domenica 7 febbraio 2016

Irish Soul: Invisibili... nella fantasia

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[♪ intro musicale ♫]
Dia dhuit a tutti!
Il video di oggi è in collaborazione con un amico con cui non ho mai collaborato, un amico youtuber (e la cosa mi fa molto piacere) che ha il nickname Grizzly.
Di cosa parliamo? Parliamo di due punti di vista diversi che riguardano l'invisibilità.
{scusate se ogni tanto guarderò, scusate se il cellulare romperà il cavolo durante questo video... e comunque: chiunque sia, può aspettare.}
Quindi: l'invisibilità, argomento del video. Avete mai pensato a quanto possa, quanto e come possa aiutare *veramente* l'invisibilità?
Prendiamo per esempio un caso (con cui vi ho già tartassato, bonariamente, in altri video): Harry Potter.
Harry Potter, al suo primo anno di scuola, riceve in regalo il "Mantello dell'Invisibilità", però quanto... quanto è pratico questo, come soluzione?
Per esempio: sì, copre la persona, però non copre le impronte nella neve, e quindi quando Harry va a Hogsmeade di nascosto (che è il villaggio dei maghi, per chi non lo sapesse), quando Harry va a Hogsmeade, appunto, le impronte - comunque - continuano a formarsi sulla neve: cioè non è usuale nemmeno per un mago, se vogliamo, vedere delle impronte che camminano dal nulla, no?
Quindi comunque questa invisibilità ha dei suoi limiti, delle sue limitazioni, non è proprio il massimo della sicurezza.
Oppure - non lo so - mi viene in mente anche come quando al primo anno (quindi il primo film, di conseguenza), Harry Potter va a fare le ricerche sul ministro Nicolas Flamel, no? E a un certo punto sente dei rumori e gli cade la lanterna, ancora calda, si frantuma in mille pezzi ed è lì che Gazza si rende conto che «Uno studente non è a letto!» (Io non sarò mai in grado di imitarlo, sicuramente avrò fatto bene, però insomma: ci siamo capiti).
Scusate, appunto, se leggo, però ci siamo fatti la scaletta...
Un altro impiego che possiamo portare a paragone è quello in cui, nel (sì, non voglio dire un'eresia, però io - ragazzi - non riesco a tenere il conto, perché è una saga talmente lunga & complicata)... dovrebbe essere il settimo film, in cui i protagonisti principali si introducono nel Ministero della Magia attraverso la Pozione Polisucco: Se vogliamo, può essere un'alternativa, però anche questa è un'alternativa che lascia il tempo che trova, in quanto dopo un'ora i nostri personaggi ritornano se stessi; e infatti mi viene in mente la scena di questa donna, introdotta al ministero della magia, che fino a un momento prima è convinta di baciare il marito, e il momento dopo si ritrova a baciare Rupert Grint (o Ron Weasley, come volete chiamarlo... non "Wesley", "Weasley", per favore! Perché nel film è doppiato così).
E quindi anche qui - non lo so - forse la nostra cara zia Jo (come è stata amorevolmente soprannominata dai Potterheads) ha voluto metterci di fronte ai limiti umani, da cui non sono esenti nemmeno i maghi!
Da un certo punto di vista non sono esenti nemmeno i maghi, no?
Quindi stiamo facendo tutta una serie di esempi in cui, comunque, la magia porta dei limiti. Prendiamo ad esempio Randall (chi non ha visto "Monsters & Co.", ragazzi, dovete rimediare assolutamente, perché è qualcosa di spassosissimo, e anche alla fine con un lieto fine - che non vi anticipo - perché non amo gli spoiler, e non li faccio). Quindi: Randall di "Monsters & Co." ha la capacità di effettuare una metamorfosi talmente forte, talmente evidente, da diventare quasi invisibile. Però c'è un limite anche per Randall: Randall non può toccare i bambini, perché i Monsters sono delle creature, appunto, che sì, sono assoldate per spaventare i bambini si "nutrono"... no, scusate: "creano" l'elettricità attraverso le urla dei bambini spaventati. Però non li possono assolutamente toccare, quindi questa invisibilità di Randall, questa "sicurezza" ostentata nel personaggio di Randall, alla fine è un limite, perché nel momento in cui tocca un bambino, la loro (tra virgolette) "copertura" salta, e i bambini non possono assolutamente invadere il loro mondo (a parte una, però non vi voglio anticipare più niente, basta! Non voglio spoilerare troppo, come ho già detto).
Vi lascio però con una domandina: cosa ne pensereste se - invece - l'invisibilità - di essere ottenuta con un processo "magico" (o comunque "naturale", come nel caso di Randall), fosse un processo fisico?
E su questo vi lascio il punto di vista del mio amico Grizzly, che - come credo di aver già detto (ma non lo so) è quello con cui ho fatto questa collaborazione. Vi lascio il link al suo canale e il suo video, che è molto interessante e molto insolito (dal punto di vista positivo, naturalmente la parola "insolito"), vi saluto, vi raccomando: guardate l'infobox che è molto importante e ci vediamo la prossima volta.

VLOG 103: Invisibili... nella realtà

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In una vecchia puntata del "Doctor Who" Rose Tyler finisce a bordo dell'astronave del capitano Jack Harkness. Stanno dialogando i due, a un certo punto Rose chiede: «Dunque tu hai un'astronave invisibile»
E il capitano risponde, senza battere ciglio: «Sì»
«Ormeggiata per qualche motivo alla Torre dell'Orologio di Londra»
E il capitano spiega: «Prima regola della mimetizzazione attiva: parcheggia SEMPRE in un luogo che ti ricordi MOLTO BENE»
E aggiungerei, considerando l'esperienza che ho della guida in città: "Quando sali in auto, attento a non premere il tasto che trasforma la tua auto in INVISIBILE". Almeno: credo che sia così, visto che ci sono giornate che a *tutte* le stradine laterali mi tagliano la strada, quindi probabilmente la mia auto è invisibile e non mi vedono!
Mah, comunque. Scherzi a parte, allora: benvenuti a bordo, viaggiatori. Io sono Grizzly, questo è Diario di Viaggio on the road, questo video è in collaborazione con il mio amico Irish Soul (trovate il link del suo canale e, naturalmente, sulla scheda): visitate il suo canale, iscrivetevi, poi tornate che cominciamo il vlog, sigla!
[♪♫♪]
In passato mi sono occupato di una tecnologia fantascientifica (eppure futuribile) che è il teletrasporto. Questa volta vorrei parlare di un'altra tecnologia sicuramente futuribile (e quindi che in futuro - probabilmente - arriverà) ma che per il momento rientra nell'ambito della fantascienza, ed è l'INVISIBILITÀ: mi voglio chiedere, un pochettino, quali potrebbero essere le implicazioni sociologiche dell'invisibilità.
Perché una cosa è certa: l'invisibilità sarebbe un grandissimo risultato, innanzi tutto - di certo - in ambito militare: questo tipo di mimetizzazione, praticamente definitiva, sicuramente cambierebbe tantissime cose in quella che è la situazione militare, in quella che è la situazione di intelligence, e in quelli che sono i prank... (probabilmente avrebbe, comunque, una serie di connotazioni negative, questo devo ammetterlo).
Ma adesso io voglio chiedermi, espressamente: se avessimo l'invisibilità, disponibile (diciamo) attraverso non il «pulsante» che rende magicamente invisibile la mia macchina, ma piuttosto per esempio una cosa più "reale": non so, una VERNICE INVISIBILE (come nei cartoni animati, no? L'inchiostro invisibile).
Ma diciamo di avere sul serio questo tipo di tecnologia, no? Questa vernice. Che implicazioni avrebbe disporre di una vernice invisibile?
Sicuramente, innanzi tutto, ci sarebbero tutte quelle discussioni degli ambientalisti, delle persone preoccupate dalla possibilità che questa vernice possa avere degli effetti tossici: «Effetti che NON SI POSSONO VEDERE sul lungo termine...»
Appunto!
