domenica 30 agosto 2015

VLOG 81: Vivere la città: 5 - La gita fuori porta

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Benvenuti nel bosco, viaggiatori.
Sono Grizzly, questo è Diario di Viaggio on the road, edizione agosto 2015 - Vivere la città - Capitolo 5: "La gita fuori porta".
E ho pensato di spezzare un pochino la monotonia venendo qui: questo è un parco in cui - di solito - si viene a fare un picnic.
Siamo in Trentino, questa "località" si chiama "Fer de caval" {Ferro di cavallo}, si trova sopra Cadine, vicino alla casetta che ho qui in provincia di Trento e, tra le altre cose, si trova veramente a poche centinaia di metri da dove si è registrata l'ultima aggressione di un orso qui in Trentino, quindi: bel posto per venire alle 7:30 del mattino.
Comunque: potete notare che non sono seduto alla panchina, perché ha piovuto tutta la notte e la panchina è - letteralmente - da strizzare, per cui resterò in piedi.
Allora: quello di cui voglio parlarvi è - appunto - la gita fuori porta.
La gita fuori porta era un... come dire? Un'abitudine molto diffusa nei primi anni '80: ne facevamo tantissime, in famiglia.
Il fine settimana piuttosto che cucinare a casa, spesso c'era la possibilità di prendere dei panini, prendere qualcosa e andare da qualche parte, andare nel bosco, andare in un posto dove fosse possibile fare un bel picnic.
E giù in Sicilia non ci sono tantissimi boschi, quindi è bene apprezzarli, qui in Trentino, magari, ci sono moltissimi parchi (infatti qui siamo, veramente, a poche centinaia di metri dal paese di Cadine, eppure già c'è un bosco. Ci sono delle panchine, dei tavolini, addirittura qui ci sono dei barbecue: è possibile organizzare delle grigliate).
La gita fuori porta è una cosa che un po', nel tempo, si è persa. Sta ritornando in questo periodo di crisi, perché andare a mangiare "fuori", andare a mangiare al ristorante, andare a mangiare in trattoria, comincia a diventare una cosa che non sempre ci si può permettere, proprio a livello economico.
Però molte cose sono cambiate nel tempo per quanto concerne proprio l'idea stessa della gita fuori porta, dell'andare da qualche parte, magari fare una passeggiata: camminare un po' nei boschi, stare un po' a contatto con la natura.
Una cosa che ho notato, che sta applicando molto la regione Trentino negli ultimi anni (e credo che sia la cosa più corretta) è questa: all'interno di questo parco, come dicevo c'è addirittura... ci sono dei grill per fare il BBQ, ci sono dei tavolini, delle panchine, eccetera. Ma non ci sono cestini per i rifiuti.
Perché i turisti vengono invitati a riportare i propri rifiuti a casa.
Questo per vari motivi: il primo motivo è di tenere lontani gli animali selvatici, indubbiamente. Il secondo motivo è di avere rispetto per la natura circostante, avendo la bontà di raccogliere i propri rifiuti e utilizzarli in casa: portarli nei bidoni che poi si usano in casa; qui in Trentino - tra l'altro - c'è una raccolta differenziata che è un pochettino complicata, un giorno ne parlerò.
Ma questo è un punto che un pochettino mi stupisce, perché sin... quando io ero piccolo, sin da quando io ero piccolo, quando facevamo le gite fuori porta c'era comunque o l'abitudine di andare in posti in cui si era nella natura più selvaggia (ci si portava il plaid, si mangiava veramente seduti per terra), e quindi poi si portavano i sacchetti con la spazzatura: si portavano via o - comunque - si portavano nella città più vicina, dove si trovava il primo bidone della spazzatura. Oppure, quando si andava in queste aree attrezzate, che in realtà quando io ero piccolo erano veramente pochissime (le aree attrezzate per picnic erano poche e, generalmente, molto affollate) e si cercava di utilizzare i cassonetti della spazzatura che erano lì presenti.
Cosa che... mi ricordo quelle poche volte che siamo andati nelle aree attrezzate, alla fine non le apprezzavamo perché c'era il bidoncino dei rifiuti che era traboccante di spazzatura. Perché poi c'è anche una - purtroppo - maleducazione diffusa nell'andare a fare una gita fuori porta: non è che si mangiava magari un panino e restava l'incarto del panino, ma c'era gente che si portava piatti, bicchieri, lasagne, buttava via un sacco di roba, buttava via roba da mangiare, che... mamma mia!
E comunque dicevo, dopo l'epoca della "crisi", la gita fuori porta è un pochino ritornata di moda, proprio in questo periodo per via della crisi.
Noi, quando veniamo in montagna, comunque, in estate facciamo moltissime volte delle gite fuori porta, perché innanzi tutto c'è il piacere di girare per il Trentino, di visitare le montagne a cui siamo legati per motivi familiari, e perché - comunque - è un bell'ambiente da andare a visitare in estate.
Ragione per cui apprezzo molto la provincia di Trento, molto di più della provincia di Bolzano; perché la provincia di Bolzano è più un "guardare ma non toccare": ci sono bei parchi, belle passeggiate, ma è vietato fare picnic, è vietato fermarsi, è vietato mangiare questo, è vietato fare quello, è vietato fare quell'altro: perché t'invitano a guardare, ma poi andare a mangiare al ristorante.
Sicuramente un modo di conservare molto meglio la natura, visto che - anche in questo parco - come dicevo t'invitano a portare via i rifiuti (ma vedo che per terra ci sono tappi di bottiglie, tappi di... cartacce) e naturalmente... il bosco incontaminato è un concetto troppo difficile per certe persone.
Comunque: concludendo questa serie di vlog leggeri, vi faccio una domanda molto semplice: voi che rapporto avete con la natura?
Siete persone che andate a fare gite fuori porta? Vi piace - ogni tanto - spezzare la routine del fine settimana e venire - magari - nel bosco, oppure su una spiaggia, oppure in qualche località e mangiare qualcosa?
Mangiare un panino, o un piatto di - non lo so - insalata di riso? Tutti assieme, magari - appunto - su un plaid, su un tavolino, su un tavolino da picnic?
Vi piace, un pochettino, il tema del picnic? Oppure no?
Oppure il fine settimana dev'essere la magnata in famiglia, tutti assieme? Comunque dietro i fornelli tutto il giorno?
Oppure, non so: la grigliata tra amici, però nella casa di campagna dell'amico, piuttosto che entrare un pochettino a contatto con la natura?
Non lo so: fatemelo sapere con un commento, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr.
Bene ragazzi: io ho concluso questa serie di vlog molto veloci per agosto 2015, pertanto vi ricordo - innanzi tutto - se non l'avete già fatto, di iscrivervi al mio canale: è gratuito, vi farà subito assumere quel buon profumo di nuovo iscritto (e in questo momento anche un buon profumo di bosco!) e - soprattutto - potreste anche ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Vi ricordo, se questo vlog vi è piaciuto o se l'argomento vi ha stuzzicato, di fare pollice-in-alto e di condividere questo vlog con gli amici: usate i bottoni che trovate sotto al video.
Bene: io - di nuovo - vi ringrazio per essere arrivati sino in fondo a questo vlog, per cui: grazie, ciao a tutti e noi ci vediamo alla prossima!

