domenica 16 luglio 2017

VLOG 172: Un riassunto per... incuriosirci?

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-L'hai visto, oggi, il video di Grizzly?
-Eh? No: di che parla?
-Guarda, in pratica...
-PFFFF!!! NOIAAA!!
-... e vabbè: l'ho capito. Non sono bravo a fare i riassunti. Facciamo così: guardalo, che comincia... proprio in questo momento sta arrivando la sigla!
[♪♫♪]
Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road; come dicevo poc'anzi, effettivamente non sono la persona adatta a fare dei riassunti, perché - obiettivamente - non ci riesco.
Purtuttavia devo riconoscere che, quantomeno, c'è una cosa che riesco a riassumere molto bene: riesco a riassumere molto bene i canali YouTube degli altri, e mi piace fare questa cosa, perché in questo modo riesco a condividere i canali YouTube degli altri.
Infatti oggi voglio parlarvi di un canale YouTube che proprio di riassunti parla, ma lo fa in una maniera molto particolare, perché virtualmente noi non stiamo parlando di un canale che fa dei *bellissimi* riassunti: stiamo parlando di un canale che fa dei riassunti brutti, proprio dei «riassuntazzi brutti brutti», infatti sto parlando del Capitano Pirata Barbascura X e della sua barcaccia (più che del suo canale).
E per cominciare vi lascio il link (della sua barcaccia!) sul doobly-doo e sulla scheda: andate, iscrivetevi al suo canale, venite a bordo della sua barcaccia perché è molto bravo, infatti come dicevo i suoi riassuntazzi sono «brutti brutti», in realtà non sono brutti brutti, questo è un gioco di parole, perché i suoi riassunti sono veramente molto simpatici, veramente molto divertenti, sono un modo di essere veramente intrattenuti: mi piace tantissimo; e per darvi un'idea del livello dei suoi riassuntazzi, voglio cominciare col segnalarvi il riassunto di una cosa che coinvolge clown e palloncini, e no: non sto parlando di "Killer Klowns from Outer Space", che - secondo me - resta comunque un filmone, sto parlando - ovviamente - del serial televisivo degli anni '90 "IT" di Stephen King, quindi per cominciare, per darvi un po' un'idea del livello dei riassuntazzi brutti-brutti del Capitano Barbascura, vi segnalo - come primo video - "IT - Pagliaccio Assassino: il riassuntazzo brutto brutto", vi lascio il video linkato sul doobly-doo e sulla scheda, andate e dategli un'occhiata: è veramente molto simpatico e molto divertente.
Ma il nostro capitano, avendo a disposizione una "barcaccia", la usa anche per fare dei viaggi, ci porta un po' a spasso, come faccio io - in qualche modo - con questo Diario di Viaggio on the road anche lui ci riassume un po' quali sono i suoi viaggi di lavoro (e non solo di lavoro).
E anche nel raccontarci questi viaggi, utilizza lo stesso stile dei riassuntazzi, creando qualcosa che -  secondo me - è veramente fantastico.
E in questo caso voglio raccontarvi la "Missione Erasmus": anche questo video - molto simpatico e molto divertente - che racconta un viaggio per andare ad incontrare Erasmo da Rotterdam, è un video che vi lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda: andate e dategli un'occhiata, è un modo veramente molto simpatico di raccontare, in fondo, anche una pagina della vita del Barbascura.
Prima di concludere, voglio segnalarvi un video un pochino più datato del Barbascura, in cui anche lo stile dei riassuntazzi si presenta in maniera più acerba, ma che è un video che ho trovato veramente molto interessante: è un video estremamente semplice, eppure il messaggio che lancia è molto molto forte, e ti colpisce anche per la sua semplicità.
Quindi prima di concludere vi voglio segnalare, come ultimo video, una cosa che concerne il Ramadan. In questo video ci racconta un momento del Ramadan di qualche anno fa, così come vissuto da un suo collega egiziano, e in cui si sono messi tutti quanti a collaborare.
Questo video è intitolato "Una pasta per il Ramadan" e - ripeto - è una specie di vlog molto semplice, è un racconto fondamentalmente molto semplice, a tratti che ti strappa quel sorriso, a tratti che ti fa pensare. Ma come ripeto l'ho trovato veramente molto bello e molto ispirante, pur nella sua semplicità.
Quindi come terzo video del Barbascura io vi segnalo "Una pasta per il Ramadan", ve lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda: andate e dategli un'occhiata, e pensate seriamente di iscrivervi al canale del Barbascura... saliamo tutti a bordo della sua barcaccia, anzi - visto che sono sulla station wagon - del suo «traghettaccio», del suo «ferry-boat-accio»!
Facciamo un viaggio, intraprendiamo questo viaggio lungo le serie tv, lungo i cartoni animati, lungo questi riassuntazzi brutti brutti: vedrete che non ve ne pentirete, perché lui è molto bravo.
Detto questo, come argomento del giorno vorrei ricollegarmi - in qualche modo - al discorso dei riassunti.
Osservo che su YouTube ci sono moltissimi canali che fanno dalle recensioni ai riassunti, ed è difficile riuscire in qualche modo a creare intrattenimento limitandosi a raccontare le trame delle cose (limitandosi a riassumere le cose); ecco che ognuno cerca di inventarsi un po' un modo differente di raccontare una trama, di raccontare quello che è una serie tv, quello che è un cartone animato, etc.
Ma la domanda che io vi faccio, in realtà, va nel lato opposto, quindi non dalla parte di chi "fa il riassunto", bensì dalla parte di chi "ascolta", di chi "guarda" il video riassunto.
Ora: io è grazie ai recensori che ci sono su YouTube, grazie ai riassunti, ai riassuntazzi, alle trame, a queste situazioni raccontate dagli youtuber, se ho scoperto moltissime serie tv, moltissimi telefilm, non so, moltissimi film... che non avevo mai sentito nominare, o dei quali avevo sentito nominare ma ero più che altro curioso di dire "bah, magari un giorno gli darò un'assaggiata", e che poi mi sono convinto di "assaggiare" proprio grazie ai riassunti, alle trame, al modo che ho avuto di poter valutare di che cosa parla la serie, l'anime, il film e via discorrendo grazie alla trama che ho visto su YouTube.
Infatti dicevo la mia domanda è questa: voi cosa ne pensate? Nell'ambito dello "scoprire nuove serie TV", dello scoprire - non lo so - degli anime, dei manga, delle situazioni di questo genere, dei film... vi fate trascinare un po' dalla trama? Oppure vi piace «assorbire» tutto - diciamo - partendo "ad occhi chiusi" (senza sapere nulla) e provare dal nulla?
Avere un'idea della trama vi permette di valutare un po' meglio se è una cosa che fa per voi o meno? Oppure - non lo so - magari siete quella categoria di persone che se un serial televisivo (se un anime) non vi interessa assolutamente, non andrete neppure a guardare la trama? Oppure se non v'interessa vi sta bene di guardare la trama, magari anche con gli spoiler, tanto non v'interessa quella serie tv?
Insomma: che tipo di rapporto avete con chi fa recensioni e riassunti dei serial? Parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Io - come ripeto - ho un buon rapporto su questa tipologia di recensioni, su questa tipologia di riassunti, perché mi permette di scoprire delle cose, delle piccole perle, che magari mi sono perso lungo la strada. Ma come ripeto sono curioso di sentire la vostra.
Bene, io ho concluso: *riassumendo* spero di essere riuscito a intrattenervi. Se ci sono riuscito, vi ricordo di fare pollice-in-alto, di condividere questo vlog con i vostri amici (anche su Whatsapp o Telegram), ma soprattutto di andare a iscrivervi al canale di Barbascura X se non l'avete già fatto.
Vi ricordo - sempre se non l'avete già fatto - di iscrivervi anche al mio canale YouTube: è gratuito, e assumerete subito quel buon profumo di nuovo iscritto che ci piace così tanto; e andando sulla barcaccia del Barbascura torna molto comodo, perché sulla barcaccia non è facile farsi la doccia, quindi almeno uno ha quel buon profumo di nuovo iscritto addosso, e non ammorba la situazione!
Noo, sto scherzando: anche essere iscritti al canale di Barbascura lascia addosso un buon profumo di mare, di pirateria... ehm ehm!
Inoltre, se mi seguite anche sul mio canale Telegram, che vi lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda, riuscirete a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly, come sempre grazie, ciao a tutti, un ulteriore ringraziamento al Barbascura X per essersi prestato a partecipare a questo vlog...
-Vabbè, si scherza! Grazie a te, Grizzly!
... e noi ci vediamo alla prossima!

lunedì 10 luglio 2017

Tokyo Magnitude 8 0 in 4 minuti e mezzo (by Lilletta Ely)

