Diario di viaggio

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Questo e' il luogo (e lo spazio) dei deliri di un tecnico IT rimasto un bambinone nel profondo del cuore, se pur un orso nel profondo dell'intelletto. Sarete ospiti ben graditi. (-:


Mi devo decidere

Pubblicato da Grizzly mercoledì 10 marzo 2010   23:30 (Commenti: 0) [Leggi tutto]
Questa impaginazione del sito web mi costo' un pochino di lavoro.
Bene, ora devo decidermi a sistemarla e aggiornarla, per passare dal modello al nuovo template messo a disposizione da Blogger, che mi permette una serie di funzioni aggiuntive molto interessanti (fra cui la possibilita' di avere dieci pagine statiche...).

Mi serve una mano di aiuto... qualcuno a disposizione? (-:

La malattia di RF e' contaggiosa

Pubblicato da Grizzly   17:30 (Commenti: 0) [Leggi tutto]
Il mio collega RF, ossia quello con una collezione di telefoni cellulari di cui parlai un po' di tempo fa, sembra che mi stia contagiando con la sua maledizione della distesa di cellulari (ora viaggia sulla decina o quasi: ho perso il conto dei suoi numeri che ho in rubrica, credo sette o otto, e non li ho tutti)...
... sapete perche' dico questo? Perche allo stato attuale io vado in giro con:
  • Nokia E61, con la scheda Family Abbonamento di Vodafone;
  • Nokia 6680, con la scheda del numero di lavoro (il 393-170-2385 che e' pubblicato anche qui sul Blog;
  • Nokia 1208, con la scheda reperibile di servizio per la protezione civile;
Oltre a questi, fra novembre 2009 e oggi mi sono trovato anche fra le mani:
  • Modem USB Huawei e172, associato a una scheda WIND/AMobile con la Easy Internet, per navigare quando mi serve a 0,50€/ora (sessioni da 0,125€/15min);
  • LG U-8330 (di centesima mano e preso a una decina di euro), e usato per installare una uSIM "Tre Power 10" con la quale io, RF e altri colleghi ci sentiamo con 30 minuti e 30 sms gratis al giorno;
Ma dato che girare con solo quattro cellulari era troppo poco, ecco che interviene la malattia di RF che, come si dice a Siracusa, "ie' malatia c'ammisca": mi sono preso uno scIPhone i68 dual sim e, la settimana scorsa, spinto dall'idea di avere sottomano una TIMx2, una nuova sim TIM che dopo qualche esperimento sullo scIPhone... ha subito trovato posto nel mio ultimo acquisto.
Infatti la settimana scorsa ho trovato, dopo anni di ricerca matta & disperata, un favoloso Nokia E90 Communicator, con doppio display, tastiera qwerty, bluetooth, infrarosso, wi-fi e tante belle cosine interessanti.
Rispetto ai due miei precedenti, questo ha ereditato dall'E61 alcune funzioni, quali wi-fi, irda [e cominciano a essere rari i telefoni che dispongono della porta infrarossi (ah, c'e' qualcosa nella porta infrarossi quando si trasferisce qualcosa "da nokia a nokia", perche' ho fatto dei trasferimenti di suonerie o immagini via infrarosso dall'e61 a una velocita' paragonabile se non addirittura superiore al bluetooth in molti casi!)], tastiera, ampio display e chassis in metallo. Ma e' anche un telefono che si apre a libro (doppia modalita' operativa: telefono classico o micro-notebook) e ha la funzione vivavoce proprio attivata dall'apertura del flip.
Di negativo c'e' il peso (che fra scocca in metallo e batteria corposa si fa sentire palesemente in tasca), di positivo che ha il gps integrato e, devo dirlo con piacere, un'ottima foto/videocamera (il filmato della gru e della tenda l'ho fatto proprio con lui).
Gia' passata la configurazione dell'email per il blog, gia' passati i profili wi-fi e di telefonia-IP che uso in ufficio e dai clienti, gia' installato Opera Mini, Acrobat Reader... che posso dire? Che continuo a rimanere affezionato agli smartphone ampiamente lontani dal modello simil-iPhone, fatti piu' per essere plasticosi gingilli tecnologici con tanto marketing intorno, piuttosto che strumenti effettivamente funzionali nell'uso semi-professionale.
(No, piantatela con l'e-mail sull'iPhone: il push ce l'avevo sul Blackberry una decina d'anni fa, altro che innovazione!)

Groviglio elettorale

Pubblicato da Grizzly   12:00 (Commenti: 1) [Leggi tutto]
In nessuno stato civile chi non rispetta le regole si arroga di cambiarle per poi piangere merenda dicendo che e' colpa dell'opposizione.
In nessuno stato civile una persona inetta e quantomai imbranata che presenta documenti in ritardo viene lasciata al proprio posto dopo aver fatto cotanta distesa di danni.

In nessuno stato civile. Evidentemente l'Italia NON E' uno stato civile.

La festa della... pioggia?

Pubblicato da Grizzly lunedì 8 marzo 2010   23:30 (Commenti: 0) [Leggi tutto]
Le rane fanno festa quando piove, e lo stagno si rinvigorisce.
Lo sanno bene i Fiaba, che ci hanno narrato di questa festa segreta nello stagno notturno battuto dal prodotto di Giove Pluvio.
La pioggia. In una regione dove il problema piu' annoso (e dannoso) e' quello della siccita' dovrebbe essere qualcosa di benvenuto e benvoluto. Dovrebbe, perche' invece il risultato e' ben diverso: alluvioni e danni da vento e acqua in una terra troppo riarsa si fanno vedere spesso, e non e' un caso se attualmente nell'area del messinese, gia' flagellata dalle frane, la terra non abbia smesso di scivolare a valle.

E ora voglio parlare di come l'acqua possa diventare motivo di onta e disonore anche per chi invece dovrebbe rappresentare una luce di speranza per le popolazioni colpite da catastrofici eventi. Un po' sono ironico, ci voglio ridere su, perche' coinvolti sono dei volontari, come me. Con una differenza: io nel volontariato non ci ho messo solo le braccia, ci ho messo anche il cervello; eppure succede anche questo.

