domenica 22 maggio 2016

VLOG 117: Il doppiaggio

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Benvenuti a bordo, viaggiatori. Sono Grizzly, questo è Diario di Viaggo on the road. Questo episodio ha un doppiaggio approssimativo, come i film di arti marziali degli anni '70.
Cominciamo: sigla!
[♪♫♪]
Allora: scusate le basole: mi sono appena ricordato che tendo a evitare di fare vlog in Ortigia, ma è un posto bellissimo: ogni tanto fa anche piacere farci un giro.
Scherzi a parte: questo vlog non è doppiato, però quello di cui voglio parlarvi oggi è proprio il doppiaggio.
Ora, cerchiamo di essere chiari: io, e - come me - penso tantissimi di voi, siamo cresciuti tutti assieme guardando film (e altri prodotti cinematografici) doppiati: altri film, telefilm...
Con il tempo, poi, uno magari impara ad apprezzare la lingua straniera, impara a guardare le cose - non so - con i sottotitoli, o impara a guardare le cose direttamente nella lingua madre... ma diverse volte siamo cresciuti guardando film e altri prodotti, appunto, nella nostra lingua (che è doppiata), non nella lingua straniera.
Il doppiaggio italiano è uno dei migliori doppiaggi del mondo, e non lo dico per dire "Ok: riusciamo a fare delle cose fatte bene", ma lo dico con cognizione di causa.
Innanzi tutto mi ricordo i canali televisivi russi che mandavano in onda film e telefilm (non so: americani, italiani, un po' di ogni genere di lingua) in cui in sottofondo si sentiva l'audio originale e sopra c'era una VOCE FUORI CAMPO che *leggeva* le battute!
È una cosa allucinante: non so come descriverla. Da una parte sembra di ascoltare l'intervista al telegiornale di uno che parla in una lingua straniera e sotto - appunto - il "doppiatore" (il traduttore simultaneo): «Sì: in questo momento dobbiamo considerare che rischiamo veramente la guerra!» e «Oh mio Dio: moriremo tutti».
Quindi immaginatevi che cosa pazzesca rispetto a quello che è il grandissimo lavoro che c'è dietro il doppiaggio italiano.
Però sono d'accordo che nel doppiaggio si perdono tantissime cose.
Io porto sempre un esempio, in "Matrix" c'è una cosa che nel doppiaggio italiano si è completamente persa: tutti i personaggi di Matrix (che vivono in questo "mondo" particolare) parlano tutti un slang americano "passato in terra come uno strofinaccio", proprio uno slang estremo, un "dialetto profondo".
Gli agenti, che sono delle macchine (che sono degli elementi "perfetti"), la loro perfezione la vedi dal fatto che, la SENTI dal fatto che parlano un inglese pedante, scolastico, ricercato... una pronuncia perfetta al millimetro, no? E c'è questo grandissimo confronto.
La cosa che, secondo me, è - appunto - il colpo di stile è Morfeo, perché Morfeo è un personaggio della "vita reale", ma parla lo stesso inglese pedante e perfetto degli agenti: è una cosa che nel doppiaggio si è completamente persa.
Naturalmente nel fare il lavoro del doppiaggio certe cose si perdono: si perde il senso di alcune battute, si perde il senso di alcune cose... uno degli attori che mi piace tantissimo è Eddy Murphy, però in effetti io tutti i film che ho visto di Eddy Murphy li ho visti DOPPIATI, non li ho visti in lingua originale, quindi - di fatto - ho "visto", ho GUARDATO la recitazione di Eddy Murphy, ma non l'ho "sentito" recitare: non so qual è la sua recitazione, perché non ho sentito "com'è Eddy Murphy in lingua originale".
E questa, secondo me, è comunque una grande differenza.
E restando nell'ambiente in cui mi trovo (che è Siracusa), in questa città, uno dei più grandi rappresentanti del doppiaggio italiano sicuramente è stato il mio conterraneo Tonino Accolla.
Ora, dietro il doppiaggio c'è un lavoro veramente massacrante, che è un lavoro di adattamento dei testi, di adattamento dei dialoghi e poi di sincronizzazione della voce, di impostazione, nella dizione... c'è un lavoro grandissimo alle spalle: ci sono - naturalmente - delle scuole di doppiaggio, e ci sono tantissimi rappresentanti del doppiaggio italiano che, secondo me, meritano di essere nominati proprio per il grandissimo lavoro che c'è alle spalle del doppiaggio.
Ed è per questo che voglio parlarvi di un canale YouTube di doppiatori italiani veramente molto bravi.
Loro sono Gianandrea, Chiara e Andrea, sono gli "Orion - Web Dubbing": troverete il link del loro canale sul doobly-doo e naturalmente sulla scheda. Andate e date un'occhiata al loro canale: sono veramente molto bravi.
Hanno cominciato nel 2011, un po' per gioco, un po' per fare esperienza, per cercare di fare pratica e correggersi fra di loro. Hanno cominciato, all'inizio, Gianandrea e Andrea (che erano compagni nella scuola di doppiaggio), poi nel tempo il team è cresciuto lentamente: sono arrivati fino ad avere ben nove membri, poi c'è stato un po' un ridimensionamento e adesso sono in tre.
Hanno cambiato nome al loro canale un paio di volte e adesso stanno cercando di rendere il loro canale non solo un discorso di "sbocco professionale", perché loro sono comunque - adesso - dei doppiatori professionisti (lavorano nel mondo del doppiaggio), ma soprattutto cercano di far diventare il loro canale un vero e proprio studio di doppiaggio in lingua italiana per portare dei prodotti che ci sono sul web, che ci sono su YouTube, che altrimenti difficilmente potrebbero arrivare sul mercato italiano.
Per questo voglio segnalarvi alcuni dei lavori che hanno fatto, che ci sono sul loro canale, che sono molto divertenti (al livello del video che c'è di base) e che sono stati, secondo me, dei lavori di doppiaggio veramente ben fatti, veramente ben curati e che meritano di essere guardati.
Ecco che quindi il primo video che vi voglio segnalare (del loro canale) è "Le principesse Disney storicamente accurate", tratto da un video di Racheldoestuff. Quindi il primo video che vi segnalo ("Le principesse Disney storicamente accurate"), che lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda. Molto divertente, molto simpatico, e se andate sul video trovate - in descrizione - anche il video originale: se avete pratica con la lingua inglese potete fare un confronto e vedere quanto studio c'è alle spalle.
C'è un altro autore che voglio segnalarvi, quindi un altro video che voglio segnalarvi, che è molto bravo, è molto simpatico: lui è canadese (adesso credo sia naturalizzato americano), lui è Domics. Fa tantissime cose molto simpatiche, è stato d'ispirazione a tantissimi youtuber (anche a youtuber italiani) e parlerò di lui - più avanti - con un po' di calma.
E il video che voglio segnalarvi è "Assistente di volo razzista": di nuovo lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda, andate e dategli un'occhiata. Poi andate sul canale di Domics (tra l'altro - ripeto - Domics è molto bravo, potete anche andare a iscrivervi al suo canale), e già è divertente il video di suo e, secondo me, il lavoro di doppiaggio che c'è alle spalle è certamente molto ben fatto.
E ora, proprio per sottolineare il discorso di tutto il lavoro che c'è alle spalle di traduzione, di dizione, di studio, di pronuncia etc. voglio segnalarvi non un video, ma una playlist, in cui ci spiegano delle pronunce che tantissimi di noi sbagliano.
Ecco quindi che vi segnalo la playlist "dieci nomi [acuto] che tutti sba..." [raschio la gola]
Ecco quindi che vi segnalo la playlist "10 nomi che tutti sbagliano": sempre la trovate sul doobly-doo e sempre la trovate sulla scheda. Al momento che sto girando questo vlog ci sono quattro video (sicuramente nel tempo ne arriveranno altri) in cui ci parlano di pronunce di nomi di personaggi dei videogiochi, di nomi di case di produzione, del nome di personaggi di anime, di film etc.
Molto interessanti questi video, perché ci spiegano non solo "ah questo si pronuncia così", ma anche perché: qual è la funzionalità alla base, qual è l'etimologia e... molto interessanti questi video, quindi dategli un'occhiata.
Come ripeto, il canale è "Orion - Web Dubbing": andate, iscrivetevi al loro canale, sono molto bravi.
E passiamo quindi alla domanda: secondo voi il doppiaggio è una parte positiva del cinema, dei film, dei telefilm, delle serie tv, dei cartoni animati etc. perché permette di diffondere meglio un prodotto?
Oppure no? Oppure dovremmo tutti quanti guardare le cose nella lingua in cui sono state concepite, tuttalpiù avere dei sottotitoli?
Ammetto di guardare molte serie tv (e molte cose) in lingua originale: quando sono in inglese riesco a guardarle senza bisogno di niente di particolare, quando sono in altre lingue (non lo so: in giapponese), magari sottotitolate in italiano o in inglese. Tantissime cose, quando ho la possibilità di guardarle in lingua originale, danno tutto un altro messaggio.
Come ripeto, non lo so: fatemi sapere che cosa ne pensate con un commento qua sotto, oppure su Twitter, con l'hashtag #DdVotr.
Come sempre vi ringrazio per essere arrivati sino in fondo al vlog, vi ricordo (se questo vlog vi è piaciuto) di fare pollice in alto e di condividerlo con gli amici (anche su Whatsapp o su Telegram).
Vi ricordo, se non l'avete già fatto, di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel buon profumo di nuovo iscritto che ci piace così tanto.
Vi ricordo anche di iscrivervi al mio canale Telegram, che trovate linkato sul doobly-doo, sull'annotazione e sulla scheda: in questo modo riceverete una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Infine vi ricordo che se volete che tratti un argomento particolare su #DdVotr potete chiedermi anche quello sui commenti qua sotto.
Bene: come sempre grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 15 maggio 2016

VLOG SPECIALE: Incontri trentini (ft Bepi Florio)

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[canale di Bepi Florio: http://youtube.com/bepiflorio]
–Benvenuti a bordo, viaggiatori. Sono Grizzly, questo è Diario di Viaggio on the road, ma non sono sicuro della strada che devo fare…
–Ahhh, che bello il Trentino. Ormai son ki in trentìn… sono ambientatissimo, vara… vara che bela montagna: la vedete? La vedete la montagna dietro, là? Ahhh, che bei posti, guara che bello! Campagna, natura: posto fantastico… bellissimo! Ormai io… ormai è un po' come casa, io mi son ambientato, no? Perché la gente neanche mi riconosce più che sono siciliano, 'nz! Non si vede!
–Vediamo: chiedo a qualcuno, magari… ecco: c'è lì qualcuno!
–E sono quelle cose che succedono, ti ambienti dopo un po, no?
–Mi scusi.
–Eeeeh buongiorno, mi dica.
–Ma lei per caso mi sa dire come si arriva a Trento?
–Eeeehh…. a Trento… allora [trentino]: doveria nar da quela banda…
–E lo sapevo! [siculo] Ma n'autru ni pigghiai trentinu! Ma come si fa?
–Si sente… si sente che sono trentino originale, vero?
–Eh, sì…
–È l'accento quello che mi…
–Ecco…
–… tradisce un poco, però si sente…
–Si sente!
–Comunque: guardate chi abbiamo qua…
–Buongiorno!
–… guardate chi abbiamo qua: il Grizzly! Eh? Perché se venite in Trentino, state attenti che trovate l'orso. Non tutti sono poi così inca**osi, eh?
–Qualcuno c'ha la macchina bianca e…
–Qualcuno c'ha la macchina bianca!
–… va in giro con una telecamera.
–Esattamente!
–Allora: questo lo faccio io, però, eh? Benvenuti a bordo, viaggiatori, siamo in Trentino (Mirko si è allargato un attimino) e questo è?
Diario di Viaggio on the road!
–Sigla!
[♪♫♪]

–Sempre te ricordo…
–La macchina sbirra: rimettiamoci subito la cintura, se no chiama i carabinieri

–Sì, manda un SMS, con video ovviamente!
–Ellacà!
–Un MMS.
–Oh, là!