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Può succedere che inizi a guardare una serie pensando sia il solito anime catastrofico pieno di scene d'azione, ma poi rischi di trovarti a fare la fontana di Trevi ambulante, che nemmeno un rubinetto rotto aggiustato da un idraulico con la cataratta. Parliamo infatti di «Tokyo Magnitude 8.0», un anime che racconta le shockanti vicende della città più famosa del Giappone colpita da un devastante terremoto.
E non fatevi ingannare dai disegni colorati: è un anime davvero profondo e realistico!
[♪♫♪]
Nonostante frequenti solo la prima media, alla piccola Mirai Onosawa i genitori, sempre occupati col lavoro, affidano i lavoretti più svariati: dal seguire le faccende di casa al badare al fratellino più piccolo, Yuki.
Ricordiamo con mestizia che la stragrande maggioranza di noi a 13 anni era a malapena in grado di cucinarsi un piatto di pasta senza causare in cucina un’esplosione di plutonio degna dei migliori film di Michael Bay... ma i giapponesi no: loro sono già delle massaie fatte e finite ancor prima di compiere diciott'anni!
Così in una calda estate Mirai deve scarrozzare il fratellino ad una mostra di robot ad Odaiba, con lo stesso trasporto di quando mia nonna accendeva la tv e metteva su Canale 5 per vedersi Beautiful.
Mentre si allontana per andare alla toilette, con una piva lunga da qui fino al Canada, ecco che scoppia un terribile terremoto di magnitudo 8.0 (da qui il titolo della serie), che devasta completamente la città.
Ad aiutare i due fratellini a ricongiungersi ci penserà Mari, una super cool fattorina che farà loro da protettrice e anche da mamma.
Per fortuna la ragazza riesce a ricongiungersi presto con Yuki, dimostrando che, un po’ come in Labyrinth, tutte le sorelle maggiori - nonostante sembrino infastidite dai fratelli minori - alla fine superano sempre rischi indicibili e traversie innumerevoli per salvarli... ma senza i pupazzi rosa che cantano.
Da questo momento i tre si uniscono per ricongiungersi con le rispettive famiglie: Mari vuole ritrovare sua figlia e sua madre, mentre i nostri due protagonisti i loro genitori. Tuttavia muoversi non è così facile, in quanto Odaiba è un’isola e dopo il crollo del ponte che la univa a Tokyo l’unica è farsela a nuoto.
Il trio grazie a delle imbarcazioni messe a disposizione dalla prefettura riesce finalmente a raggiungere la città, ma le scosse di assestamento non aiutano una situazione già delicata di per sé. Una di queste scosse - per l'appunto - fa crollare la torre di Tokyo proprio sopra i nostri sventurati fratellini; dei detriti stanno per colpire Mirai ma Yuki con grandissimo coraggio la spinge via e la salva, riportando una bella botta in testa.
Proseguendo il loro viaggio, i due fratellini tentano anche di procurare una moto a Mari, perché raggiunga la sua destinazione più in fretta ma lei, commossa dal gesto, decide di non abbandonarli e proseguire il viaggio insieme.
Dopo un lungo cammino, però, Yuki si sente male e sviene per la ferita ricevuta qualche giorno prima, e viene ricoverato d’urgenza; preoccupata e straziata come non avrebbe mai pensato, Mirai ha addirittura un incubo in cui vede il fratellino senza vita, e si sente sollevata come non mai quando scopre che invece  è sano e salvo.
Riprende così il viaggio del gruppetto verso le loro rispettive case e, nonostante un primo momento di sconforto, Mari riesce finalmente a riabbracciare sua figlia, che credeva ormai persa, e persino sua madre, la quale - seppur con ferite lievi - è sopravvissuta.
Felice che la donna che ha salvato loro la vita si sia ricongiunta con la sua famiglia, Mirai riesce a convincere un soldato a dare uno strappo a lei e al fratellino fino alla loro casa, lasciando un biglietto d'addio e di ringraziamento alla loro benefattrice.
Ma una volta arrivati a casa Mirai deve venire a patti con una terribile realtà: quello che aveva fatto quando Yuki era stato ricoverato non era un incubo, quel giorno il suo fratellino era morto davvero, e quello che lei continuava a vedere era solo il suo fantasma, invisibile a tutti gli altri, che era rimasto con lei per accompagnarla nell’ultimo viaggio verso casa.
Straziata, la ragazza riesce a ritrovare i suoi genitori, e dopo il terremoto, la vita riprende come prima, seppur con l’immenso vuoto lasciato da Yuki, colmato in parte dall’affetto dei genitori e dalle visite di Mari.
Mirai continuerà a vivere perché sa che lassù Yuki veglierà sempre su di lei.

Sono grande e non piangerò.
Mi so trattenere.
È solo un anime...
Bwaaaa!

Se volete meglio comprendere questa serie, guardatevi la recensione di Grizzly, che devo ringraziare veramente per avermi fatto scoprire questa meravigliosa serie: il link lo trovate qui, o nell'infobox: il suo commento fa davvero riflettere, come d'altronde l'intera serie.
E niente: dopo un anime così drammatico, l'unica cosa che può aiutarci è vedere il facciottone di Indy, che di solito mi aspetta sulla scrivania quando arrivo a casa...
... quando - ovviamente - non mi occupa la sedia: mamma mia, questa palla di pelo!

VLOG Speciale: Tokyo Magnitude 8.0 - Una importante serie animata

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
Oggi ho intenzione di parlarvi di Tokyo Magnitude 8.0, una serie animata giapponese del 2009 che ci parla di terremoto, e infatti di terremoto - in qualche modo - parleremo, per cui cominciamo: sigla!
[♪♫♪]
La prima volta che ho sentito parlare di Tokyo Magnitude 8.0 e ho letto - a grandi linee - la trama, in cui si parlava appunto di Tokyo che viene colpita da un terremoto di magnitudine 8, onestamente la prima cosa che ho pensato è stata: "Vabbè sarà come quei film catastrofici americani, in cui c'è il cattivo che cerca di fare chissà quale cosa assurda, però arriva la catastrofe (in questo caso il terremoto), il cattivo muore sotto le macerie del terremoto, mentre l'eroe riesce a salvare tutti quanti."
Fondamentalmente il classico cliché del film catastrofico.
Bene: devo dire che sono rimasto piacevolmente colpito invece dal fatto che Tokyo Magnitude 8.0 non è ASSOLUTAMENTE niente del genere.
Al contrario è una serie molto cruda, molto realistica, che praticamente ti colpisce come un pugno nello stomaco.
La trama di base è estremamente semplice: un terremoto di magnitudine 8 colpisce improvvisamente Tokyo, e noi seguiamo l'avventura di due bambini che sono rimasti isolati lontani dai genitori, che stanno cercando di intraprendere un percorso molto lungo che li riporterà di nuovo a casa.
So che non sono la persona adatta a raccontarvi la trama di una serie animata, per cui - prima di continuare - vi segnalo che Lilletta Ely ha realizzato la trama di questa serie animata: è una cosa molto funzionale e molto interessante, per cui se siete incuriositi vi invito ad andare sul canale di Lilletta a guardare la trama. Vi lascio il link del video sul doobly-doo e sulla scheda: scoprirete che è veramente molto interessante.
Noi invece qui oggi parleremo del terremoto analizzando alcuni punti della serie animata, perché io ritengo che questa serie animata sia fatta veramente molto bene, che secondo me (questa serie animata) meriterebbe di essere proiettata nelle scuole superiori e di essere portata ad esempio di quello che è l'interagire con una situazione di emergenza.
Ora, visto che parliamo di un terremoto di magnitudine 8, voglio presentarvi otto punti della serie animata Tokyo Magnitude 8.0 che - secondo me - sono dei messaggi veramente molto importanti.

Numero 1: la scossa principale e gli aftershock: lo "sciame sismico" che viene sin dalla prima scossa di terremoto. Non viene trattata questa situazione come una situazione collaterale: in un film catastrofico ci aspetteremmo che gli aftershock colpiscano nel momento particolarmente scelto, gustosamente, dal regista, mentre nella realtà la serie di scosse che seguono la scossa principale, avvengono in maniera completamente casuale, in maniera completamente improvvisa: possono essere scosse più leggere, possono essere scosse molto forti, e quello che vediamo in Tokyo Magnitude 8.0 è proprio questo.
L'aftershock è una situazione sempre presente: all'improvviso, nel momento meno atteso, arriva una scossa di terremoto a ricordarci che il terremoto funziona così, arriva in momenti totalmente random; è una cosa molto realistica.
Numero 2: Mari, che è l'Adulto Responsabile.
È un comportamento estremamente positivo, è un comportamento che merita di essere imitato.
A Manchester, subito dopo il terribile attentato al concerto di Ariana Grande, una coppia di coniugi alla stazione Victoria ha visto arrivare questo gruppo di bambini, di ragazzini spaventati, e quindi immediatamente si sono «messi in moto»: hanno raccolto una ventina (venticinque) di questi ragazzini, li hanno portati con loro in albergo e si sono subito messi in contatto con le autorità, hanno diffuso informazioni sui social per far sapere che questi bambini erano con loro e stavano bene.
Questo è gesto molto positivo, in fondo quello che fa Mari, che è una persona adulta, che vede questi due bambini in pericolo e si mette in gioco, è una cosa molto positiva e molto importante.
Numero 3: cade la rete cellulare, resta in funzione solo la TV.
È un messaggio molto importante, perché è una cosa che succede in occasione di una scossa sismica. Per questo si dice di portarsi sempre appresso, nel proprio kit di emergenza, una radiolina a batterie: perchè se la rete cellulare fallisce, l'unico modo di ottenere informazioni è quello dei media tradizionali, è quello della televisione o della radio.
Se ha la radio, il cellulare, già è un punto a favore, però in molti cellulari la radio funziona portandosi sempre appresso l'auricolare, altrimenti serve una radiolina portatile. Ecco che è un messaggio importantissimo.
Numero 4: tantissimi adulti pensano solo a se stessi. È un modo di lanciare un messaggio negativo estremamente importante.
Noi vediamo degli adulti che ignorano completamente Mirai e Yuki, quasi pestano la bambina... c'è anche un soccorritore (quando Mirai entra nell'edificio e sta cercando il fratello), uno dei soccorritori: "Bambina esci: è pericoloso"
"No, ma mio fratello..."
"Non mi interessa, esci!"
Non funziona così: Mari è l'adulto che "Ma che cosa fai: è pericoloso"
"Sì, ma mio fratello"
"Aspetta! C'è tuo fratello: cerchiamolo"
Il messaggio è: "Sì, ok: tu stai vivendo un'emergenza sulle tue spalle, ma nello stesso istante tutte le persone intorno a te stanno vivendo la medesima emergenza."
Non puoi pensare "Ah, questa bambina mi sta interrompendo: io ho un'emergenza", anche lei ha un'emergenza!
Numero 5: il traghetto che parte dall'isola di Odaiba.
Ancora molte persone sono rimaste sul molo, il traghetto sta partendo, uno dei soccorritori (uno dei soldati, dei vigili del fuoco) è lì, sul traghetto, che dice "Basta, basta: non c'è più posto. Aspettate, che sta arrivando l'altro traghetto", però mentre lo fa, vede improvvisamente Mirai e Yuki (e vede anche Mari che li sta tenendo per mano), e che cosa fa questo soccorritore?
Fa il ragionamento più ovvio: tiene fede alla classica regola «Prima le donne e i bambini», e subito dice: "Bambini, salite a bordo. Salga anche la mamma", perché naturalmente il traghetto è pieno: altre cinquanta persone non ci stanno, ma una mamma e due bambini non cambieranno molto la situazione, ed è importante che comunque si dia la possibilità a una mamma e a due bambini di essere soccorsi, non di aspettare l'arrivo dell'altro traghetto.
Sembra una cosa stupida, ma anche quello è un messaggio importante.
Numero 6: la distribuzione della logistica di emergenza. Non solo intesa nel fatto che vengono subito organizzati i punti di raccolta dove vengono distribuiti i kit di emergenza: secondo me quello che è un messaggio estremamente importante è anche quello - per esempio - Mirai e Yuki sono lì in attesa, arriva Mari e porta qualcosa da mangiare. E le dicono: "Ma... dove hai preso questa roba?"
"Beh, i supermercati - visto che c'è questa situazione di emergenza - stanno distribuendo delle piccole cose gratuitamente: della roba da mangiare, qualcosa che possa essere in aiuto". Più avanti vedremo che anche le farmacie vengono incontro ai terremotati offrendo gratuitamente piccoli kit, quantomeno per farsi delle medicazioni.
È un messaggio molto importante, è un messaggio molto positivo, un messaggio che bisognerebbe imparare in una situazione in cui c'è un'emergenza del genere.
Numero 7: l'ospitalità degli sconosciuti (mi riferisco alla scena - chiamiamola - della "casa delle rane").
Alcuni adulti abbiamo visto che si comportano in maniera negativa nei confronti dell'emergenza, per queste persone l'emergenza ha colpito loro, e non interessa loro cosa succede agli altri.
Mentre ci sono altre persone che tengono a mente il fatto che tutti quanti sono colpiti da un'emergenza: c'è chi ha qualcosa in più, c'è chi ha qualcosa in meno, ed è utile venire incontro, venire in aiuto anche nelle piccole cose. Ecco che Mari e i due bambini Yuki e Mirai si trovano sotto la pioggia, cercano di ripararsi sotto un balcone in prossimità di una casa, ma il proprietario della casa li accoglie. Questo è un messaggio molto positivo, è un messaggio veramente molto importante.
Numero 8: gli incendi, che sono molto difficili da contrastare.
Questa è una cosa estremamente reale in una situazione di emergenza complessa come un terremoto: quando c'è una scossa di terremoto molto forte (come nell'esempio di magnitudine 8) quello che succede è non solo che ci sono dei danni agli edifici, ma che ci sono dei danni anche alle infrastrutture, soprattutto alle strade.
Questo che cosa significa? Che movimentare uomini e mezzi diventa estremamente difficile, e riuscire a raggiungere determinati posti può essere complicato: questi incendi possono andare avanti pressoché indisturbati per molto tempo, senza che ci sia possibilità di poter intervenire velocemente e definitivamente, è un messaggio estremamente importante. È un messaggio molto importante perché è una cosa - come ripeto - molto realistica: le strade sono danneggiate, i mezzi non possono raggiungerla facilmente.
Magari è danneggiato l'acquedotto: non c'è la possibilità di fare acqua, di caricare acqua sulle autobotti.