Giovedi' 4 marzo. Un collega (AL) mi chiede se gli posso prestare le mie due ricetrasmittenti fissate sul ponte radio (le abbiamo usate in qualche altra occasione con ottimi risultati) perche' fra sabato 6 e domenica 7 marzo e' prevista un'esercitazione di protezione civile presso il Ponte Umbertino e una tratta dell'area di Ortigia.
Metto le radio sotto carica e gli lascio un appuntamento nel pomeriggio per venirle a prendere, e quando AL passa in ufficio, mentre gli do le radio parliamo cinque minuti di questa esercitazione. "Solite cose, attivita' notturna, dimostrazioni pubbliche, montaggio tende..."
Interessante. No, seriamente: una vetrina per far vedere alla gente che la protezione civile non e' una cosa astratta che si materializza dal nulla quando c'e' un'emergenza. Mi puo' fare solo piacere. Ma. C'e' un "ma"...
E' prevista pioggia tutta la giornata di sabato, domenica e lunedi'. Anzi, come si dice nell'ambiente, "c'e' profumo di allerta meteo". E AL infatti mi sintetizza: "Dobbiamo prestargli una decina di tende. Non ci sono problemi, ma se dovesse piovere poi l'associazione coinvolta mi procura mille volontari armati di asciugacapelli, dato che NON HO IDEA di dove appendere dieci tende" (e mica sono canadesi: parliamo di tende ministeriali mediamente quattro metri per sei).
Passa il sabato, e io sono impegnato col lavoro. Passa anche la domenica, e nel tardo pomeriggio mi sento via facebook con AL.
Io: "Allora, com'e' finita? Avete saltato l'esercitazione per il maltempo?"
AL: "Ehm... no. Hanno fatto il campo. Dovevano essere smontate le tende ma a causa del maltempo sono ancora la..."
Io: "... (trenta secondi di silenzio) Sono ancora la? Fuori c'e' una tempesta tropicale di acqua e vento! Ma come???"
AL: "Lo so... l'associazione ha organizzato dei turni di sorveglianza nelle 24 ore, finche' non si riesce a smontare tutto l'ambaradan"
In serata mi sento con la squadra di guardia, lascio il mio numero di cellulare reperibile e, visto che la situazione meteo SEMBREREBBE calmarsi (anche se nei dintorni di mezzanotte c'e' stata l'ennesima burrascata di acqua e vento) mi tranquillizzo anche io.
E arriviamo a domenica mattina. Ore 5:45 circa.
Esco dalla doccia ed entro in camera da letto, ma giusto il tempo di chiudere la porta e il telefonino di servizio mi comincia a suonare. "Yuhu... chissa' perche' me l'aspettavo... MA PORC! CA$! MALED! CHRISTALL! PORCA DI QUELLA PUPAZZA! PRONTOOOO?"
Coll: "Ehm, Grizzly e' meglio se scendi che qua e' succes..."
Io: "Si, si... tranquillo. Mi vesto e faccio strada, ci vediamo fra un po'... C'e' qualcun altro o siamo soli?"
Co: "Ehm... no, siamo soli, almeno fino alle sette quando viene l'altra squadra a darci il cambio..."
Io: "Ok, avvicino, GUARDO, e poi me ne vado, che da soli possiamo solo cantare sotto la pioggia, a dopo!"
Scendo, arrivo verso le 6:40, la situazione e' semplice. Di dieci tende, otto hanno incassato qualche problema a causa del vento e dell'acqua e sono fradice, ma ancora al loro posto. Una si e' mollata e scagliata contro le panchine accanto al ponte, ed e' mezza abbattuta a terra. Un'altra, invece, si e' mollata del tutto ed e' precipitata in acqua: riusciamo solo a intravedere alcuni paletti e una parte del telo esterno fra i flutti limacciosi.
Aspettiamo che arrivi la squadra a dare il cambio, e prima di accommiatarci invito a smontare al volo quello che resta della tenda sulle panchine.
Io: "Perche' cosi', con la porta aperta, sta facendo da vela e insacca il vento. Se si alza di nuovo e finisce in acqua, e' un problema ma come si dice piangiamo con un occhio. Ma se DIO NON VOGLIA la botta di vento la solleva e la sbatte al centro di Corso Umberto (a SOLI DUE METRI alla sua destra)... non fatemelo manco pensare!"
La smontiamo e la abbattiamo in terra, poi saluto e annuncio che vado a lavorare.
Nel corso della mattinata arrivano da varie fonti varie notizie sullo smontaggio del campo, AL mi chiede di scendere verso le 14-14:30 perche' dovrebbero venire a smontare il resto del campo e recuperare la tenda a mollo. E infatti intorno alle 14:40 arriva un camion-Gru dell'associazione che riesce a estrapolare la tenda, parecchio danneggiata, dai flutti.
Nel frattempo altri volontari si prodigano a smontare il resto delle tende, poi verso le 15:30 di nuovo annuncio a tutti che stacco per andare da un paio di clienti. Il resto in serata, quando avvicino alla sede e seguo il de-briefing, e poi tornando a casa mi sento con il collega MR e discutiamo cinque minuti di questa storia.

Che bella serata ragazzi... E nel frattempo ho saputo che diverse altre squadre sono state chiamate per emergenza... speriamo che smetta di piovere...