Ehm, certamente ci sarebbe, come ci sono state - giustamente - situazioni sulle vernici a base di piombo, e come ci sono ancora adesso situazioni su determinate vernici, su determinati prodotti che, comunque, non sono esattamente arietta di montagna, e sicuramente ci sarebbe questo tipo di implicazioni. Ancor di più su una situazione che renderebbe un oggetto (un'automobile, una nave), un quello che sia completamente invisibile avrebbe implicazioni ancora più complesse, no? Perché ci sarebbero comunque delle persone all'interno.
E allora diciamo che invece della vernice abbiamo, per esempio (non so), un polimero plastico, una sorta di «telo invisibile»: si mette su un oggetto, si copre quest'oggetto e quest'oggetto diventa invisibile. Si può fare un telo molto grande e si può coprire una macchina, si può incollare a una nave, ci siamo? E diventa completamente invisibile.
E quantomeno, probabilmente ci sarebbe sempre qualcuno a dire "Sì, ma la tossicità". Sì, d'accordo, ma un telo plastico se me lo mangio e diventa tossico ci può anche stare, ma se lo uso per coprirci la macchina, probabilmente diventa una cosa differente.
Grazie! La persona mi ha lasciato la precedenza: evidentemente questa volta non ho premuto il tasto «Invisibile», comunque.
Ora, supponiamo di avere - appunto - questo telo, questo polimero, questa sostanza plastica che permette di rendere un oggetto invisibile. Ora il problema è: l'invisibilità funzionerebbe?
Se l'invisibilità è basata sul "deviare la luce per non far vedere l'oggetto", il problema (mi chiedo) è questo: rendere una cosa invisibile non la rende "incorporea", non cancella il fatto che occupa dello spazio, quindi che cosa succede interfacciandosi con l'atmosfera? Con la polvere che si può depositare? Con la pioggia? Con i fenomeni atmosferici, la neve?
Io ho una macchina invisibile, ci nevica sopra e comincio a vedere un mucchio di neve che si muove, no?
Oppure piove, e io vedo un "buco" nella pioggia, oltre a vedere la sagoma di una macchina che è acqua, perché la macchina si bagna e il telo si bagna, o il telo, anche se completamente cerato, fa scorrere via l'acqua: ancora peggio! Si vede proprio un'apertura in mezzo alla pioggia.
Certamente a quel punto dici: va bene, l'invisibilità non funziona...
Una nave, una barca, un'imbarcazione: si vede... e non è che è a pelo d'acqua: si vede lo spazio occupato dalla chiglia.
Tra l'altro proprio un'imbarcazione... l'antivegetativo non è invisibile. O diciamo di avere un antivegetativo invisibile, ma se l'antivegetativo fa cilecca e si cominciano a depositare alghe? E se l'acqua di mare è sporca e comincia a lasciare sporcizia, schiuma... attaccata alla chiglia? Non diventa comunque visibile?
Quindi l'invisibilità, effettivamente, potrebbe funzionare in ambito logistico, su quello che è il "lungo termine"? Perché mi pare comunque evidente che, anche se il polimero è invisibile, quello che copre il polimero è invisibile, quello copre la vernice (se non abbiamo il polimero) è invisibile, ma quello che "colpisce" il polimero, la vernice, quindi: la polvere, la sabbia...
Cioè, addirittura dovessimo creare dei mezzi corazzati a scopo bellico completamente invisibili, e dici "Va bene: c'è una bella giornata di sole, non c'è polvere, non piove, non li possono vedere"... cioè... virtualmente mi basterebbe, per capire dove stanno i nemici, mettere via il mitra, pigliare una pistola paint-ball, sparare a caso: ci sarebbero delle "macchie" che si muovono "Ok, i nemici sono lì, puntate e fate fuoco!"
Quindi quanto l'invisibilità potrebbe funzionare nel mondo reale? Secondo me potrebbe essere un obiettivo molto bello da vedersi in laboratorio, magari per - non lo so - effetti speciali nel cinema o roba del genere (d'altronde un po' come avviene adesso con il green-screen), ma a parte questo, effettivamente mi chiedo: quanto e come l'invisibilità funzionerebbe nel mondo attuale, in questo ventunesimo secolo, o più avanti nel ventiduesimo o quando - un giorno - arriveremo all'invisibilità, se effettivamente sarà una cosa che avrà le sue utilità intrinseche, o se logisticamente sarà più una sorta di passatempo, nevvero.
Questo è quello che penso sul mondo reale. Ma invece nel mondo fantastico, nel mondo della fantasia, nel mondo del fantasy, dove l'invisibilità si può ottenere con la magia, effettivamente anche in questo caso può essere funzionale, o comunque ci sono difetti intrinsechi?
Di questo ci parla il mio amico Irish Soul, con il video collaborazione che trovate linkato sul doobly-doo, sull'annotazione e sulla scheda, in cui analizza invece il funzionamento dell'invisibilità in quello che è il mondo fantasy (in Harry Potter, o nei cartoni animati): come rende l'invisibilità, se effettivamente risulta essere qualcosa di funzionale, oppure se anche lì ci sono dei piccoli difetti che la rendono forse un passatempo.
Bene ragazzi: questo vlog finisce qui, io - come sempre - vi ringrazio per essere arrivati sino in fondo assieme a me, vi ricordo, se questo vlog vi è piaciuto, vi ha incuriosito, vi ha lasciato pensare, di fare pollice-in-alto e di condividerlo con i vostri amici: potete anche condividerlo su Whatsapp o su Telegram.
Vi ricordo, se non l'avete già fatto, di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito, vi farà subito assumere quel buon profumo di nuovo iscritto che ci piace così tanto, e inoltre dovreste essere in grado di non perdere nessuno dei video che pubblico su questo canale.
Vi ricordo inoltre che, se volete, potete anche iscrivervi al mio canale Telegram: trovate il link sul doobly-doo, sull'annotazione e sulla scheda, in questo modo riceverete una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video su questo canale.
Vi ricordo - di nuovo - di andare a dare un'occhiata anche al video di Irish Soul e di iscrivervi al suo canale, se non l'avete già fatto, che è molto bravo ed è molto simpatico.
Detto questo, come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 31 gennaio 2016

VLOG 102: La "Bucket List"

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
[♪♫♪]
Allora, oggi vi parlo di un degli youtuber italiani più storici. Non è stato il primo youtuber che ho iniziato a seguire (il primo youtuber è stato un altro, e ve ne parlerò più avanti), però è stato veramente nel gruppo dei «primi cinque» youtuber che seguo da più tempo: ho cominciato a seguirlo prima ancora di cominciare a pubblicare video costantemente su YouTube.
Lui è Daniele Selvitella, anche detto Daniele Doesn't Matter: trovate il link del suo canale sul doobly-doo e - naturalmente - sulla scheda.
Probabilmente lo conoscete già, se non lo conoscete vi consiglio di andare subito a vedere il suo canale e a iscriversi perché è veramente molto bravo.
Daniele ha cominciato la sua avventura su YouTube mostrandoci quelli che erano i «video virali», quelli che erano i video più particolari, quelli che erano i classici video "stupidini e comici" che giravano per la rete.
E poi, andando avanti nel tempo, ha integrato nel suo canale un altro format, in cui ci parla - in maniera un po' ironica, un po' comica - di quelle che sono le cose che accadono nella vita quotidiana. E ancora continua a unire, appunto, a quello che accade nella vita quotidiana alcuni video molto particolari.
E adesso vediamo di analizzare un pochettino alcuni dei video che ha pubblicato (e di capire che cosa intendo nello specifico).
Il primo video che vi segnalo è "Gli effetti della droga", che non ha - in realtà - nulla a che vedere con "che cosa succede a drogarsi", lui ci dice, ironicamente: «Chiarisco subito una cosa: solo gli effetti della droga possono spiegare alcune cose che vedrete nei video oggi».
Ci presenta tre video che gli sono stati segnalati, di cui uno di un musicista dell'Est-Europa (di un cantante e musicista dell'Est-Europa) che devo dire che, se Daniele non è riuscito a farlo diventare *lui* famoso in Italia, ha comunque contribuito tantissimo alla sua diffusione in Italia.