Insomma: questa serie - se pur romanzata nel raccontarci l'avventura (tra virgolette) vissuta da Yuki e Mirai - quello che ci vuole mandare come messaggio è invece riguardo proprio al terremoto, riguardo al modo che si dovrebbe avere di interagire con il terremoto, e rappresentarci come si presenta molto nella realtà un terremoto.
È estremamente realistica, estremamente ben fatta: si vede che alle spalle c'è uno studio molto complesso su quello che è il terremoto, su quelli che sono i rischi del terremoto, su quelle che sono le procedure di soccorso etc.
Ora ovviamente noi vediamo in atto anche le procedure di soccorso che ci sono in Giappone, per esempio in Italia le procedure di soccorso a seguito di una calamità naturale sono leggermente differenti, ma fondamentalmente pensiamo che al di là delle forze che vengono coinvolte, al di là della tipologia di organizzazione dell'emergenza, in una situazione come un terremoto l'emergenza è sempre di due tipologie: la tipologia di intervento per quanto concerne chi è in «pericolo immediato» (chi sta sotto le macerie, chi è ferito dalle macerie etc), e la tipologia di intervento di chi è in «pericolo a lungo termine» (chi è rimasto senza nulla e ha bisogno di un luogo dove dormire, ha bisogno di mangiare, di lavarsi etc.)
Questa è la tipologia di situazioni che ti trovi quando c'è una calamità. Quindi bisogna saper affrontare in maniera corretta questa tipologia di situazioni, e soprattutto chi viene colpito da una calamità dev'essere anche a conoscenza della situazione, che ci sono determinati soccorsi che funzionano in un certo modo, e quindi deve saper essere - comunque - "attivo": se c'è un campo di accoglienza in un certo punto, dovrà sapere che deve raggiungere quel campo di accoglienza; ci saranno campi di accoglienza per quartieri, per agglomerati, per città... quindi bisognerà raggiungere determinati posti per ottenere quel minimo di aiuto e di supporto.
Per questi motivi, per questa "veridicità", per questa vera e propria realtà rappresentata all'interno di questa serie animata, io ritengo che Tokyo Magnitude 8.0 debba essere portato ad esempio, debba essere - come ripeto - non so: proiettato nelle scuole, debbano essere organizzate delle proiezioni pubbliche e venga portato ad esempio di comportamenti da seguire e di situazioni da considerare quando c'è una grave emergenza, come appunto può essere un grave terremoto, ma può questo comunque applicarsi anche ad altre tipologie di gravi emergenze, come può essere un'alluvione, una frana, una situazione nella quale ci si trova a dover evacuare delle aree, una situazione nella quale ci si trova ad avere delle persone che sono colpite dall'emergenza e hanno bisogno - letteralmente - degli aiuti più basilari.
Prima di concludere vi chiedo velocemente: voi che cosa ne pensate?
Avete visto la serie animata Tokyo Magnitude 8.0? Non l'avete vista, ma ne avevate sentito parlare? Vi abbiamo incuriosito? Parliamone, come sempre nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Io ho concluso, prima di salutarvi vi ricordo di fare un salto sul canale di Lilletta: ve lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda. Andate sul suo canale: lei è molto brava, fa dei riassunti delle serie tv, delle serie animate etc, molto molto divertenti e ben fatti, e ha fatto un riassunto veramente molto funzionale proprio di Tokyo Magnitude 8.0
Detto questo, come sempre se sono riuscito a intrattenervi, a stuzzicare la vostra curiosità, vi invito a fare pollice-in-alto e a condividere questo vlog con i vostri amici (anche su Whatsapp o Telegram).
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel buon profumo di nuovo iscritto che ci piace così tanto.
Inoltre, se v'iscrivete anche al mio canale Telegram (che vi lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Io sono Grizzly, ho concluso, per cui come sempre: grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!

domenica 9 luglio 2017

VLOG 171: Parliamo di YouTube, cyberbullismo, esperienza (ft. Pio3D)