[AGGIORNAMENTO: Filmato con i momenti salienti dell'estrazione della tenda dall'acqua]






Il mondo continua a peggiorare

Pubblicato da Grizzly martedì 2 marzo 2010   21:00 (Commenti: 0) [Leggi tutto]
In questi giorni i fatti di cronaca mi hanno lasciato non solo l'amaro in bocca, ma anche il bisogno di prendere una pausa e fare un respiro profondo.
Il mondo lentamente sta dimenticando Haiti, sebbene solo lentamente nei dintorni di Port-Au-Prince le cose stiano migliorando.
Ma d'altronde il mondo non ha dimenticato un sisma e le sue migliaia di vittime perche' voleva seguire il campionato di calcio... un'altra scossa tellurica, molto pesante (si parla di oltre l'ottavo punto di magnitudo Richter), nonche' sottomarina e quindi anche fautrice di uno tsunami particolarmente dannoso che si e' abbattuto sulle coste occidentali degli USA ed e' arrivato a lambire persino le Hawaii.
Il mondo va a rotoli. Mentre da una parte stiamo li' a guardare cosa succede intorno a noi, non e' che in casa nostra ce la passiamo meglio: liste elettorali presentate con palese ritardo e ritardatari che si riempiono la bocca per dire che e' un complotto e pretendere la difesa a spada tratta della democrazia ("democrazia", "democrazia"... questa parola non mi e' nuova. Mi pare che Adriano Celentano qualche anno fa diede uno sguardo al dizionario d'italiano per scoprire che significa "potere nelle mani del popolo"... peccato che il popolo italiano le maniche non se le sa tirare mai su...); ma... cosi', tanto per curiosita', il rispetto delle regole non dovrebbe essere il fondamento di una cultura democratica? O di nuovo e per sempre siamo tutti bravi con cu$o degli altri?

Concludo con una considerazione. Nel 2009 Benedetto XVI ha fatto un viaggio pastorale a L'Aquila, visitando alcuni dei luoghi simbolo del terremoto [fra cui le macerie della "casa dello studente" (e tralasciamo il fatto che in quell'occasione non fu consentito a una studentessa di culto protestante di poter porre domande al pontefice, sebbene proprio lo stesso pontefice esprima sempre piu' spesso solidarieta' ai morti indifferentemente dal credo religioso, in un lodevole gesto di grande commiserazione e rispetto, ma che chissa' perche' va sempre a sbattere contro gesti di ipocrisia spicciola)]; ora il sei marzo di quest'anno la protezione civile ha ottenuto un'udienza speciale in San Pietro a Roma, a cui sono stati invitati moltissimi volontari da tutta Italia.
Interessante, anzicheno', come direbbe il dylandoghiano Lord Wells.
Mi era stata prospettata questa ipotesi, e da una persona che per prima mi disse "questo non lo sento come 'il mio Papa', ma...", eppure la mia risposta e' stata semplice: "Ti ringrazio per aver pensato a me. Ma vedi, io sono coerente nelle mie posizioni, ed io questo bisogno di fare buon viso a cattivo gioco, e dipingermi una faccia di bravo cristiano che non ho, non me la sento proprio. Io ho delle posizioni ben precise e rigorose nei confronti del cattolicesimo attuale, e le mie posizioni non cambiano. Pertanto, anche se hai pensato a me, sono io per primo a dirti /lascia che il mio posto venga preso da qualcun altro, da qualcuno che sia cristiano e ben felice di questo viaggio, o da qualcuno che sia piu' disposto ad assumere questa faccia innanzi a quello che viene definito un Pontefice difficile. Questo non e' per me./"
La mia posizione e' limpida: non ritengo Joseph Ratzinger una persona dotata di carisma, e lo ritengo a buona ragione l'autore degli ultimi discorsi (a tratti deliranti, uno fra tutti: "l'omosessualita' e' paragonabile alla Shoah") negli ultimi due-tre anni intrisi di Wojtyla, intrisi da malattia e dichiarazioni un po' troppo deliranti per un uomo che oltre ad essere leader religioso e' stato anche un giovane polacco che frequentava ebrei durante la seconda guerra mondiale.
E pertanto non ho nessun insegnamento da ricevere, nessuna lezione che meriti di essere ascoltata da chi negli ultimi anni ha fatto tesoro delle parole "predicare bene e razzolare male" che tanta ipocrisia celata da falso rispetto si portano dietro.
Il mondo forse un giorno cambiera', ma cambiera' quando i figli, e i figli dei nostri figli, avranno ben in mente il concetto di rispetto reciproco e di moralita' non come vacuo contenuto idealista di qualche movimento religioso piu' o meno folkloristico.

Una giornata ricca

Pubblicato da Grizzly mercoledì 24 febbraio 2010   16:00 (Commenti: 0) [Leggi tutto]
Dato che oggi la cronaca scoppia letteralmente di notizie, vorrei poter dire la mia sui principali fatti di cronaca che oggi mi hanno colpito. Ma data l'abbondanza, voglio riassumere un po' rapidamente le cose...

Condannata Google Italia per il filmato del disabile picchiato dai compagni
Andiamo di bene in meglio. C'e' bullismo nella scuola. Soluzione per combattere il bullismo? Proibire i cellulari a scuola. Ottimo, non c'e' che dire.
E ora? Hanno picchiato un ragazzino down, bisogna intervenire: bisogna espellere i ragazzi responsabili o bocciarli, bisogna sanzionare l'insegnante che non ha vigilato, bisogna colpire seriamente i compagni di classe che sono rimasti a guardare in silenzio...
... noooooo, colpiamo direttamente Google perche' i compagni di classe, falsificando i loro dati personali o usando quelli di un genitore (come dite? A me non risulta che sia possibile per un minorenne iscriversi a Youtube. Puo' darsi che mi sbagli, ma mi risulta cosi'. Ergo: per pubblicare quel filmato qualcuno ci si e' anche iscritto, no?). Colpirne uno per educarne cento? Macche'! Molto meglio restare nell'idea "occhio che non vede, cuore che non duole!". Mi sembra molto giusto. Chiudere rete4 perche' Emilio Fede in fuori onda fa sfuriate da querela contro tutto e tutti, gia' che ci siamo? Ah, no, quello no... Sempre il solito santarellismo da due soldi. Se io rubo una macchina a Tizio, mi pare giusto che a finire in galera sia Caio. Molto corretto. Gia' che c'eravamo perche' non condannare i dirimpettai dell'edificio scolastico?