–Ouh, ho chiamato un taxi, gli ho detto "però mandatemi uno… un orso trentino originale", min**ia mi mandano un Grizzly, mi mandano! Guarda! Che poi non è manco trentino originale! Sentiamolo!
[trentino] No, no: mi son trentìn! [siculo] Ma chi t'auta misu n'ta testa, va?
–Eh sì, sì: proprio dialetto tipico del Trentino… "n'ta testa" proprio è tipico di queste parti qua.
–Sì sì, proprio della Val di Non!
–Esatto, esatto, esatto…

–Che ci frega? Registriamo, vai: sta registrando, siamo tranquilli e possiamo chiacchierare…
–Non ci posso credere! Con Mirko Tuccitto! Detto Grizzly!
–E io con Pippo Florio! Detto Bepi!
–Non lo chiamate Mirko Tuccitto, che s'inca**a, chiamatelo Grizzly, GRIZZLY!
–Avanti: intanto pubblicizza il tuo canale, dillo tu: dove… dove lascio linkato il tuo canale?
–Allora, il mio canale… io… il mio canale si chiama Bepi Florio come il sotto-iscritto: ci trovate parodie musicali, per lo più. Poi qualche live, qualche cosa, però insomma io sono fondamentalmente un musicista col "babbio", diciamo. Poi glielo spieghi tu che cosa… che cosa è il "babbio", Mirko!
–Il "babbio" è…
–U sivu, diciamo, va…
–… lo scherzare, il giocare, il parodizzare, il… non posso dire QUELLA parola siciliana, perché ho detto che voglio evitare di mettere troppe parolacce, però…
–Lo dico io?
–Il M……ARE.
–Che parola siciliana è? Sai parole siciliane in più di quelle che so io?
–Il min***onare, dai!
–Il min***onare, e ci voleva assai?
–E ci si mette… ci metteremo qualche beep nel caso.
–E ci mettiamo il beep, allora, va… Anch'io c'ho il mio bastone del selfie tanto disdegnato dagli altri, ma a me mi piace un casino.
–E io lo uso anche con la Legria, quando me la devo portare in giro, quindi…
–A me mi… l'allegria? Tu ti porti l'allegria…
–Questa.
–… con il bastone?
–Sì, questa… non L'ALLEGRIA…
–E parli per me? U babbio, min***onare, qua e là e tu ti porti l'allegria col bastone, diciamo.
–E certo: siamo siciliani, anche se siamo in Trentino dobbiamo portarci l'allegria in giro, no?
–DUE SICILIANI in Trentino, adesso: min***a CONQUISTEREMO IL MONDO! [risata maligna]
–Modestamente!
–Siamo qua col mitico Grizzlyone e il suo ufficio ambulante.
–È satto!
–Perché lui fa solo car-vlog, quindi c'ha l'ufficio ambulante. A differenza di me, che mi tocca mettermi nel cesso a fare l'editing dei video di notte! E il nostro Mirko c'ha l'ufficio con le ruote: va dove cavolo gli pare. C'ha l'allegria… l'allegria: vogliamo vedere l'allegria? Eccola là, attaccata al finestrino, L'ALLEGRIA al finestrino.
–No: è solo LEGRIA, però è bello…
–Ah! Legria…
–… però suona bene "ALLEGRIA": mi piace ALLEGRIA, perché "porta l'allegria"!
–Ehhh esatto. E stiamo andando a Villa Tuccitto, anzi Villa Grizzly, perché se no s'inca**a: non lo chiamate Mirko…
–Sì, ovvio.
–… manco Tuccitto: s'inca**a come una jena! Ohhh, là! Adesso abbiamo la strada… guardiamo in anteprima. Qua c'è l'ALLEGRIA: guardate quant'è allegra 'sta telecamera.
–Eh, sì.
–Ahahahah: l'allegria!
–La telecamera ufficiale dei vlog del Grizzly.
–Esatto. Quella d'ordinanza, diciamo, dai.
–Sì, con il supporto d'ordinanza, che è il supporto della dashcam (che è questa, invece, che però è staccata perché mi serve il caricabatterie del cellulare, ma questa è un'altra storia).
–E quindi sveliamo tutti i segreti del Grizzly
–Eh… abbiamo svelato già il segreto che il Grizzly è siculo e ha una casa in Trentino.
–Sì, fa un po' di strada per andarsene a casa la sera, eh?
–Eh sì.
–Finisce di lavorare a Siracusa e poi si mette in macchina…
–Parla quello che ogni sera ritorna a Palermo dopo… a casa, no?
–Vabbè, tanto fuori… sto in giro, m'allontano un attimino e poi ritorno, non è che…
–E qui c'è… cosa c'è qua? Come si chiama 'sto posto? Questa si chiama…
–Dovrebbe essere Vela questa qua, se non sbaglio… il "Bus de Vela" –Il Bus de Vela.
–Sì, confermo.
–Sì, sì.
–Confermo & sottoscrivo: il Büs de Vela.
–[impreca in trentino] Oh il Büs de Vela, oshtia marò, valà che mi…
–Ecco…
–…sonte vegnù a Trento 'shtia! Mii… Guarda c'è un Westfalia col tetto a soffie… che ficata!
–Qua ce ne sono sempre tantissimi!
–Ce n'è almeno cinque o sei.
–Sì…
–Allora, siamo passati dal Bus de Vela, adesso passiamo "sopra" il Vela.
–Detto così "Bus de Vela" mi sem… Ehhhh! La cascata ca**o!
–Ah, dicevi QUELLA!
–Guarda che bella!
–Eh, esagerato!
–Scusa per le parolacce, Mirko. So che tu non le vuoi dire sul tuo canale…
–Sì…
–… ma io purtroppo…
–Ma io mi ricordo, una sera a casa di amici a cena, e c'era la prima puntata di una delle tante edizioni del grande fratello. Il primo che entrò era un concorrente palermitano. Appena entrato si guarda intorno: "MIIIN***A!"
–Ehh… ahahah!
–Eravamo a tavola tutti: ODDIO! A POSTO!
–A posto…
–Poi ha continuato: "Min***a che bello!" A un certo la conduttrice: "LA SMETTI DI DIRE QUELLA PAROLA CON LA M!"
–La parola con la "M": ormai è sdoganata quella parola con la "M", dai!
–Sono alla rotonda di Sopramonte: qua vicino c'è il Segata. Ho trovato i prodotti del Segata a Siracusa!
–Il Segata: quello che alimenta tutti i barbecue trentini.
–Sì sì…
–O una BUONA PARTE, insomma, di barbecue trentini. Qui fanno la "pasta di luganega", tu la mangi? L'hai mangiata?
–Oh! Guarda che sono di origini trentine: non solo ho visitato tutto il Trentino, e non solo ho mangiato quasi tutte le specialità trentine, ma in Sicilia, quando organizziamo cene tra amici, organizziamo cene trentine! A un mio compleanno abbiamo fatto canederli, oseletti scampadi e… non mi ricordo cos'altro avevo fatto… ah! Strangolapreti.
–Mmm, boni… boni, boni, boni. Diciamo che comunque le mie preferenze culinarie restano, come dire? Legate a certi cibi un po' sostanziosi…
–Sì, indubbiamente.
–… del nostro sud.
–Indubbiamente anche a me, però diciamo che qua in Trentino non si mangia male!
–Non si mangia male!
–Anzi, quando qua ti portano, in montagna, nei rifugi, quel bel tagliere di affettati misti, già c'è quel profumo…
–Mmm mmm….
–… che un tagliere d'affettati misti in Sicilia non ce l'ha, quel profumo!
–Sì: quello è vero. Poi ci sono tante altre… cioè: le robe… le robe, come dire? Grasse ce l'hanno anche qua, non si salta.
–A beh, ci mancherebbe!
–Eh, il "sguazét", non so se hai presente di che si tratta. Ma è l'equivamente del nostro… in Sicilia com'è che si chiama? "La quarume" (A Palermo si chiama "A quarume"), la caldume, sarebbe.
–Sì…
–Fondamentalmente son frattaglie bollite eh…
–Eh già…
–È grasso che si taglia col coltello!
–Sì sì: sono dei piatti della "cucina povera".
–Già entrando non solo… non solo stiamo entrando nell'area un pochino più tranquilla: continuando per questa strada si arriva a un parco, un piccolo parco, che sale e… cià: ti ci porto, dai. E dopo giriamo. È un piccolo parco che sale, e poi si va a piedi, si può salire lungo la montagna. Ed è dove, l'estate scorsa, è stato visto l'orso!
–Ahahaha!
–C'ho girato uno dei vlog "Vivere la città", ero in piedi, molto… «Sì, questa è la zona… siamo vicini a dove è stato visto l'ultima volta un orso… quindi farò il vlog veloce», no?
–Non eri tu, era un altro.
–No, io ero a Siracusa, ero impegnato.
–Ecco. Adesso che non venga fuori che adesso… eh Mirko tu… Grizzly va in giro…
–Sì! In ogni caso era stato visto alle sei di mattina da uno che faceva jogging, e lo sanno tutti che io alle sei del mattino sono al bar a prendere il caffè, quindi…
–Eh: mi sembra giusto. Sì, sì, lo scrivono proprio sul giornale: "Mirko al bar che beve il caffè alle sei di mattina" quando c'è il giornale. Io, alle sei di mattina, sono ancora abbracciato con la moglie di Morfeo (perché con Morfeo non mi ci abbraccio).
–Giustamente…
–Brutto!
–Eh sì…
–Però con la moglie…
–Ecco!
–Questo è un video, diciamo un po' fuori dalla norma, perché Mirko questa volta s'è voluto allargare un attimin… Mirko… ancora questo Mirko: Grizzly! Si è allargato un attimino, ha fatto…
–Sì: gli ho detto "Se tu mi continui a chiamare 'Mirko', io ti continuo a chiamare 'Bepi' invece che Pippo!"
–Vabbè, perdono…
–Come giustamente dice la sua canzone 'Bepi', che vi lascerò linkata sul doobly-doo e sulla scheda (che volevo farti fare questo gesto a te, ma non l'hai voluto fare…)
–Sulla scheda!
–E adesso facciamo inversione di tendenza e andiamo verso casa… Qua, su questo giro, è stato visto l'ultima volta l'orso quest'estate… e mentre qua, dove ci sono queste panchine, è dove (esattamente… quella panchina!) dove ho girato il video "Vivere la città". E qua è un posto dove, in estate, di solito, si viene. Uno viene qua, ci sono anche dei barbecue in cemento: si può fare una bella grigliata, oppure si può semplicemente portare il giornale, si fa questa passeggiata abbastanza breve e si legge il giornale in tutta quiete, tutta calma… e compagnia di un orso, eventualmente!