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly, lui è Pio3D, questo è Diario di Viaggio on the road. Cominciamo: sigla!
[♪♫♪]
-E allora, cominciamo dalle cose più semplici: innanzi tutto - per l'appunto - lui è Pio3D. Lascio il suo canale sul doobly-doo e sulla scheda qua in alto
-Grande
-(sta comparendo adesso)... e parliamo un po', parliamo innanzi tutto
-(parliamo un po')
-di Pio3D in Sicilia, Pio3D a Siracusa, soprattutto.
-Che figata! La mia terra: Siracusa, Milazzo, Messina, Catania... la mia terra perché, comunque, ho i parenti a Milazzo, e ogni volta che vengo in questa meravigliosa terra non me ne voglio più andare.
-Ecco, infatti...
-Quindi... anche se so' de Roma, mi son legato alla Sicilia.
-E questo ci può fare solo piacere, quindi...
-Daje!
-... Siracusa come l'hai trovata? Ti sta piacendo? Non ti sta piacendo?
-Moltissimo! Ci sono state tante cose belle in questa meravigliosa zona, diciamo. E dopo il Siragames... ti ringrazio ancora per avermi "ospitato", diciamo. E ho conosciuto un sacco di amici, e da là è diventata una droga la Sicilia: sto facendo avanti e indietro, non so se ve ne siete accorti.
-Ecco!
-Sto a spendé più io per... grazie alla Ryanair, che mo' me ringrazia, capisci?
-È così, invece delle "miglia", gli stendono il tappeto rosso.
-Capito come? Cioè, mo' c'ho a carta prepagata d'oro, proprio... quindi mo'... proprio lo guido io, ormai, l'aereo, lo so io.
-Ah, ecco.
-Lo so guidà, quindi... Mo stiamo cercando di portare avanti un sacco di progetti, insieme a questo orso buono.
Te tutto a posto? Che me racconti?
-Che ti devo raccontare? Siamo... subito dopo la fiera del Siragames siamo ritornati subito con il lavoro, siamo ritornati subito con le attività di protezione civile... anzi (e questo finisce pure nel video): ricordami di ricordarti di ricordarmi... oh!
-Ok
C'abbiamo... questa la posso... montare con questo video.
-Sì sì: perché a uno ha voluto fa' tipo «Fast and Furious»
-No, questa sarà qualche macchina, proprio, americanissima.
-Sì sì.
-Quindi salvo il video, come ho salvato la volta scorsa un carretto siciliano.
E abbiamo ricominciato con le attività di protezione civile, dicevo appunto: ricordami di ricordarti di ricordarmi che sotto il sedile ci stanno le ricestrasmittenti, che le devo lasciare in ufficio.
-Che figata!
Stiamo cercando di portare un po' di eventi, qui in Sicilia, sul bullismo, cyberbullismo e anche qualche spettacolo comico... e ci ficchiamo dentro anche cose serie, insieme a tante altre cose...
-Si cerca di portare il classico «intrattenimento», e di portare questo intrattenimento a un livello un pochettino superiore - soprattutto - a qualcosa di non necessariamente visto su YouTube, ma che potrebbe funzionare un po' dovunque. L'idea è - comunque - quella di portare qualcosa nelle piazze, nei centri commerciali, nelle scuole se ci riusciamo.
Anche se non l'ho mai detto su YouTube (perché - comunque - non è che dico le cose della mia vita privata sul mio canale), da circa un anno, ogni tanto porto qualche cosa sul cyberbullismo e bullismo nelle scuole di Roma, e quindi ogni tanto faccio una capatina (dove parla «Fabrizio», ma non «Pio3D») su queste situazioni gravi, del tipo cyberbullismo e bullismo che, anche se non sembrano cose così gravi...
-Purtroppo lo sono ogni giorno...
-... invece sono cose molto serie. Ho lanciato tempo fa l'hashtag «#StopCyberbullismo», quindi voglio portare avanti questa iniziativa.
Ho abbandonato il mio personaggio (Pio3D), che era il classico romanaccio che diceva un sacco de parolacce etc. Me so detto "Senti: a 33 anni è ora che me do' 'na ripulita", non è quello che voglio fa' su YouTube: io cerco comunque de far divertire; per me YouTube è un hobby e deve rimané un'hobby.
Cerco di portare il mio lavoro, che è il videomaker, fuori dagli schemi, i miei monologhi comici (se se possono chiamà così), perché comunque c'è gente che non ride, lo sai, vero? E c'è gente che ride...
-E beh, insomma,
-Io spiego un po', per chi non me conosce, come sono andate le cose. Io sono arrivato su YouTube dal 2006, già da bambino facevo le parodie con i miei amici, quindi ho iniziato a caricare le mie vecchie parodie, all'epoca col... il VHS-C
-Uuuh!
-Te ricordi?
-E me lo ricordo: ho lavorato in televisione, ho lavorato con tanti di quei formati!
-320x240
-Sì.
-Qualità PESSIMA; e caricavo quelli su YouTube, perché tanto YouTube ti permetteva di fare quello all'epoca. Non potevi neanche caricare in HD, i video massimo de... cinque o sei minuti me pare... non mi ricordo...
-Allora, il limite che mi ricordo era
-Cinque minuti?
-nove minuti e cinquanta secondi. E me lo ricordo perché io facevo dei cortometraggi con gli amici, e li pubblicavamo su - invece - Google Video, perché non c'era questo limite, dato che giravamo della roba che durava 12~13 minuti.
-Ah, è vero! E neanche i copyright.
-Ecco.
-Io invece li caricavo anche su Libero.it, non so se ti ricordi.
-Sìììì, avoglia! Cioè: io penso che...
-Si parla del 2001.
-Ecco. Tutti noi siamo passati tra Libero Video, Tiscali Video.
-Vero... c'era anche Jumpy, ti ricordi Jumpy?
-Sììì, c'era... c'era anche Supereva, c'ho avuto la pagina, figurati:
-Che spettacolo!
-Il mio primo Blog è stato su SuperEva.
-Io avevo proprio il sito internet, che all'epoca eravamo "IeN", ovvero "Interviste e Notizie", era proprio un blog stupidissimo. Ho caricato questi video, ho visto che - comunque - la gente rideva, perché comunque erano cose diverse da quelle che si potevano trovare ormai su YouTube, che erano video di gattini, video di elefanti...
-Sì
-... e ragazzini che facevano i dispetti. Ed ero uno dei primi youtuber che stavano... su YouTube Italia all'epoca c'erano Willwoosh, Frank Matano, Clio MakeUp...
Ho diviso tutto in due canali: Pio3D (all'epoca proprio "Pio3D"), 'ndove caricavo doppiaggi, e Co**ionsInside, ndo' facevo le parodie con i doppiaggi, insieme ai miei amici; quindi erano due canali completamente diversi.
-E io mi ricordo quel canale (Co**ionsInside), anche perché
-Esatto
-... io mi ricordo le cose dei "Muratori"
-Sì, all'epoca sì, e...
-Perché fu così che ti scoprii. Poi t'ho perso di vista, poi ti ho riscoperto, ma...
-Poi non m'è piaciuto la cosa che a me mi riconoscevano in giro come "Oh, ma tu sei quello dei Co**ionsInside!" e me sembrava una cosa un po' brutta. E ho detto "senti, mo' mi sfrutto entrambi in un canale solo", ho cancellato tutto e me sono riaperto, nel 2009, ThePio3D e ho ricaricato tutto quanto lì.
Le parodie erano rimaste le stesse, io a ogni parodia mi calavo nel personaggio, quindi recitavo la parte del personaggio che doveva fare la parodia, etc.
I problemi sono cominciati ad arrivare quando ho cominciato a fare tante collaborazioni: perché il mio personaggio comico, che sono io "normale" (come me vedete, come faccio le live su Facebook): non me devo sforzà a fa' il romano, perché so' così, io parlo proprio così.
-E lo confermo, perché ce l'ho ospite a casa.
-Son così, son molto spontaneo: se a me me esce... me scappa 'na battuta, la dico.
Ho fatto caso che, per far ridere alcuni determinati tipi di ragazzi (e di pubblico), che mi sono accaparrato colle... colle collaborazioni, devo cercà di intrattenerle con un tipo di video che ho fatto in passato, non so se mi spiego.
Dovevo fà le smorfie, dovevo fà... la tosse ogni due secondi, dovevo fà le facce buffe... 'sta cosa ha distrutto un po' il mio personaggio, tanto che molti youtuber famosi se so lamentati, m'hanno detto "tu non sei così. Quanto a te ti vedo dal vivo, tu non sei così. Tu stai recitando." e a me - sinceramente - non mi piace.
Io l'ho portato avanti, perché comunque ormai m'ero fatto 80~90mila iscritti che me conoscevano così.
Alla fine ho detto "No, basta": m'è venuta proprio una crisi, ho detto "Stop: ritorno a fa' me stesso. Se la gente me vò seguì, bene. Altrimenti 'stica**i."
Anche perché quando io faccio gli spettacoli dal vivo (e ne faccio abbastanza), a me mi vengono a trovare persone che c'hanno anche 50 anni, con i figli.
Ed è quella la cosa bella.
E quando vengono i più piccoli a vedere i miei spettacoli: "Eh, però a me nun me fai ridé come fai ridere su YouTube", ma non è quello che voglio: per me YouTube rimane sempre (e solo) un hobby, e spero di portare la mia passione de fà il comico anche fuori da YouTube, ed è quello che sto cercando di fare, perché comunque il mio mestiere è il videomaker: lo faccio da diciott'anni
-E beh!
-Se vede nei montaggi video che faccio, etc.
Ma anche se non sembra, lo youtuber l'ho fatto proprio per fare da tirocinio per i miei montaggi video, ok?
-È relativo, ma ti capisco perfettamente, perché in fondo - anche se c'è una grossa differenza di dimensioni del canale tra di noi (perché il mio è un canale molto piccolo), però anche io vivo YouTube come un hobby, come un modo per passare il tempo e riprendere la passione.
-Esatto
-Perché io ho lavorato per molti anni presso un'emittente televisiva privata: ho imparato a fare montaggio video, proprio mi sono «fatto le ossa» con il montaggio analogico. Che ragazzi: non avete idea di che cosa significa fare il montaggio in U-Matic a ¾"! e poi quando siamo passati al SuperVHS... mi credevo di guidare un'astronave, non di girare... usare una centralina di montaggio! Quindi poi...
-Certo!
-... il mio primo... io mi ricordo il primo "rapporto" con Premiere. È stato un sogno, perché molte persone (anche ex colleghi) mi dicevano: "Non lo so: c'è questo nuovo programma, che dovrebbe facilitare il montaggio" e stiamo parlando di Premiere... la prima versione su cui ho messo le mani è stato Premiere 4!
-Che era molto simile alle macchine per fare i montaggi video...
