi ma - appunto - nel corso del tempo si sono fermati, e le cose sono venute a cambiare (sono diventate differenti), per cui cominciamo il vlog: sigla!
[♪♫♪]
Anzitutto parliamo dell'amico portoricano Roberto Cordero, che ha deciso di prendere una pausa e disintossicarsi dai social e, nel farlo, ha cancellato il proprio canale YouTube e quindi ha cancellato tutti i suoi video, compreso il video nel quale mi insegnava a fare i sottotitoli con la trascrizione e sincronizzazione automatica.
Non lo sento da moltissimo tempo, perché una volta che ha chiuso anche i vari profili social: ha chiuso il suo account Twitter, non ho modo di contattarlo.
Ma veniamo quindi ai canali che si sono fermati: primo fra tutti il buon Robin: ambuchannel 112, che è stato un canale veramente molto interessante su quella che era la guida in condizioni di sicurezza: ci presentava la guida dell'ambulanza in situazioni del traffico generale di Amersfoort (o del circondario di Amersfoort) in Olanda.
È «andato a sbattere» (tra molte virgolette) con un *gigantesco* problema di privacy, posto dal suo datore di lavoro, e quindi ha dovuto rimuovere TUTTI i video che c'erano sul canale.
Mi ha insegnato molte cose che io non sapevo e che io adesso applico nella guida di tutti i giorni, sia nell'ambito della sicurezza, sia nell'ambito del modo di far capire ai mezzi di emergenza che li ho visti e gli sto lasciando strada (come l'uso delle frecce e delle quattro frecce) e mi dispiace moltissimo che il canale sia andato in questo modo: aspettiamo gli sviluppi.
Parliamo di Adam Russel e del canale CrashBangAdam.
Adam ha concluso il progetto, si è sposato con Bethan e adesso hanno una start up che si chiama “Bishop, Please”: quello che stanno facendo in ambito social è - soprattutto - spingere sulla loro attività di coppia, quindi spingere sulla loro attività commerciale; per cui tutto l'ambito social è adesso orientato da quella parte: stanno usando il canale "The Adam & Bethan Show" per parlare delle loro attività in giro per la Gran Bretagna e dei loro nuovi prodotti, giustamente.
Gross Science, il canale gestito da Anna Rothschild, che è stato una delle più importanti vittime dell'ADpocalypse (sicuramente!) perché era un progetto di divulgazione scientifica molto interessante, su quella che è la scienza un pochino più «schifosetta», appunto quella roba più ‘gross’ (come si dice in inglese); però il problema è che, per gli argomenti trattati (anche se in ambito scientifico e didascalico) il canale è stato sottoposto a gigantesche demonetizzazioni, Anna Rothschild è impegnata in altri progetti e Gross Science è un progetto che - al momento - risulta sospeso e non sappiamo se verrà mai ripreso.
Lifeguard Rescue: un canale di bagnini che voleva far vedere come in una grossa piscina piena di gente i bagnini debbano avere un «occhio di falco» per vedere in mezzo a tutta la confusione chi è che ha bisogno di aiuto.
Il problema di questo canale, sicuramente, è stato quello che un video andò virale, superò - veramente - le milioni di visualizzazioni (forse arrivò a 10 milioni di visualizzazioni), rilanciò questo canale che era molto piccolino.
Questa fama improvvisa non è stata accolta nella maniera - sicuramente - più funzionale, perché il risultato è che ha cercato di andare avanti, ha cercato di sviluppare altri progetti, ma dopo di che è fermo: sono diversi mesi che non viene pubblicato un video, già nell'ultimo periodo pubblicava un video una volta ogni tanto, e quindi probabilmente a seguito di quella viralità ci si era aspettati che le cose funzionassero un po' meglio, ma… peccato!
Stewdippin: il buon Ricky ha messo la propria famiglia di fronte al proprio canale YouTube (scelta rispettabilissima) quindi ha deciso di accantonare il proprio progetto.
Di nuovo: mi dispiace, perché sono stati contenuti veramente d'intrattenimento, è stato ed è un nerd molto simpatico, ma giustamente ha detto “Io adesso voglio godermi la mia famiglia, non godermi il lavoro che c'è alle spalle per realizzare i video YouTube” e quindi ci sta benissimo.
Tommy Edison, il critico cinematografico cieco, e il progetto Tommy Edison XP (Tommy Edison Experience), che mi ha insegnato tantissime cose su come interfacciarsi con una persona non vedente, come aiutare, come venire incontro, piccoli trucchi che usano le persone non vedenti che possono essere utili anche alle persone che ci vedono.
Il progetto si è concluso: Tommy fa il DJ, l'intrattenitore radiofonico, e sta portando avanti quel progetto, quindi il progetto Tommy Edison XP si è concluso; mi dispiace perché c'erano ancora moltissime curiosità che mi sarebbe piaciuto conoscere, e perché comunque Tommy è un grandissimo intrattenitore, è una persona di una simpatia immensa e, come ripeto, mi ha insegnato moltissime cose… il progetto si è concluso.
E infine Matthew Watts del canale VivalaWatts.
Matthew è un ragazzo canadese simpaticissimo: ho cominciato a seguire il suo canale quando ho cominciato a seguire il "primo Matthew Santoro" (quando Matt Santoro ancora aveva sotto i 10mila iscritti): i due Matt avevano dei canali piccolini, e interagivano molto, collaboravano assieme, facevano tante cose simpatiche: Matthew aveva un canale molto d'intrattenimento, molto simpatico, e il canale VivalaWatts improvvisamente si è fermato per mancanza di tempo e per grossi impegni lavorativi, solo che poi anche il buon Matthew Watts ha deciso di disintossicarsi dai social, ha rimosso tutti i suoi video, compare una volta ogni tanto su Twitter, fa un Tweet e poi sparisce per un anno, compare una volta ogni tanto su Instagram, fa un post e poi sparisce - magari - per un anno…
Una persona che gli era molto vicina… ci siamo sentiti, mi ha detto "Sì: sta lavorando tantissimo, è pieno di lavoro, dalla testa ai piedi letteralmente, e quindi ha accantonato i social: si sta disintossicando, ma è comunque tutto a posto!"
Di nuovo, ripeto: mi fa piacere sapere che - comunque - tutto va bene; lui sta lavorando (ci mancherebbe altro!)
Bene: questi sono alcuni dei più importanti canali YouTube stranieri che io ho presentato nel corso del tempo e che, successivamente, hanno concluso il loro progetto. Come ripeto: da una parte dispiace vedere che un progetto o giunge alla propria conclusione o va a morire, perché - comunque - sono sempre contenuti d'intrattenimento.
Vieni a conoscere la simpatia di un personaggio, la simpatia di determinati contenuti e, nel corso del tempo, cominci un po' anche ad abituarti a questi contenuti, e poi arriva il momento in cui questi contenuti concludono: e beh, ci sta. Gli impegni, la famiglia, il lavoro sono sicuramente cose che devono venire prima dell'intrattenimento sui social: l'intrattenimento sui social - secondo me - dev'essere soprattutto un passatempo.
Può diventare anche un lavoro, ma quando non è un lavoro, il lavoro principale dev'essere preso sempre con molta importanza. Anche se i social dovessero diventare un lavoro, vanno presi con la giusta importanza.
Voi che cosa mi dite: ci sono altri canali YouTube stranieri che conoscete (che seguivate) che sono stati molto interessanti, ma che poi sono andati a concludersi perché si è concluso il progetto, o perché lo youtuber ha deciso di accantonare il canale YouTube e dedicarsi a un'altra cosa?
(O magari perché lo youtuber ha deciso di accantonare il canale YouTube e dedicarsi a un'altra tipologia di contenuto su YouTube)
Parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene, con questo video spero di essere riuscito a farvi conoscere dei progetti che sono stati molto interessanti finché sono durati (ci può stare). Se ce l'ho fatta - come sempre - vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici, anche su WhatsApp o Telegram.
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, che sì: era una battuta anche dell'amico Roberto Cordero.
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda là in alto) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video, e ricevere occasionalmente piccole curiosità e dietro le quinte riguardo ai video che devo realizzare.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi su #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 3 novembre 2019