Quindi il primo video: "Gli effetti della droga", lo trovate sul doobly-doo e lo trovate sulla scheda.
In merito al discorso del «parlare con ironia» (e anche un po' comicamente) di quello che succede nela vita di tutti i giorni, a questo punto vi presento un video un po' particolare che fa vedere anche lo spirito molto simpatico di Daniele, che non solo ci parla di queste cose ma recita anche delle brevi scenette, interpretando diversi personaggi: fa un uso molto intelligente del green-screen. Tutta questa serie di personaggi che ha costruito, nel tempo, che sono molto simpatici.
E questo video è: "10 cose che non vuoi sapere", e ci dice appunto «Ci sono tante cose che... le sapete, ma una volta che le sapete, poi considerate che non avreste più voluto saperle»; quindi date un'occhiata anche a "10 cose che non vuoi sapere", video che trovate sul doobly-doo e sulla scheda.
E infine voglio segnalarvi un video un pochino più "datato", che racconta un momento della vita di Daniele, e un modo di vivere con ironia anche questo momento comunque molto difficile.
Daniele, tempo fa, ha avuto un incidente stradale con l'auto e da una parte ha lanciato - appunto - un messaggio, invitando alla prudenza, e comunque costruendo con la sua simpatica ironia un video molto interessante, eppure divertente.
E questo video, che - ripeto - è un po' datato, però secondo me merita (infatti nel presentarvi Daniele ho pensato di riguardare un po' i primi video con cui lo avevo scoperto, quando mi ero iscritto al suo canale, e quindi piano piano di vedere anche qual è stata la sua crescita. E questo è stato un video che ha qualche anno ma che rimane un po' quello che ho trovato più interessante, anche per il tipo di messaggio lanciato). Il video è "Incidenti incidentati", sempre lo trovate sul doobly-doo e sempre lo trovate  sulla scheda.
Lui è Daniele Doesn't Matter: andate e iscrivetevi al suo canale, se non l'avete già fatto.
Bene! Detto questo, adesso voglio parlarvi della «Bucket List», che no: non ha niente a che vedere con una secchiata di acqua gelata... ARGH! Ho già dato!
La bucket list (letteralmente: la lista dentro il secchio... uhm! Non so bene perché si chiama così questa cosa, anzi se qualcuno sa l'etimologia di questo termine, e vuole spiegarmela nei commenti, perché ho cercato in giro, ma non ho trovato nulla di veramente affidabile: ci sono varie teorie), la bucket list, comunque come dicevo, è la lista delle cose che si vogliono fare, dei risultati che si vogliono ottenere, delle cose che si ha intenzione di realizzare... prima di morire.
Che non è una cosa "negativa", cioè uno pensa "Ok, sono le mie ultime volontà, il testamento", al contrario invece sono dei risultati che una persona dice "io VOGLIO raggiungere questi risultati per poter dire: Ok, ho vissuto la mia vita al meglio, mi sono divertito, ho ottenuto dei risultati che mi sono posto. A questo punto la mia vita si può definire COMPLETA e VISSUTA NELLA MANIERA PIÙ CORRETTA".
Forse è un po' eccessivo, però considerate che ci sono delle bucket list che contengono uno o due elementi, ma ci sono delle persone che hanno delle bucket list molto, molto, molto lunghe. Quindi ci possono essere decine, centinaia se non migliaia di obiettivi che si vogliono raggiungere.
Di per sé porsi degli obiettivi - secondo me - è comunque una cosa importante nella vita, ma soprattutto porsi degli obiettivi e riuscire a realizzarli penso sia un eccellente elisir per l'autostima, un po' come il volontariato, che era una delle cose della mia bucket list.
Infatti vorrei condividere con voi alcune delle cose che mi piacerebbe realizzare prima di concludere la mia vita.
Non vi dirò tutto quanto perché, pur avendo scoperto l'esistenza del concetto stesso di bucket list solo pochi anni fa ed esserne rimasto incuriosito, ho cominciato - nel tempo - a raccogliere delle idee.
E tralasciamo il "Visitare determinati posti" o l' "incontrare determinate persone", che è una delle prime cose che si va a pensare di scrivere sulla propria bucket list (eppure sì, lo ammetto: sicuramente almeno una volta nella mia vita mi piacerebbe assistere alla Cerimonia di Chiusura del Confine tra India e Pakistan).
Da una parte ci sono dei posti che mi piacerebbe visitare, ci sono delle persone che mi piacerebbe incontrare, però c'è una cosa che mi piacerebbe fare almeno una volta nella mia vita, ed è visitare tutto il mondo; non tanto per vedere i luoghi, quanto per incontrare le persone di tutto il mondo. Tanto per potermi confrontare con le persone, con i ragazzi, con i bambini, con gli adulti, con chi lavora, con chi vive nelle varie parti del mondo. Con chi vive con semplicità, con chi vive con difficoltà, con chi vive come me, come tutti noi.
Vedere quali sono le "differenze culturali", ma non per aver letto delle differenze culturali su internet (sulla Wikipedia o da qualche parte), ma vedere, proprio *toccare con mano* le differenze culturali: questa è una cosa che mi piacerebbe tantissimo. Conoscere la diversità degli uomini, avere tutta questa grande diversità che - comunque - ci rende tutti uguali.
Penso che sia un sogno che prima o poi so che riuscirò a realizzare.
E un altro sogno che mi piacerebbe realizzare, un risultato che mi piacerebbe poter raggiungere è, una volta nella vita, di fare un volo in mongolfiera: sono curioso, è una cosa che mi piacerebbe tantissimo fare e che, prima o poi, so che riuscirò a trovare l'occasione e la situazione che mi permetterà di farlo. Però questo è uno dei risultati che volevo condividere con voi.
E voi, invece? Avete una bucket list, una lista delle cose che vorreste fare nella vostra vita? Di risultati che vorreste raggiungere? Non ce l'avete e vi ho incuriosito, e avete intenzione di realizzarla?
Oppure, appunto, ce l'avete e volete condividere con me (con tutti noi) qualcuno dei vostri desideri?
Oppure pensate che sia una inutile fesseria? Non lo so: fatemelo sapere con un commento qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr.
Bene ragazzi, io ho concluso. Come sempre vi ringrazio per essere arrivati assieme a me in fondo a questo vlog, vi ricordo - se questo vlog vi è piaciuto, se vi ha incuriosito, se vi ha fatto conoscere l'esistenza della bucket list - di fare pollice-in-alto e di condividere questo vlog con i vostri amici: potete condividerlo anche su Whatsapp o Telegram.
Vi ricordo, se non l'avete già fatto, di iscrivervi al mio canale: è gratuito e vi farà subito assumere quel buon profumo di nuovo iscritto che ci piace così tanto, e soprattutto non perderete tutti gli altri video che pubblico sul mio canale.
Vi ricordo, tra parentesi, di iscrivervi anche al mio canale Telegram (trovate il link sul doobly-doo, sull'annotazione e sulla scheda): in questo modo riuscirete a ricevere una notifica ogni volta che pubblico qualcosa di nuovo sul mio canale.
Io sono Grizzly: grazie ancora, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 24 gennaio 2016

VLOG 101: Il disegno

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
[♪♫♪]
E sì: fa un freddo cane, penso che se sto zitto lo si senta abbaiare da qui!
{abbaio lontano}
Ecco: tralasciamo le battute idiote e parliamo invece dell'argomento del giorno: il disegno.
Wikipedia ci dice «Il processo di tracciare dei segni su una superficie tramite l'applicazione di una pressione o trascinando degli appositi strumenti».
Ecco: il concetto di "trascinare" credo che si avvicini moltissimo al mio modo di disegnare, perché io sono - veramente - totalmente negato nel disegno, e quindi quando cerco di disegnare qualcosa il risultato finale è come se mi stessi "trascinando" verso quella cosa, più che "descriverla" in qualche modo.