domenica 23 agosto 2015

VLOG 80: Vivere la città: 4 - trasporti: pubblico oppure privato

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Benvenuti a bordo, viaggiatori. Sono Grizzly, e questo è Diario di Viaggio on the road, edizione agosto 2015: "Vivere la città".
Capitolo 4: "Trasporto privato o trasporto pubblico"? Bella domanda da farsi mentre sto guidando la mia auto, che CHIARAMENTE è il trasporto privato.
Allora: vi racconto una breve avventura, nel #VOGA2015 giorno 11 vi ho raccontato la cosa più avventurosa che mi è successa, quindi vi racconto un'avventura - certamente meno "avventurosa" (per utilizzare questo aggettivo), ma comunque interessante -  che mi è successa ad ottobre 2014.
Ero a Milano, ero andato a Milano a fine ottobre per una serie di impegni, fra cui lo SMAU (che - per me - è stato un flop pauroso, comunque).
Quel giorno di ottobre (credo fosse un sabato) c'era una partita di calcio a San Siro, contro non mi ricordo chi e il St. Etienne, una squadra francese (credo). E - fondamentalmente - quel pomeriggio sono andato in piazza Duomo perché volevo vedere alcune cose (forse ero curioso anche di vedere l'incontro dei cosplayer: non ricordo se era quel giorno, o il giorno dopo), ma sta di fatto che, non appena sono arrivato in piazza Duomo (alla stazione della metropolitana di piazza Duomo) e sono uscito (andavo per uscire) proprio dalla scalinata che dà di fronte al duomo, ho cominciato a sentire una serie di urla, cori e rumori vari.
E una volta che sono uscito dalla scalinata mi sono trovato da una parte tutti i tifosi del St. Etienne schierati che urlavano, gridavano, cantavano, lanciavano bottiglie (che era una cosa abbastanza discutibile), lanciavano bombe carta... e dall'altra parte della scalinata le forze dell'ordine in assetto antisommossa.
Al centro c'era questo "corridoio" in cui le persone passavano di corsa in mezzo al lancio di bottiglie e bombe carta.
Vista la scena, son tornato indietro e sono uscito da una scaletta laterale, per cercare di capire che cavolo stesse succedendo: non avevo idea di quello che stava succedendo, perché avevo capito che erano dei tifosi calcistici, metà delle cose che son successe le ho sentite, il giorno dopo, ai telegiornali locali in televisione, o leggendo il giornale; ma all'inizio non capivo che succedeva.
Fatto sta che, dopo aver visto tutto il casino che c'era in piazza, il lancio di bottiglie (e, tra l'altro, la polizia che CONTINUAVA a sequestrare intere cassette di birra!), allora io ho detto "Va bene, allora: evitiamo", sono sceso dicendo "prendo il treno e amen!".
Quindi che cosa è successo? Sono entrato in stazione, una volta che entro in stazione, prendo il mio biglietto - da bravo cittadino - timbro il biglietto al tornello, supero il tornello, mi giro.
Vedo che c'è confusione, vedo che c'è gente che arriva e si chiede cos'è questo rumore che viene da fuori: questo continuo scoppiare di bombe carta...
Son lì che sto spiegando: "Ragazzi, guardate che c'è un po' di..." e si sente un rumore di bottiglia che fionda dentro la stazione, ma non si rompe.
Ci giriamo. Mentre mi giro vedo dalle scale arrivare UN'ALTRA bottiglia, che arriva - proprio - a metà stazione, va in mille pezzi sul pavimento.
E - immediatamente - succedono una serie di cose: il bar della stazione del Duomo (che è gestito, all'epoca era gestito, da una simpaticissima ragazza cinese), vien fuori, abbassa la saracinesca e si chiudon tutti dentro.
E immediatamente il tizio della società dei trasporti esce dalla garitta, spalanca il cancello per l'accesso dei disabili e fa alle persone presenti: "PRESTO! ENTRATE!"
E io mi guardo il biglietto: "Ma nooo: ma l'ho appena timbrato!"
E vabbè, dai.
Saliamo sul treno: scendiamo in stazione di corsa e saliamo sul treno, che - per fortuna - arriva in quel momento e riparte subito.
Ora, il treno parte, esce dalla stazione, fa poche centinaia di metri e si ferma in galleria.
Io ero entrato sul treno e mi ero appoggiato alla parete di fondo, quella che dà sulla cabina di guida "posteriore" (in questo caso).
Mentre il treno è fermo, passa quel... uno o due minuti, e incomincio a sentire un "suono" che viene dalla cabina posteriore. Praticamente nella metropolitana milanese (come in molte metropolitane) c'è la ricetrasmittente TETRA. E nella cabina di fondo qualcuno ha lasciato la ricetrasmittente accesa, cosicché si sente, abbastanza bene, una conversazione molto lunga, che è in corso tra il conducente del nostro treno (che - ovviamente - è nell'altra cabina), la Sala Operativa della società dei trasporti, e il conducente di un treno che capiamo essere il treno che è davanti a noi, nell'altra stazione, che è fermo (che è per questo motivo siamo fermi anche noi: il conducente ha trovato un semaforo rosso) e questa conversazione va avanti per diversi minuti, con uno dei due conducenti che era sempre più preoccupato, sempre più alto nel tono della voce e che continuava a imprecare in meneghino stretto.
Quando ho letto sul giornale che cosa è successo, poi ho capito perché quel pover'uomo stava letteralmente tirando giù tutti i santi alla radio: in pratica un gruppo di tifosi scalmanati (probabilmente da un'altra stazione, non so: forse da San Babila) si sono fatti una passeggiata, son scesi, son saliti su un treno.
Una volta essere saliti sul treno che, fondamentalmente, era il treno davanti a noi, hanno cercato - all'inizio - di rompere il vetro di una finestra a calci.
Dato che - come ci ha insegnato la trasmissione Mythbusters - il vetro temperato, senza gli strumenti appositi, NON SI ROMPE, a questo punto questi signori che fanno? Sono su un treno, pieno di anziani, di bambini, di pendolari, quindi: pensano bene di tirare una bomba carta dentro il convoglio.
Poi han tirato il freno d'emergenza, il treno si è fermato all'ingresso di una stazione, e urla, e per fortuna il tiro della bomba carta non ha ferito nessuno.
Però il treno si è fermato, quello ha aspettato le forze dell'ordine, è successo un groviglio infernale, in questo groviglio infernale siamo rimasti fermi almeno un buon quarto d'ora/venti minuti in galleria, nell'oscurità più completa (vabbè, sul treno c'eran le luci accese), un caldo tremendo, perché poi quando sei chiuso nel convoglio con centinaia di persone cominci a toglierti la giacca, a toglierti quello, a toglierti quell'altro, cominci a sudare...
... per colpa di un gruppo di scalmanati, di tifosi calcistici.
Ma volevo condividere con voi quest'avventura, perché comunque nonostante tutto resto del parere che - secondo me - dove il trasporto pubblico funziona, è la scelta migliore.
E voi invece, che cosa mi dite? Voi preferite il trasporto pubblico oppure - nonostante tutto - avete delle necessità o dei motivi per i quali preferite spostarvi il più possibile con la vostra macchina? Col vostro motorino? Con la vostra motocicletta?
Con la bicicletta? Con che-ne-so-io? Fatemelo sapere con un commento qua sotto.
Bene ragazzi: io sono Grizzly, questo era il capitolo 4 della serie di VLOG "Vivere la città", vi ringrazio per essere arrivati sino in fondo, vi ricordo - se questo vlog vi è piaciuto - di fare pollice-in-alto e di condividerlo con i vostri amici, vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale: è gratuito, vi farà assumere subito quel buon profumo di nuovo iscritto e potreste anche ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Io ho concluso, per cui: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 16 agosto 2015