VLOG 291: Retrocomputing #OperazioneNostalgia

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{Benvenuti viaggiatori: oggi parleremo di retrocomputing}
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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
Il mio «primo contatto» con l'informatica, proprio il primissimo contatto con l'informatica, è stato con lo ZX-Spectrum 81.
Il mio primo Personal Computer, il mio primo “PC Compatibile” come si suol dire (anzi: come si chiamava all'epoca) è stato con l'XT-8088, con un Philips NMS-9115.
All'epoca in cui i computer avevano 512k di RAM (qualcuno già 640k di RAM), il mio ADDIRITTURA aveva 768k di RAM.
Insomma: sono un vecchissimo bacucco dell'informatica, quando ho cominciato sul PC non c'era nemmeno l'hard disk; io avevo due lettori di floppy: uno da 3.5" a doppia densità (da 720k) e uno da 5.25"
E nonostante siano passati moltissimi anni, nonostante la tecnologia sia migliorata sensibilmente, mi è rimasto quel gusto per il retrocomputing, per quella che era l'informatica vecchia, con il DOS, con questa interfaccia a caratteri su uno schermo nero in cui dovevi digitare roba colla tastiera per ottenere dei comandi.
Prima di continuare voglio segnalarvi un interessantissimo canale YouTube dedicato proprio al retrocomputing, all'informatica del passato (non del passato degli anni '50 e degli anni '60: dei computer a valvole) ma quello che è stato - diciamo - l'archeologia informatica più destinata all'ambito del PC IBM Compatibile.
Sto parlando del canale LGR (Lazy Game Reviews), è un canale molto interessante, soprattutto se - come me - siete appassionati di retrocomputing, troverete tantissimi contenuti interessantissimi e molto nostalgici.
Quindi canale LGR, ve lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda: andate e dategli un'occhiata, ci sono vecchi programmi, vecchi computer, vecchi videogame soprattutto (infatti il canale ha molto a che fare soprattutto con i vecchissimi videogiochi).
E oggi vorrei proprio parlarvi - in generale - dei vecchi videogame, quelli che non solo hanno fatto l'archeologia informatica, ma che sono state delle pietre miliari nell'ambito informatico.
E vorrei farlo prendendo spunto da un video del nostro amico Clint, nel quale ci parla di una iniziativa da parte del Web Archive: quella di aver messo tutta una serie di vecchi videogame, tramite JSBox, disponibili direttamente da browser.
Però vorrei fare la stessa analisi che viene fatta da Clint proprio riguardo a quest'idea di mettere questi videogame disponibili per la fruizione da parte del pubblico.
Prima di continuare vi segnalo quindi anche questo video sull'iniziativa del Web Archive: ve lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda, andate e dategli un'occhiata.
Giusto per farvi un po' un'idea: il video è un po' datato, poco dopo che era cominciata quest'iniziativa, quest'iniziativa è ancora in corso, un pochino le cose sono cambiate sulla piattaforma del Web Archive (per quanto concerne questi videogiochi) ma un pochino no, e quindi il punto che voglio analizzare, che è lo stesso sul quale si sofferma Clint, in realtà è rimasto identico.
Qualche anno fa ero in un centro commerciale, stavo facendo una passeggiata, guardavo un po' le cose in vendita, mi sono fermato davanti al classico ‘cestone della roba a un euro’ (a € 0,99), c'erano una serie di CD e un CD molto sgargiante, dalla copertina molto luminosa, attirò la mia attenzione.
Lo presi: era un CD da € 0,99 con il videogame "Monkey Island II". Piacevolmente stupito dal fatto di trovare Monkey Island II a € 0,99 su CD (ci avevo giocato MOLTI anni prima) ho detto:
“Ma dai, me lo voglio mettere dentro: per € 0,99 il CD originale: perché no?”
E c'erano tutte le indicazioni, la marcatura SIAE, concesso in licenza alla casa editrice XYZ (non mi ricordo qual'era: una grossa casa editrice) direttamente dalla Lucas Arts. Bene, dai: per € 0,99 ci può stare.
Lancio il videogame e la prima cosa che mi trovo davanti al naso è la vecchia protezione anticopia di Monkey Island II: da mescolare gli ingredienti, devo indicare le quantità degli ingredienti…
  • “Eh, va bene: sono scritte sul manualetto le quantità degli ingredienti.” Non c'è il manualetto.
  • “Forse c'è un file di testo sul CD, che comprende il manualetto, magari da stampare?” No, non c'è.
  • “Eh. E mo come se fà?”
Batto dei numeri a caso, ma il gioco va avanti.
Aspetta, aspetta, aspetta: esci dal gioco, rientra nel gioco: qualunque siano gli ingredienti, batti dei numeri a caso e passa.
“OU: ma è il gioco craccato! Ma come «concesso in licenza da Lucas Arts»?”
E lo stesso discorso lo ha notato Clint, alcuni dei giochi presenti sul Web Archive sono in versioni *chiaramente* craccate: quando vai a lanciare il videogame ti compare anche la videata del team che ha craccato il videogame.
Quantomeno ti permette di fruire del videogioco, ma ci sono dei giochi (nel Web Archive) che NON SONO craccati e, quindi, c'è bisogno di superare la protezione anticopia, e ci vorrebbe il manuale originale, che non c'è: quindi devi *sperare* che qualcuno nei commenti ti possa aiutare immettendo indicazioni dal manuale originale, altrimenti il gioco non si può eseguire.
Il JSBox è stato installato sempre nella modalità standard e quindi ci sono dei giochi che possono essere eseguiti, ma dei giochi che *NON* possono essere eseguiti perché risultano troppo veloci (quindi ingiocabili) o troppo lenti.
La domanda è duplice: da una parte questo fatto che sono stati installati sul Web Archive una serie di videogame craccati: cioè, proprio CHIARAMENTE “Pigliamo la roba COME CAPITA e la buttiamo lì dentro senza guardare la configurazione!”
Ora da una parte è un peccato, perché ci sono dei giochi che hanno fatto - magari - proprio il passato dell'informatica, ma che sono ingiocabili perché JSBox non è configurato correttamente; ci sono dei giochi che sono craccati e non è esattamente una cosa molto corretta a livello di copyright, per quanto ci sono altri siti che hanno fatto come il Web Archive, l'avevano fatto già prima, l'hanno fatto già dopo: Web Archive è quello - sicuramente - con più titoli (eh grazie: perché li ha presi un po' dappertutto) però è anche quello con più titoli perché l'ha fatto molto più casualmente.
Il Web Archive è stato sollevato dal governo americano dalle normative del Digital Copyright Millennium Act, perché i giochi non sono "scaricabili" ma solo "disponibili per la fruizione".
Però c'è questo problema etico: ci sono dei videogame che sono prodotti da delle case produttrici che - magari - sono ancora attive, che magari ancora producono quel titolo (l'hanno evoluto, lo stanno sviluppando a livello di - non lo so - le nuove consolle, è la versione 800mila a distanza ormai di, magari, 20~25 anni!); sul Web Archive c'è la versione di quel gioco craccata.
E rappresenta - in fondo - una violazione del copyright di quell'azienda.
Ora Clint dice una cosa, che è la cosa sulla quale mi accodo anche io: in fondo dovrebbe essere considerato «giusto» che si prende una cosa che - comunque - è vecchia di vent'anni, che ormai è completamente fuori mercato (non ha più un mercato) e la si mette a disposizione della fruizione del pubblico in una maniera simile a quella del Web Archive, proprio per motivi storici, per motivi hobbistici.
La Digital Equipment Corporation creò le "Licenze Hobbistiche" dei loro sistemi operativi, perché i mainframe come il VAX sono state delle macchine molto importanti nella loro epoca, ormai sono solo utilizzate da degli hobbisti che le "tirano su" per passione per il retrocomputing e per i vecchi mainframe, e quindi perché non considerare questo discorso - magari - da parte di una casa madre che ha prodotto un videogame venti~venticinque anni fa?
Cioè: secondo me si dovrebbe fare in modo che - a livello di copyright - il software che ha superato una certa età (che non può essere come quella sulle leggi del copyright: di 50~70 anni!), ma quando un software ha superato una quindicina di anni dalla sua produzione originale, tendenzialmente è ormai completamente fuori mercato: nel momento in cui diventa una cosa molto vecchia (diventa vero e proprio «abandonware»), a quel punto lasciamo la possibilità agli hobbisti di utilizzare questo programma senza dover acquisire manualmente una licenza d'uso.
Ovviamente questo non significa "Bene: allora domani un hobbista prende e si mette a vendere il software di una casa madre a chi è interessato," No: quello no!
Ma l'utilizzo hobbistico dovrebbe essere - secondo me - valutato nell'ambito del copyright e questa tipologia di utilizzo dovrebbe essere consentito.
Secondo voi è giusto che i vecchi software trovino questa "nuova vita" grazie a delle speciali licenze hobbistiche o - comunque - all'autorizzazione ad utilizzare a scopo hobbistico software di venti~venticinque anni senza essere detentori di una licenza d'uso corretta?
Oppure no? Anche a distanza di trent'anni se un software è stato rilasciato con un copyright, con una specifica licenza d'uso, è giusto che si abbia la licenza d'uso per utilizzare quel software?
Ci può essere una via di mezzo? Voi che cosa ne pensate? Voi siete appassionati di vecchia informatica come me, di retrocomputing, oppure no?
Parliamone: nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene: io sono Grizzly, questo era #OperazioneNostalgia
come sempre vi invito a mettere pollice-in-alto, condividere questo vlog, iscrivetevi al canale: noi ci vediamo alla prossima puntata, ciao a tutti!