–L'unica cosa che può succedere, appunto, che… qualche orso ti si avvicina e vuole prestato il giornale, ma… è nella norma ormai, sono…
–Appunto: e non ho capito…
–… sono anche…
–Anche gli orsi si tengono informati.
–Ma poi si sono evoluti, gli orsi, eh? Ormai sanno leggere e scrivere, sanno fare da conto… C'hanno…
–Sanno fare video YouTube…
–C'hanno l'account su YouTube!
–I Grizzly fanno i video su YouTube, quindi…
–E quindi così. Potevi scegliere un altro orso, tu. Per forza il Grizzly?
–È una storia lunga.
–Mi viene difficile a dirlo, Grizzly.
–Eh! Pensa ai trentini che dicono "Grisli"!
–Sì, che c'hanno la "s"…
–Che c'è la "Z" estremamente moscia…
–Esatto.
–… e allora i turisti, per prendere in giro i trentini: "Voi come dite 'lo zaino'?"; ci restano male quando i trentini rispondono "El prosàk!"
–El prosàk… Io la racconto sempre, questa, invece. Quando sono arrivato, sono andato a lavorare quasi subito, quindi insomma era il mio "primo contatto" col mondo trentino, col primo giorno di lavoro. Quindi non solo era il primo giorno di lavoro, ma era anche il primo contatto. E mi si avvicina subito questa collega (chiamiamola così) che dice «Ah (piacere, così, etc): oggi go mal ai dedi dei pei»
Son rimasto lì "EHHHHH????" Non volevo fare la finta di quello… cioè la figura di quello che non sapeva, e gli ho detto tipo: "Sì, sì… BOOH? VA BENE!" Alla fine c'aveva male alle dita dei piedi, ma vallo a capire da palermitano appena arrivato.
–Esatto…
–E niente, insomma, abbiamo scherzato. Abbiamo scherzato, perché è venuto a trovarmi l'amico Grizzly dalla Sicilia, s'è fatto questo bel pezzo di strada.
–Giusto giusto perché volevo vedere il mio youtuber preferito.
–Esat.. ehh! Preferito… preferito: uno dei peggiori, piuttosto!
–Sì, sì…
–Comunque sì, sono qua con M… con… Mmm…
–Mmmm!
–Stavo per dire il nom… Grizzly! Chiamatelo Grizzly, chiamatelo Grizzly perché s'inca**a come una iena!
–No: come un orso m'inca**o, eh!
–Come un orso… come una iena insieme a un orso, che…
–Insieme a un tecnico informatico.
–Insieme a un tecnico informatico… E quindi è passato dal Trentino e ha detto "Che fa? Non vado a trovare il Bepi Florio?" E allora è passato, ci siam contattati.
–E ci siamo incrociati.
–Ci siamo incrociati, ci abbiamo preso il caffè, abbiamo bevuto anche un grappino.
–Un brulé!
–E il vin brulé, abbiamo mangiato i canederli, lo stinco, la polenta di Storo, che quella devono… e poi quando lo devi dire, quando dici "polenta di Sto…" devi rallentare arrivato a "St", perché si deve sentire che è di Storo.
–Sì sì, che è…
–Non è che…
–… perché la strada che va a Storo è lenta, quindi…
–Esatto, non è che puoi lasciare questo dettaglio così, non scoperto: dici "la polenta di Ss-tt-oooooo-rooo": che sia chiaro che è di Storo! Che non vegna fora che è de qualche altra parte 'sta polenta!
–Sì sì, eh?
–È di Ssttooo-rooo!
–Che no la sia Valsugana, eh!
–Nooo, no no no! Sacrilegio! Sacrilegio.
–Ehh!
–Se prendi la polenta Valsugana sei un terrone in Trentino che fa finta di essere polentone.
–Esatto.
–Non sei originale, mi dispiace!
–Eh… sei un tarocco!
–Esatto! [ride] Sei un'arancia, sei!
–Esatto: un'arancia siciliana.
–Allora mangia le arance, piuttosto che mangiare la polenta Valsugana, scusa… non per cosa.
–Eh beh: intanto qua gli abbiamo… abbiamo spiegato ai vicini come fare l'insalata di arance, e quindi…
–Bona!
–… abbiam portato un po' di Sicilia anche in Trentino anche noi.
–Bona l'insalata d'arance: andatevi a cercare la ricetta, che è una cosa [bacio] –Sta registrando anche la tua camera?
–Certo!
–Ah, tutte queste min***ate in duplice…?
–Sì sì: in stereofonia nelle zone…
–Esatto!
–… già raggiunte da questo servizio inutile.
–Questo video, quasi quasi, lo chiamerei "Min***ate stereofoniche" –Esatto!
–Detto questo, probabilmente Mirko dovrà riempire il video di beep, perché io purtroppo…
–Sì sì: farò un unico enorme e immenso beep…
–Esatto.
–… per coprire tutte quelle paroline come min***a, ca**o, fi*a e porca pu***na…
–Esatto!
–Così già ne ho messi quattro!
–E zio porco, anche!
–Ovviamente.
–Perché qua in zona si dice anche quello.
–Sì sì: ce l'hanno tutti con il povero zio… non si sa di chi.
–Esatto: tutti che scannano zii, e infatti a Pasqua gli zii si vanno a nascondere.
–Naturalmente.
–Non so se ti è capitato mai di fare la classica "ciaspolata"? A me una volta me l'hanno proposta, mi han detto "Andiamo a fare la ciaspolata", cos'è? Gli ho detto "Boh, vabbè!" Si cammina, si va lì e poi si mangia, c'è il vin brulé, c'è qua… sì: dopo che ti sei fatto un c**o così.
–Sì: si cammina con le racchette (le "ciaspole" son le racchette da neve), che è una ROGNA camminare con quelle robe.
–Sulla neve, camminare con delle racchette ai piedi per mille milioni di km. Bellissimo, eh? Per carità! Perché sono dei paesaggi SPLENDIDI.
–Sì, ma quando arrivi, le tue gambe te le metti in tasca, perché non ti servono più.
–Cioè: "quando arrivi"? SE ARRIVI!
–Anche!
–Se arrivi, perché non è che tutti arrivano. Ma quando arrivi sei finito, finito! Non… dice: "guarda: non mangio perché mi fa male la mascella da quanto sono stanco."
–Sì, sì!
–"Non c'ho voglia di masticar… o me lo frullate, o me lo mettete in vena, perché SONO MORTO!"
–Ahahah, esatto!
–E quindi, così. È per quello che i trentini sono così atletici, ma è vero, è vero. Anzi: bisognerebbe (adesso stiamo un pochino più "seri"), bisognerebbe apprendere un po' dai trentini, che sicuramente mangiano in maniera un po' più sana, e sono persone che - comunque - si danno da fare: fanno attività fisica. Qui si fa tanto ciclismo, ma anche tante altre cose. E bisognerebbe…
–Si fa trekking, si fa montagna…
–Si fanno tantissime cose.
–Magari anche roccia, quella forse è un po' più…
–Roccia!
–… più specifica, però.
–Avevo un amico che faceva roccia. E bisognerebbe prendere più spunto da quello che è il Trentino e i trentini. Chiaramente bisognerà prendere il meglio… e voi dovreste incominciare a fare i pezzi di rosticceria nel bar! No che ogni volta questi ca**o di cornetti DI CARTONE! E che cavolo! Una cosa vi recrimino, trentini! Primo perché mi chiamate "Bepi", e secondo: i cornetti, ca**o! Incominciate a fare le arancine, non lo so… il rollò! Tu vuoi aggiungere qualcosa? Lo spitino! Lo fanno da te lo spitino?
–No.
–Mi sa che è una cosa proprio palermitana. È 'na botta de vita: prendi un uomo, lo friggi, lo impani [ride] e te lo magni!
–Ecco…
–Bene picciotti e picciotte: io concluderei a questo punto il viaggio col buon Mirko, siamo quasi nei pressi di casuccia, casuccia mia. Col buon Grizzly, min***a non mi riesce: non riesco a chiamarlo Grizzly, non lo so. Mi sembra leggermente dispreggiativo, invece io, invece…
–E invece no! È una cosa che…
–E invece no, è un omone simpaticone! Dai!
–Eh! L'ho sempre detto: Grizzly, come l'orso… come un orsacchiotto!
–Ma non sei un orso, in realtà: è quello il punto. Se tu avessi un atteggiamento da orso, verrebbe più facile a chiamarti Grizzly, ma a me non mi riesce…
–Se ci tieni così tanto, posso prendere anche quell'atteggiamento, virgola, brutto disgraziato!
–Va bene: ti chiamo Grizzly, va!
–Ahahah!
–Va bene così. Un salutone a tutti, e grazie a Mirko per avermi ospitato sul suo canale.
E ci vediamo presto, eh? Perché ci riorganizziamo, lo rifacciamo un'altra, fatta… fatta col giro giusto, con la cartina, coi puntini… so che Mirko è bravissimo in queste cose.
–Sì, sì… non c'è problema! Intanto per me è stato un piacere.
Ringrazio il grandissimo Bepi Florio. Vi ricordo che lascerò il canale linkato sul sacro doobly-doo, andate a dargli un'occhiata al suo canale: è un bravissimo musicista, tutto il contrario di me, che notoriamente suono il citofono (quando non mi aprono).
–Si fa quel che si può, Mirko, dai! Io la musica (vorrei scrivere un pezzo su questo) ce l'ho di dentro, e non riesco a tenermela dentro! Deve uscire!
–Sì, sì: anche io ce l'ho di dentro, nella chiavetta USB della macchina!
–Ahah ecco! E ultimamente me ne sto tenendo troppa dentro, quindi prima o poi vedrete che verrò fuori con qualcosa di musicale perché…
–Che aspettiamo tutti fiduciosi!
–… non ce la faccio più: sto per esplodere! Ciao a tutti e alla prossima!
–Salutoni!