VLOG 79: Vivere la città: 3 - ristoranti, pizzerie, fast-food

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road. Vivere la città - Capitolo 3: ristoranti, pizzerie, fast-food.
Abbiamo visto tutti quanti milionate di film, telefilm e serie televisive americane in cui tutte le volte che si ordina una pizza, gli americani che sbavano... "Peperoni!"
E tu ti chiedi: "Ma come si può mettere una peperonata sulla pizza?" che (oltre al fatto che diventa un mutuo, la pizza, perché la digerisci a rate mensili!) qualcuno trova che i peperoni sulla pizza siano COMUNQUE una cosa interessante... ma mi dispiace danneggiarvi: "Pepperoni" (con due "p") non ha niente a che vedere con l'ortaggio: è un insaccato, un salame piccante ('na roba che chiameremmo, non lo so, "ventricina", anche se essendo una cosa prodotta in America... non si sa bene come... lasciamo stare!)
Ristoranti e pizzerie. Una volta, quando non c'era la crisi, il fine settimana, uno anche nella propria città: «Ma no, stasera non cuciniamo: andiamo a mangiare da qualche parte» (adesso che è un periodo di crisi: «Ma no, stasera non cuciniamo: ci mangiamo le fette biscottate!»)
Per cui ho notato una cosa: diventa sempre più difficile, quando uno ospita amici che vengono da fuori: «Ma stasera andiamo al ristorante, dai: ti offro la cena»
«eh sì. Ma in QUALE ristorante? Non è che ne conosco tantissimi nella mia città...»
Perché appunto c'è questa cosa che non si va moltissimo in giro, quindi non si ha bene un'idea di quale sia il ristorante dove si mangia bene, quello dove si mangia un po' meno bene, quello dove si paga poco, quello dove quando entri e gli dici "buonasera" già ti han staccato la testa...
Però due cose, per fortuna, vanno sempre: la pizzeria e il fast-food. Nel fast-food io non vado mai: quei panini grondanti di non si sa bene che cosa... di aria! Perché potresti mangiartene cinquanta e ancora avere fame, se ti fai un panino con un doppio hamburger e fette di formaggio e... in casa: ti viene fuori una cosa con 360 milioni di calorie, che fai una fatica infernale a mangiarlo, e quando l'hai mangiato non mangi per una settimana, perché ti senti sazio per una settimana.
Comunque: pur non andando nei fast-food, sicuramente vado in pizzeria, tantissimo, perché (come abbiamo parlato dell'andare nei locali e andare in un pub, in una birreria con gli amici), andare in pizzeria è la "seconda" possibilità quando si ha una bella comitiva di amici: tutti assieme, si mangia una pizza, si beve una birra, si chiacchiera in compagnia... certamente un bel modo di passare la serata e quindi le pizzerie possono essere una ipotesi interessante, anche se - per esempio - qui in Sicilia c'è anche una "cultura" della cena a base di pesce. Non mi fa impazzire il pesce, pur essendo siciliano: se io devo scegliere tra una grigliata di carne e una grigliata di pesce io... mi butto sulla grigliata di carne, la preferisco maggiormente. Però c'è anche questa cultura. Quindi comunque quello che è andare a mangiare al ristorante, quello che è andare a mangiare in pizzeria, quello che è andare a mangiare al fast-food (uhm: tralasciamo quella pubblicità del McDonald's che è stata molto discussa): certamente è un'ipotesi per la sera.
Ora, come dicevo secondo me la scelta ideale per la calda sera estiva, per andare con gli amici, è la pizzeria. Ma voi che cosa ne pensate? Scrivetemi un commento qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr.
Bene, anche oggi siamo arrivati in fondo a questo vlog di agosto 2015, per cui come sempre vi ricordo di fare pollice-in-alto se questo vlog vi è piaciuto, di iscrivervi al mio canale (è gratuito, vi farà assumere quel buon profumo di nuovo iscritto e POTRESTE anche ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video).
Bene, siamo arrivati in fondo a questo vlog, per cui come sempre grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 9 agosto 2015