-Sì sì: io infatti mi ricordo questo, perché il mio primo rapporto con Premiere è stato con molte persone che mi dissero "Non lo so: c'è questo programma, proviamolo!" e mi ci trovai BENISSIMO subito, imparandolo a usare nel giro - veramente - di dieci minuti, perché era la stessa sensazione di lavorare con la centralina di montaggio, però senza i «tempi morti» degli avvolgimenti dei nastri, con la precisione dello spostamento del fotogramma digitale, e per me... con una serie di effetti, che sulla centralina manco c'erano: per me fu un sogno!
-Essì, perché io all'epoca facevo anche le cose manuali, e lavoravo all'epoca anche con (quando facevo i montaggi per i matrimoni, per i compleanni)...
-Ecco.
-Ma ti parlo che.. io c'avevo 17~18 anni: già all'epoca - comunque - la tecnologia era abbastanza avanzata, perché te parlo del '99, del 2000, sì...
-Eh... io già... già avevo smesso di lavorare in TV: lì la mia storia è molto più complessa, perché io nel '98 ho smesso di lavorare in TV, e ho deciso di «prendere una pausa» facendo il tecnico informatico. Ho messo da parte la passione per le produzioni video, che poi mi è ritornata nel 2014 l'idea di «buttarmi», di rimettermi di nuovo in gioco, di riscoprire quello che era stato il montaggio video. Però considera che io già nel '98, quando sono partito a fare il Servizio Civile: quello è stato il momento in cui ho messo da parte il lavoro video e ho cominciato a fare il tecnico informatico.
-Tu quindi ti ricorderai anche il passaggio... perché io lavoravo con una VHS-C per fà le parodie.
-Eh!
-Quando m'hanno messo in mano - per lavorare - 'na 3CCD...
-Eeeeeh!
-... che era proprio tutta un'altra cosa: i primi video a 640x480, che all'epoca c'avevano una risoluzione allucinante!
-Uh: io poi ho avuto modo di lavorare, tempo dopo (così, per curiosità), ho messo le mani su un sistema con il Beta: era 720x576, quindi già era... all'epoca era non l'HD, era il 4K praticamente!
-E quello sì; quindi mi sono detto "Me voglio buttà a fare - proprio - il videomaker, però intanto voglio fare... (come posso dì?) Me voglio testà i miei limiti facendo quello che so fare, diciamo: me fa piacere fà ridé la gente, proviamo a fare el comico".
Ho fatto un po' di teatro, anche con altri comici abbastanza famosi, anche se molti non lo sanno (perché - come ho già detto - non me va de far sapé i ca**i miei).
-Ecco.
-E dopo "eh, raccomandato!"; perché ti spiego una cosa, anche se comunque lo sanno tutti: io sono uno dei primi youtuber in Italia. Non è che - comunque - lo dico perché me vanto.
-E infatti: è un dato di fatto.
-Sono stato proprio... no perché "sono il migliore": sono stato uno dei primi a entrare su YouTube Italia, molti si ricordano de me, molti (che adesso sono "big") mi venivano a commentare e congratularsi con me. Molti a me m'hanno detto "Eh, però non c'hai tanti iscritti, quindi non vali 'n ca**o".
C'è differenza tra "aver fatto la storia" (non so se l'ho detto in italiano perfetto!), "fare la storia" e "cercare di fare la storia". Perché su YouTube cercano tutti di fare la storia, però alla fine ti rimane quel sapore in bocca che dici "È sempre lo stesso piatto"
-Sì.
-Io posso dì che comunque su YouTube Italia, anche se molti video non sono stati apprezzati, ho portato tante volte tanti generi diversi. Sempre, e ne vado fiero di questo. Altri sono stati addirittura copiati, quindi vordì...
-Sì.
-Se uno te copia vor dì...
-... che qualcosa ha funzionato.
-E sì.
-Beh: sono piccole soddisfazioni.
-Sì.
-Io - nel mio piccolo - ho quella «piccola soddisfazione» dei sottotitoli, che infatti sarà un lavoraccio (cioè) sottotitolare questo video: ti annuncio che probabilmente taglierò qualche parte, come ho fatto con Dellimellow, per evitare di dover sottotitolare quaranta minuti di video!
-Ok, ahahah.
-Il mio canale è piccolo, ma cerco di avere almeno quel minimo di cura. Anche perché vivo YouTube come hobby, e quindi sono piccole soddisfazioni quelle di cui ho bisogno, e quelle che mi bastano. Quello di - già - essere riconosciuto ogni tanto, quando vado alle fiere, addirittura diventa oltre la soddisfazione. L'ho sempre detto: entro completamente nel pallone, mi vergogno maledettamente, sono una persona dannatamente timida, quindi quando vengo riconosciuto alle fiere, c'è gente "Au Grizzly: sei un grande!"
"Sì, sì: grazie..." e mi vado a nascondere! Quindi se m'incontrate alle fiere FATELO, mi mettete completamente in imbarazzo, è la cosa ideale!
-Io ringrazio YouTube pe' una cosa (e spero che questa parte la terrai): perché grazie a YouTube ho conosciuto tanta gente con la mia stessa passione. E io non odio nessuno su YouTube Italia; cioè, anche quello che...il minimo che la gente dice "Tu ce l'hai con Favij" (cosa che non è vera) perché ho fatto qualche parodia. Le parodie non significa avercela con una persona.
-No, sono d'accordissimo: io...
-Io adoro ogni singolo youtuber. E se a me uno youtuber non mi piace, non lo seguo, né lo insulto etc. Io penso che YouTube ha bisogno de tanti generi de youtuber, vari.
-Sicuramente.
-E sono contento che - comunque - c'è tutta questa vastità di vari youtuber.
-Indubbiamente.
-Senza insultarsi: bisogna sempre rispettarsi, e se non ti piace uno youtuber, cambi canale, tutto qui. Io auguro a tutti i miei colleghi - comunque - il meglio e spero che comunque riescano a realizzare i propri sogni, perché se lo meritano. Perché quasi tutti i miei colleghi, hanno tutti un gran talento. Parliamo di Yotobi, Michael Righini, Boban Pesov, Dellimellow, ma ce ne stanno proprio tanti.
-Ci sono stati tanti che sono partiti, veramente, dal basso e sono arrivati molto in alto, e mi ha fatto moltissimo piacere. Doctor Vendetta è uno...
-RaveTube!
-Ecco. Il Doctor è uno youtuber che seguo - veramente - dai tempi delle calende greche. E sono dello stesso parere: ci sono contenuti che non seguo su YouTube, perché non trovo di mio interesse, ma non significa che loro automaticamente... che lo youtuber che fa quei contenuti "deve morire perché è un cancro".
-Esatto.
-Al contrario: se quella persona fa quei contenuti e ha successo con quei contenuti, mi fa anche piacere.
-Esatto.
-Perché, soprattutto se si diverte, se trova una passione a fare quelle cose, e quella passione è remunerativa, quella passione gli fa... per me è una grande soddisfazione: sono contento per lui, altroché!
Semplicemente sono una persona trasparente: "Guarda, il tuo contenuto non mi interessa, non lo seguo." Punto.
-Ma è normale.
-Non c'è niente di male nel dire questo.
-Cioè, io ad esempio nun seguo i canali gameplay, però c'ho molti miei amici e colleghi che fanno gameplay. Ma non vordì che ce l'ho con loro, anzi! Dico che ce sentiamo al telefono, ce salutiamo alle fiere, ci abbracciamo... Cioè: sono du' cose completamente diverse.
-Appunto!
-Io sono, ad esempio, contento del successo che ha avuto Cicciogamer, che lo conosco da 'n botto, quindi gli auguro ancora di andà sempre più avanti, e di "distrugge ogni bariera de 'sti haters che rompono sempre le scatole". E so' contento che si è operato: è stata una grandissima scelta, molto coraggiosa. Buona guarigione sia a lui che al fratello.
E ve voglio far capì questo, ragazzi: nun c'è odio su YouTube Italia. Io spero che la gente lo capisca, e basta - comunque - rosicà su alcune cose. E aprite gli occhi, soprattutto, perché comunque è soltanto una piattaforma per divertirsi.
-Esatto. Bisogna viverla così, bisogna viverla con un po' di sano relax.
-Esatto: che non è una gara a chi ce l'ha più lungo... il canale, eh!
-(ride) Questa era... ai tempi di... quando io, prima delle chat, prima di IRC, prima della protezione civile, quando io avevo cominciato a usare il baracchino (il CB), c'era la "gara" a chi ce l'aveva più potente, l'amplificatore lineare, quindi (cioè) da sempre c'è questo voler «primeggiare nel chi ce l'ha più lungo» sulla qualsiasi cosa. Quindi primeggio per essere lo youtuber on-the-road con la macchina più lunga perché c'ho la station wagon! Per cui...
-Esatto, quindi ve batte: c'ha pure il link del canale dietro al cofano, quindi ha già vinto!
-Ecco, esatto. Va bene. Scherzi a parte, intanto grazie mille Fabrizio...
-De niente, me fa piacere!
-... e Pio: sono venuti qui sia Fabrizio che Pio3D, quindi il personaggio: lo youtuber e la persona.
-Anche se Pio3D non l'ho mai tirato fuori in questi giorni.
-Mah... ogni tanto ti è uscita quella parola in romanaccio che è proprio da Pio3D.
-Ok!
-Forse non c'hai fatto caso, ma ogni tanto viene fuori quel romanaccio "rumoroso", che è un po' quel... quel dialetto rumoroso che nasce un po' come... per... fa venire il sorriso, come...
-Va bene...
-.... chissà quante volte anche a noi sarà venuto fuori il siciliano «passato in terra come uno strofinaccio», il siciliano "_strigatu 'n terra_", quindi!
-Ecco: io sto a parlà in siciliano da 'n botto. Anzi: te faccio 'na bella citazione, te lascio, che è... "_Natà nuota: se nuota u sangue pumpia, tutta a circulazione furmiculia!_", ormai ce l'ho in testa.
-Ecco!
-Grande regà!
-Che è siculo della parte di Palermo, ma ci può stare.
-Esatto: la Sicilia è bella tutta regà.
-Ecco. Va bene ragazzuoli: io ringrazio ancora Fabrizio.
-Bella regà!
-Ci vediamo al prossimo video. Vi ricordo... come dice il nostro amico "Tempestate di like"
-Tempestate de like!
-Devo intervistare anche quell'altro amico.
-Grande!
-Vi ricordo il mio canale Telegram (lo trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda): se v'iscrivete riuscirete a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Vi ricordo, se non l'avete già fatto, di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel buon profumo di nuovo iscritto... che è una cosa così bella che... guardate: anche Pio è iscritto al mio canale, e sente ancora quel profumo di nuovo iscritto, vero?
-Esatto!
-Perfetto. Va bene ragazzuoli, grazie, ciao a tutti...
-Bella regà!
-... e ci vediamo alla prossima!
-Penso sia andata bene, no? Stamo a registrà, sì?
-Sì, sì sì!