E tendo a dire che - veramente - fatico a disegnare una "O" utilizzando un bicchiere come base, per cui...
Comunque scherzi a parte, a scuola (nella scuola media e poi al liceo) ho studiato il "disegno": innanzi tutto il disegno tecnico (soprattutto le proiezioni, etc) e quello che al liceo veniva chiamato "disegno ornato", quindi la riproduzione - non so - di determinati capitelli, di determinati punti; e in quello devo dire che, decisamente... totale negazione: veramente una cosa molto strana.
Proprio: da una parte non c'è mai stata la passione o la voglia di approfondire il discorso del disegno, dall'altra sì: il disegno tecnico mi "trovava" perché ho un po' una mente matematica: mi piace schematizzare. Ma quello che doveva essere il disegno "a mano libera"... no: decisamente non mi ha mai appassionato, quindi non ho mai approfondito, non ho mai voluto tentare... ho cercato, in passato, di disegnare (di dipingere) ma, proprio, mancando la passione, manca la base, quindi uno dice "ok, proviamo", ma diventava un modo di mettersi una matita in mano e forzarsi di fare qualcosa, quindi decisamente: no, non è il mio campo.
Eppure lì fuori nel mondo ci sono tantissime persone che con delle matite o dei pastelli colorati riescono a creare delle cose ALLUCINANTI! E non parlo solamente di disegni fatti veramente molto bene, o di disegni tecnici fatti a mano libera, conosco chi - veramente - è in grado di tirare delle linee dritte a mano libera meglio che se avesse il righello: io non lo so, anche quando tracciavo gli assi cartesiani sulla lavagna, veniva fuori una stradina di montagna, quindi lasciamo perdere!
Ora, in proposito di questo vorrei presentarvi il canale di un'artista italiano veramente molto bravo che pratica una forma d'arte (una forma di disegno) che si chiama "iperrealismo".
Veramente io penso che - probabilmente - già lo conoscerete, se non lo conoscete dovete subito andare a iscrivervi al suo canale: lui è Marcello Barenghi (trovate il link del suo canale sul doobly-doo e sulla scheda), è molto bravo; sul suo canale fa questi disegni in time-lapse.
Quello che - veramente - lascia senza parole è vedere lo sviluppo dei disegni (di disegni iperrealistici) tra le sue mani: disegni che sembrano degli oggetti che proprio vengono fuori dal foglio, come fossero degli oggetti reali, proprio delle vere e proprie fotografie.
Tutto fatto con matite e pennarelli colorati, qualcosa di allucinante.
Per farvi capire bene di che cosa sto parlando, vi mostro innanzi tutto un video nel quale realizza un disegno dedicato alla saga di Star Wars (visto che in questo periodo è uscito l'episodio VII): il disegno di R2-D2, che trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda, guardatelo sino in fondo attivando i sottotitoli, perché c'è una piccola sorpresa finale.
Ma soprattutto guardatelo con calma, perché questi video durano mediamente tre~quattro minuti e condensano tre~quattro~cinque ore di lavoro.
Vedere che cosa cresce sotto le mani del buon Marcello in quelle che sono cinque ore (o comunque, nel video quelli che sono tre~quattro minuti) è qualcosa che lascia totalmente senza parole.
Proprio: non so neanche come descriverlo, vi posso solo dire "Guardatelo, e mi crederete e resterete stupiti!"
Marcello ha realizzato anche dei lavori per scopo professionale (tra le altre cose realizza anche lavori a scopo professionale per lavoro, potete anche contattarlo se avete delle esigenze lavorative), ma comunque per darvi un po' un'idea di quello di cui sto parlando: ha realizzato in passato una campagna per la McDonald's (se non ricordo male in Svezia), e sono alcuni video, di cui ve ne mostro uno, che è il Chorizo BBQ di McDonald's (è un panino). Non vi dico nulla: andate a vedere, Chorizo BBQ di McDonald's, lo trovate sul doolby-doo e anche questo lo trovate sulla scheda. Veramente non vi dico nulla: guardatelo, e poi *RACCOGLIETE* la mascella e tornate a seguire il vlog!
Perché prima di concludere con Marcello e tornare un attimo al disegno, vi voglio mostrare anche un disegno veramente eccellente (al momento che ve lo sto segnalando è quello che - sul suo canale - ha più visualizzazioni: ha più di SETTE MILIONI di visualizzazioni) ed è una bottiglia di vodka.
È bellissimo! Proprio la resa della trasparenza della bottiglia e della tridimensionalità di questa bottiglia, quindi andate a vedere la bottiglia di vodka, video che linko sul doobly-doo e sulla scheda.
Come ripeto, lui è Marcello Barenghi, è un'artista italiano veramente molto bravo, e devo dire (che è una cosa che un pochettino mi colpisce) che viene intervistato dalle televisioni giapponesi e dalle televisioni straniere: in Italia non ha il successo che meriterebbe, perché comunque... altro che andare a fare la campagna pubblicitaria per la McDonald's: personalmente penso che lui dovrebbe poter fare campagne pubblicitarie qui in Italia! Cioè: è incredibile che una persona di una bravura tale nel disegno, nel disegno iperrealistico, sia famosa all'estero... e un pochettino lascia l'amaro in bocca, no?
Voi comunque andate a vedere il suo canale, iscrivetevi; continuiamo al volo con l'argomento del giorno, perché concluderò velocemente.
Io, come dicevo, sono particolarmente negato nel disegno e quando vedo artisti del livello di Marcello che - invece - con i pennarelli colorati tirano fuori queste cose che lasciano - proprio - senza parole: questa categoria di disegni che ti casca la mascella sulla scrivania, dico: "Ecco, non solo sono negato per il disegno, ma QUANTO sono negato per il disegno?"
Eppure, per esempio, in famiglia mia madre è molto portata per il disegno, per la pittura, le piace moltissimo dipingere e ha realizzato tantissimi quadri: ho suoi quadri nel mio ufficio, ho tantissimi suoi quadri in casa mia, moltissimi quadri li ha venduti.
Devo dire che - quindi - probabilmente è la capacità di disegnare che salta una generazione.
Ecco che, appunto, faccio questa domanda: voi con il disegno che rapporto avete? Siete completamente negati, come me? Avete bisogno di un normografo per disegnare una "O"? Oppure ve la cavate in maniera discreta, siete artisti molto bravi, magari al livello di Marcello Barenghi o di altri artisti che fanno il realismo o l'iperrealismo a questo livello?
Non lo so: fatemelo sapere sui commenti, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr.
Fatemi sapere se vi piace disegnare, se è una cosa che avete coltivato, una passione che avete coltivato nel tempo (perché l'avevate sin da piccoli). Se è una cosa che avete scoperto andando avanti nel tempo, oppure se è una cosa che avete scoperto per caso: sono un pochino curioso, parliamone.
Ci sono delle tecniche di disegno che vi piacciono? Di pittura, non so: l'olio su tela? Il disegno a matita? Il disegno a penna?
Bene, ragazzi, ditemi un pochettino cosa ne pensate del disegno, cosa pensate del canale di Marcello.
Io direi che per oggi ho concluso, per cui vi ringrazio per essere arrivati in fondo a questo vlog, vi ricordo - se questo vlog vi è piaciuto - di fare pollice-in-alto e di condividerlo con i vostri amici: potete condividerlo anche su Whatsapp o Telegram (se siete sul dispositivo mobile).
A proposito di Telegram: vi ricordo che potete iscrivervi al mio canale Telegram, trovate il link al canale sull'annotazione, sul doobly-doo e sulla scheda. In questo modo saprete subito quando ho pubblicato un nuovo video.
Vi ricordo - tra le altre cose - di iscrivervi al mio canale, se non l'avete già fatto: è gratuito, vi farà assumere quel buon profumo di nuovo iscritto che ci piace così tanto, e soprattutto dovreste ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video di qualsiasi playlist.
Tra l'altro c'è una playlist che sto per cominciare, quindi vi consiglio di restare collegati al canale.