VLOG 78: Vivere la città: 2 - locali e discoteche, cinema

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly, questo è Diario di Viaggio on the road edizione agosto 2015 - Vivere la città.
Capitolo 2: locali, discoteche, cinema. Non sono tipo da discoteca, lo dico subito, per cui: via il dente, via il dolore!
Locali: in estate sono tipo da andare, magari, in un pub con gli amici a bere una birretta o - insomma - passare un pochino il tempo così, ma certamente non da fare questa cosa tutti i giorni, andando a tirare le quattro del mattino: non fa per me. Mi piace rilassarmi, non mi piace dover fare i tour-de-force, quindi c'è sicuramente questo. E comunque, io non sono tizio da venerdì sera, io sono tizio da SABATO SERA, perché il sabato mattina lavoro (e giro il vlog), quindi... da anni e anni io lavoro il sabato mattina, per cui non esiste, per me, il venerdì sera... eh: sono un commerciante.
Ma, tralasciata questa piccola situazione: cinema. Cinema in estate non significa semplicemente andare a vedere l'ultimo film pieno di effetti speciali dell'ultimo regista, uscito ieri, ma anche può significare cineforum, può significare proiezioni all'aperto, può significare - non so - Festival del Cinema di Frontiera (si tiene a Marzamemi a fine luglio: è certamente un momento interessante per accostarsi al cinema).
E comunque può essere un modo di passare una serata con gli amici (o anche da solo), piuttosto che stare in casa, sul divano, davanti all'aria condizionata (beh, si sta sulla poltroncina del cinema davanti all'aria condizionata!)... ma si può stare anche in piazza, dai!
E può essere anche un modo, appunto, di guardare qualcosa, guardare un film, guardare o un film sperimentale... o ma anche l'ultimo film uscito dell'ultimo regista: qualcosa di leggero, giusto per passare una serata in piena tranquillità.
Almeno: questo è quello che faccio io in estate. E voi che cosa fate? Siete per i locali? Siete per la birreria con gli amici? O siete per la discoteca? O siete per il cinema? O preferite casa & aria condizionata? O piuttosto andare a passeggiare in piazza, anche se in questo periodo andare a passeggiare in piazza significa farsi sbranare dalle zanzare.
Non lo so: ditemelo sui commenti, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene ragazzi, anche questo vlog si è concluso. Vi ricordo di fare pollice-in-alto se vi è piaciuto e di condividerlo con gli amici (trovate i bottoni sotto al video), vi ricordo di iscrivervi al mio canale: è gratuito, vi farà subito assumere quel buon profumo di nuovo iscritto e - soprattutto - potreste ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Bene, grazie per essere arrivati sino in fondo, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima.

domenica 2 agosto 2015

VLOG 77: Vivere la città: 1 - attività turistiche e folklore

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Benvenuti a bordo, viaggiatori. Sono Grizzly, questo è Diario di Viaggio on the road - edizione agosto 2015: vlog veloci, senza sigla (sto già facendo VOGA2015, non voglio riempirvi la domenica) così potete andare al mare, a passeggiare in montagna, a prendere il fresco sotto l'aria condizionata o fare quello che volete fare.
Allora: voglio lanciare un argomento per questo mese di agosto, l'argomento è "Vivere la città", ed è un argomento un po' particolare.
Capitolo 1: oggi parliamo di attività turistiche e folklore.
Parentesi veloce: come sapete vivo a Siracusa. Siracusa, in epoca Romana, è stata un po' un nucleo importante dell'Impero Romano, è stata una città di confine sul mare, è stata una città che ha una grande storia e, arrivati ai giorni nostri, nonostante il turismo sia vissuto con qualche piccolo... chiamiamolo pure "mal di testa" (magari tipico dell'Italia che non riesce a far decollare il turismo come si dovrebbe), però Siracusa è piena di attività culturali che possono essere fatte, è piena di posti che possono essere visitati: c'è un intero quartiere, che si chiama Neapolis, dal greco Νεάπολις: nuova città. Che tra l'altro "nuova città", che detto nel XXI secolo ed è la parte PIÙ ANTICA della città, la parte dove ci sono il teatro greco, l'anfiteatro romano, l'ara di Ierone, l'orecchio di Dionisio, la grotta dei cordari.... cioè: tutto raggruppato lì, è la "nuova città. «Non voglio sapere com'è la "vecchia città", allora» direbbe qualcuno.