–All right!
–Oh yes, grazie mille Mirko: è stato un piacere.
–Un piacerone!
–Anche se prossima volta ci organizziamo meglio.
–E tanto può essere… che son venuto qua di corsa, poi di solito vengo qua due~tre settimane ad agosto, quindi quando siamo più tranquilli…
–Eh! E volentieri, ad agosto, che magari c'è qualche giorno di ferie…
–Di ferie, sì…
–… che l'azienda chiude un po'.
–Ecco, che uno dice "dai, ce ne andiamo, magari, a fare una magnatona", non so: di strauben agli Occlini (lì in Val di Fiemme).
–Se po fà!
–Salutoni.
–Ciao, ciao.
–Salutami la moglie e i figliuoli.
–Sarà servito! Ciao ciao, e salutami la mamma, invece, simpaticissima!
–Grazie.

domenica 8 maggio 2016

VLOG 116: Acquistare in Cina

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: io sono Grizzly, questo è Diario di Viaggio on the road; questa dashcam viene da Hong Kong, questi occhiali da sole vengono da Hong Kong anche loro.
Questi anelli con i dragoni vengono da Shenzhen e questo bracciale con il dragone e la fenice viene anche lui da Shenzhen.
Questa coperta di emergenza viene da Guangzhou e moltissime altre cose che vedete all'interno di questa macchina (come la torcia di emergenza, etc) vengono comunque da posti - principalmente - che sono correlati con il Guangdong Occidentale.
E sì: nonostante questo sia un "Diario di Viaggio", non significa che ho viaggiato molto in Cina, anche perché io non sono *MAI* stato in Cina.
Prima o poi ci andrò, ma questo è un altro discorso; per ora cominciamo, sigla!
[♪♫♪]
L'acquisto di gadget e minuterie utilizzando i siti con negozi esteri sta diventando sempre di più una cosa di tutti i giorni; io ho cominciato ad acquistare roba (che veniva dalla Cina) direttamente in Cina, direttamente - letteralmente - dal produttore, già alcuni anni fa.
Il sito che continuo a utilizzare in tal senso è eBay, perché su eBay riesco, spesso, a trovare moltissime offerte molto interessanti, a prezzi più bassi non solo dei siti "europei" ufficiali, ma a anche di molti siti cinesi, da TomTop, a TMall, a Light-in-the-box, MiniInTheBox e via discorrendo... non so: Banggood, etc.
Questo perché è moltissimo tempo che faccio questa cosa di andare a cercare delle minuterie e del materiale elettronico su eBay... e non solo perché so dove andare a cercare e in che modo andare a cercare, ma anche perché ho proprio dei contatti: dei venditori eBay con cui ho stretto dei rapporti di amicizia e con i quali, spesso, facciamo ordini anche abbastanza grossi.
Talmente grossi che alcuni anni fa, a dicembre, a un certo punto mi suona il celllulare; lo guardo, vedo una distesa di numeri chilometrica e dico "Ma... oddio che è?". Rispondo ed è uno di questi venditori cinesi che - da Hong Kong - mi ha *telefonato* per farmi gli auguri di buone feste, quindi!
Tra le altre cose: sì, nel mio ufficio c'è un orologio con l'ora italiana e un orologio con l'ora cinese (con l'ora del Guangdong Occidentale: l'ora di Hong Kong), perché così non mi devo fare i conti per capire se gli uffici e i negozi sono ancora aperti o hanno già chiuso.
In Cina ho comprato veramente ogni genere di cosa: appunto dagli occhiali da sole a lenti polarizzate a piccole minuterie come anelli, bracciali... piccola minuteria elettronica, batterie (le stesse batterie della Legria, il *supporto* che tiene la Legria sul parabrezza, che è una ventosa per dashcam: anche quella che viene - comunque - dalla Cina). Sapete perché compro tantissimo in Cina? Perché moltissime cose o in Europa sono difficili da reperire, o alla fine della fiera quando le vai a comprare in Italia, sono i prodotti che QUALCUN ALTRO ha comprato in Cina a due lire e te li rivende come se fossero tempestati di diamanti (che è una cosa che un certo fastidio), ragion per cui ho cominciato a utilizzare questo sistema di comprare della roba direttamente dai negozianti cinesi, perché ho trovato tantissime cose veramente utili (e veramente funzionali, posso dire, dopo più di sei anni di esperienza di acquisti di roba dalla Cina): abbiamo trovato un sacco di roba che funziona.
E sì: ammetto che mi è capitato di trovare anche della minuteria che erano delle porcate inutili; considerate questo: mi è capitato di ordinare tantissima roba in Cina, quindi mi è capitato anche di ordinare della roba per VEDERE un pochettino come si comportava, e non necessariamente si trova sempre qualcosa di utile: mi è capitato di trovare anche delle fesserie infernali, che sono... non lo so: hanno funzionato un giorno, oppure che si sono dimostrate proprio dei giocattolini completi...
Così come mi è capitato di trovare delle cose - invece - *ESTREMAMENTE* utili ed estremamente funzionali. Addirittura nell'attività di protezione civile ci siamo avvalsi spesso della "collaborazione" dei cinesi; poi la cosa molto interessante di alcuni negozianti cinesi è che ci trovi veramente di tutto, non so: dalla forcina agli articoli per parrucchiere, dalla papera di gomma al transatlantico (letteralmente!) passando per ogni genere di gadget tecnologico, che sono la cosa che di solito attira di più la mia attenzione: dai vari cavi e caricabatterie, alle batterie, anche delle cose molto strane; abbiamo preso (come dicevo) anche attrezzatura che abbiamo riutilizzato in protezione civile: è capitato per esempio di utilizzare delle barre display che funzionano a 12V collegate alla macchina, e abbiamo acquistato luci led lampeggianti con cui abbiamo fatto i lampeggianti di servizio sui mezzi di servizio, e tutta questa bella roba... e tanto altro di più: ho preso un sacco di gadget, di componentistica per il computer, lettori di memory-card etc... dalle semplici minuterie alle cose un po' più complesse e spesso mi sono trovato meglio a comprare roba in Cina e nei paesi orientali, piuttosto che andare a cercare qualcosa in Italia.
C'è da dire che nel comprare roba in Cina, naturalmente il problema più grosso sono i tempi di spedizione. I costi di spedizione relativamente, diciamo che i costi più alti sono quelli se uno ha "urgenza" di ricevere il pacco e chiede un corriere espresso perché, salvo ordini particolarmente grossi, il costo di un corriere espresso può influire tantissimo sul costo finale di un ordine.
Però in compenso, essendo disposti ad aspettare mediamente un mese (che è il tempo medio di consegna dei pacchi da Hong Kong, dalla Cina e da Shaghai etc.), ci sono molte soluzioni che permettono soprattutto di "tenere sott'occhio il pacco": vengono poi registrate in Italia (sul sito di Poste Italiane) sotto la forma della raccomandata; questi sono per esempio Hong Kong 1st class, il Singapore Registered Article e... sì: praticamente conosco meglio i prodotti postali per la spedizione internazionale delle poste cinesi che quelle italiane.
Diciamo che la mia esperienza di acquisto di roba dalla Cina negli ultimi sei anni - fondamentalmente - è positiva, e non solo è positiva: sono riuscito a farmi, letteralmente, una "nomea" (nel mio piccolo) tra i venditori cinesi, perché ho stretto accordi con molti venditori, sono sempre stato serio, mi sono sempre comportato in maniera onesta.
Quando mi è capitato di chiedere un rimborso perché il pacco non era arrivato, poi - dopo tempi lunghissimi - mi è arrivato ho anche contattato il rivenditore e gli ho detto "Guarda: il pacco mi è arrivato ADESSO, dopo 70 giorni/80 giorni, quindi mi sembra giusto che io ti paghi indietro, perché giustamente ho pagato l'oggetto, l'oggetto è stato consegnato", quindi mi sono fatto la nomea di persona onesta, tanto che ci sono venditori che - generalmente - non vendono in Italia (perché sanno che molti italiani, purtroppo, non si comportano in maniera corretta e ci sono tempi molto lunghi) e comunque a me vendono, perché vedono il mio livello di feedback, il mio comportamento e sanno che ho già operato con altri loro colleghi in maniera onesta e funzionale.
Ed ecco quindi, semplicemente, la mia domanda: secondo voi è meglio comprare le cose in Italia? Che almeno uno ha tutto sotto controllo, anche se comunque i prezzi sono più alti (specie quando si tratta di minuteria elettronica, che alla fine è Made in China), o è più funzionale comprare direttamente in Cina, e a prezzi estremamente più bassi? D'accordo: ci può essere il problema di aspettare molto tempo, ci può essere da pagare la dogana, ma anche con tutta la dogana, spesso e volentieri la situazione - comunque - è un risparmio rispetto (secondo me è un risparmio) rispettto all'acquisto in Italia, però ci possono essere molti altri fattori.
Voi avete esperienza di acquisto di roba in Cina? Avete avuto esperienze positive? Esperienze negative?
Avete comprato molta roba, non so, sui siti un pochino più (per così dire) griffati come Banggood, Tomtop e via discorrendo?
Di nuovo: non lo so. Fatemelo sapere con un commento qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr: proviamo ad aprire una discussione...
... ambulanza!
[sirena dell'ambulanza in effetto doppler]
E detto questo, io direi che ho concluso, per cui innanzi tutto vi ringrazio per essere arrivati sino in fondo a questo vlog; vi ricordo - se questo vlog vi è piaciuto - di fare pollice-in-alto e di condividerlo con i vostri amici (anche su Whatsapp e su Telegram).
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel buon profumo di nuovo iscritto che ci piace così tanto (subito: non dovrete aspettare un mese perché vi arrivi!)
Vi ricordo di iscrivervi anche al mio canale Telegram, che trovate linkato sul doobly-doo, sull'annotazione e sulla scheda: in questo modo riceverete una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Naturalmente vi ricordo anche che, se volete che tratti un argomento particolare su #DdVotr, potete chiedermi anche questo sui commenti qua sotto.
E detto questo: di nuovo grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 1 maggio 2016

VLOG 115: Parliamo (VEDA e VOGA)