giovedì 31 ottobre 2019

Ancora, ancora, ancora - #DdVotr speciale Halloween 2019

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Il bosco è silenzioso, silenzioso e difficile. Ma quello che non ti uccide ti rende più forte.
Deve renderti più forte.
Deve essere così: non può essere altrimenti.
Sei rimasto solo.
No: non è vero!
Sì: sei rimasto solo. Il bosco è silenzioso. Il rumore della pioggia non ti porta a nulla.
No! Ti ho detto che non è vero. La pioggia, sì. Mi ricordo. Quei giorni in cui la pioggia rendeva difficile la connessione. La corrente elettrica non aiutava mai: le linee si intasavano.
Ma ora è difficile.
Forse no.
Come puoi crederci ancora? Ascolta la CB: nessun rumore. Neppure la più bassa forma di QRM, la banda AM è silenziosa come il rumore della pioggia nel bosco; neppure lì è rimasto più nessuno.
No, non è vero… non può essere vero. Lo so.
Lo so.
Hai scritto il mio indirizzo IP dappertutto. Ho fatto broadcast, ho inciso le stesse pietre sul mio cammino. 172.29.65.44
Lo hai gridato. Lo hai gridato ai quattro venti. Finché ogni numero ha perso di significato. Finché ogni sillaba, ogni singolo fiato non ha avuto più senso.
E continuerò. Continuerò ancora. Centosettantadue punto ventinove punto sessantacinque punto quarantaquattro: il mio nodo è sempre on-line.
Anche tu sei sempre on-line, anche se ti allontani. Il tuo telefono funziona?
Sì: le batterie sono cariche ed il tono di linea non manca.
Non ha senso.
Anche la corrente non manca mai.
Non ha senso: sei elettricamente e telefonicamente autonomo.
Smettila!
Perché?
Smettila, ti ho detto di smetterla.
Sei solo. Senti la mancanza degli uomini, delle donne, degli animali... degli insetti. Rosetta. La puledra del vicino, te la ricordi, vero? Ogni volta che potevi passeggiare sino al limitare delle stalle. Lei che non si faceva toccare da nessuno. Lei che era la cavallina più timida e impaurita di tutta la vallata.
Sì. Ma non temeva le delicate carezze sul muso bianco chiazzato di marrone.
E sotto il muso, sulla gola. Sì: ricordi?
Stendeva il collo in avanti come un felino e si lasciava accarezzare la gola.
Una gola da tagliare con un rasoio.
Smettila. No, devo smetterla. Sì: dovevo tagliarla, quella gola. Forse almeno lei non avrebbe sofferto.
Anche altri hanno sofferto. Tutti hanno sofferto.
Anche io sto soffrendo.
E una donna, un uomo, un vicino. Una sigaretta, magari.
Quella calda sensazione di fumo che ti scende lungo la gola, quella opprimente sensazione di catarro appena svegliato la mattina. Quelle sensazioni, sì: quelle sensazioni che non ci sono più.
E il rumore della pioggia, sì. Anche quello mi ricordo.
Non hai bisogno di ricordarlo: sta piovendo.
Già, e poi smetterà, ma solo fino a quando ricomincerà a piovere ancora.
E lo schermo del computer, l’avviamento del sistema operativo, e la gente, le stelle. Il buio di un cielo senza stelle.
No, non è vero: smettila. Ci sono ancora le stelle: le ho viste. Ho visto ancora il gran carro, e le sette stelle mi hanno guardato dall’alto.
Ci hanno guardato.
Hanno visto me, ma hanno visto anche gli altri.
Ma forse non ci sono gli altri.
Forse non ci sono neanche io. Forse non c’è più neanche il pianeta.
Sei tu che l’hai voluto.
Magari un’invasione di astronavi scintillanti nel cielo buio sarebbe stata meglio, magari una malattia sconosciuta, magari un rasoio che tagliava la gola di Rosetta.
Smettila, non voglio parlarne.
Magari un cane. Un fedele amico da accarezzare sotto la gola.
Ti ho detto che non voglio parlarne.
E cosa farai? Griderai al vento?
Centosettantadue, punto ventinove, punto sessantacinque, punto quarantaquattro.
Ti ho già detto che sono on-line? Sono sempre on-line.
Ma a che pro? La banda AM è silenziosa.
Il bosco è silenzioso. Il cielo è silenzioso.
No il cielo piove, ma sopra le nuvole è silenzioso.
Il mondo è silenzioso. Anche io sono silenzioso.
I tuoi abiti sono strappati, lisi, consumati e sporchi.
Ti mancano degli abiti puliti.
Magari non tuoi.
Magari in qualche casa è rimasto qualcosa da poter accaparrare.
Magari qualche puledrina a cui tagliare la gola.
Ti ho detto che non voglio parlarne.
Ma i cavalli non si vestono.
E i cavalieri sono gentili. Io sono un chierico guerriero: la mia maledizione spargerà gli atomi del tuo corpo in terreni lontani ampi migliaia e migliaia di acri.
Sono molto bravo con gli incantesimi, sai?
Sono molto bravo anche con il computer, e il mio nodo è sempre on line.
172.29.65.44 è il mio indirizzo, ed è lì, che aspetta. Anche il mio telefono è lì, e aspetta anche lui.
Anche tu aspetti.
Smettila.
Smettila.
Il bosco nasconde molte insidie, nel silenzio.
Nel buio.
Non ho paura del buio.
Ma hai paura del silenzio.
Sì.
No.
Ho rispetto del silenzio. Ho paura del buio. Anzi no: ho rispetto del buio, ho paura del silenzio.
Dal bosco salteranno fuori spiriti maligni che cavalcheranno puledre immacolate, uccidendo gli uomini liberi.
E scaglieranno maledizioni sulla rete.
E la rete non funzionerà più.
E non funzionerà più il CB, non funzionerà più il telefono.
Anche la tua mente vacillerà.
Non senti questo rumore?
Sì.
È la pioggia che cade fitta sugli alberi del bosco. È il gruppo di generazione elettrica che fa il suo dovere.
È l’antenna della rete senza fili. La rete e la CB fanno il giro del mondo.
Centosettantadue, ventinove, sessantacinque e quarantaquattro. Sommali e saprai quante volte queste parole hanno fatto il giro del mondo. Moltiplicali e saprai di quanti parsec si sono allontanate dall’universo.
Il bosco è silenzioso. Ma vuoi affrontarlo. Piove… chi ha da andar, vada, che l’acqua non è spada!
Voglio le coccole. Voglio qualcuno. Voglio qualcosa. Voglio solo qualcuno.
Guarda quei lampi sopra il bosco.
È il ritorno degli uomini liberi, è la festa per il ritorno dell’umanità: sono fuochi d’artificio che annunciano felicità.
E sono fulmini che saettano fra gli alberi del bosco, per rompere la monotonia della pioggia.
La pioggia non è monotona.
Aspetta.
Smettila.
Forse senti il rumore di un cavallo che si avvicina?
Ti ho detto di smetterla: non voglio parlarne, e se non la smetti…
La rinascita della rete passa anche dalla pioggia. Dalla CB, dalla radio, dal wi-fi, dal wi-max.
Che belle parole piene. Sei un mago del computer, ma con chi parlerai di protocolli di rete?
Alle margherite.
A chi ripeterai quel centosettantadue punto ventinove punto sessantacinque punto quarantaquattro che ti rimbomba nella testa?
Alle margherite.
E per quanto tempo?
Alle margherite.
Non mi stai ascoltando.
Non ti sto ascoltando.
Non c’è niente oltre il rumore della pioggia: non c’è nessun telefono, non c’è nessun computer, non c’è nessun uomo.
Non c’è più nulla: non ci sono neppure puledre sgozzate.
Ti ho detto di smetterla. Subito!
Smetterla di piovere? Smetterla di pronunciare quegli inutili quattro numeri che ormai saturano le strade, le pietre miliari, le rocce da qui a molto lontano?
Continua, allora. Continua ancora, e ancora, e ancora fino all’infinito. Qualcuno prima o poi si troverà.
Devi smetterla.
Smetterla di sperare.
Il bosco è silenzioso.
Nessuno tornerà.
Nessuno verrà.
Nessuno chiamerà.
Nessuno sei tu, nessuno sono io, nessuno è l’io, nessuno è nessuno.
Smettila! Non ti sopporto!
Che cosa vuoi fare? Accarezzarmi il muso come con Rosetta? Fare l’amore con me come quando avevi una moglie?
Giochiamo a carte, bevendoci una birra, in ricordo dei vecchi tempi.
Accendiamo la TV via cavo, e vedrai come ci sono più di cento canali di pioggia. E di silenzio.
Uscirai sotto la pioggia.
Rimarrai a guardare il bosco.
E sentirò la pioggia battere sulla mia testa, sulle mie spalle, e sui miei timpani.
Stanno arrivando!
Non è vero, e lo sai. Non c’è nessuno: nessuno sta arrivando.
Lo sai.
Lo hai sempre saputo.
Sarebbe successo prima o poi, e non puoi dire che non te lo aspettavi. Perché lo volevi.
No! Smettila!
Basta! Non ti sopporto più!
Centosettantadue, punto ventinove, punto sessantacinque, punto quarantaquattro, il mio nodo è on-line, il mio server VoIP è on-line, la mia stessa vita è on-line. Ditemi quando potrò sapere che cosa mi resta al di fuori della pioggia.
Che sta finendo.
Smettila.
Qualcuno ha tagliato la gola al dio della pioggia.
Smettila, ti ho detto.
Non voglio parlarne.
No, anzi: non voglio parlare.
È tardi.
Ora, che smette di piovere, il bosco è ancora più silenzioso.
Ed il cielo è sempre più buio.
Non è vero. Guarda: quella è una fetta di Luna, e quella è una stella. Anzi no, è Venere. O Marte, o una stella solitaria.
Una nave spaziale intergalattica che viene a prenderti, per portarti in un mondo completamente diverso da questo, dove essere completamente solo. Solo tu. Solo tua moglie, il tuo vicino, il resto del mondo, Rosetta, chi ti manca ancora?
Mi manchi tu.
O magari, non saprei, un peluche.
Molto più sopportabile di te, di certo. E di questo maledetto computer che sta di nuovo macinando dati senza motivo.
Questo hard disk è inaffidabile.
Basta! Smettila! Non ne posso più!
Il bosco è silenzioso!
E FARÒ RU-MO-RE! Centosettantadue! Punto ventinove! Punto sessantacinque! Punto quarantaquattro! BASTA! Voglio morire!
Voglio morire da solo in un mondo silenzioso e abbandonato!
Voglio morire nel bosco intorno a questa casa!
Voglio morire con il rumore di fondo del CB che mi ricorda la pioggia che non c’è più!
Basta!

«Signore: il ping si è interrotto improvvisamente mentre cercavamo di aprire una sessione telnet con la BBS e non risponde più nessuna porta.»
«Avete provato anche sulle altre frequenze?»
«Il QRM sta tornando lentamente, e stiamo verificando l’esistenza di altri segnali visivi o tecnologici.»
«Qual’era l’indirizzo IP di quella bbs?»
«Dunque… 172.29.65.44»
«Punto ventinove… avete chiamato sul canale 29 CB?»
«Uhm… no, signore: ci provo subito!»