domenica 2 luglio 2017

VLOG 170: Il videoregistratore #OperazioneNostalgia

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Benvenuti viaggiatori: sono Grizzly e volevo mostrarvi questa scatola azzurra. Questa scatola in realtà è una custodia, la custodia di una videocassetta VHS da 180 minuti. Questa è la videocassetta: qui ci stanno tre ore di video; in realtà era possibile utilizzarne anche 360 minuti (il doppio) mandandola a mezza velocità (in LP).
Quest'affare si utilizzava dentro il videoregistratore per registrare i programmi televisivi o per riguardare le cose che si erano registrate, o per noleggiare i film (che ti arrivavano a casa sempre dentro una custodia, in una videocassetta del genere).
E di questa videocassetta, anzi più di specifico del videoregistratore che si utilizzava con queste videocassette voglio parlarvi oggi, perché questo è Diario di Viaggio on the road #OperazioneNostalgia
[♪♫♪]
Viviamo in un mondo di contenuti multimediali on-demand: la nostra serie TV preferita, oppure il nostro film preferito, il nostro cartone animato preferito li troviamo, in qualsiasi momento, sullo schermo del nostro smartphone, del nostro tablet o della nostra Smart-TV senza bisogno di dover aspettare che vadano "in onda".
Abbiamo servizi come Netflix, Infinity e via discorrendo: in qualsiasi momento, con un tocco di un tasto del telecomando, riusciamo ad avere tutto quanto davanti allo schermo; possiamo mettere in pausa per andare un attimo in bagno, per rispondere al telefono, per fare la qualsiasi cosa.
Quando c'era la televisione analogica classica, succedeva che quando usciva in TV un film, un cartone animato, qualcosa di particolare che magari non avevi visto, che magari volevi guardare con piacere, l'unica era mettersi davanti alla televisione e guardarlo.
Quelle volte che non potevi guardarlo, perché magari c'era un'altra cosa che volevi guardare con piacere su un altro canale, o magari dovevi andare - non so - alla sagra del cinghiale di peluche...
... beh: a quel punto ti veniva incontro IL VIDEOREGISTRATORE.
Il videoregistratore era quello strumento che ti permetteva di registrare sul nastro (su una cassetta VHS) una trasmissione televisiva in maniera tale che l'avresti potuta guardare (e riguardare altre volte) in un momento futuro.
Era molto comodo soprattutto nella situazione in cui non potevi essere in casa, e allora non potevi guardare quel programma televisivo, e allora l'avresti recuperato quando rientravi in casa.
Aveva una funzione molto utile, che era la cosiddetta «funzione di programmazione»: dovevi uscire di casa alle sette di sera, per esempio, e sapevi che alle otto e mezza sarebbe cominciato un film su un determinato canale, impostavi il videoregistratore per iniziare la registrazione a quel determinato orario; non so: se il film cominciava alle 20:30, magari per sicurezza mettevi cinque minuti di margine, lo programmavi per cominciare a registrare alle 20:25.
Il film finiva - magari - alle 22:30; gli dicevi di smettere di registrare alle 22:35~22:40 (in realtà no: di solito lasciavi la fine un pochino più lunga, proprio per evitare che per un qualsiasi ritardo, alla fine ti saltasse il finale!) e il risultato era che poi - quando ritornavi a casa - il videoregistratore aveva fatto il suo compito, aveva registrato il programma in tua assenza, tu avevi la possibilità di riguardare con calma il programma.
È stata una splendida invenzione che ha permesso non solo di fruire di programmi televisivi in momenti separati, ma che ha permesso anche di poter noleggiare dei film, di guardare in casa dei film che andavi a noleggiare in videoteca, perché ti portavi via materialmente la videocassetta.
Il nastro ha avuto punti positivi e punti negativi. Come punto positivo c'era la durata delle cassette: esistevano videocassette VHS da 240 minuti, quindi potevi registrarci sopra fino a quattro ore. Era possibile utilizzare la cosiddetta «modalità di registrazione LP» (Long Playing): in questa modalità la videocassetta avrebbe girato a metà della velocità normalmente utilizzata per registrare (o per riprodurre il video) e in questo modo una videocassetta da 240 minuti arrivava a durare 480 minuti, OTTO ORE! Riuscivi a farci entrare mediamente dai tre ai quattro film, considerato che duravano mediamente un paio d'ore l'uno.
Poi c'erano quelli che si passavano anche il tempo: una volta registrati i film, quelli che volevano conservarsi, e avevano il secondo videoregistratore, perché così facevano il riversamento su una videocassetta nuova, tagliavano le pause pubblicitarie, il film veniva bello pulito, lo mettevano in una cassetta, in una bella custodia, da parte e si facevano la collezione di film.
Il videoregistratore è stato uno strumento molto controverso anche proprio per questo discorso: si era parlato del fatto che il videoregistratore avrebbe - in qualche modo - permesso una certa diffusione della pirateria audiovisiva.
Per risolvere questo problema, tra le altre cose (soprattutto le videocassette da noleggio), fu introdotto un meccanismo di protezione dalla copia: se avevi il doppio videoregistratore e cercavi di registrare quello che stavi guardando in televisione, il segnale avrebbe perso di sincronismo, perché c'era una tecnica di registrazione particolare.
Ma è stata una cosa molto inferiore e comunque non possiamo negare che il videoregistratore è stato - in fondo - il papà di quella che è, adesso, la televisione on-demand, di quelli che sono i programmi televisivi, le serie TV on-demand.
Il concetto di videoregistratore con l'avvento dell'on-demand è andato molto in secondo piano, anche se esistono ancora dei sistemi per la registrazione dei programmi televisivi: io stesso ho un videoregistratore con hard disk, che permette di registrare i programmi trasmessi dalla televisione; questo videoregistratore permette di masterizzare il programma che ci interessa su un DVD, e quindi la possibilità di guardarlo successivamente su un normale lettore DVD.
Ma naturalmente sono elettrodomestici che stanno perdendo sempre più di funzionalità, di valore, di diffusione, perché vengono sostituiti proprio dai sistemi on-demand, che sono molto più comodi.
Con il videoregistratore io sono costretto ad aspettare che sia quella emittente televisiva a trasmettere quel programma, con l'on-demand io - invece - in qualsiasi momento posso andare a prendere quel film, quella serie TV e - per certi canali TV, addirittura - anche la trasmissione che non sono riuscito a vedermi ieri sera, perché appunto sono andato alla famosa sagra del cinghiale di peluche (non so se esista una "Sagra del Cinghiale di Peluche": casomai informatemi!) e, dopo essere andato a quella sagra, mi sono perso quella trasmissione, ma grazie all'on-demand posso andarmela a guardare l'indomani tranquillamente.
Programmare un videoregistratore per effettuare una registrazione era sicuramente una cosa non molto semplice, in un'epoca in cui non c'era una grande diffusione della tecnologia nelle case degli italiani: il videoregistratore era - tendenzialmente - lo strumento più tecnologico presente in casa... quindi era un pochino difficile seguire istruzioni che poi variavano da registratore a registratore: non potevi chiedere - non so - a tuo cugino "Come si programma?"
"Ah, beh, il mio si programma così" e il tuo aveva tasti completamente differenti.
Un meccanismo di "standardizzazione" del sistema di programmazione dei videoregistratori arrivò nei primi anni '90 con un protocollo che si chiamava "ShowView".
Lo ShowView era un protocollo estremamente semplice: quando tu prendevi - non so - il giornale della televisione in cui guardavi quali erano i programmi che avrebbero fatto, accanto a ogni programma trovavi un numerino da tre a nove cifre, dieci cifre. Se volevi programmare il tuo videoregistratore per registrare QUEL PROGRAMMA, ti bastava inserire quelle cifre sul telecomando del videoregistratore e premere l'apposito tasto "Programmazione ShowView", bastava solo quello. Quindi c'era - non so - il programma oggi dalle 20:30 alle 22:00 su Raiuno: il codice era - magari - 1234, semplicemente.
Allora tu facevi 1-2-3-4-ShowView e il videoregistratore era automaticamente programmato per fare la registrazione dalle 20:30 alle 22:00 di un programma sul canale numero 1.
Era basato su una formula matematica abbastanza complessa, naturalmente non si potevano fare i conti semplicemente con carta e penna, però c'erano dei programmi sul computer in cui tu impostavi il numero del canale, l'ora iniziale, l'ora finale e il giorno (se non ricordo male funzionavano con il giorno del mese in corso) e lui ti tirava fuori un numerino che potevi utilizzare per programmare il videoregistratore per fare quella registrazione in quel determinato momento.
Questo era per raccontarvi un po' come funzionava il videoregistratore, era molto utile per - anche - le «riunioni di famiglia»: ci si guarda il film di natale, si guardava il film noleggiato etc.
E quindi - prima di salutarvi - vi chiedo: voi avete avuto un videoregistratore in casa? Avete mai registrato qualcosa di particolare? Vi ricordate che era difficile andare a programmare il videoregistratore? Avete mai utilizzato un codice ShowView? Avevate mai sentito parlare dello ShowView?
Come sempre parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Bene, io sono Grizzly, questo era #OperazioneNostalgia, come sempre vi ricordo di fare pollice-in-alto, condividere il vlog ed iscrivervi al canale: noi ci vediamo alla prossima, ciao a tutti!

domenica 25 giugno 2017

VLOG 169: Speciale mille iscritti (FAQ)