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Benvenuti viaggiatori: sono Grizzly, è sabato mattina (sono le 7:30), quello a cui sono appoggiato è il mio dipolo, sto andando a girare il vlog, ma volevo farvi vedere le condizioni in cui è Siracusa in questo momento!
[♪bleep]
Benvenuti a bordo viaggiatori, sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
Mettetevi comodi: dobbiamo parlare!
Mmm mmm! Qualcosa di brutto?
Noo, si scherza: semplicemente è un bel pezzo che non faccio un vlog in libertà, e avevo voglia di farne uno breve e conciso, quindi cominciamo: sigla!
[♪♫♪]
Questo vlog andrà in pubblicazione il primo maggio, ossia "il giorno dopo il 30 aprile"; il 30 aprile è una data interessante, perché il 30 aprire sarà stato l'ultimo giorno di #VEDA.
Cos'è VEDA? VEDA è un acronimo che sta per Vlog Every Day in April, ed è una specie di challenge a cui mi sono sottoposto sul mio secondo canale in lingua inglese: quella di realizzare 30 vlog (uno per ognuno dei giorni di aprile) con 30 argomenti differenti e mi sono sottoposto a questa challenge realizzando trenta vlog in lingua inglese.
Ne ho parlato "annunciando" il lancio il primo aprile (un po' come se fosse un "pesce d'aprile" perché era un vlog in inglese sulla macchina), che NON ERA un pesce d'aprile, perché sì: ho fatto questa challenge per la seconda volta.
La prima volta l'ho fatta l'anno scorso: io sono venuto a conoscere il VEDA nel 2014 e ho pensato di "mettermi in gioco".
Per quale motivo nascono i VEDA? Alla base c'è un'idea: realizzare trenta vlog ti "costringe" a metterti trenta volte davanti all'obiettivo della telecamera, quindi - innanzi tutto - è un modo per prendere naturalezza quando si parla di fronte alla telecamera, quando si parla di fronte a un obiettivo, che sicuramente è una delle cose più utili, anche se subito voi mi direte: "Vabbè: è due anni che fai lo youtuber, ancora vuoi prendere naturalezza a parlare di fronte alla telecamera?"
In italiano sì, sicuramente non dovrei avere grossi problemi: sono passato da una certa emozione, dall'essere particolarmente nel pallone quando ero davanti alla telecamera, a essere più tranquillo, questo sicuramente.
Purtuttavia questo non è vero per quando ho registrato dei video in lingua inglese: perché l'inglese non è la mia lingua madre, sono piuttosto preoccupato perché quando parlo in inglese per "necessità lavorative" sono più rilassato, ma quando parlo in inglese davanti a un obiettivo ancora mi sento un po' impacciato, cerco di pensare a tutto quanto e mi si crea un enorme groviglio in testa, quindi sicuramente son da vedere determinate cose. E i VEDA hanno aiutato tantissimo, tanto che l'anno scorso (quando ho fatto i VEDA) in certi momenti diventava quasi un "Oh mamma mia: devo girare il video" e verso la fine ero più rilassato, ero più "Ah, e dai oggi devo girare il video".
Mentre quest'anno è stata un'esperienza COMPLETAMENTE differente, perché quest'anno mi sono anche divertito: ho realizzato il mio calendario, ho parlato delle cose che interessavano me e ho realizzato un video al giorno per tutti i trenta giorni di aprile veramente in pieno relax.
E ho fatto una migliore esperenza, mi sento un pochino più tranquillo quando sono di fronte a una telecamera a parlare in lingua inglese, che è una cosa che mi interessa perché ci sono dei progetti che ho in mente e che voglio realizzare, e alcuni di questi progetti sono in lingua inglese.
Ma non è di questo che voglio parlarvi, quello di cui voglio parlarvi - principalmente - è non solo il fatto del VEDA (che è stata un'esperienza talmente simpatica quest'anno, talmente DIVERTENTE che ripeterò anche l'anno prossimo), ma il fatto di come l'anno scorso io abbia portato i VEDA in Italia in agosto. Perché il VEDA si ripete anche in agosto (oltre, infatti, che Vlog Every day in April, VEDA può stare per Vlog Every Day in August), però in agosto ho fatto una cosa differente: ho portato il VEDA in Italia, l'ho fatto in Italiano, l'ho chiamato "VOGA" (Vlog Ogni Giorno di Agosto) ed è una cosa che ho intenzione di ripetere anche quest'anno, quindi anche quest'anno trentuno vlog per i 31 giorni di agosto.
Lancerò con calma l'hashtag e tutto quanto intorno a luglio (come ho fatto l'anno scorso): sto studiando un buon calendario e via discorrendo.
Ma l'idea alla base di VOGA fondamentalmente è la stessa alla base di VEDA: quella di lanciare un hashtag nel quale gli utenti possano cercare di creare dei contenuti, possano provare a mettersi in gioco: perché poi io ho il piacere (in entrambi i VEDA) di essere arrivato sino in fondo, di aver realizzato tutti e trenta i video, ma il piacere non è quello di realizzare TUTTI E TRENTA i video, perché magari poi uno dice "va bene: voglio realizzare questi trenta video: un giorno salta. Basta è saltato, amen: ho perso".
Ma no! L'importante è mettersi in gioco, se salta un giorno: può succedere! Non morirà nessuno: è anche possibile - se volete - dice "quel giorno dovrò andare a fare quella cosa, non potrò girare il video", ma puoi anche PROGRAMMARE quel video, l'importante è registrare trenta video, trentuno video (se siamo in agosto); quindi anche se tu in un giorno registrerai due video, perché uno sarà programmato per il giorno dopo, comunque hai registrato trentuno video.
Il fatto di farlo ogni giorno è un modo di avere un'abitudine, perché è normale: io potrei anche registrare tutti e trentuno i video in un giorno, ma così si perde proprio il piacere di mettersi davanti alla telecamera. Registrare 31 video e programmarli diventa la "schiavitù" del mettersi davanti alla telecamera.
VOGA, VEDA, devono essere vissuti in questo modo: dev'essere una cosa simpatica, un passatempo, un modo di mettersi davanti a una telecamera e raccontare se stessi, che è una cosa che - come dicevo - sto riscoprendo adesso.
Cioè io all'inizio di Diario di Viaggio on the road avevo pensato anche di portare un po' me stesso in questo canale, e poi ho cominciato a guardare agli argomenti, guardare i canali e ho smesso di portare anche un po' me stesso sul canale.
Ed è una cosa di cui sentivo la mancanza: l'ultima volta che ho fatto un vlog così è stato parecchio tempo fa, e voglio portare un po' più di me stesso sul canale. L'ho fatto con il vlog numero 113, con il racconto di quel brutto incidente in Trentino, per il quale ho avuto molti feedback positivi e mi ha fatto molto piacere, ed è stato anche un modo di lanciare un messaggio sul funzionamento della numerazione di emergenza, della chiamata di emergenza, che è una cosa che comunque voglio anche approfondire più in avanti.
Sto anche lavorando a una cosa che concerne un po' l'emergenza, la protezione civile e la sicurezza, e di questo adesso sono un pochino fermo per motivi logistici, ma sto realizzando un progetto che comunque voglio mettere in funzione.
Io - come ho detto varie volte - sono un blogger (colla "B", non colla "V"), io sono stato un blogger per più di dieci anni: ho aperto il mio blog "Diario di Viaggio" nel 2004.
Ho cominciato a scrivere sul mio blog un po' per gioco, un po' per condividere delle passioni, e ora ho continuato e sono diventato un vlogger (colla "V"), come disse il buon Filippo Altroquando, perché probabilmente sono un blogger a cui si è rotta la tastiera (mi è piaciuta tantissimo questa definizione).
Bene ragazzi: questo vlog finisce qui, in fondo senza una domanda: forse possiamo costruire una discussione se avete visto il mio VEDA e vi è sembrato qualcosa di particolare o meno. Se avete visto altri youtuber che hanno fatto i VEDA, se avete visto il mio VOGA dell'anno scorso, del 2015.
Se volete nel 2016 partecipare ai VOGA. Se state vedendo questo vlog dopo molto tempo, e avete partecipato ai VOGA del 2016 e vogliamo parlarne: c'è sempre spazio nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr.
Io sono Grizzly, vi ringrazio per essere arrivati sino in fondo a questa bella chiacchierata, noi ci vediamo domenica prossima sempre con Diario di Viaggio on the road, ma con gli argomenti di sempre; per il momento vi ringrazio, vi ricordo di fare pollice-in-alto, di iscrivervi al canale (di iscrivervi al canale Telegram).
E detto questo ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 24 aprile 2016

VLOG 114: YouTube Poop: arte o violazione di copyright?