Genova, appello amaro per le forze dell'ordine
Prima di cominciare, voglio esprimere tutta la mia stima agli amici delle Forze dell'Ordine, che per uno stipendio da fame cercano di mantenere alta la nostra sicurezza, combattono con i mafiosi, con la malavita organizzata, con il traffico di droga, con le truffe e cercano in ogni modo di aiutare a dimostrare che viviamo in uno Stato civile.
Ma sia chiaro che con il termine Forze dell'Ordine io intendo proprio quegli EROI che fanno un lavoro tremendo per una paga discutibile, rischiando la vita praticamente ogni giorno. Non intendo quelle teste calde che, convinte che l'uniforme che portano li elevi a signori e padroni dell'universo, non perdono mai l'occasione di cercare di dimostrarsi superiori agli altri non eccedendo nello zelo, ma eccedendo nel concetto di poter disporre della vita degli altri liberamente. Non intendo chi si e' riempito la bocca con le parole "mi hanno accoltellato appena ho aperto la porta!" per poi confessare che non era vero niente. Non intendo chi e' solo capace di tirare manganellate alla cieca in una bieca vendetta degna della peggior dittatura squadrista. Non intendo chi ha sostenuto una conferenza stampa seguita all'arresto di novanta persone per resistenza e aggressione e come prove dell'aggressione ha mostrato telefoni cellulari, macchine fotografiche e lacci di scarpe, venendo anche giustamente spu%%anato dai giornalisti presenti. Non chi, in un impeto da film western, ha impugnato la pistola d'ordinanza e sparato da una corsia all'altra dell'autostrada, rischiando di fare una strage. Non chi ha sparato alle spalle di un ragazzino di quindici anni perche' gli aveva dato del cog%%one. Non a chi ha scaricato un intero caricatore contro un pericolosissimo latitante che stava prendendosi un pericolosissimo caffe' in una piazza gremita, e che voleva pure un'onoreficenza.
No.
Non intendo questa gente che mi fa vergognare di essere italiano e dovrebbe far vergognare gli agenti di polizia, i carabinieri, gli agenti della guarda di finanza VERI. No. Io intendo quell'ufficiale dei carabinieri che per tentare di far ragionare un'anziano che dava in escandescenze, per tentare di tranquillizzarlo, perche' quell'anziano sarebbe anche potuto essere suo padre, c'e' andato disarmato, a mani nude, solo per parlare. E si e' preso una fucilata in faccia.
Intendo uomini che mi fanno sentire orgoglioso di essere italiano. Uomini che mi dimostrano ogni giorno che un mondo migliore e' possibile, se restiamo uniti sotto la grande ala della legalita'.
Non considero quelli che hanno infangato la divisa neppure alla stregua di persone, neppure a quella di animali, e non auguro loro di vivere in prima persona tutto il male che hanno fatto solo perche' *io* ho ancora una civilta'. Ma mi auguro che chi verra' condannato in via definitiva marcisca in galera per quello che ha fatto.

Olio combustibile nel Lambro
Sono semplicemente senza parole. C'e' chi parla di sabotaggio, l'unica cosa che mi chiedo e' "che ci fa un deposito di carburanti accanto a un fiume?", ma non posso darmi una risposta, io che vivo a 10km da una immensa raffineria di petrolio sulla costa.

Aggredito l'avvocato Enzo Fragala', in coma
Quando e' stato aggredito il premier, ho espresso la mia solidarieta', perche' se qualcuno fa il suo lavoro, e io, tu, lui, lei, l'altro o TUTTI QUANTI ritengono che faccia il suo lavoro male, e' giusto criticarlo. Se e' un politico e' giusto affossarlo politicamente, se e' un venditore di arance al mercato e' giusto non comprare piu' le arance da lui, ma... da qui a tirargli una mazzata in testa no. Assolutamente no. Seguiro' e sto seguendo con preoccupazione la notizia. Mi auguro che vada tutto bene e auspico una veloce guarigione, ma soprattutto che si ritrovi e punisca il balordo che ha compiuto un gesto che non me lo fa qualificare (come d'altronde ho gia' detto poco fa in questo articolo) come persona.

Goito (MN): il primo asilo comunale pubblico per soli cristiani
I genitori dei bambini, per poter iscrivere i propri figli, devono mostrare il certificato di battesimo presso una chiesa di confessione cristiana cattolica.
Uhm, si', l'epoca nazista, le leggi contro gli ebrei, la discriminazione degli anni 40, e per fortuna che dopo settant'anni e un cambio di secolo e millennio le cose sono... ehi! UN MOMENTO! Ma questa e' una notizia di oggi, non dell'epoca fascista! Ma che sta succedendo al mondo? Ma che sta succedendo all'Italia?
Prontooooo? Ma ve lo ricordate che i nostri figli saranno gli uomini che vivranno su questo mondo domani? E' questo l'insegnamento che gli vogliamo dare? Siamo tutti uguali, ma qualcuno e' piu' uguale degli altri? Vergogna! E speriamo che il governo metta fine a questa immonda str%%zata di cui persino il sindaco va fiero (e che si dimettesse il sindaco di Goito, visto che la pensa cosi').

Per oggi mi fermo qui, perche' ce ne sarebbe ancora di carne da mettere al fuoco, ma poi finisce che mi viene la gastrite prima di finire la giornata...

Truffa colossale allo stato? Ma bene!

Pubblicato da Grizzly martedì 23 febbraio 2010   23:37 (Commenti: 0) [Leggi tutto]
Certe volte mi chiedo perche' in Italia riusciamo sempre e solo a fare le cose "all'italiana".
Mi chiedo proprio il motivo per cui esiste l'aggettivo "all'italiana", e perche' nel ventunesimo secolo non abbiamo ancora imparato a essere civili, onesti, retti e, soprattutto, guidati dall'esperienza anziche' dal dio denaro.
Me lo chiedo, ma poi quando penso che si avvicini una risposta, magari una risposta del tipo "ehi! E' vero, ma chi ce lo vieta? Cominciamo *ADESSO*!", proprio in quel momento, viene fuori il solito furbetto da quartierino che mi dimostra ancora una volta di piu' come funziona l'imprenditoria italiana.
In questi giorni e' in corso una clamorosa indagine sul riciclaggio di denaro che ha coinvolto Fastweb (un operatore di telefonia e internet) e Telecom Italia Sparkle (che se ho capito bene dovrebbe essere il connector internazionale per voce e dati di Telecom Italia). Un ordine di arresto per il suo ex amministratore delegato (e per il senatore Nicola di Girolamo, ma per un istante mi voglio concentrare sull'AD Silvio Scaglia), e un'accusa pesante come un macigno: riciclaggio di denaro.
E spero che quest'accusa cada, e spero per l'innocenza delle persone coinvolte. LO SPERO, perche' se invece e' vero che una societa' come Fastweb e' sorta grazie ai finanziamenti mafiosi, se ne va tutta la mia stima non solo per lo stato italiano, ma anche per i piccoli e medi imprenditori locali. Anche per le medie e grandi aziende italiane che in tal modo mi andrebbero a dimostrare che per un piccolo imprenditore siciliano sognare in grande e' un errore.