[rumore di fondo della frequenza radio]
«Attenzione binario 29, attenzione binario 29: se c’è qualcuno che riesce a copiarci, risponda, per favore. È della massima importanza: c’è rimasto ancora qualcuno sul pianeta? Cambio.»
[rumore di fondo della radio]
«Attenzione binario 29: qui è la stazione tecnica Orionis. Se qualcuno mi copia, mi risponda. È importante! Cambio.»
[solo rumore di fondo della radio]
«Attenzione binario 29: qui è la stazione tecnica Orionis. Sysop della BBS su 172 29, se mi copi vieni avanti. Dobbiamo sapere se è sopravvissuto qualcuno… cambio! Inutile, signore: deve essere stato l’ultimo nodo di rete che disponeva di un qualche generatore.»
«Maledizione! Ma deve esserci rimasto qualcuno. Non può essere rimasto solo il bosco!»
«Il bosco è silenzioso, signore.»

domenica 27 ottobre 2019

VLOG 290: Come piantare 20 milioni di alberi - #teamtrees

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
Talvolta gli youtuber vengono sfidati dai propri iscritti a fare qualcosa di particolare: c'è questa categoria di youtuber che riceve queste «challenge» e decide di accettarle e si mette in gioco per fare qualcosa di particolare.
Bene, quella che voglio raccontarvi oggi è - in fondo - la storia di una di queste challenge: la sfida a piantare venti milioni di alberi!
[♪♫♪]

Lo youtuber americano Mr Beast ha da poco raggiunto il ragguardevole traguardo di venti milioni di iscritti.
Ora, io non lo seguo (obiettivamente non è quella categoria di youtuber che mi piace guardare): è quello che fa quella serie di esperimenti sociali, magari non quegli “esperimenti sociali finiti male.”
Quegli esperimenti sociali un pochino più seri e funzionali: fa donazioni improvvise per vedere la reazione delle persone; insomma: fa dei contenuti che sono d'intrattenimento, per aver attirato venti milioni di persone nel mondo *sicuramente* è molto bravo nel suo lavoro, ma non è quella categoria di youtuber che seguo.
Ciò nonostante cominciamo dall'inizio: l'altra sera mi ciccia fuori sul feed di iscrizioni una lunghissima serie di video, di molti canali che seguo, tutti quanti guidati dallo stesso hashtag.
E subito mi chiedo: “E come mai questo hashtag? E come mai tutti questi video? In tutti questi video si parla di alberi… beh, sicuramente ci sarà qualche manifestazione a tutela dell'ambiente: vediamo un pochettino di capire un po' meglio la storia.”
Bene: ecco la storia.
Mr Beast ha raggiunto il traguardo di 20 milioni di iscritti e stava pensando di trovare un modo per celebrare questo traguardo dei 20 milioni di iscritti.
Ha ricevuto moltissimi commenti sui social, come Reddit o Twitter.
Parentesi: lo sapete che io sono molto attivo su Twitter e mi piace moltissimo interagire con le persone su Twitter?
Se non lo fate già, seguitemi! Trovate il mio profilo Twitter linkato sul doobly-doo e sulla scheda. Chiusa parentesi.
Dicevo: è stato sfidato da molti suoi iscritti che gli hanno detto: -Bene: hai ricevuto 20 milioni di iscritti? Pianta un albero per ogni iscritto, vai a piantare VENTI MILIONI di alberi!
E Mr Beast ha detto: -Beh, sapete che c'è? Che questa sfida mi piace! Ok: voglio andare a piantare venti milioni di alberi.
E ha girato un video, in compagnia dello youtuber (simpaticissimo) Mark Rober, scienziato che ha lavorato per la NASA (che ha lavorato al Curiosity! Che ha un canale youtube: non mi ricordo se ho già parlato di lui, o comunque presto parlerò anche di lui) ma - in ogni caso - ha fatto questo video in cui ha provato da solo con un gruppo di amici, poi attirando un po' di persone grazie alla «chiamata via social», a piantare degli alberi in una zona vagamente disboscata negli USA; sono arrivati in realtà (spoiler! 😉) non sono arrivati a venti milioni di alberi: sono arrivati a - con molto lavoro - circa un paio di migliaia di alberi, ma a questo punto lui ha capito che la situazione doveva essere presa un pochino più seriamente.
Così seriamente da coinvolgere una fondazione.
Prima di continuare vi segnalo il video di Mr Beast in cui accetta questa sfida e spiega come si svolge questa sfida: questo video ve lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda là in alto: andate e dategli un'occhiata, mostra un po' la simpatia di Mr Beast, ma anche il suo modo di approcciare seriamente il problema, anche perché nel momento che sto girando questo video siamo alla fine di ottobre 2019, ma lui ha già cominciato a cercare di capire COME affrontare questa situazione, in collaborazione con alcuni amici, e quindi poi coinvolgendo la Arbor Day Foundation, già sin da MAGGIO 2019!
Quindi comunque è un gioco, ma è un gioco molto relativo.
Ora dicevo, la sfida che vuole fare Mr Beast è questa: vuole raccogliere dei soldi per la Arbor Day Foundation.
La Arbor Day Foundation ha promesso di piantare un albero per ogni dollaro che si riuscirà a raccogliere, e l'idea di Mr Beast è - tendenzialmente - quella di raccogliere 20 milioni di dollari entro gennaio 2020 per poter raggiungere questo importante traguardo.
E direi che non è il caso di prendere questa sfida sottogamba, perché da una parte il fatto che sia stata rilanciata da moltissimi altri youtuber potrebbe spingerla a diventare veramente virale e, dal momento in cui sto girando questo video, questa mattina - tra l'altro - tra il sito internet (circa un milione e 700 mila dollari) e il sistema di donazioni di YouTube (circa 400 mila dollari) già sono stati raccolti oltre 2 milioni di dollari,
quindi già il 10% di questo traguardo è stato raggiunto
e restano altri 60 giorni per arrivare a questo traguardo o - se possibile (potrebbe essere molto utile) - superare questo traguardo.
Devo dire che questa sfida, questo modo di volersi mettere in gioco mi è piaciuto tantissimo, e non sono il solo a cui è piaciuto, perché moltissimi degli youtuber che hanno pubblicato dei video a proposito della stessa situazione sono rimasti tutti quanti molto colpiti, gli stessi ragazzi di The King of Random hanno parlato di questa sfida nel loro ultimo video: hanno detto "purtroppo per via delle nostre programmazioni non siamo ancora arrivati a realizzare un video specifico" ma - intanto - hanno rilanciato anche loro l'hashtag e hanno messo il bottone Donazione nell'ultimo video.
Tra parentesi questo mi lascia pensare che sicuramente Grant sarebbe stato entusiasta di questa sfida, sarebbe stato entusiasta di questa situazione, l'avrebbe fatta sua sin dall'inizio, proprio perché Grant adorava queste cose.
Ora, come dicevo molti youtuber hanno voluto affrontare l'argomento e presentare questo progetto, utilizzando l'hashtag #teamtrees ma - soprattutto - realizzando ognuno un video che parli un po' dell'argomento e che affronti un punto specifico dell'argomento.
Ora sicuramente adesso, nel corso delle prossime ore, ci saranno molti altri youtuber che: o parteciperanno direttamente, o che si legheranno quell'hashtag, oppure ci sono già altri youtuber (che non seguo) che però stanno partecipando a quell'hashtag.
Comunque, giusto per darvi un'idea della situazione, nel doobly-doo vi lascio un elenco di video (tutti quanti non li posso mettere sulle schede: non ho schede sufficienti!), un lungo elenco di video (solo degli youtuber che seguo) che hanno parlato dell'argomento.
Ci sono un po' tutti: da Captain Disillusion a Destin di Smarter Every Day, da AsapSCIENCE a Mark Rober stesso (che nel suo canale ci mostra l'esperimento di andare a piantare degli alberi utilizzando dei droni!)
Comunque sul doobly-doo vi lascio anche il link al sito del progetto (teamtrees.org) e al sito della Arbor Day Foundation per andare a vedere un pochettino qual è la situazione e qual è la fondazione coinvolta, che - naturalmente - è una fondazione statunitense verificata (non è uno che si è svegliato ieri dicendo "datemi i soldi e io vado a piantare gli alberi" ovviamente!) e vi invito ad andare a donare anche una piccola cifra, anche cinque dollari possono fare veramente la differenza, soprattutto in questo momento storico in cui l'ambiente ha bisogno di queste cose: venti milioni di alberi in realtà sono appena una goccia nell'oceano di quello di cui avrebbe bisogno l'ambiente, di cui avrebbe bisogno la Terra in questo momento, ma da qualche punto bisogna pur cominciare.

Concludo questo vlog con una domanda molto semplice: voi che cosa ne pensate? Conoscete altre iniziative a tutela dell'ambiente che possono essere semplici come questa donazione, che può permettere di piantare alberi (o comunque di sostenere la fondazione)? Ci sono altre iniziative che conoscete? Ci sono iniziative che - magari - vengono realizzate nel vostro comune?
Parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Per oggi è tutto, io vi ringrazio per essere arrivati in fondo al vlog, vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici, anche su WhatsApp o Telegram, invitando i vostri amici (anche loro) ad andare a donare al progetto #teamtrees della Arbor Day Foundation e di Mr Beast.
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e - solo per oggi - assumerete quel Buon Profumo di Albero Appena Piantato: un profumo di ossigeno che nell'ambiente ci sta benissimo!
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video, e ricevere occasionalmente piccole curiosità e dietro le quinte riguardo ai video che devo realizzare.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi su #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 20 ottobre 2019

VLOG 289: Animali domestici o... giocattoli?

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-Vieni Baku… vieni… vieni!
Bravo… bravo… bravo…
Ci proviamo!