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Avete presente il mesh-up che apre il trailer del mio canale? (Ossia: questo):
Benvenuti a bordo, viaggiatori.
Sono Grizzly:
il vostro tecnico informatico di fiducia.
[Uff] Sarà dura...
(perché avete riempito il vostro computer di virus e altri ammenicoli)
e questo è Diario di Viaggio on the road!
Bene! Avrà a che fare con l'argomento del giorno, per cui cominciamo: sigla!
[♪♫♪]
Siete molto innamorati.
Così innamorati che vorreste "suggellare per la vita" il rapporto con il vostro partner, ma siete delle persone molto romantiche, quindi pensate di farlo con un biglietto: un bel cartoncino con qualche messaggio d'amore vergato a mano, giusto?
O piuttosto con un foglio di carta in cui incollate dei caratteri ritagliati a caso da giornali e riviste: un po' come una "richiesta di riscatto" di un film d'azione. Uhm... no: direi che cade il romanticismo, proprio precipita!
Però se ci pensate, davanti a un gesto del genere qualcuno - comunque - avrebbe modo di dire "Beh, quantomeno è artistico".
In fondo quello di cui voglio parlarvi oggi è proprio questo: prendere qualcosa, ritagliarlo, rimaneggiarlo, riutilizzarlo in maniera tale che il messaggio che veniva lanciato in origine venga completamente cambiato, lanciando tutt'altro genere di messaggio.
Questo principio applicato a dei video presenti su YouTube sta alla base della "YouTube Poop".
Che cos'è la YouTube Poop? Fondamentalmente sono dei video che vengono - anziché essere "montati" - SMONTATI: sovrapposti, rallentati, modificato il tenore audio, rimontati in maniera completamente differente per far dire delle parole totalmente differenti ai personaggi e - appunto - lanciare un messaggio finale *completamente* *diverso* dal messaggio che veniva lanciato dal video originale: può essere ogni genere di messaggio, può essere un messaggio sensato, o un messaggio non sensato.
Prima di continuare questo discorso, vi presento lo youtuber di cui vi parlo oggi, che è - secondo me - uno dei più grossi rappresentanti della YouTube Poop in Italia, ed è Nocoldiz.
È molto bravo, e vi lascio il link del suo canale sul doobly-doo e sulla scheda: andate, visitate il suo canale, iscrivetevi se non siete già iscritti, fa delle cose veramente molto interessanti.
Anche molto simpatiche, in certi casi.
E giusto per farvi fare un'idea di qual è la situazione quando parliamo di «cambiare completamente il senso di un messaggio rimontando il video», facendo sovrapposizioni eccetera, cominciamo con un video molto semplice che vi segnalo...
... ora, dato che parliamo di YouTube Poop, mi è difficile riassumervi il contenuto del video: non posso fare altro che consigliarvi di andare a dare un'occhiata.
Quindi il primo video, "Bear Grylls e i suoi proteinici amici", lo trovate sul doobly-doo e - naturalmente - lo trovate sulla scheda.
Oltre a costruire l'idea di un messaggio differente, la YouTube Poop può essere un modo per creare qualcosa di virale basato su una frase, su un gesto, su un'azione, e in questo Nocoldiz ci è riuscito richiamando l'attenzione su una serie televisiva (il Trono di Spade) e su qualche gesto e qualche frase, che sono diventati un po' la "maledizione" di questa serie TV, nel senso che vengono citati spesso, e dunque sono diventati abbastanza virali da essere conosciuti dai molti: sono stati - poi - ripresi da molti pooper...
Se vi chiamate Roberto e avete dovuto sopportare gente che TUTTO IL GIORNO vi diceva "Tu sei Rob", avete tutta la mia solidarietà.
Bene: il video che vi segnalo è "È finito il VINOH", che trovate sul doobly-doo e che trovate sulla scheda.
Per alcuni la YouTube Poop è una forma d'arte e - in fondo - è il prendere un qualcosa (un'opera, un video) e modificarlo, ricostruirlo, rimontarlo, fargli lanciare un messaggio differente, fare quella che - fondamentalmente per esempio per la licenza Creative Commons - sarebbe un'Opera Derivata. Un'opera *PARTICOLARMENTE* derivata, perché in certi casi il messaggio lanciato è completamente opposto, nevvero.
E quindi sicuramente un'opera che è vagamente ispirata, più che derivata, però basata su quel contenuto.
Per altri, visto che una YouTube Poop è basata su determinati contenuti sottoposti a diritto d'autore, invece dovrebbe essere considerata alla stregua di una normale violazione del copyright: semplicemente un lavoro pirata, un lavoro underground, un lavoro che non meriterebbe di esistere.
Purtuttavia le cose, proprio per Nocoldiz, si fanno interessanti perché tempo fa una sua poop in qualche modo è finita citata in una trasmissione televisiva, come video (naturalmente) non è stato citato l'autore, come è successo diverse volte con molti video tratti da YouTube: è una storia che riguarda il freebooting di cui parleremo sicuramente un'altra volta.
Ma il problema, e oserei dire "il grottesco", è che dopo la messa in onda di quella puntata, Nocoldiz si è visto contestare il video per una violazione di copyright, perché "Conteneva del materiale che era stato messo in onda dalla televisione"!
Grottesco, ripeto, veramente!
Questo video, e questo caso, comunque ha permesso al nostro buon pooper di avere un pochino di pubblicità (che si meritava), soprattutto ha messo in evidenza come la situazione nell'ambito del copyright su YouTube sicuramente sia, quantomeno, da rivedere.
E comunque voglio citarvi anche questo video, perché comunque è interessante, perché è comunque un messaggio: il video è "Salvini detesta le bottiglie di plastica", video che vi lascio linkato sul doobly-doo e naturalmente sulla scheda; che poi, decaduta questa richiesta di copyright, e ritornato tutto quanto a posto, è stata comunque una cosa, come ripeto, particolarmente grottesca.
Ed ecco quindi la mia domanda: secondo voi la YouTube Poop dovrebbe essere considerata alla stregua di una violazione del copyright? Oppure no? Oppure è una forma d'arte?
Ora, in questo caso voglio prendere una posizione ben precisa: secondo me la YouTube Poop è una forma d'arte e come tale dovrebbe essere considerata: è una forma di "realizzare un'opera derivata",  un'opera *PARTICOLARMENTE* complicata, particolarmente rimeshata etc. ma - secondo me - è una forma d'arte.
Però sono aperto alla discussione, quindi come vi dicevo: parliamone.
Secondo voi è una palese violazione del copyright e dovrebbe essere cancellata? È una forma d'arte? È uno stupido passatempo?
Non lo so! Fatemelo sapere con un commento qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr.
Come sempre vi ringrazio per essere arrivati sino in fondo a questo vlog, vi ricordo (se questo vlog vi è piaciuto) di fare pollice-in-alto e di condividerlo con i vostri amici (anche su Whatsapp o su Telegram).
Vi ricordo di iscrivervi al mio canale YouTube se non l'avete già fatto: è gratuito e assumerete subito quel buon profumo di nuovo iscritto che ci piace così tanto.
Vi ricordo inoltre che se vi iscrivete anche al mio canale telegram (che trovate linkato sul doobly-doo, sull'annotazione e sulla scheda) riceverete anche una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Infine se volete che tratti un argomento particolare su Diario di Viaggio on the road, potete segnalarmi anche questo sui commenti qua sotto.
Grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 17 aprile 2016

VLOG 113: Ho visto la morte in faccia

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[Nota: sì, mi riferisco a questo articolo sul Diario di Viaggio]


Benvenuti viaggiatori: sono Grizzly, e questa è la puntata numero 113 di Diario di Viaggio on the road. 113 in Italia identifica un servizio pubblico d'emergenza, e voglio approfittare di questa occasione per fare una piccola pausa e raccontarvi una storia.
Una storia che, peraltro, gli amici (così come chi mi seguiva già ai tempi del Blog "Diario di Viaggio") probabilmente conoscono già: la storia di come, un giorno d'agosto di più di dieci anni fa, ho letteralmente visto la morte in faccia.
Sigla!
[♪♫♪]

In Italia chiamando il numero telefonico 113 vi metterete in contatto con la centrale operativa della polizia, ma naturalmente con la telefonata potrete comunicare qualunque tipo di emergenza, specie se magari ci fossero difficoltà a contattare direttamente un ente preposto, oppure quando sia necessario allertare contemporaneamente diversi dispositivi di soccorso (ad esempio vigili del fuoco ed ambulanze).

Ovviamente non si deve giocare con i numeri di emergenza, perché una chiamata di soccorso mette immediatamente in movimento uomini e mezzi: segnalare una falsa situazione d'emergenza, occupando personale e infrastrutture, toglierebbe infatti elementi necessari nel caso di una vera emergenza, provocando pertanto danni veramente incalcolabili.
La legge italiana punisce questo comportamento con l'articolo 658 del Codice Penale, che recita: «Chiunque, annunziando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscita allarme presso l'Autorità, o presso enti o persone che esercitano un pubblico servizio, è punito con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda da euro 10 a euro 516».
Giusto perché possiate farvi un'idea di quanti danni possa fare una falsa chiamata d'emergenza, voglio segnalarvi un video dell'amico youtuber Marco Petruzzelli (canale "REPORTERMARCO", video che vi lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda), in cui arriva al 113 una segnalazione in merito all'esplosione di una bombola con il ferimento grave di una bambina: sul posto arrivano tre auto della polizia, due ambulanze e una squadra dei vigili del fuoco; spoiler alert: tutto falso, solo lo scherzo di un'idiota.

Ora, restando nei casi delle emergenze reali, principalmente ci si augura di non dover mai fare una chiamata d'emergenza: si spera che sia una cosa estremamente rara.
Io, facendo il volontario di protezione civile ed essendo stato diverse volte "sul campo" in piena emergenza, ho avuto occasione di contattare spesso i numeri di emergenza semplicemente per coordinarmi con la sala operativa. Togliendo questi casi, tuttavia, mi è capitato anche di usare i numeri pubblici di emergenza per incidenti, incendi o altro.
Tenete presente che la mia formazione mentale da volontario di soccorso contribuisce a farmi tenere la calma in una situazione di pericolo: ho le priorità sotto controllo, e in cima c'è *sempre* la necessità di allertare i soccorsi e chiedere aiuto.
Pertanto ho vari ricordi di chiamate d'emergenza in, letteralmente, ogni genere d'occasione (compreso quell'inquietante "non so se devo dirle che c'è stato un altro incidente qui all'incrocio maledetto, o se mi basta dirle «il solito, grazie»").
Bene: questa in fondo è la storia che c'è dietro una di queste telefonate. L'importante differenza è che, sino ad oggi, è stata l'unica che coinvolgeva direttamente me e la mia famiglia.

Ma prima una breve e rapida digressione, soprattutto per i più giovani: avete notato, quando percorrete le autostrade o le strade extraurbane principali, che ogni volta che incrociate un ponte, o una sezione sopraelevata (o un qualsiasi tipo di cavalcavia in genere), subito prima e subito dopo c'è un cartello che riporta la sigla della strada su cui vi trovate ed un numero?
Sapete a che cosa serve? È il risultato della Direttiva Ministeriale del 28 febbraio 1997, emanata con urgenza a seguito di una serie di comportamenti criminali messi in atto da diverse persone che avevano pensato di lanciare dai suddetti cavalcavia, in direzione della strada sottostante, grossi sassi o altri oggetti, bersagliando i veicoli che transitavano sotto. Gesto che in diversi casi ha provocato ferimenti ed incidenti gravi, ed ha fatto persino registrare delle vittime.
Si decise quindi, nell'ottica della prevenzione, di identificare univocamente i vari cavalcavia di tutte le autostrade e le strade extraurbane di una certa importanza, posizionando questi cartelli per permettere a qualsiasi automobilista di passaggio, anche eventualmente non pratico della zona, di poter segnalare in caso di emergenza esattamente da quale cavalcavia è avvenuto il lancio di oggetti (o qualsiasi altra situazione di pericolo).
Naturalmente, dato che i cavalcavia sono stati numerati, qualcuno ha pensato bene di cercare delle soluzioni differenti per poter continuare ad attentare alla vita degli automobilisti.

Ora, come dicevo ho raccontato questa storia sul Diario di Viaggio, e ho ancora quei momenti davanti ai miei occhi. Consentitemi tuttavia di raccontarla nuovamente, anche se così come l'avevo pensata e scritta "a caldo" quello stesso giorno.
Tutto cominciò un piacevole martedì pomeriggio, il 30 agosto 2005: ultimissimi giorni di vacanza in Trentino.
Questo che segue è, semplicemente, quanto scrissi quella sera alle 22, rimettendo in ordine le idee; prima che me lo chiediate: sì, data la complessità di questo video, sto leggendo sul teleprompter. Ad ogni modo l'articolo del blog è ancora lì. Se volete dargli un'occhiata, lo lascerò linkato sul doobly-doo e sulla scheda (da quando ho associato il mio sito su YouTube, credo che questa sia la prima volta che pubblico un link effettivamente interno, peraltro).
Durante il racconto vi mostrerò, ponendole in sovraimpressione, alcune immagini tratte da Google Street View esattamente dei luoghi in cui è ambientata questa storia, e non solo.