Un giorno di ordinaria... fate un po' voi

Pubblicato da Grizzly domenica 14 febbraio 2010   21:30 (Commenti: 1) [Leggi tutto]
Stamattina una giornata splendida.
Ma proprio, come posso dire? Fenomenale.
Mi sono svegliato alle sei meno un quarto, e sono rimasto a letto a sonnecchiare e coccolare l'orsacchiotto fino alle nove e mezza, mentre dalla finestra giungeva il lieto e piacevole rumore di un fortunale di proporzioni bibliche.
Poi finalmente mi sono alzato, mi sono fatto una doccia e... mi sono messo davanti al computer a leggere, anche perche' non solo il tempo non prometteva niente di buono, ma per di piu' ormai non penso neppure all'eventuale panorama televisivo della domenica mattina (anzi, non penso piu' al panorama televisivo tout-court).
Poi sono dovuto uscire di casa. Non sono andato molto lontano: intorno alle dieci e mezza sono sceso in ufficio a prendere il trapano e un paio di altri strumenti per fare un paio di lavoretti a casa (e ovviamente non appena sono uscito il tempo e' passato da non esattamente quattro gocce d'acqua a una vomitata di secchiate di acqua gelida degna del miglior acquazzone tropicale).
Poi, poco prima di mezzogiorno, quando il cielo sembrava aprirsi e darsi una regolata, ho pensato di uscire a prendere un caffe', e fare un po' di spesa. Non in quest'ordine, in effetti, perche' prima sono andato al bar e ho preso un buon caffe', poi sono sceso a fare un po' di spesa, mentre la giornata sembrava sistemarsi.
Mentre ero in macchina, sulla strada del ritorno, e' suonato il cellulare. L'amico Tanino (si', quel Tanino) che mi segnala un tombino scoperchiato in via Immordini, e mi dice (sono circa le dodici e venti) che ha chiamato il 113 per segnalarlo, e gli hanno detto che cercheranno di mandare qualcuno in una decina di minuti, compatibilmente con il macello successo in citta' a causa del maltempo della mattinata. Gli dico che lo raggiungo, e dopo qualche minuto in mezzo a un traffico a dir poco colossale riesco ad arrivare.
A questo punto mi spiega, facendomi notare la sua macchina parcheggiata proprio davanti al tombino (per evitare che qualcuno ci si fiondi dentro), che una sua cara amica di famiglia (la quale e' parcheggiata li' di lato) per evitare il pozzetto aperto, ha sterzato violentemente impattando contro un'automobile in sosta sul ciglio della strada.
Chiedo consiglio a un collega della protezione civile, su come chiedere di mettere una transenna o comunque avere un intervento di qualche genere e lui (come d'altronde immaginavo anche io) mi consiglia di chiamare piuttosto la polizia municipale. Lo faccio, ma quantomeno l'agente che mi risponde mi dice che e' gia' stato segnalato (e poi anche uno che abita li' davanti affacciato alla finestra mi da una voce che ha avvertito i vigili, per l'appunto).
Ora, come dicevo, capisco la confusione provocata dall'improvvisa ondata di maltempo, ma solo dopo un'ora e mezza buona (dalla prima chiamata verso mezzogiorno, il primo intervento avviene intorno all'una e quaranta) giunge il furgone di una squadra tecnica dell'ATO Idrico per mettere in sicurezza il tombino e fare i rilievi del caso. All'amica consigliano di presentare una richiesta di risarcimento danni direttamente alla sede della SAI 8, ma quello che le consigliamo sia io che Gaetano e' di lasciare che tale procedura venga seguita direttamente dalla sua assicurazione (oltre che da quella del tizio che aveva l'auto parcheggiata, e che ha lasciato i dati, dato che comunque doveva andare a lavorare...). Ci salutiamo ed e' il momento di andare a pranzo...

... anche se dopo un'ora di effluvi di acque nere ammazzati a forza di sigarette non e' che l'appetito sia particolarmente prolisso.

Quando si dice "pronto intervento"

Pubblicato da Grizzly martedì 9 febbraio 2010   18:45 (Commenti: 0) [Leggi tutto]
Ore 8:30. Devo ancora andare in ufficio ma l'amico Tanino (che oltre ad essere un amico e un cliente e' anche il titolare della ditta di ascensori che ha in manutenzione gli impianti nel palazzo dove abito) mi chiede se posso seguirlo ad Augusta per fare un sopralluogo. Visto che quello che mi aspetta e' soprattutto il resto dell'inventario, accetto. Ci facciamo questo giro, buttiamo un occhio nel frattempo a qualche volantino e - prima di rientrare a Siracusa - facciamo una volata presso un centro commerciale proprio all'ingresso di Augusta perche' abbiamo visto entrambi una sedia da ufficio a un buon prezzo (a patto che poi guardandola di presenza non si dimostri un giocattolino).
Poi rientriamo, e praticamente alle 10:55 ci troviamo a imboccare la Traversa Belvedere di Scala Greca, quando mi suona il cellulare.
Io "Casa? Come casa? Che vuole mia madre alle 11 di mattina? (click) Pronto?"
MM: "Mirko... ascolta manca la luce dall'ENEL e ci sono due persone bloccate nell'ascensore, chi dobbiamo chiamare?"
Io: "Oh la la... Ditegli di aspettare che stiamo arrivando... Un minuto al massimo che siamo a Scala Greca... (ri-click) porc... Tanino, continua verso casa mia che e' saltata la luce e ci sono due intrappolati nell'ascensore."
Arriviamo, dopo che per strada all'amico sono arrivate altre tre chiamate e due sms per lo stesso motivo e lo stesso impianto (gosh, un attimo!), e quando arriviamo al portone mia madre mi richiama:
Io: "Si', calma, sono qui con il tecnico dell'ascensore AL PORTONE, UN SECONDO che stiamo salendo!"
Appena arriviamo al secondo piano (l'ascensore e' a meta' fra il secondo e il terzo piano) mia madre guardando l'amico fa:

MM: "Meno male, e' arrivato il salvatore!"
Tano: "Ehm, veramente io mi chiamo Gaetano, non Salvatore!"

Ci organizziamo. Gaetano mi da un pass-partout per la porta del locale argano e mi dice: "Mirko, tu sali e fai manovra a mano in discesa, io vedo di fare aprire la porta".
Altri tre (pardon, contando la terrazza quattro) piani a piedi, litigo con la porta e riesco a entrare.
Stacco l'interruttore generale, mi consumo anche l'anima facendo manovra in discesa (perche' ovviamente in salita sarebbe venuto un po' piu' leggero, groan) e dopo 30 secondi che abbiamo liberato la persona... TORNA LA LUCE (GRRRRRR!)
Riattacco l'ascensore, scendiamo e ci salutiamo. E in quella la luce va via di nuovo. Capita l'antifona (a parte che non posso entrare in ufficio, anche ammesso di aprire a mano la saracinesca motorizzata, poi senza luce posso solo guardarmi intorno) prendo la macchina e vado a trovare un'amico. E' in questo frangente che vengo a sapere che: il guasto della corrente ha preso tutta la citta', a causa (sembra) di un danno a un trasformatore primario (fate conto come il caricabatteria del vostro cellulare, pero' in misura autocarro medio da 12 tonnellate) e che attualmente (nel senso che ha ripreso la 220 alle 13 circa) siamo sotto mega-gruppo-elettrogeno...
Mah, stasera mi tocca pure andare a una partita di calcio a cinque (horresco referens) perche' mi sono trovato eletto a "addetto stampa" della squadra, e stasera devo prepararmi un bell'articolo di presentazione & commento della partita. Speriamo che non piova e non vada via la luce. (((-: A domani!