Sicuramente ci sono tante attività culturali che possono essere fatte in questa città: ci sono state le feste archimedee (anche se le più interessanti cose su Archimede, sugli specchi ustori, le han fatte i Mythbusters in California... ma tralasciamo!). Ma ci sono dei musei molto importanti: c'è il museo "Paolo Orsi" che... sì lo so: guardato così sembra la Fortezza delle Scienze, probabilmente (l'abbiamo sempre detto) magari - prima o poi - si apre il santuario e vien fuori, non lo so, Mazinga! Perché sembra quello... però è un museo molto importante, c'è tutta la storia di Siracusa, dell'area greca, dell'area romana, tutti i ritrovamenti che sono stati fatti nella provincia e molte cose importanti, sicuramente.
Quindi quello che è l'ambito turistico in questa città... sicuramente il turista che viene, non viene per vedere che c'è UNA SOLA COSA e poi se ne va via: c'è tantissimo da vedere, il turismo più "moderno" sicuramente ha a che fare con le spiagge, i villaggi turistici che ci sono nella provincia, lo splendido mare della Sicilia, il sole che... mi sta cuocendo in questo momento in cui NON POSSO accendere l'aria condizionata in macchina...
E il folklore, che in Sicilia, soprattutto quando si parla di folklore si parla (dopo la dominazione spagnola) delle feste dei santi che portano appresso tutta la processione, che portano appresso il mercato, che portano appresso tutto il popolo che va a vedere queste feste dei santi e che, sicuramente, basate anche sul principio vissuto dai cristiani "ricordati di santificare le feste"... eh: no, mi dispiace. Io non vivo questo principio: trovo molte feste di santi pittoresche e comunque il comportamento tenuto in molti posti del sud Italia, che danneggiano - secondo me - anche un po' quello che è il vivere la fede, che sono stati i fenomeni come "l'inchino" della statua del santo di fronte alla casa del presunto boss mafioso, sono certamente cose che BEN POCO dovrebbero avere a che fare con il folklore. Ma purtroppo c'è anche questo.
Ad ogni modo: insomma, qui a Siracusa (nel nostro piccolo) ci sono delle attività che si possono fare per il turismo, ci sono delle attività che si possono fare per il folklore, ci sono... c'è tanto da vedere, insomma quando uno in estate resta in città non è che la città è proprio un "mortorio", dai! Parliamoci chiaramente. Però, naturalmente, ci sono attività che si fanno anche uscendo, nelle altre città, negli altri comuni. In estate ci sono attività che possono essere molto interessanti e anche non necessariamente legate, appunto, alla religione.
La prima cosa che mi viene in mente, per esempio, è "La Notte di Fiaba" che c'è a Riva del Garda l'ultima settimana di agosto, dove abbiamo questo tema portante che è una delle fiabe: ogni anno viene scelta una fiaba, c'è questo tema portante, i personaggi della fiaba eccetera. La città si riempie di turisti, si riempie di bambini, ci sono un sacco di attività, sicuramente è molto interessante.
E, come dicevo, son dei vlog veloci perché suuuuuubito vi chiedo: ditemi un po', nella vostra città (o nelle vostre vicinanze) quali sono le attività che si possono fare, magari in estate? Proprio quando si finisce il lavoro e c'è il momento per la quiete. Ci sono delle attività turistiche? La vostra città è una città che accoglie il turismo? Oppure pensate che ci sia poco da vedere e c'è qualcosa che potrebbe essere fatto un po' meglio? Ci sono dei musei? Ci sono delle piscine? Delle spiaggie? Non so: parlatemene sui commenti. Ci sono delle attività folkloristiche? Delle feste di santo, o roba del genere?
Dicevo, parlatemene sui commenti.
Bene ragazzi, il vlog del 2015, primo capitolo su "vivere la città" veloce è concluso, quindi se avete trovato questo vlog interessante vi ricordo di fare pollice-in-alto e di condividerlo con gli amici, se non l'avete già fatto vi ricordo di iscrivervi al mio canale: è gratuito, vi farà subito assumere quel buon profumo di nuovo iscritto e potreste ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Bene, ho concluso, per cui: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