Benvenuti viaggiatori: io sono Grizzly e lui è Baku. Baku è un pastore maremmano abruzzese e no: non è il mio il cane, è il cane di un mio cliente.
Per la cronaca: non imitate quello che sto facendo io! Io lo faccio perché conosco Baku, ma soprattutto perché Baku conosce me e si fida di me abbastanza; che è una cosa molto difficile da ottenere con un pastore maremmano: è un cane che si fida molto poco delle persone, è un ottimo cane da guardia proprio perché è molto malfidente.
Oggi io sono qui per parlarvi - in generale - di animali domestici, per cui cominciamo il vlog: sigla!
-Bravo! Bravo. Grazie Baku: tutto qua!
[♪♫♪]

Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
Vorrei cominciare col parlarvi - anzitutto - del mio rapporto con gli animali domestici (e con gli animali in generale).
Ora, io sono una persona a cui piacciono moltissimo gli animali (e - prima che me lo chiediate - SÌ: alcuni li preferisco col sughetto e un contorno di patate)
La cosa particolare è - appunto - che amo molto gli animali e - generalmente - questo tipo di rapporto viene ricambiato, con molto piacere, da parte degli animali; ma veramente all'estremo: Argo, la buonanima (non c'è più) del cane di Francesco MI ADORAVA, al punto che mi rispondeva al telefono:
-Ah, ciao Mirko
e dopo qualche minuto:
-Argo: smettila!
-Che succede?
-Che succede? Il cane ha sentito che sei tu al telefono e ha cominciato a mugolare!
E naturalmente stiamo parlando di un rapporto con animali che vedo per pochi minuti, se non per pochi istanti: Baku stesso è un cane che avrò visto - complessivamente - una decina di volte, semplicemente attraversando il cortile per entrare in casa del cliente.
Ho chiesto al cliente il permesso di (tra molte virgolette) "prestarmi" il cane per girare l'introduzione a questo video; il cliente mi ha dato il permesso, considerando che - comunque - ha visto che ho carpito la fiducia di Baku, che non è una cosa molto facile da ottenere, soprattutto nei confronti non tanto di Baku quanto, proprio, della razza.
Baku infatti è un pastore maremmano (per essere precisi un «pastore maremmano abruzzese»): è una razza molto antica, richiamata addirittura da alcuni autori latini come Varrone o Columella, e sono definiti: “guardiani integerrimi delle greggi ed efficaci antagonisti del lupo e dell'orso”
Ecco perché ho questo rapporto con gli animali: se non puoi combatterli, fatteli amici!
Scherzi a parte, proprio il pastore maremmano abruzzese è un cane molto particolare, perché è un cane estremamente indipendente: nei secoli utilizzato come cane da pastore per una serie di caratteristiche, innanzi tutto proprio per la sua completa indipendenza, è un cane che…
diluvia, e a lui non gliene frega niente: sta dormendo sotto il diluvio, sotto la neve, tuoneggia… muove un po' le orecchie e gira la testa dall'altra parte: non gli interessa!
È molto legato al proprio padrone, ma in una maniera particolarissima, perché non è un cane che stabilisce con il padrone il rapporto "cane-padrone" (il rapporto "sottoposto-padrone"): il rapporto che stabilisce il pma è un rapporto DA PARI A PARI.
Il pastore maremmano e il padrone sono entrambi ‘capibranco’: è questo il suo modo di interfacciarsi, ma lega un rapporto molto profondo nel tempo, sicuramente.
E in fondo io - per esempio - ho carpito la fiducia di Baku mostrandogli con i miei gesti, con i miei toni di voce, con il mio comportamento, che lo tratto come un mio pari e che non voglio rappresentare un pericolo per lui, per il "suo territorio" o per il suo padrone. Infatti - naturalmente - ho sempre detto al suo padrone:
-Ok: ho carpito la fiducia di Baku, ma naturalmente se io tentassi di aggredirla, Baku immediatamente mi sbranerebbe, comunque: questo è evidente!
Ora, in generale il mio rapporto con gli animali è molto particolare: come dicevo mi piacciono moltissimo gli animali e questo tipo di rapporto viene spesso ricambiato, ma proprio con gli animali che mi capita d'incontrare nelle situazioni anche… non lo so: sono al bar, entra un cliente con il cane al guinzaglio, come si fa - tipicamente - nelle mattinate presto tra i pochi avventori del bar, incrociamo gli sguardi io e il padrone del cane:
-Buongiorno
-Buongiorno
Poi mi abbasso, guardo il cane e il cane guarda verso di me, e allora gli dico:
-Buongiorno!
anche al cane e il cane, la prima cosa che fa quando sente la mia voce, piega la testa.
(Oddio: come impazzisco quando i cani piegano la testa!)
Ma subito dopo il cane cerca di zomparmi addosso scodinzolando, il padrone prova a tirarlo indietro e il cane - subito - si butta zampe all'aria ai miei piedi.
Il padrone, sconvolto:
-Ma… lei ha, per caso, dei cani?
-No: non ho nessun animale domestico.
-È la prima volta che vedo questo cane fare così! Di solito è molto malfidente…
e la mia risposta tipica è:
-No, vabbè, non si preoccupi: faccio questo effetto ai cani.
Ma cogliamo la frase “No: non ho animali domestici” per analizzare un punto: ho scelto di non avere nessun animale domestico in casa, gli unici “animali” che ho sono i miei peluche.
Le malelingue mi dicono che ne ho troppi, ma sono solo cinque mensole…
e due poltrone…
e qualcuno sul letto…
Proprio perché mi piacciono moltissimo gli animali, mi piace comportarmi con gli animali come se fossero dei miei pari (e non dei miei sottoposti), e ho molto rispetto degli animali… ed è per questo che ho scelto di non avere animali domestici: perché, per il lavoro che faccio, spesso sono fuori casa per tutta la giornata, non posso portarmi un animale domestico appresso perché non potrei portarmelo da ogni cliente, quindi dovrebbe rimanere da solo in casa tutto il giorno.
E - per quanto un animale possa essere indipendente - non mi sembra corretto che un animale da affezione rimanga da solo, in casa, tutto il giorno e mi veda solo la sera quando rientro a casa per cenare (e non sempre, perché talvolta mi capita di rientrare a casa - non so - a mezzanotte: praticamente arrivo, mi do una sciacquata e mi butto a letto): non mi sembra corretto nei confronti dell'animale domestico, perché è un animale da affezione, ha bisogno anche di un po' di affetto (il cane, il gatto, il quello che sia) e non mi sembra corretto lasciare un animale in casa da solo a non fare nulla.
Ma vedo che questa scelta, che è una scelta ben ponderata, non sempre è una scelta diffusa: ci sono moltissime situazioni in cui ci sono delle persone che decidono di prendersi un animale domestico, perché c'è l'idea di avere il «giocattolo da coccolare», solo che poi - passata la voglia di avere il giocattolo da coccolare - l'animale viene lasciato completamente a se stesso.
Trovo questa cosa profondamente sbagliata, eppure noto che questa cosa è diffusa, ed è una cosa che dispiace moltissimo, perché quando uno prende un animale domestico perché vuole il «giocattolo», poi può succedere che quando arriva il momento in cui si parte per la vacanza, è il momento in cui si lascerà il giocattolo dentro il cassonetto,
ossia si abbandonerà l'animale domestico per strada o in autostrada, o lo si abbandona: semplicemente lo si butta fuori casa.
Questo è un punto molto negativo della storia umana degli ultimi anni: moltissimi animali che vengono abbandonati.
Bisogna farsi la cultura che un animale domestico non è un giocattolo: allora se vuoi un giocattolo, prenditi un bel pupazzo di peluche, così hai una cosa che puoi coccolare tutte le volte che vuoi, e quando non lo vuoi coccolare lo lasci sulla mensola e non ha bisogno di nulla; tuttalpiù di una spolverata e di una spazzolata una volta ogni tanto, o lo metti un attimo in lavatrice, ma quantomeno non abbandoni a se stesso un essere vivente.
Insomma questa è la mia posizione: come ho detto, mi piacciono moltissimo gli animali ma, proprio perché mi piacciono moltissimo (proprio perché amo gli animali), ho scelto di non avere un animale domestico. Se in futuro dovessero cambiare le mie esigenze, i miei ritmi lavorativi, magari potrei adottare un animale domestico: questo potrebbe essere - sicuramente - qualcosa di interessante, potrebbe essere una nuova esperienza e sono sicuro che legheremmo tantissimo con un animale domestico, ma tuttavia per l'appunto al momento ho deciso per la cosa più responsabile, che è quella di avere solo dei peluche, almeno li posso lasciare da soli a casa tutto il giorno… non combinano grossi guai: giocano tra di loro!
Scherzi a parte, so che - quantomeno - non lascio un essere vivente da solo tutto il giorno in casa perché io devo lavorare e la trovo una cosa molto discutibile.
Ma ora chiedo a voi: voi - innanzi tutto - che rapporto avete con gli animali domestici? Avete un rapporto di semplice amicizia? Avete un rapporto di profondo amore e profonda stima?
Siete quelli che state guidando la macchina, vedete un cane per strada, piantate una frenata perché dovete scendere e accarezzare quel cane?
O - non lo so - avete voi un animale domestico? Un gatto, un cane, un canarino, un pesce rosso?
Un pitone, magari? Ci sono persone che hanno anche animali esotici molto particolari.
Oppure pensate di prendere un animale domestico, però anche voi state valutando attentamente l'ipotesi, perché i vostri ritmi, il vostro lavoro, vi tengono molto spesso lontani da casa e allora considerate - come me - appunto l'ipotesi che l'animale resterebbe da solo in casa e non vi sembra corretto?
Oppure avete un animale domestico e - purtroppo - vi sta capitando di lasciarlo spesso da solo, però magari è indipendente, magari siete in una grossa casa di campagna e quindi, comunque, il cane sta tutto il giorno a girare intorno al terreno, insegue i topi, insegue gli scoiattoli e quindi si diverte?
Non lo so: parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Fatemi un po' sapere che cosa ne pensate, fatemi un po' sapere quali sono i vostri animali domestici e, se avete qualche animale domestico, gli offro una gentile raschiatina sulla testa (anche se è un pesce rosso: andate con il ditino sott'acqua e gli date una raschiatina da parte mia!)
Bene ragazzi: anche oggi abbiamo concluso; con questo vlog spero di essere riuscito a farvi riflettere su quale dovrebbe essere il rapporto con un animale domestico e, quindi, sulla necessità - dove succede - di scegliere se avere o meno un animale domestico e - magari - saper dire
"No: in queste condizioni è meglio non avere un animale domestico, è meglio evitare"
e quindi saper anche dire
"va bene: mi piacciono gli animali, ma proprio perché mi piacciono voglio evitare di averne uno, perché in questo momento non è il caso di averne uno"
Se ce l'ho fatta vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici, anche su WhatsApp o Telegram: magari proprio con i vostri amici a cui piacerebbe prendere un animale domestico, proprio perché vorrebbero il giocattolo da coccolare, senza considerare quali responsabilità porta avere un animale domestico in casa.
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, che - tra l'altro - aiuta anche a coprire quei cattivi odori che, talvolta, possono lasciare alcuni animali domestici, per esempio il Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ aiuta a coprire quell'odore di cane bagnato che è un tantinello fastidioso.
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video, e ricevere occasionalmente piccole curiosità e dietro le quinte riguardo ai video che devo realizzare.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi su #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly e questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 13 ottobre 2019