Erano circa le 16:40, eravamo in Val di Fiemme, sulla provinciale ex Statale fra Tesero e Cavalese.
Km 25+800 circa, poco prima dell'ultimo ponte che precede la galleria all'ingresso di Cavalese.
Il traffico era scorrevole: praticamente nessuno davanti a me, nessuno dietro di me e nessuno sul senso opposto.
Velocità di crociera: 65km/h (guidavo attenendomi al limite di 70, considerato anche che la strada è tutta curve): diciamo che questa storia comincia un 50mt prima di quel punto.
Io e mia madre stavamo parlando di andare a trovare degli amici che abitano a Daiano (piccola frazione subito sopra Cavalese).
Io: "Forse poteva essere utile telefonare..."
MM: "Una volta mi ricordavo il numero a memoria..."
La mia visione era interamente sulla strada, ma la coda dell'occhio destro registrò un movimento brusco in direzione diagonale verso di me: un oggetto scuro all'incirca grosso come un limone, più grosso di un insetto (una grossa farfalla? Magari un uccello?), veniva chiaramente verso di me da un punto in alto a destra, un po' più in alto del margine superiore destro della strada...
Io: "Mi pare che c'era sull'elen... (PAM!) CR$$TO!"
Briciole sul parabrezza, frenatone brusco con pitturazione color copertone sull'asfalto, occhio sul cofano: una scheggia di pietra rotola in avanti, un altro paio schizzano sulla sinistra. Auto a zig-zag.
MM (terrorizzata): "Ma che ca££o succede? Ci hanno sparato?"
Stringo a destra (e stringo i denti), frenata. Mi accostai ad uno spiazzo sterrato subito dopo il ponte, quattro frecce e afferrai il cellulare componendo 113.
Io: "Lo so io cos'è successo, porco giu&a!!"
Le 16:42 (rilievo dal dettaglio traffico di Vodafone)
In auricolare: tuuuu "Questura?"
Io: "Sì, mi chiamo Mirko Tuccitto, sono sulla strada fra Tesero e Cavalese. *Mi hanno appena tirato un sasso contro la macchina*!"
Op113: (improperi vari, tra cui anche 'CA££O') "LE HANNO CHE COSA??"
MM: "Oddio! Ma che stai dicendo?"
Io: "Sì: in questo istante, sulla strada che unisce..."
Op113: "Ha detto fra Tesero e Cavalese?"
Io: "Sì, sì: praticamente alle porte di Cavalese, poco prima dell'ultimo ponte, superato il vivaio e adesso..."
MM: "Oddio: non ci credo!"
Op113: "Va bene: LE MANDIAMO IMMEDIATAMENTE UNA PATTUGLIA!"
Io: "Si, ok, grazie. Io intanto sto cercando di fare inversione di marcia se riesco a vedere chi è stato, o se almeno... c'è qualcosa o qualcuno."
Op113: "Può essere un po' più preciso su dove si trova?"
Io: "Non saprei: non ci sono molti punti di riferimento. Praticamente uscendo da Cavalese, subito dopo la galleria c'è un ponte. Sono lì al ponte."
Op113: "Ma il sasso è venuto dal ponte?"
Io: "No, da un appezzamento di campagna subito sopra la strada. Io sono qui al ponte, comunque."
Op113: "Va bene, le ripeto: non si preoccupi che sta arrivando subito una pattuglia!"
Io: "Ok, non so: le devo dare i miei dati, vuole qualcosa...?"
Op113: "Mi bastano il suo nome, la targa ed il modello della macchina."
Io: "Ok, mi chiamo Mirko Tuccitto e sono a bordo di una Fiat Palio station wagon targata BL155PG."
Op113: "Benissimo, la pattuglia sarà lì a momenti. Lei è lì?"
Io: "Sì, sì: io sto tornando indietro a dove è successo, sono qui in attesa, grazie, arrivederci"
Op113: "Ok, arrivederci."
Tornai indietro, infilai una stradina laterale e mi fermai, scendendo dall'auto.
MM: "Ma non andare, cosa vuoi fare?"
Il parabrezza presentava un vistoso spacco sull'attaccatura ed una serie di scheggiature a ragnatela tutto intorno; era da cambiare, a quanto pareva...
Io: "Cosa voglio fare? Mi hanno appena fatto almeno un milioncino di lire di danni e io dovrei restare qui con le mani in mano? Vediamo se almeno li vedo, 'sti stronzi!"
Arraffai il giubbetto catarifrangente, attraversai la strada e, indossandolo, mi fiondai di corsa all'allaccio di un sentiero che saliva lungo quell'argine.
Correvo. Percorsi un centinaio di metri circa, raggiungendo il posto dal quale sembrava fosse partito il sasso: la visuale verso la strada era eccezionale e, indietreggiando un pochino, era possibile restare completamente nascosti. Corsi ancora: la strada si biforcava e successivamente si divideva in altri tronconi. Troppe strade, poi a meno di 250mt circa c'erano le prime case (sembravano più che altro stalle e granai: erano tutti terreni da fieno).
Non vidi nessuno; o qualcuno, molto in lontananza (notai una persona che accompagnava il cane sulla strada asfaltata a circa 300mt); non c'erano tracce di pneumatici nell'erba alta, per cui chi c'era era scappato a piedi mentre io parlavo con la polizia.

Scesi, passeggiando quindi sull'argine della strada, che era pulito, a parte altri due sassi solitari (ed una ridotta serie di schegge sull'asfalto in prossimità dei segni della mia frenata).

Ritornai alla macchina, accesi una sigaretta e richiamai il 113 (alle ore 16:54, sempre rilievo Vodafone) per dirgli esattamente a che km mi trovavo e che c'erano ancora dei residui per strada. L'operatore mi confermò che la pattuglia era già partita da Tesero e stava arrivando.
Cominciai a fotografare la macchina ed il luogo, quando giunse il fuoristrada della Polizia Stradale. Parlai subito con gli agenti, che per prima cosa ci chiesero se fossimo feriti (per fortuna eravamo solo spaventati, ma non avevamo riportato ferite).
Spiegai loro da dove sembrava partito il sasso che aveva colpito la macchina, e feci notare che c'erano poche altre schegge per terra. Mi chiesero dove avesse colpito il sasso, e si avvicinarono alla mia macchina per valutare il danno. Quindi espressero l'intenzione di fare un giro in quelle strade di campagna, chiedendomi se potevo aspettare una decina di minuti lì, oppure se preferivo scendere intanto in caserma e stilare il verbale. Decidemmo per la seconda ipotesi, per cui mi spiegarono come raggiungere la stazione della Polizia Stradale di Cavalese, e chiamarono in centrale per avvertire che stavamo scendendo lì, mentre loro (anche se dubbiosi come me) facevano immediatamente il giro dall'altro lato (da dove ero salito io a piedi l'accesso veicolare era chiuso da una sbarra ma, mi dissero, c'era un altro accesso poco più indietro dall'altra parte) per controllare se riuscivano a trovare o vedere qualcuno.

Mi recai in paese e scendemmo accanto alla stazione della funivia del Cermis, raggiungendo la caserma; parlammo subito con il piantone, che era già stato avvertito del nostro arrivo, e che prese visione dell'auto. Nel frattempo mi chiese alcune cose per anche in merito alla riparazione del danno, specie se per caso io avessi la "polizza cristalli", poi discutemmo della possibilità che il sasso non fosse stato scagliato ma se piuttosto fosse potuto cadere accidentalmente o venire lanciato da un'auto che mi precedeva o magari veniva dal senso opposto, però non c'era nessuno nei due sensi, il sasso non era caduto di rimbalzo perché l'avevo visto volare dritto contro di me e, data l'inclinazione dell'argine della strada, sarebbe dovuto cadere direttamente a terra o, al massimo della sfiga, ad ogni modo avrebbe potuto colpire in qualche modo il lato passeggero della macchina, e non il lato guida; premesso e preso atto del fatto che, anche se con la coda dell'occhio, lo avevo chiaramente visto partire da molto piu' in alto del limite della strada, tanto che avevo appunto pensato, in quella frazione di secondo, che fosse un uccello o una grossa farfalla.
E tralasciando inoltre che l'argine appariva perfettamente sgombro, tranne un paio di sassi e qualche scheggia.
I miei due errori sono stati:
a) non guardare SUBITO sopra e soprattutto
b) aver fatto inversione molto più avanti perdendo tempo prezioso
(probabilmente avrei dovuto lasciare la macchina lì e correre, mentre chiamavo il 113): ecco il risultato di un forte shock nervoso, e meno male che non era quello di un forte trauma cranico.
Durante una pausa della discussione con il piantone, dato che avevo bisogno di sfogarmi, feci il primo numero di telefono che mi venne in mente e chiamai l'amico Midian, ma ebbi giusto il tempo di raccontargli a grandi linee cosa era successo, che non eravamo feriti e che lo avrei richiamato, perché nel frattempo ritornò il Defender con i due agenti, con le pive nel sacco (trovato nessuno, ovviamente...) e discutemmo su come fare una denuncia contro ignoti.
Per il momento venne stilato un verbale di intervento, e gli agenti mi consigliarono di sentirmi con il mio legale; poi ricontrollando bene la macchina individuammo un'altra scheggia del sasso incastrata sotto l'incavo del cofano. La riuscimmo a prendere: era grossa come una noce...

(Come potete vedere dalle foto, scattate con il cellulare proprio in quei momenti, l'impatto è avvenuto praticamente davanti al posto di guida). Ho visto il sasso colpire e spezzarsi troncadosi di netto a meno di mezzo metro dalla mia faccia.

Siamo rientrati a Trento intorno alle 19, quando ormai i vari negozi erano chiusi e non potevo farmi preventivare l'entità del danno. Poi mi sono ricordato il numero verde di Car Glass e, quando siamo arrivati a Cadine, giusto il tempo di scaricare tutto dalla macchina e accendersi l'ennesima sigaretta, ho chiamato. Mi han fatto un preventivo di 393 euro iva inclusa; un punto Car Glass era anche disponibile a Trento in via Brennero, ma per un appuntamento mi sarei dovuto accordare con il numero verde. Data la cifra, rimandai.

Sembra una ragazzata. Bella ragazzata, CA££O!
Prendi un sasso che ti sta bene dentro la mano e lo scagli con forza contro la strada per vedere se riesci a prendere una macchina. MA TI VENISSE!
Sapete come ci si sente?
Pensate che passi la propria vita davanti?
No: nello stesso istante in cui il botto ci ha fatti sobbalzare entrambi, ho capito che era un sasso, e in quel medesimo istante mi sono inca$$ato.
Inca$$ato.
Inca$$ato perché è un modo schifoso di morire, di ferirsi o di farsi comunque seriamente del male.