Ok, io sono Grizzly: questo è tutto, per cui - come sempre - grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 17 gennaio 2016

VLOG 100: La licenza Creative Commons

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[Nota: anche i contenuti di questo blog sono rilasciati con una licenza Creative Commons]
Benvenuti a bordo viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
Puntata speciale numero CENTO: tutta a colori!
Ah, no. Aspetta: quello era Dylan Dog... vabbè anche questa puntata sarà comunque molto interessante, quindi cominciamo: sigla!
[♪♫♪]
Natalino Balasso ha pubblicato su YouTube il suo «Messaggio di fine anno»: lo aveva già fatto in passato, è un messaggio simpatico, divertente, lascia un po' - comunque - pensare... ma soprattutto ha fatto una cosa diversa dal solito, e che ha provocato un pochino di «movimento».
Quello che ha fatto è stato condividere il video sul suo profilo Facebook con una nota, che diceva: "Il video è stato rilasciato con una licenza Creative Commons, che significa che potete farci un po' tutto quello che vi pare".
Ora, come dicevo, questo ha generato un pochino di movimento, perché c'è chi ha tentato di utilizzare l'Editor Video di YouTube (sono uscite alcuni "esperimenti" di video derivati), ma soprattutto questo ha portato un pochettino l'attenzione - appunto - sulla licenza Creative Commons, sul fatto che YouTube permette (oltre alla "Licenza Video di YouTube standard", licenza standard di copyright) di utilizzare una licenza Creative Commons per realizzare i propri contenuti.
E chi è un aficionado del mio canale, avrà notato che (praticamente DALL'INIZIO) tutti i miei video sono rilasciati con una licenza Creative Commons.
Infatti nella descrizione del video trovate "Licenza Attribuzione di Creative Commons (riutilizzo consentito)" e - addirittura - "Remixa questo video", che apre lo strumento dell'editor video di YouTube.
Allora, che cos'è la licenza Creative Commons per il riutilizzo? Cerchiamo di fare una breve digressione e cominciamo dall'inizio: cos'è il copyright?
Quando io realizzo un contenuto (E in questo caso, innanzi tutto, per non parlare troppo genericamente mi riferirò ai video su YouTube), quando io realizzo un contenuto, per esempio un video su YouTube, e quindi immaginiamo che io faccio un video di pochi secondi: in questo video tiro uno starnuto e dico: «ETCIÙ! [tiro sul col naso] Maledetta allergia...»; questo è il mio "contenuto", giusto? Un classico videuzzo di 3 secondi che potrebbe diventare virale ed essere visto da milioni di persone.
Questo video lo ho realizzato io, è stato "realizzato da Grizzly": è stato pensato, concepito, scritto, diretto, interpretato, editato e caricato su YouTube da Grizzly. Che questo, quindi, mi fa diventare «l'autore» del contenuto, il «detentore dei diritti d'uso per il contenuto».
Infatti YouTube mette a disposizione il proprio sito, la propria piattaforma, per la distribuzione dei video ma - giustamente - ti dice a te, creatore di contenuti (che bella parola «creatore di contenuti», no? Anche... qualcuno ama dire «creativo»: non mi considero una persona creativa, perché la mia creatività lasciamola perdere, ma comunque...), YouTube dice a te creatore di contenuti: "Noi ti diamo a disposizione la piattaforma, ma i «diritti di sfruttamento ed uso» del video (del prodotto che tu carichi) rimangono i tuoi", nella virtù nella quale tu non vada - ovviamente - a violare il copyright di altri, per esempio mettendo della musica o delle scene delle quali non sei il detentore dei diritti d'autore.
La licenza di copyright standard ci dice, semplicemente, quello che è il «copyright» ufficiale: "Il copyright di questo video è di Grizzly, tutti i diritti sono riservati".
Quali sono i "diritti" di un video? I diritti di pubblicazione, di distribuzione, di visione, di copia, etc.
Si è tanto parlato - a proposito di copyright e di violazione di copyright - della piaga del "freebooting", che nell'ultimo anno soprattutto è andata a danneggiare tantissimo i creatori di contenuti. Il "freebooting" (il "saccheggio"): quando una persona prende un mio video caricato su YouTube, lo scarica sul proprio computer e lo ricarica su un altro Social Network (o anche sullo stesso Social Network) facendolo passare per un prodotto che ha realizzato lui, e quindi prendendo i meriti, gli onori della realizzazione di questo video e danneggiando quindi il creatore dei contenuti.
Però adesso andiamo un attimo dal creatore, e diciamo che io, creatore di un contenuto, pur essendo il detentore dei diritti di uso del mio contenuto, del mio video, però stabilisco una possibilità di utilizzo del video un pochettino più ampia della semplice visione su YouTube.
Per esempio io sono una persona favorevole alla condivisione dei contenuti, al riutilizzo dei miei contenuti, e all'utilizzo in ambito educational dei miei contenuti: quindi, che per esempio dei miei video possano venire proiettati all'interno di una scuola, per fare complemento ad una lezione (spero che chi vuole fare una cosa del genere ci pensi attentamente, perché io considero i miei video "quattro chiacchiere in libertà" e non credo che siano PARTICOLARMENTE educational!). Ma - scherzi a parte - diciamo che io sono aperto alla possibilità della «condivisione dei contenuti».
Ora la «condivisione» cos'è? Non quella che si fa con i bottoni che ci sono sotto il video sul portale di YouTube (o là in alto, che c'è la freccina "condividi questo video"), ma una più ampia possibilità di condivisione: per esempio - appunto - proiettare parti del video all'interno di una scuola.
Ora la licenza di copyright standard questo NON LO CONSENTE. Quindi che vuol dire? Allora, dice, se io voglio proiettare un video di Grizzly (o un video di un creatore di contenuti X) in una scuola, non lo posso fare assolutamente? È un reato? No: io posso contattare il creatore di contenuti e chiedere una "licenza d'uso" specifica per un determinato progetto: una licenza d'uso per proiettare il video in una scuola, per utilizzare il video in una trasmissione televisiva, per utilizzarlo in ambito commerciale, in ambito non commerciale... io ti do una licenza per fare QUESTA DETERMINATA COSA, ti autorizzo per iscritto gratuitamente o a pagamento a fare un uso DIFFERENTE da quello che dà a disposizione YouTube.
Però ora, come dicevo, io sono favorevole a determinati tipi di «condivisione» dei miei contenuti. Quindi cosa faccio? Preparo una specifica "licenza d'uso" che dice che "sì: sono il detentore del copyright, però ALCUNI DIRITTI SONO RISERVATI a me, e altri diritti no"?
Virtualmente sì, e quello che dovrei fare è quello: dire per ogni contenuto "La licenza d'uso è QUESTA".
YouTube a noi creatori di contenuti mette a disposizione la licenza di copyright standard, che è quella di cui abbiamo parlato sino ad ora, o la licenza Creative Commons di tipo «Attribuzione - Condividi allo Stesso Modo»
Cosa significa questa licenza? Significa che è possibile utilizzare il mio contenuto (il mio video) in quelle che si chiamano "opere derivate": consideriamo che in un mio vlog medio, la prima parte io presento un canale YouTube, la seconda parte parlo di un argomento. C'è un docente scolastico (un professore di liceo) che vede quella seconda parte in cui parlo di un determinato argomento è molto interessante (poraccio! No, si scherza), comunque è molto interessante e vorrebbe utilizzarla in una forma di "lezione multimediale" che vuole realizzare per la sua scuola, però vorrebbe utilizzare solo quella parte, non tenere anche la parte in cui parlo del canale YouTube, perché non è pertinente al discorso.
Grazie alla licenza Creative Commons io gli sto dicendo che può prendere quella parte del video (che è un "opera derivata"), quindi realizzerà da quel video degli spezzoni (sono delle "derivazioni" da quel video): questo è realizzare un'opera derivata.
E dice: "sì, ma tu sei il detentore dei diritti di copyright" Esatto! E la licenza infatti dice: "Tu puoi realizzare delle opere derivate, ma A DUE CONDIZIONI."