VLOG 288: Il miglior smartphone

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
Alcuni giorni fa (rispetto al momento in cui sto girando questo vlog) è uscito il nuovo iPhone 11 (o iPhone Eleven) e tutti subito si sono tuffati a tessere le lodi di questo spettacolare dispositivo, che fa - veramente - un po' di tutto: grandi innovazioni, soprattutto sul lato delle fotocamere, del processore etc.
Certamente qualcosa di molto interessante; io oggi potrei parlarvi di smartphone, oppure potrei parlarvi di questa: la ICOM IC-F3162DT che è una ricetrasmittente che usiamo per la protezione civile, che fa ancora una cosa che non fa nessuno smartphone, e neppure nessun cellulare del 1918:
quella di permettermi di parlare con tutti i colleghi…
… anche quando NON C'È COPERTURA DELLA RETE CELLULARE!
Scherzi a parte, il mio dispositivo è android, ma non mi considero né un fanboy di android, né un fanboy di apple, né ho qualcosa da ridire contro apple: tutto il contrario!
Oggi vorrei parlarvi del mio rapporto con gli smartphone: con quelli che sono gli smartphone android e con quelli che sono gli smartphone apple e lo vorrei fare con pacatezza, senza lanciare una guerra in questa puntata di Diario di Viaggio on the road, per cui cominciamo: sigla!
[♪♫♪]

Prima di cominciare, visto che parliamo di un “argomento nerd”, vorrei presentarvi un amico, che anche lui è un nerd, è un videomaker, è molto bravo e ha un canale YouTube che tratta dei contenuti molto interessanti su tre argomenti principali: l'ambito della cultura e della tecnologia nerd, l'ambito della fotografia e l'ambito dei trucchi per i social (per quanto concerne YouTube e per quanto concerne Instagram).
Lui è Efrem, il suo canale è Efrem's Tube: lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda, se non lo conoscevate andate e iscrivetevi, è veramente molto bravo e - come ripeto - sul suo canale troverete tantissimi contenuti interessanti.
Efrem è anche molto, molto attivo su Instagram, quindi vi consiglio di seguirlo anche su Instagram a @efremlamesta, perché lì pubblica tantissimi contenuti interessanti, non solo per il contenuto in sé, ma anche per trucchi che applica sul contenuto.
Infatti il primo video che vi voglio segnalare riguarda proprio un modo particolare per creare delle fotografie da pubblicare su Instagram creando degli ‘effetti speciali’; non degli effetti basati sui filtri che ti mette a disposizione Instagram, ma ritoccando un pochettino le fotografie per creare qualcosa di artistico.
Ora il caso specifico che vi presento è quello di costruire una foto con un effetto ‘scintilla’; naturalmente non vuole essere - questo video - una guida «Come fare *ESATTAMENTE* lo stesso effetto», bensì vuole essere l'idea di creare un «punto di partenza», e mi piace molto questo discorso, perché ci sono moltissime guide su come realizzare degli effetti sulle fotografie per Instagram, che - principalmente - non sono una guida passo-passo per realizzare una singola cosa, ma soprattutto un modo per instillare un'idea:
“Come è possibile creare qualcosa di originale su Instagram con pochi passaggi.”
Il video che vi presento oggi riguarda l'effetto spark: creare una scintilla sopra una normale fotografia: trovate il video linkato sul doobly-doo e sulla scheda, andate e dategli un'occhiata, è molto interessante, è molto semplice e non richiede grossi passaggi: è una situazione che si può realizzare facilmente con Photoshop, o anche con Gimp o con molti altri programmi, si tratta solo di fare pochi passaggi - appunto - e ottenere un risultato semplice, eppure veramente molto funzionale, e può essere anche un'idea interessante per costruire qualcosa che attiri un po' l'attenzione su Instagram.
Come dicevo Efrem non si occupa solo di fotografie e di videomaking: si occupa anche di argomenti nerd e, ogni tanto, lo fa anche facendo piccoli spacchettamenti di prodotti tipicamente nerd, o legati (non so) alla domotica, a situazioni di questo genere.
La cosa che mi piace del suo modo di fare “spacchettamenti”: non è semplicemente aprire la scatola:
-Guardate: questo è il prodotto. Fa questo, fa questo, fa quello, è molto bello. Trovate il link per comprarlo in descrizione.
Ma mi piace il suo modo di fare delle analisi rigorose delle cose che va a spacchettare e, per esempio, pur mettendo in evidenza i pregi del prodotto, mette in evidenza anche qualcuno dei suoi difetti, per cui può essere un'analisi interessante per chi stava pensando di prendersi quest'oggetto da mettere sulla scrivania, in camera, in ufficio, da qualche parte.
Può essere un oggetto molto bello da vedersi, ma sulla funzionalità - forse - c'è qualcosa da ridire; sto parlando di una lampada a levitazione magnetica, quindi il secondo video che vi segnalo, lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda: lampada a levitazione magnetica, seguitelo perché è molto interessante e - come ripeto - mi piace molto questo suo modo di fare le recensioni che non vuole essere un "gettare costantemente incenso su quello che sta spacchettando", ma analizzare obiettivamente e oggettivamente quello che ha ricevuto, e vedere se - effettivamente - è utile per le sue esigenze.
E infatti, parlando di un'analisi oggettiva, e legandoci all'argomento del giorno, il terzo video di Efrem che vi voglio segnalare è la sua recensione dell'iPhone 11, che mi è piaciuta moltissimo, e sapete perché mi è piaciuta moltissimo? Perché (rispetto a molte altre recensioni che sono realizzate da fanboy apple in cui - comunque - si nota che cercano di far vedere sotto una luce differente sia i pregi che i difetti) ho trovato la sua recensione molto semplice, eppure molto pulita e molto neutra, ed è una cosa che mi è piaciuta tantissimo, perché trovo che fare una recensione particolarmente «neutra», analizzare tutti i pregi e tutti i difetti di un determinato dispositivo mettendoli sullo stesso piano, possa essere un modo veramente professionale di recensire un prodotto.
Quindi il terzo video che vi segnalo è un'analisi dell'iPhone 11 di Efrem (non si tratta dell'iPhone 11 Pro: si tratta dell'iPhone 11 "normale", non so come si chiama, credo si chiami semplicemente "iPhone 11"): ve la lascio linkata sul doobly-doo e sulla scheda, andate e dategli un'occhiata.
Come ripeto lui è Efrem, iscrivetevi al suo canale e seguitelo su Instagram: è veramente molto bravo e fa dei contenuti veramente molto interessanti, sia sull'ambito della tecnologia, sia sull'ambito degli argomenti nerd, sia sull'ambito delle produzioni video e fotografiche: ci sono molti trucchi su photoshop, molti trucchi di montaggio video, molte cose veramente molto interessanti.
E veniamo all'argomento del giorno: parliamo un pochino di smartphone e parliamo un po' del mio rapporto con gli smartphone.
Allora, cominciamo con una digressione nel passato (nel PARECCHIO passato): il mio primo smartphone, il mio primo device dedicato ad un uso “professionale” (non alla semplice telefonia) è stato un dispositivo che è arrivato sul mercato *PRIMA* del primo modello di iPhone.
Sto parlando del BlackBerry, e vi dico una cosa, semplice (che vi dirà *CHIUNQUE* abbia già avuto un BlackBerry in passsato): tutti gli smartphone moderni sono sicuramente dei device molto interessanti, ma quando si parla di "Ufficio in Mobilità" il BlackBerry non è stato un device per l'ufficio in mobilità, il Blackberry è stato
[...applausi...]
IL DEVICE PER L'UFFICIO IN MOBILITÀ!
Il BlackBerry era IL DEVICE PER LAVORARE.
Sicuramente i nuovi smartphone sono più veloci, sicuramente sono più performanti, ma quel livello di professionalità del BlackBerry - secondo me - ancora ci si stanno solo avvicinando.
Scherzi a parte poco tempo dopo che ho avuto il primo BlackBerry sul lavoro, il mio ex datore di lavoro mi propose di prendere l'iPhone: era appena uscito il primo iPhone, lui l'aveva preso (perché era un nerd, era un grande appassionato di tecnologia e si trovava benissimo!) e mi fece una proposta:
-Se vuoi ne prendiamo un altro e te lo assegno a te.
Ma io misi le mani avanti:
-Aspetta. Prima di farmi levare questo telefono, sarebbe comodo poterci mettere le mani sull'iPhone per qualche giorno.
Gli era arrivato il device per il fratello, ma il fratello lo avrebbe preso dopo una settimana, gli ho detto:
-Prestamelo, per due~tre giorni: vediamo come mi trovo. Posso essere io stesso a dirti: "ok: funziona" oppure "ok: lasciamo stare."
E meno male! Perché l'ho avuto per le mani MEZZA GIORNATA, glielo restituii dopo mezza giornata: il primo iPhone non aveva il Copia&Incolla e io sul BlackBerry dovevo, soprattutto, ricevere email con dei dati che dovevo riportare - costantemente - su un foglio di calcolo (su uno spreadsheet).
Lo presi alle otto, glielo riportai a mezzogiorno:
-Guarda, tienitelo: lascia stare, prima che LO TIRO CONTRO IL MURO, ché è una giornata che devo mettere i dati manualmente, perché non c'è il Copia&Incolla!
Cioè all'epoca il primo rapporto che ho avuto con l'iPhone è stato: l'iPhone mi sembra la versione messicana del BlackBerry non iscritta al sindacato… (e per una volta fatemi fare lo youtuber: un like se avete colto la citazione! 🤣 dai!)
Comunque, al di là di questo, piano piano la situazione nell'ambito dell'iPhone (e nell'ambito degli smartphone in generale) è cambiata: sono cambiate molto le cose, la tecnologia si è evoluta e, piano piano, io ho cominciato ad avvicinarmi un po' di più al mondo apple con interesse.
Il mio rapporto con i device in mobilità è abbastanza semplice: quello che mi interessa è che il device faccia ciò di cui ho bisogno io.
Se il device fa ciò di cui ho bisogno io, mi sta benissimo.
Se tu hai un altro device, hai delle esigenze e, per le esigenze che hai, ti trovi benissimo con quel dispositivo, ti va benissimo, funziona, fa quello che ti serve…
… a me va benissimo, è ok: non c'è niente di male, quindi non vedo un motivo per scatenare una guerra:
No: è meglio android; no è meglio apple; no è meglio il Nokia 3310; no è meglio il Motorola  8700 International! No, è meglio la ricetrasmittente della protezione civile!
No: è meglio che ognuno abbia la possibilità di scegliere qual è il device con cui si trova meglio e possa utilizzare quel device; io sono *felice* di questo, e non vedo un motivo per scatenare una guerra apple vs android vs non lo so che cosa.
Ed ecco quindi la mia domanda: voi che cosa mi dite? Qual è il vostro smartphone?
Avete un android? Avete un apple? Avete - non lo so - un Nokia 3310?
Avete un telefono con il filo che vi portate appresso, con una prolunga di km, perché non volete un dispositivo in mobilità?
Parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Ditemi un po' se siete appassionati del dispositivo che utilizzate o se, semplicemente, come me pensate che se il dispositivo va bene per la persona che ce l'ha, se la persona si trova bene, non c'è bisogno di scatenare una guerra.
Oppure no: il dispositivo migliore dell'universo è un android.
Oppure un apple, oppure è il Motorola 8700 International, oppure è la ICOM IC-F3162DT: non lo so! Di nuovo: parliamone, ditemi un po' che cosa ne pensate.
Bene, con questo vlog spero di essere riuscito a farvi conoscere un canale interessante, ma soprattutto riuscito a farvi capire che - per quanto concerne la tecnologia - la possibilità di avere una grossa libertà di scelta dovrebbe essere vista positivamente, e non negativamente per creare una guerra tra differenti device.
Se ce l'ho fatta, come sempre vi invito a mettere pollice-in-alto e condividere questo vlog con i vostri amici, anche su WhatsApp o Telegram, che funzionano su molti device differenti…
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel Buon Profumo di Nuovo Iscritto™ che ci piace così tanto, e quello arriva indipendentemente dal device che state utilizzando per guardare questo video, ed è uguale per tutti, tranquilli.
E migliora ogni anno, come buon profumo, però è sempre lo stesso: non è che con un device viene migliore e con l'altro device viene peggiore.
Inoltre, se seguite il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video, e ricevere occasionalmente piccole curiosità e dietro le quinte riguardo ai video che devo realizzare.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi su #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly, questo è tutto, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 6 ottobre 2019