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Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e in questa puntata speciale per festeggiare i mille iscritti risponderò alle vostre domande.
Però, per farvi sentire un po' come se foste qui con me in macchina io adesso leggerò le domande mentre sono fermo nel parcheggio di questo centro commerciale, poi partirò, risponderò alle domande mentre guido, però in fase di montaggio intercalerò le domande e le risposte... così anche a voi verrà un po' di mal d'auto, come se foste qui accanto a me!
Quindi prendete una bella Xamamina (o un Travelgum), che non stanno sponsorizzando questa puntata, e cominciamo: sigla!
[♪♫♪]
Il Lascito di Uomo d'Altri Tempi (che mi piacciono molto i suoi commenti: lascia sempre dei commenti molto intelligenti, molto piacevoli e molto funzionali) mi scrive: "Innanzi tutto auguri, per l'occasione (parafrasando la frase) ad altri mille di questi!"
Grazie tantissimo: io (l'ho sempre detto) non guardo molto ai numeri, però comunque mi sento impressionato dal fatto che sto intrattenendo tante persone, abbastanza da aver convinto mille persone a clickare su "Iscriviti". Comunque per me è un grandissimo risultato, e comunque grazie!
"A che età e in seguito a quali circostanze hai deciso di unirti come volontario alla protezione civile?"
Da giovanissimo.
Una premessa molto veloce: il 13 dicembre 1990 (io avevo 14 anni) a Siracusa ci fu un terremoto, un terremoto abbastanza forte (cinque e qualcosa sulla scala Richter, credo di ricordare 5,5 o qualcosa del genere). Fortunatamente non ci furono tante vittime, non ci furono tanti feriti, ma ci furono un bel po' di danni, e soprattutto in fondo grazie a questo terremoto si evidenziò come - fortunatamente - ai mancati funzionamenti (o ai ritardi) della macchina dei soccorsi - diciamo quella "statale" - poterono sopperire le tantissime associazioni di volontariato e non solo che erano presenti sul territorio, in particolar modo le associazioni di volontariato e gli scout, che hanno fatto tantissimo nel 1990 a Siracusa per i terremotati.
Ho sempre avuto la mentalità di dire "se c'è una situazione nella quale - piuttosto che stare lì a guardare e disperarmi - sono in grado di alzarmi le maniche e mettere le mani, non vedo perché non dovrei farlo", e soprattutto il fatto che - naturalmente - la macchina dei soccorsi è andata a migliorare, perché ha imparato dai propri errori, ma ciò non toglie che, nelle grandi emergenze, la macchina dei soccorsi istituzionale DA SOLA non è sufficiente, ed è necessario comunque (soprattutto nelle grandi emergenze) l'apporto dei volontari. Ecco perché credo molto nel volontariato, nel fatto di rendersi utili agli altri, come dicevo di - piuttosto che stare lì, guardare e disperarsi - alzarmi le maniche e "mettere le mani" credo che sia una cosa molto più utile, quindi ho cominciato da giovanissimo.
Ho cominciato - veramente - sin dai 16~17 anni, e poi ho cominciato a entrare "attivamente" nella protezione civile a cominciare dai 18 anni, soprattutto con l'aiuto dell'amico Felipe, di cui ho parlato (che - purtroppo - non c'è più).
Filottete, che ha un canale veramente molto interessante (se non lo conoscete, ve lo lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda, così ci andate a dare un'occhiata), mi dice: "Appurato che il tuo social preferito è Twitter: perché lo preferisci agli altri? E perché lo consiglieresti?"
Adoro Twitter per la sua immediatezza: è il social su cui sono presente da più tempo.
Ho cominciato a utilizzarlo quando non c'erano grosse alternative, l'ho utilizzato tantissimo quando - per nausea - ho sospeso il mio account Facebook per più di quattro anni; lo trovo molto funzionale per l'«interazione immediata»
Ora: un social che sta andando tantissimo di moda - per così dire - in questo periodo sicuramente è Instagram, e in fondo le differenze fra Twitter e Instagram non sono tantissime.
Trovo «limitante» il fatto che Instagram ti permetta di condividere la qualsiasi cosa, però che tu debba comunque partire da una fotorafia, mentre Twitter ti permette - se vuoi - di condividere una fotografia, ma innanzi tutto ti permette di condividere QUALSIASI ALTRA COSA. Inoltre, come ripeto, è il social su cui sono presente da più tempo.
Vi ricordo, nel frattempo, di seguirmi su Twitter: trovate i miei link social sul doobly-doo.
Il simpaticissimo Efrem'sTube (avevamo fatto anche una collaborazione) mi chiede: "Quando giri un #DdVotr lo fai mentre vai da qualche parte di specifico, o giri a caso? O fai sempre lo stesso giro?"
Tra le altre cose dedicherò un vlog proprio a come nasce una puntata di #DdVotr, ma tolta questa parentesi: all'inizio approfittavo degli spazi mentre andavo tra un cliente e l'altro; adesso, invece, ho trovato un'abitudine: il sabato mattina faccio colazione in un bar che si trova in una punta di Siracusa, poi invece di ritornare verso casa (o verso l'ufficio) passando dalla strada "interna", faccio il giro "periferico" all'esterno di Siracusa, che è un giro un pochino più lungo, un pochino più "panoramico", dove trovo - di solito - meno confusione e meno traffico, e generalmente cerco di fare più o meno sempre lo stesso giro.
Però se mi capita di dover andare da qualche cliente, magari - non so - fuori città, se possibile metto la telecamera mentre faccio quella strada.
True colors, che mi dice "Grande: meriti non questo ma di più". Grazie, ma già questo per me è tantissimo. Mi chiede: "Hai mai pensato di mollare il canale?"
Io non ho cominciato nel 2014 con "Diario di Viaggio on the road", la mia storia è molto più lunga: comincia nel 2004 con "Diario di Viaggio", che era un Blog sulla piattaforma Blogger. E quindi: sì, ho passato la fase in cui non me la sentivo di aggiornare il blog, in cui volevo mollare tutto, in cui avrei voluto cancellare tutto. L'ho passata, ma tra il 2005 ed il 2006, undici anni fa.
Poi è passata quella fase, ed è continuata la fase nella quale mi piaceva condividere le cose, mi rilassava, mi faceva sentire soddisfatto con me stesso, e quindi ho continuato: la nascita di #DdVotr è stata una "promozione" del blog che è passato dall'essere un testo scritto ad essere un video.
Come diceva l'amico Filippo di Altroquando: "Tu per me sei sempre un blogger, a cui si è rotta la tastiera." Beh, in qualche modo possiamo considerare una cosa del genere.
Quindi nei tre anni in cui esiste questo canale YouTube non solo non ho mai pensato di mollare, ma al contrario all'inizio c'erano quelle volte in cui mi capitava di dire "cavolo: devo girare il video questa settimana, ma di che cosa parlo?", adesso invece ho talmente tanti argomenti che mi piacerebbe poter girare anche più di un video alla settimana, però il tempo materiale è solo per girare un video alla settimana!
Quindi: decisamente "sì, ho pensato di mollare tutto, ma più di dieci anni fa!"
Wolfgang, dal canale Sphinxstone (che - tra le altre cose aveva fatto un video su un plausibile futuro di YouTube in una specie di Christmas Carol. Una cosa divertentissima: se non l'avete vista ve la lascio linkata sul doobly-doo e sulla scheda. Andate e dategli un'occhiata: è veramente molto bello), mi dice: "Complimentissimi per il traguardo raggiunto. Che possa essere un nuovo punto di partenza"
Grazie: ma io... sono aperto a ogni genere di traguardo, per me già questo è un traguardo enorme... ma vediamo cosa ci prospetta il futuro.
E mi dice: "Da tecnico informatico, qual è stata l'esperienza più comica o surreale che hai vissuto con un cliente?"
Tantissime, ovviamente. Ma da una parte rischierei di fare spoiler rispetto alla prossima stagione di Vita da Tecnico, dall'altra - senza voler fare spoiler - prenderò un'avventura che ho già raccontato in Vita da Tecnico: quest'avventura è intitolata "Pronto Soccorso" e racconta di quando, dopo aver passato un'intera nottata con la protezione civile, venni chiamato da un cliente che aveva un problema al computer e... questa - secondo me - resta, ad oggi, l'apoteosi estrema, perché non mi è mai successo niente di così estremo, anche se comunque ci sono andato spesso vicino, ma di questo parlerò nelle prossime puntate di Vita da Tecnico.
Nel frattempo vi ricordo che ho fatto le nuove magliette di Vita da Tecnico: se ne volete una, trovate il link allo shop sul doobly-doo.
Lupetto Versilia, uno dei commentatori più attivi sul mio canale, lascia un messaggio molto lungo e poi mi dice: "Son curioso di sapere le robe che facevi in passato (tecnico in TV?) oltre che esperto archeologo dell'industria informatica".
Ebbene sì: ho cominciato all'età di 17 anni (un po' come una forma di volontariato), perché l'editore, che all'epoca è stato il più giovane editore televisivo d'Italia, era un ragazzo con la distrofia muscolare. E sono entrato a lavorare (poi è diventato un lavoro vero e proprio: ha funzionato moltissimo), dicevo: sono entrato a lavorare in un'emittente televisiva privata di Siracusa. Ho lavorato nella regia, ho fatto un po' tutto, perché quando lavori in un'emittente privata, non è che ci sono centinaia di figure: ci sono poche figure che devono fare un po' tutto il lavoro tecnico, quindi ho lavorato nella regia, ho fatto il cameraman (ho fatto il cameraman durante gli eventi sportivi), lavoro di messa in onda, ho fatto lavoro di montaggio video... ho imparato i rudimenti del montaggio video in analogico quando lavoravo in televisione.
Successivamente, quando poi l'emittente ha chiuso perché è stata venduta a un altro editore, ho cambiato attività, ho cambiato un po' campo: avevo passione per l'elettronica, per l'informatica in genere, quindi sono andato a lavorare in un negozio di computer.
Quanto all'archeologia informatica, stendiamo un velo pietoso sui miei quarant'anni e sul principio che ho cominciato ad appassionarmi e a seguire un po' l'ambito informatico sin da quando avevo undici~dodici anni, quindi ho visto crescere e svilupparsi l'informatica negli ultimi trent'anni, per questo ho una certa esperienza in quella che è archeologia informatica.
Se poi consideriamo che ormai nell'ultimo periodo quella che è informatica e tecnologia vecchia di un anno è già archeologia, veramente pensare all'informatica di trent'anni fa, siamo... non so al cretaceo!
Leonardo Vannucci (che tiene una rubrica intitolata "A Tu X Tube": parla di notizie, critica, politica etc; se non lo conoscete, andate a visitare anche il suo canale: è molto interessante. Link - come sempre - sul doobly-doo e sulla scheda) mi chiede "Qual è stata la situazione più complicata e difficile nella quale ti sei trovato svolgendo la tua attività di protezione civile?"
Grazie Leonardo: mi hai dato una bellissima idea, perché ci sarebbero due aneddoti molto particolari e molto complessi che vi potrei raccontare, ma questo allungherebbe un po' troppo questo vlog, per cui ho intenzione di raccontare questi due aneddoti in un vlog a parte (o - se dovesse venire molto lungo - in due vlog).
Quindi da una parte sicuramente ti racconterò le cose più difficili, più complesse, più particolari che mi sono successe in protezione civile, in uno (o due) video a parte. Ma adesso, per rispondere alla domanda, voglio raccontarvi un piccolo aneddoto che - invece - mi è successo negli ultimi due anni in cui ho svolto servizio antincendio. Entrambe le volte (due anni fa e l'anno scorso) che io son stato presente all'ultimo giorno di turno mi è successo di essere chiamato, dalla Sala Operativa della Regione, per incendi che minacciavano cimiteri.
Due anni fa al cimitero di Siracusa e l'anno scorso a un cimitero in provincia di Siracusa. In entrambi i casi non erano incendi "dentro il cimitero", ma fate conto - non so - "finisce" il cimitero, c'è la parete di confine del cimitero e subito fuori c'è un incendio abbastanza grosso.
Comunque dicevo una volta siamo arrivati a spegnere un incendio fuori dal cimitero di Siracusa, e l'anno dopo, proprio l'ultimo giorno di servizio, quando ormai pensavamo (alle quattro del pomeriggio, alle quattro e mezza del pomeriggio) "vabbè: SEMBRA tranquilla la situazione", un altro cimitero, tanto che dissi "Ma cos'è? L'ultimo giorno ogni volta mi riservano i cimiteri?"
E lì un'altra situazione complessa, perché al di fuori del fatto che stavano bruciando delle sterpaglie, c'era una discarica abusiva di copertoni (che avevano buttato dei copertoni qualche giorno prima) e avevano dato fuoco a 'sti copertoni, quindi ci siamo trovati con i vigili del fuoco, con i carabinieri - perché avevano trovato questa discarica in fiamme - ed era proprio sul muro del cimitero.
Tra l'altro - naturalmente - non vi risparmio il principio che poi, una volta rientrati a fine servizio, le battute sull'aver salvato dei cimiteri si sprecavano, perché naturalmente "guarda che se non era per noi, a quest'ora al cimitero SAREBBERO MORTI TUTTI!"
Scherzi a parte, questa era la cosa più particolare; comunque per quanto concerne due avventure molto complesse che ci sono successe, di questo vi parlerò in un altro video (o in altri due video, se dovessero venire molto lunghi).