La prima condizione si chiama «Attribuzione»: tu DEVI chiaramente indicare che quelle parti di video sono tratte da un video realizzato da Grizzly, pubblicato su YouTube, il video originale (o i video originali, se ne hai utilizzato altri) devono essere indicati.
E due: devi CONDIVIDERE l'eventuale opera derivata allo stesso modo, con una licenza Creative Commons.
Questo perché? Perché nel momento in cui io ho realizzato questo video, la seconda parte del video è una cosa "educational" che è piaciuta a un professore, il professore realizza un video in cui c'è la sua lezione con le parti del mio video, la pubblica su YouTube con una licenza Creative Commons.
C'è UN ALTRO professore, da un'altra parte del mondo, che trova questo video interessante, e vuole prendere parti della lezione del professore e parti del mio video per REALIZZARE QUALCOSA LUI A SUA VOLTA!
Vedete? Si innesca un meccanismo di condivisione produttiva, perché è una condivisione delle idee, che è un meccanismo molto bello, perché io resto sempre il creatore del contenuto, il copyright rimane il mio, però il mio contenuto può dare forma, può dare vita a tantissimi altri contenuti più o meno interessanti in quello spirito di condivisione che vi dicevo. Non è lo spirito di condivisione "Scarichiamo tutto pirata e diamolo a cani e porci!": è questo il meccanismo in cui è fortissima la licenza Creative Commons, perché grazie a questa licenza la possibilità di fare queste cose io la sto dando senza bisogno di contattarmi e di chiedermi il permesso di farlo.
Ovviamente la licenza è limitata a queste funzioni: se si vuole fare qualsiasi altra cosa (mettere il video sull'uso commerciale, fare un altro progetto che non si vuole condividere in licenza Creative Commons), in quel caso resta la normativa sul copyright: sono io il detentore dei diritti d'uso (del "copyright", appunto), quindi se tu vuoi realizzare qualcosa che non rientra nei canoni di ciò che ti autorizza la licenza Creative Commons, tu mi contatti, io valuto la proposta e ti lascio - eventualmente - una licenza d'uso differente, specifica per te, per quei contenuti; una licenza d'uso che può essere gratuita, una licenza d'uso che può essere a pagamento, e tu sei autorizzato a fare quella cosa.
Perché - ovviamente - se tu non ti attieni alla licenza Creative Commons, non mi contatti e realizzi un'opera derivata in maniera totalmente differente, comunque questa è una violazione del mio copyright, e la violazione del mio copyright comunque è una violazione delle norme di legge.
Ora, sino a questo momento mi sono riferito alla licenza Creative Commons di tipo «Attribuzione - Condividi allo Stesso Modo» (la più importante licenza che ci mette a disposizione YouTube, al contrario della licenza di copyright standard), però - naturalmente - uno: «contenuto» nel caso di YouTube è un video, però il contenuto al quale può essere applicata la lIcenza Creative Commons non necessariamente può essere un video: può essere qualsiasi «opera dell'ingegno». Può essere - appunto - un video, può essere un brano musicale, può essere un testo, un libro, una presentazione, un'animazione... può essere un blog: qualsiasi opera dell'ingegno può essere rilasciata con una licenza di tipo Creative Commons.
Per esempio su YouTube, se io (su un video YouTube) voglio mettere della musica, devo essere autorizzato ad utilizzare della musica, quindi buona parte della musica "commerciale", generalmente ha una licenza d'uso che permette solo l'ascolto, non permette - per esempio - di utilizzarla su un video YouTube. Però esistono dei musicisti che, con lo stesso spirito di condivisione che utilizzo io sui video YouTube, hanno realizzato dei brani musicali per i quali sono favorevoli alla condivisione di questi brani (all'utilizzo di questi brani in opere derivate) quindi hanno rilasciato questi brani musicali con una licenza di tipo Creative Commons.
Il grandissimo Jason Shaw (il musicista del sito Audionautix): vi lascio il link sul doobly-doo, che in realtà lo trovate sul doobly-doo di TUTTI i miei video, perché è l'autore del brano intitolato "Open road" che è la "sigla" di questo vlog: è un brano musicale che il musicista (Jason Shaw, appunto) ha rilasciato in licenza Creative Commons. E voi su tutti i miei video (sotto tutti i miei video) in cui è utilizzato quel brano, trovate scritto "Open Road, realizzato da Jason Shaw, scaricata da Audionautix, rilasciata in licenza Creative Commons", che è l'ATTRIBUZIONE: lui mi dice "Sei libero di utilizzare il mio brano musicale sui tuoi video YouTube, a patto che mi dia l'Attribuzione del brano"
E come dicevo moltissimi contenuti possono essere rilasciati con una licenza d'uso di tipo Creative Commons, e ci sono tantissime licenze d'uso Creative Commons, a seconda delle condizioni che vuole porre il creatore del contenuto per l'utilizzo particolare della sua opera (del suo "contenuto"): ci può essere, per esempio, una licenza che permette di utilizzare il contenuto ma di non realizzare opere derivate, quindi permette solo di utilizzare il contenuto nella sua interezza.
Ci può essere una licenza che è per l'utilizzo non commerciale: puoi utilizzare il suo contenuto ma non puoi farne uso commerciale.
E di nuovo: che cosa significa? Che se io voglio realizzare un'opera commerciale basandomi sul contenuto di qualcuno che l'ha rilasciato con una licenza Creative Commons, non posso? Automaticamente no: dovrò contattare l'autore e chiedere una specifica licenza, perché - anche se il brano (il contenuto, il video, il quello che è) è stato rilasciato con una licenza Creative Commons - la licenza Creative Commons dice quali sono le cose che posso fare senza bisogno di chiedere il permesso dell'autore e senza violare il copyright dell'autore, per tutto quello che non è contemplato dalla licenza Creative Commons qualsiasi utilizzo io faccia (che non contempli quella licenza) virtualmente è una violazione del copyright dell'autore, quindi qualsiasi utilizzo diverso dalla semplice fruizione dev'essere autorizzato dal creatore del contenuto, o autorizzato dalla sua specifica licenza d'uso.
Se volete maggiori informazioni sulle licenze Creative Commons vi lascio SICURAMENTE sul doobly-doo il link alla fondazione Creative Commons, che vi spiega quali sono le licenze, qual è lo scopo delle licenze, quali sono i principi alla base dell'idea della «condivisione dei contenuti» e - prima di concludere - vi chiedo, se voi siete dei creatori di contenuti (per esempio se pubblicate video su YouTube o se, non lo so, scrivete un blog, se siete dei musicisti) se avete considerato l'ipotesi di realizzare dei contenuti, rilasciare dei contenuti con la licenza Creative Commons: di permettere questo meccanismo della condivisione costruttiva.
Bene ragazzi: io ho concluso, vi ringrazio per essere arrivati sino in fondo di questo, che è stato il mio centesimo vlog: per la centesima volta mi sono seduto in macchina a parlare con voi del più e del meno, spero di essere riuscito a intrattenervi sino a questo momento. Se ci sono riuscito vi ricordo di farmelo sapere facendo pollice-in-alto e condividendo (appunto!) questo video con i vostri amici, utilizzando gli strumenti di condivisione che trovate in fondo al video (se siete sul sito) o là in alto (se siete su dispositivo mobile); tra l'altro, se siete su dispositivo mobile, vi ricordo che potete condividere questo video con i vostri amici anche su Whatsapp o Telegram. Vi ricordo (tra parentesi) di iscrivervi al mio canale Telegram (trovate il link sul doobly-doo, sull'annotazione e sulla scheda): in questo modo saprete facilmente quando pubblico un nuovo video.
In ogni caso vi ricordo che pubblico un nuovo video della serie #DdVotr ogni domenica mattina alle otto.
E vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale: è gratuito e vi permetterà di non perdere anche tutti gli altri contenuti che pubblico su questo canale.