lunedì 27 luglio 2015

VOGA2015: Introduzione

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Agosto: ferie, vacanze, studio, libri, viaggi, relax, lavoro, feste, piscina, mare, montagna, soprattutto divertimento, e soprattutto: #VOGA2015!
#VOGA2015 è una challenge, un modo di mettersi davanti alla telecamera tutti i giorni, per tutti e trentuno i giorni di agosto per realizzare un vlog al giorno.
Trentuno vlog, e... «Caspita! Trentuno vlog sono pesantucci!» Sì, ma 31 vlog potete realizzarli con il montaggio, con l'attrezzatura, con la strumentazione, con gli effetti speciali... oppure semplicemente prendendo la telecamera e inquadrandovi e parlando, per uno-due minuti, dieci minuti, un quarto d'ora, due ore... il tempo che avete voi a disposizione (vi consiglio di tenervi brevi, perché così attirate un pochettino l'attenzione).
Trentuno vlog, e subito voi mi direte: «Caspita! Come facciamo a fare trentuno vlog? Come si fa uno a mettere davanti alla telecamera? Di che parla per trentuno giorni?»
Beh... è semplice: andate sul doobly-doo, trovate un calendario Google (disponibile anche in formato iCalendar e in RSS/XML). Potete importarlo sul vostro calendario Google, se già lo utilizzate. Potete importarlo dove volete, potete stamparlo! Ci sono trentuno argomenti: uno per ogni giorno, dal primo giorno ("Parla di te, presentati") al trentunesimo giorno ("Sei arrivato fino in fondo, che cosa hai imparato?") e passando per ogni genere di argomento: si parla di mangiare, si parla di viaggiare, si parla di te, si parla della famiglia, degli animali, di quello che capita! Naturalmente questo calendario non è obbligatorio: è un consiglio! Se non avete un argomento di cui parlare, leggete il calendario: «Oggi di che si parla? Oh, ma guarda: c'è quest'argomento, è interessante!» ma se avete un argomento di cui volete parlare, potete fare un vlog su QUELL'ARGOMENTO. La sfida è di arrivare fino in fondo.
Naturalmente può anche succedere che: «Eh, ma sai! Questo giorno non posso girare, non ho la connessione ad internet, sarò fuori casa tutto il giorno, c'avrò 'sto problema, 'sta cosa... e vabbè, mi salta tutta la challenge
MA NO! FERMO!
Ma se ti salta questo giorno non importa: girerai il vlog domani, girerai il vlog dopodomani, se saltano uno o due giorni non farti demoralizzare! È una sfida: la sfida è quella di mettersi davanti alla telecamera a parlare, ed è una sfida importante perché aiuta gli iscritti a conoscerti, aiuta te a essere più naturale davanti alla telecamera... io stesso non mi sento molto naturale: mi sento più naturale quando sono in auto, davanti alla telecamera.
Aiuta un po' il canale a crescere, aiuta a dare una "movimentata" a YouTube nel periodo di agosto, che c'è poco movimento.
E soprattutto è una cosa che, se tu usi la telecamera del telefonino, la funzione di registrazione di YouTube, ti può rubare un minuto al giorno, quindi pensaci!
#VOGA2015: dai, è la mia challenge. Ve la lancio per quest'anno, per tutto il mese di agosto 2015.
Troverete sul mio canale la playlist #VOGA2015, troverete sul doobly-doo (di questo video e di TUTTI i video di  #VOGA2015) i link al calendario (in formato Google Calendar, in formato iCal, in formato XML), quindi venite e poi ditemi sui commenti se state facendo anche voi #VOGA2015, se state facendo i VEDA, magari in lingua inglese: io l'ho fatto quest'anno ad aprile e in agosto, invece che fare di nuovo il VEDA in lingua inglese ho pensato di portare il VEDA in Italia e... VOGA è anche una cosa più in... VOGA, no? È molto più simpatico come acronimo di VEDA... eh... VEDA se vogliamo fare i VOGA!
Bene ragazzi: ci vediamo per tutto il mese di agosto su questo canale, ogni domenica sempre con Diario di Viaggio on the road, ma ogni giorno del mese di agosto con #VOGA2015. Ciao a tutti, e grazie!

