lunedì 23 ottobre 2006

Spazio: ultima frontiera

UL1: "Per cui grazie al materiale sara' possibile completare la missione in solo 18 ore compreso il tragitto di andata e quello di ritorno. Noi vogliamo te a compiere questo grande passo, anche perche' sei tu quello che ha scoperto il materiale..."
Io: "Si, d'accordo, ma vorrei farvi notare che non ho alcuna preparazione tecnica o fisica/fisiologica per una missione spaziale: non sono pronto neppure a restare in gravita' ridotta o assente e a malapena sono in grado di programmare il sistema per la rotta ma non credo neppure di essere in grado di effettuare operazioni manuali se qualcosa dovesse andare storto: mi serve almeno del personale che..."
UL2: "No, no, puoi andare da solo, tranquillo: non ti serve nessuna preparazione!"
UL1: "Esatto: il sistema e' gia' perfetto cosi'..."
Io: "Uhm, se lo dite voi. Eppure..."
UL1: "Ti confermo che il meccanismo di assorbimento della forza inerziale ti consente di gestire tutto autonomamente, e poi abbiamo l'intera ripetizione dei comandi della capsula qui a terra..."

Ora, non e' che tutta questa voglia di andare sulla luna dentro una cabina spaziosa come la mia vecchia 126 (anzi, praticamente riadattata proprio da quel disegno) per una sessione di diciotto ore solo in compagnia del mio orsacchiotto di peluche (perche' almeno lui me lo faranno portare, se non non se ne parla proprio!) non e' che mi attiri moltissimo, ma transeat: sono stato io a scoprire la tecnologia del guscio protettivo.

Io: "E va bene, mi avete convinto: dovro' recarmi a Cape Canaveral quando sara' tutto pronto?"
UL2: "Nooooooo, e' gia' tutto pronto: partirai fra due ore direttamente dalla base a Targia!"
Io: "A Targia?"
UL1: "Si, abbiamo trovato un finanziatore che ci ha permesso di preparare il tutto a tempo di record: puoi cominciare a fare le valigie: ma portati solo lo stretto indispensabile..."
Ok: prendiamo un paio di vestiti da mettere in un borsone, qualche roba commestibile e un po' di bottiglie d'acqua, poi Gerhard ed e' il momento di partire.
Ad accompagnarmi a Targia, dove sono atteso da un missilone alto decine di metri, ci sono moltissimi miei amici, e siamo tutti a bordo di un pullman turistico che parte dall'ufficio e giunge in pochi minuti vicino alla zona di lancio.
Ormai e' tutto pronto: sono seduto alla mia postazione nella cabina, davanti a me ci sono a destra un monitor, di fronte il quadro degli strumenti con Gerhard seduto sopra un radar, ed a sinistra una cuccetta su cui potro' riposare nella fase di rientro al termine dell'operazione. Il posto e' piccolo, dietro di me c'e' un piccolo bagno per ogni esigenza e - come mi e' stato detto, per evitare "incidenti di percorso" non ho bevuto nulla e mi sono limitato ad un pasto molto leggero.
Tutto e' pronto e sto per partire: la luna mi aspetta.

Il rumore del camion dei rifiuti che rimazza un cassonetto pieno di bottiglie di vetro mi riporta sul mio letto.

Yaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaawnnnnnnnnnn!

Questa e' bella...

Buon giorno Gerhard: dormito bene? Ma cos'e' adesso vuoi andare anche sulla luna?
Distribuisco un po' di coccole, mentre mi rendo conto che sono le cinque di mattina, ma che - tra l'altro - non mi riesce di riaddormentarmi facilmente. Alle sette finalmente mi decido per uscire e scendere in ufficio per anticipare un po' di lavori...
Mah... e' tutto, alla prossima (o a quando ritorno dalla luna...) (((-:

1 commenti:

Francesco ha detto...

Te li invidio certi sogni!
:D