Sogni di un volontario del soccorso

Pubblicato da Grizzly lunedì 8 febbraio 2010   23:40 (Commenti: 0) [Leggi tutto]
[E no, non mi fa affatto piacere rimanere coinvolto in sogni del genere. Il soccorso volontario e' bello perche' aiuta chi ha veramente bisogno di una mano, ma e' brutto perche' significa che qualcuno ha vissuto esperienze terribili]
Siamo a bordo di un furgone/pulmino nove posti. Siamo in sette, io sono seduto a destra, nella fila centrale. Accanto a me due ragazze, dietro un ragazzo, davanti una persona un po' piu' avanti nell'eta' rispetto a noi, e ancora un ragazzo e una ragazza. So che sono colleghi [e peraltro indossiamo tutti quanti la stessa uniforme (pero' siamo senza giacca, solo la maglietta: le giacche sono tutte quante ammassate sui due sedili liberi posteriori)].
Non so dove siamo: giriamo dentro le vie e le viuzze di una citta' in un pomeriggio soleggiato. Qualcuno dice che siamo a Messina, ma l'impressione e' che siamo ben lontani dal mare. Il punto e' che ci fermiamo sul bordo di una piazza molto grande per prendere un caffe'. E scendiamo dal furgone, e mentre ci dirigiamo al bar commento "cavoli, pero' fa freschino e sembra che il tempo stia cambiando, quasi quasi mi prendo la giacca", ma in questo istante ci giriamo tutti quanti. Il furgone e' scomparso, e l'autista commenta: "Oh no! Di nuovo! E' diventato di nuovo invisibile! Ma porca miseria ora come lo riprendiamo?"
Lascio i ragazzi che dicono in coro "vabe', dopo ci pensiamo, per ora prendiamo il caffe'", e mi sposto (dato che mi e' scemata la voglia di caffe') verso una vetrina sulla sinistra, accanto al bar. Poi mi infilo sotto una specie di porticato guardando negozi di gadget di ogni genere (compresi piatti in ceramica di Caltagirone misti a bottegucce con specialita' trentine e lavori artigianali in legno molto belli). Continuo questo giro fino ad arrivare quasi in fondo al porticato, e comincio a girare dietro il palazzo di dimensioni generose cui due facciate (quella del bar e quella a destra del bar) danno sulla piazza. In quella comincia a piovere. Cascano quattro gocce, ma non faccio in tempo a ripararmi sotto il tendone di un ristorante sull'angolo del palazzo (il tendone bianco e' perfetto, ma non ci sono i tavoli ne' le sedie, e d'altronde il ristorante e' chiuso). Nel giro di neanche un minuto le quattro gocce d'acqua che erano diventate una pioggia martellante, si trasformano in un'incredibile fortunale con l'acqua che cade letteralmente a secchiate. Guardo in direzione della piazza un colossale fiume in piena alto almeno 20-30 centimetri di acqua limacciosa e poi mi guardo: sono in pantaloni dell'uniforme, scarpe antinfortunistiche e maglietta a maniche lunghe: mi sa che la cosa piu' intelligente e' di restare sotto il tendone aspettando che "scampi" un po' il diluvio, mentre mi rendo conto che comincia a filtrare acqua da sotto il tendone e un rigagnolo di qualche millimetro comincia a bagnarmi le scarpe.
Con orrore quindi assisto ad una scena: a una decina di metri dal tendone passa una coppia con un bambino: moglie e marito sui 35-40 anni, con un passeggino in cui ci sara' un pupo di non piu' di sei-sette mesi. Cercano di ripararlo alla meglio sotto l'ombrello vista l'acqua che viene giu' e grazie al fatto che per fortuna non c'e' tantissimo vento. Ma la scena e' che attraversano la strada diagonalmente con il passeggino lambito dall'acqua, quando all'improvviso la corrente lo trascina via e, dopo neanche un paio di metri, lo ribalta mollando il bambino in acqua di fronte alla madre sgomenta e al padre terrorizzato.
Senza neanche pensare al fatto che questo mi costera' una doccia fuori programma, mi fiondo fuori alla velocita' della luce e, con la sensazione della pioggia gelida che mi sta infradiciando fino alle ossa, mi tuffo letteralmente verso il fagottino che galleggia inquietantemente a pelo d'acqua e che si allontana a buona velocita' in direzione del lato opposto della piazza (la piazza ha una pendenza leggera verso la punta del bar. Non proprio minima, ma non e' neppure tanto ripida, ma la corrente d'acqua appare sufficientemente impetuosa). Arraffo il bambino, acchiappo il padre per un braccio e ci tiriamo indietro sotto la pioggia raggiungendo prima la madre e poi ci ficchiamo di corsa verso il lato opposto della strada, dentro il portone di un albergo. L'uomo che era all'ingresso ed ha assistito alla scena mi strappa quasi letteralmente il bambino dalle mani e lo avvolge in un grosso asciugamano (o una coperta) bianca che gli ha portato qualcuno. I due genitori seguono il dipendente mentre a me si avvicina un tizio in giacca & cravatta che ha tutta l'aria di essere il direttore dell'albergo.
Io: "Presto. Dobbiamo chiamare un'ambulanza!"
Lui: "Non possiamo: i telefoni sono isolati"
Lo guardo con quella che sono sicuro essere un'espressione di pura stizza, poi ficco una mano nella tasca dei pantaloni e trovo il mio cellulare. Vagamente inumidito ma funzionante. Compongo il numero 118 e appena ottengo risposta pianto imperiosamente il cellulare in mano al direttore dell'albergo: "I soccorsi sono in linea, chieda un'ambulanza subito. Io vado a cercare i miei colleghi"
Esco dal portone dell'albergo e affronto di corsa il periplo del palazzo, lungo la piazza e in direzione del bar. Ha smesso di piovere: stanno cadendo letteralmente quattro gocce d'acqua e il fiume in piena che era diventato la piazza lentamente sta scemando. Qualcuno che e' fuori ed ha assistito alla scena mi guarda sbigottito, mentre io mi fiondo quasi dentro il bar, e vengo chiamato dai colleghi fuori: "Mirko! Ca%%o che sfuriata! Tutto bene?"
Io: "No. Per niente."
Mentre mi giro in direzione del collega (l'autista) noto che finalmente il furgone (nota: sto usando questa parola piuttosto che "pulmino" proprio perche' mentre lo guardavo, sebbene fosse un pulmino, continuavo a pensare al mezzo come a un furgone).
Collega: "Ci credo! Sei bagnato come un pulcino! Ma chi te l'ha fatto fare di fare la doccia? Dai che adesso seguiamo un po' di questa festa e poi andiamo!"
Io: "Festa? Quale festa?"
Mentre la collega mi dice questa cosa, mi guardo intorno e mi rendo conto che nonostante l'improvviso fortunale, adesso la piazza si sta gremendo di gente: giocolieri, famiglie, gruppi e gruppi di persone, ognuno con un palloncino ad elio. Qualcuno ha la gentilezza di lanciarmi al volo la mia giacca. La sensazione della maglietta umida che mi si appiccica addosso sotto la giacca non e' delle migliori, ma mentre sta venendo fuori un pallido sole comincio a sentire un piacevole tepore di certo migliore della sensazione degli abiti fradici.
Io: "Ma che ca%%?"
AltroCollega: "C'e' un lancio di palloncini..."
Credo di restare un'eternita' con un'espressione basita mentre le braccia ed altre appendici mi cascano clamorosamente al suolo. Poi quest'eternita' passa in un lampo:
Io: "MACCHISSENEFREGA! Venite con me: abbiamo chiesto un'ambulanza, c'e' un neonato messo malissimo, veloci!"
Nel dire quest'ultima frase mi sono girato sui tacchi e sto tornando di corsa in direzione dell'albergo. L'autista e un altro collega sono partiti immediatamente dietro di me senza battere ciglio. Mi giro e vedo che qualcuno (soprattutto qualcunA) e' rimasto accanto al furgone con un'espressione di puro rammarico, ma poi partono tutti quanti. Mentre sto per girare intorno al palazzo e raggiungere il portone dell'albergo sento la sirena dell'ambulanza che si avvicina (ammazza! Quanto sara' passato? Un minuto? Ma l'autista dell'ambulanza di cognome fa Schumacher?) e ci fiondiamo dentro. L'ultima immagine che vedo e' quella di un paio di paramedici che si avvicendano vicino a un divano sul lato sinistro della hall, mentre si avvicina il direttore che mi porge il telefonino.
L'ultima, perche' la successiva e' la proiezione dell'ora: sono le cinque e quaranta di mattina, ed e' ora di dare una robusta grattata alla testa dell'orsacchiotto ed alzarsi: una splendida giornata di inventario mi aspetta in ufficio. ((-:

Stati Uniti, Cina, Tibet. Una questione di stato

Pubblicato da Grizzly mercoledì 3 febbraio 2010   07:30 (Commenti: 0) [Leggi tutto]
Il presidente USA Barack Obama ha saltato un incontro con [il dottor, tecnicamente (ha peraltro una laurea honoris causa in biologia dell'UniRoma3)] Tenzin Gyatso, quattordicesimo (nonche' attuale) Dalai Lama. Lo ha saltato in ottobre, dietro le minacce del governo di Pechino.
E ora ritorna sui suoi passi, e annuncia di voler incontrare il Dalai Lama entro quest'anno, probabilmente gia' il 16 febbraio in occasione di un'altra visita del leader spirituale buddhista presso gli Stati Uniti. E io mi chiedo una cosa. Importante.
La Cina e' un paese economicamente ricco, e come in moltissimi (o saranno tutti?) i paesi economicamente ricchi, la ricchezza non si suddivide fra il 100% della popolazione, bensi' crea un divario tale che esistono figure che letteralmente sudano danari, e persone che riescono a campare solo con quello che gli offre la terra e il (poco) bestiame.
In Cina pero' c'e' anche un regime dittatoriale. Un regime non dissimile da quello che c'era in Iraq, anzi, per spiegarla come sostengono i piu', Hu Jintao fa sembrare Saddam Hussein un orsacchiotto di peluche.
E io sono qui a poterlo dire.
Se io fossi cinese, e avessi un blog (il che gia' cade sul fantascientifico), per una frase come quella precedente sarei stato buttato in galera per avere un processo-farsa fra qualche anno (e manco quello sicuro) e comunque scomparirei in carcere o sarei ucciso dai servizi segreti.
Il regime cinese filtra internet, la telefonia, la corrispondenza, la stampa, i media e dio solo sa cos'altro.
Ma nessuno invade la Cina, una dittatura con armi di distruzione di massa, perche' la Cina e' un ottimo partner commerciale. Questo al mio paese (che pero' a quanto pare e' un paese che non risiede piu' su questo pianeta) si chiama "ipocrisia diretta": Saddam Hussein ha meritato una guerra dietro una grande bugia, perche' si voleva recuperare il petrolio e gestire l'economia di un paese che ERA SOVRANO, ma noi dobbiamo esportare democrazia. Con la Cina non si fa la guerra perche' e' un ottimo partner commerciale, e non importa se non c'e' democrazia, perche' il dio denaro appiana ogni divergenza.
Scusatemi se concludo qui, ma sono particolarmente nauseato. Ora ho bisogno di togliermi gli occhiali "Made in China", sfregarmi gli occhi con le mani, soffiarmi il naso col mio fazzoletto "Made in China" e poi spegnere questo computer "Made in China" perche' e' ora di andare a lavorare: ci sono tanti computer "Made in China" da formattare, stamattina.

Microsoft Security Essential e UltraVNC

Pubblicato da Grizzly mercoledì 27 gennaio 2010   08:30 (Commenti: 1) [Leggi tutto]
Ho un cliente, che ha tre computer nel negozio (una specie di file server, un client in laboratorio e uno al banco). Per comodita' abbiamo installato sulle tre macchine il programma GNU/GPL UltraVNC, che permette di accedere a uno qualsiasi dei computer da qualsiasi altra postazione senza bisogno di spostarsi. Cosi' dal lab e' possibile verificare ad esempio uno stato su un programma presente in monoutenza sul pc del banco senza bisogno di spostarsi, o viceversa al banco e' possibile dare una sguardata a una comunicazione e-mail arrivata sul pc del lab.
Questo fino a ieri.
Perche' da bravo utente il cliente oltre ad avere le licenze di Windows e dei programmi installati (con tanto di openoffice per la gestione dei documenti), ha sempre comprato annualmente un antivirus multilicenza per almeno tre postazioni da reinstallare ogni fine anno, per tenere fede alle specifiche stabilite dalla normativa vigente sulla protezione dei sistemi informatici.
Fino a quest'anno, quando sia una mia segnalazione che la lettura da parte del cliente (che non e' affatto uno a digiuno di informatica) di vari forum hanno convinto alla scadenza dell'antivirus del 2010 a fare un passo importante. Disinstallare l'antivirus a pagamento, e installare Microsoft Security Essentials, l'antivirus fornito gratuitamente da Microsoft agli utenti con versione genuina di Windows.
O almeno, cosi' si e' fatto qualche giorno fa. Ma ora arriviamo a stamattina. Passo da lui per un saluto veloce e noto che sta combattendo con l'icona VNC per il collegamento diretto al banco.

CL: "Mi butta fuori senza aprire VNC, ma che gli prende?"
Io: "Password? No, aspetta, unable to connect to host, andiamo di la..."

Mi siedo al pc del banco, e noto con disappunto che l'icona del servizio VNC non e' presente sulla barra di avvio rapido. Start -> Tutti i programmi -> UltraVNC
L'icona di VNC Server e' bianca, come se mancasse il file, e infatti "Reinstall VNC as a Service" fallisce con "Ricerca di winvnc.exe in corso".

Io: "E' sparito il file winvnc.exe? E com'e' sparito? Se n'e' andato a farsi una passeggiata?"

Mi sorge spontaneo un dubbio, del tipo firewall+antivirus, e apro la schermata dell'antivirus Microsoft. Ed eccolo li', come vedete dal capture.
Non mi convinco, googlo "Microsoft Security Essentials VNC" ed ecco un paio di risultati interessanti.
Il primo: Microsoft spiega cos'e' VNC e a che cosa serve, ma CONCLUDE CHE E' UN SOFTWARE MALIGNO PER FORZA e spiega come tutelarsi: pensare che possa essere stato installato dall'utente PERCHE' GLI SERVE... manco per l'anticamera, eh?
Il secondo: la soluzione piu' efficace consiste nel disinstallare MSE e installare un altro antivirus.
Allora. Anzitutto una nota importante: UltraVNC e' un programma rilasciato sotto licenza GNU/GPL, e rilasciato ed utilizzato per scopi ben specifici, e quello che non concepisco e' che un antivirus che dovrebbe perfettamente integrato nel sistema NON GUARDA ANZITUTTO IN INSTALLAZIONE APPLICAZIONI PER VEDERE SE EFFETTIVAMENTE NON SIA STATO INSTALLATO MANUALMENTE, ma soprattutto, CHE PRENDE E MI CANCELLA UN SERVIZIO ED UN ESEGUIBILE SENZA DIRE NULLA.
Questo mi lascia molto amareggiato. Questa politica del "pensiamo noi alla tua sicurezza" e' uno dei motivi cardine che mi ha spinto ad abbandonare l'ambiente microsoft sul lavoro e sul tempo libero.