domenica 26 luglio 2015

VLOG 76: La tecnologia che ci... aiuta

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
[♪♫♪]
La settimana scorsa abbiamo parlato di tecnologia sotto la «chiave di lettura» un pochino più negativa. Oggi voglio parlarvi di tecnologia sotto una «chiave di lettura» più positiva. Perché comunque io mi considero un "geek", sono - comunque - un appassionato di tecnologia, anche se lascio che sia io ad appassionarmi della tecnologia, e non la tecnologia a prendere il sopravvento su di me (almeno: cerco di farlo il più possibile).
La comunicazione è cambiata tantissimo grazie alle innovazioni tecnologiche. Ora: da una parte se, con il concetto di comunicazione, uno - magari - pensa "vabbè, perché c'è il telefonino, perché c'è una maggior velocità di connessione ad internet. In realtà mi riferisco a un discorso molto più globale.
Vi faccio un esempio molto veloce: pensate a come, nel passato, venivano gestite le "comunicazioni", la diffusione delle notizie durante le grandi calamità. Per esempio pensate, nei primi anni '80, alla terribile esplosione del Monte St.Elena (negli Stati Uniti) e a tutto quello che è successo, e a come le notizie sono poi arrivate nel mondo.
E pensate adesso al fatto che, grazie agli smartphone, alla connettività a internet, alla possibilità di condividere video «in tempo reale», a strumenti come Periscope, Meerkat etc., come: al giorno d'oggi, quando succede qualcosa di importante, quando succede quello che è un fatto di cronaca, come sia più facile (soprattutto per le cose "più gravi", per le cose "più importanti", per le cose che "dovrebbero coinvolgere tutto il mondo"), come sia più facile che la notizia faccia il giro del mondo [schiocco delle dita] veramente in un lampo.
Non so: in questi giorni stavo riguardando alcune cose sull'attentato di Breivik, l'attentato che c'è stato in Norvegia (prima a Oslo, al palazzo del governo, e poi sull'isola di Utøya), proprio andando a leggere le notizie e guardando alcuni video YouTube, ho osservato una cosa: come la notizia riuscì a diffondersi in tutto il mondo molto velocemente proprio grazie al fatto che cominciarono a comparire video su internet, cominciarono a essere pubblicati i primi video.
Ora io penso: notizie di una certa gravità, cose che succedono al giorno d'oggi, dalla «Primavera Araba» a - comunque - situazioni... non so: il terremoto e il successivo maremoto di Sendai, che c'è stato in Giappone nel 2011. Come è stato diverso, a livello di diffusione delle notizie, rispetto - per esempio - al maremoto che c'è stato in Indonesia.
La tecnologia, la tecnologia delle comunicazioni, la tecnologia in molti ambiti - come dicevo - migliora tantissimo la vita, e ci sono strumenti, per esempio a disposizione dei medici, dei chirurghi, che permettono di operare a distanza, di effettuare delle conferenze... cioè, io faccio una considerazione stupida: non tantissimi anni fa il classico "luminare" della (non so) cardiologia, che doveva andare a consultare dei colleghi, o di cui era richiesto un consulto: doveva FISICAMENTE spostarsi in aereo, doveva analizzare, magari, delle TAC, della roba... magari c'era una cosa urgente "è complesso: come facciamo a farle avere le TAC e via discorrendo?", quando adesso, nel momento in cui ci fosse in un ospedale, non so, a Sidney, un problema complesso con un paziente, e c'è un bravissimo medico a Londra che potrebbe dare un consulto, il consulto del medico di Londra, rispetto a Sidney, con la possibilità di analizzare tutta la strumentazione, di analizzare tutte, non so, le radiografie, le TAC, tutto ciò che è disponibile... è alla distanza VERAMENTE di un clic di mouse.
In un clic di mouse è possibile collegare da Sidney il medico di Londra, e magari anche un consulente a New York, magari anche un altro medico che ha avuto casi del genere e che si trova, non so, in Messico.
È una cosa che, virtualmente, fino a pochi anni fa era estremamente complicata da realizzarsi, e se andiamo indietro nel tempo (non indietro nelle centinaia di anni, ma veramente indietro nelle DECINE di anni), quello che sto dicendo negli anni '50, negli anni '60, che sono NULLA rispetto allo sviluppo dell'uomo, ma già andare indietro di una cinquantina d'anni: sono cose completamente da libro di fantascienza.