VLOG 287: ITAPAC #OperazioneNostalgia

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly.
Grazie al nostro smartphone riusciamo ad essere collegati ad internet letteralmente H24, senza bisogno di un collegamento fisico (di un cavo fisico) che porti la connessione al nostro dispositivo.
-Molto interessante questa cosa: come funziona?
-Beh è abbastanza semplice: abbiamo il nostro cellulare, abbiamo la «torre cellulare» che trasmette il segnale internet e lo fa arrivare al nostro smartphone.
-Ma… effettivamente come funziona questa cosa? Perché, oltre a ricevere il segnale internet io, lo ricevono anche tutti gli altri smartphone (tutti gli altri cellulari) che sono sotto la stessa torre cellulare.

Si utilizza una tecnica chiamata «Commutazione di Pacchetto»: i dati vengono suddivisi - appunto - in dei piccoli pacchetti e vengono inviati (a seconda di una eventuale tabella di destinazione) chi a un nodo, chi all'altro nodo, chi dal mio nodo alla torre cellulare (perché abbiamo i "dati di ritorno"); un colpo va un pacchetto dal nodo A al nodo B, un colpo va un pacchetto dal nodo B al nodo C etc.
Per suddividere questi pacchetti ci pensa il sistema a creare i pacchetti e inviarli; per fare in modo che non si sovrappongano i pacchetti tra di loro abbiamo una tecnica che si definisce di «Accesso Multiplo a Divisione di Tempo» (o Time Division Multiple Access: TDMA), che è una tecnica che permette di condividere un singolo canale di comunicazione tra più nodi in modo non deterministico.
Questa tipologia di tecnica si usa sia nell'ambito della connessione cablata (è così che funzionano le connessioni "via cavo") ma anche nell'ambito radiantistico: quindi abbiamo l'informazione da trasferire che si divide in pacchetti individuali e in sequenza, e vengono poi instradati attraverso delle tabelle insite nel pacchetto stesso.
Questa tecnica, naturalmente, è migliorata nel corso del tempo grazie al miglioramento delle tecnologie disponibili: abbiamo delle tecniche di suddivisione dei pacchetti estramamente veloci, come LTE che permette di inviare grosse quantità di pacchetti in un singolo secondo, però non è che sia una tecnica particolarmente nuova: il TDMA è un principio che esiste da moltissimi anni, e infatti oggi vorrei parlarvi di una rete a commutazione di pacchetti che utilizza questa tecnica TDMA da moltissimo tempo, praticamente dagli anni '80.
Una rete per la comunicazione dei dati che è stata una rete mondiale, che in parte ancora esiste e viene utilizzata per l'interconnessione tra le nazioni di alcuni servizi collaterali (come il telex).
Abbiamo già parlato del telex in un'altra puntata: ve la lascio linkata sul doobly-doo e sulla scheda se non l'avete vista.
Abbiamo il problema dell'accessibilità di questa rete, perché ci sono delle nazioni che, ormai, tendono a utilizzare internet: ricordiamo che questa rete è nata quando (nella prima metà degli anni '80) ancora internet era soprattutto appannaggio dei poli di ricerca universitari, quindi serviva una rete per le intercomunicazioni.
Adesso piano piano viene soppiantata da internet, tuttavia vi sono ancora nazioni che non sono raggiunte completamente da internet in ogni luogo e quindi, ancora, per "retrocompatibilità" esiste la rete X.25
L'X.25 è un protocollo di rete che utilizza un Multiplexing Statistico, ossia quando è "il tuo momento" di trasmettere o ricevere dei dati ti viene aperta la finestra di tempo e ti viene lasciato il turno; si fa un calcolo statistico: statisticamente si pensa che $QUESTI siano i nodi che devono avere del traffico e gli si dà la finestra di tempo, in maniera tale da lasciare l'infrastruttura occupata il maggior tempo possibile: non lasciare l'infrastruttura vuota e morta.
Questo sistema del Multiplexing Statistico non è molto utilizzato al giorno d'oggi, perché per moltissimi segnali digitali quello che si utilizza è il Multiplexing Sincrono: viene utilizzato - per esempio - dai sistemi digitali come il "Digitale Terrestre" (il DVB-T o il DAB), perché la stazione trasmittente CONTINUA a trasmettere dei dati e quindi avrà SEMPRE dei dati da inviare, per cui è inutile cercare di capire statisticamente quando non deve inviare dei dati, e allora si utilizza un meccanismo sincrono: ci sono (per esempio) cinque nodi che devono SEMPRE trasmettere e si dà a rotazione a nodo 1, 2, 3, 4, 5, 1, 2, 3, 4, 5 etc. semplicemente.
Nei meccanismi a radio civile come per esempio il DMR o il TETRA si utilizza un sistema ibrido: avremo un sistema di multiplexing sincrono per quanto concerne la trasmissione dei dati, e poi un sistema di calcolo statistico per determinare quali sono i nodi che devono accedere, perché - di nuovo - sono nodi che, quando sono in trasmissione, trasmettono costantemente dei dati, ma non sono costantemente in trasmissione.
Comunque: oggi parliamo dell'X.25 e della sua implementazione in Italia, ossia della rete ITAPAC, e lo facciamo in questa puntata di Diario di Viaggio on the road #OperazioneNostalgia
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ITAPAC è stata la rete italiana a commutazione di pacchetto, l'implementazione italiana della rete mondiale a commutazione di pacchetto basata su X.25
È nata nel 1986 ad opera dell'Azienda di Stato per i Servizi Telefonici (o ASST) e - successivamente - nei primi anni '90 è stata poi affidata a SIP in cogestione con il Ministero delle Poste e Telecomunicazioni, da una parte perché appunto era una rete di comunicazioni, di trasmissione dati, dall'altra perché sulla rete X.25 transitava il servizio telex (di cui abbiamo parlato nell'introduzione).
Tuttora ci transita il servizio telex sulla rete mondiale X.25
ITAPAC è stata una grande innovazione in Italia perché era la prima rete che non tariffava l'utente in base al "tempo" per il quale avrebbe occupato le infrastrutture, bensì si pagava il "traffico dati": è stata la prima rete che addebitava il traffico e non il tempo.
I pacchetti dati erano configurati con 7 bit di dati, un bit di parità (PARI) e 1 bit di stop: la cosiddetta configurazione 7E1 (per vostra curiosità un'altra configurazione molto diffusa era 8 bit di dati, nessun bit di parità e un bit di stop: 8N1).
Comunque dicevo: 7E1 che permetteva quindi di costruire dei pacchetti dati di una dimensione massima di 127 byte (e non 255 come dice la Wikipedia): stando a quello che diceva ancora “Info Itapac” (e stando a quello che mi ricordo sullo standard) i pacchetti dati erano di 127 byte.
Da una parte questo faceva sì, dato che il numero di byte effettivamente "transitabili" attraverso un pacchetto era di soli 96 byte (127 byte era la dimensione effettiva del pacchetto, ma ce ne entravano solo 96: gli altri erano di controllo, tabella di instradamento etc) e quindi sì: effettivamente per "far passare la roba" erano necessari molti pacchetti, però se le comunicazioni erano molto brevi, contenevano solo pochissime informazioni e se si utilizzavano meccanismi - per esempio - per la compressione dei dati (qualche cosa nel corso dei primi anni '90 si è cominciata a fare), allora c'era la possibilità di far passare, di far transitare, pochissimi pacchetti.
Infatti per esempio la rete X.25 era molto utilizzata per l'interconnessione bancaria: permetteva ai terminali bancomat di collegarsi al server della banca, e anche se avevi decine e decine di collegamenti, quello che dovevi pagare era solo il traffico che transitava: una transazione bancomat - a livello di dati - può essere molto veloce:
-Ehy: è entrata la scheda nr. 123456, l'utente ha battuto il PIN 12345 e vuole fare un prelievo.
Saranno due~tre pacchetti: il server gli risponde
-Va bene: autorizza il prelievo!
Quindi con quattro~cinque pacchetti avevi fatto un'intera transazione.
È stata usata professionalmente per moltissimo tempo, però poi - nel corso degli anni - è stata piano piano soppiantata dall'avvento della rete internet. Purtuttavia ancora esiste per via della retrocompatibilità (delle nazioni che hanno problemi a migliorare la propria rete telefonica).
Di questo ne abbiamo parlato quando abbiamo parlato di numeri telefonici: video che vi lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda, andate e dategli un'occhiata; questo più che un #OperazioneNostalgia è stato un «Operazione Futuro»: spiegare "perché funzionano i numeri di telefono"
Attualmente la rete esiste ancora, però non la si utilizza più, non si creano più connessioni dirette alla rete ITAPAC ma, per esempio, gli sportelli bancomat utilizzano la connessione ad internet (una VPN) per collegarsi al server della banca, ma come "connessione di scorta" se dovesse fallire tutto, hanno proprio la connessione su rete X.25
Anche perché l'X.25 è tuttora implementato su un sistema di rete che è la «Rete ISDN», che su rame ti permette di avere due canali a 64kbit/s (oppure di trasmettere voce: due canali indipendenti), un canale di controllo del segnale a 1200 (oppure 2400) baud, ma che è un canale "riservato" e un ulteriore canale (il «Canale-D» a 9600 baud) che è il canale su cui passa il segnale X.25 nativamente.
Ora: come funzionava l'infrastruttura ITAPAC?
Tu avevi il tuo DTE (Data Terminal Equipment), il tuo terminale, dovevi collegarlo alla controparte (alla DCE) e lo potevi fare in due modi: attraverso «rete commutata», ossia la linea telefonica, potevi farlo con una velocità massima di 2400 bit/s (2400 baud), oppure con un CDN (un Collegamento Diretto Numerico), che era un collegamento fisico direttamente al DCE a 9600 bit/s.
Poteva essere un CDN fisico, oppure poteva essere il canale D della rete ISDN (che rappresenta, comunque, di per sé un CDN).
Il DCE a sua volta era collegato a un apparato «Adattatore Concentratore di Pacchetto» (o ACP): era l'apparato che ti faceva da gateway per entrare sulla rete ITAPAC.
Ti identificavi inserendo il tuo NUI (Network User Identification), che era una sorta di password; dopo aver digitato il tuo NUI, digitavi il "numero" della destinazione, come se fosse un numero di telefono, il Network User Address: l'indirizzo di rete del sistema che volevi contattare.
Per inserire il NUI immettevi la lettera "N", seguita dal tuo NUI di sei lettere e numeri (per esempio "gu3v7i", che è stato il NUI della mia associazione molti anni fa) e seguito dal tasto "-" (il "meno"); ti compariva solo la "N" e il trattino (il NUI, dato che era una password, quando lo digitavi non compariva a video) seguito da, dopo il trattino, dal numero di destinazione, dal NUA di destinazione, per esempio 26100298
Gli ACP a loro volta erano collegati ai Nodi Concentratori di Pacchetto (o NCP) con una connessione in fibra ottica a 64kbit/s
Notate questa cosa: sì, la ISDN va a 64kbit/s su rame, la fibra ottica all'epoca andava a 64kbit/s su fibra ottica…
La connessione, da NCP a NCP, arrivava fino all'NCP relativo al nodo di destinazione, quello arrivava all'ACP (all'Adattatore Concentratore di Pacchetto) più vicino al nodo di destinazione, e attraverso una CDN era collegato al nodo di destinazione.
Ora come dicevo il traffico dati si pagava in base ai dati che effettivamente transitavano, e non al tempo per cui si occupava la rete, purtuttavia tu dovevi immettere il tuo NUI, perché era QUELLO che ti identificava e ti permetteva di vedere il traffico addebitato, però potevano esserci dei sistemi che consentivano il cosiddetto «addebito al destinatario», allora per facilitare l'accesso a questi sistemi, dove non c'era bisogno di immettere il NUI (immettevi solo il numero di destinazione) esisteva una modalità di accesso a ITAPAC che si chiamava “Easy Way”, attraverso i numeri di telefono 1421 (che andava a 300 e 1200 baud) e 1422 (che andava a 2400 baud), però già più o meno tra il '92 e il '93 entrambi i numeri cominciarono ad andare a 2400 baud (2400 bit/s) come velocità massima: si erano sincronizzati.
Lì una volta che ti collegavi non c'era bisogno di battere "N" e il tuo NUI: battevi semplicemente il numero di destinazione, quindi ti collegavi all'ACP, per esempio 26100298 e ti collegavi, all'epoca, al mitico ‘Info Itapac’
La connessione era abbastanza lenta: andavi a 2400 su rete commutata (con il cosiddetto X.28: l'implementazione dell'X.25 su linea telefonica) o andavi a 9600 con la connessione su CDN, però era decente per permetterti di interagire con i sistemi remoti, sistemi che stavano sia in Italia, sia all'estero.
E in questo senso era molto famosa una messaggeria, che era presente sul Minitel francese, che era QSD (o - essendo francese, /ke es dé/: credo si legga così) che è stata una chat (antesignana delle chat attuali) che era molto attiva nell'ambito della ‘scena hacker europea’: tutti gli hacker, i cracker… i pirati informatici e gli smanettoni informatici d'Europa erano piantumati tutto il giorno su quella chat.
E infatti ITAPAC è stata una grossa fucina proprio dell'hacking in Europa, anche perché se tu conoscevi un NUI, o se determinavi una "formula" (presunta formula) che permetteva di determinare quale fosse un NUI, avresti potuto addebitare il tuo traffico a una ignara azienda che aveva il NUI: chi faceva il traffico con quel NUI riceveva l'addebito dei dati.
Ci sono tante storie che riguardano i sistemi raggiungibili su ITAPAC: si narra di un sistema SCO OpenServer di Pisa che era raggiungibile con addebito al destinatario, che andava su internet e che ci si collegava immettendo come nome utente ‘root’: non aveva neanche password. Ci sono queste storie, queste leggende più o meno metropolitane che girano, delle quali non si sa quale sia la specifica realtà.
E quindi è stata (ITAPAC) una grossisima fucina di hacker; lo sarebbe ancora adesso se non fossero cambiate molto le cose con la diffusione della rete internet e la cancellazione mano a mano dell'accesso a X.25: come dicevo, adesso è una cosa molto specifica, è difficile anche reperire apparati che si collegano sulla rete X.25, appunto viene ancora utilizzato solo per delle cose estremamente specifiche, come - appunto - il collegamento alla rete Telex per destinazioni nel mondo dove è difficile raggiungere la rete internet.
Comunque questa era la rete ITAPAC: la conoscevate? L'avevate sentita nominare? Sapevate che la ‘rete dati a commutazione di pacchetto’ è il principio alla base di moltissime reti dati, quindi anche della rete internet attuale?
Certo: le tecnologie e le velocità sono migliorate, ma alla base c'è ancora questo discorso di creare dei pacchetti dati e inviarli sulla rete, mandandoli secondo una tabella di destinazione e secondo delle finestre di tempo…
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Bene, io sono Grizzly, questo era #OperazioneNostalgia
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