Bene ragazzi, come sempre vi ringrazio per essere arrivati sino in fondo al vlog, spero di essere riuscito a intrattenervi: se ci sono riuscito, vi ricordo di fare pollice-in-alto e di condividere questo vlog con i vostri amici, anche su Whatsapp o Telegram.
Vi ricordo - se non l'avete già fatto - di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito, assumerete subito quel buon profumo di nuovo iscritto che ci piace così tanto... e che ce l'hanno già mille persone, quindi comincia anche a diffondersi questo buon profumo! Potreste già sentirlo intorno a voi...
Vi ricordo inoltre che se mi seguite sul mio canale Telegram (che vi lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Infine se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Detto questo di nuovo grazie a tutti e mille (e oltre) per esservi iscritti al canale, ciao e ci vediamo alla prossima!

domenica 18 giugno 2017

VLOG 168: Noia (e creatività?)

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Vi state annoiando, vero? Beh... forse non è così negativo come potreste pensare.
Adesso ve lo spiego, intanto cominciamo: sigla!
[♪♫♪]
Benvenuti a bordo, viaggiatori: sono Grizzly e questo è Diario di Viaggio on the road.
Tutto il giorno abbiamo la possibilità di essere intrattenuti, di essere distratti, di - non so - prendere il nostro smartphone e utilizzarlo per leggere le notizie, per guardare un programma televisivo, per guardare la nostra serie preferita, per guardare i nostri video youtube preferiti (come quelli del mio canale!), per... non lo so: giocare a qualche giochino.
Quindi diciamo che nell'arco della giornata è difficilissimo riuscire ad avere un momento di vera e propria noia.
Ma la noia è una cosa così negativa? In realtà no.
Qualche giorno fa guardavo un video di The Good Stuff, che parlava proprio della noia. Video che ho trovato molto interessante e che, per cominciare, vi lascio linkato sul doobly-doo e sulla scheda, così - se volete - potete andare a dargli anche un'occhiata.
L'analisi fatta in questo video della noia è molto interessante: si comincia a parlare della prima rivoluzione industriale, e di come si cominci a sviluppare quella che potremmo chiamare la «noia del tempo moderno», la possibilità di stare seduti a fare qualcosa di ripetitivo, che avviene proprio con la rivoluzione industriale: con l'avvento delle macchine che lasciano le persone isolate e a ripetere una cosa "ripetitiva" (appunto) tutto il santo giorno, restando isolati dagli altri, senza la possibilità d'interagire con le persone.
Questo ha sviluppato quella che potremmo definire «noia»; noi potremmo anche pensare "beh, ma PRIMA DI QUESTO non c'è mai stato qualcuno che si è annoiato?"
Sicuramente sì, però consideriamo una cosa... anche stupida: l'uomo delle caverne aveva ben poco tempo per annoiarsi, perché doveva tenere la mente "in esercizio": bisognava riuscire a sopravvivere, quindi bisognava pensare a come cacciare, a nuovi percorsi, a nuovi ripari, a esplorare, e quindi... a scoprire nuove armi: bene o male la mente era sempre "occupata" in un modo o nell'altro.
Mentre l'avvento dell'«epoca moderna» ha dato la possibilità di avere degli spazi, dei "buchi" (chiamiamoli), nei quali non si fa nulla, non c'è la necessità di fare nulla.
Ed ecco che si cerca un modo di distrarsi per evitare la noia.
Però il problema è che quando uno si annoia, appunto è solo con se stesso, e quando si è soli con se stessi si ha la possibilità di rimuginare, di pensare, di mettere in moto il cervello. E proprio questo fatto di «mettere in moto il cervello» aiuta in un processo, che è quello della creativitià: le più grandi opere di creatività sono venute fuori grazie allo sviluppo di menti che probabilmente erano anche eccellenti, ma non erano eccellenti perché erano nate così: la mente eccelle grazie all'esercizio, l'esercizio mentale eccelle grazie alla noia!
Questa cosa mi ha ricordato quella che c'era una volta, che era la figura del «casellante ferroviario» nel passaggio a livello, che quando passava il treno doveva andare ad alzare o abbassare manualmente le sbarre. Ma fra un treno e l'altro, soprattutto in determinati posti periferici magari potevano passare due ore, due ore e mezza, tre ore. E in queste due ore, due ore e mezza, tre ore in attesa dell'altro treno non c'era molto da fare, ed ecco che era molto tipico che il casellante passasse queste due~tre ore con la classica Settimana Enigmistica: non è che c'era molto altro.
Ma - come dicevo all'inizio - la noia, che è arrivata con i gesti ripetitivi e l'isolamento dovuto alla rivoluzione industriale, in qualche modo è diversa dalla noia che abbiamo al giorno d'oggi, perché il discorso di essere isolati, di non avere un contatto umano, sicuramente è cambiato moltissimo nel tempo: rispetto agli ultimi - non so - cinquanta~sessant'anni, cento anni, il numero di persone che vivono "isolate" in un certo qual senso è anche aumentato: ci sono molte persone che scelgono di andare ad abitare, non so, magari in una casa di campagna, magari in una periferia estrema; ma questo non le rende "persone isolate fisicamente": è solamente il luogo che è isolato, però c'è la connessione a internet, c'è la televisione, c'è il satellite, c'è tutto quanto: c'è comunque la possibilità di interagire con le persone; noi abbiamo ridotto moltissimo l'interazione umana vis-à-vis per così dire, ma abbiamo comunque aumentato moltissimo le altre forme di interazione umana: interagiamo con le persone attraverso i social, interagiamo attraverso gli strumenti, attraverso internet... e anche il modo di annoiarsi è cambiato tantissimo, perché abbiamo facilmente la possibilità di interagire con qualsiasi cosa. Come dicevo all'inizio: prendiamo il nostro smartphone, se non vogliamo interagire con nessuno e ci stiamo annoiando, lanciamo il classico giochino e passiamo magari un'ora, un'ora e mezza, in cui non c'è nulla da fare con un giochino sullo smartphone.
Il che, tra l'altro, ci porta a essere esseri umani che trascorrono anche dieci ore al giorno davanti a uno schermo, e non so quanto questo possa essere positivo.
Peraltro in un vlog tempo fa ho parlato di come può essere utile - ogni tanto - staccarsi dalla tecnologia e riscoprire il mondo circostante, andare magari in campagna, andare a vedere una stalla, andare a vedere gli animali.
Ed ecco quindi una considerazione finale: molti artisti (molti scrittori, molti - non so - pittori, scultori) hanno avuto una grande ispirazione dalle cose che sono venute per via della noia: ci doveva essere un modo di passare il tempo e il modo è stato - non so - scrivere, scolpire, dipingere etc. e comunque lasciare che la noia, in qualche modo, fluisse.
La tecnologia ci ha dato degli strumenti eccellenti per combattere la noia, ma è arrivato il momento di chiederci: è veramente necessario combattere la noia? O potrebbe essere utile, una volta ogni tanto, comunque lasciare che i pensieri facciano il loro corso e far scorrere un po' la mente in un gesto ripetitivo, in qualcosa che aiuti ad annoiarsi?
Non lo so: io - obiettivamente - riconosco che quando è il momento in cui ho un buco libero, preferisco riempirlo magari leggendo un buon libro, che è un modo per passare il tempo e non per annoiarsi.
Quindi non so effettivamente che cosa devo pensare e lo chiedo a voi: voi cosa ne pensate? Può essere utile annoiarsi? Oppure bisogna combattere la noia e bisogna, veramente, schiacciarla sotto un piede e trovare sempre un modo di riempire il proprio tempo libero? Può essere utile riempire il tempo libero anche con un po' di noia, per migliorare un po' la propria mentalità? Bisogna trovare un equilibrio? Non lo so! Parliamone nei commenti qua sotto, oppure su Twitter con l'hashtag #DdVotr
Direi che ho concluso per cui, se sono riuscito a intrattenervi (e non ad annoiarvi!), vi invito a fare pollice-in-alto e a condividere questo vlog con i vostri amici, anche su Whatsapp o Telegram: quantomeno avranno modo di passare del tempo, invece di stare lì ad annoiarsi!
Vi ricordo, se non l'avete già fatto, di iscrivervi al mio canale YouTube: è gratuito e assumerete subito quel buon profumo di nuovo iscritto, che rimane molto a lungo (può sembrare una cosa noiosa, eppure è una cosa piacevole anche quella!).
Inoltre, se mi seguite anche sul mio canale Telegram (che trovate linkato sul doobly-doo e sulla scheda) riuscirete anche a ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo video.
Infine: se c'è un argomento che vi piacerebbe io trattassi in #DdVotr, potete farmi sapere anche quello in un commento qua sotto.
Bene ragazzi: questo è tutto, per cui - come sempre - grazie, ciao a tutti e ci vediamo alla prossima!