domenica 14 febbraio 2010

Un giorno di ordinaria... fate un po' voi

Stamattina una giornata splendida.
Ma proprio, come posso dire? Fenomenale.
Mi sono svegliato alle sei meno un quarto, e sono rimasto a letto a sonnecchiare e coccolare l'orsacchiotto fino alle nove e mezza, mentre dalla finestra giungeva il lieto e piacevole rumore di un fortunale di proporzioni bibliche.
Poi finalmente mi sono alzato, mi sono fatto una doccia e... mi sono messo davanti al computer a leggere, anche perche' non solo il tempo non prometteva niente di buono, ma per di piu' ormai non penso neppure all'eventuale panorama televisivo della domenica mattina (anzi, non penso piu' al panorama televisivo tout-court).
Poi sono dovuto uscire di casa. Non sono andato molto lontano: intorno alle dieci e mezza sono sceso in ufficio a prendere il trapano e un paio di altri strumenti per fare un paio di lavoretti a casa (e ovviamente non appena sono uscito il tempo e' passato da non esattamente quattro gocce d'acqua a una vomitata di secchiate di acqua gelida degna del miglior acquazzone tropicale).
Poi, poco prima di mezzogiorno, quando il cielo sembrava aprirsi e darsi una regolata, ho pensato di uscire a prendere un caffe', e fare un po' di spesa. Non in quest'ordine, in effetti, perche' prima sono andato al bar e ho preso un buon caffe', poi sono sceso a fare un po' di spesa, mentre la giornata sembrava sistemarsi.
Mentre ero in macchina, sulla strada del ritorno, e' suonato il cellulare. L'amico Tanino (si', quel Tanino) che mi segnala un tombino scoperchiato in via Immordini, e mi dice (sono circa le dodici e venti) che ha chiamato il 113 per segnalarlo, e gli hanno detto che cercheranno di mandare qualcuno in una decina di minuti, compatibilmente con il macello successo in citta' a causa del maltempo della mattinata. Gli dico che lo raggiungo, e dopo qualche minuto in mezzo a un traffico a dir poco colossale riesco ad arrivare.
A questo punto mi spiega, facendomi notare la sua macchina parcheggiata proprio davanti al tombino (per evitare che qualcuno ci si fiondi dentro), che una sua cara amica di famiglia (la quale e' parcheggiata li' di lato) per evitare il pozzetto aperto, ha sterzato violentemente impattando contro un'automobile in sosta sul ciglio della strada.
Chiedo consiglio a un collega della protezione civile, su come chiedere di mettere una transenna o comunque avere un intervento di qualche genere e lui (come d'altronde immaginavo anche io) mi consiglia di chiamare piuttosto la polizia municipale. Lo faccio, ma quantomeno l'agente che mi risponde mi dice che e' gia' stato segnalato (e poi anche uno che abita li' davanti affacciato alla finestra mi da una voce che ha avvertito i vigili, per l'appunto).
Ora, come dicevo, capisco la confusione provocata dall'improvvisa ondata di maltempo, ma solo dopo un'ora e mezza buona (dalla prima chiamata verso mezzogiorno, il primo intervento avviene intorno all'una e quaranta) giunge il furgone di una squadra tecnica dell'ATO Idrico per mettere in sicurezza il tombino e fare i rilievi del caso. All'amica consigliano di presentare una richiesta di risarcimento danni direttamente alla sede della SAI 8, ma quello che le consigliamo sia io che Gaetano e' di lasciare che tale procedura venga seguita direttamente dalla sua assicurazione (oltre che da quella del tizio che aveva l'auto parcheggiata, e che ha lasciato i dati, dato che comunque doveva andare a lavorare...). Ci salutiamo ed e' il momento di andare a pranzo...

... anche se dopo un'ora di effluvi di acque nere ammazzati a forza di sigarette non e' che l'appetito sia particolarmente prolisso.

1 commenti:

Francesco ha detto...

Mamma mia che schifo ...