Quindi sicuramente la tecnologia è andata a evolversi, migliorando tantissimo la vita dell'uomo. Io sono appassionato di lettura, sono appassionato di libri, leggo molto, e però ho sempre avuto la difficoltà di riuscire a reperire alcuni libri particolari. C'è stato... quando andavo in vacanza, magari, riuscivo a trovare dei libri nella biblioteca di Trento, per il prestito, prenotandoli prima. Però succedeva che non era possibile trovare il libro, arrivava disponibile il giorno che io dovevo partire... e quindi per me è stata una grandissima cosa positiva la rivoluzione dell'ebook: ne ho parlato nel vlog in cui parlavo di lettura digitale.
La possibilità di trovare dei titoli, anche rari, in bene o male qualche store on-line e, dato che l'ebook non richiede tempi di spedizione: trovo il libro, lo compro, tac! C'ho lì il file, quindi tutta la mia libreria (una GROSSA PARTE della mia libreria) è nel cloud, che è una cosa che lascia un po' pensare, perché virtualmente, quindi, penso che ci sia della poesia Vogon che sta *galleggiando* nel mio wi-fi.... creepy!
E adesso, grazie alle reti di nuova generazione (anche le reti di nuova generazione in ambito mobile) abbiamo la possibilità di portarci appresso una tecnologia sempre più evoluta, che sta all'interno dei nostri telefonini, che sta all'interno dei nostri tablet, che sta all'interno delle nostre auto (che ormai lavorano un po' anche come un tablet: ci sono auto su cui si installano le App, no?)
Da una parte, utilizzando correttamente questo tipo di tecnologia, sicuramente migliorano tantissimo le cose, e ci sono - per esempio - quei navigatori satellitari che si mettono sul veicolo, che riescono grazie alla connessione a internet a determinare in tempo reale qual è la miglior situazione per il minor traffico, oppure se ci sono degli incidenti, dei rallentamenti, dei lavori in corso.
Sempre delle situazioni che, fino a pochi anni fa, rientravano veramente in quella che sarebbe stata la mente di uno scrittore di libri di fantascienza, non certo una realtà che quasi si da per scontata.
E, sicuramente, come la tecnologia ha migliorato tantissimo le cose sino ad oggi, migliorerà tantissimo le cose in futuro, e considerando la velocità a cui si muove la tecnologia, a cui arrivano le innovazioni tecnologiche, certamente quando parlo di "migliorare le cose in futuro" non intendo dire "fra vent'anni, fra trent'anni" (cioè: SICURAMENTE fra vent'anni, fra trent'anni le cose saranno radicalmente cambiate), ma certamente noi cominciamo a vedere miglioramenti nella nostra vita, miglioramenti nell'ambito tecnologico ormai, letteralmente, dall'oggi al domani.
C'è una situazione - secondo me - bellissima (di cui parlerò più avanti) che è il crowdfounding, in cui alcuni ambiti scientifici, alcuni ambiti tecnologici che potrebbero venire sviluppati, ma che all'inizio - magari - ci sono molte grandi aziende che non si fidano, non sanno quanto possa avere uno sbocco... grazie al crowdfounding moltissime di queste situazioni vengono invece sviluppate, potranno venire sviluppate, potranno dare un risultato, e quindi veramente nel giro di uno-due anni già la tecnologia avrà cambiato le nostre vite radicalmente. Da qui ai prossimi (non lo so) quindici anni, vent'anni, chi può sapere che cosa sarà successo? Ci saranno chissà quali grandi innovazioni nella sicurezza, nella salute, nella vita umana...
Voi cosa ne pensate? Che effettivamente la tecnologia migliorerà la vita dell'uomo? Oppure che l'evoluzione tecnologica favorirà soprattutto l'appiattimento culturale? Fatemelo sapere con un commento qui sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr.
Bene, io ho concluso anche per questa domenica, per cui - innanzi tutto - vi ringrazio per essere arrivati fino in fondo a questo vlog, vi ricordo, se questo vlog vi è piaciuto, vi ha incuriosito, se pensate che abbia ragione (o anche se pensate che abbia torto), comunque ricordatevi di fare un pollice-in-alto e di condividere questo vlog con gli amici, condividerlo sugli altri social network: trovate tutti i bottoni per la condivisione sotto al video.
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Bene ragazzi, di nuovo: grazie, ciao tutti e ci vediamo alla prossima!