Bene: direi che questo è tutto, per cui - come sempre - grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 10 gennaio 2016

VLOG 99: Teletrasporto e... implicazioni

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[Rumore da teletrasporto]
Uhm... ehi! Non sono rivoltato, come in Space Balls. Ottimo: allora vuol dire che funziona!
Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
[♪♫♪]
Teletrasporto: la soluzione fantascientifica al bisogno di mobilità. Che, devo dire, per fortuna ancora non è stato inventato: altrimenti i miei vlog non avrebbero molto motivo di esistere, perché se la gente si spostasse con il teletrasporto sarebbero molto rari i viaggi in auto, e...
... cavoli! A quel punto, nel momento in cui arriverà il teletrasporto, dovrò inventarmi un altro format. Vabbè, ci penserò!
Nel frattempo oggi pensavo di parlare un po' del teletrasporto e di quali sono le implicazioni che potrebbe avere l'esistenza della tecnologia del teletrasporto nel mondo moderno.
Tempo fa praticamente mi ero fatto una domanda: «Se ci fosse una tecnologia come il teletrasporto (come tecnologia un po' particolare, un po' fantascientifica, ma non assieme a tante altre tecnologie fantascientifiche: cioè se in quella che è la "tecnologia attuale", in mezzo avessimo, tra i computer, tra il wi-fi, tra internet, tra fibra ottica... e il teletrasporto); in questo momento, in... non in un XXI secolo "distopico", ma in questo "nostro" XXI secolo (nel 2016): che cosa succederebbe? In che modo ci si approccerebbe al teletrasporto?»
E devo dire che questo ha permesso di farmi pensare a tante di quelle cose che vorrei condividere qualcosa con voi.
Diciamo che c'è una tecnologia che ci permette di teletrasportare degli esseri viventi, ma è una tecnologia come ne "La mosca",  nel... (non mi ricordo com'era intitolato: "La mosca" è il remake di un film, mi pare "L'esperimento del dottor K": vi lascerò il riferimento sul doobly-doo); nel film "La mosca" (nel romanzo) ci sono due specie di "stazioni" (una stazione "trasmittente" e una stazione "ricevente") che servono per realizzare il teletrasporto.
Mentre, per esempio, su Star Trek (nella saga di Star Trek) c'è una postazione per il teletrasporto, ma "dall'altra parte" non c'è bisogno di una postazione vera e propria.
Ci possono essere dei "portali" (mettiamo ad esempio gli "Stargate", no?) e ci può essere la possibilità di avere una "stazione di energia" che permette di teletrasportare da un punto "A" a un punto "B" senza bisogno di avere la stazione trasmittente che sia, necessariamente, il punto "A" o il punto "B".
Sicuramente questo porrebbe una serie di dubbi e una serie di possibilità: nell'ultimo caso, cioè nel caso in cui il teletrasporto non richiedesse l'utilizzo di una stazione trasmittente in uno dei due "punti".
Questo che cosa significa? Che sarebbe possibile andare da un punto "A" qualsiasi del pianeta a un punto "B" qualsiasi del pianeta (o di fuori dal pianeta): dove vogliamo. Però se non ci fosse la stazione trasmittente in una delle due parti, uno - materialmente - dovrebbe "far scalo" alla stazione trasmittente.
Mentre, se ci fosse la possibilità di non avere l'utilizzo della stazione trasmittente, questo permetterebbe innanzi tutto - certamente - dei trasporti (tra virgolette) "più brevi": senza lo "scalo", quindi - non so - potrei andare da qui a Roma [schiocco le dita] in un attimo!
Ovviamente viene anche un dubbio: la velocità del teletrasporto.
Il teletrasporto è una cosa che funziona con una velocità "istantanea"? Oppure che - in qualche modo - dovrebbe essere legato alle leggi della fisica? Per esempio: funzionasse con il principio di propagazione delle onde radio, le onde radio si muovono alla velocità della luce (300mila km/s) e quindi questo significherebbe che se dovessi venire teletrasportato da un punto "A" a un punto "B" ad esempio sul pianeta Terra, questa sarebbe veramente una procedura - virtualmente - istantanea, mentre se dovessi venire teletrasportato su di un altro pianeta, che si trova magari a due anni luce di distanza, questo significherebbe che ci vorrebbero DUE ANNI per completare la procedura di teletrasporto, dalla partenza all'arrivo. Comunque due anni di procedura di teletrasporto, e che cosa succede se qualcosa va storto in questi due anni? Se la stazione trasmittente si guasta?
Per andare - non lo so - dalla Terra alla Luna (anche senza voler andare così, chissà quanto lontani): per andare con una nave spaziale dalla Terra alla Luna, dobbiamo calcolare non solo l'orbita di uscita, l'orbita d'ingresso eccetera, ma dobbiamo anche calcolare che per fare il viaggio dalla Terra alla Luna ci vorrà un tempo "X", e che questo viaggio non è "dritto", perché nel frattempo il pianeta ruota su se stesso, nel frattempo la Luna sta orbitando intorno alla Terra, quindi la sua posizione cambia. Quindi non è che possiamo dire: «Dobbiamo andare verso la Luna. Dov'è la Luna? Là. Ok, partiamo DRITTI verso di là»
Eh no! Perché il tempo che arriviamo, lì non c'è più nulla, perché la Luna si sarà spostata. E quindi lo stesso discorso vale per il teletrasporto? Se il teletrasporto si muove alla velocità della luce, e quindi se voglio raggiungere un pianeta che si trova - appunto - a due anni luce di distanza, basta indicare le coordinate finali del pianeta, dove si trova in questo momento? Ci saranno le correzioni? O bisogna considerare fra due anni dove si troverà quel pianeta, altrimenti fra due anni il teletrasporto mi materializzerà in mezzo allo spazio più oscuro?
Alcuni anni fa avevo pensato alla trama di un piccolo racconto di fantascienza: praticamente considerando quello che è - soprattutto in questo periodo storico - in questo periodo culturale - il "dubbio" che serpeggia tra le persone nell'ambito delle nuove tecnologie; il «Ma questa cosa è sicura? Ma questa cosa potrebbe far male?»
Quindi avevo pensato a una situazione nella quale esiste la tecnologia del teletrasporto e questa tecnologia non viene utilizzata giornalmente, però il problema è: viene utilizzato (il teletrasporto) sulle persone solo nei casi di emergenza.
Cosa vuol dire "nei casi di emergenza"? È una cosa che apre - magari - un ragionamento molto interessante: c'è un terremoto, crolla un palazzo e ci sono delle persone intrappolate sotto le macerie.
Anziché andare lì a scavare per estrarre le persone, c'è questa organizzazione (un po' come, non so: l'International Rescue dei Thunderbirds) che - tramite una specifica tecnologia - riesce a identificare la posizione delle persone sotto le macerie e riesce a teletrasportare queste persone da dove si trovano sotto le macerie a opportuni letti d'ospedale in cui possono ricevere le prime cure, se hanno delle ferite specifiche; però questo è l'unico modo in cui è possibile applicare il teletrasporto, perché il teletrasporto funzionerebbe con le persone in tutti gli altri modi, ma è sempre visto di "cattivo occhio" da quello che - alla fine - non è un futuro distopico, ma fondamentalmente quella che è la popolazione, le persone che non si sentono sicure e dicono: «Ma questa cosa potrebbe danneggiare l'uomo? Ma...»
Venire nuclearizzato e ricostruito è un po' come morire e rinascere... è sempre la stessa persona? Quindi ci sono questi dubbi.
Tutte considerazioni (no?) che uno dice: «Vabbè, l'argomento teletrasporto: e sì, eh? Energia! E mi portano via e...» non è detto che sia così.
E voi che cosa ne pensate? Sicuramente in un futuro più o meno prossimo magari esisterà una struttura che funziona con il principio tipo quello del teletrasporto, oppure funzionerà proprio il teletrasporto.
Ma secondo voi quali potrebbero essere le implicazioni nell'utilizzare il teletrasporto per la spedizione (o la movimentazione) delle merci, ma soprattutto per la movimentazione delle persone, per la movimentazione degli esseri umani, o degli animali vivi?