La gloriosa Fiat Palio Weekend non c'è più (è stata rottamata già da un pezzo), ma il ricordo di quel giorno, nonostante sia passato così tanto tempo, è ancora fresco nella mia mente, così come la denuncia che poi presentai il giorno successivo al comando della polizia stradale di Trento, di cui una copia, in una cornice a giorno, è appesa in bella vista qui nel mio ufficio, anche per ricordarmi quanto sia andato vicino alla morte, o a un ferimento molto grave: se il sasso avesse colpito solo un paio di centimetri più in alto (praticamente "SOPRA" il tergicristallo, anziché sotto), considerata la velocità dell'auto e la forza d'inerzia del sasso, ci sono ottime possibilità che sarebbe riuscito a sfondare il parabrezza e colpirmi tranquillamente in faccia, in testa...

Dopo circa un mese venni informato che questo fatto (sassi lanciati dal ciglio della strada) nella provincia di Trento si era ripetuto altre tre volte (di cui una proprio in Val di Fiemme, peraltro): di queste, due hanno avuto conseguenze gravi con il ferimento di persone. Anche se - comunque - non si è più venuti a capo di chi potrebbe essere stato.

Avevo pensato già parecchio tempo fa di dedicare esattamente questa puntata a questo racconto, in parte per condividere questa storia con tutti voi, e anche per poterla esorcizzare: il fatto di essere qui a raccontarla, il fatto che io e mia madre ne siamo usciti indenni... è questo che mi ha infuso una nuova forza, che mi fa guardare, da allora, il mondo intorno a me in maniera veramente differente.
Bene, io ho concluso, vi ringrazio per avermi ascoltato fino a questo momento e vi saluto cordialmente: ciao a tutti, e ci vediamo al prossimo video.

domenica 10 aprile 2016

VLOG 112: Fumo e fumatori

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Benvenuti a bordo, fumatori: sono Grizzly e questa è la mia pipa.
E no: io non fumo. Ho fumato per poco più di quindici anni, e ho smesso intorno a novembre 2011. Eppure ancora la tengo conservata, perché è una pipa in radica di noce intagliata a mano, è una pipa di pregio: non di grandissimo pregio, ma è comunque un ricordo, è stato un regalo ed è uno strumento che si può sempre lasciare in esposizione sulla libreria, piuttosto che buttarla via. Anche perché - generalmente - non si regala una pipa usata.
Ad ogni modo, oggi parliamo proprio di fumo, quindi direi di cominciare il vlog: sigla!
[♪♫♪]
La filosofia del buon Charlie Brown diceva: "Non è piacevole per una faccia sentirsi ridere addosso".
È una cosa che cito tantissime volte (credo di averlo già anche citata altre volte in #DdVotr), ma in questo caso ci sta, perché vorrei parlarvi di alcuni comportamenti che tenevo quando ero un fumatore, che mi dimostravano come spesso fossi io l'idiota della situazione.
Quando avevo il vizio del fumo ero comunque consapevole che il mio vizio poteva essere fastidioso (o comunque arrecare disturbo agli altri), ragion per cui - per esempio - evitavo di fumare in determinate situazioni.
Innanzi tutto non fumavo in ufficio: da una parte perché mi dava molto fastidio l'odore della sigaretta "appiccicato" (e quindi, come dava fastidio a me, avrebbe dato fastidio anche ai miei clienti); poi in ufficio - tra l'altro - c'era anche il rilevatore di fumo che si sarebbe messo a strillare, ma questo è un altro discorso.
Però sin da quando ero fumatore, se arrivavo a casa, aprivo l'ascensore e sapeva di sigaretta, io chiudevo l'ascensore e me la facevo a piedi... che non riesco a concepire quelli che fumano dentro l'ascensore: bisogna proprio essere... ma no "maleducati", ma proprio OLTRE!
Ma comunque, lasciate che vi racconti qualche piccola storiella che mi è capitata, per farvi capire un po' la situazione.
La prima è questa: eravamo a dicembre (qualche anno fa), io e un nostro amico sceso dal Nord Italia, e siamo a casa di questo nostro amico che ci ha invitati a cena.
Una cena molto conviviale, molto familiare, quindi siamo tranquilli, e a questo ragazzo è nato il figlio da pochi mesi, quindi c'è il bambino di pochi mesi in casa, ragion per cui finita la cena, dato che eravamo tutti e tre fumatori, io e l'amico (mentre il padrone di casa finisce di sistemare la tavola) ci allontaniamo, andiamo in salone, dal salone usciamo in balcone per fumare una sigaretta.
Naturalmente... ripeto... era il 20 dicembre, quindi un freddo cane, per cui ci intabarriamo per bene e soprattutto ci mettiamo in balcone proprio perché, essendo la casa dove c'è un bambino piccolo, non è il... caso di fumare dentro casa.
Siamo lì, fuori, intabarrati fino ai capelli (col paltò, la sciarpa, il berretto: c'era un vento gelido), tutti e due lì: [tra i denti] "Oddio, ma chi ce l'ha fatto fare di uscire?"
Unico punto favorevole, che nel frattempo stavamo guardando i fuochi d'artificio.
Beh, arriva il nostro amico (che ha finito di sistemar la tavola) in MANICHE DI PIGIAMA, mezzo toscano in mano spalanca la finestra, esce in balcone: "Ah, bello: i fuochi d'aaAAARRGHHHHH!!!!!!" e fa un balzo indietro.
Abbiamo riso come matti tutta la serata, perché dopo qualche minuto è ritornato con il paltò: "Oddio: mi son preso un pugno nello stomaco!"
Ma grazie! Ma non lo vedi che siamo tutti e due in sciarpa, berretto e cappotto? Cioè, come mi esci in pigiama in balcone?!
L'avevamo fatto, naturalmente... non è che era stato il nostro amico a dirci "ragazzi, per piacere, fumate in balcone": siamo usciti noi, in balcone, proprio per una forma di rispetto.
Però a me è successo qualcosa che mi ha lasciato *diverse* *volte* interdetto.
Sicuramente i due esempi più lampanti sono questi...
Fumavo anche quando andavo al mare, quando andavo in spiaggia.
E prima che me lo chiediate: sì, mi è capitato di tuffarmi con le sigarette nella tasca degli short (lo raccontai su "Diario di Viaggio": lascerò eventualmente linkata sul doobly-doo la storia di questo piccolo incidente). Ma al momento quello di cui voglio parlarvi è "fumare sulla spiaggia": fumando sulla spiaggia, io che cosa facevo?
Mi ero comprato su eBay (a Hong Kong) un bel posacenere tascabile, di quelli che si aprono (un po' come un orologio a "cipolla"), che tu gli metti la cenere e il mozzicone, lo chiudi e lo metti in tasca. E in questo modo non seppellisci la sigaretta sulla spiaggia, cosa che facevano in tantissimi intorno a me.
Saltava fuori che quando io fumavo sulla spiaggia, ero steso sull'asciugamano con questo coso in mano, tutti gli altri mi guardavano come se fossi un extraterrestre.
Ma soprattutto, e questa fu veramente *allucinante*: fine estate (sarà stato il 27, il 28 di agosto): con un amico andiamo a mangiare in una spaghetteria in riva al mare.
Dato che - comunque - c'è caldo e in riva al mare c'è un pochino di venticello, si sta un attimo meglio, invece di entrare in sala, ci mettiamo fuori, dove c'è il tendone con questi tavoli.
Eravamo di settimana (sarà stato mercoledì o giovedì), quindi non c'era quasi nessuno nel ristorante: materialmente fuori, sotto il tendone, c'eravamo noi (io e questo mio amico), a un paio di tavoli più in là c'era una famigliola, e a un paio di tavoli dall'altra parte c'era un gruppetto di turisti (credo stranieri: ho l'impressione che parlassero tedesco od olandese, comunque non erano italiani).
E sta di fatto che, appunto, eravamo nel tendone, eravamo fuori: addirittura c'era il posacenere sul tavolo, però noi ordiniamo; il cameriere ha preso la comanda e va via, e io faccio al collega "senti: mentre aspetto, fumo un attimo una sigaretta. Però, visto che c'è gente che sta mangiando dalle due parti, un momento mi allontano, perché non vorrei disturbare"
Quindi mi alzo, mi allontano dal tendone, vado verso la riva del mare (c'era un po' di venticello) e mi accendo questa sigaretta.
E mi raggiunge l'amico e mi dice: "Ma, guarda che potevi fumare tranquillamente sotto il tendone"
E ripeto: "sì, sono d'accordo, visto che c'era anche il posacenere, ma d'altronde dietro di noi (e accanto a noi) c'erano persone che stavano mangiando, anche se qualche tavolo più in là, non mi sembrava il caso di voler disturbare... insomma: il fumo della sigaretta..."
Il mio collega mi fa: "Sì, non volevi disturbare... guarda un po' quel gruppo di turisti"
Mi giro e assisto a questa scena: il gruppetto familiare da una parte, dall'altra questo gruppo (appunto) di turisti abbastanza nutrito, con bambini grandi e piccoli, e vedo questa signora di mezza età che ha un bambino (che avrà avuto pochi mesi) in braccio, e la sigaretta in bocca.
E sì: sono rimasto completamente senza parole.
Ragion per cui vi adesso vi chiedo: voi siete dei fumatori? Non siete dei fumatori? Vi da fastidio il fumo?
Trovate che questo mio comportamento sia stato, in tutti i casi, "fuori dal mondo"? Oppure trovate che sia un comportamento ragionevole, un comportamento corretto? E vi stupisce che sono stata io la "faccia" a cui tutti quanti ridevano intorno?
Sono stato io l'idiota ad allontanarmi dalla tavola, a portarmi il posacenere in spiaggia, ad andare a fumare in balcone? Non lo so, perché io - ripeto - penso che questo dovrebbe essere un comportamento logico: diventa il comportamento di una mosca bianca! Quindi, probabilmente sono io che sbaglio...
Oppure voi la pensate esattamente come me, e sono gli altri che sbagliano? Ripeto: non lo so. Fatemelo sapere voi con un commento qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr.
Detto questo, io direi che ho concluso, per cui innanzi tutto vi ricordo - come sempre - se questo vlog vi è piaciuto di fare pollice-in-alto e di condividerlo con i vostri amici, anche su Whatsapp o su Telegram.
Vi ricordo, se non l'avete già fatto, di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel buon profumo di nuovo iscritto che ci piace così tanto.
Vi ricordo, naturalmente, che se c'è un argomento che vorreste io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello con un commento qua sotto.
E infine vi ricordo di iscrivervi anche al mio canale Telegram, che trovate linkato sul doobly-doo, sull'annotazione e sulla scheda: in questo modo riceverete una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
E detto questo, direi che ho concluso, pertanto come sempre grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!