Pensate che potrebbe essere realistica, non so, magari l'idea alla base del racconto "La mosca"? In cui un insetto si «miscela» al DNA della persona che dev'essere teletrasportata e si crea un ibrido mostruoso.
Oppure che ci possano essere dei problemi, legati in qualche modo al fatto che - magari - la ricombinazione dell'essere umano, a seguito del teletrasporto, non possa essere precisa al 100%? Ci possono essere dei problemi, che questo a lungo andare possa avere delle conseguenze sulla vita?
Ci può essere, appunto, anche il discorso che teletrasportare una persona è un po' come uccidere (e nuclearizzare) quella persona e ricostruirne un clone, quindi non si può dire che chi è arrivato è la stessa persona che è partita.
Oppure tutto questo discorso potrebbe essere eccessivo? E invece nel momento in cui dovesse arrivare il teletrasporto, potrebbe essere una tecnologia eccellente, funzionale e senza grosse implicazioni (per così dire) sociologiche?
Parliamone! Abbiamo spazio nei commenti, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr.
Bene ragazzi: io ho concluso, come sempre - innanzi tutto - vi ringrazio per essere arrivati sino in fondo a questo vlog, vi ricordo di iscrivervi al mio canale (se non l'avete già fatto): è gratuito, vi farà subito assumere quel buon profumo di nuovo iscritto che ci piace così tanto e soprattutto dovreste poter ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
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domenica 3 gennaio 2016

VLOG 98: Trucchi per sconfiggere il raffreddore

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono raffreddato.
Lui è Kent, questo è Diario di Viaggio on the road.
[sospiro] eh sì: sono anche Grizzly.
[♪♫♪]
Allora, sono appena finite le feste: abbiamo appena passato un periodo di grosse mangiate in famiglia, quindi cercherò di tenere questo vlog abbastanza breve e conciso.
Prima di tutto perché sia semplice da digerire, soprattutto perché... [respiro affannoso] sono raffreddato. Io mi son preso un colpo d'aria tremendo, perché purtroppo la mia casa è molto fredda, e possiamo scaldare alcuni ambienti, ma va a finire sempre che c'è il momento in cui passi da un'ambiente all'altro e ti prendi quel bel colpo d'aria che ti rompe tutto.
[Colpi di tosse]
(... mamma mia...)
E ho pensato quindi di fare una cosa, veloce e sicuramente utile: in questo momento in cui sono raffreddato, quello che mi fa comodo è conoscere qualche trucco per aiutarmi a combattere il raffreddore, e questo potrebbe fare comodo anche a qualcun altro, che magari in questo periodo di freddo ha preso anche lui il suo opportuno colpo d'aria.
Solo che è facilissimo trovare su internet un sacco di consigli, un sacco di trucchi, di trucchi della nonna... ma c'è una marea di roba da leggere. E uno, quand'è in questo stato, non è che abbia tutta questa gran voglia di leggere, quindi cerchiamo di portare un po' su video tutta questa roba, così magari trovate qualche consiglio utile senza dover cercare troppo in giro.
Allora, innanzi tutto: «STAI AL CALDO!»
Copriti, copriti su più strati: io - per esempio - ho messo la tuta, sopra la tuta ho messo una felpa in pile, sopra quella ci ho messo la giacca; insomma: visivamente non è una cosa molto bella, non è un'ottima associazione di abiti, però insomma! Non ti senti bene, nessuno ti giudicherà perché ti stai mettendo qualcosa in più.
Se hai mal di testa (e non hai la febbre, o hai solo qualche linea di febbre) è importante coprire la testa, magari un bel cappello!
«Здравствуйте, Товарищ!»
{russo: «Buongiorno, compagno!»}
Se inoltre, come nel mio caso, dovessi avere mal di gola, può tornare utile coprirsi anche la gola.
«Bene, adesso andiamo a comprare qualche bomba!»
«No, dico: per capodanno eh? Non pensate male...»
Se non hai la febbre e senti freddo, utilizza tranquillamente qualche cuscino termico, qualche coperta elettrica, o quei sottomaterassi riscaldati.
Però attenzione: se non hai la febbre! Perché se hai la febbre, la situazione potrebbe andare a peggiorare in questo caso.
[bip del termometro]
«Uhm! 98 gradi. Mah, pensavo peggio»
«Ehi: aspetta un momento! Questo NON È in gradi Fahrenheit!»
[convulsioni]
Gioca con il tuo animale domestico: è una cosa che ti aiuta a rilassarti, ed è una cosa che ti aiuta a tenerti anche un po' caldo.
[rumore del microonde]
«Oooh, bello caldo...»
«Ehi! Non mi giudicate: non mi sento bene! Mmm, bello caldo!»
Questo è il momento in cui essere un pochino "pigri": il corpo ha bisogno di molta energia per combattere questa tremenda battaglia con il raffreddore, quindi è il momento ideale per rilassarsi, mettersi in poltrona o sul divano, leggere un buon libro, guardare la televisione... cercare di fare, però, magari cose che non tengano la mente troppo impegnata. Io - per esempio - in questo periodo sto rileggendo (con piacere) Harry Potter: so già la trama (non è troppo intricata), mi rilassa, non mi tiene troppo impegnato.
Soprattutto schiaccia molti pisolini: si dorme di solito poco e male quando c'è il raffreddore, perché il naso è tappato, quindi si fatica a respirare. E io lo sto vedendo: la notte, spesso, non sto chiudendo occhio.
Quindi: bisogna cercare un pochettino di recuperare il sonno, per cui fai molti pisolini (durante l'arco della giornata, durante il pomeriggio) per recuperare un po' il sonno perduto, per cercare di rilassarsi, per cercare un po' di lasciare che, comunque, il raffreddore faccia il suo corso.
Mangia cibi caldi e bevi bevande calde: delle minestre, bevi del thè caldo, della camomilla: questa è una cosa che aiuta sicuramente tantissimo.
In generale: bevi molto!
Bevi molta acqua, bevi - non so - succhi di frutta, oppure (se c'è la possibilità) mangia un po' di frutta di stagione o bevi delle spremute (e, naturalmente, "distilla" il concetto di "bere" nell'arco dell'intera giornata: non bere tutto assieme in un determinato momento della giornata): è una cosa molto importante, soprattutto perché aiuta un po' il corpo a "lavarsi via" di tutte le impurità, e c'è bisogno di tenersi idratati in un momento di raffreddore (o in un momento di influenza).
Bene ragazzi: questi sono i miei consigli principali per convivere un po' con il raffreddore, per cercare di farlo passare più velocemente...
E sicuramente posso aggiungere di utilizzare farmaci con parsimonia, solo se strettamente necessario: non prendete antibiotici come fossero caramelle, i farmaci specifici devono essere presi esclusivamente sotto la guida del medico, mentre i farmaci di "automedicazione" (il paracetamolo, l'acetilsalicilico) per due-tre giorni possono comunque aiutare.
Eventualmente qualche integratore vitaminico, anche se - comunque - sicuramente è meglio mangiare della frutta fresca che prendere delle compresse di vitamine, comunque anche quelli aiutano.
Bene ragazzi: questo è tutto. Come dicevo, voglio tenere questo vlog simpatico e leggero, per cominciare l'anno, per cui se questi consigli vi sono serviti per farvi passare il raffreddore con un po' di relax, mi raccomando di fare pollice-in-alto.
E vi ricordo di iscrivervi al mio canale, se non l'avete già fatto: è gratuito, vi farà subito assumere quel buon profumo di nuovo iscritto che ci piace così tanto (che aiuta anche a liberare il naso!) e, soprattutto, dovreste poter ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Vi ricordo (per essere SICURI di ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video) di iscrivervi sul mio canale Telegram: trovate il link al canale sul doolby-doo e naturalmente sulla scheda.
E, detto questo, non mi resta che rientrare verso casa e seguire gli stessi consigli che ho dato a voi. Per cui: grazie per essere arrivati sino in fondo a questo vlog, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!